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Come viene visto Vista dai media

Vista visto da BBC e TSI. E da Repubblica


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "p.alonso" e "andyxgeo". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A differenza di certe recensioni che incensano Windows Vista senza spirito critico, vorrei segnalare un paio di esempi di come si può presentare giornalisticamente un prodotto senza prostituirsi e magari anche fornendo un servizio agli utenti/spettatori.

Date un'occhiata al servizio del Quotidiano di ieri (ci sono anch'io, peccato sia stata tagliata la questione del DRM che ho toccato) alla TSI (56k, 256k) e a questa serie di video della BBC. In particolare, la presentazione delle due ore d'installazione upgrade con cinque reboot e l'atteggiamento per nulla ossequioso del giornalista che fa una prova pratica invece di leggere un comunicato stampa, dovrebbero essere materia di studio obbligata per i Panerai del mondo.

Vale la pena anche di segnalare la coraggiosa recensione di Repubblica (che quando vuole sa scrivere d'informatica), dalla quale cito un punto da ponderare (le evidenziazioni sono mie):

il nuovo sistema di Microsoft conterrà un set di tecnologie chiamate Output Protection Management, che, attraverso un complesso meccanismo di verifiche, possono inibire del tutto o peggiorare la qualità dei contenti audio e video riprodotti sul sistema. Se, ad esempio, si cerca di registrare attraverso il Media Center di Vista un contenuto ad alta definizione protetto, il sistema potrebbe inibire del tutto la riproduzione del contenuto o eseguire un cosiddetto downscaling, ossia riprodurre il contenuto a definizione standard. Ma c'è dell'altro. Vista esegue anche una verifica sull'hardware con cui è equipaggiato il PC, dalle schede grafiche ai monitor: se uno solo di essi non rispettase [sic] gli standard di protezione richiesti dalle major e implementati in Vista, oppure risultasse manomesso o modificato, il contenuto non sarà riprodotto come desiderato, anche se del tutto originale.

Il sondaggio nella foto proviene dalla pagina Technology della BBC. Non è indicativo, ovviamente, perché presumo che chi non è contento di Vista sia più motivato a votare, ma fa senz'altro riflettere.

Ce l'ho con Vista, dite? Aspettate di leggere le follie della sua licenza d'uso, poi ne riparliamo.
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TomTom, navigatori con virus in omaggio

TomTom infetta una partita di navigatori GO 910 con due trojan


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "eros" e "mbzeta". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La popolare marca di navigatori satellitare TomTom è riuscita a infilare ben due virus, o più precisamente due trojan horse, in un "numero ristretto e isolato" di esemplari del modello GO 910.

La notizia, invece di essere comunicata dalla TomTom, è stata rivelata da una fonte esterna; TomTom ha pubblicato un laconico comunicato soltanto dopo la rivelazione, ed è simpatico notare che il servizio clienti ha cercato di liquidare la segnalazione della presenza di ben due malware nei propri prodotti dicendo al cliente (scopritore del malware) che "non era pericoloso". I trojan coinvolti sono win32.Perlovga.A e TR/Drop.Small.qp, roba per Windows, annidati all'interno dei file copy.exe e host.exe, come segnalato da The Register.

Kaspersky segnala che il secondo malware è una backdoor. Con funzionalità limitate, ma pur sempre una backdoor. Perlovga è definito "più un fastidio che una minaccia seria, ma poiché utilizza le funzioni di autorun.inf per diffondersi tramite i dischi, c'è il rischio reale che Perlovga.a e il file di Dropper (che a sua volta installa la backdoor e Perlovga.b) vengano eseguiti automaticamente non appena Windows legge il drive/dispositivo."

A parte i complimenti per la riuscitissima operazione trasparenza, a TomTom va il plauso per l'ottimo controllo qualità. Riuscire a infettare i propri prodotti e poi passarli ai clienti è decisamente un bel risultato. Ma TomTom non è sola: Sophos ricorda altri casi, come gli iPod video infettati da un trojan e i lettori MP3 contenenti spyware diffusi da una società giapponese collegata a McDonald's.

Specialmente se usiamo Windows, bisogna insomma prendere l'abitudine di controllare con l'antivirus anche apparecchi che non immagineremmo capaci di ospitare software ostile. Questo è il progresso. Combinato con una bella dose d'arrogante ironia: nel proprio comunicato, TomTom, senza una parola di scuse, invita gli utenti a installarsi un antivirus, segnalando che chi non ce l'ha lo deve installare. Gli utenti sono tenuti a farlo, insomma; TomTom no. Questo, a casa mia, si chiama a) predicare bene e razzolare male b) scaricare le proprie magagne sul cliente.

Mandiamo a TomTom una cartina con il percorso che porta all'antivirus più vicino? Potrebbe essere utile. L'importante è che non debbano passare per Haugesund e Trondheim.


Aggiornamento (2007/01/31)


La newsletter della TomTom (di cui sono cliente) mi invita stamattina a partecipare a un concorso per vincere, guarda caso, proprio un GO 910. Rosa. Con virus in omaggio o senza?

Non una parola, ovviamente, sul possibile rischio d'infezione per i propri clienti.
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Windows Vista, qualche consiglio d’acquisto

Esce Vista, che fare?


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Finalmente Windows Vista arriva nei negozi e molti si pongono il dubbio se valga la pena di acquistare Vista, aspettare direttamente un computer nuovo o addirittura passare alle alternative come Mac o Linux. O magari restare con Windows XP.

Punto Informatico ha un articolo molto esauriente sull'argomento, che vi consiglio di leggere fino in fondo: esplora le questioni dei prezzi delle numerosissime versioni di Vista, che non mancheranno di suscitare confusione negli utenti (occhio, la grafica superfighissima di Vista, denominata Aero, non è disponibile nella versione Basic); i requisiti di sistema davvero notevoli del nuovo sistema operativo (512 MB di RAM sarebbero sufficienti secondo Microsoft, ma Dell raccomanda almeno 2 giga; ci vuole una signora scheda grafica per avere tutti gli effetti estetici di Aero); le questioni del Trusted Computing/ex Palladium e dei sistemi anticopia, che finalmente (si fa per dire) Vista implementa in grande stile, e molto altro ancora.

Se non avete tempo per leggere tutto l'articolo-indagine di PI e vi fidate di un consiglio di uno come me che ha mollato Windows dalla disperazione anni fa ma lo tiene d'occhio per evitare che morda a sorpresa o si ravveda (non si sa mai), conviene assolutamente aspettare il momento in cui volete comperare un computer nuovo, e poi pensarci su ancora.

Se invece siete maniaci della novità a tutti i costi e vi va di scucire da 99 euro/199 CHF in su (versione Basic Upgrade studenti) fino a 600 euro/849 CHF (versione Ultimate), accomodatevi; ma prima assicuratevi che il vostro computer regga il peso e i requisiti di Vista, usando il test di Microsoft. I risultati, anche su macchine molto brillanti, possono portare sorprese, come racconta The Register. Non è questione di pura potenza.

Fra l'altro, al momento in cui scrivo, la versione italiana dell'annuncio Microsoft ha un link rotto ("Windows Vista home page" attualmente linka questo URL inesistente invece di linkare la pagina giusta).

Anche nel momento in cui siete a caccia di un computer nuovo, comunque, vale la pena di valutare l'ipotesi di passare al Mac (aspettando un paio di mesi per avere Leopard, la nuova versione del sistema operativo Apple) o a Linux, che hanno già da tempo tutte le principali caratteristiche grafiche e tecniche di Vista ma non hanno un'orda di virus che li vuole aggredire (compresa la vantata distinzione fra utenti amministratori e utenti-e-basta). Per usare Vista bisogna comunque reimparare parecchie cose, per cui tanto vale investire lo sforzo verso qualcosa di meno restrittivo.

Sì, perché il vero problema di Vista è che è infarcito di lucchetti digitali: se non avete il monitor giusto, la stampante giusta e tutti i componenti multimediali benedetti da Hollywood e dai discografici, Vista vi impedirà di vedere e ascoltare certi prodotti legittimamente acquistati. Uno stream video in alta definizione, per esempio, verrà degradato e mostrato a bassa risoluzione, se Vista (e l'emittente) decide che non si fida del vostro hardware (HDMI, HDCP), anche se siete utenti legittimi dello stream; idem per l'audio. Questo è il trusted computing tanto preannunciato: altro che "informatica di cui fidarsi", questa è informatica che non si fida dell'utente. Ecco perché nascono siti come DefectiveByDesign.org che fanno campagne contro questi lucchetti, come Bad Vista (nella foto).

Nessun problema, invece, per i video e brani audio autoprodotti: Vista li presenterà senza distorsioni o lucchetti. Lo stesso vale, inevitabilmente, anche per film e canzoni piratate, che per definizione non hanno sistemi anticopia. Siamo arrivati, finalmente, alla dimostrazione concreta del paradosso del DRM: l'utente che cerca di essere onesto viene punito anche quando ha comperato la copia legale del film o disco, se per disgrazia il suo megatelevisore, monitor o impianto audio ultimo grido non è compatibile. O se qualcuno decide che non deve esserlo, anche se in realtà non c'è alcun ostacolo tecnologico. Il mio 32 pollici LCD da battaglia, comperato l'anno scorso, riproduce benissimo i filmati HD non protetti, ma non quelli con l'anticopia, perché gli manca il Magico Connettore Approvato. Sì, lo sapevo quando l'ho comprato; non butto soldi per hardware coi lucchetti, grazie. So come girarci intorno. E lo sanno anche i pirati, per cui è tutto un esercizio inutile.

E che dire per la sicurezza? Zio Bill ne fa un elemento portante di Vista, e non c'è dubbio che parecchie falle siano state turate. Vista sarà certamente più sicuro (o meglio, meno insicuro) di XP. Ma nei circuiti della criminalità organizzata c'è già chi vanta e vende exploit per Vista. Ed è recentissima la notizia che i sistemi anticopia di Vista sono già stati bucati in parte da Alex Ionescu. Per non parlare del fatto che già si prevede un Service Pack "di elevato impatto" entro fine 2007, come dice Punto Informatico.

E poi c'è la menata dei controlli antipirateria, che arrivano al punto di paranoia che se avete la versione Upgrade e per qualsiasi motivo vi tocca reinstallare, dovete prima installare XP e poi Vista. Un bel macello, se si considera che a titolo di confronto, né Mac OS X né Linux hanno questo genere di limitazioni.

Se volete restare fedeli a XP, magari perché avete programmi o hardware incompatibili con Vista, potete continuare a farlo fino al 2014, data in cui Microsoft cesserà totalmente il supporto a XP (e tanto il mondo finisce nel 2012, secondo i Maya). Se avete un computer nuovo sul quale trovate preinstallato Vista ma volete mettere XP (che girerà velocissimo sui computer capaci di far andare Vista), potete fare un downgrade legale, ma soltanto a patto di avere una licenza Open o Select oppure (per Vista OEM) una licenza di Vista Business o Ultimate, secondo i dati Microsoft.

Ma se fossi in voi, coglierei l'occasione per dire basta ai soprusi, alle imposizioni, alla corsa all'hardware e ai lucchetti inutili e cambiare una volta per tutte.
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Radio: Windows Vista, virus nei navigatori, scie chimiche

Disinformatico radio: scie chimiche, il debutto di Vista, virus nei TomTom e l'antipirateria Microsoft


Stamattina, come ogni martedì, va in onda sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana Il Disinformatico. I temi della puntata sono quelli del titolo: potete seguire la diretta via radio o in streaming; troverete a breve la registrazione nei podcast della radio. Buon ascolto!


Aggiornamento


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Ci vediamo a Pordenone il 2 febbraio?

Si parla di migrazione a Linux a Pordenone


Sono stato invitato a partecipare come relatore il 2 febbraio, dalle 15 in poi, a un incontro sulla migrazione a Linux al Liceo Scientifico Statale "M. Grigoletti", all'Auditorium B, via Interna 12. Per tutti i dettagli, fate riferimento al sito del liceo e alla relativa circolare.

Se siete da quelle parti, fate un salto, così ci salutiamo.
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Diretta radio oggi 13:00 Rete Uno RTSI

Sono in diretta alla Rete Uno della RTSI alle 13 per parlare d'informatica: serve davvero un computer in casa? Telefonate!


Sono ospite di Mirella De Paris sulla Rete Uno della Radio Svizzera di lingua italiana oggi alle 13 per un'oretta una mezz'oretta, per discutere d'informatica insieme agli ascoltatori che interverranno per telefono. Tema aperto e libero, con un taglio al vero uso pratico del computer per studiare, lavorare e conoscere. Lo stream della diretta è presso il sito della RTSI. Purtroppo non mi risulta sia previsto un podcast.

Aggiornamento: Grazie a tutti quelli che hanno partecipato al programma; è stata un'esperienza bellissima (io sono un chiacchierone e amo la radio parlata, per cui con talk-show di questo genere vado a nozze), che è continuata anche a fine diretta, perché la RSI ha richiamato tutti coloro che non erano riusciti a porre domande durante la trasmissione. Ancora, ancora!
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Joost, arriva la TV via Internet?

I creatori di Skype e Kazaa "reinventano" la TV via Internet: Youtube, fatti da parte


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Niklas Zennström e Janus Friis, già noti per aver realizzato programmi rivoluzionari come Skype (telefonia via Internet) e Kazaa (scambio di file peer-to-peer), ci riprovano con Joost. Si tratta di un programma, disponibile per ora soltanto come versione beta e soltanto per Windows, che permette di distribuire programmi televisivi e altri video usando un sistema peer-to-peer.

Il vantaggio di Joost rispetto ad altre soluzioni di video via Internet, come per esempio Youtube, è che i costi e gli oneri tecnici di distribuzione non sono più a carico del sito che offre il programma, come avviene nello streaming tradizionale, ma vengono ripartiti fra gli utenti, perché chi riceve un video tramite Joost lo ritrasmette anche ad altri utenti.

L'idea è di realizzare un vero e proprio network televisivo internazionale via Internet, sostenuto dalla pubblicità, come la televisione commerciale tradizionale. Sono già in corso le trattative con i grandi produttori di contenuti video.

L'interfaccia di Joost è molto elegante (overlay trasparenti) e chi ha provato il software dice che il cambio di "canale" è istantaneo, cosa che neppure Youtube e gli altri sistemi di distribuzione video riescono a fare. Per contro, il consumo di banda di Joost è molto elevato: secondo The Inquirer, si parla di 1 GB da scaricare, più 150 MB di upload, per ogni 10 ore di video. Se avete una connessione Internet a consumo, insomma, Joost non è affatto a buon mercato (come del resto non lo sono, per voi, tutti i servizi che consumano molta banda).

Ho chiesto di partecipare al beta test (ho ancora una macchina Windows sacrificabile), e chi è già tester Joost può inviare un invito ad altri utenti (se qualcuno me ne manda uno, salto la coda ne ho già ricevuto uno, grazie Vittorio!): appena ci sono novità, ne parlerò nei prossimi articoli.
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Bucati i formati HD-DVD e Blu-Ray

Anticopia su DVD del futuro già bucato


Serenity è il primo film in HD-DVD a finire su Internet per dimostrare che è effettivamente possibile aggirare i sistemi anticopia previsti su questo nuovo tipo di supporto. Il file è piuttosto pesante (circa 20 gigabyte) ed è disponibile tramite Bittorrent.

Un utente che si fa chiamare muslix64 ha pubblicato un programma, BackupHDDVD, che è concepito per consentire all'utente legittimo di creare una copia di sicurezza dei film in HD-DVD acquistati. E' un bisogno che si presenta più facilmente di quello che potreste pensare: per esempio per evitare il danno economico di un graffio al disco, fatto magari da uno degli adorabili pargoletti di casa o in seguito a una manovra maldestra (a me è capitato di far cadere un DVD, che ha colpito il pavimento di spigolo e si è letteralmente aperto in due). Con la diffusione dei lettori video portatili, il rischio di danneggiare irrimediabilmente un oggetto costoso e magari non più in commercio è aumentato notevolmente.

Anche il formato concorrente, Blu-Ray, è stato bucato: l'autore dell'impresa è sempre muslix64, come annuncia Punto Informatico. AF Digitale ha verificato la notizia tramite una prova pratica. Secondo le informazioni circolanti in Rete, il sistema anticopia è stato aggirato sfruttando il fatto che i realizzatori degli HD-DVD e Blu-Ray hanno dimenticato in chiaro una delle chiavi di decifrazione. L'anticopia dei successori del DVD è sofisticato (consente per esempio di "revocare" il diritto di vedere un film o di usare uno specifico esemplare di lettore), ma queste notizie dimostrano ancora una volta che ogni sistema anticopia viene sistematicamente bucato, prima o poi: anzi, più prima che poi. E allora perché insistere?

Per non parlare del fatto che la pirateria spesso si annida direttamente fra chi il cinema lo fa: qualcuno ricorderà il caso della spassosa copia pirata di Hulk, che fu trafugata da un addetto ai lavori prima che fosseri completati gli effetti speciali, col risultato che in almeno una scena Hulk perdeva improvvisamente pantaloni e mutande.
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Virus-bufala: “eirti” e “irti” su Hotmail.it, F6 per il nome di chi ti ama

Virus fasulli: contatti Hotmail e tastiere che rivelano chi ci ama


Facile confondersi fra allarmi virali autentici e allarmi fasulli. Un allarme vero avrà sempre dei link a fonti che ne consentano la verifica, certo: ma a volte l'emozione prende il sopravvento sulla ragione e non ci si pensa.

Per questo motivo stanno imperversando in questi giorni vari appelli-bufala contro virus inesistenti. Due avvisano di non accettare i contatti irti@hotmail.it ed eirti@hotmail.it, perché sono virus che formattano tutto il computer. Uno di questi appelli cerca di ammantarsi di autorevolezza dicendo che l'allarme è stato segnalato "dal Centro Ricerche di Trento", ma rimane una bufala, per le ragioni spiegate in questo mio articolo sui temibili Bufalovirus mittensis.

Un altro appello che sta circolando fa leva sul cuore anziché sulla fifa informatica:

"Dopo aver inviato il messaggio, premi F6 e vedrai quello che apparirà nel quadro... incredibile, ma reale... fa impressione ma è reale... buona fortuna. Manda a 15 persone nei prossimi 143 minuti, poi premi F6 e il nome di chi ti ama apparità in lettere maiuscole, fa tanta impressione perché è... reale."

Il primo sintomo di bufalite è l'insistenza sul concetto di "reale", ripetuto ben tre volte: tipicamente, più un appello ribadisce la propria autenticità (senza fornire fonti), più è probabile che sia una bufala che tenta di sembrare autorevole. C'è poi il dettaglio non trascurabile di come un computer possa venire a sapere il nome di chi vi ama, ma questo non impedisce a molta gente di diffondere questa storia, incoraggiata anche dal fatto che di solito la riceve da qualcuno che conosce e di cui quindi si fida (senza rendersi conto che in realtà anche il conoscente si è fidato a sua volta di un suo conoscente, e così via, in una catena senza fine di fiducie mal riposte).

L'effetto più probabile che otterrete se inviate davvero questo appello a quindici persone è una risposta da parte di chi ora vi ama un po' di meno e vi vuole dire di piantarla di rompergli l'anima con queste scemenze.
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Attenti alle brutte notizie, portano virus

Nuovo espediente virale: le cattive notizie


A tempo di record, i creatori di virus hanno approfittato della tempesta che ha devastato il nord Europa per lanciare una nuova campagna d'attacco. Mentre il maltempo ancora imperversava, hanno diffuso un nuovo virus sotto forma di allegato a un messaggio di posta il cui titolo faceva riferimento alle cattive notizie meteorologiche. Il virus è denominato CME-711 o Trojan.Peacomm, Downloader-BAI e in molti altri modi dai vari produttori di antivirus (mettersi d'accordo su un solo nome sarebbe troppo furbo, vero?).

I dettagli sono pubblicati dalla newsletter SalvaPC di Punto Informatico, dalla BBC e da F-Secure. Si tratta di una strategia psicologica nuova da parte degli autori di virus: far leva sull'emozione e la curiosità destate dall'annuncio di notizie drammatiche e così abbassare la guardia dell'utente, inducendolo ad aprire un allegato infettante nella speranza di saperne di più.

I titoli dei messaggi infettanti, infatti, fanno chiaro riferimento a notizie molto gravi: si va da "Genocidio di musulmani britannici" a "Morto Fidel Castro" a "Missile cinese abbatte aereo USA". E c'è anche la versione che annuncia che "Saddam Hussein è ancora vivo!" e che "Condoleezza Rice molla un calcio al cancelliere tedesco Angela Merkel". L'allegato ha un nome che suggerisce che i dettagli della notizia siano al suo interno (fullvideo.exe, full story.exe, read more.exe, e altri). L'attacco è mirato a convertire i computer delle vittime in "schiavi" per formare una botnet (rete di computer da usare per altri scopi, come invio di spam o attacchi più mirati), ma può anche raccogliere indirizzi di e-mail e dati di carte di credito.

Va ricordato che il virus (anzi, i vari virus che usano questa tecnica, secondo F-Secure) ha effetto esclusivamente su computer che usano Windows e che vale la regola di sempre: non basatevi sul titolo di un messaggio per decidere se aprirne o meno l'allegato. Usate invece un buon antivirus, tenetelo aggiornato, e non aprite mai allegati di provenienza dubbia. Anche quando l'allegato sembra provenire da un amico, sinceratevi che ve l'abbia davvero mandato lui e che non si tratti di un'impostura.
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Niente più DRM dalle grandi etichette?

Le major discografiche pensano di mollare l'anticopia entro pochi mesi


Al Midem, l'incontro annuale dell'industria musicale a Cannes, circola una voce molto interessante: almeno una delle quattro principali case discografiche mondiali potrebbe abbandonare i sistemi anticopia entro pochi mesi per passare alla vendita di brani in formato MP3 normale.

Lo segnala l'Herald Tribune, che cita anche John Kennedy, boss della IFPI, secondo il quale "ciascuna delle major sta lottando con i vantaggi e gli svantaggi del passaggio agli MP3 privi di ogni restrizione". Il problema, stando ai dati forniti dall'articolo, è che la crescita della musica scaricabile sta rallentando e non compensa il calo nelle vendite di dischi. Secondo Kennedy, il totale delle vendite (digitali e tradizionali) è sceso del 3 o 4 per cento nel 2006.

La spinta verso gli MP3 privi di protezione non arriva, però, dai consumatori, ma dai produttori di lettori: l'anticopia, infatti, viene utilizzato in molti casi per legare l'utente a una specifica marca di lettore e impedirgli di cambiare idea in futuro. L'anticopia strangola la cosiddetta interoperabilità, insomma. L'esempio classico è l'iPod: la musica protetta con il DRM di Apple è migrabile soltanto da un iPod a un altro iPod. I lettori della concorrenza si astengano. E lo Zune di Microsoft è altrettanto restrittivo.

Togliendo l'anticopia verrebbe eliminato questo ostacolo artificiale alla libera concorrenza. Tanto si è ormai visto ampiamente che l'anticopia non serve a nulla: è aggirabile in mille modi e non ferma di certo la pirateria organizzata (e neppure quella spiccola).

Gary Shapiro, presidente della Consumer Electronics Association, dice nell'articolo che si potrebbe fare a meno dei sistemi DRM e comunque guadagnare un bel po' di soldi. Certo, per lui è facile dirlo: non è un discografico, e la vendita di MP3 senza DRM può soltanto ampliare il mercato dei lettori e dell'altro hardware che lui rappresenta.

Di certo sono in corso vari esperimenti: VirginMega e FNAC hanno annunciato la vendita di circa 350.000 canzoni senza anticopia prodotte da etichette indipendenti. Yahoo ha già offerto alcuni brani di artisti molto noti come Norah Jones, Jesse McCartney e altri. Anche Amazon, dice l'articolo dell'Herald Tribune, sta progettando un servizio di scaricamento musicale privo di DRM.
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Vasco Rossi solo digitale, occhio all’anticopia

Vasco Rossi, singolo solo online: pagare di più per avere di meno, grazie all'anticopia


"Basta Poco" è il titolo della nuova canzone di Vasco Rossi, che ha debuttato da poco su Internet, in anteprima su Tre.it a 2 euro e 50 e poi su iTunes a 99 centesimi di euro. C'è chi si esalta per questo primo caso di distribuzione esclusivamente via Internet per un artista di classifica, ma la notizia va presa con un pizzico di cautela.

Il brano, infatti, non è liberamente copiabile una volta acquistato: sia su iTunes, sia negli altri punti di vendita (come Mediaset Music Shop), è protetto da sistemi di Digital Rights Management (DRM) che ne limitano la duplicazione e l'utilizzo anche per il legittimo acquirente.

Quando comperate un CD musicale tradizionale, siete liberi di riversarlo sul vostro lettore MP3 o di farne una copia di scorta da tenere in auto (così l'originale non si rovina e non si perde in caso di furto). Se invece acquistate la versione iTunes di un brano, lo potete riprodurre soltanto sugli iPod; non funziona sui lettori MP3 di altre marche. Inoltre potete abilitarne la riproduzione su un massimo di cinque computer. La versione protetta dall'anticopia Windows ha un limite di tre PC e di cinque lettori MP3 (da scegliere fra quelli che supportano i sistemi DRM Microsoft; per gli altri, niente da fare). Se poi usate Linux, lasciate perdere: l'anticopia è soltanto per Windows e Mac.

Per aggirare queste limitazioni, potete masterizzare la canzone su CD e poi riconvertirla in MP3 privo di protezioni anticopia. Ma a parte l'ovvia scomodità e la relativa difficoltà dell'operazione, c'è il problema della qualità. Il brano scaricato è fortemente compresso e qualitativamente inferiore alla versione CD già in partenza; se poi viene sottoposto a ben due passaggi di conversione (da file protetto a CD e poi da CD a MP3 non protetto), la qualità scende ancora.

C'è poi da considerare che queste limitazioni sono indicate in modo poco evidente dai siti dei rispettivi rivenditori (due misere righe sul sito Mediaset, per esempio), per cui il consumatore può facilmente sentirsi bidonato, anche perché sa che la medesima canzone è disponibile sui circuiti peer-to-peer in versione "pirata" senza tutte queste limitazioni e magari anche a un bitrate qualitativamente migliore. In altre parole, al legittimo acquirente vengono imposti lucchetti che non servono assolutamente a nulla e lo mettono nella situazione ironica di esssere punito perché onesto.
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Radio: Vasco digitale, anticopia bucati, allarmi virali, Joost

Disinformatico radio: Vasco Rossi solo digitale, sistemi anticopia bucati, virus veri e falsi, Joost fa TV via Internet, e altro


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Va in onda stamattina, come ogni martedì, una nuova puntata del Disinformatico (Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana, dalle 11 alle 12, anche in diretta streaming e in differita in podcast. Ecco in anteprima i temi:

  • Musica digitale: Vasco Rossi esce con un brano soltanto in formato digitale. Ma occhio alle protezioni anticopia e alle restrizioni d'uso.
  • Musica digitale: le case discografiche stanno seriamente valutando l'ipotesi di abbandonare i sistemi anticopia entro qualche mese. Vincono gli utenti, perdono i discografici che non sono al passo coi tempi: troppo bello per essere vero?
  • Virus, attenti alle false notizie via mail: circola una serie di virus, sotto forma di allegato all'e-mail, che si spaccia per una notizia gravissima per indurre gli utenti ad aprirlo e infettarsi. Nuovo record di velocità per i creatori di virus.
  • Bucati i sistemi anticopia di HD-DVD e Blu-Ray, i successori ad alta definizione del DVD; già pronti in Rete i film rippati, ma occhio al loro peso e alle norme di legge.
  • Joost, la televisione via Internet? Prime informazioni sulla nuova creatura degli inventori di Skype e Kazaa.
  • Antibufala: nuove varianti di appelli-bufala contro virus inesistenti
  • ....e se ci sarà tempo, si parlerà della nuova catastrofe-bufala: le "scie chimiche"


Aggiornamento: Per l'ascoltatore che chiedeva degli antivirus gratuiti e/o alternativi a Norton, posso proporre vari nomi: AVG, Antivir, AVP di Kaspersky, Bitdefender, ClamWin, F-Secure, Nod32, Avast, McAfee. Maggiori dettagli sono disponibili nel mio libro L'Acchiappavirus (scaricabile gratis come PDF).

Purtroppo il tempo è stato tiranno e non c'è stato modo di parlare di scie chimiche. Ritenterò martedì prossimo, sempre che i Men in Black non mi stoppino ancora.
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Antibufala: il caso John Titor

John Titor, "viaggiatore nel tempo"


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Come accennato in una puntata recente del Disinformatico radiofonico, mi sto occupando del caso di John Titor, il presunto viaggiatore nel tempo comparso su Internet nel 2000, per conto della televisione svizzera TSI e per rispondere alle vostre numerose richieste in proposito.

Se avete (o sapete dove reperire, anche presso un museo) un computer IBM 5100, annata 1975, come quello mostrato nella foto qui sopra, scrivetemi: la TSI lo sta cercando come oggetto di scena per il programma che tratterà la storia di Titor. Aggiornamento: grazie anche al suggerimento di DYK RedWind, è stato reperito a tempo di record.

L'IBM 5100 è infatti uno degli elementi chiave della vicenda: il viaggio nel tempo di John Titor, infatti, sarebbe stato iniziato allo scopo di procurarsi uno di questi computer per portarlo nel 2036, dove serviva per fare il debug ad alcuni vecchi programmi.

Sia ben chiaro: la probabilità che Titor fosse realmente un crononauta è praticamente nulla. L'indagine svolta fin qui punta invece ad un'operazione commerciale concepita per creare un mistero a tavolino e venderne i diritti a Hollywood o agli ingenui, secondo un modello di marketing di grande successo (basti pensare a Charles Berlitz con il libro Bermuda: il triangolo maledetto o al recente Codice da Vinci); finora ha dato vita a un business di magliette, un libro e un'opera teatrale. Qualche tempo fa si parlava anche di un film.

Ma il modo in cui si dipana la vicenda, con la sua sofisticazione nel fornire dettagli intriganti (fotografie comprese) e creare una premessa non falsificabile grazie alla giustificazione delle linee temporali multiple, merita attenzione comunque per il suo fascino. Di certo non è la fantasia di un dilettante.


La storia


Il 2 novembre 2000, una persona che sceglie l'appellativo Timetravel_0 inizia a scrivere messaggi in vari forum di Internet dedicati ai viaggi nel tempo (fra cui Timetravelinstitute.com) e dichiara di essere un viaggiatore nel tempo proveniente dal 2036. Successivamente cambia appellativo e si fa chiamare John Titor, anche se a quanto pare si tratta di uno pseudonimo.

Titor dichiara di essere un soldato e di lavorare per un progetto governativo: è stato inviato dapprima nel 1975 per recuperare dal nonno, ingegnere dell'IBM a Rochester, un computer trasportabile IBM 5100, che a suo dire contiene funzioni non documentate che gli permettono di svolgere un'operazione vitale per il mondo del 2036: effettuare conversioni fra i vecchi sistemi IBM e UNIX e (secondo alcuni suoi interpreti) permettere così all'epoca di Titor di sopravvivere al collasso dei sistemi UNIX previsto per il 2038. Dopo aver recuperato il computer, Titor sta facendo sosta nell'anno 2000 per far visita alla propria famiglia e a se stesso da bambino e per vedere di persona gli effetti (secondo lui disastrosi) del Millennium Bug del 2000.

Nei suoi molti messaggi, Titor dichiara di non voler convincere nessuno dell'autenticità della propria storia, ma di voler semplicemente saggiare la reazione delle persone alla possibilità di incontrare un crononauta. Risponde estesamente alle domande dei partecipanti ai forum e fornisce dettagli tecnici e anche immagini della sua "macchina del tempo": un modello C204, fabbricato dalla General Electrics nel 2034, pesante circa 250 chili e trasportato in una Chevrolet Corvette cabriolet del 1966 (successivamente scambiata con un furgone a quattro ruote motrici del 1987).

Il 24 marzo 2001, John Titor annuncia il proprio ritorno a casa, al 2036. Da allora non si è più fatto sentire.


L'indagine


L'analisi dei messaggi di Titor (ottimi punti di partenza sono Time Travel Portal e Above Top Secret) produce risultati ambigui. Le immagini della sua "macchina del tempo" sono pessime e il "manuale" sembra veramente dilettantesco (specialmente se si considera che è stampato nel 2030 e passa), eppure Titor ha dimostrato una notevole padronanza della terminologia della fisica avanzata e dell'informatica.

Titor ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal 2004 al 2015 e che l'edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004 (mentre le Olimpiadi Invernali del 2006 si sono tenute); ma si è coperto le spalle "spiegando" che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra. Le previsioni di Titor sono piuttosto catastrofiche, come si conviene al buon profeta: la Terza Guerra Mondiale fa 3 miliardi di morti nel 2015, la Russia bombarda le citta americane, europee e cinesi, e la Microsoft non esiste più (non tutto il male vien per nuocere, insomma).

Un aspetto interessante della sua storia è appunto la questione dell'IBM 5100: infatti le funzioni non documentate descritte da John Titor esistono realmente ed erano effettivamente segrete all'epoca della commercializzazione di questo modello di computer. Ne parla un articolo del Rochester Magazine di agosto 2004, che intervista Bob Dubke, uno dei tecnici che progettò l'IBM 5100 e ne realizzò specificamente l'interfaccia fra il suo codice assembly e l'emulatore 360 inglobato nel sistema. IBM tenne segreta quest'emulazione perché temeva che la concorrenza ne approfittasse, dato che permetteva ai programmatori di accedere alle funzioni dei mastodontici computer IBM degli anni Sessanta.

Secondo l'articolo, Dubke non aveva mai sentito della storia di Titor: quando gli fu raccontata, la sua prima reazione fu chiedersi quale membro del suo gruppo di sviluppo all'IBM poteva avere il senso dell'umorismo necessario per architettare un putiferio mediatico del genere. Gli venne anche in mente un possibile candidato, ma analizzando i messaggi di Titor osservò che erano "troppo semplici" per essere il parto di un suo collega, che fra l'altro non avrebbe mai usato l'espressione "legacy code" usata da Titor. La congettura di Dubke è che la "conoscenza segreta" di John Titor derivi da informazioni reperite frugando in Internet.


Tracce di speculazione


Un paio di indizi puntano a un piano di sfruttamento commerciale della vicenda Titor. Certo questo di per sé non significa che la storia di Titor debba essere falsa, ma quando ci si mette di mezzo il vil denaro, le bugie nascono e crescono più rigogliose. Semmai, la storia è con tutta probabilità una bella bufala perché sarebbe stato facilissimo per Titor autenticarla, per esempio lasciando nel nostro tempo un oggetto fabbricato con la tecnologia del 2030. In questo modo, anche se le sue previsioni fossero risultate sballate a causa delle linee temporali divergenti, avremmo comunque avuto sempre un oggetto verificabile e studiabile.

Il primo indizio è che il libro scritto nel 2003 dalla "mamma" di John Titor, John Titor - A Time Traveler's Tale, è pubblicato da Instantpublisher.com, sito di una mini-casa editrice del Tennessee specializzata in vanity edition: le edizioni che l'autore paga per farsi pubblicare. Il sito è registrato a nome della Fundcraft Publishing, Inc., specializzata in libri di cucina. Può darsi, come ipotizza un commento su Amazon.com, che si tratti di un tentativo dell'editore di diversificarsi e risollevare le proprie fortune, visto che il mercato dei libri di cucina è piuttosto inflazionato e c'è la concorrenza delle ricette scaricabili da Internet. Quello che è certo è che il libro non è garantito da una casa editrice di spicco, che avrebbe dovuto intrattenere rapporti con la "mamma" e decidere se presentare la storia come fiction o come realtà, pena conseguenze legali e d'immagine molto serie.

Il secondo indizio è l'assidua presenza di un avvocato, Larry Haber, in vari aspetti della vicenda. Come spiegato su ConspiracyCafe.net, Haber, intervistato nel programma radio Coast to Coast del 14 febbraio 2006, è un avvocato "specializzato negli aspetti legali dell'entertainment". Non ha mai incontrato nessuna delle persone coinvolte nella storia (ha soltanto parlato con "mamma Titor" per telefono), ma ha dichiarato di aver curato le questioni di diritto d'autore per la pubblicazione del libro citato prima.

Il nome di Haber salta fuori anche in relazione a un possibile film sulla vicenda Titor (Haber ne ha inviato alcune immagini a Time Travel Portal) e a un documentario, Obsessed and Scientific, in vendita su Johntitorweb.com, dove è reclamizzato anche un fumetto. E' anche un produzione un altro "documentario" sul tema, intitolato Timetravel_0.

Sembra insomma abbastanza chiaro che intorno a John Titor si cerchi in ogni modo di far girare dei soldi. Vera o falsa, la storia è indubbiamente abbastanza accattivante, con il suo misto di catastrofismo con possibilità di redenzione, Terminator, L'esercito delle 12 scimmie e complottismo (c'è chi riesce persino a tirare in ballo l'11 settembre "previsto" da Titor e dichiarare che gli USA sono già in regime di guerra civile ma non se ne sono accorti), da attirare certamente la curiosità di Hollywood. Staremo a vedere.


La trasmissione


La TSI ha completato e trasmesso la puntata di Storie dedicata a John Titor: è stata trasmessa il 15 aprile 2007 ed è disponibile in streaming qui.
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Due chiacchiere alla radio con Beppe Grillo [UPD 2013/03/06]

Stamattina, grazie a Radio Città del Capo, ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere in diretta radiofonica con l'über-blogger italiano, Beppe Grillo, sia pure con l'ingrato compito di dovergli fare le pulci per alcune storie che aveva pubblicato, visto che si parlava di bufale mediatiche e il tema della trasmissione, intitolata Angolo B, era proprio “Vi fidate di Beppe Grillo?”

Abbiamo discusso insieme del cellulare cuociuova (il suo post; la mia indagine) e di 11 settembre (il suo post della lettera di Giulietto Chiesa, che scatenò in Italia tutta la questione del complottismo; le mie indagini e il relativo blog), e di come non soltanto il lettore, ma anche il blogger come pure il giornalista tradizionale, deve avere sempre più attenzione per la verifica delle informazioni e abituarsi a usare gli strumenti disponibili per fare queste verifiche. Può sembrare incredibile, ma spesso basterebbe una banale ricerca in Google per evitare figuracce.

Ho citato anche un paio di perle di testate “tradizionali” come Repubblica, con i suoi 235 milioni di morti ogni anno sulle strade e la falsa foto del grande blackout italiano del 2003, per far notare che non è affatto vero che l'informazione convenzionale è più affidabile di quella online; anzi, spesso è vero il contrario.

Chiaramente un articolo-bufala non invalida tutto il resto del lavoro giornalistico o “bloggeristico”, per cui non vorrei aver dato l'impressione di voler screditare Grillo in blocco; più semplicemente, ho cercato di ribadire la necessità di qualche verifica in più prima di pubblicare una notizia che può suscitare allarme o essere male interpretata. Anche a costo di rinunciare, ogni tanto, a qualche presunto scoop. Se ci riesce un bloggerino come me, a maggior ragione ci devono poter riuscire le corazzate dell'informazione.

Aggiornamento: La redazione mi dice che la registrazione del programma dovrebbe essere presente sul sito entro breve. Io per ora non l'ho trovata, ma sono di corsa: se siete più bravi di me, postate il link nei commenti, grazie!

Aggiornamento: Eccola.

Aggiornamento (2013/03/06): la versione di Radio Città del Capo non è più disponibile, per cui ho caricato la mia copia (MP3, circa 47 megabyte). Il confronto con Grillo, principalmente sulla metodologia d'indagine sull'11 settembre, parte a 10:00 circa.
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Antibufala: nel 2012 moriremo tutti, garantiscono i Maya

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "fabio.pol****" e "fontegaja".
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2008/07/31.


Secondo studi da noi effettuati ed informazioni pervenuteci da svariate fonti, il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.

Esordisce così Progetto2012.it, uno dei tanti siti dedicati al catastrofismo incentrato sulla presunta "fine del calendario Maya", non solo in Italia ma anche nel resto del mondo (come Survive2012.com, Exitmundi.nl e altri).

Detta molto schiettamente, si tratta di scempiaggini monumentali sulle quali vorrei evitare di soffermarmi più di tanto. Certo, uno dei calendari Maya, quello per il computo dei lunghissimi periodi (Long Count o Computo Lungo), termina a dicembre del 2012; ma poi ricomincia. Dedurre da questo che il mondo finirà è stupido come dire che il mondo finirà il 31 dicembre 2007 perché in quella data finisce il calendario sexy della Santarelli.

Intorno a questa e altre teorie di catastrofe fiorisce, guarda caso, un mercato di libri e gadget di sopravvivenza. Ancora una volta, le bufale sono un business molto remunerativo.

Non mancheranno gli zucconi che resteranno convinti che soltanto loro conoscono questa terribile verità e di averne persino le prove fisiche, e che la comunità scientifica si adopera per mantenere rigorosamente il segreto. Si accomodino. Con loro faccio una scommessa: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più.

Se ho ragione io, andrò a spassarmela alla vostra ritrovata salute e darò metà del ricavato in beneficenza. Se avete ragione voi, avrete la soddisfazione di vedermi cospargere il capo di cenere un attimo prima del botto finale. Ci state?


In dettaglio


Mi ero illuso che bastassero le poche righe qui sopra per chiudere la faccenda, ma a giudicare dalle segnalazioni che ricevo, la storia della fine del mondo nel 2012 ha fatto una certa presa. Per cui vi propongo un supplemento d'indagine, basato in buona parte su una ricerca fatta su richiesta del CICAP.

Non tutti i siti e libri dedicati al 2012 concordano su cosa debba succedere di preciso il 21 o 23 dicembre 2012 secondo gli annunci del calendario Maya: una fermata di 72 ore della rotazione della Terra, un’inversione dei poli magnetici terrestri, un conflitto nucleare, un’epidemia d’influenza, l’impatto di un asteroide, l’esplosione di una supernova oppure un più sobrio “cambiamento spirituale”. Già questa varietà estrema di scenari dovrebbe far riflettere su quanto siano precise le previsioni di questi autori. Non possono avere ragione tutti quanti.

Tutte queste tesi, comunque, partono dall’idea che il tredicesimo baktun, un periodo lungo 394 anni del sofisticato calendario Maya denominato dagli archeologi Long Count, o Computo Lungo, termina il 21 o 23 dicembre 2012 e che nei miti Maya questo cambiamento indica la fine della creazione.

Gli archeologi (quelli seri, quelli che hanno studiato archeologia invece di guardarsi la saga di Indiana Jones e sfogliare i libri di Peter Kolosimo) spiegano che il calendario Maya è ciclico: quindi non farà altro che ripartire, esattamente come il nostro calendario non fa finire il mondo il 31 dicembre ma riprende (per pura convenzione) il primo gennaio.

Inoltre, sempre secondo gli archeologi, nei reperti Maya non vi è alcuna indicazione che i popoli mesoamericani pensassero che il 2012 avrebbe portato la fine del mondo. Anzi, gli avvicendamenti di questi cicli erano occasione di grandi celebrazioni in questi popoli. Aspettavano 394 anni, ma quando arrivava il momento, se la spassavano alla grande.


Solstizio d'inverno


Queste tesi catastrofiste si appoggiano anche al fatto astronomico che il 21 dicembre è il solstizio d’inverno, ossia il giorno in cui l’asse terrestre è maggiormente inclinato rispetto al Sole: l'asse terrestre non cambia direzione ed è sempre parallelo a se stesso, ma cambia la sua inclinazione rispetto alla direzione dalla quale arrivano i raggi solari (la situazione è chiarita dall'immagine qui sotto, tratta da Wikipedia, che mostra il solstizio d'inverno a destra). Ma questo è un evento che si ripete due volte ogni anno. Quello del 2012 non ha nulla di particolare che lo distingua dagli altri.



Allineamento o equinozio galattico


Un altro elemento astronomico spesso citato dai sostenitori di queste teorie è il cosiddetto “allineamento galattico” o “equinozio galattico”, ossia l’allineamento del Sole, nel giorno del solstizio di dicembre, con il piano equatoriale della Via Lattea, la galassia di cui fa parte il sistema solare.

Questo fenomeno è reale, ma viene collocato erroneamente nel 2012 da molti autori che annunciano la fine del mondo per quella data. Infatti i calcoli astronomici (fatti dagli astronomi seri, non da chi ha fretta di vendere libri e paccottiglia) indicano che in realtà il centro del Sole si è allineato con l’equatore galattico già nel 1998, e oltretutto lo ha fatto nell’ambito di un lentissimo allineamento più generale del suo disco, che dura circa 36 anni.

Si tratta in ogni caso di allineamenti del tutto arbitrari: il piano equatoriale galattico è un costrutto immaginario (come un confine di stato o una linea di latitudine o longitudine), non una demarcazione reale. Inoltre questo allineamento del Sole con l’equatore galattico esiste soltanto dal punto di vista soggettivo della Terra: il Sole in realtà transita fisicamente per il piano di quest’equatore ogni 32 milioni di anni circa. Si tratta quindi di un moto estremamente lento, per il quale non ha assolutamente senso parlare di bruschi allineamenti che si verifichino in date precise.


La tempesta solare prevista dalla NASA


Alcuni siti menagramo sul 2012, come Nibiru2012.it, citano una ricerca della Nasa che preannuncia una "catastrofica tempesta solare" prevista "nel corso dell'anno 2012" che "metterebbe a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra". Così almeno dicono quelli di Nibiru2012.it.

Ma come? Non si era detto che gli scienziati di tutto il mondo erano omertosi custodi del Grande Segreto, e adesso i catastrofisti basano i loro annunci di morte su dichiarazioni di questi stessi scienziati?

La realtà è ben diversa. Alcune ricerche, divulgate per esempio in questo articolo del 2006 pubblicato su Nasa.gov, parlavano di un tentativo di prevedere il prossimo picco periodico di attività solare. Secono questa stima, realizzata da Mausumi Dikpati del National Center for Atmospheric Research (NCAR), il prossimo ciclo di macchie solari potrebbe essere dal 30 al 50% più intenso del precedente. Se la stima è esatta, potrebbe prodursi un picco di attività solare paragonabile a quello già avvenuto nel 1958.

Si tratta insomma di una previsione ipotetica di un fenomeno che è già avvenuto nel passato recente senza causare catastrofi e stragi. Oggi, con la nostra maggiore dipendenza dalle telecomunicazioni senza fili, potranno esserci problemi con l'uso di radio, cellulari, GPS e simili, e potranno esserci delle splendide aurore boreali anche a basse latitudini, ma non saranno certo "a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra". Gli ippopotami continueranno a sguazzare nei fiumi africani fregandosene altamente delle tempeste solari e di tutte le paranoie di chi sembra contento di poter annunciare che la fine del mondo è vicina.

Non solo: previsioni più recenti della NASA collocano il picco di attività solare a maggio 2013, non nel 2012. Ma i catastrofisti non si aggiornano.


Il business dei menagramo


Queste storielle sulla fine del mondo imminente sono insomma prive di fondamento scientifico, ma hanno un grosso pregio (per chi le propina): sono ricche di spunti per la commercializzazione di opere letterarie e kit di sopravvivenza, come già avvenuto in passato per altri disastri profetizzati e puntualmente non avvenuti.

Basti pensare al passaggio della Terra attraverso la coda della cometa di Halley, che terrorizzò tanta gente nel 1910 perché si era sparsa la voce che la coda contenesse cianuro, oppure al più recente millennium bug (un pericolo reale, scongiurato grazie al duro lavoro di tanti informatici, ma per il quale molta gente ha fatto previsioni catastrofiche di paralisi planetaria).

Guarda caso, il buon Roberto Giacobbo, quello di Voyager, cavalca l'onda dei creduloni pubblicando il libro "2012: la fine del mondo?". Con tanto di punto interrogativo finale per pararsi il posteriore caso mai non succedesse nulla.

Rispetto ad altre ipotesi di catastrofe, quelle del 2012 hanno il pregio di definire le date in cui dovrebbero avvenire con estrema precisione e di collocarsi cronologicamente nel futuro molto prossimo; basta quindi attendere il 23 dicembre 2012 per verificarne definitivamente l’attendibilità. Si accettano scommesse.
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Allarme dal Brasile: Coca Cola e Mentos fanno esplodere lo stomaco?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "enrico" e "marcostan****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/12.

Sta circolando freneticamente una presentazione PowerPoint che contiene un'inquietante storia: un bambino in Brasile avrebbe bevuto Coca-Cola e poi mangiato una Mentos e sarebbe morto asfissiato dalla combinazione esplosiva. Ecco il testo dell'appello:

Vedi come si può fare una vera BOMBA!!!!!!

In aprile dell' anno passato, un ragazzino di 10 anni, studente nel collegio Dante Alighieri in San Paulo/Brasil, senza problemi di salute, cadde incosciente nell'aula della classe.

Fu portato in ospedale, ma dichiararono che arrivò morto.

Causa: Stomago gonfio e morte per asfissia

Nell' investigazioni realizzate definirono per la distruzione dello stomaco quello che consumò
il ragazzino...

Una latta di Coca Cola Light e dopo mangiò il conosciuto dolce di menta Mentos

La morte del giovane fu causata da una vera BOMBA che risulta nella mescola di sostanze presenti in questi due alimenti.

Secondo Alexandre B. Mergenthaler, Prof. Dottore dell’Istituto di Chimica di USP, la mescola dei componenti esistenti nei prodotti "light", come l’Acesulfame K INS930 che, mescolato al sapore artificiale contenuto nella pastiglia Mentos, da origine a una sostanza fatale, il Ta9V4.

Questa sostanza genera alti livelli di liberazione di gas fino all’ esplosione!!!

Mentre, la Coca-Cola e Mentos non si pronunciano sopra il caso.

Si tratta senza ombra di dubbio di una bufala: la scuola Dante Alighieri di San Paolo ha smentito formalmente (link originale, oggi obsoleto; link a copia su Archive.org), come potete leggere nell'apposita sezione (link originale, oggi obsoleto; link a copia su Archive.org) del sito brasiliano della Coca-Cola.

Da www.cocacolabrasil.com.br


In realtà, come spiega Silvano Fuso del CICAP,

"All'origine della bufala vi è probabilmente lo strano comportamento che si ottiene introducendo le caramelle Mentos nella Coca Cola. Comportamento che viene ben illustrato in questo sito e in questo blog. La spiegazione che viene data nel testo della mail appare tuttavia piuttosto fantasiosa. Non si tratta infatti di strane reazioni tra gli ingredienti della bevanda e delle caramelle, ma di un fenomeno più semplice. La solubilizzazione degli zuccheri delle caramelle nella bevanda produce la liberazione dell'anidride carbonica disciolta nella bevanda stessa. Lo stesso fenomeno può essere osservato versando un cucchiaino di zucchero un un bicchiere di acqua minerale gassata: una vivace effervescenza si sviluppa istantaneamente."

Ingerire questi due prodotti insieme è comunque sconsigliabile, perché produrrebbe con tutta probabilità un rutto di portata galattica o un rigurgito comunque poco piacevole sia per lo sperimentatore, sia per le persone circostanti. Quindi non provateci, ma divertitevi (in luoghi sicuri e soprattutto facili da ripulire) a fare l'esperi-mentos lasciando il liquido nella bottiglia, come dimostrato da moltissimi video reperibili per esempio su Youtube.
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Antibufala lunare: “Buona fortuna, signor Gorski”

Lo sbarco sulla Luna e la promessa della signora Gorski


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "qoedishakedo****" e "mauro".

Resto in tema di bufale e antibufale spaziali con una storia che riguarda il primo sbarco sulla Luna. Neil Armstrong, che insieme a Buzz Aldrin allunò a luglio del 1969, pronunciò a un certo punto della storica diretta un misterioso "Good luck, Mr Gorski". Buona fortuna, signor Gorski.

Tutti si chiesero chi fosse questo signor Gorski: non c'era nessun cosmonauta sovietico con quel nome. Fu Armstrong, dopo lunga reticenza, a spiegare la frase, raccontando che da ragazzino udì per caso una conversazione intima dei vicini, la famiglia Gorski. Ora che entrambi i Gorski erano passati a miglior vita, l'astronauta sentiva di poterne parlare senza ferire nessuno.

Il giovanissimo Armstrong aveva involontariamente sentito il signor Gorski chiedere alla moglie una prestazione per lei inconsueta. La signora aveva risposto indignata "Te lo faccio il giorno che il ragazzino dei vicini va sulla luna!" Sbarcato finalmente sul suolo lunare, Armstrong si era ricordato di quella promessa di tanto tempo prima, augurando al signor Gorski che la consorte la mantenesse.

La storia è carina, ma è una bufala: Neil Armstrong (lo vedete in una delle pochissime foto della missione che lo ritraggono) non disse mai nulla del genere durante la missione, e riferisce di aver sentito l'aneddoto per la prima volta da un comico americano nel 1995, come descritto dall'impagabile sito antibufala Snopes.com.
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Antibufala: donne nude sulla Luna?

Quando Playboy sbarcò sulla Luna


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "nicola.sc****" e "francesco.gr". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Non mi capita spesso di linkare una pagina di Playboy in questo blog, ma faccio volentieri un'eccezione per questa storia. A novembre del 1969, Alan Bean e Charles "Pete" Conrad sbarcarono sulla Luna, nella seconda missione lunare del programma Apollo, mentre Richard Gordon li attendeva in orbita.

Si capì subito che questa era una missione allegra. A differenza della storica frase di Neil Armstrong (il primo uomo a mettere piede sulla Luna), "E' un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità", il debutto di Conrad fu "Sarà stato piccolo per Neil, ma per me è bello lungo!" La battuta alludeva sia alla bassa statura dell'astronauta, sia a una scommessa fatta con Oriana Fallaci per dimostrarle che le parole degli astronauti non erano decise da un copione scritto dalla Nasa.

Ma a un certo punto, dopo circa due ore e mezza di passeggiata sulla superficie lunare, la missione prese una svolta strana e preoccupante. I due astronauti si misero a ridere così tanto che i controllori della missione temettero che Conrad e Bean fossero storditi da qualche problema all'ossigeno delle tute o dalla temuta "estasi spaziale" prodotta dallo stress e dalle condizioni estreme, sia fisiche sia psicologiche, nelle quali si trovavano.

Pete Conrad rivelò a Playboy nel 1994 la ragione delle risate. Sul polso della tuta avevano legata la sequenza delle procedure da eseguire durante la missione: la cuff checklist, un quadernetto ad anelli costituito da fogli di carta plastificata ignifuga. Soluzione rustica ma efficace. Qualche burlone aveva inserito delle fotocopie delle Playmate (rigorosamente stampate su carta ignifuga) fra i fogli delle istruzioni, dotandole di didascalie come "Visto qualche collina o avvallamento interessante?" (Miss Settembre 1967, Angela Dorian) e "Non dimenticare di descrivere le protuberanze" (Miss Dicembre 1969 1968, Cynthia Myers).

La storia è autentica: sul sito della Nasa trovate sia le registrazioni delle reazioni di Conrad e Bean, sia le immagini delle Playmate in questione, tratte dalle cuff checklist. Credo sia un caso più unico che raro di donne nude offerte intenzionalmente dal sito della Nasa, oltre che il primo episodio documentato di foto osé portate su un altro corpo celeste. Cosa faranno ora i puritani della Rete? Metteranno anche la Nasa nelle loro paranoiche liste nere?

Grazie a BoingBoing per aver segnalato questa chicca.
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Radio: nudi e leggende lunari, fine del mondo nel 2012, Mentos assassine

Disinformatico radio: nudi sulla Luna, la promessa spaziale della signora Gorski, la fine del mondo nel 2012, e l'allarme brasiliano per Coca-Cola e Mentos a scuola


Dalle 11 alle 12 sono come consueto in diretta sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana (ricevibile anche in streaming) con una nuova puntata del Disinformatico.

Visto che abbiamo una visita spaziale straordinaria, la cometa McNaught, visibile anche di giorno, parliamo un po' di leggende e bufale spaziali. Perché gli astronauti dell'Apollo 12, durante la loro passeggiata sulla Luna, risero così tanto da far temere che avessero avuto una crisi di follia spaziale o fossero alticci? E cosa promise la signora Gorski per far mormorare a Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna, la fatidica frase "Buona fortuna, signor Gorski?"

Sempre in tema spaziale, andrò a indagare sulla voce che vuole che il mondo finirà a dicembre del 2012 perché così è previsto dal calendario Maya.

Torniamo poi sulla Terra con l'allarme che circola anche nelle scuole locali: un bambino in Brasile avrebbe mangiato delle Mentos dopo aver bevuto della Coca-Cola e sarebbe morto per asfissia o esplosione dello stomaco. E' una bufala, ma il panico è autentico.

Vi aspetto!

Aggiornamento (2007/01/18): La puntata (senza musica) è disponibile per qualche settimana in podcast. Ecco qui i dettagli della storia degli astronauti troppo allegri; le informazioni sulla fine del mondo secondo il calendario Maya; le penne spaziali americane e le matite sovietiche; la promessa spaziale della signora Gorski; lo Shuttle basato sulle misure del sedere di cavallo; e l'allarme per Coca e Mentos che fanno esplodere lo stomaco dei bambini.
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Radio: CD anticopia addio, pace per i nuovi DVD, l’ex moglie di Ronaldo

Disinformatico alla radio: EMI rinuncia all'anticopia inutile, arriva il primo lettore ibrido HD-DVD/BluRay, la modella che blocca Youtube, e altro


Ritorna stamattina, dalle 11 alle 12, il Disinformatico radiofonico (RSI, Rete Tre): i temi della puntata sono accennati nel titolo e i relativi dettagli e link appariranno qui nel corso della diretta.

EMI rinuncia alla protezione anticopia sui CD audio


C'è vita intelligente nell'universo discografico: finalmente qualcuno ha capito che i sistemi anticopia dei CD musicali sono assolutamente inutili e anzi controproducenti per gli utenti onesti. Secondo quanto pubblicato dal sito olandese NVPI e da Punto Informatico, l'autorevole rivista di settore Billboard ha annunciato che l'EMI Music Group ha cessato di installare sistemi anticopia su tutti i nuovi CD e che Macrovision, uno dei principali realizzatori di questi sistemi, ha cessato la vendita dell'anticopia TotalPlay, noto anche come CDS.

Sempre secondo Billboard, è ora chiaro (a dire il vero era chiaro a molti utenti già da tempo) che il costo dell'utilizzo di queste tecnologie non è giustificato dai risultati, e c'è preoccupazione per possibili problemi di compatibilità con i nuovi software.

Alla fine, insomma, la lezione è stata capita. Mettere sui CD, o su qualsiasi altro supporto, un sistema di protezione contro la copia che i pirati sanno aggirare con totale disinvoltura ma che causa problemi agli acquirenti legittimi (molti CD "protetti" non funzionavano nelle autoradio e nei lettori dei computer o addirittura infettavano il computer sul quale venivano legittimamente suonati) è una scelta suicida.

Ora resta soltanto da convincere i discografici a promuovere chi sa davvero fare musica invece di chi non sa nemmeno scendere da un'auto senza fare del mondo il proprio ginecologo.

Il primo lettore in grado di leggere Blu-Ray e HD-DVD


The Register segnala l'annuncio di un lettore, l'LG BH100, capace di leggere entrambi gli standard che ambiscono a rimpiazzare il DVD, ossia il Blu-Ray e l'HD-DVD. Verrà reso disponibile entro il primo trimestre del 2007 insieme a un lettore per PC a doppio standard, il GGW-H10N. La compatibilità non è perfetta (mancheranno alcune funzioni avanzate dello standard HD-DVD) e sicuramente gli utenti si smarriranno nella selva di sigle che caratterizzano queste nuove tecnologie. Il prezzo annunciato per il BH100 è davvero per appassionati di tecnologia: circa 1200 dollari.

Modella brasiliana blocca Youtube


Daniela Cicarelli, modella ed ex moglie di Ronaldo, ha fatto causa a Youtube perché ha consentito la diffusione di un video in cui lei amoreggia piuttosto esplicitamente in spiaggia con il boyfriend del momento, come riferito da Reuters e BoingBoing. Cicarelli e compagno d'effusioni sabbiose chiedono 120.000 dollari per ogni giorno di disponibilità del video.

La soluzione dei tribunali brasiliani è stata tanto drastica quanto spropositata: bloccare tutto Youtube, con disagi enormi per gli utenti a cui non interessa assolutamente nulla di Cicarelli e moroso. Chi ci tiene, invece, sa come aggirare il blocco e procurarsi il video altrove. No, non troverete nel Disinformatico il link diretto al video incriminato, ma ne trovate qui una versione-parodia esilarante che ricrea ogni movimento del video con due persone vestite da zanzaroni.

E' una buona occasione per riflettere sulla stupidità dei tentativi di blocco e di censura di Internet che ogni tanto vengono proposti, e per esercitarsi ad evitarli, cosa che si rivela utile anche quando Internet fa le bizze a causa di guasti o attacchi virali. A volte è sufficiente cambiare DNS, come descritto qui, ma se vi servono soluzioni più sofisticate, ne trovate un elenco sempre su BoingBoing.


Falla nel popolarissimo lettore Acrobat, come evitarla


Secunia ha annunciato una falla nel programma Adobe Acrobat Reader, usatissimo per leggere i tanti documenti disponibili in Rete nel formato PDF. Ne sono colpiti anche i plug-in che permettono ad Internet Explorer e a Firefox di leggere direttamente questi documenti. In pratica, è molto semplice creare una pagina Web che invita a scaricare un file PDF tramite un link che inietta nel computer della vittima delle istruzioni ostili.

La falla, scoperta da Stefano di Paola e Giorgio Fedon e descritta qui, colpisce anche gli utenti Linux oltre a quelli Windows, ed è particolarmente insidiosa perché normalmente si ritiene che i PDF siano esenti da pericoli e quindi si tende ad abbassare la guardia. La soluzione è scaricare e installare la versione aggiornata (8.0.0.0) del software Adobe.

Antibufala: l'uomo che spiccò il volo su una sedia da giardino legata ai palloncini


Molti la ritengono una leggenda metropolitana, ma la storia (per quanto leggermente modificata) di Larry è autentica: nel 1982, Lawrence Richard Walters prese una sedia da giardino e vi legò 45 palloni-sonda pieni d'elio. A bordo del suo improvvisato veicolo, iniziò a prendere quota ben oltre le sue previsioni iniziali, raggiungendo oltre 4500 metri di quota e andando a interferire con il traffico aereo del vicino aeroporto di Long Beach.

Presso Markbarry.com viene periodicamente ripubblicata l'esilarante registrazione della conversazione radio fra Larry, la torre di controllo e gli amici di Larry; il rientro a terra fu altrettanto scoordinato, perché Larry finì sui cavi dell'alta tensione, causando un blackout elettrico nella zona. Fu arrestato e multato per la sua prodezza, che gli fruttò varie apparizioni televisive e una popolarità eterna come mito della Rete.

Cercasi IBM 5100 per provino TV


La televisione svizzera sta preparando un programma sulla curiosa vicenda di John Titor, il sedicente viaggiatore del tempo comparso in Rete intorno al 2000. L'IBM 5100, un semitrasportabile del 1975, gli serviva (a suo dire) per risolvere un grave problema della sua epoca, il 2036.

Se qualcuno sa dove procurare uno di questi computer per delle riprese, mi scriva. Grazie!

Per oggi è tutto: la registrazione della puntata sarà disponibile a breve come podcast.