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11 commenti

Sulla Terra c’è un enorme canyon mai visto da occhi umani. Eccolo

È in Groenlandia, sepolto da milioni di anni da più di un chilometro di ghiaccio, e non l'ha mai visto nessuno. Ora le ricerche della NASA lo hanno rivelato: un canyon lungo 740 chilometri e profondo fino a 800 metri. L'animazione qui sotto lo rivela, sulla base dei dati forniti da un radar aerotrasportato in grado di vedere attraverso il ghiaccio.


Si sospetta che prima della formazione della coltre tombale di ghiaccio, in questo canyon scorresse un grande sistema fluviale. Abbiamo sotto il naso segreti immensi. Chi avrebbe mai detto che una struttura geologica così grande sarebbe rimasta totalmente sconosciuta fino al ventunesimo secolo?
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Commenti
Commenti (11)
Primo.
E'incoraggiante scoprire che ci possiamo ancora stupire di cosa abbiamo qui sulla nostra terra, oltre che su Marte & Co.
Maaa il risultato ottenuto con il "radar aerotrasportato" in grado di vedere attraverso il ghiaccio come per la Groenlandia, tramite satellite che risultati darebbe?

me lo chiedo pensando ad un rilievo simile ma effettuato su Europa (quella in provincia di Giove)..non credo sia fantascienza liberare in atmosfera un drone dotato di "radar aerotrasportato" per effettuare un rilevo come quello fatto in Groenlandia.

Segnalo che esempi di "canyon sepolti" esistono un po' ovunque. Con le prospezioni sismiche 3D dei margini continentali è ormai possibile estrapolare straordinari e articolatissimi paesaggi del passato sepolti sotto una coltre di sedimenti che oggi ha spesso l'aspetto di un dolce pendio (provare la ricerca "3d seismic imaging submarine canyons" su Google immagini).
Un esempio che ho sempre trovato molto suggestivo (anche se a una scala un po' ridotta rispetto al caso commentato nel post) è molto vicino a noi (a me in particolare, dato che sono di Brescia): si tratta dei laghi prealpini, la cui morfologia era storicamente interpretata come il prodotto dell'escavazione glaciale (e più o meno così è stato insegnato a tutti). Quando sono state fatte le prime prospezioni geofisiche (credo negli anni '70) ci si è accorti che i sedimenti sul fondo del lago - fin qui caratterizzato dal tipico profilo a "U" delle valli glaciali - avevano "tappato" un fondale più antico, inciso nelle rocce mesozoiche che possiamo vedere oggi lungo le coste dei laghi. Questo fondale in particolare ha un profilo acuto - come una valle fluviale, e soprattutto si trova diverse centinaia di metri sotto al livello attuale del mare.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ecco dove lo avevo perso!

Slartibartfast.
Confesso che questa notizia mi ha stupito alquanto.

Questo tipo di rilievi viene fatto di routine da decenni in Antartide per esempio, impiegando aerei e traverse. La metodologia si chiama "radioglaciologia". Come possa essere sfuggito un "dettaglio" del genere in Groenlandia é sorprendente...

@Yuri: una missione del genere è stata cancellata purtroppo. Si chiamava JIMO ed è una delle vittime della preferenza accordata dalla NASA alle missioni umane rispetto alle sonde automatiche, infinitamente più produttive scientificamente. Naturalmente vorremmo che ci fossero i soldi per tutto ma è un fatto che non ci sono [polemic mode ON] e quando proprio su questo blog attaccai la politica di spendere 200 miliardi di dollari per la pressochè inutile (per quanto affascinantISSima), ISS, era a questo tipo di risultati che mi riferivo [polemic mode OFF].

Adesso uno strumento è pianificato nell'ambito della missione ESA/Russia "Europa Jupiter System Mission – Laplace" che volerà tra una decina d'anni, almeo si spera. Peccato perchè i satelliti gioviani sono probabilmente la cosa più interessante del Sistema Solare - Terra esclusa e dovrebbero avere assoluta precedenza su tutto IMHO.

Ci sono invece già due strumenti per la radioglaciologia in funzione in orbita marziana: MARSIS (a bordo del Mars Express) e SHARAD (Mars Recoinnaissance Express).

Questo giusto per creare un contesto a questa straordinaria scoperta.
Pare che mi si sia raddoppiato il commento - sorry!
@pgc
E' proprio a causa della cancellazione della JIMO che mi chiedevo se qualcosa di più '''economico''' fosse più plausibile ed approvabile dalla NASA. Andare su Europa in missione con equipaggio umano stile film 'Europa Report' risulterebbe credo mooolto meno favorevole ai bilanci da far quadrare--
pertanto
1) perchè non far volare nella seppur tenue atmosfera un drone dotato di appositi sensori, liberato durante la discesa del modulo 'terrestre', utilizzando le stesse metodologie già applicate su Marte?
e [polemic^2 mode ON]
2) trovo un controsenso l'enfasi dell'evidenziare notizie a proposito di pianeti in altri sistemi solari con caratteristiche teoricamente simili alla terra ma in pratica irraggiungibili,
quando qui a 2 passi ne abbiamo uno (Europa, appunto) raggiungibile anche oggi(quasi!), senza inventarsi motori al protosincroneutrino, dove l'acqua abbonda e di conseguenza la vita non sarebbe così impossibile anche se a temperature bassissime.. come nel film, anche trovare poche alghe, sarebbe un passo incredibile per la storia.. ma evidentemente i motivi sono altri.
[polemic^2 mode OFF]
..che ne pensate?
1) perchè non far volare nella seppur tenue atmosfera un drone dotato di appositi sensori, liberato durante la discesa del modulo 'terrestre', utilizzando le stesse metodologie già applicate su Marte?

Non credo sia molto facile e redditizio. Primo, liberare un oggetto durante la fase di rientro non è banale, secondo, farlo volare per qualche ora non fornirebbe risultati particolarmente interessanti.

2) trovo un controsenso l'enfasi dell'evidenziare notizie a proposito di pianeti in altri sistemi solari con caratteristiche teoricamente simili alla terra ma in pratica irraggiungibili,

il fatto è che di pianeti lontani ne hai tantissimi, di oggetti vicini molto pochi. Non è necessario andare in situ per verificare l'esistenza di specie viventi. E probabilmente sono deserti. Le due cose comunque non si escludono.

Naturalmente queste sono opinioni mie e c'è ampio spazio per un dibattito...
Non so come, ma questo filmato mi ha ricordato il racconto "Alle montagne della follia" di H.P. Lovecraft. Qualcuno di voi lo ha letto?
Si, l'ho letto Diego.

Per pura coincidenza ne parlavo proprio ieri con alcuni miei colleghi. Tra l'altro la città aliena del racconto risiede nella stessa zona in cui oggi c'è la stazione permanente italo-francese di Dome C e quella di US di Dome Charlie. Pura coincidenza: nel '31 non esisteva una mappa completa dell'interno dell'Antartide.