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22 commenti

Ci vediamo a Varese il 9 ottobre?

Complotti lunari e altre bufale a Varese


Ci sono un po' di appuntamenti spaziali nei prossimi giorni. Partiamo dal piccolo: sono stato invitato a tenere una conferenza sulle tesi di complotto lunare e sulle altre bufale piccole e grandi di cui mi occupo. La conferenza si terrà a Varese sabato 9 ottobre alle 16, presso la sala conferenze dello spazio scopriCoop, in via Daverio 44.

L'incontro verrà moderato da Bruno Moretti Turri, Presidente dell'Academia Philosophiae Naturalis, ed è organizzato dalla suddetta Academia Philosophiae Naturalis, da SETI ITALIA Team "G. Cocconi" e da Coop Lombardia con il patrocinio di FOAM13 (Fondazione Osservatorio Astronomico Messier 13) di Tradate, CICAP, Unione Astrofili Italiani, Gravità Zero e (Cattiva) Scienza in TV.

L'ingresso è libero: per informazioni chiamate il numero italiano 340-9935956. Porterò con me un po' di oggetti spaziali e qualche copia dell'edizione aggiornata a colori del mio libro "Luna? Sì, ci siamo andati!". Ringrazio Varese News per la segnalazione.

Parlando di veri protagonisti dello spazio, mercoledì 29 settembre alle 18, l'astronauta Shuttle svizzero Claude Nicollier sarà all'hangar principale della base aerea di Locarno-Magadino per una conferenza sul tema "Dal biplano allo spazio". L'ingresso è libero; i posti sono limitati ai primi 500 iscritti. Per informazioni chiamate il numero svizzero 091 791 00 91. Visto che Nicollier è uno degli astronauti abilitati a compiere passeggiate spaziali, magari riusciamo a farci dire se è vero che alcuni astronauti si fanno togliere le unghie delle dita per non farsele maciullare dai guanti della tuta spaziale.

Aggiungo, infine, che se vi interessano questi argomenti vi conviene tenervi liberi per la sera del 22 ottobre. Per ora non posso dire di più.
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Commenti
Commenti (22)
Leggo che compito dell'Accademia di filosofia naturale "non è aprire le porte all'infinito sapere,
ma porre una barriera all'infinita ignoranza". Una barriera? Ci vuole la diga del Vajont!
A Bologna invece di cosa si parlerà?
Ciao Paolo, sai anche dirci indicativamente a che ora finirebbe?
Grazie
Accademia dei pedanti ♂ ha commentato:
...omissis...Ci vuole la diga del Vajont!


Meglio di no, non ha resistito. :(
Per Hedges

Accademia dei pedanti ♂ ha commentato:
...omissis...Ci vuole la diga del Vajont!

Meglio di no, non ha resistito. :(


Se ne è parlato pochi giorni fa nell'articolo sui reattori nucleari fossili: la diga del Vajont ha resistito benissimo, ed è tuttora lì dove è stata costruita. Molti come te si confondono: l'incidente fu provocato da una montagna caduta nel lago artificiale. L'onda di acqua e fango scavalcò il livello della diga e sommerse il paese sottostante. L'unico difetto, insomma, è che non avevano pensato di costruirla più alta di 30 metri, in modo che, nel caso fosse finito dentro l'invaso il massiccio del Monte Bianco...
Biolca,

sarò traduttore per René Auberjonois (Odo di Star Trek). Ho aggiornato adesso l'agenda pubblica.

Porterò anche lì qualche copia del mio libro lunare.
Ciao Paolo, sai anche dirci indicativamente a che ora finirebbe?

Non ne ho idea. Io di solito vado avanti finché ci sono domande del pubblico.
La diga del Vajont sta ancora lì bella alta, peccato che non ci siano più un po'di paesi a valle. Mette veramente impressione e non penso che si potessero aggiungere i trenta metri ipotizzati da Accademia (era stata spinta al massimo dell'altezza).
@Accademia, hai ragione. E' la prima che corre in mente.
Naturalmente, informandosi, poi...
"Visto che Nicollier è uno degli astronauti abilitati a compiere passeggiate spaziali, magari riusciamo a farci dire se è vero che alcuni astronauti si fanno togliere le unghie delle dita per non farsele maciullare dai guanti della tuta spaziale."

Argh, che schifo solo l'idea! Spero che non sia vero! (Anche perché in caso contrario la mia curiosità morbosa mi spingerebbe a sapere COME se le fanno togliere)
@ Paolo Attivissimo

Circa l'ultima sibillina frase, si tratterà forse di una trasferta in quel della capitale? (Dubitandone, approfitto per chiedere: a quando un salto nella città eterna?)

P.S. Sono sempre lo studente di ingegneria aerospaziale che le ha scritto un po di tempo fa... Ho mandato una seconda mail, continuerò ad insistere! Vorrei dare una mano contro i lunacomplottisti, potrei appoggiarmi anche ai documenti della mia facoltà XD
Circa l'ultima sibillina frase, si tratterà forse di una trasferta in quel della capitale?

No.


(Dubitandone, approfitto per chiedere: a quando un salto nella città eterna?)

Quando mi invitano!
Paolo, io lavoro con l'Università la Sapienza di Roma, ti ho mandato un'email per una lezione al master della sapienza, ma non ho ricevuto risposta (ti ho scritto un mesetto fa e anche oggi)... non vorrei che il messaggio fosse finito nello spam (nell'oggetto c'era la parola "master", ovviamente, e magari è stata scambiata per la solita pubblicità per procacciare iscrizioni).
Magari dai un'occhiata!
Paolo, mi pareva d'aver letto da qualche parte di una tua capatina a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli. Ricordo male?
@Acca

Per fare il pedante:

L'unico difetto, insomma, è che non avevano pensato di costruirla più alta di 30 metri, in modo che, nel caso fosse finito dentro l'invaso il massiccio del Monte Bianco...

Forse è una battuta, ma sarebbe stato peggio. Lì l'invaso non avrebbe dovuto starci. Il lago artificiale determinò, insieme alle piogge, il franamento. Purtroppo quella zona è soggetta a franamenti a causa della conformazione geologica. Senza lago non solo, lapalissianamente, la frana non cade nell'acqua, ma non ci sarebbe stata una concausa del movimento franoso, movimento franoso codeterminato dal lago da un meccanismo idrogeologico particolare.
Quindi alla fine l'unico problema fu costruire la diga e l'invaso. La diga resistette all'ondata, se si esclude la parte superiore, ma fu la diga e l'invaso da essa creato a determinare la frana colossale: senza diga la frana a) sarebbe stata minore b) non avrebbe causato un'enorme ondata di acqua.
mi pareva d'aver letto da qualche parte di una tua capatina a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli. Ricordo male?

Sì. A San Mauro Pascoli ci sarà un confronto sulle "scie chimiche", ma non con me. Io cercherò di esserci, ma sarà dura.
Paolo,

non so come fare per scriverti ma a proposito di debunking, ti volevo far sapere che a volte... anche i british si incazzano.

http://news.bbc.co.uk/panorama/hi/front_page/newsid_9032000/9032278.stm

un saluto
pgc
Per theDRaKKaR

Tutto giusto, ho usato il paragone della diga del Vajont perché in Italia è la più famosa, perché è una delle più grandi, e perché non sono molte le dighe al mondo che hanno subito sollecitazioni non previste di quel genere.
La diga del Vajont comunque raggiunse la massima altezza possibile per quella gola (chi l'ha vista dal vivo sa cosa intendo).
Consiglio a tutti un giro del Cadore per vedere le dighe e gli invasi; alcune sono molto belle architettonicamente e tutte fanno impressione (passeggiare su una diga guardando il lago da una parte e il "burrone" dall'altra è qualcosa da fare almeno una volta nella vita).
Il Vajont era un progetto nato male e finito peggio.
@L'economa domestica

passeggiare su una diga guardando il lago da una parte
e il "burrone" dall'altra è qualcosa da fare almeno una volta nella vita


E magari approfittare dell'occasione per fare un salto alla James Bond ;)

http://www.tenero-tourism.ch/it/79/bungee_jumping.aspx

Ps. quella è la diga da cui si lancia James Bond nella scena iniziale del film "Agente 007 - GoldenEye "
Cedette, invece, qualche anno prima, una diga in Provenza (Frèjus?), con esiti disastrosi. Ora non ho tempo di controllare. Nel film Chinatown (1974, credo) c'è anche un riferimento ad un altro crollo rovinoso, nella California degli anni '20, uno scandalo enorme dell'epoca. Ora non ricordo il nome, ma tempo fa ho visto con Google Earth i miseri resti, tuttora presenti (l'ho fatto anche con il Vajont: impressionante! Si vede ancora l'enorme frana, a forma di M)
Io ci sono stato nel Vajont (va giù). La diga è ancora li e da sotto scorre ancora il fiume. L'invaso è pieno fino all'orlo di mezzo Toc (il monte che è franato (Toc=tocco, pezzo o contrazione di Patoc= marcio patocco).

Ci sono andato sull'onda dello spettacolo di Paolini sulla tragedia del Vajont, per vedere con i miei occhi la diga, per vedere quanto sono alti Erto e Casso (e sono belli alti sull'altro versante della valle), colpiti dall'onda causata dalla frana prima che scavalcasse la diga e colpisse Longarone.

A chi non ha mai visto il summenzionato pezzo di Paolini, ne consiglio vivamente la visione. E subito dopo una bella gita al Vajont, per vedere con i propri occhi.