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55 commenti

Euronews e la geografia europea

Euronews non solo inizia un titolo con un due punti, ma annuncia l'esito delle elezioni cecoslovacche del 2013.

Peccato che la Cecoslovacchia non esista più. Dal 1993.

Grazie ad Alberto per la segnalazione.

Aggiornamento (13:50): Euronews ha rimosso l'articolo pochi minuti dopo la pubblicazione di questo mio articoletto. Causa ed effetto? :-) Cosa più importante, Euronews ha preferito rimuovere e creare un altro articolo (contenente gli stessi refusi dell'originale) invece di ammettere l'errore e rettificarlo pubblicamente in modo trasparente. Poteva trasformare un incidente in una dimostrazione di serietà, ma ha preferito non farlo. Anche questa è una lezione di giornalismo. In negativo, ma pur sempre una lezione.
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Commenti
Commenti (55)
Ripetendolo due volte nel testo...

Magari c'è stata la riunificazione e non mi hanno detto niente!
Quando mi chiedono come si vive in "Cecoslovacchia" io oramai rispondo: "non so, è dal 1989 che non ci vado più" ;)
Hanno bisogno di tempo per interiorizzare certe novità. A un mio amico volevano scrivere sulla carta di identità "cittadinanza ex-jugoslava".
La pagina è stata tolta, chissà come maI?
http://it.euronews.com/2013/01/26/e-milos-zeman-il-nuovo-presidente-cecoslovacco/
Momento! Lo dici tu che non esiste più.

Hai controllato in tutti gli universi paralleli? :)

Saluti,

Mauro.
All'opposto, alla mia (quasi) moglie hanno scritto che è nata in Rep. Ceca. Peccato che nel 1975 la rep. Ceca non esistesse ancora.
Ora hanno corretto definitivamente: http://it.euronews.com/2013/01/26/e-milos-zeman-il-nuovo-presidente-ceco/

Posso dire "che schifo"?
Voi non avete idea della confusione che si crea coi codici fiscali per le nazioni che nel frattempo sono sorte dalla disgregazione di URSS, Iugoslavia e Cecoslovacchia, o degli stati che hanno cambiato nome (Burkina Faso ex Alto Volta).

Fra l'altro, visto che siamo in periodo, segnalo pure che continuano tutti a scrivere/dire "lo Zambia", quando invece è "la Zambia", femminile.

Mi accademizzo:

> E’ stato un testa a testa serrato fino all’ultimo, ma alla fine il popolo ceco ha scelto il suo nuovo Presidente.

"È", non "E'"

> L’ex Primo Ministro social-democratico, Milos Zeman è il nuovo Presidente ceco, vincendo al ballottagio con il 55.8 per cento dei voti, nella prima elezione presidenziale diretta della storia del paese.

"Ballotaggio", non "ballotagio"
"55,8", non "55.8"
"per cento" o "%", basta che in tutto l'articolo si usi lo stesso modo

> Zeman, 68 anni, ha vinto contro il suo rivale il nobile ed attuale Ministro degli Esteri, Karel Schwarzenberg che ha raggiunto quota 44.2 % su un totale di 92.75 per cento dei votanti.

"44,2", non "44.2"
"92,75", non "92,75"
per il simbolo di percentuale vedi sopra

> Il nuovo presidente, uomo di sinistra, ha trovato nelle zone di campagna e tra i poveri, il suo piu’ grande bacino di voti e forse, proprio a causa della sua estrazione aristocratica e l’appartenenza a quella classe che in passato stabili’ i tagli alla politica sociale ed introdusse il rigore, a non aver favorito il ministro Schwarzenberg.

"Più", non "piu'"
"stabilì", non "stabili'"

Inoltre c'è da riscrivere l'ultimo pezzo della frase:
"e forse è stata l’estrazione aristocratica e l’appartenenza a quella classe che in passato stabilì i tagli alla politica sociale ed introdusse il rigore a non aver favorito il ministro Schwarzenberg."

> Cosa certa comunque è il benestare dei vertici di Bruxelles e delle maggiori cancellerie europee, chiudendo cosi la pagina del l’euroscetticismo radicale del Presidente uscente, il conservatore Vàclav Klaus.

"dell’euroscetticismo", non "del l’euroscetticismo"
Beh, anche tu che in mezzo all'articolo metti di seguito due punti, un trattino e una parentesi tonda....


Al di là delle battute, sei stato troppo buono. La punteggiatura alla cazzo, il punto anzichè la virgola nei numeri decimali e le altre cose che ha già segnalato Adriano non sono refusi: indicano incompetenza, pura e semplice.


Segnalo invece un bell'esempio di coerenza tra sottotitolo e testo, tratto adesso dal sito di un grosso quotidiano:

NOVECENTO ITALIANI ALL'ANNO - La leucemia mieloide cronica è classificata fra le malattie rare, perché la frequenza è di circa 15 nuovi casi per milione per anno, che in un Paese come l’Italia vuol dire circa 800 nuovi casi ogni anno.


No comment.
Cmq visto che parliamo di refusi... Caro AxlMan, si scrive "Firefox", non "FireFox" :-P [http://news.cnet.com/2100-7344-5156101.html]

> La leucemia mieloide cronica è classificata fra le malattie rare, perché la frequenza è di circa 15 nuovi casi per milione per anno, che in un Paese come l’Italia vuol dire circa 800 nuovi casi ogni anno.

Articolo scritto tra il 1968 e 1971, vero? :-D
E si scrive axlman, non AxlMan argh!!! :D

[http://www.blogger.com/profile/00443920354255735928]
Adriano, oltre ai meri refusi ed errori di battitura, l'italiano di quell'articolo è zoppicante. Virgole a caso dove non servono e assenti dove servono. Probabilmente l'ha scritto un giornalista che non conosce bene l'italiano, presumerei perché è straniero. :D

Le correzioni a puntate poi sono assolutamente ridicole
Vuoi mai che il giornalista abbia viaggiato in ipersonno negli ultimi vent'anni.
E al risveglio abbia omesso di aggiornarsi sull'ultimo Atlante geografico De Agostini.
Effetti collaterali dell'animazione sospesa.
[OFF TOPIC on]

Mi manca tanto Accademia !!!!

Ma dov'è finito? Possibile che non partecipi più al blog?

Non ci credo!!! Per me è un complotto. Anzi per me c'è sempre, ma sotto mentite spoglie.

Suvvia: chi di voi è Accademia?

[OFF TOPIC off]
"Ballotaggio", non "ballotagio"

La grafia esatta è ballottaggio. Beata ignoranza.

Rado,
sullo Zambia non sarei così sicuro, fondamentalmente il nome ufficiale è "Republic of Zambia", che presumo venga tradotto scegliendo il genere in maniera del tutto arbitraria, ma per esempio lo stesso Ministero degli Esteri italiano lo nomina al maschile.
Dico questo perché la -a finale non fa fede in termini di genere, infatti sono maschili anche altri stati come Botzwana, Guatemala, Sudafrica, Canada, Kenya, Costa Rica, Nicaragua, Ruanda, Venezuela, Ghana e Sri-Lanka (e sicuramente altri che adesso mi sfuggono).

Diciamo che io personalmente non conosco alcuna regola formale che stabilisca il genere dei nomi dei Paesi, ma non mi sono neanche mai imbattuto in situazioni che per qualche motivo facessero presumere che lo Zambia fosse femminile.

So benissimo che si tratta solo di prove indiziarie, quindi se tu avessi qualche fonte che potrebbe far luce sulla questione sarei molto curioso di leggerla ;)
A proposito di giornalismo spazzatura vorrei segnalare quello che in queste ore sta passando per l'ennesimo svarione di "Repubblica": http://www.repubblica.it/persone/2013/01/28/foto/strangers_visions_dal_dna_al_ritratto_in_3d-51463133/1/?ref=HRESS-13#1

L'articolo riguarda un'artista che afferma di realizzare ritratti 3d di gente di cui ha raccolto tracce di DNA partendo da capelli, mozziconi di sigarette etc.
Nel sito della suddetta artista, Heather Dewey-Hagborg, si specifica che il metodo di eleborazione dei dati genetici è "friendware", ciò svelabile solo a chi la contattasse via mail.

In questo sito http://www.mauriziogalluzzo.it/ritratti-dal-dna-una-bufala si parla apertamente di bufala.
"che ha raggiunto quota 44.2 % su un totale di 92.75 per cento dei votanti."
Una frase che in italiano non significa nulla.
Tra l'altro a cosa si riferisce il 92,75%? Pensavo si riferisse all'affluenza, ma non è così.
Ai voti validi?
Alla percentuale di voti scrutinati nel momento in cui è scritto l'articolo?
Comunque per me il pezzo non è stato scritto da uno straniero come dice il Lupo della Luna, ma è stato tradotto (automaticamente') dall'inglese o dal ceco.
Due note "estemporanee":

A una mia compagna d'Università, italianissima (anzi, fin teutonica come lineamenti), ma nata a Singapore veniva spesso chiesto il permesso di soggiorno. Perché, a detta di diversi solerti funzionari, il fatto che fosse nata all'estero la rendeva "straniera". Non bastava ne il Passaporto, ne la Carta d'Identità.

Riguardo i paesi che cambiano nome, per me la Rhodesia resta sempre la Rhodesia :D

E*

Kurtz;
sufficiente questa?

http://www.deagostinigeografia.it/wing/schedapaese.jsp?idpaese=191#

Fra l'altro anche Gambia è femminile, anche se purtroppo dalle edizioni successive al 2005 del Calendario De Agostini non è più ricavabile.

p.s.: faccio finta di non aver letto che pensi che io ritenga femminile Zambia perché finisce per "a" e non perché mi poggi su fonti solide :-(

Ah, fra l'altro, anche Costa Rica è femminile per cui come esempio non è proprio calzante.

@Rado il figo
C'è chi sostiene il contrario http://www.scudit.net/mdportapianazioni.htm
Però in effetti, la tua posizione ha più senso, perché Costa Rica dovrebbe essere maschile? Persino wikipedia è d'accordo con te, XD
Piuttosto io faccio fatica a chiamare Cechia la nazione con presidente Milos Zeman, capita anche a voi?
Rado,
ti chiedo scusa, non volevo assolutamente insinuare che il tuo commento si basasse sulla -a finale! Semplicemente in mancanza di una regola ufficiale e non facendo tu stesso altre menzioni presumevo che quello potesse essere generalmente un criterio per determinare il genere di termini che nascono neutri :)
Tra l'altro hai ragione sulla Costa Rica, ma per esempio il Gambia è considerato anch'esso maschile dal Ministero degli Esteri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?gambia).

A questo punto a meno di ulteriori sviluppi il dilemma si sposta sull'autorevolezza rispettivamente della De Agostini e del Ministero, ma sinceramente non me la sento di affrontare un discorso del genere.

Mystery far from solved ;)

Un saluto e scusa di nuovo per il malinteso,
Kuz
Marcov: un sito che scrive "Botzwana" (colla zeta) e Mauritius (invece di Maurizio) o Seychelles (invece di Seicelle), direi che ha la stessa affidabilità di uicchipedia (cioè: se ogni tanto l'azzecca, si grida al miracolo).

Cechia?! Per carità, l'ho sentita chiamare anch'io così ma è orrendo oltre che non "previsto" dal De Agostini. Fra l'altro ho il forte dubbio che questo nome derivi dalla solita giornalanza che "italianizza" l'inglese che legge nelle fonti cui attinge (vedi Copenhagen per Copenaghen o Kazakhstan per Kazakistan).

Giusto per chiarire: non è che faccia mero "copia ed incolla" dal De Agostini, motivo per cui non dico Corea del Sud o del Nord ma Corea e Corea Democratica Popolare (così come dicevo Germania Federale e Germania Democratica), come per Taiwan, che chiamo Cina Nazionalista
Kuz: malinteso chiarito! ;-)

Autorevolezza dei ministeri? Ti riporto solo due mie esperienze personali:

- pratica respinta perché "Caserta non è in provincia di Cesena". Motivo? Avevo scritto Caserta (CE).
- come si scrive in lettere 1.235? Semplice: "unomiladuecentotrentacinque"

Mi manca tanto Accademia !!!!

Non c'è più.
E Se chiamassimo semplicemento il/lo/la Zambia Rhodesia Settentrionale? Qualche neurone ancora vivo mi ricorda che in linea generale il neutro in italiano si rende con l'articolo "Lo" (Lo Pneumatico)... Per quanto riguarda Costa Rica, LA Repubblica DI Costa Rica (LA Republica DE Costa Rica e non LA Republica DE LA Costa Rica). Quindi secondo me entrambi i generi possono andare bene. Per quanto riguarda la Cechia, non mi scandalizzo. Ai tempi degli Absburgo si diceva anche Polacchesi e Bosniachi.

Sulla professionalità dei funzionari pubblici, stendo un velo pietoso. Oltre alla già citata compagna di studi necessitante di permesso di soggiorno in quanto nata a Singapore, anche a mia madre fu chiesta l'autorizzazione consolare per sposarsi, in quanto nata a Cormons (Gorizia) nel 1950. A detta dell'impiegato, la provincia di Gorizia faceva parte di uno stato estero (non so se l'Impero Austro-Ungarico, il Regno di Jugoslavia o la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia...)

E*



E*

"che ha raggiunto quota 44.2 % su un totale di 92.75 per cento dei votanti."
Una frase che in italiano non significa nulla.
Tra l'altro a cosa si riferisce il 92,75%? Pensavo si riferisse all'affluenza, ma non è così.


Si riferisce alla percentuale di sezioni scrutinate, visto che al 92,85% delle sezioni scrutinate erano a 55,83% contro 44.17%.


@Rado:
Mah, io sono perplesso: non vedo come sia possibile considerare un errore scrivere Copenhagen, visto che è più fedele alla grafia originale; se _solo_ noi italiani abbiamo sempre spostato la 'h' dove non doveva essere, dovremmo essere noi a correggerci ufficialmente e ad uniformarci alla grafia corretta. Idem per l'uso della 'i' invece della 'h' in Kazakhstan/Kazakistan.
Per quanto riguarda Maurizio invece di Mauritius, mi suona molto di ventennio del secolo scorso, quando si pretendeva di italianizzare tutto, anche i nomi (Luigi Fortebraccio per Louis Armstrong).
Per finire, riguardo Taiwan, anche loro si sono adattati alla realtà di non essere la sola Repubblica di Cina, i loro francobolli ormai riportano la dicitura "Republic of China (Taiwan)".
Cina Nazionalista mi risulta piuttosto obsoleto, non l'ho mai sentito usare da nessuno negli ultimi trent'anni...


Rado il Figo:
Cechia?! Per carità, l'ho sentita chiamare anch'io così ma è orrendo oltre che non "previsto" dal De Agostini. Fra l'altro ho il forte dubbio che questo nome derivi dalla solita giornalanza che "italianizza" l'inglese che legge nelle fonti cui attinge (vedi Copenhagen per Copenaghen o Kazakhstan per Kazakistan)


a volte ritornano (accademia)... non mi riesce di replicare col quote, né da Chr_ né da _Fox, mi devo essere perso qualcosa, vabbe'.

Cechia (pensavo si scrivesse con la k, al'epoca l'avevo solo sentito a voce) si usa dal '93: a JSF (Giochi senza frontiere) Ettore Andenna usava tale forma, anche nella puntata dalla Repubblica Ceca, e non credo fosse una sua personale scelta; la forma breve esiste sia in francese (République tchèque, Tchéquie) che in tedesco (Tschechische Republik, Tschechien), mentre pare che non esista una diversa grafia in inglese (sempre Czech, con Republic oppure senza), quindi niente italianizzazione dell'inglese. La Treccani ne prende atto, in forma colloquiale, nel suo Magazine, anche se non ancora tra i lemmi.


non dico Corea del Sud o del Nord ma Corea e Corea Democratica Popolare

Questa però la dovresti spiegare: non c'è stata una secessione (nord staccato dal sud) per cui la parte "originale" è quella con capitale Seul (che equivale a "capitale", d'accordo), ma una divisione di territorio che in precedenza era amministrato dal Giappone (o Impero Nipponico?), finito male dopo la seconda guerra mondiale; diciamo che la divisione era consensuale, all'inizio, quindi proprio di Sud e di Nord si tratta...
Comunque si scrive København

:-P
Mah, io sono perplesso: non vedo come sia possibile considerare un errore scrivere Copenhagen, visto che è più fedele alla grafia originale; qui sto con Rado il Figo allora dovremmo dire Danmarca visto che è più vicino alla grafia originale
non dico Corea del Sud o del Nord ma Corea e Corea Democratica Popolare (così come dicevo Germania Federale e Germania Democratica), come per Taiwan, che chiamo Cina Nazionalista
qui no altrimenti si dovrebbe dire Stati Uniti Messicani o Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Tutti a cercare il pelo nell'uovo tra virgole, maiuscole e minuscole, dimenticando che in "italia" molte cose NON si possono proprio scrivere:
siamo al 57° posto per libertà di informazione, secondo Reporter Senza Frontiere, o rsfitalia.org
Ciao Accademia,

sono lieto di apprendere che continui a seguire il Disinformatico.

Mi dispiace di non leggere più tuoi nuovi interventi: li ho trovati sempre molto stimolanti.

Rispetto il tuo silenzio, ma se decidi di illuminarci ancora con la tua pedanteria accademica, mi ritroverai tra i tuoi lettori più assidui :-)
Boh io sono anni che insulto tutto e tutti e ancora sono a piede libero...

Copenhagen.

Per vezzo.

Ma anche per riaffermare che nei nomi propri o si riprende il termine originale o è meglio attenersi all'uso comune.

Le isole Maurizio e le Seicelle, per quanto formalmente corrette, sono da brividi nei capelli per l'arrogante tentativo di imporre un adattamento linguistico quantomeno forzato...

Come la desueta "Nuova York", del resto (tra l'altro, perché non "Iork", a questo punto?). In questi casi mi risuona sempre nella mente la sigla di "fascisti su Marte".

E infatti questi termini sono pesantemente in disuso.

Non mi torna strano, poi, che dovendo scegliere una grafia per posti complicati o difficilmente adattabili, ci si risolva all'uso di quella che sta diventando sempre più una lingua franca: l'inglese internazionale. Né, onestamente, mi dà fastidio questa cosa.

Ciao Accademia,
sono lieto di apprendere che continui a seguire il Disinformatico.
Mi dispiace di non leggere più tuoi nuovi interventi: li ho trovati sempre molto stimolanti.
Rispetto il tuo silenzio, ma se decidi di illuminarci ancora con la tua pedanteria accademica, mi ritroverai tra i tuoi lettori più assidui :-)


Concordo.
> Concordo

No, si dice Concorde.
Scusate se rispondo un po' "a casaccio" e in ritardo:

- per favore: "IL ZAMBIA" proprio no! :-)
- non capisco poi perché usare il nome vecchio o da colonia di uno stato; possiamo discutere se Zambia sia maschile o femminile, ma non che si debba chiamare Rhodesia del Nord
- Costa Rica: seguendo lo stesso ragionamento, allora anche "Italia" potrebbe essere tranquillamente femminile o maschile, giacché non è "Repubblica della Italia" ma "Repubblica d'Italia"
- Cechia: rimango della mia idea che tutto dipenda dalla scarsa conoscenza (generale) della giornalanza, che vedendo scritto Czech hanno tradotto alla carlona Cechia. D'altronde sapete quante volte nelle guerre dei Balcani hanno scritto/detto Slovenia per Slavonia?
- Copenhagen/Kazakhstan: idem. Non sapendo come si scrive in italiano, hanno copiato dall'inglese (Copenhagen è infatti la versione inglese della capitale danese)
- Seicelle, Maurizio: così è scritto nel De Agostini, e fra la versione italiana e quella straniera, scelgo la prima (con qualche dubbio tipo Puerto Rico o Portorico). Certo per non ammettere di non sapere come si scrive in italiano e/o di non aver mai letto il De Agostini, tirare fuori il Ventennio è parecchio triste... :-(
- Corea Democratica Popolare: qui è una mia scelta personalissima. Diciamo che tendenzialmente prediligo mantenere il nome ufficiale dello stato "scorporandolo" dalla forma (anche di governo). Per cui il Regno del Belgio rimane Belgio. Ovviamente il prob

No, si dice Concorde.

Ormai è in disuso anche quello... ;-P
E Se chiamassimo semplicemento il/lo/la Zambia Rhodesia Settentrionale?

Quindi anche Nyasaland invece di Malawi, Rhodesia Meridionale invece di Zimbabwe, Bechuanaland invece di Botswana?
Usare i vecchi nomi coloniali degli stati che hanno volutamente cambiato nome dopo l'indipendenza non mi pare corretto.
@ Rado il Figo

Tieni presente però che gli adattamenti linguistici geografici sono una realtà soprattutto del passato, quando la familiarità a nomi e lingue straniere era inferiore e la tendenza all'adattamento molto maggiore.

Se ci fai caso, gli adattamenti più forti, e in alcuni vasi forzati, sono quelli riconducibili o a tempi molto remoti (Francia, Danimarca, Inghilterra) o a tempi ancora più remoti (Germania, Spagna, Egitto), o a periodi in cui si cercava di imporre un'italianizzazione dei termini stranieri a prescindere (era fascista).

Per i paesi che sono entrati nell'uso comune solo di recente, è infinitamente più comune mantenere grafie o traslitterazioni simili all'originale, anche in casi in cui la cosa può portare scompiglio: Baghdad, Ankara, Honduras, Malawi, El Salvador, Afghanistan, Kabul, Melbourne, Johannesburg, Sri Lanka, Alaska, Hawaii, (e in generale tutti gli stati degli Stati Uniti). E' tutto un fiorire di lettere strane e suoni particolari, e non è che si cerchi davvero di adattarli. Cabul non esiste, Sydney mantiene le due "Y", Seul è in disuso, Sciangai è il gioco con i bastoncini e Alasca al massimo una marca di surgelati. E Cuala Lumpur è solo "cuella lì" (e a proposito, come per "Iorc", perché non "Quala Lumpur"? Invece è rimasta la K).

Allo stesso modo, la gente non va in vacanza alle Seicelle, ma alle Seychelles (che tra l'altro è pure uno dei nomi ufficiali, quindi legittimo sotto ogni punto di vista!), e l'italianizzazione sa molto di cattedratico con la barba grigia, il gilet di lana marroncino e gli occhiali tondi che, in mezzo a un mare di libri e di scaffali in noce, rifiuta la realtà e ti dice: "no, adesso decido io come si italianizza "Seychelles". Perché non usiamo l'autoctono Sesel (altro nome ufficiale), per esempio, invece del malinconico Seicelle (Aho', ma quanto so' tristi 'st'isolani? Noantri ce n'avemo Cento, de Celle!)?

Fortunatamente, in questo caso (molto meno in altri), la lingua non è quella scritta sui libri, né quella del De Agostini, ma quella parlata.

Siamo sempre più abituati alle parole straniere o inglesizzate, e italianizzare ha ormai spesso molto poco senso. Si capisce bene lo stesso, e mediamente pone pochi problemi.

Ne porrebbe molti di più, invece, non riuscire a capire al volo dove sta l'aereo che devi prendere, perché non sai che adattamento aspettarti...

E poi spesso l'adattamento dei nomi è simbolo di incapacità linguisica, come gli stranieri che non riescono a scrivere o a pronunciare "bolognese" nemmeno quando fanno finta di farci un sugo. Fa ridere, ma se qualcuno mi dicesse che "bolonnaise" è "il modo giusto", io poi potrei dire loro: no, ragazzi, è un po' superbo dire che è il modo giusto. E' un compromesso, che se diventa di uso abbastanza comune diventa parte della lingua. L'adattamento dei nomi è un simbolo di creatività scarpazzona più o meno brillantemente applicata all'incapacità linguistica, è genio popolare, non autorevole e scientifica guida alla verità.

L'adattamento linguistico vero è un istinto vivo e animalesco, con tutti i pro e i contro del caso, non una ricerca intellettuale del "modo giusto", perché l'unico modo giusto è quello degli abitanti del posto.
@Rado:
Seicelle, Maurizio: così è scritto nel De Agostini, e fra la versione italiana e quella straniera, scelgo la prima (con qualche dubbio tipo Puerto Rico o Portorico). Certo per non ammettere di non sapere come si scrive in italiano e/o di non aver mai letto il De Agostini, tirare fuori il Ventennio è parecchio triste... :-(

Che certi adattamenti dei nomi stranieri siano figli di altri tempi è semplicemente la realtà, come ha giustamente scritto prima di me Sir Edward.

Comunque...

[MODE ACCADEMIA DEI PEDANTI ON]
Ho diverse edizioni del Calendario Atlante de Agostini, l'ultima delle quali è l'81.ma edizione del 1985, a cui mi riferisco.

- La scheda del paese si intitola MAURIZIO (MAURITIUS);
- Nel testo introduttivo c'è scritto "Maurizio è membro dell'ONU dell'OUA e dell'OCAM";
- Nella tabella su superficie e popolazione c'è scritto "MAURITIUS (Port Louis)";
- Sotto "Unità monetaria" c'è scritto "La rupia di Mauritius".
[MODE ACCADEMIA DEI PEDANTI OFF]

Quindi alche il De Agostini non è così netto sull'uso dell'una e dell'altra forma.
Inoltre, per quanto autorevole, non considero il De Agostini infallibile.

Ah, potresti anche fare una protesta ufficiale a Poste Italiane, visto che anche loro usano Mauritius e Seychelles nell'elenco dei paesi e delle relative zone tariffarie.

Saluti all'equipaggio della Repentaglia IV! ;-P
(grazie a Sir Edward per avermelo ricordato)
Be', spacesurfer, allora devi comprarne un'edizione recente :-)
Quella che ho io sotto mano (2005) riporta Maurizio, rupia di Maurizio e Maurizio e dipendenze.

E che sia un testo "non immutabile" è altrattanto innegabile: vedi Città di Messico ora (finalmente!) diventata Città del Messico. Detto questo, preferisco poggiarmi sul De Agostini che prendere tale e quale non tanto il nome originale geografico (che sarebbe scelta anche capibile) quanto la sua versione inglese (scelta che non condivido affatto, vedi Copenhagen per Copenaghen).


È saltato un pezzo nel precedente mio intervento che ora completo:

- Corea Democratica Popolare: qui è una mia scelta personalissima. Diciamo che tendenzialmente prediligo mantenere il nome ufficiale dello stato "scorporandolo" dalla forma (anche di governo). Per cui il Regno del Belgio rimane Belgio. Ovviamente il problema sorge quando lo stesso "nome" è usato da due paesi; in quel caso cerco di "distinguerli" usando l' "aggettivo": per cui la Repubblica del Congo e la Repubblica Democratica del Congo diventano Congo e Congo Democratico.

p.s.: eh!eh! Già che ci siamo, voi cosa preferite: Moldavia o Moldova? ;-)

Quella che ho io sotto mano (2005) riporta Maurizio, rupia di Maurizio e Maurizio e dipendenze. E che sia un testo "non immutabile" è altrattanto innegabile: vedi Città di Messico ora (finalmente!) diventata Città del Messico.

Non è un po' inquietante che si sia prodotto un errore simile con la capitale del Mexico (qui forzato in grafia originale...)?

Quanto all'isola Mauritius, è nome ufficiale, e molto diffuso anche all'estero. Sono due motivi più che sufficienti per tentare di dimenticare Maurizio, che tra l'altro fa anche confusione con il nome proprio.


p.s.: eh!eh! Già che ci siamo, voi cosa preferite: Moldavia o Moldova? ;-)


Bella domanda... Non so quando nasce Moldavia, quanto tempo abbia avuto per sedimentarsi. E' recente o antico?

Ma vale lo stesso discorso. Il nome originale è Moldova, anche se io ho sempre utilizzato di più Moldavia, e piano piano sta riemergendo e prendendo piede proprio il nome originale, anche perché l'inglese lo riprende uguale nella grafia.
Cechia non esiste.
Lo stato e la nazione si chiamano ambedue Repubblica Ceca (Česká republika).

Era stato fatto un sondaggio per decidere quale nome fosse più opportuno. La scelta sarebbe dovuta essere fra Česko (da Česko-slovensko) e Čekia. Česko risultava troppo similie alla catena di negozi Tesco (qui molto diffusi) e quindi non piaceva.

Altro problema, del nome, è che Česko fa riferimento solo ad una parte dello stato, essendo sinonimo di Bohemia, e quindi non rappresentativo di tutte le altre regioni (Moravia e Slesia).
> Già che ci siamo, voi cosa preferite: Moldavia o Moldova? ;-)

Sempre detto Moldavia.

Così come ho sempre detto rumeni (e non romeni).

> Cechia non esiste.

Non ha senso. Queste parole esistono dal momento che vengono usate. Già mi vedo uno tanto tempo fa dire "Italia non esiste, si chiama Vitelia" :D



Albania
@Rado:
Be', spacesurfer, allora devi comprarne un'edizione recente :-)
Mi tengo quelle che ho per ragioni storiche, visto che nel frattempo il mondo è cambiato un bel pò.
Non l'ho più comperato in parte per calato interesse, e in parte per problemi di umidità che mi hanno rovinato molti libri (l'edizione 1985 è talmente ingiallita che potrebbe sembrare quella del 1935..).
Adesso per fortuna ci sono Internet e Wikipedia (inglese).

Quella che ho io sotto mano (2005) riporta Maurizio, rupia di Maurizio e Maurizio e dipendenze.
Allora ho fatto bene a smettere di comprarlo. ;-)
Mi sembra decisamente un passo indietro, nell'era della globalizzazione.
Mi ricorda la mia maestra di musica alle medie, eoni fa, col suo 'Volfango Amadio Mozart'.

Detto questo, preferisco poggiarmi sul De Agostini che prendere tale e quale non tanto il nome originale geografico (che sarebbe scelta anche capibile) quanto la sua versione inglese (scelta che non condivido affatto, vedi Copenhagen per Copenaghen).

KøbenHavn => CopenHagen
Almeno la versione inglese ha la 'h' nel posto giusto ('havn'/'haven', porto), a differenza di quella italiana, per cui la preferisco, infischiandomene del De Agostini.

Già che ci siamo, voi cosa preferite: Moldavia o Moldova? ;-)
Bessarabia. ;-P
Seriamente: dipende dal contesto, ma in italiano uso quasi sempre Moldavia.
A proposito di ignoranza geografica, l'articolo di oggi sul Corriere relativo alla discussione su una eventuale nuova bandiera dell'Australia cira le Hawaii come paese indipendente...

http://www.corriere.it/esteri/13_febbraio_01/nuova-bandiera-australiana_fd293b1c-6c90-11e2-9729-7dce41528d1f.shtml
Io sono per la Moldavia, ma io non penso di fare testo, ho abitudini particolari: come detto non mi sono mai abituato a Cechia, uso Mauritius e Seychelles però continuo a scrivere Filadelfia anziché Philadelphia e dico che domenica il Superbowl sarà giocato dalle squadre di San Francisco e Baltimora.
A proposito qualcuno sa perché Baltimore/Baltimora è l'unica città americana ad avere una versione italofona? Forse perché finisce per vocale?
>> Cechia non esiste.

>Non ha senso. Queste parole esistono dal momento che vengono usate. Già mi vedo uno tanto tempo fa dire "Italia non esiste, si chiama Vitelia" :D


Quindi seguendo il tuo ragionamento esiste anche la Cecoslovacchia, visto che si usa.
le Hawaii come paese indipendente allora hanno ragione i "birthers" Obama non è nato negli Stati Uniti! E voi che parlate male dei complottisti.
> Quindi seguendo il tuo ragionamento esiste anche la Cecoslovacchia, visto che si usa.

?

Il tema è l'opportunità di usare una forma invece che un'altra, non se esistono o meno località.

Il mio ragionamento dice che se si diffonde l'uso di, ad esempio, Cechia, c'è poco da fare. Fa parte del processo di trasformazione delle lingue. La stessa Italia non è sempre stata "Italia", questo era il senso dell'esempio.

Per rispondere alla tua domanda fuori tema: la Cecoslovacchia è una forma per indicare il paese che è esistito in un periodo del 20esimo secolo.