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40 commenti

Attivissimo.net fermo? [UPD 2006/08/06]

Attivissimo.net fermo, ci sto lavorando ma sono in vacanza


Dannazione!! Il mio server è andato "in vacanza", ovviamente proprio quando in vacanza ci sono andato anch'io, per cui sto coordinando un ripristino da remoto tramite la connessione Internet di un chiosco in quel di Carnforth, in Inghilterra. Ci sto lavorando, appena posso torna tutto come prima.

Come dicevo, appunto, sono in giro per un paio di settimane di vacanza in Inghilterra e quindi mi collego a Internet sporadicamente e con mezzi poco ortodossi, per cui non aggiornerò questo blog per qualche giorno, finché non riesco a rimettermi online a tariffe meno ladresche di quelle degli Internet cafè.


Aggiornamento 2006/08/01


Sono tornato online alla buona, il server di Attivissimo.net è kaputt e non tornerà online per qualche giorno. Nel frattempo, sto ridirigendo Attivissimo.net a questo blog. E' il meglio che posso fare nelle condizioni improvvisate in cui mi trovo. Appena ci sono novità le segnalerò qui.


Aggiornamento 2006/08/03


Il problema di Attivissimo.net è a livello hardware, non software (nessun attacco, insomma), per cui ci vorrà un po' di tempo. Abbiate pazienza: sono gli inconvenienti delle soluzioni a basso costo, indispensabili vista la quantità strepitosa di banda mensile consumata da Attivissimo.net. Se nel frattempo qualcuno vuole offrire hosting per circa 4 GB di sito con molta, molta banda mensile, mi faccia un fischio!

Altra cosa: si sono scatenati gli spammer, e sto delegando la sorveglianza del blog ad amici sempre online che purgheranno lo spam appena si presenta. Nel frattempo, però, se vi va potete divertirvi a scoprire chi sta dietro uno spam politico che infesta il mio blog da qualche tempo: un imbecille che continua a pubblicare un commento sul cosiddetto "Depierro pensiero".

Il testo del post (parziale) è questo:

INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, all’Iraq, al sistema elettorale, all’economia.Il ''depierro
pensiero''. Angelo M. D'Addesio*

Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. ... [bla bla bla] ...Antonello De Pierro, giornalista, direttore del portale di informazione nazionale Italymedia e da tempo impegnato nel giornalismo di denuncia sociale. Ha collaborato per “La Stampa” e “L’Opinione”, ha diretto nel 2003 il mensile “Nuove proposte” ed ha condotto programmi nel circuito tv Stream, oltre che essere un assiduo ideatore di trasmissioni per Radio Roma ed altre emittenti locali nel Lazio. Oggi è molto attivo nel giornalismo on line e nell’informazione telematica grazie al sito di
informazione da lui diretto Italymedia.it

Non so chi sia Depierro e se chi posta questo spam sia un suo sostenitore malato di mente o uno che vuole dargli fastidio spammandone il nome in Rete, e comunque gli auguro di essere colpito dalla vendetta di Montezuma come si addice a ogni spammer, ma se ne sapete qualcosa, scrivete nei commenti qui sotto. Con le connessioni a 9 euro l'ora degli alberghi inglesi che sono un'istigazione al wardriving, non ho tempo di Googlarmelo io. Vi va di fare i detective della Rete intanto che sono in ferie? Allora buon divertimento!


Aggiornamento 2006/08/06


Grazie per le info sul "caso De Pierro". Nel frattempo sono tornato online a tempo pieno e posso mettermi seriamente al lavoro per ripristinare Attivissimo.net. Maggiori info a breve!
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SMS che ti ricarica 8 euro? Vodafone smentisce

Invia questo SMS e riceverai 8 euro di ricarica!

Questo articolo vi arriva grazie alla donazione straordinaria di "carlabertin****".

Direttamente da Vodafone Italia ricevo la smentita di un invito che sta passando di telefonino in telefonino in queste ore. Il testo dell'invito-bufala è grosso modo questo:
Vo 00Summer. Invia questo SMS a otto clt e riceverai gratuitamente una ricarica di 8 euro. Info su www.190.it
Come dice lapidariamente Vodafone, è "assolutamente una bufala", per cui non è il caso di inoltrare il messaggio.
28 commenti

Sciopero dei cellulari contro gli SMS a 1 euro!

Antibufala: sciopero generale dei cellulari il 24 luglio per protestare contro i rincari. Che non esistono

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giusedia" e "g.benussi".

Da qualche giorno gira un appello in favore di un cosiddetto "sciopero generale dei cellulari" indetto per il 24 luglio:
SCIOPERO GENERALE DEI CELLULARI

Da una nota dell'Unione Europea tutti i gestori Italiani delle linee telefoniche (TIM, WIND, VODAFONE) aumenteranno sia il costo degli SMS che delle chiamate entro il 31 luglio 2006 per adeguare i prezzi agli standard richiesti dall'Unione.
Un sms costerà 1 euro!!!!!!!!

E' ovviamente già partita una campagna contro quello che potrebbe essere
un furto vero e proprio ma soprattutto legalizzato!

Per impedire ciò è stato indetto uno sciopero dei cellulari il giorno 24 luglio 2006

In quelo giorno dovrai lasciare spento il cellulare per tutte le 24 ore.

I gestori telefonici hanno già detto che sarà impossibile riuscire in tale impresa!

Gira questa mail a tutti i tuoi amici e mi raccomando, il 24 luglio 2006 torna ad essere una persona come lo eri tanti anni fa... senza cellulare!
L'appello è una bufala. Non è in programma alcun rincaro tariffario, men che meno uno che porti gli SMS a un euro ciascuno, e l'Unione Europea non impone affatto le tariffe cellulari.

Di conseguenza, chi diffonde questo appello dimostra non tanto di essere una persona senza cellulare, ma una persona senza spirito critico e pronta ad abboccare a qualsiasi fandonia. Per evitare figuracce, insomma, è meglio evitare assolutamente di diffondere questa panzana.
15 commenti

Virus usa Zidane come esca

Ascolta l'insulto di Materazzi, così ti becchi un virus

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mc7485" e "maury".

L'inventiva degli spammer e dei vandali della Rete non conosce limiti. Ha preso a circolare un e-mail che promette di rivelare che cosa Materazzi ha detto a Zidane ma in realtà porta a una trappola virale.

Una delle versioni dell'e-mail virale ha il mittente gazzettasprtiva@alice.it, ha come oggetto "Finalemnte [sic] potrete ascoltare l'insulto di materazzi" e contiene questo testo:
SENSAZIONALE, la TV tedesca, detentrice dei diritti video di Germania 2006, a porato [sic] al cospetto della FIFA l'incredibile registrazione audio del colorito insulto che il nostro Materazzi avrebbe rivolto al giocatore francese, il lavoro di filtraggio è stato difficile ma la qualità della registrazione è sufficiente a capire anche ad orecchio inesperto il testo dell'insulto.
Segue un link che dice "Ascolta l'insulto di Materazzi" e porta a www.liquirizia.biz/materazzi_audio, che in questo momento non risponde ma che stando alle segnalazioni di Websense (con schermata del sito-trappola) conteneva una serie di trojan per Windows e per varie versioni di Internet Explorer e (a detta degli autori dei trojan) Firefox.

Questi trojan, in alcuni casi, possono installarsi senza che l'utente debba fare alcunché, come descritto da Websense qui, e sono in grado di registrare quello che digita la vittima, scaricare ulteriori pezzi di codice virale, o aprire accessi nascosti (backdoor) nei computer delle vittime.

La cosa interessante è che i siti infettati (oltre un migliaio) compilano e pubblicano statistiche sul successo delle infezioni. Il kit d'infezione, inoltre, è in vendita a 20 dollari su un sito russo, con tanto di programma d'installazione facilitato.

L'infettabilità di Firefox è un po' dubbia: la pagina di Websense già citata mostra la "pubblicità" degli autori di questo kit d'infezione, che appunto si vanta di essere in grado di infettare IE e FF, ma mostra anche le statistiche delle vittime, e le colonne dedicate a Firefox sono tutte a zero.

Comunque sia, è un altro ottimo esempio di come si usa la psicologia come ariete per sfondare le difese tecnologiche.
32 commenti

Trusted Computing blocca gli upgrade?

Niente aggiornamenti dell'hardware grazie al Trusted Computing?


Sfogliando un articolo di Ars Technica dedicato ai prossimi Mac, mi sono imbattuto in una considerazione interessante sul Trusted Computing. Il controverso chippettino TPM presente in tutti i nuovi Mac, documentato in un articolo precedente, potrebbe avere anche un'altra funzione sgradita oltre a quella di creare sistemi anticopia (DRM) che violano i diritti degli utenti legittimi: impedire l'aggiornamento dell'hardware.

Siamo abituati a poter aggiornare i nostri computer cambiando memorie, processori, dischi rigidi, schede grafiche e quant'altro in modo da evitare di buttar via periodicamente tutto e ricomprare tutto da capo. Questo è un risparmio per noi, ma una mancata occasione di guadagno per chi produce hardware.

Apple è in una posizione particolare: gran parte del suo giro d'affari deriva appunto dalla vendita di hardware, sotto forma di iPod e di computer; in termini di bilancio, il software (compreso Mac OS X) è quasi trascurabile. Dal punto di vista degli utenti, invece, il software è uno dei principali motivi per comperare Apple. Da qui nasce un conflitto, ed è per questo che Apple cerca strenuamente di legare Mac OS X all'hardware Apple, al punto di integrare un chip Trusted Computing in ogni nuovo Mac per impedire (con relativo successo) che Mac OS X giri anche su hardware non-Apple.

Come dice Ars Technica, per una società che dipende dalla vendita di hardware, la possibilità di cambiare processore senza cambiare il resto del computer è una chiara minaccia al priorio modello commerciale. Da qui l'ipotesi (e va sottolineato che per ora è un'ipotesi) che Apple ricorra al chip TPM per impedire il cambio di processore e gli aggiornamenti in generale. Traduco:

Il TPM è stato incluso in tutti i Mac Intel venduti finora, e non c'è motivo che mancherà nei Mac futuri. Ha molti usi possibili, ma per Apple si riducono a due.

Il primo è che Apple vuole legare Mac OS X all'hardware Apple. Non è una novità: la EULA di Mac OS X consente all'utente di farlo girare soltanto su Mac. Esistono, e continueranno ad esistere, trucchi per eludere questa limitazione, ma per la maggior parte degli utenti il chip TPM garantirà che OS X giri soltanto su un Mac.

Il secondo, più importante per la nostra discussione, è la possibilità che un chip TPM possa impedire gli upgrade del processore. Una delle funzioni interessanti (o inquietanti) del TPM è che può legare una specifica configurazione hardware a una specifica macchina. Nel caso dei Mac, questo impedirebbe agli utenti di installare un nuovo processore.

L'articolo prosegue notando che ci sono altri modi per ottenere lo stesso impedimento, ma è interessante notare come il chip TPM si presti così agevolmente a questo tipo di manovra di controllo del mercato. Ci si trova, insomma, ad usare hardware intenzionalmente menomato per scopi commerciali, ed è per questo che molti considerano il Trusted Computing una trappola contraria alla libera concorrenza e ai diritti dei consumatori.
105 commenti

“Danza lenta”, bufala sulla pelle dei malati

"Danza lenta", appello-bufala per una malata inesistente. E un appello autentico per i malati veri


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "cleostrato" e "marvek".

Sta circolando un appello che contiene una poesia, "Danza lenta", che sarebbe stata scritta "da una adolescente, malata terminale di cancro in un ospedale di New York". Secondo l'appello, l'American Cancer Society donerà 3 cent per pagare le sue cure per ogni copia del messaggio che invierete ai vostri amici e colleghi.

Si tratta di una bufala. Secondo Snopes.com, la versione inglese di questo messaggio risale al 1999, e la poesia non è stata scritta da una ragazzina morente, ma è opera dello psicologo dell'infanzia David Weatherford: trovate l'originale inglese sul suo sito.

Inoltre, come già descritto per altri casi analoghi, l'American Cancer Society non fa lotterie del tipo "se totalizzi abbastanza inoltri ti salviamo, altrimenti ti lasciamo crepare".

Infine, i messaggi inviati non vengono tracciati, e il dottor Dennis Shields citato nell'appello è semplicemente un medico il cui nome è finito in coda all'appello, probabilmente a causa di un suo inoltro incauto.

Eccovi il testo dell'appello-bufala:

Questa poesia è stata scritta da una adolescente, malata terminale di Cancro in un ospedale di New York. Vuole vedere quante persone la leggeranno. La poesia dice molto. Per favore falla girare.

E´ stata spedita da un medico. Accertati di leggere anche ciò che c´è scritto nelle frasi finali dopo la poesia.

DANZA LENTA

Hai mai guardato I bambini
In un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
Quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno In volo?
Quando dici "Come stai"?"
Ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
Ti stendi sul tuo letto
Con centinaia di questioni successive
Che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà
Mai detto a tuo figlio, lo faremo domani?
Senza notare nella fretta,
Il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
Con una buona amicizia che poi è finita
Perchè tu non avevi mai avuto tempo
Di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà

Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte
Ti perdi la metà del piacere di andarci.

Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno,
E´ come un regalo mai aperto .. . . Gettato via.

La vita non è una corsa.
Prendila più piano
Ascolta la musica
Prima che la canzone sia finita.

Inoltra questa email. Le emails vengono conteggiate.

A tutti voi:

VI PREGO SPEDITE QUESTA EMAIL A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE - e magari anche a quelli che non conoscete. E´ la richiesta di una ragazzina speciale che Presto lascerà questo mondo a causa del cancro.

A questa ragazzina rimangono 6 mesi di vita, e come ultimo desiderio, ha
Voluto mandare una lettera per dire a tutti di vivere la propria vita
Pienamente, dal momento che lei non potrà farlo.

Non potrà mai promuovere niente, prendere il diploma,sposarsi o avere una
Propria famiglia.

Se spedisci questa email al maggior numero di persone possibili, potrai dare a lei ed alla sua famiglia una piccola speranza, perché per ogni nome a cui verrà inviata, The American Cancer Society donerà 3 cent per pagare le Sue Cure e il piano di guarigione.

Un ragazzo l´ha mandata a 500 persone!

Noi tutti possiamo spedirla almeno a 5 o 6 persone. Non stai dando soldi ma solo un po´ del tuo tempo!

PLEASE PASS THIS ON AS A LAST REQUEST.

Dr. Dennis Shields, Professor
Department of Developmental and Molecular Biology

Come fa un appello del genere a sopravvivere, farsi tradurre e proliferare per sette anni? Semplice: fa leva sulla pigrizia. Chi lo inoltra è troppo pigro per controllarne con Google l'autenticità e crede di poter fare del bene senza far fatica.

Se volete davvero fare del bene per i malati, non basta cliccare su Inoltra. Ci vuole impegno vero. Alcuni giorni fa ho ricevuto da un lettore, Marco, un messaggio che è un appello e un richiamo forte a quest'impegno vero, purtroppo spesso disatteso:

Caro Paolo,
Venerdì scorso è morto mio fratello, stroncato da una polmonite dovuta alla
chemioterapia cui si era sottoposto prima del trapianto delle cellule
staminali per curare la leucemia.
E' stato un dolore ed è una sofferenza terribile.
Lui mi ha fatto conoscere il tuo sito ed il tuo servizio... Da appassionato
qual era..

E' possibile mandare un saluto ai tuoi iscritti ed invitarli a prendere
coscienza della registrazione nella banca mondiale del midollo?

Le parole non possono nulla contro una perdita così grave, ma le azioni possono impedire che avvenga ancora. Pensateci. E se volete, mandate un abbraccio virtuale a Marco e a suo fratello nei commenti. Io l'ho già fatto in privato.
29 commenti

VMWare diventa gratuito

Virtualizzazione per tutti: anche VMWare diventa gratuito

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L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

E' di moda la virtualizzazione: la creazione di un computer virtuale in sostituzione di quello reale. Si prende un normale PC, gli si installa un apposito programma, come VMWare Server o Microsoft Virtual PC 2004, QEMU o XEN, che crea appunto un "finto computer" nella memoria del computer reale. In questo computer "finto" (o più propriamente "virtuale") si installa poi un sistema operativo a piacimento, esattamente come se si trattasse di un computer vero.

Fatto questo, si usa il computer virtuale come se fosse uno vero. Il vantaggio di questa complicazione è che il computer virtuale è un file: come tale, è facilissimo salvarlo, trasferirlo o ripristinarlo in caso di malfunzionamento o infezione. Molto più facile che farlo con un computer reale.

Per esempio, potete lavorare e andare su Internet usando il computer virtuale, esattamente come uno vero, con una penalizzazione minima di prestazioni; se il computer virtuale s'infetta o installate un programma che vi incasina il sistema operativo, basta letteralmente un clic per riportarlo alla condizione sana precedente.

I punti di ripristino di Windows hanno prestazioni simili, ma non ricreano da capo l'intera installazione, per cui non sono a prova di virus e non consentono di trasferirla da un computer all'altro. I computer virtuali, infatti, sono migrabili da un PC a un altro semplicemente copiando un file.

Per esempio, la normale migrazione di Windows da un PC a un altro comporta l'installazione e configurazione da capo di Windows, dei driver e di tutti i programmi sul nuovo PC. Ma se sul PC vecchio avete già attivato la virtualizzazione, sul PC nuovo vi basta installare il software di virtualizzazione e poi copiare il file contenente il computer virtuale dal PC vecchio al PC nuovo: ripartite subito, senza reinstallare e riconfigurare nulla. In più siete sicuri di poter tornare indietro e ripristinare in caso di problemi (infezioni e simili).

Potreste addirittura tenere il vostro computer virtuale su un disco rigido rimovibile e spostarlo fra vari PC (purché dotati di software di virtualizzazione) semplicemente collegandovi il disco.

Sono concetti un po' complicati da descrivere, ma molto intuitivi se visti in azione. E da pochi giorni potete provare la virtualizzazione gratuitamente in tutto e per tutto: anche VMWare, come Microsoft Virtual PC, ha reso gratuito il proprio software Server (VMware Player è già gratuito da tempo, ma non consente di creare sistemi operativi ospiti).

Mentre Microsoft Virtual PC è disponibile per Windows e Mac PPC, VMWare è disponibile per Windows e per Linux: potete quindi usarlo non solo per far girare Windows virtuale su Windows reale, ma anche Linux su Windows, o Windows su Linux, o Linux su Linux... La virtualizzazione, insomma, è un modo per sperimentare software alternativo senza soffrire. Provate!

Aggiornamento (2006/07/18)


Su segnalazione dei lettori, ho aggiunto anche i link a QEMU e XEN, programmi di virtualizzazione open source.
87 commenti

11/9, nasce il blog apposito Undicisettembre, per indagare senza strillare

Come promesso, le mie indagini sull’11 settembre vanno avanti, ma non qui: insieme ad altri ricercatori ho aperto un blog apposito, Undicisettembre. Dategli un'occhiata, contiene già parecchio materiale, compresi i rari file originali non ricodificati dei filmati del Pentagono, e un’eccezionale ricostruzione digitale dell'impatto al Pentagono.

Undicisettembre consente commenti soltanto ai membri, per evitare il solito mare di polemiche e d’insulti. Se volete commentare, scrivetemi e pubblicherò gli interventi più interessanti.

Per diventare membri, basta che scriviate un articolo d’indagine ben fatto e documentato e me lo mandiate. Dopo l’incredibile puntata di Enigma su Raitre di ieri, offrire una campana diversa da quella confusa, stonata e fragorosa dei complottisti diventa ancora più doveroso.

Nel frattempo, l’analisi di Inganno globale va avanti e rivela falle, omissioni e invenzioni sempre più consistenti. Per chi volesse scaricare ed esaminare questo "film-inchiesta" (la definizione è dell’autore, non mia) in formato XviD ad alta risoluzione, è disponibile qui in una versione curiosamente etichettata "Solo per collaboratori/amici di Luogocomune" ma accessibile a chiunque. Io l’ho trovata tramite Google.
6 commenti

Attivissimo.net fermo domattina (14/7)

Attivissimo.net fermo domattina (14/7) per manutenzione, niente panico

C'è un po' di manutenzione hardware da fare, per cui domattina (venerdì) Attivissimo.net sarà irraggiungibile per un breve periodo.

Aggiornamento (20060714, 11:45)

Manutenzione terminata stamattina presto, tutto a posto.
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Prova di Gizmo questa sera

Aiutatemi a provare Gizmo stasera!

Chiamatemi da adesso fino alle 22 su Gizmo, se volete fare una prova e fare due chiacchiere: mi trovate come paoloattivis. Speriamo sia meglio di OpenWengo.
  • Interfaccia intuitiva e in italiano (o perlomeno qualcosa che gli somiglia).
  • Test audio integrato e automatico. Funziona.
  • Registrazione delle conversazioni integrata.
  • Tempi di risposta in chat molto rapidi.
  • Disponibile per Windows, Mac e Linux.
  • Crash al primo tentativo di chiamata.
  • Al secondo tentativo (chiamata ricevuta), clicco sull'icona per rispondere ma il programma mi ignora e continua a squillare.
  • Al terzo tentativo (chiamata uscente), squilla ma il destinatario non risponde, e il programma non permette di interrompere il tentativo di chiamata.
Se questa è la qualità delle alternative, Skype si merita la sua posizione dominante; per quanto discutibile sia la sua politica aziendale, perlomeno il suo software funziona.
19 commenti

Chi mi aiuta a testare OpenWengo al posto di Skype?

Prova sul campo di OpenWengo, alternativa libera a Skype

Questo articolo vi arriva grazie alla donazione straordinaria di "mc7485".

Come sapete, ho mollato Skype dopo la scoperta dei suoi trucchetti che favorivano Intel ai danni della concorrenza, e da allora sono a caccia di un'alternativa che sia conforme agli standard aperti (diversamente da Skype, che usa un protocollo tutto suo) e preferibilmente basata su software libero.

Molti di voi mi hanno consigliato di provare OpenWengo, disponibile per Windows, Mac e Linux, distribuito secondo licenza GPL (niente trucchetti, quindi) e dotato di plug-in per Firefox.

Eccomi qua: da subito fino alle 19 circa, mi trovate su OpenWengo come paoloattivis. Se avete un microfono, possiamo comunicare a voce oltre che in chat. Fatevi sentire! Pubblicherò qui i risultati della prova.

Risultati

Il software, perlomeno in versione Mac, è una vera schifezza. Crasha con estrema disinvoltura, ha un'interfaccia per nulla intuitiva, e l'audio è risultato inascoltabile in tutte le chiamate fatte durante l'oretta di prove. L'unica cosa che funziona è la chat. A proposito: grazie a tutti per il test!
  • Il software è soltanto in inglese e francese (ma essendo software libero, chiunque può creare la versione italiana o in qualsiasi altra lingua).
  • Chiamando un utente non connesso, risponde una voce in francese, e non mi sembra ci sia modo di cambiarla.
  • Non so se è per via dei privilegi limitati del mio account di lavoro sul Mac, ma le opzioni di privacy e di notifica sono in grigio e non modificabili.
  • Sembra che si possa interfacciare con i client di messaggistica istantanea di GoogleTalk, MSN, AIM/ICQ e Jabber.
  • Il numero di test 333 ha funzionato, ma nessuna chiamata da utente a utente ha avuto successo.
  • L'opzione di invio di SMS (a 8 eurocent l'uno) funziona.
  • Vengono dati 2 euro di credito appena si attiva il software. Chi vuole ulteriore credito deve registrarsi per i servizi a pagamento.
In sintesi, OpenWengo non è un'alternativa decente. Ora scarico e installo Gizmo.
30 commenti

False mail di Poste.it, phishing insolito

Attenti alle false comunicazioni di Poste.it, sono un phishing evoluto



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L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Da un paio di giorni mi arrivano segnalazioni di un insolito tentativo di phishing ai danni degli utenti di Poste.it. Non solo il messaggio-esca è confezionato in modo molto professionale, senza errori d'italiano e con un linguaggio molto burocratese e realistico, ma la sua caratteristica saliente è che a differenza dei phishing tradizionali, questo non contiene alcun link-trappola.

Dopo il logo di Posteitaliane, come vedete nell'immagine qui sopra, il messaggio ha un'intestazione molto formale:

Informazioni Utente:
Tipo di Servizi Erogati: Erogazione Servizi Per Privato (cod. 001)
Codice Cliente: 8010225/001(s)
Indirizzo: [ VERIFICATO MEDIANTE TELEGRAMMA ]
Cod. Ufficio postale prima registrazione: 0001826/(S 2)

Davvero geniale l'idea del "verificato mediante telegramma": in questo modo il phisher evita di rivelare che non sa l'indirizzo postale del destinatario ma crea l'impressione di conoscerlo.

Oggetto: Comunicazione Urgente nr. 802 - 07/2006

Gentile Cliente,

I servizi PosteOnLine di PosteItaliane, che Le consentono di effettuare operazioni postali direttament dal Web, saranno temporaneamente interrotti a causa di inefficienze tecniche che il nostro personale tecnico provvederà a riparare.

L'interruzione dei servizi avverrà Lunedì 17 Luglio a partire dalle ore 06.00.Il Ripristino dei suddetti, avverrà entro e non oltre Lunedì 24 Luglio.

Entro tale data tutti i servizi Internet di PosteOnLine saranno ripristinati.Questo processo di upgrade potenzierà i servizi di Web Banking riducendo i tempi di attesa e rendendo le operazioni più sicure e stabili.

Un'interruzione di servizio di un'intera settimana è un po' anomala, persino per i livelli di disservizio ai quali si è purtroppo abituati in Italia, ma passa facilmente inosservata grazie al linguaggio burocratico e alle diffide incluse nel testo:

In base agli artt. 143 e 213/a, da Lei accettati al momento della sottoscrizione del contratto, Posteitaliane declina ogni responsabilità oggettiva e/o soggettiva relativa all'interruzione dei servizi in oggetto, fornendo valide e utili alternative ai servizi resi non operativi da problemi tecnici derivanti da cause che, tuttavia, prescindono dalla volontà di Posteitaliane.L'utente finale viene avvertito con un utile anticipo di almeno 5 giorni per ridurre al minimo eventuali disagi arrecati.

Come ulteriore autenticazione, il messaggio-esca invita a contattare le Poste, confidando che la maggior parte delle vittime non lo farà:

E' possibile richiedere maggiori informazioni a riguardo contattando il numero verde di Posta On-Line dedicati ai servizi di Web Banking.In alternativa, può recarsi in uno dei punti Poste Italiane.E' disponibile un elenco completo di tutti i punti PosteItaliane su territorio nazionale, cliccando sul link riportato nell'intestazione della presente mail.

A questo punto c'è un'altra frase che dovrebbe suscitare qualche dubbio:

Inoltre, tale processo di upgrade provocherà la perdita delle Sue informazioni relative ai Dati di accesso alle operazioni On-Line.

Come è possibile che un'azienda perda intenzionalmente i dati dei clienti? Non sono capaci di farne una copia? L'upgrade lo fanno fare a Mister Magoo?

E' a questo punto che scatta la trappola:

Al fine di ovviare a questo inconveniente, può inviare i seguenti dati via mail (rispondendo alla presente) o via fax (numero specificato di seguito).

1) Nome e Cognome
2) Attuale Nome Utente per l'accesso ai Servizi di PostaOnLine
3) Attuale Password per l'accesso ai Servizi di PostaOnLine
4) Attuale Codice Dispositivo Cliente*.Nel caso di possessore carte Postepay, riportare le ultime 8 cifre ( 4023 6004 XXXX XXXX )** , data di scadenza e codice di verifica riportato sul retro della carta e costituito dalle ultime 3 cifre.
5) Attuale indirizzo email (solo per comunicazioni via fax)

** Solo per i possessori di Carte Prepagate PostePay - Riportare le ultime 8 cifre della Sua carta Postepay.
Esempio: la Sua carta PostePay è costituita dalle cifre 4023 6004 XXXX XXXX - Riportare solo le ultime 8 cifre corrispondenti alle X come sù riportato.
Riportare, inoltre, la data di scadenza riportata sul fronte della carta e il codice di verifica (cvv2).Il codice di verifica è situato sul retro della carta.E' rappresentato dalle ultime 3 cifre presenti sul retro in corrispondenza della striscia bianca.

Si è invitati, insomma, a comunicare tutti questi dati rispondendo al messaggio. Ma il mittente vero del messaggio è posteitaliane@inbox.com, che ovviamente non è un indirizzo di Poste.it ma appartiene al truffatore (alcuni programmi di posta insicuri potrebbero visualizzare soltanto l'indirizzo fasullo assistenza@poste.it).

Rispondendo al messaggio, quindi, regalereste tutti i vostri dati al truffatore. Ecco perché non c'è il classico link-trappola: la trappola sta nell'indirizzo al quale viene mandata la risposta della vittima.

Le finezze psicologiche continuano:

Importante: NON BISOGNA RIPORTARE IL CODICE PIN NE' NESSUN ALTRO TIPO DI INFORMAZIONE NON RICHIESTA NELLA PRESENTE.

"Visto?" dice il truffatore, "noi ci teniamo alla tua sicurezza: mica ti chiediamo il PIN, anzi guai se ce lo mandi!". E' purtroppo una rassicurazione inutile, perché le frodi sulle carte di credito si possono fare anche senza conoscere il PIN (lo so per esperienza personale -- come vittima, non come truffatore, s'intende!).

Come se non bastassero questi giochini mentali, l'artista della truffa rincara la dose:

Come precedentemente riportato, è possibile inviare le suddette informazioni via mail (rispondendo alla presente) o via fax al numero: 899.102.102 (tariffazione unica in tutta italia - 1.02 euro alla risp. più 27 cent/euro al secondo).

L'offerta del numero telefonico è un bluff: fa sembrare molto autorevole il messaggio, ma in realtà l'indicazione esplicita delle tariffe esosissime (27 cent al secondo!) è concepita per indurre l'utente a non chiamare il numero in questione e a inviare i dati via e-mail. Fra l'altro, stando al test di un lettore (grazie pietro.m****), il numero è inesistente, stando perlomeno alla voce registrata che si sente si arriva alla settima cifra.

Si tratta, insomma, di un phishing veramente ben fatto rispetto alla sgrammaticata media del settore. Per contrastarlo, oltre a farne segnalazione alla Polizia delle Comunicazioni, si potrebbe saturare la casella di posta con dati fasulli o anche con semplici e-mail di protesta. Al momento in cui scrivo, la casella sembra essere ancora attiva.

Frugando negli archivi di Google Gruppi, sembra che si tratti di una riedizione di un messaggio già circolato ai primi di aprile 2006 con dati leggermente diversi ma la medesima struttura.
24 commenti

Microsoft supporta OpenDocument

Zio Bill abbraccia il formato OpenDocument: addio ai formati proprietari?

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Microsoft offrirà una serie di programmi gratuiti che consentiranno anche a Word, Excel e Powerpoint di usare il formato libero e aperto OpenDocument, recentemente diventato standard ISO/IEC 26300 e noto a molti come il formato utilizzato dalla suite libera e gratuita OpenOffice.org e da altri programmi come AbiWord e Kword. Il primo di questi programmi è già disponibile da un paio di giorni.

E' un bel cambio di rotta per Microsoft, che fino all'altroieri osteggiava il formato OpenDocument per ragioni di bottega: zio Bill ha sempre temuto che usare un formato standard avrebbe ridotto la dipendenza degli utenti dai programmi Microsoft. Forse le pressioni esercitate da governi come quello del Massachusetts (che ha detto chiaramente a Microsoft "o supporti OpenDocument, o qui nessuno userà più MS Office") e del Belgio (che ha da poco avviato la migrazione a OpenDocument) e le imminenti sanzioni UE hanno indotto Gates a più miti e moderni consigli.

Dal punto di vista degli utenti, questo è un grande risultato, perché consente finalmente la condivisione universale di documenti senza il problema di sapere se tutti i destinatari hanno e usano lo stesso programma e la stessa versione del programma (le magagne di compatibilità fra versioni differenti di Word ed Excel, o fra loro edizioni in lingue differenti, sono ben note).

In sostanza, entro breve tempo si potranno inviare a chiunque documenti editabili scritti, per esempio, con OpenOffice.org, senza obbligare il destinatario a scaricare, imparare e usare OpenOffice.org (o un altro programma che gestisca il formato OpenDocument) ma invitandolo semplicemente a scaricare un piccolo plug-in per Microsoft Office.

In questo modo, chi vuole restare fedele a Microsoft Office può farlo; chi invece preferisce avere la garanzia di poter leggere i propri documenti elettronici oggi, domani e fra vent'anni senza dover sottostare a licenze-capestro decise da un fornitore unico e ai conseguenti esborsi può usare software meno costoso e altrettanto efficace (perlomeno per le situazioni più comuni), senza più preoccuparsi della compatibilità.

Per fare un paragone col mondo reale, è come se finalmente ci fossimo tutti messi d'accordo per parlare un'unica lingua franca. E l'uso di una "lingua franca" in informatica ha un precedente particolarmente illustre, che avete davanti agli occhi: è proprio l'adozione di uno standard aperto e libero che ha consentito la nascita di Internet, basata appunto su protocolli che chiunque può usare e permettono a computer differenti di comunicare tra loro.

Prima di questi protocolli, la marca X di computer parlava soltanto con quella medesima marca e gli utenti delle nascenti reti telematiche (CompuServe, Prodigy, Genie, AOL... ve le ricordate?) potevano comunicare soltanto con altri utenti della stessa rete. Tanti ghetti chiusi, tante isole separate da oceani di incompatibilità. Poi è arrivato il buon senso ed è nata Internet, con il successo travolgente e la creazione di nuovi mercati e nuove occasioni di lavoro e di cultura che tutti ben conosciamo. Tutto grazie al concetto del software libero e degli standard aperti.

L'abbraccio di Microsoft, tuttavia, non è del tutto privo di riserve: OpenDocument non diventa il formato predefinito di Word, Excel e Powerpoint, ma semplicemente un'opzione in più da aggiungere manualmente a questi programmi. Gli utenti dovranno quindi superare la naturale inerzia e decidere quale formato adottare.

Come indicato da Betanews, uno dei programmi gratuiti di conversione sponsorizzati da Microsoft è già disponibile come versione alpha su Sourceforge (per Windows NT/2000/XP) e converte dal formato OpenXML delle versioni più recenti di Microsoft Office al formato OpenDocument e viceversa.

Niente conversione dei famosi (e famigerati) .DOC binari, per ora: verrà aggiunta in seguito tramite un aggiornamento dei vecchi MS Office che permetterà loro di salvare in OpenXML, dal quale si potrà poi salvare in OpenDocument. Macchinoso, vero? E' chiaro, insomma, che chi sperava in un semplice "Salva come OpenDocument" all'interno di Microsoft Office resterà deluso.

I convertitori per Excel e Powerpoint arriveranno nei primi mesi del 2007. Sono coinvolti nel progetto di Microsoft la società francese Clever Age, l'indiana Aztecsoft e la tedesca Dialogika.

C'è una celebre frase attribuita a Gandhi: "Dapprima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. E poi vinci". Si sente nell'aria profumo di vittoria. E il bello è che stavolta nessuno deve perdere.
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Sonjaswette, nuda alla finale dei mondiali?

Sonja promette di correre in campo nuda alla finale dei mondiali se la cliccate abbastanza. Sarà vero?

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Mi spiace per chi ci sperava e ci è cascato, ma la risposta alla domanda retorica del titolo è no. No, Sonja (qui accanto in una posa poco entusiasta) non farà alcuna corsa nature durante la finale dei mondiali di calcio: ma l'ideatore tedesco del sito Sonjaswette.com, che ha lanciato in tutto il mondo la promessa, farà una gioiosa corsa in banca ad incassare i proventi degli sponsor pubblicitari della sua trovata. Speriamo che li divida con Sonja, che ha prestato volto e (a quanto pare) deretano all'operazione commerciale.

Dice infatti il sito: "Una mia amica (si chiama Sonja e adora Ballack) ha fatto una scommessa con me: se dal 10.6 fino al giorno della finale 5 milioni di persone avessero visitato questa pagina, lei sarebbe corsa completamente nuda sul campo durante l'incontro :-))". Il sito offre anche un assaggio delle grazie dell'amica: "Con 1 milione di visitatori inserirò una sua foto, con 2 milioni mi darà una sua foto in tanga. Con 3 milioni ne pubblicherò una in topless e con 4 milioni potrete vedere una sua foto completamente nuda, come 'antipasto'."

Tanto di cappello per l'inventiva e per l'astuzia nel far leva sulle pulsioni umane basilari e sul marketing virale: il sito è semplicemente un trucco per indurre gli speranzosi a visitarlo e quindi far salire gli utili pubblicitari grazie ai banner presenti nelle sue pagine.

Il contatore presente nel sito (in pagine disponibili in varie lingue, italiano compreso) è in realtà fisso , come si può vedere dal suo HTML, e non si incrementa quando viene visitato. Oltretutto resta caparbiamente, guarda caso, sotto il livello topless: tutto quello che offre il sito è una foto del viso della presunta Sonja, con una scritta scurrile in tedesco, e di un suo tanga. Non agitatevi, è piuttosto castigato.

E' interessante notare che le statistiche del sito rivelano sia l'entità notevole del successo della trovata (oltre un milione di visitatori unici, sei milioni di visualizzazioni complessive), sia il paese che più ha visitato Sonjaswette.com. Per ingenuità o per fame? Meglio non sapere.
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Zone Alarm 6.5 impallato?

Problemi diffusi con l'ultima versione di Zone Alarm: meglio non fare l'aggiornamento

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Se non avete ancora fatto l'aggiornamento di Zone Alarm alla versione 6.5, fatelo con prudenza! Moltissimi lettori mi stanno segnalando problemi con l'ultimo aggiornamento di questo noto firewall (quello che da anni consiglio come alternativa al colabrodo che è il firewall integrato in Windows).

Dopo l'aggiornamento dalla versione 6.1 alla 6.5, molti segnalano che Internet diventa inaccessibile e/o si pianta Windows e/o non funziona Firefox (ma IE sì) e altre follie del genere, ed è difficilissimo disinstallare e ripristinare.

Sembra che stavolta ZoneLabs, la ditta che produce Zone Alarm, abbia toppato alla grande. Non ho una macchina Windows sulla quale fare dei test (io uso solo Mac e Linux), per cui posso soltanto consigliarvi di accedere ai forum di Zone Alarm da un altro PC e leggere le istruzioni proposte per sistemare lo sconquasso. Sono in inglese, ma se qualcuno è in grado di confermarmi che funzionano, le traduco e le pubblico qui (vedi sotto).

Nel frattempo, se siete rimasti alla versione 6.1, tenetevela stretta e ignorate gli inviti ad aggiornarla.

Aggiornamento (2006/07/06 23:30)

Un lettore, dguerri, suggerisce di "porre < /clear > in fondo alla stringa di disinstallazione e di cancellare poi manualmente i folder di Zonelabs (suggerimento già segnalato per un altro problema tempo fa)."

Altri lettori, invece, segnalano di aver installato senza problemi la nuova versione. E' possibile che succeda perché ZoneLabs ha aggiornato e corretto la versione bacata, ma visto che è molto reticente in proposito, è soltanto un'ipotesi.

Aggiornamento (2006/07/07 20:40)

I commenti (qui sotto) indicano che l'attuale versione 6.5 è stata sistemata e non dovrebbe più causare problemi.

In ogni caso, siccome ho ricevuto conferma dell'efficacia delle istruzioni indicate sul forum di Zone Labs, le traduco e riassumo qui.

Invece di usare la funzione di aggiornamento di Zone Alarm, scaricate dai link seguenti la copia aggiornata e scaricatela sul Desktop, e non installatela fino a quando avete eseguito completamente queste istruzioni.

ZoneAlarm gratuito

ZoneAlarm con Antivirus

ZoneAlarm Pro

ZoneAlarm Security Suite

Quando avete scaricato la copia nuova di Zone Alarm, scollegatevi da Internet, fermate tutti i programmi in esecuzione in background (compresi antivirus, software di sicurezza, eccetera) e tenete attivo solo quello che serve per far girare Windows.

A questo punto dovete eseguire una disisntallazione completa di Zone Alarm, seguita da una reinstallazione. Per la disinstallazione:

Start -> Programmi -> Zone Labs. Clic destro su Uninstall Zone Labs Security: selezionate Proprietà. In Destinazione troverete questa riga:

"C:\Programmi\Zone Labs\ZoneAlarm\zauninstexe"

Cambiate questa riga in:

"C:\Programmi\Zone Labs\ZoneAlarm\zauninst.exe" /clean

In altre parole, aggiungete uno spazio e poi /clean. Cliccate su OK per salvare la nuova riga di comando.

In Zone Alarm, scegliete la scheda Overview e la sezione Preferences. Cercate la scheda General, che contiene una casella etichettata Load Zone Alarm at Startup (avvia Zone Alarm all'avvio di Windows). Togliete il segno di spunta da questa casella. Compare un messaggio di avviso: cliccate su Yes.

Start -> Programmi -> Zone Labs -> Uninstall Zone Labs Security. Cliccate su OK per eseguire il programma di disinstallazione e cliccate su OK negli eventali avvisi di sicurezza. Confermate con Yes quando vi viene chiesto se volete rimuovere tutti i file e rispondete Yes agli eventuali altri messaggi che compaiono: in questo modo TrueVector portà chiudersi.

Riavviate Windows. Dopo il riavvio, controllate se ci sono le seguenti cartelle e cancellatele se le trovate:

- Internet Logs nella cartella principale di Windows

- la cartella Zone Labs nella cartella Programmi

- la cartella Zone Labs nella cartella Windows\System32

Vuotate la cartella temporanea (di solito si chiama C:\Documents and settings\[il vostro nome di login]\Impostazioni locali\Temp). Poi vuotate la cartella Prefetch (nella cartella principale di Windows). Infine, vuotate il Cestino e riavviate il computer.

Al riavvio, non lasciate che ripartano altri programmi, ccome descritto prima. Interrompete tutti i programmi in esecuzione in background (compresi antivirus eccetera).

A questo punto installate la copia di Zone Alarm che avete scaricato prima, lasciando che Zone Alarm gestisca da solo le impostazioni dei programmi (Program Settings): potete modificare queste impostazioni a mano in seguito.

Fatto questo, riavviate e ricollegatevi a Internet; assicuratevi che siano attivati tutti i programmi, compreso Zone Alarm e compresi tutti i programmi che avevate disabilitato.


Spero che queste istruzioni siano utili: io non le ho potute provare.
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Repubblica: “Ogni anno sulle strade d'Europa muoiono 235 milioni di persone”

Cerco di non segnalare tutti i refusi che vedo e mi vengono segnalati nei giornali blasonati in Rete, perché sarebbe un fiume in piena, ma questa perla merita una segnalazione speciale per la sua spettacolarità e longevità.

Da diversi giorni, infatti, Repubblica lascia sul proprio sito un articolo che offre, sia nel titolo sia nel testo, un dato di assoluto, imprescindibile allarme planetario: lo vedete nell'immagine qui sopra.

Altro che aviaria, terrorismo o guerra termonucleare: la vera ecatombe, la minaccia totale alla sopravvivenza del genere umano, è l'automobile. Secondo chi ha redatto questo capolavoro d'informazione, infatti,

"Ogni anno sulle strade d'Europa muoiono 235 milioni di persone, 7 invece finiscono in ospedale. Sono i dati preoccupanti diffusi oggi dalla Commissione europea che ha sollecitato gli Stati membri a rafforzare la prevenzione degli incidenti stradali che rappresentano la quarta causa di decessi nell'Ue"


Viene da chiedersi quali siano le altre tre cause, visto che questa è soltanto la quarta, e se rimanga vivo qualcuno dopo uno sterminio del genere, considerato che la popolazione dell'Unione europea assomma a circa 460 milioni di anime: secondo Repubblica, insomma, ogni anno la popolazione europea viene più che dimezzata. Fra meno di due anni saremo tutti morti.

Viene da chiedersi anche dove abbia parcheggiato il cervello chi ha scritto e persino titolato una stupidaggine del genere e chi non l'ha controllata. Nessuno, nessuno dei responsabili di Repubblica si è posto la banale domanda "ma 235 milioni non sono un po' tanti?".

Complimenti vivissimi per il classico esempio di analfabetismo numerico. Adesso vediamo quanto tempo passa prima che Repubblica corregga. Sono le 14:10.

Grazie ai tanti lettori che mi hanno segnalato questo ennesimo chiodo conficcato a tradimento nella bara del giornalismo tradizionale.

Aggiornamento (2006/07/04 19:25)


Repubblica ha rimosso l'articolo.
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Antibufala: i cellulari sono pericolosissimi, cuociono persino le uova!

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Grazie alla risonanza di siti come Disinformazione.it e la corazzata Beppegrillo.it, sta circolando di nuovo vivacemente una bufala secondo la quale due cellulari accesi sono in grado di cuocere un uovo. Figuriamoci, quindi, cosa sarebbero in grado di fare al vostro cervello.

La storia è raccontata qui da Disinformazione.it (un nome, un programma) e qui da Beppegrillo.it (grazie a alearr per la segnalazione):


" Alcuni ricercatori hanno messo un uovo in un portauovo di porcellana tra due cellulari. Quindi li hanno messi in comunicazione tenendoli accesi. Nei primi 15 minuti non è cambiato nulla. Dopo 25 minuti il guscio dell'uovo ha cominciato a scaldarsi. Dopo 40 minuti la parte bianca dell'uovo era solida. Dopo 65 minuti l'uovo era ben cotto." (da Beppegrillo.it)

Il fatto che sia Beppegrillo.it, sia Disinformazione.it parlino vagamente di "alcuni ricercatori", senza indicare una fonte precisa, dovrebbe mettere la pulce nell'orecchio (o nell'auricolare, per i telefoninomani). Infatti si tratta di una bufala messa in giro di recente dal sito russo Komsomolskaya Pravda in questo articolo (in russo) del 2006, che però a sua volta si ispira a una pagina-burla datata 2000 e scritta dall'inglese Charlie Ivermee.

Caso mai non fosse chiaro che l'articolo originale di Ivermee era humour britannico (una satira dell'incapacità culinaria delle nuove generazioni, viziati come sono dal preconfezionato dei supermercati, e della loro ossessione per i telefonini), c'è chi ha fatto due conti e dimostrato che neppure tutta l'energia delle batterie di due cellulari è sufficiente a cuocere un uovo, persino nel caso (assolutamente ipotetico) in cui tutta l'energia venisse convertita in onde radio (in realtà parte dell'energia si disperde sotto forma di calore) e tutte le onde radio si concentrassero sull'uovo invece di disperdersi in tutte le direzioni.

Come capita spesso, quando si è innamorati di un proprio preconcetto, si perde il senso dell'umorismo e si diventa facile preda di qualsiasi baggianata che sembra confermare quel preconcetto.

Complimenti vivissimi per il rigore giornalistico, dunque, a Beppegrillo.it e Disinformazione.it e a tutti gli altri siti che hanno fatto circolare questa bufala senza prendersi la briga di controllarla.

E poi c'è chi se la prende con me perché la meno sempre con la richiesta delle fonti delle notizie: questi sono i mirabili risultati che si ottengono quando si pensa che le fonti siano superflue. Grillo dixit, dunque dev'essere vero, non c'è bisogno di controllare le fonti, giusto?

Sia ben chiaro che questo non vuol dire che i telefonini sono assolutamente innocui: vuol dire semplicemente che non è possibile usarli per cuocere un uovo e che quindi diffondere questa storia falsa come "dimostrazione" della pericolosità dei cellulari rischia di gettare nel ridicolo anche le preoccupazioni legittime basate su dati meno spettacolari.

Aggiornamento (2006/07/04)


Numerosi commenti qui sotto sostengono che l'articolo di Grillo sia ironico e che la notizia sia chiaramente presentata come una burla. I commenti allarmati e indignati dei lettori di Grillo sembrano indicare che l'ironia, se c'era, non è stata colta da molti.

I commenti di insulto gratuito verranno cancellati. Se avete critiche da fare, articolatele pure; ma il semplice insulto, per favore, lasciatelo dentro la tastiera.

Aggiornamento (2007/01/21)


Il 18/1/2007 ho avuto occasione di parlare direttamente con Beppe Grillo di questa storia durante una trasmissione radiofonica su Radio Città del Capo. La registrazione è linkata qui. Grillo ha ribadito che a suo parere la storia è autentica e non è stata presentata come burla.
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MSN si pagherà? Microsoft nega

Antibufala: MSN diventa a pagamento? Microsoft smentisce

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Ricordate l'appello che circolava via Internet, secondo il quale Microsoft avrebbe fatto diventare a pagamento alcuni suoi servizi gratuiti a chi non diffondeva 18 copie dell'appello stesso? E' in giro dal 2001, e ogni tanto ritorna, aggiornato nelle date, ma continua ad essere una bufala.

Se non vi bastasse la mia indaginetta che smentisce l'appello, Microsoft ha fornito una smentita diretta tramite il country manager italiano di Msn.it, Stefano Maruzzi, nel programma Reporter Diffuso di Sky TG24, condotto da Marco Montemagno. Il suo efficace commento è che l'appello "non sta né in cielo né in terra", e questo dovrebbe far riflettere chi persevera nell'inoltrarlo senza fermarsi un attimo a verificarlo in Google. L'altro ospite (telefonico) della trasmissione sono io, per un rapido commento sulle teorie complottiste sull'11 settembre. Potete vedere il programma Reporter Diffuso qui.