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Facebook Home, a chi conviene?

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 05/04/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

È presto per fare bilanci, ma secondo alcuni critici questo potrebbe essere un colpo da maestro commerciale per Facebook, mentre secondo altri la novità è destinata a essere un flop. I profeti di sventura segnalano infatti che non è la prima volta che Facebook viene integrato in un telefono: nel 2011 c’era il Chacha della HTC, con tanto di pulsante con la “F” blu, ma fu un fallimento totale.

I fautori di Facebook Home, invece, notano che installando questa famiglia di applicazioni lo smartphone Android diventa a tutti gli effetti un telefonino marchiato Facebook, scalzando la presenza di Google. Le app di Google (Gmail, Google Chat e Google Plus) restano, ma vengono messe completamente in secondo piano, per cui tutta la monetizzazione di Android che andava a beneficio di Google passa di colpo a Facebook.

Ci sono anche delle implicazioni di privacy: dato che gli aggiornamenti degli amici vengono visualizzati direttamente, senza dover passare dalla schermata di sblocco, se qualcuno ci ruba il telefono può leggere tutto il flusso di messaggi privati senza neppure conoscere la password di sblocco.

Home è indispensabile? Assolutamente no, se non siete utenti appassionati di Facebook. E sarà interessante vedere la reazione degli appassionati che installeranno Home quando, come preannunciato, la schermata iniziale del loro smartphone ospiterà le pubblicità di Facebook, diventando un tabellone pubblicitario. C’è il rischio che nella guerra commerciale fra Google e Facebook quelli che si troveranno fra l’incudine e il martello saremo noi.


Fonti: ZDNet, Techland, ZDNet
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