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Nufologia: avvistata astronave degli Anunnaki in una foto astronomica

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 16/08/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Un lettore e ascoltatore del Disinformatico, smailliw87, ha segnalato la foto astronomica qui accanto, che viene disseminata su Facebook presentandola come “l'immagine più nitida di un'astronave Anunnaki” accanto al nostro Sole.

La prima domanda che viene spontanea, perlomeno a uno scettico allegro, è come facciano a sapere che è proprio un'astronave degli Anunnaki (delle divinità dei popoli mesopotamici antichi, per esempio i Sumeri, interpretati come visitatori extraterrestri da alcuni ufologi) e non, per esempio, dei Grigi o dei Rettiliani o dei Vogon, visto che non ha segni identificativi. Secondo questo video dedicato all'immagine in questo, l'oggetto è di appartenenza degli Anunnaki per via della forma, che richiama quella di alcuni bassorilievi sumeri che raffigurano questi esseri a bordo dei loro veicoli alati.

Ma andando alla fonte dell'immagine, come bisogna sempre fare, emerge una storia un po' differente. L'immagine proviene dalla sonda SOHO (Solar and Heliospheric Observatory), un osservatorio solare collocato nello spazio dalla NASA e dall'ESA nel 1995 e tuttora in attività. La foto è datata 2005/11/12 07:19, e una ricerca un po' attenta negli archivi pubblici della sonda ne trova la versione originale.

Osservandola in dettaglio si scopre un fenomeno rivelatore: la presunta astronave è perfettamente allineata alle file orizzontali di pixel dell'immagine ed è costituita interamente da pixel completamente bianchi, privi di qualunque sfumatura. È molto improbabile che un oggetto si allinei così perfettamente con la fotocamera e sia così netto mentre il resto dell'immagine è ricco di sfumature.

C'è poi il dato tecnico che spiega che le immagini sono scattate nell'ultravioletto (quella in oggetto, specificamente a 304 Angstrom) e la luminosità rappresenta la temperatura, per cui un oggetto molto chiaro avrebbe una temperatura di 60-80.000 Kelvin. Se fosse un'astronave, a bordo farebbe un po' caldo.

Il passo successivo di un'indagine sensata è cercare i pareri degli esperti, e l'astronomo Phil Plait ne ha pubblicato uno molto chiaro: le strisce orizzontali di pixel completamente bianchi non rappresentano un oggetto reale, ma sono un difetto del sensore digitale dello strumento. Quando un pixel del sensore viene colpito da una luce molto intensa, la “scarica” anche sui pixel adiacenti. È un fenomeno chiamato “blooming” ed è molto frequente nelle immagini astronomiche acquisite con sensori digitali (altri esempi sono qui e qui). La fonte della luce può essere una stella o una particella del rivestimento della sonda oppure un raggio cosmico che colpisce il pixel.

Come sempre, l'indagine sulle foto ufologiche magari non rivela la presenza di visitatori alieni, ma è un'ottima occasione per scoprire qualcosa di più su come funzionano le tecnologie terrestri e per evitare di essere ingannati dagli ufologi che s'entusiasmano troppo facilmente.
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