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Le cose che non colsi - 20090629 29.6.09 Permalink 63 commenti
Intervista a testimone dell'11/9, stelline tatuate, vulcani dallo spazio e altre in breve
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "tricch" e "emanuelen***".Segnalo l'intervista a Mike Walter, uno dei giornalisti testimoni oculari dell'attacco al Pentagono dell'11 settembre 2001, realizzata da Hammer, coautore del blog Undicisettembre.info. Chi crede alle teorie di complotto se la sente di dare a questo testimone del bugiardo?
Ricordate Kimberly Vlaeminck, la ragazza belga che è finita su tutti i media perché diceva di aver chiesto tre stelline tatuate sul viso ma il tatuatore gliene aveva fatte 56? Lei sosteneva che c'era stato un malinteso linguistico con il tatuatore. Ora ha confessato: ne aveva chieste davvero 56, ma quando il padre le ha viste s'è imbestialito e lei s'è inventata l'accusa contro il tatuatore. Lo riferisce il Sydney Morning Herald, con foto. Ora Kimberly andrà in giro con 56 stelline sul viso come promemoria della propria stupidità. Darwin vince, e pèrdono i giornali che hanno pubblicato acriticamente la sua versione dei fatti, magari perché faceva comodo dare la colpa al tatuatore rumeno.
Modellismo estremo. Un enorme modello amatoriale di SR-71 radiocomandato con motori a getto, pilotato con maestria. Non dico altro.
Itunes censura Giovanni Verga. Il suo cognome è scurrile, lo segnala Federico Cella sul Corriere online citando Mytech.it che cita il newsgroup it.comp.macintosh.
A cosa serve avere persone nello spazio anziché sonde automatiche? A cogliere al volo eventi inattesi come l'esplosiva eruzione del vulcano Sarychev, nelle isole Kurili. Le foto sono in The Big Picture (una è mostrata qui sopra) insieme ad altre splendide immagini del nostro pianeta riprese dalla Stazione Spaziale Internazionale.
L'11/9 previsto da Frankenstein. Secondo questo articolo del Giornale, scovato da un Google Alert, il professor Toni Paone afferma il romanzo di Mary Shelley contiene riferimenti numerologici agli attentati dell'11 settembre. Ci crede così tanto che ha anche scritto un libro. Ma non avevamo già chiuso questa faccenda? Consiglio di leggere l'articolo e a) tentare di non ridere b) giocare alla caccia agli errori logici e fattuali. C'è di che divertirsi.
Studenti francesi beffano giornalisti, vengono premiati. L'Independent segnala che la rivista francese Paris Match, nell'ambito di un concorso di fotogiornalismo, ha pubblicato uno sconcertante reportage sulla povertà degli studenti in Francia, spinti a prostituirsi e a cercare cibo nei bidoni della spazzatura. Prima di ritirare il premio di 5000 euro in una cerimonia di riconoscimento, i vincitori Guillaume Chauvin e Rémi Hubert hanno rivelato la burla: tutto falso. Era una burla per compiere un "potente gesto artistico" e per attaccare il "voyeurismo" e l'ingenuità di una certa parte della stampa. "Abbiamo spinto i cliché al limite. Pensavamo che la cosa fosse così trita da non poter vincere... Volevamo aprire una discussione sul modo di operare dei media che ritraggono le sofferenze umane con compiacimento e voyeurismo". E ci sono riusciti.
Wallaby drogati causano cerchi nel grano. Non sono la causa di tutti i cerchi nel grano, ma di alcuni: l'incredibile notizia degli animali (wallaby e non solo) che in Australia mangiano nelle coltivazioni di oppio legali (producono la morfina per uso medico) e poi camminano o saltellano in cerchio perché strafatti, riferita da varie fonti italofone (per esempio TGcom), sembra autentica. E' partita originariamente da articoli come questo di Stuff.co.nz e questo della BBC.
Non succede mai niente in Svizzera. A parte la costruzione di un aereo a energia solare. Ne parla qui la BBC: 61 metri di ali per fare il giro del mondo senza rifornimento e senza una goccia di carburante. Il sito ufficiale è Solarimpulse.com.
Michael Jackson fa crashare Internet? Non proprio, nonostante i titoli catastrofici di certi siti come CNN. Qui ci sono alcuni dati concreti raccolti dalla BBC: è crashato Twitter, alcuni siti di notizie sono stati rallentati, ma niente di più.
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Ritrovati i nastri lunari? (UPD20090629) 28.6.09 Permalink 83 commenti
Forse ritrovati i nastri originali dello sbarco sulla Luna
La fonte è il Sunday Express, un tabloid britannico che non brilla per la qualità dei suoi reportage scientifici, per cui segnalo la notizia con estrema cautela. Il giornale ha pubblicato online un articolo dal quale sembra che i nastri di telemetria degli esperimenti lasciati sulla Luna dall'Apollo 11, ritrovati a novembre 2008 in Australia dopo una lunga ricerca negli archivi di mezzo pianeta, contengano anche le registrazioni originali dirette del segnale televisivo proveniente dalla Luna.
Come raccontai nel 2006 in questo articolo, la diretta dello sbarco sulla Luna fu infatti trasmessa in bassissima qualità a causa dei numerosi processi di conversione (analogica, a quei tempi) necessari per adattare il segnale fuori standard della telecamera miniaturizzata presente sul modulo lunare agli standard televisivi statunitensi e da lì a quelli del resto del mondo. Ma la qualità originale proveniente dalla Luna era molto, molto più alta. Purtroppo i nastri sui quali fu registrato il segnale diretto andarono smarriti (archiviati male o persi durante la spedizione, non si sa). Ora sarebbero stati ritrovati. Staremo a vedere.
Intanto qui sotto vedete un confronto fra la qualità trasmessa in TV e quella ricevuta direttamente dalla Luna presso il radiotelescopio di Honeysuckle Creek, in Australia. C'è da farsi venire l'acquolina in bocca.

2009/06/29
Phil Plait di Bad Astronomy ritiene che si tratti di una bufala. Bob Jacobs, vice responsabile per i rapporti con il pubblico della NASA, twittera che "c'è una ricerca che si sta per concludere. Speriamo di pubblicare un aggiornamento nelle prossime settimane. L'articolo britannico è fantasia."
Etichette: conservazione, Luna, obsolescenza, spazio
Dieci regole antibufala 26.6.09 Permalink 49 commenti
Il kit antibufala di Michael Shermer
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Michael Shermer è un mio collega debunker: smonta le bufale, soprattutto quelle grandi come le civiltà aliene antiche, la pseudomedicina, il paranormale. Ha scritto un capitolo di 11/9 La Cospirazione Impossibile, il libro sulle teorie di complotto undicisettembrine al quale ho contribuito anch'io insieme agli amici e colleghi del CICAP, e per questo s'è beccato una montagna d'insulti da parte dei gentiluomini che non tollerano chi osa usare il proprio raziocinio e si permette di chiedere prove concrete invece di bersi i pregiudizi altrui.
In questo video della Richard Dawkins Foundation elenca dieci regole antibufala, ispirate al Baloney Detection Kit di Carl Sagan, che trovo utilissime come criteri e strumenti d'indagine su qualunque argomento controverso.
Eccole in italiano e in sintesi:
1. Quanto è affidabile la fonte dell'asserzione? Occorre chiedersi se chi la propone è una persona esperta nel campo o se è semplicemente un dilettante. Può capitare che un dilettante faccia una grande scoperta, ma è molto, molto improbabile. Poi bisogna guardare la quantità di errori, e soprattutto il loro orientamento. Perché gli errori capitano a tutti, ma se sono tanti sono indice di poca serietà, e se capitano tutti in un senso solo, ossia a favore della tesi proposta, allora c'è decisamente qualcosa che non va.
2. La fonte fa altre asserzioni dello stesso tipo? Spesso chi crede a una teoria strana crede anche ad altre teorie dello stesso genere. Gli ufologi credono anche al paranormale e ai fantasmi; i complottisti dell'11 settembre credono alle "scie chimiche" e dicono che non siamo mai andati sulla Luna. Sono sintomi di un'inclinazione a credere al pensiero magico e ci devono rendere scettici. Scettici, ma con la mente aperta: quanto basta per esaminare teorie nuove e originali, che sono il sale della scoperta scientifica, ma non così tanto che caschi fuori il cervello.
3. Le asserzioni sono state verificate da altri? Prima o poi ogni teoria tocca il mondo reale. Se è vera, produce un effetto tangibile di qualche tipo. Si va a vedere se l'effetto si manifesta e se non è spiegabile altrimenti. Se non si manifesta, c'è qualcosa che non va. L'esempio classico, citato da Shermer, è la fusione fredda annunciata come rivoluzione del settore energetico alla fine degli anni Ottanta dai chimici Pons e Fleischmann e poi rivelatasi una bufala quando le loro istruzioni furono eseguite da altri senza ottenere gli stessi risultati.
4. L'asserzione è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Se qualcuno dice di avere un potere straordinario o di aver fatto una scoperta che, se vera, rivoluzionerebbe le leggi della fisica, le probabilità che dica la verità sono molto, molto basse. Per carità, la rivoluzione può succedere, ma prima di abbracciarla chiediamoci se non comporta delle conseguenze implausibili. Shermer fa l'esempio delle piramidi: se le avessero costruite gli abitanti di Atlantide o gli alieni, gli archeologi troverebbero dappertutto gli avanzi dei loro strumenti, le case dove abitavano, la loro spazzatura. Invece trovano quella degli egizi. Lo stesso vale per esempio per chi dice di prevedere i numeri del lotto e invece di giocarli li vende ad altri: è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Non sarebbe più sensato giocarli direttamente e diventare miliardari per fare del bene all'umanità?
5. Qualcuno ha tentato di confutare l'asserzione? Non basta accumulare dei fatti che sembrano sostenere l'esistenza di un fenomeno straordinario: bisogna anche chiedersi se per caso ci può essere un'altra spiegazione più banale per quegli stessi fatti. E' chi propone un'asserzione eccezionale che dovrebbe porsi questa domanda, perché se non lo fa, saranno gli altri a farlo, di solito con grande godimento.
6. Verso quale tesi ci porta la preponderanza dei fatti? E' facile raccattare quattro o cinque fatti sparsi e costruirvi sopra una teoria: ma non si possono ignorare tutti gli altri fatti contrari. L'esempio fatto da Shermer è l'evoluzione: certo, ci sono delle lacune qua e là, ci sono alcuni fatti non (ancora) perfettamente spiegati, ma ci sono anche migliaia di altri fatti che vengono spiegati benissimo dalla teoria dell'evoluzione. Non si possono ignorare. E bisogna anche chiedere alle teorie concorrenti se sono altrettanto in grado di spiegare coerentemente tutti quei fatti.
7. Chi fa l'asserzione segue le regole della scienza? Se propone degli esperimenti, svolge ricerca, cerca di costruire teorie coerenti, non nasconde i fatti scomodi, ammette gli errori, propone ipotesi verificabili e cerca anche di smontare le proprie teorie predilette mettendole alla prova e cercando spiegazioni alternative, allora sì. Shermer cita gli ufologi e li confronta con gli scienziati che conducono la ricerca di forme di vita intelligenti extraterrestri nel progetto SETI: entrambi hanno lo stesso affascinante interesse, ma hanno due approcci completamente differenti.
8. Chi fa l'asserzione ha prove positive? Per autenticare la propria teoria non basta stilare un elenco di anomalie o aspetti irrisolti della teoria opposta: bisogna anche fornire prove positive, che dimostrino la propria. Non basta dire "ehi, l'11 settembre l'aereo che colpì il Pentagono potrebbe essere stato sostituito da un aereo identico ma radiocomandato", come dicono certi complottisti: bisogna portare le prove che è successo davvero. Non basta dire che gli extraterrestri sono custoditi nell'Area 51: bisogna dimostrare che ci sono davvero, senza ricorrere alla scusa che i militari nascondono le prove.9. La teoria nuova spiega tanti fenomeni quanti la teoria vecchia? Quando si presenta qualcuno che pretende di avere trovato una nuova teoria della fisica, dell'universo e di tutto quanto e afferma che Newton e Einstein avevano torto e soltanto lui ha ragione, o che gli esperti di tutto il mondo si sbagliano e soltanto lui ha l'illuminazione di cogliere una realtà superiore, non basta che la sua teoria spieghi un minuscolo aspetto della realtà che le teorie correnti lasciano irrisolto (cosa perfettamente accettabile nel metodo scientifico): deve spiegarne almeno tanti quanti le teorie comunemente accettate. Se ce la fa, bene; se non ce la fa, è una bufala.
10. L'asserzione è motivata da credenze personali? Se chi fa un'asserzione è spinto dalla propria ideologia, dalle proprie credenze, dai propri preconcetti, e l'asserzione rinforza questa sua visione del mondo, allora il rischio di bufala aumenta. E vale anche per gli scienziati, che sono esseri umani fallibili, con le loro gelosie, ambizioni, ideologie e credenze. Capita anche a loro di trascurare le prove contrarie alla propria tesi prediletta e di non avere il coraggio di dire "mi sono sbagliato": è per questo che c'è l'obbligo di verificare, ripetere indipendentemente gli esperimenti, condividere i risultati, cercare prove che possano smentire o spiegazioni alternative.
Etichette: antibufala
Due lune nel cielo ad agosto 26.6.09 Permalink 37 commenti
Marte grande come la Luna ad agosto, garantisce un appello via mail
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Circola un messaggio che annuncia un "avvenimento epocale da non perdere". Ci saranno "due lune nel cielo" il 27 agosto prossimo, a mezzanotte e mezza: "il pianeta Marte sarà il più luminoso nel cielo stellato" e "sarà grande quanto la luna piena". L'evento andrebbe visto perché si ripeterebbe soltanto nel 2287.
Ecco un esempio di testo dell'appello, che circola in francese con preambolo italiano:
DEUX LUNES DANS LE CIEL
DATE A RETENIR : 27 Août 2009
DEUX LUNES DANS LE CIEL
Le 27 aout prochain, à minuit 30 minutes, regardez dans le ciel.
La planète Mars sera la plus brillante dans le ciel étoilé.
Elle sera aussi grosse que la pleine lune, bien que Mars soit à 34,65
millions de Miles de la Terre. Soyez donc certains de ne pas manquer cet
événement ...
Cela nous apparaîtra, à l'oeil nu, comme si la Terre possédait 2 Lunes !!!...
La prochaine fois que cet événement se reproduira sera en l'année 2287!
Partagez cette information avec tous vos amis car PERSONNE en vie
aujourd'hui ne pourra voir cela une seconde fois ...
L'appello è irrimediabilmente fasullo. Si tratta di una versione riconfezionata e aggiornata di una storia che gira almeno dal 2003 e che era in gran parte sbagliata già all'epoca. Non ci sarà nessun appuntamento celeste particolare il 27 agosto prossimo e Marte non sembrerà affatto grande come la Luna. La foto qui sopra mostra una occultazione reale (Marte e Luna visivamente vicini nel cielo) che permette di confrontare le dimensioni apparenti dei due corpi celesti.
Il 27 agosto 2003 (non 2009) l'orbita di Marte portò effettivamente il pianeta rosso alla massima vicinanza alla Terra degli ultimi 60.000 anni, ma rimase comunque a 56 milioni di chilometri (rispetto ai 400.000 circa della Luna, per avere un termine di paragone). In quell'occasione, sei anni fa, era effettivamente più grande e luminoso della media, ma soltanto se visto in un telescopio, ma non era assolutamente confrontabile con la Luna piena.
Inoltre Marte si trova a distanze paragonabili ogni 15-17 anni circa: quello del 2003 fu semplicemente un avvicinamento massimo. Infine, la data del 2287 c'entra soltanto nel senso che in quell'anno Marte sarà ancora più vicino di quanto lo sia stato nel 2003.
L'equivoco sulle dimensioni paragonabili a quelle della Luna nasce dal passaparola distorto tipico delle catene di Sant'Antonio: la notizia astronomica originale diceva che Marte sarebbe stato grande come lo è la Luna piena ad occhio nudo se visto attraverso un telescopio da 75 ingrandimenti. La precisazione del telescopio s'è persa per strada.
Si tratta comunque di avvicinamenti normali e per nulla pericolosi: di interesse per gli astronomi, che colgono l'occasione per osservazioni più dettagliate, ma di nessuna conseguenza pratica per la vita di tutti i giorni.
Fonti: Snopes.com, Urbanlegends.com
Etichette: antibufala, astronomia
Addio a Michael Jackson 26.6.09 Permalink 90 commenti
Morto Michael Jackson, icona del pop
La BBC ha dato la notizia poco fa. Aveva cinquant'anni. Due icone della mia gioventù in due giorni.
Darkness Falls Across The Land...
Cosa chiedereste a un astronauta lunare? 26.6.09 Permalink 51 commenti
Buzz Aldrin al RomaFictionFest, che cosa gli chiedo?
Il 6 luglio verrà presentato a Roma Moonshot, un docudrama di ITV, History Channel, ProSieben e TF1 dedicato alle missioni lunari, che presenterà immagini originali restaurate in alta definizione dei viaggi spaziali di cui ricorre il quarantennale in queste settimane.L'anteprima si terrà al RomaFictionFest e sarà presente l'astronauta Buzz Aldrin (foto qui accanto), che insieme a Neil Armstrong effettuò il primo sbarco sulla Luna il 20 luglio 1969. E io sarò lì: è un'occasione che non voglio perdermi assolutamente.
C'è di meglio, e qui mi vengono le farfalle nello stomaco: c'è una ragionevole probabilità che mi capiti di poterlo intervistare come inviato della RSI. Faccia a faccia con un pezzo di Storia, ma anche con un essere umano che ha affrontato prove ancora più difficili nella sua vita personale: leggete questo brano della sua autobiografia, Magnificent Desolation, che racconta la sua lotta contro la depressione, l'alcolismo e "la malinconia delle cose compiute".
E' qui che si pone il problema: che cosa chiedergli, che non gli sia già stato chiesto fino alla nausea in questi quarant'anni e nel suo estenuante tour mondiale? Quali aspetti della missione e della sua vita affrontare? Come sfruttare al meglio, senza balbettare banalità, quei pochi minuti irripetibili che mi potrebbero essere offerti? Se avete idee, scrivetele nei commenti qui sotto.
Appello per fermare l'attacco alla Luna 25.6.09 Permalink 38 commenti
Fermate la NASA, vuole bombardare gli alieni sulla Luna
Alcuni siti di notizie, come Tiscali Notizie e Wikio, insieme a un bel numero di siti di informazione "alternativa", come Altrogiornale.org e persino il buon Straker di sciachimistica fama, hanno riportato acriticamente l'appello "del tabloid americano The Examiner" a proposito della "guerra alla Luna" che la NASA sarebbe pronta a dichiarare.Infatti "l’ente spaziale americano, già questo prossimo autunno, si servirà di una nuova arma cinetica, del peso di circa 2 tonnellate, capace di lasciare sulla superficie del nostro satellite un cratere largo circa otto chilometri", dice Tiscali.
Non solo: "Secondo gli ex astronauti americani Buzz Aldrin e Neil Armstrong, convinti sostenitori del fatto che gli alieni non solo esistano ma siano persino a noi molto vicini, con colonie situate sul lato nascosto della Luna, bombardare la superficie del satellite naturale della Terra potrebbe esser considerato un atto ostile e per questo rischia di innescare una guerra."
Tiscali e le altre fonti precisano che l'"arma cinetica" si chiama LCROSS: vi suona familiare? E' la sonda ad impatto di cui ho scritto più volte in questo blog e che è stata lanciata pochi giorni fa. Una sonda che non farà affatto un cratere "largo circa otto chilometri", come dice l'articolo, manco fosse una bomba atomica, ma un buchetto di venti metri, stando alle FAQ della NASA, che evidentemente gli articolisti non si sono degnati di leggere.
Le stesse FAQ notano, oltretutto, che la Luna è bombardata naturalmente da meteore ben più grandi della sonda statunitense (per questo è butterata di crateri), ed è stata già colpita da altri veicoli terrestri ben più massicci, come i terzi stadi dei missili Saturn V delle missioni Apollo alla fine degli anni Sessanta. Se i seleniti ci fossero, l'attuale sonda statunitense sarebbe l'ultima delle loro preoccupazioni, e se dessero loro fastidio le cadute dei nostri veicoli ci avrebbero dichiarato guerra già quarant'anni fa.
Come avrete intuito, inoltre, né Aldrin né Armstrong sono in alcun modo sostenitori di presenze aliene vicine o lunari (anzi, Aldrin ha detto recentemente a Chetempochefa che fa causa a chi dice che lui ha visto degli UFO). L'articolo è insomma una panzana totale.
Come ha fatto una scemenza del genere ad approdare sulle pagine di un "tabloid" come l'Examiner? Semplice: i vari maestri della penna che hanno riportato la notizia non si sono accorti che l'Examiner citato come fonte non è un tabloid. E' un sito Web, creato come esperimento di citizen journalism da una società che possiede un giornale omonimo. Il sito Examiner.com permette a chiunque di pubblicare i propri "articoli" in cambio di una paga da fame (25 dollari al mese di media, secondo TechCrunch). Basta chiedere e si diventa "giornalisti".
Infatti i risultati si vedono. Sfogliando i titoli degli altri "articoli" scritti da Alfred Lambremont Webre, l'autore della perla sulla "guerra alla Luna" che ha ispirato il copiaincolla delle fonti italiane, si trovano vere e proprie pietre miliari del giornalismo, come "I giornalisti addetti alla Casa Bianca chiederanno conto a Obama della presenza di extraterrestri e UFO?" (qui), i legami fra cerchi nel grano e fine del mondo, e il grandioso "Fino a un miliardo di esseri umani viene rapito da extraterrestri iperdimensionali e gli umani sono in uno stato di dissonanza cognitiva" (qui). Per non parlare del fatto che il signor Lambremont Webre è convinto che esista una "faccia oscura della Luna", a dimostrazione che gli mancano persino le basi d'astronomia.
Felicitazioni vivissime all'articolista di Tiscali per aver infilato un altro chiodo nella bara del giornalismo.
Etichette: Luna, lunacomplottismo, spazio, UFO
Ci ha lasciato Farrah Fawcett 25.6.09 Permalink 22 commenti
Addio a Farrah Fawcett, mito anche subliminale
Un'intera generazione (e forse più di una) la ricorda come la bionda delle Charlie's Angels. Il taglio della sua chioma divenne una moda planetaria nella seconda metà degli anni Settanta. Farrah Fawcett è morta di cancro oggi a 62 anni.
Quello che forse pochi sanno è che intorno al suo celeberrimo poster (dodici milioni di copie vendute, secondo alcune stime, che le fruttarono più del suo ruolo in Charlie's Angels) non circolava soltanto la venerazione di innumerevoli fan in tempesta ormonale, ma anche una delle prime leggende metropolitane riguardanti i messaggi subliminali. Nei suoi capelli, leggenda vuole, c'erano nascoste le lettere S, E, X, ed era dalla loro percezione subliminale che derivava l'attrattiva irresistibile del poster. Come no.

Se non le vedete, sono evidenziate qui:

Ci sarà tempo più avanti per riflettere sui motivi che spingono le persone a voler attribuire il successo e la celebrità a forze occulte e misteriose senza accettare che possano essere il risultato di doti naturali. Oggi è il momento di salutare in silenzio un pezzetto della nostra memoria collettiva che si congeda.
Etichette: leggende metropolitane, messaggi subliminali
Scie chimiche, rispondono i meteorologi 24.6.09 Permalink 77 commenti
Convegno di meteorologia per la vita quotidiana, si parlerà (anche) di "scie chimiche"
Sabato 27 giugno si terrà a Pettenasco, vicino al Lago d'Orta, il convegno "La meteorologia nella vita quotidiana". Fra i temi che verranno discussi insieme ai meteorologi presenti ci sarà quello delle presunte "scie chimiche". Le accuse e i deliri menagramo degli sciachimisti hanno stufato, e i meteorologi scendono in campo. Ne vedremo delle belle, e sicuramente strada facendo impareremo come funziona realmente quel sottile velo d'atmosfera che ci protegge.L'incontro si svolgerà dalle 9 alle 13 all'hotel La Sibilla Cusiana, in via Provinciale 48 (telefono (+39) 0323 888030, mail info chiocciola lasibillacusiana.com). Ecco i relatori e i rispettivi temi:
- Mario Giuliacci (Centro Epson Meteo) - "Clima e tempo: effetti sul corpo e sulla psiche"
- Flavio Galbiati (Centro Epson Meteo) - “La storia del clima e la storia dell’uomo”
- Giovanni Tesauro e Alessandro Ceppi (Associazione MeteoNetwork)– “Presentazione dei lavori realizzati nell’ambito del corso di Meteorologia svolto nelle scuole”
- Pierluigi Randi (Epson Meteo Regional Center-MeteoCenter) – “Meteorologia e presunte scie chimiche”
- Gianluca Bertoni (Meteo Varese, Associazione MeteoNetwork) – “Le modificazioni indotte sulle correnti dalle catene montuose: sbarramento ed effetto favonico”
- Marco Mancini (Politecnico di Milano) – “Meteorologia, Idrologia e Ingegneria nella gestione della risorsa idrica”
A proposito di velo sottile, date un'occhiata a questo spezzone di un documentario della BBC di prossima uscita, nel quale James May, il conduttore, vola su un aereo-spia U-2 a 21 chilometri di quota: il doppio delle quote degli aerei di linea e ancora più in alto di quanto volasse il Concorde. Sopra di loro ci sono soltanto gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. In effetti è quasi come stare nello spazio, e lo si vede sia dalle tute, sia dalla vista che si gode dai finestrini. Questo sì che è fare documentari.
Etichette: scie chimiche
In diretta dalla Luna (UPD 20090624) 23.6.09 Permalink 17 commenti
Streaming in tempo reale dalle sonde in rotta verso la Luna
Potete seguire adesso, in tempo reale, presso questa pagina della NASA, le immagini trasmesse dalla sonda lunare LCROSS mentre effettua uno swingby: si avvicina alla Luna per poi allontanarsi e "prendere la rincorsa" per il suo impatto previsto per ottobre. L'immagine a sinistra è trasmessa in diretta dalla sonda, a oltre 360.000 km dalla Terra; quella a destra è un'animazione basata sulla telemetria reale del veicolo. C'è anche un buffo feed di Twitter in cui la sonda "parla" in prima persona.

Nel frattempo, la sonda LRO lanciata contemporaneamente è entrata correttamente in orbita intorno alla Luna. Manterrà quest'orbita provvisoria per circa 60 giorni, mentre da Terra vengono attivati e collaudati tutti i suoi strumenti, e poi riaccenderà i motori per raggiungere l'orbita definitiva a 50 chilometri d'altezza sopra la Luna, dove resterà per circa un anno.
2009/06/24 - Video riassuntivo dello swingby
La Nasa ha pubblicato una pagina con i video della manovra e un grafico animato che spiega bene la "rincorsa" che sta prendendo LCROSS. E' interessante notare che la faccia della Luna che si vede nel video è quella che da Terra non si vede mai: quella che molti pensano erroneamente non sia mai illuminata.
Etichette: spazio
Podcast del Disinformatico su iTunes 22.6.09 Permalink 10 commenti
Disinformatico radiofonico e tanti altri programmi RSI approdano su iTunes
Se volete automatizzare al massimo la vostra fruizione dei programmi della Radio Svizzera di lingua italiana e trovarvi il vostro podcast preferito già bell'e pronto sul vostro lettore MP3 portatile, ora avete un canale in più per farlo in modo molto semplice: la RSI ha da poco inaugurato una propria sezione podcast su iTunes.La RSI era già su iTunes da parecchio tempo, ma ora l'offerta di programmi in podcast viene organizzata e resa più riconoscibile, suddividendola per rete, per genere o per grado di popolarità (c'è anche una classifica che mi lusinga molto, e ringrazio tutti per questo risultato).
Quasi tutti i programmi sono gratuiti, ma ci sono anche collegamenti ai brani musicali messi in vendita dal Coro della Radio svizzera e dall’Orchestra della Svizzera italiana. Resta comunque valido il sito standard della RSI per i podcast, rispetto al quale la sezione iTunes ha il vantaggio di consentire l'"abbonamento" (gratuito) ai podcast preferiti e di tenere in archivio un maggior numero di puntate (il Disinformatico in questo momento offre tutte le puntate fino a marzo scorso). Buon ascolto.
Appello per bambina rapita in Brasile (UPD 20090626) 21.6.09 Permalink 22 commenti
Bambina rapita in Brasile, appello scaduto da bloccare
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale."Aiutaci a diffondere questa foto al maggior numero possibile di persone. Questa bimba è stata sequestrata in una spiaggia di S.Paolo Brasile (Praia de Engenho)." Inizia così una delle varianti del testo dell'appello che sta circolando da qualche giorno in Rete, accompagnato dall'immagine qui accanto. Poi prosegue:
"Invia la foto,il costo è zero e può aiutare molto. Dio di sicuro ti ricompenserà. Oggi stai aiutando qualcuno, domani tu potrai essere aiutato. Pensa solo a questo! Non essere indifferente. Che Dio benedica tutti quelli che ci aiutano. Paqui GARCIA - 964 517056 - 605 279195".
Il testo nell'immagine dice: "Que Deus te abençoe, minha querida! Que Deus esteja contigo sempre! Que Deus te proteja e ilumine nossas preces! Porque nós te amamos muito! E vamos nos encontrar logo, meu amor!"
Se qualcuno conosce il portoghese e può dare una traduzione più precisa, me lo segnali nei commenti, ma mi pare di capire che il testo dica: "Che Dio ti benedica, mia cara! Che Dio sia con te sempre! Che Dio ti protegga e illumini le nostre preghiere! Perché ti amiamo molto! E ci incontreremo presto, amor mio!"
Finora le mie indagini non hanno ottenuto granché di risolutivo, per cui vi chiedo una mano. Ecco quello che ho trovato fin qui.
Aggiornamento: leggete le informazioni nuove arrivate dai lettori qui sotto.
La fotografia viene trovata da Tineye in pochissimi siti, nessuno dei quali offre informazioni particolarmente utili. Questa pagina brasiliana del sito O Quinto Poder associa il nome "Bia" alla foto, ma non è chiaro con quanta affidabilità lo faccia. La pagina linka questo testo, che porta la data del 4 agosto 2006:
AJUDEM A REPASSAR ESTA FOTO ( Urgente!!!)
P O R F A V O R, A M I G O S,
"Ajudem a passar esta foto para o maior numero de pessoas possiveis".
Esta e a foto de garotinha que foi sequestrada na Praia do Engenho, litoral norte de SP, ao lado de Barra do Una.
Vamos passar a foto adiante, nao custa nada e pode ajudar muito."
Informacoes:
Disque Denuncia (0800 15 63 15) e DEIC DIVISAO ANTISEQUESTRO (11) 3823-5867 / (11) 3823-5868.
La pagina in questione su O Quinto Poder offre un link per contatti: se qualcuno sa il portoghese e può chiedere dettagli sulle fonti dell'appello, oppure contattare i numeri (presumibilmente brasiliani) indicati nel testo qui sopra, mi avvisi.
Il testo italiano che accompagna l'appello indica un nome ("Paqui Garcia") la cui ricerca in Google non fornisce spunti; lo stesso vale per i numeri indicati, che sembrano essere telefonici ma mancano del prefisso. Stando sempre a Google, la "Praia de Engenho" citata è in realtà la "Praia do Engenho", che esiste. La ricerca di questo nome corretto della spiaggia insieme a "Bia" rivela vari siti che diffondono l'appello da luglio del 2006.
Un messaggio in un forum del sito antivirale Kaspersky.com, a maggio 2008, mette in relazione quest'appello con un virus e con un file, video_mariana_soares.wmv, e lo descrive come un tentativo di phishing che invitava a vedere altre foto della bambina presso un sito-trappola. Lo stesso tipo di segnalazione compare in portoghese in questo blog a settembre del 2008:
Caso você receba uma mensagem parecida com esta, NÃO CLIQUE em nada pois é VIRUSImagens de Mariana Soares:
video_mariana_soares.wmv
Pelo Amor de DEUS, DIVULGUE esse video.
Ajude a passar essas imagens,
para o maior número de pessoas possíveis.
Esta garotinha foi seqüestrada na Praia do Engenho,
litoral norte de SP, ao lado de Barra do Una.
Passe o video adiante, o custo é zero e pode ajudar muito.
Deus com certeza há de recompensar-te por isso.
Hoje estás ajudando alguém... Amanhã tu poderás ser o ajudado.
Que DEUS abençoe a todos que ajudarem!
Informações:
Disque Denúncia > 0800 15 63 15 ou
DEIC / DIVISÃO ANTI - SEQÜESTRO
>(11)3823-5867 ou 3823-5868 <
Tuttavia le versioni che ho ricevuto via mail non sembrano contenere pericoli. Potrebbe trattarsi di un malinteso, ma è anche possibile che qualche truffatore o vandalo senza scrupoli abbia pensato di usare il buon cuore della gente per diffondere un'infezione informatica e poi, tramite un copiaincolla, si sia perso il contenuto infettante del messaggio e sia rimasto soltanto il testo insieme all'immagine.
Presso un sito governativo dello stato di San Paolo trovate un vasto elenco fotografico di minori scomparsi nella zona: se volete provare a sfogliarlo, può darsi che contenga foto della bambina segnalata dall'appello.
Anche se l'indagine è ancora aperta, consiglio di non diffondere l'appello prima che venga autenticato da fonti affidabili; il rischio che sia un appello fasullo oppure tragicamente (o fortunatamente) obsoleto è alto, e comunque distribuirlo in Europa, così lontano dal luogo dove sarebbe avvenuto il rapimento, ha poco senso.
2009/06/26
Mistero risolto: si tratta di un rapimento realmente avvenuto ma felicemente risolto da tempo. Grazie alle indagini e alle conoscenze dei lettori, come RoMartinucci, Erry, Kidpix, Teteia, sono emerse fonti come Litoral Virtual, CAIS, Oquintopoder, che spiegano che la bambina, Beatriz Broit, era stata rapita, ma era stata poi rilasciata incolume, e che la notizia risale al 2005.
Qualcuno ha approfittato del clamore intorno alla vicenda per creare un cavallo di Troia: un salvaschermo che si presentava come un appello per la bambina scomparsa ma era in realtà un veicolo per un virus (Trojan-Downloader.Win32.Banload.jwx).
E' quindi del tutto inutile diffondere ulteriormente l'appello che la riguarda.
Etichette: antibufala
Debutto come editore di me stesso 21.6.09 Permalink 67 commenti
C'è ancora bisogno delle case editrici?
Però mi hanno sfiancato i loro tempi tecnici lunghissimi, le sofferte reimpaginazioni malfatte, le revisioni arbitrarie (non dimenticherò mai la mia citazione di Neuromancer che divenne New Romancer, manco avessi scritto un libro sulla musica anni 80) e le modifiche scriteriate dettate dall'ufficio marketing. E' (anche) per questo che non pubblico più libri da tempo.
Così ho cercato una soluzione che mi permettesse di riprendere il controllo completo del processo di produzione, dall'impaginazione (fattibile anche con OpenOffice.org) alla grafica alla tiratura alla scelta del formato, e di evitare che altri mettessero mano al mio testo senza chiedermelo. Non che io sia infallibile, ma visto che il nome in copertina è il mio, se ci devono essere errori, che siano almeno colpa mia. Ho cercato anche una soluzione rapida, adatta ai tempi di oggi, del tipo "io ti mando il PDF e tu entro una settimana mi mandi il libro stampato".
Dopo aver esaminato vari siti di editoria istantanea o self-publishing, fra cui il popolare Lulu.com, ho scelto Ilmiolibro.it, presso il quale ho messo in vendita (a prezzo di costo, 9,30 euro) Zerobubbole Pocket, il libro che ho scritto con il Gruppo Undicisettembre per segnalare gli oltre 110 errori del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi: quello che sostiene una contraddittoria miscela di teorie di complotto intorno agli attentati dell'11 settembre 2001.
Mi serviva un testo pronto, non troppo lungo, con un po' d'immagini e di formattazione complessa, e avevo pronto quello, così l'ho reimpaginato per il formato pocket, ho generato il PDF, e in un battibaleno ho ottenuto il libro: un oggetto tangibile, a colori e in un pratico formato tascabile, che si può ordinare online e arriva per posta comodamente a casa. Dopo tanti PDF e blog, la sensazione tattile di vedersi fra le mani il frutto delle proprie fatiche letterarie diventa straordinariamente appagante. O forse sono io che sono feticista.
Il testo del libro è comunque disponibile in formato PDF gratuito, con licenza Creative Commons, per chi preferisce risparmiare e rinunciare alla comodità e al piacere di sfogliare la carta o vuole effettuare ricerche nel testo, ed è sfogliabile direttamente qui sotto grazie a Scribd.
Se l'esperimento piacerà a voi quanto è piaciuto a me, riprenderò a scrivere e pubblicare libri sui vari argomenti che ho seguito in questi anni: dai diritti digitali all'obsolescenza dei formati alle nuove tecniche di giornalismo online alle bufale grandi e piccole. I prossimi progetti, già in cantiere, riguardano lo sbarco sulla Luna e le famigerate "scie chimiche". Fatemi sapere.
Di Zerobubbole Pocket esiste anche una traduzione francese, Zéro Pointé, liberamente scaricabile e realizzata dai colleghi Jérôme Quirant e Rudy Reichstadt dei siti francesi di debunking Conspiracywatch.info e Bastison.net, dato che il video di Chiesa e Fracassi è stato presentato anche in Francia.
Self-publishing all'atto pratico
Iscriversi a Ilmiolibro.it è gratuito. Si crea un account e si caricano i propri testi (come PDF, se volete il controllo totale dell'impaginazione, o in altri formati, compreso Word). La copertina va caricata separatamente come immagine grafica, se ne volete una personalizzata; altrimenti potete scegliere dai modelli predefiniti offerti dal sito. Si possono scegliere vari formati, immagini a colori o in bianco e nero, e copertine rigide o morbide. Soprattutto, trattandosi di un servizio di stampa, non c'è alcuna cessione di diritti: quello che scrivete resta vostro, e vi limitate a dare a Ilmiolibro.it il permesso di stampare e vendere il vostro testo.
Vendere, appunto: bisogna quindi dare le coordinate bancarie del conto sul quale si vogliono ricevere i guadagni delle (eventuali) vendite. Potete scegliere un prezzo a piacere, purché sia pari o superiore al prezzo minimo di produzione definito dal sito. Un libro pocket di 88 pagine con illustrazioni a colori, come ho scelto io, viene a costare appunto 9,26 euro (che ho portato a 9,30 per far cifra tonda) oppure circa 5 euro in bianco e nero. Ilmiolibro.it offre un pratico servizio di preventivazione online automatico.
Tutto molto bello, ma i problemi ci sono. La formula d'acquisto è un po' disincentivante, perché per comperare bisogna creare un account: lo fanno molti siti, ma è ridicolo. E' come se andassi in libreria e mi chiedessero la carta d'identità per comperare un libro.
Poi c'è il costo di spedizione. Si va a peso, per cui si pagano 5,95 euro più IVA per le spedizioni fino a un chilo. Questo significa che una singola copia di un libro come Zerobubbole Pocket, spedita a casa, passa da 9,30 a circa 15 euro. E' vero che il costo di spedizione può essere spalmato su più libri, come si fa per gli acquisti presso Amazon e simili, e c'è la comodità di non dover uscire a cercare nelle librerie, ma è comunque un discreto ostacolo. Per un aspirante editore di se stesso conviene forse farsi spedire a casa un certo numero di copie e poi venderle in occasione di apparizioni pubbliche.
L'interfaccia di Ilmiolibro.it è un po' complessa e inflessibile: soprattutto non consente ripensamenti una volta che si è cliccato su "visto si stampi" (etichetta ingannevole, dato che in realtà non viene stampato nulla ma semplicemente si fissa il contenuto del libro). A differenza di Scribd, Ilmiolibro.it non consente di caricare una versione aggiornata o corretta del testo: occorre creare da capo una nuova edizione. Questo può falsare le classifiche di vendita.
Un altro aspetto curioso è che quando qualcuno effettua un acquisto, i suoi dati (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale) vengono comunicati all'autore. Non capisco quale sia l'utilità di questa misura piuttosto invadente.
Funzionerà il self-publishing, o è solo un esercizio di vanità? Non lo so: molti servizi online sono nati come sfoghi di vanità personali e poi sono maturati diventando qualcosa di diverso. E' anche per questo che sto facendo l'esperimento. E' sicuramente un canale di comunicazione in più, che permette di raggiungere chi è refrattario ai lettori digitali di libri e in generale alla lettura online. Un libro di carta si porta in spiaggia senza problemi, un Kindle meno. E' un servizio molto comodo per piccole tirature di manualistica da realizzare in tempi stretti.
Di certo, però, non risolve il problema fondamentale di ogni autore: farsi conoscere. Ed è questo, probabilmente, il ruolo che avranno in futuro gli editori, non più consumatori di carta, ma selezionatori e promotori di talenti. A patto di sapersi adeguare ai tempi che cambiano.
Etichette: 11/9, diritto d'autore, libri
La rivincita dei nerd: Obama e Star Trek 21.6.09 Permalink 39 commenti
Un nerd alla Casa Bianca. Era ora
Mi dispiace non avere il tempo di tradurlo e sottotitolarlo, ma questo video in cui John Hodgman (quello degli spot Apple "Io sono un Mac. Io sono un PC") prende affettuosamente in giro Barack Obama è un segno divertente ma profondo dei tempi incredibili in cui viviamo.
Avreste mai pensato di vedere il giorno in cui il destino dell'Iran sarebbe stato "legato ai cicli di sonno dei manutentori di Twitter e Youtube"? Un fatto che neppure il più fantasioso sceneggiatore di Hollywood avrebbe considerato plausibile. O di vedere il giorno in cui il presidente degli Stati Uniti sarebbe stato non solo di colore (pura fantascienza, fino a poco fa), ma avrebbe saputo cos'è un saluto vulcaniano e lo avrebbe saputo fare? E sarebbe stato disposto a litigare con gli addetti alla sicurezza pur di tenersi il telefonino? Santo cielo, l'inquilino precedente cadeva dai Segway (se capite l'allusione, siete anche voi nerd).
Sono cose che danno la sensazione che finalmente qualcuno nella stanza dei bottoni sia uscito dal medioevo polveroso e ottuso ed entrato nel mondo reale e che grandi cose possano succedere. Lo abbiamo sempre detto, fra noi, che un pugno di nerd informatici ben piazzati avrebbe potuto cambiare il mondo. Ne abbiamo piazzato uno alla Casa Bianca. Uno che sa cos'è un bubble sort. E' la rivincita dei nerd sui cowboy tutti azione e niente cervello. Visto il casino che hanno fatto finora i cowboy, c'è da sperare.
Forse sono io che mi illudo. Forse questo è soltanto un video divertente in cui un comico cicciottello prende in giro un presidente per le sue grandi orecchie "chiaramente finte e protesiche" come quelle di Leonard "Spock" Nimoy e lo saluta in un modo che farà venire i lucciconi ai Trekker. Ma forse no. Buona visione.
Etichette: nerdgasm
Le cose che non colsi - 20090620 20.6.09 Permalink 24 commenti
Impatti lunari, Iran online e molto altro
Sono state pubblicate le ultime immagini della Luna in HD, riprese a bassissima quota dalla sonda giapponese Kaguya (da non confondere con la statunitense LRO partita pochi giorni fa) prima che si schiantasse intenzionalmente sulla Luna. Ne parlo nel blog Complotti Lunari.
Da Marte arrivano invece le prime "prove inequivocabili" geologiche della presenza di un grande lago nel passato, che ha lasciato i segni classici delle rive, rilevati dalla sonda automatica HiRISE. Io sto ancora aspettando il momento in cui una delle rocce davanti alle fotocamere dei robottini mobili della NASA su Marte si alzerà sulle zampette e si sposterà per non essere investita.
Il sorprendente ruolo di Twitter, dei social network e di tutta Internet nel difendere la libertà d'informazione nei paesi che ancora pensano di poter far funzionare le censure è messo in luce da una serie di articoli che segnalano i vari metodi usati per eludere gli oscuramenti iraniani riguardanti le manifestazioni post-elettorali: sono linkati presso BoingBoing 1, BoingBoing 2. Ci sono feed appositi di foto su Flickr e di video su Youtube. La BBC segnala che il suo segnale satellitare viene disturbato da un'interferenza proveniente dall'Iran, in violazione dei trattati internazionali. Intanto, le immagini delle manifestazioni pro-Ahmadinejad vengono photoshoppate per farle sembrare più imponenti (foto qui sotto). Trucchetti davvero patetici. E quando si leggono frasi come "Zahra Rahnavard [moglie del candidato Mir Hussein Musavi] ha detto nella propria pagina di Facebook che la manifestazione andrà avanti", corre un brivido. Chi l'avrebbe mai detto che Facebook sarebbe stato strumento di democrazia e libertà d'opinione?

Samsung offre un video dimostrativo molto fantascientifico ma concreto di una tessera d'identificazione che incorpora uno schermo OLED da 240 x 320 sul quale viene mostrata la testa della persona da tutte le angolazioni. Bonus: non c'è bisogno di alimentazione interna, perché l'energia per alimentare lo schermo arriva dal trasmettitore RFID usato per leggere la tessera.
Star Trek: stiamo perdendo il capitano Kirk? William Shatner, l'interprete originale del capitano nella serie classica, fa imbestialire il popolare conduttore Conan O'Brien con i suoi gestacci durante un'intervista televisiva. L'articolo è del Daily Mail, per cui va prese con doppie pinze, ma le immagini sembrano inequivocabili.
Tutte le chicche del nuovo film Star Trek trovate finora sono segnalate su Trekmovie.com.
Bella stellaria: la voce di Wikipedia latina (pardon, Vicipaedia) dedicata a Guerre Stellari. Geniale. Provate a leggerla senza ridere.
Apple, che molti ritengono invulnerabile e infallibile, ha rilasciato ben 46 rattoppi per Safari e WebKit per l'iPhone e l'iPod touch con la pubblicazione della versione 3.0 del software per questi dispositivi.
Innamorati dell'iPhone e intrigati dalla funzione antifurto che permette di localizzare il telefonino di Apple? Non siate troppo fiduciosi. La funzione è disattivabile facilmente dal ladro, se non blindate il telefonino con una password. Le istruzioni sono qui su Gizmodo.
Qualche tempo fa è uscito un rapporto del GAO statunitense che annunciava rischi e magagne per il futuro del GPS. Poi è uscita una parziale smentita ufficiale (via Twitter!). Ora l'USAF segnala problemi con il satellite GPS più recente.
In Svizzera stanno per diminuire i prezzi dei lettori MP3 e dei registratori con disco rigido: a partire dal primo luglio verranno ridotte fortemente le indennità di diritto d'autore che gravavano almeno per il 10% sul prezzo d'acquisto (ma sostanzialmente rendevano immune da ogni controversia di copyright il proprietario del lettore). Secondo l'Associazione Consumatrici della Svizzera italiana e Ticinonline, per esempio, un lettore MP3 da 1 GB oggi è gravato da 14,85 franchi d'indennità; da luglio quest'import scenderà a 80 centesimi. I lettori più capienti avranno riduzioni meno drastiche (16 GB passeranno da 28,85 a 12,80 franchi). Per i registratori su HD, l'importo scenderà da 86,50 a 25 franchi.
Foto ultrarapide. Avete presente quelle foto che mostrano i bicchieri che si rompono o i palloncini mentre scoppiano? Qui ce n'è qualche bell'esempio. C'è un trucco per farle anche con una fotocamera economica, se ha un tempo di posa lungo: farle al buio e usare un lampeggiatore. L'otturatore della fotocamera è aperto, ma non registra nulla (essendo al buio) salvo il brevissimo istante in cui lampeggia il flash. Qui c'è una miniguida in inglese.
Un altro trucchetto utile per far fare alla vostra fotocamera foto impensabili è il digiscoping: usare un telescopio come teleobiettivo. Questa pagina spiega come fare, anche se la fotocamera non ha l'obiettivo rimovibile.
Volete che il vostro Linux somigli al Mac come interfaccia? Provate Mac4Lin. Non garantisco nulla, ma l'aspetto è intrigante.
Virus per Mac. Ma solo per scherzo: è Newton, un finto virus che usa l'accelerometro contenuto nei laptop Apple per far cadere e rotolare le icone come se reagissero alla forza di gravità. Perfetto per fare scherzi agli amici malati di Mac. Costa meno di 10 dollari presso Troika.
Windows 7 preinstallato sui netbook costerà il doppio di XP? Così dice DigiTimes, segnalato da The Register. La Starter Edition costerebbe agli OEM da 45 a 55 dollari, contro i 25-30 di XP.
Sapete cos'è un saser? E' un laser acustico. Come un laser produce un fascio coerente di luce, un saser produce un fascio di onde sonore nella gamma dei terahertz che non s'allarga. Le applicazioni possibili sono nell'ultramicroscopia e nella produzione di semiconduttori. I dettagli sono qui su New Scientist.
Myspace in crisi: Rupert Murdoch pagò 580 milioni di dollari nel 2005 per avere Myspace.com, ma ora sono attesi circa 500 licenziamenti (un sesto dei dipendenti) alla Fox Interactive Media che è padrona d Myspace. Mentre i visitatori USA di Myspace sono calati del 2% ad aprile (71 milioni) rispetto all'anno precedente, Facebook ha aumentato i propri dell'89% (67 milioni). Gli analisti prevedono un calo del 15% per i ricavi pubblicitari di Myspace e un aumento del 10% per Facebook. E un remunerativo contratto di Myspace con Google scade a luglio 2010. I dettagli sono qui.
Trovato un pianeta in un'altra galassia? Così pare secondo le ricerche di Francesco de Paolis dell'INFN e dei suoi colleghi in Svizzera, Spagna e Russia. Qui c'è il sunto della BBC, che evita gli scivoloni imbarazzanti della notizia come riportata da molte testate italiane e spiega l'astuzia del microlensing che permette queste "visioni" eccezionali.
Basta uscite analogiche HD sui lettori Blu-Ray: i magnati del diritto d'autore pensano di poter bloccare la pirateria riducendo a definizione standard l'uscita analogica del lettori entro fine 2010. Ridicolo e inutile. I dettagli sono qui su Ars Technica.
Se volete vedere che aspetto ha un articolo d'aviazione divulgativo scritto come si deve, leggete cosa scrive Miles O'Brien a proposito del Volo 447 precipitato nell'Atlantico per ragioni ancora non chiare.
Etichette: le cose che non colsi
Bing a posto, niente più porno 19.6.09 Permalink 5 commenti
Bing permette di filtrare i video osé
Bing, il nuovo motore di ricerca di Microsoft, è partito bene, ma come accennato di recente ha incontrato alcune resistenze (insieme a molto interesse da parte di una certa fetta di utenti) perché consentiva di scavalcare i filtri antiporno aziendali e di vedere video decisamente scollacciati.Microsoft ha rimediato alla magagna assegnando a questi video un dominio separato, explicit.bing.net, e includendo nella stringa di ricerca l'indirizzo del sito dal quale provengono i video, in modo da consentire agli amministratori dei filtri di bloccare selettivamente questi contenuti ma lasciare intatto il funzionamento del motore di ricerca. Tutti i dettagli sono nel blog di Bing.
Etichette: Microsoft, Motori di ricerca
Opera Unite, per l'Internet senza intermediari? 19.6.09 Permalink 10 commenti
Opera vuole tagliar fuori Facebook e soci
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
E' disponibile la versione beta di Opera 10, nuova edizione di uno dei programmi di navigazione alternativi più venerati di qualche anno fa ma che ha perso parecchia popolarità, soppiantato principalmente da Firefox nelle simpatie dei navigatori.La versione 10 si distingue in particolare perché a partire dalla build del 16 giugno contiene Opera Unite: un software che permette di condividere foto, musica in streaming, messaggi, chat e testi e anche creare un "mini-Facebook" senza dover dipendere dai ghiribizzi e dalle censure arbitrarie dei siti di blogging o social networking tradizionali, come appunto Facebook, Blogger o Myspace.
Il concetto è molto semplice e in sé non è una novità: usare il proprio computer come server. Non occorre caricare le foto da qualche parte per condividerle: basta tenerle sul computer e usare Opera Unite per renderle visibili a tutta Internet o alle persone che scegliamo. La novità è che la condivisione è resa semplicissima.
Ci sono però due problemi: chi usa Opera Unite dipende comunque da qualcuno, ossia dal sistema di smistamento del traffico di Opera. E bisogna tenere sempre acceso il computer. Trovata per far parlare di sé o vera innovazione? Saranno gli utenti a deciderlo. Opera è disponibile per Windows, Mac e Linux.
Fonti: SFgate, Opera Labs, Gizmodo, Slashdot
Etichette: Opera
Tempi duri per i lunacomplottisti: è partito LRO 19.6.09 Permalink 91 commenti
Lanciata sonda spaziale che fotograferà i luoghi degli allunaggi
E' partito con successo poche ore fa da Cape Canaveral il veicolo spaziale automatico LRO/LCROSS, che renderà difficile la vita a chi insiste a credere che gli sbarchi lunari degli astronauti furono falsificati in studio.Come bonus, la missione schianterà sulla Luna ad altissima velocità uno stadio del veicolo di lancio, producendo un enorme pennacchio di polvere che sarà visibile dalla Terra. Lo farà per ragioni scientifiche, certo, ma questa è comunque scienza col botto, in stile Mythbusters.
La missione della NASA è infatti duplice: il razzo Atlas Centaur lanciato ieri (alle 23:32 ora italiana) trasporta due sonde distinte. Una, la LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter), arriverà sulla Luna fra tre giorni (martedì, nella migliore tradizione di Star Trek) e verrà collocata in un'orbita polare intorno al nostro satellite naturale, a 50 chilometri d'altezza.
Da lì eseguirà una serie di rilievi termici, altimetrici e fotografici di alta precisione per creare una mappa dettagliatissima del suolo lunare e cercare eventuali tracce d'acqua e luoghi ottimali per i futuri allunaggi umani, soprattutto ai poli della Luna, oggi poco conosciuti, dove si spera di identificare zone permanentemente illuminate e zone permanentemente in ombra, utili per le missioni successive.
Interessante, ma c'è di più: LRO è la prima sonda lunare che volerà abbastanza bassa, ed avrà una fotocamera sufficientemente potente, da poter fotografare i luoghi dove sbarcarono gli astronauti delle missioni Apollo con dettaglio sufficiente a mostrare le tracce degli sbarchi. La LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera) è infatti in grado di risolvere oggetti fino a un metro di dimensioni, per cui nelle sue foto saranno ben visibili i veicoli lunari e specialmente le loro lunghe ombre nel mattino e nel tramonto selenico. Questo dovrebbe rendere un po' più difficile la vita di coloro che sostengono che non siamo mai andati sulla Luna, anche se sicuramente la loro fervida fantasia s'inventerà qualche scusa.
Peccato che le prime foto di questo genere non arriveranno in tempo per il quarantennale del primo sbarco umano del 20 luglio 1969; sarebbe stato un bel modo di celebrare l'evento. Ma arriveranno. Il sito dedicato a questa parte della missione, con foto e video esplicativi, è http://lro.gsfc.nasa.gov. La fotocamera LROC ha anche un sito tutto suo (http://lroc.sese.asu.edu).
Ancora non basta: la seconda sonda, LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft), inseguirà il secondo stadio del missile di lancio durante il suo schianto sul suolo lunare. L'impatto di questo secondo stadio, previsto fra circa tre mesi (l'8 ottobre), solleverà una nube di polvere e detriti che sarà visibile da Terra con qualunque buon telescopio (ne basta uno da 25-30 cm) e potrà essere alta fino a 50 chilometri. Spettacolare, ma anche utile: l'impatto è il modo più efficiente per scavare un buco nel suolo lunare ed analizzarne il contenuto alla ricerca di ghiaccio d'acqua. Quattro minuti dopo, la sonda LCROSS volerà attraverso la nube, analizzandola in tempo reale prima di schiantarsi anch'essa. Il sito di questa parte della missione è http://lcross.arc.nasa.gov.
La cosa bella delle missioni spaziali moderne è che grazie a Internet non siamo più costretti a dipendere dai capricci dei palinsesti televisivi, che magari preferiscono dedicarsi all'esplorazione dei rilievi della starlette di turno o propinarci l'ennesima acrobazia politica invece di festeggiare questi successi dell'ingegno umano. Il lancio è stato infatti trasmesso in streaming ieri sera da Spaceflightnow.com e la NASA offre blog, Facebook e Twitter aggiornati in tempo reale; tutte le immagini e i dati saranno pubblicati su Internet, e c'è una campagna osservativa internazionale online per le migliori immagini della nube di polvere.
Etichette: Luna, lunacomplottismo, spazio
Rivista scientifica colta a pubblicare un articolo di parole a caso 15.6.09 Permalink 103 commenti
11/9: rivista scientifica pubblica articolo pro-complotto. E ne accetta uno di parole a caso
Qualche tempo fa i complottisti undicisettembrini hanno esultato perché hanno ottenuto la pubblicazione in una rivista scientifica, l'Open Chemical Physics Journal, di un loro articolo che "dimostrava" la presenza di sostanze esplosive nelle Torri Gemelle.Secondo loro, in particolare secondo uno degli autori, Steven Jones, l'articolo era stato "sottoposto a un rigoroso riesame [peer review] con molte pagine di commenti duri che hanno richiesto al nostro gruppo MESI di esperimenti e studi supplementari." A suo dire, era stato "il peer review più difficile che ho mai subìto".
Adesso salta fuori che la medesima casa editrice, la Bentham Science Publishers, aveva accettato per la pubblicazione nella propria rivista Open Information Science Journal anche un articolo-burla intitolato Deconstructing Access Points (letteralmente, "Decostruzione di access point") composto automaticamente da un software, SCIgen, che imita lo stile degli articoli scientifici ma usa parole prese a caso. Un esempio:
In questa sezione vengono discussi gli studi esistenti sugli alberi rossi-neri, le valvole elettroniche e il materiale didattico [10]. Analogamente, il recente lavoro di Takahashi suggerisce una metodologia volta a fornire modalità robuste, ma non offre un'implementazione [9].
In originale:
In this section, we discuss existing research into red-black trees, vacuum tubes, and courseware [10]. On a similar note, recent work by Takahashi suggests a methodology for providing robust modalities, but does not offer an implementation [9].
L’articolo fasullo era stato creato da Philip Davis, statunitense laureato in biblioteconomia e scienza dell'informazione presso la Cornell University di Ithaca, nello stato di New York, e Kent Anderson, membro del comitato editoriale del New England Journal of Medicine, come riferisce Davis stesso.
La beffa è raccontata in dettaglio nel blog Undicisettembre insieme ad altri esempi di articoli-esca creati per verificare la reale qualità del controllo editoriale delle riviste scientifiche. Che non sono affatto tutte uguali, per cui non bisogna prendere per oro colato un articolo soltanto perché è stato pubblicato in una rivista che si dichiara "scientifica".
Chissà se ora i complottisti che avevano pubblicato con tanto entusiasmo la notizia della loro apparente emancipazione "scientifica" pubblicheranno anche questo sbugiardamento imbarazzante dell'editore che li ha ospitati.
Etichette: 11/9
Per ADNKronos la Luna è abitata 15.6.09 Permalink 69 commenti
Sonda giapponese cade sulla Luna. Per fortuna in un'"area disabitata", rassicura Adnkronos
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di Luca Canteri, citato con il suo permesso, e grazie alle segnalazioni di numerosi lettori. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Finalmente nero su bianco la notizia che tanti ufologi aspettavano: l'ammissione che gli alieni esistono e sono sulla nostra porta di casa, sulla Luna. E saranno pure un po' seccati che facciamo piovere satelliti sulle loro teste.
Adnkronos infatti scrive che la sonda spaziale giapponese Kaguya, partita per la Luna a settembre del 2007, si è schiantata al termine della propria missione, ma per fortuna lo ha fatto "in un'area disabitata". Perché, sulla Luna ci sono anche zone abitate?
Non paga di questa perla, Adnkronos aggiunge anche che "Gli strumenti della sonda hanno scoperto che l'ultima eruzione di magma vulcanico nei 'mari lunari' prima di quanto si ritenesse. E' accaduto 2,5 miliardi di anni fa e non 3 come gli scienziati avevano ipotizzato." A parte lo sprazzo d'ermetismo ungarettiano nell'omettere il verbo nella prima frase, se l'ultima eruzione è avvenuta 2,5 miliardi di anni fa anziché 3, vuol dire che è avvenuta dopo, non "prima di quanto si ritenesse".
Ci sarebbe anche da dire qualcosa sull'occhiello "Riscritta la toponomastica del luogo". La toponomastica si occupa dei nomi dei luoghi, che però Kaguya s'è ben guardata dal cambiare. Non è andata in giro per la Luna a modificare i nomi dei crateri e dei monti. Non dovremo ristampare tutte le mappe seleniche. Kaguya aveva a bordo un sensore altimetrico che ha eseguito dettagliatissimi rilievi della superficie della Luna, per cui la parola che sfugge all'estensore dell'articolo di Adnkronos come un'anguilla insaponata vorrebbe sfuggire a Valeria Marini è semmai topografia.
E' troppo chiedere che le notizie scientifiche vengano scritte da qualcuno che abbia una vaga conoscenza dell'argomento? Non pretendo che sappia risolvere equazioni di terzo grado usando gli stuzzicadenti, ma che almeno conosca il concetto di "prima" e "dopo" e sappia che la Luna non è abitata.
O almeno questo è quello che vogliono farci credere.
Etichette: giornalismo spazzatura
Scie chimiche, conferenza antibufala a Torino (UPD 20090616) 14.6.09 Permalink 33 commenti
Incontro sulla bufala delle "scie chimiche" il 19 giugno a Torino
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Il CICAP Torino propone il ciclo di conferenze all’aperto “Mysteri al Mausoleo” presso la sede di Torino del CICAP, al Mausoleo della Bela Rosin, in Strada del Castello di Mirafiori 148/7. In caso di pioggia gli incontri avverranno presso la biblioteca civica Cesare Pavese in Via Candiolo 79. Ogni conferenza avrà inizio alle 21, con apertura al pubblico ed ingresso gratuito.
Segnalo in particolare la conferenza “Tracce nel Cielo: le scie chimiche” di Simone Angioni, Dottore in Chimica, coordinatore del Gruppo CICAP Lombardia, che svolge attività di ricerca presso l’Università di Pavia.
Per ulteriori informazioni: torino@cicap.org.
2009/06/16 - Incontro pro-scie di Cesena
Ho ricevuto da una persona del pubblico che era presente un resoconto dell'incontro sciachimista di pochi giorni fa a Cesena, con Marcianò, Pattera, Penna e altri. Se vi interessa, è qui.
Etichette: scie chimiche
Celebre sensitiva non s'accorge d'essere derubata 13.6.09 Permalink 39 commenti
Rosemary Altea truffata per oltre 100.000 dollari e manco se ne accorge
Il Bennington Banner segnala una notizia che la dice lunga sulla reale efficacia dei poteri di certi sedicenti sensitivi molto famosi. Ebbene, i suoi straordinari poteri non le hanno permesso di accorgersi di un fenomeno molto terreno che stava avvenendo sotto il suo naso: una sua contabile, la cinquantunenne Denise M. Hall, le ha sottratto da 120.000 a 200.000 dollari. Ora la Hall è accusata di frode fiscale e rischia fino a vent'anni di carcere.
Etichette: paranormale
Le cose che non colsi - 20090613 13.6.09 Permalink 43 commenti
Scienza e stupidità, lotta fra titani
"Death to all Juice". Il fanatismo di ogni sorta viaggia sempre a braccetto con l'ottusità e l'ignoranza, rendendosi spesso involontariamente ridicolo: la foto qui accanto ne è un esempio straordinario. Se è un fotomontaggio è ben fatto ed esprime perfettamente il concetto.Perché sono un Trekker, e cosa distingue Star Trek dalle tante distopie futuribili che caratterizzano la fantascienza di oggi? "Star Trek era basato su una visione ottimista del futuro: una visione nella quale le 'infinite possibilità dell'esistenza', come disse il personaggio Q nella serie The Next Generation, sarebbero state sfruttabili per il bene dell'umanità e degli alieni alla pari. Un futuro nel quale la scienza e la ragione avrebbero prevalso sulla superstizione, sul fondamentalismo religioso e sulle meschine e miopi rivalità, e nel quale sarebbe stato possibile sviluppare la tecnologia per affrontare quasi ogni sfida". Parole azzeccatissime tratte da questo articolo di Lawrence Krauss, autore de La fisica di Star Trek.
Apollo in stile Quattroruote. La Haynes, casa editrice notissima nel Regno Unito per i suoi manuali dedicati alla manutenzione delle automobili di ogni marca, celebra il quarantennale dello sbarco sulla Luna con un manuale tutto speciale: quello dell'Apollo 11, dal vettore Saturn V al modulo lunare alle tute spaziali. Lo stile e la grafica sono identici a quelli dei suoi manuali automobilistici. 170 pagine 18 sterline, acquistabile online qui.Etichette: le cose che non colsi
Facebook introduce i nomi utente 12.6.09 Permalink 53 commenti
Sabato notte parte la corsa ai nomi su Facebook
Il blog ufficiale di Facebook annuncia che a partire da mezzanotte e un minuto, ora EDT (di New York, per intenderci) di sabato 13 giugno, sarà possible per gli utenti di Facebook registrare un indirizzo più facile di quello numerico solito: al posto del numero casuale che oggi compare dopo www.facebook.com, potranno avere il proprio nome e cognome. Ma attenzione: chi primo arriva meglio alloggia. Buon divertimento.
Etichette: facebook
Nufologia: l'UFO fotografato dallo Shuttle 12.6.09 Permalink 23 commenti
UFO nello spazio fotografati dagli astronauti dello Shuttle?
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.E' il 1984. La missione è la STS-51A: un volo della navetta spaziale statunitense Discovery porta in orbita due satelliti per telecomunicazioni e ne riporta a terra due difettosi. Durante i lavori nello spazio, un video immortala un globo argenteo che si sposta e segue da vicino le attività degli astronauti.
Il video è autentico, proviene realmente dagli archivi della NASA e non è stato manipolato in alcun modo. Come si spiega?
Ma come si spiega la manovra? Anche questo è molto banale: non è la goccia a muoversi, ma la videocamera. Dato che non vengono inquadrati i bordi del finestrino, non si percepisce il movimento.
Antibufala: foto del disastro aereo Air France (UPD 20090622) 12.6.09 Permalink 28 commenti
Recuperate foto scattate da un passeggero durante un incidente aereo mentre il velivolo si disintegra
Il disastro del volo Air France 447, caduto l'1 giugno scorso nell'Atlantico con 228 persone a bordo, ha fatto ripescare delle immagini impressionanti che girano su Internet sotto forma di catena di Sant'Antonio.
Le immagini vengono attribuite in alcuni casi al volo Air France e in altri alla collisione in volo fra un Boeing 737 e un Embraer Legacy avvenuta nel settembre del 2006. La storia che accompagna le immagini parla di foto ritrovate nella memoria digitale di una fotocamera di un passeggero, Paulo G. Muller di Porto Alegre. La fotocamera sarebbe andata distrutta, ma le foto sarebbero sopravvissute.


In realtà si tratta di una bufala creata appositamente per dimostrare quanto gli utenti di Internet siano facilmente manipolabili e non si soffermino a riflettere sulla plausibilità di queste storie che ricevono dagli amici e dai colleghi.
2009/06/22: Ci casca la TV boliviana
Se vi stavate chiedendo chi mai possa essere così tonto da non rendersi conto che le foto sono fasulle, Ticinonline segnala (anche con un video) che "Sul canale boliviano P.A.T. sono state presentate durante il telegiornale, alcune fotografie dei passeggeri in preda al panico pochi secondi prima di precipitare. La giornalista - come è possibile vedere nel video allegato - lanciando il servizio televisivo, aveva perfino sottolineato che le immagini erano state girate da una fotocamera digitale «Casio Z750»."
Etichette: antibufala
Antibufala: globi misteriosi nelle fotografie digitali 12.6.09 Permalink 55 commenti
Misteri digitali: cosa sono quelle sfere luminose che compaiono spesso nelle foto?
La curiosità di un lettore, eDog, mi offre l'occasione per raccontare un fenomeno che intriga molti su Internet: la comparsa di misteriosi globi luminosi nelle fotografie scattate nei luoghi poco illuminati. C'è chi sospetta che siano manifestazioni di fantasmi, tanto da chiamarle ghost globes o orbs, anche perché hanno una caratteristica effettivamente intrigante: non sono visibili a occhio nudo.
Questa è la foto scattata di notte alla Luna da eDog:

E questa è una foto piena di "fantasmi", tratta da questo album intitolato inquietantemente "Graduation - Funeral":

Cosa sono? Anime dei defunti che si affollano per accogliere fra loro il nuovo arrivato a un funerale? Spettri che infestano le case? E' una bella storia, sicuramente efficace da raccontare, ma non corrisponde alla realtà.
Etichette: fotografia, paranormale
SMS, perché proprio 160 caratteri? 12.6.09 Permalink 14 commenti
Perché 160 caratteri per un SMS?
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
La ghigliottina s'è rotta 11.6.09 Permalink 31 commenti
Incostituzionale la legge-ghigliottina francese antipirateria HADOPI. Che sorpresa
La legge francese HADOPI, che prevedeva la disconnessione da Internet e l'immissione in lista nera, senza processo, per chiunque fosse stato semplicemente accusato tre volte di aver scaricato materiale vincolato dal diritto d'autore, è stata respinta dal Consiglio Costituzionale francese. Etichette: antipirateria, copyright, leggi idiote
Astrocastronerie svizzere 8.6.09 Permalink 90 commenti
Asteroide passerà a 67.000.000 km dalla Terra: ma per i giornalisti "sfiorerà" il nostro pianeta
Esiste un termine italiano efficace e conciso per identificare l'analfabetismo numerico, ossia l'incapacità patologica di capire anche solo vagamente il significato dei numeri? Gli anglofoni hanno il magnifico innumeracy, coniato sullo stampo di illiteracy (analfabetismo). Ho trovato discalcolia o discalculia, che suona un po' come una malattia intestinale imbarazzante, e in effetti è un'assonanza piuttosto calzante.Lo chiedo perché oggi m'è capitata sott'occhio l'ennesima dimostrazione che la discalcolia è una tara diffusissima fra i giornalisti, e comincio a pensare che vi sia una sorta di selezione darwiniana alla rovescia: ma per ora non mi è chiaro se si diventa giornalisti perché si è discalcolitici (essendo precluso ogni altro sbocco), oppure si diventa discalcolitici perché si è giornalisti.
Se quelli italiani ci hanno allietato — si fa per dire – con le loro perle sul mondo dell'aviazione con il disastro dell'Airbus francese e Lilli Gruber ha chiesto se i pannelli fotovoltaici funzionano soltanto di giorno (grazie a Mattia per il video), quelli svizzeri non se la cavano molto meglio.
Oggi è infatti uscita la notizia che è stata ufficializzata l'identificazione del quarto asteroide di tipo NEO (Near Earth Object) scoperto dagli astronomi svizzeri. Denominato 2009 KL2, con un diametro di 800 metri, è il primo scoperto dagli astronomi amatoriali di questo paese. Un bel risultato. Peccato che secondo Ticinonline l'asteroide a settembre "sfiorerà il nostro pianeta a 67 milioni di chilometri di distanza".
Il concetto viene ribadito con un titolo che sembra un preludio alla catastrofe: "L'asteroide "2009 KL2" sfiorerà la Terra". Ma come si fa a scrivere che un coso che passa a sessantasette milioni di chilometri ci "sfiorerà"? 67 milioni di chilometri sono 170 volte la distanza dalla Terra alla Luna. Sono poco meno della metà della distanza dalla Terra al Sole. Sono il doppio della distanza minima fra il pianeta Venere e la Terra. Scrivere che l'asteroide "sfiorerà" la Terra è come dire che un ruttino di Carla Bruni a Parigi mi scompiglierà i capelli a Lugano.
Purtroppo i miei colleghi della RSI (Radio Svizzera di lingua italiana) non se la cavano meglio: anche per loro "Un enorme asteroide s'avvicina alla terra" e "Il corpo celeste dovrebbe sfiorare la terra -ad una distanza di 67 milioni di km- ad inizio settembre." Va meglio con il Corriere del Ticino, ma soltanto dopo l'intervento del giornalista scientifico Marco Cagnotti, dal quale ricevo i parametri orbitali aggiornati dell'asteroide forniti dal Minor Planet Center: indicano un MOID (distanza fra i punti più vicini delle orbite di due corpi celesti) di 0,1595 unità astronomiche, pari a 23,8 milioni di chilometri, ossia un sessantina di volte più distante della Luna.
Poi non lamentiamoci se c'è gente che crede che nel 2012 arriverà di soppiatto un intero pianeta, Nibiru, a farci una visita a sorpresa con cataclismi annessi.
Etichette: analfabetismo numerico, discalcolia
Tien An Men 20 anni dopo: l'altra foto dell'uomo che sfidò i carri armati 8.6.09 Permalink 81 commenti
Tien An Men, quando una foto vale più di mille parole
Il Boston Globe presenta delle fotografie eccezionali per ricordare la strage di Piazza Tien An Men di vent'anni fa. Guardatele tutte, per non dimenticare questa repressione brutale avvenuta quasi in diretta TV, ma soffermatevi in particolare su quella celeberrima, potentissima immagine dell'uomo che, giacca e borsa della spesa in mano, si parò di fronte ai carri armati dei suoi connazionali, mandati dal governo per sedare nel sangue la richiesta di dialogo e democrazia della gente.
Queste foto e il video fecero il giro del mondo e risvegliarono non poche delle coscienze che oggi, a vent'anni di distanza, in buona parte hanno ripreso a sonnecchiare di fronte agli interessi economici. Non voglio fare polemica politica: una dittatura è sempre una dittatura, qualunque sia il suo colore, e la Cina è il principale censore di Internet (persino il Disinformatico è oscurato, mi dice chi è stato in quel paese) dal quale molti paesi vorrebbero imparare. Ma vorrei segnalare un fatto che pochi sanno: esiste un'altra angolazione di quel momento di coraggio incredibilmente simbolico. Eccola, pubblicata per la prima volta pochi giorni fa: rivela che già volavano proiettili e che il gesto non fu affatto istintivo come potevano far pensare le immagini note finora.
L'uomo è in alto a sinistra. La foto è di Terril Jones, e la sua storia è raccontata dal New York Times insieme a quella degli altri fotoreporter che rischiarono tutto pur di far vedere al mondo quelle immagini, all'epoca salvate su fragile pellicola. E' grazie al potere di Internet che questa foto e il suo messaggio possono riemergere e continuare a circolare eludendo ogni patetico tentativo di censura, così come a un livello infinitamente più basso sta avvenendo con certe fotografie recenti e geograficamente più vicine a noi. Non dimentichiamo quanto è prezioso il dono della Rete.Etichette: fotografia
Il racconto esteso di un sopravvissuto all'11/9 8.6.09 Permalink 4 commenti
11/9, vivo per undici minuti di differenza
Segnalo la pubblicazione sul blog Undicisettembre di un articolo di Hammer in cui Greg Trevor, uno dei sopravvissuti all'attentato alle Torri Gemelle, rievoca la sua terribile esperienza. Undicisettembre ha pubblicato un'intervista al sopravvissuto alcuni mesi fa: questo nuovo articolo è una narrazione più estesa e contiene anche i testi dei messaggi scambiati fra Trevor e il mondo esterno durante l'interminabile discesa a piedi dal sessantottesimo piano della Torre Nord.
Sullo stesso tema, Hammer ha ricostruito la vicenda del monumento The Sphere che sorgeva in mezzo alla Plaza del World Trade Center e che è stato recuperato dalle macerie.
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Le cose che non colsi - 20090606 6.6.09 Permalink 50 commenti
Display per biciclette, Jumbo Jet fuoriclasse e altri fenomeni online
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mcroci" e "angelthedanger".
Lo spettacolare decollo di un Boeing 747 appositamente modificato per portare sulla schiena un carico apparentemente impossibile: uno Shuttle intero (in questo caso, la navetta Atlantis che è appena stata nello spazio per riparare e rimodernare il telescopio Hubble).
Un altro Boeing 747 pesantemente modificato ha prestazioni da fantascienza: imbarca un cannone laser chimico con portata superiore a 100 km, concepito per abbattere in volo i missili balistici ostili poco dopo il loro lancio, che ha eseguito i suoi primi colpi di prova di recente secondo Aviation Week. Mostruosamente tossico, paurosamente costoso (tanto che il programma ha perso i finanziamenti per la costruzione di altri esemplari) e probabilmente inefficiente rispetto ad altri sistemi antimissile più convenzionali, ma una notevole dimostrazione di cosa si può fare con la tecnologia se si è sufficientemente motivati.
La TV si occupa di complottismo: ha debuttato il 2 giugno "Complotti" su La7, condotto da Giuseppe Cruciani. Ma non si parlerà di 11 settembre, di scie chimiche, di Kennedy o di sbarchi lunari: peccato.
Andare in bici di notte diventa supertrendy: un display a LED che usa la persistenza delle immagini sulla retina per creare immagini a colori animate sulle ruote delle biciclette. Kit fai da te stupefacente per eleganza e semplicità. Il video è eloquentissimo. Se non sapevate come convincere il vostro partner geek a uscire e fare un po' di moto, questa è la soluzione: dargli una bici che fa sbavare gl'informatici come lui/lei.
Uno dei video più inquietanti che mi è capitato di vedere ultimamente: un robot tosapecore. Sembra tratto dagli incubi di un feticista. Pare che non faccia male, ma se foste voi la pecora, vi fidereste?
Non perdetevi le splendide immagini HD di Home, megadocumentario su Youtube. La nascita di un nuovo modo di fare e distribuire cinema?
E a proposito di immagini HD, date un'occhiata al trailer di questo videogame basato sull'universo di Star Wars. Sì: è un videogame, non un film.
Arriverà presto un iPhone aggiornato? Forse già domani. Le voci corrono: un iPhone a prezzo scontato secondo il Financial Times, smentito da Apple Insider; la compilation delle ipotesi sulle novità, dallo schermo OLED (improbabile) alla memoria più capiente (probabile); hardware nuovo in arrivo secondo Walt Mossberg del Wall Street Journal. Non potremmo semplicemente aspettare e vedere cosa ci propone Apple?
Se usate il vostro Mac come supporto per la vostra passione per l'astronomia, date un'occhiata a quest'elenco di software astronomici per Mac. Io sto usando Stellarium, gratuito e semplice, con grande godimento. Su un monitor full HD è uno spettacolo.
Sempre in tema spaziale, guardate le fantastiche immagini in HD mandate dalla sonda automatica giapponese Selene/Kaguya mentre sorvola la Luna alla quota di un aereo di linea, man mano che la sua orbita decade. Kaguya si schianterà sulla Luna alle 18.30 GMT del 10 giugno, sulla faccia visibile del nostro satellite naturale principale. Altri video fantastici vi attendono nel canale Youtube di Kaguya.
L'automobile volante è realtà: o meglio, lo è il primo aereo stradabile, il Terrafugia Transition. Qui trovate le foto del veicolo in volo e le ultime notizie sul suo sviluppo.
Etichette: le cose che non colsi
Microsoft aggiorna Firefox di nascosto, patch pronta 6.6.09 Permalink 49 commenti
Microsoft installa plug-in per Firefox senza chiedere il permesso; pronta la correzione
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.C'è stata una discreta sollevazione degli utenti Windows di Firefox quando è emersa la notizia che l'aggiornamento .Net Framework 3.5 Service Pack 1, installato da Windows Update e risalente a febbraio, installa anche un'estensione per Firefox senza avvisare l'utente.
Secondo Annoyances.org, sito dedicato alla pubblicazione delle magagne di Windows, quest'estensione (chiamata Microsoft .NET Framework Assistant) consente alle applicazioni .NET di installarsi con una singola cliccata, dando in sostanza "ai siti Web il potere di installare software sul vostro PC facilmente e silenziosamente".
Questa potenziale vulnerabilità non è stata ancora sfruttata con intenti ostili, ma è una questione di principio. L'irritazione degli utenti è stata aumentata dal fatto che la disinstallazione dell'estensione di Microsoft era inizialmente molto più difficile rispetto a quella delle altre estensioni (era necessario editare a mano il Registro).
Microsoft ha ora aggiornato l'estensione per renderla leggermente meno ostica. Se volete semplicemente disattivarla, andate in Firefox, scegliete Strumenti - Componenti aggiuntivi, localizzate Microsoft .NET Framework Assistant e cliccate su Disattiva. Infine riavviate Firefox per rendere attiva la modifica.
Se invece volete rimuoverla, la mia prova pratica indica che dovete eseguire i seguenti passi:
- scaricare l'aggiornamento realizzato da Microsoft;
- assicurarvi che l'estensione sia attivata in Firefox;
- riavviare Firefox;
- eseguire l'aggiornamento appena scaricato;
- accettarne le condizioni di licenza;
- attendere che finisca l'esecuzione dell'aggiornamento;
- riavviare Windows;
- riavviare Firefox;
- andare di nuovo in Strumenti - Componenti aggiuntivi e selezionare Microsoft .NET Framework Assistant, dove troverete che la versione indicata è ora la 0.0.0;
- riavviare Firefox;
- andare per l'ennesima volta in Strumenti - Componenti aggiuntivi, selezionare Microsoft .NET Framework Assistant e cliccare su Disinstalla;
- riavviare ancora una volta Firefox.
Altri utenti segnalano nei commenti di aver potuto eseguire un numero minore di passi, ma il concetto di fondo non cambia: l'aggiornamento introduceva una vulnerabilità significativa e installava un'estensione senza informare l'utente.
E poi la gente mi chiede come mai spendo tanti soldi in più per evitare di usare Windows e il software Microsoft in generale.
Fonti: Washington Post, The Register.
Etichette: Firefox, sicurezza, Windows
Informatica riciclata, grandezza mancata 5.6.09 Permalink 59 commenti
Avete recuperato un computer? Provate con uno del 1959
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Il recupero è una delle forme migliori di riciclaggio, e gli informatici spesso recuperano vecchi PC per convertirli in server o firewall o altri aggeggi. Ma c'è un caso nel quale si va ben oltre il semplice recupero e ci si addentra nel mondo affascinante dell'archeologia informatica.
E' il caso del lavoro incredibile dell'Istituto Tecnico "Enrico Fermi" di Bibbiena (Arezzo), che ha recuperato un intero computer Olivetti ELEA 9003: il primo calcolatore elettronico al mondo ad essere interamente transistorizzato, classe 1959. Un bestione capace di gestire 500 megabyte di memoria di massa (non RAM) e senza monitor: tutta la comunicazione avveniva tramite telescrivente.
Non si trattava di una gigantesca curiosità da laboratorio: l'ELEA lavorò commercialmente (alla Marzotto di Valdagno, per esempio) e per gli enti pubblici (un esemplare fu donato al Ministero del Tesoro; un altro lavorò alla Banca Monte dei Paschi di Siena).
Un ricordo forte di un'epoca nella quale la tecnologia italiana era all'avanguardia e un duro termine di paragone rispetto alla situazione attuale. Quale fu il quinto paese al mondo a mettere in orbita un satellite artificiale? Il nome San Marco, classe 1964, vi dice nulla?
Quello dell'Istituto Fermi di Bibbiena è probabilmente l'unico esemplare funzionante di ELEA 9003 esistente (quello al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano è solo parzialmente conservato) e sono disponibili visite guidate. Se volete vedere le immagini di questo colosso elegantissimo (design di Ettore Sottsass) e prenotarvi per una visita, date un'occhiata al sito del progetto. Trovate altre informazioni online presso Ciaomilano.it, in questi appunti di Luigi Logrippo, che spiegano come si programmava una macchina del genere, e in questo articolo a pagamento di Giuditta Parolini.
Una chicca: nel sito dell'Istituto e su Wikipedia in italiano si dice che l'ELEA 9003 fu usato nella progettazione del missile lunare Saturno V (la frase è identica in entrambi i siti: "il 9003 della NASA fu destinato alla progettazione del Saturn V"). Lo stesso dicono altri siti, ma nessuno cita una fonte. Visto che il quarantennale del primo sbarco umano sulla Luna s'avvicina a grandi passi, ho chiesto conferme di quest'aneddoto, ma finora non ne sono arrivate. Anzi, l'istituto Fermi stesso mi ha scritto (nella persona del professor Stefano Del Furia) che non ha fonti dirette di questa notizia ma soltanto notizie "di seconda e terza mano, e per sentito dire", senza conferme ufficiali. Inoltre uno dei principali collaboratori al progetto, Franco Filippazzi, contattato al volo tramite amici comuni, non ne sa nulla.
Logrippo mi ha scritto dicendo che dubita della notizia, perché l'ELEA non aveva istruzioni floating point, la NASA aveva computer made in USA piuttosto potenti, e non c'è menzione di quest'utilizzo spaziale nei libri scritti da Piol, Bellisario e Bolognani.
La notizia sembra dunque poco plausibile, ma se qualcuno ne sa di più, mi contatti: sarebbe una bella storia da raccontare.
Italia quinta ad avere un satellite in orbita?
Nei commenti inviati dopo la pubblicazione iniziale di quest'articolo c'è un po' di discussione sull'esatta posizione dell'Italia nella cronologia satellitare. Secondo le mie ricerche, i paesi che hanno collocato in orbita terrestre un satellite artificiale a proprio nome, usando un vettore proprio o altrui, furono nell'ordine l'Unione Sovietica (Sputnik 1, 4 ottobre 1957), gli Stati Uniti (Explorer 1, 1958), il Canada (Alouette 1, 1962), il Regno Unito (Ariel 1, 1962) e l'Italia (San Marco 1, 1964).
L'Italia sarebbe dunque quinta: ma Ariel 1 fu costruito negli USA per conto del Regno Unito, per cui formalmente non è un satellite britannico. Se si tratta di valutare la competenza tecnologica raggiunta da un paese, farsi costruire un satellite all'estero non vale. Il primo satellite britannico autocostruito fu l'Ariel 3, lanciato nel 1967, tre anni dopo il San Marco 1 italiano. Secondo questo criterio, quindi, l'Italia sarebbe quarta.
Etichette: archeoinformatica
Bing! 5.6.09 Permalink 9 commenti
Il nuovo motore di ricerca di Microsoft scavalca i filtri e offre accesso a video osé. Successo garantito
Ha debuttato da poco Bing, la versione drasticamente aggiornata di Live Search di Microsoft che mira a competere con il gigante Google offrendo funzionalità nuove che il rivale non propone: Bing è molto veloce e mirato se vi serve avere una recensione di un prodotto, per esempio, grazie alla sezione Shopping.Un'altra funzione utile è l'anteprima delle pagine corrispondenti alle parole cercate. La ricerca per immagini ha addirittura una sezione Wallpaper che riconosce la risoluzione del vostro monitor e propone soltanto immagini che hanno quella risoluzione. Ci sono ricerche a livello locale, ricerche mirate ai viaggi, alle celebrità e alle medicine: le cose più ricercate in Internet. Astuto.
Ci sono però alcuni problemini con un'altra funzione molto pratica di Bing: l'anteprima dei video. Se si sceglie una parola chiave nella sezione Video, i risultati mostrano i primi secondi del video sul quale ci si sofferma un istante con il mouse. Il problema è che se disattivate l'opzione SafeSearch, questa funzione scavalca completamente i filtri standard (i video provengono dai server Microsoft) e permette quindi di accedere a contenuti osé e di altro genere che normalmente verrebbero bloccati dai filtri aziendali e parentali. Microsoft ha proposto una soluzione temporanea e troppo complicata per l'utente comune, ma adatta alle esigenze aziendali.
Sicuramente le intenzioni di Microsoft erano caste e pure, ma una pubblicità involontaria del genere è impagabile: tutti vorranno provare questa "funzione". Bing!
Etichette: Microsoft, Motori di ricerca
Informatica riciclata 5.6.09 Permalink 22 commenti
Giornata mondiale dell'ambiente, cosa possiamo fare noi informatici e tecnomaniaci?
Il 5 giugno è la giornata mondiale dell'ambiente, patrocinata dall'UNEP (United Nations Environment Programme), per cui la puntata di oggi del Disinformatico radiofonico è dedicata al tema del riciclaggio, come lo è l'intera giornata di Rete Tre.E' ovvio che non basta una giornata mondiale per risolvere i problemi: ogni giorno dell'anno dovrebbe essere una giornata per l'ambiente, e ogni giorno dell'anno dovremmo compiere scelte mirate ad evitare inquinamenti e sprechi. Non basta il pensierino pio una volta l'anno. Ma giornate come queste sono un'occasione per discutere e riflettere sul tema portando qualche dato sul quale ragionare.
Per esempio, sapevate che un televisore al plasma, specialmente se non recente, può consumare fino a 600 watt, e che anche certi modelli LCD non sono lontani da questi valori? Gran parte di questo consumo finisce sotto forma di calore, che viene introdotto nella stanza che magari stiamo cercando disperatamente di rinfrescare usando il condizionatore. Che consuma altra energia elettrica: è come tenere mezzo asciugacapelli acceso. Pensateci. Cnet ha compilato una tabella dei consumi dei televisori di grande formato (LCD, plasma e retroproiezione) ricca di dati e sorprese.
Altri dati interessanti sul riciclaggio dei prodotti informatici e dell'elettronica di consumo in Svizzera sono disponibili presso l'Ufficio Federale dell'Ambiente (UFAM), presso la fondazione SENS e presso l'associazione Swico o SwicoRecycling.ch in un rapporto che segnala che nel 2008 sono state ritirate ben 50.753 tonnellate di apparecchi dismessi: rispetto al 2007, è aumentato il tonnellaggio dell'elettronica di consumo ed è diminuito quello dell'elettronica da ufficio e dell'informatica, che insieme rappresentano l'87% circa di tutto il tonnellaggio ritirato.
Un altro dato significativo che emerge da questo rapporto è che ogni anno vengono immessi sul mercato svizzero circa 18 chili di apparecchi elettrici ed elettronici per persona, mentre finisce al riciclaggio oltre l'85% del materiale: il resto viene riutilizzato in Svizzera come merce di seconda mano, esportato all'estero oppure conservato dagli stessi utenti.
Etichette: ambiente
Bill Gates ti paga se inoltri: chi vuoi che ci creda? 5.6.09 Permalink 11 commenti
Quale penitenza per chi abbocca alle catene di Sant'Antonio?
Ringrazio Isaia da Bellinzona per la segnalazione.
Se vi viene il dubbio che qualcuno possa ancora abboccare all'appello-bufala secondo il quale Bill Gates paga 245 euro a tutti coloro che inoltrano l'appello stesso, dopo oltre dodici anni che la bufala è in circolazione, toglietevelo, perché posso fare nomi e cognomi. O meglio: potrei fare anche i cognomi, ma mi trattengo. Per questa volta.
La storia dell'appello dovrebbe essere stranota: è uno dei pochi di cui si sa l'origine esatta, ossia una burla partorita da uno studente dell'Iowa di nome Bryan Mack nel 1997, come raccontato qui. Eppure c'è gente che ancora ci casca e che addirittura pone le proprie generalità in calce all'appello, e man mano l'appello si altera senza mai morire, ripescato periodicamente in una curiosa forma di riciclaggio digitale.
Caro signor Claudio F. di Grono (Grigioni, Svizzera), e caro signor Mauro S. che lavora in un ufficio della pubblica amministrazione ticinese a Bellinzona e che ha inoltrato l'appello dalla casella di posta di lavoro, dando quindi l'apparente avallo delle autorità, mi spiace per voi: ci siete cascati, avete inoltrato la bufala e adesso il vostro nome e cognome, le coordinate del vostro ufficio e il vostro numero di telefono circolano in coda a quest'appello e vi indicano come garanti apparenti.
Io non pubblico i vostri estremi, ma voi lo avete già fatto. Aspettatevi una gragnuola di mail e di telefonate che vi chiederanno conferma o smentita per mesi e mesi. Probabilmente dovrete cambiare numero di telefono. E i colleghi in ufficio vi additeranno ridendo.
Una volta tanto, il delitto include già anche la pena.
Etichette: antibufala, spam
Bufala riciclata: l'appello per Cassandra Huet 5.6.09 Permalink 2 commenti
Anche gli appelli-bufala si possono riciclare: Cassandra Huet non è scomparsa
Circola almeno da dicembre 2008, stando a Hoaxkiller.fr e Hoaxbuster.com, l'appello per Cassandra Huet, sedicenne scomparsa "due settimane fa", e l'indirizzo di e-mail indicato nell'appello, al quale inviare eventuali segnalazioni riguardanti Cassandra, non esiste. Questo è un esempio di testo dell'appello:
Ma fille de 16 ans, Cassandra Huet est disparue depuis maintenant 2 semaines. Si tout le monde fait suivre ce courriel, quelqu'un reconnaîtra peut-être cet enfant. C'est de cette façon qu'une fille disparue a été retrouvée, en faisant circuler sa photo à la télévision. L'internet circule dans le monde entier alors, SVP faites suivre ce courriel à tous vos contacts.
Il n'est pas encore trop tard. SVP aidez-nous. Si quelqu'un sait quoi que ce soit, svp entrez en communication avec moi à: famillehuet@yahoo.com
J'inclus une photo d'elle. Ca ne prend que 2 secondes pour faire suivre ce message.
Si c'était votre enfant, vous voudriez toute l'aide possible !
Dunque l'appello è vecchio, l'indirizzo da contattare non esiste, e non c'è alcuna indicazione del luogo dove Cassandra sarebbe scomparsa, men che meno un numero di polizia da contattare (che magari è un po' più affidabile di un indirizzo di e-mail). Ma c'è di peggio. Ecco infatti un'immagine dell'appello, mandatami da mussich:

Chi frequenta il mondo delle bufale online avrà riconosciuto il viso attribuito ad Ashley Flores, che in un analogo appello fasullo, datato 2006, era indicata come una tredicenne scomparsa "due settimane fa". Al suo caso avevo già dedicato un'indagine antibufala.
Che cosa può spingere un individuo a prendere un appello per una persona scomparsa, vero o falso che sia, e cambiare il nome della persona in questione? Una nuova forma di imbecillità. O forse è riciclata anche quella.
Etichette: antibufala
Dopo i gigabyte di watt, le ore di miglia 4.6.09 Permalink 93 commenti
Incidente aereo Air France, giornalisti allo sbando
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Il giornalismo sta dando il peggio di sé nella copertura mediatica del terribile incidente dell'Airbus della Air France. Sto leggendo castronerie a badilate: pazienza per l'ELT che, secondo il Corriere, "segnala su tutte le frequenze la presenza dell'aeromobile" (se così fosse, intaserebbe l'intero spettro radio; in realtà bastano il buon senso e un giretto su Wikipedia inglese per sapere che non è affatto così).
Ma ADNkronos pubblica questa scempiaggine:

Dire che un pilota d'aereo ha alle spalle "11 mila miglia di volo" è come dire che un tassista ha alle spalle "11 chilometri di strada". Naturalmente, siccome la scemenza l'ha scritta ADNkronos, mica una gazzetta di provincia, pochi si prendono la briga di accendere il cervello e controllare se quello che stanno copiaincollando ha vagamente senso: inciampa anche Il Tempo via Sole24Ore.com.
Ma la perla più straordinaria è quella del Salvagente:

"11 mila miglia di ore"? E' una nuova unità di misura, come i gigabyte di watt?
Queste sono le persone che vengono pagate per darci le notizie.
Grazie a Marco_gu****** e a Luigi Rosa per le segnalazioni.
Etichette: discalcolia, giornalismo spazzatura
Antibufala: immigrati italiani d'epoca piccoli, scuri e puzzolenti (UPD 20090703) 2.6.09 Permalink 42 commenti
La citazione dell'ispettorato per l'immigrazione USA del primo Novecento: italiani piccoli, puzzolenti e ladri?
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Premessa importante: non intendo buttarmi in questioni politiche o in ardite riletture o trasposizioni in chiave moderna di un brano anti-italiano che sta circolando su Internet ed è attribuito a un "ispettorato per l'immigrazione" del Congresso statunitense del 1919. Vari lettori mi hanno chiesto di indagare sull'autenticità del brano, e la mia indagine si limiterà a cercare di soddisfare questa richiesta.
Ecco il brano in questione, in una versione circolante via mail:
Piccoli e scuri, puzzano e rubano
«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali»
Fonte: Ottobre 1919. Dalla relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani.
Il testo è stato ripreso anche da RaiNews24, che l'aveva pubblicato a questo indirizzo, attualmente non più valido ma ancora accessibile tramite la cache di Google. Ecco la versione pubblicata da Rainews24, piuttosto diversa da quella citata qui sopra (ho evidenziato le principali differenze):"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".
Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
Rainews24 cita come fonte del testo il giornalista e conduttore televisivo Andrea Sarubbi, che in effetti il 20 aprile 2009 ha pubblicato un articolo che riporta la medesima citazione, ma con differenze importanti rispetto alla versione circolante via mail e soprattutto rispetto a quella citata da Rainews24.
Infatti rispetto alla versione che gira come e-mail certe parole sono state cambiate, senza però alterare significativamente il senso delle frasi, mentre la versione di Rainews24 aggiunge tutto il paragrafo finale di raccomandazioni a proposito di veneti e lombardi. Inoltre entrambe le versioni portano una diversa datazione della fonte, che secondo Rainews24 e Sarubbi è un documento del 1912, non del 1919.
A seguito della diffusione della citazione nel Web, Sarubbi ha pubblicato una precisazione: non ha tratto la citazione direttamente dal documento statunitense originale. La sua frase "[h]o tra le mani un documento dell’ispettorato sull’immigrazione" non è quindi letterale.
Sarubbi ha chiarito di aver preso la citazione da una fonte italiana: "un articolo pubblicato circa un anno fa sul giornale “Il Verona”, dall’avvocato Guarienti, che trovate qui."
A sua volta, Guarienti l'ha trovata "in un libro, più di un anno fa". Ma il titolo del libro non è indicato, per cui non si sa di preciso da dove provenga la citazione. L'avvocato "si è detto disponibile a ricercarla di nuovo", ma finora non è emersa alcuna novità. La versione di Guarienti è sostanzialmente uguale a quella di Rainews24 e indica come fonte "una relazione dell'ispettorato per l'immigrazione del Congresso Americano, ottobre 1912".
Siamo di fronte, insomma, a una citazione almeno di terza mano di cui non si sa, per ora, la fonte intermedia. Oltretutto c'è di mezzo una traduzione, visto che presumibilmente l'"ispettorato" USA non si esprimeva nella lingua di Dante.
Dopo la pubblicazione iniziale di quest'articolo, un lettore (Marzio, che ringrazio) ha trovato un libro che riporta questa stessa citazione ed è forse quello che Guarienti sta cercando di recuperare. Il libro è "La macchia della razza", di Marco Aime, edito da Ponte alle grazie. Ecco un'immagine della citazione, nella versione in cui compare in questo libro:


Tuttavia la data di uscita di questo libro è maggio 2009, secondo la segnalazione di un lettore (Giuseppe, nei commenti qui sotto), per cui non coincide con l'affermazione di Guarienti che parla di un testo risalente a più di un anno fa. In ogni caso, la versione citata da Marco Aime corrisponde quasi esattamente a quella pubblicata da Rainews 24 (include quindi l'accenno a veneti e lombardi) e indica sempre come fonte "una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso americano", precisando che è "dell'ottobre 1912".
Trovare questa relazione, che sarebbe la fonte originale che permetterebbe di autenticare la citazione, non è facile. La fonte è indicata in italiano, e quindi occorre tentare di indovinare l'esatta terminologia originale inglese. Non c'è nulla in Google come "immigration inspectorate" riferito agli Stati Uniti. Però si trovano riferimenti a degli US Immigration Commission Reports, a dei Reports of the Commission on Immigration e dei Reports of the Immigration Commission (quest'ultimo rapporto consta di 41 volumi e risale al 1907-1911, non al 1912). Titoli dal significato molto simile a quello italiano. Potrebbe essere una di queste pubblicazioni la fonte della citazione?
Sembra di no. Infatti una ricerca delle traduzioni inglesi delle parole maggiormente identificative della citazione (per esempio dialects, Venice o Venetian) all'interno delle parti disponibili online di questi rapporti non trova nulla.
Una ricerca ancora più approfondita è stata pubblicata presso DavidOrban.com, che ha utilizzato il magnifico servizio "Ask a Librarian" (chiedi a un bibliotecario) della Biblioteca del Congresso statunitense. La dettagliatissima risposta fornisce alcuni dati interessanti: non esisteva un organo ufficiale chiamato “Inspectorate for Immigration” nel 1912, ma i funzionari locali del servizio d'immigrazione erano chiamati "Inspector". Ma anche interpellando un esperto non emerge traccia della citazione.
Trattamento comunque duro
Lasciando da parte momentaneamente la questione dell'autenticità della specifica citazione, la discriminazione nei confronti degli italiani e degli stranieri non nordeuropei negli Stati Uniti dell'epoca è comunque ampiamente documentata, come segnalano anche i commenti all'articolo di Sarubbi.
Il libro Storia dell'emigrazione italiana riporta citazioni non certo entusiasmanti. Anche il testo Some Aspects of Italian Immigration to the United States, di Antonio Stella (1924), segnala la pessima reputazione degli immigrati italiani, notando che le statistiche dimostrano che è immeritata. Un altro titolo che viene fuori cercando parole chiave inglesi attinenti alla citazione è Italian-Americans and their communities of Cleveland, di Gene P. Veronesi (1977), che cita i casi del tenente Petrosino e di Sacco e Vanzetti e alcuni stralci dei nastri dello scandalo Watergate nei quali il presidente Nixon rivela un fortissimo sentimento anti-italiano.
Il già citato Marzio mi ha inviato alcuni stralci del libro "L'orda" di Gian Antonio Stella (Rizzoli), che raccoglie un vasto campionario di citazioni da varie pubblicazioni americane di quegli anni che tracciano un atteggiamento duramente razzista, anche delle autorità, nei confronti degli stranieri e sottolinea la discriminazione che si faceva all'epoca fra italiani del nord e italiani del sud: tanto radicata che persino le tabelle statistiche dei monumentali rapporti della Immigration Commission riportano due dati distinti per i due gruppi d'italiani.
Vera o fasulla che sia, insomma, la citazione rispecchia comunque fedelmente il sentimento dell'epoca. Se è inventata, è perlomeno verosimile.
L'indagine si chiude quindi senza una risposta definitiva sull'autenticità della citazione, ma è stata una buona occasione per rispolverare un periodo poco conosciuto della storia recente che ci può offrire spunti per riflessioni importanti sul presente. Come disse Santayana, chi non ricorda la storia è condannato a ripeterla.
Appendice: l'alluminio fuori posto
Nel corso dell'indagine è emerso un particolare curioso nella citazione fatta da Sarubbi: l'uso dell'alluminio. Nella sua versione, Sarubbi scrive che "Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri." La stessa frase compare nella versione di Guarienti, in quella di Rainews24 e in quella del libro di Aime, ma non in quella circolante via mail.
Perché proprio l'alluminio? Non sembra certo un materiale da poveracci, anche perché all'epoca, se non erro, era piuttosto raro e costoso. Una trentina d'anni prima, nel 1884, la punta del Washington Monument era stata realizzata in alluminio, suscitando enorme clamore perché si trattava di una fusione senza precedenti: ben 22,6 cm d'altezza per 14 cm di base in un blocco di poco meno di tre chili. La produzione mondiale di alluminio nel 1884 ammontava a circa 3,6 tonnellate, contro le 2834 dell'argento (Journal of the Minerals, Metals & Materials Society, 1995). Il processo Hall-Héroult (1886) ne fece crollare il prezzo e decollare la produzione, ma comunque nel 1912 l'alluminio costava 21 cent la libbra (in dollari di oggi sarebbero circa 50 al chilo). Pare strano che dei disperati usassero materiali così costosi, e pare altrettanto strano che l'estensore del rapporto originale abbia precisato l'uso dell'alluminio.
La citazione dell'alluminio era interessante anche perché poteva essere una buona parola chiave per Google, ma in inglese non si trova praticamente nulla, salvo questa domanda di un utente Yahoo che, sempre in inglese, indica come fonte "un articolo pubblicato in Australia". Un'ipotesi suggerita da alcuni lettori del Disinformatico è che si tratti semplicemente di un errore di traduzione dall'inglese: forse l'originale era "tin", che in questo contesto sarebbe stato inteso nel senso di "latta" ma viene usato anche per indicare l'alluminio nell'edilizia.
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