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37 commenti

Kaboom!

Questo è l'effetto che fa la reazione chimica simultanea di circa 630 tonnellate di dimetilidrazina asimmetrica e tetrossido di diazoto, il propellente altamente tossico di un lanciatore spaziale Proton M russo. Si tratta di una miscela ipergolica, ossia che reagisce per semplice contatto.

L'incidente è accaduto ieri al cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e riguarda un lancio senza equipaggio che doveva portare nello spazio tre satelliti del sistema GPS russo GLONASS. Non sembrano esserci feriti, ma solo danni minori ad alcuni edifici del complesso.

Notate il ritardo dell'audio, dovuto alla distanza dal punto di lancio (circa tre chilometri, a giudicare dalla durata del ritardo). Se vi state chiedendo come mai il missile non è stato distrutto in volo non appena è diventato evidente che era fuori controllo, mi risulta che i Proton non siano dotati di sistema di distruzione a distanza.

Maggiori dettagli e altri video sono su Astronautinews.it.


Fonti: Slate, Nasaspaceflight.com, BBC.
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Commenti
Commenti (37)
Tutte le volte che vedo quanto sia "facile" che qualcosa vada male durante un lancio missilistico, rimango ammirato del coraggio che ci vuole per chiudersi in una capsula e farsi sparare nello spazio. Mica facile dire: "da grande farò l'astronauta".

Ciao
Comunque secondo alcuni complottisti il ritardo è dovuto al fatto che il filmato è un falso realizzato dall'NSA USA per screditare i Russi che è stato montato male...
Ma anche che i satelliti in realtà servivano a creare l'Echeon/Prism Russo...
Ma anche che la traiettoria (vedi min 0.37) dimostra che la terra è piatta e i cielo una volta solida (le immagini della terra dallo spazio sono artefatte, frutto del grande complotto per nascondere la verità dei fatti)...
Ma anche che questo in realtà è il nuovo modo che han trovato per diffondere le "scie chimiche" dopo che l'uso degli aerei di linea è stato smascherato...
Ma anche che è chiaro che se non riusciamo ma mandare un missile in orbita nel 2013 figurati se siamo andati sulla luna negli anni '60...

Comunque, come botto non c'è male...
Su AstronautiNEWS riportano quanto segue

QUOTE
Non è stato possibile distruggere il razzo in volo perché i lanciatori russi non dispongono di cariche esplosive comandabili a distanza in caso di emergenza. I loro sistemi di interruzione del volo, attivi 42 secondi dopo il lancio, si limitano a spegnere i propulsori. Tali sistemi non sono stati utilizzabili in questa situazione perché il razzo si è schiantato circa mezzo minuto dopo il decollo, con i motori ancora accesi.
UNQUOTE

Pragmatismo russo...
CHE PACCA!!! :D
Che botto!! Non ho capito però il tipo che suona il clackson alla fine.. se era per fare a gara con l'espolosione credo abbia vinto lei.
ROTFL!

Ho riguardato il video e mi fa riderissimo il tipo che dice qualcosa dopo che qualcuno ha suonato il clacson. Non so il russo ma mi piace immaginare che abbia detto una cosa del tipo "Mavaaccag...!"
Porca miseria che botto! Per fortuna non ha fatto vittime, poteva finire in tragedia.

PS: grazie Paolo, ho imparato una nuova parola (non sapevo esistesse il termine "cosmodromo")!
Avevo già visto dei video, ma quello che hai postato tu rende meglio l'idea :D
perche' va storto ?
-__-
i Proton non sono dotati di sistema di distruzione a distanza

ma sti russi risparmiano su tutto
Ecco perché quando una cosa non è poi tanto difficile da imparare si dice: "Suvvia, non è mica scienza missilistica"... :-)
Paolo qui un video (preso da una trasmissione russa credo) da cui si vede il missile da molto piu' vicino :)
http://www.youtube.com/watch?v=ZWv4ZZArP-g
Da profano della scienza missilistica, mi chiedo come mai i Proton abbiano un failure rate cosi` elevato, nonostante la Russia possieda dall'altro lato un "muletto" estremamente affidabile come lo stack Soyuz, d'accordo che e` tecnologia piu` "vecchia" e collaudata, che sono human-rated, con escape system e tutto il layer di sicurezza aggiuntivo etc etc, ma nonostante questo rimango perplesso.

Che dipenda dal diverso design dei motori e della tipologia di propellente? Dai costi?

Perche` inoltre non usare proprio le Soyuz (altrettanto capaci di trasportare payload in GTO), che nei lanci unmanned (e.g. le Progress) sono piu` affidabili? (in 35 anni credo l'unico lancio fallito della Progress sia stato quello del 2011)

Grazie in anticipo a chi si prendera` la briga di rispondere :)
I Russi non usano sistemi di autodistruzione perché le loro traiettorie di lancio passano su zone disabitate. Se il lancio va male prima di 42 secondi, il missile si schianta nella steppa. Se va male dopo i 42 secondi, basta spegnere il motore e si schianta nella tundra o nell'oceano prima di compiere un'orbita.

Dalle basi USA e soprattutto da quella dell'ESA (Guyana Francese), le traiettorie di lancio possibili rischiano di portare un missile fuori controllo su zone abitate, e quindi i sistemi di autodistruzione sono necessari (e infatti sui lanciatori Soyuz operati dalla base ESA di Kourou ce li hanno dovuti mettere).
Sono stati gli UFI.
A 0:36 ne passa uno.
Solo la mia personalissima versione della pareidolia rileva un profilo umano nella parte bassa e più stretta della colonna di fumo, dopo lo schianto? (rivolta a destra, verso il bordo dell'inquadratura).

A me fa ridere il tizio che lancia improperi in russo come nei tanti video pieni di incidenti stradali ripresi dalle dashcam sulle loro strade. D'altronde, stessa lingua.


mi sembra che abbia sovracompensato.
"I Russi non usano sistemi di autodistruzione perché le loro traiettorie di lancio passano su zone disabitate. "
L'hai letto da qualche parte o lo ipotizzi?
Sono l'unico giocatore di Kerbal Space Program che trova questa scena parecchio familiare?
ugh. brutta tegola in testa per il sistema GLONASS.
http://web.mclink.it/MC4187/Madagascar_Penguins.jpg

"Kaboom?"

"Yes, Rico, Kaboom..."
@PGC
Ad una conferenza (sui lanciatori Dnepr), e mi sono anche interessato alla questione per motivi di lavoro, ma su altri lanciatori. Appena ritrovo le fonti le posto, ma si dovrebbero trovare on-line anche le tracce a terra dei lanci. Sia da Bajkonur che da Yasny le traiettorie passano su una ampia zona sostanzialmente disabitata. Inoltre, poichè per l'effetto della rotazione terrestre l'inclinazione minima del piano orbitale è pari alla latitudine del luogo, e le basi Russe sono tutte abbastanza a Nord, le traiettorie possibili sono tutte abbastanza obbligate e passano sull'artico. E comunque le zone interessate sono tutte in territorio russo e kazako (e di qualche altra repubblica), quindi il sistema è stato progettato e coordinato di conseguenza. Comunque il "disabitato" è sempre relativo: nel 2006 quando è esploso un Dnepr, lanciato da Yasny, dovettero evacuare alcune migliaia di persone per la nube tossica (contiene acido nitrico).

Da Kourou (5° latitudine Nord) invece possono lanciare con quasi qualsiasi inclinazione, un missile fuori controllo a passare l'Atlantico ci mette poco, e se cadesse in territorio extra-UE creerebbe problemi di indennizzi.

E' una diversa gestione del rischio resa possibile dal territorio, non è che i russi non montano sistemi di autodistruzione esplosiva perché sono masochisti.
@PGC
C'è qualcosa qua:
http://www.russianspaceweb.com/baikonur_downrange.html

E sulla posizione di entrambi i siti di lancio qui:
http://www.kosmotras.ru/en/pusk_bases/
@PGC.
Sul sistema di autodistruzione della Soyuz TM:
"The Soyuz-ST is a derivative of the Soyuz-2 optimised for launching from the Centre Spatial Guyanais, and equipped with a self-destruct system to meet range safety requirements there."

http://www.nasaspaceflight.com/2013/02/soyuz-2-1a-complete-second-gen-globalstar-constellation/

"An additional flight abort system, similar to the one used on Ariane, has been added to allow to shut down the launch vehicle engines by a remote command sent from the ground."
Manuale della Soyuz TM:
http://www.arianespace.com/launch-services-soyuz/Soyuz-Users-Manual-March-2012.pdf

Claudio: "Sia da Bajkonur che da Yasny le traiettorie passano su una ampia zona sostanzialmente disabitata. "

Grazie per le dettagliate risposte, ma questo secondo me non è del tutto vero.

1) la città di Baikonur dista circa 25 km. Inoltre vi sono diversi villaggi nelle vicinanze del cosmodromo. E infatti ci sono diversi esempi di danni causati da lanci, incluso quello da te citato.
2) al contrario che da Cape Canaveral, ogni lancio deve attraversare migliaia di km prima di arrivare all'oceano, anche per lanci equatoriali.
3) da Baikonur si lancia anche in orbita polare (lo si vede anche nella mappa che hai linkato), e la città di Baikonur è proprio sullo stesso meridiano del cosmodromo (a Sud). Infatti in passato è successo che alcuni vettori fuori controllo siano caduti vicini alla città.

Non sto dicendo che la giustificazione che molti danno alla mancanza di self-destruction mechanism (non ce n'è bisogno) sia necessariamente sbagliata. Dico che in mancanza di fonti ufficiali, la ragione potrebbe essere diversa.

Per esempio che il rischio è stato ritenuto superiore ai vantaggi: un esplosione provoca in genere un gran numero di detriti (come dimostra il Delta II che esplose a Cape Canaveral nel '97). Quando si attraversa una regione abitata, questo AUMENTA la probabilità di causare dei danni, piuttosto che diminuirla. La ragione potrebbe quindi essere proprio l'opposto di quello che riporti.

Un'altra ragione potrebbe essere che gran parte dei lanci USA dopo pochi minuti sono in acque internazionali. Qualcuno, soprattutto nel passato, potrebbe essersi impossessato di parti di vettore relativamente intatte cadute in aree di mare a grande distanza dalla costa USA. In URSS invece almeno nel passato (oggi questo non è più vero: i lanci avvengono addirittura all'estero) questo rischio non esisteva e quindi si continua ad utilizzare un design che non prevede cariche a bordo, con tutti i rischi, le masse e i sistemi aggiuntivi che queste richiedono.

Terza possibilità: quando si transita per gran parte in mare prima di raggiungere l'orbita, conviene esplodere un vettore, PRIMA che possa raggiungere zone abitate. Quando si lancia sul continente, in zone piuttosto disabitate, conviene fare allontanare il lanciatore il più possibile dalla zona di lancio, per evitare danni alle infrastrutture, come già accaduto diverse volte. Una carica a bordo porta con se un rischio, per quanto piccolo, di un'ignizione indesiderata, come accaduto per esempio durante il deployment di un satellite dallo Space Shuttle (non sono riuscito a trovare una reference, ma sono sicuro di quello che dico).

Tutte queste sono solo ipotesi, ma ad occhio molto più realistiche di quello che i media di tutto il mondo continuano a sostenere.

un saluto
pgc
Non c'è modo di capire quanto siano affidabili alcune fonti che oggi riportano che secondo l'analisi della telemetria, l'incidente è stato causato da un anticipo di mezzo secondo del lift-off, quando i motori del Proton-M non erano ancora in grado di fornire la spinta necessaria. A quel punto il sistema automatico di emergenza avrebbe attivato correttamente la procedura di emergenza per portare il razzo al sicuro, lontano dalla base di lancio.

A naso mi sembra improbabile. Soprattutto a causa di quella virata stretta che il razzo compie appena passata la rampa di lancio. Ho provato anche a confrontare alcuni video di lanci di Proton-M (con un carico simile) e non mi sembra di apprezzare grandi differenze nei primi istanti. Forse Paolo o qualcuno che sa come farlo, potrebbe sincronizzare i video di un paio di lanci...

Comunque a naso si prendono un sacco di cantonate, soprattutto in rocket science...

Da qui, qui etc...
Dalla telemetria sembra anche che uno degli 6 motori del primo stadio fosse surriscaldato al lift-off, come se un incendio si stesse propagando in una delle linee dell'ossidante, causando la fiammata bruna che si vede chiaramente nel filmato.

Naturalmente le due cause potrebbero essere collegate.
Sembra anche che la commissione investigativa abbia suggerito l'integrazione di un paio di funzionari delle Ferrovie dello Stato Italiane nella struttura, per evitare il ripetersi del malfunzionamento di cui al commento #26.
@pgc (commento #25)
Scusa l'abnorme ritardo con cui intervengo, ma sono stato un po' impegnato.
Le tue considerazioni sono giustissime. Considera anche che i poligoni sono stati costruiti negli anni '50, e solo in tempi più recenti c'è stato uno sviluppo delle aree interessate dai lanci. Tanto è vero che (sul sito Russia Space che ti avevo linkato) è in progetto lo spostamento del sito da cui lanciano i Proton proprio perché è il vettore più pericoloso.

Per la questione acque internazionali, non si tratta solo di problemi di spionaggio ma anche di sicurezza per eventuali incauti "raccoglitori di rottami galleggianti". Potrebbero esserci zone di propellente incombusto nei booster a solido, o serbatoi con residui nei motori a liquido. Se leggi il manuale dell Soyuz TM e le notizie sul sito di Ariane Space, hanno dovuto rendere i booster affondanti proprio per motivi di sicurezza.

Anche l'allontanamento dalla rampa di lancio prima della distruzione del vettore è contemplato dalle regole di sicurezza di tutti i lanciatori, sia russi che occidentali.
Quello che non fanno i russi è far esplodere i booster dopo l'allontanamento dalla rampa (i famosi 42 secondi). Sicuramente c'entra anche il fatto che come dici tu un unico rottame è meno pericoloso di molti rottami (magari in fiamme).
Ma il concetto che mi interessava sottolineare non è che si tratti di pressapochismo, bensì di una valutazione dei rischi diversa rispetto ai lanci dalle basi che affacciano sull'oceano (anche se incidenti in seguito a pecionate progettuali sono capitati a russi, francesi e americani).
Sarei curioso di sapere come è la procedura di sicurezza per i lanci dalla base di Vandemberg: come posizione è piuttosto scomoda.
Ciao Claudio, grazie per le ulteriori precisazioni.

"Ma il concetto che mi interessava sottolineare non è che si tratti di pressapochismo, bensì di una valutazione dei rischi diversa "

A me sembra di capire che di diverso non ci sia tanto una valutazione, ma la topografia. Cape Canaveral ha il mare ad Est, quindi in caso di failure la strategia migliore è di allontanare il vettore dalla rampa di lancio verso Est, e quindi farlo esplodere per evitare che possa minacciare, a causa di un eventuale cambiamento di rotta, aree abitate.

Nel caso di Baikonur non ci sono aree sicure al 100% dove fare esplodere il vettore. Quindi la strategia di rischio minore è quella di allontanarsi dalla rampa di lancio e, una volta raggiunta una distanza ragionevole, farlo cadere a terra appena possibile.

Infine, anche Vanderberg AFP sta sul mare. Anche se i lanci avvengono in prevalenza - credo - verso EST, se quello che dico è vero la strategia in caso di emergenza potrebbe essere la stessa impiegata a Cape Canaveral.

saluti

@PGC.
Penso stiamo dicendo la stessa cosa: la valutazione del rischio è dettata dalla topografia.

Per Vandemberg, è sulla costa Ovest, e i lanci devono andare verso Est, forse le strategie di sicurezza somigliano più a quelle di Bajkonur che a quelle di Kape Canaveral. Da verificare.
"Se vi state chiedendo come mai il missile non è stato distrutto in volo non appena è diventato evidente che era fuori controllo, mi risulta che i Proton non siano dotati di sistema di distruzione a distanza."

Forse questa affermazione può essere aggiornata aggiungendo il perchè? (vedi la discussione sopra).
Forse questa affermazione può essere aggiornata aggiungendo il perchè? (vedi la discussione sopra).

Perdonami pgc ma credo che il motivo sia molto più semplice; non utilizzano un sistema di autodistruzione perché le normative russe in materia non lo richiedono.
Al contrario le Soyuz che decollano dalla Guyana Francese (territorio francese d'oltremare) montano un sistema di autodistruzione perché le normative europee lo impongono.
Tutto qui:

The Soyuz-ST is a derivative of the Soyuz-2 optimised for launching from the Centre Spatial Guyanais, and equipped with a self-destruct system to meet range safety requirements there.

http://www.nasaspaceflight.com/2013/02/soyuz-2-1a-complete-second-gen-globalstar-constellation/
"Al contrario le Soyuz che decollano dalla Guyana Francese (territorio francese d'oltremare) montano un sistema di autodistruzione perché le normative europee lo impongono."

Si ma perchè lo impongono? Te lo sei chiesto?
@pgc

Si ma perchè lo impongono? Te lo sei chiesto?

Sì, ma non era questa la domanda.
La domanda è perché i russi non lo impongono?

Poca sensibilità ai possibili danni collaterali, scarso senso ecologico o semplicemente lo ritengono superfluo?
"Poca sensibilità ai possibili danni collaterali, scarso senso ecologico o semplicemente lo ritengono superfluo?"

Nessuna delle tre. l'impressione è che non esistendo nei pressi di Baikonur zone di mare aperto e quindi protette e completamente disabitate, non conviene fare esplodere un razzo in mille frammenti (per far bruciare il più possibile i componenti pericolosi) ma preservarlo il più possibile intatto fino all'impatto col terreno.

A quanto pare il... Kaboom! è stato provocato da 3 dei 6 sensori di velocità angolare montati al contrario. I 3 livelli di controllo previsti non sono stati in grado di intercettare l'errore. Tutta gente con esperienza pluridecennale nel campo.

Poveracci, non vorrei essere nei loro panni...