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28 commenti

Quanti astronauti italiani sono andati nello spazio: miniguida

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vebernasconi”.

In occasione del volo di Luca Parmitano i giornali italiani stanno collezionando una serie notevole di perle spaziali, dimostrando ancora una volta qualche problema nel raccogliere le informazioni quando c'è di mezzo qualunque tecnologia più complicata di uno stuzzicadenti, per cui riassumo qui la situazione.

Gli astronauti italiani che hanno volato nello spazio sono in tutto sei: Maurizio Cheli, Umberto Guidoni, Franco Malerba, Paolo Nespoli, Luca Parmitano e Roberto Vittori.

  • Il primo astronauta italiano è stato Franco Malerba (dal 31/7/1992 al 7/8/1992), a bordo dello Space Shuttle, missione STS-46 (NASA; Spacefacts).
  • Il secondo e il terzo sono stati Maurizio Cheli e Umberto Guidoni (dal 22/2/1996 al 9/3/1996), che hanno volato insieme a bordo dello Shuttle, nella missione STS-75 (Spacefacts; NASA) e sono stati quindi i primi due astronauti italiani a volare nello spazio contemporaneamente. Guidoni ha poi volato di nuovo nella missione STS-100, nel 2001, diventando il primo italiano (e il primo europeo) a visitare la Stazione Spaziale Internazionale, a volare sullo Shuttle due volte e ad andare nello spazio due volte.
  • Il quarto astronauta italiano è stato Roberto Vittori (dal 25/4/2002 al 5/5/2002), che ha visitato la Stazione a bordo di un veicolo Soyuz ed è quindi il primo astronauta italiano ad aver volato nello spazio su un veicolo russo. Vittori è poi tornato alla Stazione nel 2005, sempre con un veicolo russo, e di nuovo nel 2011, con uno Shuttle. Detiene quindi anche il record per il maggior numero di missioni spaziali (3) e di visite alla Stazione (3) da parte di un astronauta italiano.
  • Il quinto astronauta italiano è stato Paolo Nespoli (dal 23/10/2007 al 7/11/2007), che ha visitato la Stazione a bordo di uno Shuttle. È poi tornato nello spazio con un veicolo Soyuz russo nel 2010 e ha trascorso sei mesi sulla Stazione, dal 15/12/2010 al 23/5/2011, diventando il primo astronauta italiano a svolgere una missione di lungo corso (sei mesi). 
  • Il sesto è Luca Parmitano, che ha iniziato ieri la propria permanenza sulla Stazione, che ha una durata prevista di circa sei mesi e dovrebbe includere la prima passeggiata spaziale di un italiano.

Le missioni che hanno convolto almeno un astronauta italiano sono le seguenti nove:

  1. 31/7/1992: STS-46 (Malerba)
  2. 22/2/1996: STS-75 (Cheli e Guidoni)
  3. 19/4/2001: STS-100 (Guidoni)
  4. 25/4/2002: Soyuz TM-34 (Vittori)
  5. 15/4/2005: Soyuz TMA-6 (Vittori)
  6. 23/10/2007: STS-120 (Nespoli)
  7. 15/12/2010: Soyuz TMA-20 (Nespoli)
  8. 16/5/2011: STS-134 (Vittori)
  9. 28/5/2013: Soyuz TMA-09M (Parmitano)

Gli astronauti italiani che hanno visitato la Stazione sono (in ordine cronologico): Guidoni (2001), Vittori (2002, 2005, 2011), Nespoli (2007, 2010-2011) e Parmitano (2013).

Gli unici due italiani che si sono trovati contemporaneamente a bordo della Stazione sono stati Vittori e Nespoli (2011).

Guidoni sulla ISS.

Vittori sulla ISS.
Nespoli sulla ISS.
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Commenti
Commenti (28)
Grande Paolo!
O vediamo se riusciranno a scrivere fatti corretti oppure (come immagino) continueranno imperterriti a sparare castronerie crogiolandosi nella loro ignoranza.

---Alex
Finalmente un po' di chiarezza...
Eh, ma Parmitano è tutta un'altra storia! Camminerà sulla Luna! Due volte! :P
In lista d'attesa Astro Samantha :)
L'unico primato di Luca dovrebbe (salvo cambiamenti di programma) essere quello di essere il primo italiano a compiere una EVA. Magari vale la pena dirlo, anche se al momento è solo programmata e non l'ha ancora fatta.
Chiedete ad una redazione italiana quadratica media quanti pali ha preso (in senso calcistico, non figurato, non fate i cabarettisti...) un giocatore di calcio durante la carriera o qualche non-notizia relativa alla politica e vi risponderanno alla grande.

Chiedete alla medesima redazione qualcosa riguardo alla scienza o alla tecnologia e usciranno idiozie galattiche.
Chiedete alla medesima redazione qualcosa riguardo alla scienza o alla tecnologia e usciranno idiozie galattiche.

Ammesso che esca qualcosa di scientifico da una redazione...
Caro Paolo,
nonostante il tuo impegno puoi star sicuro che la stampa italiana continuerà imperterrita a riportare notizie se non false per lo meno incomplete.
Saluti,
Mauro.
"i primi due astronauti italiani a volare nello spazio contemporaneamente"

Più che volare, hanno "orbitato"
Se non sbaglio Vittori è stato il primo radioamatore italiano salito sull'ISS
Ma che camicie hanno messo quelli della missione di Guidoni!!! Orribili.
Altra chicca in quella missione ha partecipato anche Chris Hadfield: è proprio a fianco di Guidoni.

Ciao
Angelo.
Ho avuto la fortuna di lavorare con Maurizio Cheli quando è diventato pilota collaudatore in Alenia.
Un uomo eccezionale sia professionalmente che dal punto di vista umano... immaginate l'emozione di un 24enne neoassunto che può dare del tu ad un astronauta ;-)
Buongiorno, mi spiace solo che se qualche giornalista attingerà da questo articolo di Paolo Attivissimo, così completo ed esaustivo, lo farà a mio avviso senza minimamente citarne la fonte.
Riccardo.
Commento #5 di XF
L'unico primato di Luca dovrebbe (salvo cambiamenti di programma) essere quello di essere il primo italiano a compiere una EVA. Magari vale la pena dirlo, anche se al momento è solo programmata e non l'ha ancora fatta.

Cioe` vuoi dire che tutti gli altri non hanno fatto una EVA nelle loro missioni nel senso che ... non hanno fatto niente e si sono goduti il viaggio? :D
@Angelo Rabellotti:

La settimana scorsa ho avuto il piacere di ascoltare Guidoni durante un incontro pubblico e ha spiegato la storia delle camicie. In pratica hanno fatto una sorta di piccolo "party hawaiano" sulla ISS. Non ricordo se ha dato altri dettagli.
Peraltro nella stessa serata ho avuto l'onore di avere un autografo di Guidoni su una ristampa anastatica della prima edizione inglese della Guida Galattica per autostoppisti. (piccola vanteria nerd). :)
Questa sera ho sentito anche che, sulla ISS, il sistema operativo utilizzato dai computer è "Debian", che, da quanto ho capito, è un prodotto italiano.
Non conosco questo OS (e in generale sono piuttosto ignorante per quel che riguarda programmazione, sistemi operati e cose del genere), ma sembra sia molto più affidabile e stabile di altri. Sostanzialmente, se sei piantano i computer di bordo in una stazione o in una navicella spaziale, mandare su un tecnico è piuttosto complicato... E una stazione in orbita intorno al nostro pianeta deve gestire sistemi un po' più complessi di quelli che ti consentono il semplice accesso ad internet e lo scambio di messaggi e foto su Facebook.

Forse ho capito male io, ma mi ero entusiasmata a sentire qualcuno che parlava di eccelleze tecnologiche italiane e non solo di notizie calcistiche, gossip o non-notize di politica locale.
@Maria Rosa: dove hai letto tali sciocchezze? (intendo, se puoi linkare la fonte originale)

Comunque, la cosa e` parecchio inesatta: Debian innanzitutto e` una distribuzione GNU/Linux gestita dalla Debian Project, cioe` un gruppo di volontari da tutto il mondo che prendono software libero (Kernel Linux, pacchetti GNU, altre utilities varie), le "pacchettizzano" e creano un sistema operativo completo e free (as in speech), quindi non e` un prodotto italiano (anche se al progetto collabora anche qualche italiano in veste di mantainer), ma "internazionale".

L'Italia sulla ISS ha ben altri meriti, come la costruzione di una buona parte dei moduli abitativi per conto di ESA e NASA, della Cupola, dei MPLM (di cui uno trasformato in permanente nelle ultime STS) e cosi` via.

Tornando al discorso iniziale, lessi in giro a tal proposito che stavano pianificando la sostituizione del sistema operativo dei laptop Thinkpad a bordo della Stazione proprio con GNU/Linux (al momento montano tutti Windows XP), ma si tratta appunto dei laptop "accessori" alla Stazione, ti posso garantire che anche nel caso in cui dovessero andare in blocco (ed in passato e` gia` successo), non si rischierebbe affatto la vita del personale di bordo o della stazione stessa, quelli sono PC usati per far girare il software scritto ad hoc per i payload/esperimenti, per le simulazioni (esercitazioni con il Canadarm ad esempio), e per le comunicazioni personali del personale di bordo durante le ore libere, quindi un malfunzionamento potrebbe portare al massimo ad un consistente dispendio di denaro (ad esempio per corruzione e/o perdita dei dati di un esperimento, anche se presumo abbiano dei meccanismi di ridondanza in tal proposito).

I sistemi che gestiscono la stazione e le sue avioniche (tutti i sottosistemi vari, dal LSS ai giroscopi al controllo pressurizzazione, propulsione, alimentazione, navigazione etc) sono gestiti interamente da una rete fortemente ridondante di sistemi embedded modellati su misura e con linguaggi di programmazione creati quasi appositamente (enormemente semplici, ma sta-testati proprio in funzione del delicato compito che devono assolvere), assolutamente nulla di quanto puoi trovare in commercio (men che meno Windows XP, ma anche GNU/Linux stesso, che per quanto sia OpenSource, sarebbe esageratamente complesso per quei compiti)
Domanda che mi assilla da stamattina....
quale fuso orario utilizzano sulla ISS?

grazie
Francesca
UTC +0, Patafrulli.
@Francesca: usano per convenzione GMT, dato che e` l'ideale, trovandosi a meta` strada tra i centri di controllo NASA (Houston, Texas) e quelli di Roscosmos (Mosca)
Non è pertinente alla ISS, ma visto che si è parlato di perle giornalistiche, oggi quelli di repubblica hanno scoperto la "nuova" interfaccia di google mail...
Notare le date delle mail...
http://tinyurl.com/m5d6kka
OldPap, se e' per questo dicono anche che Google usera' dirigibili per portare la connessione in Africa.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/05/29/foto/google_dirigibili_per_connettere_l_africa-59894623/1/#1

Peccato che quei dirigibili non si dirigeranno da nessuna parte, dato che non sono dirigibili ma semplici palloni frenati...
Maria Rosa,

Snake ti ha già dato una risposta esaustiva (e molto interessante).

Volevo solo aggiungere qualche notiziola...

Il software lo cura un team della Boeing. <a href="http://www.boeing.com/assets/pdf/defense-space/space_exploration/features/ISS_Software_10-09.pdf>Questo</a> documento descrive come funziona.

Fanno un update ogni 2 anni. Ci sono 3.3 milioni di linee di codice a terra per controllare 1.8 linee a bordo (informazioni un pò datate, potrebbero essere di più oggi) attraverso 44 computer e 100 network. Il linguaggio usato è ADA, usato in molte applicazioni militari e su molti lanciatori come gli Ariane per esempio (molto noto un "integer overflow" bug che portò al disastro un Ariane V).

A parte questo caso, ADA è estremamente sicuro (disegnato dal Dept. of Defense USA) e rimane lo standard per mission critical applications, anche se creato negli anni 70 e poco popolare per il grande pubblico. Il codice viene compilato altrove e scaricato sul computer che ne farà uso ad ogni update. Un sistema a terra simula tutte le connessioni che sono a bordo dell'ISS per fare i cosiddetti "regression test" e verificare che tutto funzioni perfettamente prima dell'update.
Dopo la "scivolata" sulla ISS, l'Huff Post si redime con un articolo scettico sulla possibile lucertola su Marte: http://tinyurl.com/jwkt2wq
@ Snake (e a tutti quelli che mi hanno fatto notare la notizia errata)

Ho sentito la notizia di Debian come sistema operativo italiano su "Caterpillar" (Radio 2). Come al solito mentre ascoltavo stavo facendo altre cose, per cui potrei aver capito male, ma sul blog del programma (http://caterpillar.blog.rai.it/) nella puntata del 30 Maggio sono riportate queste parole:
"18.20 Stefano Zacchiroli, Debian Project Leader dal 2010 al 2013. Sulla navicella spaziale un’eccellenza italiana: il sistema operativo è Debian"

Nel caso c'è anche il podcast: http://www.radio.rai.it/podcast/A42631796.mp3

Errore mio, comunque, perché, prima di riportare la notizia avrei dovuto fare delle verifiche (se non altro scaricare il podcast e riascoltarlo con più attenzione), ma spesso il tempo è tiranno.
@Maria Rosa: nessun problema, anzi spero proprio tu non abbia frainteso il tono del mio post in senso negativo (erano le 3 di mattina, rileggendolo in effetti pare un po` spocchioso, ma ti assicuro che l'intenzione non era quella).

Stefano Zacchiroli e` stato appunto un Project Leader in Debian, oltre che mantainer di OClam (implementazione open di CLAM) e responsabile del Quality Assurance, ma questo non fa di Debian un prodotto italiano, difatti come sospettavo e` un'errata titolazione/interpretazione da parte della redazione del programma :) (strafalcione comunque *molto* meno grave delle castronerie giornalistiche segnalate da Paolo nel post precedente sulla missione di Parmitano per dire).

A mio modestissimo parere (per quanto reputi il progetto Debian assolutamente degno di nota), sarebbe piu` prestigioso ricordare i meriti dell'Italia sulla ISS per ben altro, come la costruzione di una cospiqua parte dei moduli della Stazione: la Cupola, il modulo Columbus, il nodo 2 Harmony, il nodo 3 Tranquillity, i MPLM Leonardo, Donatello e Raffaello, usati come payload dello Shuttle (Raffaello e` stato reso permanente sulla stazione l'anno scorso), che dimostra come, nonostante la situazione non proprio rose e fiori del paese, in campo aerospaziale possiamo ancora dire la nostra.

Aggiungo un grazie a pgc per le precisazioni e per il link, non avevo sottomano le informazioni sul linguaggio preciso adoperato sui sistemi della stazione (ricordavo che i 5 GPCs dello Shuttle erano degli AP-101 della famiglia System/4π programmati in HAL/S, roba del tutto differente dai sistemi della ISS, ma non ricordavo che la ISS usasse proprio i 386 hardened e ADA)
@ Snake
Tranquillo non ho preso il tuo post in maniera negativa: sono pienamente d'accordo con il fatto che, quando si riportano le notizie bisognerebbe fare un minimo di verifica e riportare sempre le fonti, altrimenti si possono far nascere e amplificare bufale clamorose (soprattutto se si usa come cassa di risonanza un blog "antibufala"). Siccome la redazione di Caterpillar di solito dà abbastanza rilievo ad alcune notizie in ambito scientifico e credo sia stata la sola a dare tanta importanza alla missione di Parmitano sulla ISS, ho "abbassato la guardia" e mi sono fidata: mi dovrei dare un meno sul registro! ;-)

Ma che ci facevi davanti al computer a quell'ora??? O.O

Sono anche andata a farmi una cultura sui MPLM (e ho pensato: "Manca solo Michelangelo e poi abbiamo tutte le tartarughe ninja!"... Come ha detto una mia amica: "Era meglio se i tuoi genitori, anziché pagarti gli studi, quei soldi se li bevevano!!!" :-D
A memoria di par di ricordare che Cheli è stato l'unico non statunitense a conseguire il titolo di pilota di space shuttle (anche se poi andò in orbita come flight engineer, quindi niente mani sui comandi di volo) e che Vittori è stato il primo astronauta dell'ESA ad ottenere la qualifica di comandante Soyuz.