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Le parole di Internet: petabyte

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 10/05/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Petabyte (PB). Un milione di miliardi di byte, ossia 1000 terabyte. Oggi è normale acquistare in negozio un disco rigido da 1 terabyte: immaginate mille di questi dischi e avrete un petabyte. Ma a cosa equivale un numero così enorme di dati? Ecco qualche esempio.

In un petabyte si possono immagazzinare circa 13 anni di video in alta definizione. Tutte le foto presenti su Facebook occupano circa 1 petabyte e mezzo. Tutto quello che è mai stato scritto dall’umanità, in tutte le lingue, in tutto l’arco della storia, ci sta in circa 50 petabyte, ed esistono già sistemi commerciali in grado di offrire questo tipo di capienza.

Google tratta circa 24 petabyte di dati ogni giorno sin dal 2009. L’operatore telefonico statunitense AT&T trasmette circa 30 petabyte di dati ogni giorni sulla propria rete. Gli esperimenti dell’LHC generano circa 15 petabyte l’anno e la ricerca del bosone di Higgs ha accumulato presso il CERN circa 200 petabyte di dati. E il cervello umano? Si attesta a circa 2,5 petabyte, secondo alcune stime.

I petabyte si usano anche nel mondo dei videogiochi: World of Warcraft ne usa poco più di uno per la propria gestione. Nel cinema, Avatar occupava circa 1 petabyte di dati sui computer della Weta Digital durante la generazione degli effetti speciali. Megaupload conteneva circa 28 petabyte di dati degli utenti al momento della sua chiusura nel 2012. Anche Microsoft consuma petabyte come se fossero noccioline: la migrazione di Hotmail verso Outlook.com ha richiesto il trasferimento di oltre 150 petabyte di dati degli utenti nel corso di un mese e mezzo. Una unità di misura che sembra fantascienza fino a pochi anni fa è oggi la norma.
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