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Luca Mercalli a Bellinzona stasera

Cambiamenti climatici? Stasera a Bellinzona ne parla Luca Mercalli


Stasera (30 settembre) alle 20.30, presso l'Istituto Cantonale di Economia e Commercio di Bellinzona, il climatologo e giornalista scientifico Luca Mercalli terrà una conferenza intitolata "Prepariamoci" e dedicata alle ricerche sull'evoluzione del clima e dell'ambiente a causa dell'azione umana e ai consigli pratici per prepararsi senza drammi a un futuro prossimo con meno risorse e meno energia.

La conferenza, organizzata dalla rivista "Confronti" e dal Partito Socialista locale, è aperta al pubblico e sarà colloquiale e interattiva.
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Gioco (con premio): il CICAP cerca un nome per il convegno nazionale

CICAP a caccia di un nome per il suo convegno: in palio un premio


Massimo Polidoro, segretario nazionale degli scettici allegri del CICAP, mi segnala che il CICAP è in cerca di un nome formale, conciso e accattivante per il proprio convegno nazionale, che si tiene ogni due anni circa (il prossimo sarà nel 2012) e al quale ho avuto l'onore di partecipare come relatore lunare nel 2009.

Se vi va di partecipare alla caccia al nome, il CICAP ricambierà la vostra spremitura di meningi con un premio: tutti i numeri ancora disponibili della rivista Scienza e Paranormale (una settantina), strapieni d'indagini sui fenomeni più strani, e l'ingresso gratuito al convegno in questione.

Leggete i criteri del gioco e mandate le vostre proposte via mail esclusivamente a convegno@cicap.org: non pubblicatele nei commenti qui sotto, perché c'è il rischio che Massimo non le veda. Buona caccia, e ricordate che se non volete aspettare il 2012, a Torino l'11/11/11 inizierà il convegno organizzato dal Gruppo Piemonte del CICAP, incentrato sulla numerologia e sul fascino dei numeri tra scienza e mistero.
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Mistero e la “vivisezione” delle mummie

Mistero presenta una vivisezione. Di una mummia



Grazie a Maxlax per la segnalazione.
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Quei neutrini velocisti? Forse al Fermilab già visti

Non è la prima volta che i neutrini vengono (forse) colti a correre troppo


La notizia dei neutrini forse più veloci della luce ha comprensibilmente suscitato scalpore e attesa intorno a eventuali conferme o smentite dei risultati sorprendenti dei ricercatori del CERN e dell'INFN. Prima di precipitarsi a parlare di “vittoria” o caduta della relatività di Einstein bisogna verificare tutto con pazienza.

Quest'attesa, in un senso o nell'altro, potrebbe essere più breve di quello che verrebbe spontaneo pensare: TalkingPointsMemo segnala infatti che risultati analoghi erano già stati segnalati nel 2007 negli Stati Uniti ma erano stati trascurati perché rientravano nei margini d'errore.

L'esperimento MINOS del Fermilab a Soudan, nel Minnesota, forse aveva rilevato neutrini superluminali quattro anni fa e ne aveva scritto in questo articolo. Ma i margini d'errore, molto maggiori di quelli dell'esperimento CERN-Gran Sasso, non permettevano certezze. Ora MINOS verrà ripetuto in forma migliorata, con maggiore precisione e più dati. La raccolta dati è già stata fatta e si tratta di misurare con maggiore attenzione i vari ritardi del sistema di rilevamento. I risultati dovrebbero arrivare in “4-6 mesi”, secondo il portavoce di MINOS. Fino a quel momento la prudenza resta d'obbligo.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fabiomalf”.
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“Palla di fuoco” dal cielo causa esplosione in Argentina?

Esplosione in Argentina, sensazionalismo spaziale e palle. Di fuoco


Non accenna a calare la febbre da satellite in caduta che sta affliggendo il giornalismo sensazionalista dopo il rientro innocuo del satellite UARS.

A Monte Grande, alla periferia di Buenos Aires, c'è stata un'esplosione che ha causato la morte di una donna e il ferimento di altre otto persone, distruggendo alcune case e automobili. Subito TGCom ha titolato “Argentina, misteriosa "palla di fuoco" dal cielo”, dicendo che “testimoni hanno riferito di aver visto cadere dal cielo una "palla di fuoco"” e parlando senza mezzi termini di “impatto”.

Paid2write (classificato come sito di notizie da Google) scrive senza mezzi termini “Meteorite Cade Sulla Terra In Argentina” e ipotizza subito un insabbiamento (“sembra che ci siano già alcune autorità (chissà perché) che cercano d’insabbiare il tutto e farlo passare come un normale incidente domestico”). Russia Today parla addirittura di “palla di fuoco aliena” (“‘Alien fireball’ blamed for wrecking Argentine town”); per La Tercera si tratterebbe di un relitto spaziale o di un meteorite. Anche l'agenzia AGI titola “ARGENTINA: 'PALLA DI FUOCO' DAL CIELO, UN MORTO E 8 FERITI”.

Ma è tutta una bufala che un briciolo di buon senso e di analisi delle foto e dei video che ritrarrebbero la “palla di fuoco” avrebbero evitato di far montare. Infatti MeteoWeb, dopo aver pubblicato la notizia iniziale, ha segnalato che il testimone della “palla di fuoco” ha confessato di essersi inventato tutto e di aver falsificato la fotografia della scia infuocata (quella mostrata qui sopra), come riferisce anche Infobae.com.

La causa della distruzione è con tutta probabilità molto più terrena, secondo queste ultime fonti: una bombola di gas collegata in modo improvvisato a un forno. Bad Astronomy ha una lista di eventi normalmente banali che l'eccitazione di questi giorni sta attribuendo a satelliti e meteore.

Si conferma, insomma, la sensazione frequente che certi giornalisti credono che il rasoio di Occam sia quello che usa la moglie per depilarsi e vivono secondo un motto che ha ben poco a che fare con la deontologia: mai farsi intralciare dalla verità se c'è una storia ghiotta da raccontare.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/09/23

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: le password vulnerabili di Mac OS X Lion, la presunta scoperta di neutrini più veloci della luce, il panico da satellite UARS in caduta, le rovine in stile Nazca, visibili solo dal cielo, (ri)scoperte con Google in Arabia Saudita, e le novità di Facebook con l'arrivo della Timeline (solo audio, senza articolo di supporto).
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La Gelmini e il tunnel da 730 km: Epic Fail doppio

Ministero dell'Istruzione italiano: “tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” non vuol dire “tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso”. Eh?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Lo so, l'avete già letta e commentata tutti, ma ne voglio tenere traccia storica. Sì, storica, perché questa doppia bestialità attribuita al Ministro dell'Istruzione italiano è davvero spettacolare e merita di essere ricordata e soprattutto rinfacciata per gli anni a venire ai vari boriosi di governo che sistematicamente strangolano la ricerca ma poi ne usano i risultati per farsi belli.

È spettacolare perché ci vuole un talento speciale (o una faccia di bronzo massiccia) per scrivere una scemenza epica e poi riuscire a superarne l'epicità scrivendone una ancora più grossa. Perché quando un Ministro dell'Istruzione pretende di cambiare il senso della parola italiana “tra” pur di coprire la propria castroneria titanica, la diagnosi non è più manifesta incompetenza, ma è delirio di onnipotenza. Di solito queste cose si curano con due infermieri nerboruti e con una bella camicia con tante cinghiette.

Tutto inizia con un comunicato stampa, pubblicato sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca il 23 settembre scorso, che vedete qui accanto. È ancora pubblicato, al momento in cui scrivo: lo preciso perché il suo contenuto è talmente bizzarro che ha fatto pensare a molti che si trattasse di un falso.

Il comunicato stampa merita una dissezione dettagliata. Inizia precisando che si tratta di una “Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini” e le sue frasi successive sono virgolettate: secondo grammatica si ha quindi il chiaro intento di comunicare che si tratta di parole espresse direttamente dal ministro, non da un subalterno rimbambito da troppe puntate di Mistero.

“La scoperta del Cern di Ginevra e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza” dice il comunicato. “Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.”

Il comunicato considera già assodata la scoperta. Le parole di sensata prudenza dei ricercatori, che hanno invitato ripetutamente a non trarre alcuna conclusione dai dati dell'esperimento in attesa di ulteriori verifiche indipendenti, non contano. La Gelmini, stando al comunicato, ha già deciso ex auctoritate che l'esperimento è valido e incontrovertibile, tanto che cambierà il volto della fisica moderna. Metodo scientifico? Cos'è?

“Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.” Vittoria di chi? Dei neutrini? Dei ricercatori, capaci di ottenere questi risultati sperimentali nonostante governanti inetti e tagli di fondi? E chi ha perso? Roberto Giacobbo con la sua cintura fotonica sponsorizzata RAI? Il Mago Otelma?

A questo punto arriva la Perla dell'Anno, il capolavoro assoluto della castroneria (il grassetto è aggiunto):

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Inoltre, oggi l'Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l'anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante.

Avete letto bene: la Gelmini parla della “costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento”. Parole chiare e inequivocabili, secondo le quali ci sarebbe un tunnel (che sarebbe stato costruito, e quindi non si tratta di un concetto teorico o di una similitudine) che si estende dal CERN al Gran Sasso. Un tunnel di settecentotrenta chilometri che trapasserebbe mezza Italia. Quei poveretti degli svizzeri che stanno tribolando per costruirne uno da 57 chilometri al San Gottardo e quei cialtroncelli francesi e inglesi che hanno penato per costruire 50 chilometri di tunnel sotto la Manica sono dei dilettanti. Per la Gelmini, almeno stando al comunicato stampa del MIUR, c'è un tunnel almeno dodici volte più lungo sotto l'Italia. In confronto il ponte sullo Stretto di Messina è una bazzecola e si fa con quattro stecchini di shanghai.

Questa frase basterebbe per iscrivere il comunicato negli annali delle più grandi scemenze tecniche partorite dai politici. Ci vorrebbe una sezione apposita nel Guinness dei Primati, da dare come lettura obbligata a chiunque si candidi in politica. Ma di fronte al coro di risate e di sberleffi partito in Rete subito dopo la pubblicazione del tronfio messaggio, il MIUR ha saputo comunque superare le alte vette di cretineide già raggiunte.

Il giorno dopo, infatti, il MIUR pubblica un altro comunicato stampa, firmato stavolta dall'ufficio stampa (immagine qui accanto), che “precisa che, ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale.”

Incalza il comunicato: “Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso. Alla costruzione di questo tunnel e delle infrastrutture collegate l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. Questa polemica è dunque destituita di fondamento ed è assolutamente ridicola.”

In altre parole, il MIUR sta dicendo che la frase “tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” non vuol dire “tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso”, ma “tunnel... nel quale circolano i protoni”. Ossia, presumibilmente, il tunnel circolare del CERN, che sta a Ginevra. Che è come dire che “autostrada tra Roma e Milano” significa in realtà “Grande Raccordo Anulare”. Scemi noi che non l'abbiamo capito.

Sarebbe stato più dignitoso porre rimedio alla prima castroneria scrivendo semplicemente “Scusate, gente, abbiamo scritto una cazzata e adesso la rettifichiamo. Il ministro, per penitenza, donerà il suo prossimo stipendio mensile alla ricerca scientifica e andrà in televisione a chiedere scusa”. Macché: piuttosto che ammettere di aver scritto una bestialità, per ottusità o per boria si pretende di ridefinire il senso di “tra” e si insinua che sia colpa dei cittadini, che non sanno capire il senso della frase “tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso”.

Una simile crassa, “ridicola” ignoranza degli italiani non può restare impunita: è chiaro che il ministero responsabile deve pagare le conseguenze di aver fallito nel suo compito di educare i cittadini a leggere l'italiano. Uhm, aspettate un momento...

Per questo monumento all'ignoranza e all'arroganza è necessario inaugurare un tag apposito. Capre di guerra.


Aggiornamenti


9:55.Dai commenti prelevo e incornicio questa splendida sintesi: “Ogni mattina, un neutrino si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della luce. Ogni mattina, la luce si sveglia e sa che dovrà arrivare al Gran Sasso prima del neutrino. Ogni mattina, non importa che tu sia neutrino o luce, ti toccherà ascoltare le minchiate della Gelmini che si è laureata a 732 km da casa e non riesce ad uscire dal tunnel.”

13:30. Anche al professor Antonio Ereditato, responsabile dell'esperimento CNGS in questione, la frase del primo comunicato pare sbagliata: “Deve essersi trattato di un lapsus, sicuramente”. Ereditato chiarisce che c'è un tunnel, lungo solo un chilometro, che è orientato verso il Gran Sasso (SkyTG24). Anche così, comunque, la frase “tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” non è giustificabile. Altrimenti si potrebbe costruire una passerella su uno scoglio al largo di Cagliari e poi vantarsi che c'è “un ponte tra Cagliari e Palermo”.
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Satellitone rientrato senza problemi [UPD 2011/09/25 13:50]

UARS è probabilmente già caduto senza fare danni


9:00. Non ci sono ancora conferme formali da parte della NASA, e il bollettino NASA numero 13 dice solo che l'ente spaziale si sta dando da fare per confermare luogo e ora del rientro. Secondo @UARS_Reentry, il NORAD non invia più dati orbitali, e se il rientro non è già terminato, i dati di traiettoria indicano che il satellite non potrà sopravvivere al suo transito sopra l'Australia. Ci sono segnalazioni non confermate di una caduta sopra il Canada, specificamente in Alberta.

9:30. Pochi minuti fa la Nasa ha comunicato via Twitter che UARS è caduto fra le 11:23 p.m. EDT di venerdì 23 e 1:09 a.m. EDT di oggi. Non ha indicato la zona di caduta.

11:30. La zona di caduta dovrebbe essere l'Oceano Pacifico, secondo NASA/BBC. Attenzione ai video che dicono di mostrare il rientro: per ora si tratta di falsi e/o esche virali.

11:50. Il bollettino NASA #15 dice quanto segue:

NASA’s decommissioned Upper Atmosphere Research Satellite fell back to Earth between 11:23 p.m. EDT Friday, Sept. 23 and 1:09 a.m. EDT Sept. 24. The Joint Space Operations Center at Vandenberg Air Force Base in California said the satellite penetrated the atmosphere over the Pacific Ocean. The precise re-entry time and location are not yet known with certainty.

21:15. La NASA ha pubblicato la ground track dell'ultima orbita di UARS (immagine qui accanto), che probabilmente si è conclusa nel Pacifico, nella zona cerchiata, dopo una discesa avvenuta sopra l'oceano, ma c'è ancora molta incertezza. Le fotografie e i video che circolano (per esempio quelli mostrati al TG2 di stasera) potrebbero essere falsi o riferirsi ad altri oggetti.

22:00. Il bollettino NASA #16 dice:

05:37:25 PM GMT+0200 NASA’s decommissioned Upper Atmosphere Research Satellite fell back to Earth between 11:23 p.m. EDT Friday, Sept. 23 and 1:09 a.m. EDT Sept. 24. The Joint Space Operations Center at Vandenberg Air Force Base in California said the satellite entered the atmosphere over the North Pacific Ocean, off the west coast of the United States. The precise re-entry time and location of any debris impacts are still being determined. NASA is not aware of any reports of injury or property damage.

In sintesi, sembrano piuttosto certi che il rientro sia avvenuto nel Pacifico settentrionale, al largo della costa occidentale degli Stati Uniti.


Spaceflight Now cita le parole di Nick Johnson, chief scientist dell'Orbital Debris Program della NASA al Johnson Space Center di Houston, secondo il quale l'ente spaziale non ha ricevuto alcuna segnalazione credibile di avvistamenti del rientro di UARS.

2011/09/25 13:50. Burloni e imbecilli non hanno saputo resistere alla tentazione e hanno pubblicato falsi video e inscenato ritrovamenti di rottami in Danimarca (Doubtful Newsblog) e anche in Italia, ad Aosta e a Reggio Emilia, finendo (nel caso di Reggio) ricercate per procurato allarme (Aostaoggi; AdnKronos; Gazzetta di Reggio).

2011/09/25 20:40. È stato diffuso il primo video dei danni causati dal satellite: la segnalazione proviene dall'astrofisico Neil DeGrasse Tyson.


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Più veloci della luce?

Esperimento CERN contraddice Einstein? Fermi


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Adoro quando la scienza si mette in gioco come sta facendo in queste ore: mette in luce la differenza fra i ciarlatani delle pseudoscienze, quelli che annunciano risultati miracolosi con poca fatica ma non vogliono far esaminare le loro invenzioni e cure portentose, e chi studia per anni e lavora per altri anni prima di annunciare che, semplicemente, qualcosa non gli torna, per cui pubblica i risultati e invita tutti a farli a pezzi. Una magnifica lezione di umiltà e trasparenza.

Come avrete letto (Repubblica; Reuters; BBC; Sciencemag; Science 2.0), un gruppo di ricercatori del CERN e dell'INFN avrebbe rilevato dei neutrini che viaggiavano a velocità superiori a quelle della luce: una contraddizione radicale della fisica da Einstein in poi, che poggia sull'idea che la velocità della luce sia un limite invalicabile. I ricercatori non sanno spiegarsi questo fatto e ritengono di aver tenuto conto di tutti i possibili errori di misurazione; così pubblicano i propri dati affinché tutti i colleghi possano esaminarli e vedere se c'è un errore sistematico particolarmente subdolo o se siamo di fronte a una scoperta di quelle che sovvertono la scienza.

Provo a riassumere, da semplice appassionato di fisica, quanto sto leggendo nei siti specialistici. Secondo i ricercatori, i neutrini hanno attraversato i 730 chilometri di roccia dal CERN di Ginevra fino al laboratorio sotterraneo del Gran Sasso, in Italia, arrivando in media con 60 nanosecondi di anticipo rispetto al tempo che ci vuole per coprire la tratta alla velocità della luce. I neutrini sarebbero quindi più veloci della luce: cosa che attualmente si ritiene impossibile. Affascinante.

Il problema è che 60 nanosecondi alla velocità della luce sono circa 18 metri, se i miei conticini e Wolfram Alpha non m'ingannano. Quindi, osserva per esempio l'astronomo Phil Plait, basta che la distanza effettiva fra la fonte dei neutrini a Ginevra e il rivelatore al Gran Sasso sia più corta di soli 18 metri (su 730 chilometri) rispetto a quella calcolata e l'anticipo rivoluzionario va a farsi benedire. O magari gli orologi del CERN e del Gran Sasso non sono sincronizzati più che perfettamente. Ma può anche darsi che il fenomeno sia reale: stiamo parlando di fisici, non di teleimbonitori. Di fisici che si guardano bene dal dire che la relatività è sbagliata e che anche Galileo fu deriso ma poi gli diedero ragione.

Chiunque si occupi di scienza sarebbe contentissimo di veder confermata la realtà della scoperta, ma bisogna essere prudenti. Anche qui, come per i fenomeni paranormali, affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Oggi alle 16 i ricercatori presenteranno i propri risultati in una conferenza al CERN (webcast.cern.ch): vedremo cosa ci diranno.

Intanto i ricercatori hanno pubblicato un prudentissimo paper presso Arxiv. È ampiamente al di sopra delle mie competenze, ma segnalo che parla di una distanza di 730,534 chilometri e 61 centimetri, misurata con una precisione di 20 centimetri, e di una sincronizzazione delle basi di tempi pari a 2,3 +/- 0.9 nanosecondi. Già questo livello di finezza mi affascina e stordisce; il grafico in cui si tiene conto dello spostamento dovuto al terremoto dell'Aquila m'inquieta.
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Dagli al satellitone!

Sta per cadere il satellite UARS, preparate i binocoli


Il satellite UARS, stando alle ultime stime della NASA, dovrebbe ricadere nel pomeriggio di venerdì (domani), ora degli Stati Uniti. Non è ancora nota la zona di caduta, ma la NASA esclude gli Stati Uniti. Se ho visto bene, non ci sono passaggi sulla verticale dell'Italia, ma chiedo conferme/smentite agli esperti che mi leggono. Ho aggiornato l'articolo su quest'argomento includendo nuovi link per avere aggiornamenti immediati e un chiarimento sulla probabilità di essere colpiti da un frammento del satellitone.
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Giulietto Chiesa annuncia che mi denuncia: mi querela per umorismicidio

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/22.

Giulietto Chiesa ha pubblicato a reti unificate (su Megachip, su Cometa e su Giuliettochiesa) un articolo nel quale annuncia di aver “presentato una denuncia-querela, alla Procura della Repubblica di Roma” contro di me in relazione a questo mio articolo, da lui definito “calunnioso” perché vi ho teorizzato ironicamente che l'unica spiegazione che riesco a trovare per le sue dichiarazioni sempre più bizzarre è che lui sia in realtà un agente del Nuovo Ordine Mondiale mandato per screditare i complottisti.

Questo è un brano di quanto Chiesa dice di aver scritto alla Procura della Repubblica nella sua “denuncia-querela”:

In particolar modo nel testo [sta parlando del testo dell'articolo che ho scritto io (Paolo)] si legge: “Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale, infiltratosi tra i ricercatori delle verità alternative per screditarli tramite il ridicolo, scrivendo stupidaggini epiche che scimmiottano le teorie complottiste, e per rubare loro la scena. È mandato dalle banche mondiali e dal Gruppo Bilderberg per ammantare di ridicolo chi ha obiezioni legittime alla gestione della finanza del pianeta”.

È di tutta evidenza la volontà dell’autore di tale scritto di screditare e di sollevare ombre e sospetti sulla credibilità, sull’etica e sull’onestà del sottoscritto.

Tali infondate e lesive affermazioni arrecano un grave pregiudizio a chi come lo scrivente, ha sempre interpretato la propria professione in completa autonomia ed indipendenza dai poteri forti, pagando per questo un prezzo di isolamento rispetto agli orientamenti politico-sociali ed economici di volta in volta dominanti.

Il tenore delle suddette ambigue affermazioni risulta essere oltremodo diffamatorio poiché lascia intendere l’esistenza di un legame basato su un interesse economico tra il sottoscritto e dei non meglio specificati padrini facenti parte di gruppi finanziari e mediatici di potere.

Scrive davvero così (e molto altro: leggete tutto il suo articolo). Meno male che lo slogan di Megachip è “Democrazia nella comunicazione”. In tanta democrazia, noto che dalla citazione del mio articolo sono state rimosse delle frasi cruciali (evidenziate qui sotto in grassetto) che ne rendono ancora più chiaro il senso satirico:

Poiché non me la sento di dare dell'imbecille a Giulietto Chiesa, mi trovo costretto a cercare un'altra giustificazione a questa produzione in serie di cazzate spettacolari. Ce l'ho, ed è lampante. Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale, infiltratosi tra i ricercatori delle verità alternative per screditarli tramite il ridicolo, scrivendo stupidaggini epiche che scimmiottano le teorie complottiste, e per rubare loro la scena. È mandato dalle banche mondiali e dal Gruppo Bilderberg per ammantare di ridicolo chi ha obiezioni legittime alla gestione della finanza del pianeta. Oppure è il più sottile satirista della storia dell'umanità.

La prossima volta, magari quando vi racconterò le bizzarre dichiarazioni di Chiesa sull'esistenza del complotto mondiale delle “scie chimiche” (video) o le sue profezie sulla guerra totale USA-Cina nel 2017 (video), starò più attento. Per rendere chiaro anche ai deprivati d'umorismo che sto facendo una battuta, scriverò che è un agente degli uomini lucertola venusiani.


Aggiornamenti


2011/09/22. A proposito di tenore diffamatorio, vorrei ricordare che il 17 agosto scorso Megachip ha pubblicato un articolo di Pino Cabras nel quale sono stato definito "Piero Angela dei poveri" e "massaia linguista di Lugano" e mi è stato dedicato il fotomontaggio che vedete qui accanto (successivamente modificato, ma le tracce dell'originale si possono ancora trovare). Da che pulpito.

Me la sono presa? Certo che no. In Rete gira ben di peggio su di me. Sono modi di fare che qualificano chi li usa, non chi li subisce. I lettori non sono stupidi: sanno che se qualcuno preferisce fare fotomontaggi invece di replicare nel merito, vuol dire che è un tantinello a corto di argomentazioni concrete.

Nel pomeriggio è stata pubblicata un'intervista di Giornalettismo.com a Giulietto Chiesa (aggiornamento: link non più valido) sulla sua querela a me, che per ora è solo presunta: io finora non ho ricevuto nessuna comunicazione legale attinente. Non condivido i metodi e i toni dell'intervistatore, molto marcati nell'audio che è stato pubblicato e poi rimosso, e un po' troppo interrompenti e d'assalti per i miei gusti personali (il giornalismo svizzero è un po' diverso), ma l'intervista è imperdibile.

Se qualcuno vuole darmi una mano con questa querelle, chiederei una trascrizione integrale dell'intervista, da condividere con Giornalettismo.com (aggiornamento: come non detto, è già pronta su Giornalettismo.com), perché Chiesa dice cose davvero illuminanti sulla sua visione del sottoscritto, parlando di “cinque o sei anni di una vera e propria persecuzione sistematica” mia nei suoi confronti.
 
Se la legittima critica degli errori è persecuzione, c'è un modo molto semplice per evitare entrambe: smettere di scrivere errori grossolani. Il “parassita militare” che avrebbe colpito il Pentagono al posto di un aereo di linea, secondo il libro Zero curato da Chiesa, c'era nell'edizione 2007 (pagina 80) e c'è ancora nell'edizione 2011, intitolata Zero2(pagina 144).

Verso sera ho saputo che l'annuncio della “denuncia-querela” è stato addirittura diramato come comunicato stampa, scaricabile pubblicamente qui insieme alla presunta denuncia. Interessante ed eloquente.

La bagatella ha suscitato varie segnalazioni e reazioni online: Il Post, Diarioelettorale, Lucacicca.
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Ci vediamo a Milano oggi?

Oggi sarò al Social Media Week a Milano


Oggi alle 14.30 sarò a Milano, all'Auditorium dei Chiostri dell'Umanitaria in via Daverio 7, nell'ambito del Social Media Week, per parlare del mestiere di detective antibufala e di come si fa comunicazione online. Porterò con me qualche copia del mio ultimo libro Luna? Sì, ci siamo andati!, dedicato ai complotti e alle bufale lunari, per chi fosse interessato a comprarlo. L'ingresso è libero. A dopo!


Post eventum: c'è un'intervistina audio su Downloadblog.it.
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11/9, l’FBI pubblica nuove foto dei rottami dell’aereo al Pentagono. Quello che non c’era, secondo i complottisti

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'FBI ha pubblicato una serie di immagini in gran parte inedite dei danni e dei rottami d'aereo al Pentagono. La serie completa è su Undicisettembre.info: qui segnalo solo quelle che mostrano i famosi rottami d'aereo che secondo i complottisti non c'erano (ignorando disinvoltamente le foto di rottami pubblicate subito dopo gli attentati). Allora questi come sono arrivati sul prato del Pentagono? E chi ce li ha messi i brandelli di corpi che si scorgono in alcune delle immagini?

Chiedetelo a Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco e agli altri sostenitori delle tesi alternative. Perché a dieci anni di distanza dagli attentati dell'11 settembre 2001, questi grami mercanti del nulla non sono ancora riusciti a dare una “versione non ufficiale” che spieghi questi dettagli senza sconfinare nel ridicolo. Altre foto già note dei rottami sono raccolte qui su Flickr.

Intanto il mondo va avanti, lasciandosi dietro questi dinosauri, e i veri nodi dell'11 settembre vengono al pettine: i Lloyds hanno avviato una causa contro alcuni cittadini ed enti benefici sauditi, accusandoli, sulla base di documenti ottenuti da Wikileaks, di aver contribuito materialmente al finanziamento di Al-Qaeda. Un argomento sul quale il governo statunitense ha sistematicamente cercato di glissare per non offendere l'Arabia Saudita e gli immensi interessi petroliferi della zona.

Intanto che i complottisti berciavano di aerei fantasma e demolizioni controllate, gli investigatori seri si sono dati da fare a scavare nelle vere zone grigie dell'11 settembre.


Questa fotografia era già stata pubblicata nel libro Pentagon 9/11 (2007).


Un frammento di pneumatico e un cerchione compatibili con quelli di un Boeing 757, vicino alla breccia d'uscita. Dettaglio di un'inquadratura più ampia pubblicata su su Undicisettembre.info.

Rottami con forme e rivettature tipiche d'aereo, vicino alla breccia d'uscita. Dettaglio di un'inquadratura più ampia pubblicata su su Undicisettembre.info.
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Satellite “minaccia” la Terra!! [UPD 2011/09/23]

No, un satellite non “minaccia” il nostro pianeta


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Titolo decisamente allarmista e fuori luogo, quello del TG1 online, e le sue virgolettature sono una pessima foglia di fico che non copre la caccia al sensazionalismo: Un satellite “minaccia” la Terra. Manco fossimo di fronte ad Armageddon con Minzolini al posto di Bruce Willis.

Infatti il testo dell'articolo stesso chiarisce che si teme che "una ventina di detriti possano cadere sulla Terra". Tutto qui. Le probabilità di esserne colpiti sono modestissime: è più probabile che Roberto Giacobbo abbia nella sua cameretta il poster di Piero Angela.

Per chi volesse informazioni di prima mano e meno drammaticamente gonfiate, il bollettino apposito della NASA è qui: il suo ultimo aggiornamento indica che il satellite, denominato UARS (Upper Atmosphere Research Satellite), dovrebbe rientrare fra il 22 e il 25 settembre. La caduta non è controllata da terra in alcun modo e potrebbe interessare qualunque zona del pianeta compresa fra 57 gradi di latitudine nord e 57 gradi di latitudine sud. L'area di disseminazione dei rottami si estenderà per circa 800 chilometri di lunghezza.

Space.com ha un video che chiarisce il motivo di questi limiti di latitudine e segnala che l'area d'impatto sarà indicabile con più precisione (se “entro un raggio di 10.000 km” si può chiamare “precisione”) solo un paio d'ore prima del rientro.

Il satellite UARS, lanciato nel 1991 e giunto tempo fa al termine della propria attività di ricerca sull'atmosfera, pesa poco meno di sei tonnellate ed è lungo quasi 11 metri e largo quattro e mezzo: ne potrebbero arrivare al suolo alcuni frammenti pesanti fino a 140 chili, ma il grosso si disintegrerà nell'atmosfera, creando uno spettacolo notevole, molto probabilmente visibile a occhio nudo. Il documento NASA di valutazione del rischio è scaricabile qui (PDF). Come sempre, chiunque trovasse frammenti del satellite farebbe bene a non toccarli ma a segnalarli alle autorità.

Se ci saranno novità, le segnalerò qui e via Twitter.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mclcx*”.

Aggiornamenti


2011/09/23. Chi vuole seguire in tempo reale gli aggiornamenti sulla caduta del satellite UARS, che sembra aver scatenato un discreto panico a causa di un'errata percezione del rischio, può evitare i sensazionalismi di certa stampa leggendo queste info:

– gli aggiornamenti via Twitter presso @NASA and @UARS_Reentry (quest'ultimo non è un account ufficiale NASA).
– la pagina UARS Reentry, con molti link a info utili.
– la pagina di riferimento UARS della NASA.
– le fantastiche immagini telescopiche del satellite scattate da Thierry Legault, che ne documentano il rotolamento caotico.
– le info di Planetary.org, che spiega le dinamiche previste per la disintegrazione del satellite e chiarisce che la stima di rischio di danni a esseri umani di 1 su 3200 significa che c'è una possibilità su 3200 che una qualunque persona venga colpita da detriti di UARS. Se la popolazione umana terrestre ammonta a 7 miliardi di individui, la probabilità che una persona specifica (io o voi, per esempio) sia colpita sono 1 su 22.400 miliardi.
Heavens-above.com, che ha un link apposito per il tracciamento della traiettoria di UARS in tempo reale, così sapete quando mettervi al riparo (o, più sensatamente, cogliere l'occasione di vederlo passare). Se ho visto bene, non ci sono passaggi sopra la verticale dell'Italia da ora al pomeriggio di venerdì (ora USA), quando è previsto il rientro secondo le ultime info NASA.
– È notevole anche il tracciamento in tempo reale presso N2yo.com.
Highline.edu ha immagini del rientro della stazione russa Mir, ben più grande di UARS, che ricadde sulla Terra senza far danni ma offrendo uno spettacolo notevole nel 2001.
– Il Corriere ha pubblicato due traiettorie che sorvolano l'Italia: una è venerdì 23, fra le 21:25 e le 22:03, e l'altra è sabato 24 a orario imprecisato.
– Esiste un precedente di una persona colpita da un rottame spaziale: Lottie Williams, nel 1997, fu presa sulla spalla da un frammento metallico del peso di qualche decina di grammi proveniente da un missile Delta II rientrato. Inoltre pezzi della stazione russa Salyut 7 caddero su Capitan Bermudez, a 400 chilometri da Buenos Aires, nel 1991, e il rientro della stazione statunitense Skylab nel 1979 fece cadere rottami su una città della costa meridionale australiana. In nessuno dei tre casi vi furono feriti (Aero.org; Fox News).
– Il comunicato della Protezione Civile italiana è qui :"...Le finestre di interesse per l’Italia sono al momento comprese tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre e tra le 3:34 e le 4:12 di sabato 24 settembre coinvolgendo potenzialmente le regioni del Nord Italia (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano)...".
– È molto interessante confrontarlo con il comunicato svizzero: “Il rischio di danni o che la Svizzera venga colpita, è considerato minimo... La popolazione non deve quindi adottare alcuna misura particolare.”

Questa è un'animazione del probabile svolgimento del rientro:


2011/09/23 7:20. La nuova previsione di rientro indica le 1:00 UTC (le tre del mattino ora italiana) del 24 settembre in mezzo all'Oceano Pacifico, ma il margine d'incertezza è ancora di sette ore in più o in meno.
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EXCALIBUR!! I Carmina Burana come non li avete mai sentiti

Pareidolia acustica: i Carmina Burana


Se sapete anche solo un briciolo d'inglese, non riuscirete mai più a vedere Excalibur senza ridere.


Oh, four tuna (oh, quattro tonni)
Bring more tuna (porta altri tonni)
Statuary on his knees (statue sulle sue ginocchia)
Some men like cheese (ad alcuni uomini piace il formaggio)
Hot, temperate cheese (formaggio caldo e temperato)
Vimto can taste of kidneys (il Vimto a volte sa di rognone)
Lukewarm two rat (tiepido due ratto)
Bet too cool rat (scommettere un ratto troppo cool)
You don't get cheese or chicken (non avrai formaggio o pollo)
Bend chips all day (piega le patatine tutto il giorno)
Hot and salty (calde e salate)
Dip sore feet (immergi i piedi dolenti)
Good, hot chili (buon chili caldo)
Saucy codpiece (una conchiglia salace)
Get me cod, please (portami del merluzzo, per favore)
Brought up too full, food in me (cresciuto troppo sazio, cibo dentro di me)
Suck juice from moose (succhia il succo dall'alce)
Fun with some goose (divertimento con un'oca)
Second these so rude big knees (favorisci queste grosse ginocchia così volgari)
Open bra top (apri la parte superiore del reggiseno)
Get them loved up (coccolale)
Leaking foot when near cherries (piede che ha perdite se vicino alle ciliegie)
Look there, look good (guarda lì, guarda bene)
Dogs sure look cute (i cani sembrano davvero carini)
Farewell to knees and berries (addio alle ginocchia e alle bacche)
Salsa cookies (i biscotti alla salsa)
Windmill cookies (i biscotti a forma di mulino a vento)
They'll give you gonorrhea! (ti daranno la gonorrea!)
This octopus (questo polpo)
Let's give him boots (diamogli degli scarponi)
Send him a car or pizza (mandiamogli un'auto o una pizza)
Lovely Torah (adorabile Torah)
Send me more of potato soup and chicken (manda ancora zuppa di patate e pollo)
Hot mess all day (pasticcio caldo tutto il giorno)
Sing it, ugly (cantala, bruttona)
Be good for Peace Monkey's sake (sii buona per il bene della Scimmia Pacifista)

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “david.roman*”.
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Timelapse dalla Stazione Spaziale, per cominciare bene la giornata

L'infinita bellezza del nostro pianeta visto dalla Stazione Spaziale


Loro ne hanno viste, cose che noi umani non potremmo immaginarci. Bagliori delle città che si riflettono come fiamme sui pannelli solari. Lampi colossali che rimbalzano in concerto da una nube all'altra come lucciole perse nella foschia. Il sottile, fragile velo dell'atmosfera. Un mondo che non ha frontiere, visto da un luogo nel quale anche la più possente delle bandiere non può sventolare. Questa è la nostra Terra vista in timelapse dalla Stazione Spaziale.


Una dose di bellezza infinita come questa, di primo mattino, è quel che ci vuole. Grazie a James Drake di Infinity Imagined e a chi rischia la vita per portarci queste immagini potenti.
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Come convertire i siti-slideshow

Deslide converte CNN, Reuters, Life e altri siti che vi fanno cliccare cento volte per una serie di foto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ci sono tanti siti di Internet, non solo di tipo pruriginoso, che presentano serie splendide di fotografie ma hanno il difetto di obbligare l'utente a cliccare ripetutamente per sfogliarle e salvarle una per una. Per risolvere almeno in parte questo problema c'è un sito, Deslide.clusterfake.net, al quale basta dare il link alla pagina iniziale della serie per ottenere una pagina unica contenente tutte le immagini.

Io l'ho provato su questa serie di 25 foto rare del Pentagono pubblicate da Life ed ho ottenuto questo risultato scegliendo l'opzione Show big images + titles, descriptions etc. Splendido.

Aggiornamento (21:00): Deslide non funziona su tutti i siti, ma solo su quelli elencati in fondo alla sua pagina iniziale, che includono Msn, Reuters, Uproxx, Yahoo, Usatoday, BBC, Boston.com, IMD e altri.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “f47nk”.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/09/16

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: ufologi seri a caccia di ragni volanti contro le “scie chimiche”, foto rubate di Scarlett Johansson con Effetto Streisand, social network che si copiano a vicenda, incontri su Facebook che finiscono insolitamente male e lo scherzo che “rompe” Google.
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Autoscatti privati rubati a Scarlett Johansson finiscono in Rete. C’è gente che non impara mai

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/17.

C'è sempre qualcuno che pensa “tanto a me non capita”. Parliamoci chiaro: se siete troppo pigri per leggere il manuale e imparare i rudimenti della sicurezza dei dispositivi che usate, l'unico modo per garantire che vostre immagini di nudo o imbarazzanti o altrimenti private che avete scattato per uso personale finiscano su Internet contro il vostro volere è non farle.

Non sembra un consiglio così difficile da seguire, eppure adesso Scarlett Johansson avrebbe chiamato nientemeno che l'FBI per alcuni autoscatti privati che sono comparsi su Internet poche ore fa.

No, non vi dirò dove andarli a prendere e non pubblicherò gli originali in alta risoluzione senza i provvidenziali felini e non linkerò i siti che dicono dove andarle a reperire. Né ho intenzione di spendere un nanosecondo per sapere se sono vere o false. Se siete messi così male da volerle trovare, arrangiatevi: tanto non mostrano molto più di quello che potete intuire da queste mini-anteprime.

La cosa importante è che episodi come questo (la Johansson, a quanto pare, non è la prima celebrità ad esserne colpita) dimostrano che il primo passo per la gestione della privacy spetta all'utente, che deve informarsi sulla tecnologia che usa e capirne le vulnerabilità. Non può aspettare che ci pensi qualcun altro, men che meno l'FBI o la polizia.

Non ha tempo di farlo? Allora si compri un telefonino che non fa foto. Oppure non si faccia foto personali usando uno smartphone (usi invece una normale fotocamera) e non le custodisca sul computer o sul cellulare, perché ci sono mille modi per sottrargliele.

Chi pensa che questo genere d'incursione richieda competenza da super-hacker farebbe bene a ricredersi. I file cancellati su una penna USB o un disco rigido si possono recuperare. Ci sono software appositi che scavalcano le password degli iPhone, iPod e iPad e scaricano direttamente tutte le foto in pochi minuti mentre l'utente si assenta un momento lasciando incustodito l'aggeggio. Estrarre la schedina di memoria da certi smartphone richiede pochi secondi. I Bluetooth accessibili, specialmente sui treni, non si contano. Creare un honeypot wifi e ascoltarne il traffico è una passeggiata per chiunque abbia un telefonino in grado di fare tethering. La nuova versione di Firesheep intercetta il traffico Web degli utenti sulle reti Wifi e ne ruba le sessioni nei social network, consentendo di accedere anche alle foto private. Tutte azioni illecite, ovviamente: ma prevenire è meglio che curare, specialmente in questo caso.

Come se non bastasse, ci sono tanti utenti che lasciano l'intero computer in condivisione sulla rete locale. Qualche giorno fa ero in un'università del nord Italia e mi è stata offerta la connessione a Internet. Ho collegato il mio laptop al cavo ethernet e sono emerse automaticamente le condivisioni degli altri utenti. È bastato sbirciare un attimo per notare una cartella, denominata password, che conteneva file molto eloquenti. Ho avvisato subito il titolare della cartella.

Spaventati? Dovreste esserlo. Ma mettersi al sicuro è semplice: se non volete che le vostre foto private finiscano in Rete, non fate foto private. Oppure imparate le basi della sicurezza informatica. Punto.


Aggiornamenti


17:30. L'FBI conferma (AFP) che sta indagando su una recente raffica di sottrazioni d'immagini private di celebrità, ma non ne fa i nomi. Sophos sottolinea il rischio che i malfattori della Rete fabbrichino siti-esca infettanti basati sulla ricerca di queste foto e sconsiglia di cercarle.

22:40. Il sito di gossip TMZ segnala che l'avvocato della Johansson, Marty Singer, sta inviando lettere di diffida ai siti che pubblicano le foto (il che fa pensare che siano autentiche). Mai sentito parlare di effetto Streisand?

2011/09/17. Ho aggiunto un paio di frasi per chiarire – soprattutto a chi è arrivato qui troppo arrabbiato per capirlo da solo – che non fare foto private è la soluzione più efficace per chi non vuole studiarsi il manuale del telefonino o social network o altro gingillo digitale, che ognuno è certamente libero di fotografarsi come gli pare e che comunque la sottrazione di immagini private è una violazione del diritto alla privacy, per cui non intendo assolutamente difendere o giustificare chi commette queste violazioni.
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NASA: si va oltre la Luna, ecco il missile gigante per farlo

NASA: ecco il missile per portare astronauti verso gli asteroidi e Marte. Lunacomplottisti: non si può per le radiazioni. Vedremo


Anteprima grafica dell'aspetto dello
Space Launch System. Credit: NASA.
Poco fa la NASA ha annunciato i dettagli del progetto SLS: un nuovo missile gigante (anteprima qui accanto) che entro il 2017 sarà capace di portare da 70 a 130 tonnellate fino all'orbita terrestre e di lanciare astronauti verso gli asteroidi e verso Marte.

Si tratta di un veicolo che avrà oltre quattro volte la capacità di carico dello Shuttle e sarà nella stessa categoria del Saturn V usato per andare sulla Luna.

Cari lunacomplottisti che dite che i viaggi lunari sono impossibili a causa delle radiazioni, la NASA promette di bagnarvi il naso. Sarà molto divertente leggere le loro contorsioni mentali quando chiunque, usando un telescopio o una buona antenna radio, potrà verificare che ci sono degli astronauti nello spazio profondo.

I dettagli tecnici sono su Complotti Lunari.
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Utorrent violato, occhio ai download

Infettato un client Bittorrent


Poche ore fa è stato violato Utorrent.com, il sito che ospita µTorrent, uno dei più diffusi programmi client per Bittorrent. Il client è stato infettato con un malware che si spaccia per un antivirus. La situazione è stata corretta, ma chi ha scaricato in queste ore µTorrent per Windows potrebbe trovarsi con una versione infetta. I dettagli sono nel comunicato di Bittorrent. Sophos fornisce altre info e segnala che il suo antivirus riconosce il malware.

L'infezione di un client peer-to-peer popolare è una strategia insolita ma molto potente per la diffusione di questi falsi antivirus. Prudenza, e scandite tutto quello che ricevete da qualunque fonte.
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Antibufala: il “mostro marino” scozzese

Mostro marino in Scozia? È solo un globicefalo decomposto


Una lettrice, Cristina, mi segnala questa notizia: “Enorme, verdastro, dalle sembianze di un essere preistorico. Un animale mai visto precedentemente è stato ritrovato su una spiaggia scozzese. Morto. Gli esperti brancolano ancora nel buio nell'identificazione della razza”.

Inizia così l'articolo di Affaritaliani.it, a firma di Fabio Arrigoni, sul “mostro marino” che sarebbe stato trovato in Scozia. La stessa notizia è riportata un po' meno drammaticamente da Express-news.it, che parla di “mostro marino” ma inizia a chiarire che gli esperti non brancolano affatto nel buio.

Infatti basta immettere in Google News i nomi dei protagonisti della scoperta, Margaret e Nick Flippence, per scoprire che la notizia è vecchiotta: risale al 20 luglio e proviene dal Daily Mail e dal Sun britannici, secondo i quali iIl “mostro” sarebbe lungo 30 piedi (circa nove metri). Inoltre il ritrovamento in sé è ancora più vecchio di queste notizie iniziali e la creatura era già stata esaminata dagli esperti, che non vi avevano trovato niente di speciale.

Stv.tv, infatti, riferisce che la carcassa era già stata segnalata a maggio scorso, quando era stata “esaminata dal Dott. Andrew Brownlow dello Scottish Agricultural College, che l'aveva identificata come un giovane esemplare di globicefalo [pilot whale in originale] [...] Quando era stata segnalata inizialmente, la carcassa giaceva in una posizione differente e aveva ancora la mascella. Da allora si è decomposta ulteriormente e la marea l'ha rovesciata sul dorso. La mascella è stata trascinata via dall'acqua, scoprendo il palato duro del globicefalo e facendo pensare alla gente che si tratti della carcassa di una creatura preistorica misteriosa”.

Niente mostro marino, insomma: solo qualche giornalista che non sa resistere alla tentazione di fare sensazione con poca fatica. Per gli appassionati di animali misteriosi, segnalo invece Cryptomundo, sito meno sensazionalista ma molto interessante e interamente dedicato a questo genere di ritrovamenti. È molto educativo per evitare di abboccare alle sparate dei giornalisti a caccia di click facili e per evitare che un globicefalo vi faccia fare la figura del fallocefalo.
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Foto d’epoca convertite in 3D

Fantastico effetto 3D, senza occhiali, applicato a foto d'epoca



Non sono sicuro di aver capito come diavolo hanno fatto a rendere tridimensionali ed esplorabili queste foto d'epoca usando Blender, ma l'effetto è magico (nel senso clarkiano di "qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia"). Se qualcuno riesce a scoprire come è stato ottenuto questo video, lo scriva nei commenti.
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Podcast Disinformatico del 2011/09/09 e video 11/9

Pronto il podcast del Disinformatico; dibattito e TV sull'11/9


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico, dedicata all'allarme su Facebook per "Francesca Capone" (con nuovi settaggi di privacy di Facebook), al worm di nome "Morto", ai 13 anni di Google Inc., al caos di Diginotar che causa aggiornamenti continui e alla trappola della falsa messa in regola di Windows piratato.

Per quanto riguarda il complottismo undicisettembrino, segnalo che la Radiotelevisione Svizzera mi ha intervistato nella trasmissione Il Quotidiano; inoltre ho completato il montaggio e la messa online dei video dell'incontro-dibattito di Lugano, che è disponibile qui sotto. Buona visione, se non vi siete stancati dell'argomento.

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11 settembre: le teorie cospiratorie continuano

2014/06/07: Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it qui ma ora non è più disponibile presso il sito originale, per cui lo ripubblico qui, forzandogli la data di pubblicazione originale (2011/09/11).

Sono passati 10 anni e ancora c'è chi parla, in Rete ma non solo, di Torri Gemelle demolite con esplosivi segreti, di aerei fantasma al Pentagono e di un cratere troppo piccolo nel campo della Pennsylvania dove cadde il quarto degli aerei di linea dirottati e fatti schiantare quel limpido martedì mattina di settembre. Queste tesi di complotto, drammatiche e spettacolari, non prosperano più come qualche anno fa ma sopravvivono a qualunque debunking basato sui fatti tediosi e sulle aride smentite degli esperti.

Così il cospirazionismo sull'11 settembre è diventato immortale come lo sono da tempo le tesi di complotto sull'assassinio del presidente Kennedy e di John Lennon, sullo sbarco sulla Luna e sugli Ufo precipitati a Roswell nel 1947. I processi psicologici sono identici: il bisogno innato di trovare spiegazioni semplici alle cose complesse, il rifiuto istintivo di accettare che la vita è dannatamente random e la pretesa che grandi eventi debbano avere grandi cause. Credere al complotto significa inoltre sentirsi più sapienti degli altri, che sono incapaci di cogliere la realtà nascosta delle cose.

Una delle tesi di complotto più antiche e longeve intorno all'11 settembre riguarda il Pentagono. A marzo del 2002 il sito francese Asile.org lancia l'idea che il Pentagono non sia stato affatto colpito da un aereo di linea ma da un missile o un drone, grazie a una scelta astuta delle fotografie in cui la breccia d'impatto è provvidenzialmente coperta quasi per intero dal getto di un idrante e non si vedono i rottami d'aereo ben visibili in altre immagini. La popolarità di Asile.org è istantanea e planetaria, ma è solo marketing virale per un libro, L'Effroyable Imposture, che frutterà al suo autore, Thierry Meyssan, ben un milione di euro, nonostante contenesse perle come l'asserzione che negli aerei di linea il carrello scende automaticamente (chiedete a qualunque pilota).

L'idea del “buco troppo piccolo al Pentagono” è tuttora gettonatissima fra i fanboy del complotto, nonostante le foto che mostrano la breccia per intero e i rottami d'aereo (con tanto di numeri di serie), i 55 testimoni oculari (compresi colleghi giornalisti) che videro l'aereo della American Airlines e i resoconti dei vigili del fuoco (raccolti nel libro Firefight), che estrassero brandelli di cadaveri con le divise degli assistenti di volo.

Per le Torri Gemelle, l'idea di fondo che furono distrutte da qualcosa diverso dagli aerei persiste tuttora, ma nel corso degli anni ha subìto notevoli evoluzioni. Il già citato Meyssan scrisse che gli aerei furono telecomandati; altri sostennero che si trattasse di ologrammi o che gli aerei fossero privi di finestrini (il testimone vide l'aereo da vari chilometri di distanza e in controluce) o dotati di un pod, un rigonfiamento anomalo sotto la fusoliera (era semplicemente il vano del carrello).

La tesi della demolizione controllata fu alimentata inizialmente dalle testimonianze di rumori di esplosioni (erano in realtà i boati causati dai crolli locali dei solai) e dagli sbuffi visibili durante il crollo, che fecero teorizzare che le Torri fossero state distrutte da cariche esplosive. Poi fu fatto notare che nei video dei crolli delle Torri mancava un particolare essenziale: il botto inconfondibile e insopprimibile degli esplosivi.

Così fu teorizzata una demolizione silenziosa, grazie a una sostanza chiamata “termite”, che brucia a temperature altissime ed è in grado di fondere l'acciaio. Teoria interessante, ma smentita dai fatti: la termite è troppo lenta e ce ne vuole troppa. Le dimostrazioni organizzate dai complottisti furono degli Epic Fail. Nessun problema: qualche anno fa fu proposta la “nanotermite”, miscela ancora più reattiva, che sarebbe stata applicata come vernice alle colonne del World Trade Center. I chimici hanno spiegato che una vernicetta del genere produrrebbe meno energia di un foglio di carta che brucia e che i presunti residui di “nanotermite” sono semplicemente resti delle varie vernici antiruggine applicate all'acciaio delle Torri, ma ultimamente la demolizione a mezzo vernice è la teoria più in voga.

I vigili del fuoco hanno giustificazioni meno fantascientifiche per i crolli: i circa 40.000 litri di carburante riversati dentro ciascuna Torre dagli aerei appiccarono incendi vastissimi. Il carburante bruciò in pochi minuti, ma ormai moquette, carta, tramezze e mobili erano in fiamme; gli incendi continuarono, ma non fusero l'acciaio della struttura. Però lo scaldarono, e a 600°C l'acciaio per costruzioni perde gran parte della propria capacità di carico: il collasso era inevitabile. La resistenza dei piani intatti sottostanti quelli in fiamme fu insufficiente a frenare le migliaia di tonnellate di macerie in caduta.

Per il Volo 93, quello precipitato in Pennsylvania, si teorizzò sin da subito un abbattimento da parte dei militari (e, confesso, lo sospettai anch'io), ma la distribuzione troppo compatta dei rottami indicò che l'aereo era caduto intero. Così l'attenzione si spostò sul cratere stranamente modesto e sul numero esiguo di rottami, suscitando ipotesi di messinscena che persistono tuttora. Inutile ricordare che altri impatti verticali di aerei di linea (United 585, 1991; PSA 1771, 1987) avevano prodotto crateri altrettanto compatti e poveri di rottami e che in Pennsylvania furono recuperati 1500 frammenti di resti umani dei passeggeri insieme ai loro effetti personali e alle “scatole nere”.

Visto il sostanziale flop delle tesi riguardanti Pentagono e Torri Gemelle, oggi l'attenzione dei cospirazionisti hardcore si è spostata su un terzo grattacielo crollato a New York, l'Edificio 7. La sua caduta, specialmente se vista con occhi inesperti, ha in effetti l'aspetto di una demolizione intenzionale. Ma i vigili del fuoco di New York, che erano lì e non hanno studiato l'11 settembre guardando Youtube, dicono che il crollo fu dovuto ai grandi incendi appiccati nell'edificio dal crollo di una delle Torri e fu ampiamente previsto, tanto che non causò la morte di nessuno. Oltretutto manca un movente credibile per la sua demolizione.

La voglia di complotti, insomma, persiste, alimentata dai guadagni dei guru cospirazionisti: l'associazione Architects and Engineers for 9/11 Truth, che raduna architetti e ingegneri ancora convinti della demolizione delle Torri con esplosivi, da sola ha incassato nel 2009 circa 344.000 dollari. Se rinasco, nella prossima vita farò anch'io il complottista.
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Complottisti senza pudore

Nel giorno della commemorazione i complottisti non hanno il buon gusto di tacere


Uno dei coautori del blog Undicisettembre, John, è stato a New York di recente e ha scritto un toccante resoconto di una città che non dimentica ma guarda avanti, che commemora e ricostruisce. Di complottisti, proprio là dove gli eventi sono accaduti, manco l'ombra.

Dalle nostre parti, invece, non è stato zitto chi poteva cogliere l'occasione per tacere almeno per un giorno e rispettare il dramma di chi ha perso i propri cari negli attentati. A Vigevano, oggi, Tom Bosco, Massimo Mazzucco, Maurizio Blondet, Pino Cabras, Giorgio Iacuzzo e Flavio Oreglio chiedono ben 15 euro a testa per sentirli infangare per l'ennesima volta la memoria dei vigili del fuoco di New York.

Sì, infangare: perché i vigili del fuoco della città ferita sarebbero, secondo costoro, così cretini da non accorgersi che le Torri Gemelle sarebbero state distrutte con gli esplosivi o con la termite o con le microonde. O, peggio ancora, sarebbero stati corrotti per tacere. Ci sarebbe da parlare, poi, di quel ricorrente interesse di Blondet per gli ebrei che emerge dai suoi scritti.

Per chi si meraviglia del patrocinio dato dal comune di Vigevano a questa pantomima, c'è un primo chiarimento da parte di uno degli assessori, che se ne chiama fuori. Inoltre, secondo almeno due fonti, il patrocinio sarebbe stato ottenuto da Bosco e colleghi con l'inganno. I “ricercatori della verità”, a quanto mi risulta, l'avrebbero chiesto annunciando un convegno su UFO e cure alternative, di cui poi hanno cambiato il titolo.

Se qualcuno vuole farsi avanti e fare chiarezza, sono a disposizione. Ma non oggi. Oggi è giorno di silenzio e commemorazione.
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Salve, sono un complottista dell’11 settembre, lo rivela “Il Secolo XIX”

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento ore 20:55.

"Il Secolo XIX ha intervistato il maggiore esperto esplosivista italiano, che vanta nel suo curriculum centinaia di demolizioni controllate: Danilo Coppe", scrive questo articolo, e fin qui mi sembra una buona cosa che finalmente qualcuno si sia deciso a interpellare direttamente gli esperti per vedere se questa storia delle Torri Gemelle demolite con l'esplosivo è una balla o no.

Ma poi leggo questa perla: "Già al centro di dibattiti e botta e risposta con i complottisti, primo tra tutti Paolo Attivissimo, il quale ha più volte cercato di dimostrare con studi, video e conferenze l’esistenza di cariche cave negli edifici collassati l’11 settembre 2001..."

Ebbene sì. Mi hanno smascherato. Ora chi glielo dice a Giulietto Chiesa?


Aggiornamento ore 20:55


L'articolo de Il Secolo XIX è stato corretto: l'originale è nella schermata qui sopra. Adesso possiamo goderci per bene le spiegazioni di Danilo Coppe e apprezzare il fatto che una volta tanto un giornale si è preso la briga di chiedere a un esperto.
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Cene magiche, delitti e bufale

Un po' di appuntamenti con i misteri


Chi uccise Kennedy? Domani sera a Torino, alle 21, Massimo Polidoro ne parlerà al Mausoleo della Bela Rosin, in Strada del Castello di Mirafiori 148/7. L'ingresso è gratuito e le informazioni sono qui.

Cena magica il 23 a Erbusco (Brescia). Il 23 settembre prossimo alle 20:30 il Gruppo CICAP Lombardia organizza a Erbusco, al ristorante "Pio NoNo", una cena magica con prestigiatori che non hanno bisogno di poteri paranormali per incantare e divertire. Se vi interessa conoscere da vicino gli Scettici Allegri, prenotatevi: i dettagli sono qui.

Bufale, bugie e social network a Crema. Domani sera alle 19 sarò a Crema, al Dipartimento di Tecnologie dell'Informazione in via Bramante 65, per un incontro aperto a tutti sul tema della caccia alle bufale e dei contaballe che dilagano nei social network. La chiacchierata fa parte della serata organizzata dall'Università degli Studi di Milano - sede di Crema e patrocinata dal Comune di Crema. Tutte le info sono qui.
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Dalla Luna nuove foto degli sbarchi

Nuove foto dettagliatissime della Luna confermano gli sbarchi dell'uomo


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


La sonda Lunar Reconnaissance Orbiter ha scattato questa e altre immagini il mese scorso mentre sorvolava la Luna a una quota di circa ventidue chilometri.

Lì, esattamente nelle posizioni descritte e documentate fotograficamente dalla NASA quarant'anni fa, ci sono oggi, adesso, gli inconfondibili resti dei veicoli Apollo e delle attrezzature usate dagli astronauti. Si vedono distintamente sia le tracce parallele delle ruote del Rover (l'automobile elettrica usata in alcune missioni), sia le tracce delle loro impronte.

La risoluzione massima di queste nuove immagini è di 25 centimetri per pixel: il doppio di quella delle immagini precedenti. Tutte le foto sono presso Nasa.gov qui e sul sito dell'LRO. Altri dettagli, video e confronti sono qui, qui, qui e qui.

Minoli, Giacobbo, Mazzucco, e tutti coloro che non credono che siamo andati sulla Luna: vi regalo queste foto e un EPIC FAIL formato famiglia e vado a brindare al coraggio e all'ingegno di coloro che voi tanto denigrate.


Aggiornamenti


2011/09/07. L'audio della conferenza stampa è disponibile qui sotto in due parti.




2011/09/08. I giornali presentano queste fotografie come la fine del cospirazionismo lunare (Corriere) e danno l'impressione che la NASA le abbia realizzate per rispondere alle tesi di falsificazione. In realtà fanno parte di una mappatura ben più ampia del suolo lunare e servono per consentire ai ricercatori di conoscere in dettaglio gli effetti di quarant'anni di esposizione all'ambiente lunare delle apparecchiature lasciate dagli astronauti Apollo. In particolare servono per capire quanto è importante un fenomeno assolutamente affascinante: la levitazione della polvere lunare. Sì, la polvere sulla superficie della Luna si solleva da sola periodicamente e poi si rideposita, formando una sorta di nebbia. È uno dei tanti misteri veri della Luna.
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Promemoria: dubbi, domande e risposte sull’11 settembre a Lugano oggi alle 16

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/11.

Segnalo brevemente l'appuntamento di oggi pomeriggio alle 16 alla Sala Parrocchiale di Pambio (Lugano), dove sarò a disposizione per una conferenza-dibattito sui dubbi e gli aspetti poco noti degli attentati di dieci anni fa. I dettagli sono in questo articolo.

Intanto la BBC ha pubblicato un sondaggio secondo il quale il 15% degli intervistati è favorevole alle varie tesi di complotto, sia quelle “hanno lasciato che accadesse” sia quelle “l'hanno fatto accadere”. Nei giovani la percentuale sale al 25% circa.

Se volete ne parliamo oggi pomeriggio.


Post eventum


Grazie a tutti di essere venuti così numerosi nonostante il diluvio! Spero sia stato un esperimento interessante, una sorta di incontro sul post-complottismo: passati dieci anni senza che i cospirazionisti siano venuti a capo di nulla, oggi abbiamo parlato dei dubbi sensati intorno all'11 settembre.

Per la persona che è andata via indignata perché riprendevamo anche il pubblico, vorrei ricordare che se fosse arrivata puntuale mi avrebbe sentito dire all'inizio (e ripetere prima della sessione di domande) che chi non voleva essere ripreso poteva chiedere di essere oscurato. Ma si vede che è più facile bofonchiare e andarsene incazzati che chiedere educatamente chiarimenti.

Sto riversando i video e procedendo con il montaggio, così chi non c'era potrà vedere che si può discutere di 11 settembre serenamente e concretamente invece di inseguire improbabili demolizioni segrete e aerei fantasma.

Intanto segnalo la sintesi e recensione della nuova indagine della BBC sulle tesi di cospirazione riguardanti l'11 settembre, ricca di dichiarazioni di esperti che smontano inesorabilmente le presunte prove del complotto (in particolare la presunta scoperta di “nanotermite” da parte del chimico in pensione Niels Harrit) e che cominciano a porre le vere domande sull'11 settembre: per esempio, le Torri Gemelle erano edifici progettati correttamente?


2011/09/08


È pronto in parte il video del dibattito.


2011/09/11


Ho terminato il montaggio e la pubblicazione dell'intero dibattito, che è disponibile in questa playlist.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/09/02

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: la nuova categoria degli ultrabook, la TV 3D senza occhiali e gli occhiali 3D senza TV, il furto di certificati digitali per Google che consente intercettazioni facili, la truffa per truffati alla nigeriana e l'allarme su Facebook per la presunta comparsa di video pornografici a insaputa dell'utente.
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Le cose che non colsi - 2011/09/01

Supernova vera, meteora finta, time-lapse, Apple, unicorni e altro in breve


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Fatto sorprendente del giorno numero 1. Il 16% dell'inquinamento atmosferico da mercurio nel Regno Unito viene dalle otturazioni dentali dei cremati (BBC). Aggiornamento: un lettore, gian, nei commenti fa delle precisazioni interessanti sull'esatta percentuale.

Fatto sorprendente del giorno numero 2. In media c'è un terremoto di magnitudo 8 o superiore ogni anno da qualche parte nel mondo. Quelli di magnitudo da 7 a 7.9 sono quindici (uno ogni tre settimane in media). Quelli di magnitudo 6 sono 134 l'anno. Se vi accontentate della magnitudo 5, sono 1300 l'anno, ossia 4 al giorno (Bad Astronomy/USGS).

Un magnifico caso di polidattilia umana. Yoandri Hernandez Garrido, di Cuba, ha sei dita per mano e sei dita per piede. Lo chiamano “Ventiquattro”. Una polidattilia così armoniosa e ben formata è rarissima (Huffington Post; attenzione, alcune immagini possono risultare impressionanti).

La “scia di meteora” è quella di un aereo. Il video girato sopra Cusco, in Perù, non è la scia del passaggio di una meteora, ma è la scia di condensazione di un aereo, colorata dalla luce del tramonto esattamente come avviene per le nuvole (BBC; Bad Astronomy).

L'iPad fu inventato da Kubrick negli anni Sessanta per 2001: Odissea nello spazio. Bizzarra ma divertente strategia di difesa brevettuale di Samsung contro Apple che la accusa di aver copiato la forma dell'iPad. Forse hanno copiato entrambi da Kubrick (Wired.it, con foto).

I più grandi flop di Steve Jobs. Giusto per ricordare che il mito del tocco magico di Jobs è appunto un mito: l'Apple Lisa, il mouse circolare dell'iMac, l'iPod HiFi, la prima generazione di Apple TV, l'iPod Shuffle senza pulsanti, Final Cut Pro X, Ping, il PowerMac G4 Cube, l'iPod Photo (Gizmodo).

Time-lapse: c'è chi usa una fotocamerina per un pomeriggio e c'è chi usa un telescopio spaziale e aspetta 14 anni. Non immaginavo che si potesse vedere il movimento dei getti di gas delle stelle o l'evoluzione di una nube interstellare. Fantastico (Gizmodo (con video); Hubblesite.org).



Time-lapse: se non potete usare Hubble, imparate da Eric Hines, autore dello strepitoso video qui sotto. Se volete sapere come fa, seguite questo video.


Supernova! PTF11kly, nella costellazione dell'Orsa Maggiore, più specificamente in Messier 101, era una stellina invisibile fino alla settimana scorsa. Poi è esplosa, diventando visibile nonostante si trovi a 21 milioni di anni luce da noi. Non solo: siamo riusciti a vedere le primissime fasi della sua esplosione. Se continua ad aumentare di luminosità diverrà addirittura visibile con un buon binocolo (AstronomyNightly; Io9; Osservatorio Righi).

Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo: la prima “foto” di un orbitale elettronico (Nature Chemistry). Aggiornamento: pgc mi segnala che non sono le prime foto in assoluto: ne è già stata pubblicata una nel 2009 su Physical Review B (Mizozo).

Faccia a faccia esilarante di due chatbot. “Non sono un robot, sono un unicorno” e altre chicche in questo video del Cornell Creative Machines Lab (IEEE Spectrum).


Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “giova.sec*”.