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44 commenti

Ecco il libro sui cosmonauti perduti (ed ecco le copertine)

È stata lunga (in parte anche per colpa mia), ma alla fine ce l'abbiamo fatta: il libro di Luca Boschini che finalmente chiarisce le teorie e le dicerie sui presunti “cosmonauti perduti” (comprese quelle dei fratelli Judica-Cordiglia) è ora disponibile sia in forma cartacea, sia come e-book.

S'intitola Il mistero dei cosmonauti perduti – Leggende, bugie e segreti della cosmonautica sovietica e lo trovate da ordinare via Internet qui su Cicap.org rispettivamente a 14,90€ e 4,99€.

Quella che vedete qui accanto è la copertina finale, scelta fra tutte quelle pervenute a Luca e realizzate per passione dai lettori del Disinformatico, come raccontato qui. Le altre copertine proposte (quelle i cui autori hanno dato il permesso) sono pubblicate qui.

Buona lettura!

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Commenti
Commenti (44)
Solo un chiarimento, sarei intenzionato all'acquisto.
Ho visto sul sito del CICAP che il file digitale viene consegnato in formato EPUB.
Avendo un e-book reader di Amazon, qualcuno ha già provato a convertirlo con CALIBRE in formato MOBI e se sì, si legge correttamente?
Grazie.
Ho segnalato l'opera su anobii per farla inserire nel loro db. Fra qualche giorno dovrebbe essere disponibile per tutti. (Nel senso che la potremmo mettere nello scaffale dei desideri... :-) )
Domani me lo prendo, sono anni che questa storia mi affascina, spero ci siano elementi interessanti e soprattutto inediti :D
lqa copertina mi piace molto, complimenti.
Complimenti a Giovanni Pracanica, dunque! Anche se, tra quelle visibili sulla pagina del CICAP la mia preferita è sicuramente quella di Diego Capani.
@Bollito Mesto: si calibre permette questa conversione ed il file risultante è corretto (almeno fino a dove sono arrivato a leggerlo ieri sera :) )

Buona lettura
Paolo, puoi girare un suggerimento al CICAP? Manca la possibilità di scaricare gratuitamente il primo capitolo del libro. L'argomento è intrigante, ma poterci dare un'occhiata aiuterebbe non poco le vendite, imho.
Molto bella anche la copertina di Michele Canova.
@Stepan Mussorgsky

anche secondo me ce ne erano di migliori rispetto a quella scelta... anzi, più la guardo e più non mi piace! ^_^
Vabbè, i miei due cent.
IMO, la copertina scelta è la migliore: è dolce e inquietante e lascia in sospeso se i cosmonauti perduti siano esistiti oppure no.
Grazie! Lo aspettavo da molto e l'ho scaricato subito. Un micro appunto: e' un peccato che la "Prefazione dell'Autore" sia un po' troppo esplicita sui risultati ottenuti. Toglie molto pathos.
My 2 cents

N.Shonen
È in vendita solo tramite cicap? Mi scoccia pagare la spedizione
@Bollito Mesto, se il file epub è senza DRM è tranquillamente convertibile in formato MOBI tramite Calibre (ne ho presi molti in rete di epub e convertiti senza problemi e sul kindle poi si leggono benissimo).
Ovviamente rimane la correttezza di non mettere poi in giro le copie, ça va sans dir :-)
Anche a me piace moltissimo la copertina di Michele Canova.

Adesso che ho partecipato pure io spero di non trovarmi la mail piena di gente che mi chiede illustrazioni di qualunque tipo!
@Nigeru Shonen: capisco il tuo punto di vista. D'altro canto non si tratta di un romanzo giallo ma di un saggio storico e solitamente le pubblicazioni scientifiche riportano i risultati salienti della ricerca nell'absract, che sta all'inizio. Spero che comunque, continuando con la lettura, ti accorgerai che nel libro ci sono molti altri fatti poco noti e inattesi che avrai il piacere di scoprire pagina per pagina.
@LucaB: grazie per la precisazione, non sono uno scienziato e neppure ho mai letto un saggio e/o un testo scientifico a parte "Luna?" di Attivissimo ma di quest'ultimo sapevo fin dall'inizio che era un'opera di debunking. Sono anche sicuro che ci saranno tante cose nuove da scoprire come mi hai scritto nel reply ed anzi saranno sicuramente di piu' perche' dell'argomento sono a conoscenza di pochissimo. Non voleva essere una critica al libro che ancora non ho che cominciato, era solo un "micro appunto" ma ho capito: forse mi piacciono troppo i gialli!

Cheers
Posso permettermi una nota critica? Il libro secondo me è molto sminuito dal fatto di essere un'auto-pubblicazione (c'è il logo del Cicap, che però non è una casa editrice, e non è neanche un referente scientifico autonomo rispetto all'Autore).
La mancanza di una casa editrice seria e dell'inserimento in una collana con un comitato scientifico rende questo libro uno dei miliardi di libri autopubblicati il cui valore nella comunità scientifica è - puroppo per l'Autore - molto basso. (Oltre al profilo pratico della discussione).
Perché avete scelto di fare così? Il libro non meritava l'inserimento in una collana con un editore di rilevanza nazionale? Il cicap non ha referenti scientifici abbastanza autorevoli che facessero da garanti presso un editore? (in genere l'avallo di un professore ordinario è più che sufficiente, e non credo che non ve ne siano nel cicap). Poiché io credo che un libro così meritasse, mi piacerebbe sapere le ragioni di una politica editoriale così di basso profilo.
John Titor,

Perché avete scelto di fare così? Il libro non meritava l'inserimento in una collana con un editore di rilevanza nazionale?

Meritava. Ma forse non hai considerato che l'editore quadratico medio italiano è così ottuso da rifiutare un progetto del genere.

Esempio personale. Muore Neil Armstrong. Mica uno qualsiasi: il primo uomo sulla Luna. Propongo a vari editori italiani una biografia (non ce n'è una in italiano). Tutti la rifiutano perché credono che non venderebbe.

Prima di pensare che Luca e il CICAP si siano auto-dequalificati, bisognerebbe conoscere i termini del problema.
Paolo,
su queste considerazioni non riesco a trovarmi d'accordo. Premessa: conosco benissimo il mondo dell'editoria; ho amici che pubblicano con editori nazionali importanti. Non credo che si possa delegittimare il ruolo degli editori italiani come "ottusi". Io credo che tu stesso se vai in libreria ti basi anche sulla collocazine editoriale come elemento (non unico, certo), per capire il lavoro di un libro, e credo che tu stesso ti poni qualche problema di leggere un libro autoprodotto da una persona a te sconosciuta (e quindi immedesimati in chi non conosce Boschini).
Da come parli sembra che le case editrici rifiutino qualunque pubblicazione interessante... non direi che è così. Massimo Polidoro pubblica con Piemme: se gli editori fossero tutti ottusi dovrebbe invece autopubblicarsi. Esistono collane di libri interessantissimi (pensiamo ad alcune collane delle edizioni Codice o di Raffaello Cortina editore), dirette da garanti scientifici molto autorevoli, che non fanno altro che ciò che spetta alle case editrici: operare una selezione.
Io penso che il libro di Boschini avrebbe potuto superare la selezione di un editore, agendo nel modo giusto, per esempio con garanti scientifici autorevli (nel Cicap ci sono premi nobel, vuoi che in tutta Italia non esiste un editore scientifico a cui sono sufficienti le garanzie di un Nobel?). Qui sto abbreviando con alcune semplificiazioni per motivi di sintesi ma, nonostante la complessità del problema, penso che l'autopubblicazione sia davvero sintomo di una di due possibilità: a) il libro è scarso e b) ci si è fermati troppo presto. Ti dico che alla "a" non ci credo assolutamente.
Corrige: "..come elemento (non unico, certo), per capire il valore di un libro..."
John,

Ti dico che alla "a" non ci credo assolutamente.

E fai bene. Luca, se vorrà, ti spiegherà come sono andate le cose. Ti dico solo che non conosci i termini della vicenda e non concordo con la tua critica.
Paolo, d'accordo, sul caso singolo, riconosco che non so i dettagli della specifica vicenda e ti chiedo scusa se sono stato avventato.
Però, al di là del caso singolo, mi stupisce molto il tuo giudizio generale sugli editori... mi trovo in totale disaccordo e lo reputo un giudizio antiscientifico e un po' complottista e dietrologico e poco grato a chi lavora in ambito scientifico nel settore editoriale (le collane scientifiche sono dirette da ricercatori e professori, non da ciarlatani). Per fortuna in Italia abbiamo ottimi editori scientifici che operano un'importantissimo lavoro di selezione degli autori... senza di loro sarebbe il caos e scomparirebbe la cultura scientifica. Se la pensi diversamente non fai un favore alla ricerca scientifica (scusa la schiettezza)
John,

in Italia abbiamo ottimi editori scientifici che operano un'importantissimo lavoro di selezione degli autori...

Mi fa piacere e non ne dubito. Ma resta il fatto che nessun editore mainstream ha voluto pubblicare una biografia di Armstrong, o il mio libro sui complotti lunari, o (da quel che so) quello di Luca.

Giusto per non fare nomi, Piemme pubblicò il libro complottista di Chiesa. Due volte. Piemme commissionò anche al CICAP un libro di debunking. Lo pubblicò una sola volta e non c'è stato verso di chiederne la ripubblicazione o riprendersi i diritti. Quel libro è, a tutti gli effetti, sepolto e irreperibile.

Questo giusto per darti qualche esempio, tratto concretamente dalla mia esperienza personale, di come va l'editoria italiana, che trova sempre spazio per i vampiri sbrilluccicanti e gli unicorni mannari, ma quando c'è da ricordare il primo uomo sulla Luna se ne strafrega.
@Prez: Il primo capitolo è uno dei più "corposi": sarebbe stato problematico pubblicarlo. Però abbiamo messo online un estratto da uno dei capitolo più "dibattuti": quello suo fratelli Judica Cordiglia. Lo trovi qui http://www.queryonline.it/2013/10/17/i-fratelli-judica-cordiglia-e-il-volo-di-gagarin/

@John Titor: ho proposto il libro a praticamente ogni casa editrice grande, media e medio-piccola del panorama italiano. Ho escuso solo quelle che si occupano esclusivamente di romanzi, manualistica per studenti e di libri di "fuffologia". La maggior parte degli editori non hanno neppure risposto (atteggiamento peraltro molto diffuso, che costituisce la norma se non sei un autore affermato) e i pochi che hanno risposto si sono detti non interessati all'argomento. Sospetto anche (qualche editore me lo ha fatto capire tra le righe) che le dimensioni del tomo li abbia spaventati: i costi di stampa sarebbero stati notevoli e il volume delle vendite, trattandosi di un'opera prima, del tutto incerto e imprevedibile.
Diciamo che spero di smentirli e di far guadagnare qualche soldino al CICAP.
Ok, in parte puoi avere ragione, ma continuo a pensare che è una visione un po' complottista, e che può riguardare una singola esperienza di un singolo libro (o due, o tre)... devi accettare l'idea che qui tu stai difendendo libri di cui gli autori garantiscono per sé stessi e che (ripeto) la produzione scientifica non può funzionare così. Chiaramente nessun autore può pensare di pubblicare semplicemente spedendo l'opera ad un editore. Occorre inserirsi in un circuito di produzione scientifica, farsi conoscere dal mondo accademico, ecc. Tu stesso ne sei testimone: pubblicando su "Le Scienze" stai facendo esattamente questo, e infatti i tuoi articoli pubblicati su "le scienze" hanno, da soli, un avallo scientifico molto superirore al resto di tutta la tua produzone messa insieme (non voglio sminuirla io, sia chiaro, però è così).
Comunque, in definitiva, penso che i discorsi si pongano su piani differenti: sul caso particolare di Boschetti hai sicuramente ragione. Sul caso di Armstrong non posso pronunciarmi perché in effetti non ho elementi per avere un giudizio oggettivo scientifico che non sia né quello dell'autore, né quello della sua scuola di appartenenza (e proprio per questo ora come ora non lo acquisterei). Sulla generalizzazione e sull'attacco generale alle case editrici scientidiche, penso che sia antitetico al pensiero scientifico che tu stesso normalmente difendi. Perdonami la franchezza ma io, se scrivo un libro e tutti gli editori e gli ambienti accademici non me lo pubblicano, non penso "ho scritto un capolavoro e tutto il mondo scientifico, accademico ed editoriale-scientifico sbaglia", penso "non ho scritto con il rigore scientifico giusto, ci lavoro ancora".
Luca:
il punto è che non dovevi proporlo tu. Le case editrici (quelle scientifiche, serie) hanno bisogno di garanti. E non si tratta di "raccomandazioni", sia perché siamo nel settore privato, sia soprattutto perché quello che occorre sono garanzie vere. Nessuno pubblicherà mai un libro se lo spedisce a Raffaello Cortina. Mi stupisce un po' dover dare questo tipo di spiegazioni. Con l'avallo di uno, o possibilmente più esperti di quella materia (professori ordinari, ricercatori di chiara fama, divulgatori affermati ecc.), che abbiano apprezzato i tuoi precedenti lavori e le tue precedenti pubblicazioni, e che possono garantire per te, trovi certamente un editore che pubblica, te lo dico per esperienza. E tu i canali li hai: il cicap, a cui tu afferisci, ha fra i suoi iscritti persone titolate e con il curriculum scientifico necessario per avere questo ruolo. Tanto è vero che normalmente le persone che afferiscono al cicap trovano l'accoglimento di editori: questa è la regola, non l'eccezione. Ma se mi dici "ho spedito il libro e no lo hanno accettato" è ovvio che è così: anche tu, se fossi un editore, ti saresti comportato così, e avresti chiesto garanzie di soggetti terzi, di chiara fama, con precedenti pubblicazioni. Nulla di personale, sia chiaro... sono solo un po' stupito di questo modo di procedere.
John,

sul caso particolare di Boschetti hai sicuramente ragione

Boschini.

Che ti ha risposto direttamente, fra l'altro.


Sulla generalizzazione e sull'attacco generale alle case editrici scientidiche, penso che sia antitetico al pensiero scientifico che tu stesso normalmente difendi

Ripeto: io mi sto riferendo alle case editrici mainstream. Non a quelle scientifiche.


se scrivo un libro e tutti gli editori e gli ambienti accademici non me lo pubblicano, non penso "ho scritto un capolavoro e tutto il mondo scientifico, accademico ed editoriale-scientifico sbaglia", penso "non ho scritto con il rigore scientifico giusto, ci lavoro ancora".

Certo. Perché se io, autore e traduttore con 20 anni di esperienza, specializzato in astronautica, ti propongo di acquistare i diritti di traduzione della biografia di Armstrong scritta da uno storico e con l'avallo di Armstrong stesso, non basta.

Non è complottismo: è costatazione basata su dati di fatto.
Paolo:

"Perché se io, autore e traduttore con 20 anni di esperienza, specializzato in astronautica, ti propongo..."

Perdonami quest'ultima nota di chiusura. Ti stimo molto sul piano personale, però, se voglio essere oggettivo, devo ribadire che non ci si può autoproporre ad un editore se non in condizioni più avanzate rispetto a quelle in cui ti trovi tu ora, in cui non solo si abbiano 20 anni di esperienza, ma si siano pubblicati già diversi volumi con editori affermati, in collane con comitati scientifici di buon livello, con un valido riscontro (anche come divulgatori) nel mondo accademico e della ricerca di base. Come ho detto tu stai facendo qualcosa che va in questo senso, non tanto con le pubblicazioni autoprodotte, ma piuttosto con gli articoli che pubblichi su "Le Scienze"; ma devi accettare l'idea che questo è l'inizio, non la fine di un percorso di riconoscimento scientifico e accademico che ti possa permettere di autoporoporti da solo ad un editore di livello non bassissimo. Cosa che, sono certo, in futuro può avvenire.
John,

Mi stupisce un po' dover dare questo tipo di spiegazioni.

Uhm... proprio non ti viene il dubbio che magari questo genere di strada sia stato considerato e tentato ma poi abbandonato perché inefficace di fronte alla cocciutaggine degli editori?

Perdonami, ma dato che io conosco come sono andate le cose meglio di te (perché non le hai vissute), non condivido la tua critica. Ma non sento il desiderio di convincerti.



"Uhm... proprio non ti viene il dubbio che magari questo genere di strada sia stato considerato e tentato ma poi abbandonato perché inefficace di fronte alla cocciutaggine degli editori?"

Semplicemente non bisogna chiamarla "cocciutaggine", ma "valutazione", perché tale è. Chiunque presenta un libro a un editore pensa che il proprio lavoro meriti di essere pubblicato, e gli editori ricevono migliaia di libri al giorno. Li valutano, attraverso i loro direttori di collana, scelgono i migliori (parlo degli editori seri) e ne escludono il 99,99%, i cui autori, qualunque cosa abbiano scritto, parlano di "cocciutaggine" degli editori: ma questo non è un elemento che può aiutare il lettore.
Parlo in generale, non mi riferisco al caso specifico.
In ogni caso, nulla di personale, né con te, né con Luca! Prendetela come una contrapposizione dialettica su un tema specifico, appassionata ma amichevole.
@John Titor
Forse ti è sfuggito il senso di questa frase:
di acquistare i diritti di traduzione della biografia di Armstrong scritta da uno storico e con l'avallo di Armstrong stesso, non basta.
LucaB: ho finito giusto oggi di leggere quasi d'un fiato il tuo libro e non posso che farti i complimenti.
Permettimi di contribuire con un piccolo dettaglio ad una delle storie descritte nel testo: forse ho identificato una delle cosmonaute "fantasma".
Relativamente a Lyudmila Serakovna scrivi:
"Il cognome Serakovna è invece comparso improvvisamente su Internet molti decenni dopo, e non è chiaro da dove venga né chi l'abbia riportato per primo. L'unica cosa che si può commentare a questo proposito è che Serakovna non è un tipico cognome russo. Cercandolo in cirillico su Internet compaiono solo una manciata di pagine di forum dedicati ai cosmonauti fantasma. Inoltre, in russo il finale in -na è usato nei patronimici (l'aggettivo che deriva dal nome del proprio padre), ma Serak non è un nome proprio maschile. Viene dunque da pensare all'invenzione di qualcuno che conosceva poco il russo."

Serak e' quasi certamente un errore di traslitterazione dal vulcaniano Surak: Lyudmila era dunque la figlia dell'illustre scienziato e filosofo di Vulcano.
Cavolo, Terenzio, come ho fatto a non pensarci! Era figlia di un vulcaniano!
Ecco perché non ci sono prove che abbia mai volato su una Vostok: era stata in orbita su ua navicella di Vulcano ;)
Preso da due giorni e letto duecento pagine nonostante il pochissimo tempo libero. Il libro è davvero appassionante :D
Ma sarà possibile acquistare il libro in formato cartaceo in alcune librerie online (tipo IBS o Amazon)?
@Ca21: credo che per il momento l'unico modo per ottenere il cartaceo è acquistarlo sul sito del CICAP.
Oppure, se hai un gruppo locale CICAP dalle tue parti, prendere contatti con loro e fartelo procurare.
Paolo, avrei una piccola curiosità da chiederti visto che hai collaborato con l'autore per il libro, in questo si citano altri due fratelli, i Fracarro di Castelfranco Veneto, che a differenza degli Judica Cordiglia erano (o sono) tutt'altro che dei dilettanti allo sbaraglio, per caso c'entrano qualcosa con l'azienda Fracarro nata proprio a Castelfranco Veneto?
Grezzo,

per caso c'entrano qualcosa con l'azienda Fracarro nata proprio a Castelfranco Veneto?

Non lo so, mi spiace. Chiedi a Luca.
"...per caso c'entrano qualcosa con l'azienda Fracarro nata proprio a Castelfranco Veneto?"

Beh, scoprirlo sarebbe molto interessante, dal momento che l'azienda in questione oggi opera a livello internazionale "nel settore della ricezione e distribuzione dei segnali" (cfr il loro sito)... insomma, il nesso sembra esserci. Chi sa qualcosa di più? Luca?
Curiosità soddisfatta, stando a quanto dice qui erano effettivamente loro

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2013/2-aprile-2013/ecco-parabola-fracarro-ottant-anni-sull-onda-tivu-212444684903.shtml

Non trovavo informazioni perché in realtà il vero cognome dei due era "Fraccaro", mentre l'azienda si chiama così per un errore che non hanno voluto correggere. E poiché l'azienda esisteva dal 1933 immagino che abbiano preso a chiamarli Fracarro, visto che nella pubblicazione dell'ARI del loro studio sulle orbite dello Sputnik li chiamano Bruno e Giovanni Fracarro

http://radiolawendel.blogspot.it/2011/10/sputnik-il-radiomonitoraggio.html
@Grezzo: sì, sono loro. Da quanto ne so, la ditta ora è retta dai loro eredi.
Buon giorno

volevo ringraziare il sig. Boschini per il suo lavoro che ho appena terminato di leggere.

Ringrazio anche Paolo (scusa la confidenza del tu) per la segnalazione.

Ed ora ho "attaccato" il libro allegato a Focus (in versione Kindle)

Federico