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40 commenti

Correzione: Instagram NON vuole vendere le vostre foto senza permesso [UPD 2012/12/19]

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

Usate Instagram? Allora leggete con attenzione le condizioni di utilizzo: stanno per cambiare, e nella nuova versione Instagram si prenderà il diritto di vendere le vostre foto senza chiedervi il permesso e senza pagarvi (aggiornamento: o almeno così è sembrato a mezzo mondo, me compreso, fino a quando è stata diffusa la smentita da parte di Instagram; dettagli più sotto).

Infatti secondo le nuove norme, che entreranno in vigore dal 16 gennaio prossimo, “you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you.”

In altre parole, dopo la metà di gennaio darete automaticamente il vostro consenso affinché Instagram (che da aprile fa parte di Facebook) prenda soldi “per mostrare il vostro nome utente, la vostra immagine, le vostre foto (insieme ad eventuali metadati associati) e/o le azioni che effettuate, in relazione a promozioni o contenuti pagati o sponsorizzati, senza alcun compenso a voi.”

In teoria, inoltre, questo significa che se avete pubblicato su Instagram qualche foto in cui sono ritratti i vostri amici, quando entreranno in vigore le nuove regole le immagini di quegli amici potranno essere usate nelle pubblicità in giro per la Rete, per qualunque prodotto, anche se loro non fanno parte di Instagram. Per dirla breve, li avrete venduti.

Quando si dice che nei social network e nei servizi gratuiti non siamo clienti ma siamo il prodotto in vendita, questo è esattamente quello che si intende. Buon divertimento.

Aggiornamento (2012/12/19 00:25): la BBC ha segnalato poco fa la correzione di Instagram, secondo la quale le nuove regole sono state fraintese: “è colpa nostra se questo linguaggio causa confusione”, ha scritto Kevin Systrom, cofondatore del sito. “Per essere chiari: non è nostra intenzione vendere le vostre foto. Stiamo lavorando a un linguaggio aggiornato nelle condizioni per assicurarci che questo sia chiaro.” La dichiarazione di Systrom descrive poi, per la verità non molto chiaramente, il reale significato delle frasi contestate:

To provide context, we envision a future where both users and brands alike may promote their photos & accounts to increase engagement and to build a more meaningful following. Let’s say a business wanted to promote their account to gain more followers and Instagram was able to feature them in some way. In order to help make a more relevant and useful promotion, it would be helpful to see which of the people you follow also follow this business. In this way, some of the data you produce — like the actions you take (eg, following the account) and your profile photo — might show up if you are following this business.
The language we proposed also raised question about whether your photos can be part of an advertisement. We do not have plans for anything like this and because of that we’re going to remove the language that raised the question. Our main goal is to avoid things like advertising banners you see in other apps that would hurt the Instagram user experience. Instead, we want to create meaningful ways to help you discover new and interesting accounts and content while building a self-sustaining business at the same time.
Ownership Rights Instagram users own their content and Instagram does not claim any ownership rights over your photos. Nothing about this has changed. We respect that there are creative artists and hobbyists alike that pour their heart into creating beautiful photos, and we respect that your photos are your photos. Period.

Ho preso una cantonata? Forse. O forse erano le parole di Instagram a essere ingannevoli, tanto da confondere praticamente tutti, dalla BBC a Time a National Geographic a Wil Wheaton, con l'eccezione di The Verge. Lascio a voi valutare.

Potete aiutare a sostenere questo blog guardando lo spot qui sotto. Fonti: BBC, Punto Informatico, Wired, Gawker.
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Commenti
Commenti (40)
Prima la modifica degli accordi con Twitter, e ora anche questo.
Direi addio anche a Facebook, e forse arriverà il momento. Per ora, dico addio a Instagram e risparmio spazio sullo smartphone. :)
Social Network... se li conosci li eviti!
è giusto che queste cose si sappiano, è giusto che gli utenti siano informati... ma nessuno lavora gratis. se facessero una versione a pagamento che però rispettasse la proprietà delle immagini quanti davvero la userebbero? tutti questi strumenti vanno usati con intelligenza. io per esempio pubblico solo foto in cui i volti non siano riconoscibili, specie se si tratta dei miei figli, e tutto sommato non penso che siano foto così eccezionali da meritare di essere vendute. per quanto mi riguarda il problema non si pone quindi! :-D
Beh... come loro fanno cio' che vogliono anche gli utenti faranno lo stesso. Io personalmente, se cambiano rotta, faccio un bel *delete* delle foto. La mia vita non ne' risentira' molto.
Premetto che non ho Instagram (non ho nemmeno uno smartphone), però a me la clausola non sembra indicare che possono vendere le mie foto.
Quello che dice è che Instagram può farsi pagare per mostrare i miei dati, le mie foto, la lista di azioni che faccio sul loro software, a terze parti.
Questo significa solo la vendita dei dati statistici.
Non dice che possono vendere le foto, ma farsi pagare per mostrarle, insieme agli altri dati raccolti.
Statisticamente, sapere quanta gente fotografa un monumento, il cane, i figli, rispetto a quanti fotografano se stessi, oppure sapere quanti fanno uso del filtro "Anni 80" piuttosto che del filtro "Polaroid", può essere i valore per una software house che vuole produrre una App in tema.
Se questo mi permette di avere una app a me utile, gratis e legalmente, a me che mi frega?
senza alcun compenso a voi... però qualche riga sotto aggiungono: "you agree to pay for all royalties, fees, and any other monies owed by reason of Content you post on or through the Service". In pratica quello che posti su Instagram appartiene ad Instagram, se però c'è una violazione di copyright sei tu a pagare...
Oh, del resto se passate le giornate a scattare le foto del vostro cesso, del vostro tavolo da pranzo o del vostro giardino solo per pubblicarli in rete e metterli in mostra davanti a tutti, non potete avere troppe pretese di privacy.
L'unica cosa che spiace è quando in queste foto compaiono dei bambini inconsapevoli del fatto che i loro genitori li stanno usando come merce di scambio per ottenere dei "like" da perfetti sconosciuti.
Ganzo lo spot di Babbo Natale col tablet, anche se il metodo del bambino di Orgosolo per la bicicletta funziona meglio :-)
come dice mio padre nulla è gratis... anche se sembra
della serie. l'amico non su istagram potrebbe denunciarmi per violazione della privacy????
Ma che differenza c'è tra la parte delle normative sulla privacy e quelle sui termini di servizio?.. perchè in una scrivono che non possono vendere i nostri dati a terzi parti e nell'altra quello che scrivi tu Paolo... grazie...
In effetti sono dubbioso anche io: cosa significa in questo caso "display"?
Che le foto rimangono sui server di IG? Che chi paga ha il diritto solo di mostrarle, ma senza acquistarne la proprietà?
La cosa è comunque preoccupante, ma dev'essere chiarita meglio.
"display" significa, se non mi sbaglio, mostrare pubblicamente.
TANSTAAFL
Ma a parte questo, basta non usarlo.
Ma in sostanza vi sono differenza fra questa nuova policy di Instagram e quella già in vigore su Facebook?
Del resto c'e' sempre del formaggio gratuito nelle trappole per topi...

Ho solamente un dubbio su una cosa e chiedo per informazione. Per poter vendere una fotografia che ritrae delle persone riconoscibili (parliamo ovviamente di maggiorenni) ci vuole l'esplicita liberatoria delle persone ritratte. In base a cio', siamo sicuri che Instagram usera' le foto degli amici (o altre persone riconoscibili) ritratti dagli utenti?

Credo che questa della liberatoria sia una regola "abbastanza internazionale" (lo so che non e' un linguaggio giuridico).
Facebook "ha fatto scuola".
Accettando il contratto l'azienda diventa proprietaria di tutto ciò che pubblichiamo, può di conseguenza anche rivendere a terzi le nostre amate foto.
Mi chiedo solo come fanno a "scorporare" le nostre immagine originali da quelle che abbiamo rubacchiato in giro per la rete, e sappiamo bene che sono la maggioranza.
siamo proprio noi il prodotto.......... quindi io direi di cancellare le foto più artistiche... anche perchè se le scatto e lo "edito" io e poi loro prendono i soldi non mi sta proprio bene sta cosa...........
"Allora leggete con attenzione le nuove condizioni di utilizzo: sono cambiate, e Instagram si è presa il diritto di vendere le vostre foto senza chiedervi il permesso e senza pagarvi."

Scusa Paolo, ma quello che dici non e' del tutto esatto. Le condizioni non "sono cambiate", ma cambieranno il 16 di Gennaio 2013, come scritto in cima al testo della foto. Non e' una differenza solo grammaticale... credo. Infatti immagino che nel momento in cui uno si ritiri PRIMA di quella data, Istagram non potra' vantare questo diritto, in quanto non sottoscritto (anche se implicitamente) dall'utente. Sarebbe interessante conoscere il parere di un giurista su questo.

Rimosse tutte le foto. :)
pgc,

Le condizioni non "sono cambiate", ma cambieranno il 16 di Gennaio 2013, come scritto in cima al testo della foto.

E come scritto due volte nel testo dell'articolo :-)

Comunque riformulo i tempi verbali per tenere conto della tua obiezione.
Paolo,

ok, ma a me piacerebbe sapere cosa succede se uno non accetta nuove condizioni e si tira fuori. Qualcuno sa dire qualcosa in merito?

In quel caso, le nuove condizioni si applicano al materiale gia' postato (in quanto vale la clausola unilaterale), oppure istagram non puo' usare il materiale postato PRIMA dei cambiamenti, in quanto uno ha firmato un contratto che conteneva certe clausole?

Altra domanda: tu Paolo o qualcun altro, hai mai sentito dire di una foto che sia stata effettivamente venduta da un social network e usata - per esempio - in una pubblicita'? Mi chiedo infatti se questi hanno un ufficio che filtra foto di qualita' per la vendita. Oppure se e' un principio che, di fatto, non e' mai stato realmente utilizzato.

saluti
Avrai anche ragione Paolo ma..

toglici tutto ma non Facebook.

senza facebook siamo come le libellule senza ali
siamo come i vermi senza la terra
siamo come i pesci senza l'acqua
Direi che anche le altre clausole che compaiono non sono da poco. Appena dopo mi pare di capire che se sei minorenne comunque un genitore o tutore legale ha dato il consenso a fare in modo che quelli che pubblichi vale quanto detto sopra.

Il punto 1 è anche divertente: in pratica sembra che Instagram non si autoproclami proprietario si quanto pubblicato; ma se pubblichi qualcosa automaticamente hai dato loro una licenza senza royalty, sotto-licenziabile, già completamente pagata con valore mondiale.
Bella trovata.

Quindi: http://youtu.be/JbovJbKALzA (sostituire Nvidia con Instagram).
pgc,

a me piacerebbe sapere cosa succede se uno non accetta nuove condizioni e si tira fuori. Qualcuno sa dire qualcosa in merito?

Le regole non sono retroattive, quindi valgono a partire dal 16/1. Se ti tiri fuori prima del 16/1, le nuove regole non si applicano.


Paolo o qualcun altro, hai mai sentito dire di una foto che sia stata effettivamente venduta da un social network e usata - per esempio - in una pubblicita'?

No. Ma penso che si stiano parando le spalle caso mai dovesse capitare qualche foto vendibile, magari solo come stock photo.
Personalmente la vedo un po' dura che instagram possa rivendere come stock photo un'immagine di 600px*600px (a meno che non vendano l'originale... e allora è un altro paio di maniche). Quello che non capisco è: se su instagram fossi un utente privato le mie foto non sarebbero pubbliche, dunque instagram non potrebbe prelevare niente. O sbaglio?
Ok - grazie per le spiegazioni, Paolo.
Instagram non venderà le vostre foto, quello che si dice nella nuova policy è altra roba. Sveglia! C'è scritto che, come per Facebook, apparirà la pubblicità e che, questa, potrebbe apparire al fianco del vostro username, foto, immagine, profilo o qualunque altra cosa vi appartenga su Instagram (come in ogni contratto è prevista ogni evenienza per tutelarsi), senza che voi possiate avere alcuna pretesa economica. Infatti nessuno venderà a nessuno le vostre foto anche perché chi volete che si compri la foto delle vostre ciabatte? E per pubblicizzare cosa poi?
l'interpretazione di Alesan in effetti non e' del tutto fuori luogo... Ho riletto quel comma e debbo dire che adesso mi pare ambiguo.
Mi pare quel che dice aLesAN sia esattamente quanto riportato nell'articolo di Paolo... Forse sarebbe più corretto dire che accettando le condizioni d'uso di Instagram si cede gratuitamente una licenza d'uso illimitata riguardo le proprie foto, username e quant'altro, ma in soldoni la sostanza non mi pare cambi.
Le maglie previste dai termini d’uso sarebbero però così larghe da permettere l’utilizzo delle immagini a scopi commerciali anche al di fuori dei due social network.
"O forse erano le parole di Instagram a essere ingannevoli". O forse hanno cambiato idea causa l'elevato numero di cancellazioni di account...?
Affascinante, si direbbe che Facebook é animato da vita propria, e spiega autonomamente ai suoi genitori come accudirlo affinché continui a mangiar fieno e cacar $oldi.
Chissá se una bestia simile richiede maggiori cure che una vacca o un cavallo(/cowboy) ... Probabilmente é facebook stesso a chiedere di assumere o licenziare cowboys per accudirlo.

Sono contento di aver conservato la lettera con cui Facebook mi ha bandito per sempre, quando ci sará una polizia speciale per picchiare chi non possiede un profilo facebook... dovrei venir ucciso rapidamente invece che torturato e costretto ad avere il mio profilo. XD
Vabbhè dai, capita a tutti di sbagliare...
Quello che intende fare Instagram, almeno da come interpreto le parole di Systrom, è semplicemente una declinazione delle Sponosored Stories di Facebook. Guarda caso. (Per amor di chiarezza, le Sponsored Stories sono quei particolari formati di advertising che compaiono nella colonna destra di FB, al di sopra dei formati standard, e che contengono frasi del tipo:"Al tuo amico Pinco Pallo piace Questa Marca.")

Secondo Facebook la Sponsored Story uno dei formati più performanti e più differenzianti a disposizione del canale, è plausibile che lo vogliano estendere anche a IG.
Poi, come spesso accade, la formulazione delle condizioni di utilizzo è stata appositamente molto vaga, in modo da non rischiare di sbarrare la porta a future opportunità.
Quanto questo sia accettabile, è in larga parte legato alla sensibilità individuale.
Semplicemente, le nuove condizioni sono state scritte da un incapace.
Ho molti dubbi anche sulla parte secondo cui i minorenni "certificheranno" che i genitori hanno dato loro il permesso per creare l'account di Instagram (autorizzandoli quindi a prendere parte al "contratto").
Da quando in qua i minorenni possono certificare legalmente qualcosa per conto dei genitori? Se fosse legale una condizione d'uso simile, allora una banca potrebbe dare una carta di credito a un minorenne dicendo "ma lui ha certificato che sua mamma ha detto che va bene!"
Nel frattempo il National Geographic (non proprio uno che pubblica foto di ciabatte) ha sospeso l'account e propende per una futura chiusura dello stesso.
@Palin:
TANSTAAFL

Cos'è, l'equivalente inglese di Cat Sitwoy?
@TURZ

http://en.wiktionary.org/wiki/TANSTAAFL
clausola cat sitwoy?

comunque oramai è diventata tanto una barzelletta da finire su xkcd... http://xkcd.com/1150/