11/9, intervista a un esperto italiano di demolizioni

11/9, intervista a un esperto italiano di demolizioni 194 commenti Aggiungi un commento

Cospirazionismo undicisettembrino: proviamo a chiedere agli esperti. Quelli veri


Visto che quest'anno ricorre il decimo anniversario degli attentati dell'11 settembre, è prevedibile che rispunteranno le solite tesi di complotto raffazzonate, per cui vale la pena mettere alcuni paletti per evitare discussioni inutili. Segnalo quindi un'intervista a Danilo Coppe, esperto italiano di esplosivi e demolizioni, realizzata dal gruppo Undicisettembre per farsi spiegare da chi ne capisce se è per caso possibile che le Torri Gemelle siano state distrutte da una demolizione controllata segreta.

Colgo l'occasione per segnalare che l'articolo di Giulietto Chiesa sul complotto delle eurobanconote con la lettera Y che avevo linkato recentemente ed era stato oggetto di un inesorabile, allegro debunking da parte di Perle Complottiste, è stato vaporizzato. Al suo posto c'è un laconico messaggio: "L'articolo che si trovava in questa pagina conteneva errori di metodo e fattuali che sono stati rilevati da diversi lettori. Errori non difendibili e non emendabili. Per questa ragione ritiro l'articolo. Poiché questo non eviterà che altri lettori lo incontrino, navigando nel gran mare del web, mi scuso anticipatamente anche con loro".

Una decisione lodevole. Peccato che metta in luce il fatto che Chiesa non ha fatto neppure il minimo sindacale di verifica prima di pubblicare quell'articolo, e che quindi c'è da chiedersi quanto siano affidabili gli altri suoi scoop. Il bello è che l'articolo era classificato con quattro pallini di gradimento su cinque dai lettori di Megachip, come potete vedere nella schermata qui accanto. Senza lo sbufalamento di Perle Complottiste, sarebbe rimasto dov'era.

Per chi volesse godersi l'articolo oggi vaporizzato, è ancora nella cache di Google. E anche su Arianna Editrice, Informare per Resistere, Stampa Libera, Antimafia Duemila, La Voce delle Voci, Altra Informazione e nei tanti altri siti e blog che l'hanno ripubblicato. Ai loro lettori chi lo dice che stanno leggendo una stupidata smentita dal suo stesso autore?

Aspetto con curiosità di vedere quando Chiesa ritirerà l'altra marea di "errori non difendibili e non emendabili" che è il suo documentario sull'11/9 Zero, costato ben 500.000 euro agli ingenui che ci hanno creduto e l'hanno finanziato. Per chi fosse ancora interessato all'argomento, gli oltre 110 errori, falsi e granchi dilettanteschi di Zero sono catalogati in Zerobubbole (PDF gratuito).

Le cose che non colsi - 2011/01/30

Le cose che non colsi - 2011/01/30 94 commenti Aggiungi un commento

Egitto, Shuttle, Marte e altro in breve


Aerei di carta dallo spazio (o quasi). Portati a 36 km di quota da un pallone sopra la Germania, sembra che gli aeroplanini di Project Space Planes abbiano viaggiato fino in America e Sud Africa con i loro messaggi caricati su schedine SD da 8 giga. In attesa di conferme, godetevi il video: comunque sia, l'immagine di un aereo di carta contro il cielo nero e la curva dell'orizzonte è notevole.

Password di Amazon, occhio. Amazon accetta anche variazioni della password (se non è stata cambiata da tempo) e non gli importa se la si scrive in maiuscolo o minuscolo. Soluzione: cambiate la vostra password su Amazon (Wired.com).

Panorama dalla superficie di Marte. Da sette anni, un robot fedele esplora il pianeta rosso per noi. Questa è una delle più belle immagini che ci ha mandato Wall-E, ehm, voglio dire, Opportunity (APOD).


Venticinque anni fa il disastro del Challenger. Sette astronauti morti al decollo con il loro Shuttle, lanciato nonostante le raccomandazioni dei tecnici che sapevano che il freddo della notte danneggiava le guarnizioni dei motori laterali a propellente solido. Msnbc e Boston.com hanno delle fotografie struggenti; Gizmodo ha il video della diretta TV e del discorso di Reagan. Per chi ha lo stomaco di vedere la cabina di pilotaggio precipitare ancora intera dopo la deflagrazione e capire in dettaglio cosa andò storto, Airboyd.tv ha un'impietosa, clinica e meticolosa analisi video.

Egitto, rivoluzione via Internet. Fa impressione notare che il governo egiziano ha così tanta paura di Internet da disattivarla completamente in seguito alle sommosse popolari antigovernative. Chi può s'ingegna con connessioni dial-up vecchio stile e guarda Al-Jazeera. Dal paese escono foto e video impressionanti. C'è chi si chiede se poi toccherà alla Libia, grazie al contributo di Wikileaks che sta rivelando la corruzione della famiglia Gheddafi.

Rimborso per Windows indesiderato, parte la class action in Italia. L'ADUC ha depositato l'atto di citazione presso il Tribunale di Milano: il consumatore ha il diritto, indicato dalla licenza, di rifiutare Windows e ottenere un rimborso, ma questo diritto viene ostacolato in mille modi (HWfiles, ADUC).

Rapidshare nuovo covo di pirati? Non proprio. Rapidshare respinge l'accusa di Markmonitor e RIAA di essere la più grande piattaforma online di pirateria audiovisiva e di essere il rimpiazzo del P2P: Rapidshare rimuove i contenuti vincolati da copyright non appena ne riceve segnalazione, esattamente come fanno tutti i fornitori di servizi analoghi, compreso Youtube, come previsto dalla legge (The Inquirer). Prassi confermata anche in Germania nella causa intentata da Atari contro Rapidshare (Ars Technica). Interessante. Concordo su una cosa: chi usa il P2P è indietro e rischia e tribola inutilmente.

Worm per iPhone. Lo segnala Sophos, ma è solo per iPhone jailbreak-ati. Bah.

Anche Mac e Linux sono vulnerabili ai virus. Siamogeek fa il punto della situazione sulla diffusione di Jnanabot/Koobface/Boonana, malware scritto in Java che s'insedia su qualunque sistema operativo dotato di interprete Java, e mette in guardia contro i falsi e vecchi miti riguardanti il malware.

Stuxnet. Wikileaks pubblica un documento riservato in cui gli USA si preoccupano perché la Siemens continua a esportare in Iran prodotti sensibili usabili per produrre uranio adatto a bombe atomiche. F-Secure pubblica un dossier che suggerisce che Stuxnet sia il risultato di uno sforzo congiunto USA-Israele per sabotare in modo incruento le ambizioni nucleari iraniane e definisce Stuxnet il malware probabilmente più significativo del decennio. Fa il punto della situazione anche in video. Il manuale dei dispositivi Siemens colpiti da Stuxnet è online grazie a Cryptome.

Wikileaks e Svizzera. Rudolf Elmer rivelò a Wikileaks documenti scottanti sulle attività offshore della banca dove lavorava, la Julius Baer, i cui clienti evadevano il fisco. Ora è sotto processo per violazione del segreto bancario: sanzione (sospesa) di circa 6000 franchi. Wikileaks pubblicherà prossimamente i nomi degli imprenditori e politici che hanno usato la Julius Baer per evasioni fiscali. Giusto per ricordare che Wikileaks non è nata con i recenti documenti diplomatici trafugati e non fa sconti a nessuno (BBC).

Esaurimento degli indirizzi IP. Finiranno il 2 febbraio, scrive il Messaggero sulla base di una previsione piuttosto arbitraria. Ma niente panico. L'8 giugno Google, Yahoo e Facebook faranno una giornata di collaudo dell'IPv6. Tenetevi forte.

Cellulari spia, nuove tecniche. Complessa ma originale ed elegante l'idea del baseband hacking, che sfrutta bachi nel modo in cui il firmware dei chip presenti in molti cellulari comunica con le reti GSM (Computerworld).

Fotoacustica, scienza che pare fantascienza. Vedere l'interno del corpo umano senza usare i raggi X, ma soltanto grazie a impulsi luminosi che causano un minutissimo riscaldamento: l'espansione dei tessuti che ne consegue genera un'onda d'urto captabile da appositi microfoni ed elaborabile per generare immagini (Ars Technica).

Mappa dell'intero universo di Guerre Stellari. Non serve altro, se non il link.

PDF sempre più insicuri. Julia Wolf spiega al Chaos Communication Congress come annidare dentro un documento PDF uno scanner di reti che si attiva quando viene stampato, come inserire un virus dentro un file PDF e altre simpaticissime tecniche d'intrusione basate sulle falle di questo formato, nato come idea intelligente per la compatibilità universale dei documenti e oggi malato di gigantismo (H-Online).

Antimateria nei temporali? Forse. Interessante, ma da confermare. I lampi di raggi gamma emessi dai temporali sono noti, ma il telescopio spaziale Fermi in orbita intorno alla Terra ha rilevato il tipico segnale dell'annichilazione di elettroni e positroni in relazione ai temporali. Che bisogno c'è di UFO e pseudoscienze, quando la scienza vera ci mostra che l'universo è già pieno di fascino e di cose incredibili, come i raggi di antimateria lanciati verso lo spazio dai temporali terrestri? (Discover Magazine).

Facebook sfrutta gli utenti con Sponsored Story. Se un Facebookiano clicca sul "Mi piace" di un prodotto, Facebook diffonde l'evento alle pagine dei suoi amici, presentandola come una "Storia sponsorizzata" pagata dagli inserzionisti. Non c'è modo di evitarlo. Praticamente Facebook fa diventare l'utente un testimonial pubblicitario involontario (The Inquirer).

Android: tastiera coreana a sorpresa

Android: tastiera coreana a sorpresa 18 commenti Aggiungi un commento

Se vi si coreanizza la tastiera del droide


Un appunto veloce su una magagna che mi capita spesso e magari può essere utile ad altri utenti di cellulari Android: ogni tanto la tastiera sullo schermo diventa coreana, probabilmente perché ripongo il telefono senza disattivarne la superficie tattile e qualche contatto casuale imposta la tastiera di quel paese. Se vi capita, la soluzione è aprire una qualunque applicazione che abbia un campo di immissione, far comparire la tastiera e tenere il dito sul punto d'immissione del testo. Questo fa comparire un menu dal quale si sceglie Metodo inserimento e si sceglie la tastiera desiderata.

Stasera si parla di pirateria audiovisiva alla TV svizzera [UPD 2011/04/16]

Stasera si parla di pirateria audiovisiva alla TV svizzera [UPD 2011/04/16] 46 commenti Aggiungi un commento

Sharing selvaggio suscita sanzioni salate svizzere, stasera speciale


Questa sera sarò ospite in diretta del programma Pattichiari della radiotelevisione svizzera per parlare insieme agli esperti e ai protagonisti di un caso che rischia di costare oltre 20.000 franchi a una famiglia ticinese, un cui membro ha messo in condivisione sui circuiti peer-to-peer oltre 3500 canzoni.

Sarò online sul sito del programma a partire dalle 20 circa per rispondere alle domande degli internauti e cercherò di fare un mini-liveblogging via Twitter finché non mi viene chiesto di spegnere il cellulare. Intanto segnalo i link alle leggi e ai siti di riferimento svizzeri sul tema e i risultati sorprendenti di alcune ricerche sul fenomeno della pirateria musicale: solo il 13% degli americani è da classificare come pirata, e se lo dice la Warner Music, che non ha interesse a minimizzare il fenomeno, c'è da crederci; ricerche europee forniscono dati analoghi.

L'altro tema della puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico (scaricabile temporaneamente qui) è stato Facebook, con le violazioni (almeno apparenti) degli account o fanpage di Sarkozy e Zuckerberg e l'introduzione delle sessioni via HTTPS che dovrebbe ridurre il rischio di furto di credenziali via Wifi.


2011/04/16


I mesi passano e il servizio di Pattichiari non è più in prima pagina sul sito della trasmissione, per cui includo qui il link alla puntata in streaming e alla miniguida sulla pirateria audiovisiva che ho scritto per l'occasione.

Monitor triplo per Mac [UPD 2011/04/26]

Monitor triplo per Mac [UPD 2011/04/26] 135 commenti Aggiungi un commento

Tre monitor su un Mac? Si può, e si lavora bene


I Mac portatili, come praticamente tutti i laptop di ogni marca, hanno un connettore per un monitor esterno che permette di aumentare lo spazio di lavoro usando simultaneamente il monitor incorporato e quello esterno e visualizzando cose differenti sui due schermi. Avere più spazio rende più produttivi, perché permette di avere tutto immediatamente a portata di sguardo.

Ma perché fermarsi a due monitor, quando se ne possono combinare tre o più e aumentare ancora di più la produttività (o il divertimento)? Esistono infatti delle soluzioni che permettono di usare le porte USB come uscite video supplementari.

Il problema è che per il mondo Mac queste soluzioni sono rare e care: a chi usa Windows va molto meglio. Ma con un po' di ricerche online ne ho trovata una che funziona bene e l'ho pagata di tasca mia, senza alcun incentivo da parte del produttore: è la Diamond BVU195: una scatolina priva di alimentazione esterna che si attacca alla porta USB del computer (dalla quale viene alimentata) e al cavo video del monitor aggiuntivo. Costa 69 franchi (circa 53 euro) e se ne possono attaccare a uno stesso computer fino a sei per supportare altrettanti monitor esterni con connettore DVI, HDMI oppure VGA (tramite gli adattatori forniti nella confezione).

La scatola parla di supporto per Mac OS X (solo su processori Intel), ma il manuale e il CD allegati coprono solo Windows XP e Vista. Sul sito del produttore ci sono delle info in merito e nella scheda Support and Downloads c'è un driver da scaricare per Mac, ma secondo i consigli di Danny Sullivan su Daggle è meglio evitare tutto quanto e usare invece il driver disponibile presso Displaylink.com. È quello che ho fatto: ho usato la versione 1.5 del driver e ho avuto successo al primo colpo.

Ho lanciato il programma d'installazione del driver, ho scelto DisplayLink Software Installer con un doppio clic e ho seguito la normale procedura di installazione. Al termine dell'installazione è stato necessario un riavvio di Mac OS X. Dopo il riavvio, il monitor esterno collegato via USB è stato riconosciuto subito (è comparso il wallpaper standard di Mac OS X), ma è stato necessario andare nelle Preferenze di Sistema per decidere la disposizione degli schermi.

Staccare e riattaccare il monitor USB (per esempio a un hub USB alimentato) funziona e non causa problemi. Si nota un leggerissimo sfarfallio e ritardo di refresh quando si spostano o aggiornano le finestre sul monitor USB. Non ho provato applicazioni per la cattura di schermate (a parte la funzione Cmd-Shift-4 integrata in Mac OS X, che non funziona sul monitor USB) o per la riproduzione di video HD o VMWare e simili, ma posso dire che i video di Youtube funzionano e che per quello che serve a me (e probabilmente alla maggior parte degli utenti) un terzo monitor, ossia visualizzare testi o pagine Web o immagini piuttosto statiche da tenere come riferimento durante il lavoro, l'aggeggio della Diamond è più che sufficiente. Nelle foto e nel video qui sotto, il monitor collegato al Diamond BVU195 è quello di destra.



Il problema di avere uno spazio così ampio è che la barra menu fissa del Mac diventa molto scomoda (lo è già sui monitor grandi e per quel che mi riguarda è una delle maggiori pecche dell'interfaccia utente di OS X). A differenza di Windows e altri sistemi operativi, infatti, la barra menu delle applicazioni nel Mac è sempre fissa in alto anche se la finestra dell'applicazione alla quale si riferisce si sposta. Con le configurazioni multi-monitor può quindi capitare di avere la finestra dell'applicazione su un monitor e la barra menu dell'applicazione stessa su un altro monitor, e quando i monitor sono tre la cosa si fa pesante.

Certo, la barra menu può essere trascinata a un altro monitor nelle Preferenze di Sistema, ma rimane fissa su quel monitor e non segue l'applicazione che è di volta in volta in primo piano.

Gigaom suggerisce come rimedio Dejamenu, una utility gratuita che permette di richiamare, tramite una combinazione di tasti a scelta, un menu a cascata che corrisponde alla barra menu dell'applicazione che in quel momento è in primo piano. Il menu compare nella finestra dell'applicazione stessa, riducendo drasticamente la strada da fare con il mouse per usare i menu di un'applicazione.

Per installare Dejamenu si scarica il suo file DMG, lo si apre con un doppio clic e si trascina DejaMenu.app alla cartella Applicazioni. Prima di lanciarlo, assicuratevi di andare nelle Preferenze di Sistema, scegliere Universal Access e attivare "Enable access for assistive devices". Poi lanciate Dejamenu, scegliete la combinazione di tasti che preferite e siete pronti. L'unico neo di DejaMenu, perlomeno nelle mie prove, è che il menu non compare istantaneamente ma ha un piccolo ritardo abbastanza scomodo che ne riduce l'utilità.

Miki601, nei commenti, ha proposto MenuEverywhere (nagware). Michele ha suggerito SecondBar. Ho provato il primo e per ora mi trovo bene: quando sposto il puntatore del mouse su uno schermo, compare la barra menu in alto su quello schermo. MenuEverywhere ha anche molte altre opzioni, ma mi accontento di questa.

Due soli nel cielo? Tranquilli, Betelgeuse non sta per esplodere

Due soli nel cielo? Tranquilli, Betelgeuse non sta per esplodere 151 commenti Aggiungi un commento

Due soli in cielo, una sòla nei giornali


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La stella Betelgeuse potrebbe esplodere nel 2012 e la Terra potrebbe trovarsi “illuminata e riscaldata” da “due soli nel cielo”. Lo dice il Corriere della Sera, citando senza pudore il Daily Telegraph, che a sua volta cita un fisico australiano, Brad Carter dell'Università del Queensland. Poi il Corriere fa dietrofront e cita un professore di astrofisica dell'Università di Padova che dice che non è vero: “sapere quando accadrà è una sciocchezza”. Ma allora perché pubblicare un articolo con un incipit-esca che poi viene smentito?

La stessa storiella sensazionalista compare nell'articolo australiano di News.com.au che ha dato il via alla notizia (con l'inevitabile citazione dei due soli di Tatooine in Guerre Stellari) e che precisa, tuttavia, che l'esplosione “potrebbe anche accadere tra un milione di anni”. Idem con patate sul Huffington Post e in tanti altri siti che giocano bassamente sulla citazione del 2012 per fare notizia e attirare clic.

Per fortuna ci sono anche astronomi che scrivono direttamente come stanno i fatti, come Phil Plait su Bad Astronomy, e spiegano che sì, Betelgeuse prima o poi esploderà, ma potrebbe anche andare avanti per millenni e non c'è nulla, salvo la malizia del giornalista, che possa mettere il suo destino in relazione con il 2012. Plait chiarisce che non è impossibile che la stella esploda nel 2012 (o meglio, che la luce della sua esplosione arrivi sulla Terra nel 2012 dopo 640 anni di viaggio), ma è “semplicemente molto molto molto molto molto molto molto improbabile”.

Fra l'altro, nell'articolo originale il fisico Brad Carter non ha affatto menzionato il 2012: la menzione è in realtà un'invenzione del giornalista del Huffington Post ("The Star Wars-esque scenario could happen by 2012, Carter says... or it could take longer").

Inoltre, quand'anche Betelgeuse dovesse esplodere dopodomani o nel 2012, sarà uno scoppio innocuo per noi e non produrrà affatto un effetto in stile Guerre Stellari: sarà, secondo le stime degli astronomi, solo un puntino molto più luminoso di Venere, tanto da produrre un'ombra ma di certo non paragonabile al Sole.

Ne avevo già scritto a giugno dell'anno scorso, quando era saltata fuori questa storia con il solito codazzo di articoli catastrofisti, e lo stesso avevano fatto anche gli astronomi. Ma evidentemente quando c'è da vendere qualche copia o qualche clic in più non ci si ferma a fare neanche il minimo sindacale di ricerca.

Morale della favola: non usate i giornali generalisti per informarvi sull'astronomia. È uno spreco di tempo.

Phobos come non l’avete mai visto

Phobos come non l’avete mai visto 246 commenti (ultimi) Aggiungi un commento

Questo è quello che sappiamo fare quando ci mettiamo d'impegno


La notizia che vorrei segnalarvi stride con quella di oggi dell'attentato suicida all'aeroporto di Mosca, ennesima riprova degli orrori di cui sono capaci gli esseri umani, ma è un contrasto importante. Mostra quanto possiamo essere bravi e grandi, se solo la piantiamo di scannarci per ragioni assolutamente idiote.

Siamo capaci di lanciare una sonda robotica, Mars Express, farle percorrere milioni di chilometri fino a raggiungere Marte e poi comandarla in modo che rivolga le sue fotocamere ad altissima risoluzione verso Phobos, una montagna larga 27 chilometri che orbita intorno a Marte, e scatti dalla distanza di centodieci chilometri immagini talmente nitide che il dettaglio più piccolo misura quattro metri.

È come stare a Milano e fotografare un pedalò che sta sul lago di Garda. E farlo mentre ci si sposta a tre chilometri al secondo, senza neanche far venire mossa la foto. Questo è quello che ci permette di fare la scienza. E queste sono le immagini di Phobos che né veggenti né contattisti ufologici possono anticipare o eguagliare:


Visto che Mars Express ha fatto vari scatti mentre passava vicino a Phobos, le immagini possono essere combinate per ottenerne una versione 3D, che potete godervi se avete gli occhialini rossi e blu.


Questo è Phobos che si staglia contro la superficie di Marte, in modo da far apprezzare quanto sia in realtà scuro e vicino al proprio pianeta questo satellite marziano.



Se volete il massimo, scaricate dall'apposito sito dell'ente spaziale europeo (ESA) la versione ad altissima risoluzione (fino a 7800 x 5200 pixel) dei primi piani di Phobos. Buona visione.

Fonti aggiuntive: APOD, Bad Astronomy.

Le cose che non colsi - 2011/01/21

Le cose che non colsi - 2011/01/21 101 commenti Aggiungi un commento

George Lucas crede (forse) al 2012 e altre in breve


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ai confini della realtà per dimostrare che su Internet si trova davvero qualunque cosa: cercate un video in cui giovani ragazzine giapponesi scandiscono in inglese "ho un brutto caso di diarrea" mentre fanno ginnastica? C'è. Non è un video fetish: è un corso d'inglese per giapponesi. O almeno così pare. Vi sfido a stare seri.

Esilarante anche Giulietto Chiesa, che spara l'ennesima teoria di complotto: le eurobanconote con il numero di serie che inizia per Y sono misteriosamente scomparse, ritirate alla chetichella dalla Banca Centrale Europea perché sono quelle della Grecia che sta andando in bancarotta. Poi la sua teoria viene sbugiardata impietosamente da Perle Complottiste grazie a una semplice ma rigorosa verifica dei fatti (quella che un buon giornalista dovrebbe fare prima di pubblicare), e allora il buon Giulietto che fa? Ammette di aver scritto una fesseria di dimensioni cosmiche oppure sposta i paletti e costruisce una nuova teoria di complotto? Indovinate. Chiunque voglia prendere sul serio quello che scrive Chiesa farebbe bene a riflettere su questa splendida dimostrazione di pensiero paranoico e catastrofista.

Fa il giro del mondo la notizia che George Lucas, il creatore di Star Wars, avrebbe detto a Seth Rogen che crede che la fine del mondo avverrà davvero nel 2012. L'agente di Lucas smentisce con discreta ironia. Non ci sono prove video di cosa abbia detto davvero Lucas: abbiamo solo la parola (non si sa quanto seria) di Rogen. Ma spero che Lucas ci creda davvero: almeno così non rimetterà mano alla Trilogia Classica.

Ecco come si chiama il creatore delle straordinarie recensioni (o dovrei dire autopsie fatte con motosega e bisturi di precisione) della saga di Star Wars fatte da Red Letter Media: Mike Stoklasa. Qui c'è un'intervista che spiega le ragioni del suo vetriolo.

Morie di animali: quella di oltre 200 storni nel South Dakota ha una causa ben precisa, ossia l'avvelenamento selettivo ad opera del Dipartimento per l'Agricoltura statunitense per ridurre l'infestazione di volatili le cui feci stavano contaminando un allevamento nelle vicinanze.

Finalmente un po' di debunking in televisione: Beatrice Mautino, del CICAP, mostra a Matrix (video qui, a partire da 1:00) come fanno i sedicenti sensitivi, come Rosemary Altea, a fare montagne di soldi sfruttando il dolore degli altri usando tecniche da prestigiatore per far credere alle proprie vittime di metterle in contatto con le persone care che hanno perso.

Sul fronte delle indagini paranormali del CICAP, segnalo quella sul poltergeist di Pavia, che è una bella dimostrazione del fatto che almeno un potere paranormale esiste, e ce l'ha il CICAP: non appena inizia a investigare un fenomeno paranormale, il fenomeno non si verifica più e il poltergeist si dà alla fuga.

Per quanto riguarda l'identificazione dello sfondo e di nuovi simboli nascosti nella Gioconda, Massimo Polidoro ha un po' di fatti per tenere a bada la pareidolia e le fantasie giornalistiche.

Su Query Online, invece, c'è una spiegazione molto interessante del risultato apparentemente straordinario di una doppia vincita al Superenalotto a Napoli.

Tron Legacy: c'è un cameo del tablet MeeGo di Nokia? Sempre in tema Tron, su Digital Content Producer c'è un magnifico articolo che spiega quanto fu innovativo per l'epoca e come la povertà dei mezzi (2 megabyte di RAM nel computer e 330 mega di disco rigido, modem a 1200 baud) spinse a soluzioni geniali.

Già che siamo in tema di fantascienza: dal passato riemerge questa foto con Gene Roddenberry (creatore di Star Trek) al matrimonio di James Doohan (Scotty in Star Trek). Chi è il testimone dello sposo? Nientemeno che Leslie Nielsen.

Alcune foto rubate sul set di Hill Valley di Ritorno al Futuro.

C'è Han Solo in Firefly. A modo suo, ma c'è.

È uscita la seconda puntata di Pioneer One, la serie di fantascienza finanziata interamente dalle donazioni degli appassionati come dimostrazione della fattibilità di un modello commerciale alternativo. I ritmi sono un po' da stringere e ogni tanto c'è qualche sbavatura, ma niente male, niente male.

Facebook fallirà? Un articolo su CNN propone un parallelo interessante: Quando Time Warner, una società "tradizionale", si fuse con AOL, una società della "nuova economia", fu l'inizio della fine per AOL: la fusione fu un disastro e la popolarissima AOL sostanzialmente sparì dalla scena (esiste ancora, ma è l'ombra di se stessa). Nel 2005, Murdoch comprò MySpace per 580 milioni di dollari, al picco della popolarità del social network, che adesso tutti snobbano. E se succedesse lo stesso con Facebook? Goldman Sachs sta investendo in Facebook e invitando altri investitori a fare altrettanto. Ma ha architettato le cose in modo da non perderci comunque, come fece nel 2008 con il mercato dei mutui. Fa pensare.

Film celebri ricreati con il Lego: non dico altro e vi passo subito il link ai capolavori di Alex Eylar. Anzi no, ve ne propongo uno.


Vele solari: la NASA ha confermato il successo dell'attivazione in orbita della vela solare NanoSail-D grazie anche alla collaborazione dei radioamatori di tutto il mondo. Il satellite è ricevibile sui 437.270 MHz. I dettagli sono qui.

Un sito intrigante per chi vuole conoscere il linguaggio dei segni americano usato da sordi e muti: Signingsavvy.com. Ogni parola è spiegata da un video. Tragicamente eloquente nel suo pragmatico cinismo il segno per indicare l'aborto.

Se non avete mai visto un fondamentalista americano all'opera, non perdetevi il Colbert Report in cui Bill O'Reilly dimostra l'esistenza di Dio con un'argomentazione sublime: il sole sorge e tramonta e le maree avvengono ogni giorno senza mai sbagliare o tardare, ergo non servono altre prove dell'esistenza della divinità. Non spiega come fa a sapere che la divinità che muove ogni giorno l'universo sia la sua e non Allah o Brahma o l'Unicorno Petomane, ma non perdiamoci nei dettagli. È vero, comunque, che non servono altre prove: prove dell'ignoranza ottusa dei fondamentalisti di ogni orientamento, intendo. Stephen Colbert riassume con efficienza letale la filosofia di fondo di O'Reilly e soci: “Dio deve esistere, perché io non so come funzionano le cose”. Offre anche una notevole spiegazione teologica delle maree che non svelo qui. Bonus: arriva l'astrofisico Neil deGrasse Tyson, che spiega con poche parole chiare e precise come funzionano davvero le maree: non c'è bisogno di offendere Dio relegandolo al compito banale di spingere in continuazione gli ingranaggi dell'universo.

Gatti in gravità zero: stavolta non è un effetto speciale, ma è un video d'epoca autentico.

Wikileaks e UFO: si parla da un po' dell'annuncio di materiale ufologico all'interno dei documenti riservati statunitensi acquisiti da Wikileaks, e il sito paranormalista All News Web afferma di sapere cosa dice questo materiale: "It is critical all embassy staff understand that they are not to discuss under any circumstance concerns DOD has with UFOs entering orbit, once again the seriousness of this matter cannot be overstated" (9 novembre 2005, dal Dipartimento di Stato a un diplomatico collegato all'ambasciata statunitense a Kiev, in Ucraina). Vero o falso? Per ora non si sa. Io9 fa alcune ipotesi pratiche.

Disinformatico radio di oggi

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Bufale di Wikipedia, primo virus per MS-DOS, conta dei morituri su Facebook, immagini con data di scadenza e traduttore universale portatile


Nella puntata del Disinformatico radiofonico di stamattina, scaricabile temporaneamente qui (link diretto), mi sono occupato del decimo anniversario di Wikipedia e delle bufale pubblicate dai giornali che hanno usato maldestramente quest'enciclopedia libera. Poi ho segnalato un altro anniversario: il venticinquennale della comparsa di Brain, il primo virus per MS-DOS e soprattutto uno dei pochi firmati dai suoi autori con nome e indirizzo.

Sul fronte dei social network ho parlato di un dato impressionante: nel 2011 moriranno 1,78 milioni di utenti di Facebook. Non è una maledizione: è un'inevitabilità statistica, quando si hanno 600 milioni di utenti. O almeno così sostiene Facebook, anche se potrebbe non essere del tutto vero. Nei social network si teme molto l'effetto di una foto imbarazzante che non si può più far sparire dalla Rete, e così nasce X-Pire, un servizio che applica una data di scadenza alle immagini.

Infine ho fatto una prova pratica di Google Translate per Android: riconoscimento vocale, traduzione e sintesi vocale della traduzione. Praticamente il traduttore universale di Star Trek. I risultati sono notevoli anche se non perfetti.

Benny Hill e Star Wars

Benny Hill e Star Wars 14 commenti Aggiungi un commento

Benny Hill incontra Darth Vader




Che c'entra Star Wars? Il culturista dello sketch è David Prowse: l'uomo dentro la tuta di Darth Vader.

Le scie degli aerei viste dallo spazio

Le scie degli aerei viste dallo spazio 169 commenti Aggiungi un commento

Credete alle “scie chimiche”? Allora preparatevi a un coccolone


Domenica scorsa (16 gennaio 2011) l'astronauta italiano Paolo Nespoli ha scattato questa fantastica foto proprio mentre era sopra il Maniero Digitale:

Lake area, northern Italy
Credit: ESA/NASA

Chicca nella chicca, nella foto si vede una scia di condensazione di un aereo, di quelle che terrorizzano chi crede alle tesi delle “scie chimiche” venefiche:


Si sapeva che le scie degli aerei sono visibili dallo spazio grazie alle immagini dei satelliti meteorologici, ma non capita spesso che vengano immortalate nelle foto scattate dagli astronauti.

Nespoli ha poi voluto proprio strafare con queste due foto, scattate il 15 gennaio scorso:

Aircraft contrails 1
Credit: ESA/NASA

Aircraft contrails 2
Credit: ESA/NASA


Non è indicata la zona del pianeta inquadrata nelle immagini, ma va notato che Nespoli descrive le foto senza la minima preoccupazione e anzi segnala le scie come un fatto positivo: “Scie di condensazione degli aerei - prove della presenza di vita sul pianeta Terra!”. Dunque gli sciachimisti dovranno spiegare come mai anche un nostro astronauta vede le scie, oltretutto in grande quantità e da una posizione privilegiata, eppure non parla e non sposa le loro tesi. Farà parte anche lui del colossale complotto mondiale?

Compleanni e San Valentino “spaziali”

Compleanni e San Valentino “spaziali” 28 commenti Aggiungi un commento

Auguri, Buzz! Rendezvous con la cometa


Segnalo brevemente che oggi è l'ottantunesimo compleanno dell'astronauta Buzz Aldrin e che c'è una chicca per il prossimo San Valentino: la sonda Stardust della NASA, lanciata a febbraio del 1999 e già protagonista del primo tentativo riuscito di portare a Terra un campione di materiale cometario nel 2006, incontrerà la cometa Tempel 1 il prossimo 14 febbraio, a 336 milioni di chilometri dalla Terra, tentando di fotografare il cratere prodotto nella cometa da un'altra sonda, Deep Impact, nel luglio del 2005.

I più fortunati e previdenti potranno dire ai propri cari di aver portato il loro nome nello spazio, visto che a bordo di Stardust c'è un chip che contiene un milione di nomi di persone che si iscrissero gratuitamente all'iniziativa della NASA nel 1998. Se date un'occhiata qui, troverete un nome che vi suonerà familiare.

Potete seguire il conto alla rovescia per l'incontro con la cometa sull'apposito sito dedicato della NASA.

Sole sorge con due giorni d’anticipo in Groenlandia

Sole sorge con due giorni d’anticipo in Groenlandia 45 commenti Aggiungi un commento

Come fa il sole artico a sorgere con 48 ore d'anticipo rispetto alle previsioni?


Tranquilli: neanche stavolta la fine del mondo è in arrivo. Mi sto rassegnando al fatto che da qui alla fine di dicembre 2012 ci sarà un fiume di articoli catastrofisti costruiti sul nulla. Stavolta, però, c'è una differenza interessante. Ho l'impressione che abbiano toppato anche gli esperti citati dai giornali.

Mi riferisco alla storia della notte artica che in Groenlandia s'è conclusa con due giorni d'anticipo, mandando a catafascio (almeno in apparenza) le previsioni degli astronomi e spingendo i soliti menagramo a dire che si tratta di una conferma dello spostamento dell'asse terrestre, esattamente come previsto dai seguaci delle (finte) profezie Maya. Ho fatto un'indagine per Wired ed è venuta fuori una storia molto interessante che arriva fino alla fine del Cinquecento. A volte anche le baggianate cataclismiche possono essere uno spunto per scoprire un fenomeno intrigante e reale.

TV e cinema 3D senza occhiali e senza attenuazione [UPD 2011/01/18]

TV e cinema 3D senza occhiali e senza attenuazione [UPD 2011/01/18] 128 commenti Aggiungi un commento

Finalmente un 3D senza occhiali


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei difetti del cinema e della televisione in 3D è che gli occhialini sono scomodi e soprattutto riducono fortemente la luminosità. È come andare al cinema con gli occhiali da sole. Un ricercatore, Jonathan Post, ha trovato una soluzione semplice e originale: gli schermi 3D funzionano mostrando alternativamente l'immagine per l'occhio sinistro e quella per l'occhio destro e gli occhialini fanno in modo che ciascun occhio veda soltanto l'immagine che gli spetta, bloccando l'altra tramite polarizzazione oppure tramite una tendina attivata elettronicamente. Ma l'occhio umano dispone di un sistema naturale ed ecologico per bloccare un'immagine: la palpebra.

Utilizzando dei piccoli stimolatori e un dispositivo esterno di sincronizzazione (presumibilmente basato su compensatori di Heisenberg), nel video che potete vedere qui sotto lo sperimentatore sincronizza lo sbattimento naturale delle palpebre con le immagini alternate mostrate da uno schermo 3D. Straordinario.



2011/01/18


Dato che purtroppo molti non hanno capito che si tratta di umorismo (fatto indicato sia da un attimo di ragionamento, sia dall'etichetta humor qui sotto) e che il video è una burla, lo ribadisco esplicitamente: il video è una presa in giro realizzata con gli effetti speciali e il sistema 3D descritto non esiste. Il fatto che io scriva qualcosa in un articolo non significa che dobbiate spegnere le meningi e accettarlo senza spirito critico. A volte faccio anch'io degli scherzi (lasciando sempre indizi per chi è attento) e comunque non dovreste mai fidarvi di un ipse dixit.


2011/02/22


Un lettore, lobotomia, segnala la pubblicazione del video con la spiegazione dell'effetto.

Disinformatico radio di ieri

Disinformatico radio di ieri 31 commenti Aggiungi un commento

Buco nel Mac App Store, risarcimento antipirateria dei discografici, Morgellons, webcam aperte e Kamasutra in Powerpoint


Nella puntata del Disinformatico radiofonico di ieri, scaricabile temporaneamente qui, ho parlato della violazione del sistema anticopia del neonato Mac App Store, del risarcimento di 34 milioni di euro pagato dalle case discografiche per violazione del copyright, del Morbo di Morgellons, delle tecniche per trovare webcam inavvertitamente pubblicate in Rete e del cavallo di Troia contenuto in una presentazione PowerPoint sul Kamasutra. I link portano agli articoli che ho scritto a supporto della trasmissione.

Due note veloci su “Mistero” [UPD 23:45]

Due note veloci su “Mistero” [UPD 23:45] 444 commenti (ultimi) Aggiungi un commento

“Morbo di Morgellons”: se le accuse di complotto genocida fatte da Mistero sono vere, perché i suoi autori sono vivi?


Per carità, intendiamoci: auguro vita lunga e prospera a tutta la redazione di Mistero, ma mi tormenta una domanda. Stasera il programma ha parlato di morbo di Morgellons, mostrando anche una persona che ne sarebbe affetta, e l'ha messo esplicitamente in relazione con le “scie chimiche”.

Insomma, un programma in prima serata di un network nazionale rivela, con prove apparentemente inoppugnabili, tutti gli elementi di una gigantesca congiura aviotrasportata che avvelena le persone irrorandole dal cielo.

Fatemi capire: Wikileaks pubblica un po' di gossip sui leader del mondo e Julian Assange finisce braccato dall'Interpol e agli arresti, minacciato di estradizione. Mistero pubblica addirittura le prove di un avvelenamento internazionale che richiede le massime complicità governative, e i suoi autori restano liberi di parlarne alla TV in prime time?

Se qualche volenteroso sostenitore delle “scie chimiche” è capace di spiegarmi questa disparità di trattamento, si accomodi. Intanto propongo un test molto semplice per capire se la povera ragazza affetta dal presunto “morbo di Morgellons” lo è davvero o se si tratta di una simulazione o di banalissimi pelucchi provenienti dai vestiti: ingessarle una zona del corpo dove si presentano i pelucchi, in modo che la pelle della zona non sia raggiungibile dall'esterno, e aspettare un mesetto, come ha già segnalato Popular Mechanics cinque anni fa (prima parte; seconda parte). Se i pelucchi ci sono quando si apre il gesso, provengono davvero dal corpo; se non ci sono... beh, chiedetelo agli “esperti” di Mistero.

Aggiornamento. I suddetti “esperti” non hanno neanche riletto quello che loro stessi hanno scritto per questa puntata: prima hanno detto che la fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012 è sbagliata, poi in un servizio successivo della stessa puntata hanno ripetuto pari pari la storiella della fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012. Complimenti. Epico lo slogan con il quale l'“esperto” mascherato di Mistero, tale Adam Kadmon, spiega a modo suo (ovviamente con HAARP e l'immancabile Nikola Tesla), le “vere” ragioni delle morie di uccelli: “informatevi e indagate”. Perché la banda di simpaticoni di Mistero di certo non lo fa. È troppo occupata a divertirsi a prendere per i fondelli chi crede ai suoi deliri televisivi.

Poli che si spostano, polli che ci cascano

Poli che si spostano, polli che ci cascano 95 commenti Aggiungi un commento

Catastrofe du jour: lo spostamento repentino del Polo magnetico manda in tilt aerei e uccelli. Chiusa una pista a Tampa


La notizia della chiusura di una pista dell'aeroporto internazionale di Tampa per tenere conto del repentino spostamento del polo magnetico ha scatenato il solito delirio di ipotesi: sarà per questo che ci sono le morie di uccelli? Ho fatto un'indaginetta in proposito e l'ho pubblicata su Wired poco fa. L'unica consolazione di questa mandria di bufale intorno alle notizie di animali morti è che si può cogliere l'occasione per imparare qualcosa di nuovo. Per esempio, che il polo nord magnetico terrestre si sposta di 80 chilometri ogni giorno tracciando un ovale.

Intanto la NASA pubblica un video di sbufalamento ufficiale delle principali teorie di catastrofe intorno al 2012. Se vi interessa, ve lo traduco.

Il primo pianeta roccioso extrasolare. Stavolta sul serio

Il primo pianeta roccioso extrasolare. Stavolta sul serio 394 commenti (ultimi) Aggiungi un commento

La sonda Kepler ha trovato il primo pianeta roccioso confermato fuori dal nostro Sistema Solare


A differenza di Gliese 581g, il pianeta extrasolare abitabile annunciato con grande clamore a settembre 2010 e poi degradato allo stato molto schroedingeriano di “non sappiamo ancora per certo se esiste”, stavolta sembra proprio che ci siamo: la NASA ha annunciato la scoperta confermata di un pianeta roccioso, battezzato provvisoriamente Kepler-10b (in onore della sonda usata per acquisire i segnali della sua presenza), che sarebbe il più piccolo finora scoperto al di fuori del nostro sistema solare: solo 1,4 volte più grande della nostra Terra e con una massa 4,6 volte superiore.

Non è però abitabile: orbita troppo vicino alla propria stella, tanto che ci mette meno di un giorno terrestre a completare un'orbita, ed è un inferno di metallo fuso a milletrecento gradi sul lato esposto alla luce della propria stella. Ma è un'indicazione di quanto stanno diventando raffinate e potenti le tecniche di ricerca dei pianeti nel cosmo.

Secondo Ars Technica, la scoperta del pianeta è stata effettuata dalla sonda in base alla riduzione periodica della luce proveniente dalla stella Kepler-10 prodotta dal passaggio del pianeta davanti alla stella (dal punto di vista della sonda) ed è stata confermata dal telescopio terrestre Keck, alle Hawaii, sulla base degli spostamenti Doppler dello spettro della stella causati dallo spostamento della stella stessa prodotto dall'attrazione gravitazionale del pianeta.

Qui sotto trovate la mia traduzione spiccia delle parole di Natalie Batalha, vicedirettore del gruppo di ricerca presso l'Ames Research Center della NASA, a commento delle immagini del video di grafica digitale pubblicato dall'ente spaziale statunitense che includo qui.


Kepler-10b orbita intorno a una delle 150.000 stelle sottoposte a monitoraggio dalla sonda Kepler fra le costellazioni del Cigno e della Lira. Puntiamo il nostro mosaico di 42 rivelatori lì, sotto l'ala del cigno. poco sopra il piano della Via Lattea. La stella vera e propria è molto simile al nostro Sole per temperatura, massa e dimensione, ma è più vecchia: ha 11,9 miliardi di anni, rispetto ai 4,5 del nostro Sole. È una stella tranquilla, che ruota lentamente con un campo magnetico debole e poche delle macchie solari che caratterizzano il nostro Sole. La stella sta a circa 560 anni luce dal nostro Sistema Solare ed è una delle più luminose fra le stelle sorvegliate da Kepler, ed è stata la prima che abbiamo identificato come potenziale ospite di un pianeta transitante molto piccolo. I transiti del pianeta furono osservati per la prima volta a luglio del 2009.

560 anni luce. Mi sono resa conto che quando la luce di questa stella ha iniziato il proprio viaggio verso la Terra, i navigatori europei stavano attraversando l'Oceano Atlantico per la prima volta in cerca di nuovi orizzonti. Oggi stiamo ancora esplorando, e la nostra coffa è un telescopio spaziale di nome Kepler. Un giorno gli oceani che attraverseremo saranno la galassia stessa, ma per ora immaginiamo i mondi che scopriamo affidando alle mani degli artisti tutto quello che abbiamo appreso dalle nostre osservazioni.

Qui vedete Kepler10-b come un mondo bruciato, che orbita intorno alla propria stella a una distanza 20 volte inferiore a quella fra Mercurio e il nostro Sole. Si presume che la temperatura diurna sia superiore a 1300 °C, superiore a quella delle colate di lava sulla Terra. Le radiazioni intense hanno impedito al pianeta di trattenere un'atmosfera, ma qui vediamo frammenti di silicati e ferro evaporati da una superficie fusa e spazzati via dalla radiazione stellare, in maniera molto simile alla coda di una cometa quando la sua orbita la porta vicina al Sole. Molti anni fa, prima della sonda Kepler, il nostro gruppo costruì un telescopio robotizzato al Lick Observatory per imparare ad effettuare fotometria di transito. Lo chiamammo il “telescopio di Vulcano”, riferendoci al pianeta ipotetico che gli scienziati dell'Ottocento pensavano potesse trovarsi fra il Sole e Mercurio. Un pianeta che potesse spiegare le piccole deviazioni nell'orbita di Mercurio che furono poi spiegate tramite la teoria della relatività generale di Einstein. Vulcano è il dio del fuoco nella mitologia romana: un nome calzante per un mondo così vicino al Sole. Quando ho visto l'illustrazione dell'artista di Kepler-10b per la prima volta, ho pensato subito che questo fosse il nostro pianeta Vulcano. Eravamo tornati al punto di partenza nella nostra ricerca e sappiamo che abbiamo solo cominciato a immaginare le possibilità.

Facebook non chiude; “Tron Legacy” alla radio stamattina; corsi CICAP

Facebook non chiude; “Tron Legacy” alla radio stamattina; corsi CICAP 162 commenti Aggiungi un commento

“Facebook chiude”, ma è una bufala; Tron Legacy alla radio stamattina; corsi CICAP con sconto studenti


L'allarme che sta girando in Rete e che annuncia la prossima chiusura di Facebook il 15 marzo è un'azzeccatissima bufala, probabilmente partorita dal mitico giornale/sito satirico Weekly World News qui e smentita da Facebook qui (Huffington Post; ABC News; Snopes; Ticinonline; Slashable).

Stamattina alle 11 parteciperò a uno speciale radiofonico di un'ora dedicato a Tron Legacy, al Tron originale e alla grafica digitale nel cinema in Strahollywood (RSI Rete Tre, streaming qui).

Stanno per chiudersi le iscrizioni al nono Corso per investigatori di misteri del CICAP, che spiega (anche tramite prove pratiche) come indagare su fenomeni misteriosi, cure miracolose, complotti, veggenti e sensitivi, ma è anche un'ottima scusa per conoscersi fra scettici allegri appassionati di questi argomenti e fare due chiacchiere insieme senza la fretta degli incontri tradizionali. Io sarò uno dei docenti per la parte dedicata ai complotti. Le iscrizioni si chiudono il 22 gennaio. Il programma del corso è consultabile qui; la scheda d'iscrizione è qui. Per i primi 5 iscritti che siano studenti delle scuole superiori o universitari c'è la possibilità di usufruire dell'intero corso per 200 euro anziché 650 (è caruccio, lo so, ma è una delle poche forme di finanziamento dell'associazione): per i dettagli, inviate una mail ad amministrazione@cicap.org o visitate questa pagina del sito del CICAP.

Disinformatico radio di ieri

Disinformatico radio di ieri 93 commenti Aggiungi un commento

Crack PS3, morie misteriose, test di privacy, furti di password e SMS della morte


Nella puntata di ieri del Disinformatico per la RSI ho parlato del crack della Playstation 3; di una singolare tecnica di tracciamento in Rete tramite il bouquet di font e plug-in che identifica univocamente un utente e che si può provare presso la Electronic Frontier Foundation; delle misteriose morie di animali, dell'SMS che manda in crash i telefonini; e del furto di password di Gmail, Yahoo e Facebook ad opera dei provider tunisini. I link vi portano agli articoli di complemento che ho scritto per la puntata; il podcast sarà presto scaricabile da qui.

Recensione: “Tron Legacy” [UPD 2011/01/07]

Recensione: “Tron Legacy” [UPD 2011/01/07] 142 commenti Aggiungi un commento

Tron Legacy: spettacolare ma senza spessore. Neanche in 3D


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri sera ho finalmente visto Tron Legacy e vi posso proporre una breve recensione senza spoiler. Visivamente è bello: il design dei veicoli, dei costumi e delle ambientazioni è molto curato e azzeccato, anche se tende alle atmosfere cupe molto più dell'originale, mitico, fluorescente Tron del 1982 che ispirò tante carriere informatiche.

I due protagonisti (Olivia Wilde e Garrett Hedlund) sono belli da vedere e tentano di fare del loro meglio con le battute che hanno. La colonna sonora (Daft Punk molto orchestrali grazie ad aiuti esterni) è magnifica, gli effetti speciali sono ben fatti (a parte il ringiovanimento digitale di Jeff Bridges, che risulta innaturale e cade dritto nella uncanny valley) e il 3D non è troppo abusato.

Ma Tron Legacy soffre della stessa mancanza di coraggio di tanti film di oggi: una trama scontata, che lascia da parte le allusioni informatiche che avevano fatto la gioia dei geek nel primo film, e dei personaggi privi di spessore, senza alcuna caratterizzazione. Sam Flynn è il solito ragazzo ribelle perché abbandonato dal padre e genio dell'informatica nonostante abbia mollato gli studi: perfettamente intercambiabile con il John Connor di Terminator 2 e già visto in mille altri film. Quorra (Olivia Wilde), la cui genesi le permetterebbe di essere un personaggio memorabile per la sua innocente visione dell'umanità da un punto di vista esterno (spunto classico e splendido per qualche riflessione sulla condizione umana), viene ridotta a semplice (ma indubbiamente gradevole) coprotagonista di una serie interminabile di scene d'azione. I colpi di scena vengono liquidati senza soffermarsi a dare loro l'importanza emotiva che dovrebbero avere, quasi che gli sceneggiatori si vergognassero di ricorrere a dei deus ex machina assolutamente prevedibili.

Viene a mancare, insomma, quella regola fondamentale del cinema: se non si riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore con una buona caratterizzazione, non gliene fregherà nulla della sorte dei personaggi. Questi film dagli effetti speciali ultraperfezionati sono delle attrazioni da parco a tema e nulla più. Esattamente come in Avatar o i prequel di Star Wars, sarebbe bastato così poco, giusto qualche battuta in più nella sceneggiatura, per osare e creare dei personaggi ai quali appassionarsi. Ma quando c'è di mezzo un budget da trecento milioni di dollari (così pare, secondo IMDB), nessuno se la sente di rischiare, e così ci troviamo oggi con tecnologie che ci permettono di rappresentare qualunque storia ma non le usiamo per raccontare storie degne di questo nome.

Il risultato è una serie di film che sanno di risciacquatura di piatti e saturano ma non saziano (faccio un'eccezione per Inception). Tron Legacy è una fiera del già visto. Le citazioni, volontarie o meno, si sprecano. La battuta “l'unico modo per vincere è non giocare” è presa di peso da Wargames; le scenografie di casa Flynn sono copiate pari pari da 2001 Odissea nello spazio (c'è persino la citazione dell'oggetto che cade dal tavolo e si rompe); la scena in cui Sam va a sparare agli inseguitori è spudoratamente uguale a quella in cui Luke Skywalker va a sparare ai caccia imperiali mentre è a bordo del Millennium Falcon in Star Wars; le scene di massa delle truppe del cattivo sono rubate dal Signore degli Anelli e dall'Attacco dei Cloni; l'anziano samurai-maestro che chiede ai compagni d'avventura di lasciare a lui la lotta con il supercattivo è un cliché copiato da Star Wars (dal quale arriva anche l'altro cliché del braccio mozzato); e così via. C'è chi li chiama omaggi e chi li chiama scopiazzature.

Gli informatici resteranno abbastanza delusi: come dicevo, i riferimenti geek all'informatica sono pochissimi, forse nel tentativo di non confondere il pubblico; peccato grave in un film che si svolge tutto nel mondo dei computer. Oltretutto il doppiaggio italiano ha perso per strada (credo necessariamente) parecchi di quei pochi giochi di parole e doppi sensi tecnologici.

Per esempio, tradurre “the grid” con “la rete” è impreciso e confonde, perché “la rete” sembra un riferimento a Internet, ma in realtà l'intera vicenda si svolge dentro un singolo computer. “User” è stato tradotto con “creativo” anziché “utente”: peccato, perché così si perde il senso della battuta che per creare un sistema informatico perfetto occorre eliminare tutti gli utenti (va detto che questa scelta di traduzione è uguale a quella fatta per il Tron originale). Il “fine messaggio” ripetuto dai personaggi in originale è “end of line”, che ha un sapore molto più marcato e vintage per gli informatici. Anche l'“epurazione” è, in inglese, un molto più significativo e informatico “purge”. Ma mi rendo conto che una traduzione italiana efficace sarebbe stata praticamente impossibile.


Alcune allusioni per smanettoni sono rimaste e sono gradevoli: le elenco qui man mano che le scopro.

  • la stretta di mano fra due personaggi importanti è apparentemente insensata nel contesto di una fuga precipitosa, ma è ovviamente un handshake;
  • un personaggio si chiama GEM, come l'ambiente grafico della Digital Research per DOS e Atari);
  • i giocatori nell'arena si chiamano Cray, Wulf (da Beowulf), Hurd, Turing, Eckert (uno dei padri di ENIAC), Backus (da John Backus, padre di FORTRAN e ALGOL), come si vede per un istante sul tabellone mostrato qui sopra;
  • uno dei personaggi si chiama Zuse e secondo la Tron Wiki è a immagine e somiglianza di Konrad Zuse, pioniere informatico considerato padre dei moderni computer;
  • il titolo stesso del film è informaticamente allusivo (“legacy” indica sia l'eredità morale, sia apparecchiature o software vecchi ereditati da sistemi informatici precedenti);
  • c'è un SolarOS che è un'allusione al sistema operativo SunOS;
  • e c'è una breve ma splendida parodia di Steve Jobs fatta da Cillian Murphy (non citato nei titoli di coda) che purtroppo si perde completamente nel doppiaggio.

I cammei* degni di nota sono giusto un paio: i Daft Punk come DJ in un locale in cui Steven Lisberger, regista del Tron originale e produttore e cosceneggiatore di questo film, è un barista. Purtroppo anche due elementi fondamentali del primo film, Bit e i carri armati, sono relegati a due apparizioni fugaci; va un po' meglio con i Recognizer e altri veicoli cari ai fan del mondo di Tron.

*Sì, è giusto così. Vedere discussione nei commenti.

Come nel primo Tron, le metafore religiose abbondano, ammesso che sia sensato cercarle in un film d'intrattenimento: il figlio del creatore (addirittura “son of the maker” in originale) che viene a salvare il mondo, il braccio destro del creatore che viene creato a sua immagine e somiglianza e che lo tradisce per diventare il suo peggior nemico.

Correzione: pensavo che ci fosse anche un'allusione alle divinità pagane rese obsolete dal nuovo dio, perché avevo capito che il personaggio Zuse si chiamasse Zuus come imitazione della pronuncia inglese di Zeus. La Tron Wiki mi smentisce. Grazie a Marina e Giovanni per la correzione.

Qui potete vedere uno spezzone della realizzazione degli effetti speciali (sempre che la Disney non lo rimuova):


In questo spettacolo fragoroso e coreografico ma freddo e superficiale (e buio – pessima idea usare il 3D attuale, che scurisce tutto, in un film così scuro in partenza) si perde una delle poche allusioni che può spingere lo spettatore, soprattutto quello informatico, a una riflessione: Sam Flynn, il protagonista, è paladino del software libero. Sogna esplicitamente un sistema nel quale tutte le informazioni sono libere e aperte e si mette nei guai pur di realizzarlo, e questo viene presentato come un comportamento eroico, mentre i sostenitori del software chiuso vengono presentati come avidi e aridi cattivi. È molto ironico che tutto questo avvenga in un film della Disney, che è una delle multinazionali che perseguita maggiormente chi vuole liberare e condividere certi tipi di informazioni digitali: i suoi film.

Caccia al tesoro fotografica per Milano e dintorni [UPD 2011/01/10]

Caccia al tesoro fotografica per Milano e dintorni [UPD 2011/01/10] 62 commenti Aggiungi un commento

Gioco: trovatemi una foto della “pubblicità hard” del postribolo svizzero sui muri di Milano


Amici mi hanno segnalato questa bizzarra lamentela di Roberto Poletti su Libero di oggi: sui muri di Milano ci sarebbero dei poster pubblicitari nei quali “una signorina nuda si pulisce il lato b con un bandierone della Svizzera”. Ovvio che è nuda: pulirsi le terga da vestita sarebbe piuttosto impegnativo. Si tratterebbe di “una reclàme [sic] di un bordello oltreconfine” (qui in Svizzera i postriboli sono legali se rispettano le norme di settore).

La descrizione del poster mi sembra un po' improbabile: a parte il vilipendio alla bandiera, non capisco il senso di maltrattare così il vessillo della nazione che la pubblicità vuole promuovere. Riuscite a farmi avere una foto del poster incriminato? Se vi fermano e rimproverano dandovi del maniaco manifesto, dite che vi mando io. Buona caccia!


14:30 Fulminei come sempre!


Ecco i primi risultati: grazie a Grolla, Nnexcio. Sapete fare di meglio? Ho mascherato il nome del locale reclamizzato per non fare pubblicità. A me sembra che la signorina non si stia affatto pulendo ma coprendo: di solito la mano, durante le operazioni di pulizia del lato b, sta nella scollatura dell'idraulico, non di lato. Se questo secondo Poletti è un poster hard, mi sa che ha bisogno di aggiornarsi.



14:55. Marco, dai commenti, ha aggiunto questa, che mostra chiaramente che la signorina sta reggendo il drappo e non lo sta usando per pulizie personali qualsivoglia:


Direi che il caso è chiuso e che anche stavolta la malizia sta negli occhi di chi guarda e vuole a tutti i costi tirar fango e far polemica sul nulla. Grazie di aver giocato e di aver dato una bella dimostrazione di citizen journalism!


2011/01/10


I poster della discordia sarebbero piuttosto vecchi, stando a quanto leggo su Ticinonline: quelli con la ragazza e la bandiera svizzera risalirebbero a un anno fa, almeno per Varese, mentre la campagna promozionale corrente mostrerebbe soltanto “un semplice cuore e l'indirizzo internet del locale”.

Classifiche di inizio anno

Classifiche di inizio anno 44 commenti Aggiungi un commento

Un buon modo per cominciare l'anno


Wikio.it mi segnala che Il Disinformatico è al terzo posto nella sua classifica dei blog italiani, nella categoria Costume e società. Ecco la classifica completa, con i miei complimenti a tutti i classificati: se siete in cerca di materiale da leggere online, questi potrebbero essere buoni punti di partenza.

  1. Il Post
  2. Metilparaben
  3. Il Disinformatico
  4. Wittgenstein
  5. Manteblog
  6. Il Mandingo di Dolceacqua
  7. Luca De Biase
  8. Ecoblog
  9. Spinoza
  10. UAAR Ultimissime
  11. Gad Lerner
  12. Ciwati
  13. Macchianera
  14. greenMe.it
  15. Cerazade, il blog di Claudio Cerasa
  16. Queerblog
  17. Squonk
  18. Ecologiae
  19. Francesco Costa
  20. Rudy Bandiera

Fonte: classifica curata da Wikio.

Power Balance, arrivano i rimborsi (in Australia e non solo)

Power Balance, arrivano i rimborsi (in Australia e non solo) 160 commenti Aggiungi un commento

Rimborsi agli acquirenti del braccialetto magico? Semmai una multa per disseminazione di gonzaggine contagiosa


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Secondo il Daily Mail, gli acquirenti australiani del braccialetto Power Balance potranno ricevere un rimborso dalla casa produttrice, che ha ammesso (costretta dalla Australian Competition and Consumer Commission) che il gingillo non è più efficace di un qualunque altro braccialetto di gomma e che l'asserito miglioramento delle prestazioni fisiche non è supportato da alcuna prova scientifica e non ha alcuna base scientifica credibile.

Anche sul sito di Power Balance Italy, dopo la condanna da parte dell'Antitrust italiano a dicembre 2010 (con sanzione di 350.000 euro), è comparsa l'offerta di rimborso, ma in termini ben più blandi di quelli imposti dalle autorità australiane.

Ecco infatti cosa ha dovuto pubblicare la Power Balance sui giornali australiani (Gizmodo) e sul proprio sito:

Nella nostra pubblicità abbiamo dichiarato che i braccialetti Power Balance miglioravano la vostra forza, il vostro equilibrio e la vostra flessibilità.

Ammettiamo che non ci sono prove scientifiche credibili a supporto delle nostre asserzioni e che pertanto abbiamo avuto un comportamento ingannevole in violazione della sezione 52 della Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974. Se ritenete di essere stati ingannati dalle nostre offerte promozionali, desideriamo scusarci senza riserve e vi offriamo un rimborso completo.

In originale:

In our advertising we stated that Power Balance wristbands improved your strength, balance and flexibility.

We admit that there is no credible scientific evidence that supports our claims and therefore we engaged in misleading conduct in breach of s52 of the Trade Practices Act 1974.If you feel you have been misled by our promotions, we wish to unreservedly apologise and offer a full refund.

In quello italiano, invece, non c'è nessuna ammissione di colpa. Anzi, l'offerta di rimborso sarebbe testimonianza della “serietà” della ditta italiana. A casa mia “serietà” significa verificare che un prodotto funzioni prima di metterlo in vendita, ma si sa, io sono all'antica.

Tutto questo affanno di antitrust è carino, per carità, ma soluzioni come questa spiegano perché la gonzaggine si diffonde: perché quando qualcuno è così ingenuo da comperare un talismano pensando che possa migliorare il proprio equilibrio per puro contatto, senza porsi una minima domanda (“ma allora come mai non è classificato come medicinale? Se lo usano gli sportivi, non è doping?”), viene rimborsato.

Uno che si lascia incantare da parole magiche come “ologramma” o “risonanza” (di cui saprebbe il vero significato se guardasse più Superquark e meno Mistero) a mio avviso dovrebbe essere multato per aver contribuito a propagare questa scemenza. Ma come dicevo, io sono all'antica. Sono di quelli che se ti dicono di non toccare il tostapane perché scotta e poi lo tocchi lo stesso, ti meriti anche la sberla di chi ti aveva avvisato. Così, magari, impari e non ti scotti più.

Intanto la Power Balance Italy avvia imperterrita una nuova campagna pubblicitaria sui quotidiani, che pubblicano la notizia dell'inefficacia e ingannevolezza del gingillo ma non si tirano indietro quando si tratta di prendere i soldi della sua pubblicità. Complimenti a tutti.

Fonti aggiuntive: BBC.

Moria di merli in Arkansas

Moria di merli in Arkansas 69 commenti Aggiungi un commento

Merli morti che piovono dal cielo e altre morie misteriose


Repubblica segnala una strana pioggia di alcune migliaia di volatili morti caduti dal cielo di Beebe, in Arkansas, e sembra metterla in relazione con una moria di pesci avvenuta nello stesso stato ma a 200 chilometri di distanza.

Discover Magazine ha un po' d'informazioni su entrambi i casi: per cadere dal cielo, gli uccelli dovevano (ovviamente) essere in volo, e questo esclude probabilmente malattie o avvelenamento, perché gli uccelli malati di norma non volano e la colonia adiacente è in salute. Inoltre i corpi recano segni di traumi, per cui si ipotizzano varie cause fisiche, dalla grandine ai fulmini allo stress dovuto ai fuochi d'artificio di capodanno. Per i pesci, invece, la moria riguarda una specifica specie e questo dovrebbe escludere un avvelenamento dovuto all'inquinamento e suggerisce invece che si tratti di una malattia.

Sempre a proposito dei volatili, KUAR scrive che le analisi indicano che la spiegazione più probabile è l'impatto in volo: questi uccelli non ci vedono bene di notte e se qualcosa li ha spaventati e li ha indotti a spiccare il volo possono essere morti semplicemente urtandosi fra loro o impattando contro gli alberi o le abitazioni. Non risulta che ci fosse maltempo nella zona, per cui resta la possibilità dei fuochi d'artificio come fattore che ha scatenato il volo notturno di massa.

Altre info sono su CNN. Un'altra pioggia di uccelli morti è avvenuta in Louisiana, secondo la CBS. Un episodio analogo nel 2009 in New Jersey era dovuto a un avvelenamento selettivo effettuato dal Dipartimento dell'Agricoltura per contenere il numero di esemplari di alcune specie.

Ovviamente, prima di lasciarsi andare al panico e al delirio delle teorie che interpretano questi episodi come segni dell'Apocalisse o di qualche altra epica fine del mondo, sarebbe sensato escludere le possibili spiegazioni terra terra. Non ci contate.

NASA stila classifica dei peggiori film di fantascienza? [UPD 18:15]

NASA stila classifica dei peggiori film di fantascienza? [UPD 18:15] 115 commenti Aggiungi un commento

La NASA: 2012 è scientificamente il peggior film di fantascienza mai realizzato. Davvero?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A quanto pare la NASA e il Science and Entertainment Exchange avrebbero pubblicato una classifica dei peggiori film di fantascienza, dove per “peggiore” s'intende “più ricco di errori scientifici”. Il primo in classifica sarebbe 2012, seguito da The Core e Armageddon; i più realistici, per contro sarebbero Gattaca, Contact e Metropolis.

Così, perlomeno, riportano vari siti di notizie: The Sun, FilmScoreMonthly, Io9, AirlockAlpha, The Australian, Toronto Sun, HollywoodNewsFlash, Starpulse, WorstPreviews, Metro, Coventry Telegraph e tanti altri, citando talvolta Donald Yeomans, che gestisce la missione NEAR per la NASA. TheFirstPost cita le due classifiche complete. Stranamente, però, non trovo nulla di pertinente né sul sito della NASA, né su quello del Science and Entertainment Exchange o nella pagina Web di Yeomans. Niente neppure nei feed Twitter della NASA e del JPL (dove lavora Yeomans). Ho già scritto a Yeomans e all'SEE; finora nessuna risposta. Potete aiutarmi? Grazie!


15:20


Un lettore (Zille, che ringrazio) segnala nei commenti qui sotto che secondo le ricerche di Eightface la fonte iniziale sarebbe un articolo di John Harlow sul Sunday Times, disponibile solo a pagamento e datato 2 gennaio 2011. Ho pagato e l'ho letto: neanche lì ho trovato fonti o link, ma solo un commento di una persona che dice di essere una giornalista (Elizabeth Bromstein, Toronto) e di aver contattato NASA ed SEE: a suo dire, nessuno dei due enti sa nulla di questa lista (“it must have been some seriously secret meeting. I called both Nasa and the Science & Entertainment Exchange - because I am a reporter - and neither one of them knows anything about this list.”).

Comunque sia, questa è la lista dei peggiori film di fantascienza secondo il Sunday Times (lascio per ora i titoli originali): 1) 2012 (2009) 2) The Core (2003) 3) Armageddon (1998) 4) Volcano (1997) 5) Chain Reaction (1996) 6) The 6th Day (2000) 7) What the #$*! Do We Know? (2004). La lista dei migliori: 1) Gattaca (1997) 2) Contact (1997) 3) Metropolis (1927) 4) The Day the Earth Stood Still (1951) 5) Woman in the Moon (1929) 6) The Thing from Another World (1951) 7) Jurassic Park (1993).


18:15


Il Science and Entertainment Exchange mi ha risposto dicendo che “non è stato coinvolto nella compilazione di questo elenco dei 10 peggiori film di fantascienza” (“The Science & Entertainment Exchange was not involved in compiling this list of the 10 worst sci-fi films”).

Inoltre Donald Yeomans mi ha risposto poco fa dicendo che il 9 dicembre scorso c'è stato un incontro al JPL per discutere di collaborazioni fra NASA e l'industria del cinema, al quale lui ha partecipato: si è discusso di scienza nei film ma non è stata stilata alcuna classifica (“no ranking of worst movies or anything like that”). Anzi, Yeomans non aveva neppure visto 2012 e dice che il virgolettato in cui lo giudica il peggior film, attribuitogli dai giornali australiani, è inesatto.
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