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79 commenti

Bruno Bozzetto su Youtube

Meritocrazia di Bruno Bozzetto



Come sempre, da decenni a questa parte, Bruno Bozzetto sa dire e mostrare l'essenza delle cose facendoci sorridere amaramente. Stavolta usa i media digitali e un registro musicale insolito, ed è piuttosto incazzato. State attenti.

C'è una storia, dietro questo video, che spero di potervi raccontare prima o poi. Magari la racconterà Br1 stesso. Restate in ascolto. Intanto godetevi gli spezzoni dei classici d'animazione di Bozzetto nel suo canale Youtube.
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Commenti
Commenti (79)
Messaggio condivisibile.

Canzone di sottofondo orrenda (come musica e come testo - fin troppo ovvio).

Video quasi osceno.

Livello: progetto audiovisivo da scuola superiore.
... incazzato forte ...
Ma purtroppo ha ragione. Soprattutto per quanto riguarda burocrazia e ruberie pubbliche, l'esempio dei bonus di uscita agli amministratori delegati mandati via perché hanno fatto danni è eclatante (mi ricorda qualcosa riguardo Alitalia e Ferrovie dello Stato).
Carino, ma c'è solo un piccolissimo trascurabile problema: il merito, come lo si misura?
Bellissimo!

Anche il suo precedente video "italia ed europa" e' da vedere.
Grandissimo Bruno Bozzetto, come sempre,
la forma è semplice e immediata,
per una cosa più professionale serve uno sponsor... Alitalia?
Mi sono trasferito anni fa in una delle città citate nel video, spinto dalla voglia di sperimentare questa famosa meritocrazia che in Italia sembra vivere solo nei dizionari.

Non c'è.
O sono io che non l'ho trovata.

Credo che la meritocrazia (come l'onestà e altri valori) appartenga all'individuo e non ad un popolo e che questi individui si possano trovare in Italia così come in una delle città citate nel video.
@Riccardo
Carino, ma c'è solo un piccolissimo trascurabile problema: il merito, come lo si misura?

Se lo chiese ad esempio tale Laurence J. Peter negli anni 60, formulando un curioso principio...
Mah, penso che questo video sia la quintessenza del qualunquismo.
Fa di ogni erba un fascio, tralascia totalmente il fatto che in Italia esistono anche persone capaci che ricoprono incarichi importanti per merito e con competenza. Il problema delle raccomandazioni esiste (e non è solo Italiano: c'è in quasi tutti i Paesi), ma non si può generalizzare in questo modo.
Penso che sia giusto in questo momento dedicare un pensiero a chi ricopre i propri incarichi con onestà e ai tanti che fanno politica con passione e spirito di servizio, soprattutto nei piccoli enti locali dove lo si fa "in perdita". Ed anche essere un po' umili, perché il ragionamento "sono tutti incapaci, ma io se fossi al loro posto saprei far bene le cose" non mi è mai suonato benissimo.
[quote-"Riccardo (D.O.C.)"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5055415454062024337"]
Carino, ma c'è solo un piccolissimo trascurabile problema: il merito, come lo si misura?
[/quote]

Come si fa da sempre:con una valutazione periodica del personale.

Antipatica ma efficace per premiare i più meritevoli se fatta con criterio.
sembra una clonata di Grillo, molto populista: il messaggio è semplice e semplificato, diretto, e violento. A casa mia i danni li sta facendo un certo tipo di imprenditore, non la politica. Fin troppo facilmente vedo identificare una qualsiasi persona con un lavoro fisso che lavora alla scrivania come se fosse Scrooge, mentre magari è solo un ragionier Mario Rossi come quelli che fanno davvero il lavoro al governo e non vengono pagati, mentre i soldi e il merito (se del caso) li prende il politico che mostra la faccia in TV.

E' interessante e superficialmente condivisibile, ma stiamo andando troppo verso estremizzazioni, tutti quanti, verso bianco-o-nero ... tutto quello che dice ESISTE e ce n'è anche troppo, ma il rischio è che lo spazzolone ammazzatutti venga tenuto in mano da grossi e stupidi energumeni, pompati da qualche video ideologico, la cui ideologia è più o meno solo "via tutti, spazio a quelli come me che meritano" ... e chi lo decide, come diceva l'altro qui sotto, il merito?

La scuola è polverizzata da 30 anni di decadenza, e solo in certe professioni ci sono degli standard qualitativi di misurazione.

Ad esempio Mattia trova elementare il video di Bozzetto... (in questo caso non gli posso dare troppo torto) ... ma forse non conosce tutta la sua storia ... i video in Flash di Bozzetto non mi piacciono molto, ma quelli classici sono opere d'arte. E quindi, chi lo sceglie il merito? Il mercato?

ATTENZIONE COL MERCATO!!!!
Il mercato premia scelte di masse guidate dalla propaganda.
Io non capisco qual è il senso del video.

Vuole dire che:
a) in Italia non c'è meritocrazia
b) in Italia tutti si lamentano che non c'è meritocrazia e lodano quanto avviene all'estero, ma in realtà tutto il mondo è paese e gli Italiani parlano senza conoscere altre realtà

Mi aiutate a capire?
Stavolta usa i media digitali e un registro musicale insolito, ed è piuttosto incazzato

Incazzato? Mah... Mi pare molto meno incazzato di certi sputasentenze che conosco. (Attenzione, modalità meta-polemica attivata!) Ad esempio quelli che dicono che chi non paga le tasse fa bene perché i politici sono ladri per primi. Quelli che loro sì che se fossero al potere saprebbero cosa fare, e ovviamente NO, non diventerebbero come Loro! (detto da un collega che si vanta di aver tentato ogni gabola per ricevere 2 volte lo stesso indennizzo assicurativo!).
Quelli che mi chiamano "coglione" perché pago il canone rai (e mi raccomando, firmate l'astuta petizione, perché "Se non lo fate siete sicuramente sostenitori di questa oligarchia di alti butacrati (sic) Iatliani (sic) e della super Casta Italiana!.
Per non parlare della signora che ho visto alla stazione ferroviaria: furiosa contro i politici, ha detto che un giorno andrà in una piazza di Genova con un bel mitra e farà una strage della gente che passa (Forse spera che passino di lì molti politici?)

Per la parte grafica, mi pare che Bozzetto abbia fatto di meglio in passato.
Per la parte musicale....

Sì buonasera di Renato Rascel.
Italia sì Italia no di EELST
Inno nazionale di Luca Carboni
Da qua se ne vanno tutti di Caparezza
Itaglia Itaglia dei Soliti Idioti.
(per non parlare di canzoni mirate a personcine precise, come AAA Cercasi di Carmen Consoli, Legalize the premier di Caparezza e un'altra dei Soliti Idioti di cui non ricordo il titolo)

Questo per dire che in tanti hanno cantato i problemi nazionali, con più o meno successo. Il rischio è cadere nei luoghi comuni e nelle chiacchiere da bar (odio visceralmente espressioni come "siamo ancora troppo italiani" di Luca Carboni, non è diversa da quelle "da bar", come se "italiani" fosse un insulto. E mi raccomando, ricordate che "gli italiani sono tutti X" sottointeso "tranne me ovviamente". Ah, già, e anche "esclusi i presenti").

Ma questa...

@mattia
Canzone di sottofondo orrenda (come musica e come testo - fin troppo ovvio).

In particolare trovo che la parte in cui ripete "i cervelli emigrano, i cervelli fuggono" sia da unghie sulla lavagna. Ma magari sono io che sono il solito ottuso ed è un capolavoro...
[quote-"motogio"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c2863380298840131004"]
[quote-"Riccardo (D.O.C.)"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5055415454062024337"]
Carino, ma c'è solo un piccolissimo trascurabile problema: il merito, come lo si misura?
[/quote]

Come si fa da sempre:con una valutazione periodica del personale.

Antipatica ma efficace per premiare i più meritevoli se fatta con criterio.
[/quote]

+1 per motogio. Aggiungo un dettaglio: ovviamente la valutazione deve avere delle conseguenza, come aumenti o diminuzioni di stipendio, promozioni o licenziamenti. Non come la valutazione della didattica che viene fatta all'università, con i risultati dei quiz che nella migliore delle ipotesi viene semplicemente pubblicata su un sito difficilmente accessibile, nella peggiore rimane nascosta in un archivio perché semplicemente il professore ha il diritto di non autorizzare la valutazione dei propri corsi (addirittura fino a poco fa a Firenze bastava il silenzio del professore per nascondere i dati, solo i pochi prof. che si erano presi la briga di comunicare il proprio consenso alla pubblicazione potevano essere valutati pubblicamente).
[quote-"passoavista"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5581932155067191584"]
ATTENZIONE COL MERCATO!!!!
Il mercato premia scelte di masse guidate dalla propaganda.
[/quote]

E ci mancava il paternalismo dell'intellettuale illuminato che ne sa più del "popolo bue": Se un tizio compra un cd non è perché gli piace veramente, ma solo perché è stato plagiato dal MERCATO.

Anch'io quando ero più giovane la pensavo così, poi ho capito che anche a pubblicizzarli in lungo e largo, un gruppo come i Pink Floyd rimarrà un fenomeno di nicchia, per quanto per me siano i migliori al mondo. Se la gente compra Tiziano Ferro (tanto per dirne uno che non rientra nei miei gusti) è perché gli piace, non perché c'è il grande vecchio che ne pilota i gusti.
Con tutto il rispetto per Attivissimo e per Bozzetto, concordo con mattia (soprattutto per la canzone)!!!
Bruno Bozzetto... il grande maestro del luogo comune.
Saluti,
Mauro.
C'è un errore nella maschera dei cervelli, lo ho fatto notare anche nel video originale.

Cioè, fosse un progetto di una scuola media... vabbè, carino.

Visto che invece si tratta della cintura nera suprema in Italia nel campo dei cartoni animati, la quale auspica la meritocrazia con questo stesso video... direi che nonostante l'indiscutibile carriera di Bruno Bozzetto quell'errore non sarebbe dovuto arrivare fino all' FLV pubblicato su youtube.

Intendo dire, considerando quanti italiani sono andati a Kobe, Nagoya, Buenos Aires, a Orlando ecc. ecc. per svolgere il mestiere di cui Bruno Bozzetto stesso è l'indiscusso precursore in Italia, che un suo video contro la corruzione e a favore della meritocrazia dovrebbe essere impeccabile, anche se non è certo a causa della sua spietata imperità che questi sono andati a cercare lavoro all'estero.
Pur condividendo il senso generale del video, diciamo che mi pare la scoperta dell’acqua calda. E, avendo vissuto in vari Paesi esteri, diciamo che quello di appoggiare/raccomandare/eccetera chi fa parte della nostra “tribù” mi pare un comportamento insito nel nostro codice genetico, più che relativo a una nazionalità (“nostro” nel senso di esseri umani). Questo ovviamente non lo rende giustificabile. Insomma, se vogliamo restare nell’ambito dei luoghi comuni, “tutto il mondo è paese”. (Magra consolazione eh).
Simpatico, ma impresentabile in consessi più elevati della terza media: banali la filastrocca e la grafica, da "casalinga di Voghera" i contenuti.
Lontano anni luce dal Bozzetto che ammiro (cfr uno per tutti, per rimanere nel politico-sociale, il videoclip Italia/Europa).

A Paolo:
vabbè che i tuoi lettori sono/siamo per la maggior parte di sotto, però magari una notiziola ogni tanto... una curiosità... un accenno a qualche modo di fare (che agli alieni pare "strano")e di gestire la res publica (propria e degli alieni) che usa di sopra alle Alpi....
Non per par condicio (che sopra giustamente non usa) o polemica (neppure) o per completezza dell'informazione (che mica è obbligatoria), magari solo per bon ton.
Cordialmente. ;)
" Se la gente compra Tiziano Ferro (tanto per dirne uno che non rientra nei miei gusti) è perché gli piace, non perché c'è il grande vecchio che ne pilota i gusti."

migliaia di ricerche sembrano indicare il contrario e che le scelte sono guidate da fenomeni in parte estranei al gusto personale. Anche perche' difficilmente l'utente comune e' in grado di decidere quale detersivo e' migliore guardando la confezione (o anche usandolo -> bias cognitivi). Cerchiamo di mantenere un atteggiamento di sano scetticismo anche quando non si parla di Twin Tower od omeopatia. Per citare un esempio, pensa a quel famosissimo violinista che si mise a suonare in forma anonima in una stazione della metro e pochissimi passanti si fermarono ad ascoltarlo. Per ascoltare lo stesso violinista in prima fila alcune di quelle stesse persone sarebbero state disposte a pagare cifre elevate.

Il problema reale e' un altro: che non sono state trovate delle vere alternative ad un sistema in cui uno fa pubblicita' ad un prodotto, spende denaro per aspetti irrilevanti etc. Ci sono leggi che regolamentano alcuni di questi aspetti, con maggiore o minore successo ma non un'altra soluzione a questo meccanismo.

p.s. non sono riuscito a vedere il video. Da dove sto per qualche motivo mi si blocca dopo 30 secondi.
GENIO allo stato puro.
E, conoscendo Bozzetto ed il suo modo, di solito amaro, MA PACATO, di raccontare le cose, non oso immaginare cosa si celi dietro questa creazione. GENIO, ripeto.
@mattia

Purtroppo la tua analisi è perfetta.

Ho spento al secondo ritornello - inascoltabile.
[quote-"Gwilbor"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c7982233185014684246"]
[quote-"passoavista"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5581932155067191584"]
ATTENZIONE COL MERCATO!!!!
Il mercato premia scelte di masse guidate dalla propaganda.
[/quote]

E ci mancava il paternalismo dell'intellettuale illuminato che ne sa più del "popolo bue": Se un tizio compra un cd non è perché gli piace veramente, ma solo perché è stato plagiato dal MERCATO.

Anch'io quando ero più giovane la pensavo così, poi ho capito che anche a pubblicizzarli in lungo e largo, un gruppo come i Pink Floyd rimarrà un fenomeno di nicchia, per quanto per me siano i migliori al mondo. Se la gente compra Tiziano Ferro (tanto per dirne uno che non rientra nei miei gusti) è perché gli piace, non perché c'è il grande vecchio che ne pilota i gusti.
[/quote]

Qualcosa ti ha irritato molto, ma alla fine posso dire che fai i parternalismi (con tanto di "ai miei tempi") che imputi agli altri ed inoltre sembreresti ignorare i dati di vendita sia dei Pink Floyd, che quelli di Ferro.
Oltre alla relazione con questi dati che ignori, ignori anche quelli per la loro promozione.

I test li hanno fatti sia Sting, sia Syria, sia Luca Barbarossa: quando non c'è l'Hype attorno, non se li caga nessuno, bravi o non bravi. Che il mercato (specie quello di musica popolare) debba vivere di propaganda e che e ne serva ampiamente non mi pare sia un grande segreto per nessuno.

Ti ringrazio per lo pseudo o non pseudo e anche per l'intellettuale :)

Dico al popolo bue che ne faccio parte e non ho dato a nessuno del popolo bue.

Mooooooo a tutti! ;)
Io penso che la meritocrazia ci sia solo dove c'è sufficiente spazio (nel senso di ricchezza) per sistemare i raccomandati. Se lo spazio è tanto li si piazza dove possano essere ben pagati ma non far danno.
A parità di condizioni, siamo tutti uguali. Non credo che esista un posto al mondo in cui un capo (nel senso di qualcuno che occupi un posto di potere: dal politico al docente universitario al capo reparto di un'azienda) non provi a sistemare un suo fedele (potendolo fare) che possa permettergli di rafforzare la sua posizione.
Ovviamente ci sono tante sfumature e le eccezioni non mancano.
@motogio: cioè, tu credi davvero che si possa misurare con tecniche aziendali il lavoro, che so, di un riformatore della scuola? o di un programmatore quinquennale dei trasporti nazionali? o di un artista?

@gwilbor: di parecchi dei miei maestri io ho capito il reale valore solo molti anni dopo aver finito le scuole. Di altri, che stimavo molto, invece ho capito lo scarso valore. Per questo non credo molto (anzi, per nulla) in quel sistema di valutazione dei docenti che citi.
Giuseppe wrote:

prima:


A parità di condizioni,siamo tutti uguali. Non credo che esista un posto al mondo in cui un capo non provi a sistemare un suo fedele (potendolo fare) che possa permettergli di rafforzare la sua posizione.


poi


Ovviamente ci sono tante sfumature e le eccezioni non mancano.


colgo l'occasione per segnalare l'errore logico insito nell'accostamento di queste due frasi, per sottolineare lo straordinario qualunquismo di questo pensiero.

"Siamo tutti uguali, tutti lo faremmo, non cambierà mai niente" - tradotto: "nun te incazza' e nun rompe li coj**i facendomi notare che sono troppo pigro per cambiare le cose..."

Salvo poi aggiungere la necessaria frase che mostra l'intelligenza della persona e non induce a pensare di stare sguazzando nei luoghi comuni: "esistono le sfumature e le eccezioni" - tradotto: "se trovi un'eccazione, non te la prendere con me, che ti ho già detto, facendo il paraculo per non rischiare, che esistono..."

Senza rancore, Giuseppe, era solo una semplificazione.

Sì, è vero che le persone funzionano tutte allo stesso modo.
Sì, è vero che le occasioni offrono spinte fortissime.
Sì, è vero che a volte chi sistema un amico fa la furbata.
Sì, è vero che tutti noi avremmo la tentazione.

Ma se davvero tutti ci cadessimo, non avremmo alcuna speranza di cambiamento. E invece...
Perché ogni tanto qualcuno "impazzisce", non segue la massa, né segue i comportamenti più comuni, ma trova un motivo, uno qualunque, per fare qualcosa di diverso, di nuovo, in questo caso di migliore. Facendo apparire per confronto delle me**e tutti quelli che cedono alla tentazione. Che sono così costretti a fare i conti con sé stessi e le proprie scelte. Perché il non seguire la corrente, prima di tutto, fa notare che ogni cosa che facciamo è una scelta.

Se siamo tutti uguali, se tutti ci caschiamo, non è una scelta, è un dato di fatto. Se sei corrotto non sei stronzo, sei solo umano.

Ma se qualcuno non lo è, se qualcuno riesce a non esserlo, allora essere o non essere corrotto non è più un dato di fatto, ritorna una scelta. E se scegli di farlo, sei uno stronzo. Per viltà. Per necessità. Per pigrizia. Per malvagità. Qualunque cosa. Mitiga o rendi peggiore la tua scelta come vuoi, ma rimane una scelta. Sei stronzo perché hai voluto essere stronzo, perché hai deciso di essere stronzo, perché non hai avuto la forza per non esserlo. Lo hai fatto per salvarti la pelle? Ti tocca rimanere macchiato lo stesso. Magari hai fatto meglio te di quello che è rimasto puro, ma sempre macchiato sei. Le sfumature, qui sì, sono infinite, ma il dato di fondo rimane. Sei stronzo (tu, corrotto).

Se qualcuno può non essere corrotto, poi, significa che tutti possono non esserlo, e che vivere in un mondo pieno di corrotti non è un obbligo. Visto che il nostro tempo non è infinito, questo apre a nuovi pruriti sul sedere di chi vive in un mondo che non gli piace o gli sta stretto, e nuovi rimorsi nelle menti di chi è troppo pigro o pauroso per cambiare quel che non gli piace.

Che persone fastidiose, queste persone non corrotte, vero?

In realtà no. Certo, farti vedere che il letame in cui vivi non è obbligatorio. Fa male perché ti rendi conto di quanto ti stai perdendo, perché vedi dove vai a finire e dove potresti essere. Ma almeno te ne rendi conto. Puoi tentare di farci qualcosa.

Dici poco?

L'alternativa è vivere tutta la vita contenti di avere un po' meno letame del tuo vicino.
[quote-"Riccardo (D.O.C.)"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c3812735844470744440"]
@motogio: cioè, tu credi davvero che si possa misurare con tecniche aziendali il lavoro, che so, di un riformatore della scuola? o di un programmatore quinquennale dei trasporti nazionali? o di un artista?
[/quote]

Per i primi due sì; gli artisti sono una categoria a parte.

Un riformatore ha degli obiettivi concordati e così il programmatore.
Non vedo dove sia il problema.
Nella rassegna di fatti e personaggi famosi a 2.41 mi manca l'ultimo a destra, quello tra Fermi e Marconi.
Sapete chi è?
[quote-"Hammer"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c9151220417673983717"]
Io non capisco qual è il senso del video.

Vuole dire che:
a) in Italia non c'è meritocrazia
b) in Italia tutti si lamentano che non c'è meritocrazia e lodano quanto avviene all'estero, ma in realtà tutto il mondo è paese e gli Italiani parlano senza conoscere altre realtà

Mi aiutate a capire?
[/quote]

Credo probabilmente la A. Il problema che la realtà credo proprio sia B.

Ora siamo al livello di cercare a tutti i costi un capro espiatorio. Dobbiamo (in senso lato) per forza trovare qualcuno a cui dare la colpa, per metterci a posto con la coscienza.

Questo video, purtroppo, ne è un esempio. Ovvietà e luoghi comuni. Comprensibile la voglia di "fare pulizia", ma forse dobbiamo capire che la dicotomia "noi" onesti contro "loro" disonesti non ha senso. CHIUNQUE di noi approfitterebbe di una posizione di "potere" a qualsiasi livello. Sbagliato tirar fuori "l'uomo nero" che protegge gli amicici e "mette gli incompetenti nei posti di potere", perchè "l'uomo nero" l'abbiamo messo lì noi cittadini, dandogli la possibilità di far quello che voleva, avendo in cambio vantaggi, magari non evidenti, magari non immediati. Tutti quanti: pensiamo alle cosiddette baby pensioni o a tutte quelle scappatoie che un sistema gestionale pubblico come il nostro apre e lascia aperte, pronte perchè qualcuno un pò più spregiudicato le sfrutti con la scusa "tanto lo fan tutti".

E tutto finendo per dimenticare tutte quelle persone serie che fanno il loro lavoro in modo onesto e senza approfittare (troppo) della propria posizione.

Ogni volta che mi capita di stare a casa dal lavoro e di trovarmi mio malgrado con la TV accesa (non vivo da solo) sento le stesse cose, sempre più romanzate e sempre più catastrofiche: gente che racconta i soprusi subiti da Equitalia, multe di 10 euro che diventano milioni, storie di professionisti bravissimi, preparatissimi, genialissimi non apprezzati e costretti ad andare all'estero, imprenditori che poverini devono chiudere perchè le tasse son troppe (e allora se sono rimasti aperti finora vuol dire che non le pagavano?), politici disonesti e incompetenti, servizi pubblici che non funzionano, funzionari lazzaroni. E via a mettere alla gogna i "responsabili" di queste cose.. che spesso restano lì, in quel limbo delle cose astratte: i responsabili di questo, chi ha sbagliato paghi, qualcuno dovrà pagare.

E qualcosa mi dice che *forse* si sta esagerando... si stanno estremizzando le cose. Per "mettere il mostro in prima pagina". Spero non sia quello che la gente vuole sentirsi dire..

Purtroppo guai a farlo notare, guai a dire "ma... ma siamo proprio sicuri che le cose stiano così?" ti senti dire "ah, si ma prima o poi capiterà a te e allora vedremo!".

@Van Fanel, dimentichi Quelli che benpensano di Frankie Hi NRG :D
Ebbene si, ascoltavo rap...
@Motogio

Nella pagina che hai citato c'è:

" La valutazione del potenziale (o potential evaluation) concentra la sua attenzione sul potenziale del lavoratore, ossia le competenze inespresse che il lavoratore possiede ma non sono utilizzate nella posizione da lui attualmente ricoperta (perché non richieste o richieste in misura inferiore al posseduto). "

Questa è la filmografia di Katja Kassin (not safe for work) e va considerata un abuso nei confronti del lavoratore, se non è lui a richiederla.

Esprimere le competenze inespresse non è nè deve essere un dovere del lavoratore.
@ martinobri
Nella rassegna di fatti e personaggi famosi a 2.41 mi manca l'ultimo a destra, quello tra Fermi e Marconi.
Sapete chi è?


Fellini.
Esprimere le competenze inespresse non è nè deve essere un dovere del lavoratore.

Puffolotti non è un dovere ma un opportunità .
@motogio:
Un riformatore ha degli obiettivi concordati e così il programmatore.
Non vedo dove sia il problema.

Te lo dico io dove sta il problema: 1) non è vero che ha degli obiettivi concordati: concordati con chi? e per che cosa? Gli obiettivi se li pone lo stesso riformatore. Non commettere il berlusconiano errore di credere che una nazione si possa gestire come un'azienda. E
2) Gli effetti di una riforma importante si vedono solo qualche decina d'anni dopo la sua attuazione.
Poi ci sarebbe qualche altra decina di considerazioni da fare, ma adesso devo scappare.
Scusate ma siete proprio sicuri che è un lavoro di Bozzetto?
I tratti e lo stile sono completamente diversi.
Questo non è assolutamente un lavoro di Bozzetto, al limite a Bozzetto è piaciuto lo ha caricato sul suo canale
"Stavolta usa i media digitali"??? Paolo, non sei tu che hai scritto questa cosa, vero? Non nel 2012. Tralasciando il qualunquismo dei contenuti e la scarsa qualità della musica, mi pare che non ci sia proprio nulla di innovativo (ma neppure di "bello", purtroppo) in questo video.
Non capisco proprio l'entusiasmo di Paolo Attivissimo. Ce lo puoi spiegare?
Unknown,

Non capisco proprio l'entusiasmo di Paolo Attivissimo. Ce lo puoi spiegare?

Non è entusiasmo. E' interesse. Il post è taggato "chicche" perché a quanto mi risulta è il primo video di Bozzetto pensato esclusivamente per la distribuzione online. C'è anche dietro un'altra storia che rende molto più significativo il concetto della fuga di cervelli (e di talenti), ma per ora non la posso raccontare.
@SirEdward

Non sono stato qualunquista. Solo troppo sintetico.
Il "siamo tutti uguali" si riferiva al fatto che non esistono popoli superiori e popoli inferiori: se un cervello italiano scappa e trova un posto all'estero, lo trova perché il posto c'è, esiste; perché il raccomandato è già stato sistemato; altrimenti si troverebbe come in Italia a fare lavori non consoni ai suoi studi.

Bozzetto, invece, fa intendere (io ho capito così) che solo all'estero ci sono i buoni che sanno apprezzare i nostri cervelli.
Mi ripeto, non è così: semplicemente, nel mondo, quasi tutti investono più fondi di noi nella ricerca perché anche gli "stronzi equivalenti" stranieri hanno capito che è conveniente sia politicamente che economicamente (hanno capito l'importanza della "potenza tecnologica e scientifica"), mentre in Italia ancora no.

Per quel che riguarda la natura umana, certo, esistono i santi o gente come Malcom X, o Thomas Sankara, che mi fanno sentire una m**da per il loro coraggio e la loro altezza morale ma sono eccezioni.
Forse tu, moralmente, sei uno di loro ma io no e lo ammetto, e non ho conosciuto nessuno che sia diverso da me. Questo, però, non vuol dire che sia pigro o che mi "riscaldi nella m**da". Vuol dire solo che conosco i miei limiti umani e che devo stare attento a non superarli.
La differenza tra me e un delinquente la fanno proprio quelle sfumature di cui parlavo nel post. Se vuoi chiamale scrupoli.
Se avessi potere, la prima cosa che farei sarebbe quella di seguire i miei scrupoli e trovare uno strumento per autolimitarmi prima che sia troppo tardi. Nel caso della politica, ad esempio, l'obbligo a non occupare incarichi di rilievo per più di 5 anni di seguito o in funzione dell'importanza dell'incarico stesso. Ma questo si dovrebbe applicare anche agli alti dirigenti, ai giudici e a chiunque occupi un posto di potere. Occupare per molti anni queste posizioni dà alla testa (fatta eccezione per i santi di cui sopra), è necessario disintossicarsi ogni tanto scendendo di livello.

Andreotti ha detto una volta che il potere logora chi non ce l'ha, beh, io penso che il potere logora in modi diversi sia chi ce l'ha che chi lo subisce.
Per fortuna il primo commento è quello di Mattia. Non potrebbe essere più calzante. È un lavoretto scalcinato, con la stessa profondità dei monologhi di Celentano. La qualità dell'animazione e dei disegni è imbarazzante.
Di BB ho apprezzato grandemente i (capo)lavori precedenti, quelli in animazione analogica (West&Soda, Allegro non troppo, il fenomenale sig. Rossi). Questa caccoletta digitale è pietosa, i contenuti meno che banali: da bar sport. Di sicuro non sostiene l'idea di "meritocrazia".
@Motogio

Qui si cade nella mania di amministrare la vita degli altri assumendo che siano dei poveri cretini incapaci di soffiarsi il naso.

Ora, riparare un computer di tanto in tanto non mi disturba particolarmente, ma se mi applico come mulettista, il discorso che potrei fare ben altro che guidare il muletto mi disturba alquanto.

Come immaginavo, si mette in discussione il diritto dell'uomo di determinare il proprio destino autonomamente.

Ok, è un diritto che io auspico e tu neghi.

Mi sono dilungato perchè... bè, secondo me questa è una delle cause reali della fuga di cervelli. In realtà il termine "fuga" e il disegno di persone sul vagone merci di un treno non va neanche bene perchè in genere la gente se ne va in aeroplano oppure acquista un'automobile con un anticipone.

Tornando alla valutazione delle potenzialità...

Io starei cercando di parlare del mondo reale, non del mondo della fantasia.
è richiesto un grado di brutalità che fa rabbrividire i mafiosi per stare al proprio posto quando la direzione si mette in testa di strizzarti come un limone. altrimenti direi: ben venga la valutazione del personale...

Quando arriva il direttore delle risorse umane con dei fogli stampati e dice: "ho saputo in città che lei in passato ha riparato computers* con un certo successo"

L'unica reazione sensata è fargli mangiare lo stampato, in modo che in futuro associ l'insopportabile abuso con una sensazione per lui sgradevole.

*Qui è dove torna utile l'esempio della pornodiva di successo.
@Giuseppe Gilardi

Flash apre a stili differenti che altri metodi, ma questo è un altro discorso.

Pare che Bruno Bozzetto dice di averlo fatto lui, non c'è motivo di non crederci.
Gwilbor ha scritto:
Se la gente compra Tiziano Ferro (tanto per dirne uno che non rientra nei miei gusti) è perché gli piace, non perché c'è il grande vecchio che ne pilota i gusti

e pgc ha replicato:
migliaia di ricerche sembrano indicare il contrario e che le scelte sono guidate da fenomeni in parte estranei al gusto personale

Qui urge un intervento dei nostri esperti di marketing, Epsilon e Lupo!
E a proposito di Lupo:

@il Lupo della Luna
@Van Fanel, dimentichi Quelli che benpensano di Frankie Hi NRG :D
Ebbene si, ascoltavo rap...


Giusto. E allora aggiungiamo anche "RapLamento", dello stesso autore.

@Paolo Attivissimo (grassetto mio)
Il post è taggato "chicche" perché a quanto mi risulta è il primo video di Bozzetto pensato esclusivamente per la distribuzione online

Vuoi dire che alcuni suoi famosi clip distribuiti su Internet in formato Flash (che altri utenti hanno citato) avevano anche una "distribuzione tradizionale"?
@giuseppe



Non sono stato qualunquista. Solo troppo sintetico.
Il "siamo tutti uguali" si riferiva al fatto che non esistono popoli superiori e popoli inferiori:


Non è affatto detto che per avere buoni posti devi prima sistemare un raccomandato. Questo è un errore. Maggiori posti li crei proprio quando non ci sono troppi raccomandati inetti in giro, altrimenti, come in un circolo vizioso, sistemi prima gli inetti e non avrai altro spazio per quelli buoni perché gli inetti non ne creeranno di nuovo. E il mondo possiede più inetti che geni.

Se hai le persone competenti, che diamine te ne fai di sistemare i raccomandati? Per quale masochistica ragione dovresti farlo?


Bozzetto, invece, fa intendere (io ho capito così) che solo all'estero ci sono i buoni che sanno apprezzare i nostri cervelli.


Non necessariamente. E' che noi le teste ce le abbiamo, ma le facciamo fuggire via, tenendoci gli imbecilli. Un pessimo affare. E ci diciamo anche che non ci si può fare nulla. Siamo fessi.


Mi ripeto, non è così: semplicemente, nel mondo, quasi tutti investono più fondi di noi nella ricerca perché anche gli "stronzi equivalenti" stranieri hanno capito che è conveniente sia politicamente che economicamente


Allora lo vedi che si può essere diversi! Lo dici anche tu! E' questo il punto. Non solo corrotti, ma pure profondamente stupidi.


Per quel che riguarda la natura umana, certo, esistono i santi o gente come Malcom X, o Thomas Sankara, che mi fanno sentire una m**da per il loro coraggio e la loro altezza morale ma sono eccezioni.


Non è che o sei un santo o sei un diavolo. Questo è manicheismo. Ma ognuno di noi porta il merito delle sue azioni migliori e la macchia delle sue piccole o grandi nefandezze. Sempre e comunque. A prescindere dal resto. Le condizioni, la situazione, accrescono o riducono la portata morale positiva o negativa, ma non eliminano la responsabilità oggettiva.

Forse tu, moralmente, sei uno di loro ma io no e lo ammetto, e non ho conosciuto nessuno che sia diverso da me.


Vedi che ricadi nel qualunquismo? No, io non sono diverso da te, siamo entrambi uomini. Ma le porcherie che facciamo non dipendono dalla nostra natura, sono comunque una nostra scelta (per quanto difficile o complessa). Se ne fai una piuttosto che un'altra, ti tocca ammetterlo. Magari il tuo vicino è un personaggio mediocre e un po' maneggione, ma se un giorno si rifiutasse di farsi corrompere, e tu invece accettassi, dovresti subire il peso del fatto che una persona, persino una mediocre e maneggiona, ha saputo comunque essere migliore di te che potevi fare la stessa scelta, ma non l'hai fatta, per qualunque motivo.

Ancora una volta, le persone hanno libertà di scelta; è per questo che i santi veri fanno così invidia e fastidio, perché mostrano quello che tutti potrebbero fare, ma che pochi fanno. Ed è un bene che siamo liberi. Se non esistesse la libertà di scegliere, allora sì che saremmo condannati a portare per sempre e intrinsecamente l'intero fardello delle nostre responsabilità, diventando noi stessi i nostri crimini.


Questo, però, non vuol dire che sia pigro o che mi "riscaldi nella m**da". Vuol dire solo che conosco i miei limiti umani e che devo stare attento a non superarli.


E devi accettare le conseguenze delle tue azioni, che a volte sono spiacevoli nonostante tu non possa farci niente. Fa male, ma la purezza dell'innocenza, cui tutti noi aneliamo per poter dire che in fondo non è colpa nostra, che abbiamo fatto tutto quello che potevamo, che certe cose sono indipendenti dalla nostra volontà, in breve la pace dai sensi di colpa, si paga sempre molto, molto cara.

I tuoi limiti umani sono quelli? Che vuoi che ti dica... c'è gente che ha limiti più alti e riesce a fare cose che tu non riesci a fare. Cose migliori. Devi fare (come tutti) i conti con questa amara realtà. La vita potrebbe essere diversa, ma tu non sei in grado di cambiarla, per via dei tuoi limiti. Anzi, per via di quelli che -tu pensi e dici- essere i tuoi limiti. Quali sono davvero i tuoi limiti? Sei in grado di vivere col senso di colpa di non sapere davvero dove saresti potuto arrivare?

In genere le persone non lo sono, per questo ricadono nel qualunquismo e nel "siamo tutti uguali, che ci vuoi fare", per darsi un contentino e rassicurarsi sul fatto che, in fondo, non è davvero né colpa né responsabilità loro.


La differenza tra me e un delinquente la fanno proprio quelle sfumature di cui parlavo nel post. Se vuoi chiamale scrupoli.
Se avessi potere, la prima cosa che farei sarebbe quella di seguire i miei scrupoli e trovare uno strumento per autolimitarmi prima che sia troppo tardi.


O magari sei così sicuro di te stesso solo perché il potere non ce l'hai.

Non giudicare l'essenza degli altri, giudica le loro azioni e i risultati concreti che esse portano. E' l'unico modo concreto.
[quote-"Paolo Attivissimo"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c2528629909095130767"]
Unknown,

Non capisco proprio l'entusiasmo di Paolo Attivissimo. Ce lo puoi spiegare?

Non è entusiasmo. E' interesse. Il post è taggato "chicche" perché a quanto mi risulta è il primo video di Bozzetto pensato esclusivamente per la distribuzione online. C'è anche dietro un'altra storia che rende molto più significativo il concetto della fuga di cervelli (e di talenti), ma per ora non la posso raccontare.
[/quote]

Credo che uno dei primi fosse quello relativo al comportamento degli italiani (quello con le macchinine viste dell'alto e i comportamenti... ehm ... discutibili con altri guidatori e con i passanti) ... i caffé di 100 tipi... eccetera.

La storia l'aspettiamo tutti con grande interesse.

Temo che Bozzetto sia amareggiato dal mondo che cambia in un modo che trova assurdo. Ma non mi sembra che si perda d'animo.

Sull'originalità dell'opera: è in home sul suo sito web. Se dubitate del fatto che abbia mosso lui il mouse per creare il video in flash, allora possiamo dubitare anche che questo sito sia del VERO Paolo Attivissimo e che anzi, Paolo non sia mai esistito davvero e che quello che si spaccia per Paolo sia in realtà Luigi.
@puffolottiaccident
Tornando alla valutazione delle potenzialità...

Io starei cercando di parlare del mondo reale, non del mondo della fantasia.
è richiesto un grado di brutalità che fa rabbrividire i mafiosi per stare al proprio posto quando la direzione si mette in testa di strizzarti come un limone. altrimenti direi: ben venga la valutazione del personale...

Quando arriva il direttore delle risorse umane con dei fogli stampati e dice: "ho saputo in città che lei in passato ha riparato computers* con un certo successo"

L'unica reazione sensata è fargli mangiare lo stampato, in modo che in futuro associ l'insopportabile abuso con una sensazione per lui sgradevole.


Forse qui c'è un equivoco di fondo (o sono io che non capisco il puffolottese). Valutazione delle potenzialità intespresse non vuol dire strizzare il dipendente come un limone o invadere la sua privacy. Vuol dire che se sono un imprenditore e ho una squadra di programmatori (o di tornitori, mulettisti, etc) e devo decidere chi promuovere al ruolo di "team leader", per quanto "meritocratico" io possa essere, non è detto che il migliore dal punto di vista tecnico sia anche quello con maggiori capacità organizzative, di leadership etc. Devo cercare di capire chi ha la potenzialità di essere un bravo capo, non solo un bravo pestellatore di tasti; se sbaglio la valutazione, perdo un ottimo tecnico in cambio di un manager mediocre o addirittura incompetente: è appunto il "Principio di Peter" che citavo al commento #7, secondo cui anche un sistema meritocratico (non inquinato da nepotismo, bustarelle e porcherie varie) può fallire, nonostante le migliori intenzioni.
non capisco tutta questa diffidenza per la parola meritocrazia, appena qualcono la tira fuori partono subito le accuse di qualunquismo, populismo e chi più ne ha più ne metta.
Io quando vado dal dentista cerco di andare da uno bravo, se vado in pizzeria cerco una buona pizzeria e penso che così facciano tutti.
Se scelgo Attivissimo invece di Luogocomune non sto per caso applicando un criterio meritocratico?
Le aziende che offrono beni e servizi nei mercati competitivi se non sono sufficentemente meritocratiche chiudono.
Nelle squadre di calcio se i risultati non arrivano gli allenatori sono cacciati e spesso anche in malo modo.
[quote-"Riccardo (D.O.C.)"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5377441347276859963"]
Te lo dico io dove sta il problema: 1) non è vero che ha degli obiettivi concordati: concordati con chi? e per che cosa? Gli obiettivi se li pone lo stesso riformatore.[/quote]

Non è vero cosa? Un riformatore scolastico è un entità a sé stante che decide in modo autonomo cosa va cambiato e nessuno può interferire con le sue decisioni?

E chi paga il riformatore? Presumo lo Stato, cioè io.

Ma nonostante questo piccolo e insignificante particolare lo Stato, per mia interposta persona, non ha il diritto di valutare l'operato del riformatore perché i risultati si vedranno solo fra qualche decina d'anni e gli obbiettivi se li è posti lui stesso?

Comoda la vita :-)

[quote] Non commettere il berlusconiano errore di credere che una nazione si possa gestire come un'azienda.
[/quote]

Ci sono vari modi di gestire una nazione ma cosa c'entra questo con il tuo quesito iniziale?

[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c4299949581789856486"]
Qui si cade nella mania di amministrare la vita degli altri assumendo che siano dei poveri cretini incapaci di soffiarsi il naso.
[/quote]

O_o

Da quando offrire una possibilità di migliorare la propria posizione lavorativa è diventa una circonvenzione di persone incapaci?

Guarda che nessuno ti corre dietro con un ascia per obbligarti ad assumere un incarico adatto alle tue potenzialità; se tu preferisci utilizzare il 10% del tuo potenziale per procurarti il cibo e il restante 90% per dedicarti alle tue attività creative nessuno te lo impedisce.
@SirEdward

Non è affatto detto che per avere buoni posti devi prima sistemare un raccomandato. Questo è un errore. Maggiori posti li crei proprio quando non ci sono troppi raccomandati inetti in giro, altrimenti, come in un circolo vizioso, sistemi prima gli inetti e non avrai altro spazio per quelli buoni perché gli inetti non ne creeranno di nuovo. E il mondo possiede più inetti che geni

In teoria è come dici tu. La pratica è molto diversa. E non solo in Italia. In Italia si nota di più perché c'è meno "spazio", nel senso di disponibilità di posti.


Se hai le persone competenti, che diamine te ne fai di sistemare i raccomandati? Per quale masochistica ragione dovresti farlo?

Anche questo è un discorso banalmente teorico. Secondo te perché esiste questa forma di masochismo, considerato che la pratica di sistemare prima raccomadati è così diffusa?


Allora lo vedi che si può essere diversi! Lo dici anche tu! E' questo il punto. Non solo corrotti, ma pure profondamente stupidi.

No. Fanno scelte stupide perché sono anche stupidi. E' loro natura. Se fossero un tantino più intelligenti farebbero scelte più intelligenti. Farebbero sempre solo ciò che a loro conviene ma saprebbero anche che se non facessero posto anche alle persone capaci soccomberebbero. In Italia ci sono troppe persone sbagliate nei posti giusti per fare il massimo danno.


Per quel che riguarda la natura umana, certo, esistono i santi o gente come Malcom X, o Thomas Sankara, che mi fanno sentire una m**da per il loro coraggio e la loro altezza morale ma sono eccezioni.

Non è che o sei un santo o sei un diavolo. Questo è manicheismo. Ma ognuno di noi porta il merito delle sue azioni migliori e la macchia delle sue piccole o grandi nefandezze. Sempre e comunque. A prescindere dal resto. Le condizioni, la situazione, accrescono o riducono la portata morale positiva o negativa, ma non eliminano la responsabilità oggettiva.


Appunto. Le sfumature di cui parlavo. Ho fatto degli esempi altisonanti che sono eccezioni, ma ho anche affermato che esistono le varie sfumature: dal santo al più abbietto meschino. Tu, però, lo hai chiamato qualunquismo.
Forse tu, moralmente, sei uno di loro ma io no e lo ammetto, e non ho conosciuto nessuno che sia diverso da me.

Vedi che ricadi nel qualunquismo? No, io non sono diverso da te, siamo entrambi uomini. Ma le porcherie che facciamo non dipendono dalla nostra natura, sono comunque una nostra scelta (per quanto difficile o complessa). Se ne fai una piuttosto che un'altra, ti tocca ammetterlo. Magari il tuo vicino è un personaggio mediocre e un po' maneggione, ma se un giorno si rifiutasse di farsi corrompere, e tu invece accettassi, dovresti subire il peso del fatto che una persona, persino una mediocre e maneggiona, ha saputo comunque essere migliore di te che potevi fare la stessa scelta, ma non l'hai fatta, per qualunque motivo.


No. E' solo esperienza diretta. Abbiamo un modo di ragionare molto diverso, quasi opposto, credo. Forse per esperienze di vita differenti. Per me le nostre scelte dipendono e sono pesantemente determinate dalla nostra natura: un vile tende a fare scelte vili perché la sua natura lo porta a ragionamenti vili, allo stesso modo un temerario fa scelte coraggiose perché la sua natura lo porta ad agire così. Entrambi fanno scelte che, dal loro punto di vista, sono giuste. Se io, un giorno, per assurdo, scegliessi di farmi corrompere lo farei convinto di aver fatto la scelta giusta, o perché le alternative sarebbero anche peggiori.

Cosa ti fa pensare che la scelta cada sempre tra porcherie e cose buone. Non ti è mai capitato di scegliere solo tra porcherie? In tal caso che fai? Non scegli?
@Motogio

Questa
"Guarda che nessuno ti corre dietro con un ascia per obbligarti ad assumere un incarico adatto alle tue potenzialità"

è incompleta, penso tu volessi dire:

"Guarda che, se non sa che sei uno slacker, nessuno ti corre dietro con un ascia per obbligarti ad assumere un incarico adatto alle tue potenzialità"

Se così non fosse è molto triste... Triste quanto una donna di quarant'anni che dica: "Guarda che nessuno accenna baciarti o abbracciarti se non glie lo chiedi espressamente con insistenza."

Cioè, se è così che la vedi significa che nessuno ti ha mai scambiato per un uomo con la tazza di caffè in mano.

Una valutazione delle potenzialità suona come un "staniamo gli slackers ed inchiodiamoli al motto dell'uomo ragno*"

Poi

@Van Fanel

Non è nella natura umana rinunciare ad una fantasia mentre si convive con l'oggetto.

Se si potesse semplicemente rifiutare una promozione dicendo: "No, grazie, sono perfettamente soddisfatto della mia posizione e remunerazione corrente" ed ottenere che il datore di lavoro ci metta una pietra sopra... non avrei neanche fatto l'osservazione.

Torniamo

@Motogio.

"Da quando offrire una possibilità di migliorare la propria posizione lavorativa è diventa una circonvenzione di persone incapaci?"

Risposta concisa:

VIETNAM

Risposta prolissa:

"Offrire" dall'interno verso l'interno di un'azienda non esiste.


*"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"
Sul "pilotaggio" dei consumatori.. beh vado a memoria dai miei studi teorici di ormai 10 anni fa: ci sono diverse "leve" che puoi utilizzare. Prima di tutto puoi creare aspettativa. Non dici che il minimo indispensabile sul prodotto, ma inizi a parlarne prima dell'uscita, lasci trapelare qualcosa su quelli che pubblicitario e cliente ritengono i "punti forti" del prodotto. Lo puoi fare, paradossalmente, o per cose particolarmente nuove, o per cose per cui hai già utenti fidelizzati. Apple adotta spesso questa tattica, unita a quella del confronto e della creazione del gruppo. Infatti dal punto di vista promozionale non sbaglia un colpo.

Secondariamente puoi usare un testimonial, famoso o meno, passando il messaggio "se lo usa/compra/piace a lui ALLORA deve essere ottimo QUINDI va comprato". E qua gli esempi si sprecano, e puoi anche aggiungerlo alla strategia dell'aspettativa di cui sopra.

Poi puoi fare un confronto con altri, in maniera più o meno esplicita.

Oppure puoi creare un "mondo" attorno al tuo prodotto, in modo da far sentire i potenziali consumatori parte di un gruppo che abbia qualcosa "in più" degli altri. Lo fanno spesso le case automobilistiche, Lancia ti rende parte di una elite fighetta, Alfa Romeo di chi ama lo sport e la velocità, eccetera.

Il tutto però parte dal presupposto che il prodotto mantenga un minimo quel che promette, altrimenti non c'è pubblicità che tenga. Magari per i primi tempi ne vendi, poi basta.

Come siamo finiti a parlare di quello partendo dalla meritocrazia non lo so.

Quello che so è che di solito chi occupa un posto di responsabilità non sa bene cosa sta facendo, e i sottoposti non capiscono come faccia ad essere lì. Quanto questa sia una percezione (magari condita da un filo di invidia) e quanto sia reale è tutto da stabilire. Certo che quando senti certi ragionamenti ti chiedi veramente "ma questo da dove arriva?". E magari non si tratta di raccomandazione, spesso chi potrebbe essere capace non è che non viene valorizzato, è che ha paura di "buttarsi" e si tira indietro.

Ciò non toglie che ci sia gente capace che è in grado di ricoprire un certo ruolo, cosa che purtroppo dal video *non* si capisce, se non nel caso dei "personaggi famosi", ma è fuorviante, sembra dire "oggi siamo diventati TUTTI incapaci".

Non è facile ricoprire posti di responsabilità, a qualsiasi livello (uno come Bozzetto dovrebbe saperlo), e personalmente trovo un pò semplicistico liquidare la cosa come "ma quello non sa fare perchè è raccomandato". Magari quel dirigente non *può* fare di meglio, per mille motivi. Alcuni al di fuori dal suo controllo, per esempio. Insomma vedo molta voglia di trovare un capro espiatorio per de-responsabilizzarci dalle scelte sbagliate e dagli inciuci che bene o male abbiamo lasciato correre perchè ci conveniva.
scusate ma realmente qui c'e' qualcuno convinto di essere insensibile ai meccanismi del mercato e della pubblicita'? O non ho capito di che cosa stiamo parlando?
@Puffolotti

Risposta concisa:

VIETNAM


Ok comprendo che la tua attuale situazione lavorativa è un po' particolare e che per mentalità gli orientali sono poco propensi a premiare il lavoro svolto dai loro subalterni in quanto lo ritengono un atto dovuto ma la maggior parte dei lettori di questo Blog lavora alle dipendenze di aziende di mentalità occidentale (tranne i pochi "Sciur
padrun" presenti).

Comunque affermare che "Offrire" dall'interno verso l'interno di un'azienda non esiste è un assolutismo senza senso.

Chiaro che l'azienda non è un ente caritatevole e che quindi ha il suo tornaconto ma anche il salariato alle sue dipendenze avrà il suo tornaconto, sia in forma finanziaria sia in gratificazione del lavoro svolto.

Continua a sfuggirmi in motivo per cui questo sia considerato un fatto negativo.

*"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"

Cosa abbiamo imparato da questa storia?
...niente!
Bè almeno abbiamo imparato a non rifarlo più
...ma non abbiamo fatto niente!
...Che ca**o di casino!

Burn After Reading - A prova di spia di Ethan Coen e Joel Coen - USA 2008

:-)
@ Giuseppe


No. E' solo esperienza diretta. Abbiamo un modo di ragionare molto diverso, quasi opposto, credo. Forse per esperienze di vita differenti. Per me le nostre scelte dipendono e sono pesantemente determinate dalla nostra natura


Assolutamente sì. Ma la responsabilità delle nostre azioni è comunque nostra.

Faccio un esempio, purtroppo non azzeccatissimo, ma utile per alcuni aspetti: se ti alleni per i 100 metri piani, ma non riesci a correrli come Bolt, che succede?

Succede che la tua natura è diversa, che lui è più rapido, che non potrai mai raggiungere le sue potenzialità. E' colpa tua? No, certo. Ma rimane ugualmente il fatto che tu non sei in grado di fare quello che fa lui, che con questa cosa devi farci i conti.

Dirai: facile, mi impegno al massimo, vedo che non ci riesco, non ho niente da rimproverarmi. Giusto. A parte il fatto che la vita può far male anche quando non hai nulla da rimproverarti, soprattutto se la qualità della tua vita dipende da quanto corri veloce, ora cambiamo lievemente l'esempio: diciamo che tu non sai, perché non ci hai mai davvero provato fino in fondo, perché non ti sei mai ancora impegnato al massimo, se puoi fare come Bolt. Ci provi, o lasci stare, ti accontenti della medaglia di latta e se qualcuno ti chiede perché gli rispondi "tanto è lui che è un genio, noi non potremo mai essere al suo livello, non è colpa mia"?

Sei davvero senza colpa, se non ci provi nemmeno, o sei solo un pigro? Poi, ognuno fa le scelte che fa: qualcuno vince la pigrizia, qualcuno soccombe a essa e gli tocca vivere tutto il tempo con il dubbio di cosa sarebbe potuto essere. E quindi spesso tenderà a darsi giustificazioni di comodo, qualunquiste.


: un vile tende a fare scelte vili perché la sua natura lo porta a ragionamenti vili, allo stesso modo un temerario fa scelte coraggiose perché la sua natura lo porta ad agire così. Entrambi fanno scelte che, dal loro punto di vista, sono giuste.


Sì e sì. Però da un lato, se una scelta è "giusta" non lo decide la persona, ma la realtà che ci circonda, a prescindere da quello che la persona pensa o desidera. Dall'altro, quando una persona cede alla sua natura, anche quando non può fare altrimenti, è responsabile ugualmente di ogni sua azione, e di essa deve pagare il prezzo. Siamo noi che siamo buonisti, e vigliacchi, e facciamo finta che pagare il prezzo delle proprie azioni significhi solo una punizione inflitta quando infrangi le regole.

Non è così: anche quando rispetti le regole, paghi il prezzo delle tue scelte. Basso, equo o alto che sia, lo si paga sempre. Noi confondiamo la colpa, quello che non si è fatto pur sapendo che si avrebbe dovuto, dalla conseguenza meccanica dell'azione.


Se io, un giorno, per assurdo, scegliessi di farmi corrompere lo farei convinto di aver fatto la scelta giusta, o perché le alternative sarebbero anche peggiori.


Balle. Succede a volte. Più spesso la gente sa che sta cadendo vittima di qualche suo vizio. Lo capisci da quanto si vergogna ad ammettere ciò che ha fatto.


Cosa ti fa pensare che la scelta cada sempre tra porcherie e cose buone. Non ti è mai capitato di scegliere solo tra porcherie? In tal caso che fai? Non scegli?


Scegli, e ti becchi la tragedia della cosa, e subisci il peso di quello che fai anche se non potevi fare diversamente.

Life is not fair.
@SirEdward

Scegli, e ti becchi la tragedia della cosa, e subisci il peso di quello che fai anche se non potevi fare diversamente.

Ogni azione, non solo le scelte, hanno un prezzo. Non mi pare d'aver mai affermato qualcosa di diverso. E' banale che sia così. Io ho solo parlato di conoscenza dei propri limiti che non è una scappatoia morale per mettere a tacere la propria coscienza.

Se prendiamo il tuo esempio di Bolt, è più saggio chi ci prova ben sapendo che non può farcela o chi, conscio dei suoi limiti, fisici in questo caso, si attrezza, ad esempio con una bicicletta, per andare veloce come lui o più?
E' questo che intendo per conoscenza dei propri limiti. Se si conoscono i propri limiti, si conoscono meglio anche le proprie potenzialità e le si sfrutta al massimo.
@Motogio

Non ho bisogno di dimostrare che una cosa tanto semplice non viene accettata la prima volta che viene spiegata.

Il fatto che uno chieda due volte "cosa c'è di male" su una filosofia individuale ne è la prova in sè per sè.

cosa c'è di male?
Dai, cosa c'è di male?
No, adesso voglio saperlo, cosa c'è di male?

C'è di male che quando uno/a dice "no" una volta la questione dovrebbe essere chiusa, ma questo non è realistico.

Dunque per rendere una valutazione del potenziale qualcosa che non implichi un abuso dovresti prima stravolgere del tutto la natura umana, ed inserire strumenti di controllo del personale estremamente costosi, che sarebbero un abuso a propria volta.

Non è realistico aspettarsi che la cosa divenga volontaria, tipo: "cari fresatori di 3° livello, stiamo per indire un concorso per inserire un programmatore CNC in ufficio, ah, signor Stephen Stahlberg, le stiamo offrendo un'opportunità di migliorare la propria situazione lavorativa, ma nel caso fosse soddisfatto della sua attuale remunerazione basta che lo indichi, è fra le lingue parlate e la disponibilità di trasferte all'estero: se non sbarra nessuna casella la lasceremo nella sua posizione attuale in santa pace, e puniremo severamente chiunque tenti azioni di mobbing o coercizione"

Dai, Motogio, stai veramente parlando di Saturno.

Parte due

Mi pare strano che un comunista come te non abbia colto la finezza della risposta...

Il cercare di ottenere il meglio dai lavoratori pagandoli il meno possibile non è certo una prerogativa dell'estremo oriente. Solo ci siamo accorti prima che i lavoratori hanno un cervello più indipendente che quello delle vacche e che possono prendere il controllo della situazione e rendere oneroso il pagarli meno. Tantopiù oggi con la decantata flessibilità; la politica del ridere in faccia a chi chiede un inquadramento reciproco non è sempre la migliore.

No, parlavo del Vietnam riferendomi a quei buffi asiatici che da 1400 anni tagliano gole straniere perchè non riescono a rispondere alla tua domanda.

Cosa c'è di male nell'offrire a qualcuno un'opportunità di migliorare il proprio stile di vita?

Bè, in un mondo delle favole assolutamente niente, ma siccome questa offerta non viene quasi mai liberamente e senza impegno, come ho già detto se chi vale è interessato si farà avanti egli stesso.

Il discorso è un' altro, il discorso è che se non si rende la vita miserabile a chi sta nel secondo e nel terzo livello, poi chi è che ha voglia di andare avanti con la carriera?

Questa, è la verità. Che quando c'è da scavare per trovare un "direttore" molti validi si nascondono perchè in quanto validi sanno che gli arriverebbe addosso merda a non finire in cambio di pochi spiccioli, e spesso si fanno avanti dei critini che desiderano solo che gli si scriva "capo" sul berretto.

Il problema grosso nella coercizione di un valido sta nel fatto che neanche lui è una vacca priva di un cervello, di aspirazioni, di sentimenti, e siccome è valido capisce delle cose che la direzione pensava di aver astutamente nascosto, la cosa può terminare con il valido che dice: Peccato, qui mi ero imboscato per benino, non mi resta che imboscarmi altrove, ma non prima di aver mandato a scatafascio l'azienda con pochi sapienti sabotaggi la cui origine non verrà mai rilevata.
Poi, ho iniziato con l'esempio della pornodiva di successo proprio perchè mi sembrava agevole da capire...

Mettiamo che Michael Shuhmaker o come cavolo si scrive, il famoso pilota di formula 1 decida di mettersi a fare le insalate in un negozio di pizza a domicilio... Alla prima crisi la tentazione di andargli addosso dicendo: hey, ma tu sei il famoso michael shuhmaker, DEVI mollare le insalate e prendere un veicolo, perchè lo han detto gesù maometto e il buddha, lo dice anche motogio...

Hey, sembra quasi che in questa situazione il cattivaccio sia l'insalatatore e non l'abusatore... che in fondo sta soooolo proponendo di migliorare le prospettive professionali del pilota.
Come se il pilota non sapesse da sè che gli autisti guadagnano di più dei pizzaioli e degli insalatatori...

Ma se cambiamo in: "Dai, suvvia, cosa ti costa, sei o non sei la famosa ex pornodiva?, io sto cercando di migliorare le tue prospettive di lavoro, suvvia"

Alla fine la domanda "cosa c'è di male" può anche significare: "so perfettamente cosa c'è di male, così come so perfettamente che se non persuado soavemente qualcuno a beccarsi quel mare di merda, nella merda ci finisco io."

Che poi in fondo è la grande contraddizione del comunismo...

Se gli operai di 2° e 3° livello stessero bene, nessuno vorrebbe i livelli successivi, bisognerebbe mettere la gente a dirigere con la minaccia delle armi.

Quindi per prima cosa devi rendere miserabile la vita ai proletari e ai sottoproletari altrimenti a nessuno verrebbe voglia di fare il direttore.
[quote-"pgc"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c6968023362471271644"]
scusate ma realmente qui c'e' qualcuno convinto di essere insensibile ai meccanismi del mercato e della pubblicita'? O non ho capito di che cosa stiamo parlando?
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È colpa mia che ho scritto un messaggio di fretta, non è una cosa che si può trattare velocemente.

Già noto una ambiguità insita nella parola "mercato".

Quando dico qualcosa del tipo "il merito lo sceglie il mercato" sto in realtà considerando le scelte degli utenti, quando invece dico "il mercato usa la propaganda" invece si parla di chi fornisce una certa "merce" (intesa nel senso più lato possibile).

Quello che volevo contestare era l'idea che le scelte degli utenti, brevemente indicate come "il mercato", siano predeterminate da chi fa pubblicità. La realtà invece è diversa, ci sono tanti casi di merci pubblicizzate e finite nel dimenticatoio. Se per "guidare le scelte" si intende semplicemente "influenzare" sono d'accordo. Ma non si può mai costringere la gente a fargli piacere quello che non le piace, né a fargli dispiacere quello che le piace.
[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c2370463913651505970"]
Mi pare strano che un comunista come te non abbia colto la finezza della risposta...
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Tu mi sopravvaluti e sinceramente la prima cosa che mi era venuta in mente era la guerra; gli statunitensi che aiutavano i sud vietnamiti e i sovietici e i cinesi i nord vietnamiti, tutti in nome della libertà dei popoli, tutti per loro tornaconto personale.

Ma non era un interpretazione adatta al tuo stile.

Il resto del tuo discorso non lo comprendo e hai scritto una tale mole di corbellerie da fare arrossire il più anarchico frequentatore di centri sociali (i comunisti no perché l'ascesa sociale della classe operaia tramite il lavoro e lo studio era uno dei dogmi in uso nella ex USSR).

Sul serio hai una visione distorta del mondo del lavoro e dei suoi meccanismi (mobbing a chi rifiuta un posto di responsabilità ?).

Lo so che a te rompono l'anima perché dicono che rubi il lavoro ai peones quando potresti fare qualsiasi cosa meglio retribuita e meno faticosa ma tu sei il classico sig Reiger (neologismo da me inventato quasi trent'anni fa in onore a Alex Reiger, aka Judd Hirsh, personaggio della serie televisiva cult del 1978 Taxi) cioè sei uno di quelli che per scelta ha un impiego abbondantemente al di sotto del suo talento ma questo stato di cose influenza la tua percezione del mondo del lavoro.

Ora, per ribattere ai tuoi assiomi, nel mondo occidentale esistono molte realtà aziendali e quindi generalizzare è sempre sbagliato quindi affermare che:

Il discorso è un' altro, il discorso è che se non si rende la vita miserabile a chi sta nel secondo e nel terzo livello, poi chi è che ha voglia di andare avanti con la carriera?

è sbagliato per principio.

Le imprese che creano alto valore aggiunto hanno tutto l'interesse ad avere un personale contento a qualsiasi livello perché un operaio specializzato costa tempo e denaro all'azienda per formarlo e per istruirlo (non sono sante ma nemmeno stupide).

Le aziende che creano poco valore aggiunto hanno tutto l'interesse a mantenere basso il salario perché l'incidenza dello stesso è elevato sul prezzo finale del prodotto e i talenti richiesti per tali lavori sono dozzinali e quindi se vuoi è così se no la porta è lì. Ma dubito che queste ditte promuovono le loro maestranze offrendo loro corsi interni e possibilità di autoapprendimento; al limite promuovono aspiranti Kapo.

Quindi il tuo discorso è sì valido ma solo per un certo tipo di azienda e sono le aziende che non utilizzano la valutazione del personale come da me intesa ma solo la valutazione basta sul rendimento, tante ore tanto prodotto.
Gwilbor: si, la gente ha le proprie idee, le puoi "girare" finchè vuoi ma ben difficilmente le inverti.

Sul fatto che "uno vuol fare il dirigente perchè da operaio sta male" non sono affatto d'accordo. Altrimenti ci sarebbe un ricambio di figure dirigenziali che non c'è.

Se prendiamo il tuo esempio di Bolt, è più saggio chi ci prova ben sapendo che non può farcela o chi, conscio dei suoi limiti, fisici in questo caso, si attrezza, ad esempio con una bicicletta, per andare veloce come lui o più?


Quello che usa la bici. Ma qui mi il discorso è proprio capire che si può usare la bici, non si è costretti a vivere in un certo modo, magari consolandosi con il "tanto tutto il mondo è paese", perché questo significa ignorare la presenza della bicicletta.
@Motogio

Non capisco neanche esattamente più cosa stiamo confrontando, mi stai parlando dell'azienda di Barbie, bianca a strisce rosa e tutto il resto?

La gerarchia è un cono, non un cilindro, Ci sono reparti composti da una sola persona, e sono molto rari. Per lo più un capo reparto ha a che fare con 10-20 operai. Se parliamo di casistica, dovremmo parlare di quei 10-20, che sono in generale oltre il 70% del personale.

Se vogliamo comunque parlare del restante 30%... Il terrore che qualcuno lavori meno a parità di stipendio è piuttosto diffuso, e di nuovo: stai confrontando l'unicorno col ghepardo.

Con tutti i difetti che il ghepardo può avere come cavalcatura... ... ...Perlomeno esiste in questo mondo.
In questo mondo esistono un sacco di animali più indicati come cavalcatura, ad esempio il cavallo, ma l'unicorno non va bene in quanto non esiste.
@puffolottiaccident

Il tema del post è " cervelli in fuga" e "meritocrazia" quindi io stavo parlando dei lavoratori e delle aziende che rientrano in questo tema (dall ' operaio specializzato passando per l' artigiano, il creativo, la segretaria ecc ecc sino ad arrivare al dirigente).

Per te sarà la ditta di Barbie per altri la loro realtà .
Video attuale, anche se alquanto perverso in forma e stile.

Tuttavia fissarsi sui cervelli in fuga non è il solo bilancio per l'Italia. Un cervello è rappresentativo della conoscenza, ma val bene ricordare che è pregno anche di intenzioni.
Inoltre il bilancio dei cervelli (conoscenza + intenzioni) in fuga è fatto non solo dagli italiani (in genere laureati) che vanno all'estero, ma anche da un flusso migratorio verso le nostre terre (cervelli in arrivo = un insieme di altre conoscenze ed altre intenzioni).

Dico questo dopo aver trovato l'ennesimo albanese perfettamente integrato (parla persino il dialetto della mia regione) evasore totale che truffa anziani con lavoretti edili e sposta tutto il denaro nero ricavato in Albania.

(il primo che mi addita come leghista lo mando a quel paese...per farsi una laurea! ^_^'')
Dico questo dopo aver trovato l'ennesimo albanese perfettamente integrato (parla persino il dialetto della mia regione) evasore totale che truffa anziani con lavoretti edili e sposta tutto il denaro nero ricavato in Albania.

Io ne ho conosciuto uno, anch'egli perfettamente integrato e che parla il dialetto del paese in cui vive da quando vi è arrivato da profugo, ma che lavora da operaio e vive onestamente, ha messo su famiglia, ha comprato casa (e che casa!) e non vuol più sentir parlare della sua terra di origine: ha rimosso persino la lingua dalla sua memoria.
@Motogio

Forse è come dici, mantengo delle riserve a riguardo.

Credo che se fosse così facile sarebbe stato fatto, deve per forza esserci qualche tipo di ostacolo. Forse il fatto stesso che gli uomini con la tazza di caffè in mano non si sentono coinvolti e osservano la faccenda con la divertita disinvoltura con cui si guarda un acquario è l'ostacolo.
Gli stron*i e le persone oneste ci sono in Italia come in Albania. Per fortuna.
Credo che se fosse così facile sarebbe stato fatto

"In una ricerca effettuata per capire quale sia la chiave del successo delle 100 aziende USA che negli ultimi anni hanno ottenuto i risultati economici migliori, si è evidenziato che tali aziende devono il loro successo anzitutto alla capacità di ottimizzare il lavoro dei loro collaboratori curando attivamente l'aspetto della motivazione personale e del raggiungimento degli obiettivi personali e professionali dei singoli collaboratori."

Continua qui: La promozione della motivazione e del risultato del lavoro
@Il Lupo della Luna

In generale la dabbenaggine e l'umiltà sono di ostacolo ai trasferimenti, quindi per ogni paese (Italia inclusa) c'è una maggiore concentrazione di stron2i fra gli emigranti che fra gli stanziali.
@oui, c'est toi

A trovarlo un operaio edile onesto, indipendentemente dal luogo di provenienza (cmnque di italiani quasi non ne trovo più).

Poi non capisco per quale motivo si debba pagare un operaio non specializzato o 20 euro all'ora o 1000 euro ogni 1-2 settimane (zzo un ingegnere neolaureato prende dagli 800 ai 1100 euro al mese, 4 settimane!).
Quelli invece che apparentemente fanno preventivi minori (preventivi finti perchè tanto poi tutto è in nero) iniziano i lavori impegnando il cantiere e poi se ne vanno, finchè non cedi e non paghi in nero tutto quanto vogliono.
Questo se ti va bene, se ti va male iniziano ad allungare i tempi (così invece di un lavoro di 2 settimane, impiegano per esempio 4 settimane, ovvero paga doppia) e creano danni di nascosto per potersi prendere altri lavoretti e fare altri preventivi (ovvero ti tocca lavorare il doppio per fare direzione del cantiere).

Secondo me la questione cervelli (conoscenza + intenzioni) in fuga è più complessa di come sostenuto generalmente...

Infine se vai a denunciare dai carabinieri ti rispondono: si trovi un avvocato (causa da 1000-2000 euro se si va dal giudice di pace) perchè è materia civilista e non penale.
Infine scopri magari che il soggetto è irreperibile per l'anagrafe (niente pagamento tasse dello Stato, niente comunicazioni ufficiali con raccomandata, niente recapito denunce).
Questo tra l'altro mi è capitato con un italiano. Avverto i carabinieri che conosco la residenza della persona irreperibile...e se ne sbattono altamente.

Ma che paese siamo diventati?!
@Motogio

USA Non è il nome della nazione fittizia [tale] che se esistesse sarebbe situata in Amerdica?

Ok, nessuno di noi due ha voglia di iniziare una zuffa al coltello su un pronostico così astratto.

Comunque, nella mia enciclopedica ignoranza una cosa la so.
Sto giro sarò più vago del solito perchè non vorrei che a qualche lettore che ha per le mani una situazione adatta venisse in mente che provando a fare quello che sto per dire guadagnerebbe dei $oldi.

Se tu metti le operazioni di uno stabilimento in una serie di tabelle e poi normalizzi le tabelle, le ore-hombre calano invariabilmente più che non gli ammortamenti delle macchine.

Ma mi ero dimenticato che di cose ne so due:

Chiunque sappia normalizzare delle tabelle in questo modo si rifiuta di effettuare l'operazione descritta sopra 2 volte nella vita.

Firmato: Il mio amico che si ***** i termosifoni ;)
Il tema della meritocrazia contrapposta a raccomandazioni/ecc. mi fa venire in mente alcune cose.

Uno dei problemi che affliggono l’università italiana (e anche altri enti pubblici e aziende) è il nepotismo. Ho trovato un interessante articolo che cerca di quantificare il fenomeno contando con quale probabilità capita di trovare professori con lo stesso cognome nella stessa università. Si nota ahimè una forte correlazione con la latitudine. Sia chiaro, essere parenti di qualcuno non è necessariamente segno di nepotismo: conosco molti professori che sono figli di professori, nella stessa università e a volte anche nello stesso dipartimento, e sono bravissimi. Però, quando il figlio di qualcuno riceve un trattamento palesemente di favore, viene il sospetto. Un vice-ministro italiano (non faccio nomi), figlio di un personaggio importante, ha recentemente suscitato molte polemiche perché è diventato professore ordinario a 29 anni con una sola pubblicazione.

Alcuni lettori chiedono, giustamente, come si valuta il merito. Ahimè, questo è un problema non da poco. In passato, spesso la ricerca universitaria veniva valutata semplicemente contando le pubblicazioni. Quindi, c’è gente che pubblica più volte lo stesso articolo con piccole modifiche, magari usando riviste “open access” o congressi che pubblicano a pagamento qualsiasi cosa (anche articoli senza senso generati da un computer mettendo insieme parole a caso). Queste persone venivano valutate meglio di chi fa una ricerca molto complessa, che dura magari un anno, e pubblica un grosso articolo alla fine. Inoltre, si favorisce chi lavora in gruppi numerosi, perché spesso ci si fa il favore reciproco di mettere, tra i coautori di un articolo, anche i colleghi che non hanno davvero partecipato al lavoro. Sono state proposte delle formule per valutare l’importanza delle riviste (ad esempio l’Impact Factor) o di un singolo ricercatore (ad esempio l’h-index), ma hanno varie limitazioni.

La riforma Gelmini ha tentato di arginare questi 2 problemi, ma lo ha fatto passando all’estremo opposto. Adesso non si può assumere, neanche come docente a contratto, i parenti fino al 4° grado del Rettore, Direttore Generale, un componente del Consiglio di Amministrazione o un docente della stessa Facoltà. I commissari dei concorsi devono leggere e valutare uno per uno tutti i titoli portati dai candidati, anche se sono del tutto irrilevanti. C’era un articolo in merito sul Corriere.
Segnalo un interessante video in cui il noto astrofisico Neil Tyson risponde alla domanda se sono più favorevoli alla Scienza i Democratici o i Repubblicani negli USA. Notoriamente i Repubblicani sono legati alla chiesa evangelica, i cui fondamentalisti in America attaccano continuamente la scienza, ad esempio cercando di imporre con azioni legali che il creazionismo venga insegnato a scuola nell’ora di scienze (adesso l’hanno rinominato “disegno intelligente”, dopo una batosta della Corte Suprema). Quindi, verrebbe da pensare che i Repubblicani siano poco favorevoli alla Scienza. Invece, Tyson mostra che i finanziamenti a vari istituti scientifici americani sono più alti durante i governi repubblicani, e quindi le affermazioni anti-scientifiche fatte da alcuni politici servono solo a far contenti gli elettori fondamentalisti e non rispecchiano il loro reale programma. In questo video, Tyson dice anche che gli investimenti in scienza e tecnologia sono il motore della crescita economica, e qualche giorno fa anche Obama aveva detto qualcosa di simile. Un mio collega, che dirige un laboratorio di ricerca governativo negli USA, mi ha raccontato che in seguito alla crisi i loro finanziamenti sono stati aumentati. Chissà se questa mentalità arriverà mai in Italia.
[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c6332637563654073263"]
Chiunque sappia normalizzare delle tabelle in questo modo si rifiuta di effettuare l'operazione descritta sopra 2 volte nella vita.
[/quote]

Probabilmente chi ragiona così sei solo tu e pochi altri.

Comunque mi sfugge ancora il motivo per cui è considerato "male" la valorizzazione dei talenti all'interno di un azienda e non vedo come il talento non tanto nascosto di Katja Kassin possa invalidare il mio discorso.

Various education and training programs provide technical know-how and enhance basic skills. Thus, the personal development of each employee is promoted systematically.

http://www.oerlikon.com/en/career/

Ok la ex Werkzeugmaschinenfabrik Oerlikon-Bührle & Co non è un'azienda dal passato limpido e moralmente inattaccabile ma questo dimostra che anche tra le ciniche aziende produttrici d'armi la valorizzazione del personale interno è tenuta seriamente in considerazione.

Ps. Tanto per dimostrare che certe cose non accadono solo nella fabbrica di Barbie.
Per The Q:
Io ho parlato di operaio e non di operaio edile (infatti quello che conosco io lavora in una fabbrica di manufatti in vetroresina).
Di tutto il resto del tuo discorso non ci ho capito un'accidenti. :-/
@Motogio

Parli di USA e Germania senza notare che i problemi correnti in Italia sono INTERAMENTE ascrivibili al goffo tentativo di importare il lato esteriore di metodi stranieri tralasciando bellamente gli oneri legati a tali metodi.

Per questo motivo il tuo citare cose che in Germania, America, Giappone funzionano benone è una riprova del fatto che importare queste cose in Italia sarebbe, visto il carattere dell'italiano tipico, come tirare una saponetta in un acquario.
@puffolotti
Sto giro sarò più vago del solito

Già, di solito sei chiarissimo...
[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5538246815523560610"]
Parli di USA e Germania senza notare che i problemi correnti in Italia sono INTERAMENTE ascrivibili al goffo tentativo di importare il lato esteriore di metodi stranieri tralasciando bellamente gli oneri legati a tali metodi.

Per questo motivo il tuo citare cose che in Germania, America, Giappone funzionano benone è una riprova del fatto che importare queste cose in Italia sarebbe, visto il carattere dell'italiano tipico, come tirare una saponetta in un acquario.
[/quote]

A dire il vero la Oerlikon è una ditta svizzera e la serietà e l'impegno con cui formava le sue maestranze era famosa già da ben prima che certe teorie attraversassero l'atlantico ma se vuoi ti porto un esempio italiano:

"I talenti e la motivazione di ogni singola persona costituiscono da un lato il vero vantaggio competitivo per Brembo, dall'altro la chiave di volta di tutto il sistema di gestione delle risorse umane.
E' per questo che è importante che ognuno si renda responsabile in prima persona della propria crescita personale e professionale, avvalendosi di un’ampia offerta formativa all’avanguardia e di percorsi di carriera strutturati per funzioni."

http://www.brembo.com/it/Carriera/Pages/default.aspx

La ditta in questione è leader nel suo settore a livello mondiale ed è riconosciuta da tutti, profani e addetti ai lavori, come la migliore anche nel campo delle competizioni; risultati che non si ottengono pagando le maestranze un tanto al chilo e minacciandoli di licenziamento se non si piegano ai diktat dei padroni.

La mentalità dell'italiano tipico* (*figura mitologica che compare sempre e solo quando c'è da denigrare l'Italia) non è poi diversa da quella del centro/nord europeo tipico e di quella del resto del mondo: amano sentirsi apprezzati, sia nella vita che sul lavoro.

Da osservatore esterno mi rendo conto che alcune cose in Italia non favoriscono la nascita di una mentalità d'impresa basata sulla meritocrazia ma è anche vero che non sono poche le aziende italiane di successo che riescono, nonostante tutto, a crescere rispettando le loro maestranze e a stimolarle a sfruttare al meglio i loro talenti.

Non è una questione di mentalità ma di volontà e di intelligenza da entrambe le parti in causa.

Ps. Credo che ormai le nostre posizioni sull'argomento sono chiare e consolidate quindi mi ritiro dalla discussione.

Alla prossima :-)
[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/05/bruno-bozzetto-su-youtube.html#c5538246815523560610"]
Per questo motivo il tuo citare cose che in Germania, America, Giappone funzionano benone è una riprova del fatto che importare queste cose in Italia sarebbe, visto il carattere dell'italiano tipico, come tirare una saponetta in un acquario.
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Purtroppo è vero. All’estero, principalmente nei paesi anglosassoni, c’è un senso del dovere e dell’onestà ben diverso. Ad esempio, in Italia gli studenti che imbrogliano in un compito in classe o in un esame universitario si sentono più furbi degli altri, e spesso lo raccontano orgogliosi. In UK e USA, invece, è considerato una vergogna. Ho vissuto brevemente negli USA, e ho notato che lì è molto raro vedere graffiti, vandalismi, rifiuti più o meno grandi abbandonata ovunque e cose simili che invece qui sono purtroppo molto comuni. Nel 2007 ero alla University of California, Santa Barbara. Lì del Dipartimento di Fisica c’era un salotto, aperto al pubblico e incustodito, con varie cose tra cui giornali, riviste e una macchinetta del caffè. Chi voleva il caffè prendeva la capsula dal cassetto, si faceva il caffè, puliva la macchina e lasciava 1,50$ in un cestino sul tavolo. In America, è possibile lasciare un cestino pieno di soldi su un tavolo in un luogo incustodito e aperto a tutti. In Italia, probabilmente sparirebbe anche il tavolo.