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Ente USA ha PC infetti, risolve il problema distruggendoli

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 12/07/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Tutti abbiamo una storia preferita di inettitudine di qualcuno nell’uso dei computer, ma questa è davvero difficile da battere: a dicembre del 2011 il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale statunitense avvisa due enti governativi, l’Economic Development Administration e la National Oceanic and Atmospheric Administration, che i loro computer sono probabilmente infetti.

La NOAA isola il problema e ripulisce i computer nel giro di poche settimane. L’altro ente, l’EDA, usa un approccio un po’ più radicale. Per prima cosa si scollega completamente dal resto del mondo: niente mail, niente accesso ai database centrali, nulla. Una società di sicurezza, chiamata per risolvere il problema, disinfesta sei computer e tutto sembra a posto.

Ma al capo dei servizi informatici dell’ente serve una garanzia assoluta di disinfezione che la società di sicurezza non può dare. Così decide di distruggere fisicamente tutto: non solo i computer (compresi quelli non infettati), ma anche le stampanti, le fotocamere, le tastiere e persino i mouse. La foga devastatrice si ferma soltanto quando l’ente esaurisce i fondi per il lavoro di distruzione.

In tutto vengono fatti a pezzi ben 170.000 dollari di attrezzature, ma l’intero incidente viene a costare quasi tre milioni di dollari e quasi un anno per tornare all'operatività. Tutta la vicenda è narrata con clinicità inesorabile nel rapporto del Dipartimento del Commercio. A quanto pare nessuno, all’EDA, aveva mai sentito parlare di antivirus e del fatto che se un computer è infetto non c’è bisogno di distruggerlo materialmente.
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