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Antibufala: occhio a Sonia Cabrilis

Ritorna il Bufalovirus, variante mittensis


Mi tocca tornare rapidamente su una bufala classica che ha ripreso a circolare in una nuova variante: quella del Bufalovirus mittensis, ossia del virus che in realtà non esiste ma viene annunciato con panico da un messaggio che avvisa di stare in guardia contro un particolare mittente che sarebbe l'untore in questione; strada facendo, questa bufala s'è ibridata con un'altra, quella che mette in guardia contro una presentazione Powerpoint identificata da un titolo ben preciso. Ecco il testo della versione attualmente in circolazione.

Sta circolando in internet una nuova frode....

Rubano la tua mail di Hotmail, cambiano la password ed attraverso messenger e via mailcontattano tutti i tuoi amici,ovviamente spacciandosi per te, dicendo che hai grossi problemieconomici e che hai urgente bisogno che ti facciano un prestito depositando dei soldisu uno specifico conto corrente oppure chiedono o un numero di carta di credito o cose simili(RIPETO sempre spacciandosi per te ).

Cambiando la password tu non hai modo di entrare nella mail ed avvisare i tuoi contatti.Fai circolare questa mail per evitare che qualche tuo amicocaschi in questa truffa!

E' URGENTE!!!!! Di a tutti i tuoi amici che non accettino come contatto Sonia_cabrilis di Hotmail perchè è un virus che formatta il tuo computer e se qualche tuo contatto lo accetta automaticamente vieni infettato anche tu! Copia e incolla questa mail ed inviala a tutti i tuoi contatti!

BISOGNA FARE MOOOOOLTA ATTENZIONE!! !

Come se non bastasse, potresti ricevere una mail in presentazione Power point chiamato "la vita es bella" ("la vita è bella") che apparentemente è inoffensiva ma se lo ricevi

NON APRIRLO ASSOLUTAMENTE E CANCELLALO IMMEDIATAMENTE! !!!

Se questo file venisse aperto, sul monitor ti comparirà un messaggio che dice "ora è troppo tardi, la vita non è più bella!". Subito dopo perderai tutto ciò che hai nel PC ed il mittente del messaggio avrà accesso al tuo computer al posto tuo, accesso alla mail e a tutto quanto! Questo è un nuovo virus che ha iniziato a circolare nella rete da sabato sera.

Dobbiamo fare di tutto per bloccare questo nuovo virus!

La UOL ha già confermato la sua pericolosità ed i software antivirus non possono fermarlo. Il virus è stato creato da un hacker che si autodefinisce "il padrone della vita" ed il suo obbiettivo è di distruggere i PC domestici per lottare contro la Microsoft.
per questo usa l'estensione .pps

Come descritto nell'indagine antibufala sui "virus" che allertano in merito a un particolare mittente o nome di allegato, dietro questi allarmi che periodicamente compaiono in Rete c'è il nulla, o meglio, soltanto la pigrizia di chi inoltra a tutti qualsiasi stupidaggine ricevuta. La storia del file Powerpoint risale a cinque anni fa; quella del mittente Hotmail che manda un virus indistruttibile risale al 2005.
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Allarme per i cibi avvelenati dai termovalorizzatori: “garantisce” Beppe Grillo?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2007/08/05.

Circola grosso modo da fine giugno 2007 un appello decisamente inquietante che riguarda alcuni alimenti che sarebbero contaminati da sostanze emesse dai termovalorizzatori.

leggere con attenzione.... da BEPPE GRILLO

E' stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi in collaborazione con Beppe Grillo, in cui si dimostra che vi sono prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di "termovalorizzatori", che altro non sono se non INCENERITORI DI RIFIUTI.

Come testimonia Grillo nel suo ultimo spettacolo, queste micro particelle sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano tosse e asma) perchè entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi rimanendovi per sempre e provocando purtoppo gravi forme di cancro.

E' necessario quindi che chiunque legga questa email, comunichi a tutti i suoi amici, parenti,conoscenti che ci sono delle aziende che ci stanno avvelenando consapevolemente.

ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA
DI METALLI PESANTI:

PANE PANEM
CORNETTO SANSON
BISCOTTO MARACHELLA SANSON
OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO
CACAO IN POLVERE LINDT
TORTELLINI FINI
HAMBURGER MC DONALDS
MOZZARELLA GRANAROLO
CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI
INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE
PANDORO MOTTA
SALATINI TINY ROLD (USA)
BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI
BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA
BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA
BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA
NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA
BAULETTO COOP
PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI
BISCOTTI RINGO PAVESI
PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA
PANE CIABATTA ESSELUNGA
PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA
PANEANGELI CAMEO

NESSUNA DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO LA DIGNITA' DI RISPONDERE ALLE LETTERE CHE GLI HANNO INVIATO I DUE RICERCATORI , AI QUALI TRA L'ALTRO STANNO CERCANDO DI SEQUESTRARE I MICROSCOPI DI PROPRIETà DELL'UNIVERSITA'.

FORSE MOLTI DI VOI GIA' SAPEVANO TUTTO QUESTO, MA NON AVENDONE LA CERTEZZA HO VOLUTO INFORMARVI LO STESSO.

COMUNICATE QUESTE INFORMAZIONI A PIU' PERSONE POSSIBILE.

USIAMO IL WEB IN MANIERA PIU' INTELLIGENTE

SE NON CI CREDETE VISITATE IL SITO: http://www.beppegrillo.it/

E' SCRITTO TUTTO ANCHE LI'.

PS: UN ALTRO SITO INTERESSANTE è http://www.worstpills.org/

Gli ingredienti per sospettare che si tratti di una bufala ci sarebbero tutti: l'accenno alla cospirazione delle grandi industrie, la paura per l'avvelenamento dei cibi, la controversia sullo smaltimento dei rifiuti, due ricercatori rigorosamente anonimi perseguitati con tanto di sequestro dei microscopi (e da quando le analisi chimiche si fanno con il microscopio?), l'invito a diffondere il più possibile l'appello, e una lista inquietante di alimenti avvelenati, cara a tanti appelli analoghi.

Non manca neppure un riferimento apparentemente autorevole, in questo caso al sito Beppe Grillo, che però porta soltanto genericamente al sito ma non a una pagina che fornisca maggiori dettagli.

Infine c'è anche un rimando a un sito che non c'entra assolutamente nulla, Worstpills.org, che parla di medicinali pericolosi (non di inquinamento).

Tuttavia le informazioni che ho raccolto fin qui indicano che non si tratta della solita elencazione allarmista di prodotti già vista in altre occasioni. La questione delle nanoparticelle è estremamente controversa e merita di essere approfondita prima di definirla autentica o bufala.

Sto raccogliendo ulteriori informazioni e prendendo contatti con gli interessati, ma visto che si preannuncia un caso che scotta, comincio per ora semplicemente ad accennarne qui e a invitarvi a parlarne nei commenti. So che fra voi ci sono numerosi esperti di settore che possono fornire chiarimenti preziosi sulla faccenda, e qui ci vuole un lavoro di squadra.


Aggiornamento (2007/08/02)


Con il permesso del dottor Stefano Montanari, uno degli "scienziati modenesi" citati nell'appello (l'altro è la dottoressa Gatti), cito queste sue parole da una comunicazione privata, scritte dopo che gli ho segnalato il testo dell'appello, dal quale prende fortemente le distanze: "Leggo tutto questo con sgomento. Spero di poter chiarire tutto domani nell'intervista e spero pure che chi, con tutta evidenza, non sa e non capisce nulla di queste cose non pretenda di addentrarvisi."

L'intervista a cui Montanari si riferisce è quella che ho realizzato stamattina e che verrà pubblicata integralmente qui. Nella prossima puntata del Disinformatico radiofonico, inoltre, ci sarà un intervento in diretta di Montanari. L'intento, sia chiaro, non è quello di fare le pulci alle sue ricerche, ma di verificare quanto l'appello sia rispondente o meno alle risultanze di Montanari.

Montanari stesso ha pubblicato nel proprio blog un intervento nel quale denuncia le falsità dell'appello. Un esempio:

si parla di lettere che noi avremmo indirizzato ai produttori di questi alimenti senza aver ricevuto risposta. Falso: mai abbiamo scritto e, dunque, la non risposta è ovvia. Mi è stato pure riportato che circolerebbe la voce secondo cui alcune ditte di prodotti alimentari si sarebbero prodigate per farci togliere il microscopio elettronico di cui ci servivamo. Ancora una volta, la cosa è falsa ed è addirittura ridicola.

Già a questo punto, insomma, l'appello circolante in Rete (ben diverso dalle ricerche di Montanari) comincia a essere classificabile come bufala disinformante. Maggiori dettagli a breve.


Aggiornamento (2007/08/03)


Come notato dai commenti, l'appello sembra proprio derivare da questa pagina del blog di Beppe Grillo, datata dicembre 2005, che contiene un elenco di prodotti nei quali sono stati rilevati metalli sotto forma di nanoparticelle. In una pagina successiva, di marzo 2006, vengono citati Stefano Montanari (laureato in farmacia e ricercatore da 35 anni) e Antonietta Gatti (fisico e bioingegnere) in merito alla pericolosità delle nanoparticelle e viene raccontata la questione del microscopio sottratto alla loro indagine, che si rivela essere un microscopio decisamente sofisticato e costoso (concetto del tutto assente nell'appello).

I due "scienziati modenesi" dell'appello sarebbero quindi, al di là del ragionevole dubbio, proprio Gatti e Montanari, e così ho intervistato Stefano Montanari via Skype per chiedergli quanto ci sia di vero nell'appello in circolazione e per valutare di conseguenza se sia da diffondere o meno. L'intervista integrale al dottor Montanari è scaricabile qui (34 minuti, 31 MB, MP3).

Consiglio di ascoltarla tutta, vista la varietà e l'importanza delle questioni toccate, ben oltre la semplice verifica antibufala (il bello di Internet è che non ci sono palinsesti da rispettare o tempi da cui farsi strangolare, per cui abbiamo spaziato parecchio). Dice Montanari che "all'origine di tutto c'è una cosa quasi giusta, poi si è estrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente non corrispondono al vero, ma proprio minimamente".

Per quanto riguarda gli aspetti citati nell'appello, va sottolineato che secondo Montanari gli inceneritori sono una delle fonti di nanoparticelle, ma non l'unica come sembra affermare l'appello, perché queste particelle possono essere presenti negli alimenti testati anche a seguito di processi di normale lavorazione (il metallo della macina finisce inevitabilmente nella farina, per esempio) o anche perché aggiunte intenzionalmente e dichiaratamente dai produttori, o perché prodotte dal traffico, dai cementifici, dalle acciaierie e da "tantissime altre fonti di inquinamento". Gli inceneritori, secondo Montanari, sarebbero però la fonte meno giustificabile e necessaria.

L'elenco presentato dall'appello, inoltre, non è una lista nera tassativa: sul sito di Montanari e Gatti, Nanodiagnostics.it, è presente una lista più corretta, nella quale sono stati elencati anche i prodotti che sono risultati esenti da nanoparticelle, e Montanari chiarisce che l'assenza di un prodotto dalla "lista nera" non ne garantisce assolutamente l'assenza di inquinamento da nanoparticelle:

"non volevamo accusare il prodotto. Io qui mi ritrovo davanti una sfilza di prodotti messi all'indice... è un'idiozia. Noi abbiamo guardato semplicemente una confezione, e in quella confezione c'erano degli inquinanti. Ma può darsi benissimo che prendendo un'altra confezione dello stesso prodotto non ci sia niente, perché molto spesso questo inquinamento è assolutamente casuale... Dare un elenco di prodotti da mettere all'indice non ha nessun significato scientifico"

In merito alle lettere che i due ricercatori avrebbero inviato, stando perlomeno all'appello, Montanari chiarisce che

"la lettera non esiste... non abbiamo mai scritto niente a nessuna industria. Mai. Mai, perché non abbiamo mai messo sotto accusa nessuno. L'unico ente che abbiamo messo sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi per controllare questo tipo di inquinamento."

Per quanto riguarda il microscopio sottratto:

"che queste ditte stiano cercando di sequestrare il microscopio è altrettanto falso. Nessuna ditta ha mai cercato di sequestrarci il microscopio. Il microscopio ci è stato tolto, ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all'Università di Modena, è stato riassemblato, rimontato, diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo. Quel microscopio era stato semplicemente tolto perché dava fastidio non all'industria alimentare ma dava fastidio a qualche personaggio all'interno dell'Università che non gradiva le nostre ricerche."

Ulteriori chiarimenti vengono da alcuni e-mail che mi ha mandato e che cito con il suo permesso: il microscopio non è affatto di proprietà dell’Università come afferma l'appello.

Il microscopio di cui ci era stata tolta la disponibilità è stato acquistato pagandolo per 2/3 con denaro comunitario e per 120.000 Euro, cioè quanto restava, da noi. Poi, per un giochetto burocratico, il microscopio è finito nell’inventario del CNR, ma nessuna Università, men che meno quella di Modena che ci ha sempre ostacolato in ogni modo, può accampare il minimo diritto. Dunque, un’altra bufala.

Sempre a proposito del microscopio:

D'altro canto, nessuna Università ha mai avanzato pretese di proprietà perché non ne avrebbe avuto ragione. Si tratta delle solite voci inventate dai maestri di pensiero che imperversano in rete.

Un'altra delle idiozie che saltarono fuori e che continuano a circolare in ambito Meetup di Beppe Grillo è quella secondo cui noi non avremmo bisogno del microscopio per fare le nostre ricerche, potendo usare quello disponibile al Centro Grandi Strumenti dell'Università.

Se chi propala questa voce avesse la minima idea di come si svolge il nostro lavoro, saprebbe che occorrono un laboratorio chimico con tanto di cappa ed un laboratorio biologico, pure con cappa, in questo caso a flusso laminare, per preparare i campioni, e, in aggiunta, occorre qualche apparecchio specifico come due diversi tipi di microtomo.

Poiché, poi, noi controlliamo anche campioni un po' particolari, occorre anche un ambiente dedicato (anche qui ci vuole una cappa un po' speciale) proprio per quei campioni. Il tutto deve essere vicinissimo al microscopio e questo non è disponibile al Centro Grandi Strumenti.

Inoltre, non ci sarebbe possibile usare un microscopio in affitto, essendo questo disponibile solo per poche ore e su prenotazione ed essendo questo molto spesso tarato male.

L'ipotesi della cospirazione dei grandi poteri, inoltre, va messa drasticamente da parte, perché Montanari sottolinea che l'iniziativa di indagare le nanopatologie è partita proprio dall'Unione Europea, che ora sta finanziando un'ulteriore ricerca. Alcune informazioni in merito sono pubblicate da un sito, Dipna.eu, segnalato da Montanari, che sottolinea la partecipazione di varie università europee all'indagine.

"L'Unione Europea ci ha sempre favorito su questo. Chi ci ha sfavorito, anzi, chi sta cercando di bloccare questa ricerca, e lo sta facendo con tutte le sue forze, che ormai sono allo stremo, sono alcune università italiane, sono alcuni personaggi italiani che lucrano sugli inceneritori, che lucrano su certe forme di inquinamento da cui ricavano illegalmente del denaro... E' vero che c'è una cospirazione nei nostri confronti, ma non assolutamente da parte della Comunità Europea."

In sostanza, l'unico aspetto valido dell'appello è usare "il web in maniera più intelligente", dove però "intelligente" non significa prendere pari pari un appello arrivato da chissà dove e cliccare su Inoltra a tutti, ma usare le fonti disponibili in Rete per saperne realmente di più.


Mi aiutate con la trascrizione?


Grazie in gran parte al contributo di vari lettori del Disinformatico, è quasi completata la trascrizione integrale dell'intervista: mancano i minuti da 20 compreso al 27 escluso. Chi vuol dare una mano, si scelga un pezzo da trascrivere (anche un paio di minuti) e lo annunci nei commenti; poi mi mandi via mail la trascrizione, grazie!


Trascrizione ultimata, grazie! (2007/08/05)


Grazie allo splendido lavoro di squadra di Sblendorio, John_Wayne, Markogts, Exodus68,
Ipsedigit e Dario T., la trascrizione integrale dell'intervista a Stefano Montanari di Nanodiagnostics.it è disponibile qui come PDF.
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Pascua Lama, la multinazionale ammazza i ghiacciai

Appello per salvare i ghiacciai cileni


Riesco finalmente ad occuparmi di un tormentone che risale almeno a marzo 2007: l'appello che incrimina nientemeno che il babbo di Bush per la distruzione di due ghiacciai cileni. Ecco il testo dell'appello:

Nella valle di San Felix, l´acqua piú pura del Cile scorre nei fiumi alimentati da due ghiacciai.

Grandissimi giacimenti d´oro, argento e altri minerali sono stati individuati sotto questi ghiacciai.

Per arrivare a questi giacimenti, sará necessario rompere e quindi distruggere questi ghiacciai, - niente di cosí folle é mai stato concepito nella storia del mondo, (forse si) - e fare due grandissimi buchi, ognuno dei quali sará grande come una montagna, una per l´estrazione e l´altro per lo scarico della miniera.

Questo progetto si chiama PASCUA LAMA.

La compagnia si chiama Barrik Gold.L´operazione é stata pianificata da una multinazionale della quale é membro George Bush padre.

www.barrick.com

Il governo cileno ha approvato il progetto che doveva cominciare giá nel 2006.

L´unico motivo per cui non é ancora cominciato é perché i contadini hanno ottenuto una sospensione dei lavori.

Se distruggono i ghiacciai,non distruggono solo questa speciale fonte d´acqua pura, ma inquineranno anche i due fiumi, cosí che non saranno piú adatti al consumo sia umano che animale dovuto al cianuro e all´acido solforico usato nel processo di estrazione.

Tra l´altro tutto l´oro che sará estratto verra inviato tutto alla multinazionale straniera e non ci sará nessun guadagno per la gente che vive in questi luoghi.

A loro resteranno l´acqua avvelenata e le conseguenti malattie.

I contadini hanno abbastanza tempo per lottare per la propria terra, peró non hanno potuto usufruire della televisione perché il ministero dell´interno lo ha proibito.

L´unica speranza per bloccare questo progetto è ottenere l´aiuto della Giustizia Internazionale.

Il mondo deve sapere quello che sta succedendo in Cile.

Il posto dove si puó cominciare a cambiare il mondo é questo.

Fai circolare questo messaggio fra i tuoi amici in questo modo:

Per favore copia questo testo e mettilo in un nuovo messaggio, aggiungendo la tua firma e inviandolo a tutte le persone che conosci... lascia anche la parte in spagnolo.

Se arrivi alla persona Nr. 200 che riceve questo messaggio mandalo a nopascualama@yahoo.com perché sia inviato al governo cileno.

No alla miniera aperta Pascua Lama nella cordigliera delle Ande sopra la frontiera tra Cile e Argentina.

Chiediamo al governo Cileno che non autorizzi il progetto per proteggere i due ghiacciai, la purezza dell´acqua delle valli di San Felix e El transito, la qualitá della terra coltivabile nella regione di Atacama e la qualitá della vita della gente che vive in queste terre.

Grazie, le firme sono alla fine del testo in spagnolo.

[segue il testo in spagnolo]

Una volta tanto, l'appello ha un discreto fondo di verità, ma come capita spesso presenta i fatti in maniera esageratamente drammatica e distorta. Grazie a Snopes.com possiamo saperne di più. L'appello risale almeno al 2006 e il progetto Pascua-Lama esiste realmente e pone dei seri dubbi sui suoi danni all'ambiente, come nota per esempio Miningwatch, sito contrario al progetto: in particolare, secondo Miningwatch comporta la distruzione o lo spostamento almeno parziale di tre ghiacciai che coprono parte delle zone aurifere.

Il progetto Pascua-Lama è gestito effettivamente dalla Barrick Gold Corporation e si trova ad alta quota sul confine tra Cile e Argentina. Le coordinate in Google Maps sono queste; in Google Earth e negli altri programmi analoghi sono -29.320278,-70.028056.

La Barrick, tuttavia, ha pubblicato una pagina Web in cui spiega la propria versione della questione: in particolare, fa notare che la zona di estrazione prevista inizialmente si trovava sotto i ghiacciai soltanto per il 5%, e la protezione di questa percentuale era già in partenza una condizione primaria imposta dalle autorità cilene per l'approvazione del progetto.

Non solo: come dettagliato qui, a febbraio 2006 le autorità cilene hanno passato una risoluzione che impone alla Barrick di "accedere ai minerali in modalità che non rimuovano, trasferiscano, distruggano o agiscano fisicamente sui ghiacciai" denominati Toro 1, Toro 2 ed Esperanza. Quindi i ghiacciai non verranno toccati e non sono interessati dallo scavo, secondo la mappa pubblicata sempre dalla Barrick (visibile all'inizio dell'articolo), nella quale la miniera interessa la zona delimitata in rosso.

La Barrick fa notare inoltre che Bush padre non è membro della multinazionale, ma è stato soltanto consulente onorario per due anni verso la metà degli anni Novanta del secolo scorso; non è mai stato dirigente o funzionario della società.

Sempre secondo la Barrick, sono stati presi accordi e misure per evitare ogni inquinamento dei fiumi e ridurre l'impatto ambientale. Sull'affermazione che "non ci sará nessun guadagno per la gente che vive in questi luoghi", la Barrick replica che verranno creati 5500 posti di lavoro durante la costruzione e 1660 per i vent'anni previsti di attività, più l'indotto.

La questione è comunque indubbiamente controversa e l'impatto ambientale di un grande progetto del genere è inevitabilmente significativo: resta da vedere se il danno all'ambiente sarà davvero contenuto come promesso. Combattere per l'ambiente sulla base di dati fasulli, tuttavia, rischia di squalificare chi li presenta, nonostante le buone intenzioni. Per queste cose occorrono dati inattaccabili, in modo da non offrire all'interlocutore appigli per liquidare il tutto come l'ennesima paranoia ecologista.

C'è in ogni caso un aspetto certo: la petizione circolante in Rete è assolutamente inutile, salvo come impreciso strumento informativo. Infatti l'indirizzo di posta presso Yahoo al quale inviare le adesioni è disattivato. Qualsiasi adesione finirà quindi cestinata.

Insomma, come avviene spesso per gli appelli circolanti in Rete, chi vuole interessarsi alla questione deve fare uno sforzo un po' meno misero che cliccare su Inoltra a tutti.
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Antibufala: il “Codice Da Vinci” del Cenacolo

Informatico scopre un "codice" nelle opere di Leonardo


Ha suscitato un certo clamore la notizia della scoperta di immagini nascoste nel Cenacolo di Leonardo, fatta da un informatico, Slavisa (o Slavia) Pesci, in provincia di Mantova.

Le tesi di Pesci sono presentate in una serie di siti (forse lo stesso server con nomi di dominio differenti): Leonardo2007.com, www.leonardodavinci.tv, www.codicedavinci.tv, www.cenacolo.biz e www.leonardo2007.com. Al momento risultano irraggiungibili: hanno ricevuto secondo Yahoo 15 milioni di visitatori nella sola giornata del 26 luglio scorso.

In sintesi, Pesci ha notato delle strane simmetrie e ha piegato una foto del Cenacolo secondo un asse di simmetria verticale, notando dei particolari che combaciavano. Ripetendo l'esperimento su una riproduzione più grande e sovrapponendo quindi due immagini, una diritta e una speculare, secondo Pesci compaiono nuovi personaggi: un templare e una persona che regge un bambino, come descritto da Yahoo.com). Il "coltello in mano a Pietro finisce sul piatto di carne dal lato opposto del tavolo. Le montagne, semplice sfondo del dipinto, vanno a incoronare due protagonisti della scena", nota questo articolo. L'immagine che vedete qui sotto include anche una barca a vela.


Le immagini dell'esperimento (disponibili anche qui) create da chi ha tentato una verifica della teoria sembrano suggerire un classico esempio di pareidolia: la tendenza innata delle persone a scorgere forme coerenti, tipicamente di persone e divinità, nelle nuvole, nelle sagome delle montagne o nelle macchie sui muri, di cui ho raccontato qualche esempio qui. Le forme viste da Pesci sono infatti tutt'altro che chiare.

Un'apparente conferma di quest'origine del fenomeno è che, a detta di Pesci, appaiono novità anche facendo semplicemente scorrere un'immagine capovolta sopra l'originale. Non solo: secondo Pesci, lo stesso fenomeno si nota in altre opere pittoriche di Leonardo. Ma forse in questo caso, se posso storpiare una frase celebre, la scoperta sta negli occhi di chi guarda.
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Antibufala: il gatto che “prevede” i pazienti morituri

Lo strano caso del gatto che fiuta la morte


I giornali si sono buttati a pesce sulla storia del "gatto sensitivo": Oscar, un felino che abita in una casa di riposo del Rhode Island, lo Steere House Nursing and Rehabilitation Center di Providence.

Secondo la notizia, il gatto (foto qui accanto, tratta dalla BBC) "è stato trovato accanto al letto di più di 25 pazienti poco prima della loro morte". Oscar non è particolarmente socievole, ma ha una spiccata tendenza ad accucciarsi accanto ai degenti poco prima della loro morte, racconta la BBC. Da qui la teoria che Oscar sia in grado di percepire infallibilmente l'imminenza della morte dei degenti. Gatto con poteri paranormali? Fiuto per un particolare segnale biochimico emesso dal corpo di chi si sta spegnendo?

Il bello di Internet è che permette di andare alla radice della notizia, che in questo caso è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine (volume 357:328-329, 26 luglio 2007, numero 4). Nonostante la fonte autorevole della pubblicazione, la notizia va valutata tenendo presente il modo in cui è presentata: non si tratta di un articolo medico basato su test di laboratorio o controlli in doppio cieco, ma di un semplice aneddoto, riferito come curiosità e non come fatto scientificamente acclarato. Ma la notizia ha tutti gli ingredienti per assumere proporzioni mitiche: tocca un tema di cui tutti abbiamo bene o male timore (la morte), offre un'apparente prova di sensibilità forse ultraterrene che hanno un effetto consolatorio, e parla di un animale carino. In più ha l'avallo apparente di una rivista medica.

Senza scomodare il paranormale, è perlomeno plausibile che Oscar sia particolarmente abile nel fiutare qualche emissione biochimica degli organi in rapido deterioramento. Questo articolo della BBC segnala uno studio del 2004, scritto dal medico John Church, che sembra dimostrare che i cani sono in grado di rilevare il cancro della vescica annusando l'urina del paziente. Ci sono aneddoti di cani che hanno fiutato la presenza di tumori al seno, ai polmoni o alla pelle prima della diagnosi formale. L'abilità dei cani nel rilevare i sintomi precursori di un attacco epilettico è conclamata e viene utilizzata da almeno un ente benefico inglese, Support Dogs.

Considerata la proverbiale condizione disastrosa della sanità britannica (che posso confermare per esperienza personale), ci sarebbe da fare qualche battuta sui cani medici più affidabili di certi medici cani, ma mi trattengo. Il problema della teoria biochimica è che qui si tratta di un gatto, non di un cane. I cani vengono addestrati a segnalare le loro "diagnosi" mediante un meccanismo di premi. Nel caso di Oscar, questo addestramento e questo meccanismo non sono presenti (anche se non si può escludere che Oscar si comporti in questo modo per una sua personale solidarietà interspecie, cosa rara ma non eccezionale).

I fatti, per ora, sono troppo scarsi per poter dire con certezza che Oscar fiuta infallibilmente la morte, checché ne dicano i giornali. L'unico dato relativamente scientifico pubblicato nell'articolo (ripeto, un articolo aneddotico, non uno studio rigoroso) è che Oscar:

finora è stato presente alla morte di oltre 25 residenti del terzo piano [della casa di riposo]. La sua semplice presenza accanto al letto viene interpretata dai medici e dal personale paramedico come un indicatore quasi assoluto di morte imminente, che consente al personale di avvisare le famiglie adeguatamente. Oscar ha anche fornito compagnia a coloro che altrimenti sarebbero morti soli. Per il suo lavoro, è stimato dai medici e dal personale della Steere House e dalle famiglie dei residenti che assiste.

Tutto qui. Non si sa quanto volte si è accucciato accanto a pazienti che poi non sono morti subito e non si sa quale sia il suo tasso d'errore. Forse qui il vero diagnosta è l'essere umano: bisogna infatti tenere presente che le persone tendono a ricordare le coincidenze molto più delle non coincidenze, e il personale medico conosce le condizioni dei vari degenti.

Prima di diventare celebre, se Oscar si accucciava accanto a qualcuno che non moriva, nessuno ci faceva caso, mentre se si metteva vicino a chi poi moriva, la coincidenza rimaneva impressa, e così è nato il mito del suo talento "quasi assoluto". In mancanza di controlli più rigorosi, prima di accettare l'ipotesi dell'odore della morte, occorre tenere presente questa possibilità alternativa, forse meno accattivante e consolatoria ma maggiormente supportata dai fatti.

Una cosa è certa: se mai Oscar finisse per essere cacciato dall'ospedale perché credono che porti sfiga, può venire ad accucciarsi sul mio letto tutte le volte che vuole.
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Radio: i temi di oggi

Gatti, Cenacoli e termodistruttori fra i temi del Disinformatico stamattina


Alle 11 va in onda, come consueto, il Disinformatico sulla Rete Tre della RTSI (streaming e podcast). Ecco i temi della puntata di oggi:
  • Lo strano caso del gatto che fiuta la morte
  • Il "codice Da Vinci" nascosto nel Cenacolo e scoperto da un informatico
  • Allarme per le sostanze tossiche negli alimenti, apparentemente garantito da Beppe Grillo
  • Attenti ai nuovi utenti-trappola di Hotmail
  • Pascua Lama, una multinazionale vuole distruggere due interi ghiacciai cileni per estrarre dell'oro
A dopo!
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MacBook, prova su strada

Primo impatto con un MacBook


KIF_4808.JPGQuesto articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri ho acquistato un MacBook di base per mio figlio Simone e ho colto l'occasione per fare una rapida prova su strada con relativa recensione dei laptop di base di Apple. Non ho pretese di fare una recensione esauriente: prendete quest'articolo più come una serie di appunti scritti dopo un breve ma piacevole incontro.

Il modello in questione è il MacBook 13" 2,0 GHz, bianco, con 1 GB di RAM, 80 GB di disco rigido, Wifi, Bluetooth, Firewire, webcam integrata, telecomando a infrarossi, processore Intel Core 2 Duo, lettore DVD e masterizzatore di CD... e niente Trusted Computing.

In Svizzera costa 1579 franchi, ossia circa 955 euro, contro i 1049 euro del prezzo di listino italiano: quasi cento euro in meno. Sul sito Apple svizzero si può ordinare la versione con tastiera italiana, ma nei negozi (come nel mio caso) si trova in genere la tastiera con layout svizzero.

KIF_4813.JPGColpiscono subito i dettagli: la solita confezione ben curata; l'alimentatore MagSafe, che invece di avere uno spinotto di connessione rimane collegato grazie a una piccola ma potente calamita, così se si inciampa nel cavo di alimentazione, il laptop non viene trascinato rovinosamente al suolo; una calamita che trattiene il laptop in posizione chiusa (per aprirlo basta spingere sull'apposita rientranza, senza dover premere pulsanti).

C'è un telecomando minimalista per gestire i DVD, i video e la musica. Il trackpad è multitouch: si possono muovere le barre di scorrimento delle applicazioni tenendo fermo un dito sul trackpad e muovendone un altro. Si può coinstallare Windows. E poi, ovviamente, c'è OS X, con la sua ricerca fulminea (Spotlight), il suo cuore Unix-like con tanti comandi comodi per gli smanettoni, e la sua solidità e stabilità.

Le dimensioni e la leggerezza sono piacevoli ma non eccezionali, almeno per il mio metro: uso un iBook 12" da tre anni, sono abituato alla compattezza mobile. Qui sotto vedete il MacBook (a sinistra) a confronto con l'iBook in questione (a destra). Si notano la differenza di tastiera e lo spessore più ridotto del MacBook.

KIF_4814.JPG

Ma non è tutto roseo: lo schermo è di quelli lucidi che vanno tanto di moda adesso, col risultato che i colori sono sì molto vivaci e contrastati, ma lo sono anche i riflessi, come vi mostrerò tra poco. La sensazione tattile del trackpad (o touchpad che dir si voglia) è abbastanza sconcertante: la superficie è quasi ruvida, ben diversa da quella del mio fedele iBook 12". E' silenzioso, ma la ventola ogni tanto parte, forse più spesso che nei vecchi modelli PowerPC. Inoltre manca l'adattatore mini-DVI/DVI o VGA, così comodo per collegare un monitor esterno: ora bisogna comprarlo a parte (20 euro).

La principale lamentela riguarda la tastiera. Lo spazio vuoto fra i tasti è disorientante; la corsa ridottissima dei tasti rende quasi nulla la conferma tattile della digitazione. E poi ci sono due magagne che ricorrono nei prodotti Apple portatili e che francamente non capisco perché non vengano risolte: l'assenza dei tasti PgSu/PgGiù (per i quali lo spazio ci sarebbe eccome) e di un tasto Canc (c'è soltanto il Backspace). Quest'ultima carenza è sistemabile con Doublecommand, ma rimane comunque una seccatura inutile il fatto di dover digitare due tasti, con due mani differenti, per fare quello che molte altre tastiere fanno con un tasto solo.

La prima accensione sorprende un po', con una voce che esclama "English!". Per il resto, è la configurazione standard del Mac. Interessante l'opzione di poter trasferire dati e programmi da un Mac precedente via cavo FireWire. Il rilevamento dell'access point Wifi è automatico, e se l'access point ha DHCP attivo e non ha WEP, la connessione è praticamente automatica.

Una chicca: durante la creazione di un account, il Mac offre di scattare una foto all'utente, usando la webcam integrata, per personalizzare la propria icona utente:

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Già al primo avvio si notano i fastidiosi riflessi nel monitor:

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Ecco un confronto fra lo schermo lucido del MacBook e quello opaco dell'iBook, fotografati con una finestra alle spalle: valutate voi qual è la soluzione meno fastidiosa. Nel MacBook, i colori rimangono ben contrastati, ma i contorni netti degli oggetti riflessi costituiscono una forte distrazione.

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Nulla da eccepire, invece, in quanto a resa dei colori. Certo, l'iBook lavora ininterrottamente da tre anni e quindi ha perso un po' di prestazioni, ma il confronto è abbastanza eloquente:

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A mio parere, a meno di 1000 euro è un buon laptop per entrare nel mondo Mac. La dotazione di software è notevolissima: GarageBand, Comic Life, iPhoto, Microsoft Office (in prova per 30 giorni), Apache, iWeb sono tutti preinstallati e pronti per l'uso. E poi c'è quel bonus non trascurabile dell'assenza pressoché totale di virus e altri rischi, perlomeno rispetto alla pioggia di piaghe del mondo Windows.

Tuttavia, se potete permettervelo, vale la pena decisamente di passare alla gamma Pro: prestazioni grafiche superiori (Nvidia GeForce 8600M GT da 128 MB), una tastiera tradizionale, un masterizzatore di DVD dual layer, la possibilità di scegliere fra schermo lucido o opaco, 2 GB di RAM standard, un disco rigido da 120 GB e altre opzioni fanno decisamente la differenza. La fanno anche sul prezzo, purtroppo: da meno di 1000 euro si passa a 1700 euro (prezzo svizzero) / 1899 euro (prezzo italiano); e bisogna prendere un oggetto più ingombrante, perché le dimensioni minime sono 15 pollici.

Più in generale, comunque, conviene aspettare la fine dell'anno, con l'uscita della nuova versione di Mac OS X e della nuova gamma di laptop che promette prestazioni aggiornate e consumi più bassi grazie alla sostituzione delle lampade di retroilluminazione con un sistema a LED già presente nei MacBook Pro da 15".

Personalizzazione di base


Per i curiosi, ecco in sintesi come personalizzo solitamente un Mac per renderlo più amichevole, specialmente per i neoutenti che provengono da Windows.
  • Finder: personalizzo la barra strumenti aggiungendo Nuova cartella, Informazioni, Percorso ed Elimina. Nelle Preferenze/Generale, attivo Apri le nuove finestre in vista come colonne e nelle Preferenze/Avanzate scelgo Mostra tutte le estensioni dei documenti (un default stupido e pericoloso che Mac OS X condivide con Windows). Nella vista a icone (comodissima), scelgo Vista e attivo per tutte le finestre Allinea alla griglia, Mostra informazioni, Mostra anteprima e Mantieni ordinate per nome.
  • Preferenze di Sistema: lo metto a portata di mano nel Dock. Nelle opzioni di sicurezza, attivo Chiedi una password per uscire dallo stop o dal salvaschermo e Disabilita login automatico. In Condivisione, attivo il firewall.
  • Scarico naturalmente gli aggiornamenti e li installo. Meno male che ho un'ADSL, ci sono circa 100 MB da scaricare. Se non avete l'ADSL, state lontani dal Mac.
  • Aspetto a disadminizzare l'account almeno finché l'utente non si è abituato alle differenze del Mac.
  • Scarico e installo Firefox, impostandolo come browser predefinito. Safari, per i miei gusti, è troppo minimalista, e per chi già usava Firefox sotto Windows la vista dell'icona del panda rosso offre un riferimento familiare.
  • Scarico e installo NeoOffice, porting di OpenOffice.org che su queste macchine recenti è finalmente agile e veloce.
  • Scarico e installo Doublecommand, che si installa nelle Preferenze di Sistema e permette di ridefinire la tastiera, supplendo all'irritante mancanza di un tasto Canc (emulato normalmente con Fn-Backspace).
  • Scarico e installo anche Namely: una delle più comode estensioni dell'interfaccia Mac. Premendo una combinazione di tasti assegnabile, compare una casella nella quale basta digitare le prime lettere del nome di un'applicazione e poi premere Invio per lanciarla quando il nome desiderato compare nella casella: Spotlight per le applicazioni, insomma. E' in assoluto il metodo più veloce per lanciare un'applicazione senza affollare il Dock. La localizzazione italiana dovrebbe essere scaricabile qui se ci si iscrive.
  • Per consentire la manutenzione remota e guidare i neoutenti, installo un server VNC: uso OSXvnc (ora noto come Vine Server).
  • Aggiungo un po' di codec: flip4mac per i formati Microsoft e Divx.com per i formati DivX.
  • Infine scarico e installo Audacity per l'audio. GarageBand è molto bello, ma troppo sofisticato per chi deve registrare cose semplici, e ha una procedura scomodissima di conversione in formato MP3. Per cui scarico l'encoder LAME per Mac (in versione Intel, ovviamente; occhio alla legalità dell'uso di quest'encoder nel vostro paese) e lo scompatto, dandolo poi in pasto ad Audacity.
E questo è tutto: consegno il Mac configurato al suo acquirente (che non s'è ancora tolto dal viso la famosa faccia da Exposé) e mi congedo dal laptop. Strada facendo, spero di avervi chiarito un pochino le idee sul mondo Mac.
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Luna, Minoli insiste su RaiDue, che scempio

Scempiaggini lunatiche in replica su Raidue


Se c'era un modo per ricordare il trentottesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, Raidue ha scelto proprio il più meschino e patetico: ritrasmettere un documentario che blatera le scempiaggini dei complottisti lunari. E' in onda adesso, mentre butto giù queste righe indignate.

La trasmissione è una replica della porcheria compilata da Brunner e Wisnewski, gente che ha fatto dei complotti un business, e che Minoli ripropone acriticamente. Con tanto di marchio "RaiEDU". Cosa ci possa essere di educativo in questo documentario, francamente mi sfugge.

Il commento a questo "documentario" lo trovate qui, insieme alla mail di protesta mandata a suo tempo a Minoli. Che ovviamente è rimasta inascoltata. Che ne dite di farci sentire un po' più numerosi?

Cara mamma Rai, andare a intervistare Buzz Aldrin o Neil Armstrong e chiedere loro se ci sono davvero andati, sulla Luna, pareva troppa fatica vero? Neanche una telefonatina a Umberto Guidoni per chiedergli se è vero che nelle foto spaziali si dovrebbero vedere o meno le stelle come dicono i lunacomplottisti?

Che schifo.

Aggiornamento (2007/07/27)


Hammer mi dice che nella versione trasmessa ieri è stato tagliato il pezzo in cui Vittori diceva che la Luna è un pianeta. Segno che quando vuole, mamma Rai interviene per correggere le imprecisioni (probabilmente è stato Vittori stesso a chiedere di eliminare il lapsus). Strano che non intervenga per correggere le panzane ben più grosse del documentario. Probabilmente non interviene perché se lo facesse non resterebbe più nulla.

Per chi volesse saperne di più sulle bufale dei complottisti, consiglio di visitare la sezione Luna e spazio del Servizio Antibufala.
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Restyling del Servizio Antibufala

Il Servizio Antibufala cambia faccia


Come forse avrete già notato, la pagina-indice del Servizio Antibufala è cambiata sia come impostazione, sia come ubicazione. Ora risiede su Blogger, in una pagina di questo blog (la cui data è ovviamente fittizia). Anche il blog in generale ha subito qualche modifica. Man mano, le indagini antibufala ancora residenti su Attivissimo.net verranno migrate al blog e aggiornate con l'occasione.

Il modo più semplice per accedere alla pagina-indice è usare il nome abbreviato Antibufala.info.

E' un'operazione di semplificazione e riordino che ho rinviato il più possibile ma che ho dovuto assolutamente fare adesso per esigenze di banda e di facilità di manutenzione. La gestione sparpagliata del Servizio Antibufala, disseminato fra sito e blog, mi stava portando via troppo tempo ed era troppo incasinata.

Mi raccomando, avvisatemi via mail se ci sono problemi!
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38 anni di Luna

Lunacomplottisti, un anniversario da celebrare

Il 20 luglio 1969, Neil Armstrong e Buzz Aldrin sbarcano sulla Luna, mentre Michael Collins li attende in orbita intorno al nostro satellite. Ma c'è chi dice che non è mai successo: tutto fatto in studio.

Moonpans.com ha preparato del materiale che sarà divertente sottoporre ai lunacomplottisti: ha assemblato le foto scattate in sequenza panoramica dagli astronauti e ne ha ottenuto un ambiente esplorabile in lungo e in largo. Potete girare su voi stessi di 360 gradi. E allora sorge spontanea la domanda: dov'erano collocate le luci dello studio cinematografico?

Un'altra chicca lunare che merita di essere ricordata è la compilation dei trattamenti egregi riservati dagli astronauti a Bart Sibrel, che potete vedere qui. In attesa che esca la versione in alta definizione degli sbarchi lunari, tratta non dalle scadenti immagini TV, ma dalla pellicola 16mm utilizzata a bordo del modulo lunare.

Se volete un po' di materiale per le vostre discussioni con i lunacomplottisti, potete visitare Clavius.org (in inglese), un immenso sito dedicato a fornire le risposte alle infinite "prove" presentate da chi si è bevuto le panzane di incompetenti a caccia di soldi, oppure la più modesta sezione lunare del Servizio Antibufala.
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Fake mail facile

E-mail, come ti falsifico il mittente senza fatica


Una cosa che non mi stanco mai di ripetere è che il mittente di un e-mail non è garantito ed è facilmente falsificabile: è uno dei principi alla base di tante truffe e infezioni virali informatiche.

Se volete una dimostrazione pratica e divertente, andate a questa pagina di Deadfake.com; se vi interessano i dettagli tecnici, sono spiegati qui.
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Illusione ottica inquietante

La silhouette che inganna


Molto semplice: andate a questa pagina di Maniacworld.com e guardate con attenzione la silhouette della ballerina. All'inizio gira su se stessa in un senso. Ma se continuate a fissarla, a un certo punto cambia direzione.

L'effetto è soltanto mentale: l'animazione continua a ripetersi senza cambiare direzione nella realtà (potete controllarlo chiedendo a un amico di guardarla insieme a voi). Inquietante, vero?
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Googletrucchi

Ricerche "sicure" e altri trucchi di Google


Ci sono molte chicche nascoste o poco conosciute in Google. Ne riassumo qui alcune, che troverete illustrate molto eloquentemente, insieme a molte altre, nei vari video di Youtube sotto la voce "Google Hacks" (grazie in particolare a olitheboss).
  • le versioni nascoste di Google: la l33t sp33k, la Klingon, quella con la caccia alle uova di Pasqua, quelle per i fan di BSD e di Linux (niente Windows? strano...)*
  • le risposte strane di Google: immettete "answer to life, the universe, and everything" (senza virgolette) e otterrete qualcosa che soltanto i fan della Guida Galattica per Autostoppisti possono capire.
  • per limitare la vostra ricerca ai siti che Google ritiene adatti a qualunque età, usate la parola magica "safesearch:" prima delle parole da ricercare (per esempio safesearch:seno).
  • siete al corrente della calcolatrice nascosta in Google, vero? Potete digitare tutte le principali operazioni aritmetiche e ottenere in risposta il risultato. Ma forse non sapete che sono supportate anche operazioni più sofisticate, come la trigonometria (immettete per esempio sin(1/2)) o le costanti (pi o planck's constant, per esempio) o la conversione di unità (2.000 feet in meters o 20000 leagues in kilometers) e di valute (1000 USD in euro). L'unico limite è che bisogna esprimersi in inglese.
Buon divertimento!

*Grazie al lettore che ha segnalato la pagina di Google Microsoftizzata; mi sembrava strano che non ci fosse.
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Nerooogle e soci promettono risparmio energetico. Mantengono?

Schermate scure per risparmare energia?


Ho ricevuto parecchie segnalazioni dell'iniziativa di Nerooogle e di altri siti analoghi, come Blackle o Black Google, che promettono di risparmiare energia usando colori scuri per le schermate di ricerca.

Il ragionamento proposto da questi siti è che i monitor consumano meno energia elettrica quando visualizzano colori scuri; dato che la pagina iniziale di Google viene visualizzata da centinaia di milioni di monitor ogni giorno e che "il passaggio ad un background nero farebbe risparmiare un totale di circa 15 (da 74 a 59) watt", se la pagina usasse colori meno avidi di energia si otterrebbe un risparmio globale di "8.3 Megawatt/ora al giorno, o circa 3000 Megawatt/ora l’anno, davvero un bella quantità di energia, per un così piccolo sforzo".

In attesa che Google recepisca l'ecosuggerimento, dicono questi siti, gli utenti possono usare Nerooogle e soci come pagina iniziale per le proprie ricerche al posto di quella standard di Google. Le ricerche passano comunque tramite Google, per cui i risultati delle interrogazioni, dicono gli organizzatori dell'iniziativa, sono identici.

Troppo bello per essere vero? Facciamo una verifica. Nerooogle linka, come fonte autorevole, un articolo di un blog che a sua volta cita questa pagina del Dipartimento per l'Energia statunitense, che afferma che i colori chiari, come il bianco, possono consumare fino al 20% in più rispetto ad altri colori.

Il problema è che i dati del Dipartimento si riferiscono ai monitor a tubo catodico (quelli profondi e ingombranti), non a quelli LCD (quelli piatti in voga attualmente). Per esempio, il mio 19 pollici LCD consuma infatti un massimo di 45W (non 74 e non 59), la maggior parte dei quali va ad alimentare le lampade della retroilluminazione, che sono accese a prescindere dal colore dell'immagine visualizzata. Stando ai dati che ho reperito, i monitor catodici sono ormai in minoranza: gli LCD costituiscono quasi il 75% dei monitor al mondo. Il consiglio è quindi applicabile soltanto a un quarto dei monitor in circolazione, e questo falsa notevolmente la stima del risparmio possibile.

Anche supponendo che la stima sia giusta, a quanto ammonta il risparmio rispetto al consumo energetico nazionale? Stando ai dati del GRTN, nel 2003 (dato più recente che sono riuscito a trovare al volo) "La richiesta complessiva di energia elettrica nel 2002 ha infatti toccato i 310,7 miliardi di kWh", vale a dire 310.000.000 di MW/h. La proposta di Neroogle farebbe (ipoteticamente) risparmiare 3000 MW/h in un anno, ossia circa un centomillesimo del fabbisogno. Nel migliore dei casi.

Si tratta, insomma, di ecologismo spicciolo che crede di risolvere i problemi con poca fatica, secondo uno schema molto comune in questo genere di comunicazione virale. L'utente si sente di aver dato il proprio contributo al risparmio, si autocompiace, ma non fa nulla di concreto. E la bufala si propaga perché "garantita" dal fatto di essere promossa dal passaparola anziché dalle autorità tradizionali.
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Radio: i temi di oggi

Disinformatico radio stamattina


Come consueto, stamattina alle 11 va in onda l'edizione radio del Disinformatico sulle frequenze e sugli stream di bit della Rete Tre della RTSI (streaming e podcast). Ecco i temi di oggi:
  • Antibufala: cosa c'è di vero nelle teorie di Nerooogle e degli altri siti che promettono di risparmiare energia usando il nero come colore di sfondo per le schermate?
  • Un po' di trucchi di Google: come fare ricerche adatte anche ai minori e alcune chicche nascoste del popolarissimo motore di ricerca.
  • Burle estive: come realizzare una fakemail, una mail il cui mittente è falsificato. Non ingannerete gli esperti, ma riuscirete a combinare un po' di scherzi ad amici e colleghi assumendo le identità fasulle più disparate.
  • Magagne per l'iPhone: basta collegarlo a un accesso Wifi traditore o fargli visitare una pagina Web appositamente confezionata per regalare tutti i propri dati ai ficcanaso della Rete.
  • Festeggiamo la ricorrenza dello sbarco sulla Luna del 1969 con varie chicche e un filmato memorabile: un lunacomplottista (Bart Sibrel, 37 anni) che a furia di tormentare gli astronauti e accusarli di essere codardi, bugiardi e ladri, si prende un cazzotto memorabile da Buzz Aldrin (72 anni), il secondo uomo sulla Luna.
  • E per finire, un'illusione ottica via Internet che credo vi lascerà incantati. Se volete una buona scusa per contemplare le grazie femminili, ho quello che fa per voi.
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Radio: tecniche antibufala a Radiodue stasera

Come indagare sulle bufale a Radiodue


Questa sera alle 21 circa sarò di nuovo ospite, insieme ad esperti di leggende metropolitane, della trasmissione Versione Beta di Radiodue, in onda in diretta e ascoltabile sia sulle normali frequenze radio, sia in streaming con tanto di webcam puntata sui conduttori. Buon ascolto!
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Ipod e temporali, attenti a non farsi fulminare dalla bufala

L'iPod attira i fulmini? Di sicuro attira l'attenzione dei media


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "webmaster" e "studiocqc". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

In inglese si chiama attention whoring. In italiano manca, credo, un termine analogo e altrettanto colorito ed efficace (ma accetto suggerimenti) per indicare chi ricorre a mezzucci pur di far parlare di sé. E' una tentazione alla quale non resistono neppure i ricercatori medici e i giornalisti, che nonostante tutto sono anch'essi soggetti alle emozioni umane.

E' così che ora rischia di spargersi la diceria che l'iPod attira i fulmini. La notizia reale è che tutti i lettori MP3, quelli di CD, i walkman a cassette e persino le radio tascabili, oltre che i telefoni cellulari e i monili metallici, possono avere gravi conseguenze per l'utente se un fulmine cade nelle immediate vicinanze, specialmente se questi oggetti vengono indossati all'aperto durante un temporale da una persona che suda. Ma la notizia, guarda caso, diventa degna di pubblicazione e richiama l'attenzione soltanto se si parla di iPod.

Tutto nasce da una lettera dei medici Eric J. Heffernan, Peter L. Munk e Luck J. Louis del Vancouver General Hospital, in Canada, pubblicata nel New England Journal of Medicine. Come riferisce la BBC, la lettera descrive le ustioni e i danni all'udito subìti da un paziente colpito di striscio da un fulmine mentre usava l'iPod durante una sessione di jogging fatta sotto un temporale.

Il sudore del paziente, combinato con le parti metalliche delle cuffiette, ha convogliato la corrente del fulmine caduto su un albero nelle vicinanze. Nonostante il titolo della lettera parli esplicitamente di iPod, va chiarito che il pericolo di folgorazione non è un problema specifico del lettore Apple, ma di qualsiasi dispositivo elettronico analogo nelle medesime condizioni, e la lettera lo precisa. Il paziente folgorato si è trovato con la mascella rotta (probabilmente a causa delle contrazioni muscolari indotte) e i timpani dilaniati dall'onda di pressione generatasi per via dell'espansione dell'aria presente nelle sue orecchie, riscaldata dalla corrente elettrica del fulmine. I fili del lettore hanno condotto il fulmine, causando ustioni fino al petto e alla gamba sinistra.

La lettera spiega che l'elevata resistenza elettrica della pelle fa sì che quando una persona viene colpita di striscio da un fulmine abbattutosi nelle vicinanze, la corrente venga condotta lungo l'esterno del corpo. Il sudore e gli oggetti metallici a contatto con la pelle possono deviare questa conduzione esterna e produrre un flusso di corrente verso l'interno del corpo: in questo caso, attraverso la testa del paziente. Il problema, quindi, vale non soltanto per gli apparecchi elettrici, ma per qualsiasi oggetto metallico. Va da sé che la cosa migliore da fare è evitare di andare in giro, con o senza iPod o altri lettori o roba metallica addosso, nel bel mezzo di un temporale.
23 commenti

Phishing, arresti in Italia

Finalmente manette per il phishing contro Bancoposte


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "napstar8" e "hriccobene".

La Guardia di Finanza di Milano ha messo a segno quelli che definisce i primi arresti per phishing: 26 persone di due associazioni collegate, composte da 18 italiani e otto persone provenienti dall'europa orientale.

Il meccanismo della truffa era quello classico del phishing: uno dei componenti delle organizzazioni mandava migliaia di e-mail fasulle nelle quali si spacciava per il servizio clienti delle Poste italiane e avvisava i clienti (pescati a caso fra gli utenti della Rete) di un problema tecnico che richiedeva la reimmissione dei loro codici segreti d'accesso, effettuabile tramite il link gentilmente fornito nel messaggio. Il link, ovviamente, portava a un sito fotocopia di quello delle Poste e gestito dai delinquenti.

Sono interessanti i dettagli del meccanismo della truffa forniti dal comunicato stampa della GdF: una volta entrati in possesso dei codici di accesso dei conti delle vittime, i truffatori trasferivano i soldi dai conti a delle carte PostePay aperte dai complici. I soldi venivano poi utilizzati per acquistare fiches in diversi casinò in Italia e all'estero.

E' forse finita l'ora dell'apparente impunità dei phisher: sembrava essere un crimine "pulito" e facile, ma l'illusione è finita. La notizia si è meritata una segnalazione anche all'estero da The Register, anche per via del nome scelto, a quanto pare, per l'operazione: "Phish and Chip".
97 commenti

Antibufala: la NASA e la foto dell’“Occhio di Dio”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "p.ben****" e "e.matte****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Grazie anche a Massimo per la segnalazione. Ultimo aggiornamento: 2008/09/04 23:55.

Quella che vedete qui accanto, secondo un appello che circola da anni e che sarebbe anche ora di stroncare una volta per tutte, è una "foto molto rara, presa dalla NASA con telescopio Hubble. Quest’evento si produce una volta ogni 3000 anni. Questa foto ha già fatto miracoli. Esprimi un desiderio… Noterai cambiamenti nella tua vita oggi stesso. Puoi anche non crederci ma non conservare questa mail per te, manda questa foto ad almeno 7 persone. E’ stata chiamata «Occhio di DIO». Incredibile, da non cancellare. Manda questa foto ai tuoi amici e vedrai quello che succedera. Non interrompere questo giro per favore."

La foto è sicuramente accattivante, ma è un falso sotto molti punti di vista. Come racconta Snopes.com, l'appello risale almeno al 2003, e non è affatto vero che si tratta di un evento che si produce ogni 3000 anni, tant'è vero che l'oggetto è citato anche nei libri d'astronomia degli anni Sessanta (come vedete qui sotto in un'immagine mandatami da un lettore, Massimo, e tratta da "Le Nebulose e gli universi-isola", di Giorgio Abetti e Margherita Hack, Einaudi 1959).

L'oggetto astronomico raffigurato è infatti la nebulosa NGC 7293, che se ne sta sempre nel cielo nella costellazione dell'Acquario, e la foto è un montaggio colorato artificialmente a scopo divulgativo (non da un appassionato di Photoshop, ma dagli astronomi) di varie immagini raccolte da telescopi differenti, come si può vedere in questo articolo. Se osservata al telescopio, la nebulosa non ha affatto i colori mostrati nella foto che accompagna l'appello.

Sui presunti poteri miracolosi di quest'immagine decantati dall'appello calerei un velo pietoso.

La foto dell"occhio di Dio" fu pubblicata proprio nel 2003, all'epoca del debutto di questa bufala, da APOD (Astronomy Picture of the Day), un sito che consiglio vivamente: una foto al giorno, prevalentemente a carattere astronomico, per vedere quanto può essere bella la scienza senza dover ricorrere alle panzane della pseudoscienza.


2008/09/04


L'APOD è tornato ad occuparsi di questa nebulosa con questa splendida foto, assai più dettagliata delle precedenti e cliccabile per ingrandirla:

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In fuga da Second Life?

Second Life, la bolla è scoppiata, gli investitori si ritirano


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "misha.catt****" e "sergio.mis****".

Incredibile. Ho un potere mediatico soprannaturale. Ho da poco recensito negativamente Second Life ed ecco che il Los Angeles Times stronca questo mondo virtuale, segnalando la fuga degli investitori. I complottisti sicuramente interpreteranno questa coincidenza come conferma dei miei legami con la CIA, gli Illuminati e i rettiliani del Nuovo Ordine Mondiale.

I fatti sono molto eloquenti e confermano l'impressione avuta, fra l'altro, durante la mia visita su Second Life. Non c'è in giro nessuno: dove sono i milioni di utenti vantati? Semplice: non ci sono. La cifra di oltre otto milioni di utenti vantata da Second Life include tutti coloro che si sono iscritti gratuitamente, sono entrati una volta sola e non si sono più ripresentati, oltre a coloro che si sono iscritti con più di un'utenza. Secondo dati di Forrester Research citati dal Los Angeles Times, anche nei momenti di punta non ci sono mai più di 30-40.000 utenti collegati e attivi.

Numeri come questi rendono molto meno appetibile questo mondo virtuale per le aziende: una bella mossa di marketing, per farsi vedere all'avanguardia, ma il ritorno concreto degli investimenti è ridicolo. Come spiega l'articolo del LA Times facendo nomi e cognomi, i negozi virtuali delle aziende sono deserti e gli utenti di Second Life hanno spesso un atteggiamento ostile nei confronti di quella che vedono come un'invasione commerciale del "loro" mondo (dimenticandosi che le redini di quel mondo sono completamente nelle mani della Linden Lab).

Sarà interessante vedere come reagiranno a questa doccia fredda di realtà gli acquirenti più recenti di spazi su Second Life, come Telecom Italia, o coloro che usando Second Life come luogo virtuale per conferenze, come il ministro italiano Di Pietro (ne parla anche Punto Informatico), senza considerare che soltanto chi ha un computer potente, una connessione veloce, si prende la briga di impararsi il funzionamento di Second Life e non ha handicap di vista può partecipare a questi eventi. L'esatto contrario dell'accessibilità e dell'universalità. Ma ancora una volta, sul buon senso sembra aver prevalso la voglia di farsi belli.

E nel frattempo, secondo il LA Times, in quello che sembrava essere il nuovo paradiso del business, uno degli oggetti più commerciati su Second Life è costituito dai genitali (che si devono comperare a parte), e le attività degli utenti sono improntate alla massima serietà, come dimostra questo safari fotografico realizzato da Something Awful (attenzione, alcune immagini potrebbero essere poco adatte agli animi sensibili e ai luoghi di lavoro). Meditiamo, gente, meditiamo.
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I virus compiono 25 anni

Un compleanno virale


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giampiero.carag****" e "****ionidelfaro".

Sarà la stagione storicamente vacanziera, per cui si va a caccia di notizie leggere, ma persino Scientific American non ha saputo resistere alla tentazione di celebrare il venticinquennale dei virus.

La celebrazione sostiene che il primo virus per computer fu Elk Cloner, nel 1982. Fu scritto da Rich Skrenta, uno studente quindicenne di Pittsburgh, per prendere di mira gli utenti dei computer Apple II: sì, all'epoca furono le macchine Apple ad essere preferite (Brain, il primo virus per PC IBM compatibili, arrivò nel 1986). Il sito ultraspartano di Skrenta riferisce molti dettagli in proposito e include il codice del virus.

Come molti virus di quell'epoca pionieristica, Elk Cloner era relativamente innocuo: non distruggeva quasi nulla (salvo i dischetti Apple strutturati in modo non standard) e si limitava a infastidire gli utenti. Quando il computer veniva avviato da un dischetto infetto, si avviava automaticamente una copia del virus, che non faceva altro che starsene lì in attesa che venisse inserito un dischetto non infetto. Quando questo avveniva, Elk Cloner si copiava automaticamente al dischetto. L'infezione, quindi, si diffondeva lentamente da computer a computer tramite lo scambio di dischetti fra gli utenti.

A ogni cinquantesimo avvio del computer da un dischetto infetto, Elk Cloner faceva comparire sullo schermo questa dicitura:
Elk Cloner: The program with a personality

It will get on all your disks
It will infiltrate your chips
Yes it's Cloner!

It will stick to you like glue
It will modify RAM too
Send in the Cloner!
Bisogna considerare il contesto dell'epoca: il personal computer era stato inventato da poco e l'informatica era ancora appannaggio degli smanettoni. Di conseguenza, scherzi di questo genere avevano senso. All'epoca non esisteva neppure il termine "virus", coniato nel 1984 da Len Eidelmen per descrivere i programmi in grado di autoreplicarsi.

Ma da allora il mondo dei virus è cambiato: siccome i computer oggi sono dappertutto, i virus vengono scritti per motivi meno scherzosi ma molto criminosi: per rubare informazioni, per creare reti di computer zombificati da coordinare per attacchi su vasta scala, per disseminare spam e per estorcere denaro alle vittime.

Essendo cambiate le motivazioni, è cambiato anche il modo di operare dei virus. Il virus moderno non deve farsi notare, né distruggere file, come Hollywood ogni tanto si ostina a mostrarci: deve essere un ospite silenzioso, in modo che l'utente infetto non si accorga della sua presenza e lo lasci operare indisturbato.

C'è però un po' d'incertezza sulla validità di quest'anniversario: Elk Cloner non è il primo virus in assoluto, ma il primo per personal computer. Viruslist.com, per esempio, cita esempi di programmi di tipo virale risalenti additittura ai primi anni Settanta. La rete Arpanet, precursore militare di Internet, fu infatti infettata in quegli anni da Creeper, un virus per il sistema operativo Tenex. Già allora era in grado di copiarsi automaticamente attraverso una connessione modem e infettare il sistema ricevente. I computer infetti visualizzavano il messaggio "I'M THE CREEPER : CATCH ME IF YOU CAN."

Poco dopo fu creato il programma Reaper, che potremmo considerare il primo antivirus o il primo virus benigno: si diffondeva fra i computer connessi in rete e distruggeva le copie di Creeper che incontrava.

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Radio: i temi di oggi

Radio: 25 anni di virus, fuga da Second Life, arresti phishing, e bufale assortite

Ecco i temi dell'edizione radiofonica del Disinformatico di oggi, in onda come consueto dalle 11 alle 12 sulla Rete Tre della RTSI, ascoltabile in streaming in diretta e come podcast in differita:
  • 25 anni di virus, un po' di archeoinformatica
  • Le aziende fuggono da Second Life
  • Arresti per phishing in Italia
  • Antibufala: è pericoloso usare l'iPod in un temporale?
  • Antibufala: la NASA avvista "l'occhio di Dio"
A dopo!
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Seconda prova


Nuovo esperimento di blogging mobile, stavolta direttamente sul blog primario e dopo aver insegnato il termine 'blog' al T9.
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Test UMTS


Una prova veloce di blog mobile :-)
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Radio: Bufale e superstizioni nell’era di Internet

Radio Città Futura parla di leggende e superstizioni online


Alle 23 circa sarò ospite di Radio Città Futura per parlare dei miei argomenti preferiti. Lo streaming (Windows Media) è disponibile qui. La cattura dello streaming, tolte le canzoni per non incorrere nell'ira funesta dei discografici, è qui. Abbiamo spaziato dalla psicologia delle bufale alle scie chimiche, passando per l'11 settembre, la pareidolia, le immagini della Madonna sui muri, la bufala del Progesterex, superstizioni british, statistiche come forma elegante di menzogna, e altro ancora.

A proposito: a chi interessassero gli ultimi aggiornamenti sull'11 settembre, finalmente in termini d'indagine più che di sbufalamento d'ipotesi di complotto, ho del materiale inedito e molto interessante: la ricostruzione grafica del Volo 93 realizzata dall'NTSB, l'ente nazionale per la sicurezza dei trasporti, sulla base dei dati delle "scatole nere". Ne ho tratto una sintesi in un video nel quale le immagini e i dati di volo dell'aereo sono sincronizzati con l'audio dei dirottatori, dei controllori di volo e dei passeggeri. Assolutamente inquietante. I dettagli e il relativo video Youtube e Google Video sono qui.
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Bufale e complotti a Radiodue: 11/7, 21:00

Radiodue, in onda il complotto in versione beta


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sarò ospite della trasmissione Versione Beta di Radio 2 mercoledì 11 alle 21, per parlare del tema della puntata: le bufale e le teorie di complotto di ogni sorta, dallo sbarco sulla Luna simulato in studio all'11 settembre ordito dagli USA o da Israele o dai lucertoloni mutaforma (proprio così), e l'effetto che ha avuto la Rete sulla loro diffusione.

Non aspettatevi sermoni o trattati scientifici: la trasmissione ha l'aria molto rilassata e informale, a giudicare dal sito e dalla webcam. Buon ascolto!

Aggiornamento


Diretta appena finita: come previsto, l'approccio era decisamente semiserio, e ho cercato di adeguarmi. A Pasquale Ruggiero di Magicpress, che ha manifestato seria apprensione per l'incombere della data fatidica del 2012, non posso certo promettere la salvezza della sua essenza ultraterrena, ma del suo conto in banca sì: se davvero crede che il mondo come noi lo conosciamo finirà a dicembre 2012 come previsto dai Maya, gli offro di prendere in custodia il suo conto corrente. Tanto, se ha ragione lui, non gli servirà, giusto? :-)

Grazie a VersioneBeta per l'allegra ospitalità: dopo tante discussioni mortalmente serie con contorno d'insulti da parte dei complottisti, parlarne in termini allegri è stato un vero toccasana. Lo spezzone del mio breve intervento è scaricabile qui.
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Bittorrent, alta definizione e alta velocità di download

Le modelle hanno le smagliature? Scopritelo con Bittorrent


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Come anticipato, eccovi il link al programma peer-to-peer Bittorrent e a uno dei filmati della serie MariposaHD in alta definizione (1920 x 1080) che vi lascerà a bocca aperta per la risoluzione e probabilmente anche per la tematica: stando alla presentazione, è un giro per Palermo (non la città italiana, mi dicono dai commenti; io ho scaricato e visto un'altra puntata più lunga), poi nel deserto del Tucuman, passando per le Ande per concludere con una visita al Buenos Aires Fashion Week. Strada facendo, riprese a go-go di modelle in tenute misurate in centimetri quadri. Tutto, s'intende, in nome della dimostrazione tecnica dei pregi dell'alta definizione. Buona visione.
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Second Life, che vita!

Cronaca di un disperso in Second Life


Mattina. Nonostante la connessione veloce, l'interfaccia di Second Life è lentissima e mi sono perso. Ho accetttato l'invito di una guida della Nasa, ho visitato brevemente il museo dei veicoli spaziali (molto bello), e non riesco più a tornare al luogo dell'appuntamento su Orientation Island. Umiliante e sintomatico delle difficoltà di utilizzo dei mondi virtuali.

Sono riuscito a tornare su Orientation Island grazie a un paio di utenti-guida di Second Life e ad alcuni amici che sono riusciti a trovarmi. Grazie!

E' un vero pantano: arrendo, ritenterò nel pomeriggio. Scusatemi per l'involontario bidone. Nel frattempo, consolatevi con queste belle dimostrazioni di quello che si può fare in Second Life (dai concerti virtuali al balletto ai film veri e propri, i machinima). Quando funziona.

Pomeriggio. Rieccomi: con la guida di SheldonPax sono arrivato a un bel negozio virtuale (Delos Books), dove trovo un libro su Babylon 5 di una mia vecchia conoscenza e Giungla di Cemento di Charles Stross, alla cui traduzione ho partecipato di recente. Un romanzo geniale scritto da un sadico a cui piace torturare lettori e traduttori con allusioni su allusioni e giochi di parole intraducibili.

In teoria, cliccando su questo link dovreste poterci arrivare automaticamente (ma perché nell'interfaccia di SL non ci sono comandi pratici come "vai a questo posto" o "crea un URL che porti qui"? O una cronologia dei posti visitati? Sono io che non li vedo?). Vi aspetto lì fuori, accanto alla piscina sulla destra.

Grazie a Garak ho ricevuto una divisa di Star Trek in Second Life. Utile? Fin qui, no. Divertente? Sicuramente, ma anche una colossale perdita di tempo per chi ha fretta e pensa di usare Second Life per comunicare.
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Radio: i temi di oggi

Radio: ancora Second Life, Bittorrent legale per l'alta definizione sul PC


Stamattina alle 11 sono in diretta, come consueto, sulla Rete Tre della RTSI (streaming e podcast). Ecco i temi di oggi, ai quali spero di poter aggiungere una piccola sorpresa.

Second Life dal vivo: dopo la chiacchierata più "leggera" di ieri alla Rete Uno, facciamo una prova tecnica e sociale. Cerchiamo di incontrarci in tempo reale, durante la trasmissione, in questo mondo virtuale: il mio avatar si chiama PaoloAttivissimo Voom, riconoscibile dalla tenuta nera con guanti gialli (al diavolo l'estetica, mi serve per essere facile da trovare).

Se tutto va bene, sarò dalle 10,30 alla Orientation Island, che è il punto di ingresso in Second Life, al parcheggio delle automobiline. Vediamo che succede, quanta gente si presenta e se il mio laptop regge.

Soprattutto, qualcuno di voi più esperto mi spiegherà perché accanto a me si è presentato un uomo nudo che mi ha guardato in una direzione equivoca.

Se invece vi ispira qualche cosa di più reale e realistico, vi parlerò di Bittorrent per condividere grandi file e scaricare legalmente, per esempio, filmati in alta definizione: se siete stanchi delle code di eMule e volete rifarvi gli occhi, provate la nuova versione "commerciale" di quest'alternativa gratuita, nella quale più gente scarica un filmato, più lo scaricamento è veloce.

Come file di test, vi propongo un video da due giga distribuito legalmente via Bittorrent, che si vuole proporre come vero e proprio canale di trasmissione (con programmi anche a pagamento): se vi ispirano le modelle in bikini e i paesaggi esotici ripresi con una risoluzione spettacolare, fruibile anche sul computer di casa senza avere un costosissimo TV ad alta definizione, ho quello che fa per voi grazie appunto a Bittorrent. Qui sotto ne vedete un campione: provate a cliccarvi sopra.

E poi provate a ingrandire così un'immagine TV normale:

A dopo!
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Radio: appuntamento extra per Second Life

Second Life alla radio


Domattina alle 11.10 sarò ospite della Rete Uno della Radio Svizzera di lingua italiana, insieme con Bruno Giussani e Flaminia Nucci, per parlare dell'onnipresente Second Life, il mondo virtuale dove tutti vogliono andare e insediarsi perché... perché lo fanno tutti gli altri.

Il programma s'intitola T.I.P.I: tempi, idee, persone, incognite, e sarà condotto da Mirella De Paris. Potete ascoltarlo in diretta anche in streaming Real Audio qui.

No, non saremo presenti anche su Second Life :-)
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Foto falsa sulla Stampa?

Antibufala: foto sospetta sulla Stampa


Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

C'era una volta un tempo in cui la deontologia professionale imponeva di indicare quando una fotografia era ritoccata o frutto di un fotomontaggio. Non indicarlo, si diceva, era equivalente a mentire al lettore.

Quel tempo è finito, a quanto pare, e adesso sembra che qualcuno si sia sentito di prendere per i fondelli il lettore pubblicando foto falsificate talmente male che sembrano il parto di un bambino distratto alle prese con Microsoft Paint. Questa è, perlomeno, l'impressione che si ha dalla fotografia che accompagna quest'articolo sulla cattura di due presunti membri delle BR:


Ma ci sono degli sviluppi importanti: leggete gli aggiornamenti qui sotto.

Il guaio della disinvoltura nel pubblicare foto apparentemente false (senza neppure indicare che si tratta di una "rappresentazione ideale" o qualche scusa del genere) è che svilisce la notizia e mina la fiducia nei media.

Grazie a Riccardo M. per la segnalazione.

Aggiornamento (2007/07/06 14:00)


Sono in contatto con la redazione della Stampa, che mi ha fornito dettagli sulla fotografia. Con il permesso della redazione, pubblico le seguenti informazioni.

La foto risale al 28 febbraio 2003 ("decisamente di archivio", osservano) e proviene dall'agenzia LaPresse. L'autore è Roberto Gimmi. La redazione precisa che l'originale "era piu' scuro, quasi cupo e quindi e' stata schiarita e forse ha generato questo strano artefatto".

La foto nell'articolo è stata sostituita nel frattempo con una versione più scura e ora è accompagnata da una didascalia che specifica correttamente che si tratta di una foto d'archivio.

Osservando la versione a maggiore risoluzione che mi è stata fornita, i colori effettivamente sono meno saturi e sospetti, ma la vernice non sembra seguire le rientranze del muro (le fughe fra gli elementi del rivestimento), e il colore sembra troppo brillante e uniforme per essere stato applicato a una superficie irregolare e porosa. Qui sotto mostro un dettaglio della foto originale:


Non c'è neppure un'ondulazione nelle linee di vernice che attraversano diagonalmente le fughe, e questo sarebbe un effetto molto difficile da ottenere nella realtà. Nelle lettere della scritta "PCC", invece, l'ondulazione c'è, ma non corrisponde alla forma delle fughe.

L'autenticità dell'immagine rimane quindi dubbia, ma quello che è certo è che la foto ha subìto ritocchi sia visivi (è stata schiarita) sia cronologici (risale a quattro anni fa, ma questo inizialmente non ci veniva detto). Sono peccadillos rispetto a un ipotetico lavoro di Paint, ma sintomatici delle frequenti manipolazioni alle quali sono soggette le immagini nei media.

Se ce lo dicessero, non ci sarebbe problema. Il guaio è che non ce lo dicono.

Ringrazio la redazione della Stampa per la disponibilità e trasparenza dimostrata, ben diversa da quella di altre testate.
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Repubblica, non c’è due senza tre

86 metri di balena bufala a mollo su Repubblica


Segnalo questa, poi mi fermo per un po', altrimenti sembra che ce l'abbia con Repubblica.


86 metri? Sarebbe l'animale più grande della storia, lungo quasi come un campo di calcio. Ma nessuno in redazione s'è posto il minimo dubbio?

Fra l'altro, quello sembra essere un capodoglio, non una balena. Ma in inglese capodoglio si dice sperm whale, ed evidentemente qualcuno a Repubblica pensa di sapere l'inglese tanto da non doversi degnare d'usare il dizionario: sperm whale? Sarà una balena superdotata. Qui c'è la notiziola riportata dalla BBC.

"Don't know much about history / Don't know much biology
Don't know much about a science book / Don't know much of the English I took ..."


(con tante scuse a Sam Cooke)

Grazie a Massimo D. per la segnalazione!

Aggiornamento (2007/07/05 16:00)


Repubblica ha corretto la didascalia. Ora dice 8,6 metri.