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35 commenti

Disinformatico, podcast del 2011/08/05

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della puntata di stamattina (5 agosto) del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: mercato clandestino dei Denial of service, Hadopi indica che chi più pirata più compra, come aprire un'auto con un SMS, cifre del mercato dello spam e sondaggio che dice che gli utenti IE sono meno intelligenti.
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Commenti
Commenti (35)
Come? Non è vero che gli utenti IE sono meno intelligenti? E come facciamo d'ora in poi a prenderli in giro, qui? :-D
È tutto vero, sono meno intelligenti, e per giunta lasciano sempre la macchina aperta! :D
Era chiaro che la statistica fosse fasulla: il QI degli utenti Safari era inverosimile.
Faccio bene io allora... uso Chrome (occasionalemnte Firefox), ho un telefonino Nokia da 26 euro e una macchina del 1986..........!!!!!
È tutto vero, sono meno intelligenti, e per giunta lasciano sempre la macchina aperta! :D

Buono a sapersi, quasi quasi lo faccio usare ad un mio amico che ha la Corvette sotto casa... :-D
E non scaricano ma comprano solo pochissimi prodotti originali!
Che gli utenti di IE siano mediamente meno intelligenti mi sembra piuttosto plausibile. Basterà un mini sondaggio fra quelli del MENSA per confermare l'impressione. Ma Attivissimo, preferisce Chrome o Firefox (o altro)?
L'intelligenza scorre potente in questo thread.
Per Gillesgibreel

Che gli utenti di IE siano mediamente meno intelligenti mi sembra piuttosto plausibile. Basterà un mini sondaggio fra quelli del MENSA...

Non credo: l'associazione Mensa (tavola, in latino) è un circolo di vanitosi, convinti di far parte di una cerchia esclusiva: un po' come per il Rotary. Sono molto bravi a risolvere i test di QI; questi test, però, gira e rigira, sono sempre gli stessi, e le soluzioni sono pubbliche. Chi è davvero interessato a entrare, se li impara a memoria.
I criteri per l'ammissione, stranamente, variano da nazione a nazione.
Nonostante il sondaggio sia inventato, non penso che le conclusioni siano così distanti dalla realtà.
L'intelligenza è un concetto di ardua definizione, ma in linea di massima siamo tutti concordi col dire che la curiosità e il desiderio di conoscere nuove cose siano sintomo di intelligenza. Pertanto non trovo difficile pensare che tra le persone più brillanti la percentuale di utenti di IE sia minore della norma.

@Accademia: Impararsi a memoria migliaia di test del QI non mi pare una cosa fattibile. Generalmente seguono tutti uno stesso pattern, percui esercitarsi facilita, ma certamente per ottenere un punteggio decoroso devi avere un minimo di capacità logiche. Quanto al fatto che i criteri per l'ammissione al MENSA varino da nazione a nazione mi suona strano, sapresti citarmi una fonte ? A quanto mi risulta per esservi ammesso bisogna appartenere al 2% della popolazione MONDIALE con l'IQ più alto, percui il punteggio necessario non può che essere fisso. Anche i test dovrebbero essere standard : da quanto ne so utilizzano le classiche matrici ( http://it.wikipedia.org/wiki/Matrici_di_Raven ) , che sono culturalmente neutre, percui non avrebbe senso variare il test a seconda del paese.

Concordo invece riguardo alle finalità nulle dell'associazione. Però bisogna dire che perlomeno i mensiani sono innoqui, i rotariani invece fanno danni ;)
Per Marco Lardera

Impararsi a memoria migliaia di test del QI non mi pare una cosa fattibile. Generalmente seguono tutti uno stesso pattern, percui esercitarsi facilita,

In italiano: schema.
Sì, è quello che intendevo dire: quando ho bene in mensa... volevo dire, in mente dov'è la difficoltà del problema, se proprio non sono un minus habens capisco anche la soluzione delle innumerevoli varianti.

Quanto al fatto che i criteri per l'ammissione al MENSA varino da nazione a nazione mi suona strano, sapresti citarmi una fonte ?

Certo: ecco qua:
http://www.us.mensa.org/join/testscores/qualifyingscores/

Però bisogna dire che perlomeno i mensiani sono innoqui, i rotariani invece fanno danni ;)

Non per la lingua italiana: sono molto perniciosi, ahimè. :-(
Innoqui?! Vuoi provocare Accademia ? :))

Sulla ricerca di Hadopi, non è che invece di chi "più pirata più compra" è che chi "più compra, più pirata"? Sembra la stessa cosa di quanto detto nell'articolo ma non è proprio così.
Una ipotesi alternativa a "la pirateria in fondo in fondo incentiva l'acquisto", potrebbe essere i forti consumatori di musica integrano i propri acquisti con numerosi brani scaricati gratuitamente.
Finalità nulle non direi. Ho visitato il sito di Mensa Italia, e direi che come minimo la funzione di "trovamici per nerd" (loro li chiamano soggetti introversi) non la si può escludere.
@marcov #12

La mia interpretazione è che la cosiddetta pirateria di contenuti audio/video può fungere da sistema di ricerca e conoscenza preliminare di un artista, che successviamente, nel caso in cui risulti di proprio gradimento, porta all'acquisto di materiale commerciale di elevata qualità.
MR #14 ha scritto
"La mia interpretazione è che la cosiddetta pirateria di contenuti audio/video può fungere da sistema di ricerca e conoscenza preliminare di un artista, che successviamente, nel caso in cui risulti di proprio gradimento, porta all'acquisto di materiale commerciale di elevata qualità."

Sì ma è un'interpretazione da provare, la ricerca dice: Tizio ha scaricato 100 e comprato 50 mentre Caio ha scaricato 5 e comprato 0.
Cosa avrebbe fatto Tizio senza la possibilità di scaricare gratuitamente: avrebbe comprato 35 o 70? La ricerca non lo può dire.
Difficilmente avrebbe comprato 150 come invece ritengono le case discografiche.
Arrivano gli Ufo ?

No : viral-marketing per il film "l'ultimo terrestre"
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8c5194cc-9857-4070-9011-33685d712280-tg3.html#p=0
@Accademia : la pagina che hai linkato mi pare indichi soltanto che negli USA accettino vari tipi di test, e vengono riportati i valori minimi per far parte del famigerato 2%.

Il concetto base rimane invariato, possono variare i test, quello si.
"Sì ma è un'interpretazione da provare, la ricerca dice: Tizio ha scaricato 100 e comprato 50 mentre Caio ha scaricato 5 e comprato 0."

Naturalmente non intendo sostenere che tutto il fenomeno della pirateria si riduca a quanto ho ipotizzato. Credo però che si tratti di un meccanismo plausibile, che le major farebbero meglio a comprendere per trasformarlo in una leva da muovere a loro vantaggio.

"Cosa avrebbe fatto Tizio senza la possibilità di scaricare gratuitamente: avrebbe comprato 35 o 70? La ricerca non lo può dire."

Il punto fondamentale è che la possibilità di scaricare gratuitamente è un dato di fatto ineludibile, quindi chiedersi cosa succederebbe in assenza della pirateria è una questione puramente accademica. La ricerca sembra suggerire una correlazione positiva tra quantità scaricata e quantità acquistata: bene, si parta da questo dato per approfondire la questione e tenatare di capire quali sono i meccanismi che portano gli utenti ad una scelta piuttosto che un'altra.

"Difficilmente avrebbe comprato 150 come invece ritengono le case discografiche."

Su questo sono pienamente d'accordo. Interpretare ogni brano scaricato come una mancata vendita è del tutto fuorviante.
@Marco Lardera

Fatti e superati i test del mensa con un punteggio di 160 (qualunque cosa voglia poi dire). Detto onestamente sono banali sequenze di numeri primi, sequenze di immagini da completare (dare sempre la risposta più banale quando la soluzione non sia univoca), e cavolate simili. IQ e Intelligenza non hanno poi molto in comune visto che questi test sono meri esercizi di memoria e meccaniscismi.
Sul resto ha più che ragione Accademia il Mensa è solo un gruppo di snob che non combina una ceppa. Le loro proposte? Il club dei nutellofili, il fan di alvaro vitali, il club del milan (o altra squadra),... per gente con sti cervelloni della eva non combinano molto oltre a vantarsi.
Per Marco Lardera

la pagina che hai linkato mi pare indichi soltanto che negli USA accettino vari tipi di test, e vengono riportati i valori minimi per far parte del famigerato 2%.

Il concetto base rimane invariato, possono variare i test, quello si.


Quello sì.
Non variano solo i test: varia anche l'istituzione che sottopone al test. Finché sono somministrati dall'esercito americano, mi posso fidare. In caso di scuole superiori e università... mah!
Per Senjin

Fatti e superati i test del mensa con un punteggio di 160 (qualunque cosa voglia poi dire). Detto onestamente sono banali sequenze di numeri primi, sequenze di immagini da completare (dare sempre la risposta più banale quando la soluzione non sia univoca), e cavolate simili. IQ e Intelligenza non hanno poi molto in comune visto che questi test sono meri esercizi di memoria e meccaniscismi.

Un incrocio fra meccanicismi e scismi?
O fra meccanici e scimuniti? :-)

Ho sentito parlare per la prima volta del (o della?) Mensa in Danimarca, in un programma tv. All'epoca credo che in Italia fosse quasi sconosciuta, mentre qui ha attecchito prima. Incuriosito da un libro coi loro test, l'ho sfogliato: "Se il 15 febbraio 1980 era un venerdì, che giorno era il 15 febbraio 1981"? Ma che c'entra questa domanda con le facoltà mentali? È sufficiente sapere che da un anno all'altro i giorni della settimana procedono di un'unità, e ricordare che, essendo il 1980 bisestile, va aggiunto un giorno in più: è come fare 1+1. Non c'è bisogno di applicare la formula di Zeller (calendario perpetuo). Mah...
@Accademia dei pedanti

Beh dai considerando che scrivevo di fretta e non ho potuto rileggere, un solo orrore di battitura è un record positivo per me. Fra un po' tutti i miei colleghi troll mi prenderanno per il culo, sto iniziando a parlar forbito come uno gnomodelcavolo.

Boutade a parte io ho conosciuto il mensa ad una convention dedicata ai giochi di ruolo. Con alcuni amici lo abbiamo compilato per sport e siamo risultati tutti dei super-fanta-geniacci... già questo ti dà una misura dell'affidabilità dei test che usano.
Come poi dicevo poc'anzi una volta che ho scoperto COSA faceva questa augusta assemplea costituita dai "più intelligggggenti" della terra mi sono cascati i ding-dong a terra.
Acciderbolina! Un intero club dedicato a discutere di come sia meglio leccare la nutella dal cucchiaio...
[quote-"Senjin"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/08/disinformatico-podcast-del-20110805.html#c7110968284733876946"]
Sul resto ha più che ragione Accademia il Mensa è solo un gruppo di snob che non combina una ceppa. Le loro proposte?
[/quote]

Conquistare Springfield! Finché Stephen Hawking non li ferma, ovviamente...
@Fx

"il QI degli utenti Safari era inverosimile"

E invece son geni quelli che usano Firefox o Chrome?

Cmq il sondaggio è come dire: sono più intelligenti quelli che usano Linux, Windows o OSx... assolutamente una cosa inutile: ci sono imbecilli sia tra quelli che usano Linux che Windows che OSx, e super intelligenti sia tra quelli che usano Linux che Windows (dicono) che OSX (ne ho le prove :) )

peccato cmq che il sondaggio fosse fasullo :P
Per Santino83

"il QI degli utenti Safari era inverosimile"

E invece son geni quelli che usano Firefox o Chrome?

Cmq il sondaggio è come dire: sono più intelligenti quelli che usano Linux, Windows o OSx... assolutamente una cosa inutile: ci sono imbecilli sia tra quelli che usano Linux che Windows che OSx, e super intelligenti sia tra quelli che usano Linux che Windows (dicono) che OSX (ne ho le prove :) )


Era tutto uno scherzo, ovviamente. Diciamo che non brilla per curiosità e per voglia di sperimentare chi utilizza il browser preinstallato su Windows (ora a dire il vero non è più così). Credo che il messaggio in filigrana fosse quello.

Poi, ormai, un web browser vale l'altro, in termini di difficoltà d'uso: è una questione di sicurezza (e di gusti) più che di usabilità. Fanno eccezione quelli a linea di comando, come Lynx.
La sicurezza costa al momento della sua implementazione e nel suo mantenimento, quindi, la si evita. Inoltre dà rogne per ogni modifica e implementazione successiva (connessioni, ad esempio, solo da alcuni pc e non da tutti, password da ricordare e permessi da rispettare, e così via). Quindi, da un lato ci sono i committenti che guardano al centesimo di Euro (o Dollaro che sia), dall'altro ci sono gli esecutori che cercano di evitarsi problemi che ridurrebbero i loro guadagni. Parlo per esperienza diretta. Tempo fa (quando ero più giovane, più ingenuo ed illuso), ai primordi delle applicazioni web, una software house propose ai miei vecchi "badroni" un programma integrato di fatturazione, gestione dei magazzini e tante altre cose, sviluppato in modo da girare all'interno di un web browser. La software house offriva (e vi garantisco che all'epoca era una novità quasi assoluta), dietro il pagamento di un canone, la possibilità di utilizzare suoi server con accessi del tipo http:\\intranet.nomeazienda.nomesoftwarehouse.it

In tal modo si risolvevano più problemi insieme: le copie di sicurezza, l'acquisto e la manutenzione di server e di linee dedicate e, soprattutto, permetteva la gestione unificata delle sedi e dei magazzini distaccati in regioni diverse e tanti altri vantaggi. Il programma fu acquistato nell'entusiasmo generale.
Io sono sempre stato un tipo curioso e mi incuriosiva il funzionamento del database che gestiva i dati dell'azienda. Mentre leggevo una guida trovata in internet su come si creavano e gestivano i database, mi imbattei in un capitolo che parlava di "sicurezza elementare dei dati" (così era, pressappoco, il titolo) in cui c'era un esempio di un attacco che si poteva effettuare ad un database direttamente dal browser utilizzando dei caratteri speciali. L'attacco si limitava ad ottenere un elenco (non ricordo se di tabelle o l'elenco degli utenti). Provai l'attacco adattandolo alla mia azienda. Funzionò. Feci presente il problema ai miei superiori che non ci capirono nulla. Però capirono che un problema forse c'era, e per evitare eventuali rogne fecero presente il problema ai capi che non ci capirono nulla. Però i miei capi capirono che un problema forse c'era e contattarono la software house che immediatamente iniziò a sputare fuoco e fiamme parlando di violazioni della licenza e varie altre cose in legalese. Senza tirarla troppo per le lunghe ci finì di mezzo io che sfiorai il licenziamento (poi me ne andai comunque) e una denuncia. Penso che, ormai, la falla l'abbiano turata ma chissà quante ce ne saranno altre che non vengono chiuse solo per risparmiare (apparentemente) qualche soldo.
uhm... entrare nel MENSA potrebbe essere un' modo eccellente per scoraggiare le donne e farle credere che il materiale genetico nel proprio corpo è di scarso valore, laddove persino l'apostrofo sui sostantivi maschili fallisce.

Quanto alle automobili che si aprono con l'SMS... mi viene in mente questo stralcio di "family guy"

http://www.youtube.com/watch?v=8Idqvs5YeRY

Ora, se non è mai ben chiaro cos'è che un hacker (informatico, meccanico o sentimentale che sia) può fare o cosa non può fare, una cosa è certa, non è saggio chiudere qualcosa con una "serratura" di cui il costruttore non può neanche aspirare a sapere quali ne siano i punti deboli.
P.S.

In effetti il video mi ha colpito perchè la teoria del "bambino di 5 anni" viene rappresentata facendo interpretare il bambino di 5 anni da quello che nel cartone animato è un lattante...

la teoria del bambino di 5 anni si può riassumere in qualcosa che suona come: "un sistema di sicurezza che può essere agevolmente violato da un bambino di 5 anni non può essere considerato efficace".

Una volta esposta sembra praticamente ovvia, ma finchè resta implicita viene trascurata con un fanatismo sconcertante.

La tecnologia dietro SMS, telefonia mobile in generale è estremamente articolata e complessa, ed ha, dal punto di vista della sicurezza, l'enorme difetto che troppi esseri umani sono preposti a proteggerne i nodi dovrebbe essere piuttosto chiaro a qualsiasi programmatore a partire dagli inventori di tramezzini, che un sistema tanto articolato non può assolutamente proporsi di buggerare gli hackers.

ciò a prescindere da qualunque conoscenza sui protocolli di trasmissione dei pacchetti crittografati, secondo la ben nota legge: "Se un messaggio segreto ha senso compiuto, prima o poi può essere decifrato"

Il punto nel creare un sistema di sicurezza sta nel renderne la violazione più costosa di quanto sia remunerativo il materiale che quel sistema di sicurezza dovrebbe proteggere.
@puffolottiaccident
"La tecnologia dietro SMS, telefonia mobile in generale è estremamente articolata e complessa, ed ha, dal punto di vista della sicurezza, l'enorme difetto che troppi esseri umani sono preposti a proteggerne i nodi dovrebbe essere piuttosto chiaro a qualsiasi programmatore a partire dagli inventori di tramezzini, che un sistema tanto articolato non può assolutamente proporsi di buggerare gli hackers."

Le transazioni con carte di credito non sono altrettanto complesse? Non ci sono un gran numero di persone dietro? Eppure sono ragionevolmente sicure. Soprattutto se si considera che almeno metà delle frodi avvengono per colpa degli utenti.
Quindi, se si vuole spendere, il sistema per mettere in sicurezza anche le telefonate e gli sms c'è. Però perché spendere quando non si è obbligati?
@Giuseppe

Le transazioni bancarie sono sicure nella misura in cui l'utente è conscio del fatto che... se dai 5K eurozzi ad uno sconosciuto non ti metterà in condizione di fregargliene 13 M (pari a 13'000K)

Detto questo, non ho statistiche alla mano ma penso che le transazioni bancarie sono "ragionevolmente sicure", non "assolutamente sicure".

Più degli SMS, esattamente per i motivi che hai detto.

Il mio consiglio a chi volesse conquistare il mondo o uccidere la rockstar Madonna è di non dare per scontato che le proprie e-mail, i propri SMS o il suo profilo facebook siano inviolabili.
@puffolottiaccident:
ciò a prescindere da qualunque conoscenza sui protocolli di trasmissione dei pacchetti crittografati, secondo la ben nota legge: "Se un messaggio segreto ha senso compiuto, prima o poi può essere decifrato"

Non è del tutto vero: se un messaggio segreto è crittato con una chiave veramente casuale e usata una sola volta non lo si può decifrare; come risultato si otterrebbero tutti i messaggi di senso compiuto di quella lunghezza. Ovviamente il metodo ha qualche piccolo prooblema logistico che lo rende poco applicabile sul mercato di massa :)
@puffolottiaccident:
ciò a prescindere da qualunque conoscenza sui protocolli di trasmissione dei pacchetti crittografati, secondo la ben nota legge: "Se un messaggio segreto ha senso compiuto, prima o poi può essere decifrato"

Non è del tutto vero: se un messaggio segreto è crittato con una chiave veramente casuale e usata una sola volta non lo si può decifrare; come risultato si otterrebbero tutti i messaggi di senso compiuto di quella lunghezza. Ovviamente il metodo ha qualche piccolo prooblema logistico che lo rende poco applicabile sul mercato di massa :)
@Elena ``of Valhalla''

Eventualmente "non si può decifrare in tempo utile."

Un codice segreto deve essere pensato per essere segreto per il tempo necessario.

Ad esempio se progetto una rapina in banca lunedì devo studiare un codice segreto che non venga svelato prima di martedì, ma è quasi un principio di termodinamica che se progetto un codice proponendomi che nessun archeologo fino alla fine dei tempi possa decifrarlo... il proverbiale bambino di 5 anni o l'uomo con la tazza di caffè in mano lo leggeranno come fosse un paragrafo di moby dick.

Queste risibili sviste di cui si apprende ogni tanto... ho la sensazione che siano nate dall'ignoranza di questa superstizione che ho esposto.
@puffolottiaccident

No, no, intendo proprio "non si può decifrare", mai, esiste una dimostrazione matematica del fatto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Cifrario_di_Vernam

o, come al solito meglio ancora:

http://en.wikipedia.org/wiki/One-time_pad

(e scopro ora che non solo è l'unico sistema noto con questa proprietà, è stato dimostrato che è l'unico, a meno di varianti equivalenti)

Comunque, come dice l'articolo, è talmente scomodo da essere usato solo per casi di estrema importanza.

Ovviamente, anche l'OTP è soggetto alla crittoanalisi della chiave inglese (http://xkcd.com/538/), ma quella va oltre il sistema di crittografia impiegato.
A proposito di messaggi da decifrare, sul bel Focus Extra dedicati ai misteri, c'è un articolo sui messaggi (di senso compiuto?) trovati nel corso della storia che hanno resistito a qualsiasi decifrazione...