skip to main | skip to sidebar
20 commenti

Disinformatico radio, podcast del 2012/10/20


È disponibile il podcast della puntata di ieri del Disinformatico che ho realizzato per la Radiotelevisione Svizzera. I temi della puntata sono questi:

  • Come si taglia il nastro inaugurale di una fabbrica di oggetti prodotti da stampanti 3D? Con un paio di forbici stampate da una stampante 3D, naturalmente. È successo a New York. 
  • Quanto vale un PC violato? Brian Krebs offre un bel grafico dei mille modi nei quali si monetizza un'intrusione, con buona pace di chi dice “Ma io non corro rischi perché non ho niente di valore nel computer”
  • Le parole di Internet: VDSL. Anch'io sono fra i tanti ai quali il provider (Swisscom, nel mio caso) ha imposto ultimamente di cambiare il router (a spese del provider, per fortuna). Vediamo perché occorre questo cambiamento e cosa comporta la differenza fra VDSL e ADSL.
  • Fotografa svizzera fa causa ad Apple: le ha rubato un occhio.
  • La (non) sicurezza informatica dei pacemaker può uccidere a distanza. Sembra un'idea da NCIS, ma è realtà: certi apparati cardiaci impiantati sono riprogrammabili a distanza da chiunque, con conseguenze letali.
I link portano agli articoli di supporto alla trasmissione.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (20)
Sull'uso dell'immagine senza licenza da parte di Apple: lo dico da impiegato in una agenzia di pubblicità... spesso i designer utilizzano delle versioni senza filigrana delle immagini scaricate dai siti di foto royalty free nelle presentazioni. Naturalmente la licenza prevederebbe un ulteriore pagamento per poter usare l'immagine nel lavoro finito (con un costo che solitamente dipende dal numero di esemplari in cui viene stampata o dalla distribuzione e da altri parametri tecnici dell'immagine) ma a volte capita che, per motivi vari, l'immagine venga utilizzata direttamente..

Invece quella del pacemaker, anche io pensavo fosse solo una trovata degli sceneggiatori di NCIS, appunto... incredibile.
La prima notizia genera un interessante paradosso.
Non si potevano costruire le forbici se la fabbrica non era ancora inaugurata, ma non si poteva ancora inaugurare la fabbrica se non si erano ancora costruite le forbici.
Credo sia irrisolvibile.
Fantastico, non vedo l'ora di farmi fare delle scarpe da corsa su misura :D
Io vedo un futuro dove esisteranno app-osite app per monitorare il pacemaker. Anche con risvolti tragicomici: "Coccol 1: vuoi spaventare la suocera? Scarica quest'app per divertirti con gli amici. Guarda il vicino rumoroso rantolare a terra."
Penso che Barnaby Jack esageri perché:

1) questa "falla" permette sicuramente di salvare molte più vite di quante potrebbe ucciderne. Immaginatevi un medico che non riesce a riconfigurare un pacemaker perché non conosce o sbaglia la password (in caso di lavoro sotto pressione non è difficile che accada).
Si potrebbero fare in modo che le apparecchiature stesse di controllo calcolino la password a partire dal numero di serie del pacemaker. Ma, a questo punto, all'aggressore basterebbe procurarsi un apparecchio del genere per procurarsi la password di accesso di qualsiasi pacemaker.

2) per essere veramente un pericolo per qualcuno dovremmo trovarci davanti a una combinazione di fattori notevole. La potenziale vittima dovrebbe avere il pacemaker, l'aggressore dovrebbe essere in grado di procurarsi/fabbricarsi tutto il necessario per riprogrammarlo e, soprattutto, ci dovrebbe essere un motivo più che valido per scegliere questa strada per uccidere qualcuno;

3) ultimo ma non per ultimo, un opportuno disturbo elettromagnetico farebbe altrettanto bene lo stesso lavoro, molto più velocemente e con possibilità di fallimento molto minori.
Ciao Paolo, volevo segnalarti questa storia: http://www.bekkelund.net/2012/10/22/outlawed-by-amazon-drm/ . Se confermata (l'ho trovata linkata dal blog di Stefano Quintarelli, quindi credo che sia abbastanza affidabile), sarebbe, come dice il sottotitolo dell'articolo "DRM at it’s worst", oltre che un buon argomento per una puntata del Disinformatico radio.

Posseggo un Kindle di Amazon e ho anche comprato qualche libro dallo store, pensare che da un giorno all'altro, senza alcuna spiegazione, mi possa essere revocato l'account e cancellati i libri e per giunta senza la possibilità di recuperarli, è quantomeno inquietante.
E' vero che tu hai sempre sostenuto la (giustissima) battaglia contro i DRM, è anche vero però che non c'è limite al peggio e che quantomeno uno si aspetterebbe di potersi difendere da qualunque accusa prima di essere condannato in via definitiva senza possibilità di appello.

La notizia è riportata anche da Downloadblog qui:
Commento 1 sul DRM: meglio un bel libro cartaceo: non c'è DRM che tenga. E poi, mi piace sfogliare e toccare il libro. E anche averlo nella libreria. I bit non hanno lo stesso gusto.

Commento 2 sul DRM: e poi si lamentano dei download illegali con bestie da soma varie. Io sono contro i download illegali (ho solo CD originali, per esempio), ma, se la signora in questione si dovesse rivolgere a questo tipo di concorrenza, come darle torto? Almeno non le cancellano ciò che ha già pagato.
PS: non ho mai comprato musica liquida protetta da DRM, ma solo CD con la musica incisa in chiaro. Sono allergico ai DRM, in qualunque forma.
A te danno la VDSL, e io invece mi ritrovo nella campagna romana in cerca di un servizio satellitare, visto che i pali della telecom passano nel giardino del vicino e il vicino non fa entrare i tecnici per le riparazioni se non scortati dalla polizia.. morale? Ho disdetto anche la linea telefonica normale perchè i tecnici dopo mesi non erano riusciti a ripararla...

carina la fabbrica 3D, mi stampa pure un macbook? :D
Ho disdetto anche la linea telefonica normale

Hai fatto bene. A che serve al giorno d'oggi? Internet arriva anche via etere con contratti flat senza pagare un canone fisso per avere la linea telefonica. Pagare ad un gestore qualsiasi un canone per il telefono di casa lo trovo assurdo. Ancor più che dopo mi devo pure pagare il servizio internet. Con i soldi risparmiati di canone mensile per la linea, mi viene un nuovo contratto flat per il cellulare con ore di chiamate, messaggi e pure 2 gb di internet al mese...

Ad un privato, all'oggi, a che serve ormai il telefono fisso?
Ad un privato, all'oggi, a che serve ormai il telefono fisso?

Per quando la rete cellulare collassa. Terrremoti, per esempio.
Terremoti dici? Potrebbe anche essere, sempre che il terremoto non spezzi anche i nodi in fibra ottica che collegano le centrali alla rete. In quel caso anche il telefono fisso sarebbe inutilizzabile e con esso, tutta la banda larga ad esso connessa, compresi i gestori di internet via Wifi. Il collegamento diretto con il doppino telefonico è riservato ormai solo all'"ultimo miglio" tra centrale territoriale ed utente finale, il quale se si trova troppo lontano dalla stessa, non può nemmeno usufruire del segnale ADSL. Qui in Italia è una piaga piuttosto comune.

In caso di terremoto o altra catastrofe naturale o sovraffollamento di chiamate legato all'utilizzo indiscriminato delle celle di rete in casi d'emergenza come questi, l'unico mezzo di comunicazione affidabile rimane il telefono satellitare.
@Stupidocane
Mah!
Ho la linea fissa e in passato ho avuto le "chiavetta internet". La connessione con chiavetta aveva una velocità estremamente altalenante e spesso non ci si poteva connettere.
Non ne parliamo se si provava a navigare usando due pc contemporaneamente!
Con l'ADSL questi problemi (casi sfortunati a parte come quello di Santino83) non ci sono e, in rapporto alla qualità del servizio, i prezzi sono ragionevoli e non ci sono filtri. Non dimentichiamo che una linea fissa prevede costi aggiuntivi, sia di installazione che di manutenzione, che la rete cellulare non ha (ad esempio, non ci sono cavi di collegamento con i terminali e non ci sono le centraline); per questo motivo c'è un canone fisso da pagare.

Mentre (forse per la legge della domanda e dell'offerta) ritengo troppo cari i prezzi dei servizi di telefonia cellulare i rapporto a quello che offrono e mettono filtri. Naturalmente non sto parlando solo del P2P. Le compagnie di telefonia cellulare filtrano tutti i servizi che offrono come servizio opzionale a pagamento.
Stupidocane,

Terremoti dici? Potrebbe anche essere, sempre che il terremoto non spezzi anche i nodi in fibra ottica che collegano le centrali alla rete

Scusami, mi sono espresso poco chiaramente. Per "collasso" non intendevo danneggiamento fisico della rete, ma sovraccarico. Scossa di terremoto/alluvione/evento terroristico, tutti telefonano ai familiari in zona per sapere come stanno. La rete cellulare non regge così tanto traffico simultaneo e collassa.
@ Giuseppe

Non sto parlando di connessione con la chiavetta HUAWEI et similia ma un vero e proprio servizio ADSL Wireless, direttamente dal ripetitore del provider alla mia antenna parabolica montata sul tetto. Qui a Verona ci sono già più provider che offrono questo servizio (media di 200 euro per attivazione ed antenna e 25 euro mensili per il contratto flat con 6 mega di banda). Questo è dovuto principalmente alla vetustà delle linee telefoniche, alla carenza di cabine con i macchinari per l'ADSL e l'estrema lontananza di alcune utenze e non da ultimo, il territorio montuoso. Ancora oggi la banda larga via cavo non raggiunge tutti i veronesi. Fino a pochi anni fa la Lessinia (la parte montuosa del territorio veronese, era impossibilitata a ricevere il segnale ADSL. Non parliamo dell'SHDSL (il cui segnale sarebbe invece ripetibile con appositi ripetitori) che farei ridere i polli.

Ti faccio l'esempio sia di dove lavoro che di dove abito. Il mio ufficio si trova in un luogo che è troppo distante dalla centrale, quindi il segnale ADSL arriva molto debole e "sporco". Dopo aver fatto richiesta dell'SHDSL tramite un gestore terzo, mi trovo comunque impossibilitato a navigare data la linea telefonica troppo vecchia e macchinari comunque troppo "sacrificati" (ci sarebbe un discorsetto interessante da fare sulla gestione di Telecom dei gestori terzi).

In Breve, ho mollato il doppino in tronco ed ho risolto grazie al WiFi. Ho pure eliminato una linea telefonica, quella del telefono, passandola in Voip con un contratto ricaricabile (spendendo una miseria!) e mantenendo quella del fax come sicurezza in caso di mancanza del servizio.

Dove abito invece non c'era proprio la possibilità di portare l'ADSL nonostante a 5 km di distanza ci fosse un bel nodo in fibra ottica di proprietà privata. Il comune ha risolto dopo anni di richieste e lamentele dei cittadini facendo fare a Telecom uno scavo di 12 km dal paese vicino per portare la fibra ottica, dato che l'altro nodo era proprietario e l'utente non voleva cedere i diritti di banda. Nel frattempo io decisi di munirmi di WiFi pure a casa, con un altro gestore diverso da quello del lavoro. Fui tra i primi a navigare in banda larga nel mio comune, mentre gli altri (ancora nel 2011!!!) al massimo avevano una chiavetta HUAWEI se non una borchia ISDN!!! Addirittura c'era gente che navigava ancora con il modem 56k!!! Nel 2011!!!!! (W l'Italia che arriva sempre dopo!)

In entrambi i casi navigo fino a 6 mega più o meno costanti (di più non mi serve), pagando solo il fisso del contratto flat e senza canoni. Da notare che entrambi i provider dipendono da un nodo in fibra ottica molto grosso (inteso come volume di dati) ad una 40ina di km di distanza, dove arriva il segnale che tramite ponti radio viene poi propagato su tutto il territorio. Da quel che ne so, con quel singolo nodo, ripetono il segnale arrivando fino a Vicenza, provincia compresa.

@ Paolo

Hai ragione, ma non credo che la rete fissa potrebbe fare tanto meglio. Quando ci sono troppe telefonate, magari con danni strutturali anche solo agli armadietti di smistamento dei doppini telefonici, quelli che si vedono agli angoli delle strade per esempio, collassa pure quella. Immaginiamo un'alluvione che sommerge anche le colonnine del telefono o un terremoto che fa precipitare un cornicione sulla colonnina all'angolo della strada. Bene non gli fa.

Chiaro che sto parlando per iperboli, ma anche la rete fissa ha i suoi limiti, benché più alti della rete cellulare. Almeno fino a quando non arriverà il 4G o, dal 2013 in Italia (sarà vero? mah, boh, dicono...), l'LTE. Con quello la banda disponibile diventa esponenzialmente superiore rispetto al 3G superando anche barriere come il troppo traffico.

Riguardo al 4G, ho letto su Wikipedia che è stato testato in Giappone con un terminale che riproduceva 32 filmati in HD in streaming in contemporanea, messo su di un'auto in movimento a 20 km/h, senza mai perdere il segnale... non male direi.

Ricordo ancora, agli albori della telefonia GSM, quando era difficile telefonare o mandare anche solo un SMS da posti affollati come Viale Ceccarini a Riccione. :)
Stu,
Per esperienza diretta.
Terremoto 4.3 in una grande città del nord.
Telefonia fissa perfetta.
Telefonia mobile (i 4 maggiori gestori) bloccati per circa 45 minuti sia in entrata che in uscita.
Comunque non mi pare che la tua soluzione sia così vantaggiosa.
Con la telefonia fissa puoi ottenere di più a meno.
Certo, per te non c' era l' alternativa, ma per chi non ha i tuoi problemi un fisso resta sempre una valida soluzione.
Ognuno ha le proprie esigenze ed il fisso risponde alle esigenze di molti meglio di un portatile. O viceversa.

Ciao

Carson
@Stupidocane

AHHHHHHHHH!!! :-)

Ora ho capito!

Il guaio è che da me (Salento) queste meraviglie sono molto più lente e inaffidabili. Inoltre se hai esigenze particolari sei fregato. Io adesso lavoro a Bari (finalmente lavoro quasi a casa :-) ).
Quando sono a casa e c'è un'urgenza utilizzo un piccolo client VPN della Cisco che mi permette di collegarmi con l'ufficio. Con la chiavetta non c'è verso di collegarsi: quando si arriva al ping di verifica del funzionamento del tunnel, il client va in errore. Lo stesso accade con le ADSL wireless della mia zona.
Quindi senza un'ADSL affidabile e di qualità, anche nei punti di passaggio intermedi, il client non funziona. Per punti intermedi intendo i vari apparati che il pacchetto di dati attraversa per arrivare dalla mia connessione ADSL a quella dell'ufficio.

Per curiosità, la compagnia a cui ti appoggi ti permette di mettere mano al router e aprire porte? Il router ha un indirizzo IP pubblico o ha un indirizzo privato (come fa Fastweb per capirci meglio)? Cosa mangi a colazione? Pranzi tutti i giorni?
Ehm! Forse sono andato fuori argomento.
Immaginiamo un'alluvione che sommerge anche le colonnine del telefono o un terremoto che fa precipitare un cornicione sulla colonnina all'angolo della strada.

Non è vero! In "L'alba del giorno dopo" Jake Gyllenhaal chiama da un telefono pubblico semisommerso.
Non è vero! In "L'alba del giorno dopo" Jake Gyllenhaal chiama da un telefono pubblico semisommerso.

... fino al momento in cui il telefono fisso non viene sommerso del tutto. A dire il vero in quella scena sembra perdere il segnale un po' prima che l'acqua riempia il piano terra. Con un satellitare gli sarebbe bastato uscire sul balcone. ;P