Oggi complottismo in TV alle 12.45 Raitre    31.1.08     Permalink    101 commenti    Aggiungi un commento

Tornano i complottisti a Raitre



Oggi alle 12.45, il programma Le Storie di Corrado Augias ospita Giulietto Chiesa e il suo video Zero sulle teorie cospirazioniste intorno all'11 settembre, di cui si era già occupato tempo addietro Report, sempre su Raitre.

Da parte mia, ho già scritto alla trasmissione (all'indirizzo pubblico lestorie@rai.it) chiedendo rispettosamente che sia offerto al pubblico un contraddittorio, anziché una voce unica, perché presentare senza contraddittorio un video come Zero, che non fa parlare nessun tecnico qualificato a sostegno delle proprie teorie inquietanti, ma presenta come "esperti" personaggi senza alcuna competenza tecnica di settore e che asseriscono di essere in contatto con l'aldilà (Barbara Honegger) o di essere la reincarnazione di Gesù e Re Artù (David Shayler), comporta il rischio di un'informazione distorta che crea confusione anziché chiarezza, specialmente quando approda sui media di grande ascolto.

Staremo a vedere se Augias avrà la schiettezza di fare qualche domanda seria a Chiesa (del tipo "ma come mai non c'è neppure un esperto che confermi le vostre teorie?" o "se, come dice, i dirottatori sono ancora vivi, perché non ce li porta in studio o li intervista?" o "Zero non parla affatto del Volo 93 e glissa sul WTC7, allora lì non ci sono complotti e vi siete dunque sbagliati?"). Per chi fosse interessato, la mia recensione dei principali errori di Zero è qui; l'analisi dettagliata è in lavorazione in Zerobubbole (PDF).

Per chi ancora crede che il foro nel Pentagono sia troppo piccolo per un aereo di linea, e che (per citare Dario Fo in Zero) misuri "cinque metri, ripeto cinque metri di diametro", non ho parole. Mi basta questa foto:

pent-precrollo-breccia-pentagon911

Il complottismo undicisettembrino è tutto così: un ammasso di bufale e di panzane, messe in giro da chi non si informa o vuole guadagnare denaro o popolarità facendo leva sulle tragedie altrui e giocando sui pregiudizi per abusare della fiducia del lettore e dello spettatore. Fa tristezza che giornalisti di indubbio spessore abbocchino così facilmente a queste storie soltanto perché appagano un certo orrido senso del fantastico.

Pubblicherò un commento alla trasmissione nel blog apposito Undicisettembre, scritto insieme agli esperti di settore.

Aggiornamento


La trasmissione è finita da poco. Ad Augias è mancato molto il supporto tecnico che avrebbe reso maggiormente evidenti i dati falsi presentati da Giulietto Chiesa. Primo fra tutti, le dimensioni del buco nel Pentagono ("cinque metri"), così importante per le sue tesi di complotto. Ogni volta che Chiesa ripete questa panzana (per la quale basta guardare la foto qui sopra), il complottismo undicisettembrino si copre di un'altra coltre di ridicolo.

Non sono state colte alcune occasioni importanti, come quando Chiesa afferma che c'è un ordine generale di tacere, fatto pervenire non si sa come ai giornalisti del mondo intero, e Augias che non gli chiede "ma a me non è arrivato nessun ordine, e ai giornalisti cubani neppure, men che meno dagli USA, le pare?".

Ma la dimensione solitaria, paranoica e catarticamente catastrofista del complottismo è stata messa in luce brillantemente, e perlomeno è stato presentato anche un libro di debunking (La cospirazione impossibile, al quale ho partecipato), la cui assidua apparizione ha irritato Chiesa quanto l'acqua santa in faccia a un indemoniato, tanto da spingerlo a fare frecciate poco professionali nei confronti miei e dei coautori del libro.

Maggiori dettagli a breve nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/02/01)


La prima parte della trascrizione commentata della trasmissione è disponibile qui. Giulietto Chiesa ha fatto numerose affermazioni tecniche errate (in senso favorevole, guarda caso, alle tesi complottiste), per poi autoliquidarsi dicendo che "le questioni tecniche sono secondarie". Incomprensibile.


Blog impazzito, ma solo temporaneamente    30.1.08     Permalink    28 commenti    Aggiungi un commento

Blog in tilt? Niente panico


Se notate che questo blog ha un'aria strana, non vi preoccupate. Tra poco torna tutto a posto. Ho fatto una cliccata maldestra nel template di questo blog che mi ha cancellato un bel po' di ore di lavoro. Adesso sto ripristinando dai backup. Solo che il backup più recente non è qui...

...OK, risolto. Ho imparato la lezione: sempre creare un backup del template appena prima di lavorarci anche per le cose più banali, perché basta una cliccata infelice per incasinarlo, e a quel punto non c'è cache che tenga. Grrr.


Qtrax, annuncio in odor di bufala    29.1.08     Permalink    21 commenti    Aggiungi un commento

Musica legale gratis in cambio di pubblicità? I giornali abboccano a Qtrax


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mrtmra61" e "carlo.rim****".

Sono rimasto colpito dall'incredibile quantità di pagine di giornale (qui e qui, per esempio, Repubblica; qui Wired; qui il Times) dedicate all'annuncio di Qtrax, secondo il quale la società avrebbe reso legalmente scaricabile gratis, in cambio di spot visualizzati sullo schermo del computer degli utenti, la musica delle principali case discografiche. Ben 30 milioni di brani, diceva Qtrax.

Peccato che dietro l'annuncio al MIDEM ci sia in realtà il vuoto pneumatico e pochissimi fra i giornalisti dei media tradizionali abbiano pensato di chiedere un riscontro alle dirette interessate: le case discografiche, appunto. Lo hanno fatto invece The Register e la BBC, col risultato che Warner, EMI e Universal hanno dichiarato di non aver concesso alcuna licenza a Qtrax. Sony BMG non ha rilasciato dichiarazioni.

Il boss di Qtrax, Allan Klepfisz, ha risposto che gli accordi erano in fase di definizione. Ma, guarda un po', lo ha detto dopo la smentita delle major. Ma allora perché Qtrax ha annunciato gli accordi di licenza come se fossero già cosa fatta?

C'è di peggio. Qtrax dice che le sue canzoni saranno lucchettate con il DRM e funzioneranno (inizialmente) solo sui PC Windows. Adesso che le case discografiche hanno finalmente capito che l'anticopia non funziona, arriva Qtrax e pensa da sola di poter riportare indietro le lancette dell'orologio?

E poi c'è la questione dell'iPod. Siccome Apple non ha concesso in licenza il DRM dell'iPod (FairPlay), non c'è modo di suonare le canzoni di Qtrax, che usano un altro DRM, sull'iPod. Considerate le percentuali bulgare di diffusione degli iPod rispetto agli altri lettori musicali digitali, se una canzone non è suonabile sugli iPod, non la vuole nessuno. Non supportare l'iPod è un suicidio commerciale. Qtrax dice che la sua musica sarà compatibile con l'iPod, ma in che modo? Non si sa. La comunità di Slashdot sviscera bene l'argomento.

Un lettore, alex2ruote, mi scrive dicendo che ha scaricato il programma di Qtrax (un ibrido di Firefox e Songbird, per ora solo in versione Windows), ma "quando hai trovato la musica e clicchi download, ti si apre una finestrella con scritto: Download coming soon." Anche le annunciate restrizioni territoriali sembrano essere aria fritta: "quando ti registri l'elenco delle nazioni è breve, la Svizzera non vi è inclusa, e lo zip code (obbligatorio) prevede un minimo di 5 cifre, quindi devi mettere una nazione a caso e inventare lo zip. Stranamente l'Italia compare". Eppure l'Italia non doveva essere fra i paesi abilitati al servizio.

The Register nota inoltre che Qtrax è una derivazione di una società di nome SpiralFrog, che riuscì a pagare 2 milioni di dollari alla Universal ancora prima di aver iniziato a vendere. Sembra insomma che ci sia all'opera lo stesso genio. Wired si pente di aver pubblicato l'annuncio iniziale senza verificarlo e ora fa notare che dei trenta milioni di brani promessi da Qtrax, al momento non ce n'è neanche uno. Anche il Times fa dietrofront e dice che anche la Sony ha confermato che non c'è alcun diritto di Qtrax a usare il suo catalogo musicale.

"Non siamo idioti", ha replicato Klepfisz secondo il Times. In effetti, essendo riusciti a gabbare i giornalisti di tutto il mondo e a farsi una pubblicità gratuita impagabile, non si può certo definirli idioti. Quelli di Qtrax, intendo.


Antibufala: "nuovo" tipo di tumore al seno    29.1.08     Permalink    3 commenti    Aggiungi un commento

Allarme per un "nuovo" tipo di tumore. Scoperto nel 1874


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "Roxpa" e "la_tizia".

Quando un messaggio inizia con l'invito ad inoltrarlo a tutti, e quando contiene un allarme per una terribile malattia, il bufalometro va automaticamente a fondo scala: ma in questo caso c'è molto di vero, anche se la verità è confezionata in modo inutilmente allarmista ed è accompagnata da una stupidaggine galattica che rischia di far credere a molti utenti che l'intero messaggio sia una panzana.

Ecco il testo dell'appello (le evidenziazioni sono mie:

Nuovo tipo di tumore al seno - NON ELIMINARE

Con la preghiera di trasmettere questo messaggio a tutte le donne che conoscete...
A vostra madre, alle vostre figlie, alle sorelle, alle zie, alle amiche, ecc.

A novembre dell'anno scorso è stato scoperto un nuovo tipo di tumore al seno. Una donna ha visto apparire su uno dei suoi seni un'eruzione cutanea che assomigliava a quelle che appaiono talvolta sui seni delle neo-mamme che allattano.

Poiché la sua mammografia non aveva riscontrato alcun problema, il medico le ha prescritto degli antibiotici per trattare la presunta infezione. Dopo avere terminato la cura prescritta per due volte, l'eruzione ha continuato ad aggravarsi ed il medico le ha prescritto una nuova mammografia, che ha rilevato la presenza di una massa.

Una biopsia ha permesso di scoprire l'esistenza di un tumore molto maligno. La donna ha intrapreso un ciclo di chemioterapia per ridurre la grandezza del tumore. Ha successivamente subito una mastectomia, seguita da un'altra chemioterapia completa seguita da una radioterapia. Nel giro di 9 mesi di trattamento, il tumore era sparito.

Durante l'anno successivo, essa ha vissuto ogni suo giorno al massimo. Il tumore è riapparso nella regione del fegato. La signora ha subito 4 trattamenti e successivamente ha deciso di non sottoporsi più alla chemioterapia, poiché sminuiva la qualità della sua vita. Ha goduto pienamente dei 5 mesi che le restavano da vivere ed ha pianificato ogni dettaglio dei suoi ultimi giorni. Ha avuto bisogno di morfina per qualche tempo, per sopportare il dolore e, in seguito, è deceduta. Ha lasciato il seguente messaggio ed ha chiesto che venga trasmesso a tutte le donne del mondo:

Donne, FATE MOLTA ATTENZIONE se notate che ci sia qualcosa di anormale in relazione ai vostri seni ed insistete per ottenere un trattamento che sia più rapido possibile.

La malattia de Paget colpisce il capezzolo: si tratta di una forma rara di tumore del seno che appare all'esterno della mammella, fra il capezzolo e l'areola. Ciò che in un primo momento può sembrare un'eruzione cutanea, si trasforma in seguito in una lesione, intorno alla quale si forma una crosta. Non avrei mai pensato che potesse trattarsi di un tumore al seno, ma, di fatto, era proprio così. Non ho constatato niente di anormale sul capezzolo, ma l'eruzione mi disturbava e quindi ho deciso di consultare il medico.

A volte sentivo un prurito e del dolore, ma niente più di questo. Era brutto e seccante e non riuscivo a sbarazzarmi di questa ferita con le creme prescritte dal medico, e neanche con le creme che mi aveva prescritto il dermatologo per trattare la dermatite che avevo avuto agli occhi poco prima dell'apparizione del tumore. I medici si sono mostrati un po' inquieti, ma non mi hanno mai avvertito che potesse trattarsi di tumore.

Credo che poche donne sappiano che una lesione o una eruzione cutanea sul capezzolo o l'areola possano voler dire CANCRO AL SENO. Il mio è cominciato con un semplice punto rosso sull'areola. Uno dei danni più grandi con la malattia di Paget è che i sintomi sembrano insignificanti. Le donne pensano troppo spesso che si tratti solamente di un'eruzione o di un'infezione cutanea, con il risultato che tardano a consultare un medico e a intraprendere un trattamento.

Quali sono i sintomi?

1. Un rossore persistente, una trasudazione o la formazione di una crosta sul capezzolo che provoca un prurito o una sensazione di forte calore. Come ho già detto, io non ho sentito molto prurito o forte calore, non ho avuto trasudazione, per quanto io sappia, ma in effetti si è formata una crosta intorno al bordo del capezzolo, da una parte.

2. Un puntino sul capezzolo che non guarisce. Io avevo un puntino sull'areola e un gonfiore biancastro al centro del capezzolo.

3. In generale, viene colpito solo un capezzolo. Come viene diagnosticato il tumore? Se il medico che vi visita constata un'anomalia, dovrebbe proporvi di fare immediatamente una mammografia di entrambi i seni. Anche se un rossore, un prurito o la formazione di una crosta possono somigliare ad una dermatite, il medico dovrebbe sospettare la presenza di un tumore se il problema tocca solo uno dei due seni. Dovrebbe chiedere una biopsia del tessuto infettato per stabilire con certezza la diagnosi.

Il presente messaggio è veramente importante e dovete trasmetterlo al massimo numero possibile di donne, all'interno della vostra famiglia e delle vostre conoscenze. Potrebbe salvare loro la vita.

Il mio tumore al seno si è propagato e delle metastasi si sono presentate nelle ossa, anche se ho ricevuto delle mega dosi di trattamenti chemioterapici, 28 trattamenti di radioterapia e del tamoxifene. Se il mio tumore al seno fosse stato diagnosticato più velocemente, forse non si sarebbe propagato...

A TUTTI COLORO CHE LEGGERANNO QUESTO MESSAGGIO:

E' triste che le donne non conoscano la malattia di Paget al capezzolo. Se, trasmettendo la presente e-mail, potete sensibilizzare altre persone riguardo al pericolo di questa malattia, potrete aiutare delle donne in tutto il mondo.

Vi prego di prendervi qualche secondo per trasmettere questo messaggio al più grande numero possibile di persone, in particolare all'interno della vostra famiglia e dei vostri amici. Potrete così, in pochissimo tempo, salvare delle vite umane.


La malattia descritta nell'appello è reale, e si chiama formalmente "malattia di Paget del capezzolo". Ma come mi segnala una lettrice che lavora nel settore medico, Monica, non si tratta affatto di un "nuovo tipo di tumore", men che meno scoperto "a novembre scorso": fu descritto addirittura nel 1874 dal medico inglese Sir James Paget (nella foto). La versione originale del'appello, in inglese, è documentata da Snopes.com già dal 1999.

Di conseguenza, non è affatto il caso di tempestare di domande il vostro medico pensando di allertarlo dell'esistenza di un nuovo tipo di tumore. Vale la pena, comunque, cogliere lo spunto di quest'appello per informarsi meglio su questa malattia, peraltro piuttosto rara: costituisce meno del 5% di tutti i tumori al seno, come spiega per esempio il National Cancer Institute.

Bufale marziane, aggiornamento    29.1.08     Permalink    4 commenti    Aggiungi un commento

I marziani (non) hanno dodici mani


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "info" e "giacomo.mach****".

C'è un approfondimento interessante sulla storia della "sirenetta su Marte" che ha spopolato sui giornali e nei telegiornali pochi giorni fa: la foto in questione è in copertina oggi nell'Astronomy Picture of the Day: sito da visitare tutti i giorni per godersi immagini del cielo davvero straordinarie.

La questione è inoltre analizzata dalla Planetary Society, che rivela dettagli tecnici, arricchiti da un anaglifo (immagine stereoscopica), che tolgono ogni speranza che si tratti di una donzella marziana particolarmente resistente al freddo: la foto a colori è in realtà la composizione digitale di tre immagini scattate con filtri differenti in momenti differenti e fa parte di una coppia di foto scattate in tempi diversi dalle due fotocamere della sonda automatica Spirit.

In particolare, la presunta donzella è rimasta fermissima per più di un minuto, per la precisione dalle 11:58:53 alle 12:00:13, ora marziana, per la foto principale. E la stessa figura risulta anche in altre immagini di tre giorni prima, esattamente nella medesima posizione. Un po' lenta nei movimenti, direi.

L'articolo della Planetary Society rivela inoltre che la figura è alta non più di sei centimetri e si trova a cinque metri dal robottino Spirit, e segnala anche il programma da usare per scoprire la distanza degli oggetti nelle foto stereoscopiche di Marte.

Coniglietti su Marte


Fra l'altro, la vicenda della "sirenetta" su Marte non è la prima del suo genere. Nel 2004 dilagò fra gli ufologi poco seri (sì, ci sono anche quelli seri) la scoperta di quello che sembrava essere un animaletto a forma di coniglio.



In realtà si trattava di un frammento di airbag della capsula di atterraggio della sonda, ma l'illusione era molto efficace e la speranza di trovare vita altrove, come sempre, è alta. Prima o poi non verrà delusa: ma fino a quel momento conviene tenere i piedi per terra.

Antibufala: ritornano Sonia Cabrilis e i ladri di password    29.1.08     Permalink    11 commenti    Aggiungi un commento

Bufalovirus immortali


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "evaluators-webring.net" e "laura".

Parlando di classifica delle bufale più gettonate di questi ultimi giorni, ecco le dieci frasi chiave maggiormente immesse nella casella di ricerca del Disinformatico: "danza lenta", "cicognani", "Sonia_cabrilis", "scie chimiche", "hotmail", "eolo", "benzina", "gentiloni", "alessandro cicognani", "Rubano la tua mail di Hotmail".

Ben tre voci di questa top ten delle bufale appartengono a un appello già segnalato a luglio dell'anno scorso e appartenente alla categoria dei Bufalovirus mittensis: appelli che mettono in guardia contro uno specifico mittente di e-mail o chat, avvisando che si tratta di un individuo pericolosissimo:

Rubano la tua mail di Hotmail, cambiano la password ed attraverso messenger e via mail contattano tutti i tuoi amici, ovviamente spacciandosi per te, dicendo che hai grossi problemi economici e che hai urgente bisogno che ti facciano un prestito depositando dei soldi su uno specifico conto corrente oppure chiedono o un numero di carta di credito o cose simili (RIPETO sempre spacciandosi per te).

Cambiando la password tu non hai modo di entrare nella mail ed avvisare i tuoi contatti. Fai circolare questa mail per evitare che qualche tuo amico caschi in questa truffa!

E' URGENTE!!!!! Di a tutti i tuoi amici che non accettino come contatto Sonia_cabrilis di Hotmail perchè è un virus che formatta il tuo computer e se qualche tuo contatto lo accetta automaticamente vieni infettato anche tu! Copia e incolla questa mail ed inviala a tutti i tuoi contatti!


Ricordo, per l'ennesima volta, che l'appello è una bufala che è inutile diffondere: non è dal mittente che si capisce se un messaggio è infetto o meno, e mettere in guardia contro il furto d'identità in questo modo impreciso serve solo a causare ansia inutile e a far credere che tutti gli altri mittenti siano sicuri.

A tutte le Sonia Cabrilis d'Italia e del mondo va la mia solidarietà, perché verranno additate a vita fra gli untori di Internet insieme a tanti altri utenti Hotmail, come Eirti, redeirti, fedina_erilyn88, redeimorti e retailia, già segnalati nelle indagini antibufala sui mittenti pericolosi.

Sicurezza: non lasciate aperto il vostro modem/router!    29.1.08     Permalink    4 commenti    Aggiungi un commento

Tecniche d'intrusione da sapere: modem router insicuri


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "filippo.tron****" e "ponioggi".

Ho già parlato in passato di rischi di sicurezza poco conosciuti e da evitare a proposito delle reti wifi. Ma c'è un altro canale d'attacco non molto noto che va per la maggiore in questo periodo: prendere di mira i modem router, ossia gli aggeggi che collegano a Internet il vostro computer e/o altri dispositivi. I modem router sono attaccabili via Internet, senza neppure prendersi la briga di piazzarsi fisicamente nelle vicinanze della vittima.

Una tecnica classica è riprogrammare il DNS del router, in modo che quando la vittima cerca di visitare un sito che muove denaro reale (un negozio, un sito di aste, eccetera) oppure la sua banca, il router redirige la visita verso un sito-trappola apparentemente identico, nel quale la vittima, fidandosi, immette i suoi codici segreti e li regala così al truffatore. A nulla valgono antivirus, antispyware, barre di sicurezza e buone prassi come la digitazione manuale degli indirizzi.

Questa tecnica è usata, per esempio, da un attacco molto particolare che ha preso di mira gli utenti di una banca in Messico e sembra essere il primo del suo genere, come racconta Symantec. In questo caso specifico, il router era progettato talmente male (Symantec non dice marca e modello) che bastava che l'utente ricevesse un e-mail appositamente confezionato, o visitasse una pagina Web trappola, per riprogrammare l'apparecchio.

Normalmente, però, le cose non sono così gravi, ed è sufficiente attivare le funzioni di sicurezza del router. Infatti, come gli apparati wifi, anche i modem router di norma vengono dati all'acquirente con la sicurezza disattivata.

Per esempio, la maggior parte dei modem router ha una funzione di manutenzione da remoto che, salvo intervento dell'utente, è attiva e accessibile da chiunque su Internet. Questo significa che chi conosce la password predefinita di questa funzione può, con poca fatica e appositi strumenti, entrare nel vostro modem router via Internet e manipolarne il funzionamento. Per esempio, può bloccarlo completamente oppure, più perniciosamente, alterarne il funzionamento in modo da deviare invisibilmente il vostro traffico, come accennavo prima, secondo una tecnica chiamata drive-by pharming (sì, con il ph).

Disabilitate dunque l'accesso al router dall'esterno: tanto è altamente improbabile che vi servirà mai una funzione del genere (anche se alcuni provider la richiedono). Cambiate anche la password predefinita del router, così eviterete non solo gli attacchi perpetrati tramite e-mail o pagine Web infettanti, ma anche tentativi di attacco locali, fatti magari da qualcuno che accede al router non via Internet ma tramite un vostro ripetitore wifi lasciato aperto. Ricordate che per scoprire la password predefinita di un modello specifico di router basta una rapida ricerca in Google. E' facile per voi, ma è facile anche per gli intrusi.

Se temete di dimenticare la password del router, ricordatevi che potete sempre fare un azzeramento del router tramite il pulsante di reset, che lo riporta alle condizioni iniziali: cosa utile se sospettate di essere già stati infettati da questo genere di attacco. Come sempre, leggete il manuale del vostro specifico modello di router per sapere come fare; oppure fatevi aiutare da un amico o collega esperto.

Un'altra funzione del router che va preferibilmente disabilitata, se presente, è l'uPnP, che come descritto da Gnucitizen è vulnerabile in alcuni modelli. Non otterrete la sicurezza assoluta, ma vi renderete meno appetibili, per cui gli aggressori vi lasceranno in pace e andranno a cercare vittime più facili.

Infine, ricordate di scaricare dal sito del fabbricante gli aggiornamenti del software che comanda il modem router (il cosiddetto firmware): non solo migliorano il funzionamento del router, ma rattoppano le falle di sicurezza man mano che vengono scoperte.

Antibufala: il ritorno della Danza Lenta    29.1.08     Permalink    6 commenti    Aggiungi un commento

"Danza lenta" diventa un Powerpoint e riesplode, tormentando i suoi garanti apparenti


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "d_psionic" e "gaetano.b****".

Mi sono già occupato (qui e qui) dell'appello-bufala intitolato "Danza lenta", ma torno sull'argomento perché è di nuovo in cima alla classifica delle bufale circolanti, secondo i rilevamenti di Google Adsense.

In breve: l'appello parla di una poesia che "è stata scritta da una adolescente malata terminale di cancro. E' stata spedita da un medico. Accertati di leggere anche ciò che c´è scritto nelle frasi finali dopo la poesia."

Eccone l'inizio:

DANZA LENTA

Hai mai guardato I bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà....

Al termine della poesia c'è questo invito del tutto fasullo:

Vi prego spedite questa email a tutti quelli che conoscete... è la richiesta di una ragazzina speciale che presto lascerà questo mondo a causa del cancro... Se spedisci questa email al maggior numero di persone possibili, potrai dare a lei ed alla sua famiglia una piccola speranza, perché per ogni nome a cui verrà inviata, The American Cancer Society donerà 1 cent per pagare le sue cure e il piano di guarigione.

Non esiste alcuna ragazzina autrice di questa poesia e non c'è alcuna colletta da parte dell'American Cancer Society per guarirla. L'autore è in realtà uno psicologo dell'infanzia, David Weatherford, e l'originale inglese è qui.

La novità è che ora l'appello circola sotto forma di presentazione PowerPoint con il preambolo "Cicognani è il direttore del dipartimento di pediatria dell' Ospedale Sant'orsola di Bologna" e termina con la frase "Questo è un Certificato di Abbraccio!!" seguita dal nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e numero di fax del professor Cicognani.

Ma Cicognani, come raccontava lui stesso otto mesi fa al Disinformatico, è soltanto un garante involontario, la cui unica colpa è di aver gradito la poesia quando l'ha ricevuta (senza i suoi estremi) e di averla inoltrata ai suoi amici, includendo le proprie coordinate, come fanno spesso automaticamente i programmi di posta. Gli amici hanno interpretato l'invio come una garanzia di autenticità, vista l'attività pediatrica del professore, e lo hanno inoltrato ai loro amici, e così via.

Ora qualcuno ha preso l'appello, l'ha trasformato in una presentazione PowerPoint da mezzo megabyte (l'equivalente di cinquecento e-mail, poi non lamentiamoci che Internet è intasata) e ha scatenato di nuovo l'inoltro a catena. Fra l'altro, all'interno del file Powerpoint ci sono alcuni dati che puntano verso il suo possibile autore: sarebbe "Andrew the Magic" e la sua organizzazione sarebbe il M.I.U.R. Se lo conoscete, dategli uno scappellotto da parte mia per la sua incoscienza, visto che ora il professor Cicognani ricomincia il suo calvario di telefonate, fax ed e-mail di smentita.

E' proprio vero: nessuna buona azione rimane a lungo impunita.

Challenger, 28 gennaio 1986    28.1.08     Permalink    20 commenti    Aggiungi un commento

22 anni fa, la tragedia della navetta Challenger



Dietro, da sinistra a destra: Ellison Onizuka, Sharon Christa McAuliffe, Greg Jarvis, Judy Resnik. Davanti, da sinistra a destra: Mike Smith, Dick Scobee, Ron McNair.

Vale la pena di leggere il rapporto della commissione d'indagine (copia alternativa qui) e sette miti da sfatare, in un lucido articolo di James Oberg (in inglese):
  1. Furono pochi a vedere la tragedia in diretta: tutte le TV, tranne la CNN, avevano snobbato il lancio, ritenuto poco interessante.
  2. Il Challenger non esplose.
  3. Il volo e le vite degli astronauti non terminarono 73 secondi dopo il lancio.
  4. Il progetto dei booster non era particolarmente pericoloso, a patto di rispettarne i parametri di funzionamento.
  5. La sostituzione del sigillante con una formula più "ecologica" non influì sul disastro.
  6. Non vi furono pressioni politiche per procedere al lancio.
  7. L'incidente era perfettamente evitabile e non fu il prezzo necessario da pagare per essere pionieri.
Il rapporto Kerwin chiarisce che i sette astronauti non perirono nell'esplosione; non vi fu, infatti, una vera e propria esplosione. La cabina si schiantò in mare due minuti e 45 secondi dopo l'incidente. Tutte le indagini indicano che i sette membri dell'equipaggio erano ancora vivi, ma forse non coscienti, al momento dell'impatto.

La causa fondamentale fu il cedimento di una guarnizione dovuto al freddo eccessivo della mattina del lancio. Il problema era noto e fu segnalato, ma fu ignorato dalla NASA. Su Youtube trovate il video del disastro.

Ricordiamo i sette del Challenger non dimenticare cosa succede quando la cultura della sicurezza diventa la cultura dell'autocompiacimento.

Ci vediamo venerdì e sabato a San Marino e Rimini?    24.1.08     Permalink    9 commenti    Aggiungi un commento

Due chiacchiere sulle insidie di Internet



La sera di venerdì 25 gennaio, alle 21, sarò a Domagnano (San Marino), alla sala Montelupo, in piazza Filippo da Sterpeto, per un incontro pubblico intitolato "Le insidie di Internet": una chiacchierata che spazierà dai virus alle bufale alle ideologie devianti, senza però trascurare il lato positivo della Rete, la sicurezza della navigazione dei più piccoli, il P2P e altro ancora. L'ingresso è libero. Per informazioni, contattate info chiocciola sharedtech.org.

Sabato 26, alle 10.45, in via Leonardo da Vinci 32 a Rimini, sarò all'inaugurazione di una nuova associazione culturale del mondo open source: Centrolinux. Ci vediamo?

Antibufala: la foto del marziano nano (nano-nano)    23.1.08     Permalink    86 commenti    Aggiungi un commento

Complottisti su Marte


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "riccardo.cass****" e ""m.sanclem****. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English abstract: A picture from one of the Mars rovers appears to show a human form. However, this is merely an optical illusion known as "pareidolia". You can see the actual shape of the rock outcrop by looking at NASA's raw images and assembling them in 3D with graphics software. If you can view cross-eyed stereograms, you can see the interesting results of this process below. The outcrop vividly stands out from the background instead of confusingly blending into it.

Confesso: a volte leggo una notizia particolarmente stupida e non ne parlo per non attirarle addosso l'attenzione, sperando che scivoli via inosservata verso il dimenticatoio. Ogni tanto mi va bene. Stavolta, purtroppo, no.

Mi riferisco alla storia dell'"avvistamento" di un marziano in una foto della NASA che gira da qualche giorno in Rete ed è approdata in Italia presso il Corriere, che un po' pilatescamente non prende posizioni, barricandosi dietro il pavido paravento di un ambiguo "Probabilmente è un effetto ottico".

"Probabilmente"? Siamo seri. Non c'è alcun dubbio, se non nella mente bacata di qualche ufologo di risulta, che la foto mostra semplicemente un oggetto che ha una forma vagamente umana. Si chiama pareidolia: la tendenza innata a cercare di applicare forme familiari agli oggetti indistinti. Che però sono e restano oggetti indistinti: una nuvola ci sembra un coniglietto, ma questo non vuol dire che l'aere sia popolato di fluttuanti leprotti grandi come portaerei.

Lasciamo stare, poi, la banda di premi Nobel del Tgcom, che ha addirittura scritto che "Si tratta del primo possibile essere vivente fotografato in quattro anni di missione". C'è vita intelligente nell'universo? Sicuramente, ma non perdiamo tempo a cercarla nelle redazioni. Adesso, grazie alla loro faciloneria (combinata con quella dei colleghi esteri), il sito della NASA è intasato di curiosi e quasi inaccessibile.

Sarebbe bastato andare a controllare i fatti (quello che i complottisti di ogni sorta non fanno mai, e che certi giornalisti non fanno quasi mai), prima di blaterare, per capire come stanno realmente le cose. E se sono capace di farlo io, spiantato freelance goloso di focaccia, figuriamoci se non lo può fare un dipendente pagato di una testata blasonata.

La foto incriminata risale a novembre del 2007 ed è stata scattata dalla sonda automatica Spirit della NASA (foto qui accanto).

Una sonda che meriterebbe di essere citata nella cronaca per ben altri motivi che una foto interpretata maldestramente da un branco di svitati: rendiamoci conto che siamo riusciti a mandare su Marte, a oltre 55 milioni di chilometri dalla Terra, un robottino (anzi due, perché c'è anche il gemello Opportunity) che da ormai quattro anni va in giro a scattare foto e analizzare il suolo e l'atmosfera di Marte, scovando tracce geologiche che puntano a un ambiente un tempo ricco d'acqua.

Grazie a queste meraviglie possiamo vedere Marte in 3D, come se fossimo sulla sua superficie, e in altissima risoluzione. E grazie a Internet possiamo vedere subito le immagini, senza attendere che qualche giornale si degni di mostrarle, una volta tanto, al posto del granfratellaro di turno.

Un risultato tecnico e scientifico eccezionale, ottenuto oltretutto senza mettere a rischio vite umane e spendendo meno del costo di un singolo bombardiere B-2 o di due giorni di spesa mondiale per cosmetici: 820 milioni di dollari, circa 560 milioni di euro. Fa riflettere, vero? La prossima volta che qualcuno si lamenta del costo delle missioni spaziali, rinfacciategli queste cifre.

Ma torniamo alla foto. Si tratta di un microscopico dettaglio tratto da quest'immagine panoramica, sigla PIA10214, che per evitare d'intasare ulteriormente il sito della NASA riproduco qui in piccolo: la freccia rossa indica la posizione del "marziano". Lasciate in pace il sito della NASA, perché l'immagine a massima risoluzione è una TIFF da 133 megabyte.


Da questa foto, ma soprattutto dalla sua versione stereoscopica (servono gli occhialini rossi e blu), si capisce chiaramente che si tratta semplicemente della porzione in ombra di uno spuntone di roccia; la porzione illuminata si confonde con lo sfondo. La visione in 3D permette di distinguere quali parti dell'immagine fanno parte dello sfondo e quali invece appartengono alla roccia. Qui c'è una porzione della versione 3D, cliccabile per ingrandirla: il "marziano" è a sinistra, a metà altezza.


Fra l'altro, il mitico sito Badastronomy.com, noto per le sue prese per i fondelli scientificamente inoppugnabili dei lunacomplottisti, calcola che il "marziano" sia alto una decina di centimetri, vista la sua posizione rispetto alla sonda Spirit (la collinetta disseminata di pietre che occupa la zona centrale sinistra della panoramica è a 30 metri dalla sonda, secondo la NASA). Decisamente un nano, nano.

Un'altra cosa importante che i marzianomani non hanno considerato è che l'immagine è un collage di foto in scale di grigio, scattate con vari filtri (centrati su 753, 535 e 432 nanometri) e nell'arco di vari giorni, dal 6 al 9 novembre 2007, e poi ricomposte per ottenere l'immagine in pseudocolore, come descritto sempre dalla NASA. Ecco infatti i link alle foto originali (in scale di grigio) del "marziano": una, due, tre, quattro.

Questa è una GIF animata che raccoglie tre di queste immagini, scattate con ombre differenti, che permettono di cogliere la conformazione reale del sasso marzianiforme (cliccatevi sopra per animarla):



Per chi non ha gli occhialini bicolore ma è capace di vedere gli stereogrammi a occhi incrociati, ho preparato due immagini (cliccabili per ingrandirle) che rendono molto chiaramente la tridimensionalità della scena. La prima è un'inquadratura ampia, in cui il "marziano" è in basso a sinistra: la seconda è un dettaglio.

Attenzione: guardare a lungo gli stereogrammi può affaticare la vista e dare nausea. Siete stati avvisati.




In sostanza, dagli stereogrammi si deduce che si tratta di una roccia grosso modo a forma d'incudine inclinata verso destra, di cui il "marziano" è l'estremità sinistra; davanti a quest'incudine c'è un sasso vagamente piramidale, che nelle foto 2D sembra invece essere un tutt'uno con la roccia sulla quale "siede" l'alieno.

Se per caso non siete convinti, ponetevi subito la domanda cruciale di buon senso, che è sempre la stessa dai tempi della famigerata "faccia su Marte": se la NASA fa parte di un complotto per nascondere le prove di vita aliena, perché diffonderebbe foto che la mostrano? Sarebbe molto più semplice non pubblicare le foto e nessuno ne saprebbe nulla.

O se ne volete un'altra: è credibile che i marziani siano talmente simili a noi da avere anche il seno (sarebbe quindi una marziana, si spera) e coprirselo pudicamente con un braccino quando si siedono su una roccia per farsi notare dai robottini terrestri di passaggio?

Non solo: di casi analoghi di pareidolia è piena anche la Terra. Qui accanto, per esempio, c'è una foto mandatami da un lettore, nexus1977, che ringrazio.

La domanda che però mi frulla in testa, più delle altre, è questa: davvero c'è gente che non ha niente di meglio da fare che spulciare ossessivamente ogni centimetro quadro delle foto della Nasa alla ricerca di improbabili marzianine in topless?

Aggiornamento (2008/01/24): parla la NASA


Secondo un servizio della CBS News, la NASA ha dichiarato che il "marziano" è una roccia scolpita dal vento, alta ben cinque centimetri.

Antibufala: cose da (non) fare col telefonino    22.1.08     Permalink    18 commenti    Aggiungi un commento

"Telefonino da sapere", tormentone in Powerpoint


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paola74_52" e "stefano_mo****".

Sta circolando via e-mail una presentazione Powerpoint di nome "telefonino da sapere.pps" che promette di rivelare grandi segreti sull'uso del cellulare. Per fortuna pesa soltanto 56 kilobyte, per cui non intasa troppo le caselle di posta, ma è comunque un appello che va per la maggiore e quindi va verificato.

Salta fuori che è una miscela un po' insolita di verità e fandonie che la dicono lunga sull'impreparazione tecnica dei tanti che insistono a farla circolare senza verificarla. Eccone il testo commentato:

Cose che il tuo telefonino può fare (e che tu non sai)

Il numero d’ emergenza in tutto il mondo è: 112. Questo è il numero che puoi digitare anche se il telefono è bloccato. Provalo!


A parte il fatto che non si deve digitare il numero d'emergenza per prova, perché si causa un falso allarme, l'informazione dell'appello è vera soltanto in parte: sì, il numero 112 è effettivamente componibile su tutti i telefonini (a parte l'iPhone) anche quando l'apparecchio ha la tastiera bloccata. Ma il numero 112 è valido soltanto in Europa, non in Nord America, Asia e Africa.

E' vero, come nota Hoax Slayer, che se il telefonino è un GSM, digitando il 112 si viene comunque connessi al servizio d'emergenza anche se il numero d'emergenza è differente, ma questa conversione automatica del numero non vale per altri sistemi cellulari (per esempio il CDMA), per cui non è vero che il 112 è il numero d'emergenza "in tutto il mondo".

Nel caso dell'iPhone, secondo la documentazione Apple è necessaria una manovra piuttosto complicata che potrebbe renderlo pericolosamente inutilizzabile in caso d'emergenza se chi cerca di adoperarlo (magari una persona diversa dal proprietario) non sa come procedere: bisogna far scorrere il cursore disegnato sullo schermo, toccare Phone e poi selezionare la tastiera numerica, oppure, se l'iPhone è bloccato da una password, toccare Emergency Call e poi comporre il numero.

Ma andiamo avanti con l'appello.

Hai lasciato le chiavi dentro la tua auto? Sei lontano da casa e hai il controllo remoto per aprirlo? Bene, la soluzione è di chiamare a casa e che qualcuno prenda il comando dell’apetura delle porte (o chiave elettronica) e lo metta vicino al telefono e tu il tuo a circa 20 cm di distanzia della porta dell’auto. Schiaccia e … Voilá, le porte si aprono! Funziona anche con il Baule! Puoi fare la prova!


Questa è semplicemente una scempiaggine. Il segnale dei telecomandi non è trasmissibile attraverso il cellulare. Il cellulare capta i suoni e li trasmette via radio. I telecomandi non emettono suoni. Se vedete qualcuno che tenta di eseguire questa procedura, non affidategli incarichi intellettualmente impegnativi.

L'appello prosegue con un'altra informazione apparentemente preziosa:

Batteria del telefono scarica? Tutti i telefonini hanno una riserva di carica nella batteria, devi digitare *3370# e automaticmente si attiva dandoti una carica supplementare fino al 50%. Quando ricarichi di nuovo il tuo telefonino, si ricaricherà anche la riserva e sarà pronta per un’altra occasione


Il codice *3370# non attiva affatto una "riserva" di energia. Anzi, su alcuni modelli Nokia attiva una funzione di miglioramento dell'audio, l'Enhanced Full Rate Codec (EFR), che aumenta il consumo di energia del 5% circa, per cui la batteria dura addirittura di meno. Sui medesimi modelli Nokia si può però attivare un Half Rate Codec (codice *#4720#), che peggiora la qualità dell'audio ma allunga del 30% circa la durata della batteria, secondo Programmerworld.net. Non è comunque una "riserva" in senso stretto.

Infine la presentazione Powerpoint offre un trucchetto antifurto:

Come disattivare un telefonino che ti hanno rubato? Primo, devi sapere il numero di serie (IMEI), per recuperarlo è necessario digitare: *#06#, nel fare questo ti appaiono 15 cifre, questo è il numero di serie del tuo telefonino, scrivilo e archivialo in un posto sicuro. Se lo perdi o te lo rubano, chiama la tua compagnia per cancellare o annulare il telefonino. Quando gli dai questo numero, nessuno potrá più usarlo perché si disattiva del tutto e anche se cambiano la SIM non funzionerá.


E' vero che il codice *#06# visualizza il codice IMEI, che è un numero di serie che identifica univocamente un esemplare di telefonino. Se ne prendiamo nota prima che ce lo rubino, possiamo comunicare questo codice all'operatore telefonico, che provvederà a bloccare l'uso di quel telefono sulla sua rete e (si spera, ma non sempre) sulle reti degli altri operatori in giro per il mondo.

Puoi condividere questa informazione con i tuoi amici. Fa piacere ricerverla...


No, non fa piacere, fa soltanto confusione, perché mischia cose false con cose vere, e chi si accorge della falsità piuttosto evidente di alcuni di questi "consigli" è portato a credere che siano falsi anche quelli autentici. Su quattro "cose da fare", una sola è pienamente autentica, una è vera a metà e le altre due sono panzane. Non solo: le due informazioni non fasulle sono riportate nel manuale di ogni telefonino. Quello che nessuno legge mai.

Max Cornelisse, chi era costui?    22.1.08     Permalink    3 commenti    Aggiungi un commento

Giovane smanettone cambia i cartelloni stradali elettronici: la soluzione


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "adele_c" e "iannafa".

Nella scorsa puntata del Disinformatico radiofonico ho proposto un quiz per mettere alla prova il vostro fiuto antibufala, presentando un video nel quale un giovane olandese sembra prendere il controllo dei cartelli elettronici che indicano il limite di velocità e compie altre prodezze.

Ne è nata una bella serie di commenti che hanno formato un'ottima analisi collettiva dei filmati del giovane olandese, di cui avevo indicato il nome (Max Cornelisse) come indizio. I dubbi sono nati subito: troppo carino e telegenico il giovanotto, troppo incauto nel farsi vedere a viso scoperto mentre commette reati. Ma i video erano così spontanei e ben fatti da sembrare autentici.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso del dubbio è stata probabilmente il video in cui usa il suo computer per aprire e chiudere il tettuccio di una Porsche parcheggiata. Fin qui la cosa sarebbe ancora plausibile (alcuni modelli di Porsche hanno il tettuccio telecomandabile), ma poi accende il motore e fa muovere l'auto. Impensabile.

Appurato che si tratta di video non autentici, qual è la molla che ha spinto a realizzarli, e soprattutto come è stato possibile farli così bene? Impossibile che si tratti di un dilettante, perché ha ottenuto persino la collaborazione di un'emittente TV (nel video in cui Max Cornelisse "prende il controllo" del gobbo dei conduttori del telegiornale).

L'unica spiegazione possibile è quella azzeccata dal lettore De-MonHell, che ha suggerito che si trattasse di una campagna pubblicitaria:

Tutti i video correlati a questo tizio http://www.youtube.com/maxcornelisse finiscono con la segnalazione del sito www.itafstuderen.com che, GUARDA CASO :), redirezionano al sito
http://www.infosupport.nl/afstuderen


Infatti la campagna promuove una società di servizi informatici olandese, la Info Support BV. La conferma definitiva arriva proprio dai conduttori di Editie NL, il telegiornale "bucato" da Max Cornelisse, in questo video, la cui traduzione dall'olandese mi arriva dagli amici Sarah e Robin (73's!!!) e da Verushka:

CONDUTTORE: Allora Margret, adesso tocca a noi, di EditieNL. Negli ultimi giorni ci è stato chiesto varie volte di chiarire i fatti riguardanti questo filmino che girava in Internet.

[inizia il video di Max Cornelisse, nel quale i conduttori vengono "indotti" a dire "Il mio collega Jeroen è un simpaticone, ma sarebbe carino se arrivasse in orario in ufficio... scusa, non lo dico io, c'è scritto lì!... Come avrete capito, c'è qualcosa che non funziona in redazione, e non è la prima volta. Perciò prego la persona che sta delirando sulla tastiera, di smetterla subito!"]

[finisce il video di Max, l'immagine torna in studio]

CONDUTTORE: Si trattava di una messa in scena, in cui un hacker era riuscito ad infiltrarsi nel nostro sistema, modificando i testi che dovevamo leggere. Ribadisco: era tutto una messa in scena, l'abbiamo registrato in anticipo ed abbiamo collaborato per promuovere una campagna per seguire una formazione in informatica. Tutta una finta! L'abbiamo fatta bene però!


Complimenti a chi ha indovinato la soluzione: per chi non ha indovinato, l'indagine è da studiare per capire come sono stati colti gli indizi rivelatori. Ma soprattutto, questo quiz è una bella dimostrazione del potere di Internet: gli utenti, messi insieme, hanno una vastità di competenze (linguistiche, tecniche, video) degne dei migliori team investigativi. Neppure il fatto che tutti i video erano in olandese (un codec effettivamente non molto diffuso) ha impedito di raggiungere la soluzione.

Grazie a tutti per la collaborazione!

Prime prove di wardriving luganese    22.1.08     Permalink    22 commenti    Aggiungi un commento

Inizia la mappatura wifi di Lugano


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "biemmic" e "a.colaia****".

Ho portato a spasso per una rapida prova MacStumbler sul mio laptop connesso a un GPS tascabile, e con l'aiuto di un amico, che ha preso i dati e li ha applicati a Google Maps, ho iniziato la mappatura di qualche via cittadina e dei dintorni.


La prima cosa sorprendente è che la densità di apparati wifi è talmente alta che è possibile tracciare il percorso che ho fatto (qui ne vedete, per ora soltanto un fotogramma statico). In altre parole, se gli utenti wifi si coordinassero, potrebbero essere loro a tracciare me, e si potrebbero anche pensare servizi di geolocalizzazione sia per lavoro, sia per ricreazione, basati non sul GPS ma sulla prossimità dei vari access point.

La versione definitiva sarà ingrandibile e spostabile, e per ogni apparato wifi sarannno disponibili i dati indicati nel fumetto: SSID, potenza del segnale e cifratura attivata o meno.

Ricordo che questa mappatura non è intrusiva: si limita a indicare il segnale radio ricevibile per strada (e probabilmente vi fa un favore, perché non sapevate di essere ricevibili dalla strada, con tutte le implicazioni di sicurezza che ne derivano). Se non volete essere mappati, limitate la dispersione del segnale usando antenne direttive e schermature apposite.

Anche questo è un modo per limitare l'inquinamento elettromagnetico: il wifi è nulla in confronto alle emissioni del cellulare che teniamo senza troppo patemi a pochi centimetri dalla nostra materia grigia, ma tutto fa brodo, e oltretutto chi ha il wifi ricevibile dalla strada offre un appiglio ai tentativi di intrusione.

Non c'è nulla di male, comunque, a lasciare il proprio wifi aperto: è un gesto di ospitalità che gli informatici apprezzano molto. L'importante è farlo consapevolmente e con le opportune misure di sicurezza.

Smanetton Challenge: tracciamo le scie chimiche svizzere    22.1.08     Permalink    101 commenti    Aggiungi un commento

Le schie chimiche sbarcano in Svizzera, inseguiamole!


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "m.anto.pisan****" e "ivano". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Chi abita nel nord della Lombardia o in Canton Ticino avrà sicuramente notato le spettacolari scie persistenti comparse in cielo sabato scorso (19 gennaio). Eccone un assaggio, mandatomi da un lettore, Francesco di Breganzona. Grazie!




Se cliccate sulle foto per ingrandirle, noterete che alcune delle scie proiettano addirittura un'ombra sulle tenui nubi adiacenti, con un effetto tridimensionale davvero insolito.

Le scie chimiche sono sbarcate in Ticino e le loro venefiche irrorazioni stanno prendendo di mira il Maniero Digitale? Niente affatto: sono semplicemente normali scie di condensazione, del tipo noto appunto nella letteratura tecnica come persistente. Le condizioni meteorologiche della giornata erano favorevoli alla formazioni di scie persistenti, che non sono altro che nuvole artificiali di cristalli di ghiaccio. Nuvole come, appunto, quelle naturali che ornavano il cielo.

Con buona pace degli sciachimisti, le scie persistenti si formano infatti soltanto quando ci sono nubi come quelle mostrate nelle foto qui sopra e non si formano quando lo decidono i cattivissimi cospiratori.

Anche la griglia regolare di scie non ha nulla di anomalo: non è altro che la traccia visiva delle rotte seguite dagli aerei di linea. Normalmente non la possiamo notare, perché le scie di condensazione svaniscono in fretta, ma in condizioni meteo come quelle di sabato le scie persistono abbastanza da permetterci di apprezzare le rotte.

A questo proposito vorrei proporvi una sfida tecnica (uno Smanetton Challenge, se preferite): realizzare un sistema che tracci in tempo reale rotte e quote degli aerei di linea, in modo da avere dati concreti con i quali sbufalare ulteriormente gli sciachimisti. Un sistema che permetta di guardare una scia e sapere quale aereo la sta lasciando e a che quota si trova.

Una cosa di questo genere esiste già per il nord della Svizzera, presso Radar.zhaw.ch. Ne vedete qui sotto un esempio, che mostra eloquentemente il modo in cui gli aerei viaggiano lungo direttrici parallele. Ringrazio Pol per la segnalazione.



Questo servizio davvero notevole, realizzato a scopo puramente dimostrativo dagli studenti della ZHAW (Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften) di Winterthur, fornisce non solo il tracciamento in tempo reale degli aerei, ma anche la loro quota, la velocità di salita o discesa, la velocità di crociera, l'identificativo dell'aereo e del volo (compreso quindi il nome della compagnia aerea). Dannatamente ipnotico: ringrazio un lettore, Lorenzo, per la segnalazione.

Che ne dite di realizzarne uno per coprire la zona del Maniero Digitale, o meglio ancora quella dove abitano i due sciachimisti DOC che sono apparsi a Rebus? Così magari si mettono il cuore in pace e la smettono di scocciare i carabinieri ogni volta che un aereo di linea lascia una scia.

I dati del tracciamento, come spiegato nella documentazione, arrivano direttamente dai transponder installati sugli aerei, il cui segnale radio viene ricevuto da un'antenna situata sul tetto dell'istituto (ecco perché la copertura è ampia ma non illimitata). Non sono cifrati o segreti: sono gli stessi dati usati dai controllori di volo. Ipotizzare che siano falsificati significherebbe accusare i controllori di essere complici della Grande Cospirazione Sciachimista.

Questo non impedisce ai sostenitori dell'esistenza delle scie chimiche di lasciarsi andare ad affermazioni come queste:

"...mi sono informato. La questione è stata affrontata dal Parlamento Europeo una prima volta il 5 febbraio 1998 nella sottocommissione Sicurezza e Disarmo. Ci fu una audizione in cui si parlò anche del progetto HAARP (High Fequency [sic] Active Auroral Reseach [sic] Project) che manipola le proprietà elettriche dell'atmosfera a fini militari. Successivamente, il 14 gennaio 1999 se ne occupò la Commissione Esteri, con una relazione dell'onorevole Maj Britt Theorin, che espresse un parere fortemente critico verso gli Stati Uniti. Al quale non ci fu, a quanto risulta, reazione alcuna. Le cose sono andate avanti e quello che lei descrive ne è un indizio grave. Lo speciale lavoro di ricerca, messo in piedi da un gruppo di esperti nominati appunto dal Parlamento Europeo, era arrivato alla conclusione che il programma ricerche e sperimentazioni militari denominato Haarp, provoca effetti rilevanti e inquietanti sugli equilibri ambientali e sulle persone che ne vengono coinvolte.
L'Europa ha chiesto fermamente, con una risoluzione approvata a larga maggioranza, agli Stati Uniti di cessare gli esperimenti.
Mi riprometto di studiare il dossier, di cui sono venuto in possesso solo recentemente. Un dossier che lei può comunque procurarsi, anche in Italiano, sul sito del Parlamento europeo.
Per quanto mi riguarda sono intenzionato a risollevare la questione non appena avrò raccolto sufficienti elementi per una conclusione, essendo già fin d'ora evidente che non si tratta di ipotesi ma di cose estremamente preoccupanti, di cui l'opinione pubblica non sa nulla o quali, di cui la stampa tace, di cui i governi fanno finta di non sapere.
"


Chi è lo sciachimista che si è "informato" e ritiene che sia "già fin d'ora evidente" il fenomeno? Chi accusa la stampa di tacere e i governi di far finta di nulla, secondo i più classici cliché di ogni Grande Cospirazione? Indovinate un po': Giulietto Chiesa.

E se vi venissero dubbi sulla serietà del suo impegno sciachimista, leggete anche questo, sempre tratto dalla medesima fonte, che accusa anche il Ministro per l'Ambiente italiano di collaborare alla Grande Cospirazione:

"Che il problema esista non vi è alcun dubbio. Io stesso ho potuto osservare il "fenomeno"... la stampa e il sistema mediatico sembra rifiutare di fare inchieste in materia. A quanto pare anche il Ministro per l'Ambiente non se ne vuole occupare, cosa che invece dovrebbe fare. Perchè questo silenzio? Con ogni probabilità perchè si tratta di faccende legate alla difesa militare (cioè esperimenti o qualche cosa perfino di più sistematico che esperimenti). A cosa servono non so. E dovremmo innanzitutto scoprire chi fa queste cose, chi dirige i voli. Eccetera. E non è detto che siano necessariamente gli americani. Anche questo dovrà essere accertato. Dovremmo scoprire in modo certo quali sono le sostanze irrorate. E avere notizie certe sugli effetti che provocano sulla vegetazione e sopratutto sugli uomini. "


Bene, signori sciachimisti. Qui sopra avete visto come si fa a "scoprire queste cose" e sapere "chi dirige i voli". Volete studiare seriamente il fenomeno invece di fantasticare cospirazioni? Allora contattate gli esperti, usate correttamente strumenti seri come quelli presentati qui (niente puntatori laser o filmatini tremolanti, grazie), e piantatela di perdere e far perdere tempo presentando denunce prive delle più elementari basi scientifiche e piazzando inutili roulotte del Codacons davanti alla base di Aviano per sniffare l'aria. Le vostre "scie chimiche" si formano in quota, mica per terra, o no?

Attenti alla mail dell'Avvocato Gentiloni    22.1.08     Permalink    12 commenti    Aggiungi un commento

Tentativo d'infezione mascherato da notifica d'avvocato


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "lanfranco.ci****" e "abattaini". Grazie anche a "sm" e "luca" per la segnalazione.

Circola da pochi giorni (grosso modo dal 20 gennaio) un "avviso di insoluto" che arriva via mail e sembra provenire da un certo "avv. Gentiloni". L'indirizzo del mittente è gentiloni.g@avvocati-ass.com, e l'argomento è "Avviso di insoluto su Fattura".

Ecco il testo del messaggio:

Gentile Cliente,
Da un nostro controllo contabile non ci risulta a tutt'oggi il pagamento della fattura P.N. 335624-1 dell'importo di Euro 4.329,50.
Se la fattura risulta gia saldata o se ritiene possa sussistere un errore cotabile la invito a prendere visione del conto da pagare attraverso il nostro:
www.avvocati-ass.com/Fatturazione_CEF/FTR-335624.html ( clicca per collegarti )

In difetto, provvederò ad agire nelle sedi opportune, senza ulteriore preavviso.

Distinti saluti.

Dott.Avv. Giancarlo Gentiloni


L'ansia creata dall'apparente autorevolezza del messaggio e dal suo argomento (un debito di oltre quattromila euro, e per di più chiesto da un avvocato) farà probabilmente passare in secondo piano il fatto che il testo contiene un paio di errori di battitura (gia senza accento, cotabile) e un elemento stranamente informale (quel "clicca per collegarti"). Molti non si chiederanno neanche come mai un avvocato invii una notifica via mail anziché secondo i canali cartacei legalmente riconosciuti.

Il messaggio è congegnato appositamente per ingenerare quest'ansia: infatti il link cliccabile, nell'originale, porta a un sito-trappola (la versione del link presentata qui sopra è stata resa teneramente innocua) che contiene un'immagine ridotta della fantomatica fattura, come si può vedere nella schermata qui sopra.

Se il sito viene visitato con Internet Explorer e si clicca sull'immagine della fattura per ingrandirla, IE scarica un "componente aggiuntivo" eseguibile. E questo è chiaramente male.

Secondo alcuni resoconti pubblicati in Rete, eseguendo questo "componente" vengono modificati i preferiti di IE e la pagina iniziale di Internet Explorer: si finisce sul falso motore di ricerca Katasearch.com, che tenta di installare un trojan horse per Windows. Gli utenti di altri sistemi operativi non sono vulnerabili a questa minaccia specifica.

Purtroppo il sito Avvocati-ass.com è registrato e situato fuori dall'Italia, per cui le probabilità di farlo sequestrare o chiudere sono ridottissime. Un buon antivirus dovrebbe riconoscere questo sito-trappola e bloccarlo; la barra anti-phishing di Netcraft lo fa già.

La raccomandazione è sempre la solita: prudenza, vigilanza, nervi saldi. Abituatevi a riconoscere i sintomi tipici di un messaggio che vuole convincervi a fare qualcosa giocando sulle vostre emozioni, e la vostra navigazione in Rete sarà molto più sicura e piacevole.

Antibufala: allarme SMS, corretto il messaggio    17.1.08     Permalink    8 commenti    Aggiungi un commento

Dada.net aiuta a bloccare il falso allarme via SMS


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stegiordy" e "piada".

Ho un aggiornamento sull'allarme fasullo per una chat da 4 euro a settimana che sarebbe stata attivata di nascosto da TIM e che, sempre secondo l'appello-bufala che gira, andrebbe bloccato mandando un SMS con la parola STOP al numero 48405.

Mi ha contattato l'ufficio relazioni esterne di Dada.net, che ha spiegato che per motivi ancora da accertare, effettivamente anche gli utenti che non erano iscritti alla chat presa di mira dall'appello ricevevano il seguente messaggio gratuito quando mandavano STOP al 48405:

"Ti sei cancellato da Love.dada.net. Non rinunciare all' occasione di conoscere tantissimi amici! Ricordati che puoi tornare nella community inviando SI al 48405."

E' quindi comprensibile che molti abbiano interpretato la risposta come una conferma dell'autenticità dell'appello. Dada.net ha modificato il messaggio, che ora recita molto più chiaramente:

"Messaggio di errore gratuito: non risulti iscritto al servizio".

La cosa dovrebbe quindi ridimensionarsi: nel frattempo, Dada.net e TIM hanno i centralini e le caselle di posta sotto pressione per via delle numerosissime richieste di chiarimenti generate dal messaggio ingannevole e dall'appello-bufala. Anche Telecom Italia e altre aziende hanno dovuto diramare comunicati interni per frenare il dilagare di questa storia che sta costando soldi a tutti coloro che ci cascano. Invece di fare un favore agli amici, li stanno inducendo a buttar via del denaro.

Questi, ahinoi, sono i danni causati da chi non controlla prima di inoltrare a tutti.

Antibufala: bin Laden ucciso?    16.1.08     Permalink    30 commenti    Aggiungi un commento

Scoop: bin Laden ucciso, l'ha detto Benazir Bhutto



E' arrivata anche alla stampa italiana, dopo un lungo pellegrinaggio nei siti cospirazionisti, la notizia che Benazir Bhutto, in un'intervista rilasciata prima di essere uccisa in un attentato, ha detto che Osama bin Laden è stato ucciso.

C'è chi grida alla cospirazione omertosa dei giornalisti dell'intero pianeta, e chi, come la BBC, ha una spiegazione un po' meno paranoica.

L'indagine antibufala è a vostra disposizione nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/01/16)


Ne ha parlato per pochi secondi anche Striscia la notizia (video qui), chiedendosi se sia un lapsus. Esaminando il contesto, non può essere altro, perché la Bhutto in altre interviste rilasciate nei giorni successivi ha parlato chiaramente di bin Laden come se fosse ancora vivo.

Questo non ha impedito a Giulietto Chiesa di inviare un'interpellanza all'europarlamento, come dice sul suo sito (l'approfondimento è qui). Aspettiamo di sentire cosa risponderanno: considerato che il resto del mondo ha già capito che si tratta di un lapsus che solo un delirio cospirazionista può interpretare diversamente, la risposta potrebbe essere divertente.

Apple Macbook Air: sexy, anoressico, poco pratico    16.1.08     Permalink    128 commenti    Aggiungi un commento

Laptop ultrasottile di Apple? Farà faville fra gli esibizionisti. Gli altri andranno avanti a produrre


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "oliviero.vi****" e "simone". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Wow. Indubbiamente l'estetica anoressica del nuovo Macbook Air fa colpo. E se la vostra intenzione è far colpo, ci riuscirete. Ma se avete intenzione di lavorare seriamente su un laptop di questo genere, pensateci due volte.

Schermo lucido: i riflessi si vedono persino nel video di presentazione. Niente CD/DVD: per installare o masterizzare ci vuole un'unità a parte oppure un drive di un altro computer, reso disponibile via wifi dopo aver installato sull'host del software apposito (l'ideale per chi ha fretta, insomma). Niente porta ethernet: solo wifi. Certo, 802.11n, ma sempre wifi è; se devo spostare 5 o 6 giga, quanto ci vuole? E se il wifi non c'è? Gli altri, i primitivi, si attaccheranno alle porte ethernet lasciando gli utenti Air a guardare il soffitto.

Una sola, misera porta USB. Un disco rigido più lento di quelli del Macbook e del Macbook Pro (4200 rpm contro 5400). Grafica GMA X3100 a memoria condivisa, come gli altri Macbook. E il processore più lento fra i portatili Apple (Intel Core 2 Duo 1.6/1.8 GHz, contro i 2.0/2.2 GHz dei MacBook "normali" e i 2.2/2.4 GHz dei Macbook Pro). Pago 650 euro in più rispetto al Macbook (che è più veloce) per risparmiare un chilo e perdere otto millimetri di spessore?

Siamo seri. Questa è una macchina sexy per chi va in giro a sfogliare pagine Web, mandare la mail, scrivere testi o fare presentazioni e sa che esibire un oggetto di questo genere è seducente. Tutto il resto è meglio che se lo scordi.

A parte, questo, il vero limite del Macbook Air è che nonostante i componenti eliminati per ridurne la taglia, è ancora troppo grande. Non come spessore, ma come impronta, quando ci si trova incastrati in aereo, in auto o in treno; a 32 x 23 centimetri, è parecchio più grande di un foglio A4, con i problemi d'ingombro che ne conseguono (checché ne dica zio Steve con la trovata dell'infilarlo in una busta durante il Keynote di ieri).

Ormai sta prendendo piede una generazione di subnotebook leggerissimi e di dimensioni davvero esigue, comodissimi da portare in giro. Uno per tutti: il popolarissimo Asus Eee, che costa 300 euro contro i 1700 dell'Air (comprate cinque Eee al prezzo di un Air), misura la metà (22 x 16 cm) pesa quattro etti in meno (920 g contro 1360 dell'Air), ha tre porte USB e una telecamera integrata, ed è anche politically correct perché usa Linux preinstallato (XP in opzione) e quindi fa le stesse cose di base dell'Air con un processore meno potente: scrivere, andare online, e smanettare con i comandi Unix per gestire da remoto i computer dei clienti.

Certo, l'Eee e gli altri subnotebook o UMPC che dir si voglia non hanno il multitouch, almeno per ora, e il multitouch è davvero un modo molto più evoluto e naturale di interagire con un computer. Certo, nell'Eee il disco rigido è molto meno capiente e lo schermo è un 7 pollici contro i 13,3 dell'Air. Ma chi scrive o fa spreadsheet con il computer, quante volte userà il multitouch? Quanto spesso avete sfruttato tutto lo schermo del vostro laptop? Sto scrivendo questo articolo nella finestra di editing di Blogger, che occupa meno di un quarto dello schermo del mio iBook G4. E non posso ingrandirla.

Passo la mia vita a scrivere guardando una porzione miserrima del monitor. Cosa me ne faccio di 13 pollici su un laptop? Ci guardo i film in viaggio, direte voi. Appunto: si stava parlando di produrre con l'Air.

Sorry, Steve. Speravo in una tavoletta multitouch minimalista, da infilare in un angolo dello zainetto, per essere online ovunque senza tanta zavorra. Stavolta passo.

Aggiornamento (2008/01/16)


Dimenticavo un difetto assolutamente non trascurabile del Macbook Air: la batteria non è sostituibile dall'utente. Questa è una cosa che già causa rogne a livello di iPod, figuriamoci in un portatile. The Register confronta EEE e Air.

Wifi aperti, occhio!    15.1.08     Permalink    29 commenti    Aggiungi un commento

A caccia di Wifi aperti a Lugano e dintorni


Nei prossimi giorni sarò in giro con laptop e GPS per fare una mappatura dei siti wifi di Lugano e zone limitrofe. L'avevo già fatto a suo tempo con la televisione svizzera, ma stavolta farò un passo in più, dando le coordinate geografiche dei siti trovati. E' un'operazione non intrusiva, ovviamente, perché io sono buono, ma altri potrebbero approfittare di vulnerabilità di questo genere.

Se volete sapere come blindare il vostro apparecchietto wifi per evitare intrusioni e abusi, date un'occhiata a questa miniguida.

Antibufala: allarme per chat di TIM sui cellulari    15.1.08     Permalink    19 commenti    Aggiungi un commento

Love.dada.net, falso allarme a catena che fa spendere soldi veri


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giulietto ch****" e "enrico.asso****".

Nuove frontiere delle catene di Sant'Antonio: arriva quella che vi fa indurre i vostri amici a pagare soldi se credono ai vostri consigli.

Sta circolando da qualche giorno via mail e sui telefonini, principalmente in Italia, un appello che mette in guardia contro un particolare servizio di chat, che sarebbe stato attivato da TIM senza preavviso e che costerebbe 4 euro a settimana.

L'appello invita a evitare ulteriori addebiti e a disdire subito il servizio mandando dal proprio cellulare un SMS contenente la parola STOP al numero 48405.

Ecco un esempio di testo dell'appello (grazie a Elisabetta per la segnalazione):

A nostra insaputa la Tim ci ha ativato [sic] un servizio di chat che costa 4euro a settimana. Disdici subito inviando STOP al 48405. Ti arrivera' 1 sms di conferma della disdetta. Dillo agli altri


Si tratta di una bufala ben congegnata, probabilmente frutto di un equivoco. Infatti le segnalazioni che ho ricevuto fin qui dicono che non esiste alcun servizio di chat attivato da TIM ad insaputa dell'utente; tuttavia inviando la richiesta "STOP" al numero 48405 sulle reti cellulari italiane si riceve effettivamente un messaggio che annuncia la disattivazione di un servizio.

Questo messaggio sembra confermare l'autenticità dell'appello, ma in realtà lo stesso messaggio che parla di disattivazione arriva anche a chi manda la richiesta ma non si è mai iscritto al servizio.

Il servizio, insomma, non distingue fra iscritti e non iscritti: se gli mandate la richiesta di disattivazione, non dice "Guarda che non eri iscritto neanche prima". E così gli utenti ci cascano, e pagano per essersi fidati del consiglio della catena di sant'Antonio, inoltrata come al solito senza verificarla.

E' infatti sufficiente immettere in Google "stop tim 48405" per avere le prime informazioni di smentita di quest'appello.

Si trova, per esempio, questa pagina di Dada.net, che spiega che il numero 48405 è associato a Love.dada.net, "un servizio in abbonamento, il cui costo è di 4,2 Euro la settimana" e serve "per fare nuove conoscenze e entrare in contatto con tantissime persone". Sarà. Sta di fatto che la pagina di Dada.net dice che per abbonarsi al servizio bisogna mandare una richiesta d'iscrizione via Web o SMS. Niente attivazione ad insaputa: anche se qualcuno dovesse mandare la richiesta via Web a vostro nome, dovreste inviare un SMS di conferma dal vostro cellulare.

Anche la disattivazione di Love.dada.net può avvenire via Web oppure tramite SMS ("inviando LOVE OFF al 48405", dice la pagina informativa); se si invia un SMS con scritto "STOP DADANET" al 48405 oppure al 48282, si disattivano "il servizio Dada.net in abbonamento a pagamento e tutte le offerte eventualmente attivate (love.Dada.net, mobi.Dada.net)".

Al momento non è chiaro quanto costi l'invio della disdetta inutile: la pagina informativa presenta una giungla di prezzi per SMS inviati e ricevuti che varia a seconda dell'operatore telefonico e del tipo di messaggio. Un labirinto che sembra fatto apposta per stordire l'utente. Secondo alcune segnalazioni, si paga sia l'SMS di disattivazione, sia l'SMS ricevuto che "conferma" la "disattivazione".

Quello che è certo è che l'appello è un falso allarme che ingrassa gli operatori cellulari, che incassano non solo ogni volta che qualcuno invia la disdetta inutilmente, ma anche ogni volta che qualcuno inoltra la catena di sant'Antonio.

Queste sono le prime informazioni, sufficienti a dire che non è opportuno far circolare l'appello: ho comunque contattato il servizio clienti di Dada.net per avere dettagli.

Aggiornamento (2008/01/17)


Ieri mi ha contattato l'ufficio relazioni esterne di Dada.net, mandandomi chiarimenti e il testo del messaggio (effettivamente ingannevole) ricevuto dagli utenti non iscritti. Il testo è stato cambiato e reso più chiaro. Maggiori dettagli in questa mia nota.

Lezioni di insicurezza con tram e segnali stradali    15.1.08     Permalink    17 commenti    Aggiungi un commento

Ragazzino telecomanda i tram, un altro (forse) cambia i cartelli stradali elettronici. Ma chi sono i veri incoscienti?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "gmdb742" e "axlman".

Arriva dal Telegraph la notizia che un quattordicenne è riuscito a prendere il controllo del sistema di tram della città di Lodz e usarla come un gigantesco trenino giocattolo, facendo però deragliare quattro veicoli.

Le apparecchiature usate non hanno nulla di fantascientifico: un telecomando per televisori adeguatamente modificato dal giovane smanettone per approfittare del fatto che il sistema di gestione degli scambi era totalmente privo di protezioni di sicurezza sui suoi comandi a distanza. Il ragazzino, descritto dagli insegnanti come uno studente modello e un genio dell'elettronica, si è intrufolato in un deposito dei tram per acquisire informazioni e componenti.

Nel frattempo, su Youtube spopola fra gli smanettoni un video nel quale un ragazzo che parla olandese fa vedere come è in grado di modificare le indicazioni dei cartelli stradali elettronici usando semplicemente un laptop e del software scritto su misura. Prima porta il limite di velocità da 50 a 5 km/h; poi altera il messaggio di testo sul cartello, e infine fa addirittura comparire sul cartello stradale la propria foto.

Stando a una traduzione spiccia e sporca, nel video dei cartelli stradali dice che ha un "canale aperto" con la rete di controllo del traffico olandese ANWB, ma non fornisce altri indizi.

C'è chi grida al falso digitale, ma la prospettiva e lo spostamento dei messaggi quando cambia l'angolazione dell'inquadratura sono perfetti: se è un falso, è davvero ben fatto. Il ragazzo è, a quanto mi risulta, l'olandese Max Cornelisse, non nuovo a burle di questo genere: c'è un video in cui sembra che prenda il controllo del "gobbo" dei conduttori del telegiornale, un altro in cui manipola il sistema degli annunci in una stazione ferroviaria, e uno in cui comanda un ponte levatoio stradale bloccando il traffico. Ce n'è anche uno che insegna un ottimo sistema per farsi notare dalle ragazze.

Hacking, fotomontaggio geniale o altro? Mettete alla prova il vostro talento di ricercatori di Internet: la soluzione è la fuori, per chi la sa snidare, e molti indizi sono sotto gli occhi di tutti.

Una cosa è certa: episodi come questi dimostrano quanto sia gestita spesso con leggerezza la sicurezza da parte di chi ha la responsabilità dei sistemi vitali del paese. Far deragliare un tram è un gesto pericoloso ma tutto sommato modesto, certo, ma non ci vuole molta fantasia a pensare, per esempio, agli scambi lungo il percorso di un TGV lanciato.

C'è chi obietta che gli smanettoni come il quattordicenne polacco e l'olandese Max non dovrebbero neanche provare a fare queste cose. Ma bisogna chiedersi se è meglio scoprire queste vulnerabilità grazie a un giovane appassionato d'informatica che smaschera su Youtube l'incompetenza di progettisti strapagati o per mano di un terrorista o di un criminale.

Soprattutto bisogna chiedersi se in episodi come questi non c'è la corresponsabilità di chi ha progettato un sistema pateticamente insicuro. Infatti l'FAA (Federal Aviation Administration), l'ente statunitense responsabile per la sicurezza dell'aviazione civile, non è andato per il sottile in questo campo: come spiega Wired, l'FAA ha pubblicato un rapporto nel quale denuncia che nel Boeing 787 Dreamliner, un nuovo aereo di linea che entrerà prossimamente in servizio, i sistemi computerizzati di sicurezza di volo, di navigazione e di comando sono interconnessi con la rete informatica destinata all'intrattenimento dei passeggeri.

Non ci vuole un genio dell'informatica per capire che questo è un rischio inaccettabile e che fra i sistemi dei passeggeri e quelli che tengono in aria il velivolo debba esserci una separazione fisica. L'interconnessione, con o senza firewall e altri filtri, doveva neanche passare per l'anticamera del cervello del progettista, perché una barriera software può avere buchi imprevisti; una barriera fisica no.

Il rischio evidente, infatti, è che qualche smanettone trovi la maniera di giocare a un Flight Simulator del tutto particolare. Non è così fantascientifico: so di almeno un caso in cui qualcuno è riuscito a raggiungere il prompt dei comandi dal terminale della propria poltrona durante un volo di linea.

Allora, chi sono i veri incoscienti?

Anticopia: anche Sony BMG abbandona    15.1.08     Permalink    1 commenti    Aggiungi un commento

E poi non ne rimase nessuno: anche Sony BMG rinuncia ai lucchetti digitali


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "naxtia" e "maxime24". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Findlaw.com segnala che la Sony BMG venderà via Internet canzoni prive di DRM, ossia di lucchetti anticopia, a partire da oggi (15 gennaio). Si tratta dell'ultima delle grandi case discografiche a rinunciare al DRM e abbracciare formati che consentono all'acquirente di suonare su qualsiasi lettore la musica che compera. Per ora si tratta di un numero limitato di brani, ma è il principio che conta.

Giusto per dare un'idea dell'importanza di questa svolta, va ricordato che poco più di due anni fa (novembre 2005) la Sony BMG non esitava a infettare i computer degli acquirenti legittimi dei suoi dischi, iniettandovi un rootkit (come raccontai all'epoca), pur di imporre i propri sistemi anticopia.

Il servizio di Sony BMG non è però ancora del tutto libero da lacci e lacciuoli che assillano l'utente che vuole mettersi in regola: Platinum MusicPass, questo il suo nome, partirà soltanto negli Stati Uniti e in Canada. In più sarà prima necessario comperare (in un negozio fisico) una tessera di abilitazione. Andare in un negozio per poter comperare musica via Internet? Geniale. Quelli di Sony hanno capito tutto.

La Warner ha già deciso di vendere la propria musica senza lucchetti tramite Amazon, e Universal ed EMI offrono già brani senza lucchetti. Le etichette minori lo fanno da un pezzo. Per cui ormai non c'è più nessuno d'importante che crede al DRM per la musica.

Predicatori e mastini


In uno di quei paradossi che ogni tanto sconquassano il mondo dell'informatica, si può dire che le case discografiche hanno finalmente capito che il DRM è una politica commerciale suicida, ma non perché hanno dato ascolto ai tanti esperti che glielo dicevano. L'hanno capito perché i loro lucchetti sono stati surclassati da un lucchetto ancora più soffocante: l'iPod, appunto.

L'iPod suona soltanto due tipi di formati: quello lucchettato di Apple e quello senza lucchetti (MP3, AIFF, WAV e altri). Se la musica digitale ha un lucchetto diverso da quello di Apple, non funziona sull'iPod. E l'iPod è il peso massimo nel mercato dei lettori: dal debutto nel 2001 a oggi, ne sono stati venduti oltre 110 milioni di esemplari. Se la musica non suona sull'iPod, chi la vende è spacciato.

Le case discografiche, soprattutto quelle con legami con i produttori di lettori (Sony in testa), hanno pensato inizialmente di poter emulare il successo di Apple e il suo modello commerciale, che "fidelizza" a forza il cliente: una volta che comincia a comperare musica lucchettata da Apple, non avrà altro lettore al di fuori di iPod. Così hanno introdotto sistemi anticopia alternativi a quelli di Apple e supportati soltanto dai loro lettori digitali.

Ma è andata clamorosamente buca, e ora alle case discografiche non restano che due scelte: adottare il lucchetto di Apple, e quindi sottostare ai prezzi imposti dal suo boss Steve Jobs e incentivare ulteriormente le vendite di iPod a discapito di quelle dei lettori di altre marche, oppure (orrore!) togliere del tutto i lucchetti per consentire alla loro musica di essere suonata su lettori di qualsiasi marca, aggirando quindi il quasi-monopolio di Apple.

Con l'attuale capitolazione di Sony BMG, a questo punto tutte le case discografiche hanno scelto la seconda opzione, e il consumatore è finalmente libero di comperare musica che non lo tormenta con protezioni inutili e che può suonare dove gli pare.

Si potrebbe dire, quindi, che in un certo senso la strategia di Steve Jobs ha avuto successo dove le esortazioni e le prediche degli informatici sono rimaste inascoltate: Jobs ha creato un mercato digitale rassicurante per i discografici, timorosi di vendere musica su Internet, offrendo loro la promessa di un sistema anticopia infallibile per sconfiggere la pirateria, ma li ha attirati in realtà in una trappola commerciale, usando la loro musica (e le loro paure) per vendere badilate di iPod. I discografici hanno capito troppo tardi che la mela così desiderabile era avvelenata e non hanno avuto altra scelta che abbandonare il DRM.

Sia ben chiaro: non penso nemmeno per un secondo che Steve Jobs abbia pianificato tutto quest'evoluzione dall'inizio, e di certo non l'ha fatto per il bene dell'umanità o perché trova immorale mettere i lucchetti alla cultura (il DRM sull'iPod lo propose lui). Ma sta di fatto che è anche grazie a lui che finalmente i discografici hanno visto la luce. O per dirla meno agiograficamente, per tenere in riga i mastini valgono poco i discorsi: ci vuole un mastino più grosso.

Quiz: come cambiare i segnali stradali elettronici    15.1.08     Permalink    27 commenti    Aggiungi un commento

Siete bravi detective antibufala?


Mettete alla prova il vostro fiuto analizzando questo video. Per ora non dico niente: ne parlerò, dando nuovi indizi, stamattina nella puntata del Disinformatico radiofonico in onda alle 11 sulla Rete Tre della radio svizzera di lingua italiana (ricevibile anche in streaming).

3D su un TV 2D? Notevole. Con una Wii modificata? Irresistibile    12.1.08     Permalink    29 commenti    Aggiungi un commento

Hacking di classe: come modificare una Wii per ottenere l'effetto 3D da una TV


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "sergio.gambar****" e "c.graz".

Questo è vero hacking: tirare fuori da un apparecchio funzioni che il suo costruttore non aveva previsto (o aveva disabilitato intenzionalmente). Johnny Chung Lee, della Carnegie Mellon University, usa a rovescio la telecamera a infrarossi annidata nel telecomando della console Nintendo Wii (l'unica che sono mai stato tentato di comperare) e la barra dei sensori della Wii per fare il tracciamento della sua testa, ossia del punto di vista dal quale guarda un monitor.

Con l'aiuto di un computer, deforma, ingrandisce, riduce e ruota le immagini sul monitor in modo che si adattino al punto di vista dell'osservatore. L'effetto è un'immagine tridimensionale (per l'unico osservatore) su un monitor 2D, e senza occhialini strambi (a parte la montatura che regge i LED ai lati della testa dell'osservatore). Il monitor diventa come una finestra: avvicinandosi, l'immagine si rimpicciolisce rispetto allo schermo, offrendo una visuale più ampia.



Il sito di Johnny Chung Lee è Johnnylee.net, e offre anche un metodo per fabbricare una steadycam per poche decine di euro.

Complotti alla radio stasera    11.1.08     Permalink    77 commenti    Aggiungi un commento

Complotti undicisettembrini stasera alla radio



Stasera alle 22 sarò ospite telefonico delle emittenti Radio Zero Sei e Nuova Spazio Radio (FM 88.100) per parlare di ipotesi di cospirazione intorno agli attentati dell'11 settembre.

Per partecipare alla trasmissione si possono inviare SMS al numero italiano 331.332.16.61 o e-mail a diretta chiocciola radiozerosei.it. La trasmissione è ascoltabile anche in streaming.

La foto qui sopra (cliccabile per ingrandirla) è un collage che mostra le reali dimensioni del foro al Pentagono. Il collage è stato realizzato da un sostenitore di alcune ipotesi cospirazioniste, che però riconosce che "di certo non si può dire che vi sia un buchetto di 4/5 mt." come sostengono invece per esempio Dario Fo e Giulietto Chiesa nel video Zero.

Anche il popolarissimo video Loose Change, nella sua nuova edizione Final Cut, ha rinunciato alla teoria del foro troppo piccolo al Pentagono e anzi mostra i rottami dell'aereo.

Pian piano, un complottista alla volta, qualcosa si muove.

Aggiornamento (2008/01/14)


La sintesi della trasmissione, alla quale ha preso parte anche Giulietto Chiesa, è scaricabile dal mio archivio (30 MB, 33 minuti circa).

Video di Bill Gates esilarante (per geek)    10.1.08     Permalink    20 commenti    Aggiungi un commento

Bill Gates fa ridere in un video. Volontariamente



Zio Bill non mi sta particolarmente simpatico per le sue politiche commerciali, ma quando l'uomo (quasi) più ricco del mondo sa prendersi in giro come si può vedere nel video che ha presentato al CES di Las Vegas pochi giorni fa per parodiare l'abbandono della presidenza a tempo pieno di Microsoft e immaginare cosa farà nel suo tempo libero, devo dargliene atto. Almeno nei video, è molto più divertente e cool di Steve Jobs.

Molte delle allusioni nel video sono strettamente per geek ("Microsoft Bob? Idea tutta sua!!"), ma le scenette con gli U2, George Clooney, Hillary Clinton, Barack Obama, Steven Spielberg e tanti altri (gli originali, non dei sosia) saranno apprezzabili anche dai non smanettoni.





"No, io non sono capace di interpretare Bill Gates... fallo fare a Russell Crowe..."

Bravo Bill!

Antibufala Classic: gli stipendi dei parlamentari    9.1.08     Permalink    37 commenti    Aggiungi un commento

La saga degli stipendi dei parlamentari italiani


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "papzadsl" e "marcoalon".

Ripubblico qui in versione aggiornata e riordinata una delle mie indagini d'epoca, iniziata nel 2002 e tuttora in evoluzione: quella sui presunti stipendi e privilegi dei parlamentari italiani.

Vorrei chiarire, per l'ennesima volta, che non voglio fare propaganda politica in favore di nessuno (è anche per questo che ho lasciato l'Italia) e sono perfettamente d'accordo con l'idea che gli stipendi dei politici italiani siano spropositati e che il numero di deputati e senatori (945 più quelli a vita) sia assurdamente elevato, specialmente se rapportato a quello di altri stati. Ma credo che le iniquità e le assurdità non si debbano combattere usando dati falsi: bastano, e avanzano, quelli reali. Oltretutto, fondare qualsiasi iniziativa su una bugia significa offrire il fianco all'avversario, dandogli facile appiglio per screditare.

Gli stipendi dei parlamentari


Indagine iniziale: 17/1/2002. Ultimo aggiornamento: 9/1/2008.

English abstract: Since 2002, an e-mail appeal has been claiming that Italian MPs have unanimously and surreptitiously granted themselves an increase in their salary. The appeal also lists a long series of privileges allegedly enjoyed by Italian MPs: free mobile phones, free cinema and theater tickets, free bus and train rides, free postage stamps, et cetera. The appeal refers to an article that appeared "this week" in the Italian magazine L'Espresso. But as time goes by, it's always "this week" and therefore there's no way to trace the source of this claim. The Italian government has denied the figures and privileges stated in the appeal and has published the real data on its website. Several clues suggest that this story was concocted by a person keen on starting a referendum to curb the privileges of Italian MPs. Unfortunately this person chose to use completely bogus figures, thus discrediting his otherwise worthy initiative. Curiously, the appeal continues to circulate even after the transition from Italian lire to euros. It's been converted to euros and has attracted several supporters even among journalists who fail to check their facts. Links with further information (in Italian) are provided below.

In breve


Dal 2002 circola un appello che parla di un articolo apparso "sull'Espresso di questa settimana", secondo il quale il Parlamento avrebbe votato all'unanimità un aumento di stipendio camuffato "in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali". L'appello elenca poi le cifre spettacolari dei privilegi dei parlamentari.

Le cifre sono false. I parlamentari hanno sì numerosi privilegi, ma non quelli elencati dall'appello, che risale a otto anni fa ed è quindi largamente obsoleto.

I dettagli e le cifre effettivamente dichiarate dal Senato e dalla Camera sono qui sotto, insieme all'identificazione delle origini dell'appello.

Il testo dell'appello


Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il testo è grosso modo il seguente (ho evidenziato i concetti salienti in grassetto).

Versione 2000


Sull'Espresso di questa settimana c'è un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 lire al mese. Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.


Segue un elenco di cifre iperboliche, espresse all'epoca in lire, riguardanti stipendi, rimborsi e privilegi vari che spetterebbero ai parlamentari italiani:

STIPENDIO 37.086.079 AL MESE
STIPENDIO BASE 19.325.396 al mese
PORTABORSE 7.804.232 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO 5.621.690 al mese
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis


E così via.

Il messaggio si conclude con questo invito:

Far circolare.......stiamo promovendo un referendum per l'abolizione
dei privilegi di tutti i parlamentari............queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i mass media rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...... PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA


Circola anche una versione di quest'appello che cita una "gazzetta ufficiale 28-11-99" nella quale comparirebbe il testo del referendum, e un sedicente "COMITATO REFERENDUM ABOLIZIONE PRIVILEGI PARLAMENTARI ITALIANI" (chissà se lo scrivono tutto in maiuscolo per sentirsi più grandi).

Tuttavia un lettore (buse.lhd) ha astutamente notato che il 28 novembre 1999 era domenica, e la Gazzetta Ufficiale non esce di domenica. Quindi non esiste una "gazzetta ufficiale 28-11-99".

Versione 2005


A maggio 2005 mi è stata segnalata questa versione, "convertita" in euro:

MANDIAMOLI A LAVORARE :

Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

+

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......

PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA.

E naturalmente se poi si tratta di aumentare gli stipendi di qualunque classe lavorativa di tipo dipendente di poco meno di un centinaio di euro allora li apriti cielo vero Brutti stronzi di mangiapatate a tradimento!!!!!!Braccia rubate alla agricoltura ,ancor piu scemi noi che li votiamo sta classe dirigente Politica di Vampiri!!!


Versione 2007


Questa versione mi è stata segnalata a giugno 2007 direttamente da un membro della Camera: il testo ha subìto alcune leggere modifiche (il numero de L'Espresso è più genericamente quello "di qualche settimana fa", per esempio) e l'appello viaggia come documento PDF.







Datazione e origini


L'appello risale almeno a luglio 2000, quando circolava soltanto via e-mail, come segnalatomi da un lettore (spatatrac). E' approdato nei newsgroup, specificamente nel newsgroup alt.cracks, il 13 ottobre 2000.

Nota (2008/01/09): Ricordo di aver trovato questo primo messaggio durante le ricerche iniziali fatte nel 2002, ma attualmente Google Gruppi non ne riporta più alcuna traccia, per quel che mi risulta. Le tracce più antiche ora reperibili in Google Gruppi risalgono a metà dicembre 2001 (qui). Gli archivi del Codacons includevano un comunicato stampa dell'1/2/2001 che ripeteva esattamente il testo dell'appello: il comunicato sembra essere attualmente scomparso, ma è citato in un successivo comunicato Codacons del 3/4/2001, tuttora disponibile e mostrato più avanti in questo articolo.

Perché è una bufala


I parlamentari hanno sì numerosi privilegi, ma non quelli indicati nell'elenco. Le cifre reali sono facilmente consultabili sui siti del governo italiano nelle pagine indicate più avanti. Inoltre non esiste alcun articolo de L'Espresso che riporta i dati specifici citati dall'appello.

Prima di tutto, guardiamo la coerenza interna del messaggio. Prima si dice che "sull'Espresso di questa settimana c'è un articoletto", poi si dice "queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet". Già qui mi pare che la cosa non stia granché in piedi.

Secondo: manca ogni e qualsiasi riferimento a date, persone, indirizzi, leggi o documenti. Si dice "stiamo promuovendo un referendum": chi? dove? Se qualcuno sta davvero promuovendo un referendum, mi pare logico che voglia far sapere dove si raccolgono le firme, come contribuire, eccetera. Invece niente.

Inoltre si dice "sull'Espresso di questa settimana" (o, in altre versioni, "sull'Espresso di qualche settimana fa"). Bella mossa, davvero intelligente! Così la settimana prossima il messaggio sembrerà riferirsi a un altro numero de L'Espresso, e così via. Un classico espediente per non far datare la catena.

Fin qui i dubbi che saltano fuori da una semplice analisi senza verifiche esterne. Ce ne sarebbero già abbastanza da cestinare immediatamente il messaggio, ma siccome c'è tanta gente (giornalisti compresi) che non crede a una semplice verifica basata sul buon senso, approfondisco le indagini.

Scegliendo in Google l'opzione Gruppi per cercare il messaggio nell'archivio dei newsgroup se ne trovano tracce in abbondanza. Una (questa) risale addirittura a metà dicembre 2001, e naturalmente cita sempre "l'Espresso di questa settimana".

Nel newsgroup it.discussioni.leggende.metropolitane, poi, c'è gente che si ricorda di un messaggio identico risalente a due o tre anni prima.

Insomma, direi proprio che ci sono abbastanza dati per dichiararla bufala DOC. Per carità, sulle ruberie dei politici ci si può accapigliare fino al giorno del giudizio, ma lo si può fare con dati veri: non occorrono quelli inventati. E quelli di questo appello sono inventati, secondo quanto documentato dalla Camera dei Deputati e dal Senato più avanti.


Il Codacons abbocca all'appello (2001)


Il già citato lettore buse.lhd ha scovato una variante presso il sito di un giornale telematico dedicato al Parlamento italiano, Buvette.net, in cui l'appello viene attribuito addirittura al Codacons, e viene pubblicata anche una smentita con le vere cifre riguardanti i parlamentari italiani.

Nota (2008/01/09): Buvette.net non esiste più e quindi il link alla variante (questo) è obsoleto, ma ancora consultabile presso Archive.org.

In effetti sul sito del Codacons, nella sezione Archivi, c'è un comunicato stampa intitolato "Cronaca Nazionale 01/02/2001 - APPELLO DEL CODACONS AI DUE CANDIDATI RUTELLI E BERLUSCONI", tratto da qui. Notate la data: febbraio 2001. Il comunicato ripete esattamente il testo dell'appello, con tanto di riferimento all'inesistente Gazzetta Ufficiale del 28/11/99: segno evidente che il Codacons non ha pensato di controllare le cifre prima di aprir bocca.

Nota (2008/01/09): il comunicato non è più reperibile negli archivi Codacons, ma l'inesorabile Archive.org ne ha una copia datata 1/7/2001, che riporto qui sotto come immagine cliccabile per ingrandirla.




La smentita della Camera dei Deputati (2001)


Il 9 febbraio 2001, l'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati ha diramato una smentita riguardante un comunicato stampa del Codacons sull'argomento. Ne riporto qui sotto integralmente il testo.

Nota (2008/01/09): La smentita era in questa pagina del sito della Camera, ma il link è stato eliminato.

Smentita dell'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, 9 febbraio 2001

E' stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito internet del Codacons un comunicato stampa - diffuso ora anche su internet via e-mail - riguardante il trattamento economico dei parlamentari. Si tratta di un testo che, almeno per ciò che riguarda la Camera dei Deputati, contiene numerosi errori ed imprecisioni.

In particolare:

E' falso che il totale delle competenze mensili di ciascun deputato sia pari a 37.086.079. Il totale delle competenze è infatti costituito da 9.097.648 (19.315.728 lire lorde) e dalla diaria di soggiorno pari a 5.501.100: la somma di queste voci è pari a lire 14.598.748.

E' falso che i collaboratori del deputato siano generalmente suoi parenti: i collaboratori non possono essere né parenti né affini entro il quarto grado (delibera dell'Ufficio di Presidenza numero 214 del 2000).

E' falso che esista il "telefono cellulare gratis" per i deputati. La dotazione di telefono cellulare è prevista solo per i componenti dell'Ufficio di Presidenza e per i Presidenti di Commissione: al deputato sono rimborsati 30mila scatti annui pari a 4.572.000 lire.

E' falso che esista una "tessera di teatro gratis".

E' falso che esista una "tessera autobus-metropolitana gratis".

E' falso che esistano "francobolli gratis" per i deputati: la franchigia postale è limitata ai soli membri dell'Ufficio di Presidenza, ai Presidenti di Commissione e agli ex Presidenti della Camera.

E' falso che esistano "palestre e piscine gratis" per i deputati: sulla base dello Statuto del Circolo Montecitorio -- che non è comunque gestito dalla Camera dei Deputati - questi possono utilizzare gli impianti sportivi dietro pagamento della quota associativa.

E' falso che esista un "vagone di rappresentanza delle FS gratis" per i deputati.

E' falso che sia previsto l'uso di qualsivoglia "aereo di Stato gratis".

E' falso che esistano "cliniche gratis". Come molte altre categorie, i deputati hanno un sistema di assistenza sanitaria integrativa che dietro pagamento di 869.208 lire mensili, pari al 4,5% dell'indennità parlamentare lorda, garantisce loro il rimborso delle spese mediche con limiti e massimali previsti da un apposito Regolamento.

E' falso che esistano "auto blu con autista gratis" per i deputati: esiste un ridotto parco auto riservato ai titolari di cariche istituzionali della Camera. Agli ex Presidenti della Camera sono riconosciute alcune prerogative, tra cui l'uso dell'auto di servizio, ma solo fino a quando essi siano parlamentari.

E' falso che esistano "giornali gratis" per i deputati: esiste una rassegna stampa quotidiana per tutti i deputati e una sala di lettura con i principali quotidiani nazionali e locali. Una dotazione di quotidiani è prevista solo per i titolari di cariche istituzionali della Camera.

E' falso che esista un "ristorante gratis" per i deputati, i quali pagano presso il ristorante interno il conto dei propri pasti (mediamente pari a Lit. 25.000).

E' falso che siano previsti finanziamenti diretti ai deputati nel settore dell'editoria. Sono invece previste -- ai sensi della legge n. 250/90 e successive modificazioni e integrazioni -- provvidenze per le imprese editrici di quotidiani e periodici che siano espressione di forze politiche che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una delle Camere o rappresentanze nel Parlamento europeo o siano espressione di minoranze linguistiche riconosciute. L'erogazione di tali provvidenze non è di competenza della Camera ma spetta al Dipartimento dell'Editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E' falso, infine, il dato relativo al costo complessivo della Camera. Il totale delle spese correnti e in conto capitale del bilancio della Camera per il 2001 è pari a 1.563.491 milioni (comprensivo dei vitalizi agli ex deputati e delle pensioni per gli ex dipendenti della Camera). Invece, il comunicato del Codacons indica la cifra di "2 milioni e 446 mila miliardi" quale "peso causato al Paese da questa classe politica".



Il Codacons non crede alla smentita (2001)


Il Codacons ha contestato anche la smentita in una pagina Web intitolata "Cronaca Nazionale 03/04/2001 - QUANTO CI COSTANO I PARLAMENTARI?", attualmente reperibile qui e mostrata qui accanto in versione cliccabile per ingrandirla (la schermata è stata catturata a gennaio 2008).

Il Codacons risponde alla smentita della Camera con perle come questa:

"La Camera ha contestato meno della metà delle cifre da noi riportate, e pertanto devono essere considerate veritiere e precise quelle non oggetto di replica (più della metà)."


Insomma, stando al Codacons, se uno dice una cosa e nessuno gliela contesta, basta questo per certificare che è vera. Bel modo di ragionare, complimenti. Se questi sono i ragionamenti di coloro che dovrebbero difendere noi consumatori, chi ci difenderà dai difensori?


L'articolo compare davvero sull'Espresso "di questa settimana" (2002, 2003)


La cosa comica è che ovviamente l'Espresso, come qualsiasi giornale, si occupa ogni tanto dell'argomento, per cui capita davvero che ci sia un articolo sugli stipendi dei parlamentari "sull'Espresso di questa settimana". Per esempio:
  • A gennaio 2002, un lettore (renato52) mi ha segnalato che "sull'Espresso 'di questa settimana' (nr 3 del 17/1/2002) pag 23 un articoletto parla dell'aumento dello stipendio dei deputati, approvato alla vigilia di Natale, retroattivo da giugno 2001. Le cifre però non concordano, se non parzialmente in alcune voci, con la "catena": ora guadagnano tot. EUR 13374.68, di cui EUR 4648.11 indennita', EUR 3873.43 diaria, EUR 4028.36 portaborse, EUR 774.69 spese viaggio."

  • A ottobre 2003, due lettori (brucozoe e akiller) mi hanno segnalato che "questa settimana sull'Espresso e precisamente nel numero del 16 ottobre 2003 a pagina 17 c'è veramente l'articolo!" e mi hanno allegato una scansione dell'articolo in questione, che tengo in archivio ma non pubblico per motivi di copyright: ne cito solo alcuni punti. "i deputati a fine settembre hanno incrementato l'indennità parlamentare di 605 euro. Così da 10.974 euro al mese, la retribuzione sale a 11.579... i deputati ricevono mensilmente anche una diaria di circa 4 mila euro... più 4.190 euro per i collaboratori e per altre spese nel proprio collegio, più una cifra tra i 3.323 e i 3.395 euro al trimestre per raggiungere l'aeroporto, più 3.100 euro annui per viaggi all'estero... più 3.099 euro annui per le spese telefoniche..."

Tuttavia questo non dimostra affatto che l'appello è autentico e che i dati contenuti nella catena sono validi: anzi, finora i dati citati dall'Espresso non concordano con quelli dell'appello, per cui in realtà lo smentiscono.

Scovato il promotore dell'appello? (2002)


Ad aprile 2002 ho ricevuto da un lettore (ftesauro) questa nota interessante: una traccia che porta a un certo Silvano Giometto, che ha davvero tentato senza successo di promuovere un referendum sugli stipendi dei parlamentari, forte dell'appoggio di ben dieci persone. Le evidenziazioni in grassetto sono mie. Notate la data 28/9/1999, molto simile a quella citata nell'appello, che è 28/11/1999.

Volevo solo comunicarti a proposito degli stipendi dei parlamentari, che in effetti un'iniziativa c'è stata, ma che, purtroppo, non ha avuto seguito e non riguardava tutti i privilegi indicati nella famosa e-mail, Ti invio il link ed il testo della GU

Grazie

http://gazzette.comune.jesi.an.it/228-99/11.htm

Gazzetta Ufficiale n. 228 del 28-09-1999

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

COMUNICATO

Annuncio di una richiesta di referendum popolare

Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la cancelleria della Corte suprema di cassazione, in data 27 settembre 1999 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da dieci cittadini italiani, muniti dei prescritti certificati elettorali, di voler promuovere una richiesta di referendum popolare, previsto dall'art. 75 della Costituzione, sul seguente quesito:

"Volete l'abrogazione delle parole ed e' comprensivo del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza'' dal primo comma dell'art. 1 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20/11/1965 n. 290.

Volete l'abrogazione delle parole ''Ai membri del Parlamento e' corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma'' dell'art. 2 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20 novembre 1965 n. 290.

Volete l'abrogazione del primo comma dell'art. 4 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20/11/1965 n. 290 che recita: ''I commi primo e secondo dell'art. 88 del testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei Deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 sono sostituiti dai seguenti:

Volete l'abrogazione delle parole: ''L'indennita' mensile e la diaria per il rimborso delle spese di soggiorno previste dall'art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate agli effetti dell'accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell'aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuto sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto'' dell'art. 5 terzo comma della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20/11/1965 n. 290.

Volete l'abrogazione dell'art. 6 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicata sulla G.U. 20/11/1965 n. 290 che recita: "Il trattamento tributario previsto dall'art. 5 della presente legge si applica, per quanto compatibile, alle indennita' ed assegni spettanti ai consiglieri delle regioni a statuto speciale.''?".

Dichiarano, altresi', di eleggere domicilio presso Giometto Silvano, via S. Fiorenzo, 5 - 00122 Lido di Ostia.


Un altro lettore (spatatrac) mi segnala una pagina web datata 9 luglio 2000, nella quale si racconta che un "... pilota Alitalia cinquentenne, certo Silvano Giometto, vicentino, simpatico guascone, leader del gruppo indipendente Democrazia Costituente, infervorato da passione civile, come un novello Donchisciotte, ha deciso di sfidare il "Palazzo" proponendo un Referendum per togliere i privilegi di cui godono parlamentari nazionali ed europarlamentari".

Purtroppo, però, i due siti citati da questa pagina (www.listeciviche.com, www.siroma.com/referendum) non contengono più alcuna informazione riguardante il supposto referendum.

Nota (2008/01/09): la pagina Web segnalata qui sopra non esiste più, ma è archiviata qui presso Archive.org (e visibile nell'immagine qui accanto, cliccabile per ingrandirla).

Silvano Giometto è stato intervistato da Beha a colori, la trasmissione di Radiouno, il 15 febbraio 2002, ma non ha rilasciato dichiarazioni coerenti (se mi passate l'eufemismo), dalle quali comunque mi pare di capire che sia davvero lui l'autore di questa bufala degli stipendi parlamentari.

La registrazione della puntata è disponibile nei miei archivi.




La smentita aggiornata della Camera dei Deputati (2004)


Ad agosto 2004, il sito della Camera dei Deputati ha pubblicato una smentita aggiornata, che riporto qui sotto.

Nota (2008/01/09): La smentita non è più reperibile al link originale, ma è conservata presso Archive.org (come mostrato qui accanto).

Trattamento economico

La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.

L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).

Diaria

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.

È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori

A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio

I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche

I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 559,54 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio

Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.069,35 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Nuovo aggiornamento degli stipendi (maggio 2006)


Un lettore, data_base, mi segnala i dati aggiornati al 2006: la Camera dei Deputati li pubblica qui. Il Senato pubblica i dati del trattamento economico dei senatori qui. I dati non corrispondono a quelli proposti dall'appello.

Nota (2008/01/09): il link del Senato è obsoleto ma tuttora consultabile presso Archive.org.

Ulteriore aggiornamento degli stipendi (giugno 2007)


I dati aggiornati al 2007 sono pubblicati dalla Camera dei Deputati qui, mentre quelli del Senato sono ora pubblicati qui (ma con la precisazione "dati aggiornati a gennaio 2006"). Ancora una volta, i dati non corrispondono a quelli proposti dall'appello.

Gli "stipendi" ufficiali dei deputati


Trascrivo dal sito della Camera:

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare - L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

Diaria - Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori - A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio - I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche - I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria - Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato - Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio - Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.


Gli "stipendi" ufficiali dei senatori


Trascrivo dal sito del Senato:

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento dei magistrati.

Per effetto delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2006, l'importo lordo dell'indennità ha subito inoltre una riduzione pari al 10 per cento.

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari ora a 5.419,46 euro (prima del "taglio" della finanziaria 2006 era pari a 5.941,91 euro), al netto della ritenuta fiscale (€ 3.555,63), nonché delle quote contributive per l'assegno vitalizio (€ 962,42), per l'assegno di solidarietà (€ 749,79) e per l'assistenza sanitaria (€ 503,59). Nel caso in cui il Senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell'assegno vitalizio (2,15 per cento), l'importo netto dell'indennità scende a 5.178,86 euro.

Diaria - Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale. È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare - A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali.

Spese di trasporto e spese di viaggio - I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro. Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.

Spese telefoniche - I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.

Assistenza sanitaria integrativa - E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.

Trattenuta per l'assegno di solidarietà (a fine mandato) - Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 749,79 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Trattenuta per l'assegno vitalizio - Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 962,42 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 240,60 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.


Stipendi edizione 2008


Il trattamento economico è oggi (2008) documentato qui per i deputati della Camera e qui per i senatori. Anche stavolta, i dati dichiarati da Camera e Senato non corrispondono a quelli asseriti dall'appello.

In conclusione


Ovviamente ognuno è libero di credere o meno alle smentite ufficiali (ma nel secondo caso il rischio di scivolare nella paranoia è alto) e di ritenere equi o meno questi importi. Ma queste sono argomentazioni che esulano dal mio compito, che è quello di indagare sulla bufala.

Ma soprattutto è importante ricordare che di questa bufala non ci libereremo proprio mai, finché ci sarà gente che abbocca a qualsiasi cosa legga e non controlla le proprie fonti.

Giulietto Chiesa mi manda una donazione :-)    9.1.08     Permalink    17 commenti    Aggiungi un commento

Un donatore davvero insolito



Mi è arrivata ieri tramite Paypal una donazione da parte di un nome decisamente curioso. Se non riuscite a leggere la schermata qui sotto, cliccatevi sopra per ingrandirla.



La ricevuta via mail, in italiano, spiega meglio la cosa (è cliccabile per ingrandirla):



Complimenti e grazie al buontempone!

Interviste oggi a RMC e Radiopico    9.1.08     Permalink    2 commenti    Aggiungi un commento

Si parla di bufale alla radio



Oggi sarò su Radiopico.it alle 11.20 (streaming solo in Windows Media Player, argh) e su Radio Montecarlo alle 14.45 in Monte Carlo Hi-Tech (streaming WMP e Real) per parlare di bufale e Internet.

Addio Netscape    8.1.08     Permalink    38 commenti    Aggiungi un commento

Fine di un'era: muore Netscape, il programma che ha aperto il Web


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "papo2it" e "giuliano.ma****".

Dal primo febbraio prossimo cesseranno il supporto e l'aggiornamento di tutte le versioni del browser Netscape, secondo l'annuncio riportato dal blog ufficiale. Se ne va così uno dei principali protagonisti della nascita del Web: ormai se lo ricordano in pochi, ma vi fu un tempo, nel millennio scorso, in cui Internet era solo testo da consultare con una miriade di programmi dai nomi stravaganti come archie, gopher e telnet e il Web non esisteva.

Tim Berners-Lee e altri ebbero l'idea di utilizzare l'ipertesto per collegare le varie fonti d'informazione della Rete e permetterne una consultazione integrata sotto forma di pagine che potevano contenere grafica, animazioni, suoni e punti cliccabili che portavano ad altre pagine.

Ma per consultare quest'ipertesto ci voleva un programma in grado di gestirlo. Nacquero così i browser, e uno dei primi fu NCSA Mosaic, il browser creato da Marc Andreesen, dal quale derivò Netscape. La versione 0.9 di Netscape fu rilasciata nell'ottobre del 1994, e fu presto boom, anche in borsa. Ancora nel 1995, Bill Gates pensava che Internet sarebbe stata una moda passeggera, e ci mise un bel po' a rispondere con Internet Explorer, realizzato acquistando un browser dalla Spyglass Inc. Qui trovate il memo (PDF) in cui invitò i dipendenti alla svolta per abbracciare Internet.



A quei tempi Netscape era padrone incontrastato di Internet, grazie anche al fatto di essere gratuito (almeno per la "valutazione") e multipiattaforma, e rimase tale fino all'uscita di Internet Explorer 4.0 (ottobre 1997). Dall'80% di utilizzo, Netscape precipitò in un paio d'anni a meno del 10%, grazie a una politica implacabile di Microsoft. La "guerra dei browser" di quegli anni è alla base del processo antitrust contro Microsoft, che decise di "tagliare l'ossigeno a Netscape", per usare la famosa frase di un dirigente di zio Bill emersa dagli atti del processo. E ci riuscì.

Dalle ceneri di Netscape è comunque emerso Firefox, per cui in realtà il buon vecchio Netscape non ci ha veramente lasciato. Ma i veterani della Rete rimpiangeranno la mancanza del suo nome originale, che rievoca una delle prime lotte dei Davide dell'open source e degli standard aperti contro i Golia dell'informatica proprietaria.

L'FBI incrimina il re dello spam    8.1.08     Permalink    8 commenti    Aggiungi un commento

Alan Ralsky incriminato formalmente per spamming


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ezio.cop****" e "attive".

Alan M. Ralsky (foto qui accanto), soprannominato "il re dello spam" (spam king) per la sua lunga e prolifica attività di spammer, è stato finalmente incriminato dall'FBI dopo tre anni di indagini. Gli fanno compagnia dieci dei suoi soci.

Il comunicato del Dipartimento di Giustizia del governo statunitense definisce Ralsky e i suoi complici "una delle più grandi organizzazioni illegali di spamming e truffa del paese, un progetto internazionale per guadagnare denaro manipolando le quotazioni di borsa tramite promozioni illecite via e-mail."

Le accuse, dice sempre il comunicato, sono il risultato di tre anni di indagini condotte dall'FBI insieme con lo U.S. Postal Inspection Service e l'ente fiscale statunitense (Internal Revenue Service). Ralsky e soci, le cui vicende sono state seguite in Rete per anni (già nel 2002 mandava un miliardo di mail al giorno), usava il sistema "pump and dump", ossia "gonfia e svendi", per fare soldi.

In questo sistema, lo spammer manda a milioni di utenti, sotto forma di spam, consigli falsi che annunciano l'imminente salita di quotazione di azioni di scarsissimo valore; poi acquista un congruo ammontare di queste azioni, facendone quindi salire la quotazione, e manda uno secondo messaggio di spam che dice grosso modo "Visto? Te l'avevo detto quel titolo sarebbe salito di quotazione, hai perso un'occasione d'oro. Ti annuncio che salirà ancora! Comprala e farai un affarone".

Se un buon numero di polli casca nel tranello, il titolo effettivamente sale perché viene acquistato in massa: ma a un certo punto lo spammer rimette sul mercato le proprie azioni, vendendole con lauto margine. Ma la vendita fa crollare il titolo, e gli altri investitori rimangono buggerati.

Come se non bastasse, Ralsky è accusato di aver utilizzato intestazioni falsificate nei messaggi di spam, di aver utilizzato computer altrui come sistemi per disseminare lo spam, usare nomi di dominio registrati con false generalità per inviare spam, e fare pubblicità ingannevole.

Ralsky, da tempo indicato dall'osservatorio antispam Spamhaus fra i più pestiferi spammer, non si è limitato a queste nefandezze: ha costituito, secondo l'accusa formale, una "botnet", ossia una rete di computer altrui, resi schiavi infettandoli con virus appositi, e ha usato questi computer per disseminare spam a insaputa dei proprietari legittimi.

Secondo gli inquirenti, con questi sistemi illegali la banda di Ralsky avrebbe raggranellato "circa 3 milioni di dollari soltanto nell'estate del 2005".

Spamhaus sottolinea che l'80% dello spam circolante è riconducibile a circa duecento bande di questo genere, situate principalmente negli Stati Uniti. Nella classifica di Spamhaus c'è un solo nome italiano, Sergio Livrieri: è uno spammer, perlomeno secondo il criterio di questa classifica, che richiede l'espulsione da parte di almeno tre provider per violazioni della policy d'uso del servizio.

KIF_6528_fixed.jpgSul tema dello spam ho collaborato con la TSI (televisione svizzera di lingua italiana) per un'indagine che ha avuto un momento particolarmente coreografico quando siamo andati a girare in una discarica di rifiuti (tema particolarmente scottante in questi giorni) nel nord Italia, per fare un parallelo fra pubblicità-spazzatura digitale e spazzatura reale.

Le foto, se volete contemplare lo squallore surreale delle immense quantità di rifiuti generate dal modo in cui viviamo, sono su Flickr qui.

Disastri informatici: lezione sui rischi del furto d'identità    8.1.08     Permalink    18 commenti    Aggiungi un commento

Conduttore TV inglese sfida i ladri d'identità. Indovinate come va a finire


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "cece.r" e "d.bugian****".

Avete probabilmente letto o sentito della clamorosa perdita di una copia su CD dei dati anagrafici di 25 milioni di famiglie britanniche a novembre 2007: la faccenda ha suscitato molta apprensione e molte polemiche nel Regno Unito, dove si è temuta un'ondata di furti d'identità. La figuraccia è costata il posto al capo dell'HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs), l'ente che ha perso i dati.

Molti non hanno chiara la dinamica dei furti d'identità e non credono di essere realmente a rischio, sospettando l'ennesima campagna sensazionalista dei giornali. Senza PIN e password, cosa volete che succeda, dicono, se qualcuno sa il mio indirizzo, nome, cognome e numero di conto in banca. Fra questi scettici c'è Jeremy Clarkson, popolarissimo conduttore di Top Gear, un programma dissacrante della BBC dedicato al mondo delle automobili.

Clarkson ha quindi pubblicato le coordinate del suo conto corrente, insieme a qualche indizio per recuperare il suo indirizzo di casa, in un articolo del giornale The Sun per dimostrare che tutta la faccenda era una gran montatura e dicendo che la cosa peggiore che gli poteva capitare era che qualcuno versasse dei soldi sul suo conto, come riferiscono The Register e la BBC.

Come non detto. Pochi giorni dopo, un burlone non identificato ha attivato un bonifico automatico di 500 sterline (670 euro, 1098 franchi) in uscita dal conto del presentatore, a favore di un ente di beneficenza, Diabetes UK. Ciliegina ironica sulla torta, nota Clarkson, "la banca non può scoprire chi è stato a causa delle leggi sulla protezione dei dati personali".

Antibufala: immagini-shock contro l'ubriachezza alla guida    8.1.08     Permalink    18 commenti    Aggiungi un commento

Jacqueline Saburido, vittima sfigurata di un ubriaco al volante


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "daniele.d****" e "ri.en".

E' facile dare per scontato che se il Servizio Antibufala si occupa di una storia che circola in Rete, si tratta di una bufala. Di solito in effetti è così, ma stavolta no, anche se vorrei tanto che lo fosse, e persino il termine frivolo "bufala" stride con quello che vi devo raccontare oggi.

Sta circolando vivacemente da una decina di giorni una catena di Sant'Antonio che mostra le immagini di una ragazza orribilmente sfigurata da un incidente d'auto causato da un giovane che guidava dopo aver bevuto. Non riproduco qui tutte le immagini perché alcune possono davvero impressionare. La serie completa è pubblicata per esempio qui.

Ecco il testo dell'appello:

Personalmente odio le "catene di S.Antonio". Questa è diversa. Provate almeno a guardarla, poi decidete se inoltrarla o no. Ammetto che alcuni potrebbero impressionarsi ma... consiglio di guardala ugualmente!

Mi raccomando!




This is her and her Father, 1998.
Questa è lei con suo padre 1998




This is her on Vacation in Venezuela.
Questa è lei in vacanza in venezuela




Birthday party as a child..
Festa di compleanno da bambina




At a party with friends.
Ad una festa con gli amici




The car in which Jacqueline traveled. She was hit by another car that was driven by a 17-year old male student on his way home after drinking a couple of hard packs with his friends. This was in December 1999.

L'auto in cui lavorava. Fu colpita da un'altra auto guidata da uno studente dicassettenne che tornava a casa dopo essersi ubriacato con gli amici. Era Dicembre 1999




After the accident Jacqueline has needed over 40 operations.
Dopo l'incidente a Jacqueline servirono 40 operazioni.

Immagine omessa: cliccate qui solo se non siete impressionabili


Jacqueline was caught in the burning car and her body was heavily burnt during around 45 seconds.
Jacqueline fu presa dall'auto infuocata e il suo corpo fu sottoposto gravemente alle fiamme per 45 secondi

Immagine omessa: cliccate qui solo se non siete impressionabili


With her Father, 2000.
Lei con il padre, 2000




Getting treatment.
Durante un trattamento




Three months after accident.
tre mesi dopo l'incidente

Immagine omessa: cliccate qui solo se non siete impressionabili


Without a left eyelid Jacquie needs eye drops to keep her vision.
é senza la palpebra sinistra ed ha bisogno di un collirio per permettere la vista

Immagine omessa: cliccate qui solo se non siete impressionabili


Now 20 year old, he cannot forgive himself for driving drunk on that night three years ago.
Ora ha 20 anni, non può dimenticare quella notte in cui guidò ubriaco tre anni fa

He's aware of devastating Jacqueline Saburidos life.
è consapevole della devastazione della vita di Jacqueline




Not everyone who gets hit with a car dies. This picture was taken 4 years after the accident and the doctors are still working on Jacqueline, whose body was covered with 60% severe burnings.

Non tutti quelli che fanno incidenti in auto muoiono, questa foto è stata scattata 4 anni dopo l'incidente e i dottori stanno ancora curando Jacqueline, il cui corpo era coperto per il 60% da ustioni gravi

Immagine omessa: cliccate qui solo se non siete impressionabili


I know most of these bulletins say 'pass it on,' but most of those are stupid. This is real, and if you dont re-post this, you're a jerk, seriously. Please send this to as many people as you can to make them aware of the consequences of drunk driving.

So di molte mail in cui viene detto di inoltrare, ma molte sono stupide. Questa è reale, e non inoltrarla è seriamente un boia.
Per piacere inviate qusta mail a più persone possibile per renderli consapevoli delle conseguenza della guida da ubriachi

IF YOU HAVE A HEART, PASS THIS ON TO EVERYONE YOU KNOW.. BECAUSE EVERYONE NEEDS TO SEE THIS.

SE HAI UN CUORE PASSALA A CHIUNQUE CONOSCI..PERCHè CHIUNQUE HA BISOGNO DI VEDERLA.


L'appello, almeno nella sua sostanza e lasciando da parte la traduzione italiana decisamente approssimativa, è tragicamente vero: come raccontano il sito dedicato a Jacqueline Saburido, Helpjacqui.com, il celeberrimo sito Snopes.com e una campagna di sensibilizzazione del Dipartimento dei Trasporti del Texas, la mattina del 18 settembre 1999 Jacqueline, ventenne, stava tornando in auto da una festa di compleanno insieme a quattro amici. Alla periferia della città di Austin, nel Texas, l'auto sulla quale viaggiava Jacqueline fu colpita dal SUV sbandato del diciottenne Reggie Stephey, che tornava a casa dopo aver bevuto birra con gli amici.

Due dei passeggeri morirono all'istante; due si salvarono. L'auto prese fuoco, e Jacqueline rimase intrappolata, riportando ustioni sul 60% del corpo. Ha subito l'amputazione delle dita, ha perso i capelli, le orecchie, il naso, la palpebra sinistra e gran parte della vista. Ha già affrontato oltre 50 interventi chirurgici e non ha ancora finito. Le spese mediche sono altissime e Jacqueline non aveva un'assicurazione medica: il suo sito accetta donazioni.

Nel giugno del 2001, Stephey fu condannato per omicidio colposo per la morte dei due amici di Jacqueline: sette anni e 20.000 dollari di ammenda.

Jacqueline e il padre vivono ora a Louisville, nel Kentucky, dove continua l'opera pietosa di ricostruzione. Grazie a un trapianto di cornea, ora la ragazza vede dall'occhio sinistro. Ha completato gli studi d'inglese e ora si offre per partecipare a incontri pubblici e campagne contro la guida in stato d'ebbrezza.

Non credo ci sia altro da aggiungere, se non il silenzioso rispetto per una persona che ha un coraggio immenso.

Piccolo test di tracciamento    8.1.08     Permalink    20 commenti    Aggiungi un commento

Seguitemi per testare un software gratuito di tracciamento volontario


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "papaf" e "lorenzo.r****".

Come già accennato qualche tempo fa, sto testando Eriadne, un programma gratuito che si installa sui cellulari dotati di GPS (interno o esterno) e permette di inviare periodicamente le proprie coordinate a una pagina Web, che è condivisibile con chiunque o proteggibile tramite password.

Il primo test non è stato un grande successo a causa del consumo eccessivo di batterie derivante da un mio errore di configurazione: andando in roaming, il cellulare non ha saputo cambiare impostazioni per la trasmissione automatica dei dati e io non l'ho corretto manualmente, per cui ha tentato ossessivamente di connettersi, senza riuscirci, fino a che si sono scaricate le batterie.

Domenica è andata molto meglio e sono riuscito a tracciare un tour dal Maniero Digitale fino a Pavia e ritorno, come potete vedere qui sopra nell'immagine statica e (ancora per qualche ora) in versione interattiva direttamente sul sito di Eriadne: basta immettere il mio indirizzo di posta topone chiocciola pobox punto com senza password nella mappa in fondo alla pagina del sito di Eriadne, oppure seguire questo link diretto.

Il percorso è segnato con discreta precisione sulla mappa zoomabile di Google Maps, tranne qua e là quando ci sono dei salti improvvisi dovuti alla periodicità del rilevamento GPS, e include anche l'altimetria e i tempi progressivi. E' un percorso di andata e ritorno, per cui non stupitevi se fra un marcatore e l'altro il minutaggio cambia in modo apparentemente anomalo.

Se vi interessa, potete seguirmi stamattina mentre vado da casa alla sede della RSI (radio svizzera di lingua italiana) e ritorno per la puntata di oggi del Disinformatico: partirò intorno alle 9.20 e aggiornerò il tracciamento ogni cinque minuti. Andate al sito di Eriadne e immettete il mio indirizzo di e-mail, senza password, poi cliccate su Show.

Il software gratuito Eriadne è pensato per chi fa escursioni e vuole essere localizzabile in caso d'emergenza (permette anche di mandare un SMS con le coordinate correnti ai servizi di soccorso), ma si presta anche a molte altre applicazioni ed è in evoluzione, per cui le vostre impressioni e idee sono preziose; potete anche scaricarlo e usarlo per conto vostro, seguendo le apposite istruzioni, e realizzare tracciamenti pubblici o privati (per renderli privati basta usare una password e affidarla solo a chi volete comunicare i vostri spostamenti). Si tratta di software realizzato in Svizzera, ma può essere utilizzato in qualsiasi paese.

Chiaramente Eriadne richiede un GPS e l'uso dei servizi di trasmissione dati della rete cellulare, per cui è opportuno avere un contratto dati forfetario per evitare salassi e bisogna fare attenzione alle tariffe di roaming. L'elenco dei cellulari supportati è nella pagina principale del sito.

A parte i test tecnici, la parte interessante di questo genere di software è quella psicologica: che effetto fa sapere di poter tracciare o essere tracciati in tempo quasi reale, anche se si tratta di un tracciamento volontario? Per esempio, gli spericolati del volante sarebbero meno spavaldi se sapessero che i dati possono essere usati per vedere a che velocità vanno? Sareste disposti a farvi tracciare in cambio di uno sconto sull'assicurazione auto o infortuni?

E poi ci sono le applicazioni sociali. Il software potrebbe essere ampliato per creare una comunità geolocalizzata interattiva: gli utenti potrebbero scegliere di essere allertati in modo da sapere se un loro amico è inaspettatamente nelle vicinanze e potrebbero quindi raggiungerlo (o evitarlo!). Coordinare un'escursione di gruppo sarebbe molto più facile e intuitivo, avendo a disposizione la mappa di dove si trova ogni partecipante, e potrebbero nascere nuovi giochi (infatti già esiste il geocaching), e così via.

Si potrebbe creare un log con i propri spostamenti quotidiani, per esempio per calcolare le proprie percorrenze (a piedi, in auto, in bici, in barca). Un rappresentante o un autotrasportatore potrebbe essere localizzato dalla sua ditta per ottimizzarne gli spostamenti. Si potrebbe anche pensare alla validità giuridica di questo tracciamento: potrebbe contribuire a formare un alibi a un innocente o a incastrare un colpevole?

Quando pensiamo al tracciamento evochiamo subito istintivamente immagini da Grande Fratello orwelliano, ma le applicazioni alternative sono moltissime: saranno gli utenti a decidere quali emergeranno, ovviamente se gli operatori telefonici attiveranno i propri neuroni e forniranno tariffe dati sensate. L'importante è fornire strumenti neutrali e accessibili a tutti, senza barriere proprietarie, che facciano da terreno fertile per lo sviluppo di nuove idee, nuovi giochi, nuove socialità e nuove occasioni di business.

11/9, mini-intervista in diretta a Radioradio.it    7.1.08     Permalink    19 commenti    Aggiungi un commento

19:30 circa, diretta sul complottismo undicisettembrino



Sarò ospite di Radioradio.it per parlare del libro "La cospirazione impossibile" di cui ho scritto il capitolo dedicato alle Torri Gemelle.

Aggiornamento: l'MP3 dell'intervista è scaricabile qui (13 MB, 14 minuti). E' tratto dallo streaming, per cui ogni tanto manca qualche sillaba. Di meglio non sono riuscito a fare.

Post di prova tramite Sony Ericsson P1i    5.1.08     Permalink    21 commenti    Aggiungi un commento

Prova pratica: Sony Ericsson P1i con Blogger via wifi


Sono finalmente riuscito a convincere il mio cellulare wifi a parlare con la rete wifi del Maniero Digitale. Questo è un post di prova scritto, illustrato e composto interamente dal cellulare.

Il problema, come al solito in informatica, era nel posto più improbabile: non nel DHCP, non nel WEP o WPA, nemmeno nełla configurazione di rete. Era nell'access point balordo, un vecchio US Robotics, che andava benissimo con tutti gli altri oggetti wifi del Maniero tranne che con il cellulare. Ma questo ovviamente l'ho capito dopo.

Cambiato l'access point con un modello più recente (si fa per dire, un Netgear WG602), il cellulare s'è connesso al primo colpo.

La prima stesura di questo post l'ho fatta usando l'apposito programma da installare sul cellulare, che però è molto limitato: titolo, una sola foto e un solo paragrafo di testo senza effetti.. Poi ho rifinito il testo e l'impaginazione usando la normale interfaccia Web di Blogger. L'intero post, HTML compreso, è stato scritto sulla praticissima quanto compatta tastiera del P1i.

Rassegnatevi a vedere molte fotobloggate nel Disinformatico! Per chi invece non è interessato agli smanettamenti digitali, la foto mostra un oggetto che dovrebbe evocare una certa nostalgia negli appassionati di settore.

Aggiornamento (dal laptop)


Visto l'interesse, ecco una foto di un altro oggetto nostalgico, scattata sempre con il cellulare di cui sopra, in condizioni di luce un po' disperate (luce notturna tipo "rimetta-a-posto-la-candela" dell'ufficio del Maniero Digitale).

Le immagini sono cliccabili per ingrandirle, ma non aspettatevi miracoli, l'obiettivo è quello di un telefonino.

Antibufala: falso SMS per donazione sangue    5.1.08     Permalink    30 commenti    Aggiungi un commento

Riesplode il falso appello per sangue contro leucemia


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giampaolo" e "lucia.maz****".

A giudicare dall'ondata di segnalazioni che ho ricevuto, ieri ha ripreso a circolare vorticosamente il falso appello che chiede di donare sangue del gruppo B+ in favore di un bambino di 17 mesi colpito da leucemia fulminante.

Ne ho già parlato qui, qui e qui, ma è opportuno riassumere la situazione e citare i nomi indicati nelle molte varianti, in modo che chi saggiamente fa una ricerca su Internet prima di inoltrare l'appello possa trovare la smentita, fornita direttamente dall'ospedale inizialmente coinvolto, l'Ospedale Meyer di Firenze.

Tutto inizia a marzo 2007, quindi quasi un anno fa, con un appello che parla di "un bimbo di 17 mesi che necessita di sangue del gruppo B positivo a causa di una forma di leucemia fulminante. Telefonare al Mayer (055/*****) per R******* C*********". Ho rimosso il numero di telefono per evitare abusi e il nome del bambino in ossequio alle norme sulle notizie riguardanti minori.

Il bambino esiste realmente, ma l'ospedale Meyer dice di non aver inviato o approvato l'appello, smentisce che vi sia emergenza sangue e chiede di essere lasciato in pace, perché l'appello sta intasando i centralini.

Inutile: la catena di Sant'Antonio prosegue inesorabile, inanellando più mutazioni di Alien. Complice il passaparola, cambia l'ospedale coinvolto, cambia il nome del bambino e cambia anche il numero di telefono citato. Mutazioni particolarmente ironiche, visto che avvengono in trasmissioni digitali (SMS, mail) che in teoria dovrebbero preservare intatti i dati.

Ecco un elenco delle varianti che ho incontrato fin qui. In questo caso la pubblicazione dei nomi e dei numero di telefono è necessaria per consentirne la ricerca su Internet e quindi (si spera) arginarne la diffusione del tutto inutile, salvo che per gli operatori telefonici, che incassano ogni volta che questo appello viene inoltrato via SMS.
  • Ospedali citati: Meyer, Mayer, clinica eporediese, Salesi, Gaslini, ospedale di Legnago.

  • Nomi citati (nessuno di questi, a quanto mi risulta, è il nome vero del bambino): Riccardo Capriccioli, Dott. Veroni Riccardo, Dott. Veroni Riccardo Capriccioli, Riccardo Capricciosi, Riccardo Capriccioli di Sarteano, Riccardo Gramiccioli, Ricardo Capricchioli, Signor Riccardo Capriccioli.

  • Numeri di telefono citati: 035-556625, 0125645611, 328.2694447.

I danni di questi appelli


L'appello bufala sta causando disagi inutili in tutti gli ospedali che finiscono per essere citati: ecco un esempio eloquente, mandatomi da Ancona (grazie Paola):

Ti invio l'sms che sta girando in Ancona da oggi pomeriggio. Io sono una volontaria del reparto oncoematologia del Salesi (ospedale pediatrico), oggi ero li' e mi hanno detto che in 3 ore circa ci sono state gia' una cinquantina di telefonate per donare il sangue, disturbando il lavoro degli infermieri e occupando la linea telefonica. Non ho parole!

Intel si ritira dall'OLPC    4.1.08     Permalink    27 commenti    Aggiungi un commento

Intel si stacca per motivi "filosofici" dal laptop OLPC per i bambini del Terzo Mondo


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "angb59" e "ketoko".

La BBC riferisce che Intel si è ritirata per differenze "filosofiche" dal progetto One Laptop Per Child (OLPC) di Nicholas Negroponte, che ambisce a fornire laptop irrobustiti a basso costo per scolarizzare i paesi emergenti. Secondo The Register, gli OLPC che vengono già fabbricati e spediti verso paesi come Libia, Brasile, Argentina e Thailandia usano chip AMD, ma era in corso una trattativa per usare processori Intel in una versione successiva dell'OLPC.

Secondo Intel, Negroponte voleva che Intel cessasse le vendite del proprio laptop Classmate, destinato allo stesso genere di utilizzo. Intel ha rifiutato e si è dimessa dal consiglio direttivo del progetto OLPC, senza fornire dettagli delle motivazioni.

Walter Bender, presidente del progetto OLPC, ha detto che la lite non riguarda soltanto i laptop di Intel, ma la "completa mancanza di cooperazione di Intel sul software, sull'apprendimento, eccetera", ed ha accusato Intel di gestire il progetto come se fosse un mercato qualsiasi. Va ricordato, inoltre, che Negroponte aveva accusato Intel di vendere il Classmate sottocosto per sabotare l'OLPC.

Si direbbe che i bambini da aiutare, in questa faccenda piuttosto squallida, non siano quelli del Terzo Mondo.

Antibufala: ferma l'infarto con un colpo di tosse!    1.1.08     Permalink    11 commenti    Aggiungi un commento

Hai un infarto? Niente paura, tossisci che ti passa



Indagine iniziale: 13 dicembre 2003. Ultimo aggiornamento: 1 gennaio 2008. Grazie a Triton73, lzaccagn, lizzul, nazareno.ma**o, roadap e g.mancuso per la segnalazione delle varie smentite e per le precisazioni tecniche e sui dosaggi italiani delle aspirine.

English abstract: An e-mail suggests coughing rhythmically and vigorously at the onset of a heart attack to maintain consciousness longer. This recommendation often takes the form of a PowerPoint presentation. The technique is a dangerous hoax. A similar technique, known as "cough CPR", does exist, but it is used under medical supervision and in entirely different conditions – most certainly not while you're alone. Links to several medical sites debunking this e-mail and presentation are given below.

Il testo dell'appello


Le prime segnalazioni della versione italiana di quest'appello sono arrivate al Servizio Antibufala ai primi di novembre 2003.

Si tratta di una presentazione PowerPoint, circolante in varie lingue (ne vedete qui accanto un'immagine della versione portoghese), il cui testo integrale è riportato qui sotto ma la cui sostanza è questa: esisterebbe un metodo molto semplice per salvarsi in caso di infarto. Nei pochi secondi di lucidità che restano dopo che il cuore ha cessato di battere, basterebbe un violento colpo di tosse per riavviare il muscolo cardiaco. Il consiglio verrebbe nientemeno che da un articolo pubblicato "sul n. 240 del Journal of General Hospital Rochester". Ecco il testo della versione italiana della presentazione, refusi originali compresi:

PONIAMO IL CASO CHE SIANO LE 18:30 DI UN NORMALE GIORNO LAVORATIVO. SEI IN MACCHINA E TE NE STAI TORNANDO A CASA DOPO UNA LUNGA GIORNATA DI LAVORO. TRA LE ALTRE COSE HAI ANCHE AVUTO UNA LUNGA DISCUSSIONE COL TUO CAPO...

******

SEI VERAMENTE INCAZZATO NERO E PIU’ CI PENSI PIU’ T’INCAZZI

ALL’IMPROVVISO, SENTI UN DOLORE FORTISSIMO AL PETTO E CHE, ATTRAVERSO IL BRACCIO, ARRIVA FINO AL COLLO. NON RIESCI PIU’ A MUOVERTI, SEI BLOCCATO.. TI TROVI AD UNA DECINA DI KM DALL’OSPEDALE PIU’ VICINO, LA TANGENZIALE E’ BLOCCATA, E’ L’ORA DI PUNTA. NON PUOI ARRIVARCI.

*****

CHE FARE ???

TI RICORDI DI AVER FATTO, TEMPO FA, UN CORSO DI PRIMO SOCCORSO MA NESSUNO TI HA SPIEGATO COSA FARE NEL CASO IN CUI LA VITTIMA SEI TU !!!

*****

COME RIUSCIRE A SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO CARDIACO SE SEI DA SOLO?


SENZA ASSISTENZA, LA PERSONA IL CUI CUORE SMETTE DI BATTERE, HA COMUNQUE DIECI SECONDI DI TEMPO DI LUCIDITA’ PRIMA DI SVENIRE..

COSA FARE QUINDI?

*****

RISPOSTA:

NON FARTI PRENDERE DAL PANICO MA INIZIA A TOSSIRE CON FORZA PIU’ VOLTE. FAI UN PROFONDO RESPIRO PRIMA DI TOSSIRE E TOSSISCI PROLUNGATAMENTE COMO SE AVESSI DEL CATARRO DA ESPELLERE DAL PETTO


RIPETI LA SEQUENZA INSPIRARE/TOSSIRE FINO A CHE IL CUORE RICOMINCI A BATTERE...

*****

L’INSPIRAZIONE PROFONDA PORTA OSSIGENO AI POLMONI E LA TOSSE CONTRAE IL CUORE DANDOGLI LA ‘SPINTA’ PER RIPRENDERE A BATTERE E PORTARE COSI’ NUOVAMENTE IL SANGUE IN CIRCOLO

IN QUESTO MODO IL CUORE COMINCIA A RIPRENDERE IL RITMO NORMALE E COMUNQUE SI HA IL TEMPO PER CHIAMARE I SOCCORSI (118)

ARTICOLO PUBLICATO SUL N.º 240 DEL JOURNAL OF GENERAL HOSPITAL ROCHESTER

*****

DIVULGA QUESTA MAIL A QUANTE PIU’ PERSONE POSSIBILI E PERDI, AL LIMITE, 5 min DEL TUO TEMPO PER TRADURLA IN UN’ALTRA LINGUA...


PENSA A QUANTE VITE SI POTRANNO SALVARE GRAZIE A QUESTA MAIL


Perché è una bufala, e anche pericolosa


L'infarto non porta necessariamente all'arresto cardiaco. La tecnica suggerita dall'appello, invece di aiutare, può essere PERICOLOSA se usata in caso di infarto senza arresto cardiaco.

La cosa migliore da fare, se avvertite i sintomi di un infarto, è stare fermi e calmi, chiamare o far chiamare i soccorsi al telefono e, se non siete intolleranti all'acido acetilsalicilico, masticare una o più aspirine o altro prodotto simile contenente quest'acido (secondo il dosaggio), per evitare che si formi un trombo (coagulo di sangue) che sarebbe probabilmente fatale.

La tecnica della tosse è smentita proprio dalla fonte citata in forma storpiata nell'appello, ossia il Rochester General Hospital, il cui sito Web ha dovuto predisporre un'apposita pagina che traduco e riassumo qui:

"...[l'appello] consiglia una procedura per sopravvivere a un attacco di cuore, nella quale alla vittima viene suggerito di tossire ripetutamente a intervalli regolari fino all'arrivo dei soccorsi. La fonte di quest'informazione è attribuita al ViaHealth Rochester General Hospital. [...] Non abbiamo trovato alcuna traccia di articoli, anche soltanto vagamente attinenti all'argomento, prodotti dal Rochester General Hospital negli ultimi 20 anni.

Inoltre
le informazioni mediche citate non sono riscontrabili nella letteratura medica corrente e non sono in alcun modo approvate dal personale medico dell'ospedale.

Sia The Mended Hearts, Inc., un'associazione di sostegno ai pazienti cardiolesi, sia la American Heart Association hanno dichiarato che
queste informazioni non vanno inoltrate né vanno usate da nessuno.

Per favore aiutateci a combattere la proliferazione di questa
disinformazione. Vi chiediamo di inviare questo messaggio a chiunque vi invii [l'appello] e di chiedere loro di fare altrettanto."

Una smentita decisamente categorica, insomma, ripetuta anche in una newsletter dello stesso Rochester General Hospital datata agosto 1999 e attualmente non più disponibile (il link originale era questo).

A questa smentita si aggiungono quella dell'enciclopedico sito antibufala Snopes.com, quella di Hoax-slayer.com (che la segnala in circolazione ancora nel 2007) e quella della Trend Micro, società specializzata in sicurezza informatica.

C'è anche una smentita in italiano, pubblicata da Comunicati.net, che ringrazia

"il Dr. David Coletta che ci ha segnalato che sul Notiziario FIRENZEMEDICA-SIMEF n.171 abbiamo pubblicato una notizia che, nonostante paresse venire da fonte ufficiale, sembra invece falsa. Ci dice il Dr. Coletta che la fonte citata (Journal of general hospital Rochester n° 240) non esiste nell'archivio Medline e Medscape e che esistono solo pubblicazioni in spagnolo su siti non medici brasiliani ed una ripresa da un sito web italiano anch'esso non medico. Di seguito la posizione del general Hospital Rochester, in cui chiedono di aiutarli ad interrompere questa assurda disinformazione."

Questa smentita è seguita dalla comunicazione del Rochester General Hospital già tradotta sopra. Anche l'American Heart Association prende le distanze dal suggerimento offerto dal'appello in questa pagina, e lo stesso fa il Resuscitation Council UK in questa nota, che include riferimenti a pubblicazioni mediche sull'uso corretto della tecnica maldestramente descritta dall'appello.

Origini e datazione


Ma come è nata questa bufala? Snopes.com e Trend Micro ne attribuiscono l'origine a una newsletter dell'associazione statunitense Mended Hearts, dedicata al sostegno ai cardiolesi, del giugno del 1999. Trend Micro pubblica il testo originale dell'appello:

HOW TO SURVIVE A HEART ATTACK ALONE

From F. Daniel Rochman MD

If everyone who gets this sends it to 10 people, you can bet that we'll save at least one life. Let's say it's 6:15 p.m. and you're driving home (alone of course), after an unusually hard day on the job. You're really tired, upset and frustrated. Suddenly you start experiencing severe pain in your chest that starts to radiate out into your arm and up into your jaw. You are only about five miles from the hospital nearest your home; unfortunately you don't know if you'll be able to make it that far.

WHAT CAN YOU DO?

You've been trained in CPR but the guy that taught the course neglected to tell you how to perform it on yourself. Since many people are alone when they suffer a heart attack, this article seemed to be in order. Without help, the person whose heart stops beating properly and who begins to feel faint, has only about 10 seconds left before losing consciousness. However, these victims can help themselves by coughing repeatedly and very vigorously.

A deep breath should be taken before each cough, and the cough must be deep and prolonged, as when producing sputum from deep inside the chest, and a cough must be repeated about every 2 seconds without let up until help arrives, or until the heart is felt to be beating normally again. Deep breaths get oxygen into the lungs and coughing movements squeeze the heart and keep the blood circulating. The squeezing pressure on the heart also helps it regain normal rhythm. In this way, heart attack victims can get to a hospital.

Tell as many other people as possible about this, it could save their lives!

From Health Cares,
Rochester General Hospital via
Chapter 240s newsletter AND THE BEAT GOES ON ....


L'associazione Mended Hearts successivamente ritrattò il consiglio, pubblicando una pagina di smentita, da cui cito questa spiegazione:

...tossire non previene un attacco cardiaco. Un e-mail diffusosi in tutto il mondo come una malattia contagiosa alcuni anni fa asseriva che chiunque avvertisse i sintomi di un attacco cardiaco mentre era solo doveva tossire "ripetutamente e molto vigorosamente, ripetendo un respiro ogni due secondi... fino all'arrivo dei soccorsi (o alla ripresa di un battito normale)".

E' falso, dice la American Heart Association. "E' allo stesso livello della magia vudù, per quel che mi riguarda", dice il dottor Cary Fishbein, cardiologo presso il Dayton Heart Center. La tecnica basata sulla tosse nota come "cough CPR" è stata utilizzata negli ospedali dai medici per gestire battiti cardiaci irregolari improvvisi in pazienti monitorati, durante interventi con catetere cardiaco. In questo caso, un paziente reattivo che manifesta un improvviso battito irregolare potrebbe mantenere la circolazione del sangue al cervello e restare cosciente per alcuni secondi se tossisce forte sotto la guida di un medico.

In altre parole, l'appello ha preso una tecnica realmente esistente, la "cough CPR", che si applica in ospedale e in condizioni controllate, e ha proposto di applicarla completamente fuori contesto, ossia quando si è soli e senza alcuna guida esperta: una scelta potenzialmente dannosa, come spiega Snopes.com (le evidenziazioni sono mie):

"Se sapeste esattamente quello che state facendo, questa procedura potrebbe aiutare a salvarvi la vita. Se però la tentaste nel momento sbagliato (perché avete valutato erroneamente il tipo di evento cardiaco che state subendo) o la eseguiste nel modo sbagliato, potreste peggiorare le cose.

La procedura non è nuova: è in circolazione da anni ed è stata usata con successo in alcuni casi isolati di emergenza, in cui le vittime si sono rese conto che stavano per svenire e incappare in un arresto cardiaco completo (il loro cuore stava per fermarsi) e sapevano esattamente come tossire in modo da mantenere in circolazione una quantità di sangue arricchito di ossigeno sufficiente ad impedire la perdita di coscienza, oppure erano sotto il diretto controllo di personale medico che aveva riconosciuto i sintomi della crisi e dava loro istruzioni precise su come tossire.

Anche se le persone affette riuscissero ad accorgersi di star subendo un evento cardiaco del tipo in cui la procedura sarebbe utile, senza un addestramento specifico per azzeccare il ritmo giusto il loro tossire potrebbe trasformare un leggero attacco cardiaco in una crisi letale."

In effetti, prosegue Snopes.com, la procedura potrebbe essere insegnata ai pazienti a rischio di attacco cardiaco: se ne è parlato a settembre 2003, a proposito di un medico polacco, Tadeusz Petelenz di Katowice, che lo sta facendo, a suo dire con successo.

Tuttavia Snopes.com nota che i suoi risultati non sono stati confermati da fonte indipendente e alcuni cardiologi avanzano dubbi sulla metologia adottata. Una copia di questa notizia, datata 31/10/2003, è disponibile presso Msn.com.

In ogni caso, come nota ancora Snopes.com,

"anche se i medici possono forse insegnare questa procedura, non la si può imparare certo da un e-mail, perlomeno non in modo adeguatamente sicuro... credere che un e-mail possa sostituire un addestramento medico sarebbe come credere che studiarsi un manuale di istruzioni sia tutto quel che serve per saltare in macchina e guidare in autostrada".


Cosa fare davvero in caso d'infarto


Secondo i medici, la cosa migliore da fare se si sospettano i sintomi di un infarto è non rischiare di ammazzarsi usando la procedura descritta nell'appello-bufala, ma chiamare soccorso e masticare una o più aspirine (secondo il dosaggio) o qualsiasi prodotto simile contenente acido acetilsalicilico. L'aspirina, essendo un antiaggregante piastrinico, può impedire l'ingrossarsi di eventuali coaguli di sangue.

L'aspirina va masticata per facilitare la sua dispersione ed assimilazione nello stomaco, che richiede da 15 a 20 minuti, per cui occorre somministrarla il più presto possibile, non appena compaiono i sintomi.

Secondo un professionista sanitario che mi ha contattato, la dose consigliata di acido acetilsalicilico (contenuto nell'aspirina) per la profilassi e il trattamento dell'infarto acuto del miocardio è al massimo 330 mg al giorno, e questa dose è abbondantemente raggiunta con una sola aspirina da 500 mg.

Siccome esistono aspirine con vari dosaggi, non è prudente raccomandare "mastica un'aspirina" e basta: il numero preciso di aspirine da masticare dipende dal contenuto di acido acetilsalicilico contenuto in ciascuna compressa, indicato chiaramente sulla confezione. Fate i conti del caso, insomma; o meglio ancora, consultate un medico invece di affidare il vostro cuore, o quello dei vostri cari, a una storia sentita su Internet.

Un altro professionista segnala inoltre che "l'aspirina della Bayer è la più conosciuta, ma molte altre esistono sul mercato. L'Aspegic, per esempio, ha gli stessi effetti e in forma liquida viene usata dai soccorritori nelle emergenze appunto in caso di arresto cardiaco".

Prima di adottare questo metodo, comunque, è indispensabile verificare che la persona che deve assumere l'aspirina non sia intollerante verso l'acido acetilsalicilico.

Lo so, è un approccio molto meno spettacolare che salvarsi la vita con un colpo di tosse da fachiro indiano, ma assai più affidabile. Questa è una caratteristica tipica delle bufale ed è un buon criterio per valutare la plausibilità di un appello: la promessa di soluzioni semplici e spettacolari, ben diverse daalle soluzioni reali ed efficaci, che di solito sono assai sofisticate e prosaiche.