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16 commenti

Il Massachusetts sempre più vicino a mollare i formati Microsoft

Bye bye, Bill


Secondo ElectricNews.net, lo stato del Massachusetts ha proposto di imporre a tutti i propri dipendenti l'uso di formati aperti per i documenti elettronici a partire dall'inizio del 2007. L'iniziativa di questo stato USA potrebbe produrre un effetto domino, inducendo altri stati a mollare i formati proprietari (tipicamente quelli di Microsoft).

La scelta di formati aperti deriva principalmente dalle preoccupazioni dello stato per quanto riguarda la futura accessibilità dei documenti scritti oggi. In parole povere, se un governo o un'amministrazione pubblica oggi scrive un documento in un formato proprietario (per esempio un certificato di nascita o una denuncia in formato Word), come può avere la certezza che quel documento sarà ancora leggibile fra venti, cinquanta, cento anni?. Fra vent'anni Word userà chissà quale formato, e l'unica azienda che sa precisamente com'è fatto il formato Word attuale è Microsoft. Fra venti, cinquanta o cent'anni, Microsoft se ne ricorderà? Microsoft esisterà ancora?

Da qui l'idea di usare formati aperti, la cui struttura è pubblicamente documentata. Fra 20-50-100 anni, un documento elettronico in formato aperto sarà ancora leggibile, perché anche se non dovesse più esistere una versione funzionante sui computer futuri del programma che ha scritto il documento, sarà sempre possibile pagare un gruppo di programmatori per scrivere da capo un programma che legga correttamente il formato del documento. Con un formato proprietario segreto, questo non sarà possibile.

C'è anche da considerare la preoccupazione per il ricatto economico. Se un governo scrive un documento in un formato proprietario segreto, sarà per sempre obbligato a usare programmi specifici per leggerlo. Se un governo scrive in Word, dovrà sempre comperare ogni nuova incarnazione di Word per poter leggere la montagna di documenti elettronici che ha scritto: dovrà comperare Word 2020, Word 2050, Word 2100, e tutti i Word intermedi. A che prezzo?

Microsoft queste cose le sa benissimo e ci tiene che i governi continuino a usare i suoi prodotti, visto che sono una delle fonti principali di reddito di zio Bill e soci. Come riassume Electricnews, nel 2003 l'amministrazione pubblica di Monaco minacciò di mollare Office e Windows perché Microsoft le chiedeva 36 milioni di dollari per l'aggiornamento del proprio software. Pensate a quante pensioni o a quante cure mediche si possono pagare con quella cifra.

Si fiondò a Monaco personalmente Steve Ballmer, numero due di Microsoft, per supplicare di ripensarci. Steve offrì uno sconto del 90%, ma Monaco decise di andare avanti lo stesso. Saggia decisione: più presto ci si libera dei formati proprietari, più presto si comincia a risparmiare i soldi dei contribuenti.

Fra l'altro, il Massachusetts non ha improvvisamente scoperto un sentimento anti-Microsoft. Fu l'unico stato che non raggiunse un accordo in una causa antitrust lanciata dal governo federale USA nel 2002, perché -- diceva il governo dello stato -- Microsoft era ancora impegnata attivamente nello strangolare la concorrenza. La Corte d'Appello USA ha respinto l'argomentazione del Massachusetts l'anno scorso, ma un po' di astio dev'essere rimasto.

In sostanza, non ha importanza il sistema operativo che si usa: ha importanza il formato in cui si scrivono i propri dati. Se il formato non è pubblicamente documentato, i nostri dati saranno sempre ostaggio di chi detiene il segreto e i diritti sul formato in cui sono scritti.

Vi siete mai chiesti perché, per esempio, Microsoft Office non integra la possibilità di salvare in formato PDF ma una suite gratuita come OpenOffice.org lo fa? Semplice: perché se diventa facile salvare in formato PDF (e i documenti governativi sono spesso concepiti per essere soltanto letti, una volta scritti), non è più necessario usare programmi Microsoft per leggere i documenti, e questo è male. Per zio Bill, s'intende.

Il formato PDF, fra l'altro, è proprietario ma pubblicamente documentato, per cui chiunque può scrivere programmi che leggono e scrivono PDF. E infatti non è necessario rivolgersi ad Adobe, proprietaria del formato, per procurarsi un programma che gestisca i PDF.

Meditate, governi e aziende, meditate :-)
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Commenti
Commenti (16)
il massachusetts è lo stato da cui parti la rivolta contro la madrepatria che portò all'indipendenza degli stati uniti. chissà che non si ripeta un nuovo "boston tea party" contro il software proprietario...
Speriamo bene...
Ma il bello è che un formato gratuito porebbe anche essere acquistato da una grossa azienda se vengono ceduti i diritti e tutti i partecipanti al progetto free vengono risarciti (cosa in questi tempi rara...ma non impossibile).
D'altra parte se consideriamo l'anno 3000...avremo per quel periodo delle evoluzioni dei formati liberi e non liberi e quindi ci saranno paleo-software-archeologi, ovvero novelli Indiana Jones (Speelberg junior*30, farà la centesima riedizione di Indiana Jones alla ricerca del santo Graal...cioè alla ricerca del santo formato di word2000) che vagando nelle stratificazioni dei siti troveranno i vecchi codec e li renderanno compatibili anche per le evoluzioni di Bit (64 Bit o 128...o peggio ancora se prendono piede le nanotech..) in alternativa è prevedibile l'istituto governativo per la copia digitale che tutto ciò che è "documento interessante" (tutto il peer2peer?!...hehehe...) lo copierà di volta in volta in formati attuali, di modo che non si perda il linguaggio di vecchi file papiro, cosa che tutto sommato darebbe anche libero sfogo agli informatici linguisti che studiando bit per bit le permanene-file creerebbero programmi vocabolario chiamati Stele di Rosetta per la traduzione dall'antico linguaggio al nuovo.

....

;)

Si ok...ho lasciato andare l'immaginazione e la fantasia...

Saluti.
Basta con il Microsoft-bashing, Attivissimo.
A parte il fatto che segnalo i problemi e i comportamenti anti-concorrenziali di Microsoft da quando non era ancora di moda e da prima del processo antitrust che l'ha riconosciuta colpevole, i concetti dell'articolo non riguardano solo Microsoft, ma qualsiasi azienda che usi formati proprietari, compresa per esempio Sony col suo Memory Stick. Microsoft è soltanto il più chiaro e diffuso esempio di questo problema.
me ne intenderò sicuramente poco, ma una domanda mi sorge spontanea:
Ma perchè secondo voi Windows è così buggato?

Mi spiego meglio, Zio Bill i soldi ce li ha. I dipendenti mi pare che li motivi abbastanza con balli sfrenati e pazzie varie o quanto meno li incentivi economicamente in modo non disdicevole.
Guadagna dai Bug?
E' praticamente il solo ed inconstratato sul mercato a pagamento...quindi gli costerebbe poco fare un prodotto meno buggato.
Di certo l'attenzione di molti cracker è rivolta al sistema windows (che credo magari sbagliandomi sia il sistema + usato)...quindi essendo un programma un insieme di regole ci sono molti + occhi che imparano le regole e trovano come evaderle.

Secondo voi è + vera quest'ultima o qualche altra motivazione per cui windows è buggato?
Tutti i sistemi operativi sono "buggati", nessuno escluso. La ragione principale per cui i sistemi Windows lo sono di gran lunga più degli altri, risiede nel fatto che per anni, in casa di zio Bill, le ragioni economiche hanno prevalso sulla buona progettazione. In pratica in casa Microsoft si è sempre dato maggior peso al 'far quattrini' piuttosto che a costruire prodotti di qualità. E lo dimostrano le frequenti patch che Microsoft è costretta a pubblicare per correggere le falle dei suoi prodotti.
Windows è così "colabrodo" anche per il fatto che quando zio Bill ha sfornato i primi sistemi operativi (tipo Windows 3.1, per intenderci) ancora internet non esisteva, almeno non nel senso in cui la intendiamo oggi, e quindi ha sempre sottovalutato i rischi che sarebbero derivati dalla diffusione della rete.
Il paragone con Linux viene a questo punto spontaneo. Perché il pinguino è più sicuro e non ha tutti i problemi e le vulnerabilità insite nei sistemi di zio Bill? Perché Linux è nato con internet e su internet e quindi esce già vaccinato contro tutte le insidie della rete. Inoltre allo sviluppo di Linux lavorano migliaia di programmatori indipendenti sparsi nel globo (e non quei dieci/dodici rinchiusi nei laboratori Microsoft), la maggior parte dei quali lo fanno per passione e non spinti da un ritorno economico. Qualcuno si è mai chiesto, ad esempio, perché le correzioni dei bug dei programmi open-source vengono sfornati in tempi velocissimi non appena viene alla luce la falla mentre Microsoft se la prende tranquillamente comoda (mente scrivo queste righe sono tra l'altro già state scoperte da parecchi giorni alcune nuove vulnerabilità di Internet Explorer. Cosa aspettano a mettere fuori le patch?).
Meditate gente, meditate!
Certo che lascia perplessi una cosa: dall'alto dei 45 miliardi di dollari passare da 10-15 programmatori a una cinquantina dovrebbe essere una bazzecola per zio Bill.
Non so quanto vengano pagati i programmatori alla microsoft, ma se considerassi una spesa di zio Bill di 1 miliardo con 100 programmatori, spetterebbero loro 10 milioni a testa.
Sarà mica che zio Bill è tanto bravo con i computer quanto ignorante in economia? In altre parole per lui lucrare sui programmatori assunti pare + darsi la zappa sui piedi.

Permettetemi una critica a linux (magari erronea): secondo me i problemi di linux sono 2
1) gli manca una rappresentanza legale (se microsoft non va come ha fatto Paolo Attivissimo ti leggi il contratto e se hai i cosiddetti denunci i rappresentanti o la società per farti restituire il dovuto) o dei rappresentanti che facciano le veci del gruppo.
2) mancano strumenti di conversione...in altre parole se ci fosse un programma stile decompilatori che permette di riconvertire da file di un formato per windows a file per altro formato sotto linux, sarebbe facilitato il passaggio dall'uno all'altro. A questo punto le società hardware considererebbero molto di + lo sviluppare driver per le loro periferiche sotto linux (poichè la gente sarebbe orientata facilmente alla riconversione).

Non vi sembra?

PS.Il primo punto per un'azienda od un ente è alquanto importante, poichè definisce dove andare a chiedere in caso di problemi.
Analogamente vi faccio notare che nel bilancio aziendale in genere hanno un forte peso le spese di management le quali sono atte al raggiungimento di un'organizzazione della struttura aziendale.
Quello che differenzia linux da windows quindi è il fatto che il primo forse non ha un'organizzazione interna (a parte le distribuzioni come red hot e simili)....distribuzione che potrebbe comunque essere libera e free se solo si mettesse in mezzo qualche economista oltre che soli programmatori.
Dunque, ci sono da chiarire un paio di concetti. Linux, a differenza di Windows, è gratuito. Cioè te lo scarichi da internet come file .iso, te lo masterizzi su cd e te lo installi. Punto. A cosa serve una "rappresentanza legale"? Linux non è un'azienda, è l'espressione di una filosofia, di un modo di intendere il software diametralmente opposto a quello di zio Bill. Se io, ad esempio, sono un bravo programmatore, posso contribuire allo sviluppo di Linux o di una sua applicazione liberamente, l'unico obbligo che ho è quello di mettere a disposizione di tutti quello che ho modificato. Per quanto riguarda il supporto in caso di difficoltà o problemi nell'utilizzo del pinguino, c'è a disposizione il più grande aiuto che possa esistere: la comunità di internet. Gli utenti Linux sono notoriamente apertissimi e dispostissimi ad aiutare chi vuole iniziare a usare il sistema libero attraverso canali di supporto, forum, chat, i vari Linux Users Groups (LUG) sparsi in ogni angolo d'Italia, ecc...
L'unico punto dolente di Linux è, semmai, che ancora oggi le aziende produttrici di hardware continuano a sfornare i driver dei loro prodotti unicamente per Windows, lasciando gli utenti Linux in mano alla comunità open-source (anche se ultimamente sembra che questa sciagurata tendenza stia cambiando).
Insomma, alla fine, quello che voglio dire è che non si può cercare di fare raffronti o paragoni tra Windows e Linux. Sono due mondi (per fortuna) completamente diversi. Le "rappresentanze legali" e gli economisti lasciamoli pure a Microsoft. La comunità open-source ha altre cose a cui pensare.
E' un peccato poichè dei rappresentanti che si legano a chi produce il software, esattamente come quest'ultimo possono lavorare gratuitamente e divenire punto di contatto fra due mondi, quello aziendale e il mondo linux. Quindi se a seconda come lo vuoi definire il gruppo linux o l'insieme di personalità di sviluppo...o similari si appoggiassero su una struttura organizzata (che può sempre essere free) potrebbero veramente essere interessanti.
Le hardware house ultimamente stanno cominciando a cambiare la posizione rispetto a linux, poichè è in progresso il numero di utenti linux.

Insomma se invece che solo una comunità di programmatori fosse una comunità + complessa è indubbio sarebbe molto + competitivo con windows rispetto a quanto lo è già.

E i Driver hardware sono una conseguenza del numero di persone che lo usano.
Come dice Piero Angela: "per ogni persona che percepisce un reddito che non produce, ce n'è un'altra che produce un reddito che non percepisce". Cosa vuol dire "lavorare gratuitamente"? L'essenza di Linux non sta nell'essere 'gratuito' ma nell'essere 'libero': ovvero non vincolato a un'azienda e alle sue politiche. Nulla vieta, però, che un'azienda si faccia pagare per prendersi cura dei sistemi installati presso i clienti, anche sistemi Linux. Il grosso difetto dei linuxiani è credere che tutti si intendano di informatica come loro (e, magari, come loro intanto si mantengano con un altro lavoro), così tralasciano le 'comodità' tipo wizard e help che fanno tanto preferire Windows alla stragrande maggioranza degli acquirenti di computer.
Mi sa che qui, a parte Paolo e pochi altri, c'è la tendenza a parlare di Linux da parte di chi non lo ha mai usato in vita sua...
Di wizard e aiuti vari su linux ce ne sono a miliardi, così tanti che dopo 5 mesi mi sono stufato della Mandrake e sono passato a Gentoo. Ho appena installato linux sul pc del miei genitori e loro in passato non hanno mai usato un computer. Sono sicuro che gli utenti windows (per pigrizia forse?) hanno più difficoltà con linux che non dei veri e propri profani del computer.
Saluti
Io posso dire di aver provato tutti i sistemi operativi che Paolo cita più spesso: Windows, Mac OSX e Linux.
La mia impressione quando uso windows è di essere costantemente preso in giro, windows ci deride, ci fa degli stupidi scherzi in continuazione, e parlo di scherzi che sembrano fatti apposta per quelli che di computer non ne capiscono niente, visto che i messaggi di errore di win sono spesso incomprensibili e nemmeno il più grande guru microsoft li comprende tutti..Io capisco la maggiorparte di questi errori, tutti dicono più o meno "formatta il tuo pc" oppure "la prossima volta compra una scheda madre di marca"

La mia esperienza su linux è stata abbastanza positiva, finchè non ho cominciato ad installare programmi e periferiche...Su linux ho sempre l'impressione di essere snobbato, è un sistema che mi dice "per capirmi dovrai passare tutta la vita a cercare e poi leggere manuali su internet, a scegliere la bash più comoda, e solo così saprai come usarmi" sembra un'esperienza mistica, forse un giorno andrò in himalaya con un portatile linux per scoprire come si aggiunge un percorso alla variabile path di linux ma per ora necessito di tempo per dialogare anche con le persone. Linux è un sistema operativo per chi ha comprato il computer col fine di smanettare, io non sono così e soprattutto non lo sono tutti quelli che col computer devono lavorarci.

Quando ho provato il Mac, ho avuto la sensazione che qualcuno prima di me avesse già configurato tutto al meglio, che non ci fosse nient'altro da toccare e che potevo lavorare liberamente.
E' vero che ci vuole sempre un po' di controllo, ma sinceramente per avere un po' di controllo su windows bisogna COMPRARE delle applicazioni specifiche, per averlo su linux bisogna studiare per tutta la vita ed è l'unico modo per usarlo. Su mac non ne ho idea, ma credo che dopo aver configurato windows e linux il mio passo successivo è....lavorarci, ascoltarci la musica, guardarci dei film e leggere le ultime notizie della rete in tutta tranquillità senza dovermi preoccupare.

Riguardo al fatto che windows abbia dei bug, avete mai sentito parlare della causa contro l'autore del PGP? Per il governo americano era inaccettabile che persone comuni potessero scambiarsi informazioni in modo talmente sicuro che neanche il governo stesso poteva leggerle. Windows rappresenta in toto questa filosofia, ogni mese esce un nuovo bug, e poi l'aggiornamento, in modo da garantire un cospicuo numero di computer esposti, esposti al controllo remoto dello stato. Si è vero che adesso ne escono sempre di meno, ma pensate un'attimo a quanti sanno aggiorarsi il computer e a quanti possono permettersi di collegarsi ad internet..

Un saluto a tutti ;-)
In genere è abbastanza normale che ognuno "tifi" per il sistema operativo che più gli piace o col quale si trova meglio. Ho un sacco di amici che hanno provato a passare da Windows a Linux, ci si sono scornati contro e sono tornati indietro recriminando. Mi sembra perfettamente normale. Ognuno deve essere libero di usare il sistema operativo che preferisce o che riesce a gestire meglio. Neppure io sono un linuxiano duro e puro: anche se la maggior parte del mio 'lavoro informatico' l'ho trasferito su Linux, per alcune cose devo ancora tornare di là. Linux, contrariarmente a quanto sostiene Stefano - almeno dal mio punto di vista -, non richiede di passare tutta la vita a studiare informatica per poterlo utilizzare, richiede solo un piccolo impegno supplementare rispetto a Windows (Stefano ti devo fare una confessione, ma non dirlo a nessuno: nonostante utilizzi Linux da più di un anno non ho ancora imparato a installare le applicazioni da linea di comando [decompressione dei tarball, compilazione sorgenti e installazione], tutte le applicazioni che mi servivano le ho installate grazie alla sterminata quantità di programmi già pacchettizzati [.rpm] che si trovano in rete).
Quindi, per concludere (anche se forse un pò semplicisticamente), viva la libertà software. Windows, Linux, Mac... che ognuno usi quello che vuole basta che gli piaccia e che si trovi bene.
"Si è vero che adesso ne escono sempre di meno, ma pensate un'attimo a quanti sanno aggiorarsi il computer e a quanti possono permettersi di collegarsi ad internet.."

Si ma che controllo da remoto subiscono se non possono collegarsi a internet? Non trascuri gli aggiornamenti via cd offerti da riviste, amici con la dsl, e ma microsoft stessa?
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"Il grosso difetto dei linuxiani è credere che tutti si intendano di informatica come loro (e, magari, come loro intanto si mantengano con un altro lavoro), così tralasciano le 'comodità' tipo wizard e help che fanno tanto preferire Windows alla stragrande maggioranza degli acquirenti di computer."

In effetti la presenza del solo linux dà la possibilità di fare tutto il controllo remoto dei computer che i programmatori linux vogliono tanto quanto il monopolio microsoft crea le medesime condizioni.
Un mondo in cui tutti lavorano gratuitamente poi idealmente è molto interessante, ma non sostenibile.
Se ci pensate già ora esiste la disoccupazione...se ci fosse gente che lavora gratis e gente che non lavora, si creerebbero due classi, una di nobili poltroni ed una di sottomessi a lavorare. Quindi o il tempo diventerebbe la nuova moneta o si creerebbero forti contrasti civili.
In una situazione di monopolio invece la cultura del libero è la giusta alternativa per contrastare la posizione dominante. Ma l'optimum è la coesistenza di entrambe.

saluti
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