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21 commenti

Tempesta solare fa ribollire l’atmosfera. Non la nostra, per fortuna

Prima osservazione di cambiamenti atmosferici in un pianeta extrasolare


This artist's rendering illustrates the evaporation of HD 189733b's atmosphere in response to a powerful eruption from its host star.
Credit: NASA.
Fantastico. Fino al 1988 non avevamo alcuna conferma dell'esistenza di pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, e neanche trent'anni più tardi ne abbiamo già contati quasi 800. Adesso stiamo cominciando ad analizzarne le atmosfere e osservarne anche i cambiamenti.

La NASA ha pubblicato oggi la notizia che per la prima volta è stato osservato, appunto, un cambiamento nell'atmosfera di un pianeta extrasolare. E che cambiamento: un'improvvisa evaporazione di idrogeno al ritmo di almeno 1000 tonnellate al secondo, che ha dato al pianeta HD189733b, a 63 anni luce dalla Terra, una vera e propria coda simile a quella di una cometa.

HD189733b, uno dei tanti esopianeti disperatamente bisognosi di un nome un po' meno impronunciabile e che pertanto battezzo d'imperio Hadunotto, è un gigante gassoso, grande poco più di Giove, che orbita vicinissimo alla propria stella, leggermente più piccola del nostro Sole. “Vicinissimo” non è un'iperbole: Hadunotto si trova a circa 5 milioni di chilometri dalla propria stella, ossia circa dodici volte più vicino di Mercurio al nostro Sole. Un anno di Hadunotto dura poco più di due giorni.

Questa vicinanza gli costa cara: quando la sua stella ha un'eruzione, come è successo in questo caso, Hadunotto la prende in pieno. S'è beccato un'ondata di raggi X talmente violenta che ha riscaldato la sua atmosfera, che già normalmente sta a circa 1000 °C, abbastanza da farla sfuggire in parte. Mille tonnellate al secondo sono trascurabili per un gigante gassoso, per cui non c'è rischio che Hadunotto rimanga a corto d'atmosfera, ma quello che trovo fantastico in questa notizia è che siamo stati capaci di osservare quest'evento, grazie all'esistenza dei telescopi spaziali Hubble e Swift.

Sono passati poco più di cent'anni dal primo volo dei fratelli Wright e già guardiamo le atmosfere di pianeti appartenenti ad altre stelle. Mica male, per delle scimmie sveglie.

Se volete saperne di più e vedere dei video esplicativi, trovate tutto nell''apposito articolo su Nasa.gov e su Bad Astronomy.




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Commenti
Commenti (21)
Quando le stelle ruttano, è bene essere a distanza di sicurezza :D
Segnalo per contrasto (leggete e capirete) l'articolo del Corriere.
Nel quale, tra la "distruzione delle particelle volatili" e altre amenità, si dice che il pianeta è a 50 milioni di km dalla stella, non 5. L'ho capito io che conosco l'inglese come una scimmia conosce la Teologia Morale...

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_giugno_28/sole-distrugge-atmosfera-pianeta-caprara_319d46a2-c135-11e1-a4a5-279d925cad5b.shtml
Caprara e' una certezza: se. Non che gli altri del corriere siano da meno ma quando scrive un articolo c'e' sempre da finire come Renzo Arbore alla fine di questa mitica scena del film "Il Pap'Occhio".
Bello notare che con l'Italia che gioca i commenti ai vari articoli di oggi dalle otto di sera ad adesso si contano sulle dita di una mano!
Comunque Spagna-Italia sara' da guardare!
Comunque Spagna-Italia sara' da guardare!

Solo se la regia inquadrerà molte tifose iberiche
Bellissimo *_* ... solo che alla frase "Sono passati poco più di cent'anni dal primo volo dei fratelli Wright e già guardiamo le atmosfere di pianeti appartenenti ad altre stelle. Mica male, per delle scimmie sveglie." ti posso rispondere che comunque alcuni di noi guardano ai pianeti extrasolari, ma ci sono anche quelli che ancora credono nell'oroscopo... quindi non tutte le scimmie sono poi così sveglie :D
Grande post e grande tristezza nella segnalazione di Martino... bah!
Il bello di avere colonie su pianeti extra solari, sara' di potersi lasciare alle spalle le scimmie non-così-sveglie.

Spero di vivere abbastanza da vedere la colonizzazione dei sistemi limitrofi :)
Martino, evidentemente le "particelle volatili" distrutte erano all'interno della sua scatola cranica...
Comunque continuo a restare a bocca aperta con queste notizie; tanto più che per questa scoperta i due telescopi hanno cooperato osservando quasi contemporaneamente (in tempi astronomici, ovviamente; si parla di poche ore di distanza...) due aspetti dello stesso fenomeno, difficilmente osservabili con un solo apparecchio a così poca distanza di tempo.
Certo, non tutte le scimmie sono sveglie, ma quelle che lo sono devono aver bevuto anche qualche caffè! :P
[quote-"Angelo Rabellotti"-"/2012/06/tempesta-solare-fa-ribollire-latmosfera.html#c2361762535939313376"]
Bello notare che con l'Italia che gioca i commenti ai vari articoli di oggi dalle otto di sera ad adesso si contano sulle dita di una mano!
[/quote]

Beh, non tutti guardavano l'Italia, io ero al concerto di Pat Metheny :)

Tornando In Topic. Cosa vede hubble? Dei numeri oppure proprio il pianeta con la coda 'tipo cometa'?
Già l'incipit di Caprara è da mani nei capelli:
"A 60 anni luce dalla Terra un gruppo di astronomi americani, francesi ed inglesi, ha scoperto e studiato in diretta la distruzione dell’atmosfera di un pianeta da parte della stella-madre nota come HD 189733"

E chi ci fa un gruppo di astronomi a 60 anni luce dalla Terra? Avranno mica chiesto un passaggio al capitano Kirk?
"Solo se la regia inquadrerà molte tifose iberiche "

Perché, quelle italiche ti fanno schifo? :D
@illustrAutori
Grande post e grande tristezza nella segnalazione di Martino... bah!

Ma... la #2 o la #5 ? ;)

@Paolo Attivissimo
HD189733b, uno dei tanti esopianeti disperatamente bisognosi di un nome un po' meno impronunciabile e che pertanto battezzo d'imperio Hadunotto

Sembra il nome di uno dei robot di Asimov! (ad es. NDR = Andrew)
Voto per Area C su Hadunotto.
Post molto interessante e notizia che mi era sfuggita. Grazie.
Per quel che riguarda la scimmia nuda ma sveglia, i fratelli Wright sono niente. Allargate la visione: in 200 mila anni questa specie di scimmie si è sparsa su tutto il pianeta, ha raggiunto la cifra di sette miliardi di capi ed è arrivata sulla Luna. I dinosauri dopo 160 milioni di anni son stati capaci solo di estinguersi. I coccodrilli dopo 90 milioni di anni e gli squali dopo 450 sono solo capaci di andare in giro a mordere. Chissà cosa farà la scimmia che verrà dopo di noi...
;-)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
In questo post non è chiaro se si parli di "osservazione" diretta o indiretta. Se si parla di osservazione diretta, cioé del "vedere" il pianeta e la stella, non in modo puntiforme ma risolvendo i loro dischi, allora occorrerebbe precisarlo, perchè si starebbe parlando di un avanzamento straordinario nella storia dell'osservazione astronomica... finora infatti le stelle le si sono sempre viste puntiformi e ogni caratteristica delle stesse e dei loro pianeti è stata ricavata in modo indiretto.
Se invece qui si parla di osservazione indiretta (come mi sembra di capire leggendo l'articolo originale della NASA), direi che è opportuno precisarlo, far capire cioé che ciè che concretamente si "vede" è solo e sempre una sorgente di luce puntiforme, e che tutti i dati di cui si parla (dimensione del pianeta, distanza dalla stella, e l'evento che si descrive), sono ricavati indirettamente. In mancanza di queste precisazioni l'articolo appare un po' fuorviante, dato anche che è accompagnato da immagini artistiche che ovviamente non corrispondono alle osservazioni telescopiche.
Off Topic:
Altro che cerchi nel grano!!!
Questa sì che sarebbe una "interessante" indagine antibufala:
"Sara Tommasi rivela: "Sono stata rapita dagli alieni: mi hanno detto di girare il porno""

:-D
"Solo se la regia inquadrerà molte tifose iberiche "

Perché, quelle italiche ti fanno schifo? :D


Le trovo un po' volgarotte. Le tifose, non le italiane in genere.
E poi c'è il fascino dell'esotico.
Da quello che ho potuto capire della spiegazione, se ne sono accorti perchè quando il pianeta passa davanti alla stella (e lo fa spesso) la coda di gas altera lo spettro luminoso che riceviamo dalla stella (e così hanno potuto anche stimare la quantità e il tipo di gas perso dal pianeta.

Si tratta di un metodo indiretto.
E' difficile stare dietro alle novita' nel campo della ricerca di exoplanets. Apparte il numero di detections che cresce continuamente, anche le tecniche investigative migliorano o crescono di numero con continuita'. Proprio questa settimana e' stato pubblicato anche un altro articolo su Nature che prova la fattibilita' di una nuova tecnica investigativa che permette una maggiore accuratezza nel calcolo di alcuni parametri.

Un sunto dell'articolo, per chi non ha accesso a Nature online, e' dato qui (in inglese, purtroppo). Il sistema messo a punto da Brogi et al. e testato sul VLT a Paranal e' geniale...