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Titoli di coda di Moonscape, dite la vostra

Ho aggiornato i titoli di coda di Moonscape: se siete fra i donatori, controllare di essere citati correttamente e ditemi quale versione preferite. I dettagli sono qui.
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Ode a un fiore, per chi dice che la scienza uccide la poesia

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “punto7556”.


L'animatore inglese Fraser Davidson ha creato una bella animazione basata su una citazione di Richard Feynman che credo risponda bene a tutti quelli che criticano la scienza perché uccide il meraviglioso e toglie la poesia.

Il video originale, sottotitolato in italiano, è disponibile qui. Ecco la mia traduzione:

Ho un amico artista e a volte lui ha un punto di vista che io non condivido granché. Lui prende in mano un fiore e dice: “Guarda quanto è bello”. E sono d'accordo, credo. Poi dice: “Vedi, io, in quanto artista, sono in grado di vedere quanto è bello; ma tu, in quanto scienziato, oh, lo riduci in pezzi e lo trasformi in una cosa scialba.” E io penso che lui sia un po' svitato. Prima di tutto, la bellezza che vede lui è a disposizione di tutte le persone e anche a me; credo, anche se io forse non sono esteticamente raffinato quanto lui, di poter apprezzare la bellezza di un fiore. Allo stesso tempo, io vedo in un fiore molte più cose di quante ne veda lui. Posso immaginare le cellule in quel fiore, le complesse azioni che si svolgono al suo interno; anch'esse hanno una propria bellezza. Voglio dire, non è soltanto bellezza a questa dimensione, quella di un centimetro, ma c'è bellezza anche alle dimensioni inferiori. La struttura interna, e anche i processi, il fatto che i colori e il fiore si sono evoluti per attirare gli insetti per impollinarlo è interessante. Significa che gli insetti vedono il colore. Aggiunge una domanda: questo senso estetico esiste anche nelle forme di vita inferiori? Perché è estetico? Domande interessanti d'ogni sorta, che la scienza e la conoscenza non fanno che aggiungere all'emozione, al mistero e alla meraviglia di un fiore. Non fa che aggiungere. Non capisco in che modo sottragga.”

In originale:

I have a friend who's an artist and has sometimes taken a view which I don't agree with very well. He'll hold up a flower and say, “Look how beautiful it is.” And I'll agree, I think. And he says, ”See, as an artist, I can see how beautiful this is. But you, as a scientist, oh, take this all apart and it becomes a dull thing. And I think that he's kind of nutty. First of all, the beauty that he sees is available to other people and to me, too; I believe, although I may not be quite as refined esthetically as he is, that I can appreciate the beauty of a flower. At the same time, I see much more about the flower than he sees. I could imagine the cells in it, the complicated actions inside, which also have a beauty. I mean, it's not just beauty at this dimension, one centimeter; there's also beauty at the smaller dimensions. The inner structure. Also the processes, the fact that the colors and the flower evolved in order to attract insects to pollinate it is interesting. It means that insects can see the color. It adds a question: does this esthetic sense also exist in the lower forms? Does it... Why is it esthetic? All kinds of interesting questions, which science, knowledge only adds to the excitement, the mystery and the awe of a flower. It only adds. I don't understand how it subtracts.
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La Luna eclissa Giove


No, non è grafica digitale: è la realtà. L'astronomo sudamericano Rafael Devafari ha ricevuto un bel regalo di Natale: un'occultazione di Giove da parte della Luna. Il 25 dicembre la Luna è passata proprio davanti a Giove (per chi si trovava alle coordinate geografiche giuste) e Devafari ha pensato bene di registrare l'evento, accelerarlo di cinque volte e metterlo online affinché tutti potessero contemplare la bellezza della danza cosmica. Come chicca nella chicca, il puntino che sorge prima di Giove quando il pianeta riemerge da dietro la Luna è Io, uno dei satelliti gioviani.

Ci sono altre occultazioni di Giove il 22 gennaio e il 18 febbraio, ma saranno visibili solo in zone relativamente poco popolate del nostro pianeta. Un elenco dettagliato di occultazioni del 2013, con le rispettive zone di visibilità, è presso lo US Naval Observatory.

(via Lrosa e Slate)
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Disinformatico radio, il podcast di oggi

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/12/30.

La puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico è pronta da scaricare. Ecco i temi e i rispettivi articoli: il mercato nero delle password vendute a 2 dollari, le ragioni dell'apparente immunità Apple ai virus, l'allerta per la vulnerabilità degli smartphone e tablet Samsung e Facebook troppo difficile per la sorella di Mark Zuckerberg. La parola di Internet di questa puntata è underweb. Buon ascolto e/o buona lettura.

Aggiornamento (2012/12/30): Gizmodo ha pubblicato altri dettagli della scenata di lesa maestà di Randi Zuckerberg.
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TARDIS in realtà aumentata. Non dico altro


Greg Kumparak ha usato il software libero Blender per creare una realtà aumentata ispirata a Doctor Who. Non importa se non capite cosa dice Greg: se conoscete la serie, preparatevi a sorridere e a implorarlo di distribuire la sua creazione. Adesso è Natale anche per gli whoviani (e domani c'è una nuova puntata).

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Buon Natale, un pochino in anticipo

Il mio regalino di Natale per voi è la versione aggiornata, rifinita e sottotitolata integralmente in italiano del mio documentario Moonscape. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito con lavoro e donazioni a rendere possibile questo progetto folle di avere le immagini restaurate dello sbarco sulla Luna in un documentario libero e gratuito e in alta definizione.

Questo è un assaggio: il resto è su Moonscape.info, e il lavoro prosegue con nuovi filmati e restauri in arrivo. Buona visione e buone feste.


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Canzoni di Natale heavy metal. Cantate da Christopher Lee

E con questo i miei desideri di Natale sono completati.

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Disinformatico radio-apocalittico

Foto non ritoccata scattata il 21/12/2012. Credit: me.

E così, con il più grosso “ve l'avevamo detto” della storia della scienza e una salutare pernacchia alla faccia dei menagramo, il 21 dicembre 2012 è passato e nessuna, ma proprio nessuna, ma proprio nessuna, delle varie profezie di catastrofe venduta dai ciarlatani e dai cretini si è avverata. Non è arrivato il pianeta Nibiru. Non c'è stato nessuno tsunami planetario. La Terra non ha smesso di ruotare. Non si sono invertiti i poli magnetici. Non sono arrivati gli extraterrestri a salvarci. Non c'è stato neanche il “rinnovamento spirituale” annunciato: l'umanità sta continuando a creare meraviglie e massacri, a uccidere orrendamente in nome della religione e contemplare ed esplorare l'infinito del cosmo, a umiliare il prossimo e il diverso, esattamente come prima.

Ricordatevelo, la prossima volta che qualcuno annuncia la fine del mondo. Sto guardando voi, redazione di Mistero. Sto guardando te, Roberto Giacobbo, con le tue centocinquantamila copie di paccottiglia di pseudoscienza terroristica. E sto guardando soprattutto voi, responsabili della programmazione televisiva. State riempiendo di letame la mente della gente e soprattutto dei giovani. Spero che vi sentiate a posto con la coscienza.

Intanto beccatevi la puntata del Disinformatico radiofonico di ieri dedicata al catastrofismo, con un sunto delle migliori profezie passate e fallite (compresa la gallina profetica di Leeds), i dati statistici sulla diffusione della credenza in questa fine del mondo e l'inevitabile appuntamento con la prossima profezia di fine del mondo, garantita (si fa per dire) nientemeno che da Isaac Newton. I link citati nella puntata sono elencati qui.
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Finalmente è arrivato il 21 dicembre 2012

No, questa foto non mostra un evento successo all'alba del 21 dicembre 2012 in Australia. È un falso.


Come lo so? Semplicemente perché la stessa foto (senza il sottopancia australiano) circola almeno da maggio 2010.


La sera del 20 dicembre sono stato ospite telefonico di Radio24 poco dopo l'intervento di Roberto Giacobbo. Questo è lo spezzone del mio commento sulla faccenda del catastrofismo del 2012 e sulle sue vere origini.


Se il player non vi funziona, scaricate da qui.

Il CICAP, su QueryOnline, ha pubblicato una ricca serie di articoli che includono dati statistici sulla diffusione e la storia delle fobie e delle credenze apocalittiche, elencano le nonpocalissi e le flopocalissi, descrivono gli effetti di una profezia quando fallisce e segnalano libri sensati da leggere e un prezioso Osservatorio Apocalittico. Inoltre oggi ci sarà un liveblogging CICAP: l'hashtag su Twitter è #mammalimaya.

E per finire, il Pernacchiaparty del CICAP Ticino per la fine del mondo si terrà stasera al Ristorante Vedeggio/Shamrock Pub di Bioggio dalle 18:00 in poi. Vi aspetto.
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Il video del bambino ghermito da un’aquila

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta cominciando a diffondersi (Huffington Post, Gawker, Mirror, Repubblica, Cadoinpiedi.it) questo video che sembra mostrare un'aquila che afferra un bambino in un parco pubblico a Montreal e poi lo lascia cadere:


Come per le immagini ufologiche, un video pubblicato su Youtube da fonte anonima non è di per sé prova di nulla, visto che gli effetti speciali fisici e digitali oggi permettono di falsificare quasi qualunque ripresa, per cui questo video va considerato falso fino a prova contraria.

Ci sono numerosi elementi sospetti:
– la ripresa iniziale dell'aquila segue la virata in modo sorprendentemente fluido
– l'ombra dell'aquila è molto più nera e netta delle altre ombre alla stessa distanza, come se mancasse il normale offuscamento atmosferico
– la reazione della donna è molto lenta e non particolarmente concitata
– l'"Oh, shit!" di chi fa la ripresa sembra decisamente forzato e poco convinto
– l'utente che l'ha pubblicato, MrNuclearCat, non ha pubblicato altri video e l'account è stato attivato ieri.
Huffington Post segnala, su suggerimento dei commentatori, che in un fotogramma a circa 2 secondi dall'inizio l'ala sinistra svanisce per un istante, mentre a 10 secondi dall'inizio manca l'ombra dell'aquila.



Se ci sono novità, le segnalerò qui. Per il momento consiglio di non diffonderlo.

Aggiornamento (2012/12/20): Gli autori del video hanno confessato: si tratta di un falso realizzato dagli studenti di una scuola di grafica digitale di Montreal.
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L’astronauta Paolo Nespoli a Vigevano stasera

Paolo Nespoli ha trascorso sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e ha volato sullo Shuttle statunitense e sulla Soyuz russa nel corso di due missioni spaziali: racconterà la propria esperienza stasera a Vigevano, alle 21, in un incontro gratuito organizzato dall'Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica presso la Cavallerizza del Castello, in via Rocca Vecchia. Il suo profilo e la sua carriera sono disponibili qui sul sito dell'Agenzia Spaziale Europea.

Se avete dubbi, domande, curiosità sulla vita nello spazio, è la vostra occasione: io non me la perdo. Ma per favore, per favore, non chiedete a Paolo se è vero che la Stazione Spaziale Internazionale è stata ampliata in segreto per accogliere i VIP e salvarli dalla fine del mondo di dopodomani.

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Correzione: Instagram NON vuole vendere le vostre foto senza permesso

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/12/19 00:25.

Usate Instagram? Allora leggete con attenzione le condizioni di utilizzo: stanno per cambiare, e nella nuova versione Instagram si prenderà il diritto di vendere le vostre foto senza chiedervi il permesso e senza pagarvi (aggiornamento: o almeno così è sembrato a mezzo mondo, me compreso, fino a quando è stata diffusa la smentita da parte di Instagram; dettagli più sotto).

Infatti secondo le nuove norme, che entreranno in vigore dal 16 gennaio prossimo, “you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you.”

In altre parole, dopo la metà di gennaio darete automaticamente il vostro consenso affinché Instagram (che da aprile fa parte di Facebook) prenda soldi “per mostrare il vostro nome utente, la vostra immagine, le vostre foto (insieme ad eventuali metadati associati) e/o le azioni che effettuate, in relazione a promozioni o contenuti pagati o sponsorizzati, senza alcun compenso a voi.”

In teoria, inoltre, questo significa che se avete pubblicato su Instagram qualche foto in cui sono ritratti i vostri amici, quando entreranno in vigore le nuove regole le immagini di quegli amici potranno essere usate nelle pubblicità in giro per la Rete, per qualunque prodotto, anche se loro non fanno parte di Instagram. Per dirla breve, li avrete venduti.

Quando si dice che nei social network e nei servizi gratuiti non siamo clienti ma siamo il prodotto in vendita, questo è esattamente quello che si intende. Buon divertimento.

Aggiornamento (2012/12/19 00:25): la BBC ha segnalato poco fa la correzione di Instagram, secondo la quale le nuove regole sono state fraintese: “è colpa nostra se questo linguaggio causa confusione”, ha scritto Kevin Systrom, cofondatore del sito. “Per essere chiari: non è nostra intenzione vendere le vostre foto. Stiamo lavorando a un linguaggio aggiornato nelle condizioni per assicurarci che questo sia chiaro.” La dichiarazione di Systrom descrive poi, per la verità non molto chiaramente, il reale significato delle frasi contestate:

To provide context, we envision a future where both users and brands alike may promote their photos & accounts to increase engagement and to build a more meaningful following. Let’s say a business wanted to promote their account to gain more followers and Instagram was able to feature them in some way. In order to help make a more relevant and useful promotion, it would be helpful to see which of the people you follow also follow this business. In this way, some of the data you produce — like the actions you take (eg, following the account) and your profile photo — might show up if you are following this business.
The language we proposed also raised question about whether your photos can be part of an advertisement. We do not have plans for anything like this and because of that we’re going to remove the language that raised the question. Our main goal is to avoid things like advertising banners you see in other apps that would hurt the Instagram user experience. Instead, we want to create meaningful ways to help you discover new and interesting accounts and content while building a self-sustaining business at the same time.
Ownership Rights Instagram users own their content and Instagram does not claim any ownership rights over your photos. Nothing about this has changed. We respect that there are creative artists and hobbyists alike that pour their heart into creating beautiful photos, and we respect that your photos are your photos. Period.

Ho preso una cantonata? Forse. O forse erano le parole di Instagram a essere ingannevoli, tanto da confondere praticamente tutti, dalla BBC a Time a National Geographic a Wil Wheaton, con l'eccezione di The Verge. Lascio a voi valutare.


Fonti: BBC, Punto Informatico, Wired, Gawker.
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Barilla e la bufala delle micotossine: aggiornamento

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “marticos”.

Ricordate la bufala ai danni della Barilla, che “non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito)”, che girava a giugno di quest'anno? Ho ricevuto un aggiornamento da Ambito5, l'agenzia che si occupa delle pubbliche relazioni online di Barilla.

Sul sito di Barilla c'è una pagina di smentita specifica che include una dichiarazione congiunta, datata 16 novembre, di Barilla e della dottoressa Giuliana Icardi, il cui nome compariva nell'appello-bufala e gli conferiva apparente credibilità.

La dichiarazione sottolinea che “la d.ssa Icardi non ha mai scritto” l'appello-bufala, “dal quale pertanto integralmente si dissocia. La d.ssa Icardi informa inoltre di aver sporto denuncia presso i competenti Organi di Polizia Giudiziaria per l'individuazione e l'incriminazione di coloro che hanno fatto uso strumentale della sua identità”.

Barilla ribadisce inoltre che “La famiglia Barilla [...] è da quattro generazioni alla guida dell’omonimo gruppo industriale (con un intervallo dal 1971 al 1979, quando una quota di maggioranza fu ceduta alla multinazionale americana Grace)” e che “non utilizza materie prime geneticamente modificate e i livelli di micotossine o contaminanti sono sempre al di sotto dei limiti fissati dalle normative sulla Sicurezza Alimentare, a loro volta già ampiamente protettivi per la salute delle persone”. Viene anche ribadito che “Barilla non è proprietaria dei marchi Motta, Tre Marie, le Spighe e Panem”, come invece afferma l'appello-bufala.
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Disinformatico radio del 14/12

In questa puntata (scaricabile qui come podcast) ho parlato del sondaggio Nielsen sull'uso dei social media nel mondo, del ritorno delle mappe di Google sull'iPhone, delle prossime novità di privacy di Facebook, dell'esito della votazione sulle nuove regole di Facebook e del calendario Maya, disponibile in versione interattiva e così simile al sistema di gestione delle date preferito dai computer. La parola di Internet di questa settimana è paywall.
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Trailer di “2001” modernizzato


L'originale datato 1968:

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“Moonscape” aggiornato

Il lavoro al progetto Moonscape, un documentario libero (in Creative Commons) che restaura e risincronizza le immagini originali dello sbarco sulla Luna, prosegue: ho ripulito e rifinito estesamente il capitolo dedicato all'allunaggio vero e proprio. Potete vederlo qui sotto, in italiano e in inglese, oppure cliccare su questo link (italiano) o questo (inglese) per vederlo alla risoluzione piena (1280x720; l'edizione finale è a 1920x1080).



Per tutti i dettagli sul progetto e come sostenerlo, il sito di riferimento è Moonscape.info.
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Visita guidata alla Stazione Spaziale Internazionale


Sunita Williams è stata due volte nello spazio per un totale di 322 giorni e ha effettuato oltre 50 ore di escursioni all'esterno. Prima di tornare sulla Terra, il 18 novembre scorso, ha girato questo video di pura meraviglia, anche se con qualche punta di claustrofobia. Ci sono momenti in cui ricorda Ripley del primo Alien. Chissà se qualcuno ha già pensato di portare a bordo un facehugger (stringifaccia)...
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Sistemi anticopia de “Lo Hobbit” paralizzano le proiezioni

Quando io e tanti altri diciamo che i sistemi anticopia e antipirateria puniscono soltanto gli utenti legittimi e non bloccano i pirati, questo è proprio quello che intendiamo: la proiezione della prima di Lo Hobbit, quella in 3D a 48 fotogrammi al secondo, insomma la più speciale e ambita, quella da veri fan, è stata un flop epico, con spettatori inferociti ed esercenti umiliati.

In Italia, stando al Corriere, solo 12 sale sulle 21 attrezzate sono riuscite a proiettare il film, perché i codici di sblocco del sistema anticopia sono arrivati troppo tardi. Disagi analoghi sono stati registrati anche in Francia e Germania.

E poi chi fa film si chiede perché la gente sta a casa e scarica i film a scrocco.
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Modi stupidi di morire, spot atipico per la sicurezza

Lo so, è già in giro da un po', ma la canzoncina e l'animazione sono decisamente troppo carine e umoristicamente stridenti rispetto al tema trattato, che è la sicurezza sui trasporti pubblici. Per cui beccatevi, se non l'avete già visto, Dumb Ways to Die, che ha già totalizzato oltre 32 milioni di visualizzazioni: sintomo di una strategia comunicativa azzeccata.


La canzoncina e lo stile di animazione hanno generato numerose imitazioni: segnalo questa, Cool Things to Find, dedicata alla sonda marziana Curiosity.

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Fine del mondo, che noia

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che noia. Anzi, no, la dico come va detta: che palle. Non vedo l'ora che arrivi il 22 dicembre, così tutto questo affanno per la fine del mondo, in buona parte gonfiato dai media e da chi ha paccottiglia da vendere, verrà accantonato. Almeno fino alla prossima volta.

Raiuno ha dedicato alla faccenda un servizio di Unomattina, nel quale è successa una cosa straordinaria: Massimo Polidoro (CICAP) e Roberto Giacobbo si sono trovati nella stessa inquadratura eppure l'universo non è imploso. Se nemmeno la collisione di queste due figure così antipodali causa sconquassi, siamo tranquilli.

Per uno di questi due il sottopancia è azzeccato. Indovinate quale.

Giacobbo adesso fa il santarellino e tranquillizza, ma non dimentichiamoci che gran parte della psicosi sulla fine del mondo in Italia è colpa sua, tramite Voyager e il suo libro 2012: la fine del mondo?, promosso dalla Rai. Puntate su puntate a terrorizzare la gente insinuando che il mondo sarebbe finito, per poi fare dietrofront.

Invece il Quotidiano della Radiotelevisione svizzera ha fatto il conto delle fini del mondo annunciate e fallite, e soprattutto i conti in tasca a chi guadagna e specula su queste angosce inventate, in questo servizio nel quale faccio un cameo e spicca lo scetticismo dei ticinesi per tutta questa manfrina attribuita falsamente ai Maya.

La NASA manifesta la propria esasperazione dimostrando di essere così sicura che il mondo non finirà il 21 dicembre prossimo da pubblicare in anticipo un video intitolato “Perché il mondo ieri non è finito”.



Caso mai vi servisse per chiarire le idee a chi se le è fatte confondere dai vari cialtroni mediatici, segnalo anche questo pratico riassunto della situazione pubblicato dal SETI Institute e firmato da David Morrison (NASA). Altre info e risorse per educatori sono presso Astronomy Education Review e Nasa.gov.

In sintesi:
  • Il calendario Maya non finisce quest'anno. Molto più semplicemente, uno dei suoi cicli, lungo 394 anni, si conclude e ricomincia.
  • I Maya non hanno mai previsto la fine del mondo o altri disastri per il 2012. Queste profezie sono state fabbricate in Occidente negli anni Settanta e poi attribuite ai Maya.
  • Non c'è nessun pianeta in rotta di collisione con la Terra. Se ci fosse, ormai sarebbe visibile a occhio nudo.
  • Non c'è nessun allineamento dei pianeti a dicembre del 2012.
  • L'allineamento della Terra e del Sole con il centro della nostra galassia è reale, ma avviene ogni anno e questi allineamenti non hanno alcun effetto sulla Terra e sono comunque molto approssimativi.
  • Non c'è nessuna anomalia a proposito dei poli magnetici terrestri. La polarità magnetica cambia grosso modo ogni milione di anni, ma adesso non sta cambiando e probabilmente il cambiamento è lentissimo e richiede migliaia di anni. 
  • Non ci sarà alcun cambiamento della rotazione della Terra. Uno spostamento improvviso dell'asse terrestre non è possibile e non è mai accaduto. Qualunque cambiamento della rotazione terrestre sarebbe percepibile a tutti immediatamente, perché i GPS andrebbero in tilt.
  • Non c'è stato alcun aumento di terremoti o eruzioni: semplicemente se ne parla di più. Il clima si è fatto più estremo, ma questo è dovuto al riscaldamento globale e non alle presunte profezie.
  • Il Sole non sta subendo anomalie: il picco della sua attività è previsto per il 2013, non per il 2012, e comunque sarà più basso della media. Le sue eruzioni possono danneggiare i satelliti artificiali ma non causano danni gravi sulla superficie terrestre.
E se per caso non vi fidate della scienza, c'è sempre il parere di uno che di scemenze fanta-archeologiche se ne intende parecchio: Erich von Däniken, che sentenzia che sono “tutte sciocchezze”. Meno male che c'è lui a dirlo.

Gli unici veri danni sono quelli causati dai catastrofisti e dai giornalisti irresponsabili che ne hanno amplificato i deliri, spaventando soprattutto i bambini e non pochi adulti, spingendo al suicidio e lasciando spazio a queste panzane invece di prendere il toro per le corna e avere il coraggio di dire le cose come stanno: la fine del mondo del 2012 è una stronzata e chi la diffonde è un imbecille o uno che vuole guadagnare sulle paure altrui. Non fatevi fregare.
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Antibufala: attenti ai portachiavi in regalo, hanno il microchip che spia!

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “goat” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2014/03/05.

ATTENZIONE!!
In questi giorni nelle aree di parcheggio e nei distributori di benzina alcune persone vi regalano gratis portachiavi per la macchina o la moto,
NON ACCETTATELI ASSOLUTAMENTE O BUTTATELI VIA!
Al loro interno c'è un microchip che segnala la vostra presenza in casa, quando uscite loro sono al corrente di dove vi troviate in quel preciso momento e possono entrare nella vostra abitazione senza preoccupazioni.
Questa è l'ultima pensata di alcuni malviventi dell'Est Europa per fare furti nelle nostre case. Da fonte sicura.....

Questo è un esempio del testo dell'allarme che sta rimbalzando su Facebook, via mail e in vari siti Web (come Iovivoaroma e Sicilian.it, segnalati da Matteo, che ringrazio, oppure Noiconsumatori.org). Altre versioni parlano di “criminali romeni” e simili o di “Distributori benzina Slovenia”:

MESSAGGIO IMPORTANTE

Attenzione in questi giorni vengono distribuiti dei portachiavi da essere agganciati all'interno della vostra auto; le persone ve li offrono gratuitamente presso i parcheggi o i distributori di carburante....NON accettateli...essi contengono un microchip all'interno del gadget. Questi delinquenti poi vi seguono fino a casa e vengono a conoscenza dei vostri movimenti per poi effettuare intrusioni e furti. Secondo la Polizia, si tratta di bande di Rumeni.

A prima vista quest'appello è di una stupidità così terminale che verrebbe voglia di negare l'accesso a Internet (e a qualunque cosa più tecnologica di una pietra di selce) a chiunque lo inoltri credendoci. Ma a guardar bene è talmente bislacco che ha un suo fascino morboso, anche perché rivela quanto sia preoccupantemente diffuso il pensiero magico a proposito della tecnologia. Tanta gente vive circondandosi di gadget, dall'apricancello allo smartphone al forno a microonde, ma non ha la più pallida idea di come funzionino. L'esempio classico è quello di chi si lamenta che non vuole le antenne dei cellulari e poi si lamenta che non c'è campo per telefonare.

Pensateci un attimo. Questi ipotetici ladri disseminatori di portachiavi avrebbero una tecnologia che non solo sarebbe degna di James Bond (sensore di presenza più GPS più trasmettitore più alimentazione, tutto dentro un portachiavi), ma costerebbe talmente poco che la regalano. Come funzioni, questa tecnologia, non si sa: ma la notizia arriva “da fonte sicura”. Fonte che però non è specificata. Tanto valeva scrivere “me l'ha detto mio cuggino.” Se avete amici che credono a qualunque cosa sia accompagnata dalle parole “da fonte sicura” e basta, ricordate loro che a Roma c'è una bella fontana che aspetta solo di essere venduta, affarone garantito. Garantito da fonte sicura, s'intende.

Non si capisce come il portachiavi faccia a segnalare la presenza in casa. Come la rileva? Se lo ficco in un cassetto, come fa a sapere se c'è qualcuno in casa? Come trasmette? Che portata ha? Quanto durano le batterie? È mai possibile che ci siano bande di ladri che passano ore a monitorare migliaia di gingilli elettronici in attesa che qualcuno di essi dia il segnale giusto? E questi trasmettitori non causano interferenze, che magari la Polizia Postale o i radioamatori saprebbero rilevare?

Ma soprattutto, perché arrovellarsi e fermarsi a pensare, quando è infinitamente più facile cliccare e diffondere a pioggia qualunque scemenza? Bah.


La “conferma” istituzionale del Canton Ticino è fasulla


Il 18 dicembre mi è stata segnalata una nuova versione che riporta in calce i dati di una dipendente della Sezione della Circolazione del Canton Ticino. Questi dati vengono interpretati da molti come una conferma ufficiale, ma non è così, per cui l'appello non va inoltrato. Ho contattato per chiarimenti la dipendente in questione, che mi ha chiarito telefonicamente di aver semplicemente inoltrato dal posto di lavoro l'appello ricevuto da amici e colleghi, senza compiere alcuna verifica, e di essere stata tratta in inganno dalla fiducia nei colleghi e dalle parole “secondo la Polizia”. Ora le è scoppiato intorno un putiferio.

È molto importante evitare di usare l'indirizzo di lavoro per inoltrare appelli o allarmi, perché si rischia di avallare allarmi in realtà fasulli e di coinvolgere in una bufala o in un falso allarme il nome della propria azienda o dell'istituzione presso la quale si lavora.


2014/03/05: L'Eco di Bergamo ripubblica senza verifiche


L'Eco di Bergamo ha ripreso l'allarme senza alcun accenno di verifica o di valutazione critica. Questo è il genere di cattivo giornalismo che semina panico sul nulla.

Sarebbero bastati pochi secondi su Google, con le parole chiave “portachiavi bufala”, per capire che questo allarme non avrebbe dovuto finire sulle pagine di un giornale. Ora chi si fida dell'Eco crederà che l'allarme sia autenticato.
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Disinformatico radio, il podcast di ieri

Potete scaricare qui il podcast della puntata di ieri del Disinformatico radiofonico trasmesso ieri dalla Rete Tre della RSI. In questa puntata ho parlato dell'autogol di Microsoft contro Android, di Google che permette “allegati” fino a 10 GB, delle immagini porno diffuse da iTunes in Russia, di come disabilitare la geolocalizzazione nelle foto in Android, iPhone e Windows Phone e della bizzarra storia di John McAfee, fuggitivo tradito dalla geolocalizzazione di uno smartphone.
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Stasera a Chiasso si rievoca l’allunaggio

Stasera alle 20:30, presso la Sala-Cine Excelsior di Chiasso, ci saranno Marco Blaser ed Eugenio Bigatto, conduttori storici della diretta della TV svizzera italiana per lo sbarco sulla Luna nel 1969, a rievocare Il brivido di quella notte insieme a Luigi Pizzimenti (Collectionspace.it) e Nicola Colotti (giornalista RSI). Io porterò la versione aggiornata di Moonscape da commentare insieme agli ospiti.

La serata è a ingresso libero. Tutti i dettagli sono sul sito degli organizzatori, PerUnaNuovaCultura.ch.
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Falla di Twitter permette messaggi falsi

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “filiberto.ga*” e alla segnalazione di Mikko Hypponen ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

C'è una vulnerabilità in Twitter che permette di inviare un tweet spacciandosi per un altro utente. Un malintenzionato può quindi impersonarvi su Twitter: gli basta sapere quale numero di telefonino avete associato al vostro account Twitter.

Se lo sa, usa un gateway SMS adatto per falsificare il numero del mittente e ci mette il vostro, così Twitter crede che il tweet provenga da voi e lo pubblica a nome vostro. Oltre ai tweet falsi, l'impostore può alterare il vostro account Twitter usando questi comandi via SMS (la versione italiana dei comandi è qui).

La scoperta è di Jonathan Rudenberg, che la descrive qui insieme ai rimedi possibili: rimuovere da Twitter il proprio numero di cellulare (andando qui e cliccando su Elimina il mio numero) oppure aggiungere un PIN all'account, in modo che il malintenzionato debba scoprire il PIN per potersi spacciare per voi.

Aggiornamento (21:30): Ars Technica scrive che la falla è stata parzialmente corretta.


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Podcast del Disinformatico di venerdì scorso

Potete scaricare il podcast della puntata del Disinformatico radiofonico di venerdì 30 novembre da questo link. I temi di cui ho parlato sono il debutto svizzero del 4G/LTE, l'allarme per le mammografie che aumenterebbero i tumori alla tiroide, Facebook che reiscrive per errore gli utenti ai gruppi che avevano abbandonato, come introdurre la sillabazione nelle pagine Web e l'interdizione al Picco di Bugarach, montagna-simbolo dei catastrofisti del 21 dicembre 2012.