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La mappa interattiva e aperta delle scuole italiane a rischio sismico

Wired Italia ha pubblicato un bell'esempio di giornalismo di precisione o computer assisted reporting: la mappa italiana del rischio sismico per le scuole italiane. Realizzata e pubblicata in Creative Commons, con dati aperti. Perché intanto che i governi e i burocrati dormono e nascondono la propria ignoranza e pigrizia dietro la foglia di fico delle leggi sulla privacy, c'è chi si rimbocca le maniche e lavora.

Questa è Internet, gerontocrati: imparatela o ne verrete digeriti ed espulsi.
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Commenti (5)
Purtroppo il link al database sulla pagina di Wired non funziona.
Spero che non sia stato rimosso per problemi di privacy :-(
il file si trova qui: https://www.dropbox.com/s/kodvylrupllr0mb/Wired%23scuolesicureOD.csv
c'è un problem nel CMS, che ha reso inutilizzabile il link (bottone rosso) in fondo alla pagina.
Il problema è che i "signori" che dovrebbero inervenire non vogliono sapere, alrimenti dovrebbero mettere mani al portafoglio (dove i soldi non ci sono).
Sembra interessante , spero che i dati siano giusti... la mappa invece posiziona le scuole un pò a casaccio...
Abito in un paesino dell'Emilia Romagna al confine con la Toscana, in una zona dove il rischio sismico è elevato, ma da molti anni ormai tutte le costruzioni rispettano le leggi antisismiche. E' anche vero che queste nel corso degli anni sono cambiate, però tutti gli edifici sono da cosnsiderarsi abbastanza sicuri (più o meno dovrebbero darti il tempo di fuggire prima di crollarti sulla testa).
Ho consultato la mappa interattiva di Wired e ho visto che le scuole elementare e media risultavano controllate, ma i dati sul rischio sismico non erano disponibili. Così ho scritto sia al sindaco sia al gruppo di opposizione per rendere nota la cosa e per avere lumi su quale sia l'effettivo stato delle strutture scolastiche.
Mi è arrivata la risposta del Sindaco a tempo di record (23 ore e 55 minuti!): mi spiegava che non solo le verifiche erano state fatte (e pure eventuali interventi, se necessari) sotto la supervisione del Genio Civile, che gli edifici risultano sicuri e che i dati sono disponibili nell'Ufficio Tecnico e accessibili a chiunque.
Neppure lui ha capito molto bene la mappa pubblicata da Wired: forse è ancora ampiamente incompleta (anche altre scuole nei comuni limitrofi hanno eseguito i controlli, ma nella mappa non risulta).
Forse si tratta della solita lentezza burocratica per cui i dati già disponibili nei singoli comuni non sono stati ancora resi pubblici dalle Regioni o dal ministero della Pubblica Istruzione. O forse i giornalisti di Wired non hanno eseguito controlli così approfonditi come hanno dichiarato.