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Programma complottista lancia sondaggio: votate, votate (UPD 20090404) 31.3.09 Permalink 445 commenti
Volete che la smettano di parlare a senso unico di 2012, scie chimiche, 11 settembre e signoraggio in TV? E' la vostra occasione
Rebus, il programma di Maurizio Decollanz trasmesso da Odeon TV che ha ospitato a più riprese scie chimiche, complottismo undicisettembrino, signoraggio, fine del mondo nel 2012 e altre fantasie di cospirazione, rifiutando sistematicamente ogni dialogo con i tecnici (lo so per esperienza diretta), ha indetto un sondaggio per sapere se la trasmissione è gradita.Al momento in cui scrivo i giudizi sono quelli mostrati qui sopra. Se aggiungete la vostra opinione, può darsi che il risultato del sondaggio venga recepito come un suggerimento per un approccio più rigoroso e paritetico alle tematiche affrontate, al quale io e i miei colleghi d'indagine saremmo sempre ben lieti di dare una mano. Non chiediamo censura, per l'amor del cielo: chiediamo semplicemente spazio alla pari e un faccia a faccia tecnico con chi sostiene queste teorie.
Decollanz si chiede "come è possibile tanta acredine in assenza di puntate in onda?" e sospetta "un dono paranormale" da parte di un "manipolo di ascoltatori" che anticiperebbero i contenuti delle puntate future, ma forse non ha considerato che i telespettatori non hanno dimenticato le puntate già trasmesse, come questa. Per non parlare del fatto che il blog stesso della trasmissione elenca gli argomenti che verranno trattati: Zeitgeist il 13 aprile, assassinio di JFK e signoraggio bancario il 20 aprile, e la promessa di tornare a parlare di scie chimiche. Non ci vuole mica la chiaroveggenza, basta saper leggere.
Comunque sia, sarà interessante esaminare l'evolversi del sondaggio e le reazioni dei suoi promotori.
Due ore dopo
"Eccellente" al 18%, "apprezzo moltissimo" al 5%, "apprezzo moderatamente" a zero; "non apprezzo affato" [sic] al 2% ed "è vergognosa" al 72%. A prescindere dai giudizi, il numero totale dei voti s'è quasi triplicato (713). Tutto questo in due ore da quando ho segnalato l'esistenza del sondaggio, che era già online da almeno 24 ore.Come dice l'amico Riccardo: e se saltasse fuori che l'anticomplottismo fa più audience del complottismo?
Mezzanotte
"Eccellente" al 13%, "apprezzo moltissimo" al 3%, "apprezzo moderatamente" a zero, "non apprezzo affato" [sic] al 3% ed "è vergognosa" al 78%. 1259 voti complessivi. Comincia ad essere difficile considerare i vergognisti come un "affezionato manipolo".Questa potrebbe diventare l'iniziativa di debutto della Happy Skeptic Society, concepita alla Deepcon con l'aiuto di un buon bicchiere di Teroldego (grazie Stefano!) e l'ispirazione del simpaticissimo Anthony Simcoe di Farscape.
Cheers, mate!
2009/04/01, 11:00
Nonostante la chiamata alle armi del leader degli sciachimisti, il divertimento continua e anzi aumenta, perché l'esiguità del seguito di questa teoria delle "scie chimiche" diventa ineludibilmente evidente. Per non parlare della totale latitanza dei sostenitori delle altre teorie presentate da Rebus.
2009/04/02, 01:30
Direi che a questo punto l'esperimento è riuscito e può terminare. Non solo si è visto che persino un blogghettino di campagna come questo riesce a mobilitare, senza ricorrere a trucchetti, più di una trasmissione procomplottista come Rebus, segno che anche l'anticomplottismo e la scienza possono fare audience; ma i tifosi dei complotti dietro ogni angolo hanno dato il meglio di sé, esattamente come da copione.
Qualcuno ha tentato di cancellare la mia pagina in Wikipedia; inoltre quando ho postato sul gruppo Rebus di Facebook una educata, pacata proposta di dialogo pubblico fra me e il conduttore di Rebus, è stata bollata come "irrilevante" e nascosta:
Questa è l'apertura al dialogo di questi signori. Coloro che si lamentano delle censure ufficiali sono i primi a censurare. Coloro che si lamentano dei complotti sono i primi a sospettare brogli nel loro stesso sondaggio. Coloro che si dichiarano vittime di una persecuzione sono i primi a perseguitare e aggredire chi osa mettere in dubbio le loro confuse verità.
"La Verità ci muove. Qualunque essa sia", dice lo slogan di Rebus. Qualunque essa sia, purché sia quella che vogliono loro. Bravi, vi siete resi ridicoli da soli.
2009/04/04
Il mio messaggio sul gruppo Rebus di Facebook è stato ripristinato. Il blog di Rebus insinua sospetti sulla regolarità del sondaggio. Ognuna delle circa 3000 persone che hanno partecipato, con le varie opinioni, potrebbe mandare una mail per confermare che tutto è stato regolare, ma immagino che una campagna di mail verrebbe interpretata come una "violenza", stando a quanto scrive Decollanz nella discussione su Facebook.
Questo è il dato del sondaggio alle 22.34 del 3 aprile. E' l'ultimo dato di cui terrò traccia: per quanto mi riguarda la questione è chiusa.
Maurizio Decollanz, il conduttore di Rebus, ha pubblicato questo messaggio, che riporto sia come testo sia come cattura della schermata perché ha davvero dell'incredibile.
[...] Ma qualche parola voglio anche riferirla al sig. Paolo:
Ho letto ciò che ha scritto sul suo Blog su di me. Ho letto i commenti e il modo con cui lei li ha moderati e li modera. Sarò sincero: sono rimasto esterrefatto dalla violenza velata e meno velata. Una violenza inaudita che colpisce alla cieca e si concentra poi sulla sfera personale. Ebbene tutto questo è vergognoso.
No, è peggio. Molto peggio.
Vede, da tempo ricevo minacce per le tematiche scomode che ho affrontato, affronto e continuerò ad affrontare. Non solo in Rebus. La sua iniziativa può essere interpretata come un chiaro incitamento alla violenza. Forse per lei è un gioco, ma gli esiti di questo gioco potrebbero essere... lasciamo perdere.
Alla luce di quanto ho letto, comunque, mi corre l'obbligo informare le Autorità competenti in modo che sia chiara ed evidente la sua eventuale corresponsabilità in atti violenti. Di qualunque natura essi siano.
Ma, soprattutto, sia chiara la sua responsabilità morale come mandante e fomentatore.
E in questa sede ha anche il coraggio di camuffarsi da moderato. E’ incredibile. Sta dibattendo in questa sede da due giorni e sul suo Blog lo stato del suo articolo è fermo alla falsa denuncia di aver visto oscurati i suoi interventi. Incredibile. Ci sarebbero gli estremi per querelare lei e almeno due dei commentatori al suo articolo. Le cui identità, eventualmente, verranno svelate da un magistrato.
Vede Paolo, se era un gioco, ora si lasci guidare dalla coscienza. Se invece è tutto frutto di un cinico calcolo, allora si prepari all'eventualità di doverne rendere conto davanti a un giudice.
Questo è il mondo reale, e a differenza delle vostre "litigate" sul web protetti da nomignoli e pseudonimi, in questo caso ci sono nomi, cognomi e sedi. Se non se ne era reso conto cerchi di riparare. Perché le responsabilità che si sta assumendo sono molto pesanti.
In ultima analisi, voglio ringraziare di cuore tutti i sostenitori di REBUS. E sono veramente tanti. Dopo il mio invito sul Blog a scrivermi per manifestare le ragioni del dissenso, ho ricevuto una manciata di mail di protesta mentre il resto sono di solidarietà e apprezzamento. Ne ho tratto le debite deduzioni.
Maurizio Decollanz
Ed ecco la schermata catturata, per i più increduli:
Ho risposto come segue:
Sig. Decollanz,
Lei parla di "violenza velata e meno velata". Di "incitamento alla violenza". La prego di citarmi qualche esempio di questa presunta violenza e di questo presunto incitamento. Queste sono accuse gravissime e vanno circostanziate.
Lei ha ospitato più volte nel suo programma una persona, Rosario Marcianò, che accusa apertamente piloti civili italiani, meteorologi, chimici e giornalisti, facendo nomi e cognomi, di complicità in genocidio. Lei ho la lasciato parlare senza mai offrire ai suoi spettatori un contraddittorio e senza dare un diritto di replica alle persone accusate di crimini inauditi.
Il confronto fra questi due fatti sarebbe quasi ironico, se non fosse per la gravità di quello che lei attribuisce a me. "Mandante e fomentatore", nientemeno.
Ritiene che ci siano gli estremi per querelare qualcuno? E' naturalmente suo diritto. Però non so se l'autorità giudicante riuscirà a contenere le risate quando lei spiegherà che ha presentato come serio ricercatore una persona che afferma che le scie degli aeroplani ci faranno diventare tutti "androidi subumani". E non solo: gli ha lasciato ampio spazio per accusare i nostri piloti, i nostri militari e i nostri meteorologi di strage e avvelenamento di massa.
Speravo in un confronto serio e civile, ma lei sta alzando il tono con parole decisamente fuori luogo.
Con rammarico
Paolo Attivissimo
Prendo atto anche della risposta di Decollanz:
Bene Paolo, ha avuto modo di esprimere una replica a nome suo e di tutti quelli che da lei si sentono rappresentati.
Ho letto con attenzione. Quello che dovrà finire in un'aula di tribunale ci finirà.
Chi ha commesso errori ne pagherà le conseguenze. Chiunque esso sia.
La discussione è chiusa.
mdec
Scommetto una teglia di focaccia che non ci sarà nessun seguito in tribunale. I precedenti parlano abbastanza chiaro: Decollanz ha già scritto in passato di volermi denunciare all'Ordine dei Giornalisti italiano (per averlo messo educatamente in guardia contro il personaggio Marcianò, nientemeno), ma poi non è successo nulla.
Etichette: 11/9, 2012, complottismo, scie chimiche, signoraggio
Antibufala: allarme telecomandi auto clonati 31.3.09 Permalink 73 commenti
Antibufala: chiudete l'auto con le chiavi, così bloccherete i clonatori di telecomandi!
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "marco.bis" e "dinoj". Grazie a Marina e Giovanni e Markogts per il supporto tecnico. L'articolo è stato riscritto e corretto dopo la pubblicazione iniziale.Sta circolando ormai da qualche tempo, ed è riemerso con rinnovato vigore, un appello via e-mail che esorta gli automobilisti a non usare il telecomando per chiudere la propria auto e a ricorrere invece alle chiavi, in modo da evitare furti da parte di malfattori che copiano i codici dei telecomandi.
L'appello può, in alcuni casi, avere un fondo di verità, ma nella sua attuale formulazione rischia di essere molto ingannevole.
Ecco una delle sue numerose varianti attualmente in circolazione:
Info ricevuta
Giratela anche voi
I giorni scorsi ho malauguratamente subito il furto della mia borsa di lavoro (con tanto di agenda e rubrica telefonica). Vi segnalo - per vs. utile conoscenza - le modalità con cui è avvenuto il furto: avevo lasciato l'auto nel parcheggio di un autogrill (Autostrada del Sole, nei pressi di Lodi) proprio davanti all'ingresso, recandomi al bar per un caffé. Dopo 5-10 minuti sono tornato alla macchina e, senza accorgermi di nulla, sono ripartito. Una volta arrivato in ufficio e aperto il portabagagli, ho riscontrato - con mio grande sconforto - di aver subìto il furto della borsa di lavoro e di altri oggetti (tra cui una reflex digitale e varia strumentazione di misura, tutto materiale piuttosto costoso).
Preciso che alla ripartenza dopo la sosta all'autogrill, l'auto era chiusa e non presentava alcun segno di effrazione. Come hanno fatto? In polizia, ove mi sono recato per sporgere denuncia, hanno confermato il mio atroce sospetto: esistono bande organizzate con tanto di sofisticati strumenti (scanner a radiofrequenza), in grado di "clonare" la frequenza dei nostri telecomandi di chiusura dell'auto! Per questi delinquenti, quindi, aprire le nostre auto diventa un gioco da ragazzi: uno con lo scanner si apposta nel parcheggio e, quando chiudiamo la macchina col telecomando, ne decodifica il segnale, quindi, con l'aiuto di un complice (che fa il palo, controllando i nostri movimenti), un attimo dopo che siamo entrati al bar apre la nostra auto con il telecomando "clone", prende tranquillamente quello che gli serve e, colmo della beffa, richiude la macchina con il telecomando. Il tutto in pochi secondi!
Di fronte a questo sistema, l'unico modo per salvarsi è: chiudere le portiere a mano con la chiave e NON USARE ASSOLUTAMENTE IL TELECOMANDO, specie quando si parcheggia in luoghi molto affollati e dunque a rischio (tipo autogrill, centri commerciali, ecc.).
L'unica cosa che mi chiedo, a questo punto, è: come mai se in Polizia conoscono già l'esistenza di questo tipo di furti, nessuno ha mai diramato una qualche avvertenza in tal senso tramite i media? Vediamo allora di aiutarci da soli, girando questo messaggio a tutti i nostri amici e conoscenti, affinché si possa scongiurare il propagarsi di questa piaga!
La storia ha i classici connotati della bufala: una fonte imprecisata e anonima, una datazione inesistente, un episodio emotivamente scioccante, una descrizione di una tecnologia ultrasofisticata e misteriosa, e una soluzione semplice a un problema drammatico e complesso. Snopes, il celeberrimo sito antibufala, trova lo stesso tipo di narrazione in molti altri paesi, come se i furti perpetrati con questa tecnica fossero diffusissimi. Tutto questo fa propendere per la natura bufalina dell'allarme, ma vediamo i fatti.
E' praticamente impossibile sapere se l'evento descritto si è realmente verificato, visto che mancano fonti precise. La datazione è sempreverde (parla solo di "i giorni scorsi", per cui sarà recentissima anche fra due o cinque o vent'anni) e viene data soltanto un'indicazione vaga del luogo.
L'attacco dei cloni
Il rischio di clonazione è reale dal punto di vista schiettamente tecnico, come segnala per esempio questo articolo di Wired del 2007, ma abbastanza remoto dal punto di vista pratico. In sintesi, sulle auto recenti l'operazione è possibile, ma talmente complessa che un ladro che sia interessato al contenuto dell'auto e non all'auto stessa, come nell'appello, presumibilmente preferirà usare altre tecniche meno sofisticate, come per esempio sfondare un finestrino, scassinare fisicamente la serratura o adoperare il social engineering. In alternativa cercherà un'altra auto più vecchia e meno protetta.
I telecomandi moderni, infatti, inviano ogni volta un codice differente scelto fra un numero elevatissimo secondo una regola prestabilita, e il singolo telecomando e l'auto corrispondente sono sincronizzati in fabbrica (non basta, insomma, "clonare la frequenza", come dice erroneamente l'appello).
Di conseguenza, salvo che l'auto sia vecchia (ricordo la mia Renault 5 GTX che s'apriva usando semplicemente un telecomando per TV con autoapprendimento dei codici), al ladro non basta registrare il segnale emesso dal telecomando quando la vittima chiude la vettura e ritrasmetterlo, come descrive l'appello: gli serve prevedere quale sarà il codice successivo, fra miliardi di codici possibili, e per farlo deve conoscere la regola e riuscire a sincronizzarsi.
Va detto che anche in questi sistemi moderni il codice successivo che viene accettato dall'auto non è unico, ma uno di una rosa: è per questo che se premete il telecomando quando siete fuori portata dell'auto, non si perde la sincronizzazione. Inoltre l'auto deve poter accettare anche i codici del secondo telecomando in dotazione alla vettura, che magari è rimasto inutilizzato per mesi. Tutto questo obbliga il costruttore ad allargare ulteriormente la rosa dei codici accettati, aumentando leggermente la probabilità di trovarne uno valido per forza bruta.
Infine, la regola generale può venire scoperta (è quello che descrive Wired) e nella sua implementazione ci possono essere errori o addirittura codici o metodi passepartout intenzionali (come potete leggere nei commenti). E chiudere l'auto usando le chiavi di norma non disabilita il ricevitore del telecomando a bordo.
Tutto questo implica che anche senza intercettare il segnale del telecomando originale è teoricamente possibile tentare di aprire l'auto generando segnali e codici mirati oppure usando altre tecniche ad alta tecnologia. Ma di solito non ne vale la pena ed occorrono conoscenze specialistiche molto avanzate, raramente disponibili fra i ladruncoli. Chi è capace di fare queste cose non si abbassa a rubare soltanto il contenuto di un'auto.
La soluzione proposta dall'appello, quindi, rischia di creare una falsa sensazione di sicurezza: anche usando il telecomando, il rischio di clonazione è marginale rispetto ad altre modalità di furto e chi pensa di mettersi al sicuro chiudendo invece con la chiave ma lasciando in bella mostra nell'abitacolo oggetti rubabili commette un errore molto grave. Usare la chiave rischia di essere un rito puramente scaramantico, senza reale efficacia pratica.
Portiere e bagagliaio
Invece di temere la clonazione e pensare di evitarla chiudendo l'abitacolo con la chiave, è opportuno usare comportamenti generali più sicuri, validi anche per altre tecniche di furto: per esempio, riporre gli oggetti rubabili nel bagagliaio anziché lasciarli nell'abitacolo, sempre che non li si possa portare con sé (cosa che di norma è la soluzione più sicura).
L'appello parla infatti di "portiere", ma non considera che certi modelli di auto hanno serrature differenziate per le portiere e per il bagagliaio. Alcune serrature del bagagliaio hanno, per esempio, una posizione di scatto in più, nella quale il telecomando non funziona: apre le portiere, ma non il vano bagagli. In questo caso, chiudere l'auto con il telecomando o con la chiave non fa alcuna differenza: se gli oggetti sono nel bagagliaio e la serratura viene messa nella posizione di scatto supplementare, il livello di protezione è uguale. E' vero che in molte auto il bagagliaio è accessibile dall'abitacolo reclinando i sedili, ma se non ci sono in vista oggetti appetibili, è probabile che il ladro passi oltre, in cerca di bersagli più certi.
In altre parole, l'appello è perlomeno mal formulato e propone una soluzione semplicistica e sbagliata a un problema in realtà un po' più complesso. Come sempre, la sicurezza è il risultato di una serie di comportamenti concatenati e le soluzioni semplici si rivelano sbagliate o illusorie.
20090416
L'appello è stato pubblicato fra le lettere di Italians di Beppe Severgnini qui.
Etichette: antibufala, sicurezza
Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon? 26.3.09 Permalink 62 commenti
Fantascienza, 11 settembre, spazio e scienza, in attesa di Conficker
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.L'appuntamento radiofonico del Disinformatico di domattina salta perché sono in partenza per la Deepcon 1o - Italcon 35 - Eurocon 2009, uno dei raduni ai quali cerco di non mancare mai, per ritrovare gli amici e per conoscere in carne e ossa gli attori e i realizzatori delle varie serie e gli scrittori di fantascienza.
Quest'anno gli attori ospiti sono Anthony Simcoe (Farscape), Max Grodenchik (Deep Space Nine) e Marina Sirtis (Star Trek: the Next Generation, Stargate e altre serie e film); sul versante tecnico ci sono Lolita Fatjo, Larry Nemecek e Janet Nemecek. Andrea Salsi, del CICAP, presenterà una conferenza su UFO, rapimenti alieni e "capelli d'angelo". Ci sarà anche lo scrittore Bruce Sterling insieme a molti altri nomi noti del panorama letterario italiano e internazionale. Il programma completo, ghiottissimo in tutti i sensi (la mitica Eatcon va vissuta per crederci), è qui su DS1.it. Io presenterò una conferenza sui lunacomplotti domenica mattina.
Per gli appassionati di aviazione, segnalo sul blog Undicisettembre un articolo che traccia, lasciando da parte i complottismi, la storia dei caccia e dei piloti che si levarono in volo come prima linea di difesa quel giorno.
La Stazione Spaziale è diventata da poco uno degli oggetti più luminosi in cielo (preparatevi alla raffica di avvistamenti di "UFO" che produrrà) grazie all'aggiunta di quattro enormi nuovi pannelli solari altamente riflettenti; dopo dieci anni di lavoro, ha quasi raggiunto la sua configurazione definitiva. Una bella immagine della serie completa di pannelli è all'inizio di quest'articolo ed è tratta dal sito Nasa.gov. Proviene da un video ripreso dagli astronauti dello Shuttle, che si è sganciato dalla Stazione e si appresta a rientrare: ma gli astrofili da terra hanno già scattato immagini notevoli della più grande struttura mai costruita nello spazio. Qui sotto ne vedete un esempio di Ralf Vandeberg, tratto da qui:

La foto è stata scattata con un semplice telescopio newtoniano da 25 cm, con tracciamento manuale, e include lo Shuttle attraccato.
E se vi sembra che questo sia un bel modo di assistere alle missioni spaziali, che ne dite di gettarvi con il paracadute e la tuta planante nelle vicinanze della zona di lancio dello Shuttle, all'esatto momento del decollo? Il video è qui.
Nel frattempo sono stati recuperati circa 50 frammenti del primo asteroide la cui collisione con la Terra è stata prevista e registrata: 2008 TC3, un oggetto roccioso piuttosto fragile, grande come un'automobile, disintegratosi sopra il deserto del Sudan a ottobre scorso. Lo segnala la BBC con due articoli: uno e due. The Register e la Nasa hanno foto dei meteoriti recuperati. Non perdetevi la "scia chimica" della meteora.
Che fate il primo d'aprile? Attenti agli scherzi, ma questa che sto per dirvi non è una burla: il primo d'aprile è la data prevista di attivazione di Conficker, uno dei worm/virus più efficienti e sofisticati degli ultimi anni. Ha ormai infettato vari milioni di computer e nessuno sa di preciso cosa farà. Se vi interessano la sua storia e i dettagli dei rischi potenziali, date un'occhiata a questo articolo su Gizmodo e a questo su Slashdot. Anche The Register riassume bene la situazione e segnala l'analisi di Symantec e quella, dettagliatissima, di SRI.
E visto che chi ha un Mac non può partecipare alla grande festa di zombificazione del primo d'aprile, Sophos ha un bel video in cui dimostra un trojan (cavallo di Troia) per Mac, camuffato da programma per la TV in alta definizione. Non sfrutta una vulnerabilità di Mac OS X, ma la vulnerabilità psicologica dell'utente. E occhio se visitate con un PC Windows il sito-trappola citato da Sophos: c'è altro malware apposta per voi.
Etichette: chicche, fantascienza, Mac OS X, sicurezza, spazio, Star Trek, virus
Antibufala: appello per Reachelle, bambina scomparsa 25.3.09 Permalink 6 commenti
Appello per Reachelle: autentico, ma mancano dati essenziali
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ww_80" e "pony23x16".Un lettore, Edi, mi segnala questo appello che riguarda una bambina scomparsa e che gli è arrivato con una curiosa miscela di lingue:
ZADEVA: POGREŠAJO 3 LETA STARO DEKLICO – POSREDUJ NAPREJ
IF YOUR CHILD WAS MISSING WOULDN'T YOU PRAY THAT EVERYONE PASSED THIS EMAIL ON?!!!
PLEASE DO THE RIGHT THING AND LOOK AND FORWARD.
A 3-year-old girl named Reachelle Marie Smith is missing
You never know where this e-mail could end up and I'm not going to stop passing this one around if it means a little girl can be found!!!
Please spread this picture far and wide....You just never know.someone you know, might know her!
PREDEN IZBRIŠETE, POGLEJTE OTROKA. STORITE TO ŠE ENKRAT! SEDAJ POŠLJITE SPOROČILO NA VSE VAŠE ZABELEŽENE NASLOVE! TO VAM VZAME 10 SEKUND! HVALA!
Michael Tuck
54 Hawkswell Close
Woking
BEFORE YOU DELETE THIS, LOOK AT THE CHILD. DO IT AGAIN.
NOW SEND IT TO ALL IN YOUR ADDRESS BOOK. IT TAKES ONLY 10 SECONDS. THANK YOU!
L'appello è accompagnato dall'immagine mostrata qui sopra.
A differenza di molti appelli di questo genere circolanti su Internet, questo è autentico, ma nella versione circolante mancano molti dettagli importanti, compreso chi contattare in caso di avvistamento presunto, e ve ne sono alcuni ingannevoli, per cui a mio parere non va inoltrato nella sua forma attuale.
Per esempio, il signor Tuck di Woking non c'entra nulla: è probabilmente uno dei tanti che hanno inoltrato l'appello. Secondo Hoax-Slayer.com e Snopes.com, che citano fonti FBI e forniscono molti dettagli sulla vicenda, la bambina, Reachelle Marie Smith, è stata effettivamente oggetto di un Amber Alert, un bollettino diramato dalle autorità ai media negli USA e in Canada per segnalare la scomparsa di bambini.
Fu vista l'ultima volta alla propria abitazione a Minot, nel North Dakota, dall'adulto che l'accudiva intorno all'una del mattino del 17 maggio 2006. Probabilmente fu rapita da Leigh Cowen, convivente della zia della bambina, che ne era l'affidataria. Cowen fu trovato morto suicida il 22 maggio. Reachelle non è mai stata trovata, e l'Amber Alert è stato ormai revocato. La bambina aveva tre anni all'epoca della foto; oggi ne avrebbe sei.
Chiunque avesse notizie di lei dovrebbe contattare l'FBI a queste coordinate, senza le quali l'appello è quasi inutile.
Etichette: antibufala
Testimone vivente: le scie degli aerei c'erano già nella II GM 24.3.09 Permalink 132 commenti
Scie degli aerei un fenomeno nuovo? Un testimone le ricorda 65 anni fa
Segnalo brevemente un nuovo articolo molto speciale sul blog La bufala delle scie chimiche (che ha ricevuto un restyling dopo i vostri commenti): la testimonianza fresca e diretta del fatto che gli aerei producevano grandi scie di condensa già durante la Seconda Guerra Mondiale, sbufalando così i sostenitori della teoria delle "scie chimiche", secondo i quali le scie persistenti sarebbero un fenomeno che risale a non prima degli anni Novanta.La testimonianza è di particolare pregio perché ci arriva da un italiano, Roberto Cassinis, ordinario in pensione di Fisica Terrestre, e perché è scritta oggi e in diretta risposta alle "fandonie moderne", come le definisce lui, degli sciachimisti.
Aggiornamento: 20090324 10:10
Radio Deejay ha da poco trasmesso un programma in cui il conduttore Fabio Volo ha parlato di nuovo di scie chimiche, dando spazio soltanto ai sostenitori della teoria, in particolare Rosario Marcianò (alias Straker). I lettori mi segnalano che la trasmissione sarà riascoltabile da domani qui oppure intorno alle 11.30 di oggi qui, dove viene ritrasmessa la diretta con 2 ore di ritardo.
Ho già mandato all'emittente una mail (diretta@deejay.it) e un SMS (347.3425220) in cui ho sfidato cordialmente l'ospite e gli sciachimisti tutti a un dibattito faccia a faccia insieme agli esperti e ho ricordato che il loro intervistato è colui che scrive che le scie chimiche servono a creare "una razza formata da androidi facilmente controllabili".
Se volete associarvi con un'educata protesta, magari Radio Deejay si renderà conto che la correttezza dell'informazione prevede il diritto di replica. Ci sono diversi meteorologi e piloti, civili e militari, che si sentono offesi dallo spazio concesso unilateralmente a queste accuse da un'emittente di grande ascolto.
Non è necessario esigere una smentita: basta chiedere il dibattito. Il fatto stesso che Marcianò lo rifiuti è una delle più chiare dimostrazioni della debolezza delle sue argomentazioni.
Aggiornamento: 20090324 13:20
La registrazione della trasmissione, durata circa 8 minuti, è disponibile qui in formato MP3 (grazie a Riccardo). Per chi la ascoltasse, consiglio la lettura delle risposte alle asserzioni più frequenti preparata dai tecnici del CICAP (piloti e chimici) o della sua versione ampliata, dalla quale traggo queste note:
- la storia dell'accordo Italia-USA sulla modificazione del clima è già stata chiarita da tempo qui: basta leggere il documento per capire che parla di ecosistemi, che sono cosa ben diversa dal clima, e che ne parla nel senso di fare test circoscritti agli appositi "siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione" e di conoscere meglio i "meccanismi di risposta delle piante". In altre parole, gli "esperimenti" citati vengono fatti su piccoli appezzamenti di terreno e servono per vedere come si comportano le piante in caso di cambiamento della temperatura, delle precipitazioni e della concentrazione di CO2 nell'atmosfera; le persone non c'entrano nulla, e il cambiamento è dovuto a fattori naturali e/o all'inquinamento industriale, non alle scie chimiche. Un esperimento locale su un ecosistema (zona piccola e ben delimitata) non è paragonabile a un cambiamento planetario del clima: sarebbe come fare pipì nel Po e pensare che questo possa causare una morìa di pesci nell'Adriatico.
- la questione del controllo delle piogge su Mosca è un cambiamento delle condizioni meteo locali, che non c'entra nulla con la modificazione del clima. Il controllo locale della pioggia è un fenomeno noto da decenni. Marcianò parla di fenomeni di tutt'altra scala che servirebbero, a suo dire, per le comunicazioni radio con la "polvere intelligente". Se non sapete cos'è, chiedetelo a lui. Senza ridere.
Etichette: scie chimiche
Le cose che non colsi - 20090321 21.3.09 Permalink 77 commenti
Frammenti che non diverranno mai articoli (sigh)
L'atomica israeliana confermata dagli USA? Lo si sospetta da tempo, ma questa sembra la prima conferma ufficiale: Israele ha un arsenale nucleare, secondo quanto scritto a pagina 37 del rapporto dell'US Joint Forces Command cita il paese fra le potenze nucleari insieme a Pakistan, India, Cina, Corea del Nord e Russia. Se queste parole non sono state male interpretate, sarebbe un'ammissione non da poco, visto che l'esistenza di una capacità nucleare israeliana è da sempre una di quelle cose di cui non si parla ufficialmente (fonte: Gizmodo).
La foto del (presunto) giovane Putin con Reagan. L'autore della foto dovrebbe essere Pete Souza, secondo questo racconto di Npr.org. L'identità di Putin, però, non è confermata. Altre info sono su Hotair.com e The Hot Joints.
Auto volante? No, aereo stradale. Terrafugia Transition è una soluzione originale al vecchio problema tecnico di creare un'automobile volante. Invece di prendere un'auto e modificarla per farla volare, si prende un aereo e lo si modifica fino a farlo diventare usabile come auto. Ali pieghevoli, elica in posizione protetta. Il 5 marzo ha fatto il suo primo volo di collaudo.
Nuova tecnica anti-Bancomat. Colla speciale inserita nel Bancomat permette di bloccare le banconote per poi ritirarle più tardi togliendo la colla. Con questo stratagemma un uomo è stato derubato di 1000 franchi a Basilea (fonte: Tio.ch).
Pipistrello decolla con lo Shuttle. Un pipistrello si era attaccato al serbatoio esterno dello Shuttle partito pochi giorni fa ed è rimasto lì durante il decollo. Non si sa che fine abbia fatto, ma è improbabile che sia sopravvissuto a lungo. Foto e rapporto NASA.
Truffatore nigeriano si becca 19 anni. Lawal Adekunie Nurudeen, studente nigeriano, pensava di avere una brillante carriera criminale usando la tecnica della truffa online alla nigeriana (419 scam). Aveva circuito una signora spacciandosi per un brillante corteggiatore e convincendola a mandargli 47.000 dollari (fonte: CNN).
Scientology conferma di credere all'alieno genocida Xenu. Per anni Scientology ha negato che uno dei suoi dogmi fosse (e sia tuttora) che i problemi dell'umanità derivano dai residui di anime aliene mentalmente alterate, prodotti dall'alieno Xenu durante un genocidio milioni di anni fa. Ora Tommy Davis, portavoce di Scientology, lo ha confermato (con estrema riluttanza) in un'intervista all'emittente KESQ. Il dogma è segreto (o meglio lo era) e viene rivelato soltanto a chi paga circa 350.000 dollari. Scientology ha cercato in tutti i modi di bloccare la circolazione di questo dogma, in passato negato pubblicamente dal suo seguace Tom Cruise, ricorrendo anche alle leggi sul diritto d'autore e a quelle sui segreti commerciali. Secondo la dottrina di Scientology, venire a conoscenza del dogma di Xenu prima di aver ricevuto preparazione adeguata può causare la polmonite o la morte (fonte: The Register, con molti link ad articoli di approfondimento e documenti di Scientology).
Immagini di Marte in Google Earth. Gli utenti di Google Earth possono accedere alle immagini delle sonde Mars Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter e a mappe di Marte risalenti a oltre un secolo fa. Digitando "face" si viene portati alla famosa "faccia marziana" (fonte: Telegraph).
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Gara: Firefox, IE8, Safari bucati in pochi secondi 20.3.09 Permalink 92 commenti
Browser colabrodo bucati: dei tre grandi non si salva nessuno, neanche IE8
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Anche quest'anno si tiene a Vancouver il CanSecWest, una conferenza annuale sulla sicurezza informatica che include una gara, chiamata Pwn2Own e organizzata dalla società di sicurezza informatica Tipping Point, che invita i concorrenti a prendere il controllo da remoto di un computer pienamente aggiornato agendo esclusivamente attraverso il suo browser. Chi ci riesce si porta a casa il computer posseduto e un premio in denaro.
E' andata malissimo. Il ricercatore di sicurezza Charlie Miller ha ripetuto il successo dell'anno scorso (segnalato qui): in una manciata di secondi è riuscito a entrare in un MacBook Apple dotato di tutte le patch di aggiornamento semplicemente inducendo l'utente del MacBook a cliccare su un link visualizzato in una pagina Web tramite il browser Safari. Si è portato così a casa il MacBook e 10.000 dollari, come da regolamento.
In cambio, la Tipping Point acquisisce i diritti sulla falla e sulla tecnica utilizzata per sfruttarla e si coordinerà con Apple per il rattoppo. I dettagli della tecnica verranno pubblicati solo quando sarà pronto l'aggiornamento che tura la vulnerabilità.
Anche il nuovissimo Internet Explorer 8 di Microsoft non ha resistito. Un ricercatore che si è identificato soltanto come Nils ha ripetuto lo stesso tipo di attacco contro Windows 7, che include IE8, e si è portato a casa il Sony Vaio che aveva bucato e un po' di dollari, sotto gli occhi probabilmente lucidi del team di sicurezza di Microsoft.
Nils è poi riuscito a bucare Safari e Firefox, completando la terna delle umiliazioni. Dopo il primo giorno di gara, soltanto Chrome (il browser di Google) era imbattuto.
Non c'è insomma da stare tranquilli, a prescindere dal sistema operativo che usate: molti pensano che il Mac sia invulnerabile, ma la realtà è che anche un Mac può essere violato semplicemente convincendo l'utente a visitare un sito-trappola. Per questo siete voi la prima linea di difesa del vostro computer.
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Debutta Internet Explorer 8 20.3.09 Permalink 49 commenti
Arriva il nuovo browser di Microsoft
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Dopo circa un anno di disponibilità come versione di prova, ha debuttato ieri la versione definitiva di Internet Explorer 8, l'ultima incarnazione del browser di casa Microsoft. E' disponibile solo per Windows dalla versione XP in su.
IE8 promette velocità ineguagliata, sicurezza e conformità agli standard della Rete, e aggiunge nuove funzioni. Gli Acceleratori permettono di accedere con un semplice clic destro a servizi di navigazione stradale, traduzione, condivisione via mail e a Facebook. La casella di ricerca immediata velocizza la consultazione dei motori di ricerca visualizzando delle piccole anteprime (scegliendo Wikipedia come motore di ricerca, vengono visualizzate direttamente nelle anteprime le sue informazioni).
Le Web Slice forniscono direttamente aggiornamenti automatici di notizie, quotazioni di borsa, previsioni meteo e altre informazioni da più siti senza doverli andare a consultare o ricaricare uno per uno.
Per garantire la compatibilità con i siti che non rispettano gli standard veri di Internet (e magari hanno preferito "ottimizzarsi" per le versioni precedenti di Internet Explorer, che non li rispettavano) c'è il pulsante Visualizzazione Compatibilità.
Sul fronte della sicurezza ci sono gli avvisi contro i siti-trappola, presenti già in altri programmi di navigazione come Firefox o Opera e la privacy personale è difesa dalle funzioni InPrivate, che permettono di sfogliare il Web senza salvare la cronologia o lasciare tracce della navigazione: una funzione disponibile in Google Chrome ma non ancora nel browser rivale Firefox.
Basterà questa raffica di novità a riconquistare le quote di mercato perse nei confronti dei browser concorrenti? Secondo dati NetApps citati anche dal Washington Post, circa un terzo del mercato informatico usa un browser diverso da Internet Explorer (che detiene il restante 67%; Firefox ha il 22%, Safari l'8%, Chrome l'1% e Opera meno dell'1%). E lo fa per due ragioni fondamentali: perché non ha scelta, visto che a differenza del passato, Microsoft non fornisce versioni di Internet Explorer per chi non usa Windows (per esempio per il mondo Mac e Linux); e perché i browser alternativi hanno introdotto prima di IE nuove funzioni di velocizzazione e sicurezza che sono state apprezzate dagli utenti, e una volta che ci si affeziona e abitua a un browser, cambiare è molto scomodo.
Per questo consiglio di usare browser disponibili per più di un sistema operativo: in questo modo non ci si lega a un sistema e un'eventuale migrazione è meno traumatica.
Staremo a vedere cosa succederà al debutto formale di Internet Explorer 8: nel frattempo, il maggiore rispetto degli standard veri di Internet è un buon passo avanti verso una Rete universalmente fruibile, senza utenti artificiosamente privilegiati grazie a posizioni dominanti.
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iPhone, software 3.0 finalmente con copiaincolla 20.3.09 Permalink 7 commenti
iPhone, il software si svecchia ma conviene aspettare l'estate
E' stato presentato ed è disponibile in versione beta il software aggiornato per l'iPhone e per l'iPod Touch. Finalmente anche gli utenti iPhone potranno avere il copiaincolla, come avviene da anni per gli utenti di tutti gli altri telefonini evoluti.Si colma così una delle lacune più imbarazzanti di questo telefonino-feticcio, ma il suo sistema operativo versione 3.0 porta molte altre novità: per esempio la ricerca testuale in tutti i documenti del telefonino, come sul Mac, o specifica per la posta, l'agenda o i media; il tethering, ossia la possibilità di usare l'iPhone come modem per il computer (cosa che le versioni craccate facevano da tempo); la tastiera virtuale che ruota quando s'inclina il telefonino per comporre mail, SMS e appunti; finalmente gli MMS, come il resto dell'universo cellulare.
Per l'ascolto di media c'è finalmente il Bluetooth stereo e si può rimescolare la musica semplicemente scuotendo il telefonino; per la condivisione di file diventa possibile passare dati da un iPhone a un altro senza fili via Bluetooth.
Per la comunicazione è disponibile l'accesso alle funzioni Voice Over IP e la registrazione audio, e i messaggi dovrebbero arrivare in tempo quasi reale grazie alla notifica push. I programmi di navigazione possono fare a meno del collegamento dati e rinunciare a Google per le loro mappe, trasformando l'iPhone in un vero navigatore palmare.
Queste sono soltanto le novità principali: le altre sono recensite da Macity e da mille altri siti, e la presentazione ufficiale è disponibile qui con tutti i dettagli. Ma per averle è necessario attendere l'estate, quando questa versione 3.0 verrà distribuita pubblicamente in forma definitiva, gratuita per gli utenti iPhone e a circa 10 dollari per chi ha un iPod Touch. Se siete temerari, potete presentarvi come sviluppatori e averla subito, ma occhio alle restrizioni di funzionalità della versione beta. Non tutte le funzioni saranno abilitate negli iPhone di prima generazione per via di limitazioni hardware.
Un altro modo per non aspettare che la versione ufficiale dell'iPhone e iPod offra queste funzioni è usare il jailbreaking, ossia craccare l'oggetto in modo da liberarne l'hardware dalla cella artificiale creata dal suo produttore. Le istruzioni in Rete abbondano, anche per iPod touch, ma occhio a quello che fate: le procedure sono ragionevolmente semplici e collaudate e di norma è possibile ripristinare tutto al funzionamento standard in caso di problemi, ma come qualunque modifica non benedetta dal produttore, anche il jailbreaking è a vostro rischio e pericolo.
Piccolo corso di nufologia 20.3.09 Permalink 40 commenti
Come riconoscere un NUFO
No, non è un errore di battitura. Visto che i media continuano a pubblicare foto presentandole come prove di avvistamenti ufologici che si rivelano in realtà trucchi o inganni ottici di scarsa qualità, ho pensato che possa essere utile creare una nuova scienza: la nufologia, ossia l'arte di accorgersi quando quello che viene presentato come un UFO in realtà non lo è. Così si perde meno tempo con i falsi avvistamenti e si va a colpo più sicuro se ne arriva uno vero.
Infatti l'ufologia è purtroppo un campo controverso, in cui operano non solo persone in buona fede, ma anche tanti burloni, ciarlatani, falsari e persone comuni in cerca di notorietà spiccia. Per districarsi occorre conoscere i trucchi e le insidie del mestiere.
Per esempio, il Telegraph britannico ha pubblicato la fotografia che vedete qui sotto, scrivendo che è stata scattata col telefonino dal quarantenne Derek Burdon a Londra, a suo dire dal tetto del grattacielo Orion House a Covent Garden.
Secondo il signor Burdon, gli UFO erano invisibili a occhio nudo. Stava facendo alcune foto del panorama di Londra e non s'è accorto di nulla; è stato soltanto sfogliandole che ha notato gli UFO.

Il Corriere l'ha riportata acriticamente nell'edizione online di oggi (immagine qui accanto), con tanto di errore freudiano sul nome del luogo: Convent Garden al posto di Covent Garden. Si sarà chiesto l'articolista che ci faceva un operaio nel giardino di un convento?Dalla Cina arriva invece la fotografia mostrata qui sotto, che secondo l'articolo (traduzione automatica in inglese qui) è stata scattata il 24 febbraio da un giornalista in volo verso Nanjing per lavoro. Il giornalista riferisce di aver visto un corpo luminoso sfrecciare in direzione nord-ovest. Le due foto, dice l'articolo, sono state scattate a un minuto di differenza l'una dall'altra.

Se volete giocare con il Disinformatico, provate a dare una spiegazione a queste fotografie. Alla fine della trasmissione di stamattina darò le due soluzioni. Per ora dico soltanto che non si tratta assolutamente di fotomontaggi o di ritocchi digitali.
La soluzione
Nella prima foto, checché ne dica l'autore (che come parte in causa non può essere considerato automaticamente affidabile), il modo più semplice per ottenere l'effetto è fotografare attraverso una finestra il riflesso delle luci a soffitto del locale in cui ci si trova. E' un trucco che può anche avvenire involontariamente, perché il nostro cervello esclude automaticamente i riflessi sui vetri: questo spiegherebbe il dettaglio degli UFO invisibili a occhio nudo ma registrati dal telefonino.
So che questo genere di autoinganno o illusione ottica avviene facilmente per esperienza personale, perché ho vissuto un caso analogo al Maniero Digitale qualche tempo fa: una foto fatta attraverso una finestra ha "rivelato" sulla sinistra il riflesso delle luci misteriose che io dal vivo non avevo notato assolutamente.

Notate, inoltre, quanto è facile fare una foto attraverso una finestra senza inquadrarne i montanti, togliendo a chi guarda l'informazione visiva che gli serve per rendersi conto della presenza del vetro. Ed ecco qui sotto la fonte dei miei "UFO", o meglio (a questo punto) "NUFO": le lampade del mio ufficio.

Sembra quindi molto plausibile l'ipotesi che si tratti di un autoinganno involontario da parte del signor Burdon. Però l'autore della foto londinese ha detto di essere stato sul tetto dell'edificio quando ha fatto la foto, e di norma sui tetti non ci sono finestre o vetrate.Tuttavia andando a cercare immagini della Orion House si scopre che l'edificio ha delle grandi vetrate all'ultimo piano (indicate dalla freccia nella foto qui accanto, tratta da Robertcrais.com).
Forse il fotografo improvvisato non sta mentendo sulle condizioni di ripresa della foto: può aver detto di essere andato all'ultimo piano e qualcuno ha frainteso che intendesse dire che era andato sul tetto. In tal caso, quella che sembra essere una ringhiera nella foto ufologica sarebbe semplicemente il bordo del telaio di una delle lastre di vetro che compongono le vetrate.
La foto cinese, invece, è semplicemente una contrail (o scia di condensazione) prodotta da un altro aereo e vista quasi lungo il suo asse.
E' un'angolazione atipica che, se combinata con la luce del sole basso sull'orizzonte, crea un aspetto poco familiare ai non addetti ai lavori ma ben conosciuto dai piloti e dai fotografi appassionati d'aviazione, come vedete in questa foto tratta da Airliners.net:

Questi sono soltanto due dei tanti modi in cui si può creare, intenzionalmente o per errore, un'immagine che sembra mostrare un oggetto volante non identificato. Grazie a tutti per aver giocato con il Disinformatico, e complimenti a chi ha indovinato!
Etichette: fotografia, nufologia, UFO
Fiamme verso il Maniero Digitale! 19.3.09 Permalink 32 commenti
Incendio sulla collina accanto al Maniero Digitale
Questa è la vista dalla finestra di casa mia dell'incendio sul monte San Salvatore. Le linee parallele sono cavi dell'alta tensione; la prospettiva li fa sembrare più vicini al fuoco di quanto siano realmente.


E queste sono le mie figlie, inquietate non poco dallo spettacolo delle fiamme notturne.
Niente paura, come vedete il fuoco è parecchio lontano. Dita incrociate per i vigili del fuoco che stanno lottando in condizioni veramente difficili. Altre info su Ticinonline.ch e Rsi.ch.
Aggiornamento
Sono le 4:20, l'incendio sembra quasi spento e quindi posso postare serenamente questa ripresa in time-lapse dell'incendio visto dalle mie finestre di casa. Due ore e venti di fiamme riassunti in un minuto. Potete vederla anche in alta risoluzione.
Qualche altra immagine della notte e della mattina successiva:







Etichette: liveblogging
Anche la fotografia in time-lapse sbufala gli sciachimisti 19.3.09 Permalink 35 commenti
Video HD accelerati a basso costo: basta una fotocamera
Il time-lapse (ripresa a un fotogramma ogni tot secondi) è un ottimo strumento per esplorare le dinamiche di eventi troppo lenti per essere studiati dal vivo, come per esempio l'evoluzione delle nuvole. Ho già proposto un metodo per usare una webcam per generare video di questo genere a basso costo, ma è una soluzione limitata dalla risoluzione della webcam e impegna il laptop.Così oggi ho provato a usare la funzione di scatto periodico della mia fotocamera digitale, e ne è venuto fuori un video in time-lapse in alta risoluzione (avrei potuto arrivare a 3000 pixel di larghezza, ma mi sono accontentato di 1280x960) che documenta in 14 secondi mezz'ora di bel tempo sopra il Maniero digitale oggi pomeriggio.
Che c'entrano le scie chimiche? Semplice: gli sciachimisti dicono che quando non si vedono scie in cielo, è perché quel giorno gli aerei non volano. Certo, perché il traffico aereo civile si prende interi giorni di pausa.
Molto più banalmente, gli aerei volano lo stesso, ma se non rilasciano scie di condensa non sono molto visibili; anzi, passano quasi inosservati, come posso confermare per esperienza. Avrei giurato che nella mezz'ora non era passato neanche un aereo, ma sfogliando i fotogrammi ne ho invece pescati parecchi.
Se la cosa v'interessa, le istruzioni per realizzare questo tipo di ripresa, il video in questione e i fotogrammi con gli aerei nascosti sono qui sul blog La Bufala delle Scie Chimiche, dove sto radunando tutto il materiale per non appestare il Disinformatico con quest'argomento.
Etichette: fotografia, fotografia digitale, scie chimiche
Video: come s'indaga una teoria di complotto 19.3.09 Permalink 66 commenti
Come indagare una teoria di complotto: regole, trucchi e il caso pratico dei complotti lunari
Durante il corso annuale del CICAP per investigatori del mistero ho tenuto una lezione su come una persona comune può usare le risorse pubblicamente disponibili per indagare su una teoria di complotto.Ho presentato strumenti e regole generali, valide per qualunque teoria cospirazionista, e il caso pratico delle teorie di messinscena lunare: quelle secondo le quali non siamo mai andati sulla Luna o ci siamo andati dopo ma le prime missioni umane furono finte in studio.
Ci siamo anche divertiti a fare qualche prova pratica di confutazione, come potete vedere qui sotto in qualche foto aggiuntiva rispetto a quelle già pubblicate qui: i lunacomplottisti dicono che le foto lunari sono false perché quando c'è una sola fonte di luce le ombre sono nerissime e quindi l'astronauta sulla scaletta dovrebbe essere invisibile. Peccato che non tengano conto del fatterello banale che il suolo lunare riflette la luce. Altrimenti sarebbe difficile vedere la Luna in cielo.




Come vedete, il CICAP non è popolato di sfigati barbosi che vogliono smontare tutto e ridurlo ad arida concretezza. Siamo una banda di amici che si diverte con la scienza e impara qualcosa strada facendo.
Se l'argomento v'interessa, qui sotto trovate la serie completa di video della lezione su Youtube:
Se preferite le singole parti, eccole: prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava, nona, decima, undicesima, dodicesima. Ricordate che potete usare servizi come Keepvid.com per conservare i video di Youtube per sfogliarli anche senza connessione a Internet. Mi scuso per la qualità non sempre sublime del video, ma ho compresso e messo online il tutto di corsa, e Youtube non perdona: le riprese originali di Andrea S. (che ringrazio) sono decisamente migliori. Se volete il 3D e l'alta definizione su questo ed altri argomenti (Massimo Polidoro ha dato una splendida lezione sul delitto Kennedy, per esempio), l'anno prossimo iscrivetevi al corso del CICAP :-)
Etichette: Cicap, complottismo, cospirazionismo, debunking, Luna, lunacomplottismo
Faccia a faccia con uno sciachimista / 3 16.3.09 Permalink 471 commenti
A tu per tu con chi crede alle "scie chimiche" (terza parte)
Prosegue e si conclude il resoconto dell'incontro-intervista con un sostenitore della teoria delle "scie chimiche". La prima parte e la seconda parte del resoconto sono già disponibili. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Gli eventi dell'incontro descritti sono reali e sono avvenuti il 28 febbraio 2009 a Barbengo, vicino a Lugano. Questo non è un racconto di fantasia.Chiedo allo sciachimista (che in tutto questo resoconto, per rispetto della privacy, è identificato soltanto con il suo nom de plume, "Vibravito") come fa a sapere che c'è un nesso fra la presunta malattia denominata "morbo di Morgellons" e le scie chimiche. Lui risponde che il nesso è dato dai polimeri filamentosi che, a suo dire, piovono dal cielo.
Entomologi coinvolti nel complotto
Anticipa subito la mia risposta: i filamenti segnalati dagli sciachimisti si sono sempre rivelati essere le bave di ragnatela usate da alcune specie di ragni per farsi portare dal vento verso nuovi territori, come descritto in questo articolo e confermato dagli entomologi (o più propriamente dagli aracnologi, mi fanno notare i lettori più pignoli). Nulla di misterioso, insomma. Cerca di attribuire questa spiegazione al chimico Simone Angioni, che è stato già coinvolto in discussioni con gli sciachimisti, ma gli ricordo che Angioni, come me, ha semplicemente riferito il parere esperto degli entomologi. "A proposito", chiedo io, "gli entomologi fanno anche loro parte del grande segreto?"
Vibravito non risponde alla domanda, ma chiede di sapere chi sarebbero questi entomologi. Mi offro di tirargli fuori la lista che ho con me proprio per casi come questo (giro sempre con una raccolta di "best evidence" sull'iPod Touch). Lui teorizza che sì, magari esistono anche questi ragnetti, ma che i filamenti che dice lui sono tutt'altro. Chiede che io raduni gli entomologi la prossima volta che si manifesta il fenomeno.
Io obietto: "Ma voi raccogliete mai queste cose, o aspettate che siano sempre gli altri a fare le analisi?" E' questo il problema di fondo dello sciachimismo: tante parole, tante congetture, ma fatti zero. Loro sparano la loro teoria e poi si aspettano che siano gli altri a sbattersi per sbufalarla.
La curiosa invulnerabilità di Straker
Vibravito prosegue parlando di analisi fatte da un "tizio del Veneto a cui è stato gentilmente consigliato di lasciar perdere". Gli chiedo il nome: non lo sa, mi suggerisce di chiederlo a Straker. Io mi limito a far notare che è curioso che ci siano persone, secondo lui, che appena parlano di queste cose vengono zittite, ma altre invece vengono lasciate libere di parlare: Straker stesso, per esempio. Non è strano?
Vibravito s'arrabbia e comincia a definire il nostro incontro una "pagliacciata". Gli chiedo perché. Poi si calma e si corregge e dice che tutto sommato non è una pagliacciata se porta a un faccia a faccia fra me e Straker. Gli ribadisco la mia piena disponibilità (ma come abbiamo visto in seguito, Straker rifiuta ogni incontro).
La Sindrome del Complottista Poliedrico
Io gli dico che per quanto mi riguarda l'incontro è soddisfacente e può quindi finire, ma Vibravito prosegue (e proseguirà per altri quaranta minuti; siamo solo a metà della storia). Mi chiede delle immagini subliminali pornografiche nei cartoni Disney di cui avrei parlato in una puntata de Le Iene e mi chiede come mai lì non parlo di complotto. Gli confermo che ci sono di fatto immagini nascoste o poco visibili, spesso a sfondo sessuale, nei cartoni animati di tutte le case di produzione, ma non c'è nulla di subliminale e non c'è alcun complotto: sono chicche, easter egg, lasciate dagli animatori (un esempio è descritto in Bianca e Bernie in questo articolo del Disinformatico NSFW). Ma durando un ventiquattresimo scarso di secondo, non vengono captate dallo spettatore.
Vibravito dice che invece sono captate eccome e si scandalizza non poco per quest'esposizione dei minori alla "pornografia". E' interessante notare che gli esempi che gli faccio (il topless in Bianca e Bernie e la gonna alzata di Jessica Rabbit) sono per lui pornografia. Evidentemente Vibravito ha una visione piuttosto repressiva di questi argomenti, ma non sta a me approfondire quest'aspetto. Chissà se si è mai accorto delle centaurette a seno nudo di Fantasia.
Decisamente Vibravito vede complotti dappertutto, anche nei cartoni animati, a conferma del Principio del Complottista Poliedrico: la mentalità complottista non crede quasi mai a una singola teoria di complotto riguardante un singolo argomento, ma a una varietà di teorie, in una sorta di "paghi 2 prendi 3" del cospirazionismo. Spesso chi crede alle teorie sull'11 settembre crede acriticamente anche alle teorie sull'omicidio Kennedy e chi crede alle scie chimiche crede agli UFO e ai cerchi nel grano e ad Atlantide, e questa è una vulnerabilità devastante nei dibattiti pubblici. Se si fa notare al pubblico che il complottista di turno crede anche a teorie notoriamente strampalate, come la Terra cava o i nodi di Hartmann, la gente si mette a ridere e il complottista è perduto.
Ma torniamo alle immagini subliminali. Vibravito è convinto che agiscano sul subconscio. Gli chiedo delle prove, e lui risponde così: "Non servono le prove. Basta l'intuito. A volte non servono per forza le prove. Come anche per le scie chimiche, basta l'intuito. Basta l'osservazione". Una frase da incorniciare. L'intuito è quella bella cosa che per secoli ha fatto dire che la Terra era piatta e che la volta celeste era una struttura solida (donde il nome).
Gli chiedo se allora tutti coloro che studiano approfonditamente una materia invece di affidarsi sublimemente all'intuito sono cialtroni. "Non sono cialtroni" risponde Vibravito. "Sono superficiali". Loro, che fanno le analisi e hanno competenze specifiche, sono superficiali; gli sciachimisti che misurano la quota degli aerei a occhio no. Vibravito lamenta che anche gli enti regionali preposti alle analisi non fanno niente. Saranno anche loro parte del complotto.
Vibravito ha anche una giustificazione interessante per la mia obiezione sul numero incredibile di partecipanti al complotto. Piloti, manutentori, rifornitori, organizzatori, controllori di volo... tutti partecipano e poi la sera tornano a casa e respirano disinvolti la stessa aria che (secondo gli sciachimisti) hanno appena irrorato di sostanze pericolose? Tengono famiglia anche loro, osservo. Non pensano ai loro figli? Secondo Vibravito, molti di loro non sanno cosa stanno facendo, e gli altri credono di partecipare a un'attività segreta ma benefica o necessaria per la difesa del Paese.
E' curioso che questo non abbia impedito ai veterani del Vietnam, giusto per fare un esempio, di parlare delle atrocità o delle irrorazioni di defolianti (fatte a bassissima quota, volando appena sopra gli alberi, niente a che vedere con le scie degli sciachimisti) che li hanno avvelenati. L'omertà, nel mondo di Vibravito, è straordinariamente ermetica.
A pesca di scie chimiche
Gli chiedo perché gli sciachimisti non tagliano la testa al toro e vanno in quota con un aereo da turismo a prelevare campioni di scia chimica: è facile, visto che loro dicono che le scie chimiche sono a bassa quota e quindi sono raggiungibili. Potrebbero fare anche un semplice test preliminare da soli, senza la nostra presenza, tanto per cominciare a vedere che succede: così poi quando facciamo il test insieme sono sicuri di umiliarci. I test con il telemetro li hanno fatti senza esigere il nostro controllo, no? Vibravito ribatte che mancano i soldi.
Scusa un po' scarsa, obietto. Di fronte a una cospirazione genocida, fermarsi perché mancano i soldi pare davvero puerile. Ce lo vedete von Stauffenberg che si rifiuta di far saltare in aria Hitler perché non trova i soldi per l'esplosivo? "Voi sareste depositari di questo colossale segreto, sapreste questa cosa che sta per uccidere o far comunque male... e allora? I soldi per il telemetro, però, li avete."
Loop infinito
Gli ribadisco che allora invece di attendere le istituzioni dovrebbero armarsi loro di analisi fatte in quota. Non si può, dice Vibravito: troppo complicato, ci vorrebbe addirittura il notaio, secondo lui, altrimenti noi poi li accuseremmo di falsificazione. Ed è difficile perché bisogna farlo a sorpresa, altrimenti siccome noi debunker siamo "spioni", saboteremmo tutto.
E qui arriviamo al punto. Supponiamo che si attrezzino con notaio, strumenti di analisi e cattura di un campione di scia chimica, e vadano in aereo a catturarlo. I controllori di volo fanno parte del complotto e quindi eviteranno che gli aerei chimici spruzzino dove c'è l'aeroplanino sciachimista. E quand'anche dovesse scappare una scia chimica che venisse catturata dagli strumenti, chi sarà a fare le analisi? Ci vuole qualcuno che sappia usare i macchinari. E chi li sa usare? I chimici. Quegli stessi chimici che secondo Vibravito e i suoi compagni di fede fanno parte del complotto.
Ma allora, concludo io, non potrete mai avere i risultati che sperate. Se dovete passare per i chimici e i controllori di volo, e i chimici e i controllori di volo fanno tutti parte della cospirazione, saboteranno ogni risultato. "Quindi non avete nessuna speranza," gli dico.
"Penso proprio di sì. E' molto difficile" risponde sconsolato Vibravito.
"E allora cosa farete?" chiedo.
"Allora basta osservare il cielo per dire che quella non è condensa... Per il momento sensibilizziamo le persone" dice Vibravito. "Nel momento in cui questo Morgellons si comincia a diffondere...".
Vibravito è convinto che l'esplosione dell'epidemia sia imminente. Ma io gli ricordo che è dal 1995 che si parla di scie chimiche, e non è successo nulla. "Sono quattordici anni. Non avete ancora combinato niente. Che speranze avete?"
Lui risponde che vanno avanti lo stesso perché la loro coscienza dice loro di andare avanti.
Come vive uno sciachimista?
"C'è un'altra cosa che m'intriga" gli dico "Come vive la vita un sostenitore della teoria delle scie chimiche?". Vibravito tergiversa e divaga sul mineralogramma, che a suo dire rivelerebbe valori di bario e alluminio anomali in "tutti quelli che fino ad adesso l'hanno fatto".
La laurea di Straker? L'abbiamo falsificata noi del NWO
Gli chiedo della famosa laurea falsificata di Straker: "Quello della laurea è tutto un discorso... sappiamo bene che si può entrare nei server" dice Vibravito. "Lui ha detto che quel sito lì non lo seguiva perché aveva il blog e il sito Fast Service Informatica non lo seguiva. Lì ne hanno fatto... ne hanno fatte di cotte e di crude, in quel sito lì, si saranno infiltrati, insomma, gli attacchi si riescono a fare, le infiltrazioni ai siti." Orwell incontra Stanlio e Ollio
Vibravito dice di aver appurato che Clouds of the World (uno dei tanti libri che mostra foto di scie persistenti prima del 1995, quando gli sciachimisti dicono che non ce n'erano) è un falso. "Secondo te" gli chiedo "noi avremmo falsificato tutte le copie di Clouds of the World al mondo, tranne quella che è rimasta casualmente in mano a voi. Cioè, non siamo un po' pasticcioni?"Secondo Vibravito, avremmo sostituito il capitolo intero e corretto anche la pagina dell'indice. Dice: "Esisteva il capitolo 'Condensation Trails', però l'hanno modificato con quelle immagini delle scie persistenti. Hanno poi sostituito le pagine. Io ho fatto vedere che nella mia copia sono state strappate delle pagine che erano state incollate nella posizione sbagliata".
Il telemetro che va a infrarossi
Il discorso passa alle quote degli aerei, e io chiedo come mai Straker non pubblica più video di riprese fatte con l'ormai mitico telemetro laser. Vibravito risponde così: "Perché io l'ho visto il telemetro, ed è vero quello che ha scritto, è verissimo. E' arrivato con un floppy disk... con un software fasullo." Gli inarrivabili
E che dire del software difettoso? E' impossibile farsene mandare una nuova copia, dice Vibravito, perché la Newcon "sta in America" (email, questa sconosciuta) e ci vogliono gli avvocati. E c'è di più: "Quelli della Newcon ormai hanno fatto sparire... il telemetro da 4000 metri [è il modello 4000, che ha appunto questa portata], anche se volesse ricomprarlo, non è più in listino, non è più... hanno smesso di venderlo. Chissà perché.""Quindi abbiamo fatto anche smettere di vendere i telemetri," deduco io. Non riesco a farmi ubbidire dal mio gatto, eppure per Vibravito sarei in grado di far togliere dalla circolazione un'intera gamma di telemetri laser. In tutto il mondo. Spectre, mangia la mia polvere. Sembra quasi che gli sciachimisti mi vedano come l'incarnazione dell'Imperatore di Star Wars (grazie a Paolo B. per il magnifico fotomontaggio qui accanto). Lui usa i midichlorian, io i pelucchi morgellonosi: entrambi sono nanocosi sottocutanei, sarà un caso? George Lucas voleva mandarci un messaggio tra le righe?
In realtà, come mi ha segnalato un amico e lettore, Stefano (che ringrazio), dopo la prima stesura di quest'articolo, il telemetro modello 4000 è ancora perfettamente disponibile e non è affatto sparito: è in vendita per esempio presso Newcon-optik.com, Binocularsdirect.com, Shopping.com e Dealtime.com.
Propongo di chiudere l'incontro. Vibravito insiste per il faccia a faccia fra me e Straker; ripeto – ancora una volta – che sono disponibile.
Ma mentre sembra che stia per terminare l'incontro, si apre una parentesi che merita di essere trascritta per intero.
Vibravito: "Basta con questo metodo scientifico"
"Giusto per ricapitolare" gli dico "tu dici [che] io ho un conto numerato su una banca di Lugano sul quale ricevo dei soldi?"
"Probabilmente sì."
"'Probabilmente'?"
"Cioè, se lo fai gratis, saresti stupido [ridacchia], eh scusa, saresti stupido."
"Ne hai delle prove?"
"Non ho prove, non ho prove, è una mia opinione. Tu hai chiesto la mia opinione, io ti sto dicendo la mia opinione. Questo discorso delle prove, non lo tirare sempre in ballo. Non è necessario per ogni affermazione dire 'hai le prove, hai le prove'. Ci si confronta, si sta dialogando, sono... ed è un confronto di opinioni."
Vibravito ribadisce il suo concetto molto personale di "opinione", che secondo lui lo legittima ad accusare impunemente chiunque di qualsiasi sconcezza (accusare per esempio me di essere un giornalista corrotto e venduto). Le prove non servono. Come ai tempi della caccia alle streghe. Qualcuno nei commenti ha parlato di nuovo medievalismo nel pensiero a proposito del risorgere dei cospirazionismi: non ha tutti i torti.
Ma la comprensione della realtà non si basa sulle opinioni. Si basa sui fatti. Il confronto di opinioni è un approccio che può andar bene forse per le chiacchiere calcistiche al bar, ma non per un'ipotesi di sistematico genocidio come la teoria delle scie chimiche, che ha implicazioni gravissime. Qui gli ipse dixit non servono. E' dai tempi di Galileo che s'è capito che la realtà se ne frega delle opinioni, e che per conoscerla ci vuole un altro metodo.
"Forse non hai ben presente il metodo scientifico" inizio a dire, ma Vibravito m'interrompe seccato.
"Ah be', tu con 'sto metodo scientifico, che due palle! [ridacchia] Basta con questo metodo scientifico!"
"Sai" gli ricordo io "il metodo scientifico è quello che permette alla tua automobile di funzionare. E' quello che ti permette di fare il mineralogramma. Cioè: o lo accetti, o non lo accetti."
"Io lo accetto, però, questo razionalismo alla massima potenza, insomma, quando basta soltanto l'osservazione del cielo, è inutile secondo me."
"Guarda che anche gli antichi facevano l'osservazione del cielo e hanno preso un sacco di cantonate. E' per quello che abbiamo inventato la scienza: perché abbiamo capito che le stelle fisse..."
Vibravito è parecchio seccato e interrompe ripetutamente. "Bei discorsi, i soliti discorsì, sì..."
"...non sono buchi nella volta celeste, per esempio."
"Va bene, va bene, tutti bei discorsi che con le scie chimiche, con quello che osservo in cielo, non c'entrano nulla."
"No, servono per farti capire..."
"Per farmi capire che nonostante la scienza sì, la scienza no..."
"Mi stai interrompendo ancora." gli ricordo io. Vibravito sembra rendersi conto che il suo comportamento non fa che confermare quello che è stato detto di lui e che lui ha preso come un'offesa: la sua abitudine a interrompere gli altri è maleducazione. Mi lascia proseguire.
"Servono" gli dico "per farti capire che l'osservazione da sola non basta; è per questo che abbiamo gli strumenti che servono a misurare, che non si misura a occhio la quota degli aeroplani, non si guarda una scia per determinare se è strana o non è strana, e ci si documenta in proposito. E si chiede consulto agli esperti. Questo è il metodo scientifico. Questo è quello che facciamo noi. Se tu non lo vuoi accettare, ritieni che ci sia questa colossale cospirazione, ne prendo atto, non c'è problema."
"Io dico che c'è malafede nel modo di operare" ribatte Vibravito. "C'è malafede, ci sono contraddizioni, ci sono... c'è una scorrettezza di fondo in come scrivi."
"Io sono in malafede?" gli chiedo.
"Probabilmente sì, a meno che non sei condizionato anche tu" risponde lui.
"Condizionato in che senso?"
"Nel senso che credi in quello che scrivi, stupidamente. Perché le contraddizioni in cui scrivi [sic] sono... insomma, sono troppo evidenti."
"Quindi, allora...?"
"Io penso... allora, io penso che sei in malafede, però, siccome sono una persona scrupolosa, metto anche una piccola percentuale che potresti essere effettivamente convinto di quello che scrivi in maniera errata. Perché magari condizionato negativamente anche tu dal CICAP. Anche perché credi... sei uno che... sei un razionalista... un estremista razionalista, che ne so."
Sentire che una persona che misura la quota degli aerei a occhio si ritiene "scrupolosa" è decisamente surreale, e non è chiaro quale altro metodo vorrebbe usare Vibravito al posto di quello scientifico, visto che le sue presunte prove si basano su un telemetro (che funziona in base a principi scientifici), sulla chimica (che funziona in base a principi scientifici) e sui mineralogrammi (che funzionano in base a principi scientifici).
Come distruggere un movimento? Pilotandolo dall'alto
Vibravito mi ha già regalato una messe abbondante di citazioni citabili, per cui cambio argomento con una considerazione finale che lo prende in contropiede. Faccio riferimento alla grande confusione, rabbia e incertezza causate da Straker con la sua pubblicazione dei video telemetrici falsificati, a suo dire, per snidare presunte talpe nel movimento sciachimista. "Non pensi che persone, come dire, confusionarie e casiniste come Straker possano in realtà far parte di noi? Non ti è mai venuto questo dubbio?"
"Confusionar...." Vibravito si ferma: si è reso conto delle implicazioni di quello che ho detto. "Fa parte di 'noi', chi? Voi del CICAP? Non ho capito."
"Di noi."
"Noi in generale?"
"Di noi."
Vibravito è perplesso e nervoso. "Straker penso che è umano, quindi Straker è un essere umano, fa parte..." Ridacchia ma non finisce la frase.
"Supponi che... Supponiamo, eh? E' un gioco" gli chiarisco. "Supponi che ci siano queste scie. Supponi che qualcuno se ne accorga e, come dici tu, eliminarlo fisicamente costa. E' scomodo. Fa domande, eccetera. E allora cosa fai? Introduci, fra quelli che sostengono questa tesi, una persona che si mette in prima fila e dice questa cosa. Stranamente a questa persona non succede niente. Vive tranquilla; nessuno disturba; non arrivano i Men in Black a disturbare, nessuno gli dice "Shhhh!'. Mentre ai meteorologi che dicono queste cose dicono "Vola basso!", a lui stranamente non dicono niente. Non ti è mai venuto il dubbio?"
"Mi è venuto il dubbio non per Straker. Mi è venuto il dubbio per altre persone."
"Hmmm... Perché per Straker no?"
"Straker lo massacrate troppo. Si vede che ce l'avete proprio con lui. Invece, per esempio, Sciechimiche.org, che fa il vostro gioco, secondo me, e Sciechimiche.org fa il vostro gioco, secondo me, non lo attaccate più di tanto. Non so se hai capito quello che voglio intendere. Sciechimiche.org fa il vostro gioco. Invece Straker è uno che si è un po'...". Lascia a metà la frase.
"Non pensi che faccia parte del gioco?" gli chiedo. "Cioè, se tu crei un person...". Mi interrompe: lo fermo. "Aspetta, aspetta, fammi finire. Tu crei un personaggio... cioè, mettiamo, noi creiamo un personaggio come Straker. Lo mettiamo lì, e poi è chiaro che è come il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Lui dice le sue cose, e noi rispondiamo. In questo modo, lui acquisisce credibilità e autorevolezza all'interno del sistema. Fra gli sciachimisti, Straker è considerato una fonte indubbiamente affidabile. Ti è mai venuto il dubbio che questo sarebbe il metodo migliore per farvi fare una figura ridicola?"
"Straker... secondo me quelli che sono più ridicoli non è Straker, sono quelli di Sciechimiche.org, con l'orgonite."
"Oh, lasciamo stare l'orgonite."
"Ecco, invece Straker s'è sempre dissociato dall'orgonite, perché magari c'è gente che è convinta che funzioni, lo può fare tranquillamente."
"Infatti, è proprio questo il concetto. Secondo te chi gli ha suggerito di restare lontano dall'orgonite, per rimanere vagamente plausibile?"
"Questo non lo capisco... secondo me, in quelli di Sciechimiche.org c'è qualcuno – infiltrato – che sponsorizza l'orgonite, per rendere tutto il movimento degli sciachimisti inaffidabile. Perché dice 'Questi qua sono come la Sacra Setta degli Orgoni', che fa molto ridere in effetti. La Sacra Setta degli Orgoni che cerca di salvare il mondo con questi chembuster."
"Infatti. E' proprio questo che Straker non è. Non... non ti sembra..."
"E invece Straker si è dissociato da questa posizione."
"Esatto."
"Ecco perché a voi Straker fa tanto... dà tanto fastidio. Perché è l'unico che alza le chiappe davanti al monitor del computer e se ne va in giro a fare le conferenze. Quelli di Sciechimiche.org hanno fatto una petizione [incomprensibile], conferenze manco una. Non fanno niente di vero attivismo, non fanno nulla. L'unico che fa vero attivismo è Straker, ecco perché a voi Straker vi dà tanto fastidio."
"Fastidio non è la parola che userei" dico io divertito. "Va be', comunque mi fa piacere che... la cosa funzioni."
Deluso dalla tecnologia, stordito dalla barista del Nuovo Ordine Mondiale
Dopo alcune parole conclusive di Vibravito, l'incontro si chiude. Sono le 18.20. Vibravito guarda la sua fotocamera, quella che avrebbe dovuto registrare per lui la conversazione, e fa una smorfia di delusione. "Mi sa che qualcosa s'è... perso". Dalla sua espressione, direi che s'è perso ben più di "qualcosa". Gli offro di duplicargli al volo la mia registrazione, se ha una penna USB.
In chiusura, gli segnalo che è mio dovere ricordargli che la diffamazione è un reato perseguibile. Lui si assume la responsabilità legale delle accuse che mi ha rivolto. "Se ho fatto una fesseria, pagherò le conseguenze," aggiunge.
La registrazione finisce alle 18:25.
Entriamo all'Osteria degli Amici per duplicare la registrazione e pagare il conto. Uso il mio laptop per copiare al volo per Vibravito la registrazione dell'incontro dal mio dittafono (che è digitale e quindi fornisce l'audio direttamente in forma di file) alla sua penna USB.
Al momento di pagare il conto, faccio per offrire io, visto che Vibravito ha fatto tanta strada per venire nella tana del lupo, ma lui non ne vuol sapere. Così guardo la barista, dico a Vibravito che lei fa parte del Nuovo Ordine Mondiale e che quindi prende ordini soltanto da me, e poi mi rivolgo alla barista e le ordino di non accettare gli euro di Vibravito.
La barista, che ha sentito quello che ho detto a Vibravito, annuisce e ubbidisce al mio ordine, rifiutando i soldi di Vibravito, che guarda incredulo e stordito la scena.
Usciamo, e io cerco di restituire a Vibravito i suoi cinque euro, ma lui non ne vuole sapere. E' molto seccato e dice che non vuole che si possa dire in giro che Attivissimo gli ha pagato da bere. Sale in macchina e se ne va.
E con questo finisce il mio racconto.
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Antibufala Classic: portaerei vs faro 15.3.09 Permalink 63 commenti
Portaerei USA sfida faro. Vince il faro
Indagine iniziale: 2/2/2005. Ultimo aggiornamento: 15/3/2009.Nota: Ripubblico qui quest'articolo, uscito originariamente su Zeus News nel 2005, nell'ambito della progressiva migrazione dei contenuti antibufala a questo blog.
Se siete arrivati qui seguendo un link di un articolo di Massimo Mazzucco, vi dico solo una cosa. Una persona che non trova di meglio da fare che accanirsi contro di me perché a suo parere non ho indagato abbastanza pedantemente sulle origini di una barzelletta mi sembra decisamente a corto di argomenti migliori ma molto desideroso di rendersi ridicolo. Fine della storia.
English Abstract (il resto è in italiano)
A story circulating on the Internet claims that a large US Navy vessel engaged in a very amusing radio conversation with an object with which it was about to collide. The US vessel kept insisting that it was the other party's duty to change course. The other party turned out to be a lighthouse.
Various different locations, dates and ship names are given:
– Locations: Finisterre, Newfoundland, Puget Sound, Carolinas
– Ships: USS Lincoln, Enterprise, Missouri
– Dates: 16 October 1997, October 1995
All are incorrect. There is an official Navy page that debunks this story, which has been circulating for over forty years in various publications.
Links with further information (mostly in English) are provided below.
Il testo della catena di sant'Antonio
Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il testo è grosso modo questo (ho evidenziato i concetti salienti in grassetto e lasciato intatti gli errori ortografici dell'originale):
Conversazione realmente registrata sulla frequenza di emergenza marittima sul canale 106 a largo della costa di Finisterra (Galicia), tra galiziani e americani, il 16 ottobre 1997.
Spagnoli: (rumore di fondo) ... vi parla l'A-853, per favore, virate 15 gradi sud per evitare di entrare in collisione con noi. Vi state dirigendo esattamente contro di noi, distanza 25 miglia nautiche.
Americani: (rumore di fondo) ... vi suggeriamo di virare 15 gradi Nord per evitare la collisione
Spagnoli: Negativo. Ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione
Americani: (un'altra voce) Vi parla il Capitano di una nave degli Stati Uniti d'America. Vi intimiamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione.
Spagnoli: Non lo consideriamo fattibile, ne conveniente, vi suggeriamo di virare di 15 gradi per evitare di scontrarvi con noi.
Americani: (tono accalorato) VI PARLA IL CAPITANO RICHARD JAMES HOWARD, AL COMANDO DELLA PORTAEREI USS LINCOLN, DELLA MARINA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA, LA SECONDA NAVE DA GUERRA PIU' GRANDE DELLA FLOTTAAMERICANA. CI SCORTANO 2 CORAZZATE, 6 DISTRUTTORI, 5 INCROCIATORI, 4 SOTTOMARINI E NUMEROSE ALTRE NAVI D'APPOGGIO. NON VI "SUGGERISCO" VI "ORDINO" DI CAMBIARE LA VOSTRA ROTTA DI 15 GRADI NORD. IN CASO CONTRARIO CI VEDREMO COSTRETTI A PRENDERE LE MISURE NECESSARIE PER GARANTIRE LA SICUREZZA DI QUESTA NAVE. PER FAVORE OBBEDITE INMEDIATAMENTE E TOGLIETEVI DALLA NOSTRA ROTTA!!!
Spagnoli: Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone. Ci scortano il nostro cane, il cibo, 2 birre, e un canarino che adesso sta dormendo. Abbiamo l'appoggio della stazione radio "Cadena Dial de La Coruña" e il canale 106 di emergenza marittima.
Non ci dirigiamo da nessuna parte, visto che parliamo dalla terra ferma, siamo nel faro A-853 di Finisterra sulla costa Galiziana. Non abbiamo la più pallida idea di che posto abbiamo nella Classifica dei fari spagnoli. Potete prendere le misure che considerate opportune e fare quel cazzo che vi pare per garantire la sicurezza della vostra nave di merda che si sfracellerà sulla roccia. Pertanto insistiamo di nuovo e vi suggeriamo di fare la cosa più sensata e di cambiare la vostra rotta di 15 gradi sud per evitare la collisione.
Americani: Bene, ricevuto, grazie
La stessa storia circola anche in altre lingue e con numerose varianti: a volte il faro è canadese e la conversazione radio si sarebbe tenuta al largo di Terranova (Newfoundland in inglese). Anche le navi e le date cambiano spesso.
Datazione e origini
Le prime segnalazioni di questo caso (con il testo indicato sopra) sono giunte al Servizio Antibufala il 19 gennaio 2005, data in cui ha preso a circolare anche nei newsgroup italiani. Secondo Snopes.com, la storia ha iniziato a diffondersi su Internet nel 1996, ma varianti di questa storia risalgono a circa quarant'anni fa.
Perché è una bufala
La medesima storia circola, con nomi, dettagli e luoghi differenti, da oltre quarant'anni. Già questo sarebbe sufficiente a catalogarla come priva di fondamento, ma la Marina statunitense ha pubblicato anche una pagina di smentita (archiviata da Archive.org qui) datata 25 luglio 1997, che informa della vera ubicazione delle navi più frequentemente citate alle date indicate nella storia, ossia la Coral Sea, la Missouri e la Nimitz.
Snopes.com, nella sua indagine antibufala, ha inoltre frugato a ritroso alla ricerca delle origini di questa storia, trovandola come aneddoto (con altri nomi e luoghi, ma struttura identica) in una raccolta di barzellette del 1992 e in un libro di Stephen Covey del 1989, nel quale Covey indica come fonte un numero del 1987 di una pubblicazione dell'U.S. Naval Institute.
Ma si va anche più indietro: lettori di Snopes.com che hanno servito nella marina degli Stati Uniti se la ricordano verso la fine degli anni Sessanta, e Snopes.com ne trova versioni risalenti al 1939.
Una delle falle che smentisce le versioni della storia ambientate negli Stati Uniti è che, come nota un articolo della Marina citato da Snopes.com, dal 1986 nessun faro della costa USA è abitato o ha una stazione radio.
Non è nota la situazione sulle coste della Galizia, ma la versione che cita la USS Lincoln e data l'episodio al 16 ottobre 1997 è sicuramente falsa, dato che in quel periodo la portaerei non era affatto dalle parti della Galizia, secondo un sito che ne traccia la storia. Oltretutto sembra a dir poco improbabile che dopo oltre quarant'anni ci siano ripetuti battibecchi fra navi militari statunitensi e fari che seguono esattamente lo stesso copione di una barzelletta.
La storiella è dunque fasulla, ma rimane comunque una storia divertente sulla presunzione di chi si ritiene importante perché guida un mezzo meccanico senza considerare che esistono forze ben più grandi di lui.
Ringraziamenti
Grazie a Faragorn e Marcopela del forum RAI "Internet per tutti" [oggi (2009/03/15) defunto da tempo] per aver scovato informazioni preziose per questa piccola indagine.
Etichette: antibufala, catlg
Stasera: buchi neri nel bagnoschiuma luganese 14.3.09 Permalink 34 commenti
Conferenze astronomiche in Canton Ticino
Questa sera alle 20.30 si terrà a Lugano la conferenza "I buchi neri nel mio bagno di schiuma" di Massimo Calvani, astronomo presso l'Osservatorio di Padova. L'appuntamento è alle 20.30 all'Auditorium dell'Università della Svizzera Italiana. Per maggiori informazioni, visitate il sito della Società Astronomica Ticinese oppure contattate la Società al numero di telefono svizzero 091.756.23.76 o via email (sat chiocciola astroticino.ch).L'appuntamento fa parte della serie di incontri sull'astronomia organizzati dalla SAT per l'Anno Internazionale dell'Astronomia. Date un'occhiata al programma dei prossimi appuntamenti, che comprendono, fra l'altro, conferenze sull'eredità delle missioni Apollo. Quelle che i lunacomplottisti dicono siano state simulate in uno studio cinematografico.
E' una bella occasione per vedere quanto la scienza ci dia strumenti per conoscere le meraviglie dell'universo e per celebrare i 400 anni trascorsi da quando Galileo puntò un cannocchiale verso il cielo e vide i mari e le montagne della Luna, le fasi di Venere, i satelliti di Giove, e capì che la Via Lattea era una immensa distesa di stelle, dando il via alla serie incredibile di scoperte che hanno permesso di capire quanto la realtà dei fatti fosse infinitamente più grandiosa, meravigliosa e spaventosa di qualsiasi immaginazione o cosmogonia umana.
L'incontro di stasera è anche un'occasione per aderire seduta stante alla Società, per chi lo desiderasse. Io e i miei Men e Women in Black saremo lì a goderci la serata e a sparaflashare il primo citrullo che tirerà fuori Nibiru, il 2012 o i complotti lunari.
2009/03/15 - Post eventum
I video dell'interessantissima conferenza di Massimo Calvani (nella foto) sono pronti su Youtube e li potete vedere qui sotto in sequenza automatica. Ho dovuto schiarire la ripresa per via del forte contrasto fra luce del videoproiettore e fioca illuminazione della sala.Per chi vuole vedere la conferenza nella versione quasi-HD disponibile su Youtube: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta parte, sesta parte, settima parte, ottava parte, nona parte.
Buona visione, e divertitevi con la scienza vera, che è molto più intrigante ed esaltante delle pseudoscienze quando viene raccontata da un buon narratore.
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30 anni di CD, 20 di Web 13.3.09 Permalink 13 commenti
Il CD compie trent'anni, il Web celebra i 20 a Ginevra
Segnalo brevemente due ricorrenze: 30 anni di CD (contando perlomeno da quando la Philips fece la prima demo del sistema ad Eindhoven), come ricorda Gizmodo. Con il contributo di Sony, fu definito lo standard Red Book dal quale nacquero gli attuali CD. Il primo CD in vendita fu 52nd Street di Billy Joel, nel 1982.
Al CERN di Ginevra, intanto, si festeggiano vent'anni di World Wide Web, a partire da quando Tim Berners-Lee presentò al proprio supervisore il documento "Information Management: a Proposal". Il sito contiene video e altre info che riepilogano questi albori.
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Difendersi dai siti trappola 13.3.09 Permalink 18 commenti
Come controllare se un sito è pericoloso
Una delle tante segnalazioni interessanti emerse dalla conferenza tenutasi mercoledì 11 marzo a Lugano con due esperti di lotta al crimine informatico, John Battista della Polizia di Stato italiana e Mauro Vignati dell'ente svizzero MELANI (la Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione), è quella di un servizio gratuito che effettua una verifica della pericolosità di un sito o di un documento sospetto.Si chiama Wepawet ed è offerto dalla University of California a Santa Barbara: permette di scoprire anche minacce annidate nei documenti PDF e Flash e indica la specifica vulnerabilità che il sito o documento analizzato tenta di utilizzare.
Un servizio per certi versi analogo è offerto anche da questa pagina dell'ISSS (Information Security Society Switzerland) e da Webcheck di MELANI.
Tutti questi servizi sono da usare con prudenza e tenendone a mente i limiti: se indicano che un sito o un documento è ostile, potete stare sicuri che lo è davvero, mentre se indicano che tutto va bene, non c'è garanzia assoluta che sia proprio così, perché i criminali informatici inventano tecniche nuove in continuazione, e queste tecniche potrebbero non essere note subito a questi servizi.
Sono comunque più utili delle generiche barre di sicurezza o delle segnalazioni incorporate in molti programmi di navigazione, perché forniscono i dettagli della minaccia e permettono di studiarne il codice; non possono sostituire queste altre forme di sicurezza per ovvie ragioni di praticità, ma sono un complemento utile per capire meglio la dinamica di un attacco informatico o il funzionamento di un sito-trappola.
2009/03/15
Purtroppo l'audio della videoregistrazione della conferenza è risultato inascoltabile a causa di un'interferenza fortissima di origine ignota. Mi scuso con chi sperava di poter vedere o rivedere l'ottima serata, ma l'attrezzatura che in molte altre occasioni ha dato risultati ottimi stavolta mi ha tradito. Visto l'argomento, potrei dire che si è trattato sicuramente di un complotto per non rivelare dati scottanti.
Etichette: sicurezza
Salite in discesa, TG5 e TG2 abboccano 13.3.09 Permalink 75 commenti
TG2 e TG5 sempre più in basso grazie alle salite. Stregate
Non ci posso credere. Due telegiornali nazionali, nello stesso giorno, trasmettono servizi sulla stessa bufala: quella della "salita stregata" che collega il comune di Teggiano a quello di Sala Consilina. Le auto o altri oggetti collocati sulla strada sembrano salire invece di scendere.
Entrambe le testate si sono dilungate sul "magnetismo" e sul "fenomeno paranormale" e addirittura il TG5 ha escluso l'illusione ottica parlando di rilievi fatti da tecnici. Ma non è altro che la solita "salita in discesa", ossia appunto un'illusione ottica conosciuta da decenni.
Di strade simili ce ne sono tante nel mondo (in Italia ce ne sono ad Ariccia, vicino a Frascati; a Montagnaga di Piné, in Trentino (non Montagnana come avevo scritto inizialmente); a Martina Franca, in provincia di Taranto; e a Francofonte, in provincia di Siracusa). E come mi segnala g.fantino, anche nel caso di quest'ultima strada segnalata dai due TG nazionali si tratta dello stesso fenomeno: la strada sembra in salita per via degli oggetti circostanti, ma basta prendere una livella per accorgersi che è in realtà in discesa. E' quello che hanno fatto, ben più razionalmente dei loro blasonati colleghi, Antonio Sica e Gianfranco Stabile per il telegiornale di Tv Oggi Salerno il 10 marzo scorso.
Anche l'amico e collega d'indagini sui misteri, Massimo Polidoro, ne parla nel suo blog:
L’effetto (grazie anche a una serie di sperimentazioni coordinate per il CICAP da Luigi Garlaschelli) si è in realtà da tempo rivelato una curiosa illusione ottica, dovuta al nostro limitato senso dell’equilibrio, che si affida anche alla vista per decidere in che direzione sia il “basso”. Le salite anomale sono tratti in discesa molto leggera, posti tra due tratti in pendenza molto maggiore, e il nostro senso di orizzontale viene influenzato dal fatto che tutto il paesaggio circostante è molto più in discesa del tratto in cui ci troviamo. Per questo la leggera discesa ci sembra una salita. Contribuisce all’effetto la posizione e la conformazione dell’orizzonte visibile.

Il fenomeno appare quindi simile alle molte illusioni ottiche note in psicologia. Resta un fenomeno interessante da studiare, ma per capire come funziona la nostra percezione. Alla Facolta di Psicologia dell’Università di Padova, Garlaschelli e la d.ssa Paola Bressan hanno riprodotto l’illusione utilizzando tre plastici appositamente costruiti: con una strada a due, o tre, tratti contigui diversamente inclinabili, o con due strade affiancate e a diversa inclinazione. Il lavoro è stato pubblicato su "Psychological Science" (September 2003, 14:5).
Gli articoli e le sperimentazioni del CICAP sono consultabili qui; Polidoro ha pubblicato un articolo (in inglese) su "The Skeptical Inquirer" che mostra la simulazione creata da Garlaschelli e Bressan.La cosa sconsolante è che Striscia la notizia aveva intervistato Garlaschelli il 5 aprile dell'anno scorso proprio su quest'argomento, ricevendone la spiegazione reale. "Probabilmente, al TG5 non guardano Striscia…" conclude Massimo Polidoro.
Etichette: giornalismo spazzatura, paranormale
Antibufala: allarme burundanga 13.3.09 Permalink 24 commenti
Burundanga, il biglietto da visita che stordisce
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Sta circolando via mail un allarme che parla della "burundanga", una sorta di droga narcotica che agirebbe semplicemente sventolando un biglietto di carta impregnato nelle vicinanze della vittima. Ecco un esempio di testo dell'appello:
Questa informazione è stata passata è confermata [sic] da quasi tutte le polizie Europee.
Unità contro l'aggressione sessuale.
PER FAVORE leggere ciò che segue:
Ad una stazione servizio, un uomo si è avvicinato ad una signora che era intenta a fare il pieno alla sua auto. Gli ha offerto i suoi servizi come imbianchino e gli ha lasciato il suo biglietto da visita.
La signora gli ha detto di non avere bisogno, ma ha accettato il suo biglietto per dare prova in buona fede. L'uomo è allora entrato in un'automobile condotta da un altro signore.
Mentre la signora lasciava la stazione di servizio, ha visto gli uomini seguirla. Quasi immediatamente, ha iniziato a sentirsi confusa e stordita facendo fatica a respirare.
Ha provato ad aprire la finestra rendendosi conto che uno strano odore veniva dalla sua mano, la stessa mano che ha accettato il biglietto del signore alla stazione di servizio. Ha allora notato gli uomini che erano attaccati dietro la sua automobile.
Capito che dovesse fare qualcosa. È entrata nel primo parcheggio che ha trovato, ha fermato la sua automobile e ripetutamente si è messa a suonare il claxon per chiamare aiuto. Gli uomini sono fuggiti, ma la signora stava sempre male.
È soltanto dopo molti minuti che ha potuto finalmente riprendere a respirare normalmente.
Apparentemente, c'era una sostanza sul biglietto che avrebbe potuto seriamente stordirla. Questa droga si chiama BURUNDANGA
VGLIATE [sic] INVIARE QUESTO MESSAGGIO D'ALLARME A TUTTI I VOSTRI CONTATTI.
DE FREIXO TONI, G0668
Gendarmerie Genève
poste des Pâquis
rue de Berne 6 1201 Genève
tél : 022. 427.87.71
I sintomi classici dell'appello-bufala ci sono tutti: la presunta "conferma" delle polizie europee, che conferisce apparente autorevolezza all'appello ma in realtà non vale nulla, perché non fornisce le coordinate precise di fonti che abbiano pubblicato questa conferma; la leva sulle emozioni (in questo caso la paura delle aggressioni); l'uso di termini che incutono inquietudine, evocano origini esotiche e restano impressi ("burundanga"); l'esortazione a diffondere l'allarme a tutti i conoscenti.
C'è poi l'implausibilità della vicenda: un uomo che si avvicina a una signora che fa benzina, e le si offre come imbianchino? Avrebbe più senso se si fosse offerto di controllarle le gomme o qualcosa di attinente all'automobile. E ci sarebbe da chiedersi come farebbe l'uomo che distribuisce biglietti impregnati di droga a non esserne affetto anche lui: se bastasse una sventolata di un singolo biglietto sotto il naso per stordire, allora chi ne tiene in mano un mazzetto dovrebbe essere steso a terra in coma.
Però c'è quel riferimento alla Gendarmerie di Ginevra che conferisce una certa aria di autenticità, e l'emozione che deriva dal racconto dettagliato della disavventura della povera signora scavalcherà probabilmente la valutazione razionale dell'appello, che verrà così inoltrato da chi lo riceve.
Ma vediamo un po' i fatti, con l'aiuto del sempre prezioso sito antibufala Snopes.com, la cui indagine sul Burundanga arriva a un verdetto molto semplice: l'appello è una bufala, la burundanga no. Verdetto confermato anche da Urbanlegends.about.com, da Hoax-slayer.com e dal sito in lingua spagnola VsAntivirus.com.
La burundanga in quanto tale esiste: è un miscuglio di estratti di piante che contiene principalmente scopolamina, una sostanza usata in dosi minutissime come trattamento per mal d'auto ma estremamente tossica se assunta in dosi troppo elevate. Può indurre sonnolenza, delirio o allucinazione.
Ed è qui il problema principale di quest'appello: non basta il contatto momentaneo con un biglietto impregnato di scopolamina per assorbirne attraverso la pelle una dose sufficiente ad ottenere gli effetti descritti dall'allarme. Per effetti di questo genere occorre ingerirla o inalarla in dosi ben più significative, e in questo senso è effettivamente usata come droga per stordire vittime di furti o violenze. Prudenza, quindi, con gli sconosciuti che vi offrono da bere.
Non solo: la scopolamina è inodore, per cui non ha senso che i malfattori descritti nell'appello usino biglietti fortemente odorosi che insospettiscono le loro vittime.
La natura bufalina dell'appello è confermata anche dal fatto che la stessa storia dell'uomo che si offre come imbianchino è segnalata da Snopes.com in una versione ambientata in Texas e che l'approccio avvenga sempre a un distributore di benzina anche in Canada (dove l'appello è stato smentito dalla polizia locale) e nell'Essex (Regno Unito, anche qui smentito dalla polizia locale). Pare strano che venga usato in luoghi così disparati lo stesso, identico stratagemma strampalato.
Ma che dire dell'indirizzo della polizia di Ginevra? Ticinonline conferma che è autentico ed ha contattato il poliziotto citato nell'appello, che ha smentito quanto descritto nella mail e ha precisato che la "firma" in calce "è partita a causa di un errore che si è verificato". In quanto al pericolo descritto nell'appello, lo stesso agente ha detto che "il fatto non è mai accaduto e a noi non sono arrivate segnalazioni del genere".
E' insomma inutile diffondere quest'appello: rischia di mettere in guardia contro pericoli inesistenti e distrarre da quelli reali.
Grazie a d.vago per la segnalazione di alcune informazioni.
2009/10/14
L'appello ha ripreso a circolare con un nuovo garante apparente: la Guardia di Finanza italiana. La nuova versione inizia infatti con il preambolo "RAGAZZE/I LEGGETELO ARRIVA DIRETTAMENTE DALLA GUARDIA DI FINANZA DI REGGIO!!" e si conclude con queste coordinate:
Brigadiere Rizzo Raffaele
Compagnia Guardia di Finanza Reggio Emilia
- Nucleo Mobile -
via Mazzini, 4 - 42100 Reggio Emilia
0522/452333 - 453904
Rizzo.Raffaele2@Gdf.it
Ho contattato l'indirizzo di mail citato, ma finora non ho ricevuto risposta. Presumo si tratti dell'ennesimo garante apparente che ha inoltrato l'appello senza controllarlo.
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Antibufala: gattini usati come esche da pesca 13.3.09 Permalink 39 commenti
Gatti vivi come esche? Sì, ma per pescare soldi
Sta circolando un appello accoratissimo per una petizione per fermare l'uso di gatti come esche per la pesca degli squali, che contiene un rimando a un video che mostrerebbe questa pratica atroce e a una petizione per abolirla. Ecco un esempio del suo testo (che contiene qualche espressione non molto garbata):E dopo la pesca in cui si usano come esche i cani, ecco la pesca con l'uso di gatti.....
Guardate il video: micini di forse un paio di mesi a cui vengono infilzati un uncino al collo e sbattuti in acqua....mentre nuota arriva il pesce.....e "il gioco" è fatto.
Firmate divulgate la petizione. Queste imbecillità prettamente umane DEVONO FINIRE!!!
Perchè non ci mettono degli umani al loro posto? Magari qualche pescatore idiota a cui vengono staccati i coglioni...ammesso che li abbiano!!
Video
http://www.saveourcatsfromfishermen.com/
Petizione
http://firmiamo.it/per-i-gattini-usati-come-esche-vive
La petizione ospitata presso Firmiamo.it ha già raggiunto le 1100 adesioni e dice:
The Human Society of America ha denunciato il sovraffollamento presso i loro ripari di gatti e gattini come conseguenza del riscaldamento globale. Infatti, il riscaldamento globale aumentando le temperature, ha determinato stagioni più lunghe che aumentano la loro frequenza di accoppiamento. Detto cio', molti pescatori senza scrupoli, stanno approfittando di questa eccedenza usando questi animali impotenti come esca in tensione per gli squali, pesci spada e tarponi. Questi individui malati stanno usando gatti e gattini per il loro folle divertimento, che hanno anche denominato "sport".
Si tratta di una bufala ben congegnata per far leva sull'indignazione, sfottere un certo animalismo superficiale e così scavalcare il raziocinio che permetterebbe di scoprire gli indizi della burla, che sembra finalizzata a vendere le t-shirt di protesta offerte dal sito Save Our Cats from Fishermen (salvate i nostri gatti dai pescatori).
E gli indizi sono davvero tanti, se si guarda la situazione con distacco. Sovraffollamento di gattini a causa del riscaldamento globale? E perché nel video che mostrerebbe questa atrocità i gattini non fanno una piega quando vengono "infilzati"? E, più sottilmente, perché l'appello parla della Human Society anziché della Humane Society (che è il nome vero degli enti di protezione animali)?
Soprattutto, guardando il video, ci si accorge che in alcuni punti si vede il segno dell'imbragatura che regge in realtà il gattino: sarà per questo che è nero, in modo da facilitare la dissimulazione del trucco?

Fonti: Kennelson.com, Snopes.com, Asavvy.com.
Etichette: antibufala
Stazione spaziale "evacuata", BBC, ANSA e CNN danno i numeri 12.3.09 Permalink 30 commenti
La Stazione Spaziale Internazionale a rischio di collisione con frammento orbitante; pericolo scampato, ma non per i reporter
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "fabiano" e "p.jovin****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.La BBC ha da poco battuto la notizia che l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale ha dovuto rifugiarsi nella capsula Soyuz attraccata alla Stazione per proteggersi dal rischio di un impatto di un frammento orbitante.
Il pericolo è ormai passato, e la BBC sottolinea che non è stato possibile adottare la contromisura standard (spostare la stazione) perché l'allarme è arrivato troppo tardi.
Peccato che poi la prestigiosa fonte di notizie scivoli su questa perla: "the debris was was 2.54cm (about one-third of an inch) in width." No. 2,54 cm sono un pollice, non un terzo di pollice. Non sapevo che alla BBC assumessero gli incapaci in aritmetica. L'errore è stato corretto con discrezione, ma la schermata qui accanto ne serba memoria (è cliccabile per ingrandirla).
Alla CNN, invece, è andata peggio: ha scritto, e tuttora scrive, che "the station's 18 crew members were temporarily evacuated to a the station's Soyuz TMA-13 capsule". Diciotto persone stipate dentro una Soyuz che ne tiene tre sarebbero state un bello spettacolo. Solo che la Stazione Spaziale ha a bordo tre astronauti: Michael Fincke, Sandra Magnus e Yuri Lonchakov.

Ma secondo l'ANSA sono due: "I due astronauti a bordo, un americano e un russo...".

Sono piccoli promemoria di come non ci si possa, purtroppo, affidare ai media generalisti quando c'è di mezzo la tecnologia: vanno in palla anche su cose elementari come numeri e unità di misura.
Ma la cosa più interessante è che l'episodio ha rivelato quanto sono sensibili i radar militari che sorvegliano lo spazio: secondo Space.com, l'oggetto misurava nove millimetri (un terzo di pollice). Forse è per questo che l'avviso è arrivato all'ultimo momento: i militari erano riluttanti a far sapere quanto sono precisi i loro strumenti.
2009/03/13
Come segnalano i lettori, c'è controversia sulle reali dimensioni dell'oggetto: avrebbe un diametro di 13 centimetri, secondo Nasa.gov.
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Scie chimiche a Controradio 12.3.09 Permalink 214 commenti
Ore 9:30, lezioni di sciachimismo alla radio
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
L'emittente Controradio di Firenze ospita a partire dalle 9.30 una discussione sulle cosiddette "scie chimiche". Se vi interessa ascoltare o partecipare, lo streaming è qui, il numero di telefono è (0039)055-73-99933 e la mail è controradio chiocciola controradio.it. Io sarò in ascolto via streaming.
Post eventum: E' stata presentata la solita serie di affermazioni senza capo né coda ma soprattutto senza prove concrete. Per fortuna, una volta tanto hanno potuto parlare anche gli addetti ai lavori, compresi i piloti di linea, che hanno sbugiardato le asserzioni sciachimiste, mostrando quanto siano il frutto di semplice dilettantismo.
Il fisico che ha parlato di scie di condensazione descrivendole come fenomeno "rarissimo", Corrado Penna, è un buon esempio di questo approccio incredibilmente superficiale. Perché non si consultano con i piloti, con i controllori di volo o semplicemente con le tabelle dei voli, prima di dire sciocchezze come quella che in certi giorni gli aerei di linea non volano proprio?
Bellissima la battuta di uno degli intervenuti: gli aerei sono misteriosi perché guardandoli da terra non hanno i finestrini? Se è per quello, anche gli autobus, visti da sotto, non hanno i finestrini. Che facciamo?
Come sempre, però, quello che mi colpisce è la passione per i complotti. Quando chiamano piloti da varie parti d'Italia, ossia le persone qualificate a parlare dell'argomento e fornire informazioni concrete, subito parte il sospetto: come mai tanto interesse per una trasmissione di una radio locale? Subito il pensiero corre all'idea che ci sia un'organizzazione, magari "legata a precisi ambienti" come ha pateticamente insinuato uno dei cronisti della trasmissione, mirata a zittire chi osa parlare di scie chimiche. Ma quale zittire? Anzi, più parlano gli sciachimisti e meglio è, perché dicono cose da delirio come quella qui accanto (tratta da qui) e si rendono ridicoli da soli.Sveglia, gente: il tam tam di Internet lo sanno usare anche i piloti, mica solo gli sciachimisti, e quando si accusano i piloti, i meteorologi e i controllori di volo di essere omertosi complici di strage, magari questi s'incazzano un tantinello. E chiamano.
Credo che la trasmissione abbia messo in luce uno spunto interessante: cari sciachimisti, chiedete tanto di indagare sulle scie chimiche, ma di chi mai vi fidereste per le indagini? Quando vi risponde il governo, non vi fidate; quando vi rispondono i piloti, non vi fidate; quando vi rispondono i meteorologi, non vi fidate. E li accusate di far parte del complotto.
2009/03/13
Corrado Penna, uno dei sostenitori della teoria delle scie chimiche intervistati da Controradio, ha pubblicato un post nel suo blog (immagine qui accanto) nel quale sembra alludere a me con questa frase:Mi hanno detto che qualcuno "molto attivo" nel disinformare sulle scie chimiche spacciandole per scie di condensa di vapore acqueo insinua che non io non abbia nessuna laurea in fisica.
Sia ben chiaro, come gli ho anche scritto privatamente: io non ho mai detto nulla del genere. Ma vedo che la sua fonte per quest'asserzione è il blog di Straker. Se è questo il modo in cui Penna acquisisce informazioni sugli argomenti di cui parla, il problema non è certo di laurea o non laurea, ma di metodo. Sarebbe stato assai più corretto chiedere a me.
Resto a disposizione per qualunque dibattito pubblico.
2009/03/13 17:20
Dopo uno scambio di e-mail con Penna in cui ho chiesto di rettificare l'allusione e ho ricevuto solo risposte decisamente scortesi, terminate con il rifiuto di ogni ulteriore dialogo da parte sua, Penna ha aggiornato il suo articolo come mostrato qui accanto.Anche Penna, nonostante la laurea in fisica (conseguita, stando ai documenti che ha pubblicato, in ben nove anni invece dei quattro normali), si è dimostrato uguale a Straker e agli altri sostenitori delle "scie chimiche": pronto a scagliare accuse assurde senza alcuna prova concreta (il "libro falsificato" e la laurea mancante a Simone Angioni) e chiuso a ogni dibattito.
Si può essere di idee differenti, ma alla base del metodo scientifico c'è il dialogo per confrontare le idee e i dati in modo da arrivare alla verità. Chi rifiuta il dialogo si pone al di fuori del metodo scientifico. Laurea o non laurea.
E a distanza di quattordici anni dalla nascita della teoria delle "scie chimiche", siamo ancora qui ad attendere che i suoi sostenitori portino una sola prova degna di questo nome. Finora hanno prodotto molte chiacchiere, molte impressioni personali e molte accuse, ma nulla di concreto.
Senza le prove di base sull'esistenza di "scie chimiche", tutto il resto dei discorsi su cosa sono, cosa fanno, chi le fa, è fuffa. Sarebbe ora di rendersene conto.
Etichette: scie chimiche
Faccia a faccia con uno sciachimista / 2 11.3.09 Permalink 374 commenti
A tu per tu con chi crede alle "scie chimiche" (seconda parte)
La prima parte di questo articolo è pubblicata qui. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Le immagini di scie di condensazione e di aerei sono state scattate da me a Carona, vicino a Lugano, l'8/3/2009 e non si riferiscono agli aerei citati nel resoconto. Gli eventi dell'incontro descritti sono reali e sono avvenuti il 28 febbraio 2009 a Barbengo, vicino a Lugano. Questo non è un racconto di fantasia.Prosegue il resoconto dell'incontro che ho avuto alcuni giorni fa con un sostenitore della teoria delle "scie chimiche", noto su Internet con il nomignolo di Vibravito, allo scopo di conoscere di persona la psicologia di chi crede alle grandi ipotesi di complotto.
Stiamo conversando da una ventina di minuti. Vibravito sostiene che vi sia una contraddizione fra una frase scritta da La Russa e una scritta da me sull'argomento: La Russa dice (secondo Vibravito): "in assenza di vento la permanenza delle scie così prodotte può protrarsi anche per diverse ore". Io ho scritto, nota sempre Vibravito, che il mio video di ripresa temporizzata (time-lapse) delle scie sopra casa mia a Lugano "permette di apprezzare la persistenza delle scie di condensa quando le condizioni in quota sono favorevoli e di notare come il vento le trasporti senza alterarne molto la linearità e senza disperderle granché". Secondo Vibravito, questo è "l'esatto opposto di quello che ha detto La Russa", e sono queste "contraddizioni" che gli inducono dubbi sulla della sincerità dei debunker.
Tento di spiegare che la contraddizione non c'è, perché bastano conoscenze elementari di fisica e un po' di osservazioni del mondo reale per notare che una scia di condensa, esattamente come una nuvola, può persistere e mantenere la propria forma generale sia quando non c'è vento, sia quando è trasportata da un vento uniforme. Ma è troppo interessante l'aspetto psicologico: Vibravito osserva e scova (a suo parere) contraddizioni ovunque nella tesi "avversaria", ma non si accorge delle contraddizioni e delle assurdità delle tesi sciachimiste. Le scie chimiche servirebbero per far piovere, ma anche per non far piovere; servirebbero per le comunicazioni militari, ma anche per disseminare nanomacchine e il morbo di Morgellons. Oppure, come vedremo tra poco, per i rilevamenti tridimensionali del terreno. Scie davvero tuttofare, secondo questa visione; meglio di un coltellino svizzero.
Gli chiedo quindi come spiega il fatto che lui, che non è un esperto, trova queste contraddizioni, ma i meteorologi, i chimici, i piloti, insomma gli esperti, dicono che tutto va bene e che non ci sono queste presunte contraddizioni.
"Perché gli è stato gentilmente consigliato di lasciar perdere".
I meteorologi sanno ma tacciono
Gli chiedo in concreto come funzionerebbe questo "consiglio": che so, uno arriva in accademia aeronautica, o va a scuola di meteorologia, e appena fa qualche domanda sulle scie di condensa arriva qualcuno che gli dice "No, figliolo, tu non devi parlare di questa cosa"? Vibravito glissa ed elude ripetutamente la domanda, secondo un modello comportamentale molto diffuso fra i sostenitori delle più disparate teorie di cospirazione quando si trovano a corto di argomenti, ma io continuo a rifarla."Dovresti saperlo tu meglio di me come funziona", ribatte. Sembra realmente convinto che io sia parte di una cricca di Men in Black che si aggira nelle università e nelle accademie per zittire chi osa fare domande proibite. E' molto a disagio nel rispondere, ma io insisto.
Alla fine argomenta che i meteorologi ormai sono tutti militari, che come tali hanno il segreto militare e quindi viene detto loro di non parlare. "I meteorologi sono quelli più... facilissimi da coinvolgere, ormai sono tutti militari". Gli faccio notare che in molti altri paesi i meteorologi sono invece dei civili. Ammette che non lo sapeva. La sua tesi si sgonfia completamente, come il tendone di un circo al quale cedono di colpo tutti i sostegni.
Gli chiedo anche se non pensa che ci sarebbero modi assai più efficienti per avvelenare la popolazione o disseminare sostanze (gli acquedotti, per esempio, o gli scarichi delle automobili). No, risponde Vibravito: "questo è il sistema migliore". Rilasciare sostanze a chilometri d'altezza, a suo parere, è meglio che spargerle direttamente sul bersaglio. Un po' come dire che se ho una zanzara in camera, mi conviene spargere il Flit in Danimarca. Anche in questo Vibravito non rileva alcuna contraddizione.
Passa un aereo, che lascia una bella scia di condensa, e colgo la palla al balzo per chiedergli esplicitamente, indicando il velivolo: "Perché dovrei spargere a dieci chilometri di quota, quando io posso metterti nel bicchiere [dell'acqua minerale che sta bevendo] quello che mi serve?". Non sembra cogliere l'allusione.
Vibravito si difende dicendo che non è affatto certo che le scie chimiche siano un progetto per avvelenare la gente (Straker e altri della stessa fede forse non saranno molto d'accordo): "L'unica cosa certa che sappiamo è che non è condensa". Gli chiedo su che basi ha questa certezza.
Vibravito, l'uomo-telemetro
Vibravito risponde che la certezza è "sulle mie osservazioni mie e di tante persone". Osservazioni di dilettanti, gli faccio notare. E a questo punto lui misura a occhio la quota dell'aereo che sta generando una scia sopra di noi (non è quello nella foto qui accanto, che è soltanto un esempio). Faccio fatica a stare serio. "Già questo, per esempio [indica l'aereo] non sta volando a 8000 metri. Cinquemila, quattromilacinquecento.""Tu sai identificare la quota degli aeroplani... guardandoli??"
Vibravito dice di essere allenato e di saperlo ormai fare a occhio. Così gli chiedo di identificare il modello d'aereo che ci sta passando sopra, perché le dimensioni dell'aereo sono fondamentali per una stima del genere (che è fattibile, ma non a occhio, bensì con un binocolo graduato o un altro strumento che dia un riferimento di misura angolare, come documentato dagli osservatori impiegati durante la Seconda Guerra Mondiale).
Infatti un Boeing 737-500 (bimotore a getto) ha un'apertura alare di 29 metri, mentre un Airbus A330, anch'esso bimotore a getto, ha 60 metri d'apertura alare. Visti da sotto, questi due aerei, grandi uno il doppio dell'altro, sono molto simili. Non sapere se si sta guardando un oggetto largo 60 metri o uno largo 30 introduce errori di valutazione colossali. La risposta di Vibravito è molto illuminante.
"L'aereo non lo so... però anche se fosse un aereo di... dunque, ci sono due scie... è un bimotore..." e la voce s'affievolisce mentre guarda in su. Insisto: "Che aereo è?". Non lo sa. Ma argomenta che siccome un bimotore può avere dai 30 ai 60 metri d'apertura alare (su questo, perlomeno, è preparato), secondo lui la quota di quell'aereo è "per come lo sto osservando io, dai 3000 ai 6000 metri".
Viene da chiedersi per quale motivo gli sciachimisti abbiano speso migliaia di euro per dotarsi di un telemetro laser (che adesso non usano, stranamente) quando Vibravito, a occhio, riesce a calcolare le quote aeronautiche con tale precisione.
La conversazione passa brevemente al tema delle analisi di scie raccolte in quota: lui dice che sono impossibili per un gruppo di civili come gli sciachimisti. Gli ricordo che la cosa è invece fattibile senza alcun problema, se davvero le scie sono così basse come sostiene.
Poi cita l'ipotesi che le scie chimiche servano per la rilevazione del sottosuolo. "Cioè", gli chiedo io, "uno va in aria con un aeroplano e spruzza della roba per vedere cosa c'è... sottoterra?". Messa in questi termini concreti, la teoria pare evidentemente ridicola per un istante anche a Vibravito, che esita e poi precisa che è per "la rilevazione tridimensionale... sono cose militari... che sapete meglio voi di me... io non le so".
"Che so io meglio? Nel senso che io sono a conoscenza di quali misteri e segreti?"
"Tu sai, non ti preoccupare..."
Di nuovo questa convinzione di avere a che fare con un superagente del Nuovo Ordine Mondiale. Convinzione che viene ribadita quando Vibravito ripresenta le sue accuse: io avrei un "conto numerato in una banca di Lugano" sul quale qualcuno deposita "laute somme di denaro". Anche qui, Vibravito non nota la contraddizione: se fosse vero tutto quello che crede di me, lui sarebbe seduto a un tavolino insieme a uno spietato assassino manipolatore prezzolato. E si sarebbe fatto servire da bere in un locale che io conosco come le mie tasche (e lui lo sa). Dovrebbe sudare freddo e temere per la propria vita. Macché.
Gli impianti bioplasmatici
Vista la situazione ormai surreale, vado ancora più avanti nell'assurdo: lo guardo negli occhi e gli dico serenamente, "Io avrei degli impianti bioplasmatici?".
Mi riferisco a una delle accuse più deliranti che gli sciachimisti mi hanno rivolto, e che Vibravito conosce bene: quella di essere "un'entità, evidentemente alla percezione tridimensionale appare una "persona", un umano ma non è così. Egli e dotato di grossi impianti bioplasmatici. Nella fronte c'è l'impianto più importante; Presumo quello che ha la funzione di proiettare l'ologramma umano... curiosamente in tutte le foto accuratamente esaminate appaiono evidenti grossi impianti distribuiti in diverse zone della faccia. Alcune parti del viso sono state ricostruite per occultare la vera entità che c'è dentro di lui."
Giuro. E' scritto qui. Qui accanto trovate la schermata, per sicurezza e ulteriore conferma. E che dice in risposta Straker? "Non dire scemenze, stai rendendo ridicolo il movimento sciachimista"? Noooo. Scrive "non penso tu sia molto lontano dalla realtà dei fatti. Gli antichi riponevano molta importanza nello studio della fisiogniomica."Se è per quello, gli antichi "riponevano molta importanza" nelle cure tramite salassi e clisteri (*). Non voglio sapere se Straker applica l'antica sapienza anche in questi campi.
(*) I clisteri si usano ancor oggi, ma non sono più il toccasana per ogni malanno, e nessuno si sognerebbe di curare un tubercolotico con un bel salasso.
Lo so, la domanda è assurda, ma ormai ho assodato che Vibravito mi crede un arcicattivo onnipotente tirato direttamente fuori da un film di James Bond; tanto vale vedere se crede anche a questa storia degli impianti e degli ologrammi.
Vibravito glissa, ma io insisto: secondo lui, è stupida o no la storia degli impianti bioplasmatici? Mi chiede se mi può guardare fisso negli occhi (servirà per determinare se sono un ologramma?). Certo che sì. Allora, li ho o no questi impianti?
"Non lo so, non mi intendo di impianti bioplasmatici". Invece di rispondere che si tratta inequivocabilmente di una scemenza, come sarebbe sensato fare, lui è possibilista. Non lo esclude. Glissa ancora, cerca di tirare in ballo Straker, ma io insisto. "Non sono in grado di dare giudizi", risponde.
"Cioè non ti sembra una stupidaggine già così, a livello pelle?" gli chiedo. "Ma sai che cos'è un impianto bioplasmatico?". E lui: "Ecco perché non esprimo giudizi."
Questo apre un nuovo argomento d'indagine: quali sono i processi mentali che permettono a una persona di valutare se un'idea è idiota in partenza o se merita di essere considerata almeno un istante? Quanto può essere avulsa dalla realtà una persona che è disposta a prendere in considerazione l'idea che io abbia un proiettore di ologrammi incorporato? Speriamo sia almeno full HD.
Se per esempio qualcuno scrive in un blog che io possiedo un unicorno, lui che fa, gli risponde subito che sta dicendo stupidate oppure gli dice "non posso esprimermi perché non sono esperto di unicorni"? Faccio questa domanda a Vibravito.
La sua lunga pausa di meditazione, e il gesto che fa per indicare il concetto di unicorno come lo intende lui, sono irresistibili. Mi guarda in fronte, e io non capisco perché. Poi con la mano mima un corno che gli spunta dalla fronte."Cioè, questa cosa qua?" chiede lui.
"No. L'animale." rispondo io.
"No, non lo conosco, non ce l'ho presente" dice Vibravito. "Fammi il disegnino."
Ho quindi di fronte una persona che sostiene di saper distinguere a occhio nudo la quota degli aerei di linea e che vi sia un'omertà internazionale di piloti e meteorologi per nascondere una cospirazione che lui invece sa smascherare con la semplice osservazione visiva. Ma non ha mai sentito parlare di unicorni.
Tento con un altro approccio. Pegaso lo conosce? Sì. Bene, se gli dicono che io ho un cavallo alato in casa, ci crede? "E' chiaro che non ci credo" risponde Vibravito.
"Perché?"
"Perché non esistono i cavalli alati."
"Neanche gli impianti bioplasmatici."
Vibravito ribatte debolmente che magari qualcuno li sperimenta di nascosto. Poi cambia discorso e protesta perché io l'ho fatto venire fino a Lugano per fargli l'esame psicologico e non per farmi dire in faccia quello che lui ha scritto di me. Certo, gli rispondo: a me interessa la psicologia delle persone che credono alle scie chimiche e ad altre megacospirazioni, e di questo non ho mai fatto mistero.
Lui si lancia in una difesa dello sciachimismo in chiave ecologista: noi debunker saremmo antiambientalisti e chi crede alle scie chimiche sarebbe invece attento alle problematiche dell'ambiente. L'idea che credere a un omertosissimo megacomplotto a base di migliaia di aeroplani che spruzzano di nascosto roba sconosciuta possa invece screditare e rendere ridicola la difesa dell'ambiente contro chi lo inquina davvero tutti i giorni non lo sfiora nemmeno (come del resto non sembra aver sfiorato certe sezioni dei Verdi).
Il telemetro di Straker e il Morbo di Morgellons secondo Vibravito
Gli chiedo della vicenda del telemetro laser, o meglio dei telemetri laser, quelli che "Straker" afferma di aver acquistato spendendo migliaia di euro per dimostrare la quota impossibilmente bassa alla quale si formerebbero le scie sospette e che sono stati al centro di video falsificati pubblicati da Straker stesso (come dettagliato qui). Vibravito accetta la giustificazione di Straker per questi falsi: sono stati esche per rivelare presunti infiltrati. Come no.
Gli ricordo che quando a Straker è stato chiesto di mostrare questi benedetti telemetri, ha rifiutato e posto una serie ridicola di condizioni, compresa la chiusura preventiva di tutti i blog di debunking. Così Vibravito si offre di nuovo come mediatore di un faccia a faccia fra me e Straker per dimostrarmi che questi telemetri li ha acquistati davvero, ma gli faccio notare che è Straker a rifiutare ogni incontro con me. Io sono disponibile ad andare a Sanremo, dove sta Straker, per vedere i telemetri in questione. Tutti e due, però: non solo il Newcom 2500 che certamente possiede (come mostrato nello sbufalamento del suo secondo video tarocco), ma anche quello che Straker ha affermato inizialmente di aver acquistato, mostrando tanto di fattura fasulla, cioè il modello 4000, quello da ben 3800 euro. Staremo a vedere.
Qui Vibravito apre una parentesi personale e mi chiede se sono di origini pugliesi. "Ho scoperto ahimé che ci sono purtroppo molti Attivissimo in Puglia". Secondo lui, insomma, faccio parte di una stirpe di dannati e anche i miei parenti sono spregevoli esseri coinvolti nel complotto. Avranno anche loro gli impianti bioplasmatici?
Poi salta al Morbo di Morgellons. Gli dico che per quel che se ne sa finora, i pelucchi misteriosi che spuntano dalla pelle delle persone che dicono di esserne affette sono in realtà semplici fibre provenienti dall'ambiente.La spiegazione più banale e logica è che queste persone si grattano ossessivamente fino a produrre lesioni, sulle quali si forma la crosta di cicatrizzazione. La crosta, prima di solidificarsi, intrappola pelucchi e fibre d'ogni sorta, per esempio dagli indumenti e dalle superfici con le quali viene in contatto, come si vede qui accanto in un foto presa appunto da uno dei siti che sostengono l'esistenza del morbo. Tutto qui.
Per smentire questa spiegazione sarebbe sufficiente prendere chi è affetto da questo disturbo, coprirgli ermeticamente una porzione di pelle affetta (usando per esempio con una benda che impedisca il grattamento e non rilasci fibre) e tenerlo sotto monitoraggio visivo continuo per alcuni giorni. Che io sappia, finora questo semplice test non è stato fatto.
Dico a Vibravito che pelucchi intrappolati nelle crosticine sono capitati anche a me da bambino: saranno stati i miei impianti bioplasmatici? "Questo è uno scoop" dice Vibravito ridendo nervosamente. "Attivissimo malato di Morgellons!"
E come fa a sapere che c'è un nesso fra questa presunta malattia e le scie chimiche? Il racconto prosegue nella terza parte.
Etichette: antibufala, antiscienza, chemtrails, complottismo, cospirazionismo, scie chimiche
Il Messaggero vende un falso storico? 10.3.09 Permalink 62 commenti
Il Messaggero del 1969: il primo passo sulla Luna fu fatto con uno stivale da pesca
Questo articolo vi arriva grazie alla donazione straordinaria di "enrico.ass*****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Quella che vedete qui accanto è la storica prima pagina del Messaggero del 21 luglio 1969. E' tuttora in vendita come PDF a 5 euro nel negozio online del giornale qui. La pagina fece clamore anche all'estero, finendo per essere segnalata all'epoca anche da Time Magazine.
La segnalo qui per evidenziare una sua chicca e chiedere il vostro aiuto prima di fare shopping inutile: il Messaggero pubblicò un'immagine totalmente fasulla dell'impronta lasciata sulla Luna dagli astronauti. Quella mostrata è infatti un'impronta da stivale da pesca o da scarpone comune, e non c'entra assolutamente nulla con la forma dell'impronta reale, che è quella presentata qui sotto.
La scoperta mi è stata segnalata da un lettore, Agostino Manzi (citato con il suo permesso), che ne ha scritto alla rivista Fotografia reflex di marzo 2009. La sua lettera è stata pubblicata dalla rivista, con tanto di simpatica risposta del direttore.
Da un lato il Messaggero è onesto nel non cancellare e rifare questa sciocchezza storica; ma dall'altro colpisce la disinvoltura con la quale la testata pubblicò, a suo tempo, una foto-bufala che inganna il lettore, e lo fece in una prima pagina che si sapeva essere destinata a fare storia.
Certo, c'è l'attenuante del fatto che all'epoca non c'erano le foto digitali e quindi bisognò attendere il ritorno degli astronauti, con il loro prezioso carico di rocce e pellicole, per avere delle immagini pubblicabili (quelle televisive erano in qualità Youtube, impresentabili su carta; la telecamera aveva anche una modalità con risoluzione quasi HD, ma non fu usata). Ma possibile che al Messaggero non abbiano pensato almeno di chiedere alla Nasa una foto di un'impronta di scarpone lunare autentico, fatta per prova? E anche la foto dei due astronauti non mi sembra molto pertinente. La risoluzione è troppo bassa per esserne certi, ma non sembrano essere Neil Armstrong e Buzz Aldrin.
Chiedo quindi il vostro aiuto: qualcuno di voi ha già questa prima pagina e mi sa dire cosa c'è scritto sotto la foto dell'impronta farlocca e chi sono i due astronauti ritratti?

2009/03/10 12:50
Usa-free ha trovato una versione a migliore risoluzione delle foto degli astronauti mostrate dal Messaggero. Tineye.com, però, non ha trovato immagini corrispondenti. I caschi somigliano molto a quelli delle missioni Gemini, che precedettero quelle Apollo.
"Neil Armstrong"?
"Buzz Aldrin"?2009/03/10 21:10
Ho messo mano al portafogli (è anche a questo che servono le vostre donazioni) e comperato il PDF del Messaggero. Ci ho messo un po' perché il negozio online del Messaggero non funziona con Firefox sul Mac: ho dovuto ricorrere a un PC Windows con Internet Explorer. C'est la vie.
Ecco cosa dice la didascalia sotto l'immagine del Vecchio Scarpone: "Il LEM si è posato sulla superficie della Luna alle 22.17'42" (ora italiana) di ieri. Armstrong alle 4,40 di oggi ha aperto il portello del modulo e alle 4,57 ha posto il piede sinistro sul suolo lunare - Stasera decollo e ricongiungimento con la capsula in orbita" Piede sinistro, dunque, proprio come quello della foto. Che coincidenza. Però il Messaggero non dichiara esplicitamente che la foto mostra l'impronta lunare, per cui si può nascondere dietro la foglia di fico della rappresentazione simbolica. Ma chissà quanti lettori avranno capito che quella non era l'impronta vera.
Per quanto riguarda le foto degli astronauti, ecco una versione più nitida, nella quale si legge chiaramente la didascalia che identifica secondo il Messaggero i soggetti ritratti:

Nel PDF a pagamento c'è anche un'altra pagina del Messaggero dedicata allo sbarco che usa le stesse foto con una qualità migliore:

Ed ecco Armstrong e Aldrin in due foto trovate da Usa-free, che li ritraggono grosso modo in pose analoghe:

Ho cercato in Tineye le immagini tratte dal giornale, ma senza alcun risultato utile. In compenso, la maggiore risoluzione permette di distinguere qualche dettaglio in più sia dei lineamenti (che a me non sembrano corrispondere granché a quelli di Armstrong e Aldrin), sia dei caschi, che possono aiutare nell'identificare la fonte delle foto. Una cosa sembra comunque piuttosto certa: quelli non somigliano affatto ai caschi usati nelle missioni Apollo.
Se qualcuno riesce a scoprire altri dettagli, mi contatti o lo segnali nei commenti.
2009/03/12 7:20
Mi arrendo: sono poco fisionomista. La foto di Armstrong pubblicata dal Messaggero ritrae davvero Armstrong. Lo ha scoperto un lettore, Sbattezzo, che ha trovato questa foto della rivista Life del 1969, scattata nel grande magazzino Horten a Düsseldorf, in Germania.

Ecco il dettaglio di Armstrong:

Giovanni Toffolon segnala nei commenti una foto Nasa che mostra i caschi delle missioni Gemini e nota la loro forte somiglianza con quello mostrato nella foto del Messaggero. La foto mostra gli astronauti Ed White e Jim McDivitt il 3 giugno 1965, secondo la didascalia Nasa.

Va notato, inoltre, come segnalato anche da Frapr, che Neil Armstrong ebbe motivo di indossare i caschi Gemini, perché partecipò alla missione Gemini 8 del 16 marzo 1966. Una missione di rendezvous nello spazio che si concluse in modo avventuroso, con un ammaraggio d'emergenza anticipato, quando un motore di manovra bloccato della capsula fece girare la Gemini su se stessa a oltre un giro al secondo, obbligando Armstrong a spegnere l'intero distema di manovra e a usare quasi tutto il carburante dei propulsori di rientro per correggere il problema che stava per portarli allo svenimento. Con buona pace di chi sostiene che le missioni spaziali della Nasa erano troppo perfette per essere vere.
Etichette: antibufala, bufale, giornalismo spazzatura, Luna
Prime immagini dallo spazio pochi anni dopo la II GM 9.3.09 Permalink 8 commenti
Foto dallo spazio negli anni Quaranta
Quasi un decennio prima dello Sputnik, i ricercatori statunitensi riuscirono a riportare dallo spazio, a oltre 100 km di quota, queste straordinarie immagini della Terra come nessuno l'aveva mai vista. Come è possibile che già pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ci fossero missili in grado di raggiungere lo spazio, fare foto e riportarle a terra? Se v'intriga la cosa, date un'occhiata all'articolo completo di Complotti Lunari.
Quanto conta un trailer di un film? Tanto 9.3.09 Permalink 46 commenti
Trailer rifatti: Mary Poppins come film horror, Lo Squalo tenera love story... e Brokeback to the Future
Sono purtroppo in inglese e mi manca il tempo di doppiarli o sottotitolarli, ma dovrebbero essere efficaci lo stesso anche se la lingua d'Albione non è il vostro forte: sono i trailer-parodia, assemblati per divertire ma anche per dimostrare quanto sia facile creare un trailer che travisa completamente un film pur usandone le immagini.
La prossima volta che prendete una fregatura al cinema e dite "Ma dal provino sembrava bello...", ricordatevi di queste demo.
Mary Poppins (con geniale citazione de L'Esorcista):
Shining diventa l'allegra storia di uno scrittore in difficoltà:
Lo Squalo è una tenera storia d'amore incompreso (attenzione: alcune scene sono impressionanti):
Brokeback to the Future: Ritorno al Futuro come non l'avevate mai immaginato:
E per finire, un trailer autentico, quello del prossimo film di Star Trek: sarà ingannevole anche questo? Chi ne ha visto gli spezzoni in anteprima giura di no. Staremo a vedere.
Etichette: chicche, cinema, Star Trek, Youtube
Anche voi spammati da Finmasters? 9.3.09 Permalink 37 commenti
Spam targato Italia, senza pudore
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Stamattina tutte le mie caselle di posta hanno ricevuto una mail pubblicitaria da un certo Claudio Ruffini che si qualifica come "Director" di una Finmasters.eu. La mail blatera di Consulenza e Assistenza Finanziaria e Marketing internazionale, con una seminagione di iniziali maiuscole della serie "se lo scrivo in Maiuscolo, sembro più Autorevole e Importante".
Questo è spamming nella sua forma più patetica; ancora più squallido perché sembra proprio provenire da una ditta italiana, ossia di un paese dove le leggi antispam sono in vigore da anni, ma evidentemente qualcuno pensa di potersene fregare altamente.
Ecco un esempio di header dello spam di stamattina:
From: headoffice@finmasters.eu
Date: 9 March 2009 10:02:28 GMT+01:00
To: undicisettembre@gmail.com
Reply-To: onetonine@alice.it
Delivered-To: undicisettembre@gmail.com
Received: by 10.223.126.83 with SMTP id b19cs348551fas; Mon, 9 Mar 2009 02:05:18 -0700 (PDT)
Received: by 10.223.126.1 with SMTP id a1mr4251280fas.78.1236589517672; Mon, 09 Mar 2009 02:05:17 -0700 (PDT)
Received: from smtpnewsletter3.aruba.it (smtpweb159.aruba.it [62.149.158.159]) by mx.google.com with SMTP id 31si5716491fkt.22.2009.03.09.02.05.17; Mon, 09 Mar 2009 02:05:17 -0700 (PDT)
Received: (qmail 32030 invoked by uid 89); 9 Mar 2009 09:05:16 -0000
Received: from unknown (HELO smtp3.aruba.it) (62.149.128.209) by smtpnewsletter3.aruba.it with SMTP; 9 Mar 2009 09:05:16 -0000
Received: (qmail 10457 invoked by uid 89); 9 Mar 2009 09:05:14 -0000
Received: from unknown (HELO angy-2b71fb2a46) (headoffice@finmasters.eu@79.37.1.55) by smtp3.aruba.it with SMTP; 9 Mar 2009 09:05:14 -0000
Return-Path:
Received-Spf: neutral (google.com: 62.149.158.159 is neither permitted nor denied by best guess record for domain of headoffice@finmasters.eu) client-ip=62.149.158.159;
Authentication-Results: mx.google.com; spf=neutral (google.com: 62.149.158.159 is neither permitted nor denied by best guess record for domain of headoffice@finmasters.eu) smtp.mail=headoffice@finmasters.eu
Disposition-Notification-To:
Return-Receipt-To:
Ho chiamato la sede centrale di Grottammare (AP), al numero 0735-364121, senza ottenere risposta. Così ho chiamato la filiale di Roma, 06-37.222.23. Ho verificato che si tratta del numero dello "Studio Ruffini" citato nello spam e ho fatto notare che lo spamming è reato in Italia e che le sanzioni possono essere pesanti. Mi è stato risposto evasivamente che stavano "provando il server".
Se avete ricevuto anche voi questo spam, segnalatemelo nei commenti. Una bella segnalazione al Garante per la Privacy potrebbe essere molto educativa.
2009/03/09 22:15 - E' proprio spam, e pure intenzionale
Alcuni lettori, di cui non cito i nomi per mantenerne la copertura, hanno contattato via mail lo Studio Ruffini e specificamente il signor Claudio Ruffini citato nel messaggio spammatorio, senza qualificarsi come lettori del Disinformatico. La risposta che hanno ricevuto da Ruffini è stata che il messaggio "non è spam" ma sarebbe "una mailing di proposta professionale di Servizi del tutto onesta e seria". Come possa essere seria una proposta che se ne frega delle leggi subito, a partire dal modo in cui invia pubblicità indesiderata, è tutto da scoprire.
La tentazione di offrire allo spammer una dose della sua stessa medicina è forte. Ma resisterò.
Etichette: spam
11/9, intervista a un sopravvissuto 8.3.09 Permalink 51 commenti
Intervista a un sopravvissuto delle Torri Gemelle
Il complottismo undicisettembrino s'è ormai sciolto come la neve sporca all'arrivo del sole, e così il lavoro di ricerca sugli attentati può spostarsi dallo smontaggio delle tesi alternative assurde per ricordare e capire meglio quegli eventi già così stranamente remoti.
Hammer, uno degli autori del blog Undicisettembre, ha intervistato Greg Trevor, uno dei sopravvissuti degli attentati alle Torri Gemelle. Ne è uscito un resoconto che trascende il mero sbufalamento delle teorie complottiste e ci pone con emozione di fronte ai mille drammi umani di quel giorno. Trovate l'intervista qui.
Etichette: 11/9
Luna, minzione d'onore per Buzz Aldrin 6.3.09 Permalink 28 commenti
Perché inventare complotti quando la realtà è molto più interessante?
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
L'esplorazione spaziale viene spesso presentata come un'epopea eroica. Ma dietro il mito ci sono persone vere e ci sono storie talmente surreali e irriverenti da sembrare incredibili. Prendete per esempio Buzz Aldrin: eterno secondo per Neil Armstrong nel posare piede sulla Luna. E fin qui è roba, appunto, da epopea.
Ma c'è un gesto, compiuto da Aldrin sulla Luna, per il quale è stato e sarà sempre il primo e che gli regala, a quarant'anni di distanza, un sorriso da nonnino dispettoso che lo rende molto umano. Se volete sapere qual è, e risolvere il mistero del motivo per cui Aldrin indugiò a lungo sulla scaletta, in mondovisione, prima di posare il suo piede sul suolo lunare, date un'occhiata a questo video. Garantisco che è autentico: questo è davvero quello che ha detto Aldrin nel documentario.
Una delle giustificazioni che sento spesso a proposito delle pseudoscienze e delle teorie più o meno assurde di grandi cospirazioni per controllare il nostro destino è che sono più interessanti della realtà. Tutto dipende da come la realtà viene raccontata.
Ecco la vignetta di Moise sull'argomento, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

E' vero che il secondo uomo sulla Luna ha detto di aver visto un UFO? 6.3.09 Permalink 8 commenti
L'astronauta Aldrin: mentre ero nello spazio vidi un UFO... ehi, lasciatemi finire di parlare!
Resto in tema di complotti e misteri lunari con una segnalazione: nel 2005 Buzz Aldrin, l'uomo che insieme a Neil Armstrong sbarcò sulla Luna nel 1969, raccontò in un documentario (First on the Moon: The Untold Story) di aver visto un oggetto volante non identificato durante il suo volo verso la Luna.
Qui sotto potete vedere lo spezzone del documentario nel quale fa (in inglese) questa sconcertante ammissione:
Il brano è questo:
Traduco le parole di Aldrin: "C'era qualcosa, là fuori, che era abbastanza vicino da poterlo osservare. E cosa poteva essere? Mike [Collins] decise che poteva guardarlo dal telescopio e ci riuscì, e quando [l'oggetto] era in una certa posizione aveva una serie di ellissi. Ma quando lo mettevi bene a fuoco sembrava a forma di L. Questo non ci chiariva molto la situazione... Ovviamente non avremmo esclamato "Ehi, Houston, abbiamo qualcosa che si muove accanto a noi, non sappiamo cos'è, ce lo potete dire voi?". Non l'avremmo certo fatto! Perché sapevamo che quelle trasmissioni sarebbero state ascoltate da gente di ogni sorta, e chissà mai che qualcuno potesse pretendere che tornassimo subito a casa per via degli alieni o di altre ragioni. Per cui non lo facemmo, e chiedemmo semplicemente con cautela a Houston dove si trovasse lo stadio S-IVB. Qualche minuto dopo ci dissero che era a circa undicimila chilometri per via della manovra, per cui non pensavamo di osservare qualcosa di così distante. Così decidemmo, dopo averlo guardato per un po', che era ora di dormire e di non parlarne fino al ritorno durante il debriefing”.
Cosa c'è dietro questa storia? Semplicemente la forbice un po' troppo disinvolta del documentarista. Aldrin spiegò, già durante le riprese, cos'era l'oggetto che aveva visto, ma la sua spiegazione guarda caso fu omessa nel documentario, e la notizia dell'astronauta che confessava d'aver scorto un UFO fece il giro del mondo. E regalò naturalmente un sacco di pubblicità al documentario.
Incuriositi? La vicenda è raccontata in dettaglio in un articolo su Complotti lunari, ed è una bella occasione per ripassare le tecnologie di base delle missioni Apollo.
Etichette: Luna, lunacomplottismo, spazio, UFO
Esperti a Lugano per parlare di terrorismo e crimine su Internet 6.3.09 Permalink 16 commenti
Miti e realtà del crimine e del terrorismo su Internet spiegati dagli esperti
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Mercoledì 11 marzo alle 18.00, all'Hotel Pestalozzi in Piazza Indipendenza 2 a Lugano, si terrà la conferenza pubblica Il terrorismo vive (anche) di Web. I relatori saranno due esperti di settore, uno della Squadra Mobile italiana e uno dello SCOCI (Servizio di coordinazione per la lotta alla criminalità su Internet) della Polizia federale svizzera (Fedpol). L'ingresso è libero.
Io ci sarò come moderatore e per fornire supporto tecnico, oltre che per conoscere meglio questo settore della Rete così pieno di mitologie giornalistiche e presunti scoop ma al tempo stesso indubbio terreno di battaglia della criminalità organizzata. Sarà l'occasione per capire quante delle misure informatiche in vigore o in embrione sono realmente efficaci e quante sono invece demagogia o, peggio ancora, frutto d'incompetenza da parte dei governanti.
Il dubbio, come sempre, è se si debba davvero rinunciare alla libertà in nome della sicurezza, tenendo presente le celebri parole di Benjamin Franklin: "Coloro che sono disposti a rinunciare alle libertà essenziali in cambio di poca sicurezza temporanea non meritano né la libertà né la sicurezza".
Uno dei tormentoni mediatici di questo settore è quello delle immagini pornografiche che nasconderebbero messaggi di Al Qaeda: vedremo se è mito o realtà. Per stuzzicare la vostra curiosità ho annidato anch'io un messaggio nell'immagine che accompagna quest'articolo. Provate a trovarlo e a decifrarlo. Pubblicherò la soluzione al termine della puntata odierna del Disinformatico radiofonico.
La soluzione
Nei dati EXIF dell'immagine (non quella piccola, ma quella originale, che si raggiunge cliccando sulla versione piccola), quelli che solitamente definiscono le caratteristiche tecniche di una fotografia, c'era annidata la frase "Turn me on, dead man".
A cosa si riferisce? Complimenti a Enrico, che l'ha scovata e interpretata correttamente: allude alla leggenda metropolitana che vuole Paul McCartney morto da tempo e sostituito di nascosto da un sosia. Gli altri Beatles avrebbero lasciato messaggi nascosti nei brani per confessare il segreto. Uno di questi messaggi sarebbe presente nella canzone Revolution #9, che suonata al contrario contiene una voce che sembra dire "Turn me on, dead man!" ("eccitami, uomo morto!"), come potete sentire qui.
2009/03/15
Purtroppo l'audio della videoregistrazione della conferenza è risultato inascoltabile a causa di un'interferenza fortissima di origine ignota. Mi scuso con chi sperava di poter vedere o rivedere l'ottima serata, ma l'attrezzatura che in molte altre occasioni ha dato risultati ottimi stavolta mi ha tradito. Visto l'argomento, potrei dire che si è trattato sicuramente di un complotto per non rivelare dati scottanti.
Etichette: sicurezza
Aggiornamenti e falle per Firefox, Microsoft e Acrobat 6.3.09 Permalink 29 commenti
Rattoppi e buchi un po' per tutti, occhio ai PDF
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.E' un periodo intenso di vulnerabilità e di rattoppi generali. Firefox è uscito da poco con la versione 3.0.7, che sistema cinque falle, tre delle quali erano classificate come critiche, e corregge alcuni problemi di stabilità e di gestione della memoria. I dettagli sono descritti qui sul sito ufficiale. L'aggiornamento è di norma automatico.
Anche Thunderbird, il popolare programma di posta, si rattoppa perché condivide parte del proprio codice con Firefox: i suoi utenti possono rimediare usando l'aggiornamento alla versione 2.0.0.21, per ora disponibile solo tramite scaricamento manuale ma prossimamente disponibile anch'esso in automatico.
Tornando ai browser alternativi, anche chi usa Opera si deve aggiornare, alla versione 9.64, perché il browser aveva una falla che permetteva a un'immagine JPEG appositamente confezionata di mandarlo in crash, spianando la strada agli aggressori.
In casa Microsoft ci si prepara invece al consueto aggiornamento mensile, il patch Tuesday, che stavolta prevede correzioni per Windows 2000, XP e Vista, nonché Server 2003 e 2008, per via di falle che Microsoft definisce in un caso "critiche", perché consentono l'esecuzione remota (ossia permettono a un aggressore di prendere il controllo del PC della vittima). Resta aperta la falla di Microsoft Excel che permette la stessa presa di controllo tramite un file Excel ostile.
Allegati a rischio anche per chi usa il formato PDF, e in un modo particolarmente insidioso e per ora non riparabile: Adobe Acrobat e Reader hanno una falla che sotto Windows permette di infettarsi anche senza aprire il documento infetto: è sufficiente lasciare il mouse qualche istante sopra l'icona del file PDF ostile oppure selezionarlo. La patch di correzione sarà pronta intorno all'11 marzo, secondo Adobe. Nel blog di Didier Stevens c'è un video con annotazioni tecniche che spiegano il meccanismo di azione di un esempio di PDF ostile che sfrutta questa vulnerabilità.
Etichette: Excel, Firefox, Microsoft Office, Opera, patch, sicurezza, Thunderbird, Windows
Voyager blatera di cospirazioni per fingere gli allunaggi 4.3.09 Permalink 179 commenti
Giacobbo lunare
Stasera Voyager si è occupato delle teorie di complotto secondo le quali gli sbarchi umani sulla Luna avvenuti tra il 1969 e il 1972 sarebbero stati falsificati. E' stata la solita accozzaglia di scemenze partorite da incompetenti e ripetute a pappagallo da irresponsabili nonostante siano state sbufalate da anni.Roberto Giacobbo fa una ricostruzione degli eventi storici che non esito a definire falsa e menzognera. Non uso queste parole con leggerezza; l'elenco delle castronerie e dei veri e propri trucchetti di montaggio nel servizio di Voyager di stasera è troppo lungo e squallidamente abbondante. Persino l'audio dell'allunaggio dell'Apollo 11 è stato manipolato intenzionalmente.
Come se questo non fosse già un disservizio sufficiente ai contribuenti che lo sostentano con il canone, Giacobbo rincara la dose: si ripara dietro la solito patetica foglia di fico dei "pare che...", "alcuni dicono che...", "gli esperti (rigorosamente senza nome) dicono che forse..." per rigurgitare domande che non esito a definire idiote: una per tutte, quella delle ombre che non sono parallele nelle foto lunari.
In questo modo si acquatta dietro i lunacomplottisti e tira letame addosso a chi ha dedicato la propria carriera, rischiato la vita, e spesso l'ha persa, per l'esplorazione dello spazio e per il progresso della conoscenza in un'avventura storica. Un gesto particolarmente ingrato, visto che proprio dalle missioni spaziali sono arrivate anche quelle tecnologie di telecomunicazione che adesso Voyager sfrutta per disseminare idiozie con i soldi dei contribuenti. Che tristezza.
Per chi volesse conoscere i dettagli, il blog Complotti lunari contiene le risposte alle domande più frequenti e molti rimandi ai siti tecnici, in inglese e in italiano, che spiegano come sono andate realmente le cose.
Lo so, lo so, forse me la prendo troppo. Ma quando vedo gente che dal pulpito della TV spande la propria ignoranza su una delle poche imprese del ventesimo secolo di cui possiamo andare fieri senza esitazione, ho i travasi di bile. Sono fatto così.
Ah, e per quella storiella delle ombre nelle foto lunari che dovrebbero essere parallele perché c'è una sola fonte di luce (il sole), ecco un paio di foto su cui gli autori di Voyager potrebbero provare a ragionare. Sono state scattate da me, con una sola fonte di luce, ossia il sole, proprio come nelle foto lunari. E anche qui le ombre misteriosamente non sono parallele, proprio come nelle foto lunari: sarà un complotto?
Evidentemente nessuno, nello staff di Voyager, ha mai sentito parlare di prospettiva:
Che pena.
Etichette: antiscienza, bufale, spazio, Voyager
Il passaggio dell'asteroide formato Tunguska 4.3.09 Permalink 60 commenti
Video dell'asteroide di passaggio: un giorno per evacuare un'area d'impatto sarebbe bastato?
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Queste immagini mostrano il passaggio dell'asteroide 2009DD45 il 2 marzo scorso a circa 60.000 km dalla Terra. E' il puntino che si trova inizialmente vicino al bordo destro dell'immagine e si sposta verso sinistra diagonalmente.
Considerato che l'oggetto è stato avvistato due giorni prima del suo passaggio e che c'è voluto un giorno per calcolarne la traiettoria con precisione, se fosse stato in rotta di collisione con una città o una regione costiera, l'unica reazione possibile sarebbe stata l'evacuazione.
Come dare una notizia del genere senza creare panico, come evacuare una città in ventiquattr'ore e come vuotare nello stesso lasso di tempo musei, biblioteche, data center e altre risorse insostituibili? Avete ventiquattr'ore per vuotare il Louvre, o gli Uffizi. Da che parte si comincia? Cosa lasciamo e cosa evacuiamo? Una bella sfida per i nostri cosiddetti politici. Katrina docet. Chissà se esiste un piano di questo genere.
Quest'asteroide è un colpo di avvertimento di Madre Natura, che si rivela sempre più una matrigna severa con i suoi figli. Ed è un promemoria di una celebre citazione di
Etichette: spazio
Ryanair e il gabinetto a pagamento 3.3.09 Permalink 63 commenti
Humor: il nuovo libretto d'istruzioni della Ryanair
Si è parlato non poco della notizia che la Ryanair, famosa per i suoi voli low-cost senza fronzoli, starebbe pensando di far pagare per l'uso delle toilette di bordo, come si usa già in alcuni casi per le toilette delle stazioni e degli aeroporti. Potrebbe trattarsi semplicemente di un'astuta e riuscitissima mossa per far parlare di sé, e in tal caso mi rendo colpevole di pubblicità virale, ma questo grafico-parodia del libretto delle istruzioni per i passeggeri della Ryanair è troppo bello per non segnalarlo:
Il libretto è "vostro da leggere per solo 2 sterline e 50". "In caso di depressurizzazione, inserire una moneta da una sterlina nella fessura per liberare la maschera per l'ossigeno. Fissate la vostra maschera ma non aiutate gli altri passeggeri. Devono pagarsela da soli."
"Se l'aereo deve atterrare in emergenza, inserite la vostra carta di credito nell'apposito lettore. Una volta completata la transazione, uscite dall'aereo. Un membro dell'equipaggio sarà a vostra disposizione per ricevere il pagamento della vostra tassa di sbarco d'emergenza di 25 sterline."
Secondo Gizmodo, il grafico è opera di Sean Stayte presso The Coast of Yemen. Un lettore, Andrea, segnala questo link all'autore.
Etichette: aeronautica, humor, marketing virale
Discorso sullo Stato della Blogosfera :-) 3.3.09 Permalink 28 commenti
Intervista per Affaritaliani, due righe di chiarimento
Pochi giorni fa Affaritaliani.it ha pubblicato un'intervista al vostro servitore in cui viene virgolettato un sunto di quello che ho detto telefonicamente all'intervistatore, Michele Bisceglia. Prima che ci siano fraintendimenti che suggeriscano un mio delirio megalomane di pretendere di diagnosticare lo stato dell'italica blogosfera, vorrei chiarire che quando dico "la blogosfera compete con l'informazione ufficiale" e simili, non intendo tutta la blogosfera, ma mi riferisco ai suoi punti di eccellenza. Anche se molti blog sono un fiume di autocompiacimento onanistico, lo strumento del blog consente ai talenti di affinarsi e di emergere secondo le regole della deontologia che purtroppo i media "tradizionali" hanno in gran parte perso per strada o venduto all'inserzionista o al partito.
Chiarisco anche cosa intendevo per differenza fra blog professionale e amatoriale: era in realtà una differenza fra blog individuale e blog di gruppo. Quando un blog viene gestito da un singolo, la sua prontezza di reazione batte quella di una redazione professionale proprio perché non c'è una redazione alla quale chiedere approvazioni. Se un blog viene gestito da un gruppo di autori, secondo il modello della redazione tradizionale, ha gli stessi problemi della redazione tradizionale e quindi la sua freschezza e velocità ne possono risentire.
Infine, a proposito del paragone con radio e TV, aggiungo che le leggi che permetterebbero di regolamentare il settore ci sono già e non ne servono altre. Il problema è che chi amministra la legge non è capace di farla rispettare neanche nei settori tradizionali. Inutile caricare ulteriormente l'asino se già non si regge in piedi.
Etichette: Apparizione mistica
Ricostruzione digitale dell'ammaraggio US Airways nell'Hudson 3.3.09 Permalink 41 commenti
Ecco a cosa serve l'addestramento dei piloti di linea
La Scene Systems ha realizzato un'animazione che ricostruisce accuratamente il breve volo dell'aereo di linea che il 15 gennaio scorso è ammarato nel fiume Hudson dopo aver subito avarie ad entrambi i motori a causa dell'impatto con uno stormo di uccelli.
L'animazione utilizza l'audio della torre di controllo (con l'incredibile aplomb del pilota, che ha salvato tutti i passeggeri) e termina con una chicca che vi lascio scoprire. Affascinante. I dettagli della realizzazione sono qui.
Etichette: aeronautica, chicche, grafica
Asteroide mancherà la Terra oggi; due giorni fa non ne sapevamo nulla 2.3.09 Permalink 45 commenti
Siamo attrezzati per difenderci da un grande asteroide in rotta di collisione? Lo saremo di certo: la seconda volta che accade
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Oggi alle 13.44 Universal Time (14:44 ora italiana) un asteroide di una trentina di metri di diametro (non "30 o 40 chilometri", come hanno scritto Corriere.it nella prima stesura e Ansa.it) passerà a una distanza di circa 64.000 chilometri dalla Terra, ossia a meno del doppio della distanza che ci separa dai satelliti televisivi e ben all'interno dell'orbita della Luna, secondo quanto riferisce Sky and Telescope. Di quest'oggetto non si sapeva nulla fino a due giorni fa, quando è stato individuato e segnalato dagli astronomi dell'osservatorio australiano di Siding Spring.
Chi sospetta cospirazioni omertose degli astronomi e blatera di "telescopi censurati" con riferimento al presunto pianeta Nibiru dovrebbe farsi una bella dose di realtà, perché il mondo astronomico funziona come descritto sopra: appena si fa una scoperta, si corre ad annunciarla, per conquistarne la paternità. Mica arrivano i Men in Black e dicono "Sa, quel pianeta che lei ha scoperto...".
Non c'è alcun pericolo di sorta; anzi, l'evento è atteso con interesse dagli astronomi dilettanti, che potranno assistere al passaggio di 2009 DD45 (questo il numero assegnato all'asteroide) nelle zone del mondo nelle quali sarà notte e il cielo sarà limpido. Le effemeridi possono essere calcolate qui; altre info sono qui. Ma lo scarsissimo preavviso fa riflettere: se fosse stato in rotta di collisione, sarebbero bastati due giorni per confermare la traiettoria d'impatto, decidere cosa fare, e farlo?
Un asteroide del genere potrebbe fare grossi danni o disintegrarsi nell'atmosfera, a seconda della velocità e dell'angolo d'impatto e a seconda del materiale (calcolate qui i vari scenari), e quindi occasioni come questa vanno colte per riflettere. Inutile andar fuori a comperare l'ombrello quando sta già piovendo.
Vale la pena di segnalare, in argomento, anche quest'immagine del 1972, che è l'Astronomy Picture of the Day: un asteroide grosso quanto un camion, quindi paragonabile a quello che passerà oggi, penetra nell'atmosfera e crea una palla di fuoco visibile a occhio nudo di giorno.


Astrofisici e asteroidi assassini: Neil DeGrasse Tyson
A proposito degli effetti di un impatto di un grande asteroide e di altre catastrofi cosmiche che dimostrano quanto l'universo ci vuole bene, consiglo a chi sa l'inglese di seguire questa spassosissima chiacchierata catastrofica dell'astrofisico Neil DeGrasse Tyson. Ce ne fossero, come lui, a divulgare la scienza col sorriso in Italia.
Etichette: decimo pianeta, Nibiru, spazio
Faccia a faccia con uno sciachimista / 1 1.3.09 Permalink 557 commenti
A tu per tu con chi crede alle "scie chimiche" (prima parte)
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Gli eventi dell'incontro descritti sono reali e sono avvenuti il 28 febbraio 2009 a Barbengo, vicino a Lugano. Questo non è un racconto di fantasia.
Ieri pomeriggio ho intervistato un sostenitore della teoria della cospirazione delle "scie chimiche", noto in Rete come Vibravito, per conoscere di prima mano psicologia, idee e comportamenti di un credente in un complotto. Avevo già avuto esperienze dirette con i complottisti dell'11 settembre e con quelli lunari: mi mancava uno sciachimista. La mia curiosità, infatti, era vedere se risultava confermato o meno un modello generale del pensiero cospirazionista che progressivamente si sta delineando.
Vorrei dare un resoconto dettagliato, ma la cosa potrebbe richiedere un po' di tempo. Aggiornerò quindi progressivamente questo articolo.
Preliminari
Riassumo l'antefatto per chi non avesse seguito l'intera vicenda che ha portato all'incontro e che si svolge nell'arco degli oltre 700 commenti a questo mio articolo precedente sulle presunte "scie chimiche".
Lo sciachimista, Vibravito, mi accusa di essere uno dei "cospiratori infami (o insulsi disinformatori prezzolati)", di avere un "conto numerato in una banca di Lugano" sul quale gli organizzatori delle irrorazioni fatte con le scie chimiche depositerebbero "laute somme di denaro", e altre espressioni colorite.
Visto che mi interessa conoscere di persona uno sciachimista in un contesto privato, ossia al di fuori delle situazioni pubbliche come le conferenze, nelle quali non c'è tempo di sedersi a tu per tu e discutere, lo invito a venire da me a ripetermi in faccia queste ed altre accuse che configurano i reati di diffamazione o ingiuria (articoli 594 e 595 del Codice Penale italiano).
Vibravito accetta l'invito e propone luogo, data e ora. Dato che teme che io raduni "compagnia e supporto", la trattativa avviene via mail privata. Io accetto subito luogo, ora e data proposti da Vibravito; non accetto, invece, quando lui chiede di cambiarli due giorni prima dell'incontro. Ho già pianificato il weekend con la mia famiglia, sono venuto incontro alla proposta di Vibravito senza esitazioni, ma c'è un limite a quanto sono disposto a farmi scombussolare il fine settimana mio e dei miei cari.
Concordiamo che per reciproca garanzia l'incontro verrà registrato da entrambi: Vibravito chiede solo audio, niente video.
Il luogo dell'incontro è l'Osteria degli Amici a Barbengo, a poca distanza da casa mia, sabato 28 febbraio alle 17. Gli avventori del locale che dovessero leggere queste pagine possono ora capire chi erano i due individui che discutevano in modo così strano al tavolino all'aperto.
Vibravito arriva puntuale alle 17 e inizia la discussione. Posso dare subito atto a Vibravito di aver ripetuto le sue accuse di fronte a me e di averne anche aggiunte altre. Ma questo non è importante, perché non era questo lo scopo fondamentale dell'incontro. Non so quale fosse per Vibravito, ma per me era intervistare uno sciachimista. E in questo senso è stata un'intervista estremamente illuminante.
Il meteorologo morituro
Vibravito fa partire il proprio registratore (usa la sua fotocamera digitale come registratore, puntandola verso la strada, non verso di noi) e io il mio. Ha portato anche un orologio radiocontrollato per certificare l'ora (si vede che per lui è importante). Legge da appunti scritti a mano le parole di accusa nei miei confronti "disinformatore prezzolato" e gli chiedo di chiarire cosa significa. "Prezzolato è che... qualcosa ti danno". Si affretta a dire che questa è una sua "opinione". Gli chiedo se ne ha delle prove. Risponde di no.
Chiaramente Vibravito non ha ben chiaro il concetto che una "opinione" ingiuriosa espressa in pubblico è comunque ingiuria o diffamazione. Io non posso andare in giro a dire "Il signor Rossi è cornuto" o "Il signor Bianchi prende soldi sottobanco" e difendermi dicendo che è una mia "opinione".
Vibravito obietta che lui è stato insultato per primo definendolo (a suo dire) "contaballe", "falsificatore", "maleducato". Gli rispondo che c'è una differenza fondamentale fra l'insulto, che è un'accusa infondata che si rivolge a una persona in assenza di prove, come lui ha appena fatto e confermato, e quello che viene detto di lui: non sono insulti, sono constatazioni, basate sui suoi comportamenti. La sua maleducazione di interrompere continuamente, sia durante la conferenza di Novi Ligure sia durante l'intervista sia durante le conferenze sulla meteorologia alle quali partecipa (come questa in cui molesta Luca Mercalli), è documentata. Il suo riferire le storielle di Straker è raccontar balle.
Quali sono le prove dell'esistenza delle scie chimiche? "Basta osservare quello che c'è in cielo", dice Vibravito. Quando gli chiedo come mai, allora, i meteorologi di tutto il mondo danno torto a chi crede a questa teoria, lui afferma che non è vero, che c'è qualche meteorologo che fa "voce fuori dal coro". Chi? "Quello tedesco", dice, ma non se ne ricorda il nome. A suo dire, questo meteorologo avrebbe parlato pubblicamente di nubi create da aerei militari.Secondo i commenti qui sotto, si tratta probabilmente di Karsten Brandt e l'episodio è quello mostrato in questo video, oppure si tratta di Gunther Tiersch; in entrambi i casi, la traduzione italiana è stata manipolata per farlo parlare di scie chimiche; basta chiedere a un madrelingua tedesco.
Gli rispondo che la traduzione corretta di quello che ha detto il meteorologo ha semmai a che fare con il chaff rilasciato durante un'esercitazione: attività comunissima, come si vede nell'immagine qui accanto, presente su Wikipedia alla voce Radar jamming e prodotta dall'Istituto Meteorologico Olandese, nella quale la mezzaluna che si estende sopra l'Olanda è proprio frutto di una di queste esercitazioni. Il video di Brandt o Tiersch, infatti, parla di Düppel, che è il termine usato in tedesco per indicare il chaff; basta guardare in Wikipedia.
Vibravito non ha mai sentito parlare di chaff e non sa cosa sia. Glielo spiego pazientemente. E' totalmente incredulo: le sue espressioni sono eloquentissime. E' un chiaro esempio di come i sostenitori della teoria sciachimista arrivano a conclusioni grossolanamente errate perché non conoscono la materia di cui parlano con tanta apparente certezza.
E' chiaro che i ragionamenti anche solo vagamente tecnici non possono dare grandi risultati, perché per quel che ne sa Vibravito potrei essermi inventato il termine chaff sui due piedi. Esploro un altro approccio, quello logico. Se questo meteorologo è andato in televisione a dire che le scie chimiche supersegretissime esistono, come mai è ancora vivo? Vibravito sostiene che "chi sta provando a parlare viene – anche dal tuo staff, diciamo – bombardato psicologicamente". Io avrei, dunque, uno "staff". Alla mia obiezione all'uso di questo termine, corregge il tiro: "collaboratori". Cambia poco: nella sua visione del mondo, io avrei ai miei comandi un esercito di agenti pronti a fare bombardamento psicologico agli sciachimisti. Su questa questione si agita e interrompe ripetutamente.
Vibravito: "C'è gente che osserva e che nota cose strane."
Paolo: "Sì, ma sono strane perché non conosce la materia."
Vibravito: "No, no, questo discorso del non conoscere la materia è relativo."
Emerge insomma ancora una volta la pretesa di cogliere la verità per intuizione, senza dover essere preparati sulla materia. Anzi, essere preparati è pericoloso: è sintomo di lavaggio del cervello e di collusione con il nemico. Un modo di pensare comune a tante credenze parapsicologiche, nelle quali chi ha studiato fa parte della "scienza ufficiale", è legato mani e piedi dal "sistema" e quindi è inaffidabile. Solo i dilettanti hanno la purezza necessaria per cogliere la Verità.
Vibravito sostiene poi che il meteorologo canterino non viene fatto fuori perché la cosa desterebbe troppe attenzioni. Io gli obietto che però un incidente d'auto passerebbe inosservato, e lui risponde "Ah, staremo a vedere, è passato solo un mese..." Il povero meteorologo tedesco starà facendo gesti scaramantici a iosa. "Magari se farà altre dichiarazioni... al momento gli avranno detto 'stai calmo'... se poi continua a esporsi può darsi che ne paga le conseguenze."
Nella sua visione del mondo, quindi, la cospirazione delle scie chimiche si spinge anche a minacciare prima, e a uccidere poi, chi osa parlare pubblicamente dell'argomento. Ma quando gli chiedo allora come mai, secondo lui, sono ancora vivi altri personaggi che ne parlano pubblicamente in TV oltre che su Internet, come "Straker" (Rosario Marcianò), la sua giustificazione è che "hanno raggiunto una buona visibilità". Marcianò non viene eliminato, insomma, perché è ormai troppo famoso. Mentre il meteorologo tedesco che è in TV ogni sera non se lo fila nessuno e quindi è liquidabile senza problemi.
Questa è la logica del cospirazionismo: una forma di bispensiero orwelliano, ossia la capacità di sostenere contemporaneamente due idee che si negano a vicenda senza accorgersi, né tanto meno curarsi, della contraddizione insanabile.
I libri riscritti
Il secondo quarto d'ora dell'intervista inizia con Vibravito che si irrita non poco perché io accenno al fatto che se esistesse questa supercospirazione onnipotente, sarebbe un gioco da ragazzi far sparire Straker e il suo blog. Lui obietta che resterebbero comunque i ricordi delle persone, e io faccio notare che i ricordi spesso sono confusi. "Ah! Ecco! I ricordi confusi che piacciono a te, come quelli delle scie chimiche! Bello questo modo... questo modo di parlare! Mi piace questo 'ricordi confusi'. Ovviamente noi sciachimisti abbiamo tutti i ricordi confusi" (purtroppo la trascrizione non rende efficacemente il tono della voce).
Gli ricordo che lui stesso ha fornito un ottimo esempio di ricordi confusi. Il libro Clouds of the World, datato 1972, che il chimico Simone Angioni gli aveva mostrato alla conferenza di Novi Ligure, documenta chiaramente, e anche fotograficamente, l'esistenza di scie di condensazione persistenti ben prima degli anni Novanta, come si può vedere qui sotto in questo video fornitomi da Angioni.
Il video non ha una traccia audio per ridurne le dimensioni.
L'audio originale non conteneva nulla di significativo.
Ricordo a Vibravito che lui e altri sciachimisti hanno affermato che queste scie persistenti non esistevano prima di quell'epoca. Il libro documenta che hanno torto e che quindi evidentemente i loro ricordi sono confusi.
"Il libro è stato manipolato" si giustifica Vibravito, aggiungendo di averlo "dimostrato" nel suo blog.
Dunque io, secondo Vibravito, farei parte di una megacospirazione così sofisticata da poter addirittura stanare tutte le copie di un libro esistenti in giro per il mondo e falsificarle sistematicamente, ma nel contempo così cialtrona da sbagliare il codice ISBN del libro e lasciare vistosi segni dell'alterazione. Siamo quindi in piena Sindrome del Cospiratore Pasticcione: la credenza autocontraddittoria che i cospiratori siano al tempo stesso abilissimi, potentissimi, sofisticatissimi ed incredibilmente dilettanteschi nelle loro manipolazioni.
Siamo di fronte ai classici meccanismi di difesa della visione paranoica: quando emerge un fatto che mette a repentaglio l'integrità della visione, invece di porsi il dubbio di essersi sbagliati si inventa un'ulteriore cospirazione che isoli e neutralizzi il fatto pericoloso. E in questo modo la cospirazione, e il numero degli organizzatori e persecutori, aumenta sempre più, a dismisura.
Tanto per dare un'idea di quanto Vibravito debba ritenere vasta la macchinazione, grazie al lettore Justfrank segnalo anche un altro libro, Come osservare il Cielo, di Colin A. Ronan, Storm Dunlop e Brian Jones, edito dall'Istituto Geografico De Agostini nel 1987 come traduzione del testo inglese The Skywatcher's Handbook del 1985. Anche questo libro parla già di scie persistenti. Falsificato anche questo?

A questo punto chiedo a Vibravito: "Fammi capire: tu sei venuto qua [Vibravito interrompe] – sei venuto qua a parlare con una persona che ritieni essere un 'disinformatore prezzolato', che fa parte di un'organizzazione che è in grado di sostituire [Vibravito interrompe di nuovo] – aspetta, fammi finire – che è in grado di sostituire libri in tutte le biblioteche del mondo e in grado di far volare aeroplani invisibili, avere alle sue dipendenze migliaia di cospiratori omertosi [Vibravito interrompe ancora] – no, aspetta, aspetta, questa è la premessa – e tu vieni qua, come dire, in bocca al leone? Non ti sembra di correre un rischio?"
"Correrò questo rischio. Qual è il problema?" risponde Vibravito. Ancora una volta, un atteggiamento duale: Vibravito pensa che io sia parte di una megacospirazione assassina, ma non si pone il dubbio che i miei agenti possano, per esempio, averlo attirato in una trappola per avvelenargli l'acqua minerale o mettergli una microspia nell'auto (sono solo esempi ipotetici, sia chiaro).
A questo punto la conversazione passa all'idea-perno di Vibravito: quella che si vede in cielo, dice, "non è condensa; semplice condensa non è". Tutto il resto viene dopo. Gli chiedo come fa a sapere che non è condensa: "Basta osservarla".
P: "Sei un esperto di condensa?"
V: [pausa mentre cerca le parole] "Cosa vuol dire 'esperto di condensa'? Ci sono gli esperti di condensa?"
P: "Un chimico, per esempio, è una persona esperta nel comportamento dei materiali quando condensano..."
V: "Se questo chimico non è in buona fede, io non è che mi fidi tanto di quel che dice..."
P: "OK. Tutti i chimici del mondo, pensi che siano in malafede?"
V: "Non tutti i chimici del mondo sono stati interpellati... tutti quelli che sono stati interpellati sono stati messi bene in evidenza, no?"
P: "Ne conosci qualcuno che sostiene la tesi che quella non è condensa?"
V: "Ci sono stati. Eh, Fenu, ingegneri aeronautici, ci sono stati, poi stranamente hanno taciuto."
P: "Un ingegnere aeronautico non è un chimico." [Fenu, come notato nei commenti qui sotto, è nome ricorrente nelle citazioni degli sciachimisti, ma non si sa bene chi sia: l'unico ingegnere con questo nome di cui si abbia traccia documentata non di parte è un ingegnere civile edile, e non risultano altri Luigi Fenu ingegneri aeronautici o aerospaziali].
V: "Meteorologi?"
P: "Ne conosci qualcuno?"
V: "Allora, questo discorso qui su chi... i dottori che dicono... a me non m'importa chi ha le competenze per dire cosa. A me importa quello che vedo io. Io so benissimo che quelle strisce nel cielo non sono condensa. Adesso ci sono le spiegazioni che mi sono state date da quelli del Cicap non mi hanno convinto, quindi io non credo che quella è semplice condensa. Quando darete delle spiegazioni plausibili e reali allora magari comincerò... però fino ad adesso le spiegazioni che sono state date sono zero assoluto. Ci sono molte contraddizioni in quello che affermano".
Vibravito, quindi, non si fida degli esperti e ritiene di essere lui sufficientemente esperto da saper distinguere a occhio nudo una scia di condensazione da una scia chimica. E' autorità di se stesso.
"Ma... dato che appunto non sei un esperto –" inizio io, ma Vibravito, visibilmente agitato, interrompe ancora una volta: "Allora questo discorso dell'esperto, per piacere, basta! Perché siamo tutti ignoranti, voi del Cicap siete gli unici intelligenti. Però c'è tanta gente che osserva..." Di nuovo, insomma, un concetto centrale dei cospirazionismi: non servono gli esperti, basta la saggezza del popolo, che è suprema.
Intermezzo: Vibravito si autoelimina dal Web
Non ho ancora terminato questo resoconto dell'intervista, e già è arrivata la reazione sorprendente di Vibravito: dice che si autocancellerà dalla Rete. Potete trovare il suo annuncio ancora per qualche giorno qui nel suo blog; resterà archiviato qui.Vibravito è convinto che io gli abbia teso un "tranello" e che la "mente lucida e cinica del re dei debunkers ha saputo ordire una provocazione coi fiocchi". Dice: "A distanza di qualche giorno, a mente fredda, devo ammettere che sono stato un vero pollo." Francamente non capisco perché: è stata un'occasione di confronto. Io ho conosciuto meglio la sua visione del mondo, lui ha conosciuto meglio la mia. Non c'era nessun tranello: ha avuto l'occasione di ripetermi in faccia le sue accuse e in più, visto che ormai la strada fino a Lugano l'aveva fatta, l'occasione di farmi domande anche personali, alle quali ho risposto (dettagli in seguito).
Ma la cosa più significativa è la sua decisione di autosospendersi: "A causa di quanto esposto prima, ho deciso di abbandonare questo tipo di blog-avventura. Il presente sarà il mio ultimo articolo" dice, e aggiunge più avanti: "giovedì 5 marzo cancellerò il presente e tutti i vecchi articoli tranne quello intitolato: Scie Chimiche: ne hanno parlato, [...] Anche i video presenti nel mio canale YouTube saranno cancellati alla stessa data." Specifica anche che non dà il proprio consenso alla pubblicazione della registrazione audio dell'incontro, fatta con il consenso mio e suo. Pertanto non chiedetemela: non verrà pubblicata.
Vibravito sottolinea anche che non si autocensura sotto minaccia di "ripercussioni penali" da parte di "chi ben immaginate", ma di propria sponte. Non manca la reazione di Straker, come qui:
"Il punto cruciale è uno solo: dall'altra parte non ci sono essere umani civili con cui è possibile scambiare opinioni, ma vermi venduti e foraggiati da frange occulte dello Stato. Sulla base di questo presupposto è chiaro che qualsiasi confronto è non solo impossibile, ma da evitare. Qualcuno ha voglia di interloquire con un micchio di tafani?"
E' abbastanza chiaro, da queste melliflue parole, che le (peraltro sensate) proposte di mediazione fatte da Vibravito durante il nostro incontro, per arrivare a un mio faccia a faccia con Straker nel quale avrei visto dimostrare l'esistenza del mitico telemetro acchiappa-aerei, sono inutili. Vibravito non era convinto di quello che gli ho detto nell'incontro, ossia che era Straker a non voler vedere nessun debunker o scettico e che quindi qualunque viaggio a Sanremo per vederlo sarebbe stato inutile. Ora ne ha la conferma direttamente da Straker.
Dal suo tono, Straker sembra convinto che io abbia soggiogato psichicamente Vibravito con la sola imposizione dei miei impianti bioplasmatici in un'oretta al bar, e che dopo quest'episodio abbia addirittura il terrore d'incontrarmi ("da evitare") perché sono foraggiato "da frange occulte dello Stato". La paranoia è proprio una brutta compagna di vita. Manco riesco a farmi ridare le ritenute d'acconto dal Fisco, figuriamoci se da quelle parti arriva addirittura foraggio.
Il resoconto dell'incontro prosegue nella seconda parte.
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