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30 commenti

Conferenza del 31/10 a Genova: cambio sede, si tiene al Centro IMG

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/11/01.

La conferenza è stata spostata al Centro IMG di via Vecchi 3, alle 18. I dettagli sono qui sotto. L'ingresso è libero, a quanto mi risulta. Sarà una corsa, per cui portate un po' di focaccia che sarà la mia cena!


Per domani alle 18 era prevista una mia conferenza a Genova presso la Feltrinelli, ma ho ricevuto poco fa la conferma che l'appuntamento non si potrà tenere lì. Mi dispiace del disguido, ma non dipende da me.

Gli organizzatori si stanno dando da fare per allestire per la stessa ora (grosso modo) un luogo alternativo, che segnalerò qui non appena sarà stato definito, ma il problema è disseminare le informazioni sul cambiamento di programma.

Quindi se conoscete qualcuno che aveva in programma di venire a far due chiacchiere con me domani alla Feltrinelli, avvisatelo che gli aggiornamenti sulla situazione saranno pubblicati qui. Se il qualcuno siete voi, ditemelo nei commenti, così so quanti siete e lo posso comunicare agli organizzatori. Grazie!


2009/10/31 10:25


Dovrei partire dal Maniero Digitale fra due ore e ancora non so nulla. Organizzatori irreperibili. Mi scoccerebbe molto deludere chi ha dato la propria disponibilità al cambio di sede, ma se non so quale sarà questa sede (si è parlato del Centro IMG, ma non ho conferme) e non so a quale ora si terrebbe l'appuntamento, mi sembra abbastanza ridicolo tenervi in sospeso fino all'ultimo secondo, anche perché la vostra disponibilità dipende anche dal luogo dove si tiene l'incontro.


2009/10/31 12:00


La nuova sede della conferenza è il Centro IMG di Via Vecchi 3 (vicino a piazza Ippolito Nievo; dettagli qui; mappa qui). L'orario è invariato alle 18.

Stando alle istruzioni degli organizzatori, per raggiungere il Centro IMG dalla mostra del CICAP (che è rimasta alla Biblioteca Berio di via del Seminario) si può raggiungere la stazione di Brignole (10 minuti a piedi) e prendere il bus 17 da lì. Il Centro è raggiungibile anche in treno (istruzioni).

Dovrebbero essere predisposti dei cartelli di avviso sia alla Feltrinelli, sia alla mostra del CICAP.

Con queste nuove coordinate, chi è disponibile?


2009/11/01


Inevitabilmente il cambiamento di sede all'ultimo momento, dopo che la sede iniziale era stata annunciata anche sui giornali locali e sul sito del Festival, ha causato disagi e delusioni; molti non hanno potuto partecipare. Colpa di chi, nell'organizzazione generale del Festival e non in quella dello specifico incontro, ha privilegiato la propria lesa maestà rispetto al dovere di servire il pubblico.

Ma chi c'era s'è divertito, mi pare, soprattutto con le chicche estemporanee sui lati oscuri o poco pubblicizzati delle missioni spaziali (la progettata missione Apollo verso Venere, giusto per dirne una). Prima o poi dovrò fare una conferenza apposita su come funzionano i gabinetti nello spazio. E il piacere di strafogarmi, insieme a mia moglie e al pubblico, di dosi luculliane di focaccia è indipendente dalla numerosità dei partecipanti; anzi, essendo in pochi il contatto è stato più personale e diretto. Però mi spiace per chi voleva esserci e non ha potuto farlo.

Potete scaricare il PDF e il minivideo della presentazione delle prove migliori degli sbarchi, che spero presto di convertire in un breve documentario. Lo spezzone della camminata lunare con la roccia vicina che si rivela essere un macigno distante, mostrato durante la conferenza, è qui.
23 commenti

BlackBerry spione

PhoneSnoop, software per trasformare in "cimice" un BlackBerry


Il CERT (Computer Emergency Response Team) statunitense, uno dei più stimati enti di sicurezza informatica, ha segnalato la disponibilità di PhoneSnoop, un programma che, installato sul telefonino BlackBerry della vittima, permette all'aggressore di chiamare il cellulare della vittima e attivarne il microfono per ascoltare a distanza quello che succede in prossimità dell'apparecchio.

Il CERT si limita laconicamente a consigliare agli utenti di scaricare applicazioni per BlackBerry soltanto da fonti fidate e di attivare la protezione con password del telefonino.

L'autore del programma, Sheran A. Gunasekera, è un po' più loquace e spiega che una volta installato PhoneSnoop sul cellulare della vittima (sottraendoglielo temporaneamente oppure usando le solite tecniche creative di ingegneria sociale), il programma attende una chiamata da un numero di telefono specifico: quello dell'aggressore. Quando la riceve, risponde automaticamente e mette il BlackBerry in modalità vivavoce, così l'aggressore può ascoltare conversazioni o altre attività rumorose in corso nelle vicinanze del telefono.

Va detto che PhoneSnoop non fa nulla per nascondersi: è software dimostrativo. E' visibile nell'elenco delle applicazioni del telefonino infettato e durante l'ascolto remoto lo schermo indica chiaramente che c'è una chiamata in corso.

In sé la disponibilità di software che trasforma il cellulare in cimice non è una novità: quello che però non ci si aspetterebbe è che siano gli operatori telefonici a iniettare questo software-spia. E' quello che è successo ai primi di luglio del 2009 a circa 100.000 utenti BlackBerry dell'operatore Etisalat degli Emirati Arabi, che si sono visti proporre dall'operatore stesso un aggiornamento che è risultato essere poi uno spyware diffuso intenzionalmente, che si nascondeva nel telefonino e inviava al suo gestore copie delle mail degli utenti. Gli utenti si sono accorti dell'alterazione perché i BlackBerry esaurivano la propria batteria molto più rapidamente del normale.

Gunasekera propone alcuni metodi per evitare questo genere di trappole, ma è veramente triste dover includere fra le fonti non fidate persino certi operatori cellulari. Ed è presumibilmente questo il genere di preoccupazioni che aveva causato tanta riluttanza nei servizi di sicurezza statunitensi quando Obama ha insistito per tenersi il proprio BlackBerry.
28 commenti

La tastiera infettabile del Mac

Si può infettare una tastiera? Sì, con Apple si può. Think different


Ne avevo accennato in un articolo di qualche mese fa e la storia è saltata fuori più volte nel corso della diretta radiofonica del Disinformatico, per cui ve la racconto in dettaglio anche se non è fresca fresca: le tastiere esterne USB o Bluetooth di Apple si possono infettare con software ostile. La vulnerabilità è stata annunciata a luglio 2009 e a quanto mi risulta non è stata ancora risolta.

Alla conferenza di sicurezza informatica DEFCON 2009, tenutasi appunto a fine luglio scorso a Las Vegas, un ricercatore che si fa chiamare "K. Chen" (immagine qui sopra) ha dimostrato gli effetti di questa falla, che ha poi documentato con un video molto eloquente. Una tastiera infettata in questo modo può essere collegata a qualunque Mac e prenderne il comando, registrando quello che viene digitato e poi riscrivendolo a rovescio. E' come se il computer fosse posseduto (e in effetti lo è, ma non da un'entità ultraterrena):



Come funziona? In sintesi, le tastiere Apple hanno del software a bordo (formalmente si chiama firmware) che ne gestisce il funzionamento tramite circa 8 kilobyte di memoria flash e 256 byte di RAM. Alterando questo software tramite un aggiornamento fasullo, la tastiera può cambiare comportamento.

Per esempio, può essere trasformata in un keylogger, ossia un registratore di tutto quello che viene digitato (1 kilobyte della flash è libero, quindi si possono registrare un bel po' di caratteri), oppure può impartire al computer connesso qualunque comando a scelta dell'aggressore: per esempio "connetti il computer della vittima al mio e dammi il pieno controllo per iniettargli altra porcheria". Ovviamente in computerese quest'ultimo concetto si esprime in altro modo, ma ci siamo capiti: lo spiegone tecnico è nel white paper e nella presentazione di K. Chen qui.

Siccome il firmware opera indipendentemente dal sistema operativo del computer, non c'è antivirus che tenga e la tastiera può prendere il comando direttamente durante l'avvio del Mac. E dato che il firmware risiede nella tastiera anziché nel computer, anche se azzerate il contenuto del disco rigido e reinstallate tutto da capo il Mac rimane infetto. Simpatico.

Come se non bastasse, quest'attacco non richiede l'accesso fisico alla tastiera da infettare, ma può essere attivato via Internet utilizzando altre falle del mondo Mac e un po' di psicologia (social engineering), per esempio spacciandolo per un aggiornamento regolare del firmware, dato che in effetti gli aggiornamenti di questo tipo capitano davvero.

Il problema è mitigabile da parte di Apple bloccando il firmware in modo che non sia modificabile oppure rilasciando aggiornamenti firmware dotati di firma digitale che venga verificata e da parte degli utenti evitando di usare tastiere esterne Apple. La falla mi risulta ancora aperta almeno fino al mese scorso, quando K. Chen era alla conferenza Toorcon di San Diego a presentarla.

Fonti: DigitalSociety.org, SemiAccurate.com.
66 commenti

L’uomo dei sogni

Chi è l'uomo che appare in sogno?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sembra una caricatura di Elio de Le Storie Tese da bambino, quando finiva la benzina del decespugliatore, ma secondo TGcom e La Stampa e i numerosi lettori che l'hanno segnalato, questo volto da tre anni a questa parte viene sognato da almeno duemila persone senza sapere chi sia. A lui è dedicato un sito, Thisman.org.

Racconta così La Stampa: "Nel 2006, scrive il quotidiano "Bild", una donna di New York ha raccontato al suo psichiatra di aver fatto uno strano sogno, con uno strano uomo. E fatto ancora più strano, l'uomo del sogno, tornava tutte le notti per darle consigli sulla sua vita. Così ha deciso di mettere nero su bianco il viso che insisteva a "perseguitarla". Il disegno, rimasto sulla scrivania del dottore, ha subito catturato l'attenzione di altri pazienti, che hanno rivelato di aver sognato anche loro quell'uomo. Lo specialista, quindi, ha inviato l’immagine ad alcuni colleghi e ha scoperto che la faccia dello sconosciuto ha infestato il sonno di migliaia di persone sparse per il mondo."

E in effetti su Bild.de si trova un articolo che riporta questa storia, ma si tratta di una testata che riporta altre notizie di dubbio spessore come "ibrido metà uomo metà capra nato in Africa?" e "Il fratello di un bambino alieno vive fra noi?" e soprattutto non fornisce altri dettagli verificabili.

E' una magnifica storia per Halloween, con tanto di volantini da far trovare in giro per conferire realismo all'appello, ma c'è un dettaglio che guasta la suspense. Infatti una semplice consultazione del servizio whois permette di scoprire l'intestatario del sito Thisman.org, che non ha fatto nulla per nascondere la propria identità:

Domain Name:THISMAN.ORG
Created On:25-Jan-2008 16:02:00 UTC
Last Updated On:24-Jan-2009 12:50:16 UTC
Expiration Date:25-Jan-2010 16:02:00 UTC
Sponsoring Registrar:Tucows Inc. (R11-LROR)
[...]
Registrant Name:Andrea Natella
Registrant Organization:Andrea Natella
Registrant Street1:Via dell'orso 43
[...]
Registrant City:ROMA
[...]
Registrant Email:a.natella[chiocciola]guerrigliamarketing.it


Guerrigliamarketing.it è un'agenzia pubblicitaria specializzata in trovate non convenzionali. Sua fu l'idea, per esempio, di creare il sito Salviamodanny.org, finto appello umanitario che nel 2005 si rivelò poi essere una pubblicità per il film Danny the Dog di Louis Leterrier, prodotto da Luc Besson.

Per fortuna gli utenti della Rete e i giornalisti stanno diventando più smaliziati e quindi fiutano più facilmente la trappola. Ringrazio infatti Angelo, il lettore che per primo mi ha segnalato la soluzione del mistero (tratta probabilmente da qui), e segnalo con piacere che Bild ha indicato e messo in evidenza l'ipotesi di "esperti di marketing" e TgCom ha parlato di "soliti italiani, accusati di aver escogitato la bufala per farsi pubblicità".

Aggiornamento: grazie a Rainews24 per la citazione.
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40 anni di Internet

Internet, i suoi primi quarant'anni



L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri Internet è entrata negli "anta". Non tutti sono d'accordo sul 29 ottobre 1969 come sua data ufficiale di nascita, ma ogni scusa è buona per festeggiare e c'è una storia gustosa da raccontare.

Può sembrare paradossale oggi, in un'epoca in cui colleghiamo e scambiamo mail, foto, film e file di ogni genere fra Mac, PC Windows, PC Linux o Solaris, workstation e telefonini come se niente fosse, ma quarant'anni fa i computer non parlavano fra loro. Non c'era una "lingua" comune, uno standard uguale per tutti. O meglio, c'erano tanti standard e ciascuna azienda sceglieva quello che le faceva più comodo. E in effetti faceva molto comodo, dato che creava nei clienti una dipendenza da quell'azienda.

Immaginate un mondo in cui c'è la mail per Windows e la mail per Mac e i due tipi di mail non sono intercambiabili: questa era grosso modo la situazione informatica di quattro decenni fa, e la storia si ripete oggi con il vendor lock-in dei formati proprietari e il DRM. C'era anche il dettaglio non banale che i computer costavano come un condominio ed erano spesso grandi altrettanto (faceva eccezione la Perottina, ma mi fermo, altrimenti mi viene il magone).

Verso la fine degli anni Sessanta, parallelamente allo sforzo tecnologico immenso di arrivare alla Luna, l'agenzia ARPA (Advanced Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa statunitense, resasi conto della monumentale stupidità di avere computer costosissimi incapaci di dialogare fra loro, decise di creare un modo per interconnettere macchine che "parlavano" lingue differenti.

La rete informatica (a commutazione di pacchetti, innovativa per l'epoca) avrebbe usato delle macchine dedicate, gli IMP (Interface Message Processor), che avrebbero agito da interpreti.

Gli IMP, armadi alti come un uomo (ne vedete uno in quest'immagine) e costruiti con hardware Honeywell secondo specifiche militari con ben 12 kilobyte di memoria, furono realizzati dalla Bolt, Beranek & Newman (BBN), dove lavorava un certo Bob Kahn, che insieme a Vinton Cerf avrebbe poi scritto una cosina chiamata TCP. Sì, il TCP che compone la sigla del protocollo TCP/IP sulla quale si basa tutta Internet.

Il primo IMP fu installato alla University of California Los Angeles (UCLA); il secondo fu installato allo Stanford Research Institute (SRI) a Menlo Park, in California, e fra i due fu attivata una connessione telefonica a 50 kbps. Oggi questa velocità di trasmissione fa sorridere, ma all'epoca era l'equivalente informatico del Concorde. Roba che ai comuni mortali sarebbe arrivata vent'anni dopo e che per non pochi è ancor oggi la velocità massima di connessione.

Ovviamente per fare una rete non basta collegare almeno due computer: bisogna anche che si parlino. Ed è questo che accadde il 29 ottobre 1969: Charles Kline, alla UCLA (foto qui accanto), si sedette al terminale, una telescrivente come quella mostrata all'inizio dell'articolo, del calcolatore Sigma 7 e digitò una L (l'iniziale di log).

La lettera L fu tradotta e trasmessa dall'IMP della UCLA e ricevuta a 600 chilometri di distanza dall'IMP dell'SRI, che era collegato a un calcolatore della SDS, presso il quale c'era Bill Duvall (foto qui accanto), e poi rispedita a Kline. I due erano in contatto telefonico a voce.

Poi Kline digitò la O. Tutto bene. Alla ricezione della G, il computer a Stanford avrebbe dovuto rispondere con "in" (da cui "login"). Ma nel momento in cui Kline digitò la G e il suo IMP la trasmise allo Stanford Research Institute, l'IMP ricevente andò in crash.

Le comunicazioni digitali furono ripristinate e il crash fu risolto, effettuando il primo logon completo, ma quelle due lettere furono il primo vagito di Internet. C'è chi le interpreta come "lo", ossia "ecco" (nell'espressione arcaica "lo and behold", di stampo biblico), e c'è chi pensa meno retoricamente che si tratti di un saluto: "L-O", ossia "hello".

Ed eccoci qua, quarant'anni dopo, a scambiarci gigabyte di file splendidamente interoperabili (quando non ci si mettono di mezzo formati proprietari e DRM). Non male, per un esordio così modesto. Buon compleanno, Internet.

Fonti: Computer History Museum (video); The Register; BBC.
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Luna, Apollo 17 a 50 cm per pixel

Tempi sempre più duri per i lunacomplottisti


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "info@tekno****" e "thimsel".

Cinquanta centimetri per pixel, da cinquanta chilometri di distanza. Questa è la risoluzione delle prime immagini dei siti d'allunaggio scattate dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) nella sua orbita bassa definitiva, appunt a 50 chilometri d'altezza sopra il suolo lunare. A questa risoluzione si possono distinguere chiaramente le zampe della base del modulo lunare dell'Apollo 17, le tracce delle impronte degli astronauti e persino la bandiera. Maggiori dettagli sono disponibili nell'articolo su Complotti Lunari.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.


Ci sono domande, cari lunacomplottisti?

Con l'occasione segnalo che il 31 ottobre alle 18 sarò a Genova, alla biblioteca Feltrinelli, per una conferenza sulle missioni lunari.

Segnalo anche la mostra Balle spaziali, organizzata da Beatrice Mautino e Stefano Bagnasco del CICAP alla Biblioteca Berio, nella Sala Mostre in Via del Seminario 14, con esperimenti interattivi e un simulatore di modulo lunare che a qualcuno è piaciuto in modo molto eloquente:



La mostra è aperta dal 23 ottobre al 1 novembre, dalle 09:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdì e dalle 10:00 alle 19:00 il sabato e nei festivi. Per maggiori informazioni: Festivalscienza.it.

E' così che si contrasta il rigurgito di scemenze che propinano certi programmi televisivi. La serie di foto completa è qui.
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Lancio Ares, si ritenta

Nuovo tentativo di lancio dell'Ares I-X



L'articolo viene aggiornato man mano che si evolvono gli eventi.

Dopo il fallimento di ieri, la NASA ritenterà di far partire il nuovo vettore sperimentale Ares I-X, sperando in corde meno recalcitranti, navi meno invadenti e nuvole più clementi. Seguirò l'evento qui a partire dalle 13 ora italiana.

Qui sotto trovate lo streaming offerto da Spaceflight Now [ora rimosso perché obsoleto]. Lo stream in alta qualità della NASA è qui.

10:10. I preparativi per il lancio sono in corso. Condizioni meteo accettabili.



12:10. Decollo previsto per le 14:15 ora italiana.

12:47. Il conto alla rovescia è fermo a 4 minuti. Questa è l'ultima pausa pianificata prima del decollo e normalmente dura 20 minuti, ma in questo caso durerà almeno un'ora per recuperare i ritardi accumulati nelle fasi precedenti.

12:55. Orario di decollo aggiornato: 13:30.

13:00. Decollo previsto non prima della 14, secondo il commentatore NASA. Bella e inconsueta l'immagine di un razzo alto cento metri e così snello, che sta in piedi senza essere sorretto dalla torre di lancio o agganciato ad essa, a differenza dei lanciatori tradizionali. E colpisce l'assenza della normale nebbia di emissioni gassose, che qui non c'è perché il combustibile è solido e non è superraffreddato.



13:10. I tecnici stanno lasciando la rampa.

13:23. Nuovo orario di decollo: 14:15.

14:06. Lancio rinviato a dopo le 14:15. Tutti i problemi tecnici sono stati risolti: l'unico motivo per il ritardo è il tempo meteorologico.

14:12. Nuovo orario: non prima delle 15:30. Conto alla rovescia sempre fermo a 4 minuti. Tempo meteo ottimo, con solo un velo di cirri che però è sufficiente a violare le regole sulla triboelettrizzazione.

14:55. Le condizioni meteo dovrebbero essere nei parametri accettabili intorno alle 16.

15:35. Tutte le condizioni meteo sono OK per il lancio in questo momento. I tecnici sono pronti. Cosa aspettiamo?

15:48. Condizioni meteo negative.

15:55. Nuovo orario di lancio: 16:08 ora italiana.

16:02. Meteo non accettabile per le 16:08.

16:03. Nuovo orario di lancio: 16:20.

16:13. Nuovo orario di lancio: 16:30.

16:36. LANCIO RIUSCITO. Scusate se non ho aggiornato, ero troppo preso a seguire il decollo. Separazione degli stadi regolare. Ora il veicolo è in caduta e si attende l'apertura dei paracadute.





16:38. Confermato ammaraggio dello stadio superiore. Ammaraggio primo stadio non ancora confermato.

16:42. Taglio della cravatta rituale per il nuovo Launch Director.


16:45. Confermato l'ammaraggio del primo stadio appeso ai paracadute.

17:10. Magnifiche le riprese dalle telecamere di bordo. Chiunque abbia fatto modellismo missilistico dinamico in questo momento si mangia le mani. Boys and their toys.



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Liveblogging: lancio dell’Ares I-X

Oggi il primo timido passo verso il ritorno alla Luna. Se non viene richiuso il portafogli



L'articolo è stato aggiornato progressivamente man mano che si evolveva la situazione.

Tra poche ore verrà lanciato il primo esemplare sperimentale del nuovo vettore Ares I, che dovrebbe o potrebbe riportare l'uomo sulla Luna. Ma sul progetto incombe la scure dei finanziamenti inadeguati e di chi obietta che il veicolo è nato male ed è superfluo per il ritorno alla Luna.

Seguirò il lancio (un volo suborbitale di due minuti) via Internet in tempo reale. Ecco intanto il feed TV dalla rampa di lancio, grazie a Spaceflightnow; la diretta di NASA TV è qui (e qui in alta risoluzione).

Sono decenni che sulle rampe della NASA non c'è un vettore così grande: nonostante il design discutibile, è comunque un bestione alto circa 100 metri. Il profilo della missione è documentato in dettaglio qui. La BBC ospita un bel grafico comparativo rispetto allo Shuttle e al Saturn V; The Register ha delle belle foto e uno schema del profilo della missione di oggi, che ho incluso qui sotto.



La partenza è prevista intorno alle 13 ora italiana (12:00 GMT).

[ho rimosso il link allo streaming, obsoleto]

Aggiornamenti (il più recente è in alto):

16:28. LANCIO ANNULLATO. Si ritenta domani. Sigh.

16:17. Nuovo orario: 16:24.

16:03. Nuovo orario: 16:14.

16:00. Nuovo orario: 16:19.

15:50. Nuovo orario: 16:04, vento e nuvole permettendo.

15:43. Il varco nelle nuvole si sta chiudendo. Troppo vento a terra. Conteggio sempre fermo a 4 minuti.

15:14. Nuovo orario di lancio previsto: 15:54 ora italiana.

15:00. Forse c'è un varco nelle nuvole stimato fra 50 minuti che durerà circa 15-20 minuti.

14:49. Lancio interrotto. Conteggio fermato a 2:39, poi riportato a 4 minuti causa condizioni meteo.

14:43. Si va di corsa al lancio! Ora di decollo 14:49.

14:41. Forse si riduce il rinvio.

14:33. C'è una nave cargo nell'area di ammaraggio. Lancio bloccato. Rinvio di 90 minuti.

14:30. OK anche per i limiti di triboelettrizzazione.

14:26. Decollo previsto per le 14:44.

A sinistra, l'Ares; a destra, lo Shuttle.

14:24. CORDA RIMOSSA! Applausi persino nei centri di controllo, cosa rarissima.

14:17. Protezione antipioggia rimossa, ma la corda che serviva per rimuoverla è incastrata in cima al vettore. Strattoni, strattoni, ma niente da fare. Il Velcro della NASA è troppo potente. Esilarante.

14:13. Lancio probabilmente posticipato di qualche altro minuto, ma c'è un buon segno: l'OK per togliere la protezione antipioggia ai sensori è stato dato, e siccome la protezione non si può rimettere una volta tolta, le intenzioni paiono serie.

14:01. Lancio sempre previsto per le 14:24. La finestra di lancio si estende comunque fino alle 17.

13:17. Lancio posticipato alle 14:24 ora italiana.

13:15. L'orario delle 13:29 non è più valido, ci sarà un rinvio a orario ancora da definire. Vento appena sotto il limite per il lancio.

12:55. Decollo annunciato per le 13:29.

12:35. Mezz'ora di rinvio probabile per il lancio. Il conto alla rovescia è fermo a 4 minuti, ma questo valore non include le pause preprogrammate.

11:52. Avviato lo sgancio del sistema meccanico di stabilizzazione del vettore, che trattiene il veicolo contro la spinta del vento. La triboelettrizzazione è un problema non discusso nei lanci precedenti perché trattandosi di un veicolo di prova, nel quale si è cercato di ridurre i costi, non si è utilizzata nessuna tecnica di scarico dell'elettricità statica.

11:40. La struttura laterale di supporto sta ruotando per predisporsi al lancio. Ma la previsione meteo per la triboelettrizzazione è negativa.

11.20. Qualche intoppo minore, ma l'orario di lancio non dovrebbe cambiare.

11:00. In questo momento le condizioni meteo sono favorevoli al lancio, ma la previsione ufficiale dichiara ancora un 60% di probabilità di violazione delle restrizioni meteo.

10:35. Nuovo bollettino meteo: "le regole meteo di lancio restano tutte favorevoli, inclusa la triboelettrizzazione e il volo attraverso precipitazioni".

10:05. 60% di probabilità di non lancio causa meteo avverso.

9:30. Condizioni meteo favorevoli. Unica preoccupazione, il possibile accumulo di elettricità statica se Ares dovesse attraversare pioggia o nubi: l'accumulo potrebbe interferire con la trasmissione della massiccia quantità di dati telemetrici, la cui raccolta è lo scopo principale di questo lancio.
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“Mistero” aiuta la ricerca di vita intelligente nell'universo indicando dove è inutile cercarla: nella loro redazione

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento 2009/10/30.

Scrivere un articolo sulle cretinate inanellate dalla puntata di stasera sarebbe uno spreco di bit e del vostro tempo, oltre che del mio. Dico solo una cosa, e la dico chiara e semplice. Chiunque creda veramente alla storiella della missione Apollo 20 e agli alieni in salmì di Mistero è un imbecille al pari di quelli che dicono che sulla Luna non ci siamo mai andati. Esattamente per gli stessi motivi.

Suggerisco pertanto di rinchiudere i due credenti opposti in una stanza insonorizzata e lasciare che litighino fra loro fino all'ultimo sangue. Così possiamo dedicarci alla vera ricerca della vita intelligente extraterrestre senza i mentecatti fra i piedi. Perché intanto che Ruggeri ciancia di alieni coniglio, l'ESO scopre trentadue – no, dico, trentadue – nuovi pianeti extrasolari. Portando il totale a oltre 400.

Neanche uno dei quali è stato scoperto da un ufologo. Hanno fatto tutto quei noiosi, barbosi scienziati. Quelli che vogliono ammazzare l'immaginazione e non credono a nulla. Che cattivi.


Mistero sarebbe "appassionata professionalità" e "rigore"? Ditemi che è una burla


Ho trovato su Tuttotv quelle che sembrano essere dichiarazioni di "Mauro Crippa, direttore generale informazione Mediaset" e di Ruggeri stesso che gongolano per il risultato di pubblico usando termini come "appassionata professionalità" e "rigore" riferiti alla puntata di Mistero. Più che di rigore, io parlerei di calcio di punizione.


L'indagine del CUN (Centro Ufologico Nazionale)


Ho raccolto i dettagli dello sbufalamento di Mistero in questo articolo, che si avvale del contributo del CUN italiano. A dimostrazione che esiste un'ufologia seria e che con chi usa la normale prudenza e il buon senso si può collaborare senza barriere artificiose fra "credenti" e "debunker".
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Le cose che non colsi - 2009/10/25

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paolocata****" e "licia pan****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Volare con i falchi. Uno straordinario video di parahawking: si va in quota con un parapendio, portando con sé un falco. Poi lo si libera e si aspetta che trovi le correnti ascensionali e lo si segue. E ogni tanto si tende il braccio e il falco addestrato vi atterra sopra, come su una portaerei volante. Oh, dimenticavo: il parapendio è biposto e quindi potete fare i passeggeri. Lo voglio.

Sarah Connor incontra il Prigioniero. Questa cosa è una via di mezzo fra il Rover, l'inquietante palla bianca assassina del Prigioniero, e la materia liquida del T1000 di Terminator 2. Fa abbastanza schifo, ma è una demo di un nuovo principio di locomozione per robot.

Il chip nel cervello. Se non vi siete schifati con la chicca precedente, preparatevi ai coleotteri radiocomandati lunghi 20 centimetri: i ricercatori del DARPA hanno impiantato dei neurostimolatori, un radiocomando e una batteria in alcuni coleotteri e adesso ne controllano a distanza il decollo, l'atterraggio e la direzione di volo. Con video.

Memoria di moscerino. Sapevate che i moscerini della frutta hanno una memoria? Neanche io. Ma ce l'hanno, e all'Università di Oxford hanno anche trovato il modo di selezionarne geneticamente una stirpe alla quale si possono impiantare dei falsi ricordi attivabili a comando. Blade Runner formato tascabile, insomma: o almeno così pare, anche se nei commenti qui sotto ci sono alcuni dubbi. I dettagli sono qui.

Questo puzzava già fuori, dentro poi è una fogna. Solo per malati di Guerre Stellari: una torta matrimoniale a forma di tauntaun sventrato, con tanto di Luke Skywalker messo al caldo, da L'impero colpisce ancora. Se proponete al vostro partner questa torta e accetta, sposatelo: non avete bisogno di altre prove d'amore.

Un'ultima foto prima di schiantarsi. La sonda lunare giapponese Kaguya ha terminato la propria missione con un volo radente sopra la superficie lunare fino allo schianto finale. L'agenzia spaziale giapponese ha pubblicato nuovi fotogrammi degli ultimi istanti del volo. Spettrali e affascinanti per la loro desolazione.

Scienza come magia da Saturno. The Big Picture ha raccolto queste fantastiche immagini di Saturno e del suo sistema di satelliti e anelli, che ne rivelano trame, ondulazioni, scie gravitazionali e altre meraviglie. Sono un sostenitore della necessità dei voli spaziali umani, ma quando vedo queste cose mi rendo conto che con i budget striminziti di oggi, realisticamente solo un veicolo automatico potrebbe restituirci questi risultati affascinanti.

L'uomo su Marte? Anche subito, basta che sia un viaggio di sola andata. Un gruppo di tecnici che include l'astronauta lunare Buzz Aldrin ha fatto i conti: non c'è la minima speranza, con i finanziamenti attuali, di portare un uomo su Marte e portarlo a casa. Ma se si rinuncia al viaggio di ritorno, si può stabilire una colonia permanente (anzi, definitiva) su Marte con i soldi che sono a disposizione adesso. Evitare il viaggio di ritorno riduce del 90% i costi della missione. E c'è gente disposta ad accettare il rischio. Ci andreste? I dettagli sono qui.

La Terra vista da Marte. Una foto non nuova ma affascinante del Mars Global Surveyor mostra Giove, la Terra e la Luna insieme nel cielo marziano, e si vedono i continenti. Perché ovviamente gli allineamenti planetari che secondo certi menagramo spaziali annuncerebbero catastrofi sono spesso solo questione di punto di vista e ogni pianeta ha i suoi.

Niente Luna ieri per Moonscape. A proposito di foto, ieri è fallita per maltempo la sessione di riprese lunari per Moonscape. Su Flickr trovate qualche immagine. Se qualcuno volesse donare una propria foto di una falce di Luna, gliene sarei grato.

Ritorno alla Luna? La NASA ha messo sulla rampa di lancio il primo esemplare di collaudo del nuovo vettore Ares. E' orrendo, pare un applicatore per assorbenti interni progettato da un sadico. E dato che una delle regole non scritte dell'aerodinamica è che se non è bello non vola bene, il giudizio estetico non è secondario. Altre foto sono qui, qui e qui.

102.400 ISO, non è un refuso. Sempre in tema fotografico, che ne dite di una fotocamera da 102.400 ISO? La nuova battaglia commerciale delle fotocamere digitali passa dai megapixel agli ISO, con una serie di macchine ultrasensibili che permettono foto in condizioni di luce proibitive. Ecco qualche foto fatta con la Nikon D3s. Guardatele prima di guardare il prezzo della fotocamera.

Poster aeronautici d'epoca. Lustratevi gli occhi con questa collezione dal museo Smithsonian e con il dietro le quinte della realizzazione.

Indiana Jones e il... Sacro Catino? No, non è la Jacuzzi di Harrison Ford: è un reperto che si dice essere il piatto dal quale Gesù mangiò durante l'Ultima Cena. Sta a Genova. Aspettate che lo scopra Giacobbo.

Evoluzione dimostrata sperimentalmente. Per tutti gli ottusi che non hanno ancora capito che l'evoluzione biologica è un fatto, su Nature c'è un articolo di Richard Lenski, che nel suo laboratorio nel Michigan ha coltivato il batterio E. coli per 21 anni e ha documentato le modificazioni genetiche adattative e casuali di 40.000 generazioni del batterio.

Ebook in Europa, meglio stare alla larga. Debutta il Kindle europeo, ma fortemente menomato rispetto all'originale USA. Intanto arriva il Nook di Barnes & Noble, che pare molto più interessante (a partire dal touchscreen secondario a colori) e dall'idea di "prestare" i libri digitali).
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Blooper cinematografici cercansi per lunacomplottisti

A caccia di immagini di errori nei film per aiutare un lunacomplottista che non li ha mai visti


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Massimo Mazzucco, responsabile di Luogocomune.net nonché lunacomplottista DOC, si è cimentato nel rispondere alle domande per i sostenitori della messinscena lunare che ho pubblicato qualche tempo fa, con risultati molto divertenti.

Non spenderò tempo a ribattere in dettaglio alle sue vaghe obiezioni prive di riscontri tecnici, perché è inutile farsi trascinare in un battibecco inconcludente, ma ne segnalo due perle tragicomiche, particolarmente significative visto che Mazzucco afferma di essere un fotografo che ha lavorato nel cinema.

Ho chiesto come sarebbe stato possibile ottenere, con le tecnologie cinematografiche degli anni Sessanta, l'effetto della ripartenza del modulo lunare dell'Apollo 17 dalla superficie della Luna, in cui polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute: cosa che può avvenire solo nel vuoto.




Ecco la risposta di Mazzucco:

Perchè i modellini sparano roba a 20 cm. al massimo, e le “volute” non riesci a farli [sic] nemmeno pagando.


Ma davvero? Ecco l'allunaggio in 2001 Odissea nello spazio, anno 1968, considerato il massimo degli effetti speciali dell'epoca e realizzato con modellini:




Però il massimo dell'effetto comico (tanto che comincio a sospettare che Mazzucco sia pagato dalla CIA per screditare i lunacomplottisti) è in quest'altra sua risposta alla domanda su come si sarebbe evitato di vedere la troupe riflessa nelle visiere a specchio degli astronauti:

Le riprese in studio vengono fatte fin da quando è nato il cinema, e nessuno ha mai visto un solo tecnico riflesso in specchi, visiere, o superfici lucide di qualunque tipo. Quindi?


Giuro, dice davvero così. Eppure è bastata una ricerca veloce per recuperare le immagini di un paio di esempi presenti addirittura in un film dell'era degli effetti speciali digitali, in cui sarebbe stato facile rimuoverli in post-produzione. Mi riferisco a The Matrix:




Volete darmi una mano a fornire a Mazzucco qualche altro esempio? Vi basta consultare la voce "Crew or equipment visible" della sezione Goofs dell'Internet Movie Database oppure visitare siti come MovieMistakes.com per avere un elenco interminabile dei fenomeni che il buon Mazzucco nega così categoricamente. Addirittura c'è una sezione apposita, denominata "Best Visible Crew", in Moviemistakes.com.

Per esempio, in un classico pre-digitale come Il Padrino (1972) IMDB segnala che quando Clemenza va a orinare, nel finestrino dell'auto nella quale Rocco ha appena sparato a Paulie si vede il riflesso della troupe.

O in Guerre Stellari (l'originale), quando C3PO è sul convogliatore dentro il veicolo dei Jawa, nel riflesso della sua testa si vede la troupe.

O nel Cavaliere Oscuro, quando Batman interroga il Joker e lo solleva e lo sbatte contro il muro, si vedono la cinepresa e il cameraman riflessi nello specchio a destra.

Date per favore un'occhiata alla vostra videoteca, catturate (meglio se in HD) i fotogrammi incriminati e mandatemeli. Non possiamo lasciare i lunacomplottisti nella loro ignoranza, giusto? Grazie!


2009/10/25: qualche esempio dai lettori



Ecco le immagini, cliccabili per ingrandirle, della troupe riflessa in uno specchio nel Cavaliere oscuro (ringrazio vinc_1 e paolofuture):





Sempre vinc_1 offre queste immagini dal Padrino:





E' arrivato anche questo fotogramma di Grano rosso sangue (1984) nel quale si vede la troupe riflessa nella portiera. Grazie Luca!



Gwilbor segnala questi riflessi in Matrix e in Ritorno al Futuro:







Dalla puntata Unification di Star Trek - La nuova generazione, ecco un tecnico riflesso in una piramide di vetro (grazie a Pierluigi per la segnalazione nei commenti):



Da Titanic, grazie a Vittorio:



Dal film Amore e Guerra, dove si vede la luce dei proiettori riflessa ripetutamente negli occhiali di Woody Allen (grazie a Yos):



E' troppo sperare che questi esempi inducano Mazzucco a... riflettere?
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Virtualizzatevi!

Macchine virtuali gratis con VirtualBox e VMWare


Una delle soluzioni di sicurezza informatica suggerita da un recente rapporto del SANS Technology Institute per evitare gran parte degli attacchi ai servizi online, già segnalato in quest'articolo, è la virtualizzazione. In pratica si tratta di creare, all'interno del vostro computer, un ambiente nel quale gira un altro sistema operativo, da usare esclusivamente per le transazioni sicure.

Terminata la transazione, l'ambiente viene sterilizzato e ricreato da zero la volta successiva, per cui qualunque infezione informatica viene annullata.

Per creare quest'ambiente si installa un programma apposito che genera una "macchina virtuale", ossia un computer simulato tramite software. E' su questa macchina che viene installato il sistema operativo alternativo, che viene ospitato dal sistema operativo primario. Per semplificare: immaginate una finestra di Windows nella quale gira un altro Windows o Linux. Quella è la virtualizzazione.

Oltre a consentire transazioni online meno insicure, la virtualizzazione offre un altro vantaggio: permette di provare un sistema operativo o un programma senza contaminare il sistema operativo principale del computer o di mantenere in vita i vecchi programmi facendoli girare nel loro sistema operativo su un computer dotato di un sistema più recente.

Ovviamente far girare due sistemi operativi contemporaneamente richiede un computer vivace (soprattutto molta memoria RAM). Oltre che in alcune versioni di Windows 7, il software necessario è disponibile in forma gratuita presso siti come Virtualbox.org e Vmware.com per tutti i principali sistemi operativi; se volete una lista più estesa di software per virtualizzazione, date un'occhiata a Wikipedia in inglese o alla versione italiana un po' più esile.
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Truffa telefonica: disconnessione fittizia

Occhio a chi vi telefona e vi minaccia di staccare la linea


Sta circolando via mail un appello che segnala il pericolo di una truffa telefonica che sembra stia funzionando fin troppo bene nel Regno Unito e che potrebbe attecchire anche altrove, per cui è meglio sapere che non si tratta di un appello bufala.

Il truffatore telefona alla vittima spacciandosi per un operatore del call center della compagnia telefonica e avvisa la vittima che è in arretrato con i pagamenti e che quindi se non paga subito gli verrà staccata la linea.

Se la vittima è riluttante, il truffatore avvisa che la linea verrà staccata subito. E in effetti quando la vittima riaggancia e poi prova a chiamare, il suo telefono è muto.

Qualche minuto dopo, il truffatore richiama e la vittima, ormai in crisi, di solito accetta di pagare e quindi comunica al malvivente i dati della propria carta di credito. Ed è questo lo scopo del truffatore. Magicamente la linea torna a funzionare, ma il danno arriverà dopo, quando la vittima si troverà la carta di credito spolpata.

Come funziona il raggiro? Chi inizia la chiamata la "tiene", per cui il truffatore, quando avvisa la vittima che la linea verrà staccata, non riaggancia e preme il tasto di muto. La vittima non può quindi telefonare perché la linea è già impegnata. Semplice e terribilmente efficace, come racconta The Register.

Immagine Creative Commons di Ribbit Voice.
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ROBAM da matti

Proteggersi dai malviventi? Meglio usare una penna o un CD


Ha suscitato un certo clamore la proposta drastica di Brian Krebs, uno degli specialisti in sicurezza informatica del Washington Post. Di fronte alle numerose truffe ai danni di chi usa Internet per gestire il proprio conto bancario o postale, ha suggerito un rimedio drastico: "Non usate Windows quando accedete al vostro conto bancario via Internet".

La sua considerazione è molto semplice: il comune denominatore dei vari tipi di attacco informatico che ha visto subire da aziende e privati è l'uso di Windows. Per due ragioni fondamentali e interconnesse: Windows è il sistema operativo più diffuso, e quindi il più appetibile per i criminali che sparano nel mucchio sperando di colpire qualcuno a caso, e praticamente tutti i malware, ossia i programmi ostili che scavalcano le protezioni e infettano il computer, sono progettati per attaccare Windows.

Molti di questi malware sono così sofisticati da aggirare le normali misure di sicurezza, come gli antivirus e l'uso di token (generatori tascabili di password temporanee) o il controllo dell'indirizzo IP dal quale proviene la richiesta di transazione bancaria, usando un semplice espediente: il malware si insedia sul computer dell'utente e ne intercetta il traffico in tempo reale.

In questo modo l'utente non si accorge di nulla (almeno fino a quando non si accorge dei soldi che spariscono dal suo conto corrente). Quando si collega al proprio istituto finanziario e digita i codici di accesso, compreso quello temporaneo del token, tutti i dati vengono intercettati dal malware e ritrasmessi istantaneamente al malvivente che l'ha iniettato nel computer.

L'utente legittimo vede una schermata in cui lo si informa che è stato rifiutato l'accesso e quindi ritenta. Ma intanto il malfattore, utilizzando la connessione del PC infetto (quindi con un indirizzo IP approvato), sta operando sul conto corrente tramite i codici intercettati. Nel suo articolo, Krebs fa nomi e cognomi di aziende derubate di centinaia di migliaia di dollari con questa tecnica. Di solito il criminale informatico preleva pochi soldi tante volte, in modo da passare inosservato, ma nei casi più sofisticati all'utente viene mostrata una schermata bancaria fasulla che gli presenta un saldo fittizio del suo conto, che in realtà è stato prosciugato.

Un computer che usa un sistema operativo diverso da Windows (Mac o Linux) sarebbe immune da questi malware più diffusi e quindi ridurrebbe questo genere di rischio, ma non lo eliminerebbe. Occorrerebbe un sistema operativo non infettabile: uno che sia fisicamente protetto contro le alterazioni. In questo senso, lo stimato SANS Technology Institute ha recentemente pubblicato una ricerca intitolata Protecting Your Business from Online Banking Fraud (PDF qui), il cui consiglio numero uno è appunto di adottare un ROBAM (read-only bootable alternative media) come ambiente isolato per le transazioni finanziarie.

Un ROBAM è un sistema operativo separato e autonomo, memorizzato su una penna USB protetta contro la scrittura o su un CD. Quando si vuole effettuare una transazione finanziaria online, il computer viene avviato da questo supporto. In questo modo si è sicuri che il computer parta "pulito" ogni volta. Nessun virus o altro malware presente nel computer (a parte un keylogger fisico) potrebbe agire.

L'idea è semplice e non costosa: ci sono decine di "Live CD" del sistema operativo Linux (ne trovate un elenco qui), che è legalmente scaricabile e gratuito. Basta masterizzarlo o trasferirlo su una penna USB e riavviare il computer da lì. L'avvio è a volte più lento di quello normale, e bisogna abituarsi un momento all'ambiente nuovo, ma è il prezzo che si paga per una maggiore sicurezza.

Il vero problema è che molte banche non hanno ancora colto questi suggerimenti tecnici e quindi hanno siti che accettano soltanto utenti di Internet Explorer, obbligando quindi i correntisti a usare Windows. Ma tentar non nuoce, e potreste trovarvi con una sorpresa piacevole, visto che la resistenza ai browser alternativi a Internet Explorer ormai sta scemando.
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Kissinger e Rumsfeld: mai andati sulla Luna

Video shock: Aldrin, Kissinger, Rumsfeld, la moglie di Stanley Kubrick e altri confessano che gli sbarchi lunari furono una messinscena


Su Internet sono disponibili dei video nei quali personaggi molto noti, come i politici Alexander Haig, Henry Kissinger e Donald Rumsfeld, la moglie del regista Stanley Kubrick e addirittura gli astronauti Buzz Aldrin e Dave Scott dicono che le immagini degli sbarchi sulla Luna furono falsificate in un set cinematografico, sotto la supervisione di Kubrick, reduce dal capolavoro di fantascienza 2001: Odissea nello spazio, che aveva stupito il mondo per il realismo dei suoi effetti speciali.

Cosa c'è dietro? E' un trucco di doppiaggio? Le loro parole sono state tolte dal contesto originale e manipolate? Assolutamente no. Si tratta di spezzoni tratti da Operazione Luna, un documentario trasmesso nel 2002 dalla rete televisiva Arte e realizzato da William Karel. Un documentario parodia.

Operazione Luna riesce perfettamente nel suo intento: dimostrare allo spettatore l'importanza di guardare la televisione sempre con occhio critico, senza fermarsi alla superficialità accattivante delle immagini ben confezionate e senza fidarsi dell'autorevolezza apparente dei personaggi celebri. Infatti nonostante sia disseminato di assurdità tecniche e di indizi rivelatori (i nomi di molti "testimoni" sono tratti da film celebri), c'è chi crede che sia una vera confessione, grazie anche al fatto che gli spezzoni su Youtube, visti da soli, non rivelano il finale del documentario, che vi lascio il piacere di scoprire intanto che giocate a quante citazioni cinematografiche sapete trovare in Operazione Luna.

Se volete barare, comunque, tutta la questione è raccontata in dettaglio su Complotti Lunari.
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“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

Cos'era l'oggetto misterioso visto domenica scorsa nel cielo di mezza Europa?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto dall'Italia e dalla Svizzera parecchie segnalazioni circostanziate di un fenomeno molto particolare osservato domenica scorsa, 18 ottobre, intorno alle 21.10 ora italiana: "due corpi nebulosi", come li ha descritti un testimone, "con un enorme cerchio attorno", hanno solcato il cielo.

Oltre alla splendida fotografia qui accanto, degli italiani Federico e Chiara Bellini, ne potete vedere altre immagini grazie a Spaceweather.com, che segnala avvistamenti immortalati in Croazia, Italia, Ungheria, Francia, Finlandia e Creta.

Il fenomeno è stato dunque reale, e poiché è stato visto contemporaneamente da luoghi così distanti si deve essere verificato a grande altezza. Naturalmente gli astrofili dotati di sistemi che registrano automaticamente e in continuazione tutto quanto avviene in cielo non si sono lasciati sfuggire l'evento. C'è una impressionante sequenza di fotogrammi ripresi ad intervalli di un minuto da due astrofili francesi, Claudine Rinner e François Kugel. Su Astrosurf.com trovate un'altra serie magnifica di immagini.

Che cos'era? La rete internazionale degli astrofili (in particolare gli amici della Società Astronomica Ticinese) e Spaceweather.com indicano che si è trattato di un effetto prodotto dallo scarico del carburante in eccesso di un razzo statunitense Atlas Centaur, partito poco prima (18.12 ora italiana) dalla base di Vandenberg in California, che ha collocato in orbita un satellite meteorologico militare, il DMSP F18 (notizia Reuters qui).

Lo scarico, avvenuto nel vuoto e in assenza di peso, ha prodotto una nube finissima di forma sostanzialmente sferica che si espandeva progressivamente. L'impressione di un cerchio è dovuta al fatto che quando si osserva una tenue nube sferica, la regione che riflette maggiormente la luce solare è quella dove lo sguardo incontra il maggior numero di particelle per porzione di cielo, cioè l'insieme delle tangenti alla sfera passanti per l'osservatore. La nube non è pericolosa, dato che il carburante del Centaur è costituito da idrogeno e ossigeno, e si è diluita in uno spazio enorme sostanzialmente al di fuori dell'atmosfera terrestre.

Ringrazio la SAT e Francesco Grassi del CICAP e Roberto per le segnalazioni.


2009/10/21: ufologi svizzeri in subbuglio


Mi è stato segnalato che ieri due giornali regionali, il Corriere del Ticino e La Regione Ticino, e Ticinonews.ch hanno parlato dell'avvistamento citando dichiarazioni degli ufologi e addirittura (nel caso de La Regione) presentando una foto di un classico disco volante, che non c'entra assolutamente nulla con il fenomeno.

Gli ufologi intervistati dalle testate hanno dichiarato che l'oggetto avrebbe compiuto "alcune manovre", cosa che le riprese video smentiscono nettamente, e parlano di "misterioso oggetto volante". Ma è misterioso soltanto per chi non si prende la briga d'informarsi e ragionare, e per i giornalisti che invece di contattare chi osserva il cielo per professione e con competenza consultano soltanto gli ufologi dall'entusiasmo facile.
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Aggiornamenti lunari

Impatti lunari vecchi e nuovi


Lo schianto della sonda LCROSS sulla Luna di pochi giorni fa ha deluso le attese in quanto a spettacolo visivo, ma i dati sono buoni e qualche immagine, anche se modesta, c'è:



La macchiolina nel cerchio rosso è lo sbuffo di polvere sollevato dall'impatto dello stadio Centaur della sonda LCROSS, visto dalla sonda stessa pochi minuti prima di schiantarsi anch'essa. Quella "macchiolina" sembra una di quelle nuvolette che fa Vil/Wil Coyote quando precipita in fondo all'immancabile canyon, ma misura in realtà da 6 a 8 chilometri. I dettagli sono qui presso Nasa.gov e altre immagini sono qui.

In realtà l'impatto di questa sonda – che alcuni svitati descrivevano come un terribile bombardamento – è una quisquilia rispetto a quello che abbiamo schiaffato contro la Luna in questi decenni. Per esempio, ecco una bella foto del cratere prodotto dal terzo stadio dell'Apollo 14 nel 1971:

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.


Bam! Questo è un bel craterino di 35 metri, prodotto sulla Luna dall'impatto di circa 14 tonnellate di metalli assortiti a oltre 9000 chilometri l'ora. Per fare un paragone, lo stadio Centaur della sonda LCROSS pesava circa 2500 chili e ha impattato grosso modo alla stessa velocità. Trovate i dettagli su Complotti Lunari, insieme a una decina di domande da fare ai vostri amici lunacomplottisti, se ne avete, per divertirvi a metterli in crisi.
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Mac OS X, account ospite cancellatutto

Occhio all'account ospite in Snow Leopard, cancella i dati degli altri account


Magagne per gli utenti Mac: da un mese a questa parte circola la segnalazione di alcuni utenti che, dopo aver effettuato la migrazione da Leopard a Snow Leopard, si sono trovati tutti i dati personali cancellati.

Il numero di utenti pubblicamente coinvolti è piccolo, circa un centinaio, ma l'imbarazzo è grande, perché questo genere di disastro non dovrebbe avvenire, soprattutto in un sistema operativo che pubblicizza così assiduamente la propria affidabilità.

Il problema si presenta quando un utente che ha cambiato da Leopard a Snow Leopard accede all'account ospite, intenzionalmente o per distrazione, e poi ne esce per rientrare nel proprio account normale. I dati dell'account normale risultano cancellati, come se l'account fosse stato azzerato (e in effetti è vuoto), e i dati non sono recuperabili se non si dispone di una copia di scorta.

Come rimediare? Apple dice di essere al corrente e al lavoro per risolvere il problema, che sarebbe molto raro: intanto è opportuno disabilitare l'account ospite. Se serve un account temporaneo da usare per gli ospiti, conviene crearne uno apposito e attivare i controlli censura o ridurne i privilegi.

Come sempre, la regola per sopravvivere è la solita: backup, backup e ancora backup. Perché prevenire è molto più facile che curare anche in informatica.

Fonti: The Register, Cnet, Cnet, BBC, Neowin.net.
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Microsoft, patch da record

34 falle da turare per gli utenti Windows


Il 13 ottobre Microsoft ha pubblicato un aggiornamento da record che risolve ben 34 vulnerabilità che riguardano Windows, Internet Explorer, Windows Media Player, Office, Silverlight, Forefront, Developer Tools, Internet Information Services, ActiveX e SQL Server. Otto di queste vulnerabilità sono classificate come critiche: una è una falla in Internet Explorer 8 sotto Windows 7.

L'aggiornamento verrà ricevuto automaticamente dalla maggior parte degli utenti, ed è importante installarlo appena possibile perché alcune delle vulnerabilità turate, per esempio quella del protocollo FTP in Internet Information Services e le quattro di Internet Explorer che richiedono solo di attirare la vittima su una pagina preconfezionata, vengono già sfruttate da alcuni criminali informatici.

Il record precedente per un singolo aggiornamento era di giugno 2009, con 31 vulnerabilità turate nell'ambito degli aggiornamenti che Microsoft da fine 2003 pubblica il secondo martedì di ogni mese.

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Qualcuno ha Google Wave?

Utenti Google Wave cercansi


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Se avete ricevuto un invito a Google Wave, contattatemi presso paolo.attivissimo chiocciola googlewave.com. Vorrei fare un po' di test con questo nuovo prodotto di Google, che se funziona promette (o minaccia) di fagocitare un po' di tutto, dalla mail a Twitter alla chat a Facebook ai siti di fotografie e a quelli di creazione condivisa di documenti, e di eliminare i programmi client. Perché tutto avviene nel browser, anche se l'interfaccia non sembra una pagina Web.

Se non sapete cos'è Wave, guardate il video della demo davvero notevole (in inglese).

Aggiornamento: quota utenti di test raggiunta, grazie! Siete fulminei.