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246 commenti (ultimi)

Phobos come non l’avete mai visto

Questo è quello che sappiamo fare quando ci mettiamo d'impegno


La notizia che vorrei segnalarvi stride con quella di oggi dell'attentato suicida all'aeroporto di Mosca, ennesima riprova degli orrori di cui sono capaci gli esseri umani, ma è un contrasto importante. Mostra quanto possiamo essere bravi e grandi, se solo la piantiamo di scannarci per ragioni assolutamente idiote.

Siamo capaci di lanciare una sonda robotica, Mars Express, farle percorrere milioni di chilometri fino a raggiungere Marte e poi comandarla in modo che rivolga le sue fotocamere ad altissima risoluzione verso Phobos, una montagna larga 27 chilometri che orbita intorno a Marte, e scatti dalla distanza di centodieci chilometri immagini talmente nitide che il dettaglio più piccolo misura quattro metri.

È come stare a Milano e fotografare un pedalò che sta sul lago di Garda. E farlo mentre ci si sposta a tre chilometri al secondo, senza neanche far venire mossa la foto. Questo è quello che ci permette di fare la scienza. E queste sono le immagini di Phobos che né veggenti né contattisti ufologici possono anticipare o eguagliare:


Visto che Mars Express ha fatto vari scatti mentre passava vicino a Phobos, le immagini possono essere combinate per ottenerne una versione 3D, che potete godervi se avete gli occhialini rossi e blu.


Questo è Phobos che si staglia contro la superficie di Marte, in modo da far apprezzare quanto sia in realtà scuro e vicino al proprio pianeta questo satellite marziano.



Se volete il massimo, scaricate dall'apposito sito dell'ente spaziale europeo (ESA) la versione ad altissima risoluzione (fino a 7800 x 5200 pixel) dei primi piani di Phobos. Buona visione.

Fonti aggiuntive: APOD, Bad Astronomy.
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Commenti
Commenti (246)
Prenoto subito per il lago di Garda.
Ah, la scienza moderna!
Caspita, una villetta su Phobos non sarebbe male... dev'esserci una vista veramente invidiabile.
Suppongo che la base del U.A.C. l'abbiano nascosta prima di pubblicare le foto :P
parole sante, Paolo. L'introduzione di questo articolo è da antologia. Chapeau
Phobos: queste foto sono veramente... da paura!
Grazie Paolo per la segnalazione.
@Shand

Esatto... buona vecchia cara ID Software
Paolo, non c'entra assolutamente nulla, ma dovevo segnalarti questo video: per un appassionato di Guerre Stellari è una chicca imperdibile!

http://www.youtube.com/watch?v=xV7Ha3VDbzE&feature=feedf
Mi sa che la sonda ha disturbato le comunicazioni della UAC :-)
Una tecnologia straordinaria che noi utilizziamo in gran parte per alzare il tasso di mortalità... è veramente triste. A quest'ora potremmo forse anche andarci fisicamente su Marte, se solo non avessimo inutilmente perso tempo... e continuiamo a perdere ammazzandoci per un motivo assolutamente ignoto.

OK, forse sto fantasticando troppo... o forse no. Ma in fondo, le più grandi imprese sono spesso iniziate tutte da sogni che l'umanità è riuscita a realizzare perché ci teneva davvero: arrivare sulla Luna era un sogno che abbiamo realizzato con la voglia di vederlo diventare realtà. Sarà questo il motivo di tutte queste guerre? Non abbiamo più un sogno da realizzare e ripieghiamo su questo? Mah... onestamente, io preferisco credere a questa ipotesi perché ormai mi rifiuto di credere nella crudeltà umana: mi sembra tutto così assurdo.
per un appassionato di Guerre Stellari è una chicca imperdibile!

Conoscevo, grazie, ma è sempre bello!
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
In effetti il contrasto stride, ma per fortuna qualcuno (tu) ci ricorda anche le cose belle che la nostra razza è capace di fare.
Cos'è quel segno che sembra una cicatrice di fresa?

Curioso, è di larghezza continua ma non sta in un piano.
Ehi! l'immagine 3D la vedo benissimo sbattendo le palpebre in modo alternato!! :-D
Ma... ma... è un sassolino!!!

Beh, è una montagna di 27 chilometri e fin qui va bene ma è una cosa relativamente minuscola rispetto al pianeta cui gira intorno. Con quella forma irregolare poi, nella mia ignoranza stellare pensavo che i satelliti fossero di dimensioni più importanti e regolari come la nostra luna. Non si smette mai di imparare, corro sulla wiki a informarmi (e a distrarmi per due o tre ore :) )
Siamo bravi.
La scienza e la tecnologia ci mettono in grado di fare cose incredibili.
E ANDIAMO ANCORA IN GIRO CON MEZZI SPINTI DA MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA.
E' sempre bello ammirare i frutti della curiosità e dell'intelligenza: riconcilia con l'umanità.

Personalmente attendo con impazienza il 14 luglio 2015 e l'arrivo della New Horizons su Plutone.
Chissà se i Maya l'avevano previsto... ;)
@Fridaychild

Se fosse pacifico in tutto il mondo che i soldi che uno guadagna col proprio lavoro extra non sono intesi per garantire ai fannulloni di non dover fare il proprio saremmo già a fare gite domenicali su beta thau... ma forse è più facile raggiungere beta thau in bicicletta che spiegare ai fannulloni che se faccio 2 o 5 ore in più alla sera non è per pagare a loro l'ingresso in discoteca.
E ANDIAMO ANCORA IN GIRO CON MEZZI SPINTI DA MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA.

E non hanno ancora inventato decespugliatori che non si sentano a meno di 2 km di distanza.

La tecnologia è strana...
Esistono anche i motori a fissione nucleare, quelli elettrici, ad idrogeno, a vapore...

Quando si troverà una maniera più redditizia e veloce per produrre energia, arriveranno anche nuovi motori. Magari quelli ad improbabilità.
Non credo che "milioni di km" come frase renda giustizia al percorso che ha fatto realmente la sonda, dà l'idea di 3-4 milioni di km. Mentre la distanza è enormemente superiore.
Però anche il "Voyager 1", 30 anni fa, mandò delle splendide (per la tecnologia di allora) immagini di Phobos.

Uno dei sottoprodotti della Guerra Fredda (USA e URSS non potevano farsi la guerra, nel senso militare del termine, essendo entrambe potenze nucleari) fu proprio la conquista umana della Luna.
Errata corrige:
ovviamente la sonda era "Viking 1" non "Voyager 1"...
C'e da dire che Phobos e' talmente vicino al pianeta che in un giorno si vede sorgere e tramontare almeno due volte sulla superficie marziana, in altre parole la sua rivoluzione avviene in meno tempo rispetto alla rotazione del pianeta!

Detiene anche il primato di satellite piu' vicino al proprio pianeta di tutto il sistema solare, con varie conseguenze (non e' visibile a tutte le latitudini, la sua grandezza apparente varia in base a dove ci si sulla superficie di marte, ecc).

Tra 50 milioni si prevede che verra' fatto a pezzi dalla gravita' del pianeta rosso diventando o un sistema di anelli oppure piombando sul pianeta stesso.

Detto questo, ringrazio Paolo e applausi per la sua introduzione.
Davvero, davvero fantastico.
Ma mancano le foto della base della UAC!
Per FridayChild

Siamo bravi.
La scienza e la tecnologia ci mettono in grado di fare cose incredibili.
E ANDIAMO ANCORA IN GIRO CON MEZZI SPINTI DA MOTORI A COMBUSTIONE INTERNA.


L'affermazione inserita in questo contesto ne implica un'altra che va discussa: siccome siamo in grado di lanciare una sonda ultratecnologica su Marte e i suoi satelliti (e prossimamente su ogni pianeta del sistema solare), allora abbiamo anche la tecnologia per sostituire l' autotrazione a combustibili fossili.
Ma chi l'ha detto che è così?
E mi spiego meglio: chi ha detto che una tecnologia sostitutiva del petrolio sarebbe anche più economica, che é poi l'unico motivo per essere appetibile?
Per lufo88ita

Due dimenticanze e un errore:

C'e da dire

C'è da dire.

Detiene anche il primato di satellite piu' vicino al proprio pianeta di tutto il sistema solare, con varie conseguenze (non e' visibile a tutte le latitudini, la sua grandezza apparente varia in base a dove ci si sulla superficie di marte, ecc).

Dove ci si trova sulla superficie di Marte.

Tra 50 milioni si prevede che verra' fatto a pezzi

Tra 50 milioni di anni.
> siccome siamo in grado di lanciare una sonda ultratecnologica su Marte e i suoi satelliti (e prossimamente su ogni pianeta del sistema solare)

Tutti i pianeti del S.S. sono già stati visitati almeno una volta da una sonda interplanetaria (l'ultimo è stato Nettuno più di vent'anni fa).
Per Doduz

> siccome siamo in grado di lanciare una sonda ultratecnologica su Marte e i suoi satelliti (e prossimamente su ogni pianeta del sistema solare)

Tutti i pianeti del S.S. sono già stati visitati almeno una volta da una sonda interplanetaria (l'ultimo è stato Nettuno più di vent'anni fa).


Vero. Diciamo che con la tecnologia un po' più vecchia ancora non potevamo vedere immagini ad altissima risoluzione e, volendo, tridimensionali. E in più abbiamo una quantità di fotografie molto maggiore.
@ Accademia
E mi spiego meglio: chi ha detto che una tecnologia sostitutiva del petrolio sarebbe anche più economica, che é poi l'unico motivo per essere appetibile?
Forse è più corretto " tecnologia sostitutiva più conveniente".
Il petrolio, infatti, non è economico. Sarebbe più economica l'energia solare ma non è conveniente per il rendimento e per le difficoltà applicative in alcuni casi. Ad esempio, vi immaginate un Jumbo a energia solare? Servirebbe "'na cifra" di pannelli per farlo volare, tanti che alla fine non lo farebbero alzare da terra :-).
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Giuseppe:
> Il petrolio, infatti, non è economico. Sarebbe più economica l'energia solare ma non è conveniente per il rendimento e per le difficoltà applicative in alcuni casi.

L'energia solare non sarà mai applicabile "seriamente" ai mezzi di trasporto convenzionali.

> Ad esempio, vi immaginate un Jumbo a energia solare? Servirebbe "'na cifra" di pannelli per farlo volare, tanti che alla fine non lo farebbero alzare da terra :-)

Si potrebbe anche calcolare la superficie (in ettari) da adibire a centrale fotoelettrica per produrre l'energia necessaria ad un grosso aeroplano passeggeri. Penso che sia uno sproposito!
Magari un aliante superleggero...
Per Giuseppe

E mi spiego meglio: chi ha detto che una tecnologia sostitutiva del petrolio sarebbe anche più economica, che é poi l'unico motivo per essere appetibile?
Forse è più corretto " tecnologia sostitutiva più conveniente".


Più conveniente per chi? Se per legge imponessero a tutti le auto che vanno a molla, sarebbe comunque conveniente per i produttori di auto a ricarica manuale.

Il petrolio, infatti, non è economico.

Come no? Rispetto alla concorrenza, è ancora il miglior rapporto euro/chilovattora.

Sarebbe più economica l'energia solare ma non è conveniente per il rendimento e per le difficoltà applicative in alcuni casi.

Alcuni casi?!? Tutti!
Qui stiamo parlando di autotrazione, non di treni, e nemmeno di teleriscaldamento.
Solito commento trattenuto dal filtro antispam.
@ Doduz

Comincia a togliere dai conti il peso del carburante... e poi non è detto che con altre forme di energia non sia più conveniente far volare qualcosa di più piccolo o leggero. Forse si potrebbe riparlare di dirigibili, almeno per la parte cargo...
"Solito commento trattenuto dal filtro antispam."

Che peraltro risulta attivo soltanto sul tuo nickname. Tu non hai voluto pagare per la protezione, e allora...
L'immagine con Phobos piccolino e l'enormità di Marte dietro è spettacolare per via delle proporzioni.
Doduz dixit:
"Magari un aliante superleggero..."

... ed infatti c'è già (anche se il test a cui lo hanno sottoposto è un po' tirato per i capelli). Link? Sto mangiando per cui sono esentato :-)
"Link? Sto mangiando per cui sono esentato :-)"

Le solite scuse :D

http://www.solarimpulse.com/
- pane bianco Esselunga sconto 30%
- alici marinate sconto 20%
- costo pasto: 2,39 € completo di esenzione da link per impossibilità dell'uso della mano sinistra
:-)
Beh, piuttosto salutare ma un pò povero come pranzo! :D
*po'
A parte che parlo io: un Twix e una cioccolata calda delle macchinette -_-
Rigatoni alla genovese
Beh, pur guadagnando benino (niente di eclatante ma più della media) siamo un nucleo monoreddito ancora per un po' (mia moglie sta prendendo la seconda laurea) ed abbiamo due idrovore da sfamare per cui pane ed alici per me è un bijou di pranzo
:-)
E mi porto pure a casa buona parte del pacco di pane per la cena :-D
Lasagne preparate dalla mia mamma, mhmmm....

Bello tornare piccoli ogni tanto.

;)
Ho capito: più sfigato di me c'è solo Epsilon (tranne il reddito sopra la media) :D
Spaghetti con cime di rapa, scaloppina e sformato di broccoletti...

Ho cercato di fare un calcolo di quanti pannelli solari servirebbero per "muovere" un boeing 747 200.

Non sono un fisico, né un matematico e quindi questi calcoli saranno sicuramente sbagliati, dato che ho attinto ad internet per specifiche, conversioni, dati di costruzione e soprattutto, potenza presunta del 747.

Procediamo:

Un 747 200 ha una potenza a regime di circa 65100 kW;
Un'autonomia di circa 13.000 km grazie ai suoi 216.840 l di carburante;
In un ipotetico viaggio, assumendo per ipotesi che le doti di autonomia e di potenza possano essere reali, ad una velocità di circa 900 km/h si hanno circa 14 h di volo;

65.000 kW X 14 h = 910.000 kWh Ossia quasi 1 MW;

Per produrre un MW con il fotovoltaico ho bisogno di un parco fotovoltaico di circa 30.000 mq;

Il parco fotovoltaico però, produce 1MW all'anno;

Moltiplico i 30.000 mq per le 14 h di volo ed ottengo una superficie di circa 420.000 mq;

Mancano i calcoli per aver tolto il carburante, aggiunto le batterie, i cavi ed il peso del sistema fotovoltaico.

Meglio il cherosene...
Ovviamente quando mia moglie mi prepara la "schisceta" mangio moooooolto meglio!
circa 420.000 mq;

LOL!
Mi immagino un aereo di quelle dimensioni, altro che astonave madre alla "Visitors"
"Meglio il cherosene..."

In ambito nazionale, meglio ancora la TAV. Che poi non capisco perché dicano "la" TAV e non "il" TAV, mah!
"schisceta"

Io la chiamo "gavetta"
Che poi non capisco perché dicano "la" TAV e non "il" TAV, mah!

Credo perché si intende "la linea" e tu forse intendi "il treno"
Beh, ma allora sarebbe LAV e non TAV! :D

Per quanto riguarda il pranzetto veloce preparato in appositi contenitori dalla mamma/fidanzata/moglie o autoprodotto nel caso dei single (io non lo faccio perché sono un single snob), confermo che dalle mie parti chiamasi

schiscEta

con la 'e' apertissima :D
Beh, ma allora sarebbe LAV e non TAV! :D

Hai ragione
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Credo che il motivo per cui l'acronimo TAV si declina al femminile è che sui giornali hanno cominciato a parlarne come di TAV S.p.A. nel 1991, come indicato da questo sito della Camera dei deputati:

http://tinyurl.com/6f7b7q8

Insomma, la TAV come società è venuta prima dei treni e delle linee ferroviarie TAV, e prima delle polemiche in val di Susa.
Riedito per pasticcio incomprensibilie (persino a me che l'ho scritto)

Sei sicuro che sia meglio la TAV (LAV) che l'aereo? Tralasciando l'inquinamento, da un punto di vista puramente energetico vince l'aereo.

Limitandoci alla potenza richiesta, circa 5 ore di viaggio in treno ad alta velocità, hanno una spesa energetica di 44.000 kWh, che divisa per 145 passeggeri farebbero circa 303 kWh a testa.

Con un 747 da 582 posti sarebbero invece 65.000 kWh : 582 p = 112 kWh a testa. E per un'ora di volo soltanto.

(Giornata del calcolo ipotetico, detto a katz)
Piccola precisazione sulla superficie del parco fotovoltaico da installare sul 747:

30.000 mq x 1 MW annuo;

Per produrre il MWh devo moltiplicare la superficie del parco per le ore in un anno ossia 262.000.000 mq per 14 ore fa... bah...
Mi rendo conto che è un'opinione personalissima ma in treno dormicchi ad occhi chiusi, in aereo sogni ad occhi aperti.

Ho fatto solo un viaggio sul Freccia Rossa ma mi ha lasciato completamente indifferente.

Ogni volo per me è sempre il primo; ora sono in crisi di astinenza da 2 anni: c'è un Orsovolante a caso che mi porta su?
:-)

PS Orsovolante in realtà opera un po' troppo lontano da me e bazzica poco in questo blog
Ho capito: più sfigato di me c'è solo Epsilon (tranne il reddito sopra la media)

Vi batto tutti: pacchetto da 100 grammi di Tuc e mezza bottiglietta di acqua del rubinetto.

Però ho il reddito ben sopra la media. Del Burundi.
Mi rendo conto che è un'opinione personalissima ma in treno dormicchi ad occhi chiusi, in aereo sogni ad occhi aperti.

Io invece ho sempre gli occhi spalancati: in treno per vedere il paesaggio, in aereo dal terrore
Io invece ho sempre gli occhi spalancati: in treno per vedere il paesaggio, in aereo dal terrore

Io invece dormo alla grande su ogni mezzo di locomozione (e una volta, in treno, mi hanno anche derubata mentre dormivo :-()
Sta' a vedere che in questo forum, oltre a molti aracnofobici, terrorizzati dai ragni, ci sono anche molti che hanno paura di volare in aeroplano, cioè aviofobici. :-)
Io non sono fobico!
Una fobia è qualcosa di irrazionale. Aver paura del più pesante dell'aria è perfettamente razionale.
"(e una volta, in treno, mi hanno anche derubata mentre dormivo :-()"

Anche a me, ero ubriaco. Quando mi sono risvegliato il treno era fermo in stazione a Milano, ed era completamente vuoto. C'eravamo solo io e l'addetto alle pulizie. E il mio cellulare Bosh (!) era scomparso :O
Io in aereo vado in modalità letargo. Non so perché, ma dal decollo in poi mi si appesantiscono le palpebre e... ciao.

Una volta mi è capitato di fare il viaggio di ritorno da Bali su un Boeing 747 semivuoto. Avevo 4 sedili a disposizione, volo in notturna... beh, mi sono svegliato solo per mangiare, la sosta tecnica a Kuala Lumpur l'ho fatta dormendo, atterraggio e decollo compreso, sdraiato sui sedili. Manco accorto.

Un totale di quasi 16 ore di sonno su un trasferimento di circa 20. Addormentato a Denpasar mi sono svegliato a Francoforte...
Io ho fatto Roma - Miami con sosta a Milano: sveglia solo durante le fasi di decollo e atterraggio
Roma

Volevo dire Napoli, Roma era un'altra volta
@ Stupidocane:
Premesso che in questo momento non sono in grado di verificare la correttezza dei tuoi calcoli, mi permetto di fare due appunti:
1 - il Boeing 747 200 ha motori a reazione, quindi fornendo solo potenza elettrica non lo muovi nemmeno con tutta l'elettricità disponibile sul pianeta :-D
2 - Per questo tipo di calcoli non ha senso usare il KWh, si tratta di un multiplo del Watt poco pratico, a meno che tu non volessi lasciar intendere quanto inciderebbe sulla bolletta domestica alimentare il proprio 747 solare privato :-D
Be in realtà ci sono aerei che volano con la sola energia solare....
Sono gli alianti le cui prestazioni non sono affatto da disprezzare.
Essi usano le correnti d'aria che si generano grazie al sole.
Il vero problema è che il jetA1 se non ci sono scioperi lo trovi sempre... le termiche sono un po' più capricciose.
Il pallone che ha fatto il giro del mondo era una specie di ibrido. Di giorno si sosteneva grazie al calore del sole, di notte bruciava propano.
A torino il poli sta cercando di far volare un aereo a celle combustibile ad idrogeno.
Oggi il mio avvocato ha innaugurato un impianto fotovoltaico di (mi pare) 27 giornate piemontesi.
Il tutto è stato realizzato in modo che visto da lontano sembri un lago. Questo però significa anche 24 giornate di terreno agricolo in meno.
C'è da tenere presente però anche il costo energetico delle infrastrutture.
Come ho già avuto modo di scrivere qui:
"Un chilometro di strada non porta da nessuna parte, un chilometro di pista porta in tutto il mondo."
"la sosta tecnica a Kuala Lumpur l'ho fatta dormendo, atterraggio e decollo compreso, sdraiato sui sedili."

Se davvero esiste una compagnia aerea che permette ai passeggeri di restare sdraiati durante le operazioni di decollo e atterraggio, vorrei proprio sapere qual'è, in modo da evitarla come la peste....
Epsilon

non so quanto sia il lontano. Il mio vero problema è il tempo. In ogni caso sentiamoci.
Un'osservazione che probabilmente sembrerà spiacevole, ma è inevitabile:

Capisco e apprezzo il punto, che Paolo intende sottolineare. Purtroppo però e falso. La quasi totalità dei progressi nel settore aerospaziale derivano direttamente, se non da ricerche a scopo bellico, almeno dalle rivalità strategiche che, nel periodo della Guerra Fredda, hanno sostituito i conflitti aperti non più praticabili.

Senza la 2.a GM quasi certamente non avremmo aerei a reazione, e certamente i razzi sarebbero ancora solo quelli da sparare a Capodanno. E senza la Guerra Fredda, non saremmo mai andati sulla Luna, e anche oggi dubito che ci sarebbero dei programmi spaziali degni di nota (essenzialmente, si continua sulla fenomenale spinta data in quegli anni).

E senza i pogrammi militari, non ci sarebbero dei satelliti da comunicazione o da rilievi del territorio, non ci sarebbe il GPS, eccetera eccetera eccetera.

Potrà non piacere, ma è così.
Per Orsovolante

Be in realtà ci sono aerei che volano con la sola energia solare....

Be'.

A torino il poli sta cercando di far volare un aereo a celle combustibile ad idrogeno.

Il Politecnico di Torino.
Celle combustibili.

Oggi il mio avvocato ha innaugurato

Inaugurato.
Una cosa Paolo: la velocità di 3 km/s va rapportata alla velocità del sistema. Se io viaggio a 3 km/s e fotografo un oggetto che si muove alla stessa velocità, la foto non verrà mai mossa. A meno che la mia mano sia poco ferma ;)
la velocità di 3 km/s va rapportata alla velocità del sistema.

Vero. In effetti non so per certo se il dato è riferito alla velocità relativa di Phobos e Mars Express, la fonte non lo specifica.
Per ebonsi

La quasi totalità dei progressi nel settore aerospaziale derivano direttamente, se non da ricerche a scopo bellico, almeno dalle rivalità strategiche che, nel periodo della Guerra Fredda, hanno sostituito i conflitti aperti non più praticabili.

Dobbiamo raccontarlo ai vietnamiti e ai grenadini che nel periodo della guerra fredda i conflitti aperti non erano più praticabili. Magari resusciteranno i loro morti.

Senza la 2.a GM quasi certamente non avremmo aerei a reazione,

Inventato a metà degli anni Trenta da Frank Whittle e Hans von Ohain. Primo prototipo a volare: il tedesco Heinkel He 178, 27 agosto 1939. La guerra sarebbe scoppiata alcuni giorni dopo.

e certamente i razzi sarebbero ancora solo quelli da sparare a Capodanno.

Non molti sanno che gli studi di Wernher von Braun sui razzi risalgono al 1934.

E senza la Guerra Fredda, non saremmo mai andati sulla Luna, e anche oggi dubito che ci sarebbero dei programmi spaziali degni di nota (essenzialmente, si continua sulla fenomenale spinta data in quegli anni).

Strana idea: se la guerra fredda non c'è più, perché finanziare programmi ad essa collegati? Costeranno un po' meno delle missioni Apollo, ma non sono mica gratis.
Dalla Luna ha inviato ottime immagini anche la sonda giapponese SELENE (Kaguya), malgrado il Giappone dal 1945 non possa partecipare a conflitti. Il suo primo satellite artificiale risale al 1970. Evidentemente il nesso fra ricerca spaziale e guerra non erano così logicamente imprescindibile, altrimenti gli Usa non avrebbero mai permesso ricerche del genere.

E senza i pogrammi militari, non ci sarebbero dei satelliti da comunicazione o da rilievi del territorio, non ci sarebbe il GPS, eccetera eccetera eccetera.

La bussola ce la lasci, o è un prodotto dei programmi militari pure quella?
Errata corrige: non era così logicamente imprescindibile.
@ebonsi:
> Un'osservazione che probabilmente sembrerà spiacevole, ma è inevitabile

Quoto.
Basta pensare cos'era l'aeronautica prima e dopo la IGM e prima e dopo la IIGM.
Idem l'accelerazione che ha avuto l'astronautica americana (soprattutto) e sovietica negli anni '60 (Guerra Fredda, già detto).
@ Umhareel

@ Stupidocane:
Premesso che in questo momento non sono in grado di verificare la correttezza dei tuoi calcoli, mi permetto di fare due appunti:
1 - il Boeing 747 200 ha motori a reazione, quindi fornendo solo potenza elettrica non lo muovi nemmeno con tutta l'elettricità disponibile sul pianeta :-D


Infatti, avevo ben ammesso la mia ignoranza in materia. Ho googlato un po' per cercare riferimenti ed ho trovato una formula (molto approssimativa) per convertire i kN di spinta in kW. Opinabilissimo il risultato, dato che non sono grandezze equiparabili. Diciamo che ho cercato di quantificare il dispendio energetico. E con buona probabilità l'ho cannato! :D

2 - Per questo tipo di calcoli non ha senso usare il KWh, si tratta di un multiplo del Watt poco pratico, a meno che tu non volessi lasciar intendere quanto inciderebbe sulla bolletta domestica alimentare il proprio 747 solare privato :-D

Volevo cercare di comprendere quale potenza fosse necessaria a far volare un aereo di quelle dimensioni con il fotovoltaico. Ossia, senza contare il peso della struttura fotovoltaica, quanti pannelli sarebbero serviti per dare una quantità di "corrente" sufficiente alle turbine (elettriche in questo caso) per far decollare il Boeing.

Eeh, lo sapevo che prima o poi qualche pilota/ingegnere mi pizzicava. Hammer, gigante, pensaci tu.

-___-

@ebonsi

La Garuda Airlines. Una domanda idiotissima: quanto servono le cinture quando l'aereo precipita? :D
@Accademia
solo adesso ho potuto collegarmi e leggere la tua risposta.
Cominciamo con le precisazioni.
Ho usato il termine "conveniente" nella sua accezione tecnica. Una tecnologia (o un macchinario o un carburante) sono convenienti quando rispondono positivamente a un insieme di parametri tra cui il costo.
Quindi, qualcosa può essere conveniente ma non economica e viceversa.
Esempio. I sottomarini nucleari sono molto meno economici di quelli tradizionali, ma possono stare sott'acqua un tempo dipendente solo dalla resistenza umana. Questo li rende convenienti.
E' un esempio estremo ma utile per rendere l'idea.

Per ebonsi

La quasi totalità dei progressi nel settore aerospaziale derivano direttamente, se non da ricerche a scopo bellico, almeno dalle rivalità strategiche che, nel periodo della Guerra Fredda, hanno sostituito i conflitti aperti non più praticabili.

Dobbiamo raccontarlo ai vietnamiti e ai grenadini che nel periodo della guerra fredda i conflitti aperti non erano più praticabili. Magari resusciteranno i loro morti.


Quello che dice ebonsi è vero quanto quello che scrivi tu.
Le guerre portano progressi nella scienza che poi hanno una ricaduta in tempo di pace.
Per lo sbarco in Normandia c'era il problema di sapere in anticipo che mare avrebbero trovato sulla costa sapendo solo la forza del vento: non potevano certo rischiare di restare incagliati nelle barriere di frangimento (sono delle barriere naturali di sabbia che si creano come conseguenza del frangimento delle onde) o sbarcare nel bel mezzo di una mareggiata. Alcuni scienziati furono, perciò, incaricati dello studio del moto ondoso del mare in funzione dei venti e delle correnti.
La ricerca operativa (una branca della matematica) nasce in Gran Bretagna per risolvere il seguente problema: come piazzare in modo ottimale i (all'epoca costosi quanto preziosissimi) RADAR lungo la costa inglese in modo da ottenere la massima probabilità di intercettare aerei nemici col minimo numero di RADAR installati?
La ricerca operativa oggi si usa (meglio dovrebbe essere più usata) per ottimizzare le code agli sportelli o per gestire i tragitti delle circolari in città.
Lo studio delle maree è utilizzato nella progettazione dei porti, ad esempio, per evitare di favorire l'innalzamento di barriere di frangimento proprio alla loro imboccatura.
Il progresso e le morti sono due conseguenze della guerra e una non esclude l'altra.
E' pur vero che se non ci fossero spese militari e tutte le risorse, ora riservate ai militari, fossero convogliate nella ricerca scientifica staremmo molto meglio e saremmo molto più progrediti di oggi.
Ooh, un altro dibattito guerra/progresso.

Ma di gno... ehm... interazioni sociali tra sessi differenti non si parla mai?
Per Giuseppe

Ho usato il termine "conveniente" nella sua accezione tecnica. Una tecnologia (o un macchinario o un carburante) sono convenienti quando rispondono positivamente a un insieme di parametri tra cui il costo.
Quindi, qualcosa può essere conveniente ma non economica e viceversa.
Esempio. I sottomarini nucleari sono molto meno economici di quelli tradizionali, ma possono stare sott'acqua un tempo dipendente solo dalla resistenza umana. Questo li rende convenienti.
E' un esempio estremo ma utile per rendere l'idea.


Ora è più chiaro.
È evidente che quando si passa dai sommergibili nucleari all'autotrazione per uso privato l'unico parametro che conta è il costo. Un produttore di automobili o autocarri che costano di più sia come prezzo iniziale sia come costi di esercizio fallirebbe subito.

La quasi totalità dei progressi nel settore aerospaziale derivano direttamente, se non da ricerche a scopo bellico, almeno dalle rivalità strategiche che, nel periodo della Guerra Fredda, hanno sostituito i conflitti aperti non più praticabili.

Dobbiamo raccontarlo ai vietnamiti e ai grenadini che nel periodo della guerra fredda i conflitti aperti non erano più praticabili. Magari resusciteranno i loro morti.

Quello che dice ebonsi è vero quanto quello che scrivi tu.


Ohibò: riguardo alla guerra fredda, o al resto? :-)

Le guerre portano progressi nella scienza che poi hanno una ricaduta in tempo di pace.

Le guerre, o la corsa agli armamenti? Sono due fasi distinte. Pochi considerano che la corsa agli armamenti fra Germania, Russia zarista, Francia e Gran Bretagna iniziò alla fine del XIX secolo: in quel caso, la competizione era concentrata sulla marina militare. Nel 1914 scoppiò la Grande Guerra, che però durò solo 4 anni, a fronte della quindicina di anni di pace (armata) che la precedette. Discorso simile per il periodo fra le due guerre: 20 anni di pace, 5 scarsi di guerra combattuta.

E' pur vero che se non ci fossero spese militari e tutte le risorse, ora riservate ai militari, fossero convogliate nella ricerca scientifica staremmo molto meglio e saremmo molto più progrediti di oggi.

Mi pare che sia una confutazione, e non una conferma delle tesi di ebonsi...
Un produttore di automobili o autocarri che costano di più sia come prezzo iniziale sia come costi di esercizio fallirebbe subito.

Tipo Ferrari? Lamborghini? Rolls? Maybach? Bentley? Hummer? Conquest?
Per Stupidocane

Un produttore di automobili o autocarri che costano di più sia come prezzo iniziale sia come costi di esercizio fallirebbe subito.

Tipo Ferrari? Lamborghini? Rolls? Maybach? Bentley? Hummer? Conquest?


Stavamo parlando di tecnologie diverse da quella del petrolio. :-)
Ciò detto: la Hummer è fallita nel 2009. La Lamborghini è rimasta autonoma solo dal 1963 al 1978. La Ferrari fa parte del gruppo Fiat dal 1969. La Rolls Royce fa parte del gruppo Volkswagen dal 1998. La Bentley è un poco più di un marchio, appartenente a Rolls Royce dagli anni Trenta, e in seguito a Volkswagen. La Maybach, la cui produzione di automobili nel dopoguerra è stata interrotta, appartiene a Daimler Benz dal 1960. Ho dovuto consultare wikipedia per scoprire cos'è la Conquest, la cui produzione è terminata nel 1990, 21 anni fa.
A vendere prodotti lussuosi, senza avere alle spalle una grande azienda che ha in catalogo anche prodotti di largo consumo, non si sopravvive.
Errata corrige: la Bentley è poco più che un marchio.
@Accademia
Le guerre, o la corsa agli armamenti? Sono due fasi distinte.
Parliamo di conflitti allora, così includiamo le guerre fredde e tensioni in genere.
Tutte, in modo direttamente proporzionale alla loro gravità e alla sensazione di pericolo percepita dai belligeranti, portano progresso.

E' pur vero che se non ci fossero spese militari e tutte le risorse, ora riservate ai militari, fossero convogliate nella ricerca scientifica staremmo molto meglio e saremmo molto più progrediti di oggi.
Questa è solo un'amara considerazione e non confuta niente perché riferita a un mondo ideale. Purtroppo, nella realtà che viviamo, i conflitti ci sono e le enormi spese per sostenerli pure.

Un produttore di automobili o autocarri che costano di più sia come prezzo iniziale sia come costi di esercizio fallirebbe subito.
L'insieme del costo di acquisto iniziale e dei costi di esercizio, unito alle considerazioni sull'uso che si intende fare del mezzo, costituiscono la convenienza di un mezzo.
Altrimenti, se si badasse solo al costo, ci sarebbe un solo tipo di mezzi di trasporto, il meno costoso, col motore più piccolo possibile, meno costoso e con costi di esercizio più bassi.
@Accademia
Dimenticavo, per gli "aristocratici" è assolutamente disdicevole guidare personalmente una Rolls Royce. Per quello si deve comprare ma Bentley. Così la Rolls vendeva due volte quasi lo stesso modello d'auto allo stesso "aristopollo". La Bentley era solo un po' più "sportiveggiante" e c'era un modello praticamente identico alla silver shadow II. Differiva solo per la calandra e poco altro.
Per Accademia dei pedanti e Stupidocane al quale hanno revocato la licenza di pauerbalansologo:

E la Maserati? E la Porsche?
La Porsche non l'ho messa tra le auto con costi di gestione alti perché a consumi è molto parca. A patto di andare a passeggio.

Con un 997 di ultima generazione si possono fare i 10/12 km/l a velocità codice e piedino leggero. Chiaro che se si schiaccia... il benzinaio diventa il migliore amico e prima o poi ci si spalma su un palo.

Maserati non l'ho messa perché non me ho messe molte altre, tipo Lotus, Jaguar, Koenigsegg, Venturi, Zonda, Bugatti...

@Accademia

Ciò detto: la Hummer è fallita nel 2009.

Dopo quasi 20 anni di attività. Non proprio subito.

La Lamborghini è rimasta autonoma solo dal 1963 al 1978.

Questo non le ha impedito di mantenere la progettazione e lo sviluppo di auto fino all'arrivo del gruppo VW. Non è mai fallita e non ha mai fatto auto di largo consumo. Strategie di marketing poco azzeccate l'hanno messa sul ciglio del baratro, questo è vero, ma è sempre rimasta una fabbrica a sé. Fino ai tedeschi, almeno.

La Ferrari fa parte del gruppo Fiat dal 1969.

A parte la Lancia Thema 8.32 e la Dino, uniche auto del gruppo FIAT in cui era mai stato montato il motore Ferrari, l'azienda ha sempre prodotto solo auto sportive. Senza mai strizzare l'occhio al mercato dell'utilitaria.

La Rolls Royce fa parte del gruppo Volkswagen dal 1998.

E' in condivisione tra BMW e VW. La Bentley alla VW ed il marchio Rolls alla BMW. COmunque era stata fondata nel 1904. Direi che non è fallita proprio subito.

La Bentley è un poco più di un marchio, appartenente a Rolls Royce dagli anni Trenta, e in seguito a Volkswagen.

Bentley è poco più di un marchio di Rolls Royce? Forse un tempo. Ora ha una sua linea ben definita e ben distaccata dalla Rolls. Non foss'altro che è controllata dal gruppo VW. E comunque non ha mai fatto utilitarie e dagli anni trenta ai primi 2000 non mi sembra sia fallita subito.

La Maybach, la cui produzione di automobili nel dopoguerra è stata interrotta, appartiene a Daimler Benz dal 1960.

Ad oggi una delle marche d'automobili più costose, più lussuose ed ipertecnologiche. Se la Mercedes ha ripreso la commercializzazione del marchio ci sarà pure una motivazione economica, no?

Ho dovuto consultare wikipedia per scoprire cos'è la Conquest, la cui produzione è terminata nel 1990, 21 anni fa.

Dici? E' quella a sinistra. Cerca Conquest Vehicles su Google.


A vendere prodotti lussuosi, senza avere alle spalle una grande azienda che ha in catalogo anche prodotti di largo consumo, non si sopravvive.

Questo è vero, ma solo in parte. Dipende dal settore. Nel settore moto, ad esempio, cito il fallimento di Moto Morini, che dopo anni di oblio è tornata a far parlare di sé con modelli accattivanti e dai motori esagerati. Troppo, tanto che non erano moto per tutti. Da li il fallimento. O Mv Agusta, più volte sull'orlo del fallimento (pure ad oggi) e che sta cercando di mettere in vendita un modello meno potente e più fruibile (F3 750).
Ma ci sono comunque realtà, tipo Zonda, che costruisce mezzi superesclusivi ed a quanto pare ci riesce a vivere bene. Tutti i marchi da me e te citati, hanno alle spalle una ottima reputazione mandata al macero da una cattiva gestione o di un marketing disastroso. Se fosse così, non mi spiegherei perché grosse aziende investano in progetti fallimentari.

Se la Lamborghini è in perdita, la casa madre non la tiene per sfizio. O guadagna o la chiude. Poiché se da un lato hai ragione nel dire che questi soldi vengono dallo zoccolo duro della grande produzione, dall'altra il marchio controllato deve vendere per essere redditizio, ergo se ancora oggi esistono Rolls, Bentely e compagnia cantando, è perché vendono, non perché le case maggioritarie ci buttano soldi a perdere.
Per Orsovolante

Ti ringrazio per la disponibilità ma non penso che sarà praticamente possibile approfittare della tua cortesia.
Stasera comunque ti mando un'e-mail tanto per parlare un po'.
:-)
@Stupidocane
Ce ne vuole a far sembrare piccina piccina una Hammer! :-O
Per Stupidocane

Ciò detto: la Hummer è fallita nel 2009.

Dopo quasi 20 anni di attività. Non proprio subito.


Erano altre epoche. Quel mercato ora non c'è più, e secondo me non si ripresenterà mai più.

La Lamborghini è rimasta autonoma solo dal 1963 al 1978.

Questo non le ha impedito di mantenere la progettazione e lo sviluppo di auto fino all'arrivo del gruppo VW. Non è mai fallita e non ha mai fatto auto di largo consumo.


Quando il 50%+1 delle azioni non è più di proprietà di Lamborghini, l'autonomia è solo a parole. E, ripeto, dal 1978 è così. È chiaro che con il know how che avevano accumulato i vecchi gestori, i nuovi soci di maggioranza hanno sempre lasciato briglia lunga ai tecnici e agli ingegneri.

A parte la Lancia Thema 8.32 e la Dino, uniche auto del gruppo FIAT in cui era mai stato montato il motore Ferrari, l'azienda ha sempre prodotto solo auto sportive. Senza mai strizzare l'occhio al mercato dell'utilitaria.

E buona parte degli utili sono andati alla FIAT. I salvataggi di società funzionano così: "Non finisci col culo per terra, ma d'ora in poi i soldi li dai a me".

COmunque era stata fondata nel 1904. Direi che non è fallita proprio subito.

Questo no, ma di nuovo, è finita un'epoca.

Se la Mercedes ha ripreso la commercializzazione del marchio ci sarà pure una motivazione economica, no?

Se è per questo, se ha comprata la Maybach nel 1960 anziché lasciarla fallire un ritorno economico, prima o poi, contava di averlo. Probabilmente il momento è arrivato.

Cerca Conquest Vehicles su Google.

Una nuova marca canadese. Fallirà rapidamente, oppure verrà comprata da qualche sceicco arabo.

Se fosse così, non mi spiegherei perché grosse aziende investano in progetti fallimentari.

Perché unificando sotto un'unica azienda la distribuzione, il marketing, la produzione di componenti non essenziali et similia, si abbattono i costi e ci sono margini di profitto a cui una Lamborghini o una Ferrari autonome non possono aspirare.

Poiché se da un lato hai ragione nel dire che questi soldi vengono dallo zoccolo duro della grande produzione, dall'altra il marchio controllato deve vendere per essere redditizio, ergo se ancora oggi esistono Rolls, Bentely e compagnia cantando, è perché vendono, non perché le case maggioritarie ci buttano soldi a perdere.

Non lo escluderei a priori, sai? Grandi aziende con fatturati a molti zeri possono permettersi rami in (lieve) perdita, purché diano prestigio al gruppo e siano una risorsa tecnologica e di immagine da giocare al momento giusto.
Ovviamente nel dettaglio non posso dire nulla, nessuno ha accesso alla loro contabilità interna.
Confesso di non capire il senso di molte delle affermazioni di AdP, che mi sembrano più prese di posizione a priori che contestazioni ragionate delle tesi che ho espresso.

Certo, le ricerche sui motori a reazione erano in corso in Gran Bretagna e in Germania già da prima dello scoppio della guerra. E allora? Si vuole forse sostenere che queste ricerche erano indirizzate a migliorare le prestazioni degli aerei per trasporto passaggeri, o magari di quelli da diporto? No sarà mai, horribile dictu, che pensavano di utilizzare i nuovi motori per caccia e bombardieri, e che gli studi erano finanziati dai governi appunto a questo esclusivo scopo?

E sì, von Braun ha cominciato a interessarsi ai razzi già nei primi anni '30, e se è per questo Goddard era al lavoro già da ben prima di lui, e il loro interesse primario era proprio l'esplorazione spaziale. Ma credo che il governo tedesco dell'epoca avesse qualcosa d'altro in mente, quando è stata messa in piedi tutta la faccenda di Peenemünde...

E no, non lascio fuori neanche la bussola. Quando è stata inventata in Cina era un carro con sopra una leggera statuetta metallica, montata su un perno girevole e con un mano una bacchetta magnetizzata. Serviva per permettere alle colonne di soldati in movimento in zone desertiche e prive di strade di mantenere la direzione di marcia approssimativa. Se ne può vedere un modello nel Museo di Pechino.
È chiaro che con il know how

Accademia dei pedanti che usa un termine inglese mentre scrive in italiano? Ohohoh
Per Accademia

Erano altre epoche. Quel mercato ora non c'è più, e secondo me non si ripresenterà mai più.

Mah, non sarei così categorico. Forse nei paesi europei, ma nel resto del mondo altre potenze cominciano ad aver fame di fama. Il contesto economico non è che il mondo si sta impoverendo finanziariamente per la crisi. I soldi si stanno solo spostando da un'altra parte. Vero è il fatto che ormai il mercato principale di Ferrari è la Cina. Diciamo che si accentua il divario tra poveri e ricchi. Ossia se i ricchi diventano più ricchi, chi produce beni di lusso ha più possibilità di venderli.

Quando il 50%+1 delle azioni non è più di proprietà di Lamborghini, l'autonomia è solo a parole. E, ripeto, dal 1978 è così. È chiaro che con il know how che avevano accumulato i vecchi gestori, i nuovi soci di maggioranza hanno sempre lasciato briglia lunga ai tecnici e agli ingegneri.

Anche qui, forse generalizziamo troppo entrambi. Le compravendite di aziende possono avere vari motivi, uno dei quali lo citi tu stesso, aumentare il prestigio del gruppo. Ma vi sono esempi come VW che monta motori Audi sul Gallardo e motori Lamborghini sull'R8. Altri gruppi che lasciano "carta bianca" alla nuova controllata. E poi teniamo anche conto che il fenomeno non è unidirezionale. Vedi Renault con Dacia, VW con Skoda. Nel senso che i grandi gruppi fagocitano altri marchi per allargarsi anche in basso, non solo nella gamma di punta.

E buona parte degli utili sono andati alla FIAT. I salvataggi di società funzionano così: "Non finisci col culo per terra, ma d'ora in poi i soldi li dai a me".

Non credo si sia trattato di salvataggio di società. Non ne sono al corrente ma credo si sia trattato più che altro per il fatto di prestigio del gruppo.

Se è per questo, se ha comprata la Maybach nel 1960 anziché lasciarla fallire un ritorno economico, prima o poi, contava di averlo. Probabilmente il momento è arrivato.

Infatti vedi che forse, "quei tempi" in cui chi poteva, spendeva e spandeva forse non sono mai finiti?

Una nuova marca canadese. Fallirà rapidamente, oppure verrà comprata da qualche sceicco arabo.

A 300.000 euro a colpo, anche ne vendessero due all'anno sarebbero a posto. Queste aziende, come Zonda, Koenigsegg ed altri, sono strutture incentrate sulla piccola produzione. Difficilmente avranno difficoltà di produzione, sempre che la strategia di marketing sia sempre all'altezza.

Perché unificando sotto un'unica azienda la distribuzione, il marketing, la produzione di componenti non essenziali et similia, si abbattono i costi e ci sono margini di profitto a cui una Lamborghini o una Ferrari autonome non possono aspirare.

Beh, trovami un punto di contatto tra FIAT/Lancia/Alfa Romeo e Ferrari. Forse le leve dei tergicristalli, ma non ne sono nemmeno sicuro.

Non lo escluderei a priori, sai? Grandi aziende con fatturati a molti zeri possono permettersi rami in (lieve) perdita, purché diano prestigio al gruppo e siano una risorsa tecnologica e di immagine da giocare al momento giusto.

E qui devo darti ragione, a patto che la perdita sia piccola, altrimenti nessun imprenditore reggerebbe il gioco per molto. O meglio, forse un imprenditore singolo, molto appassionato lo farebbe. Non un consiglio di amministrazione.
Una nuova marca canadese. Fallirà rapidamente,

Che menagramo che sei.
Già li vedo tutti a grattarsi nei paesi bassi per scongiurare la iattura :-)
Per ebonsi

Confesso di non capire il senso di molte delle affermazioni di AdP, che mi sembrano più prese di posizione a priori che contestazioni ragionate delle tesi che ho espresso.

Si chiama cronologia. Aiuta a non far figuracce, a non lasciarsi scappare che Giulio Cesare pronunciò alea iacta est in una telefonata adirata a una trasmissione di approfondimento, ospite Gneo Pompeo.

Certo, le ricerche sui motori a reazione erano in corso in Gran Bretagna e in Germania già da prima dello scoppio della guerra. E allora?

Rileggi il tuo commento n° 75. Non lo hai scritto.

Si vuole forse sostenere che queste ricerche erano indirizzate a migliorare le prestazioni degli aerei per trasporto passaggeri, o magari di quelli da diporto?

No. Si vuol sostenere che la seconda guerra mondiale è iniziata in una certa data, e le ricerche tecnologiche in epoca precedente. Altra cosa che tu non hai scritto nel commento. A leggerlo distrattamente, sembra che dal 1° settembre 1939 al 2 settembre 1945 siano stati fatti i più grandi progressi tecnologici degli ultimi tre secoli.
Ti sfugge la differenza fra perfezionamento di un'invenzione e brevetto.

No sarà mai, horribile dictu, che pensavano di utilizzare i nuovi motori per caccia e bombardieri, e che gli studi erano finanziati dai governi appunto a questo esclusivo scopo?

Adesso se i governi finanziano un progetto costoso è solo perché pensano a fare la guerra a qualcuno! A volte è così, certo, ma per cortesia non generalizziamo.
[segue]
E sì, von Braun ha cominciato a interessarsi ai razzi già nei primi anni '30, e se è per questo Goddard era al lavoro già da ben prima di lui, e il loro interesse primario era proprio l'esplorazione spaziale.

Altre circostanze non proprio secondarie che nel commento n° 75 mancavano. Allora fare obiezioni pignole serve. :-)

Ma credo che il governo tedesco dell'epoca avesse qualcosa d'altro in mente, quando è stata messa in piedi tutta la faccenda di Peenemünde...

Wernehr von Braun non era il governo tedesco, come Robert Goddard non era il governo americano. Senza l'appoggio dei rispettivi Stati entrambi non sarebbero andati molto lontano, ma attribuire loro propositi guerrafondai fin dall'inizio è sbagliato. Se si sono dedicati anima e corpo allo studio dei razzi è perché la materia li appassionava. Si chiama amore per la ricerca, e nessun governo è in grado di crearlo dal nulla.

E no, non lascio fuori neanche la bussola. Quando è stata inventata in Cina era un carro con sopra una leggera statuetta metallica, montata su un perno girevole e con un mano una bacchetta magnetizzata. Serviva per permettere alle colonne di soldati in movimento in zone desertiche e prive di strade di mantenere la direzione di marcia approssimativa. Se ne può vedere un modello nel Museo di Pechino.

Fonte? Come escludere che il carro fosse adibito a usi civili? Come essere certi che è la prima applicazione della bussola per orientamento?
@Stupidocane

Non credo si sia trattato di salvataggio di società. Non ne sono al corrente ma credo si sia trattato più che altro per il fatto di prestigio del gruppo.

Ferrari voleva vendere l'azienda alla Ford ma nel contempo mantenere la direzione del settore sportivo con pieni poteri. La Ford non accetto il diktat e allora Ferrari si rivolse a Gianni Agnelli che accettò tutte le condizioni imposte dal grande vecchio pur di non lasciare l'azienda in mani americane.

Beh, trovami un punto di contatto tra FIAT/Lancia/Alfa Romeo e Ferrari. Forse le leve dei tergicristalli, ma non ne sono nemmeno sicuro.

Tutta la componentistica più o meno invisibile.
Il problema delle supercar è che devono utilizzare componentistica proveniente dalla grande produzione (pulsanti, schermi navigatore, impianti aria condizionata ecc ecc.)perché svilupparla appositamente per delle vetture che vendono poche centinaia di modelli all'anno costa troppo; anche per la Ferrari.

Per questo sono poche le case costruttrici di supercar veramente indipendenti, e quelle poche, come Zonta, si appoggiano a un grande costruttore generalista.
@ motogio

Beh, oddio, in un insieme complesso come quello di un'automobile è auspicabile che il costruttore non faccia tutto da sé.

Probabilmente le varie centraline saranno Magneti Marelli piuttosto che Bosch, non FIAT o Ferrari. Lo stesso dicasi per impianti di condizionamento, marmitte, cablaggi e quant'altro. Facile trovare uno spinotto sulla Punto che possa andare bene anche sul California, ma non li fa FIAT. Li compra all'esterno. Come potrebbe benissimo comprarli anche la Ferrari.

Hanno il fornitore in comune per abbattere i prezzi? Può darsi, ma una centralina di gestione dell'anticipo per un V8 Ferrari non costa come quella per la 500 Twin Air. Per ipotesi, se assieme comprano 1.000.000 di centraline all'anno, 999.800 saranno per la 500, 200 per la California.

Sono quelle centinaia di Euro risparmiate grazie alle 900.000 centraline FIAT che Ferrari riesce a vendere? Non credo proprio.

Insomma, non penso che con questo, tra FIAT e Ferrari, si possa parlare di economia di scala posta a risparmiare sul costo di produzione tra modelli dello stesso gruppo. Questo discorso si può fare per il gruppo VW/Audi/Seat/Skoda, che passa scocche e motorizzazioni da marchio a marchio via via che diventano obsolete, mantenendo alta la produzione e spalmandola su più modelli. Per non dire le componentistiche esteriori che in certi casi sono giocoforza le stesse (vedi interni Octavia e Golf).

O se si vuole rimanere in casa FIAT, si può parlare di contenimento dei costi tra modelli FIAT, Lancia ed Alfa che, come per il gruppo VW, fanno economia di scala.

E' molto poco probabile trovare pulsanti, fanalerie, supporti, stampati per le scocche o parti di motore in comune tra FIAT e Ferrari. Anche perché non stiamo parlando delle poche migliaia di Euro di differenza alla vendita tra A3/Golf/Leòn/Octavia.

Non credo che quelle poche centinaia di Euro (al produttore) di componentistica FIAT facciano la differenza nel prezzo di vendita di una Ferrari.
La punto costa 12.000 Euro, la California quasi 180.000.
P.S.

Riguardo al prezzo di vendita:

Posto il ricarico del costruttore che sarà minore per la Punto e maggiore per la California.

Con questo non voglio dire che produrre una California costi poco più di una Punto. La California è fatta quasi interamente a livello artigianale, una Punto su una linea di montaggio. Una Punto esce pronta dalla fabbrica in poche ore, una California in settimane. Settimane di assemblaggio personalizzato hanno dei costi notevoli, oltre che ai crudi costi di produzione per la complessità meccanica. Un albero motore per un V8 che dovrà girare ad 8000 RPM, sarà ben diverso (e molto più costoso) di quello di un 4 in linea di una Panda 1.3 Multijet.

In Ferrari, ogni motore viene realizzato pezzo per pezzo, assemblato, affinato, controllato e garantito da un solo meccanico, come per l'AMG o la Aston Martin che addirittura fanno apporre delle targhette sui motori con la firma del meccanico che li ha assemblati ed elaborati.

In conclusione, se su una Punto ci si può aspettare un ricarico del 20-25% (sparo a caso, neh) per un guadagno di circa 2500/3000 euro, per la Ferrari ci si può aspettare un ricarico molto maggiore, in parte dovuto al prestigio, dall'altro al maggiore rischio di produzione.
@Stupidocane
Ok mi hai convinto vada per la California. Per i consumi non c'è problema: un bel bombolone di GPL e risolvo.
Dimenticavo mi anticiperesti i soldi per l'acquisto e per la conversione a GPL (e giacché un pieno)? Sai al momento posso permettermi solo di pagare il margine di guadagno per la vendita di una Punto :-)
Scusate se mi intrometto ma I costi di progetto di una macchina di serie (una Ford Focus o una Toyota Corolla per es.) sono enormemente piu' elevati di quella di un fuoriserie, proprio per la necessita' di limare i costi di produzione in serie al minimo. Per un euro in piu' imprevisto in un componente il management e' in grado di farti una scena che non finisce piu'... Inoltre l'affidabilita' di una macchina di grande serie e' un altro livello rispetto a quello di una Ferrari che verra' presumibilmente vista solo da meccanici altamente qualificati agli intervalli previsti e con percorrenze ridicole e in condizioni molto precise.
@accademia
L'errore è dovuto al fatto che stavo usando una tastiera inglese. Niente e con l'accento :-)
@ Giuseppe

Su una rivista del settore in edicola in questo mese, hanno fatto un calcolo su quanto conviene "realmente" il GPL od il metano sul Diesel.

Il risultato è a dir poco sorprendente. Se è vero che i primi convengono sulla benzina, contro il Diesel il GPL non convengono praticamente mai.

Il calcolo è stato fatto su un campione delle 30 auto più vendute, tenendo conto di:
- prezzo d'aquisto;
- consumi dichiarati dalla casa peggiorati del 20% per renderli più veritieri;
-prezzo dei carburanti fissato ad una data uguale per tutti;
- costo del mantenimento (bollo, assicurazione 14ma classe per tutte, tagliandi e revisioni);
- valore residuo dopo 5 anni;

Il dato di convenienza viene espresso in km/annui, ossia, fino a che quota di chilometraggio annuo convenga il GPL rispetto al diesel. Per buona parte dei casi il Diesel vince a man bassa, per altri il conto chilometrico annuo è molto basso, tanto da far preferire il diesel al GPL.

Si tenga conto del fattore (molto importante per la veridicità dell'articolo) del conto totale sostenuto per mantenere l'auto in esame per 5 anni e poi rivenderla, facendo un bilancio tra le spese totali nel lustro e del valore residuo che rimane in mano. Il conto non è fatto per chi tiene l'auto 20 anni, ma credo che il risultato non cambi di molto.

Aumentando i chilometri aumentano anche i costi di gestione per tutte le tipologie di carburante, con l'aggravante che le bombole del metano vanno sostituite a scadenze periodiche, e la revisione standard sia di queste che di quelle per il GPL hanno un costo non indifferente.

'Nzomma, secondo la rivista, a livello dei consumi, meglio il Diesel.
Per ué

Una nuova marca canadese. Fallirà rapidamente,

Che menagramo che sei.
Già li vedo tutti a grattarsi nei paesi bassi per scongiurare la iattura :-)


Sono aziende che sfruttano l'effetto novità e l'effetto fenomeno, ma entrambi svaniscono abbastanza in fretta, e allora addio acquirenti.
@ pgc

Probabilmente è come dici tu, pur non essendone convinti. Ma anche fosse, i costi di progettazione maggiorati verrebbero comunque spalmati su una produzione enormemente maggiore che non quella di fuoriserie, appunto. Ergo sul costo di produzione, la quota di costo di progettazione sarà inferiore per mezzo prodotto che non per la fuoriserie. Senza contare che spesso e volentieri, per le auto comuni, si tratta di affinamenti di parti già conosciute. La FIAT con il motore Fire è andata avanti 20 anni. E mi sa che qualche suo discendente gira ancora oggi. Lo stesso dicasi per il fortunatissimo 1.9 TDI di VW. Anche quello sta ancora girando, naturalmente aggiornato.

Sono poche le rivoluzioni nella grande serie, soprattutto in campo motoristico. Cosa invece, più facilmente riscontrabile nelle fuoriserie o nelle auto di altissima gamma (Audi Q7 6.0 V12 TDI o lo sfortunato 5.0 V10 TDI montato sul primo Touareg o lo spaventoso e complicatissimo W12 sempre di casa VW).
convinti = convinto
Per le fuoriserie metto sul piatto l'incubo progettuale (e di gestione elettronica) del quadriturbo W16 64 valvole, distribuite su quattro bancate di cilindri, della Bugatti Veyron, naturalmente sempre VW.

Motore che a pieno regime (per riscaldarlo il sistema limita la potenza a poche centinaia di cavalli) fornisce 1000 cavalli con consumi da jet. Wikipedia fornisce il dato di 125l/100km quando si va a manetta.

C'è da dire, per dovere di cronaca, che la precedente gestione Bugatti aveva sviluppato un modello, la EB110GT, che funzionava a metano. Il motivo? Perché grazie al maggior numero di ottano del gas rispetto alla benzina e grazie ad un complesso sistema d'iniezione, sviluppava più cavalli: 650 contro i 560 della versione a benzina.
si, certamente: la spesa di progetto per esemplare di auto prodotto e' MOLTO inferiore per una vettura di grande serie. Quello che volevo far notare e' che paradossalmente la "qualita'" di una vettura di serie e' in realta' molto superiore a quella di una vettura prodotta in 100 esemplari, se per "qualita'" si intende non tanto le performances assolute ma il contenuto tecnologico complessivo, inclusi i salti mortali che si fanno per produrla a un costo ridicolo. Mi sono spesso chiesto quanto costerebbe uno Space Shuttle se lo si usasse per andare a fare la spesa tutti i giorni. Probabilmente 1/100 del costo odierno (dopo un severo redesign). L'albero motore di una moderna vettura e' progettato per fare almeno 200.000 km. Supponendo che ci si muova in media a 2000 rpm e a 50 km/h, si ha un numero di rotazioni pari a circa 1/2 miliardo! Non male per un oggetto che funziona ad alta temperatura, che funziona a freddo, a caldo, che vibra, che e' spesso mantenuto male. O no?

La cosa forse piu' sorprendenti della tecnologia di oggi non e' tanto lo "stunt" che permette di produrre una vettura di F1, ma la capacita' di produrre oggetti raffinatissimi e di venderli a niente. Pensiamo al computer su cui stiamo scrivendo... ma anche ad una lavatrice, un oggetto molto raffinato perche' la normativa diventa severissima quando si mescolano acqua e corrente elettrica e che cio' nononostante tutti si possono permettere. I motori tecnologia direct-drive delle nuove lavatrici per esempio (silenziosissime e indistruttibili) erano una raffinatezza tecnologica anche solo 10 anni fa, usati per telescopi di media dimensione, impianti industriali. Solo uno dei 3 costruttori delle Antenne ALMA (il consorzio europeo) ne fa uso. Oggi, 2011, ce l'hai a casa. Nella lavanderia... Non e' straordinario?
@Stupidocane

Non credo che quelle poche centinaia di Euro (al produttore) di componentistica FIAT facciano la differenza nel prezzo di vendita di una Ferrari.

Sul prezzo di vendita no ma sul costo industriale sì. Uno stampo industriale può costare anche 30/ 40.000 € e su auto vendute in pochi pezzi fanno la differenza.

Un esempio:

Non è una Ferrari ma solo una umile Maserati:

Maserati Quattroporte GT

Ora confronta gli specchietti retrovisori esterni con quelli di questa:

Lancia thesis

Naturalmente dopo qualche anno l'hanno rimodernata:

Maserati quattroporte restyling

Montando gli specchietti di questa:

Alfa 159

;)

Oppure le chiavi dell' Aston Martin che in realtà erano della Volvo.
Per Stupidocane

Forse nei paesi europei, ma nel resto del mondo altre potenze cominciano ad aver fame di fama.

La nicchia per quelle auto continuerà ad esistere, ma non è più remunerativo produrle in aziende dedicate. O si diversifica la produzione, o si muore.

Ossia se i ricchi diventano più ricchi, chi produce beni di lusso ha più possibilità di venderli.

Solo a patto che i ricchi desiderino possedere 50 auto diverse di lusso, e pagarci sopra le tasse. Non sempre è così.

Le compravendite di aziende possono avere vari motivi, uno dei quali lo citi tu stesso, aumentare il prestigio del gruppo.

Quando un'azienda si fa acquistare da un'altra, pur con garanzie di libertà di ricerca e di innovazione, dietro ci sono problemi economici. Qui non parliamo della fabbrichetta a conduzione familiare che l'anziano padre di famiglia vende per godersi la vecchiaia.

Ma vi sono esempi come VW che monta motori Audi sul Gallardo e motori Lamborghini sull'R8.

Questa se non sbaglio è una forma di joint venture. I rapporti di forza sono alla pari.

Altri gruppi che lasciano "carta bianca" alla nuova controllata.

Non per la parte economica, sicuramente.

E poi teniamo anche conto che il fenomeno non è unidirezionale. Vedi Renault con Dacia, VW con Skoda. Nel senso che i grandi gruppi fagocitano altri marchi per allargarsi anche in basso, non solo nella gamma di punta.

Io ho scritto che i marchi di lusso non possono più stare in piedi da soli. Le piccole case nazionali sono un discorso a sé.

E buona parte degli utili sono andati alla FIAT. I salvataggi di società funzionano così: "Non finisci col culo per terra, ma d'ora in poi i soldi li dai a me".

Non credo si sia trattato di salvataggio di società. Non ne sono al corrente ma credo si sia trattato più che altro per il fatto di prestigio del gruppo.


Nessuno è così fesso da vendere parte di una ditta che è in attivo e con profitti costanti. Nel 1969 qualcosa è successo.

A 300.000 euro a colpo, anche ne vendessero due all'anno sarebbero a posto.

No. Basta che un anno ci sia un ordinazione in meno, e hai i creditori alle calcagna.

Beh, trovami un punto di contatto tra FIAT/Lancia/Alfa Romeo e Ferrari. Forse le leve dei tergicristalli, ma non ne sono nemmeno sicuro.

In parte ha risposto motogio.
E comunque non sono solo i componenti fisici identici che abbattono i costi. Per dire: anche progettare un motore e poi testarlo nella versione a 1500 e a 4000 cc fa risparmiare.
Considerate che Ferrari e una marca che vende per il pubblico hanno obiettivi completamente diversi.

La prima differenza che mi viene in mente è l'uso della macchina.
Una Ferrari è fatta per essere "tirata" (ovvero tutti i componenti sono studiati per poter sopportare certe sollecitazioni).
Una macchina normale è pensata per durare e per un uso molto più tranquillo.

Altre cose sono le rifiniture, le gomme, i calcoli da fare, ecc

Nel mondo dell'ingegneria meccanica spesso e volentieri l'alta prestazione è inversamente proporzionale alla durata (non è una legge, ma generalmente è così).
Solito commento trattenuto dall'antispam.
@ motogio

LOL! Magari con la faccia tosta di far spendere 1.500 euro per lo specchietto della Maserati e 300 per quello dell'Alfa!

Che sono comunque tanti i 300€ per un pezzo che ne costerà forse 10!

Se è per questo, la serie precedente della Porsche Cayenne, aveva le stesse leve delle frecce di quelle della Golf...
@ pgc

Come dice lufo88, non si può paragonare un componente studiato per durare ad uno studiato per fornire prestazioni superiori.

Certo è impressionante pensare a quanta ricerca siderurgica ci sia dietro a quei pochi micron di cementazione che impediscono alle parti in movimento di un motore a scoppio di fondersi assieme. Cosa che succede se ci si dimentica l'olio. Ed anche in questo caso, quanta ricerca viene spesa per produrre olii (??? ci vuole la doppia?) sempre più performanti a regimi di rotazione sempre più elevati e temperature d'esercizio d'inferno.

Prima dell'era dei motori contingentati della MotoGp venivano smontati e revisionati dopo ogni gara, con componenti sostituiti di sana pianta. Gli olii (sempre ???) da gara durano appunto, per una sola gara. Poi sono da cambiare onde evitare "fastidiosi" grippaggi a centro curva, piloti fratturati, campionati in fumo letteralmente (vedi Haslam nel passato campionato SBK) e milioni di euro di danni...

Ogni volta che vedo una MotoGp rotolare, mentalmente faccio i conti a 100.000 Euro al colpo per ogni rimbalzo che fa la moto...
@ Acca

Hai provato cambiando nick? Con uno nuovo nuovo.
Come dice lufo88, non si può paragonare un componente studiato per durare ad uno studiato per fornire prestazioni superiori.

Certamente.

Quello che voglio far notare e' che c'e' molto piu' investimento nella vettura che usiamo tutti i giorni che nella Bugatti Veyron. Basta parlare con qualcuno che lavora in questo campo se vi capita. Una prova ne e' il fatto che mentre il mondo e' pieno di costruttori di vetture fuoriserie che offrono prestazioni assurde (pensate alla Pagani Zonda), i costruttori di grande serie sono pochi e sempre gli stessi.

Un costruttore come Bugatti puo' permettersi di partire dalle prestazioni che vuole ottenere ed estendere la cilindrata fino a quando le puo' ottenere, senza quasi limiti di budget, offrendo il suo "marchio" come garanzia. Un costruttore come Ford o Toyota deve partire dall'analisi di mercato, dal budget per un certo settore e poi inventarsi tutte le soluzioni possibili per arrivare a quel risultato in competizione con tanti altri costruttori. Se un modello viene fuori con un costo di 1000 euro di troppo rispetto a quello che offre, chiude.

La presentazione di un modello di serie viene decisa per esempio con 5-6 anni di anticipo. Non l'anno, ma la data precisa. Se uno dei fornitori non e' in grado di supplire i ricambi per quel giorno e' il disastro (e' successo). La linea di montaggio si ferma, la campagna pubblicitaria fallisce, i danni possono ammontare a centinaia di milioni di fermo linea.
Al di la' delle performance incredibili di una Bugatti a me fa piu' impressione questa vita "sul filo del rasoio", in cui un singolo errore di progetto o di gestione puo' trasformare i conti da nero a rosso.
Insisto: la stragrande maggioranza dei progressi nel settore aerospaziale derivano da ricerche militari - che non vuole dire “condotte soltanto in tempo di guerra”; vuol dire "condotte a scopi prevalentemente, se non esclusivamente, bellici". Le osservazioni in senso contrario che sono state espresse sono, per dirla tutta, soltanto una puerile arrampicata sugli specchi.

Ho detto, e lo confermo, che non ci sarebbero molto probabilmente oggi degli aerei a reazione civili senza gli sviluppi militari della 2.a GM. Mi è stato obiettato, come si trattasse di chissà quale scoperta, che le ricerche sulla propulsione a reazione erano in corso in Gran Bretagna e Germania già prima dello scoppio del conflitto. Ho allora fatto presente (anche se non ho usato queste parole, ma adesso lo faccio) che questa obiezione è priva di senso, visto che quei programmi erano finanziati dai rispettivi governi a fini esclusivamente militari, cioè per fare la guerra. Mi è stato allora risposto che mi "sfugge la differenza fra perfezionamento di un'invenzione e brevetto" (?????). E questo sarebbe un argomento logico?

Circa poi il fatto che "a leggerlo [il mio commento] distrattamente, sembra che dal 1° settembre 1939 al 2 settembre 1945 siano stati fatti i più grandi progressi tecnologici degli ultimi tre secoli", non "sembra": nel settore aeronautico, è proprio cosi. Il conflitto è cominciato con i biplani a struttura lignea e rivestimento in tela (che a loro volta, esistevano solo per via della 1.a GM) ed è finito con aerei a reazione, con ala a freccia e ampiamente transonici. Se vi sembra poco, in cinque anni e mezzo…

E ancora: "Adesso se i governi finanziano un progetto costoso è solo perché pensano a fare la guerra a qualcuno! A volte è così, certo, ma per cortesia non generalizziamo". Veramente stavamo parlando degli anni ’30 e di motori a reazione. Ancora: si vuole davvero sostenere che i programmi tedeschi e inglesi non fossero finanziati a scopi esclusivamente militari? Se sì, lo si dimostri. Se no, si eviti di menare il can per l’aia con affermazioni del genere.

Ho detto, e lo confermo, che tutti i programmi spaziali passati e presenti sarebbero stati impossibili senza gli studi tedeschi che portarono alla V-2, e poi senza la spinta psicologica e strategica della Guerra Fredda. Mi è stato obiettato che von Braun si occupava di razzi già nel 1934. Ho ammesso (ma solo per pura cortesia, come si vedrà) che in effetti gli interessi personali di von Braun erano sempre stati rivolti all’esplorazione spaziale, ma che i veri progressi scientifici e tecnologici li aveva ottenuti lavorando Peenemünde alle V-2 e a progetti ancora più avanzati. Mi è stato risposto che "attribuire loro [Goddard e von Braun] propositi guerrafondai fin dall'inizio è sbagliato". Cosa che non ho mai fatto, e anzi ho espressamente detto il contrario.

E a questo punto, faccio presente che anche la prima osservazione di AdP era priva di senso. Vvon Braun ha, sì, cominciato ad occuparsi di razzi nel 1934 – ma perchè era passato direttamente dall’Università all’ Heereswaffenamt, cioè l’ufficio che si occupava dello sviluppo di armamenti per l’esercito tedesco. Von Braun continuò anzi a lavorare esclusivamente a programmi militari anche dopo il trasferimento negli USA (il missile nucleare tattico Redstone è roba sua), prima di passare alla NASA nel 1959.

Noto poi che non è stata avanzata alcuna obiezione alle mie osservazioni circa i satelliti da comunicazioni e osservazione, e al GPS. Mancanza di argomenti?

Basta così, o dobbiamo continuare a nasconderci dietro un dito? Ce ne vorrebbe uno ben più grosso di quello utilizzato sinora, però.
Per ebonsi

Insisto: la stragrande maggioranza dei progressi nel settore aerospaziale derivano da ricerche militari - che non vuole dire “condotte soltanto in tempo di guerra”; vuol dire "condotte a scopi prevalentemente, se non esclusivamente, bellici".

È già una sfumatura in più, rispetto al commento n° 75, in cui c'era solo il bianco e il nero.

Le osservazioni in senso contrario che sono state espresse sono, per dirla tutta, soltanto una puerile arrampicata sugli specchi.

Se per te un'invenzione del 1934 e una del 1944 pari sono, sempre di guerra si parla, abbiamo due concezioni della storia e della cronologia inconciliabili.

Ho detto, e lo confermo, che non ci sarebbero molto probabilmente oggi degli aerei a reazione civili senza gli sviluppi militari della 2.a GM.

Fammi capire: i primi aerei a reazione funzionanti sono del 1939, poco prima lo scoppio della guerra. Siamo nel 2011. In 72 anni scienziati ed ingegneri non sarebbero riusciti a far progredire l'aeronautica civile? In tempi di pace il progresso ronfa, secondo te?

Mi è stato obiettato, come si trattasse di chissà quale scoperta, che le ricerche sulla propulsione a reazione erano in corso in Gran Bretagna e Germania già prima dello scoppio del conflitto. Ho allora fatto presente (anche se non ho usato queste parole, ma adesso lo faccio) che questa obiezione è priva di senso, visto che quei programmi erano finanziati dai rispettivi governi a fini esclusivamente militari,

Dal governo tedesco, direi di sì. Dal governo britannico, pare proprio di no: alla voce Frank Whittle, leggo sulla wikipedia inglese (che cita fonti): "Without Air Ministry support, he and two retired RAF servicemen formed Power Jets Ltd to build his engine with assistance from the firm of British Thomson-Houston. Despite limited funding, a prototype was created, which first ran in 1937".
Tu hai notizie diverse?

Mi è stato allora risposto che mi "sfugge la differenza fra perfezionamento di un'invenzione e brevetto" (?????). E questo sarebbe un argomento logico?

Sì. Se confondi un'invenzione con le circostanze in cui l'invenzione stessa è stata favorita, hai idee poco chiare in fatto di progresso e di innovazione tecnologica. E anche di storia.
Alfred Nobel, svedese, ha inventato la dinamite. La Svezia è neutrale e non combattono guerre dal 1814. Trai tu le conclusioni.
[segue]
Il conflitto è cominciato con i biplani a struttura lignea e rivestimento in tela (che a loro volta, esistevano solo per via della 1.a GM)

I primi bombardamenti da Etrich Taube (un monoplano, a dire il vero) furono fatti dall'esercito italiano in Libia, il 1° novembre 1911. Un po' prima della Grande Guerra.

ed è finito con aerei a reazione, con ala a freccia e ampiamente transonici.

Esatto. Ma resta il fatto che l'invenzione in sé di questo tipo di aereo, e la realizzazione pratica, è precedente.
Lo dico perché è un'invenzione che ha richiesto una gestazione abbastanza lunga. È difficile che le autorità militari in tempo di guerra si mettano a cincischiare con tecnologie del tutto nuove, sperimentali, dall'esito incerto. È meglio basarsi su ciò che funziona già.

Se vi sembra poco, in cinque anni e mezzo…

Non è poco, ma le applicazioni civili dei trasporti rapidi attraverso i cieli sono così importanti che, con maggiore lentezza, vi sarebbero arrivati comunque.

E ancora: "Adesso se i governi finanziano un progetto costoso è solo perché pensano a fare la guerra a qualcuno! A volte è così, certo, ma per cortesia non generalizziamo". Veramente stavamo parlando degli anni ’30 e di motori a reazione.

In quel caso un interessamento del governo del terzo Reich con fini ostili è anche plausibile. Ma i governi aiutano da oltre un secolo imprese e università per progetti e ricerche che da sole non potrebbero sostenere. L'intento bellico va valutato caso per caso.

Ancora: si vuole davvero sostenere che i programmi tedeschi e inglesi non fossero finanziati a scopi esclusivamente militari? Se sì, lo si dimostri.

Forse non sei pratico: tu sei arrivato qui proponendo una tesi avversa a un articolo, l'onere della prova spetta a te.
Sul punto, essendo io già convinto, non è necessario.

Ho detto, e lo confermo, che tutti i programmi spaziali passati e presenti sarebbero stati impossibili senza gli studi tedeschi che portarono alla V-2, e poi senza la spinta psicologica e strategica della Guerra Fredda.

Insomma, le rivalità nazionali fra grandi Nazioni funzionano sempre: prima della guerra, dopo la guerra, durante la guerra...
Mi sta bene, ho scritto poco sopra che la corsa agli armamenti inizia sul finire del XIX secolo, e non si è mai davvero interrotta. Però non si metta tutto nel gran calderone, tempi di pace con tempi di guerra, ingegneri e ricercatori civili e genio militare. La Nasa, tanto per dirne una, è nata come ente civile, anche se gli Usa mantenevano nel contempo un'agenzia militare per lo spazio con compiti diversi.
[segue]
Mi è stato obiettato che von Braun si occupava di razzi già nel 1934.

Dici poco? Quando il partito nazionalsocialista conquistava il potere, Von Braun stava terminando la sua tesi sui razzi.

Mi è stato risposto che "attribuire loro [Goddard e von Braun] propositi guerrafondai fin dall'inizio è sbagliato". Cosa che non ho mai fatto, e anzi ho espressamente detto il contrario.

Allora cerchiamo di capirci: se i due geni dei razzi, Robert Goddard e Wernehr von Braun, non erano spinti da propositi bellicisti, perché puntare il dito solo sulla circostanza che le loro invenzioni ebbero un uso imprescindibile in guerra? Non è più onesto riconoscere che i propositi personali erano di tutt'altro tipo?
Altrimenti si cade nello stesso errore di coloro che imputano il problema della tossicodipendenza a C. R. Alder Wright e Felix Hoffmann, inventori dell'eroina.

E a questo punto, faccio presente che anche la prima osservazione di AdP era priva di senso.

Finora di affermazione prive di senso ne ho viste solo da parte tua.

Vvon Braun ha, sì, cominciato ad occuparsi di razzi nel 1934

Più precisamente ha discusso la tesi di laurea nel 1934. Se ne occupava, ovviamente, già da qualche anno.

– ma perchè era passato direttamente dall’Università all’ Heereswaffenamt, cioè l’ufficio che si occupava dello sviluppo di armamenti per l’esercito tedesco.

O piuttosto, fu l'Heereswaffenamt che lo contattò e lo coinvolse nel progetto. Comunque mi risulta che prese regolarmente la sua laurea, non venne diplomato da un'accademia militare.

Noto poi che non è stata avanzata alcuna obiezione alle mie osservazioni circa i satelliti da comunicazioni e osservazione, e al GPS. Mancanza di argomenti?

Mancanza di spazio, per evitare che antispam mangi i commenti li devo spezzettare in tre. E la ricerca post bellica è un capitolo a parte.
Se è per questo, riferimenti all'uso militare della bussola io non ne vedo, qui.
Senza polemiche, e' innegabile e arcinoto che la guerra, calda o fredda che sia, consenta un progresso tecnologico senza eguali. Piaccia o non piaccia (a me ovviamente non piace, anzi fa schifo). Se non altro perche' impone un'urgenza che consente volumi di spesa impensabili, sacificando letteralmente anche il pane.

E' anche vero che le esigenze di difesa e attacco abbiano costituito uno dei motori piu' potenti per lo sviluppo scientifico. Oltre agli esempi gia' citati, la grande scienza e' nata con il progetto Manhattan (IIWW) ed e' proseguita con il progetto Apollo, motivato dal trauma indotto dai successi Sovietici in campo astronautico. Anche la radioastronomia, il mio lavoro, ha subito uno straordinario sviluppo durante la Seconda Guerra Mondiale, per esempio con lo sviluppo rapidissimo del Klystron, che permise di costruire un emettitore di onde radio compatto e affidabile grazie alla collaborazione tra scienziati UK (che inventarono il radar) e USA (che lo resero di fatto utilizzabile).

Di esempi ve ne sono a migliaia.
È come stare a Milano e fotografare un pedalò che sta sul lago di Garda. E farlo mentre ci si sposta a tre chilometri al secondo, senza neanche far venire mossa la foto.

A dire il vero, Paolo, il paragone non e' del tutto corretto. Anche la velocita' andrebbe divisa per lo stesso fattore di scala. Phobos e' circa 10.000 volte piu' "grande" di un pedalo'. La velocita' giusta sarebbe quindi di soli 3km/s * 3600s/h /10000~1 km/h
Per pgc

Senza polemiche, e' innegabile e arcinoto che la guerra, calda o fredda che sia,

Be', detto così è onnicomprensivo. Se dobbiamo imputare il progresso tecnologico a questo o quel conflitto silente fra Stati, dovremmo sforzarci di trovare un periodo di pace in cui questi conflitti erano assenti. Non scherzo, furono davvero pochissimi.
Contrasti più o meno aspri fra potenze europee, per tacer della Cina, esistono fin dalla spartizione dell'impero carolingio col trattato di Verdun, 843.

È vero che si chiamava guerra fredda, ma la maggior parte del periodo durato oltre 40 anni, fortunatamente, fu formalmente pace.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anche la velocita' andrebbe divisa per lo stesso fattore di scala

Non credo. Le dimensioni di un oggetto non alterano il fatto che venga "mosso" in fotografia. Conta lo spostamento angolare dell'oggetto rispetto al piano del sensore.

Gli astronauti della ISS, quando fotografano la Terra di notte, ottengono spesso foto mosse perché stanno viaggiando a 27.000 km/h rispetto alla superficie terrestre e cercano di fotografare un oggetto (la Terra) che sta a 400 km di distanza. Se al posto della Terra intera fotografano una città o un aereo, la foto viene mossa allo stesso modo. Il problema di inseguire il soggetto che si sposta resta invariato.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@ Accademia

La nicchia per quelle auto continuerà ad esistere, ma non è più remunerativo produrle in aziende dedicate. O si diversifica la produzione, o si muore. 

Non è vero. Esistono piccole aziende di supercar che riescono a vivere benissimo pur con una produzione esigua a prezzi stratosferici. Vedi Pagani, fondata nell'88 come azienda di prototipazione e dai primi 90 produttore in proprio, eccezion fatta per il motore Mercedes AMG.

Solo a patto che i ricchi desiderino possedere 50 auto diverse di lusso, e pagarci sopra le tasse. Non sempre è così.

Ma non è neanche detto che debbano possedere 50 auto contemporaneamente. Basta che ne cambino una all'anno per 50 anni.

Quando un'azienda si fa acquistare da un'altra, pur con garanzie di libertà di ricerca e di innovazione, dietro ci sono problemi economici. Qui non parliamo della fabbrichetta a conduzione familiare che l'anziano padre di famiglia vende per godersi la vecchiaia. 

O potrebbe darsi che l'azienda venga comprata attraverso una scalata in borsa. Ma lasciando perdere quest'ipotesi, non sempre ci sono dietro problemi economici. Se generalizziamo, non ne usciamo (tanto per cambiare) da questa discussione.

Questa se non sbaglio è una forma di joint venture. I rapporti di forza sono alla pari. 

Oops. Non esiste la Gallardo V8. E' solo l'Audi che monta sulla R8 il V10 Lamborghini, depotenziato per non concorrere direttamente tra marchi della stessa casa. Tra l'altro la stessa R8 è derivata dalla Gallardo. Mi scuso per l'imprecisione.

Non per la parte economica, sicuramente. 

Come qualsiasi gruppo che si rispetti.

Io ho scritto che i marchi di lusso non possono più stare in piedi da soli. Le piccole case nazionali sono un discorso a sé. 

Beh, intanto abbiamo visto che la tua affermazione non è sempre vera, in secondo luogo, il mercato della compravendita di marchi non è solo unidirezionale verso il maggior prestigio. Questo significa che anche l'inglobamento di una “piccola” casa nazionale come Skoda abbia dietro una strategia di mercato atta a riempire quel gap di prezzo che si è prodotto aumentando la qualità della gamma principale. Le VW costano sempre di più, facendo perdere clientela tra i meno abbienti. Ecco allora che compro un marchio, riciclo i vecchi modelli di auto rinnovati e li metto sul mercato a prezzi ancora concorrenziali. E' lo stesso meccanismo ma con finalità diametralmente opposte.

Nessuno è così fesso da vendere parte di una ditta che è in attivo e con profitti costanti. Nel 1969 qualcosa è successo. 

Dipende dall'offerta. I soldi fanno miracoli in questi casi. Soprattutto se sono tanti. Anche solo per eliminare la concorrenza, ad esempio.
----Segue

No. Basta che un anno ci sia un ordinazione in meno, e hai i creditori alle calcagna. 

Come in ogni azienda. Anche quelle che producono in serie a basso prezzo ed in qualunque settore merceologico. Dipende molto dai piani aziendali, dalle strategie di mercato e dalla bontà dei prodotti. Come ogni azienda, chi muove i primi passi lo sa, ci si assume sempre il rischio di fare un buco nell'acqua. Se va male troviamo gli Accademia che dicono “Vedi? L'avevo detto.” ma se va bene? Che dicono gli Accademia?

In parte ha risposto motogio.
E comunque non sono solo i componenti fisici identici che abbattono i costi. Per dire: anche progettare un motore e poi testarlo nella versione a 1500 e a 4000 cc fa risparmiare.


Eeh? Ma proprio "per dire". L'esempio è inattuabile. Un motore da 1,5l di cilindrata non può essere fatto anche in versione 4000! Sono due motori differenti in quanto, pur avendo in comune la progettazione (vedi le 4 bancate accoppiate del W12 VW che sono composte dalle unità da 3 cilindri ciascuna appartenenti al V6), ma l'insieme è un'unità a parte, con un albero a gomiti dedicato per non parlare dei basamenti, distribuzione, ecc.

Anche nel caso di aumenti di cilindrata sullo stesso motore (magari modificando gli alesaggi o le corse o entrambi) si parla comunque di aumenti minimi, tipo un 2500 cc che passa a 3000 cc. Un 1500 non potrà mai essere portato a 4000, pena la rottura dell'albero motore, rottura delle bielle e lo sbudellamento del basamento.

Naturalmente si potrebbe fare, ma gli interventi mirati a modificare (rinforzare) il 1500 sarebbero maggiori che sviluppare un 4000 direttamente.
@Stupidocane e Accademia

Nessuno è così fesso da vendere parte di una ditta che è in attivo e con profitti costanti. Nel 1969 qualcosa è successo.

Dipende dall'offerta. I soldi fanno miracoli in questi casi. Soprattutto se sono tanti. Anche solo per eliminare la concorrenza, ad esempio.


Negli anni 60 la Ferrari auto era piena di debiti e di utili ne generava pochini.
Enzo Ferrari ha venduto per poter far sopravvivere la sua ditta, anzi la sua adorata squadra corse.

Ps. Delle vicissitudini finanziarie della Lamborghini, o anche della Maserati (sotto la gestione De Tomaso), è meglio stendere un velo pietoso.
Per motogio

Ps. Delle vicissitudini finanziarie della Lamborghini, o anche della Maserati (sotto la gestione De Tomaso), è meglio stendere un velo pietoso.

Sulle vicissitudini.
Almeno Alejandro De Tomaso era argentino, si può utilizzare come attenuante la sua estraneità al mondo imprenditoriale italiano.
@ué
Accademia dei pedanti che usa un termine inglese mentre scrive in italiano? Ohohoh

Ormai anche in Francia, terra di "ordinateur", i gggiovani dicono "cool" e simili... (almeno così lessi in un libro tempo fa)
@ motogio

Sulla cessione di quote della Ferrari si riscontrano anche altri pareri. Ad esempio la FIAT non controllò da subito la Ferrari, bensì entrò a farne parte al 50%, in comproprietà con Enzo Ferrari. Solo dall'88 in poi ne assume il controllo acquistando il 90% del pacchetto azionario.
Le difficoltà finanziarie di Enzo Ferrari sembra siano dovute ad una massiccia richiesta di auto che l'azienda da sola non può soddisfare. Almeno così si dice.

Le fonti che indicano semplicemente che la Ferrari era in difficoltà economiche, sembrano tutte prese "paro paro" da Wikipedia.

Bisognerebbe chiedere ad un esperto di storia dell'automobile.
Per Stupidocane

Non è vero. Esistono piccole aziende di supercar che riescono a vivere benissimo pur con una produzione esigua a prezzi stratosferici. Vedi Pagani, fondata nell'88 come azienda di prototipazione e dai primi 90 produttore in proprio,

Dunque, siamo passati da aziende come Ferrari, Lamborghini, Rolls Royce, Maybach, ad aziende a conduzione familiare che conosci solo tu, e quattro gatti appassionati del settore. Non sono confrontabili.
Può darsi che la conduzione casereccia permetta una vita più lunga, al riparo dalle fluttuazioni del mercato. Ma è un modello imprenditoriale troppo diverso.

Ma non è neanche detto che debbano possedere 50 auto contemporaneamente. Basta che ne cambino una all'anno per 50 anni.

E buttano via un capitale, il mercato delle auto di lusso usate è molto ristretto. Può anche funzionare, ma dipende molto dalle mode del momento.

O potrebbe darsi che l'azienda venga comprata attraverso una scalata in borsa. Ma lasciando perdere quest'ipotesi, non sempre ci sono dietro problemi economici. Se generalizziamo, non ne usciamo (tanto per cambiare) da questa discussione.

Stupidocane, vendere una società che fa guadagnare i soldini è come cedere al primo che passa un cavallo vincente. Lo si fa solo con la pistola puntata alla tempia.

Beh, intanto abbiamo visto che la tua affermazione non è sempre vera,

Ah, certo, Lamborghini, Ferrari, Maserati, Maybach, Rolls Royce sono state acquisite da aziende più grandi, con modalità diverse. La Polmonari Auto snc invece prospera coi suoi modelli costosi e le sue vendite porta a porta. Bel confronto: l'artigianato che vince sull'industria.
[segue]

in secondo luogo, il mercato della compravendita di marchi non è solo unidirezionale verso il maggior prestigio.

Certo che no, non l'ho mai detto. Non solo le fabbriche di auto di lusso incontrano problemi economici.

Questo significa che anche l'inglobamento di una “piccola” casa nazionale come Skoda

Škoda.

abbia dietro una strategia di mercato atta a riempire quel gap di prezzo che si è prodotto aumentando la qualità della gamma principale. Le VW costano sempre di più, facendo perdere clientela tra i meno abbienti. Ecco allora che compro un marchio,

Di nuovo: la Volkswagen ha potuto comprare il marchio Škoda perché era in vendita. Credo che alla direzione non spiacerebbe comprare anche Fiat e Renault, ma a quanto pare non sono sul mercato. Chissà perché, neh?!? :-)

Nessuno è così fesso da vendere parte di una ditta che è in attivo e con profitti costanti. Nel 1969 qualcosa è successo.

Dipende dall'offerta. I soldi fanno miracoli in questi casi. Soprattutto se sono tanti. Anche solo per eliminare la concorrenza, ad esempio.


Impossibile pensare che nel 1969 Enzo Ferrari e i vertici della società da lui fondata abbiano lasciato la creatura in mani altrui solo per denaro.
La questione è interessante, ma più che capire il "come", a me interessa sottolineare il "cosa".

No. Basta che un anno ci sia un ordinazione in meno, e hai i creditori alle calcagna.

Come in ogni azienda. Anche quelle che producono in serie a basso prezzo ed in qualunque settore merceologico.


Nel loro caso, una in più o in meno all'anno non fa nulla. Si parla di migliaia di vetture in meno, spalmate su diversi modelli, che portano alla crisi. E in quel caso, ci sono dietro seri problemi di marketing e innovazione, non è una fluttuazione dovuta al caso.

Eeh? Ma proprio "per dire". L'esempio è inattuabile.

Probabilmente sì. Spero almeno di aver dato l'idea. Avere un centro ricerche motori che lavora per quattro marche fa risparmiare qualcosa rispetto a quattro centri ricerche autonomi, ognuno con il suo responsabile e i suoi meccanici e il suo parco per i test su pista.
A volte si vende per diventare più forti.
Anziché comprare attrezzature costosissime per testare motori (i più cari in fase di progettazione) e carrozzerie, vendo parte della mia azienda per entrare in un gruppo che le attrezzature ce le ha già, così divento più forte e posso mantenere i prezzi solo esagerati senza farli diventare stellari
@ Giuseppe

Può darsi benissimo. Puntualizzo solo che non credo sia il caso della Ferrari, dato che ha sempre avuto una squadra corse, ergo sicuramente banchi di prova per testare i motori.
Per Van Fanel

Accademia dei pedanti che usa un termine inglese mentre scrive in italiano? Ohohoh

Ormai anche in Francia, terra di "ordinateur", i gggiovani dicono "cool" e simili... (almeno così lessi in un libro tempo fa)


Esatto, e si trovavano giornali che negli annunci, anziché travail, riportavano job. Ora immagino siano solo siti web.
In Francia il problema del franglais si è presentato molto prima che in Italia, ma ha avuto una risposta da parte delle istituzioni.
Per la verità è una convinzione solo italiana che la Francia sia particolarmente gelosa della propria lingua, e coni in esclusiva termini sostitutivi dell'inglese o di altre lingue. Il finnico, l'ungherese, l'islandese sono molto più protezionisti dei francesi. Ecco la parola cervello elettronico nelle rispettive lingue:

finnico: tietokone
ungherese: számítógép
islandese: tölva

E del resto anche in spagnolo c'è computador.

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Colgo l'occasione per segnalare che la mia risposta a Stupidocane giace trattenuta in coda di moderazione da stamattina.
@ Acca

Dunque, siamo passati da aziende come Ferrari, Lamborghini, Rolls Royce, Maybach, ad aziende a conduzione familiare che conosci solo tu, e quattro gatti appassionati del settore. Non sono confrontabili.

Beh, in realtà quei quattro gatti sono molti di più. Non farti schermo della tua superiorità dialettica per mascherare la tua ignoranza. Non ti fa onore.

Può darsi che la conduzione casereccia permetta una vita più lunga, al riparo dalle fluttuazioni del mercato. Ma è un modello imprenditoriale troppo diverso. 

Riguardo alla Ferrari vs. Paganicheconoscosoloioequattrogatti: non si parlava di tipologie di aziende; si discuteva sulla tua affermazione che ad oggi produrre solo merce di destinazione elitaria senza un sottofondo di beni di consumo porta inevitabilmente al fallimento. Nella fattispecie si parlava di auto di lusso e, come ti ho dimostrato, sei in errore. Poco conta se la Pagani sia a conduzione famigliare o una multinazionale. L'affermazione che hai fatto non era corretta.

E buttano via un capitale, il mercato delle auto di lusso usate è molto ristretto. Può anche funzionare, ma dipende molto dalle mode del momento. 

Cosa che non decidi tu, ma il mercato stesso. Se il mercato dell'usato è moto ristretto non influisce molto su un mercato del nuovo che è ancora più ristretto. Spiego meglio: se un benestante vorrebbe comprarsi un Porsche ma non avesse i soldi per comprarlo nuovo, rivolgendosi al mercato dell'usato potrebbe trovare ciò che cerca in quanto essendo lui uno dei tanti che non può permettersela nuova, che sono numericamente maggiori di quanti invece possono, ecco che il gioco è fatto. Diversamente dalle utilitarie, una Porsche usata non rimane mai molto tempo nel piazzale delle concessionarie.

Stupidocane, vendere una società che fa guadagnare i soldini è come cedere al primo che passa un cavallo vincente. Lo si fa solo con la pistola puntata alla tempia.

Posizione arbitraria che non riflette la realtà. Se ti offrissero una quantità spropositata di denaro purchè tu smettessi di correggere pedantemente i post altrui, diresti di no? Meglio una pistolettata alla tempia? Se ad oggi qualcuno si facesse avanti e mi offrisse la quantità di denaro che ho in mente, chiudo baracca e burattini e vado a vivere in Svizzera pure io.
Ah, certo, Lamborghini, Ferrari, Maserati, Maybach, Rolls Royce sono state acquisite da aziende più grandi, con modalità diverse. La Polmonari Auto snc invece prospera coi suoi modelli costosi e le sue vendite porta a porta. Bel confronto: l'artigianato che vince sull'industria.

Già risposto a questa affermazione. Non è in discussione la dimensione dell'azienda bensì il prodotto e le sue ricadute sulla vita economica dell'azienda stessa.

Škoda.

Non ho la tastiera con la Š, mi spiace.

Di nuovo: la Volkswagen ha potuto comprare il marchio Škoda perché era in vendita. Credo che alla direzione non spiacerebbe comprare anche Fiat e Renault, ma a quanto pare non sono sul mercato. Chissà perché, neh?!? :-)

Se l'offerta superasse la quotazione dell'azienda perché dovrebbero non accettarla?

Impossibile pensare che nel 1969 Enzo Ferrari e i vertici della società da lui fondata abbiano lasciato la creatura in mani altrui solo per denaro. 
La questione è interessante, ma più che capire il "come", a me interessa sottolineare il "cosa". 


Ed a cosa ti riferisci con quel “cosa”? Non mi starai diventando complottista industriale, neh?

Nel loro caso, una in più o in meno all'anno non fa nulla. Si parla di migliaia di vetture in meno, spalmate su diversi modelli, che portano alla crisi. E in quel caso, ci sono dietro seri problemi di marketing e innovazione, non è una fluttuazione dovuta al caso.

Credo ti riferisca ai produttori in serie. Ebbene, una o due auto in meno non fanno nulla, ma sono aziende strutturate per vendere milioni di auto con margini risicatissimi. Per loro non si parla mai di unità ma di migliaia di vetture in più o in meno. Con tutti i rischi che ne conseguono. Chiaro che non vedremo mai una pubblicità per una Venturi in tv. Per contro siamo martellati da FIAT, Ford, Citroen, Lancia, ecc. Perché? Perché a quei livelli produttivi, una campagna pubblicitaria in meno potrebbe rovinare il trimestre, inficiando gli utili a fine anno, perdite in vorsa e quant'altro.

Probabilmente sì.

No. Certamente si.

Spero almeno di aver dato l'idea. Avere un centro ricerche motori che lavora per quattro marche fa risparmiare qualcosa rispetto a quattro centri ricerche autonomi, ognuno con il suo responsabile e i suoi meccanici e il suo parco per i test su pista.

Beh, se per provare le Ferrari si dovesse andare ancora al Lingotto, staremmo freschi. Quello poteva andare bene per le utilitarie, che difficilmente vedremmo girare a Monza. Una Enzo invece, ha bisogno di Monza per poter essere testata.
se un benestante vorrebbe comprarsi...

Mirate alla testa per favore, non fatemi soffrire inutilmente...

Sono costernato...
@Stupidocane
Una Enzo invece, ha bisogno di Monza per poter essere testata.
E Nardò no? :-)
Mirate alla testa per favore, non fatemi soffrire inutilmente...
CLICK...CLICK...CLICK...acc...
Posso usare una clava? :-()
"Un chilometro di strada non porta da nessuna parte, un chilometro di pista porta in tutto il mondo."

Stupendo. Fa venir voglia di aereo anche a me, il che è tutto dire.
Qualcuno sa dirmi perché una FIAT Panda costa di più di una Peugeot 206?
Uno dei motivi potrebbe essere che la FIAT Panda è una vettura migliore, per molti versi, rispetto a una 206.
Ne sei sicuro? A me non sembra.
Ho espresso un parere ieri notte su un possibile errore nel testo dell'articolo di Paolo. Secondo me la velocita' relativa va scalata per lo stesso fattore di scala usato nell'esempio. Vedi Commento #127 e risposta di Paolo poco piu giu'.

Qualcuno ha un parere in proposito?
saluti a tutti,
Penso che un motivo sia che la 206 è un modello molto più vecchio della Panda, se si escludono migliorie marginali che non hanno stravolto la macchina come è accaduto per la Panda. Quindi, le spese di progettazione, test e quant'altro necessario per sviluppare la 206 sono state ammortizzate mentre per la Panda no.
@pgc
sono d'accordo con te.
del resto se dovessi fare un modello in scala (ad esempio 1:1.000.000) di Marte con Phobos, per rispettare i tempi di rivoluzione del satellite intorno a Marte devo per forza portare in scala anche la velocità. Altrimenti, anziché 2 volte al giorno, Phobos sorgerebbe e tramonterebbe 2.000.000 di volte al giorno.
@ ué

Beh, per cominciare quattro persone (della mia altezza) ci stanno davvero nella Panda, non solo per finta, e poi la Panda è più stabile (la 206 è famosa per essere un'auto difficile per la tendenza del retrotreno a perdere aderenza) e più ampia.

Poi c'è la qualità dei pannelli di carrozzeria (di carta velina sulla 206), la qualità di alcune componenti interne (come il pannello del condizionatore della 206, arrivato immutato dalla metà degli anni '90).

La Peugeot ottiene un giudizio migliore della Panda sulla sicurezza passiva, invece, a causa della scarsa prova di urto laterale della piccola Fiat. La prova di urto frontale è analoga. Ancora, la Peugeot è migliore nelle versioni sportive (quelle vere), ma a quel punto il prezzo ha un ruolo diverso.
@ Giuseppe

A Nardò si può provare l'aerodinamica ed i carichi che vengono applicati dalla pressione dell'aria, oltre alla velocità massima.

Ma per saggiare a fondo le caratteristiche dinamiche di una vettura del genere si ha bisogno di una pista con curve da capelli bianchi, staccate da strabuzzare gli occhi ed accelerazioni da mozzare il fiato.

Piccolo intermezzo da supercar nerd: sapevate che la Zonda ha una scocca autoportante interamente costruita in fibra di carbonio? Immagino che qualche ingegnere (vero) su questo blog, gradirebbe perderci un po' di tempo a studiarsela. Fine intermezzo.

Giuseppe, che sono quei click? Stai tarando l'ottica dello sniper o fa semplicemente cilecca? ;-)
Posso confermare la scarsa tenuta di strada della 206. Porto come testimone la mia compagna che l'ha distrutta proprio per una perdita di aderenza del retrotreno. Fortunatamente senza conseguenze fisiche per nessuno.

Ora ha una Ibiza. Impressionante cosa può fare in curva quello scatolino! Sembra un go-kart! Divertentissima!
@SirEdward

Ancora, la Peugeot è migliore nelle versioni sportive (quelle vere), ma a quel punto il prezzo ha un ruolo diverso.

La Peugeot 206 è un'auto semi "low cost", non ha versioni sportive.

La 206 costa poco perché, come ha spiegato Giuseppe, è un modello vecchio e le linee di produzione sono state stra-ammortizzate.

È un auto destinata a chi non ha grandi pretese ma vuole una macchina nuova, affidabile e onesta che gli duri almeno 10/ 15 anni senza causargli problemi.

Inoltre, per contenere i costi di produzione, è disponibile unicamente in due versioni; con un motore 1.1 a benzina (con una variante a gpl) o con un 1.4 diesel e praticamente non ha optional (tranne la vernice metallizzata).

Anche Renault, con la clio storia e Fiat, con la punto, hanno in listino un veicolo simile.

Ps. inoltre le tre auto citate sopra sono di segmento B mentre la Panda è del segmento inferiore, il segmento A.
@Stupidocane
Citando Guzzanti (eh sì ho una certa cual coltura) "La seconda che hai detto" :-)
@ motogio

Vero, attualmente (dall'entrata sul mercato della 207) la 206 è un'auto pensata per avere un prezzo basso e competitivo, ma le sue versioni sportive le ha avute, e andavano anche parecchio forte (fino a 170 cv).

D'altra parte il fatto che la Panda attuale non sia una versione d'attacco aiuta a spiegare il prezzo lievemente superiore (oltre all'età stessa del modello (2003 per la Panda, 1998 per la 206).

Per quanto riguarda il segmento, invece, che la 206 sia considerata un segmento B è vero, che lo sia davvero è una balla mostruosa di cui mi sono reso conto andandola a vedere dal vivo un giorno di diversi anni fa quando ero in cerca di una nuova auto. Lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori è risicatissimo, e regolando il sedile anteriore per la mia altezza, non riuscivo a sedermi su quello posteriore, a differenza di tutti gli altri segmenti B (Punto, Clio, Fiesta).
@SirEdward

La 206 è (era) un'auto del segmento B "chic" quelle che hai citato tu erano vere oneste utilitarie; tranne forse la clio nella versione 3.0 V6.

:D
@Giuseppe,

No, credo di avere capito cosa intende Paolo. La distanza Lago di Garda/Milano e' 110 km, proprio come quella Phobos/Mars Express durante il flyby del 9 Gennaio 2011 (il piu' ravvicinato fino ad oggi). Il pedalo' e' usato per rappresentare la massima risoluzione disponibile, che e' di circa 4 metri, non il diametro medio di Phobos (che in realta' e' di 22 km, non di 27, che e' il suo asse maggiore). Quindi il fattore di scala e' 1, non 10.000.

Lascio il link ad una foto ad alta risoluzione, un po' inquietante dei siti di atterraggio della futura sonda Grunt.
Per Stupidocane

Beh, in realtà quei quattro gatti sono molti di più. Non farti schermo della tua superiorità dialettica per mascherare la tua ignoranza. Non ti fa onore.

Allora torno serio. Le marche citate non le conosco davvero, né mi interessa conoscerle.
Il mercato delle auto di lusso, sia le supersportive sia le superberline, non è mai stato, né sarà mai, in mano ad aziende a conduzione familiare. Quella è solo la nicchia della nicchia.
Per innovare e sperimentare e imporre una linea che altri cercano di imitare senza mai ammetterlo ci vuole un retroterra economico che le aziende familiari si sognano. Vivacchiano sugli allori conseguiti da altri.
Io ovviamente sono a conoscenza dei passaggi societari di Ferrari, Lamborghini, Maserati, Maybach, Lancia e Alfa Romeo, e ignoro del tutto quelli della Polmonari auto snc. Ma acquisizioni e fallimenti avvengono anche in quel tipo di azienda, non credere.

Riguardo alla Ferrari vs. Paganicheconoscosoloioequattrogatti: non si parlava di tipologie di aziende; si discuteva sulla tua affermazione che ad oggi produrre solo merce di destinazione elitaria senza un sottofondo di beni di consumo porta inevitabilmente al fallimento. Nella fattispecie si parlava di auto di lusso e, come ti ho dimostrato, sei in errore.

E allora puntualizzo: porta al fallimento, o a costruire due auto all'anno, per guadagnarci al netto di fine anno quanto i propri operai. Così sei contento.

Cosa che non decidi tu, ma il mercato stesso. Se il mercato dell'usato è moto ristretto non influisce molto su un mercato del nuovo che è ancora più ristretto.

Questo discorso porterebbe molto lontano, quindi torno a bomba: la circostanza che i ricchi oggi siano sempre più ricchi, da sola, non mi pare sufficiente per salvare i produttori di auto di lusso che non hanno le spalle coperte. Non mi convince proprio. Poi, chi ha ragione, lo diranno i fatti futuri.
[segue]

Stupidocane, vendere una società che fa guadagnare i soldini è come cedere al primo che passa un cavallo vincente. Lo si fa solo con la pistola puntata alla tempia.

Posizione arbitraria che non riflette la realtà. Se ti offrissero una quantità spropositata di denaro purchè tu smettessi di correggere pedantemente i post altrui, diresti di no?


Non so in che mondo vivi: in quello reale, di gente che si arrotola il sigaro in banconote da 500 euro non ce n'è. Nei film americani, magari sì.
Proprio non me la figuro la Fiat del 1969, che già aveva dei problemini di suo, offrire spontaneamente capitali alla Ferrari: è evidente che la richiesta di aiuto è venuta da quest'ultima. E che La Fiat entrando nel nuovo segmento aveva, a breve o lungo termine, un tornaconto.

Di nuovo: la Volkswagen ha potuto comprare il marchio Škoda perché era in vendita. Credo che alla direzione non spiacerebbe comprare anche Fiat e Renault, ma a quanto pare non sono sul mercato. Chissà perché, neh?!? :-)

Se l'offerta superasse la quotazione dell'azienda perché dovrebbero non accettarla?


Perché non dovrebbe accettarla.
Perché nell'economia reale nessuno offre più del controvalore di un bene per capriccio e avidità. Con soldi che per inciso non credo abbia.
Nel caso specifico, ci sarebbero problemi con l'antitrust.

La questione è interessante, ma più che capire il "come", a me interessa sottolineare il "cosa".

Ed a cosa ti riferisci con quel “cosa”?


Quali furono nel 1969 gli accordi di spartizione delle quote: se veramente Fiat acquisì solo il 50% o, di fatto, qualcosa di più, magari non dichiarato.

Credo ti riferisca ai produttori in serie. Ebbene, una o due auto in meno non fanno nulla, ma sono aziende strutturate per vendere milioni di auto con margini risicatissimi.

La produzione delle multinazionali è così. La potenza sta nelle quote di mercato conquistate, non nel ricavo sul singolo modello.
Ma sono le multinazionali dell'auto che fanno ricerca e innovazione, ripeto, sono loro che si possono definire marchio, non le aziende artigianali.

Beh, se per provare le Ferrari si dovesse andare ancora al Lingotto, staremmo freschi. Quello poteva andare bene per le utilitarie, che difficilmente vedremmo girare a Monza. Una Enzo invece, ha bisogno di Monza per poter essere testata.

Mettiamoci pure Monza. Un'azienda come la Fiat può permettersi l'acquisto di terreni per un circuito identico a quello di Monza, ma lontano da occhi indiscreti. Per una azienda non molto grande come era la Ferrari prima del 1969, la cosa sarebbe stata molto onerosa.
Fermo restando che il circuito di prova su strada è uno degli aspetti.
@Accademia dei pedanti

Vedo che stasera il filtro antispam non perdona ;)

Comunque, per dirimere la questione Ferrari vs Fiat una volta per tutte, vi segnalo questo vecchio articolo apparso su Repubblica:

UNA FERRARI TUTTA FIAT AGNELLI E' ORA IL VERO 'RE DELL' AUTOMOBILE'

Ps. usate Google perché stasera il filtro antispam non mi lascia postare link.

:(
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Grazie a motogio per l'articolo. Penso che all'origine di questa storica vendita, ci sia l'affaire Ford andato a male. Cronache moderne della mancata vendita a Ford riportano una frase che riassume in poche parole il temperamento bizzoso de "Il Sceriffo" che voleva "vendere e comandare".

Sicuramente un pezzo di storia industriale interessante.

IL CORVO PARLANTE

rarih miquale acosac hisadir porsc annoinc heefer omuneun

Gioco a premi:
1° Birra
2° Birra
3° Birra
4° Focaccia
@Stupidocane

La giumenta di Stoccarda.

;)
@Accademia dei Pedanti:
Per la verità è una convinzione solo italiana che la Francia sia particolarmente gelosa della propria lingua

Sarà che è più vicina - e quindi è più facile incontrare francesi rispetto a finnici, ungheresi e islandesi?

E del resto anche in spagnolo c'è computador.

Giusto! E anche "raton".
@Stupidocane

Piccolo quiz riservato ai patiti della MotoGp


Valentino in pista con la Ducati


Nessuno nota niente di strano?


(soluzione)


Che tristezza :-(
@ motogio

ROTFL! Questa me l'ero persa.

Per la serie, la foto non c'è? Me la creo! Male, per giunta! Appena l'ho aperta ho visto il casco, poi il resto.

Che buzzurri.

Comunque ti viene una birra. Per la riscossione del premio, mandami una mail dal mio profilo. Vediamo quanto siamo distanti... :D
@Stupidocane

Grazie ma siamo un po' troppo distanti.

Abito vicino al Maniero digitale, da lì prendi la seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino.

:D

Ps. Comunque domani sono a Campo Blenio a sciare con mia figlia, se per caso passi di lì fammi un fischio.
@ motogio

La 206 è (era) un'auto del segmento B "chic" quelle che hai citato tu erano vere oneste utilitarie; tranne forse la clio nella versione 3.0 V6.

Ma sei sicuro? Forse nei primissimi anni, ma dopo la 206 è sempre stata al livello delle altre.

E poi sulle "Polo" (quelle sì che sono sempre costate di più) ci si saliva tranquillamente. E' proprio la 206 che dentro è piccola da far tristezza.
E' proprio la 206 che dentro è piccola da far tristezza.

Davanti, lato passeggero è spaziosissima, anche troppo, tanto che se ho il sedile tirato tutto indietro mi ci posso stendere (e non sono proprio una nana), quindi per far spazio a chi si deve sedere dietro ci si può tranquillamente spostare un po'. Poi esternamente è tale e quale alla 207, a parte un po' di ampiezza in meno nella parte posteriore. Gli interni sono eleganti e sobri. L'unico difetto che le trovo sta nella dotazione degli pneumatici. Per il resto la trovo superiore alle altre utilitarie, in special modo alla suddetta Panda.
@ motogio

Ti faccio un buono-birra allora. Non è escluso che quest'estate decida di venire a fare un salto dalle vostre parti con la motina.

Naturalmente birra e focaccia per tutti coloro che avranno piacere di fare due chiacchiere.

Da Verona a Lugano passando per le Alpi. 6 ore di curve! Dev'essere uno spasso!
@ Van Fanel & Accademia

In spagnolo abbiamo anche il secador de pelo ed il baloncesto pron. "balònsèsto".
il secador de pelo suppongo che sia l'asciugacapelli, ma per il baloncesto ho dovuto googlare.
LOL :-)
@ ué

Davanti, lato passeggero è spaziosissima, anche troppo, tanto che se ho il sedile tirato tutto indietro mi ci posso stendere (e non sono proprio una nana), quindi per far spazio a chi si deve sedere dietro ci si può tranquillamente spostare un po'.

Dipende molto dalla tua altezza. Quando provo le automobili faccio sempre un test molto informativo (per me). Mi siedo al posto di guida e regolo i comandi su di me. Dopodiché scendo e provo a sedermi nel posto direttamente dietro a quello di guida.

Qualche auto è più ampia, qualcuna più stretta, ma in pochi casi non sono riuscito (decapottabili, auto molto piccole, coupé). La 206 è una di queste - non c'era fisicamente lo spazio.

Anche andare in avanti col sedile non è una possibilità reale; considerando che sono alto e che guido nella posizione corretta (che è abbastanza raccolta), senza avere quasi mai bisogno di arretrare il sedile completamente (tantomeno di "sdraiare" lo schienale), di spazio per avanzare ne ho poco e questo implica che se dietro di me non c'è spazio difficilmente si riuscirà a crearne.


Poi esternamente è tale e quale alla 207, a parte un po' di ampiezza in meno nella parte posteriore.


Beh, la 207 è 10 cm più larga e 20 cm più lunga.


Gli interni sono eleganti e sobri. L'unico difetto che le trovo sta nella dotazione degli pneumatici. Per il resto la trovo superiore alle altre utilitarie, in special modo alla suddetta Panda.


Beh, se ti trovi bene è giusto che te la tenga stretta. Io, personalmente, l'ho sempre trovata troppo elaborata all'esterno, molto stretta, con interni dal design vecchio (va beh, questo è normale, vista l'età del modello) ed esteticamente "pesante". Preferivo di gran lunga la Fiesta modello '96, la Clio '98 e, quando poi uscì, nel 2003, la Panda.
Intendiamoci, la 206 è (stata) un'auto onesta, non è certo un cesso ambulante, ma i suoi problemi ce li ha, e si sentono. Altrimenti sembra sempre di leggere "Quattroruote", dove le auto sembrano non avere mai difetti.
Sarai un gigante :-) Il mio compagno è alto più di 1.80 ed io 1.70 e seduta dietro di lui ci sto benissimo.
Comunque sono solo considerazioni personali, forse perché non ho mai amato le auto della FIAT (a parte la vecchia 500), eppure ora posseggo una 600 che adoro (ma questo è un fatto a sé). In ogni caso lungi da me scatenare un flame su questo argomento e, francamente, non so neanche come siamo arrivati a parlare di questo in un articolo sul satellite di Marte :-)
@ ué

1,86, con gambe molto lunghe. Stare comodo dentro le auto per me può diventare un problema.

D'altra parte è vero che, dopo averle viste dal vivo, le Peugeot non mi hanno davvero mai soddisfatto (questioni di stile e di impostazione dell'auto, suppongo).

La 600 (e la Nuova 500 prima di lei, che era uguale) sono auto a cui sono affezionato. Piccole, economiche, resistenti. Mi dispiace solo l'orripilante livello di (in)sicurezza passiva che si trascinano dietro.

Quanto al perché parliamo di auto, forse è perché continuano a ronzarci nella testa le parole "Mars Rover"?
Mi dispiace solo l'orripilante livello di (in)sicurezza passiva che si trascinano dietro.

Io ci ho fatto un paio di viaggi di circa 1000 Km (a/r): a 130 Km/h andava una favola (e in qualche tratto anche di più, ma non diciamolo alla stradale :-))
No, non la stabilità, proprio la resistenza strutturale.

Se la 600 avesse la resistenza di un'auto moderna, sarebbe una gran macchina, per quello che offre, invece il suo problema principale è questo:

http://www.euroncap.com/tests/fiat_seicento_2000/73.aspx
invece il suo problema principale è questo:

Brrrrrr
@ ué.

Brrrrrr

L'hai detto...
@ Accademia

Allora torno serio. Le marche citate non le conosco davvero, né mi interessa conoscerle. 

Dovresti, dato che ne stai discutendo, soprattutto riguardo le loro rispettive politiche di mercato.

Il mercato delle auto di lusso, sia le supersportive sia le superberline, non è mai stato, né sarà mai, in mano ad aziende a conduzione familiare. Quella è solo la nicchia della nicchia. 

Nessuno ha mai parlato di possibilità di monopolio del mercato automobilistico a favore delle piccole aziende. Questo lo hai aggiunto tu. Non è minimamente in discussione quest'assunto.

Per innovare e sperimentare e imporre una linea che altri cercano di imitare senza mai ammetterlo ci vuole un retroterra economico che le aziende familiari si sognano. Vivacchiano sugli allori conseguiti da altri.

Sicuro? E questa come la incaselli? Certo, mi tirerai fuori la Tyrrel in Formula 1 come contropartita, ma una piccola casa come la Covini, ha avuto il coraggio di sperimentare questa soluzione su strada. Farà successo? Gli faccio i miei migliori auguri, intanto plaudo al tentativo di rompere gli schemi canonici della grande produzione.

Io ovviamente sono a conoscenza dei passaggi societari di Ferrari, Lamborghini, Maserati, Maybach, Lancia e Alfa Romeo, e ignoro del tutto quelli della Polmonari auto snc. Ma acquisizioni e fallimenti avvengono anche in quel tipo di azienda, non credere.

E ci mancherebbe. Anzi, proprio perché piccole ed in balia delle banche succede molto più spesso che non nei grandi gruppi. Ma la differenza la fanno appunto i capitali. I grandi gruppi non “possono” (in realtà eccome se possono) fallire, dato l'indotto che generano. Di solito vengono “salvati” da capitali statali o da gruppi più grossi. I piccoli invece, se sbagliano, pagano. In numero molto maggiore rispetto alle grandi marche, certo, ma qualcuno ce la fa comunque. E molto bene, per giunta. Pagani, ad esempio, con la sua Zonda a te sconosciuta, detiene il record di auto stradale* più veloce al Nürburgring, e se non è buona pubblicità questa...

*La vettura che ha fatto il record non potrebbe girare su strada in quanto ha ottenuto il record con gomme slick. Come tutte le altre concorrenti. Per maggiori info http://tinyurl.com/5vstusp

E allora puntualizzo: porta al fallimento, o a costruire due auto all'anno, per guadagnarci al netto di fine anno quanto i propri operai. Così sei contento. 

Na. Fonti?

Questo discorso porterebbe molto lontano, quindi torno a bomba: la circostanza che i ricchi oggi siano sempre più ricchi, da sola, non mi pare sufficiente per salvare i produttori di auto di lusso che non hanno le spalle coperte. Non mi convince proprio. Poi, chi ha ragione, lo diranno i fatti futuri.

Come ho già detto, uno dei mercati principali per queste auto, ad oggi è la Cina. E siamo solo agli inizi. Probabilmente qualcuno fallirà. Ma nel frattempo ne nasceranno altri. Se la domanda c'è, l'offerta non si fa attendere troppo. Leggi di mercato, nulla più.
[segue]

Non so in che mondo vivi: in quello reale, di gente che si arrotola il sigaro in banconote da 500 euro non ce n'è. Nei film americani, magari sì.

Ne sei così sicuro? Al mondo ci sono persone che guadagnano cifre talmente alte da sembrare incredibili. C'è un mercato fiorente di beni di lusso al limite dello stucchevole. Per fare un esempio, la Bugatti Veyron, che costa già di suo un milione e mezzo di euro, c'è chi se la fa rivestire d'oro. http://www.youtube.com/watch?v=ND-bZoxF3_s

Proprio non me la figuro la Fiat del 1969, che già aveva dei problemini di suo, offrire spontaneamente capitali alla Ferrari: è evidente che la richiesta di aiuto è venuta da quest'ultima. E che La Fiat entrando nel nuovo segmento aveva, a breve o lungo termine, un tornaconto. 

Vai a saperlo. Sicuramente non si fa niente per niente.

Perché non dovrebbe accettarla.

Grazie, suona meglio.

Perché nell'economia reale nessuno offre più del controvalore di un bene per capriccio e avidità. Con soldi che per inciso non credo abbia. 

Stai delineando la figura di un noto politico di Arcore, lo sai?

Nel caso specifico, ci sarebbero problemi con l'antitrust. 

Invece no. FIAT e Ferrari non possono farsi concorrenza. Se la prima compra la seconda, non monopolizza il mercato delle supersportive. Compra solo uno dei produttori.

Quali furono nel 1969 gli accordi di spartizione delle quote: se veramente Fiat acquisì solo il 50% o, di fatto, qualcosa di più, magari non dichiarato.

Ancora, vai a saperlo. Si dice che la cessione delle quote Ferrari sia stata fatta con una stretta di mano. Quali fossero le reali condizioni di questa cessione lo sapevano in pochi, tanto che venne anche tenuto segreto per un po' il solo fatto che l'accordo fosse stato fatto.

La produzione delle multinazionali è così. La potenza sta nelle quote di mercato conquistate, non nel ricavo sul singolo modello.
Ma sono le multinazionali dell'auto che fanno ricerca e innovazione, ripeto, sono loro che si possono definire marchio, non le aziende artigianali.


Dissento fermamente. Se per ricerca intendi migliori rese prestazionali con minori consumi e minor impatto ambientale ti do ragione. Ma se la ricerca è finalizzata alla prestazione pura, all'azzardo stilistico (parla con un architetto e guardalo negli occhi quando ti descrive le linee di un'auto da sogno), o semplicemente la maggior efficacia possibile su pista, beh, qui il sottobosco dei piccoli produttori la fa da padrone. Le auto di serie devono essere meno performanti, anche quei missili balistici che sono le Audi R8, per il semplice motivo che devono andare incontro alle aspettative di un pubblico più ampio di una supersportiva “dura e pura”. Devono essere ragionevolmente confortevoli da assorbire il pavé delle nostre città quando i padroni le portano al bar. Devono permettere un viaggio degno di questo nome in autostrada, come le Aston Martin Vantage V8. Chiaro che se il cliente vuole portarsi al bar una Reventòn è padronissimo di farlo. Ma è un'auto nata per mangiarsi i cordoli a colazione.

Per correttezza un'eccezione c'è, ed è la supercar di Citroën . Poco più di un prototipo, in realtà.
[segue]

Mettiamoci pure Monza. Un'azienda come la Fiat può permettersi l'acquisto di terreni per un circuito identico a quello di Monza, ma lontano da occhi indiscreti. Per una azienda non molto grande come era la Ferrari prima del 1969, la cosa sarebbe stata molto onerosa.

I circuiti si possono noleggiare. O al limite ci si può mettere d'accordo con gli organizzatori di altri eventi. Teniamo comunque in debito conto che chi si mette a produrre mezzi da 500.000 euro, ha i capitali che glielo possono permettere. Non stiamo parlando di spiantati con un sogno più grande del portafogli.

Ferruccio Lamborghini era il maggior costruttore di trattori agricoli italiano, prima di mettersi a costruire missili con le ruote.

Piccola digressione storica. Fu proprio “grazie” ad Enzo Ferrari che Lamborghini si mise “di buzzo buono” a fare auto. Il signor Ferruccio, incontrando il già grande Enzo (persona molto determinata e sicura, quasi al limite dello str**o) chiese delle modifiche alla sua Ferrari, che secondo lui sarebbe stato meglio fare per renderla più godibile. La risposta del Drake fu lapidaria “E' meglio che continui a guidare trattori.“ Punto sul vivo, sei mesi dopo nasceva la prima vettura sportiva con il marchio del toro.

Fermo restando che il circuito di prova su strada è uno degli aspetti.

Certo, come qualsiasi mezzo su ruote destinato ad un pubblico con la patente.
Due commenti in coda di moderazione. Sappilo. :D
il secador de pelo suppongo che sia l'asciugacapelli, ma per il baloncesto ho dovuto googlare.

Vabbè, non mi pare una cosa che desta grande stupore, in italiano abbiamo pallacanestro, e anche pallamano, pallavolo, il poco usato pallabase.
Le traduzioni che maggiormente colpiscono la fantasia dell'italiano medio sono quelle di termini nuovi e molto specialistici (o ritenuti tali): mi viene in mente insider trading, un comportamento finanziario che è stato sanzionato dalle leggi Usa solo negli anni Ottanta (in Italia molto dopo). Lo si può chiamare "abuso di informazioni privilegiate", ma è una perifrasi, non una traduzione. Il francese ha délit d'initié, il finnico sisäpiirikauppa.
Piccola precisazione sulle prime quote Ferrari cedute a FIAT. Erano il 50%. Confermato anche dall'articolo postato da motogio poco più su.
SirEdward ha commentato:

@ ué.

Brrrrrr

L'hai detto...


Ma nessuno pensa mai a quei poveri operai che girano su vecchi furgoni scalcinati?

VW T3 Crashtest

@Stupidocane

Da Verona a Lugano passando per le Alpi. 6 ore di curve! Dev'essere uno spasso!

Uno spasso sei ore di curve con una Bonneville?

;)
@ motogio

Na. Con il Monster...
@Stupidocane

Uno spasso sei ore di curve con il Monster?

Probabilmente sì, se sopravvivi.

Ps.Hai già incollato il 46 giallo d'ordinanza?

:D
P.S. Si può transitare in Svizzera con una moto Euro sottozero?

Il mio mostriciattolo è un prima serie a carburatori. No iniez. No cat. Si marmitt apert che fann rumor di tuon e airbox scopert che risucch la magliett.

Aah, che gusto! Il ruggito profondo che rimbalza sulle pareti della valle, il polso che cerca di seguire il ritmo del cuore impazzito, la vibrazione amica della saponetta, l'uomo che cerca di seminare i pensieri come fossero mostri che lo inseguono, il trattore che attravers CAZZ!... il campo di meli PORC!...

Fiuu. Andata. Via che si riparte.

Il tranquillo borbottìo del pompone, le mani che tremano, il sudore freddo sulla schiena, la faccia blu...

Aah, che vita...
@Stupidocane

P.S. Si può transitare in Svizzera con una moto Euro sottozero?

Sì, fortunatamente da noi non ci sono blocchi per i veicoli Euro 0 e simili, al limite abbassano i limiti di velocità sull'autostrada in caso di forte inquinamento.

Ma purtroppo per te le forze dell'ordine danno la caccia alle moto senza DbKiller e lì ti vedo messo male, sono tolleranti solo con quei cancelli di Harley.
@motogio

Sono ducatista, è vero, ma non di quelli che attaccano gli adesivi del bimbo che fa la pipì sulla scritta JAP. Per ogni persona c'è una moto giusta e per me, il mio stile di guida e le mie aspettative, queste moto le fa la Ducati. Ed anche la Morini. A me piacciono le moto "gnucche" e "'gnoranti". Anni fa un amico mi prestò il suo Fazer 600 per farci un viaggetto. Fantastica, cattiva quanto basta, equilibrata, comoda, agile e scattante. Ma arrivato al passo di montagna pensai "Se avessi la mia...".

Non sono un Valentiniano. A mio modesto avviso è il più grande pilota degli ultimi 30 anni ma non sono un tifoso. Di nessuno. Manco di calcio. Mi piace guardare una bella partita, poco importa chi vince.

Rossi lo trovo simpaticissimo, dotato di tecnica marziana, coraggio da vendere, intelligenza, inventiva e perché no, quella punta di str**aggine che in quel mondo serve sempre.

Ma sono un esteta romantico. Adoro la gara singola fatta anche da uno sconosciuto, basta che mi dia emozione. Mi è piaciuto molto Lorenzo e la sua determinazione a dimostrare di meritarsi il mondiale, non solo perché Rossi si è fatto male. Mi ha fatto piacere vedere Pedrosa sorridere delle sue prestazioni. Mi è piaciuto il coraggio di Haslam, che si è giocato il tutto per tutto. Non mi è piaciuto Biaggi per la troppa paura di perdere il campionato. Ho adorato Bayliss quando, anni addietro, cadendo a tre gare dalla fine del campionato, in testa al mondiale, primo in gara e con la possibilità di portarsi a casa il titolo disse di sè "Sono stato un cog***ne. Lo vincerò alla prossima gara". E l'ha fatto.

Mi piace molto Spies e quel suo modo sgraziato ma tremendamente efficace di portare la moto, soprattutto il talento di un ragazzo che centra al primo colpo il mondiale SBK (che per chi non lo conoscesse NON è un campionato minore e più facile rispetto alla MotoGp) ed alla prima stagione nella classe regina finisce 6, primo pilota di team satellite dietro agli ufficiali. Uno da tenere d'occhio quest'anno.
sempre motogio

La mia moto fa rumore ma in regola. Monto dei QuatD che anche con il dBkiller fanno la loro. Ho provato a toglierlo una volta, ma è da arresto. Appena la accendi nel box, hai già la volante che aspetta fuori dal cancello...
@Stupidocane

Naturalmente scherzavo con l'adesivo di Valentino, comunque una cosa che molti ducatisti ignorano è questa:

Sono ducatista, è vero, ma non di quelli che attaccano gli adesivi del bimbo che fa la pipì sulla scritta JAP

La versione originale era "Piscio sopra i pomponi e i cilindri dispari".

http://shw.joe-bar.fotopages.com/651442.html

Mitico Joe Bar
@ motogio

Sfondi una porta aperta. Ho tutti gli albi. :D