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356 commenti (ultimi)

Internet, la memoria scomoda del mondo

Pirati, custodi della cultura: Mind Your Language


Prima di Internet e (in misura minore) dell'invenzione del videoregistratore domestico, gli archivi della televisione erano disponibili unicamente alle emittenti. La nostra memoria degli eventi, così spesso mediata dal teleschermo, era nelle mani di un ristretto gruppo di persone, che potevano decidere cosa far sparire nel dimenticatoio e cosa ripresentare, magari dopo opportune sforbiciate.

Qualsiasi programma d'epoca non più politically correct o ritenuto mediaticamente imbarazzante finiva per scomparire. Lo stesso valeva per gli articoli dei giornali. Per esempio, la neocandidata vicepresidente repubblicana Sarah Palin non era mai stata una strabica giornalista sportiva di una TV in Alaska e non aveva mai sostenuto che si dovesse insegnare il creazionismo nelle scuole.

Oggi non è più cosi: Youtube, Google Video e i tanti siti che permettono di pubblicare video sono pieni di spezzoni di vecchi programmi televisivi che per molte persone (e molti governi) sono veri e propri scheletri nell'armadio. Grazie a Internet questa forma di censura è stata spazzata via, perlomeno nei paesi civili. Certo, la pubblicazione di questi spezzoni è una violazione del diritto d'autore. Ma quali sono le alternative a questa "pirateria", se vogliamo conservare questi ricordi e queste istantanee di come eravamo, nel bene e nel male?

A proposito di istantanee imbarazzanti, vi vorrei segnalare (a mia volta su segnalazione di Stefano, che ringrazio) la serie TV Mind Your Language: cercatela su Youtube usando il titolo come chiave. Girata alla fine degli anni Settanta in Inghilterra, è la storia di un insegnante d'inglese, e della sua britannicissima preside, alle prese con i propri studenti stranieri in tragicomica cerca d'integrazione nel Regno Unito.



Piena di giochi di parole e situazioni comicissime, ma anche di spunti concreti per chiunque voglia esercitarsi con l'inglese e capire perché I am hopping to see you non è la stessa cosa che I am hoping to see you, è però un spaccato implacabile di com'erano visti gli stranieri in Inghilterra all'epoca: è talmente piena di stereotipi sugli stranieri (non manca l'italiano chiassoso e sempre a caccia di donne, specialmente della classica francesina sexy) da essere impresentabile in televisione oggigiorno. Ma su Youtube vive ancora.

In effetti l'idea di avere "porco" e "musulmano" nella stessa frase (scambiata fra uno studente musulmano e uno sikh) potrebbe non essere molto potabile di questi tempi in cui parodiare le religioni è il nuovo tabù, perché qualcuno senza senso dell'umorismo potrebbe magari offendersi. Eppure queste cose, all'epoca, andavano in onda sulle reti nazionali. E non solo in Inghilterra.

Già. Se solo Youtube ripescasse quello sketch del Trio del 1986, a Fantastico se non ricordo male, in cui si prendeva per i fondelli l'ayatollah Khomeini...

O c'è già ed è accuratamente nascosta?

2008/09/05


Il video è stato rimosso per "violazione del copyright" dell'emittente.
26 commenti

Gatti con le ali

Gatti mutanti, gatti volanti?


A proposito delle segnalazioni, con tanto di foto, di gatti della provincia cinese del Sichuan ai quali sarebbero spuntate delle "ali", la storiella è vecchia: molto più vecchia di quel che probabilmente immaginate. Persino il dettaglio della gatta molestata da troppi maschi è ripreso pari pari da una storia identica di un annetto fa.

La spiegazione è molto banale: sono ciuffi di pelo impastato o, in alcuni casi, difetti genetici della pelle come l'astenia cutanea felina. La Wikipedia in inglese cita molte fonti. C'è persino un articolo di Time datato 1926 che ne parla. I dettagli sono presso Bioephemera.

Come al solito, nei giornalisti è prevalsa la voglia di mostrare una foto spettacolare rispetto al dovere di informare. Che ci voleva a presentare la foto, che è indubbiamente interessante, accompagnandola con una didascalia che spiegava come stavano le cose? Avrebbe "tolto la poesia", come dicono quelli che preferiscono sguazzare nell'ignoranza scambiandola per illuminazione spirituale?

No, più semplicemente avrebbe richiesto tempo e fatica. Cose che il giornalismo sembra sempre meno disposto a investire.
31 commenti

Alta definizione? Si cancella con un martello

Per cancellare i filmati HD, la JVC consiglia... il martello


Anche se molti mi avranno preso per pazzo (senza tutti i torti) quando ho mostrato come "cancellare" un disco rigido usando un trapano, posso dimostrarvi che esiste una logica nella mia follia. Davvero.

Leggo infatti quanto segue nel manuale della telecamera ad alta definizione JVC GZ-HD6 che ho comperato da poco per girare qualche altro video educhescional (le evidenziazioni sono mie):

Quando si formattano o si cancellano i dati utilizzando la Media camera, solo le informazioni di gestione dei file vengono modificate. I dati non vengono cancellati completamente dall'hard disk. Qualora si desideri cancellare completamente tutti i dati, si consiglia di utilizzare software disponibile in commercio progettato specificamente a tale scopo, oppure di distruggere fisicamente la Media camera con un martello, ecc.


Il manuale, ahimé, tralascia di specificare un concetto importante, cosa strana in quest'epoca di manuali a prova di cretino: non dice che dopo l'uso del martello la telecamera non sarà più in grado di registrare.

Comunque, come vedete, non sono il solo a consigliare l'uso di metodi drastici per la cancellazione sicura e per evitare che altri leggano i nostri dati.

La foto del martello tascabile è tratta dall'Hammer Museum.
56 commenti

Cartolina da Marte (aggiornato)

Brina sul pianeta rosso e lunacomplotti smontati




La sonda automatica Phoenix ci manda questa magnifica immagine della brina sul suolo di Marte, scattata il 14 agosto all'alba marziana. L'immagine, tratta dalla rubrica Image of the Day della NASA, è in falso colore ed è stata elaborata per esaltare le differenze di colore.

Cerchiamo di renderci conto. Abbiamo dei robottini a batterie solari che non solo riescono ad arrivare su un altro mondo, ma da quell'altro mondo, distante duecento milioni di chilometri, riescono a mandarci una foto della brina mattutina. Per non parlare della quantità immensa di dati scientifici che raccolgono.

Questo è il senso del programma spaziale: mostrare quante cose meravigliose possiamo fare se solo la smettiamo di farci la guerra scialacquando miliardi.

Nel frattempo, per i disfattisti che si ostinano a negare che l'umanità abbia la capacità di fare queste cose, il programma statunitense Mythbusters ha affrontato ieri le tesi dei lunacomplottisti, costruendo un modello del LEM decisamente notevole e ricreando il suolo lunare. Qui sotto potete vedere un'anteprima della puntata: ce n'è per tutti. Se qualche angioletto appassionato di Mythbusters riuscisse a farmene piovere legalmente una copia al Maniero Digitale, gliene sarei grato.



2008/08/28 23:55


L'angioletto non si è fatto attendere, e la puntata è al di sopra delle più rosee previsioni. Non solo i Mythbusters hanno smontato le tesi luncomplottiste, ma hanno dimostrato una cosa che non osavo sperare: le riprese delle passeggiate lunari sono, da sole, prova sufficiente degli sbarchi. Non esiste modo di replicare sulla Terra simultaneamente tutte le condizioni e i comportamenti osservabili nei filmati lunari. Al contrario di quello che dicono i lunacomplottisti, non si può usare il rallentatore per ottenere la camminata lunare e non si può neppure adoperare un'imbragatura che riduca il peso dell'astronauta: ci vuole proprio la gravità lunare. La differenza si vede a occhio nudo.

Chiunque abbia un minimo di cervello, di fronte alla dimostrazione, non può che accettare i fatti osservati.

Per cui ecco la sfida ai vari Massimo Mazzucco, Ralph René, Bart Sibrel ed emuli assortiti di Bill Kaysing (la cui dipartita nel 2005 ha elevato il quoziente intellettivo dell'umanità tanto quanto togliere Vista da un PC ne eleva le prestazioni). Se volete dimostrare le vostre tesi, dovete fare una sola cosa: riproducete tutte le caratteristiche della camminata degli astronauti. Il saltello a canguro, i passi lunghi, i salti verticali; il modo lento e inconfondibile in cui il casco e lo zaino cadono e seguono i movimenti dell'astronauta. E la polvere che schizza parabolicamente, senza formare volute. Ah, dimenticavo: per correttezza, fatelo naturalmente usando la tecnologia fotografica degli anni Sessanta. Niente giochetti al computer.

Se non ci riuscite, siete dei poveri venditori di fumo, pateticamente invidiosi delle capacità altrui: siccome non sapete combinare niente al di fuori delle chiacchiere, pensate che tutti gli altri debbano essere omuncoli come voi. E se mi capitate a tiro e Buzz Aldrin non si vuole sporcare le mani, offro le mie. Per un cordiale buffetto, s'intende.
63 commenti

Un altro giorno, un’altra megafalla di Internet

Virus informatici nello spazio, intercettazioni devastanti su Internet, e qualche altra cosuccia di poco conto


Alla recente DEFCON, due ricercatori hanno presentato un modo per intercettare il traffico di Internet, alterare i dati scambiati fra utenti e siti, e assumere identità fasulle in modo praticamente invisibile usando il BGP (Border Gateway Protocol). Non faccio finta di capire i dettagli: la presentazione in PDF è qui e lo spiegone di Wired è qui. In estrema sintesi, Internet fu concepita per un ambiente accademico, in cui tutti si potevano fidare di tutti e le identità di ciascuno erano note. Poi è stata data in pasto al mondo, senza protezioni. E' inevitabile che vulnerabilità devastanti come questa ci siano e continuino ad emergere.

Nel frattempo, non c'è scampo dai virus informatici neppure nello spazio. La NASA ha confermato che un virus si è insediato sui laptop a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Secondo SpaceRef, si tratterebbe di W32.Gammima.AG, noto per la sua tendenza a rubare le password e le credenziali per i giochi online. Più di un laptop a bordo ha subìto l'infezione. I laptop, stando alla NASA, non gestiscono funzioni vitali della stazione. Questo ai tempi delle missioni Apollo non sarebbe successo: provateci voi a infettare un regolo calcolatore o un computer la cui memoria è più piccola del numero di byte che compone un virus.

Restando in tema di spazio: non occorre tirare in ballo UFO e lunacomplotti per evocare misteri nell'esplorazione del cosmo. Spesso vengo criticato perché smonto tutte le teorie fantasiose e i grandi misteri, rovinando quelli che alcuni chiamano "il poetico fascino dell'ignoto" e io chiamo "ignoranza imbecille". Ma come dico spesso, la scienza offre misteri reali in abbondanza: perché ricorrere alla pseudoscienza? Date un'occhiata al fenomeno delle nubi nottilucenti:



La foto è stata scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale mentre i suoi abitanti si trovavano a circa 340 km di quota sopra la Mongolia il 22 luglio scorso. Trovate un'altra foto magnifica qui; fa parte della collezione di foto di nubi nottilucenti di Space Weather. Sì, lo so: adesso passerete un'ora a scegliere quale usare come nuovo sfondo del desktop.

Quelle tenui nubi che vedete sono a circa 80 km di quota: stanno più in alto del 99,999% della nostra atmosfera, secondo le cifre della NASA. A quella quota, il cielo è nero come nello spazio: è dove si manifestano meteore e aurore.

Prima che arrivi l'orda cafona di sciachimisti (dovreste leggere certi insulti incoerenti che mi arrivano, vero Dave Fox?), il fenomeno è noto sin dalla fine del diciannovesimo secolo: fu notato dopo l'eruzione del vulcano Krakatoa nel 1883. La novità è che in origine le nubi nottilucenti erano situate a latitudini oltre i 50° e bisognava andare in Scandinavia, Siberia o Scozia per vederle. Di recente, invece, sono state avvistate anche da latitudini più basse. La migrazione sembra coincidere con la Rivoluzione Industriale, ma è ancora tutta da dimostrare.

Come mai queste nubi sono, appunto, nottilucenti? Si tratta di cristalli di ghiaccio finissimi, dai 40 ai 100 nanometri: una taglia che consente loro di disperdere le frequenze blu della luce solare. La ricerca spaziale ha inoltre individuato cristalli ancora più fini, che non riflettono la luce ma contribuiscono al quadro atmosferico generale.

Questo è quello che si sa, ma la NASA si chiede (come ce lo chiediamo noi, immagino) che diavolo ci fa del ghiaccio in uno strato rarefatto dell'atmosfera che è cento milioni di volte più arido dell'aria del deserto sahariano.

I Giacobbo del mondo prendano nota, così eviteranno di riciclare le solite menate di piramidi e autopsie aliene.

Nel frattempo, se vi state chiedendo come mai il Disinformatico radiofonico è in pausa e questo blog pubblica trafiletti anziché articoli estesi, vi posso rivelare che sono stato colto da impegni un pochino più pressanti.


Il video completo è qui (grazie Rodri!). Attenzione al tatuaggio alla fine.
44 commenti

Siete a Padova? Avete una fotocamera?

Cercansi volontari per missione segreta


Se siete a Padova oggi o nei prossimi giorni, avete una fotocamera digitale, e vi garba avere la mia eterna gratitudine, contattatemi via mail: ho una missione per voi. Garantisco la massima riservatezza: è una missione per conto della CIA.

Aggiornamento (12:45): grazie a tutti per le tantissime adesioni: credo non ne servano altre. Speriamo che le forze dell'ordine non s'insospettiscano dell'improvviso assembramento di fotografi intorno a un certo luogo padovano...
62 commenti

Traduzioni a rischio

Vatti a fidare dei traduttori


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giovann70" e "zamu.ds".

Due chicche di traduzione, o meglio di mancata traduzione, che la dicono lunga sui rischi della comunicazione multilingue e del fidarsi dei sistemi di traduzione automatica.

Adfreak segnala questa:



Da quel che ho capito, i caratteri cinesi dicono "ristorante", e i geni che hanno commissionato l'insegna non hanno chiesto a qualcuno di tradurre la parola in inglese. Noooo. Si sono rivolti a un sito Web di traduzione, che costa meno che assoldare uno che sa quello che fa, e il sito ha risposto loro "Errore del server di traduzione", per un problema tecnico. Loro non hanno capito che era un messaggio d'errore, ma hanno pensato che quello fosse il modo in cui gli occidentali scrivono "ristorante". E così hanno fatto fare una megainsegna totalmente sbagliata. O è un modo per attirare i turisti?

Senza andare in lande troppo lontane, ecco un'illustrazione di come ogni nome inventato e ogni sigla possono assumere significati inattesi in altre lingue:



Il sistema di trasporti pubblici di Locarno si chiama Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi. Abbreviato, diventa FART: "scorreggia" in inglese, suscitando sicuramente l'ilarità dei turisti inglesi che prendono un "FART bus" o consultano una "FART timetable" ("guarda qua, Homer, gli svizzeri organizzano anche gli orari dei peti!") oltre che di mia figlia Lisa (nella foto).

Rabbrividisco all'idea di cosa possa voler significare Disinformatico in urdu o tagalog.
30 commenti

Il preservativo di zio Bill

Cosa dice di preciso quella suoneria? :-)


Ero ospite telefonico di Radio Popolare stamattina e i conduttori hanno citato la suoneria per cellulari realizzata dalla BBC, dal governo indiano e dalla Fondazione Gates (sì, quella di Bill Gates e la moglie Melinda) per promuovere l'uso del preservativo, così sono andato a indagare. La potete scaricare da Condomcondom.org. Le info della BBC sono qui.

E qui c'è il video. Non so se funzionerà come campagna promozionale, ma non ridete, se siete capaci.
30 commenti

Pescati in Rete

Qualche chicca qua e là


Eccovi una rapida rassegna di cose toste trovate in Rete in questi giorni di semivacanza, a partire da Pallina, la gatta qui accanto, che voci non confermate indicano essere dotata di poteri di bilocazione o teletrasporto. Il CICAP indaga con cauto scetticismo, ma le gambe gli fanno giacomo giacomo. No, non chiedete dettagli: chi ha bisogno di sapere, già sa.

Alcune foto eccezionali del Burj Dubai, il grattacielo più alto del mondo, ormai quasi completato, a quota 750 metri circa.

Lo Star Trek che non fu: Genevieve Bujold nei panni (assolutamente inadatti) del capitano Janeway di Voyager; fu lei la prima scelta, ma i primi giorni di ripresa furono assolutamente disastrosi, e così fu chiamata al suo posto zia Kate. Questo spezzone delle riprese spiega perché.

A proposito di Uncanny Valley e grafica digitale iperrealistica per i personaggi virtuali, date un'occhiata a questa demo di "Emily": quasi ci siamo, ma se lo guardate fino in fondo noterete che hanno barato un po'. I dettagli sono qui.

Prugne nello spazio: uno spot d'epoca ha come interprete nientemeno che Ray Bradbury. Che non si prende affatto sul serio. Adorate anche voi il futuro come lo immaginavano in passato?

Questa era in coda da un po', ma ve la voglio far vedere comunque: una serie di video di fulmini al superrallentatore, tratte in parte da un documentario della BBC. Impressionante. Giacobbo, cosa te ne fai delle fandonie della pseudoscienza, quando la realtà offre cose mille volte più affascinanti?

E a proposito di pseudoscienze, una notizia ghiotta per gli appassionati del settore e per gli appassionati di sbufalamento: James Randi passa il testimone della conduzione della JREF (James Randi Educational Foundation), quella del premio da un milione di dollari per il primo fenomeno paranormale dimostrato scientificamente; la JREF avrà come nuovo presidente Phil Plait di Bad Astronomy, l'uomo che trita i lunacomplottisti per colazione. Fantastico.
17 commenti

La Regola 34 di Internet

Quando credevate di aver visto tutto...


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giovann70" e "zamu.ds".

Sapete qual è la Regola 34 di Internet? Se esiste X, allora su Internet esiste pornografia basata su X. Se non esiste ancora, verrà creata. Senza eccezioni.



Appunto.

Se vi occorre una spiegazione di questa vignetta, non siete pronti per Internet :-)

Fate molta attenzione a Googlare "Rule 34" e derivati.
18 commenti

Ray tracing. In tempo reale. A 1920x1080

Nvidia propone ray tracing realtime in HD


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Quand'ero giovincello, il ray tracing era una forma di tortura informatica. Generare immagini digitali fotorealistiche usando questa tecnica, che consiste nel calcolare il percorso e le caratteristiche di ogni singolo raggio luminoso riflesso dagli oggetti virtuali presenti nella scena, richiedeva ore.

Guardate cosa propone oggi Nvidia: immagini generate con ray tracing in tempo reale, a 1920 x 1080 pixel, 30 fotogrammi al secondo.



Notate il dettaglio del riflesso dell'auto nei vetri:



Non so se sentirmi vecchio perché ricordo cos'era il ray tracing agli albori, o giovane perché ho il privilegio di vivere in un'epoca in cui l'informatica fa progressi così straordinari e rapidi.
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Guerre Stellari turco

Così brutto che diventa bello: il "remake" turco di Guerre Stellari


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ilariabru****" e "franco.ba****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Scene e musica rubate a Guerre Stellari, Flash Gordon, I Predatori dell'Arca Perduta e molti altri film (non "copiate", proprio rubate usando le forbici). Recitazione che fa sembrare Schwarzenegger l'uomo dalle mille emozioni. Mostri alieni rigorosamente sotto forma di umani dentro tutine rosse ricoperte di piume. Costumi realizzati spianando a mano il Domopak usato. Il tutto con acconciature che fanno sembrare gli anni Ottanta un modello di sobrietà. E naturalmente effetti speciali a profusione (nel senso di "realizzati fondendo la pellicola").

Tutto questo, e molto altro, è Dünyayı Kurtaran Adam, noto informalmente come Guerre Stellari turco: lo potete vedere su Google Video qui. E' così orrido che non può mancare nella vostra collezione di chicche che non passeranno mai in TV. A questo serve Internet.

La spiegazione della genesi di questo film, ammesso che una mostruosità del genere possa essere spiegata, è (almeno stando alle note su Google Video) che nel 1982, quando Dünyayı Kurtaran Adam fu distribuito, in Turchia c'era una situazione politica molto difficile, per cui i film americani erano rarissimi e venivano spesso rifatti (si fa per dire) usando cast, costumi e ambientazioni nazionali.

Chiunque fosse in grado di gettare più luce su questo trash del trash del trash è benvenuto.
22 commenti

Fontana digitale genera immagini nell’acqua

Ipnotica fontana giapponese crea immagini con le gocce d'acqua



Mark's Technology News segnala questa fantastica fontana computerizzata situata nel megacentro commerciale Canal City di Hakata, in Giappone, che genera immagini astratte, scritte e disegni mediante il calcolo preciso dei tempi di rilascio e caduta delle gocce d'acqua da una fila di ugelli collocati in alto.

28 commenti

Telecom e Gandhi, il testo del discorso

Ma quale anteprima? Il testo del discorso di Gandhi è in giro da una vita


Circola in TV uno spot di Telecom Italia che preannuncia la pubblicazione, nei prossimi giorni, del testo di un discorso di Gandhi, che dovrebbe essere quello citato in una celebre campagna Telecom del 2004 (nella quale le parole di Gandhi erano state disinvoltamente rimontate, come raccontato a suo tempo).

Non occorre che compriate il giornale per leggerlo. E' qui da almeno quattro anni. E l'audio di cui parla lo spot come se fosse una cosa straordinaria? E' già qui, su Gandhiserve.org: basta cercare "Speech at Inter-Asian Relations Conference, 1947" e cliccare su "19'07" per ascoltarlo.
43 commenti

Attenzione agli squilli dai numeri 0088* [UPD 2008/08/18]

Squillano e riagganciano per indurvi a richiamare


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È arrivata pochi minuti fa anche a me, sul cellulare svizzero, una chiamata dal numero 008821321340. A giudicare dalle segnalazioni che mi arrivano, si tratta di una truffa che sta dilagando. Non richiamate quel numero o altri numeri che non conoscete, specialmente se hanno il prefisso 0088213. Vi possono costare un capitale.

Il trucchetto di questa nuova truffa è estremamente semplice. Un truffatore ha attivato una linea telefonica sotto il prefisso satellitare 0088213 (Emsat) in modo che parte del costo delle chiamate ricevute venga girato a lui. Fatto questo, chiama tutti i numeri di telefono che trova, in vari paesi (ho visto segnalazioni in Svizzera, Italia, Olanda e Germania), e riaggancia subito dopo aver composto il numero: costo zero. Poi aspetta.

Inevitabilmente, molte persone, incuriosite dalla chiamata persa, di cui vedono il numero sullo schermo del telefono, richiamano per sapere chi li ha cercati. E qui scatta il salasso per chi ha ricevuto lo squillo, come potete notare per esempio nelle segnalazioni tedesche (anche se non leggete il tedesco, i numeri dopo il simbolo dell'euro sono molto eloquenti; si riferiscono all'uso di questo numero telefonico con dei dialer, ma i costi al minuto sono identici anche per gli squillini).

Come regola generale, non richiamate mai un numero che non conoscete. Se hanno bisogno davvero di contattarvi, vi richiameranno loro.


2008/08/18


La polizia cantonale svizzera ha confermato di aver ricevuto diverse segnalazioni di questa truffa telefonica, segnala Ticinonline oggi.
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Direttamente dalla Valle dell’Inquietante

Perché il digitale ci sembra finto? Colpa di madre natura


I personaggi umani digitali di Hollywood, anche i più costosi, hanno sempre quel certo non so che di sbagliato, qualcosa nel modo in cui si muovono e nelle loro espressioni, per quanto siano sofisticati e precisi. Si chiama Uncanny Valley: è l'avvallamento nel grafico che lega la verosimiglianza di un umano artificiale e il suo grado di repulsione.

In pratica, è dagli anni Settanta che si studia il problema che se un essere robotico non somiglia affatto a un essere umano (per esempio i robot di saldatura della Fiat), viene accettato senza problemi; ma man mano che il robot diventa più somigliante, assumendo forme umanoidi e acquisendo un viso e movenze simili ma non identiche a quelle umane, la nostra accettazione precipita e invece cresce il nostro senso d'inquietudine nei suoi confronti.

Guardate questo video e ditemi se non lo trovate incredibilmente dettagliato ma proprio per questo ancor più inquietante.


Ne potete vedere una versione ad alta risoluzione, insieme ad altre demo davvero notevoli, presso Studiopendulum.com.

Perché, nonostante tutto, ci sembrano falsi questi personaggi? Perché i processi di riconoscimento dei movimenti sono fra i più basilari della mente umana. Siamo programmati dalla nascita, o da decenni di apprendimento, a saper distinguere gli oggetti in base al modo in cui si muovono. Riconoscere le caratteristiche del movimento di un essere umano è una risorsa di sopravvivenza fondamentale: un movimento irregolare o calibrato in un modo particolare può indicare una malattia, un richiamo o un rifiuto sessuale, una minaccia o una menzogna. Riconosciamo lo stato d'animo di una persona che conosciamo bene dal più piccolo cambiamento nella sua gestualità.

Per questo non si ingannano milioni di anni di evoluzione con qualche decennio di grafica digitale, e i progressi del cinema lasciano freddi nonostante i milioni di dollari spesi.
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Pescati in Rete

Le cose che non colsi


Sono in semi-vacanza di lavoro (ovvero sto preparando le novità di settembre), ma un giretto in Rete lo faccio lo stesso. Ecco un po' di cose pescate su Internet che vale la pena segnalarvi.

Cosa nascondono gli alberi clonati di Google Earth in Olanda? Il sito Photoshop Disasters (un nome, un programma) segnala che in questo punto dell'Olanda c'è tutta una serie di zone che mostrano vistosi segni di copiaincolla degni dei missili iraniani di qualche tempo addietro. Qualche lettore del Disinformatico può andare a controllare cosa c'è in realtà in quella zona?

Schermo Blu della Morte alle Olimpiadi. Un vecchio compagno di disavventure si ripresenta, bello grosso, durante la cerimonia inaugurale (l'articolo include una splendida foto). Chicca ironica: è stato usato XP perché Vista era ritenuto potenzialmente instabile.

Trucchi digitali dal vivo alle Olimpiadi. Una scena della cerimonia olimpica è stata falsificata in studio per motivi di sicurezza: l'ammissione ufficiale. La scena (i fuochi d'artificio che disegnano delle impronte nel cielo) è avvenuta realmente, ma era troppo pericolosa da filmare dall'elicottero, per cui 55 secondi di video di ripresa aerea sono stati ricreati al computer e inseriti nella diretta.

Pirate Bay bloccato in Italia dai provider? Così almeno dice Slashdot. A voi risulta?

Craccata la sicurezza dei passaporti digitali "inviolabili". Un ricercatore riesce a creare delle copie dei nuovi passaporti ultrasofisticati che dovevano garantire la sicurezza e l'antiterrorismo. Per evitare guai, li intesta ad Elvis Presley e Osama bin Laden. Sono in grado di ingannare buona parte dei lettori automatici.

E per finire: un'illusione ottica classica ma sempre educativa e divertente. Quale dele caselle A e B è più chiara? Rispondete e poi ripetete il gioco coprendo l'immagine ad esclusione delle caselle.

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Come craccare un pacemaker

Uccidere via radio? Si può



Non mi riferisco a una puntata particolarmente brutta del Disinformatico radiofonico che fa star male gli ascoltatori o li induce al suicidio. Sto parlando di spegnere a distanza i pacemaker e gli altri dispositivi medici impiantati nel corpo umano.

Grazie a Kevin Fu, professore associato alla University of Massachusetts Amherst, salta fuori che il protocollo di controllo di questi dispositivi non ha alcuna forma di sicurezza tramite cifratura. Un pacemaker programmabile può essere quindi riprogrammato da un aggressore in modo da somministrare all'utente una scossa elettrica letale.

Per farlo basta un apparecchio facilmente reperibile, che costa circa 1000 dollari. Per un uso non immediatamente letale, l'apparecchio permette di comandare a distanza il pacemaker, mettendolo in modalità di test, scaricandone la batteria o disattivandone il funzionamento. Il delitto perfetto: basta aspettare che uno stress richieda l'intervento del pacemaker, che non funzionerà. Nessuno si porrà il dubbio che il pacemaker possa essere stato manomesso dall'esterno.

Volendo essere meno aggressivi, è possibile anche intercettare dati privati, come l'identità del paziente, il nome del suo medico, la diagnosi e le istruzioni date al pacemaker.

La ricerca, disponibile qui, è un monito per i fabbricanti di questi dispositivi, che devono rendersi conto che la sicurezza non è un optional e che fidarsi del primo segnale radio che passa è irresponsabile. Lo è per i PC, ma lo è ancora di più nei dispositivi dai quali dipende la vita dei pazienti. Una lezione che il settore medico non sembra aver ancora imparato, pensando che basti che non si sappia in giro.
23 commenti

Google viola la privacy? La privacy viola Google

Google usato per violare la privacy. Quella dei padroni di Google


C'è da tempo polemica intorno a Google Street View, il servizio di Google che crea esplorazioni virtuali delle città fotografando ogni via, ogni negozio, ogni casa. C'è chi si sente un po' troppo sorvegliato, un po' troppo esposto al rischio che qualcuno abusi di questa forma di perlustrazione automatica.

Prima, per esempio, un molestatore o un rapitore che voleva fare un sopralluogo della zona dove si apprestava a compiere un reato doveva andarci di persona e raccogliere informazioni cercando di non farsi notare e con la paura di essere beccato. Oggi, grazie a Google, non occorre più.

Ma no, dicono quelli di Google: la privacy totale tanto non esisteva neanche prima, per cui tanto vale. Così qualcuno ha pensato di dare una dimostrazione degli effetti di Google Street View andando a caccia dei suoi creatori.

Il National Legal and Policy Center ha usato Google per andare a documentare in un simpatico PDF quali auto ha Larry Page, che targhe hanno, il nome della compagnia di manutenzione dei giardini di casa Page, il nome della società di servizi di sicurezza usata dal vicino di casa di Page, la distanza esatta dalla strada alla porta di casa di Larry Page e il suo probabile percorso abituale per recarsi in ufficio. Tutto in circa mezz'ora e senza spostarsi dal computer.

Privacy: quella cosa che non sai di avere e non sai quanto vale fino a quando qualcuno te la porta via.

2008/08/06


Il sito del National Legal and Policy Center risulta inaccessibile, probabilmente per il sovraccarico di visitatori. Nel frattempo, un'altra immagine del PDF in questione è salvata presso The Register.