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Le parole di Internet: steganografia sociale

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 24/05/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

steganografia sociale. Tecnica per comunicare in segreto nei social network, che consiste nel nascondere il messaggio reale all’interno di un messaggio fittizio dall’aria innocente. Soltanto le persone che conoscono bene l’autore del messaggio sanno decodificare qual è il vero significato trasmesso, mentre le altre colgono il significato alternativo fittizio.

Questa è una delle tecniche utilizzate per esempio in Cina per eludere la censura e la sorveglianza del governo nei social network: un video che a prima vista parla di granchi di fiume che invadono il territorio degli alpaca in realtà è una protesta contro le ingerenze governative grazie alle assonanze intraducibili e alle allegorie. Su un altro fronte, secondo una ricerca di Pew Internet il 58% dei giovani negli Stati Uniti nasconde il vero significato dei propri messaggi pubblici usando allusioni o riferimenti culturali condivisi dal loro gruppo e sconosciuti agli altri, invece di fidarsi degli strumenti di privacy offerti dai social network, che cambiano così spesso.

Per esempio, una ragazza pubblica su Facebook le parole di Always Look on the Bright Side of Life, la canzone finale del film Brian di Nazareth dei Monty Python, che se vengono prese letteralmente sono piene di positività; ma soltanto chi conosce il film (le amiche della ragazza) sa che la canzone viene cantata quando i protagonisti stanno per morire e che quindi si tratta di un’allusione allo stato d’animo reale della ragazza, triste per aver lasciato il proprio ragazzo. L’allusione viene colta dalle amiche ma non, per esempio, dai genitori apprensivi, e in questo modo la ragazza mantiene la propria riservatezza pur comunicando in pubblico.

La steganografia è in realtà un’arte antichissima, ma la sua applicazione nei social network introduce una sfumatura nuova, perché consente di suddividere i lettori in base a criteri culturali invece che in base ai consueti filtri di età o di privacy e crea messaggi che confondono i sistemi automatici di profilazione degli utenti che sono uno dei principali motori economici dei social network.

Fonti aggiuntive: Zephoria, Ssm.com.
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