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Antibufala: il limone “mutante” di Terzigno

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

Su Facebook è già stato emesso il verdetto. Le immagini di un limone deforme vengono definite ”prova inconfutabile dei danni causati dalla discarica di Terzigno... una mutazione, un vero e proprio 'aborto di limone'... raccolto in un frutteto di Terzigno, a poche decine di metri dalla discarica Sari." Il limone mutante viene citato da Repubblica e dal Corriere.

L'allarme sembra essere stato lanciato da un avvocato, Maria Rosaria Esposito, che ha pubblicato in Rete le foto dell'agrume, proveniente dal suo giardino di casa (secondo Il Mattino). Una scelta emotivamente efficace, che ha ottenuto l'attenzione dei media, ma non supportata dalle verifiche tecniche che sarebbe stato opportuno svolgere prima di sbattere il mostro in prima pagina, per evitare il rischio della Sindrome dell'Al Lupo Al Lupo: a furia di portare prove che poi si rivelano fasulle, gridando appunto "al lupo, al lupo" quando il lupo non c'è (o è altrove), qualunque asserzione, anche la più autentica e reale, rischia di essere annacquata dalle fandonie che le si sedimentano intorno.

Infatti la "prova" è tutt'altro che "inconfutabile". Come segnala per esempio L'Informatore Agrario, il "limone mutante" ha tutte le caratteristiche di un agrume colpito da un particolare tipo di parassita, denominato acaro delle meraviglie o Eriophyes sheldoni (Insectimages.org; University of California; Wikipedia in italiano), il cui nome comune deriva appunto dal fatto che altera la crescita dei frutti facendo loro assumere forme mostruose (o meraviglie). Insomma, il colpevole del limone anomalo potrebbe essere madre natura, anziché la discarica. Ma quest'ipotesi non si adatta alla visione del mondo semplicistica “natura = solo bene, artificiale = solo male” che si vuole troppo spesso promuovere negli ambienti ecologisti-chic.

Prima di attribuire con così categorica certezza alla discarica le forme abnormi del frutto, insomma, sarebbe stato sensato e prudente consultare un entomologo agrario o un altro esperto per escludere che si trattasse di un fenomeno naturale o comunque non legato all'inquinamento da discarica.

Purtroppo l'emotività, in casi come questo, prende spesso il sopravvento, con il rischio di danneggiare proprio le istanze, peraltro legittime, di chi è preoccupato per la propria salute e lancia l'allarme. Le intenzioni saranno anche buone, ma l'autogol è quasi garantito.
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