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39 commenti

Chi usa Facebook avvelena anche te. Digli di smettere


Niente di personale, F., e grazie per i complimenti, ma se usi un'applicazione che mi obbliga ad abbassare le mie difese e permettere agli altri di farsi i fatti miei per poterti rispondere, non ti risponderò.

Seriamente? C'è un'applicazione per Facebook che ti permette di rispondere a chi la usa soltanto se cambi le tue impostazioni in modo da consentire agli amici (quali? Tutti?) che usano le applicazioni (quali? Tutte?) di vederti online? E che mi chiede serenamente “Vuoi consentire agli amici che usano altre applicazioni di vederti online?” e magari pretende che io risponda con un disinvolto clic su Consenti?

Dov'è il pulsante Mavaff in Facebook?


Aggiornamento (2012/08/09 00:10) - La persona che mi ha inviato il messaggio in chat su Facebook mi ha contattato via mail  mi ha spiegato che ha inviato il messaggio “attraverso Skype che si collega all'account facebook”. Se usate quest'applicazione, tenete presente quali sono le sue conseguenze per chi riceve i vostri messaggi.
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Commenti
Commenti (39)
In realtà c'è il trucco. Se invece di rispondere nella finestrina della chat apri la pagina dei messaggi in vista intera, puoi chattare da lì senza consentire un bel niente. Devo farlo di continuo con mia moglie, che l'applicazione se l'è installata (è meno paranoica di me)
Uh questa mi è nuova davvero :D
Sarà che ormai non uso più la chat interna di F. dato che ho scoperto un annetto fa questo nuovo browser che la contiene senza dover entrare nel social...

Però è un'altra mezza cavolata che si sono inventati, e non capisco a cosa serva questa app per chattare se la chat funziona già (più o meno) bene...
Non capirò mai perché, se esiste twitter, c'è gente che usa fa***ook
Immagino che non sia la chat built-in di FB ma una applicazione terza...
(comunque io la chat di FB non la uso, potrei sbagliarmi)

---Alex
In questo caso si tratta di un messaggio estemporaneo, ma normalmente usare FB per chattare è una pessima abitudine e non solo per questioni di privacy.

La chat è sempre stata un modo per mandare messaggi immediati senza troppi fronzoli, in FB sei obbligato implicitamente a:
- registrare un account di posta (lo fa automaticamente, con tutto quel che ne consegue)
- allargare le maglie della privacy (con tutto quel che ne consegue)
- caricare secchiate di javascript ad esecuzione lato client (con tutto quel che ne consegue)
- mantenere attiva una connessione push che veicola secchiate di informazioni extra (con tutto quel che ne consegue)

Potrei continuare.
Pensa che questo post potrebbe sortire un inaspettato effetto Streisand: io sono stato infatti indeciso se chiedere l'amicizia di un certo Paolo Sgomberonte... poi però ho desistito dall'avvelenarmi/ti. ^_^
Da quello che ho capito è un messaggio che appare quando la persona a cui si vorrebbe rispondere scrive da un cellulare.

Tra l'altro mi han detto i miei amici che quando non avevo abilitato quell'opzione vedevano le mie risposte (date sfruttando il trucco di aprire il messaggio completo e non rispondere dalla finestra di chat) come "utente facebook" e non con il mio nome.
In realtà, è possibile installare un client di chat indipendente che consente di chattare direttamente dal desktop, senza dover aprire Facebook in un browser (e qui mi orripilo da solo: possibile che non sia più possibile scrivere una frase del genere in italiano senza usare sei fra parole inglesi e anglicismi?). Se qualcuno lo fa - è il caso di mia moglie - e si cerca di rispondergli dalla finestrina della chat che si apre in fondo alla pagina di Facebook, compare quel messaggio. Ho scoperto per caso il modo di aggirare il problema senza dare alcun permesso (vedi primo commento), ma come al solito non è che te lo dicono, i malandrinetti: piuttosto, fanno terrorismo e ti dicono "installa se vuoi chattare"
Si, in effetti si sente la mancanza del tasto "VAFF"!
la cosiddetta chat di feisbuk è una della peggiori invenzioni dell'umanità. sono secoli che nemmeno sfioro il pulsante x aprirla.
La colpa è tua che usi Facebook invece che Google+ (hai pure l'account tra l'altro.. se sei tu.) xD
Alla luce dell'aggiornamento (e cioè, posto che non è un problema causato da facebook ma da discutibili applicazioni di terze parti - applicazioni per computer, non su facebook, si intende), sarebbe utile correggere il titolo che è attualmente ingannevole. Purtroppo non trovo modi di correggerlo che preservino la battuta...
Il problema si risolve in una maniera molto più semplice: quando mi arriva un messaggio a cui non posso rispondere (perchè mandato attraverso chissà quale applicazione o dispositivo esterno), scrivo nella bacheca della suddetta persona "Non riesco a chattare con te. O ti connetti normalmente o ne parliamo qui sulla tua bacheca. O non parliamo. Fai tu".
Funziona :)
O meglio: porta comunque ad uno dei tre risultati previsti.
Caro Paolo,
ho un'importante richiesta per te:

Questa roba è vera? e se si, come faccio? Dove la compro?


http://www.youtube.com/watch?v=eA4U-6GmkUw&feature=player_embedded
La uso tutti i giorni, non c'è nessuna applicazione da autorizzare, neanche se la usi da Skype. Il tuo contatto mi sa che ha usato un'applicazione terza.
Mi sa che ti è arrivata da una di quelle applicazioni su cui tanti faccialibrari cascano come delle pere cotte. Quelle che ti dicono "Iscriviti, poi invita 875 amici per avere dei bonus". E allora questi faccialibrari prima di tutto mandano quintalate di richieste d'amicizia a gente che fino a quel momento non hanno nemmeno considerato, e poi giù inviti a raffica a tutti quanti, senza rendersi conto che agli altri di quelle applicazioni potrebbe non fregargliene un tubo. La chat standard di Faccialibro non richiede autorizzazioni di sorta: sei nella mia lista di amicizie, allora puoi chattare con me; non ci sei, allora non avrai questa possibilità: fine del discorso. Ma, si sa, il peggior baco di qualsivoglia sistema informatico è situato tra la tastiera e lo schienale della sedia. Pensa che ci sono ancora dei faccialibrari che cascano in pieno su quelle paginette idiote "Se clicchi Mi Piace scoprirai chi visita il tuo profilo", nonostante anni di sputtanamenti.
Io amo il tasto ANNULLA, lo uso e vivo felice.
Ssaro' un po' drastico ma la chat di facebook non la uso mai e la piattaforma delle Applicazioni l'ho disattivata.

OT: sto facendo la guerra contro il facebook dei cellulari: WhatsApp. "Ce l'hanno tutti e mandi messaggi gratis" mi dicono. Ma usare la e-mail, che esiste da anni, e' universale e si puo' configurare a piacimento su ogni dispositivo della terra? No? Grrrrrr!!
ma c'è ancora gente che usa fb, g+, twitter e compagnia?
per sapere che l'"amica" di palestra ha comprato lo smalto nuovo, per leggere i profondi turbamenti metafisici di chi ha appena imparato che il mondo esisteva anche prima del 1998 o per essere aggiornati sull'avanzamento dei lavori di ristrutturazione del bagno dell'ex camerata di naja?

io ho cancellato tutti gli account, certo che il mondo non rimpiangerà la mancanza di aggiornamenti da parte mia in mezzo a tonnellate di parole inutili di tanti altri e da un anno a questa parte ho pure deciso che accendo il cellulare quando mi serve, tanto di giorno sono in ufficio e chi ha bisogno sa dove trovarmi.
lo so, sono un privilegiato...
Mi sfugge cosa ci sia di sbagliato o "avvelenante" nel comportamento di facebook, penso sia l'unico programma di chat che fa questo genere di controllo, ti avvisa del potenziale (ma molto potenziale visto che comunque possono vederti solo i tuoi amici) pericolo e ti lascia scegliere se continuare o meno... comportamento limpido e corretto, è un merito non un demerito.
Immagino, dopo il titolone ad effetto, che tu abbia smesso di usare facebook vero? ;)
Quando penso a Fb non posso fare a meno di notare quanto rispecchi una manifestazione della natura umana. La voglia di emergere (se non hai Fb sei tagliato fuori) omologandosi alla maggioranza, o ad un gruppo percepito come tale (tutti vogliono emergere, nessuno emerge).

Niente di male, fin qua. Il fatto è che per poter affermare la propria unicità e sgomitare per farsi notare (la popolarità, il numero di "amici", l'onnipresenza) spesso si cade vittima della stessa voglia di emergenza, diventando facili prede del populismo, del becero copia-incolla senza ragionamento, dell'indignazione passeggera per questa o quella piega sbagliata che possono prendere gli eventi.

Il seme del complottismo? Quanti hanno avuto l'esperienza di avere amici sempre ritenuti svegli che cadono sulle scie chimiche, sull'11 settembre o sulla Luna? Adducendo magari la scusa che "eppure ci dev'essere qualcuno che vuole che succeda, non è possibile".

Il fare gruppo in questo modo, allontana il malessere generato dalla vita di tutti i giorni, dove la difficoltà è sempre vista come colpa di qualcun altro. Ci sono i banchieri cattivi che ci mettono in ginocchio, Big Pharma che vuole che ci ammaliamo, le industrie alimentari che ci avvelenano. E più è grande il gruppo, più ci si sente legittimati ad urlare forte per farsi sentire. Poco importa se nel giusto o meno. L'importante è urlare.

Lo spirito critico si annulla come nella Folla del Manzoni, con l'illusione però, di essere svegli e ben presenti e di fare qualcosa di meritevole. L'individuo diventa così massa, di più facile gestione se rintuzzato con i giusti mezzi.

In questi giorni sto guardando un Anime dove si parla proprio di questo: due fazioni opposte che si scontrano frontalmente (casa reale e rivoluzionari) entrambe animate dalla stessa idea. Sia da una parte che dall'altra si vuole difendere la libertà, combattere perchè il regno non decada e migliorare le condizioni di vita della popolazione. Solo che nessuna delle due parti sa di essere stata manovrata. Con il risultato che entrambi vanno a far parte di un piano ben congegnato per la distruzione del regno.

Spesso si sente dire che la popolazione è dormiente, annichilita da tran tran quotidiano e dalla televisione e che per vivere appieno bisogna usare il cervello e fare tutti i 2+2 che s'incontrano. Ma è anche vero che se si sta a ben guardare di logiche concatenate se ne possono trovare a bizzeffe, anche tra i più disparati campi di appartenenza. Fb non fa eccezione ed anzi, è un ottimo strumento per la gestione della massa.

Il seme del sospetto è ben piantato dentro ognuno di noi. Fb è un ottimo strumento per la gestione di questo seme. Manca solo qualcuno in grado di sfruttare questa opportunità e siamo a posto. Tutti quanti.
[quote-"Stupidocane"-"/2012/08/chi-usa-facebook-avvelena-anche-te.html#c6176207394859460526"]
Quando penso a Fb non posso fare a meno di notare quanto rispecchi una manifestazione della natura umana. [cut]
[/quote]

Tutto vero, tutto condivisibile. Ma bisogna far notare (e mi sembra che tu l'abbia fatto, ma è giusto ribadirlo) che FB non è la causa di tutti i comportamenti da te descritti, ma è solo uno strumento con cui manifestarli.
I boccaloni, i populisti, i forcaioli, i leoni da tastiera esistevano già da prima. Solo che una volta era un fenomeno che rimaneva nel "privato" tra chi inoltrava la bufala e chi la riceveva: i destinatari potevano anche essere 100 persone, ma erano 100 persone sconnesse tra di loro e che non avrebbero mai instaurato una discussione o uno scambio di messaggi. Oppure il complottardo di turno teneva un suo blog, su cui alimentare scambi di messaggi, ma questo implicava uno "sforzo" necessario alla creazione e l'aggiornamento del blog.
Oggi, grazie alla condivisione semplificata, chiunque può "dire la sua", in maniera globalizzata e in una piazza dove sono radunate decine di persone. Ma non cambia il fatto che se un tuo/mio contatto si dimostra un fesso per i link che posta, vuol dire che era un fesso pure prima. Semmai ringrazio FB perchè grazie a questo meccanismo, mi fa scoprire aspetti insospettabili di alcune persone, come l'esibizionismo sfrenato o un ego sopra le righe.

Per dire: non è corretto sostenere che i cellulari e smartphone abbiano reso la gente più maleducata o alienata dalla realtà. Semplicemente hanno dato a certe persone la possibilità di manifestare la propria maleducazione e la propria alienazione in maniera più efficace e visibile. Probabilmente anche voi avete un amico o conoscente che passa tutta la sera con gli occhi fissi sul suo cacchio di smartphone a mandare messaggi, a giocare, a guardare le foto su FB o a postare in tempo zero quella che ha appena scattato. Molto facilmente è uno che, prima ancora di avere lo smartphone, avrebbe passato la sera giocando a snake o, comunque, trovando molto più divertente la visione di uno schermo che la vostra compagnia. Ma la colpa non è vostra se lui non vuole integrarsi e nemmeno del telefono. Semplicemente, ora è palese un suo atteggiamento che prima riusciva a nascondere o che appariva più moderato.
@ Replicante

Sono d'accordo con te, ma non trovi che i "mezzi" Fb (o chi per lui) o smartphone possano accentuare questi comportamenti? Nel senso che diventa più facile fare i "grandi" o i "saputi" dietro una tastiera. Io stesso, uso molto il "mezzo" quando scrivo qui. Ho sempre almeno 12 schede aperte contemporaneamente, sempre pronto a fare ricorso a Google per integrare, capire o semplicemente sparar minchiate.

Mi ricollego un po' al discorso open source vs SO lucchettati. Non stiamo forse correndo il rischio di farci prendere tutti per il naso, complottisti e scettici as well?
ho chiesto ad una mia amica perché usa Facebook.

Le mi ha ha risposto: se non lo uso non sono cool e se non sono cool non sono niente e se non sono niente sono una fallita e se sono una fallita non merito di vivere e se non merito di vivere devo morire ma io non voglio morire.
@lucy
Stai vicino alla tua amica perchè secondo me ha gravi problemi...valuta se è il caso di ricorrere ad aiuti di tipo medico
se non lo uso non sono cool e se non sono cool non sono niente e se non sono niente sono una fallita e se sono una fallita non merito di vivere e se non merito di vivere devo morire ma io non voglio morire.

Quindi se non vuole morire merita di vivere, se merita di vivere non è una fallita, se non è una fallita vuol dire che conta, se conta vuol dire che non ha bisogno di essere cool, se non ha bisogno di essere cool non ha bisogno nemmeno di Fb.
@Lucy mi sembra che si sta assolutizzando un modo di pensare valido solo in alcuni ambienti. Io ti dico che quando sono con i miei amici o colleghi di lavoro, e la conversazione cade su facebook (e non succede quasi mai), tutti si affrettano a rispondere al più presto "io non lo uso", "io non ho un account", "io lo uso raramente solo se strettamente necessario per lavoro", "io non so neanche cosa sia". Come vedi, ci sono molti ambienti in cui è decisamente "cool" non usare facebook.
[quote-"lucy"-"/2012/08/chi-usa-facebook-avvelena-anche-te.html#c5048710272696900944"]
ho chiesto ad una mia amica perché usa Facebook.

Le mi ha ha risposto: se non lo uso non sono cool e se non sono cool non sono niente e se non sono niente sono una fallita e se sono una fallita non merito di vivere e se non merito di vivere devo morire ma io non voglio morire.
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Consigliale uno psichiatra. Ma uno bravo. :)
[quote-"Stupidocane"-"/2012/08/chi-usa-facebook-avvelena-anche-te.html#c327291001153255384"]
@ Replicante

Sono d'accordo con te, ma non trovi che i "mezzi" Fb (o chi per lui) o smartphone possano accentuare questi comportamenti? Nel senso che diventa più facile fare i "grandi" o i "saputi" dietro una tastiera. [/quote]

Sì certo. Ma più che accentuare, trovo che rendano questi comportamenti più visibili (se un mio amico era un boccalone, potevo saperlo anche prima di FB, ma ora me ne dà dimostrazione ogni giorno) e che contribuiscano a rafforzarli attraverso il "branco": se ogni volta che faccio il leone da tastiera ricevo una valanga di "mi piace", sarò incentivato a scrivere altre spacconate, perchè è evidente che la gente la pensa come me.

[quote-"Daniele"-"/2012/08/chi-usa-facebook-avvelena-anche-te.html#c5765192940650844541"]
@Lucy mi sembra che si sta assolutizzando un modo di pensare valido solo in alcuni ambienti. Io ti dico che quando sono con i miei amici o colleghi di lavoro, e la conversazione cade su facebook (e non succede quasi mai), tutti si affrettano a rispondere al più presto "io non lo uso", "io non ho un account", "io lo uso raramente solo se strettamente necessario per lavoro", "io non so neanche cosa sia". Come vedi, ci sono molti ambienti in cui è decisamente "cool" non usare facebook.
[/quote]

Chiamasi "mettere le mani avanti". E' un comportamento che genera sempre un po' di sospetti. Voglio dire: quando qualcuno "fa un vento e vi cambia il clima" (cit.) i sospetti ricadono proprio su chi si affretta a dire che non è stata colpa sua.
Io uso Facebook perché vivo lontano dall'Italia ed è un ottimo sistema per tenere aggiornata la mia famiglia e quella di mia moglie sui progressi di nostro figlio o su quello che facciamo di divertente. E' una maniera per poter "chiacchierare" a distanza. Non credo si debba demonizzare Facebook, basta usarlo con attenzione, come per tutte le cose.


P.s. questo messaggio te lo sto inviando tramite l'applicazione della macchinetta del caffè collegata alla macchina fotografica subacquea che si collega a Facebook finché dormo se sono loggato su Twitter.
L'ultima su Facebook: chi non ha l'account sui social network è un potenziale killer (http://www.tagesspiegel.de/weltspiegel/nach-dem-attentat-von-denver-kein-facebook-profil-kein-job-angebot/6911648-2.html). Per fortuna, i ricercatori pensano che chi abbia raggiunto l'età adulta prima della creazione di FB sia esentato da questo obbligo, avendo già una vita sociale..
non è che con questo voglio generalizzare. Il fatto è che questa mia amica (che io reputo da ricovero in clinica psichiatrica o da TSO) è fissata con telefonini, facebook, sms ecc ecc.
Per fare un esempio alcuni anni fa, ad un matrimonio di una mia cugina, questa mia amica (si chiama Maria) è stata, senza esagerazione, 3 ore e mezza al telefonino a parlare di stupidagini con il suo ragazzo di allora.
Fu una cosa estenuante. Praticamente ai tavolini al ristorante stavo da sola. Lei mangiava a parlava al telefonino con l'auricolare e faceva pure gesti.
Io il telefonino neanche me lo porto dietro!
Ecco lei a questi problemi. Se gli levi il telefonino è capace che si dispera; se gli togli facebook peggio!
solo che nel primo caso è una specie di droga, nel secondo, a sentire lei, deve usare facebook per non essere meno da chi conosce che lo usa puntualmente.
Ogni volta che usciamo mi deprimo. La settimana scorsa siamo andate a fare una passeggiata e mi ha detto che entro pochi giorni avrebbe raggiunto sicuramente i 300 contatti ed era in ansia perché teme di non poter raggiungerli entro settembre e non ha voglia di aspettare oltre.

Insomma io non voglio generalizzare ma se qualcuno mi può consigliare come fare per farla smettere. perché a questo punto siamo sul patologico.
"chi non ha l'account sui social network è un potenziale killer (http://www.tagesspiegel.de/weltspiegel/nach-dem-attentat-von-denver-kein-facebook-profil-kein-job-angebot/6911648-2.html)"

Violetta,

abbi pazienza ma questa e' un po' tirata per i capelli.

Quello che dicono nell'articolo (almeno da quel che ho capito dalla traduzione di google) e' che e' stato NOTATO che i potenziali killer spesso non hanno o hanno sospeso un account su facebook (o su altri virtual network su internet), che e' diverso.

E' come se la frase "a volte gli ubriachi guidano l'auto" venisse interpretata come "chi guida l'auto e' ubriaco". D'altra parte immagina se una persona non vedesse nessuno, stesse chiusa in casa 24 ore su 24 con le tapparelle abbassate per non farsi vedere. Cosa penseresti? Questa ricerca - dicono nell'articolo - "estende" il concetto ai social network.

L'articolo sostiene una ricerca basata su dei dati. Si possono contestare i dati, l'interpretazione dei dati, o l'attendibilita' della fonte (che in effetti non e' chiara), ma il fatto che una conclusione non piaccia non basta a contestare i risultati di una ricerca.
[quote-"pgc"-"/2012/08/chi-usa-facebook-avvelena-anche-te.html#c3979692256423888785"]
"chi non ha l'account sui social network è un potenziale killer (http://www.tagesspiegel.de/weltspiegel/nach-dem-attentat-von-denver-kein-facebook-profil-kein-job-angebot/6911648-2.html)"

Violetta,

abbi pazienza ma questa e' un po' tirata per i capelli.

Quello che dicono nell'articolo (almeno da quel che ho capito dalla traduzione di google) e' che e' stato NOTATO che i potenziali killer spesso non hanno o hanno sospeso un account su facebook (o su altri virtual network su internet), che e' diverso.

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A parte il fatto che vorrei capire in base a cosa si possa essere classificati come POTENZIALI killer (perchè, in teoria, tutti lo siamo: tutti abbiamo due braccia e il pollice opponibile, con cui poter uccidere qualcuno), è curioso notare che, al contrario, spesso i notiziari insistono sugli ultimi aggiornamenti web lasciati da un killer prima del suo crimine, sperando di trovarvi qualche presagio di ciò che avrebbe fatto. Certo, è più facile che accada per un killer di 20-30 anni rispetto a uno di 50.

Insomma, sembra la classica statistica alla Studio Aperto (anche se Studio Aperto avrebbe dato il risultato opposto...) con cui, più che tentare di dare un risultato credibile, si cerca di trovare una conferma numerica ad un preconcetto di partenza, avendo la cura di selezionare solo i dati utili.
Avevo sentito qualcosa alla radio sul fatto "no facebook = killer".

Fosse vero, gli utenti attivi di facebook (quindi con account non sospesi) sono circa 500 milioni. Contando il fatto che siamo in sette miliardi sulla Terra, direi che siamo un bel numero di potenziali killer. E di potenziali indignati per poter far causa a chi ci diffama chiamandoci assassini. Io addirittura cancellai il mio profilo faccialibro quando ancora non era consentito... posso essere quindi equiparato (potenzialmente) ad Hassan-i Sabbāh ?

Ad ogni modo, TREMATE, OH FACEBOKKINI (cit.)!!! Vivete in un mondo di potensiàli sasìni!!!! :D
bo', a me sembra che l'articolo - che, ripeto, si puo' contestare nei contenuti ma non sulla base di wishful thinking, cioe' sulla base di quello che vorremmo fosse vero - non dica che chiunque non usa facebook sia un potenziale killer, ma che i killer in genere non usano facebook e i social network. Affermare che dica "no fb = killer" e' una forzatura e una bufala.

Se sia vero o no non lo so, ma e' normale che la criminologia stili dei profili di persone potenzialmente a rischio. Uno che vive chiuso in casa senza vedere nessuno per anni, scrutando i passanti dalle tapparelle analogamente puo' essere uno che semplicemente ama la lettura, ha una malattia deturpante, o e' fotofobico, ma e' anche vero che i potenziali serial killer sono spesso persone con un profilo abnorme sul piano dei rapporti umani. Tutto qui.

Dovremmo anche cercare di inserire nel giusto contesto articoli del genere. Immagino che ne escano a decine sulle riviste di criminologia scientifica ogni anno in cui si fanno studi di questo genere (profili di potenziali killer), solo che questo - non sorprendentemente - ha catturato l'attenzione di un giornalista.
riguardo alla dizione "potenziali killer" ovviamente ci si riferisce all'identificazione di profili di persone che potrebbero stare preparandosi a compiere stragi e attentati.

Ovviamente un investigatore non si baserebbe mai su un dato isolato come l'assenza di un profilo su fb per investigare su una persona. Ma e' presumibile che esistano tutta una serie di indicatori usati nel tentativo di anticipare stragi come quelle di Breivik o di Columbine. C'e' un grosso problema giuridico dietro: proteggere la popolazione da casi come quelli senza violare la privacy e rimanendo all'interno delle norme legislative. Supponiamo pero' che un cittadino senza precedenti risponda positivamente all'80% di questi indicatori, e che una investigazione preliminare riveli che casa sua sia ricoperta di bandiere naziste mentre 10 quintali di fertilizzanti sono ammassati nel backyard senza una ragione ovvia. Che si fa?

p.s. A meno che non si sia soci dell'American Rifle Association, e' chiaro che intanto bisognerebbe cominciare con il ritiro di tutte le armi da guerra in mano a privati cittadini, ma ricordo che i serial killer non sono prerogativa degli USA.
non è necessario usare le applicazioni, per scambiarsi msg in facebook
io per esempio non uso alcuna applicazione e mando messaggi
quelli visibili a tutti (è per questo che è nata facebook)
e quelli personali , insomma alla fine basta un po' di prudenza
è facebook è solo un modo per comunicare :)
che succede se clicci consenti melo spiegate