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30 commenti

Vuoi il futuro? Fattelo. Con Arduino

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questo TED Talk di Massimo Banzi, coinventore della piattaforma di sviluppo Arduino (hardware e software interamente aperti), è una bella dimostrazione della potenza educativa dell'open source, grazie al quale le idee circolano liberamente, tutti hanno il permesso di copiare da tutti (citando la fonte) e non ci sono i freni e i balzelli del copyright, delle licenze e della burocrazia. L'open source ha già trasformato l'informatica (Google usa Linux; Android usa Linux) e ora si appresta a rivoluzionare la fabbricazione di oggetti fisici.

Questa è infatti la rivoluzione prossima ventura: come cambierà il mondo quando avremo in casa una stampante 3D in grado di fabbricare qualunque oggetto? E prima che lo chiediate: sì, ci sarà ancora la possibilità di fare soldi con l'open source. Gli avvocati usano una base di conoscenza aperta (le leggi) ma non mi pare che muoiano di stenti. Si può fare il pane anche in casa, ma molti preferiscono farselo fare dal panettiere.


Mi chiedo quanti dei nostri politici e governanti siano pronti a capire che il mondo è già cambiato e sta per cambiare radicalmente, e che le leggi attuali hanno urgente bisogno di essere ripensate per non restare ancorate a un'idea ottocentesca della tecnologia.
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Commenti
Commenti (30)
Non capisco esattamente il problema... Se uno vuole le formine ufficiali di cose tipo Barbie Roberts, i pokemon, i Simpsons ecc. ecc. può rivolgersi unicamente ai detentori dei diritti, se non gli interessa che siano originali, con o senza stampante 3D i cloni sono facilmente accessibili.

Chi ci tiene ad avere gli oggetti originali continuerà a rivolgersi ai detentori dei diritti. In effetti quel tipo di persona non vorrebbe una statuina neanche con la garanzia assoluta che il file da cui è stata generata è l'originale trafugato, utilizzato su una stampante dello stesso modello.
mi sembra che ci sia anche una birra, la Open della piemontese Baladin.
Più che "tutti copiano da tutti" io direi che si prende spunto, e se proprio proprio si fa un fork ;)
Beh, qui nel Paese dei Cachi (Elio dixit... machevvelodicoafare?) le idee ottocentesche vanno forte, in ogni senso... dalle ideologie ai mezzi di locomozione...
Si però, almeno sul sito antibufale... Arduino NON è un microcontroller ma uno strumento di sviluppo hardware/software open source che fa uso di un microcontroller.
Murslou,

ho corretto, grazie.
È un piacere. Nel mio piccolo cerco anch'io di contribuire in favore della scienza.
L'esempio che hai fatto con la base dell'avvocatura non c'entra proprio niente.
Il codice civile/penale per un avvocato è assimilabile ad una piattaforma tipo .net o Java. Niente di più. Il prodotto creato partendo da quella base è protetto da copyright. Non puoi prendere la difesa dell'avvocato xxxx cambiarci il nome e depositarla di nuovo.
Innanzitutto per farlo devi essere avvocato (per legge) e se sei un avvocato e lo fai rischi la radiazione dall'albo.
Per l'esempio del pane vale lo stesso discorso: il costo di un panino fatto in casa è più elevato di un panino comprato dal panettiere, ecco la convenienza.
Il problema è se io PRENDO (e non compro..) il pane del panettiere e lo distribuisco gratis o addirittura lo vendo.... magari, per farti contento, citando la fonte!
Non riesco a capire perchè tante persone trovino così assurdo che dopo avere lavorato come un matto per scrivere un software originale io ci voglia lucrare sopra senza che nessuno lo possa copiare!
I tuoi esempi, caro Paolo, sono tutti fuori luogo: google usa linux ma android non è open source e HTC (per fare un esempio) paga dollaroni per usare Android.
O vogliamo parlare di Linux? Nasce open source con potenzialità infinite ma non ha sfondato...perchè? Perchè chi ci lavorava per "plasmarlo" per gli utenti voleva alla fine guadagnarci qualche cosa (per campare) e quindi sono nate 300 distribuzioni con mille piccole differenze! Ogni volta che si scriveva qualcosa per Linux bisognava avere almeno 5 macchine virtuali per provare la soluzione nelle distro più diffuse. Bel risultato. Meglio MS o Apple. Paghi, hai qualcosa (una base) e puoi costruirci sopra.
Non riesco a capire perchè tante persone trovino così assurdo che dopo avere lavorato come un matto per scrivere un software originale io ci voglia lucrare sopra senza che nessuno lo possa copiare!

Questo è esattamente quello che mi chiedo sempre anch'io: capisco l'utilità dell'open source, e la apprezzo; apprezzo chi è così generoso da condividere il suo lavoro con altri. Non apprezzo per niente chi critica ferocemente chi vuole tenere il suo lavoro segreto per guadagnare: è normale, non ci vedo niente di male.

come cambierà il mondo quando avremo in casa una stampante 3D in grado di fabbricare qualunque oggetto?

Su questo non sono d'accordo: un conto è avere una replica di un oggetto, un conto è avere un oggetto funzionale. Mi spiego: un piatto fatto con una stampante 3D non lo userei mai per mangiare: la plastica è tossica? Come reagisce al lavaggio in acqua? Un ricambio per la doccia da una stampante 3D non lo metterei mai in bagno: come reagisce la plastica alla pressione? Alle variazioni di temperatura? Allo sviluppo di muffe? Non so se ho reso l'idea. Mi risulta che, allo stato attuale, la stampa 3D possa essere utile solo per la realizzazione rapida ed economica di modelli di pezzi meccanici complessi, e anche in questo caso solo come linea di massima.
Kersal,

L'esempio che hai fatto con la base dell'avvocatura non c'entra proprio niente. Il codice civile/penale per un avvocato è assimilabile ad una piattaforma tipo .net o Java. Niente di più. Il prodotto creato partendo da quella base è protetto da copyright.

Al contrario. I casi precedenti sono usabili e usati. Quando un avvocato cita un precedente, lo usa come base per la difesa o l'accusa, sta riusando il lavoro altrui.


Non puoi prendere la difesa dell'avvocato xxxx cambiarci il nome e depositarla di nuovo

Infatti non è quello che si fa. Si prende l'essenza della difesa e la si riusa.

Innanzitutto per farlo devi essere avvocato (per legge) e se sei un avvocato e lo fai rischi la radiazione dall'albo

Questo non cambia il fatto che un avvocato guadagna sulla base di giurisprudenza e leggi di pubblico dominio, che chiunque può usare senza pagare diritti.


Per l'esempio del pane vale lo stesso discorso: il costo di un panino fatto in casa è più elevato di un panino comprato dal panettiere, ecco la convenienza.

Dipende. Nel farsi il pane in casa ci possono essere valori aggiunti non disponibili dal panettiere. Vuoi mettere svegliarsi la domenica mattina col profumo del pane fresco in casa?


Il problema è se io PRENDO (e non compro..) il pane del panettiere

Stai confondendo il prodotto con il metodo per fabbricare il prodotto. Nessuno sta dicendo che puoi rubare oggetti materiali fatti da altri. Quello è e rimane furto. Si sta dicendo che il metodo per fare un oggetto può essere di pubblico dominio senza che questo impedisca il profitto.

Aggiungo un altro esempio: i farmaci generici. Scaduti i 20 anni di tutela del brevetto farmaceutico, chiunque è libero di duplicare un farmaco. I produttori di farmaci generici si guadagnano da vivere su un prodotto open source.


Non riesco a capire perchè tante persone trovino così assurdo che dopo avere lavorato come un matto per scrivere un software originale io ci voglia lucrare sopra senza che nessuno lo possa copiare!

Non è assurdo. Se tu avessi approfondito i concetti di base dell'open source, avresti notato che nulla ti vieta di lucrarci sopra. L'open source non ambisce a sostituire il modello a sorgente chiuso, ma a complementarlo. Vuoi tenere chiuso il tuo sorgente? Vuoi impedire la copia? Buon pro ti faccia, è tuo diritto, ci mancherebbe. Che tu poi ci riesca, in termini tecnici, è una pia illusione, come ben dimostrato dal fallimento totale del DRM. Ma l'open source è una scelta, non un'imposizione.

II tuoi esempi, caro Paolo, sono tutti fuori luogo: google usa linux ma android non è open source

Android è open source: http://source.android.com/ "Android is an open-source software stack for mobile devices, and a corresponding open-source project led by Google. We created Android in response to our own experiences launching mobile apps. We wanted to make sure that there was no central point of failure, so that no industry player can restrict or control the innovations of any other. That's why we created Android, and made its source code open."


. O vogliamo parlare di Linux? Nasce open source con potenzialità infinite ma non ha sfondato

Dici davvero? Meglio dirlo a Google e Amazon, giusto per fare due nomi piccolini.


Meglio MS o Apple. Paghi, hai qualcosa (una base) e puoi costruirci sopra.

Ripeto: l'open source è una scelta, non un obbligo. L'importante è che questa scelta sia possibile e continui a esserlo.
Impe,

Su questo non sono d'accordo: un conto è avere una replica di un oggetto, un conto è avere un oggetto funzionale

Ma già adesso ci sono oggetti funzionali fatti con stampanti 3D.

Ricambio per passeggino fatto con stampante 3D

Mascella protesica per paziente umano, fatta con stampante 3D
Ma già adesso ci sono oggetti funzionali fatti con stampanti 3D.

Si beh, ammetterai che gli esempi che hai portato non sono proprio il massimo. Tu hai parlato di stampanti casalinghe, ma qui siamo ancora ben lontani:

1) un pezzo di ricambio non è un passeggino intero: vedo difficile costruirne uno intero, fatto di materiali diversi come tela, plastica e metallo, tutto in una singola stampante casalinga da pochi euro. Inoltre siamo sempre lì: il pezzo "fatto in casa" soddisfa tutte le caratteristiche di resistenza meccanica? Che succede se ti stampi in casa una ruota di riserva, questa si rompe perché non adatta e il bambino si fa male?
2) l'impianto è stato fatto con una macchina estremamente specializzata utilizzante polvere di titanio: di nuovo, una stampante casalinga potrà mai fare una cosa del genere? E poi, anche supponendo che ci si possa stampare il pezzo c'è un altro rischio: che si crei un mercato nero di impianti "fatti in casa", a prezzi bassissimi ma anche con rischi elevatissimi per la salute.

Insomma, non riporrei eccessiva fede nelle stampanti 3D come mezzo per passare alla produzione "casalinga" di tutto ciò che può servire. Riguardo all'uso privato, le ritengo interessanti gingilli e nulla più.
Mmm.. è un po' che ho dubbi sull'Open source, sarà questo il posto giusto?

Mi piace l'idea (o l'ideale?) della conoscenza condivisa, ma mi sembra che ogni tanto si faccia un po' di confusione. Per cominciare, mi è capitato di lavorare per una azienda di consulenza dove usavano Linux (red hat) e altri prodotti open.. perchè? Non perchè erano i migliori. Ma perchè erano gratis!! Quindi il fatto che sia usato così tanto non è sicuramente garanzia di qualità, purtroppo..
Grande Paolo non sapevo di questa iniziativa davvero, DAVVERO, INTERESSANTE.

Quoto anche il tuo commento relativo ai politici italiani, ricordando che Bertinotti (ok, ha una certa età, però...) non sapeva neanche che per usare un portatile bisognava alzare "lo schermo" dalla sua posizione classica, cioè sopra la tastiera (no, non sto scherzando).

E mai dimenticare di quel politico (ahimè non ricordo il nome), che quando si ritrovò la finanza in casa, decise di distruggere la "tastiera" del PC perchè convinto che lì dentro ci fossero tutti i suoi documenti. :'D

Di sicuro non ci sono persone molto più giovani e brillanti di loro, oggi, in quel parlamento di "simpaticoni".
@Impe

In realtà Beppe Grillo ha fatto due esempi che trovo ottimi: le mollette da bucato e le statuine collezionabili. Non puoi farti un f-16 in casa con una stampante 3d da 6000 euro, ma a parte giocattoli per bambini e portachiavi puoi farti: mollette da bucato, vasetti per cereali, appendiabiti, separatori per cassetti, fermacavi, segnaposti per la tavola, sottovasi, cucchiai (Su forchette e coltelli non sono certo) fermastringhe, e questo è un elenco parziale delle cose che se anche si rompono in servizio non è una tragedia;

Poi nella vita non è che esiste solo il sonno, il lavoro e gli sport estremi, un appassionato può farsi pezzi di modellini, la cui unica funzione è stare dove li metti, oppure tasti di ricambio per la tastiera, o addirittura un appendi-mouse, per chi ne sente il bisogno. O chi ama gli scacchi può farsi il suo set personale.

Poi non è raro che il portaborraccia o un pedale della bicicletta si rompano con l'uso. Dubito che il prodotto di una stampante 3d sia meno longevo che quello che compriamo in negozio. Anche le protezioni dei bulloni non richiedono grande resistenza, per quanto possano essere economiche in sè per sè, è possibile che lasciare il computer "a far triangoli" sia meno oneroso che andare al negozio.

Non credo che in questo modo si ripaghino 6000 €urozzi ma 3 o 400 si. e le stampanti per carta o fogli non ci hanno messo molto per passare da prezzi paragonabili a quelli delle automobili a prezzi paragonabili a quelli di... di... delle stampanti 2d, per l'appunto. Negli anni '80 era impensabile per un privato di comprarsi una stampante per realizzare gli inviti alla festa di compleanno del figlio in 3° elementare.
Paolo sull'argomento dici mezze verità:
tu scrivi: "Infatti non è quello che si fa. Si prende l'essenza della difesa e la si riusa."
Ma nel concetto di Open Source tu non prendi l'essenza, tu prendi il codice bello e finito. E' molto diversa come cosa.

E poi ancora: "Stai confondendo il prodotto con il metodo per fabbricare il prodotto. Nessuno sta dicendo che puoi rubare oggetti materiali fatti da altri. Quello è e rimane furto. Si sta dicendo che il metodo per fare un oggetto può essere di pubblico dominio senza che questo impedisca il profitto."
Ma nel software metodo ed oggetto coincidono! Cosa significa per te open source allora? Se l'idea di Open Source è che ad esempio tutti posso fare un "foglio di calcolo" allora ok. Nulla di nuovo. Il problema è che tu prendi Excel, citi la fonte, e poi lo rivendi a 5 euro! Bella vita non hai fatto fatica! Magari hai un pochetto cambiato i colori... ottimizzato la posizione delle Icone...smussato un paio di spigoli. Ma il core lo ha fatto qualcun altro in tanti anni di lavoro, non puoi ridurre tutto a Open Source.

Tornando on topic sulla stampa 3D, il mondo occidentale ha fatto una guerra per ottenere la certificazione del prodotto finale. La marcatura CE, obbligatoria in Europa, indica che quel prodotto ha il livello MINIMO di qualità accettabile. Come fai a controllare la stessa cosa in un prodotto fatto in casa?
@Kersal

Possiamo farci la stessa domanda su un posacenere o un portapenne fatti col das o con argilla cruda.
Sconsiglio molto vivamente di usare tali materiali per la maniglia esterna di una finestra al tremendatreesimo piano, ma non è che i commissari ISO ti fucilino dall'elicottero se ti fai da solo il portapacchi della bicicletta.
Forse bisogna un po contestualizzare.

Una stampante 3D o un plotter 3D (aka fresa) che inseme possono fare tante belle cosette non potranno mai essere cosi' utili da ripagare, in ambito casalingo, il prezzo di oggi e, salvo di prendere degli sketch gia' pronti e quindi proni ad alti e inutili costi rispetto alla serie, dubito che siano alla portata di una popolazione che ci ha messo 10 anni a mandare un sms e spesso ha problemi a mettere una risma A4 in una laser.

Per le mollette mi sembra ridicolo, forse essendo un comico a proporlo voleva essere... COMICO
Le piccole cose in plastica sempre uguali vengono STAMPATE con meno energia e con materiali piu' economici ma piu' adatti meccanicamente. Alla fine avrai delle mollette da ricconi ma che si rompono (pensa solo agli UV).

Arduino e' un grande risultato e' dato dalla voglia di Massimo di entrare in contatto con alcune realta' e la sua voglia di rendere il mondo migliore.

In compagnia infatti esistevano i tecnologici e gli artisti e complice il fatto che la tecnica dell'epoca era limitata (e costosa) il nostro robot aspirapolvere, giocattolo, cane e chissa'cosaltro (successivamente usci l'atari BOB che con le ruote inclinate risolveva elegantemente uno dei miei crucci) nel 1982 rimase un ammasso di fili, led e rele' insieme al suo zilog 80a. Oggi giace in una scatola di cartone in cantina.

Quando massimo ci riprovo' in quel di ivrea le cose erano molto cambiate e come me era molto colpito dall'open source.
Il passo era naturale.

Quando io scoprii arduino non mi meraviglio' scoprire che era di Massimo, ci sono almeno 5 motivi perche' questo e' ovvio a chi lo conosce.

Oggi ci sono almeno un centinaio di TIPI di robot motorizzati arduino che gironzolano meglio di come il mio affare avrebbe mai potuto fare, chiunque puo' progettarne uno in meno di una settimana quando io passai mesi a pensare solo al tachimetro e alla navigazione stimata.

Speriamo che massimo prosegua a mantenere il controllo della comunita', che il suo arduino continui a crescere e che giornaletti come "repubblica" notino che non e' stato inventato al MIT.

Per tutti quelli che vogliono realizzare qualcosa che... cosi cosando come loro desiderino in maniere sicuramente MOLTO piu' semplici dell'uso di una complessa stampante 3D, la sua contoparte (tastatori o scanner laser) e i "facili" e spesso "economici" programmi 3D.

A loro, quelli che voglion cosare le cose che cosano, consiglio di dare un occhio al mondo arduino che con una cinquantina di euretti fornisce un sistema veramente interessante.
:-)
Dubito che il prodotto di una stampante 3d sia meno longevo che quello che compriamo in negozio

Su cosa basi questa affermazione? Da quel che mi risulta, in generale questo non è vero: le modalità di fabbricazione di un pezzo vengono scelte per motivi ben precisi.

Vorrei far notare poi come la cosa si sia già ridimensionata: dall'articolo originale:

come cambierà il mondo quando avremo in casa una stampante 3D in grado di fabbricare qualunque oggetto?

siamo passati a:

mollette da bucato, vasetti per cereali, appendiabiti, separatori per cassetti, fermacavi, segnaposti per la tavola, sottovasi, cucchiai (Su forchette e coltelli non sono certo) fermastringhe

Va bene essere entusiasti per i progressi tecnologici, ma bisogna anche essere un po'realisti.

Su questo argomento, se me lo consentite, consiglio la lettura di questo pezzo. Occhio, alcune cose potrebbero essere leggermente NSFW.
Non "siamo passati"

Almeno non io. Non mi sognerei mai di realizzare i moschettoni di un' altalena per bambini con una di tali macchine, per il momento.
Segnalo uno svarione su TED : "Il claim degli eventi TED è "Ideas Worth Spreading", ovvero le idee diffondono valore". Fonte: sito ufficiale di RAI 5.

Yeah...
A costo di sembrare banale, ma l'utilizzo di Arduino è sicuramente interessante per realizzare prototipi o singoli dispositivi, ma se sono un azienda o un laboratorio e voglio usarlo come base per una produzione in serie, potrebbe non convenirmi.

Di fatto, cambia molto poco rispetto ad oggi. Se come azienda ho bisogno di un microcontroller programmabile, faccio la cosiddetta "analisi make-or-buy" e decido se: progettarlo e realizzalo in proprio usando componenti standard (e senza pagare royalty o sottostare a brevetti altrui, volendo) oppure comprarne uno già fatto da un altra azienda (con tutti i vincoli del caso). E tra usare Arduino e progettarlo e realizzarlo in proprio, francamente la differenza è minima: risparmio solo la progettazione perchè qualcun'altro l'ha già fatta. Fatte queste valutazioni, decido per la strada più conveniente, che potrebbe benissimo essere comprarlo già fatto.

Idem per le stampanti 3D. Già oggi è possibile costruirmi in proprio oggetti potenzialmente di qualsiasi complessità: basta avere gli attrezzi e la conocenza tecnica. E non in resina o materiali strani: li faccio dei materiali che mi servono e con le caratteristiche che mi servono. Le cosiddette stampanti 3D nascono come sistemi di prototipizzazione rapida, ovvero per realizzare prototipi in esemplare unico, non pezzi finiti. Che si possano adattare per realizzare pezzi finiti è fuor di dubbio. Che convenga, proprio non lo so. Temo proprio di no.

D'altra parte è come se io mi volessi costruire una libreria: potrei benissimo farlo comprando il legno e i chiodi e assemblandola, ma probabilmente mi costa meno come soldi e tempo comprarla già fatta. E se voglio risparmiare un pò vado all'IKEA.

Insomma, bello sapere che posso fare 'ste cose ma.... di fatto è una non notizia: potevo farlo anche prima. Arduino apre la possibilità di fare esperimenti un pò a tutti, ma conosco tanti appassionati di elettronica che si sono sempre autocostruiti tutto.
1) un pezzo di ricambio non è un passeggino intero: vedo difficile costruirne uno intero, fatto di materiali diversi come tela, plastica e metallo, tutto in una singola stampante casalinga da pochi euro.

Infatti, tele e metalli li puoi trovare dal ferramenta. Al limite si possono "stampare" i giunti per assemblare il tutto. Non è che una stampante ti fa un passeggino fatto e finito. Siamo realisti.

Inoltre siamo sempre lì: il pezzo "fatto in casa" soddisfa tutte le caratteristiche di resistenza meccanica? Che succede se ti stampi in casa una ruota di riserva, questa si rompe perché non adatta e il bambino si fa male?

Ehlamadonna! Ma che ci vai a fare coi passeggini? Motocross? E comunque sarei curioso di sapere quanti casi di bambini-offesi-da-ruota-difettosa-di-passeggino arrivano al pronto soccorso ogni anno... :) Al limite, se la ruota autoprodotta si dovesse rompere, prevedo una sfacchinata con bambino al collo e passeggino a strascico, nulla più. O, se più ti piace, puoi "stampare" un bel caschetto su misura al bambino onde evitare eventuali rovinose cadute dal passeggino. :D


2) l'impianto è stato fatto con una macchina estremamente specializzata utilizzante polvere di titanio: di nuovo, una stampante casalinga potrà mai fare una cosa del genere?

E chi lo sa? C'è chi ci scommette...

E poi, anche supponendo che ci si possa stampare il pezzo c'è un altro rischio: che si crei un mercato nero di impianti "fatti in casa", a prezzi bassissimi ma anche con rischi elevatissimi per la salute.

Oddio... comprare un impianto da inserire nel proprio corpo senza sapere chidovecomequantoperché e quantunque l'ha fatto... verranno messi su eBay? E poi chi ce li "monta"? Siamo sempre realisti, suvvia... :)
Il Lupo,

di fatto è una non notizia: potevo farlo anche prima

Forse non hai considerato l'effetto dirompente dell'abbassamento della soglia di difficoltà. Lo potevi fare anche prima, certo, ma adesso lo puoi fare molto più facilmente. E continuerà a diventare sempre più facile.

Considera l'Internet mobile. C'era anche prima dell'iPhone, ma quanti la usavano? Le interfacce erano ostiche e penalizzanti. La configurazione era un incubo. Poi l'iPhone ha abbassato la soglia si difficoltà e l'uso dell'Internet mobile è esploso.

Ogni tecnologia passa da queste fasi:
-- non si può fare
-- si può fare, ma costa troppo ed è difficile
-- si può fare ma è difficile
-- [ha anche delle applicazioni sessuali]
-- si può fare ed è facile
-- lo fanno tutti
-- ma come facevamo a vivere senza?

Dai tempo al tempo.
Paolo, il tuo punto di vista è chiarissimo, da appassionato di tecnologia (e di bricolage) quale sono condivido il tuo entusiasmo, ma purtroppo solo in parte.

Mi viene in mente l'esempio dei mobili IKEA: sono indubbiamente facilissimi da montare, ciononostante un sacco di gente ha difficoltà. E queste stesse persone avranno difficoltà ad usare questi sistemi, per quanto facili possano diventare.

Insomma, anche nelle più rosee previsioni, personalmente non la ritengo una rivoluzione epocale. Un pò spero di sbagliarmi, un pò temo l'effetto "dilettanti allo sbaraglio".
Ogni tecnologia passa da queste fasi:
-- non si può fare
-- si può fare, ma costa troppo ed è difficile
-- si può fare ma è difficile
-- [ha anche delle applicazioni sessuali]
-- si può fare ed è facile
-- lo fanno tutti
-- ma come facevamo a vivere senza?


Vero ma MA alle volte la tecnologia non e' cosi' pervasiva o vincente o conveniente.

Non tutto e' il telefono, internet e la TV.

E' come un flim, un libro o una biografia.
La storia passa sempre da situazioni simili
--era un uomo normale
--non era in pericolo
--accade un evento (dipende se parliamo di un giallo o della biografia di un sopravissuto della WWII)
--il protagonista passa attraverso cose brutte
--il protagonista la scampa (o vince le olimpiadi)

Le altre storie o non sono interessanti, come la forma dei manici della spesa o la vita di Rossi (impiegato statale in posta per 40 anni e morto nel suo letto a 89 anni), o non possono essere raccontate perche' morti e quindi non si conosce la storia.

Ci sono tante tecnologie che spariscono nonostante i pronostici (laserdisc?)
Ci sono tante tecnologie che vengono imposte e nonostante questo spariscono per riapparire a ritmi altalenanti.

Gli hard disk SSD nel 1987 mi dissero che avrebbero soppiantato quelli meccanici entro 4 anni. Cosa che sentii anche nel 2005. Ad oggi comprerei volentieri dei raptor per un fisso ma mai degli SSD...
Forse fra 4 anni?

Parliamo dei cellulari nell'orologio?

Poi ci sono le tencnologie che non vengono capite: nel 1990 alla presentazione dell'HDTV era pensiero comune che le tv ad appoggio non avessero futuro, neppure quelle a plasma: per avere HDTV e' necessario avere oltre 80" e la tv ad appoggio e' obsoleta.
Nonostantte cio' il 99% del venduto e' tecnologia vecchia con motore (90%) ARCAICO come gli LCD.
I videoproiettori che fanno cio' che viene solo PROMESSO (HDquaicos), non occumano spazio, consumano meno, costano meno ma sono compresi dal pubblico che vuole vedere l'oggetto fisico. E' difficile levarlo dalla testa!

Quando usci' os2 2.0 nessun commentatore penso' che windows sarebbe andato oltre la ver 3.1 per manifesti limiti. Ti ricodi gli articoli dei vari guru d'otreoceano?
Nonostante PM sia superiore a vista7 per molti aspetti architetutturali pur essendo uscito solo 20 anni prima, alla comparsa di win95 i peones comprarono in massa un affare scomodo, arcaico e instabile solo per l'effetto di 1.600.000.000.000 lirette (se non ricordo male il costo) di pubblicita'. Forse avremo quella roba con win9 visto che con win 8 e' arrivato il touch e forse il riconoscimento vocale ma mancano altre 10 cosette.

Quindi per un acquisto in massa occorre che sia:

idiot-proof (per chi ha usato un ericcsson P910 l'i-phone e' follia distillata)

reclamizzato (conviene spingerlo a qualcuno. Sono convinto che l'italian crackdown non sia stato casuale nelle tempistiche)

accettabile socialmente (ti ricordi come venivamo trattati quando si diceva di possedere un computer? oggi dire "ho un apple" e' da splendidi!)

simile a prima ma non troppo diverso.



Nonostante la gente viva in questa maniera GRAZIE alla tecnologia che li sfama, riscalda, porta a spasso e li guarisce la gente considera la conoscenza e la tenica nemiche perche' gli mostra le proprie limitazioni senza filtri.
Per essere accettata una nuova tecnologia deve arrivare alla chetichella, essere utilizzabile da un bambino delle elementari e non essere considerata nerd.

un computer e' ancora nerd (con *nix poi...) ma un ipad che e' un computer (con *nix) no e un tv sony (che e' la stessa cosa) meno ed e' "uguale" a quello della nonna ma piu' sottile.
Il tv ad appoggio e' rassicurante.
"Ogni tecnologia passa da queste fasi:
[...]
"

Molto carino, te lo rubo. Ma il problema e' che:
1. non puoi sapere quando una tecnologia passa da uno step all'altro (fusione nucleare, auto-volante), come dice blu-flame.
2. non tutte le tecnologie hanno successo (sygway, videotelefono - che sono tecnologia quanto il videotel o l'ipad),

D'altra parte non si puo' nemmeno prevedere quali cose ricadranno nella categoria 1 o 2 o nel tuo quadro. Insomma, il tuo processo si applica non ad ogni tecnologia ma solo ad alcune tecnologie. Tra l'altro quelle che non hanno successo vengono, per ovvie ragioni, dimenticate piu' facilmente.
@Paolo Attivissimo
Ogni tecnologia passa da queste fasi:
@blu-flame
E' come un flim, un libro o una biografia.
La storia passa sempre da situazioni simili


Dovreste scrivere un saggio insieme. Suggerisco il titolo: "L'iPhone dai mille volti: il monomito di Campbell e la morfologia di Propp applicati alla tecnologia moderna"

@Paolo Attivissimo
-- [ha anche delle applicazioni sessuali]

Argh, mi torna alla mente quel raccapricciante spot tv ("celebrato" anche da una canzone dei Gem Boy, il che è tutto dire) che voleva segnare il "punto di svolta" nella storia dei cellulari:

Bella gnocca: Lasciami il numero del telefonino!
Il fesso: Non ce l'ho il telefonino!
(come dire: se non hai il cellulare non cucchi!)
E mai dimenticare di quel politico (ahimè non ricordo il nome), che quando si ritrovò la finanza in casa, decise di distruggere la "tastiera" del PC perchè convinto che lì dentro ci fossero tutti i suoi documenti. :'D

LOL, non so perché, ma mi è venuto in mente questo, anche se forse è più appropriato quest'altro :-D
come cambierà il mondo quando avremo in casa una stampante 3D in grado di fabbricare qualunque oggetto?

Non solo questo mondo a quanto pare...