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180 commenti

Facebook e il pulsante antipanico

Il "panic button" di Facebook antipedofili funziona solo per gli inglesi


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "luca" e "chiaramal*".

Vari quotidiani hanno annunciato l'arrivo del "pulsante antipanico" per Facebook: "una nuova applicazione che permetterà ai giovani utilizzatori del social network di età compresa fra i 13 e i 18 anni di segnalare quei comportamenti ritenuti sessualmente sospetti", scrive per esempio il Corriere della Sera.

L'applicazione è installabile da www.facebook.com/clickceop e si rivolge a un problema molto grave come quello delle molestie via Internet verso i minori, che ha causato grande clamore dopo l'episodio, avvenuto in Inghilterra, di una studentessa di 17 anni, Ashleigh Hall, violentata e poi uccisa da un uomo conosciuto tramite Facebook. Il suo assassino, Peter Chapman, è stato condannato pochi mesi fa all'ergastolo.

Tuttavia il modo in cui è stata diffusa la notizia da alcune testate (per esempio il Giornale e il Corriere) rischia di essere ingannevole, perché è stato omesso un dettaglio importante: l'applicazione per Facebook non ha alcuna utilità al di fuori del Regno Unito, perché le sue segnalazioni vengono inviate esclusivamente alla polizia britannica, che per forza di cose può fare ben poco per le molestie che avvengono in altri paesi. Inoltre le informazioni fornite sono esclusivamente in inglese: si tratta di consigli e quiz interattivi molto validi se masticate questa lingua, ma inaccessibili in caso contrario. Questo dettaglio è stato segnalato correttamente da Repubblica e La Stampa.

C'è insomma il rischio di cullarsi in una falsa sicurezza, pensando che Facebook abbia ora un pulsante che risolve tutto. Non è così: per informazioni più accessibili su come gestire molestie e bullismi via Internet anche su Facebook, in lingua italiana trovate siti come Safersurfing.ch e Ditelo.ch.
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Commenti
Commenti (180)
Avevo letto "antipatico" :-)
Ma se dei ragazzini si divertissero a fare segnalazioni alla ca^^o che succederebbe: centinaia di inglesi si troverebbero sotto indagine per pedofilia per le segnalazioni di un marmocchio?
C'è anche da chiedersi se davvero questo bottone avrebbe salvato Ashleigh Hall, se fosse esistito all'epoca dei fatti. Non è reato fare avance a una diciassettenne, e nulla vieta di corrisponderle, o anche di ignorarle, ma senza subodorare comportamenti criminosi.
@erox

è una segnalazione che arriva alla Polizia la quale ti denuncia: è niente più niente meno che la linea SMS della Polizia per i disabili vocali

@acca

tu conosci la legislazione inglese al riguardo?
L'applicazione è installabile da www.facebook.com/clickceop
uhm, ma dalla pagina dell'applicazione
Users:5 monthly active usersCategoryAll
5 monthly active users
All
This application was not developed by Facebook.


non penso sia il pulsante antipanico di cui si parla.
è isso, è isso:

http://www.ceop.police.uk/

a sinistra al centro della pagina c'è il link alla app
ah, non avevo letto bene gli articoli.

boh, per "bottone antipanico" mi aspettavo qualcosa di completamente differente :/
Per theDRaKKaR

tu conosci la legislazione inglese al riguardo?

Nel dettaglio no, ma so che i rapporti sessuali sono legali a partire dal sedicesimo anno di età. Forse vi sono norme ancora più stringenti che in Italia sulle molestie telematiche, ma appunto: si deve trattare di avance che trascendono nella molestia per interessare la polizia britannica. Qualcuno sa se l'assassino di Ashleigh Hall è stato molesto, oppure si è mantenuto nei limiti dell'educazione e della discrezione prima di violentarla e ucciderla?
Spero vivamente che questo pulsante non prenda mai piede in Italia (e qualsiasi altro paese dove bigottismo selvaggio e gogna mediatica sono all'ordine del giorno).

So già come andrà finire. Avete litigato con qualcuno in qualche pagina di FB? Avete messo alle strette qualche persona che non sa come difendersi?
Presto fatto: basterà creare un bel fake (o modificare i dati della proria utenza, rendendola "minorenne") e segnalare la persona che vi ha infastidito. Non pensate che qualcuno verifichi la vostra segnalazione...facilmente basteranno due o tre per causare la cancellazione immediata dell'account da parte degli amministratori.

Già, perchè in paesi come il nostro, basta che vi becchiate una segnalazione per "comportamenti ritenuti sessualmente sospetti" e subito verrete definiti "pedofili".
Al contrario, invece, nessuno si pone il problema di cosa ci stiano facendo ragazzini dai 13 ai 16 anni davanti al pc a chattare con degli sconosciuti. Anzi, questa cosa non solo viene consierata normale, ma addirittura si concede a questi ragazzini il diritto di lanciare accuse del genere a questa persona, rischiando di infamare un innocente (o di finire nei guai per procurato allarme)

Basta ripensare al caso del comico Alessio Saro, meglio noto come Billy Ballo (avete presente i trailer comici di Maccio Capatonda?). E' stato arrestato per presunta pedofilia...ma quando è stato scagionato nessuno ha detto niente!
Non solo: ai tempi nessuno si era posto il problema che la ragazzina coinvolta (una 13 enne che comunque non ha subito alcuna violenza) fosse in grado di instaurare rapporti con sconosciuti tramite chat e -soprattutto- sia potuta per ben due volte andare a passare la notte a casa dell'attore senza che la madre sapesse nulla.

Così ora non solo Facebook è pieno di ragazzine di 14 anni che si fanno la foto al cesso in pose sexy, ma ora bisogna pure fare attenzione a non averci mai a che fare, quando si commenta qualche post.
madonna che brutta visione del mondo che ci hai Replica' :D
@ theDRaKKaR
Purtroppo siamo in un paese dove tutti danno la propria sentenza sul prossimo in base a ciò che leggono su una mail o ascoltano al tg.
Il principio di innocenza non esiste più.

In particolare quando si parla di casi violenza (su donne, bambini...e animali)la gente si fa accecare e non ragiona più: si pone subito dalla parte della vittima, senza nemmeno preoccuparsi di verificare se la storia è accaduta realmente o se è davvero andata come si dice.
Così, anche se col tempo viene fuori la verità (e si scopre che la persona accusata è innocente), continuano a girare le malelingue o le mail fasulle. Li ho già citati altre volte, ma lo rifaccio volentieri: ricordatevi cosa è successo a Enzo Tortora, Gigi Sabani...e Micheal Jackson. E loro erano popolari! Figuriamoci se al loro posto ci fosse stato un povero cristo qualunque...

Sarò radicale, ma io penso che i bambini dai 13 ai 17 anni non devono avere per le mani alcun "bottone antipanico"...penso che proprio non dovrebbero avere la possibilità di stare su internet da soli.
Io concordo con Replicante Cattivo.
Stavo pensando la stessa cosa del commento #2
Per ué

Io concordo con Replicante Cattivo.

Però tu non puoi giudicare in maniera distaccata, a differenza di altri qui sul forum, che non hanno figli, e che non usano facebook. Tu hai preso pubblicamente posizione su certi fenomeni con il seguente commento alcuni mesi fa :-)

http://attivissimo.blogspot.com/2010/03/che-male-fa-lantiscienza.html#c4724568339319959553
secondo me è Ué che usa il pc sotto la supervisione del figlio...
Per theDRaKKaR

secondo me è Ué che usa il pc sotto la supervisione del figlio...

:-D

Pignoleria: figlio del convivente.
Personalmente non vedo l'utilità di quel bottone se non quella di risparmiarsi una telefonata. Non ho capito come funziona o è solo una sorta di snellimento della procedura per fare la denuncia?

Se mi è concesso poi penso che il problema sia un altro. Si può chattare via facebook sono se si ha l'altra persona nella lista degli amici. Tener lontano i male intenzionati, o almeno quelli "conosciuti su facebook" è relativamente semplice, basta inculcare un po' di buonsenso agli adolescenti. A tutti noi credo sia stato insegnato che "non si parla con gli sconosciuti" penso sia dovere dei genitori evolvere questo insegnamento in "non accettare la richiesta di amicizia da parte di sconosciuti su facebook".
Nell'ipotesi di una ragazzina di 14 anni che accetta di incontrarsi con uno sconosciuto in un luogo isolato, non penso che il problema sia che si sono dati l'appuntamento tramite facebook.

Temo di aver esposto il concetto in maniera pessima
Premesso che il figlio non è mio, ma se anche fosse, che c'entra? Uno non può essere lucido e razionale solo perché ha figli? Tra l'altro io mi riferivo anche al fatto che molti tendono a colpevolizzare dando retta alle prime accuse, senza avere minimamente il concetto che si è innocenti fino a prova contraria. Mi verrebbe in mente, per esempio, qualche caso di presunta pirateria della strada: siamo proprio sicuri che le cose vadano sempre come le raccontano le vittime?
la simulazione di reato è indagata d'ufficio
"la simulazione di reato è indagata d'ufficio"
Ti riferisci a me? Io non parlavo di simulazione, ma di fatti realmente accaduti. Bisogna però andare a vedere la versione giusta quale sia in realtà.
Dico.... se non è vero che ti hanno molestato, se non è vero che ti hanno investito, ma presenti una querela, la prima cosa che si fa, proprio perché la simulazione di reato è perseguibile d'ufficio, è vedere se il reato è avvenuto davvero. Solo dopo aver appurato ciò comincia l'azione penale in relazione ai reati avvenuti.
Davvero? E con i su citati, da Replicante Cattivo, Enzo Tortora, Michael Jackson e Gigi Sabani (tra l'altro, poverini, tutti morti) com'è andata?
Mi spiego meglio: quanti hanno creduto che fossero innocenti nonostante le accuse che venivano loro rivolte?
La rete è èpiena di ragazzini che accettano l'amicizia di chiunque. Lo so bene, perché ho creato diversi account fake su facebook per pubblicizzare il romanzo che sto scrivendo e sono pieni di amici, dei quali pochissimi conoscono me e mi stanno aiutando e gli altri sono diventati amici di qualcuno che non esiste.
Ok cerco di seguire il ragionamento: poiché lo strumento potrebbe essere abusato lo strumento non va usato.

Corretto?
@ TheDrakkar
Dico.... se non è vero che ti hanno molestato, se non è vero che ti hanno investito, ma presenti una querela, la prima cosa che si fa, proprio perché la simulazione di reato è perseguibile d'ufficio, è vedere se il reato è avvenuto davvero. Solo dopo aver appurato ciò comincia l'azione penale in relazione ai reati avvenuti.


IN TEORIA dovrebbe essere così...

Nella realtà, invece, non esiste un giudice che possa assolverti davanti alle malelingue e alle sentenze popolari.
Se una ragazza accusa di stupro un gruppo di ragazzi, ma poi si scopre che se l'è inventata, questi ragazzi saranno sempre considerati dei "presunti stupratori", perchè poi c'è sempre chi si crede più intelligente e capace dei veri giudici.
Senza contare che, quando ci si trova ad affrontare certe accuse, molta gente (anche se innocente) non è in grado di sopportarne il peso e può anche capitare che non arrivino vivi al giorno della sentenza.

Nel thread su Fazio e il viola si parlava di come sia dannoso accusare una persona di essere un portasfiga. Immagina se questa persona viene accusata di essere un violento, un pervertito o un assassino...si fa presto a distruggere una vita onesta con un'accusa infondata.
No, non è questo il concetto, ma conosci la favola della pecorella che gridava sempre "al lupo"?
Nel mio commento 28 non mi riferivo a Replicante Cattivo.
davvero non capisco: che c'entra tutto ciò con 'sto benedetto pulsante?
@ thedrakkar
Ok cerco di seguire il ragionamento: poiché lo strumento potrebbe essere abusato lo strumento non va usato.

Corretto?


Diciamo che lo strumento potrebbe rivelarsi più dannoso del problema che si cerca di risolvere, quando invece il problema è alla fonte: è giusto che un minore utilizzi un mezzo così pericoloso come internet?
"Dico.... se non è vero che ti hanno molestato, se non è vero che ti hanno investito, ma presenti una querela, la prima cosa che si fa, proprio perché la simulazione di reato è perseguibile d'ufficio, è vedere se il reato è avvenuto davvero. Solo dopo aver appurato ciò comincia l'azione penale in relazione ai reati avvenuti."
E se io attraverso la strada distrattamente ed un povero automobilista non riesce ad evitare l'impatto, ma poi io lo denuncio, come va a finire?
per quanto riguarda l'uso di internet da parte di minori: sì, per me è giusto che i minori possano usare internet. Ovviamente sotto controllo. Di strumenti adeguati ce ne sono. Mi sembrerebbe impoverire un bambino vietargli di usare internet.
Ué ma sai quanti casi del genere ci sono in anno in Italia? Si cerca di capire le responsabilità che possono essere in comune.
mi state a fa' veni' il mal di testa, mi sembra di parlare con un bicefalo

ora vi devo salutare ma la discussione mi interessa parecchio.. quindi tornerò, è una promessa :D
@ Thedrakkar

Mettiamola così.
Tu stai tranquillamente cazzeggiando su FB. Ad un certo punto, nella bacheca di un gruppo o un utente, si inizia ad affrontare un discorso delicato e "caldo" (politica, religione, sesso, attualità...fai tu) e inizi a scontrarti con un utente.

Quell'utente è un ragazzino, ma tu non lo sai, perchè l'avatar non ti permette di scoprirlo. Ad un certo punto tu inizi ad alzare la voce o ad essere sarcastico(un po' come succede qui sopra, con i complottisti o i troll).
Immagina che ora quell'utente decida di segnalarti con quel pulsante; magari possiede 2-3 utenze fake con cui fare lo stesso... e magari invita altri suoi amici ad aiutarlo.

Ora, se un moderatore vede che un tuo post si è beccato 4-5 segnalazioni del genere, facilmente ti disattiveranno l'account senza nemmeno guardare cos'hai scritto (lo so perchè è capitato ad alcuni miei amici).
Immagina che a quel punto la polizia postale avvii un procedimento di verifica verso la tua utenza per controllare cos'hai scritto...facilmente si risolverà in un nulla di fatto, però se per caso la storia venisse pubblicata da qualche giornale (es. un normale giornale di provincia) tu saresti già additato come un possibile molestatore.
Il tutto perchè certi ragazzetti si gettano in internet senza sapere i suoi rischi; non è dando loro in mano queste "armi" che li si aiuta a difendersi.
Quando torni cerca di rispondere a questo:
"Davvero? E con i su citati, da Replicante Cattivo, Enzo Tortora, Michael Jackson e Gigi Sabani (tra l'altro, poverini, tutti morti) com'è andata?
Commento #23 – 15/7/10 15:17
ué ha commentato:
Mi spiego meglio: quanti hanno creduto che fossero innocenti nonostante le accuse che venivano loro rivolte?"
Grazie, ciao
@ Thedrakkar
per quanto riguarda l'uso di internet da parte di minori: sì, per me è giusto che i minori possano usare internet. Ovviamente sotto controllo. Di strumenti adeguati ce ne sono. Mi sembrerebbe impoverire un bambino vietargli di usare internet

Ma non da soli; almeno fino ad una certa età devono essere controllati.
E' come uscire di casa: nessuno si sognerà mai di dire che i minori devono rimanere al chiuso, ma mi pare normale che fino a una certa età siano seguiti ed accompagnati fino a quando non imparano a conoscere ed evitare i risci della strada.
noi di key4biz l'avevamo chiarito bene...
http://www.key4biz.it/News/2010/07/12/e-Society/Ilse_Aigner_internet_privacy_Facebook_Street_View_Google_social_network_Ceop_Facebook_UK.html
Eccerto tra inglesi ed australiani in fatto di "sicurezza" non so chi sia più mentecatto !
Basterebbe semplicemente insegnare un pò di buon senso e prudenza ai propri figli : ma evidentemente in Inghilterra a qualche genitore manca il tempo per educare i propri figli !
Solo in Inghilterra e Australia?
"Così ora non solo Facebook è pieno di ragazzine di 14 anni che si fanno la foto al cesso in pose sexy, ma ora bisogna pure fare attenzione a non averci mai a che fare, quando si commenta qualche post." (@Replicante Cattivo)

Ti faccio un quotone galattico!
D'accordo con te.
Il fatto dell'omissione dl fatto che il pulsante funzioni solo in uk da parte del Corriere non mi sorprende in se', quello che mi sorprende è che all'epoca dell'annuncio che sarebbe stato, in futuro, creato questo strumento, risalente a mesi fa, ci fu un articolo che, sono sicuro, specificava questo fatto. bah
eccomi!

dunque torniamo al discorso principale: il pulsante, fornito dalla polizia, potrebbe essere usato male.

Per esempio un non colpevole potrebbe essere accusato di qualcosa che non ha fatto.

Se riflettiamo, notiamo che è intrinseca nella "denuncia",nella "citazione", la possibilità di calunniare, infatti il legislatore ha formulato un preciso articolo del codice penale, il 368:

"chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità giudiziaria o ad un`altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni."

Va da sé che questo articolo vale anche per un eventuale "pulsante telematico" messo a disposizione dalla polizia. Ciò a dire che non è importante il mezzo con cui si calunnia, lettera anonima, telefonata, telegramma, mattone con avvolto un foglietto, pulsante di Facebook: non è importante.

Quindi, abbiamo gli estremi legali per gestire anche questo tipo di strumento di comunicazione.

Il secondo passaggio è: ci sono stati abusi in passato, è meglio che questo pulsante non sia introdotto, perché potrebbe essere usato per altri abusi.

A parte il fatto che, senza pulsante, Tortora è stato condannato in primo grado (e assolto in secondo grado), in pratica è come se all'introduzione del telefono si fosse detto: ah ma io telefono da anonimo alla polizia, calunnio e me ne lavo le mani. È probabilmente ciò è stato veramente oggetto di discussione. Ora come ora sarebbe folle dire di togliere i numeri di emergenza perché qualcuno ne abusa.

Quindi, alla fine, la conclusione non può essere che una e una sola: introdurre lo strumento, punire severamente gli abusi, sperare che gli errori giudiziari rimangano a livello "fisiologico" (con o senza pulsanti...) e dare alla gente per bene uno strumento in più per combattere chi delinque.

L'udienza è sospesa :-P
@Elena:
Lo so bene, perché ho creato diversi account fake su facebook per pubblicizzare il romanzo che sto scrivendo e sono pieni di amici,

Oh no, dopo l'Enigmista e il Call Center Manager ci mancavi solo tu! :-)
@ TheDrakkar

dunque torniamo al discorso principale: il pulsante, fornito dalla polizia, potrebbe essere usato male.
[...]
"chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità giudiziaria o ad un`altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni."

Quindi, abbiamo gli estremi legali per gestire anche questo tipo di strumento di comunicazione.


Guarda che questo l'ho capito.
Quello che invece voglio farti capire io è che, quando si tratta di accuse così pesanti e infamanti (che possono rovinare la vita di una persona) questi metodi di difesa "postumi" spesso sono inutili.
Tu puoi anche difenderti da chi ti ha calunniato, puoi anche sbatterlo in galera e costringerlo a farti pagare un risarcimento milionario, puoi anche esporre la tua fedina penale immacolata e certificarla sulla porta di casa in modo che tutti possano leggero...ma ormai queste accuse ti seguiranno per sempre, e questo avviene per vari motivi
- le persone si dividono tra innocentisti e colpevolisti
- la stampa fa in fretta a pubblicare le accuse e le sentenze di colpevolezza, mentre le rettifiche o il fatto che una persona sia stata scagionata compaiono -SE compaiono- a pagina 30 tra il sudoku e il rebus.
- spesso queste storie vengono accompagnate da mail e catene di s.Antonio che continuano a girare anche quando non sono più valide.

Prendi il caso di Alberto Stasi, indagato per pedopornografia: facciamo finta che venga riconosciuto innocente per quel reato e si scopra che le foto incriminate non esistono o siano frutto di uno scaricamento sbagliato da Emule (purtroppo succede!).
In quel caso ci sarà sempre chi dirà "per me Stasi è un pedofilo" e lui si porterà addosso quel titolo per sempre.

Ok, qualcuno potrebbe dire che queste cose accadono perchè la gente è stupida...però proprio perchè questi rischi esistono, sia le forze dell'ordine che la stampa dovrebbero evitare che la gente possa lanciare a cuor leggero accuse così gravi.


Il secondo passaggio è: ci sono stati abusi in passato, è meglio che questo pulsante non sia introdotto, perché potrebbe essere usato per altri abusi.

A parte il fatto che, senza pulsante, Tortora è stato condannato in primo grado (e assolto in secondo grado),


Sta di fatto che per un accusa fasulla, lui ci ha rimesso la vita.
Immagina cosa vuol dire essere una persona per bene che, di colpo, viene accusata da un'altra persona a cui tutti credono. Immagina se questa persona per bene non potesse contare su una squadra di avvocati o su un nutrito numero di estimatori (come invece può accadere per un personaggio pubblico).

in pratica è come se all'introduzione del telefono si fosse detto: ah ma io telefono da anonimo alla polizia, calunnio e me ne lavo le mani. È probabilmente ciò è stato veramente oggetto di discussione. Ora come ora sarebbe folle dire di togliere i numeri di emergenza perché qualcuno ne abusa.

La differenza è che se tu chiami la polizia e dici che il tuo vicino sintetizza droghe in casa, la telefonata iniziale rimane tra te e la polizia. E la polizia non ti entra in casa sfondando la porta o portandosi dietro gli swat, ma lo fa con la discrezione tipica di chi deve fare un controllo in base a una segnalazione non verificata.
Anzi, credo che prima di entrarti in casa debba avere qualche elemento a suo favore (ma qui lascio parlare chi conosce meglio la legge). Perchè se pure io non ho nulla da nascondere, non mi fa piacere far entrare la polizia a rovistarmi la casa solo perchè qualcuno le ha fatto una telefonata.
(cont.)
(cont)
Quindi, alla fine, la conclusione non può essere che una e una sola: introdurre lo strumento, punire severamente gli abusi, sperare che gli errori giudiziari rimangano a livello "fisiologico" (con o senza pulsanti...) e dare alla gente per bene uno strumento in più per combattere chi delinque.

Io quello che continuo a non capire è come sia possibile pensare di combattere la pedofilia on-line se poi si considera normale che un ragazzino di 13 anni se ne stia tranquillamente a chattare su facebook. Per me è assolutamente anormale questa cosa! A quell'età non si dovrebbe accedere a un pc collegato ad internet se non c'è un adulto a controllare. E se una volta il "rischio" era che questo ragazzino finisse in un sito di donne nude (che in fondo non hanno mai fatto male a nessuno) ora c'è il rischio che questi ragazzini si gettino nelle braccia di sconosciuti. E ti assicuro che io su FB ho visto delle foto -pubblicate dagli stessi ragazzini/e- da far accapponare la pelle.
Una volta ho beccato un gruppo "Miss e Mr Facebook 2010" in cui l'età media dei partecipanti era 15 anni: ragazzine con pantaloni a vita bassa (o in slip), pose ammiccanti, trucco esagerato...tutte foto pubblicate da loro stesse!
Una volta ho visto una foto del genere di ragazzina che non avrà avuto 12 anni (evidentemente avrà mentito nell'età del suo profilo) e ho provato a segnalarla: beh, sappi che non esiste una tipologia segnalazione riguardo al fatto che la persona rappresentata possa essere troppo giovane o in pose e abbigliamenti sconvenienti per la sua età. Esiste la segnalazione per nudo/pornografia, ma definire pornografica quella foto era un'esagerazione...e se l'avessi segnalata, rischiavo ancora di passare come uno che ha abusato di quella funzione.

Insomma, per me non ha senso mettere dare uno "strumento in più" in mano a delle persone che, in un mondo governato dal buon senso, sui social network non ci dovrebbero stare.
@Replicante, stavo per scrivere più o meno le stesse cose ma tu l'hai fatto meglio *applauso*.
Sono completamente d'accordo, aggiungo che anche i giornalisti dovrebbero prendersi la responsabilita delle loro c*****e invece di nascondersi sempre dietro il "diritto all'informazione".
Su questo tema vi segnalo un post di Danah Boyd, che è esperta nelle tematiche di sicurezza sociale informatica: http://www.zephoria.org/thoughts/archives/2010/07/15/facebooks-panic-button-whos-panicking-and-whos-listening.html
Ciao
Enrico
Per Replicante Cattivo

Quindi, abbiamo gli estremi legali per gestire anche questo tipo di strumento di comunicazione.

Guarda che questo l'ho capito.
Quello che invece voglio farti capire io è che, quando si tratta di accuse così pesanti e infamanti (che possono rovinare la vita di una persona) questi metodi di difesa "postumi" spesso sono inutili.
Tu puoi anche difenderti da chi ti ha calunniato, puoi anche sbatterlo in galera e costringerlo a farti pagare un risarcimento milionario,


Per inciso è quello che avrebbe fatto Lelio Luttazzi dopo essere stato scagionato per le accuse di droga all'inizio degli anni Settanta. Almeno a leggere questo articolo di Aldo Grasso. I risarcimenti milionari non ricostruiscono una carriera ormai compromessa, ma permettono di vivere dignitosamente senza lavorare. :-)

Prendi il caso di Alberto Stasi, indagato per pedopornografia: facciamo finta che venga riconosciuto innocente per quel reato e si scopra che le foto incriminate non esistono o siano frutto di uno scaricamento sbagliato da Emule (purtroppo succede!).

È reato il possesso di un'unica immagine anche se è stata scaricata per sbaglio ma mai cancellata. Dura lex, ma non l'ho scritta io. L'unica scappatoia è dimostrare che quell'immagine è legale, non rappresenta minori in attività sessuali o pose sexy.
Molto strano questo tuo esempio, francamente: ne potevi prendere a centinaia, su persone già assolte, o già condannate, e hai scelto quello di una persona ancora in attesa di processo per il reato più lieve, e assolto in primo grado da quello più grave (omicidio).

A parte il fatto che, senza pulsante, Tortora è stato condannato in primo grado (e assolto in secondo grado),

Sta di fatto che per un accusa fasulla, lui ci ha rimesso la vita.


No. Uscito dal carcere, Tortora ha ripreso a lavorare, dapprima a Portobello, poi ad altri programmi di non grande successo (ma è stato lui a voler cambiare formato). Fra la sua assoluzione e la sua morte passano 2 anni. E il tumore al polmone non è dimostrato sia una malattia psicosomatica (ammesso che una malattia psicosomatica si manifesti quando i problemi psicologici sono già superati).
La storiella che è stato ucciso dai giudici e dai pentiti è stato un espediente di molti giornali e opinionisti che avevano sensi di colpa per non averlo difeso quando era dietro le sbarre.
Tolto che in un Paese serio quei pubblici ministeri sarebbero mandati a zappare la terra dal primo minuto dopo l'assoluzione definitiva. Ma questa è un'altra storia.
@repli

tutto quello che dici, ancora non c'azzecca nulla con lo strumento "Pulsante"...

quando si tratta di accuse così pesanti e infamanti (che possono rovinare la vita di una persona) questi metodi di difesa "postumi" spesso sono inutili.

Difesa postuma? Boh! Funziona così: l'accusa la formula un magistrato, non un cittadino. Il cittadino può fare la segnalazione, via telefono, lettera, in Inghilterra pulsante. Sono la polizia giudiziaria e la magistratura che davanti ad una denuncia appurano la concretezza dei fatti e imputano reati, magari anche al denunciante (per es. calunnia). Ergo, il click del pulsante metterebbe in moto una azione legale, alla stessa stregua degli altri strumenti di contatto con la polizia o la magistratura.

queste accuse ti seguiranno per sempre, e questo avviene per vari motivi
- le persone si dividono tra innocentisti e colpevolisti
- la stampa fa in fretta a pubblicare le accuse e le sentenze di colpevolezza, mentre le rettifiche o il fatto che una persona sia stata scagionata compaiono -SE compaiono- a pagina 30 tra il sudoku e il rebus.
- spesso queste storie vengono accompagnate da mail e catene di s.Antonio che continuano a girare anche quando non sono più valide.


È vero, specie in Italia, ma ciò ha a che vedere con i giornalisti e con l'opinione pubblica (formata anche dai giornalisti) e non con l'azione penale. Quindi anche in questo caso il pulsante non c'entra: non è che cliccano il pulsante arriva una notizia di reato a Repubblica... Tra l'altro quello che sembri nn sapere è che la stragrande maggioranza delle persone accusate senza fondamenti non viene esposta al pubblico ludibrio, per fortuna.

La differenza è che se tu chiami la polizia e dici che il tuo vicino sintetizza droghe in casa, la telefonata iniziale rimane tra te e la polizia.

per quale motivo tu hai capito che il pulsante attiva invece qualche cosa tipo la gogna mediatica o simili? Il pulsante manda una comunicazione testuale da un profilo Facebook, tra l'altro un profilo da cui è facile risalire al titolare, almeno più facile di una e-mail. Quindi, anche qui, che ci azzecca la "paura del pulsante"?

Io quello che continuo a non capire è come sia possibile pensare di combattere la pedofilia on-line se poi si considera normale che un ragazzino di 13 anni se ne stia tranquillamente a chattare su facebook.

perché c'è una parte degli utilizzatori di internet che pensa che internet sia come "il mondo". È necessario che a 14 anni, ma anche a 12, 8 ecc. le persone facciano le loro esperienze. Certo se a 10 vengono fatti andare su un sito di dating pornografico è sbagliato, come sarebbe sbagliato se andassero fisicamente a fare un puttan-tour a 10 anni. Ma se a 10 si ritrovano con gli amichetti nella piazza del paese o del quartiere, se a 10 anni chattano con i loro amichetti su FB la cosa è non solo lecita, ma *necessaria*.

Il pulsante serve per allertare la polizia che nella piazza del paese un esibizionista si sta masturbando davanti ai bambini o che su FB sta mandando messaggi con link a sue foto pornografiche.

Poi ci sono due cose che voglio dire:

1) Tortora fu colpevole di un evidente errore giudiziario e biasimo sulla nostra magistratura che non ha mai punito questo magistrato!
2) I giornalisti che hanno rovinato la gente (ricordate quel vecchio film italiano sulla storia vera di quella persona che divenne un mostro per l'opinione pubblica e poi si scoprì innocente?), dicevo questi giornalisti, sono impuniti, meno dei magistrati, ma lo sono. E guardate che la proposta legge sulle intercettazioni esiste proprio per l' "allegrezza" con cui i giornalisti affrontano tali argomenti. È vero che ci sono conflitti di interessi in chi sta proponendo la legge, ma è altrettanto vero che i giornalisti in Italia non vengono puniti abbastanza quando fanno veramente cose schifose.
chiedo scusa per l'orribile italiano, ma ho scritto di getto perché devo andare a fare una doccia :D
Ma... il buonsenso non esiste più? Io navigo su internet da sola da quando avevo 15 anni, i miei genitori all'epoca (ma anche adesso :P) non sapevano nemmeno accendere il computer, ed anzi, il problema era che mi facevano (e mi fanno ancora adesso :P) una testa così sul fatto che internet è pieno di maniaci e così via.

E in questi anni ho incontrato varie volte gente che mostrava gli attributi in webcam o mi mandava le foto, gente che voleva il mio numero di telefono, che voleva incontrarmi, che voleva le mie foto nuda, che voleva convertirmi al satanismo (!), che sosteneva di volermi far fare la modella, e chi più ne ha più ne metta.
Sono incappata in siti dove "quasiasi cosa" faceva sesso con "qualsiasi cosa", ho fatto un paio di segnalazioni di materiale pedopornografico alla polizia postale, ho visto siti che parlavano di anoressia, suicidio, droga, violenza e tutto quanto.

Eppure, non sono mai andata ad appuntamenti con sconosciuti in luoghi appartati (anche se ho incontrato più volte i miei "amici di internet"), non ho mai fatto filmini o foto porno, non ho mai avuto problemi psicologici causati da qualche esperienza "forte" e via discorrendo.

E non credo di essere stata "Supergirl", quindi...
@Allie

una persona potrebbe essere permanentemente o temporaneamente più vulnerabili a questo tipo di molestie (anche tu lo eri in passato e in futuro potresti tornare così, causa delle personali vicissitudini, ovviamente speriamo di no!)

c'è tanta gente che può cadere in tranelli e trappole varie tese da molestatori di tutti i tipi e questa cosa va combattuta
@ Accademia
È reato il possesso di un'unica immagine anche se è stata scaricata per sbaglio ma mai cancellata. Dura lex, ma non l'ho scritta io. L'unica scappatoia è dimostrare che quell'immagine è legale, non rappresenta minori in attività sessuali o pose sexy.


Magari sbaglio, ma credo che sia diverso se io riuscissi a dimostrare che quell'immagine, anzichè averla scaricata volontariamente, sia il risultato di un "incidente" . Esempio
- stavo cercando un altra foto/video su emule e ho beccato un fake che però non ho ancora scoperto perchè non ho ancora controllato la cartella dei download (magari mi condannano per pirateria ma sempre meglio che per pedopornografia)
- per colpa di un dialer/hijack/link malevolo sono stato dirottato su un sito pedopornografico che ho chiuso immediatamente, ma che mi ha lasciato dei file temporanei su hd (e non tutti sono così esperti in informatica da saperlo)

Forse mi condanneranno lo stesso (e questo dimostrerebbe che una connessione ad internet non va fatta utilizzare ad un "ignorante"), ma credo che siano situazioni diverse.


Molto strano questo tuo esempio, francamente: ne potevi prendere a centinaia, su persone già assolte, o già condannate, e hai scelto quello di una persona ancora in attesa di processo per il reato più lieve, e assolto in primo grado da quello più grave (omicidio).


Non è strano, ho volutamente una persona in attesa di giudizio, proprio perchè la domanda che farei alle persone dalla sentenza facile è: "se Stasi fosse ritenuto innocente da questa accusa, saresti disposto a considerarlo come una persona normale o avresti ancora dei pregiudizi su di lui?". Già adesso credo che ci sia molta gente che continua a ritenerlo l'assassino della sua ragazza (magari basandosi sui servizi del tg, le indagini di Bruno Vespa o perchè pensano che veri RIS siano solo quelli dei telefilm); se ora si aggiunge un'accusa del genere, non credo che esista un giudice che possa riabilitarlo.
Nel suo caso, però, i processi sono partiti da indagini della polizia, che lo hanno portato in tribunale: la "condanna preventiva" però è stata emessa in primis dalla stampa, che ha trovato un ottimo alleato nel popolo caprone, a cui bisogna subito dare in pasto un colpevole da appendere in piazza. Questo accade proprio perchè i due argomenti in questione (violenza verso le donne e pedopornografia) sono due temi scottanti, che fanno bollire il sangue a tutti e accecano qualsiasi barlume di buonsenso.
(cont.)
(cont.)

No. Uscito dal carcere, Tortora ha ripreso a lavorare, dapprima a Portobello, poi ad altri programmi di non grande successo (ma è stato lui a voler cambiare formato). Fra la sua assoluzione e la sua morte passano 2 anni. E il tumore al polmone non è dimostrato sia una malattia psicosomatica (ammesso che una malattia psicosomatica si manifesti quando i problemi psicologici sono già superati).
La storiella che è stato ucciso dai giudici e dai pentiti è stato un espediente di molti giornali e opinionisti che avevano sensi di colpa per non averlo difeso quando era dietro le sbarre.


Ok...l'esempio di Tortora è sbagliato? Va bene.
Gigi Sabani? Al di là di qualsiasi giudizio artistico sul personaggio (che mi stava molto simpatico, ma che non esito a definire "antiquato", dato che non faceva altro che riproporre sempre le stesse cose), la sua vicenda giudiziaria ne ha pesantemente minato l'immagine, al punto che anche quando è stato scagionato, la gente continuava a guardarlo come un avanzo di galera. E in quel caso si poteva parlare quasi di 'complottismo', visto che in certe situazioni la frase che si sente dire più spesso è "si è salvato dalla galera solo perchè ha pagato il giudice".

Tolto che in un Paese serio quei pubblici ministeri sarebbero mandati a zappare la terra dal primo minuto dopo l'assoluzione definitiva. Ma questa è un'altra storia.

Hai detto "in un paese serio"...
In un paese serio, i giornalisti che accusano implicitamente un padre di aver ucciso il proprio figlio, ma poi fanno finta di niente quando il vero assassino viene beccato, probabilmente verrebbero radiati dall'ordine o almeno multati/denunciati. E invece continuano a lavorare come se nulla fosse successo...
Per Replicante Cattivo

Magari sbaglio, ma credo che sia diverso se io riuscissi a dimostrare che quell'immagine, anzichè averla scaricata volontariamente, sia il risultato di un "incidente" . Esempio
- stavo cercando un altra foto/video su emule e ho beccato un fake che però non ho ancora scoperto perchè non ho ancora controllato la cartella dei download (magari mi condannano per pirateria ma sempre meglio che per pedopornografia)
- per colpa di un dialer/hijack/link malevolo sono stato dirottato su un sito pedopornografico che ho chiuso immediatamente, ma che mi ha lasciato dei file temporanei su hd (e non tutti sono così esperti in informatica da saperlo)

Forse mi condanneranno lo stesso (e questo dimostrerebbe che una connessione ad internet non va fatta utilizzare ad un "ignorante"), ma credo che siano situazioni diverse.


No, se ricordo bene ci sono già sentenze della Corte di cassazione che sanciscono la punibilità anche in caso di immagini finite sul computer per distrazione o inadempienza. Un cittadino, secondo questa norma, deve controllare ogni cosa scaricata via via, e cancellarla immediatamente con Wipe (o almeno, svuotando il cestino) appena si accorge che è illecita. E se navigando finisce su siti in cui, almeno in Italia, è addirittura proibito navigare, deve affrettarsi a cancellare i file dalla cache.

Tieni presente tra l'altro che quando certe immagini vengono trovate dalla polizia giudiziaria, cioè quando il computer è spento e non lavora da un po', è impossibile risalire esattamente al modo in cui sono finite sull'HD. L'imputato è libero di dire che si é ritrovato un'immagine illecita cercando fotogrammi del cartone animato Bambi, ma i giudici, anche quelli di primo grado, quasi sicuramente daranno ragione all'accusa.
Magari se ho tempo trovo pure quelle sentenze.
@Allie, probabilmente il fatto che i tuoi "ti abbiano fatto una testa così" sui maniaci presenti in rete in un certo senso ti ha vaccinata contro i lupi mannari. :)
c'è proprio un caso simile or ora in cronaca ma non mi pare si parli di questa sentenza

non riesco a trovare l'articolo malediz
refuso:

in lingua italiana trovate siti come Safersurfing.ch e Ditelo.ch.

in lingua svizzerana





:-PPPPPP
@Thedrakkar

Difesa postuma? Boh! Funziona così: l'accusa la formula un magistrato, non un cittadino. Il cittadino può fare la segnalazione, via telefono, lettera, in Inghilterra pulsante. Sono la polizia giudiziaria e la magistratura che davanti ad una denuncia appurano la concretezza dei fatti e imputano reati, magari anche al denunciante (per es. calunnia).

A volte basta una semplice denuncia per mettere in moto la gogna. Ora non voglio andare nei particolari, ma ti racconto cos'è successo dalle mie parti: da alcuni giorni gira una mail -anonima- in cui si dice che il gestore di una birreria avrebbe ucciso il proprio cane. Nessuno lo ha denunciato ufficialmente e non c'è nessuna prova a riguardo...ma ormai la voce si è diffusa e molta gente sta già prendendo torce e forconi. Ora non so se davvero la polizia sia andata a fare un sopralluogo a casa sua (magari sollecitata da qualche cittadino), ma anche solo un'auto delle forze dell'ordine parcheggiata davanti a casa sua potrebbe essere considerata, per molta gente, una dimostrazione di colpevolezza.
Non sottovalutiamo l'idiozia della gente...ecco perchè le forze dell'ordine e la stampa dovrebbero fare attenzione quando trattano temi così delicati: devono rendersi conto che non possono sbagliare, se non vogliono rischiare di rovinare la vita di innocenti.

Inoltre il mio discorso parte dal presupposto che i moderatori di FB hanno uno strano modo di valutare le segnalazioni.
Se tu chiami tutti i giorni la polizia perchè dici che il tuo vicino fa troppo rumore, può darsi le prime volte mandino qualcuno a controllare...ma dopo un po' inizieranno a pensare che forse sei tu che stai cercando in tutti i modi di fargli un dispetto o vendicarti. E valuterebbero ogni tua singola segnalazione (è la storia di "al lupo al lupo" che qualcuno citava prima).
Su FB invece, se un tuo post o una tua foto si beccano un gran numero di segnalazioni, rischi che ti venga cancellato il post/foto o direttamente l'account indipendentemente dalla motivazione. E questo è successo a dei miei amici che non avevano fatto nulla di male! In un social network pieno di bestemmie, intulti, gruppi razzisti...rischi di venire cancellato perchè magari nella bacheca dei fans di Marcello Lippi hai espressi i tuoi dubbi sul suo operato e ti sei cuccato 50 segnalazioni in pochi minuti.

Immagina che di quei 50 che ti hanno segnalato, 25 siano minorenni che hanno usato il pulsante magico...se funzionasse come per le altre segnalazioni, sta tranquillo che i moderatori non si metteranno a leggere cosa hai scritto, ma ti cancelleranno l'account sulla fiducia.

Tra l'altro quello che sembri nn sapere è che la stragrande maggioranza delle persone accusate senza fondamenti non viene esposta al pubblico ludibrio, per fortuna.

Per fortuna....ma purtroppo qualcuno c'è. E che sia una o siano mille, poco importa. Infatti credo che se dicessi questa cosa al gestore della birreria di cui sopra, non credo sarebbe felice di sapere che lui è uno dei pochi...a lui importa solo non perdere il lavoro o la dignità a causa di qualche fetente che l'ha infamato.

per quale motivo tu hai capito che il pulsante attiva invece qualche cosa tipo la gogna mediatica o simili? Il pulsante manda una comunicazione testuale da un profilo Facebook, tra l'altro un profilo da cui è facile risalire al titolare, almeno più facile di una e-mail. Quindi, anche qui, che ci azzecca la "paura del pulsante"?

Siamo sicuri che, se un giorno verrà cancellato un account a causa di questo sistema, questo non verrà reso pubblico?
Mi succede spesso di vedere amici che spariscono da FB e poi tornano con un nuovo account perchè sono stati cancellati. Non vorrei che ai profili cancellati per pedofila venga messa una spece di "bollino" per identificarli ed evitare che la gente chieda loro l'amicizia.

(cont.)
(cont.)
perché c'è una parte degli utilizzatori di internet che pensa che internet sia come "il mondo". È necessario che a 14 anni, ma anche a 12, 8 ecc. le persone facciano le loro esperienze. Certo se a 10 vengono fatti andare su un sito di dating pornografico è sbagliato, come sarebbe sbagliato se andassero fisicamente a fare un puttan-tour a 10 anni. Ma se a 10 si ritrovano con gli amichetti nella piazza del paese o del quartiere, se a 10 anni chattano con i loro amichetti su FB la cosa è non solo lecita, ma *necessaria*.

A 10 anni su FB? Ma scherziamo? Per comunicare con gli amici via pc ci sono molti altri metodi più sicuri: MSN per esempio...anche se a quell'età forse è meglio che con gli amichetti ci parlino a voce, uscendo di casa o trovandosi a giocare assieme.

In ogni caso, per affrontare "il mondo", è necessaria una guida fino a quando non si è in grado di farlo da soli. Non mi sembra che un genitore permetta al proprio figlio di attraversare la strada da solo poco dopo che ha imparato a camminare.

Il pulsante serve per allertare la polizia che nella piazza del paese un esibizionista si sta masturbando davanti ai bambini o che su FB sta mandando messaggi con link a sue foto pornografiche.

Questo mi fa sorridere...perchè è la tipica frase che usano i tg per demonizzare i social network. Innanzitutto perchè se usi FB non puoi sapere cosa sta facendo il tizio che è dall'altra parte. Ma questo vale anche per qualsiasi sito, compreso il Disinformatico (chissà cosa combinate davanti alle foto con il progetto dell'Apollo 11... :D )
Un esibizionista che si vuole spippolare sulle foto di bambini non va a cercarli su FB, tantomeno va a creare gruppi chiamati "che bello essere mamme". E' più facile che vada su social network pubblici (dove non necessariamente serve avere l'amicizia per vedere le foto degli utenti) o collegarsi a chatroulette,
Oppure -e questo non ci pensa nessuno- il pedofilo 50 enne, anzichè chiedere l'amicizia a tuo figlio di 14 anni, la chiede ad un genitore, sperando che questo abbia pubblicato le foto del proprio figlio o nipote mentre fa il bagnetto. E non sai quanti genitori pubblicano queste foto, innocentissime, ma che forse non andrebbero esposte in rete....

E guardate che la proposta legge sulle intercettazioni esiste proprio per l' "allegrezza" con cui i giornalisti affrontano tali argomenti. È vero che ci sono conflitti di interessi in chi sta proponendo la legge, ma è altrettanto vero che i giornalisti in Italia non vengono puniti abbastanza quando fanno veramente cose schifose.

Su questo sono d'accordissimo, ma qui si aprirebbe un altro fronte di discussione. Tempo fa, durante i vari servizi e speciali sui ricatti di Fabrizio Corona, sentivo parlare di un calciatore (regolarmente sposato) a cui venne chiesto se avesse mai avuto degli incontri con una certa una showgirl. Non mi ricordo bene i particolari, ma comunque il calciatore disse di non aver mai incontrato questa showgirl (nonostante ci fossero delle foto a riguardo), perchè se avesse detto di sì, la cosa sarebbe uscita sui giornali e avrebbe mandato in rovina il suo matrimonio.
La legge bavaglio è ingiusta, ma in alcuni casi si potrebbe dire che siano stati gli stessi giornalisti a darsi la zappa sui piedi: con i loro comportamenti scorretti hanno regalato al loro "nemico" un pretesto per farli tacere.
Avere tanti amici su FB per molti è uno Status Symbol poco importa che si conoscano davvero o no... averne tanti fa "figo"... e lì puoi insistere quanto vuoi da genitore di aggiungere solo chi conosci nella vita reale ma se non c'è volontà di darti retta da parte del tu' figliolo/a ci fai poco... e comunque puoi essere prudente quanto vuoi, ma se un malintenzionato è davvero intenzionato a trovarti ti trova (la storia di orbo docet)... Se poi invece di essere lui che cerca te, vai anche ad incontrarlo...
Rileggendo il tuo messaggio mi chiedo se ti è chiaro cosa sia il tastino antipanico.

In pratica è l'equivalente della nostra embrionale denuncia telematica.

Questa è la pagina iniziale del processo che scaturisce dal "tastino".

http://www.ceop.police.uk/reportabuse/index.asp?ref=facebook&utm_source=%20facebook%20clickceop&utm_medium=%20ClickCEOP%20hub&utm_campaign=%20facebook

Lì a seconda del reato ti rimandano o ai canali convenzionali per la denuncia o a quelli telematici.

Ma si tratta di una denuncia all'autorità giudiziaria, non a Facebook...

Se non sei ancora convinto trova una cavia britannica che faccia una finta denuncia e fatti riferire cosa le succede :D
@Allie

Non inizio nemmeno a cercare di capire di chi sia la colpa, se esiste un "signor colpevole" ma questo concetto che chiameremo "signor colpevole" manda il messaggio che il valore principale di una persona sta nell' essere sessualmente attraente, tutti ricevono questo messaggio fin dalla culla, poi ognuno lo elabora più o meno a modo suo.

questo "signor colpevole" somiglia a quello che gli arabi chiamano "djinn" (il concetto rappresenta il contrario di "principio")

Genitori cretini che non ci trovano nulla di strano se la figlia dodicenne esce fornendo destinazioni turlucche e si trova fuori di casa alle 3 di notte vestita da meretrice. Non fraintendermi, ma riferendomi a tale tipologia di genitori, quando poi si legge del fattaccio, il commento: "Alla lunga, che altro risultato si aspettavano?" è del tutto legittimo.

questa premessa per dire che bambini che vogliono giocare a fare i precoci esistono.

Spesso si scopre che hanno seri problemi di altro tipo a monte, talvolta si scopre che sono perfettamente consapevoli.

In effetti insieme ai bambini la società deve educare gli adulti a questo concetto: CI SI DEVE CHIAMARE FUORI IN QUALSIASI CASO.
Il problema però è come fare per chiamarsi fuori...

Un potenziale predatore potrebbe, a torto o a ragione, rendersi conto che accettare o non accettare le avances del minore comporta le stesse presumibili conseguenze, e concludere che visto che ormai il bambino lo ha in pugno, tanto vale godersi il frag.

Quello che manca nei vari fogli da appendere al frigorifero (mediante un fermacarte magnetico a forma di coccinella) sono istruzioni agli adulti su come comportarsi quando si ha attirato l'attenzione di un minore di cui si teme possa essere una fonte di grane.

Sospetto che quando una storia del genere sfocia in un omicidio, questo possa essere dovuto al fatto che l'omicida non aveva una percezione corretta del problema, e la sua deprecabile azione sia stata dettata dal panico e/o dalla disperazione, dovuti al non aver avuto strumenti per troncare la storia dall' inizio.

Senza tali istruzioni, un "Le autorità crederanno pedissequamente e senz' altro a quello che io racconterò loro" viene preso per oro colato.
@ Accademia
No, se ricordo bene ci sono già sentenze della Corte di cassazione che sanciscono la punibilità anche in caso di immagini finite sul computer per distrazione o inadempienza. Un cittadino, secondo questa norma, deve controllare ogni cosa scaricata via via, e cancellarla immediatamente con Wipe (o almeno, svuotando il cestino) appena si accorge che è illecita. E se navigando finisce su siti in cui, almeno in Italia, è addirittura proibito navigare, deve affrettarsi a cancellare i file dalla cache.

Buono a sapersi.
E' l'ennesima dimostrazione che un mezzo come internet va utilizzato conoscendone tutti i rischi. Ciò che hai appena scritto probabilmente non lo sa nemmeno l'utente mediamente esperto (il quale, come me, pensa che basti dimostrare la buona fede dello scaricamento per liberarsi da quell'accusa), figuriamoci se lo può sapere l'utente ignorante che non ha dimestichezza col termine fake o file temporaneo.

Non sai quante persone conosco che, quando scaricano un film con emule (ok, lasciamo perdere il giudizio del gesto in sè), aspettano che questo sia completo e lo fanno partire per la prima volta solo nel momento in cui decidono di guardarlo...magari con la moglie/fidanzata di fianco. E solo a quel punto si accorgono che la versione de "L'uomo chiamato cavallo" che hanno scaricato non è quella originale...

E' vero che spesso i giovani sono più pratici di pc rispetto agli adulti...ma davvero possiamo aspettarci che un ragazzino sia in grado di capire i rischi di internet?

Sicuramnete ci saranno tanti ragazzini intelligenti, che non si sognerebbero mai di fissare appuntamenti o scambiarsi foto compromettenti con sconosciuti. Ma magari, nella loro ingenuità, non si rendono conto che pubblicare nel profilo FB il nome e indirizzo della scuola che frequentano potrebbe già essere pericoloso.
Se non sei ancora convinto trova una cavia britannica che faccia una finta denuncia e fatti riferire cosa le succede :D

Veramente sarei più "curioso" capire cosa accadrebbe a una cavia italiana ;)
Non voglio fare qualunquismo, ma i miei discorsi nascono in base all'esperienza che tutti noi abbiamo con il giornalismo e le varie gogne del nostro paese...la stessa cosa per come vengono valutate dai moderatori le segnalazioni su FB.
Se all'estero le cose funzionano meglio, sono contento per loro.
eh ma siccome in Italia 'sto pulsante non c'è rimarremo col dubbio
eh ma siccome in Italia 'sto pulsante non c'è rimarremo col dubbio

Preferisco ;)
Anche perchè poi si rischia che, nei confronti dei minori su internet, si abbassi ulteriormente la guardia.
Per Replicante Cattivo

Se non sei ancora convinto trova una cavia britannica che faccia una finta denuncia e fatti riferire cosa le succede :D

Veramente sarei più "curioso" capire cosa accadrebbe a una cavia italiana ;)


Francamente anche qui non capisco perché ti interessi tanto a un'iniziativa britannica appena iniziata. Io sono contento che sia stata avviata lì, perché se si renderanno conto che fa più danni che altro, come è probabile, sospenderanno la sperimentazione e inviteranno le vittime a muoversi attraverso i vecchi canali tradizionali: per esempio, andando al commissariato.
Ed eviterà in Italia le solite vocine: "Vedete? Loro lo fanno! Che aspetta il ministro, o la polizia, o il pool antiqualcosa a fare altrettanto?".
io scommetto che non succederà quello che profetizzi

ma vedremo...
qualcuno è in grado di trovare su internet qualcosa che spieghi agli adulti come comportarsi nel caso si abbia attirato l'attenzione di un minore piantagrane, corrispondente a quello che viene spiegato ai bambini su come comportarsi se ci si imbatte in un adulto che appare zifido e inquietante?
sii paziente coi bambini :)
Altra cosa
Prendendo spunto dai commenti di Puffolottiaccident, bisogna anche ricordarsi che, se da un lato ci sono minori che sono disgustati dall'idea di un uomo adulto che possa mostrare interesse sessuale nei loro confronti, da una parte vi sono minori che invece queste cose le cercano: un po' per ingenuità, un po' per il rischio del proibito...un po' perchè hanno davvero interesse verso uomini più grandi di loro.

Magari arrivano anche a mentire sull'età(quante ragazzine si spacciano per maggiorenni pur non essendolo? Voi sareste in grado di riconoscerle senza guardare i documenti?) oppure arrivano a mentire ai genitori perchè sanno che stanno facendo qualcosa di illegale.

Chiaramente non sto dicendo che "se la vanno a cercare", proprio perchè in quell'età è facile essere ingenui, sentirsi invincibili e pensare che il male non possa accadere a noi...e con queste persone il tastino magico è inutile, perchè loro sono le prime a non volerlo usare.

Qualcuno dirà "Vabbè, intanto quel sistema funziona per una parte dei minorenni". Io invece sostengo che per risolvere questo problema si sta utilizzando un approccio sbagliato, che esclude una gran parte delle potenziali vittime.
si potrebbe dire: L'adulto DEVE sapere queste cose, ed in effetti penso che qui le sappiamo tutti, ma il casalingo di voghera, dove ci si aspetta che le impari, se non sembra esistere alcun prontuario?

l'apo/e re/gina va segnalato ai genitori? come sarebbe possibile farlo senza sapere chi è?

ridergli dietro è equivalente a lodare il suo impegno?

sto facendo domande imbarazzanti?
@repli

Il problema è che fino ad una certa età (i maligni direbbero: per alcuni per sempre) non si ha una completa capacità di discernere cosa è giusto o sbagliato fare. Per questo è necessario tutelare i minori: tutelarli anche da loro stessi.

Una ragazzina del tipo che dici tu è una vittima perfetta per i pedofili, ma essa è vittima anche di sé stessa.
Per Replicante cattivo

Ho trovato la sentenza. Da quello che ho capito, un ragazzo di Fossombrone era stato assolto dai giudici del tribunale dei minori in quanto era riuscito a convincerli che i file illeciti o erano stati cancellati, o si trovavano in una cartella che sarebbe stata cancellata (Temp).
Il procuratore ha fatto ricorso in Corte di cassazione, e ha avuto ragione: il reato sussiste anche nel caso di ignoranza del contenuto dei file.

http://internet.civile.it/internet/visual.php?num=50424

Meditate, gente, meditate. :-(
@puffolottiaccident:
Il tuo quesito è probabilmente destinato a rimanere a lungo senza risposta perché è un problema analogo alla discriminazione inversa.
@theDRaKKaR:
Il problema è che fino ad una certa età (i maligni direbbero: per alcuni per sempre) non si ha una completa capacità di discernere cosa è giusto o sbagliato fare.

Ogni riferimento a particolari alcuni è puramente causale :-D
"Basta ripensare al caso del comico Alessio Saro, meglio noto come Billy Ballo (avete presente i trailer comici di Maccio Capatonda?). E' stato arrestato per presunta pedofilia...ma quando è stato scagionato nessuno ha detto niente!"

Sei sicuro che sia stato scagionato? Le uniche notizie che trovo in rete parlano di un patteggiamento e di un risarcimento di 30mila euro alla madre della ragazzina. D'altronde se il rapporto sessuale c'è stato, c'è stato anche il reato, anche se la ragazzina dimostrava 18 anni anziché 13. Su questo la legge è chiara.
@ Accademia

Francamente anche qui non capisco perché ti interessi tanto a un'iniziativa britannica appena iniziata.

Perchè ho avuto un flash forward in cui ho immaginato questo sistema applicato in Italia.
Visto che in questo momento sono "caldo" di gogna mediatica (prima ho citato la storia di un gestore di una birreria della mia zona, recentemente infamato da una mail anonima) mi stanno iniziando a prudere le mani davanti a questi sistemi dove chiunque si può permettere di lanciare accuse del genere senza dover PRIMA dimostrarle.
Facebook è un posto pericoloso, è vero (non più di un qualsiasi altro social network, non fosse per il fatto che la gente si iscrive con nome e cognome), ma non sono questi i modi per renderlo più sicuro.

E' come se da domani dotassero i bambini che girano in strada da soli di un telecomando che inchioda le nostre automobili, in modo che loro possano scorrazzare tranquilli. Mi spiegate perchè io, utente onesto di Facebook (o della strada) devo anche preoccuparmi che a questi ragazzini non prenda la sindrome del pulsante facile?

Io sono contento che sia stata avviata lì, perché se si renderanno conto che fa più danni che altro, come è probabile, sospenderanno la sperimentazione e inviteranno le vittime a muoversi attraverso i vecchi canali tradizionali: per esempio, andando al commissariato.

Speriamo.
Invece da noi in Italia si parte dal presupposto che, se un mezzo di comunicazione può essere pericoloso, anzichè educare l'utenza al suo utilizzo, si cerca di edulcorarlo.

Ed eviterà in Italia le solite vocine: "Vedete? Loro lo fanno! Che aspetta il ministro, o la polizia, o il pool antiqualcosa a fare altrettanto?".


Secondo me, se la notizia è stata pubblicata da qualche parte, queste vocine si sono già alzate...per fortuna ho alzato il volume della radio per non sentirle :)

@puffolottiaccident

qualcuno è in grado di trovare su internet qualcosa che spieghi agli adulti come comportarsi nel caso si abbia attirato l'attenzione di un minore piantagrane, corrispondente a quello che viene spiegato ai bambini su come comportarsi se ci si imbatte in un adulto che appare zifido e inquietante?

L'invito è quello di fare tantissima attenzione...e di farsi mostrare i documenti :|
E' triste dover chiedere la carta d'identità a una ragazzina perchè c'è il timore che lei non abbia 19 anni come dice...ma meglio il rischio di un due di picche che il rischio di un accusa per pedofilia.
Anche perchè qui si finisce in uno di quei casi in cui non esiste giudice che possa riabilitare la persona accusata. Se poi la ragazzina "ci ripensa" e decide di proporsi come vittima di un adescamento...beh, in quel caso dovrebbe valere la legislazione speciale: quella che comprende, da una parte uno stivale con la punta di ferro e dall'altra il sedere della "vittima" dell'adescamento.
davanti a questi sistemi dove chiunque si può permettere di lanciare accuse del genere senza dover PRIMA dimostrarle

ahò ma che sei de tek :D

NON FUNZIONA così... come te lo devo dire...
@Replicante cattivo

Direi che se non c'è, e ce ne è bisogno allora bisognerebbe farlo.
@ Thedrakkar
Il problema è che fino ad una certa età (i maligni direbbero: per alcuni per sempre) non si ha una completa capacità di discernere cosa è giusto o sbagliato fare. Per questo è necessario tutelare i minori: tutelarli anche da loro stessi.

APPUNTO. E proprio per questo io non mi sognerei mai di lasciarli navigare liberamente su facebook, dove possono pubblicare foto o dati sensibili che potrebbe renderli rintracciabili.
Se proprio vogliono rimanere in contatto con i propri amici senza che un genitore invada la loro privacy, i casi sono due
- o si incontrano a giocare e parlare a voce
- usano MSN, dove possoon chattare senza essere controllati, ma almeno il genitore può tener d'occhio la sua lista di contatti.


Una ragazzina del tipo che dici tu è una vittima perfetta per i pedofili, ma essa è vittima anche di sé stessa.


Un motivo in più per tenerla d'occhio. E siccome i genitori devono anche rispettare la privacy dei figli, non è il caso di spiarla quando esce di casa per capire come si veste quando va in discoteca o a qual persone dà confindenza...semplicemente basta far capire che prima di una certa età certe cose (tornare a casa alle 4 di mattina, andarsene in gita senza che ci sia almeno un adulto affidabile...e spiattellare la propria vita su FB) non possono essere concesse così liberamente.
Andiamo: se adesso passa la mentalità che i social network siano un "diritto inalienabile" dei minorenni, dove andremo a finire?

@ ciccio brutto
Sei sicuro che sia stato scagionato? Le uniche notizie che trovo in rete parlano di un patteggiamento e di un risarcimento di 30mila euro alla madre della ragazzina. D'altronde se il rapporto sessuale c'è stato, c'è stato anche il reato, anche se la ragazzina dimostrava 18 anni anziché 13. Su questo la legge è chiara.

Sì sì, ma infatti io non ho mai detto che Saro è innocente: per la legge, lui ha commesso un reato.
Certo però credo sia diverso parlare di stupro o verificare che non c'è stata violenza fisica o costrizione; anzi, la ragazzina è tornata da lui, quindi bisogna capire se l'attore l'abbia in qualche modo traviata o se, invece, lei davvero nutrisse affetto nei suoi confronti.

Anche perchè -diciamolo onestamente- nessuno vieta di pensare che Saro, per quanto il suo gesto sia discutibile, possa avere trattato la ragazzina con affetto e dolcezza.

Ora non so bene come siano andate le cose (come vedi, dopo la gogna mediatica iniziale, nessuno ha più parlato dell'argomento), ma se si ripensa alle accuse che aveva ricevuto l'attore, il risulato di un patteggiamento e risarcimento pecuniario è da considerare quasi una "vittoria".
Di sicuro non è una pena per chi ha commesso violenza su una minorenne.

Evidentemente sono subentrate delle attenuanti...magari anche la madre si è resa conto che le conveniva mettersi d'accordo con l'attore anzichè rischiare di finire nei guai per non essersi resa conto di cosa stava facendo la figlia.
Anche perché -diciamolo onestamente- nessuno vieta di pensare che Saro, per quanto il suo gesto sia discutibile, possa avere trattato la ragazzina con affetto e dolcezza.

ripeto: la ragazzina non era in grado di valutare bene la situazione, se Saro fosse stata una persona seria avrebbe evitato di porla davanti a delle scelte difficili, che, a causa della sua età, non aveva gli strumenti per considerarle con cognizione

PS non capisco perché pensi che MSN sia così "protetto" e quindi diverso rispetto a FB O_O
@Accademia dei pedanti

Nella sentenza che hai linkato è detto chiaramente che è determinante l'elemento soggettivo del reato, vale a dire la volontà di procurarsi e di detenere le immagini incriminate.
Se fosse riuscito a dimostrare che quelle immagini erano lì per caso o per sbaglio, probabilmente sarebbe stato assolto.
Infatti la sentenza non dice "le immagini erano sul tuo computer, ergo sei colpevole a prescindere", ma dice che dalle risultanze delle indagini emerge che le hai scaricate, ricopiate in Temp, tenute in My Download e POI cancellate, quindi l'hai fatto di proposito".
@ theDrakkar

ripeto: la ragazzina non era in grado di valutare bene la situazione, se Saro fosse stata una persona seria avrebbe evitato di porla davanti a delle scelte difficili, che, a causa della sua età, non aveva gli strumenti per considerarle con cognizione

Certo. Infatti ribadisco che Saro per me non è innocente, ma ha le sue brave colpe. Probabilmente anche lui sa che "certe cose non si fanno", ma non ha saputo resistere alle proprie pulsioni; pertanto anche lui necessita di cure e attenzioni che evitino che l'evento si ripeta.

Questo però non implica che lui:
- abbia commesso violenza
- abbia forzato la ragazzina a fare delle scelte che non voleva
- abbia avuto nei suoi confronti comportamenti sconvenienti, minacciosi o intimidatori

Questa storia è ben diversa da quelle più tristi e tragiche a cui siamo spesso abituati. Ecco perchè, prima di dare qualsiasi titolo a una persona accusata di reato, bisogna aspettare di capire come sono andati i fatti.

E'un po' come la "sottile" differenza che passa tra l'omicidio volontario e l'omicidio colposo: in entrambi i casi è morta una persona, in entrambi i casi è stata colpa tua e devi pagarne le conseguenze...ma nel secondo caso non sarebbe giusto chiamare "assassino" il condannato.

PS non capisco perché pensi che MSN sia così "protetto" e quindi diverso rispetto a FB O_O

Su msn una persona non può chattare con persone che non siano state aggiunte ai propri contatti. Pertanto io, da genitore, se voglio che mio figlio parli solo con i suoi amici, controllo che tra i suoi contatti msn ci siano solo loro e non gli permetto di aggiungerne altri.

Su facebook, anche se mio figlio ha tra gli amici solo persone di mia conoscenza, questo non gli impedisce di pubblicare post o foto sulle bacheche dei gruppi (o di utenti che hanno la bacheca pubblica) e può comunque scambiarsi messaggi privati con chiunque.

Lasciare un minorenne su Msn è come lasciarlo a giocare con i suoi amici in un edificio al chiuso in cui controllo chi entra; lasciarlo su FB è come mandarlo a giocare al parco o in una piazza dove può passare chiunque e non c'è niente che impedisca a mio figlio di mettersi in contatto con queste persone.
@Replicante Cattivo:
Invece da noi in Italia si parte dal presupposto che, se un mezzo di comunicazione può essere pericoloso, anzichè educare l'utenza al suo utilizzo, si cerca di edulcorarlo.

Posso lanciare un'invettiva contro la solita iperprotettività mammesca del Bel Paese?

Invece di insegnare ai cciofani a difendersi da soli, usando il cervello (questo sconosciuto), si cerca di fornire loro una realtà ovattata dove nulla apparentemente può far loro del male.

Poi diventano maggiorenni*, aprono un conto in banca, ricevono una mail dal Principe Tshabawala della Nigeria Settentrionale e gli "anticipano" qualche migliaio di euro per sbloccare una grossa somma di denaro falso che però con un liquido speciale diventa vero.


*(alla tenera età di 32 anni, quando finalmente escono dalla casa dei genitori per trasferirsi 300 metri più avanti)
Per Crazy

Nella sentenza che hai linkato è detto chiaramente che è determinante l'elemento soggettivo del reato, vale a dire la volontà di procurarsi e di detenere le immagini incriminate.
Se fosse riuscito a dimostrare che quelle immagini erano lì per caso o per sbaglio, probabilmente sarebbe stato assolto.
Infatti la sentenza non dice "le immagini erano sul tuo computer, ergo sei colpevole a prescindere", ma dice che dalle risultanze delle indagini emerge che le hai scaricate, ricopiate in Temp, tenute in My Download e POI cancellate, quindi l'hai fatto di proposito".


Probabilmente hai ragione tu, l'ho letta di fretta seguendo commenti da fonti non giuridiche, e quindi mi sono lasciato influenzare dalla solita interpretazione "popolare".
Dubito peraltro che se anche fossero state cancellate tutte quante sarebbe andata diversamente: il testo della legge, con tanto di relazione preparatoria, è chiaro. Appena ho un po' di tempo vedo se ci sono altre sentenze.
@turz

Si legge ogni tanto di relazioni fra trentenni (or better) e quindicenni, approvate dai genitori della quindicenne di turno... come stupirsene? entrambi giocano a dungeons and dragons, entrambi adorano le conventions di fumetti, ecc. ecc.

E quando un ragazzo deve decidere se diventare autonomo o no, trova sopportabilissimo vivere sotto il controllo costante della mamma perchè ha 20-25 anni di ottimo allenamento...

poi non trova lavoro perchè sembra bertoldo che sceglie l'albero, e mentre non trova lavoro schiva tutto quello che potrebbe irrobustirlo, alla fine è chiaro che a 40 anni il suo cervello bruciato dal caffelatte trova una ragazzina delle medie un interlocutore alla pari...
@ puffolottiaccident

Si legge ogni tanto di relazioni fra trentenni (or better) e quindicenni, approvate dai genitori della quindicenne di turno... come stupirsene? entrambi giocano a dungeons and dragons, entrambi adorano le conventions di fumetti, ecc. ecc.


Ho capito male o sottointendi che chi a trent'anni gioca di ruolo e partecipa a convention di fumetti sia un immaturo?

Se ho capito male mi scuso se mi altererò a breve.
edit:
se ho capito male mi scuso, altrimenti mi altererò a breve
comincia a scusarti... :)
La Gekka
Come ti alteri, di grazia?

Orochi? turbo? evil? berserk? due o più delle precedenti? oppure ti trasformi via trasfigurazione se fai 15 or better lanciando 3 dadi cubici ?

Scherzi a parte, dungeon and dragons è un esempio fra mille, potevo metterci la pesca alla carpa, la programmazione CNS, la frequentazione di blogs... oppure il binge drinking

Svagarsi dopo il duro lavoro potremmo persino metterlo fra i doveri del lavoratore.

Uno che

ha passato i 25 e non ha mai lavorato in vita sua e spera di partire da un lavoro d'ufficio di tutto relax, schifa tutte le offerte di lavoro anche temporaneo, e dedica oltre 40 ore alla settimana ai suoi hobbies creativi usando i soldi della mancetta

Quello è un immaturo.

Alle sagre c'è chi ci va per scaricare i motori, c'è chi ci va per cacciare/pescare partners per l'accoppiamento c'è chi ci va per spirito di aggregazione o per socializzare ecc. ecc.

Se un mio ipotetico figlio di 30 anni mi chiede i soldi per il treno e per farsi un costume da veghiano e mi dice che spera di farsi notare da kentaro myura e di essere assunto nel suo staff... gli spezzo il collo per il suo stesso bene, (se non glie lo ho già spezzato la terza volta che teme di aver messo incinta la fidanzatina quindicenne che si è già comprata il biglietto del treno ed i materiali per fare il proprio costume mettendo volantini nelle cassette delle lettere nei week end.)
Ai giovani: i datori di lavoro vi *****eranno.
Ciò non ostante lavorare è ancora il modo migliore per trovar lavoro.
Sfruttate il fatto che i genitori vi mantengono per sopravvivere alle *****ate che sicuramente subirete, piuttosto che non fare un tubo a riguardo.

Un nuovo posto di lavoro potrebbe rendere 0 oppure qualcosa, dedicarsi al cazzeggio per evitare le *****ate rende sempre zero e mai qualcosa.
non so se si è perso il commento precedente.

scusa avevo frainteso, errore mio
speriamo che sto pulsante venga inserito pure in Italia. ci sono un sacco di idioti che conosco che meritano di essere segnalati.
se lo mettono inviterò anche gli utenti di questo blog e poi li segnalerò uno ad uno..
così vi imparate ad attaccare la apple senza motivo.
bella mia vieni qua :)
qua dove? che fai allusioni a sfondo sessuale?
guarda che io sono cattiva. ti uso e poi ti getto..
@noemi85

Devi far finta di aver meno di 14 anni, pensi di riuscirci?
@Tutti

Adesso mi attiro le vostre bestemmie.

Ai ragazzi di oggi ci vogliono un po' di sane mazzate quando servono, di dire di no ai capricci e di responsabilizzarli con il classico "do ut des".

Ha funzionato per secoli e non vedo perche' le nuove generazioni devono essere esonerate da uno dei sistemi di apprendimento che li fa capire che per ogni scelta sbagliata c'e' una ripercussione da affrontare e per ogni obiettivo raggiunto c'e' una ricompensa.

Credo che uno schiaffone da parte di mamma e confinata a casa per un fine settimana sia meglio che essere rapita, violentata e uccisa.

E cos'e' sta storia della privacy dei minorenni? Vivono a casa dei genitori seguono le regole dei genitori. Quando vivranno per conto loro si faranno le loro regole. Ci sono cose, come il diritto di farsi le regole da seguire nella vita che si devono guadagnare dimostrando il senso di responsabilita' e l'essere fidato.

Il teenager vuole piu' liberta' beh che dimostri che sa usare bene quella che ha gia' rispettando i suoi genitori, le regole e adempiendo al suo "lavoro" attuale che e' quello di essere promosso a scuola.

Non so, il problema non e' di FB o MSN o di altri. Il problema e' che i genitori hanno rinunciato a fare i genitori.
@Pax

Io ci ho riflettuto molto è no potuto constatare che lo schiaffone non ha nessuno potere in più rispetto alla reprimenda, alla punizione, allo strillo etc. e ha evidenti controindicazioni (dolore fisico e possibili lesioni).

In altre parole oltre ad assicurarmi dolore fisico e possibili lesioni, non mi assicura che il soggetto si convinca a non rifare l'azione: anzi sono sicuro che si convinca a non farle proprio in faccia a me, al massimo ;-)

Il discorso principe dei metodi educativi è l'autorevolezza: se torno a casa ubriaco ogni sera e pretendo che mio figlio sia una persona seria sono un illuso. Ma anche se fumo sigarette e pretendo che mio figlio non fumi sono un illuso...

Volenti o nolenti siamo il metro di giudizio sul quale gli uomini del futuro misureranno loro stessi e gli altri. Auguri a tutti i genitori :D
@Drakkar

Ti do' ragione serve l'autorevolezza nei genitori infatti il mio discorso alla fine era sintetizzato dalla frase che indicava che molti genitori di oggi hanno rinunciato a fare i genitori.

Volevo provocare con il discorso dello "schiaffone" ma la cosa vale per punizioni in genere come limitare la liberta' (esempi? weekend a casa, no cellulare, no playstation, no tv, ecc...).

Il principio del "do ut des" negli ultimi 15 anni e' completamente passato di moda, oggi vedo genitori dare ai figli per farli stare buoni.
Sei stato bocciato a scuola? Allora meriti una consolazione, tieni il motorino, la macchina, fatti le vacanze con gli amici... perche' il poverino e' stato trattato ingiustamente.

Sta venendo su una generazione che non sa dove sono i limiti e crede che non ci siano conseguenze.

Questo e' in sostanza quello che volevo dire.
Comprendo.

Ma lo sai che è una teoria abbastanza convincente dice che è una reazione uguale e contraria al tipo di rigida educazione ricevuta dalle generazioni precedenti?

In altre parole prima si era stupidamente rigidi ora stupidamente permissivi...
@noemi85:
guarda che io sono cattiva. ti uso e poi ti getto..

Come fai con i nickname, bubbococco alias signore_dei_trolls alias guardian68 alias giusy78 alias majestic886 alias "safina tu al mout"?
@Pax:
Sei stato bocciato a scuola? Allora meriti una consolazione, tieni il motorino, la macchina, fatti le vacanze con gli amici... perche' il poverino e' stato trattato ingiustamente.

Sta venendo su una generazione che non sa dove sono i limiti e crede che non ci siano conseguenze.

Questo e' in sostanza quello che volevo dire.


Effettivamente sembra che sia così, anche se probabilmente solo in una minoranza (rumorosa) di famiglie.

Sono quei genitori che poi fanno disperare gli insegnanti perché invece di tirare le orecchie (anche solo virtualmente) ai figli quando vanno male a scuola li difendono e dicono che la colpa è dell'insegnante.

E torniamo al discorso del mammismo italiano.
@Turz

Effettivamente sembra che sia così, anche se probabilmente solo in una minoranza (rumorosa) di famiglie.

Sono una minoranza; pochi genitori che non hanno la voglia o il coraggio di fare i genitori danno l'impressione che tutti siano così.

Purtroppo i bambini sono anarchici per natura e se non sei in grado di stabilire delle regole semplici, sensate e adeguate alla loro età, e di farle rispettare, vinceranno sempre loro perché sono più forti.

E torniamo al discorso del mammismo italiano.

Qui hai parzialmente ragione ma i papà italiani dove sono?
"Sono quei genitori che poi fanno disperare gli insegnanti perché invece di tirare le orecchie (anche solo virtualmente) ai figli quando vanno male a scuola li difendono e dicono che la colpa è dell'insegnante."
E magari lo denunciano pure... invece i genitori di quel bambino di dieci anni che ha spappolato la milza alla sua maestra, che punizione hanno ricevuto? Se ne sente più parlare?
@ uè
invece i genitori di quel bambino di dieci anni che ha spappolato la milza alla sua maestra, che punizione hanno ricevuto? Se ne sente più parlare?

Massimo Gramellini (La Stampa) aveva scritto nu bellissimo editoriale in proposito.

"La settimana scorsa, la maestra napoletana Maria Marcello si era tuffata in una zuffa di bambini per separarli ed era stata colpita da un calcio che le aveva fracassato la milza. Al risveglio dall’operazione, le sue prime parole erano state irrituali: voleva rivedere il piccolo che l’aveva mandata all’ospedale e perdonarlo.
Ieri il bambino le ha spedito una lettera di scuse, un mazzo di fiori e il vangelo della sua prima comunione.
Libro Cuore? Può darsi.

Per me quella maestra è una rivoluzionaria e ha raccolto il frutto di un gesto non buonista, ma anticonformista.

Esiste oggi qualcosa di più banale che vendicarsi delle offese subìte?
Pare sia rimasta l’unica regola morale accettata da tutti: ogni torto va riequilibrato con un’offesa di segno uguale e contrario.
Centinaia di film gialli e di curve ultrà non fanno che ripetercelo di continuo: l’onore, la giustizia e il rispetto si ottengono soltanto con la ritorsione.

Un bambino ti spacca la milza? Che sia cacciato dal consesso urbano, umiliato lui e la sua famiglia. Così il bimbo crescerà avvelenato contro il mondo, in preda a un astio vittimista che i familiari non mancheranno di alimentare.

Poi arriva una maestra da 1100 euro al mese che dice: «Ti perdono». E lo scenario di colpo si ribalta. Perché come fai a sentirti ancora vittima della società, quando la «tua» vittima ti chiede di stringerle la mano?

Il perdono è l’arma disarmante.
Non puoi farci nulla: ti vince, ti conquista, ti redime.
Ed è una medicina che alleggerisce il cuore di chi lo riceve, ma ancor più quello di chi lo offre".


E' difficile commentare... Magari qualcuno penserà che un discorso alla porgi l'altra guancia non valga nel mondo di oggi. Magari molti di noi avrebbero agito per la via "tradizionale", però il ragionamento dell'editoriale non fa una grinza.
Ed è un atto di grande coraggio applicare questo comportamento quando si è la vittima.
Magari il bambino, dopo essere stato perdonato, si sentirà ancora più in diritto di avere certi comportamenti...chissà.
Ma mi sento di dire che questa ipotesi potrebbe essere giustificata dal fatto che il bambino si rende conto di vivere in un mondo dove "farla franca" è uno stile di vita e bisogna continuare ad approfittare di un sistema che ti permette di fare quello che vuoi. E di chi è la colpa se un bambino la vede così?
@motogio:
Qui hai parzialmente ragione ma i papà italiani dove sono?

Anche i papà italiani sono spesso mammeschi. Mentre nei Paesi nordici spesso anche le mamme sono "babbesche".
@Replicante Cattivo:
Ma mi sento di dire che questa ipotesi potrebbe essere giustificata dal fatto che il bambino si rende conto di vivere in un mondo dove "farla franca" è uno stile di vita e bisogna continuare ad approfittare di un sistema che ti permette di fare quello che vuoi. E di chi è la colpa se un bambino la vede così?

Un mondo? Solo se è un mondo fatto così :-)
Replicante Cattivo ha commentato:

Magari qualcuno penserà che un discorso alla porgi l'altra guancia non valga nel mondo di oggi. Magari molti di noi avrebbero agito per la via "tradizionale", però il ragionamento dell'editoriale non fa una grinza.
Ed è un atto di grande coraggio applicare questo comportamento quando si è la vittima.


Io non ci vedo nessun atto di coraggio e anche il ragionamento dell'editoriale l'ho trovo banale, scontato e ipocrita:

Il perdono è l’arma disarmante.
Non puoi farci nulla: ti vince, ti conquista, ti redime.
Ed è una medicina che alleggerisce il cuore di chi lo riceve, ma ancor più quello di chi lo offre.


Il perdono è un'arma potente in mano alla vittima perché questo gli permette di non più considerarsi succube del suo carnefice ma la innalza a un livello morale superiore. Ma per far questo la vittima deve prima percorre un percorso interiore che l'aiuti a superare il proprio trauma.
Purtroppo al giorno d'oggi la vittima si sente quasi obbligata a concedere il proprio perdono seduta stante.
Ogni volta che una vittima viene intervistata immancabilmente il giornalista di turno fa sempre la stessa stupida domanda:
Ha perdonato i suoi carnefici?

Sino ad oggi solo una volta ho sentito una persona rispondere di no, ed era un quasi prete cattolico (per essere precisi un diacono a poche settimane dalla ordinazione sacerdotale).

Le sue parole furono queste:
È forse troppo presto per parlare di perdono, perché stiamo ancora vivendo la fase del distacco. In prima istanza sarà la giustizia umana a dover compiere il proprio corso. Poi, più in là, bisognerà perdonare ...

ndr: suo nipote fu ucciso a pugni in strada da dei balordi senza un motivo.

Ricordo anche che papa Giovanni Paolo II perdonò Ali Ağca due anni dopo l'attentato.

Oggi invece, spinti da un'ideologia falso cattolica, le vittime perdonano i loro carnefici ancora prima che le ferite fisiche siano rimarginate o, peggio, i propri cari inumati.

E così nessuno è più responsabile delle proprie azioni perché con il perdono i carnefici espiano le proprie colpe e si trasformano in buoni cristiani; come il ragazzo dell'articolo postato da Replicante cattivo che ha regalato il vangelo della sua prima comunione alla maestra.

La maestra ha perso un occasione d'oro con quel ragazzo, doveva invitarlo a leggere il vangelo con lei e solo dopo perdonarlo.

Questo sarebbe stato un gesto rivoluzionario e anticonformista perché avrebbe veramente aiutato il ragazzo a rendersi conto del male che ha fatto.

Invece è finito tutto a tarallucci e vino :(
Per motogio

Oggi invece, spinti da un'ideologia falso cattolica, le vittime perdonano i loro carnefici ancora prima che le ferite fisiche siano rimarginate o, peggio, i propri cari inumati.

Son d'accordo con l'ideologia falso cattolica, ma non prendere troppo alla lettera le dichiarazioni rilasciate ai tg. Dire davanti alle telecamere "lo perdono" costa poco fiato, fa fino e non impegna. Poi sarebbe da vedere con che parole si parlano in privato, se si parlano, e che tipo di richieste vengono avanzate in sede di risarcimentio civile. Questi particolari al giornalista del tg in cerca di lacrime facili non interessano.

E così nessuno è più responsabile delle proprie azioni perché con il perdono i carnefici espiano le proprie colpe e si trasformano in buoni cristiani;

Non ti facevo così moralista... Guarda che nei casi di reati per cui si procede d'ufficio perdono o non perdono c'è un processo e, quasi automaticamente, la condanna.

Questo sarebbe stato un gesto rivoluzionario e anticonformista perché avrebbe veramente aiutato il ragazzo a rendersi conto del male che ha fatto.

Invece è finito tutto a tarallucci e vino :(


Domanda secca, non rivolta solo a te: anche in assenza di perdono, che cosa poteva succedere a un alunno di scuola elementare di 10 anni? Che sarebbe cambiato, all'atto pratico?
@Accademia dei pedanti ♂

Non ti facevo così moralista...

Normalmente non sono così moralista; mi sono fatto prendere un po' la mano dall'impeto accusatorio ;)

Domanda secca, non rivolta solo a te: anche in assenza di perdono, che cosa poteva succedere a un alunno di scuola elementare di 10 anni? Che sarebbe cambiato, all'atto pratico?

Non so in Italia come vengono trattati questi casi; da noi i ragazzi "difficili" vengono allontanati dalla scuola pubblica (con o senza perdono) e sono costretti a frequentare una scuola privata, naturalmente a spese dei genitori.

Un po' discutibile come sistema :(
Per motogio

Domanda secca, non rivolta solo a te: anche in assenza di perdono, che cosa poteva succedere a un alunno di scuola elementare di 10 anni? Che sarebbe cambiato, all'atto pratico?

Non so in Italia come vengono trattati questi casi; da noi i ragazzi "difficili" vengono allontanati dalla scuola pubblica (con o senza perdono) e sono costretti a frequentare una scuola privata, naturalmente a spese dei genitori.


In Italia si può espellere da una singola scuola statale, ma non da tutte le scuole, non che io sappia almeno. Altre cose che potrebbero succedere (chiedo agli altri)?

Un po' discutibile come sistema :(

Si puniscono i genitori anziché il minore di anni 14.
@motogio
Io non ci vedo nessun atto di coraggio e anche il ragionamento dell'editoriale l'ho trovo banale, scontato e ipocrita:

E perchè? A me non sembra proprio il classico discorso moralista-cattolico "perdona il tuo carnefice". Tant'è che Gramellini non mi sembra stia facendo una predica, probabilmente perchè lui stesso non sarebbe in grado di comportarsi in quel modo se la vittima del pestaggio fosse stata sua moglie o sua figlia.

Però non si può negare che, se la maestra si fosse comportata come tanti altri avrebbero fatto, il bambino sarebbe stato perso per sempre. Qui si parla di un ragazzino di 10 anni: se pensiamo che a quell'età gli esseri umani siano già "irrecuperabili", allora dobbiamo fare attenzione: qualcuno potrebbe decidere che un adulto di 18 anni beccato a rubare una mela sia destinato a rubare per sempre, quindi va sbattuto in cella per tutta la vita e isolato dalla società.

Il perdono è un'arma potente in mano alla vittima perché questo gli permette di non più considerarsi succube del suo carnefice ma la innalza a un livello morale superiore.

Questo ragionamento può valere quando non vi è un'adeguata punizione al reato commesso: se il perdono corrispone a uno schiaffetto sulle mani, allora non ha senso. Ma qui si parla di due cose diverse: il procedimento penale deve andare avanti indipendentemente da cosa ha deciso la vittima, che però potrebbe essere determinante nel momento in cui si tenta di recupeare l'individuo (ovviamente bisogna valutare caso per caso: l'età della persona, se è recidivo, ecc...)

Purtroppo al giorno d'oggi la vittima si sente quasi obbligata a concedere il proprio perdono seduta stante.Ogni volta che una vittima viene intervistata immancabilmente il giornalista di turno fa sempre la stessa stupida domanda:
Ha perdonato i suoi carnefici?
Sino ad oggi solo una volta ho sentito una persona rispondere di no


Qui però entrano in gioco altri fattori. Hai mai sentito una persona intervistata in tv dichiararsi favorevole alla pena di morte? Eppure quando sentiamo parlare di stupri, ubriachi al volante, rapinatori violenti, la vox populi della strada è ben diversa da quella che ci mostrano ai tg. Allo stesso modo nessuno pareva essere favorevole alla guerra in Iraq, nessuno è razzista, nessuno è omofobo. La realtà però ci dice il contrario.
Perchè? Come dice Accademia può essere semplicemente vergogna di esprimersi davanti alle telecamere (perchè si sa che poi i tg tagliano e montano gli interventi in maniera strumentale)...più semplicemente io credo che, se qualcuno dice una cosa "scorretta", venga tagliato dal servizio finale.
Infatti quando si parla di pena di morte ti faccio notare una cosa. Hai presente quando, ogni tanto -specialmente d'estate- si pesca a caso un condannato a morte (meglio se negli USA , meglio se italo-americano) e tutta Italia sembra preoccuparsi di lui? I servizi in merito mostreranno persone totalmente contrarie alla pena di morte. Se però il servizio parla di un pedofilo pluriomicida piuttosto che di un albanese che,guidando ubriaco ha ucciso un bambino, allora ogni tanto sentirai qualche uomo della strada invocare la sedia elettrica o la speranza che vengano processati nel loro paese, dove vige ancora il taglio delle mani. (cont.)
Le sue parole furono queste:
È forse troppo presto per parlare di perdono, perché stiamo ancora vivendo la fase del distacco. In prima istanza sarà la giustizia umana a dover compiere il proprio corso. Poi, più in là, bisognerà perdonare ...


Ma infatti questo sarebbe un discorso sensato. E mostra che, chi ha DAVVERO intenzione di perdonare un carnefice (e non lo dice solo per farsi bello davanti alle telecamere) deve prendersi il suo tempo. Penso che nel caso della maestra sia un po' diverso perchè lei in quel momento vede ancora il suo ruolo di educatrice e si rende conto che il futuro di quel bambino è nelle sue parole; magari lei non lo ha ancora perdonato...ma in quel momento deve mostrarsi disponibile nei suoi confronti, se spera di recuperarlo. Un bambino di 10 anni non è in grado di comprendere un perdono "postumo”.

Oggi invece, spinti da un'ideologia falso cattolica, le vittime perdonano i loro carnefici ancora prima che le ferite fisiche siano rimarginate o, peggio, i propri cari inumati.

Non confondiamo ciò che si dice in pubblico da ciò che si pensa davvero. Senza contare che ognuno la può vedere come vuole...se una vittima vuole perdonare il suo carnefice dopo un minuto, ha il diritto di farlo. L'importante è non ricevere pressioni, come invece succede regolarmente.

E così nessuno è più responsabile delle proprie azioni perché con il perdono i carnefici espiano le proprie colpe e si trasformano in buoni cristiani; come il ragazzo dell'articolo postato da Replicante cattivo che ha regalato il vangelo della sua prima comunione alla maestra.

Beh, non penso proprio che la maestra abbia voluto evangelizzare il ragazzo. Se lui, anzichè il vangelo, le avesse regalato una copia di "Cuore", piuttosto che "I miserabili" il discorso non cambierebbe.

La maestra ha perso un occasione d'oro con quel ragazzo, doveva invitarlo a leggere il vangelo con lei e solo dopo perdonarlo.

Stiamo parlando di un bambino di 10 anni. Se non gli si porge la mano dicendogli "non sono arrabbiato con te", questa cosa non sarebbe mai avvenuta. Se un bambino sente che tu provi odio verso di lui per quello che ha fatto, continuerà ad essere diffidente nei tuoi confronti.
Hai presente quei ragazzini mandati a rubacchiare nei treni, pullman o per le strade? Quelli non hanno colpe, perchè sono costretti a farlo dai loro aguzzini. Però ce la prendiamo con loro, sono loro a subire le nostre parolacce, insulti e -talvolta- sganassoni. E, purtroppo, non sto dicendo che sia sbagliato: nel momento in cui uno di questi bastardelli mi ficca le mani in tasca, mi dà uno spintone o molesta la mia compagna, io mi sento in dovere di reagire, perchè in quel momento lui sta violando i miei spazi e -soprattutto- le mie proprietà. Non è perchè sei un bambino ti posso lasciare il mio cellulare...

Però diventa un circolo vizioso: loro sono costretti a delinquere, la gente li odia, loro sentono l'odio della gente e, sentendosi emarginati dalla società, si sentono ancora più in diritto di infrangerne le regole. Qualcuno dovrebbe avere la forza di strapparli dal mondo in cui vivono e concedere loro un'altra possibilità; ma se invece vengono riconsegnati agli stessi genitori che li mandano a rubare, cosa mai potranno fare quando saranno adulti?
Sono discorsi complicati, che talvolta possono sfociare nella retorica (o farlo credere), e che ci impongono di fare una scelta tra i comportamenti che sarebbero più giusti per la società e quelli che, invece, sono più giusti per i singoli individui. Ma siccome la società è composta da individui, non è detto che un comportamento più 'egoista' sia necessariamente sbagliato o deprecabile.
Lo dicevo che sono discorsi complicati.
Scusate eh, bel discorso, belle riflessioni, lungi da me fare discorsi di censura di questi dibattiti, ma forse il caso della maestra e del bambino è proprio un caso dove il perdono è d'obbligo: il bambino non ha mica di proposito tirato un calcio alla maestra, mirando per di più alla milza per distruggerla: pensare questo significa avere affinità coi complottisti... Il bambino si stava azzuffando con altri bambini (chi non si è mai azzuffato ai 10 anni!?), la maestra è intervenuta per dividerli e ha preso in braccio il bambino mentre era in corso la zuffa: il bambino si stava muovendo scompostamente e ha preso in pieno con un calcio la milza della maestra.
In tutto questo abbiamo una lesione colposa, del quale il bambino s'è scusato già il giorno dopo e del quale la maestra, adulta, sa benissimo che è stato un caso fortuito.

È vero anche, e questo vada detto a vergogna dei giornalisti italiani, che molti uscirono coi titoli del tenore "Prende a calci la maestra" alludendo così ad un gesto intenzionale.

Insomma il bimbo litigando con un altro bimbo ha per sbaglio colpito il paciere: ciò è stato appurato e il perdono della maestra mi sembra che sia inevitabile.
A mio parere, nel caso citato, il bambino ha compreso di avere fatto qualcosa di male.
E nonostante il gesto non fosse volontario, si è dimostrato pentito.
Sicuramente grazie ai genitori e agli educatori.
A dieci anni, mi sembra il massimo che gli si possa chiedere.
Detto questo il perdono è la scelta più responsabile.
Punirlo o colpevolizzarlo sarebbe più dannoso che utile.
@ thedrakkar
il bambino non ha mica di proposito tirato un calcio alla maestra, mirando per di più alla milza per distruggerla: pensare questo significa avere affinità coi complottisti... Il bambino si stava azzuffando con altri bambini (chi non si è mai azzuffato ai 10 anni!?), la maestra è intervenuta per dividerli e ha preso in braccio il bambino mentre era in corso la zuffa: il bambino si stava muovendo scompostamente e ha preso in pieno con un calcio la milza della maestra.
In tutto questo abbiamo una lesione colposa, del quale il bambino s'è scusato già il giorno dopo e del quale la maestra, adulta, sa benissimo che è stato un caso fortuito.


La tua è un'ottima precisazione e ti ringrazio. Purtroppo in questi casi i giornalisti hanno sempre un piacere subdolo ad esagerare le storie.


È vero anche, e questo vada detto a vergogna dei giornalisti italiani, che molti uscirono coi titoli del tenore "Prende a calci la maestra" alludendo così ad un gesto intenzionale.


Ad esempio tempo fa c'era stata una storia simile (ma a ruoli invertiti), di una maestra che per punizione ha tagliato la lingua ad un alunno...mamma mia che titolo!
Però, se si proseguiva nella lettura, si capiva che in realtà lei aveva semplicemente detto al bambino "se continui a parlare te la taglio" ed ha avvicinato le forbici alla bocca del bambino che, con un movimento scomposto, si è fatto un taglietto sulla lingua.

Sicuramente la maestra ha avuto un comportamento irresponsabile e pericoloso...ma è ben diverso dal dire (come invece il titolo faceva pensare) che lei abbia volontariamente tagliato un pezzo di lingua come se fossimo in una scena di Hostel.
Ovviamente, dopo aver sbattuto il mostro in prima pagina, nessuno ne ha più parlato...e così la maestra (che di sicuro si è pentita del gesto) ora si troverà a dover convivere con questa "fama", che probabilmente le sarà costato il posto fisso.
Mah, io non so come spiegarmi: i bambini sono irresponsabili ed imprevedibili anche in presenza di adulti, genitori o insegnanti che siano, quindi come si fa a lasciarli soli davanti a internet o camminare da soli per strada? E poi dargli un'arma per difendersi dalle aggressioni, vitruali o reali...non sarebbe meglio metterli in condizione che nessuno gli faccia del male invece di lasciarli liberi di arrangiarsi da soli?
Per ué

...E poi dargli un'arma per difendersi dalle aggressioni, vitruali o reali...non sarebbe meglio metterli in condizione che nessuno gli faccia del male invece di lasciarli liberi di arrangiarsi da soli?

Ma infatti si tratta di una sperimentazione nata sull'onda di un efferato caso di cronaca. Se fallirà, il pulsante antipanico di facebook svanirà così com'era apparso.
Come dare una mazza in mano ad un bambino e dirgli: vai in giro da solo e se qualcuno ti sta per mettere sotto fracassagli la macchina. Poi se fa danni inutilmente gli si leva la mazza dalle mani e pace.
Ma poi un ragazzino dai 13 ai 16 anni non rischia solo di incappare nei pedofili: quelli sono i "mostri", quelli che fanno paura solo a pronunciarli...ma le insidie di interenet vanno ben oltre.
Chi è in grado di far capire ai bambini cos'è un link malevolo? Chi spiega loro che se scaricano un file eseguibile dopo aver lanciato un video, non devono aprirlo? Chi spiega loro che non devono pubblicare il numero di cellulare nella bacheca di un'altra persona?

Qualche mese fa avevo letto di una bambina inglese che, giocando a Farmiville, ha speso migliaia di euro della madre per comprarsi gli accessori per la sua fattoria: ebbene sì, esistono persone che spendono soldi VERI per questi giochini. Ma se lo fa un adulto, sono cavoli suoi. Un bambino, purtroppo, non è in grado di rendersi conto la stupidità di questo comportamento...però è abbastanza furbo da saper usare la carta di credito della madre.

Non si può creare un pulsante magico per ognuna di queste cose, anche perchè tali pulsanti partono dal presupposto che il bambino riconosca il rischio. Bisogna aspettare che il bambino raggiunga un'età e una consapevolezza sufficienti ad utilizzare un mezzo così pericoloso nel migliore dei modi.
Per Replicante Cattivo

...ma le insidie di interenet vanno ben oltre.

Incrocio fra internet e un lavoratore interinale.

Chi è in grado di far capire ai bambini cos'è un link malevolo? Chi spiega loro che se scaricano un file eseguibile dopo aver lanciato un video, non devono aprirlo? Chi spiega loro che non devono pubblicare il numero di cellulare nella bacheca di un'altra persona?

Come dire che gli adulti questi sbagli non li commettono mai, neh?!?
Sbagliando s'impara. A 10 anni si impara meglio che a 40, e ciò è meglio impararlo a 10 che a 40.

Qualche mese fa avevo letto di una bambina inglese che, giocando a Farmiville, ha speso migliaia di euro

Interessante. In Inghilterra hanno introdotto l'euro e nessuno me lo ha detto. O forse, il videogioco Farmville, che ha sede in California, usa l'euro perché i dollari gli fanno schifo.

della madre per comprarsi gli accessori per la sua fattoria: ebbene sì, esistono persone che spendono soldi VERI per questi giochini. Ma se lo fa un adulto, sono cavoli suoi. Un bambino, purtroppo, non è in grado di rendersi conto la stupidità di questo comportamento...però è abbastanza furbo da saper usare la carta di credito della madre.

E sì. E vogliamo scommettere che con la carte di credito della madre ha comprato molte cose anche fuori da Farmville, ma i giornali hanno omesso il particolare perché in quel momento c'era da demonizzare feissbuc?
Una volta carpito il numero, ogni sito che accetta la carta di credito è buono per una bambina.

Bisogna aspettare che il bambino raggiunga un'età e una consapevolezza sufficienti ad utilizzare un mezzo così pericoloso nel migliore dei modi.

Non è che hai visto troppe puntate del Maurizio Costanzo show di fine anni Novanta? Sembrano frasi prese pari pari da lì...
@Ue

Mah, io non so come spiegarmi: i bambini sono irresponsabili ed imprevedibili anche in presenza di adulti, genitori o insegnanti che siano, quindi come si fa a lasciarli soli davanti a internet o camminare da soli per strada?

Ma non li puoi tenere tutta la vita in una campana di vetro; mia figlia, a 6 anni, va da sola a scuola e così tutti i suoi compagni.

Io a 15 anni lavoravo in officina, e come me molti altri anche oggi, eppure sono ancora vivo e vegeto.

E tu vuoi proibire al figlio del tuo compagno di andare navigare da solo in internet sino a quando è maggiorenne perché chissa cosa mai potrebbe accadergli?

Auguri, ma qui devo dar ragione a Turz quando parla dell'iperprotettività delle mamme italiane ;)
Io invece guardavo Carosello e poi a nanna, ho giocato coi trenini (odio le bambole) fino a 13 anni, andavo alla scuola media da sola, ho preso il diploma ed ho iniziato a lavorare a 19 anni, però penso di tenere un comportamento rispettoso nei confronti degli adulti e non mi sono mai messa nei guai. Invece alcuni ragazzini di mia conoscenza pretendono che la preside della loro scuola media faccia quello che dicono gli alunni, guardano i film horror in tv e poi hanno gli incubi, si prendono a sassate per strada e credono alla fine del mondo nel 2012...
@ Accademia

Come dire che gli adulti questi sbagli non li commettono mai, neh?!

Se un adulto commette questi errori, paga in prima persona, sia che si tratti del pc di casa sia che si tratti del pc aziendale su cui ha scaricato un bel virus.
Ed essendo una persona grande e vaccinata, non ha attenuanti davanti a comportamenti così sprovveduti, specialmente se si ripercuotono su altre persone.

Sbagliando s'impara.A 10 anni si impara meglio che a 40, e ciò è meglio impararlo a 10 che a 40.

L'educazione informatica dovrebbe partire già dalla scuola dell'obbligo, anzichè aspettare che una persona si ritrovi a 25 anni (se non di più) ad usare un pc per la prima volta e senza sapere nemmeno come si usa word. Altrimenti è logico che questa persona si beccherà un virus al primo allegato ricevuto via mail.

Questo non vuol dire che, per essere educati, i giovani debbano sbatterci dentro il naso: a scuola guida, per insegnarti a guidare in maniera corretta, non lasciano che tu ti vada a stampare contro le altre auto per capire quanto fa male.

Interessante. In Inghilterra hanno introdotto l'euro e nessuno me lo ha detto.

Che palle... >_>

E sì. E vogliamo scommettere che con la carte di credito della madre ha comprato molte cose anche fuori da Farmville, ma i giornali hanno omesso il particolare perché in quel momento c'era da demonizzare feissbuc?Una volta carpito il numero, ogni sito che accetta la carta di credito è buono per una bambina.

Può anche darsi che fosse andata così...oppure può darsi che la bambina, nella sua innocenza, pensava che tutto ciò che c'è in Facebook sia sicuro, mentre i "mostri" erano fuori. E così ha pensato che non ci fosse alcun problema nello spendere tutti quei soldi per comprarsi staccionate e fienili.

Non è che hai visto troppe puntate del Maurizio Costanzo show di fine anni Novanta? Sembrano frasi prese pari pari da lì...

No, sono frasi che esprimo con la mia testa, anche perchè il MCS non lo guardavo mai, soprattuto in quel periodo. Se poi qualcuno ha detto quelle cose prima di me, non vedo dove stia il problema.

@ motogio

mia figlia, a 6 anni, va da sola a scuola e così tutti i suoi compagni.

Io a 15 anni lavoravo in officina, e come me molti altri anche oggi, eppure sono ancora vivo e vegeto.


Questo perchè sia tu che tua figlia siete stati educati a conoscere i rischi della strada. Non necessariamente in strada si deve morire (così come non necessariamente in internet si devono beccare i pedofili), però è sempre meglio sapere cosa bisogna evitare.
Ad esempio penso che a tua figlia tu abbia insegnato a non dare confidenza agli sconosciuti e a non prendere mai una strada diversa dalla solita, per evitare che si perda.


E tu vuoi proibire al figlio del tuo compagno di andare navigare da solo in internet sino a quando è maggiorenne perché chissa cosa mai potrebbe accadergli?


Parlo per me: ribadisco che quando si parla di "avere un'età ed una consapevolezza sufficienti per utilizzare internet" è riferito al fatto di utilizzarla DA SOLI.
A me va benissimo che un ragazzo di 12 anni stia su internet se viene seguito da un genitore che gli impedisca di fare qualche cretinata o gli spieghi che tutti quei banner luminosi spesso sono delle truffe; o magari che gli spieghi che, se deve fare una ricerca scolastica, non solo è sbagliato fare copia incolla da un sito internet, ma che se lo fa da wikipiedia si ritroverà la stessa identica ricerca dei suoi compagni (ed ugualmente piena di fesserie).
@motogio:
Ma non li puoi tenere tutta la vita in una campana di vetro; mia figlia, a 6 anni, va da sola a scuola e così tutti i suoi compagni.

Si vede che stai in Svizzera ;-)

Quando andavo alle medie osservavo l'ingorgo quotidiano dei genitori che andavano a prendere i figli a sQuola (elementare) in macchina. Li pedinavo (tanto a piedi facevo prima di loro) e scoprivo spesso che abitavano a 300 metri dalla sQuola.

Ah, e se i miei non facevano lo stesso era solo perché casa mia era esattamente di fronte alla sQuola.

Qui in Deutschland (ma mi dicono anche in Česká republika) i bambini delle elementari vanno a sQuola da soli. Anche quando devono prendere il tram.
@ué:
Invece alcuni ragazzini di mia conoscenza pretendono che la preside della loro scuola media faccia quello che dicono gli alunni, guardano i film horror in tv e poi hanno gli incubi, si prendono a sassate per strada e credono alla fine del mondo nel 2012...

Passi per i film horror, passi per le sassate, ma che credano alla fine del mondo nel 2012 è proprio inaccettabile!
"Passi per i film horror, passi per le sassate, ma che credano alla fine del mondo nel 2012 è proprio inaccettabile!"

Appunto!
Per Replicante Cattivo

Come dire che gli adulti questi sbagli non li commettono mai, neh?!

Se un adulto commette questi errori, paga in prima persona, sia che si tratti del pc di casa sia che si tratti del pc aziendale su cui ha scaricato un bel virus.


Ma magari fosse sempre così! Soprattutto in grandi aziende con molti PC, risalire al responsabile di qualche cretinata fatta subire al sistema è molto difficile. Dipende come è configurata ogni singola postazione.


Ed essendo una persona grande e vaccinata, non ha attenuanti davanti a comportamenti così sprovveduti, specialmente se si ripercuotono su altre persone.

Non so a te: ma a me, venire a sapere che una persona è stata licenziata solo perché, ignara dei rischi, ha sfasciato la rete della sua azienda, non fa per nulla piacere: è evidente che molti controlli non hanno funzionato. È un esempio estremo: in ogni caso, preferirei che entrasse a lavorare in un'azienda solo chi ha già fatto tutti gli errori su internet in gioventù, in modo da aver imparato la lezione, piuttosto che lo impari grazie a un licenziamento...


Sbagliando s'impara.A 10 anni si impara meglio che a 40, e ciò è meglio impararlo a 10 che a 40.

L'educazione informatica dovrebbe partire già dalla scuola dell'obbligo, anzichè aspettare che una persona si ritrovi a 25 anni (se non di più) ad usare un pc per la prima volta e senza sapere nemmeno come si usa word.


Siamo d'accordo. Visto che non siamo in un mondo perfetto, e che nella scuola italiana tranne eccezioni qua e là non si impara, che almeno facciano un po' di pratica a casa, naturalmente se lo desiderano.


Altrimenti è logico che questa persona si beccherà un virus al primo allegato ricevuto via mail.

Ma anche quello è un modo per imparare; non il migliore, ma un modo. Manco fosse un virus in senso medico, il virus Ebola... :-)


Questo non vuol dire che, per essere educati, i giovani debbano sbatterci dentro il naso:

No, quello no. Ma non credere che la pedagogia del divieto "non fare così, non accettare inviti su facebook, e nemmeno su myspace, e su msn non dire parolacce, non scaricare allegati, non fidarti dei numeri di telefono, non..." sia più efficace. Qualche sbaglio è da mettere in conto; nella vita, come sul web.


a scuola guida, per insegnarti a guidare in maniera corretta, non lasciano che tu ti vada a stampare contro le altre auto per capire quanto fa male.

Le macchine della scuola guida hanno i doppi comandi, e l'istruttore è pagato per usarli.


Può anche darsi che fosse andata così...oppure può darsi che la bambina, nella sua innocenza, pensava che tutto ciò che c'è in Facebook sia sicuro, mentre i "mostri" erano fuori. E così ha pensato che non ci fosse alcun problema nello spendere tutti quei soldi per comprarsi staccionate e fienili.

Non fai prima a cercare il link all'articolo? Così vediamo se è indicato qualcosa oltre a Farmville. Fermo restando che l'errore è stato da parte della madre, di lasciarle prendere la carta di credito, probabilmente senza nemmeno accorgersene. Se con quella carta di credito fosse andata ad acquistare la cartella della scuola ultima moda o dei gadget tecnologici al negozio all'angolo altrettanto inutili, non sarebbe finita sui giornali. Ma guarda un po'...
voi fate tutti i soloni, è giusto come dico io, no è come dico io bla bla mumble mumble yadda yadda ma scommettete che davanti ad una semplice domanda vi metto in crisi?

––––

motorino a 14 anni, sì o no?

=D
Per theDRaKKaR

voi fate tutti i soloni, è giusto come dico io, no è come dico io bla bla mumble mumble yadda yadda ma scommettete che davanti ad una semplice domanda vi metto in crisi?

––––

motorino a 14 anni, sì o no?


Non ho capito i ––––.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Un giorno, avevo 14 anni, ero in comitiva con gli amici e, nel parcheggio della piazza ove amaano passare le giornate, una bella ragazza formosa, appena scesa da una automobile, si piegò a 90° per fare non ho mai capito cosa: io alzai il braccio e, indicando col dito il notevole fondoschiena, esclamai verso i miei compagni "o cioccate!" .

Il di lei gentil accompagnatore, pur lontano, si accorse del mio gesto, si girò verso di me e ponendo le sue mani a coppa sui suoi attributi gridò "ahò questo nun te piace?"

Morale della storia ? Fatti gli affari tuoi! ^______^
@ Accademia
Ma magari fosse sempre così! Soprattutto in grandi aziende con molti PC, risalire al responsabile di qualche cretinata fatta subire al sistema è molto difficile. Dipende come è configurata ogni singola postazione.

Un motivo in più per rendere obbligatoria un'educazione all'uso e ai pericoli di internet prima di immettere i giovani nel mondo del lavoro.

Non so a te: ma a me, venire a sapere che una persona è stata licenziata solo perché, ignara dei rischi, ha sfasciato la rete della sua azienda, non fa per nulla piacere: è evidente che molti controlli non hanno funzionato. È un esempio estremo:


Ma infatti non parlo di soluzioni così drastiche come il licenziamento. E' solo che io non riesco a concepire attenuanti riguardo al fatto che un lavoratore, utilizzando la posta elettronica, possa incappare in virus come "I love you" o "le mie foto calde"; allo stesso modo qualcuno dovrebbe spiegare all'impiegato che microsoft non manda aggiornamenti via mail e che se ricevono un giochino tramite la posta è meglio che non lo aprano indipendentemente da chi gliel'ha mandato.
Anche perchè un conto è se la mail malevola ti arriva da un tuo collega o da un presunto sito Microsoft (e quindi si può pensare all'errore in buona fede); un conto è se la mail arriva da un amico: in tal caso l'errore viene viziato da un comportamento scorretto, ovvero l'uso delle mail per fini privati (sia che l'amico ti abbia scritto all'inidirizzo del lavoro, sia che tu sia andato a controllare il tuo account durante l'orario lavorativo).

in ogni caso, preferirei che entrasse a lavorare in un'azienda solo chi ha già fatto tutti gli errori su internet in gioventù, in modo da aver imparato la lezione, piuttosto che lo impari grazie a un licenziamento...

Non ci vedo molta differenza tra chi, a causa di una disattenzione:
- ha perso tutti i dati del suo hard disk, comprese tutte le foto personali, le sue realizzazioni grafiche, le sue composizioni musicali, i suoi scritti...
- ha perso il lavoro, non tanto perchè ha mandato in tilt la rete aziendale, ma perchè ha dimostrato negligenza nel voler visitare siti non previsti dal suo lavoro (infatti non credo che basti un solo episodio del genere per causare il licenziamento, ammesso che questo possa essere una possibile sanzione per un errore informatico)

In entrambi i casi si tratta di gravi conseguenze per quella persona, che in parte si sarebbero potute evitare con una buona educazione all'uso del web.


(Altrimenti è logico che questa persona si beccherà un virus al primo allegato ricevuto via mail.)
Ma anche quello è un modo per imparare; non il migliore, ma un modo. Manco fosse un virus in senso medico, il virus Ebola... :-)


Quindi io che non mi sono mai beccato un virus via mail devo ancora imparare la lezione? :)

No, quello no. Ma non credere che la pedagogia del divieto "non fare così, non accettare inviti su facebook, e nemmeno su myspace, e su msn non dire parolacce, non scaricare allegati, non fidarti dei numeri di telefono, non..." sia più efficace. Qualche sbaglio è da mettere in conto; nella vita, come sul web.

Certo, ma è sempre meglio limitare l'entià di tali sbagli. Se uno ti insegna ad usare l'automobile prima di fartela guidare, non vuol dire che tu sei esente dal causare o subire incidenti...ma almeno si può evitare che tu corra dei rischi inutili (uno per tutti: accendere l'auto con la marcia inserita senza premere la frizione e vederla sbattere contro il muro del garage)
(cont.)
(cont.)
Le macchine della scuola guida hanno i doppi comandi, e l'istruttore è pagato per usarli.

Infatti: è pagato per evitare che tu possa commettere errori che potrebbero avere delle gravi conseguenze su te stesso e su altri.
E si spera che tu, quando sarai da solo, sia in grado di evitarli da solo: l'istruttore non potrà certo averne la certezza, ma quantomeno grazie a lui hai imparato le regole base della strada.
E se un giorno tu le infrangerai, non potrai far finta di niente. Ecco perchè l'educazione stradale dovrebbe essere insegnata prima ancora di quella informatica: giusto perchè anche chi esce a piedi o in bici deve sapere quali sono i suoi doveri e quale rischi corre. Altrimenti poi accede che la gente non patentata inforca contromano le strade a senso unico, non sapendo che il segnale vale anche per loro.

Non fai prima a cercare il link all'articolo? Così vediamo se è indicato qualcosa oltre a Farmville. Fermo restando che l'errore è stato da parte della madre, di lasciarle prendere la carta di credito, probabilmente senza nemmeno accorgersene.

L'articolo è questo
(era un bambino e non una bambina, ma non credo faccia differenza). Originariamente era presente sul sito di "Leggo", ora non si trova più, comunque, andando a memoria, mi sembra che sia un copiaincolla abbastanza fedele

Quanto alla madre: penso che sia normale per un genitore arrivare a fidarsi del proprio pargolo e non essere costretto a nascondere soldi o carte di credito. Evidentemente, prima di quel momento, non ha mai avuto problemi del genere. A questo punto possiamo solo fare mille congetture su cosa abbia spinto il bambino a violare una regola non scritta che, fino a quel momento, aveva rispettato. Oltretutto si parla di una somma decisamente grande: per quanto ci siano ragazzini che dilapidano fortune in ricariche del cellulare, faccio fatica a pensare che un 12enne non riesca a rendersi conto di cosa vogliano dire l'equivalente di 700 euro.

Se con quella carta di credito fosse andata ad acquistare la cartella della scuola ultima moda o dei gadget tecnologici al negozio all'angolo altrettanto inutili, non sarebbe finita sui giornali. Ma guarda un po'....

C'è però da dire una cosa: la notizia è stata pubblicata su una testata online che viene aggiornata più volte al giorno; pertanto molte volte sono pubblicate notizie curiose o frivole che non troverebbero spazio nemmeno nell'edizione cartacea del giornale. Al 99.9% posso credere che le altre testate abbiano ignorato questa notizia. In ogni caso l'articolo non mi sembra essere la classica demonizzazione di facebook che ci si aspetterebbe da un tg, ma una breve notizia, curiosa, data senza troppi fronzoli. E -come è giusto- non è il giornale a dare giudizi in merito, ma questo compito viene lasciato al lettore.
Prova così

Ciao
VB
@Replicante Cattivo

Parlo per me: ribadisco che quando si parla di "avere un'età ed una consapevolezza sufficienti per utilizzare internet" è riferito al fatto di utilizzarla DA SOLI.

Sinceramente non vedo che problemi ci siano se un ragazzino di 13/14 anni ha il suo account su facebook o simili e navighi da solo in internet.

Non si può perché c'è il rischio che prenda qualche virus o che veda delle immagini scabrose?
Se prende un virus amen, la prossima volta starà più attento e se guarda immagini scabrose amen un altra volta; l'adolescenza è l'età della scoperta, se certe cose non le vede in internet le cercherà da qualche altra parte, inutile farsi illusioni.

Ma a 13 anni una ragazza può chattare con sconosciuti.

Una ragazza di 13 anni non la tieni neanche a legarla. Puoi mandarla in collegio dalle suore Orsoline e te ne combina di tutti i colori comunque. Allora è meglio spiegargli i rischi e dargli fiducia perché è l'unica cosa sensata che puoi fare per lei.

Io sono stato educato al rispetto delle regole eppure a 15/16 anni ne ho combinate di tutti i colori e fino a 21 anni ho rischiato di prendere brutte strade. Oggi ho passato i quaranta, sono sposato con due figli, ho un buon reddito e ho tutto quello che mi serve per vivere tranquillamente e togliermi qualche sfizio per me e per i miei figli.
Alcuni dei miei compagni si sono persi per strada, altri non ci sono più a causa di stupidi incidenti stradali, per droga o più banalmente per malattie. Altri ancora hanno messo su famiglia e ora sono soli ma la maggior parte sono come me: tranquilli borghesi di mezza età.

I pericoli ci sono sempre e comunque ma è la vita ;)

Ps. ma sul "bottone" ti do ragione, non è il caso di darlo in mano ad adolescenti.
Per Replicante Cattivo

Ma magari fosse sempre così! Soprattutto in grandi aziende con molti PC, risalire al responsabile di qualche cretinata fatta subire al sistema è molto difficile. Dipende come è configurata ogni singola postazione.

Un motivo in più per rendere obbligatoria un'educazione all'uso e ai pericoli di internet prima di immettere i giovani nel mondo del lavoro.


Qui non si discute del futuribile. Sarebbe auspicabile, ma siccome così non è, mettiamoci una pietra sopra.
Qui interessano i motivi per cui persone adulte e vaccinate hanno comportamenti dannosi mentre navigano di cui sono inconsapevoli. Certo, se non hanno mai visto un PC prima dei 20 anni a causa di genitori iperprotettivi di cui parlano motogio e Turz, la cosa non stupisce più di tanto...

Non ci vedo molta differenza tra chi, a causa di una disattenzione:
- ha perso tutti i dati del suo hard disk, comprese tutte le foto personali, le sue realizzazioni grafiche, le sue composizioni musicali, i suoi scritti...
- ha perso il lavoro, non tanto perchè ha mandato in tilt la rete aziendale, ma perchè ha dimostrato negligenza nel voler visitare siti non previsti dal suo lavoro (infatti non credo che basti un solo episodio del genere per causare il licenziamento, ammesso che questo possa essere una possibile sanzione per un errore informatico)


No, era un esempio estremo, non credo sia possibile in un'azienda con più di 15 dipendenti. Il problema comune esiste eccome: di chi è la colpa se a scuola non ci sono ancora corsi sull'uso responsabile e accorto del PC, lo sappiamo già. Del motivo per cui i giovani hanno scarsa possibilità di esercitarsi, e anche di sbagliare, andando sul web, ne sapevamo poco fino a che non abbiamo letto i tuoi commenti. Anche senza essere dei luminari della psicologia, si intuisce che rapporto può avere con il web e il PC un giovane di 18 anni a cui hanno ripetuto che è un mezzo "così pericoloso" (parole tue) e che non andrebbe mai usato da soli. Vi si avvicinerà con lo stesso spirito con cui si maneggia esplosivo o sostanze mortali come il cianuro...

Visto che siamo in argomento, ti pongo una domanda: passi che un genitore sorvegli il figlio per ogni minuto che passa su internet: ma se il genitore è un ignorante totale in materia, come è spesso per ragioni generazionali, che razza di sorveglianza potrà esercitare, a parte quella sui siti pornografici?

Le macchine della scuola guida hanno i doppi comandi, e l'istruttore è pagato per usarli.

Infatti: è pagato per evitare che tu possa commettere errori che potrebbero avere delle gravi conseguenze su te stesso e su altri.


I tuoi paragoni con gli incidenti stradali sono assolutamente fuori dal senso comune: utilizzando male un'automobile si possono ferire e uccidere persone, si possono provocare danni seri a sé stessi e alla proprietà altrui nell'ordine di centinaia di migliaia di euro. Con la navigazione sul web, per fortuna, no. Sia a casa, dove si spera che anche gravi malfunzionamenti siano risolvibili con una reinstallazione del sistema, sia sul luogo di lavoro, dove le impostazione del firewall e dell'antivirus aziendale, almeno oggi, dovrebbero limitare al massimo i danni.

Quindi io che non mi sono mai beccato un virus via mail devo ancora imparare la lezione? :)

I virus non si beccano solo via e-mail. Magari! Il veicolo più recente, che si sappia, sono i file .PDF, figurati.
E i virus non sono l'unico pericolo di internet. Ci sono le offerte di lavoro che sfociano in operazioni ai limiti del riciclaggio, il gioco d'azzardo online con meccanismi a schema di Ponzi, i file pornografici illeciti che si depositano nella cache e costituiscono reato al di là che li si visioni o meno...
"motorino a 14 anni, sì o no?

=D"

No.
@motogio:
Altri ancora hanno messo su famiglia e ora sono soli ma la maggior parte sono come me: tranquilli borghesi di mezza età.

Mica solo borghesi, anche lavoratori salariati.

A parte questo raptus di pedanteria, sono pienamente d'accordo col contenuto del tuo discorso.

@theDRaKKaR:
motorino a 14 anni, sì o no?

Tendenzialmente sì. Ovviamente non "sì" a prescindere, "sì" se meritato. Soprattutto perché a 14 anni paga papà.

@Accademia dei pedanti:
utilizzando male un'automobile si possono ferire e uccidere persone, si possono provocare danni seri a sé stessi e alla proprietà altrui nell'ordine di centinaia di migliaia di euro. Con la navigazione sul web, per fortuna, no.

OK, ferire e uccidere probabilmente no, ma danni dell'ordine di centinaia di migliaia di euro direi di sì.
@motogio:
In particolare qui:
Una ragazza di 13 anni non la tieni neanche a legarla. Puoi mandarla in collegio dalle suore Orsoline e te ne combina di tutti i colori comunque. Allora è meglio spiegargli i rischi e dargli fiducia perché è l'unica cosa sensata che puoi fare per lei.

Condivido al 97,6%. Se non è al 100% è solo perché è meglio spiegarle i rischi e darle fiducia :-)
"Una ragazza di 13 anni non la tieni neanche a legarla. Puoi mandarla in collegio dalle suore Orsoline e te ne combina di tutti i colori comunque. Allora è meglio spiegargli i rischi e dargli fiducia perché è l'unica cosa sensata che puoi fare per lei."

Certo che se la educhi come scrivi non ha molte speranze :-)
@ué

Certo che se la educhi come scrivi non ha molte speranze :-)

Per sua fortuna mi aiuta mia moglie ;)

Domanda secca:

Trucco e minigonna a 14 anni, sì o no?

;)
Certo, se non hanno mai visto un PC prima dei 20 anni a causa di genitori iperprotettivi di cui parlano motogio e Turz, la cosa non stupisce più di tanto...

Ci possono essere tanti motivi per cui uno può essere ignorante sull'uso di un pc.
Magari non hanno mai visto un pc prima dei 20 anni perchè le condizioni economiche non gliel'hanno permesso (nonostante i prezzi siano scesi, il pc rimane ancora un lusso per molte famiglie, non parliamo della connessione a internet).
Magari non hanno mai imparato ad usarlo perchè i genitori gliel'hanno piazzato in camera senza più preoccuparsene e questa persona è assolutamente normale formattarlo un pc ogni due mesi, perchè se lo ritrova puntualmente pieno di virus, spyware o altra robaccia che glielo inchiodava ogni secondo.
Magari i suoi genitori avrebbero anche voluto insegnargli qualcosa, ma loro sanno a malapena mandare un sms, figuriamoci utilizzare un pc.
Magari quella persona vive in uno dei tanti paesi dove non è ancora arrivata l'ADSL e quindi non conosce bene internet in quanto molti siti risultano irraggiungibili per la sua navigazione lenta e costosa.

Non spetta a nessuno giudicare queste persone, ma bisogna prenderebbe prendere atto di questa situazione, considerando che ormai quasi tutti loro, prima o poi, si ritroveranno a doverne usare uno.

Anche senza essere dei luminari della psicologia, si intuisce che rapporto può avere con il web e il PC un giovane di 18 anni a cui hanno ripetuto che è un mezzo "così pericoloso" (parole tue) e che non andrebbe mai usato da soli. Vi si avvicinerà con lo stesso spirito con cui si maneggia esplosivo o sostanze mortali come il cianuro...

Madonna, bisogna sempre fare attenzione alle parole che si usa. Spero che gli altri lettori abbiano almeno capito il senso di quella frase.
Allora, il pc è un mezzo pericoloso? SI': è pericoloso quanto un'automobile, un coltello da cucina, un quasiasi elettrodomestico, un bancomat, una matita...tutti oggetti UTILISSIMI e INDISPENSABILI, ma che possono diventare pericolosi e dannosi se dati in mano a chi non li sa usare.
Tranquillo che nessun giovane avrà mai paura di avvicinarsi a un pc, nonostante tutti gli avvertimenti che possono dargli; il problema però nasce proprio da questo: il fatto che all'inizio tutti si credono più furbi e, pertanto, immuni da rischi. Esattamente come il neopatentato che si sente troppo sicuro di sè, perchè pensa che le raccomandazioni degli altri nascano solo da mancanza di fiducia nei suoi confronti.

Visto che siamo in argomento, ti pongo una domanda: passi che un genitore sorvegli il figlio per ogni minuto che passa su internet: ma se il genitore è un ignorante totale in materia, come è spesso per ragioni generazionali, che razza di sorveglianza potrà esercitare, a parte quella sui siti pornografici?

Intanto può tenere d'occhio quando e per quanto tempo il figlio rimane connesso: ai nostri tempi i genitori ci concedevano un tot di ore davanti alla tv o davanti ai videogiochi (almeno fino a quando non abbiamo iniziato a dimostrarci responsabili nel loro utilizzo), quindi non ci vedo niente di male a fare la stessa cosa anche riguardo a internet.
Così magari posso decidere che se vuole connettersi a internet PRIMA di fare i compiti, forse è meglio dare una controllata o negargli la possibilità, specialmente se deve fare una ricerca o una versione di latino. Giusto per evitare come è sucesso mio zio, che mi ha fatto vedere una ricerca di sua figlia; io avrei voluto dirgli che lei aveva semplicemente stampato le pagine di wikipedia relative ai vari argomenti, ma non volevo mettermi in mezzo. Anche una persona a digiuno di informatica può evitare che il figlio faccia un copiaincolla da qualche sito: basta stamparsi le pagine web, farlo lavorare offline e poi fare un veloce controllo con l'elaborato finale.
(cont.)
E' vero che anche noi talvolta ci passavamo i compiti o copiavamo le versioni già fatte dai libri di letteratura latina, ma questo comportamento aveva delle limitazioni che lo rendevano spesso inefficace o estremamente pericoloso. Un punto su tutti: quando ancora si usava il telefono fisso, come si faceva a telefonare all'amico per mettersi d'accordo sui compiti senza essere beccati dai genitori? Dopo un po' anche lo studente più svogliato capiva che le soluzioni erano due: provarci da solo...oppure lasciar perdere e presentarsi senza compiti fatti; e secondo me è meglio così che non vedere studenti con le loro tesine/ricerche/riassunti di provenienza incerta (ma facilmente sgamabili da un professore attento). Ad esempio io mi chiedo come dev'essere, per un professore di oggi, dover controllare le schede libro realizzate dai propri alunni, visto che tra di loro ci sarà sicuramente qualcuno che tale libro non l'ha nemmeno aperto, eppure ha realizzato un riassunto impeccabile

Quanto alle chat...
Non vorrei passare per antiquato, bigotto o repressivo (spero, dopo molti commenti su questo blog, di aver dato l'impressione opposta), ma io onestamente mi chiedo il motivo per cui un ragazzino debba utilizzare chat e social network. Deve comunicare con i suoi amichetti? Può farlo tranquillamente a scuola, oppure può farlo nel pomeriggio, rigorosamente dopo i compiti. Ogni cosa a suo tempo: a che serve che, a fine giornata, si metta a chattare con le stesse persone che vedrà il giorno dopo?

Riguardo al chattare con sconosciuti...scusate ma su questo non vedo cosa ci sia da discutere. Noi siamo cresciuti con la raccomandazione di non parlare con gli sconosciuti, anche se il loro aspetto ci sembrava rassicurante...come si può pretendere che un ragazzino sia in grado di capire la pericolosità di individui nascosti dietro un nickname e un avatar?
Chiaramente cercherei di spiegare a mio figlio perchè gli sto negando una cosa che invece al suo amichetto è concessa: gli spiegherei perchè non deve pubblicare il suo indiritto o numero di telefono, le foto di casa sua, le foto degli amici e tutto ciò che mette a rischio la sua privacy (ma anche la mia, visto che per il momento vive sotto il mio tetto). Se mi capisce, buon per lui; se non mi capisce, pazienza...
Anche perchè se iniziamo a vedere queste regole come una violazione della privacy o dei diritti del ragazzino, allora, signori, vuol dire che veramente la società è arrivata a un punto morto.

Non è un discorso del tipo "ah...ai mie tempi i ragazzini non chattavano e quindi non devono farlo nemmeno oggi" (discorso tanto caro ai detrattori del telefono cellulare :D ). Si dice che le chat e i social network abbiano ammazzato la comunicazione: in parte è un'esagerazione, ma in parte mi sento di condividere questa frase; ormai molta gente parla attraverso i link di FB (raccontando ai quattro venti situazioni personali private), ma poi non sa intavolare una discussione tra amici; tanti fanno i brillanti attraverso i commenti, postano faccine su msn, ma poi non sanno reggere lo sguardo dell'interlocutore; tanti scrivono commenti del tipo "sei bellissima" alle foto delle ragazze, ma non sono in grado di fare un complimento alle loro amiche, fosse anche solo per il vestito.
Ok, i timidi e gli introversi esistevano anche prima di internet...ma almeno prima dei social network, avevano solo due scelte: rimanere così per sempre e accettare la loro condizione, oppure tirar fuori le palle ed affrontare il mondo.
Oggi invece, con internet, hanno trovato un rifugio, una seconda vita per fuggire da quella reale; non voglio generalizzare, ma questa situazione esiste....e mi fa paura sapere che un ragazzino che inizia ad avere l'età per uscire da solo, fare conoscenze, innamorarsi, possa incappare in questa trappola.
Domanda secca:

Trucco e minigonna a 14 anni, sì o no?


-Mamma, ormai ho quattordici anni, posso mettere il reggipetto?
-No, Filippo.
"Domanda secca:

Trucco e minigonna a 14 anni, sì o no?

-Mamma, ormai ho quattordici anni, posso mettere il reggipetto?
-No, Filippo."

LOL.
Comunque a domanda secca, risposta secca: no.
Più precisamente: sicuramente non a scuola (e nemmeno pantaloni a vita bassa e toppino con conseguente pancia scoperta), ad una festa forse si, ma solo a carnevale :-)
Sono bigotta o retrogada? Secondo me no, si tratta semplicemente di buon gusto e se è stato abolito il grembiule mi può stare anche bene, ma se poi si debba andare in giro come delle vamp o sciatte e trasandate non mi sembra il caso.
@ uè
Sono bigotta o retrogada? Secondo me no, si tratta semplicemente di buon gusto e se è stato abolito il grembiule mi può stare anche bene, ma se poi si debba andare in giro come delle vamp o sciatte e trasandate non mi sembra il caso.

Più che altro la domanda secca è fuorviante.
"Trucco e minigonna" in sè non vogliono dire assolutamente nulla: non necessariamente i suddetti devono essere sinonimo di sciatteria o di cattivo gusto.
Ben venga che un'adolescente sappia valorizzare il proprio aspetto, purchè lo faccia senza risultare fuori luogo a seconda delle occasioni (scuola, lavoro, svago), ma andrebbe valutato caso per caso

Paradossalmente oggi una minigonna -non eccessivamente corta- è più discreta ed elegante di tanti pantaloni a vita bassa da cui, oltre ai rotolini di grasso, fanno capolino spesso perizomi più o meno sottili.

Una volta si temeva che le mutande spuntassero da sotto le gonne, oggi invece spuntano da sopra i pantaloni :)
@Elena (quella del 3D epico)

La rete è èpiena di ragazzini che accettano l'amicizia di chiunque. Lo so bene, perché ho creato diversi account fake su facebook per pubblicizzare il romanzo che sto scrivendo e sono pieni di amici, dei quali pochissimi conoscono me e mi stanno aiutando e gli altri sono diventati amici di qualcuno che non esiste.


@Turz
Oh no, dopo l'Enigmista e il Call Center Manager ci mancavi solo tu! :-)

Elena, tu quoque? Chi va coi fakeggiatori impara a fakeggiare?
:D
@Replicante Cattivo:
Ad esempio io mi chiedo come dev'essere, per un professore di oggi, dover controllare le schede libro realizzate dai propri alunni, visto che tra di loro ci sarà sicuramente qualcuno che tale libro non l'ha nemmeno aperto, eppure ha realizzato un riassunto impeccabile

Credo che sia difficile e necessiti di una buona preparazione informatica da parte del professore :-)

Tutto sta però a far sì che lo studente sia costretto a usare la testa. Comporta forse più lavoro (o almeno più uso del cervello) da parte dell'insegnante, però è necessario.

Ho avuto vari prof di matematica favorevoli all'uso di qualsivoglia strumento (libri, calcolatrici, formulari, ecc.) per il criterio "che senso ha che mi ricordi i numeri di tutti i miei amici quando c'è l'elenco telefonico?" ovvero: nella vita reale uno ha a disposizione tutti gli strumenti (persino Wikipedia) ma quel che deve imparare è a saperli usare in modo critico e ragionato.

Idem per le lingue: fare una traduzione senza dizionario potrebbe essere un esercizio da fare una volta quasi per sfida, ma nella pratica i dizionari (anche online) esistono e vanno usati. Ovviamente anche qui in modo critico e ragionato.

Riguardo alla sicurezza (tanto per tornare in tema) è lo stesso: Facebook fa un po' cagare, ma purtroppo tutti lo usano e quindi non ha senso proibirlo, però va usato in modo critico e ragionato (per esempio evitando di accettare l'amicizia dagli sconosciuti, evitando di scrivere sui wall altrui come se fosse una chat privata, continuando ad andare alle feste "in carne e ossa", e magari solo a quelle con persone che si stimano, benché poi le feste si possano organizzare su Facebook.

E il pulsante? Sì, è abbastanza "antipatico".
Bella chiosa Turz, secondo me non c'è altro da aggiungere.
Per Replicante Cattivo

Anche senza essere dei luminari della psicologia, si intuisce che rapporto può avere con il web e il PC un giovane di 18 anni a cui hanno ripetuto che è un mezzo "così pericoloso" (parole tue) e che non andrebbe mai usato da soli. Vi si avvicinerà con lo stesso spirito con cui si maneggia esplosivo o sostanze mortali come il cianuro...

Madonna, bisogna sempre fare attenzione alle parole che si usa.


Alle parole che si usano.

Spero che gli altri lettori abbiano almeno capito il senso di quella frase.
Allora, il pc è un mezzo pericoloso? SI': è pericoloso quanto un'automobile, un coltello da cucina, un quasiasi elettrodomestico, un bancomat, una matita...tutti oggetti UTILISSIMI e INDISPENSABILI, ma che possono diventare pericolosi e dannosi se dati in mano a chi non li sa usare.


Ma è un pericolo diverso, non si rischiano lesioni personali gravi o la morte! E fino ad ora hai portato un solo esemepio: un ragazzini inglese che per combinazione aveva a disposizone la carta di credito della madre: quella sì, è pericoloso darla in mano ai giovani. Con computer, o senza computer.

Tranquillo che nessun giovane avrà mai paura di avvicinarsi a un pc, nonostante tutti gli avvertimenti che possono dargli;

Con la pedogogia improntata al "sorvegliare e punire" che tu propugni, non sono tranquillo per nulla. Non per me: per chi si deve sorbire i tuoi divieti.

Intanto può tenere d'occhio quando e per quanto tempo il figlio rimane connesso: ai nostri tempi i genitori ci concedevano un tot di ore davanti alla tv o davanti ai videogiochi (almeno fino a quando non abbiamo iniziato a dimostrarci responsabili nel loro utilizzo), quindi non ci vedo niente di male a fare la stessa cosa anche riguardo a internet.

E va bene, questo è un controllo facile.

Quanto alle chat...
Non vorrei passare per antiquato, bigotto o repressivo (spero, dopo molti commenti su questo blog, di aver dato l'impressione opposta), ma io onestamente mi chiedo il motivo per cui un ragazzino debba utilizzare chat e social network.


Per conformismo. Perché negli anni Ottanta i ragazzini vestivano con le Timberland, le calze Burlington, il Moncler e d'inverno facevano a gara a chi era più abbronzato artificialmente? E le ragazzine avevano tutte la borsetta della Naj Oleari?

Deve comunicare con i suoi amichetti? Può farlo tranquillamente a scuola, oppure può farlo nel pomeriggio, rigorosamente dopo i compiti. Ogni cosa a suo tempo: a che serve che, a fine giornata, si metta a chattare con le stesse persone che vedrà il giorno dopo?

È un passatempo.
Guarda che il pericolo non è la chat con il conte de Sade. Il pericolo è che per qualsiasi motivo si incontri con il conte de Sade ed entri nel suo castello con ponte levatoio. Un'educazione in questo senso è molto meno complessa, e si limita a: "mai incontrarsi con persone conosciute sul web. Mai". Stop. Senza proibizioni indiscriminate.

Chiaramente cercherei di spiegare a mio figlio perchè gli sto negando una cosa che invece al suo amichetto è concessa: gli spiegherei perchè non deve pubblicare il suo indiritto o numero di telefono, le foto di casa sua, le foto degli amici e tutto ciò che mette a rischio la sua privacy (ma anche la mia, visto che per il momento vive sotto il mio tetto).

Come farsi odiare dai figli...

Non è un discorso del tipo "ah...ai mie tempi i ragazzini non chattavano e quindi non devono farlo nemmeno oggi"

Io non ne sono affatto convinto, sai? Non basta negare con forza di essere bigotti e all'antica. Bisogna dimostrarlo coi fatti.

Io qui ho dato il mio parere sui tuoi metodi, e anche gli altri (Turz, motogio) si sono espressi. Poi, fai quello che credi.
Per Turz

utilizzando male un'automobile si possono ferire e uccidere persone, si possono provocare danni seri a sé stessi e alla proprietà altrui nell'ordine di centinaia di migliaia di euro. Con la navigazione sul web, per fortuna, no.

OK, ferire e uccidere probabilmente no, ma danni dell'ordine di centinaia di migliaia di euro direi di sì.


Ma lì si tratta di una persuasione maligna attuata via internet. È stato il giovane a procurarsi tutti i soldi che poteva rastrellare da parenti vari e a spedirli ai truffatori. Non gli hanno carpito la password del conto in banca per svuotargli il conto (il che capita, ma raramente si riescono a rastrellare cifre simili), non gli hanno clonato la carta di credito. Se la truffa è resa più facile attraverso internet, non bisogna dimenticare che esisteva già prima.
Accademia dei pedanti ♂ ha commentato:

Per conformismo. Perché negli anni Ottanta i ragazzini vestivano con le Timberland, le calze Burlington, il Moncler e d'inverno facevano a gara a chi era più abbronzato artificialmente

Io ero un "metallaro" ;)

Chiaramente cercherei di spiegare a mio figlio perchè gli sto negando una cosa che invece al suo amichetto è concessa: gli spiegherei perchè non deve pubblicare il suo indiritto o numero di telefono, le foto di casa sua, le foto degli amici e tutto ciò che mette a rischio la sua privacy (ma anche la mia, visto che per il momento vive sotto il mio tetto).

Come farsi odiare dai figli...


Hai ragione ma anche Replicante Cattivo non ha tutti i torti.

Io qui ho dato il mio parere sui tuoi metodi, e anche gli altri (Turz, motogio) si sono espressi. Poi, fai quello che credi.

Tengo a precisare che anch'io ho solo espresso il mio parere; non esiste il metodo perfetto per educare un figlio. Il metodo proposto da Replicante Cattivo non mi piace (IMO) ma è un metodo educativo valevole, con i suoi pro e i suoi contro.

Ps. più contro che pro ;)
@ Accademia
Io non ne sono affatto convinto, sai? Non basta negare con forza di essere bigotti e all'antica. Bisogna dimostrarlo coi fatti.

Che ti devo dire? Me ne farò una ragione del fatto che tu non ne sia convinto. Sicuramente non mi sbatterò più di tanto a tentare di dimostrare qui sopra qualcosa, tantomeno a una persona che fa le pulci a tutto e a tutti, pure sulle virgole.

Anche perchè per ogni parola che si scrive, ce ne vanno altre cento di precisazione (del tipo: "hai detto che il pc può essere pericoloso e adesso me ne porti degli esempi certificati in carta bollata").
Onestamente trovo questo giochino stancante. Stupido io che ci sono ricascato.

Discorsi del genere richiederebbero pagine e pagine di commenti, ancor meglio sarebbe fare questi discorsi a voce.
Altrimenti poi si liquidano questini sulla salvaguardia della privacy (già sintetizzati per motivi di spazio) con come farsi odiare dai figli, perchè chi li legge si è fissata che un minimo di disciplina equivalga alla repressione della libertà dei figli.

Per fortuna la libertà di un adolescente non si misura solo in base alla sua possibilità di chattare o navigare via web.
Per fortuna qualche altro utente l'ha capito, anche se non concorda con me.
Aggiungo

(onestamente mi chiedo il motivo per cui un ragazzino debba utilizzare chat e social network.)

Per conformismo. Perché negli anni Ottanta i ragazzini vestivano con le Timberland, le calze Burlington, il Moncler e d'inverno facevano a gara a chi era più abbronzato artificialmente? E le ragazzine avevano tutte la borsetta della Naj Oleari?


Perfetto.
Uno dei valori che sicuramente insegnerò a mio figlio è quello per cui bisogna ragionare con la propria testa.
Questo vuol dire che non deve necessariamente andare contro corrente (l'anticonformismo è sempre una moda); se vuole vestirsi-comportarsi-atteggiarsi in un certo modo, lo faccia pure, purchè non sia il risultato di un'"imposizione" della società.
@motogio:
Tengo a precisare che anch'io ho solo espresso il mio parere; non esiste il metodo perfetto per educare un figlio. Il metodo proposto da Replicante Cattivo non mi piace (IMO) ma è un metodo educativo valevole, con i suoi pro e i suoi contro.

Ps. più contro che pro ;)


In realtà mi sento vicino a entrambe le posizioni (almeno in teoria, poi ne riparleremo se e quando avrò figli adolescenti).

Propongo una "prolissa sintesi" (che è poi la sintesi di quel che penso io):
- La parte più importante dell'educazione dei figli è insegnare loro a pensare con la propria testa e a difendersi da soli dalle insidie del mondo, per tre motivi:
1) non è possibile controllarli costantemente
2) un eccesso di controllo è anche controproducente (stimola il comportamento inverso, soprattutto se hanno gli stessi geni di un bastiancontrario come Turz o Replicante Cattivo :-))
3) il mondo cambia e anche le sue insidie, quindi meglio insegnare a pescare che dare il pesce

- Fa parte dell'educazione anche capire che nel mondo esistono delle regole, che tipicamente vanno rispettate o comunque non vanno ignorate (cioè se si decide di non rispettarle lo si fa coscienti del rischio che si corre), per cui un sistema premi-punizioni è sensato.

- I figli, volenti o nolenti, fino a 18+x anni, vivono in casa dei genitori e/o coi soldi dei genitori, perciò in qualche modo necessitano di essere educati al rispetto della proprietà (e privacy) altrui. Allo stesso tempo è salutare minimizzare x, per quanto possibile.

- Bisogna tenere sempre conto che la nuova generazione è tipicamente* più intelligente ma meno saggia della precedente, se non altro per motivi biologici.

*avverbio messo lì per non offendere il babbo di Straker.
*avverbio messo lì per non offendere il babbo di Straker.

E Giovanni Mosca.
@Turz

Propongo una "prolissa sintesi" (che è poi la sintesi di quel che penso io):
- La parte più importante dell'educazione dei figli è insegnare loro a pensare con la propria testa e a difendersi da soli dalle insidie del mondo, per tre motivi:
1) non è possibile controllarli costantemente
2) un eccesso di controllo è anche controproducente (stimola il comportamento inverso, soprattutto se hanno gli stessi geni di un bastiancontrario come Turz o Replicante Cattivo :-))
3) il mondo cambia e anche le sue insidie, quindi meglio insegnare a pescare che dare il pesce


Hai dimenticato il punto 4) (che poi è il punto 1) di tutta la storia):

noi non siamo eterni

Se avete finito di fare gli scongiuri del caso propongo anche di modificare il punto 3) della "prolissa sintesi turziana":

"quindi noi dobbiamo insegnare a pescare perché il pesce non entra da solo nella padella"

;)
@ Turz
In realtà mi sento vicino a entrambe le posizioni

Anche perchè le due posizioni non sono antitetiche. Da una parte si parla di controllare ciò che fanno i figli, dall'altra si dice di dar loro fiducia...ma questi due comportamenti sono complementari e uno non esclude l’altro.

La parte più importante dell'educazione dei figli è insegnare loro a pensare con la propria testa e a difendersi da soli dalle insidie del mondo, per tre motivi:
1) non è possibile controllarli costantemente


Infatti si parlava di controllarli solo in certe situazioni ben precise. E non è nemmeno giusta la parola "controllo", sarebbe meglio dire "accompagnamento", come quando si parla di film da bollino giallo: i genitori non devono controllare i figli (guardare le loro espressioni anzichè il film, chiedere costantemente loro come va, ecc...), ma accompagnarli nella visione e dar loro una mano almeno nei passaggi più difficili. Sempre senza essere invadenti.

2) un eccesso di controllo è anche controproducente (stimola il comportamento inverso, soprattutto se hanno gli stessi geni di un bastiancontrario come Turz o Replicante Cattivo :-))

Sono d'accordissimo, ma non mi sembra che nei casi proposti si possa parlare di "eccesso di controllo".
Di sicuro io non sono uno che ad un figlio/a adolescente imporrebbe il coprifuoco alle 22,30 e non mi metterei mai a controllare le chiamate effettuate con il cellulare. Quelli sì che sarebbero comportamenti che inciterebbero alla ribellione e all’odio verso i genitori.

Però rispettivamente:
- non gli/le permetterei di chiamarmi mentre è fuori casa per dirmi "ciao, io stanotte non torno perchè vado a dormire da un amico/a". Non è mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma è un modo per insegnar loro ad organizzarsi prima e a non credere che l’ok dei genitori sia un’inutile formalità.
Anche perchè si rischia solo la volta dopo lui/lei potrebbe decidere di non avvertirmi nemmeno (o di mandarmi un semplice sms quando sa che facilmente il cellulare è già spento) pensando "tanto papà mi lascia"...così poi il mattino dopo sua madre si sveglia, vede il letto vuoto e le prende un colpo. >_>

- non mi interessa sapere con chi comunica al cellulare, ma se ogni settimana fa fuori 25 euro in telefonate ed sms, allora per un po' di tempo può scordarsi di avere altri soldi per ricaricarlo. Così la prossima volta impara il valore dei soldi.

Per l'uso del pc il discorso è questo: a me non interessa cosa tieni salvato sul tuo hard disk e non mi interessa sapere cosa contengano i dvd che ti scambi continuamente con gli amici. Però, fino ad una certa età, l'uso del pc per comunicare con l'esterno è soggetto al mio "accompagnamento". Se poi tu, col tempo, ti dimostri una persona responsabile, consapevole dei rischi e con la testa sulle spalle (e non parlo solo dell'uso del pc), allora può anche darsi che dopo un po' ti lasci aprire un account di msn e ti lasci chattare con gli amici. E magari, dopo un po', addirittura ti lascerei usare facebook, se però capisco che hai DAVVERO capito i rischi nell'iscriverti a un database del genere firmandoti con nome, cognome e foto.
Chissà: può anche darsi che ad un certo punto il ragazzino capisca che non è necessario per lui avere un account facebook, esattamente come io a 15 anni ho capito che non avevo bisogno del motorino, anche se qualche mio amico ce l'aveva. Eppure nessuno mi ha fatto il lavaggio del cervello, tantomeno mi sono sentito escluso dalla mia compagnia.

Nessuno può dire a priori quale strategia sia la migliore, anche perchè dipende dal carattere del ragazzo: ci sarà quello che, davanti a delle regole, imparerà a rispettarle per guadagnarsi la fiducia altrui, e ci sarà quello che, invece, si sentirà ancora più in diritto a fare di testa sua.
(cont.)
(cont.)
Però ripeto cosa ho già detto qualche post fa: se iniziamo a vedere delle semplici regole di disciplina come una violazione dei diritti del ragazzino, allora, signori, vuol dire che veramente la società è arrivata a un punto morto. Poi non lamentiamoci se questi ragazzini pretendono di imporre le proprie regole anche a scuola o se arrivano a insultare e malmenare i genitori perchè gli hanno nascosto la playstation o hanno negato la ricarica del cellulare.

I figli, volenti o nolenti, fino a 18+x anni, vivono in casa dei genitori e/o coi soldi dei genitori, perciò in qualche modo necessitano di essere educati al rispetto della proprietà (e privacy) altrui.

E' esattamente quello che volevo dire io. E' solo che temevo di risultare antiquato: oggi sembra che ai figli non si possa mai dire di no, altrimenti si passa per aguzzini. Non dico di essere eccessivamente autoritari, ma comunque delle regole vanno stabilite. Così iniziano a capire che, nel mondo, niente è dovuto, ma bisogna saperselo guadagnare.

Bisogna tenere sempre conto che la nuova generazione è tipicamente più intelligente ma meno saggia della precedente, se non altro per motivi biologici.

Infatti. A chi diceva
Una ragazza di 13 anni non la tieni neanche a legarla. Puoi mandarla in collegio dalle suore Orsoline e te ne combina di tutti i colori comunque. Allora è meglio spiegargli i rischi e dargli fiducia perché è l'unica cosa sensata che puoi fare per lei.

io dico che una 13enne di oggi non è come una 13enne di 10-20-30 anni fa. Anche noi alla loro età eravamo casinisti disobbedienti e supponenti. Oggi a quell'età però sono molto più smaliziati di quanto lo fossimo noi; e, allo stesso modo, alcuni rischi sono più facilmente accessibili, grazie alla facilità delle comunicazioni moderne.
Una volta, la raccomandazione "non dare confidenza agli sconosciuti" era più facile da rispettare, perchè lo sconosciuto ce l'avevamo davanti.E anche se il suo aspetto era piacevole e rassicurante, sapevamo che non potevamo fidarci di chi non abbiamo mai incontrato. Oggi basta avere un bell'avatar, saper scrivere in maniera brillante e con un sacco di emoticon...e dall'altra parte qualcuno si convincerà che siamo brave persone.
Un ragazzo/a di 13anni, non può rendersene conto pienamente, per quanto possa farmi "sì" con la testa mentre gliene parlo. Anzi: facilmente penserà che lui, di pc, ne capisce più di quel matusa del padre (e in certi casi è sicuramente vero) e quindi non ha bisogno di alcuna raccomandazione.

E io, a costo di passare per antiquato, continuo a non ritenere normale che un adolescente debba intrattenere dei contatti virtuali con persone che non conosce, quando a quell'età dovrebbe invece preoccuparsi di stabilire innanzitutto dei rapporti interpersonali con esseri umani reali. Se un ragazzo particolarmente timido o introverso viene lasciato a se stesso, si rischia solo che si rifugi nelle sue amicizie virtuali per ignorare totalmente il mondo esterno in cui crede di non essere accettato.
E qui c'è un'altra differenza sostanziale rispetto al passato: prima dei social network, se una persona decideva di troncare i rapporti sociali per affidarsi alla compagnia della macchina, aveva comunque la consapevolezza di essere solo in una stanza. E magari, dopo un po' di tempo, qualcuno di loro si rendeva conto che un videogioco può essere divertente, ma non può sostituire la compagnia umana.
Oggi, invece, un ragazzo che si chiude davanti al pc, ha l'illusione che facebook/msn o un qualsiasi videogioco multyplayer possano essere considerati una compagnia, magari migliore degli amici con cui non vuole più uscire. Lui è convinto di essere in mezzo ad altre persone, e invece non si rende conto che continua ad essere solo nella sua stanzetta davanti a un pc.
E questo è ancora più terribile, perchè se un adolescente si convince di questa cosa diventa molto difficile fargli cambiare idea...se non staccandogli il modem.
@motogio:
Hai dimenticato il punto 4) (che poi è il punto 1) di tutta la storia):

noi non siamo eterni

Se avete finito di fare gli scongiuri del caso propongo anche di modificare il punto 3) della "prolissa sintesi turziana":

"quindi noi dobbiamo insegnare a pescare perché il pesce non entra da solo nella padella"

;)


Approvo sia l'aggiunta che la modifica.

@Replicante Cattivo:
Sono d'accordo con quasi tutti i circa 8192 caratteri dei tuoi ultimi due commenti, tranne forse con la parte finale:
E qui c'è un'altra differenza sostanziale rispetto al passato: prima dei social network, se una persona decideva di troncare i rapporti sociali per affidarsi alla compagnia della macchina, aveva comunque la consapevolezza di essere solo in una stanza. E magari, dopo un po' di tempo, qualcuno di loro si rendeva conto che un videogioco può essere divertente, ma non può sostituire la compagnia umana.
Oggi, invece, un ragazzo che si chiude davanti al pc, ha l'illusione che facebook/msn o un qualsiasi videogioco multyplayer possano essere considerati una compagnia, magari migliore degli amici con cui non vuole più uscire. Lui è convinto di essere in mezzo ad altre persone, e invece non si rende conto che continua ad essere solo nella sua stanzetta davanti a un pc.
E questo è ancora più terribile, perchè se un adolescente si convince di questa cosa diventa molto difficile fargli cambiare idea...se non staccandogli il modem.


Secondo me sei tu che sei antiquato :-P

A parte gli scherzi, non vedo molta differenza tra il Monkey Island di ieri e il Facebook di oggi (e il chissà cosa di domani), riguardo ai loro effetti (a)sociali.
In dosi sane vanno anche bene, in dosi eccessive sono nocivi.
Anche nel secolo scorso, un videogioco o la TV poteva sostituire completamente la vita sociale di un adolescente.
Dall'altra parte, anche il chattare con gli amici che vede il giorno dopo o persino al limite conoscere persone online (ma avendo la coscienza di farsi accompagnare da un amico nerboruto al momento del primo faccia-a-faccia) possono essere una parte dei rapporti sociali, se gestite con equilibrio.

Il problema, l'enigma che nemmeno Turz pensa di saper risolvere in modo impeccabile, è proprio come si fa a far capire a un(a) giovincello/a in piena tempesta ormonale cos'è l'equilibrio.

Anche se penso che gli/le farei leggere molto Disinformatico (Thread Epico compreso :-)) appena fosse in grado di pigiare i tasti di un PC.

"Vedi quella ragazza che si firma Morena? Vedi che bella foto che ha messo? Vedi come si intende di borsette, mascara e... va be', il resto te lo spiego un'altra volta...

Ecco, è un uomo".
@Replicante Cattivo:
E' esattamente quello che volevo dire io. E' solo che temevo di risultare antiquato: oggi sembra che ai figli non si possa mai dire di no, altrimenti si passa per aguzzini. Non dico di essere eccessivamente autoritari, ma comunque delle regole vanno stabilite. Così iniziano a capire che, nel mondo, niente è dovuto, ma bisogna saperselo guadagnare.

"Every rule can be broken, but no rule can be ignored".

È una frase che ho trovato su un manuale di tipografia, ma rappresenta secondo me il succo di quello che purtroppo molti genitori non insegnano ai figli, che poi se ne sbattono delle regole e cascano dalle nuvole quando viene fatto loro notare che hanno infranto una regola.

Invece mi sta bene che infrangano le regole, purché siano pienamente coscienti delle conseguenze che ha infrangere le regole.
Che non si aspettino indulti o condoni, insomma :-)
@Replicante Cattivo

io dico che una 13enne di oggi non è come una 13enne di 10-20-30 anni fa. Anche noi alla loro età eravamo casinisti disobbedienti e supponenti. Oggi a quell'età però sono molto più smaliziati di quanto lo fossimo noi;

In questo caso non puoi dire "noi" a meno che tu non sia una donna ;)

Una ragazza di 13 anni è una bambina con il corpo di una donna e che si crede già donna perché quando si guarda allo specchio vede una donna. Il suo corpo è sconvolto da tempeste ormonali ed è per questo che non riesci a tenerla neanche a legarla e parla con qualsiasi genitore con figlie che hanno passato quella fase e poi mi dirai.

Un maschio a quell'età ti da un quarto dei problemi che ti da una ragazza, tranne rifarsi poi a 15/ 16 anni quando il testosterone comincia a farsi sentire.

Poi io adesso sto volutamente esagerando, non tutti i ragazzi sono uguali e non tutti reagiscono allo stesso modo.

Niente di tragico comunque, è sempre stato così e sarà sempre così e di solito, passata quella fase, ritorna la pace in famiglia.

Non per questo bisogna dargliele tutte vinte; i genitori sessantottini che crescono i loro figli con il dogma "ai miei figli non impongo regole" allevano dei mostri che da adulti si trasformeranno in disadattati sociali.

Le regole servono, e l'avevo già scritto qualche commento fa, non troppe ma nemmeno troppo poche e devono essere adatte all'età del bambino/ragazzo.

Comunque, se a qualche aspirante genitore interessa approfondire il tema, consiglio l'unico reality intelligente trasmesso da una rete italiana: Sos-tata

La fascia di età dei protagonisti varia dai due/tre anni sino a una decina circa, e quindi un po' ot per i nostri casi, ma è interessante perché spiegano ai genitori quali regole dare e come darle ai propri figli e si può vedere come nelle famiglie in cui i genitori non voglio/sanno imporre delle regole la vita in famiglia diventi un inferno.

Se ne avete l'occasione dategli un occhiata, è illuminante ;)
@ Turz
A parte gli scherzi, non vedo molta differenza tra il Monkey Island di ieri e il Facebook di oggi (e il chissà cosa di domani), riguardo ai loro effetti (a)sociali. In dosi sane vanno anche bene, in dosi eccessive sono nocivi. Anche nel secolo scorso, un videogioco o la TV poteva sostituire completamente la vita sociale di un adolescente.

E' vero. Sto solo facendo notare che i social network o i giochi multyplayer possono dare la falsa illusione di stare in mezzo ad altra gente e non far percepire l'effettivo dalla realtà che sta avendo.
Un ragazzo che gioca a un qualsiasi videogioco single player, avrà sempre la consapevolezza di essere solo davanti ad una macchina (a meno che non si tratti di un caso patologico).E quindi, anche quando deciderà che non vale la pena uscire con gli amici perchè preferisce giocare al computer, ci sarà sempre in lui un barlume di ragione che gli farà capire che sta avendo un comportamento asociale.
I social e i multyplayer, di fatto,ti fanno "interagire" con altre persone; magari ci parli attraverso un microfono o li guardi in faccia con la webcam.Un adolescente ingenuo rischia di convincersi che gli amici virtuali siano equivalenti a quelli reali con cui non vuole uscire, al punto di pensare "stasera non esco perchè tanto sto ho i miei amici con cui chattare". Non si rende conto che è comunque chiuso nella sua stanza davanti ad una macchina, esattamente come quello che gioca a Monkey Island solo soletto.

Dall'altra parte, anche il chattare con gli amici che vede il giorno dopo o persino al limite conoscere persone online (ma avendo la coscienza di farsi accompagnare da un amico nerboruto al momento del primo faccia-a-faccia) possono essere una parte dei rapporti sociali, se gestite con equilibrio.

Mai detto il contrario. Anche perchè sarei un ipocrita se parlassi male di qualcosa che faccio sovente. Però ho iniziato a fare queste cose solo a 25 anni (ovvero quando le mie amicizie reali erano già formate e consolidate da tempo) e non ti nascondo un certo timore o diffidenza, soprattutto le prime volte, nel dovermi incontrare con persone che non avevo mai visto ma di cui sapevo già tante cose. Ma non avevo paura che fossero pericolose o con brutte intenzioni: temevo, invece, che le stesse persone con cui si ride e si scherza attaverso un monitor, dal vivo potessero dimostarsi fastidiose o irritanti. Qualche volta purtroppo è accaduto
E infatti la regola numero 1 quando si fanno questi incontri è: "mai trovarsi con queste persone in situazioni in cui non ti sia permesso girare i tacchi quando lo ritieni opportuno"

Anche se penso che gli/le farei leggere molto Disinformatico

Un altro dei motivi per cui non bisogna lasciare gli adolescenti soli su internet: evitare che inizino a informarsi dal cazzaro di turno per poi fare i saccenti davanti a tutti. Onestamente, pensi che loro siano più attratti da siti come il Disinformatico piuttosto che Luog***mune o Ta***ren*y? Nella loro mente innocente, piena di ideali di verità e -soprattutto- di film americani, le teorie complottiste hanno, nella loro mente, lo stesso effetto dirompente che le tette di Salma Hayek hanno nei loro pantaloni.

Sinceramente se io sapessi che mio figlio iniziasse a credere e diffondere idee complottiste, lo costringerei a guardarsi tutte le puntate di Voyager e Mistero con le pupille dilatate a forza, sulle note della nona di Beethoven (anzi no: una sinfonia di vuvuzelas) :D



Invece mi sta bene che infrangano le regole, purché siano pienamente coscienti delle conseguenze che ha infrangere le regole.
Che non si aspettino indulti o condoni, insomma :-)


Il fatto è che spesso non si è mai pienamente coscienti della conseguenza di qualcosa, fino a quando non ci si sbatte il naso...e talvolta è già troppo tardi. Per un ragazzino questo discorso vale ancora di più, dato che la sua incoscienza è "fisiologica"; ed è per questo che fino ad una certa età sono i genitori a pagare per loro.
@Motogio

In questo caso non puoi dire "noi" a meno che tu non sia una donna ;)
Una ragazza di 13 anni è una bambina con il corpo di una donna e che si crede già donna perché quando si guarda allo specchio vede una donna. Il suo corpo è sconvolto da tempeste ormonali ed è per questo che non riesci a tenerla neanche a legarla e parla con qualsiasi genitore con figlie che hanno passato quella fase e poi mi dirai.
Un maschio a quell'età ti da un quarto dei problemi che ti da una ragazza, tranne rifarsi poi a 15/ 16 anni quando il testosterone comincia a farsi sentire


Ma infatti io mi riferivo agli adolescenti di ambo i sessi. E' vero che per le ragazze i cambiamenti arrivano prima, ma non ci vedo molta differenza tra le tempeste ormonali maschili e quelle femminili: in entrambi i casi sono tutti delle bombe a orologeria pronte ad esplodere...e purtroppo negli ultimi tempi i ragazzini diventano giù uomini (o donne) all'età in cui noi ancora giocavamo con i robot o le bambole.
Si sentono già grandi e si credono più furbi; e a questo si aggiunge un grado di permissività, da parte dei genitori, che rende assolutamente normale il fatto che una ragazza di 13 anni possa uscire da sola con le amiche e tornare all'ora beata. E guai a chiederle dove è stata: qualcuno potrebbe denunciarvi per violazione della sua privacy!

Ecco perchè, a mio parere, ci va un controllo riguardo certi tipi di comunicazione e il modo in cui le utilizzano. Per assurdo: io credo che, se John Titor avesse portato le chat e facebook agli adolescenti degli anni 80 o primi 90, questi le avrebbero utilizzate con una maggior attenzione verso i loro rischi. Questo perchè la società era diversa e vi era un concetto di riservatezza che oggi non esiste più: anzi, guardando le pagine di FB pare che oggi sia fondamentale spifferare ai quattro venti ogni litigio con la ragazza, ogni scazzo famigliare e ogni volta che avete fatto il bagno al vostro cane.

Non per questo bisogna dargliele tutte vinte; i genitori sessantottini che crescono i loro figli con il dogma "ai miei figli non impongo regole" allevano dei mostri che da adulti si trasformeranno in disadattati sociali.

Oggi però sembra che la non-imposizione-delle-regole sia essa stessa una regola che la società impone...ai genitori.

Io ad esempio sono contrario al coprifuoco, ma non la trovo sbagliata come regola, purchè sia sensata (e non si pretenda, ad esempio che il figlio/a torni a casa alle 23 del sabato sera). Oggi però sento di ragazzi che, anche durante la settimana, escono tranquillamente di casa la sera...Quello che mi chiedo è: i genitori li lasciano fare perchè i ragazzi hanno dimostrato che questo non influisce nella resa scolastica? Oppure li lasciano uscire perchè, se provassero a vietarglielo, passerebbero come dei genitori troppo repressivi e temono la reazione dei figli?
@Replicante Cattivo

Oggi però sembra che la non-imposizione-delle-regole sia essa stessa una regola che la società impone...ai genitori.

Una volta la società imponeva ai genitori di dare delle regole severe ai figli e di farle rispettare e tutti si sentivano in dovere di collaborare in qualche modo. In effetti da bambino sono stato preso a sberle dalla maestra dell’asilo, dai maestri e dal bidello delle scuole elementari, dal prete, dal poliziotto del paese, dai vicini di casa e da emeriti sconosciuti e se andavo dai miei genitori a lamentarmi delle sberle ricevute prima le prendevo da mia mamma e poi, la sera con comodo, da mio padre. Naturalmente anche noi collaboravamo alla nostra educazione e così ci prendevamo a botte fra di noi. ;)

Oggi la società non impone più niente perché è composta da persone che non sanno imporre regole e quando le impongono non hanno il coraggio di farle rispettare. Avrai visto anche tu il filmato di Corona e della sua degna compagna Belen che insultano i vigili rei di averli disturbati solo perché la loro Ferrari ostruiva un passaggio pedonale. Un ragazzo che vede una cosa simile come pensi si comporti quando verrà fermato per un infrazione da dei vigili?

Non sto incolpando di questo lassismo quei tre vigili perché il problema è a monte e va ricercato nella mancanza di riferimenti morali che questa società ci offre. Oggi Corona e Belen vengono presi a modello, ai miei tempi prendavamo (ci imponevano) il dottor Albert Schweitzer come modello.

Non sto nemmeno invocando il ritorno dei bei tempi che furono perché nessuno ha il diritto di alzare una mano sui miei figli, nemmeno io, e nessuno può obbligarmi a seguire un modello in cui non credo (anche se stimo). Ma io non posso prendere questo fatto come scusa e lasciar fare ai miei figli quello che vogliono perché altri lo fanno. La mia morale non me lo permette, e come me si comportano molti altri genitori; molti di più di quello che pensi.
Comunque, se a qualche aspirante genitore interessa approfondire il tema, consiglio l'unico reality intelligente trasmesso da una rete italiana: Sos-tata

Quando ci sono di mezzo i reality, molti pensano che siano finti.
Questo è l'unico reality che, se mi capita d'incrociarlo girando per i canali, SPERO fortemente che sia finto.
"intelligente" ? forse, ma mi è capitato di vedere diverse volte un certo profluvio di succo di cipolla finale che lo fa un po' scadere verso i tristi canoni defilippici :(
@So' L'enigmista

È un reality non puoi pretendere che non ci sia qualche lacrimuccia di circostanza ;)

La tv svizzera aveva fatto un servizio su Sos-tata e sul problema dei genitori che non riescono a gestire i loro figli, se a qualcuno interessa:

Falò 07.01.10 - Sognando Mary Poppins
@ motogio
Una volta la società imponeva ai genitori di dare delle regole severe ai figli e di farle rispettare e tutti si sentivano in dovere di collaborare in qualche modo

Sia chiaro: è solo un bene che non esista più l'educazione eccessivamente autoritaria di una volta, basata su schiaffi, cinghiate o il famigerato "questa notte a letto senza cena" (spero vivamente che sia un'invenzione cinematografica). E ci mancherebbe che al giorno d'oggi un'insegnante si possa prendere il diritto di alzare le mani su uno studente, cosa che una volta era ritenuta normale. Io sono dell'idea che lo schiaffone o la sculacciata non siano giusti nemmeno da parte del genitore, però mi rendo conto che è un argomento su cui discutono da anni fior fior di psicologi e non posso certo contribuire io con i miei due centesimi.

La soluzione sarebbe un compromesso sensato tra l'insegnamento al rispetto delle regole e una buona dose di libertà individuale. Ciò che mi preoccupa è il cambiamento radicale è avvenuto in pochi decenni: siamo passati da un estremo all'altro.
Siamo passati dalle maestre che bacchettavano gli studenti alle maestre che li sgridavano...a quelle che ora non hanno nemmeno il coraggio di bocciare o sospendere gli alunni perchè rischiano di "traumatizzarli" (ma più che altro perchè temono i loro genitori).
Visto che questo cambiamento sembra unidirezionale, dove arriveremo? Ripartiremo dal via, come al Monopoli, e si tornerà a prendere a cinghiate i figli per farsi rispettare?

Avrai visto anche tu il filmato di Corona e della sua degna compagna Belen che insultano i vigili rei di averli disturbati solo perché la loro Ferrari ostruiva un passaggio pedonale

No. m penso di poter vivere senza vederlo :)

Un ragazzo che vede una cosa simile come pensi si comporti quando verrà fermato per un infrazione da dei vigili?

Si comporterà esattamente come fa suo padre quando viene fermato dai vigili!
Inizierà a imprecare, si nasconderà dietro la mitica frase "andate a fermare i veri delinquenti" (anche se l'hanno pinzato ai 110 in città), tenterà la difesa con la celeberrima "lo fanno tutti e voi multate solo me?" e infine, quando ormai vede che non c'è più speranza, abbasserà i toni e chiederà al vigile di chiudere un occhio. Per poi continuare a inveire e bestemmiare durante il viaggio di ritorno, incolpando tutti fuorchè se stesso.

Si passa dall'aggressione verbale, ai tentativi di autodifesa fino al tentativo di corruzione dell'agente, con un invito esplicito a infrangere le regole che dovrebbe far rispettare. E alla fine non si accettano nemmeno le proprie colpe. Poi non lamentiamoci se il figlio cresce con l'idea che A.C.A.B. , che le forze dell'ordine siano una piaga della società (salvo poi invocarle quando ne hanno bisogno) e che le regole siano un optional.

Non sto incolpando di questo lassismo quei tre vigili perché il problema è a monte e va ricercato nella mancanza di riferimenti morali che questa società ci offre. Oggi Corona e Belen vengono presi a modello

Ma non è nemmeno colpa di Corona e Belen. Loro sono solo la punta dell'iceberg: quei due non sono le cause dei mali della società;semmai ne sono due frutti
Fabrizio Corona, durante un'ospitata allo Zoo di 105, disse una tristissima verità: disse che lui non ha fatto altro che sfruttare un 'baco' della società odierna per trarne vantaggio personale: quel baco per cui oggi, finire in carcere, non è più una vergogna, ma un vanto, fonte di ricchezza e popolarità

Da un lato questo comportamento va condannato, perchè nel momento in cui lui sfrutta un baco, ne diventa complice. Da un lato però c'è quella vocina che ci dice "noi, al suo posto, cosa avremmo fatto? avremmo subito la situazione o avremmo tentato di girarla a nostro favore"

Se la società va allo sfascio, rispettarne le regole ci fa sentire stupidi. E' un circolo vizioso.
@ So' L'enigmista
Quando ci sono di mezzo i reality, molti pensano che siano finti.

A parte alcuni casi in cui è palese la finzione e la premeditatezza di certe scene, dopo 10 anni di reality c'è una questione che ancora è rimasta in sospeso: una persona può essere realmente sincera nei suoi comportamenti quando è sotto l'occhio delle telecamere?

Se la risposta è NO, vuol dire che nessuna di queste trasmissioni può prevedere un qualsivoglia grado di verità.

Se la risposta è SI' (nel senso che dopo un periodo di assestamento, ci si dimentica completamente delle telecamere) allora vuol dire che veramente il concetto di privacy e riservatezza non esistono più...pertanto non lamentiamoci se ogni tanto qualcuno ce la calpesta a proprio piacimento.
Voglio dire: è assolutamente normale che un uomo possa frignare come un bambino per una delusione amorosa, per un triste ricordo balenato nella mente (magari grazie agli autori con le loro famose buste a sorpresa) o per un qualsiasi momento di debolezza.
Tempo fa, però, la gente tendeva a tenere per sè certi momenti, un po' per vergogna, un po' perchè comunque la sfera privata doveva rimanere tale.

E'un bene che questa "vergogna" non esista più? Se voi guardate le bacheche di FB, troverete spesso dei veri e propri muri del pianto, di gente che si lamenta di quanto è triste la sua vita, di quanto sia schifato dall'altro sesso...oppure dell'esatto contrario (magari con l'intenzione di far rosicare gli altri).
E noi, che invece certe cose ce le teniamo dentro o le condividiamo con le poche persone fidate, ci sentiamo quasli degli alieni.
Scusate, assolutamente IT volevo postare una scena con Sergio Rubini tratta dal film "Manuale d'amore" di Carlo Verdone, ma su Youtube non riesco a trovarla.
Qualcuno può suggerirmi dove posso cercarla?
Grazie
@Replicante Cattivo

Fabrizio Corona, durante un'ospitata allo Zoo di 105, disse una tristissima verità: disse che lui non ha fatto altro che sfruttare un 'baco' della società odierna per trarne vantaggio personale: quel baco per cui oggi, finire in carcere, non è più una vergogna, ma un vanto, fonte di ricchezza e popolarità

Vedremo quando, e se, avrà scontato tutti gli anni di carcere che ha in sospeso se la penserà allo stesso modo.

Facile infrangere le regole quando nessuno ti porta il conto da pagare :(
@motogio:
Facile infrangere le regole quando nessuno ti porta il conto da pagare :(

Ma allora stiamo dicendo tutti la stessa cosa! :-)