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235 commenti (ultimi)

In Svizzera si può davvero sparare ai gatti?

Corriere, Secolo XIX: in Svizzera sarebbe «legittimo sparare ai gatti»


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/01.

Il Corriere della Sera ha titolato proprio così: Svizzera, animalisti sconfitti «Legittimo sparare ai gatti». Idem il Secolo XIX: «Si può sparare ai gatti». Svizzera a mano armata.

Titoli che fanno sembrare che sia permesso prendere impunemente a fucilate il micio della vicina, ma le cose stanno un po' diversamente. Non è comunque una bella storia, ma va raccontata senza inutili sensazionalismi e mettendo da parte i sentimenti, cosa che non mi viene facile perché sono un gattofilo.

Manca una precisazione fondamentale: la legge federale sulla caccia (PDF), che non è un provvedimento nuovo ma è in vigore da tempo, consente la caccia soltanto al “gatto domestico inselvatichito”, non ai gatti domestici in generale (Articolo 5). Per quanto possa sembrare una pratica barbara, c'è da considerare che secondo le autorità locali i gatti domestici inselvatichiti possono mettere a repentaglio, tramite le ibridazioni, l'esistenza dei gatti selvatici veri e propri. Scrive infatti l'Ufficio federale dell'ambiente:

I gatti selvatici non sono gatti domestici inselvatichiti, ma due sottospecie distinte. Il gatto selvatico è una specie europea, mentre quello domestico discende dal gatto selvatico asiatico o africano.
Nonostante vivano fianco a fianco da secoli, in seguito all'estensione delle aree insediative i gatti selvatici entrano più sovente in contatto con i gatti domestici in libertà e, in parte, anche inselvatichiti. L'incrocio di queste due specie (ibridazione) può far nascere degli esemplari (ibridi) capaci di procreare. L'ibridazione con il gatto domestico rischia di provocare la graduale scomparsa genetica del gatto selvatico.

In altre parole, non è una questione in bianco e nero, con l'uomo cattivo che ammazza gattini: si tratta di decidere se si vuole tutelare o no una rara specie di gatto dall'invasione di un'altra, e se sì, come procedere. Al momento, secondo gli enti governativi, la caccia, per quanto sia una soluzione violenta e spesso crudele, sembra essere l'unico mezzo praticabile ed economicamente sostenibile per contenere la diffusione dei gatti domestici inselvatichiti, per cui non la si può vietare.

Questo, spiegano Ticinonline, Swissinfo e RSI, è il senso della risposta del Consiglio federale alla mozione del consigliere nazionale (deputato) ginevrino Luc Barthassat per privilegiare le campagne di sterilizzazione. Da questa risposta cito (l'evidenziazione è mia):

Contrariamente a quanto indicato nella mozione, l'abbattimento di gatti domestici inselvatichiti non è affatto frequente. Stando ai Cantoni, oggigiorno i gatti randagi rappresentano soltanto un problema sporadico.
L'abbattimento di tali gatti può essere ordinato dai servizi cantonali della caccia, dalla polizia o dai servizi veterinari cantonali. Le trappole non sono efficaci, in quanto questi gatti si lasciano difficilmente catturare. Limitarsi a campagne ufficiali di cattura e di sterilizzazione dei gatti domestici inselvatichiti comporterebbe spese sproporzionate e costi elevati. Occorre pertanto lasciare ai Cantoni la competenza di decidere come far fronte alla problematica dei gatti randagi. Già oggi, numerosi Cantoni ne consentono l'abbattimento solo agli organi di vigilanza competenti.

Niente sparatorie indiscriminate autorizzate dalla legge, insomma. Certo, anche in Svizzera ci sono gli imbecilli che sparano a qualunque cosa si muova e maltrattano gli animali, ma da qui a dire che è “legittimo sparare ai gatti” ce ne passa.

Va chiarito, inoltre, che la notizia è giunta alla ribalta non perché è stata approvata una nuova legge che improvvisamente autorizza le sparatorie ai gatti, ma perché è stata presentata una mozione per la modifica delle leggi esistenti sulla caccia.

Questi i fatti, senza i sensazionalismi con i quali la stampa li ha conditi. Possono non piacere, e sicuramente mi attirerò le ire degli animalisterici, ma i fatti son quelli che sono.

Se qualcuno ha soluzioni alternative, le proponga, però metta una mano nel portafogli e una sulla coscienza, perché la prima responsabilità nella diffusione dei gatti domestici inselvatichiti è di chi non sterilizza il proprio gatto.


Approfondimenti


I lettori Filippo, Motogio e Grizzly hanno reperito varie informazioni che riporto qui:
  • dati sulla diffusione del gatto selvatico in Svizzera (Admin.ch);
  • regolamentazione della caccia in canton Ticino: articolo 11 e articolo 31;
  • il Regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici dell'11 luglio 2006 (in particolare gli articoli 11, 25, 39, 53), che indica che in Ticino la caccia in generale è permessa a non meno di 50 metri dai fabbricati abitati e dalle strade principali (quindi non nei centri abitati) e che l'abbattimento di “cani e gatti randagi, nonché altri animali domestici inselvatichiti vaganti oltre trecento metri dai fabbricati abitati” è consentito “agli agenti della polizia della caccia”;
  • le norme più o meno restrittive (alcune veramente preoccupanti) dei vari cantoni: Zurigo, Uri, Nidwalden, Lucerna;
  • l'elenco dei cantoni nei quali è legittimo sparare ai gatti liberamente o con minime restrizioni se si è cacciatori autorizzati, con i link ai rispettivi regolamenti: Lucerna (LU)  (§ 33), Uri (UR) (Art. 7, pag 42), Nidvaldo (NW) (§ 46), Zugo (ZG) (§ 33), Friburgo (FR) (Art. 7 e Art. 13), Sciaffusa (SH) (§ 18), San Gallo (SG) (Art. 27), Grigioni (GR) (Art. 28), Argovia (AG) (§ 22). Per Berna (BE) e Turgovia (TG) non risulta nessun riferimento specifico ai gatti e si presume quindi che si applichi la legge federale;
  • i cantoni nei quali non è consentito sparare ai gatti senza autorizzazione o nei quali possono farlo solamente i guardiacaccia o la polizia risultano essere i seguenti: Zurigo (ZH) (§ 30), Svitto (SZ) (§ 42), Obvaldo (OW) (Art. 31), Glarona (GL) (Art. 30), Soletta (SO) (§ 13), Basilea Città (BS) (§ 24), Basilea Campagna (BL) (§ 18, 20), Appenzello Esterno (AR) (Art. 33), Appenzello Interno (AI) (Art. 41), Ticino (TI) (Art. 11), Vallese (VS) (Art. 49);
  • La caccia nel canton Ginevra (GE), segnala Motogio, è proibita dal 1974;
  • Grizzly sottolinea che “nei cantoni dove le restrizioni sono minori lo possono fare tutti i cacciatori. I cacciatori hanno conseguito un brevetto di caccia che oltre ad essere costoso non è neanche tanto facile da ottenere. Inoltre la caccia viene regolamentata ogni anno con periodi in cui si può fare e con l'obbligo di far controllare quanto cacciato.”
  • Motogio ha reperito le statistiche dei gatti inselvatichiti uccisi dai cacciatori in Ticino (9 nel 2005, 5 nel 2006, 9 nel 2007, 10 nel 2008, 14 nel 2009 e 12 nel 2010) e nel canton Vaud nel 2010 (zero).


Aggiornamenti


2011/08/31 20:20. Vari lettori hanno reperito informazioni aggiuntive: le ho aggiunte in una nuova sezione dell'articolo dedicata agli approfondimenti.

2011/09/01. Ho corretto l'indicazione del ruolo di Barthassat (grazie a Sabbamau per la correzione). Motogio ha trovato il link per il canton Ginevra e aggiornamenti sulle normative ticinesi. Ho aggiunto anche l'indicazione che il provvedimento svizzero non è una nuova legge ma esiste da tempo e le statistiche sui gatti inselvatichiti uccisi in Canton Ticino negli ultimi anni.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fabiano” ed è reso possibile dalle coccole di Pallina, Luna e Ciuffo, i miei tre gatti (tutti sterilizzati).
73 commenti

Ci vediamo a Lugano il 4 settembre?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/01.

Si avvicina il decennale degli attentati dell'11 settembre 2001. Se volete togliervi qualche dubbio sulla dinamica degli eventi tragici di dieci anni fa e discutere delle tesi alternative, sarò a vostra disposizione a Pambio, vicino a Lugano, il 4 settembre prossimo (domenica). Presso la Sala Parrocchiale (a 200 metri dall'uscita autostradale di Lugano Sud; luogo esatto su Google Maps) terrò infatti alle 16 una conferenza-dibattito per il CICAP Ticino.

L'incontro sarà un po' diverso dalla solita relazione: dopo una breve presentazione dei fatti di base, con immagini e video spesso poco conosciuti, vorrei dare subito la parola al pubblico per provare a rispondere a ruota libera, sulla base delle indagini condotte in questi anni insieme al gruppo Undicisettembre, ai dubbi e alle perplessità inevitabilmente legate a un evento senza precedenti come i dirottamenti e gli attentati di quel giorno. Ci sono molti miti e luoghi comuni che si sono diffusi nell'opinione pubblica nel corso di questi dieci anni ma che è meglio sfatare in modo che ognuno possa farsi un'opinione personale sulla base dei fatti.

Il dibattito è aperto a tutti, cospirazionisti compresi, purché siano civili come lo sono stati a Bologna e non arrabbiati e maleducati come è successo in altre occasioni. L'ingresso costa 5 franchi (4 euro) per i soci CICAP e 10 franchi (8 euro) per i non soci; è gratuito per i giovani fino a 16 anni e per i giornalisti che presentano la tessera stampa. Al termine verrà offerto un piccolo aperitivo.

Intanto segnalo che la BBC ha pubblicato una miniguida alle tesi di complotto e ai dubbi principali intorno agli attentati dell'11 settembre: la trovate tradotta qui su Undicisettembre.info. Sto inoltre definendo i dettagli del faccia a faccia con un sostenitore delle tesi alternative a Milano, previsto per l'11 settembre.


Aggiornamento 2011/09/01. Il faccia a faccia dell'11 settembre prossimo è stato rinviato a data da definirsi per un impegno inatteso dell'altro relatore.
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Rapita e fecondata ripetutamente da ET si lamenta: “Devo sbattere sul tavolo l’alieno per farmi credere?”

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/08/30.

Un lettore (dal modesto nick dio) segnala questa chicca del TGcom: “Racconta in tv di essere stata rapita dagli alieni e la sua vita diventa un incubo”.

Diventa? Nel senso che prima, quando la rapivano gli extraterrestri, la inseminavano e la trattavano da cavia, tutto sommato non era malaccio?

L'articolo di TGCom si riferisce a Giovanna, quarantenne protagonista di una puntata storica di Mistero nella quale fu presentata la sua storia di pendolare del sequestro spaziale e fu mostrato addirittura un “feto alieno” che risultò essere un leprotto scuoiato e tagliuzzato.

Sempre che tutta la faccenda non sia una finta e che l'articolo del TGCom non sia semplicemente uno spot promozionale, ora Giovanna “ha perso il lavoro e ha dovuto trasferirsi, allontanandosi dalla sua famiglia” perché dopo la sua apparizione a Mistero non ne poteva più di sentirsi “sghignazzare dietro le spalle”. Pensarci prima di andare in televisione no, vero?

Ma non voglio infierire su una persona che sembra avere un forte bisogno di sostegno psicologico: i veri colpevoli, qui, sono quelli di Mistero, che non hanno avuto alcun pudore nell'abusare e mettere alla gogna la povera Giovanna sapendo che sarebbe stata derisa a prescindere dall'autenticità della sua storia.

C'è anche un altro aspetto di questa vicenda che mi sembra molto emblematico: secondo TGCom, la signora si lamenta perché non le credono e sbotta innervosita: "Devo sbattere sul tavolo l'alieno per farmi credere?"

Ebbene sì. Si chiamano prove. Quando qualcuno dice qualcosa di incredibile, non gli si crede sulla parola. Gli si chiedono dimostrazioni. Ne ha? Bene, allora le presenti e le faccia esaminare. Non ne ha? Le raccolga e si ripresenti. Tutto qui. Purtroppo, invece, in gran parte dell'ufologia i credenti accettano senza alcuna critica tutto quello che sembra sostenere la loro visione del mondo.


Aggiornamento 2011/08/30. Un lettore, Domenico, mi segnala che la signora parteciperà a un convegno pubblico di “rapiti” e di “esperti” di questi rapimenti. A questo punto ogni sua pretesa di voler sfuggire alle luci della ribalta va a farsi benedire.
7 commenti

Disinformatico radio, podcast del 2011/08/26

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: frasi celebri del dimissionario Steve Jobs, vent'anni di Linux, video della TV cinese che documenterebbe attacchi informatici governativi contro siti USA, virus che mascherano il nome del proprio file scrivendolo all'indietro e cambiamento delle opzioni di privacy di Facebook.

68 commenti

Non crederete ai vostri occhi (di nuovo)

Per chi dubitava dell'illusione della scacchiera


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/08/28.

Ci sono stati parecchi increduli di fronte al video della scacchiera: molti hanno sospettato manipolazioni video o digitali di qualche genere. Così ho chiesto a mia figlia Linda di creare con Photoshop una scacchiera che riproducesse il fenomeno. Confesso che anch'io non ho creduto ai miei occhi: l'illusione è perfetta e funziona anche conoscendone il meccanismo percettivo.

Ecco il video spiccio e sporco del mio piccolo esperimento in famiglia, fatto senza alcuna elaborazione digitale:


Se qualcuno non si fida della mia parola, posso pubblicare la spiegazione e le istruzioni per ripetere l'esperimento.


Aggiornamento (2011/08/28)


Come alcuni lettori hanno indovinato, l'ombra sulla scacchiera è disegnata sulla scacchiera e non è prodotta dal cilindro nero. È calibrata in modo da scurire i quadrati chiari rendendoli uguali a quelli scuri. Il cervello interpreta il contesto dell'immagine e si convince che si tratti di un'ombra; non è un errore, ma è la scelta più sensata, perché normalmente quando una zona di una forma ripetitiva e regolare è più scura è perché è in ombra.

Ecco la scacchiera fotografata senza cilindro:

Questa è l'immagine creata da mia figlia con Photoshop: scaricatela, stampatela, procuratevi un oggetto cilindrico e stupite i vostri amici, colleghi e studenti con il potere della scienza!
121 commenti

Attenzione alle foto di Steve Jobs malato: è probabilmente un falso. Aggiornamento: forse no

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/08/30.

Sta cominciando a circolare una fotografia di Steve Jobs che lo ritrarrebbe in pessime condizioni di salute. La foto è stata lanciata dal sito di gossip TMZ, ma presenta vari indizi di manipolazione. Reca il credit “Bruja/PacificCoastNews.com”, ma sul sito di paparazzate citato non c'è traccia di questa foto. Sto aspettando conferme, ma nel frattempo sarebbe opportuno non diffonderla acriticamente o darla per autentica (Ansa; Melablog.it, che poi ha corretto). Quand'anche fosse autentica, pubblicarla sarebbe squallido.

Più in generale, è probabile che gli spammer e i creatori di virus e malware assortito si scatenino creando esche basate sull'interesse morboso per questo genere di immagini. Meglio essere prudenti.


Aggiornamento (12:55)


Ho contattato Paolo Bertotti di Photobuster: nota che la guancia di Jobs rivolta verso la fotocamera ha un curioso effetto concavo-convesso, probabilmente dovuto alla compressione o a una pareidolia (dettaglio qui accanto, nel quale segnalo anche uno strano "scalino" nei tendini del collo a sinistra); Bertotti segnala che c'è una "strana attaccatura 'luminosa' sul collo di Jobs in corrispondenza della maglietta" e che i contorni della "gonna" indossata da Jobs sono "molto più definiti per esempio dei contorni della maglietta, è quantomeno strano e si nota nella parte bassa della gonna".

"Le ombre e le luci nella foto sono però per così dire 'regolari'", aggiunge, "non si notano anomalie sull'illuminazione (e se è un fotomontaggio hanno fatto veramente un ottimo lavoro)"; inoltre "sui contorni della testa di Jobs non si notano elaborazioni: solitamente in questi casi scontornare una persona con la capigliatura come quella di Jobs (molto diradata e con capelli in trasparenza con lo sfondo) diventa una tragedia: si sarebbe dovuto ricostruire i capelli e sovrapporli allo sfondo."

"I dati EXIF non sono di grande aiuto, la foto viene pure 'riconosciuta' come frutto di un programma di foto editing che utilizza codifica Adobe (son due foto montate assieme....per forza!)"

Dal punto di vista del contesto, c'è la perplessità di Bertotti (che condivido) sul fatto che Jobs indossa appunto una gonna (correzione: non è una gonna, ma probabilmente maglia più pantalone). È altrettanto bizzarro e implausibile che un uomo sempre così attento all'immagine si sia fatto vedere e fotografare "vestito alla bell'e meglio con una gonna, una maglietta trasandata con mezza manica tirata su, dei calzini con dei Birkenstock".

Bertotti precisa che le sue osservazioni sono mere ipotesi, non avendo il file originale ma solo una copia a bassa definizione e degradata; io ci aggiungo il dettaglio curioso dell'interruzione sfumata della ringhiera a sinistra (dettaglio qui accanto).

Tutti gli indizi, insomma, sembrano suggerire un falso.


Aggiornamento (17:00)


Melablog ha corretto il proprio articolo con apprezzabile trasparenza.

Aggiornamento (17:10)


Fabio di setteB.IT mi segnala che la "gonna" sembra in realtà una maglia più un pantalone, come si nota aumentando luminosità e contrasto dell'immagine:



Aggiornamento (2011/08/28 8:45 e 14:50)


Grazie ai commenti dei lettori, segnalo che lo sfondo della fotografia corrisponde all'ingresso dell'abitazione di Jobs a Palo Alto, in California, come si può vedere in Google Street View oppure presso AllAboutSteveJobs.com (foto qui accanto): si riconoscono la sommità caratteristica della colonna che regge il cancello d'ingresso (visibile a destra in alto nella foto sospetta) e l'arco di legno nel giardino (in alto a sinistra).

Ho chiesto il parere di ErrorLevelAnalysis, perché un primo test sui livelli d'errore dell'immagine sembra indicare livelli molto differenti per gli indumenti di Jobs rispetto al resto dell'immagine, come si può vedere qui sotto:

In questo genere di analisi le differenze di qualità (livelli d'errore) vengono rappresentate tramite colori differenti: più è chiara una zona, meno volte è stata ricompressa. In una foto non ritoccata i livelli sono sostanzialmente uniformi, ma qui non lo sono. È possibile che la fotografia sia stata semplicemente schiarita in alcune zone, ma la spiccata differenza di livelli d'errore è un forte indicatore di manipolazione.

Un altro elemento d'indagine interessante è che le immagini sono in realtà due: sopra il titolo, nel sito TMZ che ha lanciato la foto, ce n'è un'altra molto piccola e leggermente differente, apparentemente presa da un'angolazione diversa.

A chi mi chiede un verdetto finale: finché non viene presentata l'immagine originale in alta risoluzione, non è prudente dare giudizi definitivi. Sulla base dei pochi dati disponibili, per ora è probabile che l'immagine sia falsa o comunque manipolata significativamente. In ogni caso è di pessimo gusto.


Aggiornamento (2011/08/30)


I lettori Marcolino e Bonacina mi segnalano la pubblicazione di altre fotografie simili a quella iniziale. Queste nuove immagini (che non pubblico per rispetto della dignità di un malato; se ci tenete a vederle, sta a voi seguire i link) hanno una risoluzione migliore, sono state scattate con un teleobiettivo potente (a differenza di quella iniziale, ripresa a distanza ravvicinata, forse dall'interno di un'auto di passaggio) e sembrano autentiche.

È stata anche pubblicata, pressi i link citati sopra, una versione a maggiore risoluzione della fotografia del volto di Jobs pubblicata inizialmente. Questa versione e la presentazione di queste nuove immagini sembrano indicare che anche la prima immagine sia autentica perlomeno nella sostanza.

Comunque sia, resta valida la raccomandazione di non precipitarsi senza precauzioni su eventuali siti-esca basati su questo genere di foto. E resta il dispiacere di vedere l'assenza di rispetto giornalistico per chi sta male.
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11/9, Minoli (ri)spalanca le porte ai complottisti alla Rai: un’ora di teorie di complotto sconclusionate. E il contraddittorio degli esperti dov’è?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È terminata poco fa una puntata sconcertante di La storia siamo noi in cui il conduttore, Giovanni Minoli, ha dato spazio esclusivamente a una miscellanea incoerente di asserzioni pescate dal vecchio repertorio dei complottisti.

Non mi soffermo qui a elencare la montagna di errori tecnici dilettanteschi, di traduzioni fasulle e di vere e proprie panzane costruita da Minoli: per questo ci saranno altre occasioni. Pongo solo un dubbio deontologico, da collega a collega. Perché Minoli ha dato spazio solo alle tesi cospirazioniste e non ha interpellato e fatto parlare neanche un esperto del settore per sapere se le tesi presentate sono tecnicamente plausibili? Che so, un vigile del fuoco, un ingegnere strutturista, un esperto di demolizioni? Non si usa più il contraddittorio?

Ma la cosa più patetica è la “verità alternativa” senza capo né coda che emergerebbe dalla narrazione di Minoli se qualcuno avesse il pelo sullo stomaco di collegare i puntini e mettere insieme le varie asserzioni presentate acriticamente da questa puntata di La storia siamo noi.  Io ci ho provato.

Supponiamo che le tesi alternative siano vere e che i complottisti abbiano ragione. Secondo quanto raccontato da Minoli, i terroristi c'erano davvero e il governo Bush li lasciò fare. Usarono davvero degli aerei di linea contro le Torri Gemelle; però, siccome magari colpire un grattacielo con 120 tonnellate d'aereo che lo trapassano e riversarvi dentro 34.000 litri di carburante potrebbe non bastare a innescare un incendio devastante, le Torri erano anche state minate preventivamente di nascosto con la termite da una ditta privata, presso la quale lavorava solo gente omertosissima. La termite produsse esplosioni anche se non è un esplosivo, distrusse per prima cosa le colonne centrali anche se dai video si vede che crollarono per ultime, ed esplose alla base delle torri anche se il crollo iniziò in alto.

Nel terzo edificio crollato, il WTC7, due testimoni udirono esplosioni, ma uno di loro fu eliminato per zittirlo, lasciando invece sbadatamente in vita l'altro. L'edificio fu distrutto per far sparire 4000 pratiche della commissione di controllo sulla Borsa, perché usare un distruggidocumenti pareva poco efficace e nel crollo di un edificio non c'era alcun rischio che qualche documento scottante volasse fuori e venisse ritrovato.

Al Pentagono, invece, i terroristi che prima c'erano (ed erano così fessi da andare negli uffici governativi a chiedere prestiti per comperare aerei) non c'erano, perché non c'era l'aereo di linea dirottato, secondo le tesi raccontate da Minoli. Anche se non ha nessun senso usare aerei alle Torri Gemelle ma non al Pentagono, fu tutta una sofisticata messinscena, nella quale però gli autori pensarono bene di fare un buco nel Pentagono di dimensioni assurdamente insufficienti e si scordarono di lasciare in giro rottami d'aereo identificabili.

La passione per i buchi troppo piccoli contagiò anche la falsificazione del quarto aereo, quello che sarebbe caduto in Pennsylvania. In realtà era tutto finto, tutto falsificato maldestramente facendo una buchetta nel terreno e ficcandoci qualche rottame.

Bush sapeva tutto in anticipo, tanto che vide il primo schianto prima di chiunque altro, ma invece di cogliere l'occasione di atteggiarsi ad eroe impavido perché sapeva di non essere un bersaglio, fece la figura del rimbambito standosene imbambolato in una scuola a leggere la storia di una capretta alla scolaresca.

Non fa una grinza.


Aggiornamenti


I lettori mi segnalano che si tratta di una replica vecchia di almeno tre anni. In tal caso lo slogan della trasmissione, “la televisione da conservare”, sarebbe stato preso un po' troppo alla lettera.

La puntata sembra essere basata, come testi e immagini, direttamente sul video cospirazionista Loose Change - An American Coup, del 2009, dal quale attinge quasi tutto il materiale visivo.

Se qualcuno vuole approfondire l'argomento, Undicisettembre.info è sempre a disposizione, con i dati tecnici e le interviste a chi era sul posto e vide come andarono realmente le cose. Se qualcuno vuole mandare una mail di civile richiesta di un contraddittorio con esperti, l'indirizzo di La storia siamo noi è lastoriasiamonoi@rai.it.
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Aiutatemi

Ci sono i misteri. Ci sono gli arcani. Poi c'è questo



Un manuale per guardoni? Una guida alla progettazione decorosa dei vagoni ferroviari? Un libro di geometria particolarmente originale? Un prontuario di ginecologia per presbiti? Una guida per ragazze su come mirare un puntatore laser per abbagliare un molestatore? Un trattato di sartoria per esibizioniste?
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TG1 e il “grazie Berlusconi” fantasma

Com'è facile diventare complottisti quando il complotto soddisfa i pregiudizi


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Detesto toccare la politica italiana anche solo di striscio, ma faccio un'eccezione per segnalare un caso che mi sembra una bella dimostrazione di come la mentalità cospirazionista non sia circoscritta a quattro bertucce rumorose su Internet e che gli errori classici di questa mentalità siano molto facili da commettere quando i fatti sembrano sostenere la propria visione del mondo.

Ieri il TG1 ha mandato in onda un servizio nel quale un insorto libico ringrazia in inglese Obama, l'America e Sarkozy. Ma lo speaker ha tradotto le sue parole aggiungendo un "grazie signor Berlusconi".

È partita subito in Rete l'accusa di sfacciata manipolazione del video da parte del TG1 a favore di Berlusconi. Ma gli accusatori hanno commesso uno degli errori classici del cospirazionismo, esattamente come i complottisti dell'11 settembre, delle “scie chimiche” o dello sbarco sulla Luna: non si sono fermati a verificare se per caso l'anomalia potesse avere una spiegazione più semplice e non cospiratoria.

Infatti è così: il video originale contiene anche il ringraziamento a Berlusconi, ma la redazione del TG1 ha commesso l'errore di tagliare il video prima che l'insorto pronunciasse le parole dello scandalo. Repubblica ha il video non tagliato; la RAI ne ha una versione che purtroppo richiede Silverlight.

Morale della storia: quando ci s'imbatte in una notizia che sembra indicare un complotto, bisogna sempre chiedersi se la notizia può avere altre spiegazioni meno clamorose; quando il complotto va nella direzione dei nostri pregiudizi, bisogna chiederselo due volte. Magari anche tre.

Aggiornamenti: ho corretto l'indicazione della data di messa in onda (era soltanto ieri, perdindirindina, non "pochi giorni fa" come avevo scritto inizialmente) e aggiunto il link alla versione RAI.
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Steve Jobs si dimette? *yawn*

Piccolo promemoria: Steve Jobs non è morto, Apple neppure


Sì, Steve Jobs ha annunciato con una jobsianamente laconica lettera pubblica le proprie dimissioni da amministratore delegato (CEO) di Apple; ma ne è diventato presidente. La carica di CEO passa ufficialmente a Tim Cook, che però stava già operando in questo ruolo da qualche tempo. I prossimi prodotti Apple recheranno comunque l'impronta di Jobs per anni, visti i tempi di sviluppo e l'azienda ha realizzato profitti record mentre i concorrenti annaspano. Sarebbe quindi il caso di darsi una calmata, cogliere l'occasione per una piccola cronologia di Apple/Jobs, per rievocare un debutto televisivo particolarmente nervoso del giovane Steve, e passare oltre. Ma la febbre mediatica di queste ore mi dice che non succederà.


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Le cose che non colsi - 2011/08/24

Foto spaziali d'epoca, onde sismiche, privacy Facebook e altre in breve


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

45 anni fa, la prima foto della Terra vista dalla Luna. 40 megapixel nel 1966? Nessun problema, se la tua fotocamera è targata NASA. La foto storica è stata restaurata di recente grazie alla determinazione dei volontari: i dettagli sono su ComplottiLunari.info.

Credit: NASA/LOIRP.

Video 3D in alta definizione in diretta dallo spazio. L'Ente Spaziale Europeo sta lanciando un canale Youtube 3D per collezionare le immagini trasmesse in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale, La prima demo 3D è qui: potete guardarla con gli occhialini, incrociando gli occhi e in vari altri modi. Notevole (The Register).

Nuove opzioni di privacy per Facebook. Di nuovo. Facebook ha annunciato grossi cambiamenti nella gestione della privacy degli utenti, che diventa più granulare e potrebbe risolvere il problema del tagging ostile. Diventa più facile vedersi “da fuori”, ossia vedere il proprio profilo come lo vedono gli altri. L'attivazione delle funzioni nuove inizia domani (BBC; ZDNet).

Vedere le onde sismiche. Un video affascinante mostra la propagazione del terremoto di ieri negli Stati Uniti, attraverso la reazione della rete di sismografi (Bad Astronomy).


Le uscite d'emergenza degli aerei si possono aprire in volo? Magari avete pensato che è pericoloso avere sugli aerei delle uscite d'emergenza che si aprono semplicemente agendo su una leva, con tanto d'istruzioni per l'uso bene in vista. Qualche svitato potrebbe aprirle e causare un disastro. Tranquilli: non si può per via della differenza di pressione fra l'interno e l'esterno, che richiederebbe una forza sovrumana (The Straight Dope).

UFO blocca aeroporto in Cina. Non è la prima volta, e di solito si tratta di avvistamenti male interpretati di velivoli o di stelle da parte di piloti, che per prudenza fanno scattare la chiusura dell'aeroporto, ma stavolta c'è un video. Purtroppo è il solito video sgranato e confuso (Io9).

Una goccia ogni dieci anni: l'esperimento più lento della storia? Nel 1927 il professor Thomas Parnell decise di dimostrare ai suoi studenti che la pece è un fluido anche quando non è calda. Mise della pece in un imbuto con il fondo sigillato. Tre anni dopo fu tolto il sigillo. La prima goccia di pece comparve nel 1938, la seconda nel 1947, la terza nel 1954. Lo sgocciolio continua tuttora, al ritmo di una goccia ogni decade in media. Oggi si può seguire l'esperimento via Internet con una Webcam (Io9).

Anche il vetro è un fluido? Pare di no: la storia del vetro medievale più spesso alla base che in alto a causa del suo lentissimo scorrimento viscoso sarebbe una bufala (ScienceNews).

Malware alla rovescia. A differenza dei messaggi satanici che sarebbero nascosti nei dischi e rivelati ascoltandoli all'indietro, i virus informatici il cui vero nome viene rivelato leggendolo a rovescio esistono davvero. F-Secure segnala un picco di malware che sfrutta gli effetti Unicode RLO (Right to Left Override), pensati per consentire la gestione delle lingue nelle quali si scrive da destra verso sinistra. Questi malware truccano così il proprio nome, spacciandosi per file innocui. Per esempio, il file Documentoexe.doc non è un file di Word, ma un file eseguibile il cui vero nome è Documento[RLO]cod.exe, dove RLO è il codice che inverte da quel punto in poi il verso di scrittura. Geniale (inizialmente avevo scritto erroneamente il nome del file; grazie a pietrone per la correzione).

Sì, la Cina organizza attacchi informatici in Occidente. Uno spezzone di video sfugge alla censura cinese e finisce in un programma TV governativo, mostrando attacchi mirati contro Falun Gong negli Stati Uniti (F-Secure). C'è un documento (PDF) che esamina in dettaglio il caso.

Apple: sviluppatori, per favore non usate la funzione di tracciamento e di raccolta di dati personali che abbiamo incluso in iOS. Lo Unique Device Identifier o UDID incluso in iOS permette di raggranellare dati personali e di creare dossier dettagliati sull'uso delle applicazioni da parte dei singoli iUtenti. Apple ha chiesto agli sviluppatori di smettere di (ab)usarlo e di crearsene uno proprio. Come no. Meglio sapere che esiste, per regolarsi di conseguenza (MacRumors; Wall Street Journal). Correzione: avevo scritto inizialmente che l'UDID era presente solo nel prossimo iOS; c'è già in quello corrente. Grazie a Gianlu per la segnalazione.

Tredicenne rivoluziona la tecnologia fotovoltaica? No. Che ci piaccia o no, nella realtà i ragazzini o dilettanti che arrivano a scoperte straordinarie che sono sfuggite agli addetti ai lavori sono rarissimi. Infatti la notizia secondo la quale il tredicenne Aidan Dwyer avrebbe trovato una maniera per migliorare l'efficienza dei pannelli solari è una bufala: la “scoperta” è completamente sbagliata dal punto di vista tecnico (The Atlantic Wire).

Chewbacca e Leia, c'era del tenero. Almeno stando a questa belle serie di foto di scena di Guerre Stellari (Buzzfeed).

Brent Spiner (Data di Star Trek) imita perfettamente Patrick Stewart (Picard). Alla ComicCon succede anche questo (video).

Spiegato il finale de La Cosa di John Carpenter. Uno dei pochi remake che considero superiori all'originale mi aveva lasciato un po' perplesso nel finale, ma quest'analisi incredibilmente meticolosa suggerisce una spiegazione ad alcuni dettagli intriganti (Io9).

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vdemontis”.
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Cena magica e creazionismo

Cosa fanno gli scetticoni del CICAP per divertirsi? Magie ed evoluzioni!


So che il CICAP in certi ambienti s'è fatto una fama di collettivo che non crede a niente se non all'arida scienza, ma se volete vedere come sono fatti veramente gli Scettici Allegri, il 23 settembre prossimo avrete l'occasione di incontrarli faccia a faccia in provincia di Brescia, a Erbusco, in una serata animata dagli illusionisti a partire dalle 20.30.

Sì, il CICAP va a braccetto con la magia. Non quella dei ciarlatani che dicono di avere superpoteri, ma quella di chi usa solo il proprio talento per creare illusioni ed effetti che mostrano in modo divertente come lavora la nostra mente.

Ci saranno Nicolas D'Amore, Zadig, Tony e la giovanissima Maga Serena. I posti sono limitati ed è indispensabile prenotarsi entro il 10 settembre. Orari, cartina, menu, costi e dettagli della Cena Magica organizzata dal Gruppo Lombardia sono qui sul sito del CICAP.

Intanto ho pubblicato il video della bella conferenza di Beatrice Mautino sul dibattito fra creazionismo ed evoluzione tenuta a Lugano a giugno grazie agli sforzi degli amici del CICAP Ticino che hanno l'incoscienza di avermi come presidente. Ecco il video sotto forma di playlist:


Chi preferisce i singoli spezzoni può seguire questi link: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette.

Comunque sia, seguite il racconto di Beatrice fino alla fine: da qualunque parte stiate in questo dibattito, sono sicuro che scoprirete cose nuove e smonterete parecchi luoghi comuni. Buona visione.
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Il “fantasma” di Napoli è un falso intenzionale

La foto del “fantasma” napoletano non è un equivoco: è un falso fabbricato intenzionalmente


Non si tratta della solita forma sfocata che il cervello interpreta erroneamente come se fosse la sagoma di una bambina: nella foto del “fantasma” del Museo Archeologico di Napoli di cui si parla tanto in questi giorni c'è di mezzo una falsificazione intenzionale.

La paternità della foto è stata attribuita dal Mattino a un “uomo del ministero, inizialmente scettico”. ANSA ha pubblicato la foto e ne ha identificato l'autore: “l'architetto Oreste Albarano, nominato dal ministero per i Beni Culturali come responsabile dei lavori al Museo. Lui, ai fantasmi, dice di non credere. Dopo le sollecitazioni di alcuni operai, si e' recato personalmente al Museo. Ha fatto alcune foto con il suo cellulare e, da qui, la 'sorpresa': sullo sfondo la sagoma di una bimba che, secondo quanto e' stato accertato, non e' la figlia di nessuno degli operai”.

Anche Repubblica cita l'attribuzione della fotografia e nota che Albarano ha “chiamato un'equipe di esperti del soprannaturale, tra i quali docenti universitari”. Ma la direttrice del Museo, Valeria Sampaolo, smentisce questa chiamata ai Ghostbuster, stando al Corriere e ad ADNKronos (agenzia citata da Leggo). Per il Corriere, tra gli operai del cantiere del Museo ci sarebbe addirittura il “panico” a causa del fantasma.

Ma Gianluca Nicoletti, su La Stampa, fa notare che foto del genere si fabbricano dagli albori della fotografia e che oggi esistono addirittura delle applicazioni apposite per telefonini, come Ghost Capture. E guarda caso, nel repertorio di “spettri” preconfezionati di Ghost Capture c'è una bambina la cui immagine richiama sorprendentemente quella nella foto attribuita ad Albarano.

Alla stessa conclusione è arrivato il fototecnico Paolo Bertotti di PhotoBuster, che ho intervistato via mail.

“È stata clonata due volte la stessa sagoma” mi scrive Bertotti, “uno dei punti in comune tra la sagoma della foto di Napoli e quella del software dell'iPhone ad esempio è la corda che pende utilizzata come cintura... il particolare della sfera alla fine della corda si nota anche sulla foto schiarita estremamente.”

Paolo mi ha inviato una dimostrazione eloquentissima: a sinistra l'immagine del “fantasma” presa direttamente dal software Ghost Capture, al centro la versione trasformata e degradata a causa della compressione JPEG (Ghost Capture, precisa Paolo, lavora a bassa risoluzione se non si compra la versione a pagamento), e a destra l'immagine di Napoli.


Secondo Paolo, è molto probabile che l'immagine del “fantasma” sia stata ritoccata usando lo strumento “clone” di Photoshop o simile, perché sulla sinistra dell'immagine della bambina si notano delle ripetizioni di pixel sul particolare della gonna, che è ripetuto lateralmente a sinistra della figura principale. Inoltre a suo avviso nei vari passaggi prima di arrivare alla pubblicazione la fotografia è stata ingrandita e rielaborata più volte, come indicano gli artefatti di compressione ampiamente visibili.

Guardando la fotografia mi è venuto il dubbio che anche i suoi colori originali siano stati alterati: sono decisamente scadenti persino per la fotocamera di un telefonino. Paolo Bertotti conferma: “la foto ha subito dei ribilanciamenti su toni, colori e fattori di contrasto, che hanno colpito principalmente le zone più chiare dell'immagine”.

La mia ipotesi iniziale di una pareidolia (oggetto realmente esistente sul posto, che il nostro cervello interpreta come una figura umana) non trova concorde il fototecnico: “Può darsi, ma stavolta improbabile: troppi particolari, le pieghe della gonna, la definizione dei contorni, e altri piccoli elementi fanno capire che stavolta NON è pareidolia (la corrispondenza dei particolari con l'immagine da me scattata è veramente alta: il particolare della cintura ad esempio è identico all'esempio che ti ho inviato, un altro particolare è il colore leggermente diverso della presenza rispetto allo sfondo, infatti c'è meno dominante gialla sulla sagoma che nel resto della foto.)”

Gli ho chiesto se si può trattare di un fotomontaggio realizzabile usando un telefonino, senza richiedere attrezzatura più sofisticata: “Certo che è possibile, anzi è certo [...] Probabilmente la foto è stata dapprima scattata con il software appena citato e poi riprocessata con altri software (ad esempio PS Express e PEStudio, sempre per iPhone) per variarne colori, saturazione e contrasto. Almeno tre interventi sono stati eseguiti sulla fotografia dallo scatto, ma è inquantificabile realmente in quanto non siamo in possesso dell'originale, possiamo trarre conclusioni solamente dall'analisi visiva e della gamma dell'immagine. La foto è certamente un falso.”

Paolo mi ha inviato questa demo veloce, fatta tutta tramite iPhone in “due minuti scarsi” prendendo una foto dalla libreria d'immagini:


A questo punto, invece di concentrarsi sull'inesistente fantasma, sarebbe opportuno chiedersi chi ha falsificato la fotografia per gabbare giornalisti e lettori, e perché i giornali hanno pubblicato questa truffa senza fare un minimo di controllo preliminare che avrebbe permesso di smascherare la falsificazione. Che squallore.
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Humor acido

Umorismo chimico


Stamattina ero alle prese con un lavoro riguardante la chimica e ho tweetato un paio di riflessioni semiserie. S'è scatenato il tweetamento dei geek di chimica, che distillo e sintetizzo qui sotto, ringraziando tutti (e il Chemistry Cat) per l'ispirazione:

Un chimico che prenota le ferie online si concede una vacanza elettronica?

Come dicono i chimici, se non fai parte della soluzione, fai parte del precipitato.

Un chimico lanciato in orbita ha una velocità spaziale.

Un chimico che non paga i debiti è insolvente.

Quando un chimico finge nervosismo per bluffare a poker, manifesta una tensione superficiale.

Incidente stradale coinvolge un chimico. La sua auto è stata tamponata.
Dove? Valenza.

Moglie divorzia da chimico. Era diventato troppo acido. Avevano un legame debole. Il rapporto era instabile. Ora il chimico è mal ridotto (ispirato da @ViviCapena, @vincenzoquarta e @_Aladino_)

Studente di chimica fallisce un esame. Gli mancavano le basi (ispirato da @CamilloMiller).

Come si chiama lo zio di un genitore di un chimico? Prozio.

Professoressa di chimica dà alla luce un maschietto. Lo chiamerà Elio.

Incidente in laboratorio di chimica, intossicati gli studenti. Si sa cosa hanno inalato? NO.

Coppia di chimici con problemi di fertilità concepisce un figlio in provetta (ispirato da @classvoice).

Soubrette in cerca di marito ricco rifiuta le avances di un chimico. "Era un bell'elemento, ma non aveva sostanze."
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11/9, i complottisti confermano: Pentagono colpito da aereo

Ci hanno messo dieci anni, ma ci sono arrivati: anche per i complottisti il Pentagono fu colpito da un grosso aereo


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“La credenza, diffusa fra coloro che mettono in dubbio la versione ufficiale dell'11/9, che un aereo di grandi dimensioni non colpì il Pentagono l'11/9, non è supportata dalle prove. Il fallimento del movimento per la verità sull'11 settembre nel raggiungere un consenso su questa questione dopo quasi un decennio è dovuto in gran parte alla mancata applicazione rigorosa del metodo scientifico alle prove nella loro interezza. Il presente articolo, applicando secondo questo metodo le prove a ciascuna tesi proposta, mostra che la tesi di gran lunga più plausibile è che un aereo di grandi dimensioni abbia colpito il Pentagono.”

Indovinate chi ha scritto questa frase. Il solito prezzolato disinformatore al soldo dei poteri forti? Un malefico occultatore rettiliano comandato dagli Illuminati? Nooooo. La frase è presentata sul sito pro-complotti 9/11 Blogger da parte di Frank Legge, esponente di spicco del cosiddetto “movimento per la verità”.

Non solo: è presentata sotto il titolo “È ora d'ingoiare il rospo a proposito del Pentagono” ed è accompagnata da un altro paragrafo molto interessante, sempre a firma di Frank Legge:

Ci sono due articoli che hanno bisogno di una revisione per essere sottoposti al Journal of 9/11 Studies [rivista pro-complotti edita da Steven Jones e altri].

Uno è di David Chandler e del sottoscritto. Fornisce prove che i testimoni della rotta dell'aereo diretto verso il Pentagono che avevano dichiarato che era passato a nord della stazione di servizio Citgo devono essersi sbagliati. L'articolo conclude che l'unica descrizione plausibile dell'avvicinamento è che l'aereo non deviò intorno alla stazione di servizio ma volò sostanzialmente diritto e colpì il Pentagono, come descritto dalla stragrande maggioranza dei testimoni oculari.

Questa tesi della “rotta a nord” è quella sostenuta con tanto vigore da Riccardo Pizzirani, detto Sertes, di Luogocomune.net, nel recente dibattito di Bologna. Era, secondo Pizzirani, una delle dieci argomentazioni migliori a favore della falsità della ricostruzione comunemente accettata, e ora è stata ripudiata dagli stessi cospirazionisti. Peggio ancora: è stata liquidata proprio da quel David Chandler che Pizzirani ha mostrato di considerare così autorevole durante il dibattito.

Come se non bastasse, fra coloro che hanno respinto la tesi della “rotta a nord” c'è anche Richard Gage, leader dell'associazione di architetti e ingegneri favorevoli alle tesi di complotto, tenuto in altissima considerazione nel “movimento per la verità”. I dettagli sono su Undicisettembre.info: qui sotto trovate la schermata dell'annuncio, il cui link diretto è accessibile solo agli iscritti a 9/11 Blogger.


Chissà, forse con un po' d'impegno fra altri dieci anni capiranno che le Torri Gemelle non sono state distrutte da esplosivi o nanotermite o minibombe atomiche o microonde spaziali. E fra altri dieci capiranno di essere stati presi per i fondelli dai loro guru. Ma con trent'anni d'interessi sui proventi delle vendite di paccottiglia si vive bene e il pelo sullo stomaco cresce rigoglioso.
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Se inquiniamo, ET ci distruggerà, “garantisce” la NASA

No, la NASA non ha detto che gli alieni ci distruggeranno perché inquiniamo


“Gli alieni potrebbero distruggere l'umanità per proteggere altre civiltà, dicono gli scienziati”: così ha titolato il Guardian, subito ripreso dal Giornale (“Uno studio targato NASA avverte l'umanità: se l'inquinamento cresce, aumentano le possibilità di un attacco alieno”, a firma di Alessandro Gnocchi, per fortuna con tono semiserio).

Serissima l'ANSA, che scrive che “ridurre le emissioni di gas serra potrebbe contribuire a salvare l'umanità da un attacco alieno: questa possibilità, è sostenuta da uno scienziato affiliato alla Nasa e i suoi colleghi della Pennsylvania State University”.
Più drastico è BlitzQuotidiano: “Scienziato Nasa: 'Gli alieni ci stermineranno'”. Flavio Vanetti, sul blog del Corriere, titola che “Gli alieni potrebbero distruggerci per proteggere altre civiltà”.

Tranquilli: la NASA non ha annunciato niente del genere. Il Guardian ha lanciato erroneamente la notizia attribuendola a un “rapporto per la NASA” (e ha fatto correttamente pubblica ammenda) e tutti gli altri hanno ripetuto a pappagallo.

In realtà il “rapporto” è un articolo pubblicato un paio di mesi fa su Acta Astronautica e scritto per divertimento da un gruppo di persone, una delle quali ha semplicemente un'affiliazione alla NASA, non è un dipendente dell'ente spaziale statunitense e non parla o scrive a nome della NASA. Il rapporto non è stato finanziato o sostenuto in alcun modo dalla NASA, che anzi ha pubblicato una smentita e linkato la spiegazione di uno degli autori, Shawn Domagal-Goldman.


L'articolo esaminava in via puramente ipotetica i vari possibili scenari di contatto con altre civiltà; fra i tanti scenari positivi e negativi c'era anche quello dell'intervento “ecologista” di ET, che è stato gonfiato oltre misura dal Guardian. Domagal-Goldman ammette di aver commesso l'errore di aver indicato, nell'articolo su Acta Astronautica, la propria affiliazione scrivendo “NASA Headquarters”: è formalmente corretta, visto che è la sua reale affiliazione, ma ha tratto in inganno i giornalisti dal sensazionalismo facile.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “andrea.br*”.
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Disinformatico, podcast del 2011/08/19

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: keylogging degli smartphone tramite accelerometro, dicerie catastrofiste sulla cometa Elenin, furto di PIN Bancomat tramite telecamera termica, guida alla sicurezza di Facebook e videocatena di Sant'Antonio di Teresa Fidalgo, il fantasma che causa incidenti.
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Antibufala: il video di Teresa Fidalgo, fantasma che causa incidenti

Al Disinformatico è arrivata da Aurora una segnalazione decisamente inquietante: una catena di Sant'Antonio che gira via SMS e social network e cita un nome: Teresa Fidago, Figaldo o Fidalgo.

La catena contiene un annuncio di questo genere: "Ciao, sono Teresa Fidalgo, oggi sono 26 anni che sono morta, se non mandi questo messaggio a 20 persone dormirò accanto a te stanotte PER SEMPRE se non ci credi cerca su Google il mio nome e vedrai."

Cercando questo nome su Internet si trova in effetti un video di un gruppo di ragazzi e ragazze che stanno viaggiando in auto, di notte, e si riprendono mentre chiacchierano del più e del meno.

A un certo punto vedono una ragazza sul ciglio della strada e si fermano per chiederle se ha bisogno un passaggio. La ragazza accetta, sale a bordo e il gruppo riparte. Dopo qualche minuto di conversazione, la ragazza indica un punto della strada e dice che è lì che è morta due anni prima. Poi si volta di scatto verso la telecamera gridando e mostrando il suo vero volto, spaventando tutti: l'auto ha un incidente che la fa cappottare, mentre la telecamera continua a riprendere.

Secondo alcune versioni della storia che accompagna il video, all'incidente sopravvisse solo David, il ragazzo che tiene la videocamera nel video. La ragazza sparì nel nulla e non fu ritrovata; inoltre la polizia confermò che in quel luogo (a Sintra, in Portogallo) due anni prima vi era stato davvero un incidente d'auto nel quale era perita una ragazza di nome Teresa Fidalgo.

Vi siete spaventati? Tranquilli: non è vero niente. Il video è in realtà una messinscena realizzata alcuni anni fa in stile Blair Witch Project, girata da un aspirante regista, David Rebordão, per farsi conoscere, diffondendolo inizialmente come se fosse autentico e poi rivelando l'inganno presso il suo sito Acurva.net.

Fonti: Focus.de, Strange World of Mystery, Socyberty, Snopes.com.
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Gmail con anteprima

Come visualizzare l'anteprima dei messaggi in Gmail


Se usate l'interfaccia Web di Gmail, probabilmente troverete utile un'impostazione che cambia l'aspetto della schermata in modo da includere un riquadro principale con l'anteprima di un messaggio insieme all'elencazione dei titoli dei messaggi, in maniera molto simile all'interfaccia dei programmi di posta tradizionali e simile a quella usata su alcuni tablet.

Per attivarla (è reversibile, tranquilli) andate in Gmail, scegliete le opzioni (clic sull'ingranaggio in alto a destra, scegliete Settings (Impostazioni) e poi Labs. Qui attivate Preview Pane (Riquadro Anteprima) e salvate la modifica.

Compare un avviso "Utilizza questo pulsante per passare dalla visualizzazione standard al riquadro diviso". Cliccando sul pulsante in questione si attiva l'opzione.

Si può anche scegliere la disposizione dei riquadri: verticale (a sinistra l'elenco dei messaggi, a destra l'area di visualizzazione del singolo messaggio in anteprima) oppure orizzontale (sopra l'elenco dei messaggi, sotto l'anteprima).

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di giffas”.
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Non crederete ai vostri occhi

Un'illusione classica diventa realtà


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/08/27.

L'illusione della scacchiera e dell'ombra è un classico, eppure vederla in azione è sempre spettacolare. Però di solito la si presenta disegnata. Stavolta, invece, si tratta di un modello fisico, reale, tridimensionale. State a guardare questo video, segnalato da Bad Astronomy di Phil Plait.


No, non è un effetto digitale. Se non ci credete, provate voi stessi a confrontare i colori isolandoli dal contesto, per esempio mascherando il resto dell'immagine. È una delle più belle dimostrazioni di come il cervello non vede affatto come una macchina fotografica, ma interpreta la realtà sulla base di alcuni assunti. Di solito la interpreta egregiamente, ma quando questi assunti vengono meno, il sistema d'interpretazione va in tilt. E questi sono i risultati. Ricordatelo, la prossima volta che qualche diversamente furbo strilla che non c'è bisogno di fare un'indagine scientifica ma basta guardare.


Aggiornamento


Vista l'incredulità di molti, ho realizzato personalmente (con l'aiuto di mia figlia) un modello che ricrea il fenomeno. Il video è qui.
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Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale?

Giulietto Chiesa e la bufala del debito USA trilionario


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/21.

Qualche giorno fa Giulietto Chiesa ha pubblicato su Megachip questo articolo, nel quale annuncia "il segreto, uno dei segreti, forse il più importante dei segreti, che sta dietro la crisi della finanza mondiale". Sul serio.

Tenete a bada, almeno per un momento, l'immagine mentale di Giulietto Chiesa che si atteggia a baffuta Madonna di Fatima dispensatrice di catastrofici segreti, arrivando là dove nessun economista è mai giunto prima, e leggete qual è il succo del suo annuncio:

tra il dicembre 2007 e il giugno 2010, senza che nessuno sapesse niente, cioè segretamente, la Federal Reserve ha tolto dal brago banche, corporations, governi sotto diverse latitudini e longitudini, dalla Francia alla Scozia, e chissà fin dove è arrivata la sua “beneficenza”, con la non modica cifra di 16 mila miliardi di dollari, cioè sedici trilioni di dollari. Tutto questo ben di Dio sarebbe stato collocato sotto la vocina di bilancio di un “programma onnicomprensivo di prestiti”. Ma nessuno, nemmeno il Congresso americano ne è stato informato. Di quei 16 trilioni non un dollaro è ritornato indietro.. Eppure sono stati prestati – pensate o lettori ignari – a tasso zero, cioè gratis et amore dei. Per avere un’idea della cifra, se ancora non avete avuto il capogiro, basti pensare che il prodotto interno lordo annuale degli USA si aggira attorno a 14,2 trilioni e che il debito complessivo degli Stati Uniti viaggia sui 14,5 trilioni.

A suo dire, questa montagna inconcepibile di denaro sarebbe uscita "dalle 'stamperie' segrete della Federal Reserve". A chi sarebbe andata? Ecco l'elenco dei beneficiari:

Citigroup: $2.5 trillion ($2,500,000,000,000)
Morgan Stanley: $2.04 trillion ($2,040,000,000,000)
Merrill Lynch: $1.949 trillion ($1,949,000,000,000)
Bank of America: $1.344 trillion ($1,344,000,000,000)
Barclays PLC (United Kingdom): $868 billion ($868,000,000,000)
Bear Sterns: $853 billion ($853,000,000,000)
Goldman Sachs: $814 billion ($814,000,000,000)
Royal Bank of Scotland (UK): $541 billion ($541,000,000,000)
JP Morgan Chase: $391 billion ($391,000,000,000)
Deutsche Bank (Germany): $354 billion ($354,000,000,000)
UBS (Switzerland): $287 billion ($287,000,000,000)
Credit Suisse (Switzerland): $262 billion ($262,000,000,000)
Lehman Brothers: $183 billion ($183,000,000,000)
Bank of Scotland (United Kingdom): $181 billion ($181,000,000,000)
BNP Paribas (France): $175 billion ($175,000,000,000)

La fonte di questo scoop clamoroso, dice Giulietto Chiesa, è... un rapporto ufficiale del governo USA. Sì, avete capito bene: Chiesa cita come fonte autorevole un rapporto governativo statunitense. E senza metterla in dubbio. Non ci sono più i complottisti di una volta.

Chiesa attinge a un rapporto governativo del General Accounting Office, pubblicato dal senatore statunitense Sanders sul proprio sito, senza porsi le domande che probabilmente vi siete già fatti voi: come fanno gli USA a prestare tutti questi soldi di nascosto? Soprattutto, perché lo fanno di nascosto per poi spiattellare il supersegreto in un rapporto ufficiale? Sono cretini?

La spiegazione è molto semplice. Andiamo a leggere il rapporto del GAO citato da Chiesa e cerchiamo l'elenco di banche beneficiarie: lo troviamo a pagina 131. Eccolo qua:

Le cifre citate da Giulietto Chiesa sono esatte. Ma manca un dettaglio fondamentale: la spiegazione di queste cifre, che è a pagina 130, appena prima della Tabella dello Scoop Fine-di-Mondo. Eccola:

Table 8 aggregates total dollar transaction amounts by adding the total dollar amount of all loans but does not adjust these amounts to reflect differences across programs in the term over which loans were outstanding. For example, an overnight PDCF loan of $10 billion that was renewed daily at the same level for 30 business days would result in an aggregate amount borrowed of $300 billion although the institution, in effect, borrowed only $10 billion over 30 days. In contrast, a TAF loan of $10 billion extended over a 1-month period would appear as $10 billion.

In altre parole, queste cifre enormi vengono fuori perché se una banca riceve in prestito per un giorno dieci miliardi e poi il prestito viene prorogato per 30 giorni, in questa tabella vengono conteggiati 300 miliardi. Ma il prestito effettivo è di dieci.

Faccio un esempio pratico: presto a un amico cento euro e lui me li restituisce il giorno dopo. Glieli ripresto il giorno dopo e lui me li restituisce l'indomani. Andiamo avanti così per dieci giorni. Quanti soldi gli ho prestato in tutto?

Infatti i dati dei prestiti effettivi, non di quelli aggregati, sono pubblicati nella pagina successiva del rapporto, in Tabella 9, e raccontano una storia molto, molto, molto meno clamorosa di quella annunciata trionfalmente da Giulietto Chiesa:

I 2500 miliardi di dollari riguardanti la Citigroup, che costituivano il grosso della cifra incriminata, sono in realtà 58(*). Non sono noccioline, per carità, ma non bastano certo a giustificare frasi come "un gruppo di banchieri... compra e ricatta governi... il sistema è esploso e va al collasso, e loro lo drogano con denaro finto... si mettono in condizione di minacciare ricattare, condizionare, sostituire governi e ministri di tutto il mondo. Siamo alla dittatura di un superclan semi criminale, che complotta usando denaro fittizio.... i governi europei sono tutti complici."

* Correzione: inizialmente avevo scritto 67 per un mio errore di trascrizione.

Il presunto "segreto" annunciato da Giulietto, insomma, è una bufala: bastava leggere i dettagli del rapporto (non dico tutto, ma almeno la paginetta prima e quella dopo) prima di pubblicare annunci d'Apocalisse. Del resto, non è la prima volta che Chiesa profetizza la fine del mondo: ricordate quando diffuse la bufala delle eurobanconote greche ritirate in gran segreto, fatta poi a pezzi con grande gusto dagli implacabili di Perle Complottiste? O quando abboccò alla bufala dell'aumento misterioso del prezzo della benzina (grazie ad AdP per la segnalazione)?

Poiché non me la sento di dare dell'imbecille a Giulietto Chiesa, mi trovo costretto a cercare un'altra giustificazione a questa produzione in serie di cazzate spettacolari. Ce l'ho, ed è lampante. Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale, infiltratosi tra i ricercatori delle verità alternative per screditarli tramite il ridicolo, scrivendo stupidaggini epiche che scimmiottano le teorie complottiste, e per rubare loro la scena. È mandato dalle banche mondiali e dal Gruppo Bilderberg per ammantare di ridicolo chi ha obiezioni legittime alla gestione della finanza del pianeta. Oppure è il più sottile satirista della storia dell'umanità.

In ogni caso, grazie, Giulietto, per queste risate di Ferragosto.


Aggiornamenti


Un articolo che abbocca alla stessa bufala è stato pubblicato sul Manifesto l'11 agosto scorso. Grazie a Yupswing per la segnalazione.

Il 17 agosto Megachip ha pubblicato un articolo di Pino Cabras che risponde alla mia indaginetta antibufala definendomi "Piero Angela dei poveri", "massaia linguista di Lugano" e facendomi omaggio di un discreto fotomontaggio (successivamente modificato, come si può notare qui sotto): argomentazioni d'economia assolutamente solide, insomma.


La versione originale pubblicata nell'articolo di Cabras.


La versione corrente. Notate lo sfondo della mia testa.

Come segnalato nei commenti, l'uso di "trilione" come equivalente italiano di "trillion" da parte di Giulietto Chiesa è errato. In italiano, "trilione" è 1 seguito da diciotto zeri (un miliardo di miliardi); in inglese corrente (britannico e americano), "trillion" è 1 seguito da dodici zeri (mille miliardi).

Pino Cabras, nel suo articolo, cita altre fonti (Sansoni; Hoepli; Treccani) secondo le quali "trilione" è corretto anche nell'accezione usata da Chiesa e lamentando che la mia unica fonte è un oscuro documento UE. Se proprio si vuole cavillare sulle accezioni invece di affrontare il tema fondamentale (la bufala pubblicata da Chiesa), allora segnalo che GarzantiIATE (dizionario tecnico dell'UE) e dizionario d'economia de La Stampa confermano "trilione" con la sola accezione di "miliardo di miliardi". Ma da buona massaia luganese non ho problemi ad accettare la correzione sul punto. Luna, dito, stolto, eccetera.

2011/09/21. Giulietto Chiesa ha pubblicato su Megachip, su Cometa e su Giuliettochiesa.it un articolo nel quale annuncia di aver “presentato una denuncia-querela, alla Procura della Repubblica di Roma” in relazione a questo mio articolo, definito “calunnioso” perché ho teorizzato ironicamente che lui sia un agente del Nuovo Ordine Mondiale. Scrive davvero così. La prossima volta, giusto per rendere chiaro oltre ogni dubbio che sto facendo una battuta, scriverò che è un agente degli uomini lucertola venusiani.
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Le cose che non colsi - 2011/08/13

Le cose che non colsi - 2011/08/13


Scusate l'assenza; sono in regime di semivacanza e ne sto approfittando per sistemare un po' di cose arretrate (principalmente il documentario Moonscape e l'edizione aggiornata del mio libro “Luna?”, ma anche altre chicche che spero di poter pubblicare nei prossimi mesi).

Pronto il podcast del Disinformatico. È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: resa all'FBI di Sanford Wallace (il "re dello spam")patch Microsoft con il ritorno del "ping della morte"attacco di Anonymous a Facebook il 5 novembreFacebook che "ruba" i numeri dai telefonini e meteore da ascoltare.

In arrivo foto ancora migliori dei veicoli Apollo sulla Luna? Da domani la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter si abbasserà di quota per fotografare meglio i siti degli sbarchi sulla Luna. Ci sono problemi tecnici, ma dovremmo ottenere immagini notevoli dei veicoli lunari (ComplottiLunari.info).

LinkedIn "ruba" le foto personali per gli spot. LinkedIn ha cambiato le proprie regole e ora si riserva il diritto di usare i nomi e le foto degli utenti per le pubblicità: "...your name/photo may show up in related ads shown to LinkedIn members." La nuova funzione è attiva salvo intervento dell'utente. Una delle ragioni per le quali rifiuto tutti gli inviti a partecipare ai social network (Sophos).

Flash da aggiornare. Adobe ha rilasciato un aggiornamento che tura una serie di falle critiche nel plug-in Flash, Air e Shockwave. Risolve vulnerabilità anche in Photoshop CS, che era attaccabile tramite una GIF ostile (Intego).

Carta digitale riscrivibile. i2R è un foglio di carta sul quale si può stampare fino a 260 volte; per cancellare la stampa si passa il foglio in un dispositivo termico simile a quello usato nei fax. Non è ancora sul mercato, ma potrebbe esserlo fra un paio d'anni (Physorg).

20 anni di Web. Non mi sembra vero che siano già passati due decenni da quando vidi per la prima volta una pagina Web, ma il 6 agosto scorso il progetto di Tim Berners-Lee e Robert Cailliau ha compiuto due decenni (Gizmodo).

30 anni di PC. il 12 agosto 1981 IBM presentava il PC modello 5150. Processore a 4,77 MHz (sì, megahertz) 16 kilobyte di RAM espandibili a 256 (sì, kilobyte), due dischetti da 5,25" capaci di contenere 160 kilobyte di dati. Disco rigido? Nemmeno per scherzo (The Inquirer).

Charlie Stross e il futuro della sicurezza informatica. Uno dei più geniali autori di fantascienza contemporanei è stato invitato pochi giorni fa al simposio di sicurezza USENIX a San Francisco. Il suo intervento, letto su un iPad, è una pioggia di idee straordinarie ed inquietanti. Un esempio: come cambierà la società quando saremo (tra poco) capaci di registrare su una memoria digitale protetta, non disattivabile, ogni singola cosa che vediamo, ascoltiamo, leggiamo, diciamo nel corso della nostra vita e quindi falsificare un alibi sarà pressoché impossibile? Saremo disposti a rinunciare alla nostra privacy pur di avere un mondo nel quale il crimine è sostanzialmente impraticabile perché c'è la certezza di essere colti? O non avremo questa scelta, perché ci verrà imposta non dai governi, ma dai datori di lavoro o dalle compagnie d'assicurazione? E come difenderemo questa massa titanica di dati dalle intrusioni informatiche, quando il furto d'identità non sarà solo questione di rubare password, ma comporterà rubare tutti i nostri ricordi? (in inglese, solo audio; video).

Identificare al volo uno sconosciuto per strada con una foto. I ricercatori dell'Heinz College alla Carnegie Mellon University hanno sviluppato un software che riesce a identificare un passante su tre in pochi secondi tramite riconoscimento facciale e controlli incrociati sui database dei social network e di altre fonti pubbliche. "In altre parole, potreste camminare per strada o essere seduti al bar e qualche poco di buono potrebbe farvi una foto di nascosto e con quella sola informazione scoprire il vostro nome, dove lavorate, se siete single e molto altro. La cosa che spaventa è che i risultati non arrivano da un singolo servizio che si potrebbe chiudere, ma vengono aggregati partendo dalle vostre informazioni pubbliche" (Gizmodo).

E-Cat, dubbi sempre più forti. Il generatore "nucleare" di Rossi e Focardi è stato esaminato in un rapporto da Steven Krivit, di New Energy Times, che raccoglie forti indizi che puntano nella direzione di una bufala. Ci sono errori di metodo grossolani e le reazioni alle critiche sono isteriche. La sede della fabbrica a Miami che secondo Rossi conterrebbe 300 E-Cat funzionanti è un appartamento al quinto piano di un edificio. Nessuno ha mai visto l'E-Cat che, a detta di Rossi, riscalderebbe una fabbrica a Bondeno, in Italia. La dimostrazione di un E-Cat da 1 MW presso la società greca Defkalion, annunciata per ottobre, è stata annullata perché la Defkalion non ha pagato un acconto. E c'è di peggio. A questo punto, il dispositivo è una bufala fino a prova contraria. Se Rossi e Focardi non permettono questa prova in condizioni verificate indipendentemente, non meritano altre attenzioni e scendono al livello dei ciarlatani del paranormale (Physorg).

Rick Perry e la teologia sperimentale. Ad aprile 2011 il governatore del Texas, Rick Perry, proclama ufficialmente tre "Giorni di Preghiera per la Pioggia nello Stato del Texas". Seguono quattro mesi di siccità. Se vi preoccupa l'idea di un governatore americano che invece di rimboccarsi le maniche si affida alla preghiera ("Credo che sia ora di affidare semplicemente la cosa a Dio, e dire 'Dio, devi sistemarla tu questa cosa", ha detto in un discorso pubblico), c'è di peggio: Perry si vuole candidare per la presidenza degli Stati Uniti. Vorreste un tipo del genere con il dito sul pulsante delle armi nucleari? Citazione citabile: "La preghiera può essere meditativa, può lenire e può essere un gesto d'umiltà. Può anche essere pensiero magico. Dato che Perry dice che governerebbe affidandosi in outsourcing al soprannaturale, vale la pena di chiedersi se Dio lo sta ignorando" (New York Times).

MySpace va in tilt e non se ne accorge nessuno. Come passano in fretta le mode in Rete: MySpace, social network un tempo così popolare, ha avuto un blackout, ma non ci fa caso nessuno a parte qualche sito specializzato in informatica (CNet).

Guerre Stellari: il creatore dell'armatura delle truppe mostra come fabbricare il casco. Andrew Ainsworth, l'uomo che fabbricò le memorabili armature e l'ancor più memorabile casco delle truppe d'assalto imperiali di Star Wars, mostra come scolpirne lo stampo e realizzarne una copia. Geniale la soluzione usata per coprire i giunti: quelli che sembravano essere dettagli decorativi sono in realtà espedienti per mascherare l'unione dei pezzi (Youtube).

Star Wars a luci rosse: fa ridere. Le parti non osé di questa parodia promettono di essere esilaranti, a giudicare da questo trailer (Io9; non contiene immagini imbarazzanti).

Doctor Who: David Tennant agli esordi. Non ho parole (Youtube).

Doctor Who: il gatto che imita gli angeli terrificanti di Blink. Fantastico (Youtube).

Doctor Who: TARDIS reale che sembra smaterializzarsi (Retronaut).

UFO gallesi, pubblicati nuovi documenti dagli archivi governativi. Spicciatevi, fra un mese non saranno più scaricabili (BBC, National Archives).

Mike, il pollo che visse per 18 mesi dopo essere stato decapitato. Foto un po' impressionanti ma di fonte ben autenticata (Retronaut).

File hosts truccati usando caratteri Unicode. Un bell'esempio di come si possono usare caratteri dall'aspetto simile ma con codici Unicode differenti per creare trappole che redirigono gli utenti su siti-trappola. Per l'occhio dell'utente è tutto a posto, ma c'è una "o" in cirillico che sballa tutto (Technet.com).

Le radio supersofisticate dell'FBI si bloccano con un gingillo da pochi soldi. I costosi apparati di comunicazione radio che seguono lo standard Project 25/P25, adottati dalle autorità federali e locali statunitensi per garantire riservatezza e interoperabilità (3925 dollari al pezzo), sono in realtà paralizzabili con un giocattolo della Mattel da trenta dollari e intercettabili con componenti acquistabili ovunque con un migliaio di dollari. Un gruppo di ricercatori ha presentato al simposio USENIX la propria intercettazione di FBI, Secret Service (l'organizzazione che si occupa della sicurezza delle più alte cariche USA) e Homeland Security. Chicca: gli agenti federali spesso non attivano neanche la cifratura delle comunicazioni (CNet).

Marte, robot della NASA arriva al ciglio di un cratere largo 22 chilometri. La sonda automatica Opportunity, che percorre la superficie di Marte ormai da sette anni, è arrivata sull'orlo del cratere Endeavour. Un cratere così grande significa che in superficie ci sono rocce un tempo sepolte in profondità: è come uno scavo naturale, e questo permetterà nuove scoperte geologiche (Nasa; foto).

Shuttle addio, libro commemorativo gratuito della Boeing. Fotografie splendide e tanti dettagli e aneddoti poco conosciuti di un veicolo spaziale straordinario (Boeing).

Sembra la Morte Nera, ma è una luna di Saturno. Splendida foto di Teti e Titano (Bad Astronomy).

Pantere estive, avvistamento in Maremma. Puntuali come ogni anno arrivano gli avvistamenti di presunte pantere in Italia, con il consueto codazzo di polemiche inconcludenti e foto sgranate che potrebbero mostrare qualunque cosa anziché una pantera (Queryonline).

L'auto automatica di Google ha un incidente. In un caso del genere, di chi è la colpa? Del guidatore o di chi ha scritto il software? Domanda ancora più difficile: se il software di guida calcola che per salvare un gruppo di pedoni deve mandare fuori strada l'auto, lo deve fare? (Jalopnik)

TV svizzera, scappa un "porca tr*ia" in diretta alla conduttrice del TG. Lezione numero uno del giornalismo radiotelevisivo: ogni microfono è da considerare permanentemente acceso e aperto. Altrimenti scappano chicche come questa (Tio.ch; video su Youtube).

iPhone, ora c'è anche l'accessorio-skimmer per carte di credito. Finalmente una buona ragione per acquistare un Applefonino. Ah, no: c'è anche la versione per Android: un lettore del sistema Square che si collega alla porta audio del telefono e gli passa i dati della carta di credito senza usare alcuna cifratura (CNet).

Auto-BAHN, comunicazione fra cellulari senza rete cellulare. Thomas Wilhelm ha creato un software (per ora solo per Android) che permette agli smartphone di comunicare fra loro direttamente senza usare la rete cellulare, adoperando invece Bluetooth e Wifi per trasmettere un messaggio rimbalzandolo da un telefono a quello vicino fino a raggiungere la destinazione. Utile ai rivoltosi d'ogni latitudine e in caso d'emergenza (BBC; Hackerdemia).

Bello: si fa un seguito di Cosmos. Fantastico: lo condurrà l'astrofisico Neil deGrasse Tyson, uno dei migliori divulgatori sulla piazza. EPICO: lo produrrà Seth MacFarlane di Family Guy (I Griffin). La serie televisiva condotta da Carl Sagan è una delle introduzioni più poetiche alla meraviglia della scienza; recuperatela, se potete, e guardate come si fa ad affascinare senza contar balle. Sto parlando con te, Roberto Giacobbo (Gizmodo).