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25 commenti

L’evoluzione dell’impronta umana sulla Terra

Magnifica visualizzazione dell'impronta dell'umanità sulla Terra



Questo video riassume l'Antropocene: il periodo di ascesa ed espansione della specie umana fino a diventare una forza capace di cambiare il pianeta. Mai come oggi così tanti hanno avuto così tanto; mai come oggi corriamo il rischio di rovinare l'unica casa che abbiamo.

Se qualcuno vuole fare un'edizione in italiano di questo video, c'è una versione senza voce narrante e senza grafici qui su Vimeo. Maggiori informazioni sul progetto sono presso Anthropocene.info. Grazie a @Giovanni_Pt per la segnalazione.
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Commenti
Commenti (25)
Mai come oggi così tanti hanno avuto così tanto

Magari... Solo in occidente vale questa affermazione. Ed è possibile grazie allo sfruttamento di tanti. Non do la colpa al progresso scientifico, ovviamente, solo che questo video anziché entusiasmarmi, mi fa venire i brividi. Come disse Carlin: "Il pianeta non è mai stato meglio. Noi invece siamo fottuti".
[quote-"giovanni pili"-"/2012/04/levoluzione-dellimpronta-umana-sulla.html#c8890575421958566625"]
Mai come oggi così tanti hanno avuto così tanto

Magari... Solo in occidente vale questa affermazione. Ed è possibile grazie allo sfruttamento di tanti.[/quote]

No, dappertutto. La poverta', in percentuale della popolazione, e' diminuita negli ultimi secoli e continua a diminuire. Senza nulla togliere, comunque, al fenomeno dello sfruttamento.
@ giovanni pili:

Mi spiace, ma la frase che citi è verissima. Oggi nei paesi cosiddetti emergenti sta nascendo una nuova classe media che vede le proprie condizioni di vita migliorare enromemente, proprio come è successo da noi negli anni del boom economico. E non stanno sfruttando nessuno, se non la loro capacità di adattarsi ad un modello economico che si è rivelato vincente proprio grazie alla sua camaleonticità (esiste questa parola?). Il problema semmai è che proprio dove si sta peggio l'incremento demografico è schizzano alle stelle, ma quello è un "Problema" prima di tutto culturale.
Paolo, vorrei segnalarti questo post di Tom Murphy:

http://physics.ucsd.edu/do-the-math/2012/04/economist-meets-physicist/
@Claudio La poverta', in percentuale della popolazione, e' diminuita negli ultimi secoli e continua a diminuire.

Dove lo trovo il tuo sondaggio?

@stecap

Ti do uno scoop: dal 2008 siamo in piena crisi economica. La classe media è strangolata sempre più, ogni giorno che passa. In Occidente comunque è una pacchia in confronto di quel che succede nel resto del mondo.

Comunque va benissimo il progresso scientifico. Quello che non va bene spesso e volentieri è l'uso che se ne fa. Del resto dopo la frase che cito, segue la seguente: mai come oggi corriamo il rischio di rovinare l'unica casa che abbiamo. Solo che ci stiamo rovinando noi, la Terra scoppia di salute, ha superato cose ben peggiori di noi in tutti questi miliardi di anni.
[quote-"giovanni pili"-"/2012/04/levoluzione-dellimpronta-umana-sulla.html#c7511596599154637059"]
@Claudio La poverta', in percentuale della popolazione, e' diminuita negli ultimi secoli e continua a diminuire.

Dove lo trovo il tuo sondaggio?
[/quote]

Mah, dove trovare "sondaggi" non saprei. Se va bene lo stesso qui (http://iresearch.worldbank.org/PovcalNet/index.htm) puoi trovare qualche "dato" basato su "ricerche".
[quote-"giovanni pili"-"/2012/04/levoluzione-dellimpronta-umana-sulla.html#c7511596599154637059"]
@Claudio La poverta', in percentuale della popolazione, e' diminuita negli ultimi secoli e continua a diminuire.

Dove lo trovo il tuo sondaggio?
[/quote]

Non è un sondaggio ma le conclusioni di uno studio della Banca Mondiale; ma per essere precisi è la miseria che è in diminuzione, non la povertà:

World Bank Sees Progress Against Extreme Poverty, But Flags Vulnerabilities
@ giovanni pili
"Il pianeta non è mai stato meglio."

Ah, be', certo:

http://www.worldwatch.org/system/files/SOW12%20Summary%20%28Chapter%2015%29.pdf
@giovanni pili
Usa il programma di statistiche GapMinder
@ giovanni pili:

Te li do io un paio di scoop allora: le crisi economiche ci sono sempre state, ne stiamo uscendo da una e ce ne saranno in futuro. Così come ci sono le estinzioni di massa e le glaciazioni.

guarda questo grafico del FTSE 100, il principale indice della borsa di Londra:

http://tinyurl.com/cp6t2df

Guarda dove siamo adesso, rispetto all'inizio della attuale crisi (che è partita nell'autunno 2007 e non nel 2008 come hai scritto). Credo che i numeri parlino da soli.

Le crisi sono endemiche e strutturali: piaccia o non piaccia servono anche a riassestare il mercato (così come era successo per la famigerata bolla di internet negli Stati Uniti tra 1999 e 2000) all'insegna del "survival of the fittest". Piaccia o no, questa è la realtà, in natura così come nell'economia (quando i governi non ci mettono del loro).

E nel resto del mondo, nonostante tutto, le cose vanno sempre meglio: età media, istruzione, alimentazione, accesso alle informazioni. Per mia fortuna faccio un lavoro che mi ha permesso di vedere una fetta non indifferente del mondo, e di conferme ne ho ogni volta che atterro da qualche parte.
rubato il link :D
Ho postato su un Forum il link del Video , peraltro bellissimo
@claudio: Dappertutto? A me risulta che l'Africa sia in condizioni peggiori di 30 o 50 anni fa.
E' appena uscito "People and the Planet", il dossier sulla popolazione, l’ambiente e le risorse della Royal Society:

http://royalsociety.org/uploadedFiles/Royal_Society_Content/policy/projects/people-planet/2012-04-25-PeoplePlanet.pdf
@Paolo C.
Il pianeta è esistito prima di noi e ci sarà anche dopo. Tocca a noi rispettarlo se vogliamo continuare ad essere da lui ospitati. Ma è tanto difficile da capire il mio ragionamento?

@Motogio
Abbi pazienza, vai da un esodato e spiegagli che secondo la Banca Mondiale lui è meno povero, stando alle statistiche.

Mi rivolgo a tutti - poi ognuno continui a vivere nel sogno che gli piace - cercate di non farvi prendere dal positivismo più becero. E' palese a tutti che la maggioranza degli esseri umani nel mondo hanno meno di una ristretta minoranza che diventa sempre più ricca. I sondaggi fateli leggere alle famiglie di chi in Grecia e in Italia si è suicidato perché non poteva più pagare i debiti. Un po' meno di ignavia per favore.

@TNT
@claudio: Dappertutto? A me risulta che l'Africa sia in condizioni peggiori di 30 o 50 anni fa.
No, ma vedrai che salta fuori un sondaggio che dimostra che in Africa c'è un imprenditore in più, mentre sono morti 10 poveri... quindi la povertà è in diminuzione. :D
@stecap
Mi domando se hai capito quel che ho scritto. Allora te lo chiedo in maniera più specifica: è tuo parere che sul pianeta i i poveri sono meno dei cosiddetti appartenenti alla "classe media"? Col tuo aereo sei atterrato in un paese africano a parlare coi minatori che estraggono il materiale con cui è fatto il tuo cellulare? Il resto sono tue convinzioni politiche, che non mi interessano. O se preferisci pareri personali. Il fatto che le crisi siano endemiche e addirittura funzionali al sistema dovrebbe essere già un buon motivo per smetterla di guardare le nuvole e cercare di sintonizzarsi con la vita reale. Forse per aggiornare meglio le tue conoscenze, dovresti usare meno aerei e più treni di pendolari, illustra agli operai precari i tuoi dati sull'aumento della ricchezza nel mondo. ;-)
@ giovanni pili

D'accordo sul rispetto. Ma dire che "la Terra scoppia di salute" quando tante specie sono estinte o in via di estinzione mi sembra scorretto.
Limitare il discorso alla nostra specie non ha senso: per me parlare del pianeta vuol dire riferirsi alla biosfera nel suo complesso.

Per quanto riguarda la crisi iniziata nel 2008, ne sono ben consapevole:
http://ugobardi.blogspot.it/2011/09/la-fine-della-crescita.html
[quote-"giovanni pili"-"/2012/04/levoluzione-dellimpronta-umana-sulla.html#c315303401708737187"]
@Motogio
Abbi pazienza, vai da un esodato e spiegagli che secondo la Banca Mondiale lui è meno povero, stando alle statistiche.
[/quote]

Giovanni Pili abbi pazienza ma le statistiche sono a livello globale; per un esodato (che brutto neologismo) italiano che oggi sta peggio di ieri ci sono dieci cinesi che oggi stanno meglio di ieri. Diglielo tu a loro che a causa del loro benessere un italiano sta peggio.

Tralasciando il fatto che i problemi degli esodati non sono dovuti tanto alla crisi in corso quanto piuttosto a delle scelte politiche scellerate.

Non è questione di essere vittime del positivismo quanto piuttosto rendersi conto che certe scelte politiche e economiche locali non sono paganti a lungo termine.

Poi liberissimo di prendertela con la crisi ma se uno stato spende più di quanto può permettersi alla fine qualcuno dovrà pagare il conto e purtroppo saranno sempre i poveri cristi a farlo; da che mondo è mondo che è così.

Giusto o sbagliato che sia.

Resta comunque un dato di fatto che i miserabili sulla terra sono in diminuzione, a livello globale, ed è la prima volta che accade nella storia.

Che poi questo non sia di consolazione alle vittime della crisi in occidente è tutta un'altra storia.
giovanni pili

Odio ripetere alcuni concetti di base, ma quando si fanno misurazioni (di qualsiasi tipo) per poi fare dei paragoni, l'esperienza personale, un'opinione non vale assolutamente NULLA.

Fino ad ora hai ignorato qualsiasi dato raccolto portando esempi personali ("ci sei stato li" o " persone che si suicidano", "operaio precario"). Quando si fanno analisi questi esempi valgono zero. Sempre. E' inutile che continui a portare esempi quando i dati raccolti (e la maniera in cui vengono raccolti) sono l'unica cosa che devono essere utilizzati.

Il tipo di critiche che si possono fare quindi e' su come sono stati raccolti i dati ( se l'unita' di misura utilizzata rappresenta accuratamente quello che si vuole cercare, la grandezza del campione, l'intervallo di confidenza, e coswi' via...).

In ambito statistico, l'esperienza personale, i singoli esempi alla quale ti aggrappi, non hanno nessun valore (in relazione a questo tipo di studi). Piantiamola di cercare di portare esempi che si attaccano all sola dimensione del "pathos" quando uno studio statistico qusta dimensione non esiste.


p.s. Mi scuso in anticipo se ho usato una terminologia sbagliata, ma ho studiato statistica negli USA quindi tutto cio' che riguarda la terminologia specifica, l'ho tradotta tramite internet/indovinando.
Linda Laura Sabbadini (direttore centrale per le indagini su condizioni e qualità della vita) dice: "Prima bisognava far fronte ai bisogni fondamentali del vivere, per cui la domanda e l'offerta di beni e servizi non strettamente necessari era ridotta. E in una società ancora al 42 per cento agricola, come quella dei primi anni Cinquanta, c'era una diffusa autosufficienza alimentare. Le grandi tappe dell'esplosione dei consumi sono la ricostruzione, il boom economico e gli anni Ottanta"

I poveri ci sono sempre stati e ci saranno. Ma è indubbio che mediamente la popolazione si arricchisce.
@ giovanni pili

Mmh... positivismo becero? Mah...

Dici a stecap che "il resto sono sue convinzioni politiche" ma in buona parte dei tuoi interventi sembri essere tu quello che scrive aderendo a slogan politici... arimah...
Ciao Paolo e Lettori del blog,

vi segnalo anche questo video, simile per contenuti, molto ben fatto e molto interessante:

(ha anche i sottotitoli in Italiano, basta impostare YouTube in lingua italiana e usare il bottone "CC")


There's No Tomorrow
http://www.youtube.com/watch?v=VOMWzjrRiBg


-- LuKe
@ giovanni pili:

"Mi domando se hai capito quel che ho scritto. Allora te lo chiedo in maniera più specifica: è tuo parere che sul pianeta i i poveri sono meno dei cosiddetti appartenenti alla "classe media"?"
Riporto il mio primo commento (N°3):
"Oggi nei paesi cosiddetti emergenti sta nascendo una nuova classe media che vede le proprie condizioni di vita migliorare enromemente"
Forse sei tu che non hai capito quello che ho scritto.

"Col tuo aereo sei atterrato in un paese africano a parlare coi minatori che estraggono il materiale con cui è fatto il tuo cellulare?"
Ho a che fare con multinazionali che producono commodities, di conseguenza ne ho viste parecchie delle situazioni a cui ti riferisci. Non solo, in passato ho lavorato per l'Agence Française de Développement in Medio Oriente e Africa. Tu puoi dire di aver fatto lo stesso?

"Il resto sono tue convinzioni politiche, che non mi interessano. O se preferisci pareri personali"
Ti si fanno vedere dati e grafici, ma continui a battere sullo stesso dente. Secondo me, quello che parla per convinzioni politiche sei tu. E a giudicare dal tuo profilo Google i miei sospetti sono più che giustificati.


Il fatto che le crisi siano endemiche e addirittura funzionali al sistema dovrebbe essere già un buon motivo per smetterla di guardare le nuvole e cercare di sintonizzarsi con la vita reale.
Potresti riformulare? Non mi è chiaro il nesso che poni tra la ciclicità delle crisi e l'invito a guardare la realtà.

Forse per aggiornare meglio le tue conoscenze, dovresti usare meno aerei e più treni di pendolari"
5 anni di università da pendolare possono bastare?

illustra agli operai precari i tuoi dati sull'aumento della ricchezza nel mondo.
E cosa c'entrano i precari con tutto questo? I miei sospetti sono sempre più forti.
I video di questo tipo mi turbano sempre; infatti se è vero che da un lato l'umanità è sempre più "potente", dall'altro non è necessario esserlo per fare danni.
E fissare l'inizio dell'"antropocene" con la rivoluzione industriale mi pare errato.

Infatti mi vengono in mente le estinzioni e i disboscamenti perpetrati dai Maori in Nuova Zelanda, e mi chiedo se si sia trattato di eccezioni o di regola. Non sono preparato ma non mi sorprenderebbe se questo tratto fosse comune alle civiltà non industrializzate, quali quelle che oggi ci sono spacciate come "sostenibili".
Ad esempio le tecniche antiquate di coltivazione richiedono un sacco di disboscamento, mente in Europa le superfici verdi crescono.

Credo che sia proprio grazie all'industralizzazione che abbiamo raggiunto un benessere tale da preoccuparci dell'estinzione degli animali, della qualtà dell'ambiente e dell'andamento del clima.

E' vero che il video prova a sterzare su questa rotta, ma mi sembra dare molte colpe alla globalizzazione, e stabilisce molti nessi di causa ed effetto che non sono così immediati.
Allora mi piacerebbe che i video come questo trasmettessero un messaggio anche positivo, dove si dovrebbe supportare lo sviluppo dei paesi che oggi disboscano ed inquinano, che sono candidati a peggiorare tantissimo. E per supportarli, dobbiamo lasciarli entrare nel mercato invece che fare protezionismo sull'agricoltura e renderli dipendenti dai nostri aiuti economici (guardate la Cina, dove cominciano ad esserci scioperi).
"quali quelle che oggi ci sono spacciate come "sostenibili"

Pietro,

prova a leggere un testo come Collapse, di Jared Diamond, se ancora non l'hai fatto, e ti accorgerai che l'opinione di molti seri scienziati e' al contrario che l'impatto ambientali di tante piccole comunita' e' stato disastroso. Lascia perdere certe opinioni populistiche e prive di sostanza. L'Isola di Pasqua (totalmete disboscata e diventata incapace di sostenere una comunita' umana) o l'Australia (fine di tutti i grandi mammiferi) ne sono un esempio. L'Europa stessa era molto molto diversa prima dell'arrivo di Homo Sapiens.

Ma l'impatto, per quanto grave e per quanto in alcuni casi abbia segnato la fine della comunita' umana locale, non piu' in grado di sopravvivere in un ambiente ipersfruttato, era pur sempre locale. Il problema dell'odierna comunita' umana e' diverso. Qui si sta modificando il clima su scala globale, cioe' si sta interagendo con il pianeta come un tutt'uno. Qui si stanno esaurendo le risorse complessive. C'e' un modello di sopravvivenza che non ' in grado di garantire questo modello di societa' in generale, quello cui miliardi di persone si sono abituate e che considerano familiare e irrinunciabile (che lo sia o meno non ha improtanza). Non e' piu' un problema di piccole comunita' che si tagliano le gambe da soli, ma di un pianeta intero che rischia.

Cosa rischia? Probabilmente non si puo' parlare di estinzione, ma visto che oggi alla vita umana viene dato un valore enorme, si rischiano stravolgimenti tali da mettere in pericolo la nostra odierna struttura sociale. Esattamente come la II guerra mondiale non ha significato la fine delle comunita' umana ma non e' una cosetta da augurarsi tra amici, da un punto di vista oggettivo forse non sarebbe un grosso problema, ma da un punto di vista soggettivo, che comprenda i nostri valori (la democrazia, la pace, la liberta', etc.), i nostri discendenti, la stabilita' della societa' come l'abbiamo creata noi, e' una grave minaccia.

un saluto
Come se non bastassero Big Food, Big Pharma, Big Tobacco e tante altre cose che iniziano per Big, tra i miei clienti (quindi tra le fonti, seppur indirette, dello stipendio con cui dò il pane ai miei figli) mi mancava giusto un tagliuzzatore della foresta amazzonica, ma oggi ho scoperto che ho anche quello! En plein! Yuppi-du!

Così anche oggi ho dato il mio contributo alla distruzione del pianeta. Sono malvagio. Forse mi devo comprare un persiano ...