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64 commenti

Ci vediamo a Pura stasera?

Bambini e videogiochi: rischi, benefici, miti e dati


Questa sera alle 20.15 sarò alle Scuole Elementari di Pura (Canton Ticino) per tenere una conferenza sul tema dell'uso dei videogiochi da parte dei bambini (di tutte le età, genitori compresi). L'incontro è organizzato dall'Istituto scolastico e dall'Assemblea dei Genitori di Pura ed è aperto a tutti.
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Commenti
Commenti (64)
Argomento eccellente. Sarà un discorso trito e ritrito ma il distacco dalla realtà che lentamente ma continuamente viene instillato nei ragazzi dai videogiochi (siano sparatutto ma anche grand prix e simili) è subdolo perchè non evidente. Le conseguenze? Dalla scarsa attenzione a scuola (la soglia di attenzione si supera con difficoltà) alle ecatombi stradali (ricordo un paio d'anni fa una gara tra due macchine con ventenni usciti dalla discoteca. La prima è passata col rosso, la seconda ha centrato il camion del latte: due morti e un ferito gravissimo).
Salomon. Tranquillo che fa più danni la televisione italiana che i videogiochi.

Poi se chiaramente la zucca non c'è nella testa della gente non ce la metti.
Ci sarà modo di avere una registrazione video/audio/morse? Mi piacerebbe assistere ma sono a qualche km di troppo. :)
Ciao,
sono sicuro che l'hai gia' visto, cmq:

http://arstechnica.com/science/news/2010/09/gamers-make-faster-decisions-than-nongamers-are-just-as-accurate.ars
Qui c'è una notizia di cronaca recente di un caso di dipendenza da videogiochi:

http://tinyurl.com/32zznm8

Confesso che credevo che questa dipendenza fosse un'invenzione di qualche psicologo per sbarcare il lunario, ma ho letto altri articoli simili, riguardanti anche ragazzi più grandi, e parrebbe reale.
@Salomon
Le bravate dei ventenni non sono una cosa recente, né una cosa della civiltà occidentale e non hanno niente a che fare coi videogiochi.
Le prove di coraggio le trovi in tantissime civiltà, spesso trasformate in riti di iniziazione proprio per evitare incidenti gravi.
Poi, in passato, occasioni per dimostrarsi coraggiosi ce n'erano tantissime, a partire dalla caccia.
Leggetevi (tanto per dire) "La guerra dei bottoni".
Vanna: e non solo quella italiana. Siamo abituati a pensare che da noi ci sia il peggio, ma purtroppo tutto il mondo è paese.

Comunque, non è colpa dei videogiochi se i ventenni vanno in auto credendosi piloti di rally senza un minimo di preparazione ad affrontare le situazioni di pericolo in strada o senza conoscere i limiti propri e dell'auto che guidano.

E lo dico da videogiocatore incallito.

Per la soglia d'attenzione, se uno è interessato l'attenzione la mantiene BEN più dei canonici cinque minuti, ed è compito degli insegnanti insegnare (!) in modo interessante.
Intendevi scrivere proprio "genitori bambini"?
Sarà poi disponibile un video dell'incontro o qualcosa del genere?
No, mi spiace, non è prevista una ripresa video.
Mi aspetto un buon resoconto sulle tue opinioni e la reazione del pubblico! Anche io ho passato fasi di hardcore gaming ma ho capito che è un modo di evadere come un'altro.. come sono gli amici ma anche come può essere un buon libro.. come analogia a comportamenti estremi basta ripensare a "I dolori del giovane Werther" e al successivo effetto Werther che portò al suicidio di diversi lettori.
A mio parere è lo stesso argomento che si ripropone sempre in salse diverse e il giusto approccio è prendere le cose per quello che sono, un videogioco è un semplice passatempo ludico che va inserito con moderazione nella vita quotidiana come ogni altro componente della giornata
Temo che i videogiochi non abbiano nulla a che vedere con i ventenni che si credono immortali ed onnipotenti e talvolta - spesso - combinano disastri. Come vent'anni fa la tv non c'entrava nulla con le tossicodipendenze o l'insuccesso scolastico. Pare brutto dirlo, ma spesso i giovani maschi non brillano per particolare buon senso, in qualsiasi epoca.

I videogiochi sono semplicemente la versione moderna dei giochi del tipo "facciamo finta che..." che sono sempre esistiti e sempre esisteranno, essendo una sostanziale esigenza del percorso evolutivo di ciascuno. Esigenza che in varie forme permane anche nell'adulto. Una volta vivere un'esperienza virtuale significava solo leggere un romanzo, per dire, ora la tecnologia offre anche altre possibilità.

Circa la dipendenza (o gli atti emulativi: sono un fanatico dello sparatutto "X", quindi domani imbraccio un fucile e faccio una strage) il problema sta nella psiche fragile, non nel software ludico.

Periodicamente a qualche associazione o a qualche politico in cerca di consenso viene in mente di vietare qualcosa perché disturba le delicate menti dei piccoli. Generalmente usano come argomentazioni immani sciocchezze che soddisfano il perbenismo superficiale ed ipocrita delle componenti meno colte o comunque più bacchettone della società.
Quando io ero un tenero virgulto, il caro vecchio Tex Willer era un fumetto severamente criticato dalla Chiesa e compreso nelle pubblicazioni messe all'Indice ...

La scuola. A scuola si ricorre molto frequentemente a software che facilitano, sotto forma di videogiochi didattici, l'apprendimento. Appunto per tenere desta, come sottolinea Mousse, l'attenzione degli allievi. Non che sia l'unico espediente, ma spesso si rivela di una certa utilità.

In definitiva io penso che attribuire ai videogiochi responsabilità sugli atteggiamenti aggressivi e/o sconsiderati di alcune persone (di qualsiasi età) sia come dire che è colpa del pallone se gli stadi e le zone limitrofe vedono la presenza dei soliti teppisti.

Sarebbe invece utile che i genitori non abbandonassero ai videogiochi i loro figli, in modo da controllare direttamente i titoli scelti e le ore di gioco, proponendo anche attività alternative per evitare appunto il rischio che un passatempo diventi un'ossessione.
X Paolo
Ti intendi anche di videogiochi? Sei veramente poliedrico:D
Confesso che credevo che questa dipendenza fosse un'invenzione di qualche psicologo per sbarcare il lunario, ma ho letto altri articoli simili, riguardanti anche ragazzi più grandi, e parrebbe reale.

Ti assicuro che è reale avendone avuto direttamente a che fare in famiglia (e con un "ragazzo" di quasi 30 anni).
Per Rado il Figo

Confesso che credevo che questa dipendenza fosse un'invenzione di qualche psicologo per sbarcare il lunario, ma ho letto altri articoli simili, riguardanti anche ragazzi più grandi, e parrebbe reale.

Ti assicuro che è reale avendone avuto direttamente a che fare in famiglia (e con un "ragazzo" di quasi 30 anni).


E come è andata a finire?
non ho capito il collegamento tra l'incidente stradale e l'uso dei videogiochi. Mah...
non ho capito il collegamento tra l'incidente stradale e l'uso dei videogiochi. Mah...

che qualcuno sarebbe convinto di saper guidare e/o fare certe prodezze al volante solo perché è bravo nei videogiochi di automobilismo.

non sono molto convinto nemmeno io del nesso, sia chiaro.
E come è andata a finire?

Fortunatamente bene, e senza dover ricorrere a terapie mediche o giù di lì. Diciamo che ora il suo tempo dedicato allo spazio videoludico non supera le due ore (quando sono tante) al giorno. Ben lontane dalle punte di 12/13 ore quotidiane, con risvegli mattutini conditi da occhiaie marcatissime. Il tutto per stare dietro ad un unico titolo (fra l'altro manageriale, neanche d'azione) nelle sue varie edizioni. Una situazione che aveva a latere conseguenze imbarazzanti tipo la seguente: nonostante monopolizzasse l'unico pc di casa, dopo un anno dal suo acquisto l'unica cosa che sapeva fare era accenderlo e premere l'icona del videogioco sul desktop. Il solo cambiare sfondo gli era operazione impossibile, ma non riconosciuta come tale, col classico siparietto:
"certo che so come si fa"
"allora fallo"
"..." [minuti di assoluto immobilismo a fissare vacuamente lo schermo]
"guarda si preme questo e quest'altro"
"lo sapevo benissimo, è che non mi veniva in mente"
"sì vabbe'"

o come quando convinto di aver "spedito via mail in allegato un intero videogioco ad un mio amico" e non capacitandosi che quest'ultimo non riuscisse a entrare nel programma, appurai come avesse spedito in realtà... la copia dell'icona presente nel desktop. Convinto che quella fosse "il videogioco".

Fortunatamente col tempo l'interesse è man mano scemato (anche perché andava a lavorare e coi colleghi aveva anche una vita sociale) fino ad arrivare negli ultimi 6 anni i livelli accettabili sopra descritti.
Bisogna metterli davanti alla versione originale dei Lemmings.

Così poi dan fuori di matto e gli passa la voglia di giocare.
Rodri: "Oh, no!"
Ma vogliamo parlare di The Incredible Machine?
non so se è già stato segnalato questo studio:

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Problemi_nel_prendere_decisioni__Allenati_con_i_videogame/1344704

io videogiocatore ho letto cum gaudio ;)
Non è che sia una questione tanto semplice:

http://tinyurl.com/27rqzgu
@Salomon: quasi tutti i videogiocatori incalliti nella mia classe (me compreso) avevano rendimenti medio-alti a scuola e non mi pare che adesso si sballino o guidino in maniera imprudente.
Solo uno aveva voti bassi e faceva bravate il che mi fa pensare che le cause del suo comportamento fossero altre visto che di noi era anche quello che videogiocava di meno...
Personalmente sono convinto che un videogioco, da solo, non possa essere la causa scatenante di un atto pericoloso o dannoso.
Se uno pensa di poter guidare come nei videogames, di saper sparare come in Doom, di essere in grado di mettere in piedi un ristorante e di gestirlo dal nulla... non è stato "manipolato" dai videogiochi: è un idiota.
Non videogioco molto ma nei periodi in cui ho tempo libero finisco giochi su giochi senza accorgermene, specialmente hack & slash, questo vuol dire che in un attimo di ispirazione potrei uscire fuori con una falce ad uccidere i "demoni cattivi" o dire al professore di turno che Dante Alighieri era in realtà un crociato (giusto per citare l'ultimo che ho provato, Dante's Inferno)?

I videogiochi cominciano a fare male quando uno non si dedica ad altro, ma in questo senso non si differenziano assolutamente da nessun altro hobby, "il troppo stroppa", e non vedo perché si dovrebbe dare la colpa ai videogiochi se qualche decerebrato va a schiantarsi contro un albero pensando di sapere guidare a 300 Km/h in curva. Tutte le altre accuse sono, per mia esperienza personale (tempo fa giocavo parecchio, eppure ho sempre avuto e ho ancora ottimi voti a scuola, e soprattutto una vita sociale normale), piuttosto infondate e dette tanto per trovare un colpevole a dei problemi ben più seri e difficili da trattare.
io so per le scuole padane libere in libera padania.
io ciò il diploma di scuola superiore e credo che i popoli abiano la libertà che ritengono di avere.
Mah, dico la mia giusto per: gioco (il presente è voluto, ci gioco ancora) a videogiochi da quando avevo 9 anni, e non ho mai avuto nessuno dei problemi che gli "esperti" (che a videogiochi non hanno mai giocato) millantano di aver riscontrato. Ok, non faccio statistica, ma sinceramente mi sembrano i soliti discorsi sconclusionati che si facevano anche per la televisione, quando si discuteva sul fatto che un bambino si fosse buttato dal balcone dopo aver visto Superman. Può anche essere vero, ma non è certo Superman la causa diretta della morte di quel bimbo. Sarà che mi sono sempre sentito toccato da certe insulsaggini, ovvero nell'ordine: la TV fa male, i videogiochi fanno male, le canne fanno male, la musica metal fa male, il rock fa male, la discoteca fa male, stare su internet fa male, fare sesso libero fa male, masturbarsi fa male eccetera eccetera eccetera. Sinceramente, conosco (me compreso) molta gente che ha abusato abbondantemente di tutte queste cose e come risultato hanno che sono persone sanissime e che hanno un normale lavoro e una normale morale. Diversamente conosco invece persone che non se la passano proprio bene dal punto di vista penale e di stile di vita alle quali hanno sempre castrato l'esistenza a suon di "questo non si fa, questo è da pervertiti, questo è peccato" eccetera eccetera.
Interessante...
Hai mai letto qualcosa dell'Associazione Borromeo?

http://ourthing.altervista.org/borromeo/entra.htm
@ Walter, mai letto tante scemenze tutte insieme nello stesso sito. Grazie.
@ Walter

Santi numi... Ma questi sono i Marcianò del cattolicesimo!
Dalla prima lettera della Borromeo ai Corinzi:
"Il 45 % di chi ha giocato a "Combattimento mortale" e "Male residente" tende" a trascurare la sua diocesi di appartenenza. Il 72 % delle ragazze che adoperano i videogiochi tendono perdono la verginità prima dei sedici anni; di queste, solo il 15% si congiunge in matrimonio con chi le ha deflorate."

GE-NIA-LE !!

Ma perche' non abbiamo un troll del genere qui? Gli porterei io da mangiare tutti i giorni!
Per Grezzo

Sarà che mi sono sempre sentito toccato da certe insulsaggini, ovvero nell'ordine: la TV fa male,

Se ti cade in testa, sì.

i videogiochi fanno male,

Il tunnel carpale avrebbe da dire la sua in proposito...

le canne fanno male,

Anche i cannoli siciliani, ahimè: alla linea.

la musica metal fa male,

Be', alle orecchie un po' sì.

il rock fa male,

Quello di Little Tony e di Bobby Solo senz'altro.

la discoteca fa male,

Se sola la gente smettesse di fumare a più non posso in un ambiente chiuso...

stare su internet fa male,

Ogni riferimento ai nemici delle aerocisterne residenti a Sanremo è del tutto casuale.

fare sesso libero fa male,

Però il sesso in carcere è molto più divertente!

masturbarsi fa male

Ma questo è un forum per famiglie!!!

eccetera eccetera eccetera. Sinceramente, conosco (me compreso) molta gente che ha abusato abbondantemente di tutte queste cose

Riguardo all'ultima, io non andrei a vantarmene in giro...

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[a scanso di equivoci, qui c'è gente che mi prende sul serio sempre e comunque, preciso che è tutto in tono scherzoso].
Per Francesco

GE-NIA-LE !!

Ma perche' non abbiamo un troll del genere qui? Gli porterei io da mangiare tutti i giorni!


Vero. Alla fine degli anni Novanta era praticato con profitto il trolling d'autore. Oggi sono rimaste solo pallide imitazioni. :-(
@ Accademia dei Pedanti

La sindrome del tunnel carpale non è dovuta all'abuso di videogiochi o di qualsiasi altra attività che richiede un utilizzo continuativo dei movimenti fini delle mani, ma alla scorretta postura che si assume in tali frangenti.
Una cosa da far capire ai genitori e' imparare a leggere le confezioni e a sapere che cosa e' il rating che viene dato ai diversi titoli sul mercato.
A me sembrava banale... tuttavia mentre davo un'occhiata a dei giochi in un negozio una coppia giovane mi si avvicina e mi chiede:
"ma cosa vuol dire questo 12+ stampato in copertina?"
O_O "...che e' adatto dai 12 anni in su, mentre questo dai 3 in su etc.."

Un amico che lavora nella grande distribuzione mi ha raccontato dei suoi quotidiani incontri con genitori che vogliono regalare titoli ai figlioletti e scelgono....survival horror, e roba tipo GTA. Bellissima la scena:
"Guardi, se vuole regalare a suo figlio di 10 anni un gioco dove si spaccia, si va a mignotte e si ammazza la gente per derubarla .... faccia pure. Io le consiglio quest altro."

Ci sarebbero anche le icone bene in vista sulla confezione per indicare sinteticamente i temi potenzialmente "forti" del prodotto (violenza, linguaggio scurrile, sesso, droga...)
Bisogna staccarsi dall'idea che il videogioco sia un prodotto solo per bambini, in fondo anche i dvd-video sono ben differenziati per fasce d'eta'.
pugaciev

non ho letto l'articolo (non riesco da qui) ma "lescienze" "espresso" e "repubblica" non possono stare tutti e tre nello stesso indirizzo! :D
Francesco

il bello è che puoi sostituire "che adoperano i videogiochi" con qualsiasi altra cosa come "che ha un maglione rosso" o "che ha gli occhiali" in puro stile indovina chi che la statistica resta comunque incredibilmente corretta come prima!
Sono della stessa opinione di Grezzo. Per quanto anche io abbia conosciuto gente che si è fissata con un videogioco fino ad arrivare a giocarci ore al giorno e trascurare il resto, non ritengo i videogiochi una "causa" di questa dipendenza. I videogiochi forniscono solo un mezzo di evasione ottimo, facilmente usufruibile e di basso costo. Chi arriva a giocare a The Sims o World of Warcraft per ore al giorno, senza videogiochi passerebbe ore a guardare la tv o a leggere. E, non so perché, ma mi viene da pensare che NESSUNO si lamenterebbe per una "dipendenza da romanzi" (ed io personalmente conosco più gente che è rimasta sveglia la notte per completare l'ennesimo libro di King piuttosto che gente che è rimasta sveglia per finire Super Mario 3).

Però ammetto che, pur essendo un superfanatico di videogiochi da quasi 20 anni (infatti Paolo, se hai bisogno di informazioni a riguardo, chiedi pure. Non ricordo dove ho parcheggiato l'auto ma ricordo ancora la soluzione di Monkey Island a memoria :-D), non conosco i risultati di indagini serie.
Segnalo però una fantastica puntata di Penn & Teller Bullshit della penultima stagione dedicata proprio al connubio "videogiochi e violenza".

Paolo, quali sono i "danni" documentati causati dai videogiochi? Perché sono tutti pronti a fare collegamenti del tipo "i videogiochi sono molto frenetici quindi sono la causa dell'add" ma questo genere di ragionamenti suonano degni dei cospirazionisti. Sarei curioso di leggere i risultati di qualche ricerca seria.
@ Accademia

Riguardo all'ultima, io non andrei a vantarmene in giro...

So che il tuo è un tono scherzoso, ma molta gente quando si parla di certi argomenti si schifa, e per la maggiore deride chi ammette di farlo, soprattutto nelle scuole, nonostante sia una pratica diffusa nella maggior parte delle persone (certo, per la maggiore in tempi di... "carestia"), ma non ho mai provato vergogna a parlarne. Secondo me il problema del sesso è proprio il non parlarne, che crea più problemi di quanti ne vorrebbe evitare.
"Il 45 % di chi ha giocato a "Combattimento mortale" e "Male residente" tende" a trascurare la sua diocesi di appartenenza. Il 72 % delle ragazze che adoperano i videogiochi tendono perdono la verginità prima dei sedici anni; di queste, solo il 15% si congiunge in matrimonio con chi le ha deflorate."

Questa gente la chiuderei in una stanza dieci minuti con un geek scoppiato come questo: http://tinyurl.com/ya6x4fu
Sarei curioso di vedere l'effetto sulla loro psiche. :-)
"Il 45 % di chi ha giocato a "Combattimento mortale" e "Male residente" tende" a trascurare la sua diocesi di appartenenza. Il 72 % delle ragazze che adoperano i videogiochi tendono perdono la verginità prima dei sedici anni; di queste, solo il 15% si congiunge in matrimonio con chi le ha deflorate."

Se i videogiochi ti liberano dalla schiavitù della religione mi sa che dal mio punto di vista fanno benissimo
http://ourthing.altervista.org/borromeo/05.htm

Ma lol, sta cosa gira da almeno 10 anni, mi pare all'epoca fosse uno dei primi tentativi (ben riusciti, devo ammettere) di trollaggio a riguardo.
"Il 72 % delle ragazze che adoperano i videogiochi tendono perdono la verginità prima dei sedici anni"

Ecco perchè quando ero giovincello non me la davano...le PS2 ed i Nintendo non esistevano ancora!!!

E che significa tendono perdono?
Capisco quelle che perdono la verginità, ma quelle che la tendono?
"Ma tu sei vergine?"
"Tendenzialmente"

Ciao

Carson
I videogiochi, come qualsiasi altra forma di intrattenimento, possono dare o meno dipendenza a seconda di chi ne fruisce.
Anche giocare a scacchi o suonare la chitarra dà dipendenza (provate a leggervi la biografia di Pat Metheny ad esempio ..) nei soggetti "predisposti". Così come per la chitarra o gli scacchi, ci sono esempi di "videogame addicted" che con della loro passione (o dipendenza) hanno fatto un lavoro ed una fornte di (grasso) reddito, e ci sono altrettanti esempi di persone che hanno solo perso tempo (ma è veramente perso il tempo dedicato ad una passione ancorchè non finanziariamente remunerativa ?).
A me sovviene anche un tale che, tempo fa, si dedicò ad uno studio "matto e disperato", ed al tempo non mi risulta ci fossero i VG .. ;)
Vs. Professorino

A me sovviene anche un tale che, tempo fa, si dedicò ad uno studio "matto e disperato", ed al tempo non mi risulta ci fossero i VG .. ;)

E infatti gli è venuta la gobba e gli si è abbassata la vista. :-)
"Ma tu sei vergine?"
"Tendenzialmente"

Carson sei un genio!!!
Associazione Borromeo...

X chi ha letto l'articolo sul sito in questione e non ha capito che l'autore e' un troll che imperverso' negli anni 90 su usenet ed adesso su facebook :-P

L'autore del Trolling della Borromeo e' Ciro Ascione, il suo sito e' trashopolis.com, e su facebook lo trovate come Ciro Ascione...
Su usenet e' conosciuto come Kuros...

Ah... lui ci campa di trolling... ci ha anche scritto un libro, il precedente invece era sui videogiochi...

troll come lui non li fanno piu'... si sciupano subito...
:-)

(oltre a fare l'insegnante (se non mi ricordo troppo male))
Ascione/Borromeo è anche su Wikipedia.
Oddio cosa ho detto!
@Danilo (ci si rincontra, di tanto in tanto!)
Statistiche alla mano... destra, (perdonate la trivialità sottintesa)

Mi verrebbe da concludere:
1) mortal kombat e resident evil andrebbero evidentemente inseriti come insegnamenti prioritari nella scuola dell'obbligo (pubblica e paritaria);
2) buona anche l'idea del geek;

Al di là del facile umorismo è interessante notare la disinvoltura della statistica:
-numeri buttati a casaccio;
- conclusioni (peraltro neppure espresse) a dir poco azzardate circa l'esistenza di un nesso eziologico (la causa del male - sempre che si tratti di un male - è il videogioco...)
- assenza di qualsivoglia valore di riferimento (quanti ragazzi - della stessa età - che non hanno giocato a mortal combat e quanti ragazzi in generale trascurano la diocesi etc.)
mah
Anch'io mi aspetto un buon resoconto, mi piacciono i videogiochi fin da bambino, anzi, direi proprio che li adoro, gioco tutt'ora che ho 32 anni sempre divertendomi.
Ho lavorato nel campo e mi piacerebbe rientrarci.

:D

P.S.: grazie delle belle mail, sto molto meglio, siete stati molto gentili e francamente parlando non mi aspettavo questa testimonianza di amicizia. E' del tutto ricambiata.
ah, ecco, era un troll.
Ora ci siamo
fed
Dimenticavo: Associazione Borromeo?

Ho il libro "troll", di Ciro Ascione.
Qualche risata la strappa, non c'è che dire.

Non ci sono più i troll di una volta. :D
Ma fra i videogiochi vengono considerati anche i film nati da videogame: resident evil, doom,... o viceversa i game nati da film-serie televisive: wrestling, Avatar, ecc...

^_^'
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Leggendario Ciro! Su it.fan.starwars si era collegato poco prima del lancio dell'episodio 1 aprendo dei thread multipli intitolandoli con frasi spoiler sul film, alcune vere altre false! :-D
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiedo scusa a tutti. Si è incantato il blog (mi restituiva sempre un errore dicendo di riprovare più tardi) ed alla fine ha postato lo stesso commento mille volte. :-)
Eppure... se fossi una donna, non liquiderei con ostentata disinvoltura uno che sa concatenare dFK,3P, rdp, 720*

*tenendo premuta la direzione "giu" si preme un pulsante di attacco, quindi si preme tre tasti d'attacco contemporaneamente, nessuno dei quali è quello premuto in precedenza, tenendo premuto avanti sui direzionali, poi si preme indietro, giu, indietro, uno specifico tasto d'attacco, quindi si preme destra, giu, indietro, su, destra, giù, indietro su, destra ed un altro specifico tasto di attacco trattenendo premuto quello dell' operazione precedente.
Il tutto con una tolleranza di 1/60 di secondo su ogni operazione.
Ciao Paolo,
perdona l'ardire ma sono un videogiocatore moderato papa' di due bimbi dei quali il piu' grande (7 anni) si sta avvicinando a quel mondo, e ho un po' di dubbi su come comportarmi. Mi interesserebbe conoscere un sunto del tuo parere, che in materia stimo piu' di quello di tanti psicologi (che saranno competenti in materia di psiche ma non lo sono mai di informatica/videogame).
Puoi farcelo, se e quando hai tempo? Grazie mille in anticipo ... :-)
Avevo scritto un commento lunghissimo, spero sia in attesa di essere pubblicato e non si sia perso ._.
Ciao Paolo,
perdona l'ardire ma sono un videogiocatore moderato papa' di due bimbi dei quali il piu' grande (7 anni) si sta avvicinando a quel mondo, e ho un po' di dubbi su come comportarmi. Mi interesserebbe conoscere un sunto del tuo parere, che in materia stimo piu' di quello di tanti psicologi (che saranno competenti in materia di psiche ma non lo sono mai di informatica/videogame).
Puoi farcelo, se e quando hai tempo? Grazie mille in anticipo ... :-)


Caro Max,
nonostante tu abbia chiesto consiglio a Paolo, se mi permetti vorrei dare il mio parere sull'argomento, per fornirti un ulteriore punto di vista: non quello di padre, che potrebbe fornirti Paolo, ma quello di figlio.
Ho 22 anni e il mio debutto nel mondo dei videogames è avvenuto quando ero veramente piccolo, verso i 3-4 anni (1991-1992), sulla fantastica Amiga500 che mio padre, allora 27enne, aveva comprato per sé. Per questo motivo mi sento di poter dare un contributo raccontandoti la mia esperienza.
Ti dico subito che nella mia carriera, al di là delle emozioni positive che mi sono rimaste dentro e che in certi frangenti mi riportano alla memoria dei periodi della mia vita veramente piacevoli, ho dovuto combattere contro due brutte bestie, che devono assolutamente essere tenute sotto controllo affinchè un bambino possa godere appieno dell'esperienza che offre un videogioco.
Innanzitutto c'è la paura. Quando ero piccolo e mio padre giocava a Dungeon Master o Black Crypt, sull'amiga, vedere quei corridoi stretti e bui, con creature mostruose che spuntavano da ogni dove, di certo non mi faceva un bell'effetto. Ma questo rientrava nelle normali paure che vive un bambino, anche i cartoni animati della disney ti fanno vivere momenti di tensione. Il problema è nato nell'era playstation, quando avevo 8 anni e a mio padre venne prestato, da un suo amico, un gioco "bellissimo, fantastico, ci devi giocare per forza". Quel gioco era Resident Evil, il primo, quello ambientato a Villa Spencer. Uno dei miei passatempi preferiti a quei tempi era quello di stare sul divano e guardare mio padre giocare. Era bravo a fare Tomb Raider, Crash Bandicoot, Broken Sword, eccetera, mi appassionavo tantissimo a quelle avventure. Quindi io, ignaro di tutto, una sera dopo cena l'ho convinto a giocarci. Lui, ignaro di tutto, mi ha accontentato. Ci avremo giocato una mezz'ora, forse ancora meno, il tempo dell'intro, di trovare il primo zombie. Ma la paura che ho provato a vedere Chris Redfield ritrovarsi da solo, in quella casa, con quel silenzio e l'eco dei passi... mi ha segnato. Non ho più voluto giocarci, ma ormai il guaio era fatto. Guarda io non ho paura dell'esorcista, dello squalo, delle bambole di porcellana, della morte, dei ladri, dei fantasmi, degli zingari, dei cani, degli alieni, non ho paura di nulla. Ma quando la notte mi alzo per andare in bagno, ora che sono grande, dopo 15 anni, penso ancora a quella casa e a quegli zombie. Ne ho parlato con chiunque, ho rifatto il gioco da solo fino alla fine almeno 3 volte, ma ormai non c'è verso di curarmi. Sono un appassionato di horror e ho fatto tutti i Silent Hill, Project Zero, Resident Evil fino al 3, Alone in the Dark, Dead Space, tutti mi fanno paura mentre li gioco, ma poi spengo e finisce lì, come è giusto che sia. Resident Evil mi ha lasciato così, mi dà fastidio anche vedere la copertina del gioco. Probabilmente non mi libererò mai di questo problema.

(continua)
(continua)

E la seconda bestia è l'emulazione. Chi non si è mai messo in sella a una bici sentendosi Fausto Coppi, o saltato la corda credendo di essere Rocky, o preso una pistola giocattolo vedendosi John Wayne, e tutto il resto di supereroi che conosciamo? Bene, però forse il potere che un videogioco ha su un bambino è più forte di quello dei cartoni animati. Perchè nei cartoni animati è ben netto il confine fra "io" e "lui", mentre nel videogioco sei tu che comandi, sei tu che ti muovi. In altre parole, tu diventi quello che vuoi. Quindi finchè fai il PacMan o James Pond non ci sono problemi, ma quando io a 10-11 anni ho fatto Tenchu Ninja e Metal Gear Solid (sicuramente impegnativi per la mia età di allora, ma li ho fatti, e da solo) l'impatto in me è stato notevole. Non ho mai fatto del male a nessuno, però dopo essere stato Solid Snake, io godevo troppo ad andare in giro furtivamente e nascondermi a tutto e a tutti, in pieno stile stealth. Fino a qui tutto bene, ma una volta ho avuto la bella idea di attendere il ritorno di mio padre dal lavoro, e aspettarlo ben nascosto in giardino, nel buio del tardo pomeriggio invernale. Quando ha iniziato a guardare le chiavi per aprire la porta, l'ho assaltato alle spalle proprio come facevo sempre a Tenchu, pensando che si sarebbe divertito e avremmo riso assieme. Ovviamente gli avrò fatto venire un infarto, ma dalle discussioni che ne sono seguite, dopo quell'episodio non ho più avuto alcun dubbio sulla differenza fra ciò che è reale e ciò che non lo è, fra chi sono io e chi è il personaggio di un videogioco. Che non esiste, che è solo un disegno.

Ora naturalmente nessun gioco mi fa più quell'effetto, e vorrei vedere. Come non me lo faceva neanche a 14 anni quando giocavo a GTA 3, mai mi sarei sognato di confondere quel gioco con la realtà e andare in giro a sparare a tutti. Ma l'impatto sulla mente di un bambino è tutta un'altra cosa, ed un supporto morale è troppo importante. Indispensabile, direi, per godere appieno dell'esperienza fantastica che offre un videogioco in un'età in cui non si ha ancora la maturità necessaria per discernere ciò che è vero da ciò che è finto.

Buon lavoro :E
Riflettendo su quanto ha detto Mauro mi permetterei di esplicare che quella dei videogiochi è un esperienza da condividere con il figlio, il videogioco non deve essere una baby sitter che tiene impegnato il pargolo affinchè non rompa con le sue 400 domande giornaliere.
Il genitore deve partecipare attivamente, se non standogli attaccato come boris yelzin ad una vodka doppia, non lasciandolo da solo per tutto il pomeriggio e rispondendo un "Si, si" automatico ai racconti del figlio sulla propria esperienza.
Interessarsi a come il figlio vive l'esperienza anche per valutare i rischi evidenziati da Mauro stesso.
Max, come zio con mio nipote segue 2 regole: prima regola seguire le indicazioni PEGI (http://www.pegi.info/it/) riportate sulla confezione (inutile comprare un V.G: per maggiorenni se tuo figlio ha 8 anni.
Seconda regola prima ci giochi te, così puoi farti un'idea se è gioco adatto o meno.

Ciao
VB
Anche se un po' in ritardo - me ne scuso - vorrei ringraziarvi per i consigli che mi avete dato, in particolare Mauro che racconta un'esperienza di "Figlio" piu' utile di quella che ho fatto io che sono stato figlio ovviamente ma che essendo classe '69 ha avuto contatti con i VC a fine anni 70, a oltre 10 anni e con giochi (ricordate Atari ed Intellivision?) che di aderente alla realta' e pauroso avevano ben poco, a dirla tutta nulla.
La tua esperienza e' piu' vicina a quella di un bimbo attuale, quindi ne faro' tesoro.

Molti psicologi (ben inteso io stimo la categoria, quando non parlano di informatica) sostengono in pillole che il VG alteri il processo di sviluppo della fantasia, in quanto un normale gioco costringe il bambino a costruirci un mondo e una storia intorno, mentre il VG lo "guida" troppo, oltre a favorire il gioco in solitario a discapito dei giochi in societa', che contribuiscono a formare gli aspetti del carattere che un domani saranno il nostro approccio agli altri.

Sara' vero? Sicuramente se si fissa un limite (1 ora/giorno) secondo me no, ed ovviamente si cerca di evitare i giochi piu' violenti, ma il dubbio rimane.

Grazie a tutti