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53 commenti

Prova su strada dei bitcoin

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sto testando i bitcoin, la controversa moneta virtuale che farebbe a meno di un'autorità centrale e che è oggetto di molte attenzioni da parte di chi la vede come uno strumento per terroristi e spacciatori di droga. Eppure ci sono molte organizzazioni non criminali che accettano bitcoin (Wikileaks e la Electronic Frontier Foundation, per esempio).

Se già usate bitcoin e volete darmi una mano con questo test, potete inviarmi una donazione (anche simbolica) a sostegno del Disinformatico qui:

17WDK1SMbRFu3e9vSADupjJ9J1E985rMf4

Grazie!


2013/11/02


Grazie a tutti coloro che mi hanno inviato qualche spicciolo in Bitcoin: sono riuscito a fare le prove che volevo e continuerò a testare il sistema. Nel frattempo ho realizzato per la Radiotelevisione svizzera un dossier dettagliato e un podcast sui bitcoin.


2014/01/29


NOTA: Dato che tutti i miei articoli sul sito di ReteTre sono al momento irraggiungibili, ripubblico qui l'articolo sui bitcoin che avevo pubblicato per l'emittente il 25 ottobre 2013.

Ieri il Consiglio federale ha espresso dubbi in merito all'uso della moneta virtuale ‘bitcoin’, usata su Internet”, soprattutto perché questi bitcoin verrebbero usati per il riciclaggio di denaro o per finanziare attività criminali. Vari paesi premono per regolamentarli o vietarli. Ma che cos'è un bitcoin, e perché una moneta che non esiste fisicamente e non ha una banca centrale che la garantisca, esattamente come i soldi del Monopoli, si merita così tante attenzioni?

I bitcoin sono una valuta digitale inventata nel 2008 da uno sviluppatore che usa lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Il suo sito di riferimento è Bitcoin.org. Non ha un'autorità centrale e non è falsificabile o inflazionabile, perché i bitcoin sono autenticati da sistemi di crittografia distribuita e il loro numero è limitato intrinsecamente. È concepita principalmente per effettuare pagamenti via Internet, ma è usabile anche per transazioni locali.

Una transazione fatta con bitcoin ha numerosi vantaggi. Per esempio, avviene senza alcun intermediario e quindi consente pagamenti diretti tra persone, ha commissioni nulle o comunque molto più basse di altri sistemi, ed è utilizzabile in qualunque paese del mondo: basta che ci sia un accesso a Internet. Inoltre un conto in bitcoin non può essere bloccato e chiunque può averne uno. Altri sistemi di pagamento via Internet sono inaccessibili in alcuni paesi e i loro conti possono essere bloccati in caso di controversie o se si è personaggi non graditi agli operatori dei sistemi (come è successo per esempio a Wikileaks, i cui pagamenti tramite carte di credito sono stati congelati da Visa, Mastercard, Paypal e altri operatori).

Non c'è una zecca o una banca centrale che genera i bitcoin e li controlla: vengono prodotti in modo distribuito, da tutti gli utenti che partecipano al circuito di scambio di bitcoin (un po' come avviene per lo scambio di file nei circuiti peer-to-peer) usando un programma che si chiama “bitcoin miner”, letteralmente “minatore di bitcoin” (varie versioni sono scaricabili presso bitcoin.org/it/scarica).

Generare un bitcoin richiede calcoli molto complessi, e per evitare che vengano generati troppi bitcoin questa complessità aumenta progressivamente in modo automatico e c'è un limite matematico al numero di bitcoin che è possibile creare: non più di 21 milioni (il conteggio di quelli attualmente prodotti è presso blockchain.info/charts/total-bitcoins). Tutto il sistema è distribuito, senza un “cervello” centrale che possa creare vulnerabilità o dipendenze. Anche l'archivio delle transazioni è decentrato ed è inoltre pubblico e permanente.

Conviene smontare subito alcuni miti intorno ai bitcoin. Le normali transazioni fatte con questa moneta virtuale non sono realmente anonime: è piuttosto semplice risalire a chi vi ha partecipato, perché ogni movimento e ogni saldo di ogni portafogli di bitcoin sono pubblicamente consultabili per sempre e ogni singolo flusso di denaro virtuale è documentato e tracciabile (anche se i nomi sono cifrati).

Inoltre i bitcoin non sono usati soltanto dai criminali: associazioni come la Electronic Frontier Foundation e Wikileaks e servizi online regolari come Wordpress, Reddit e Baidu accettano donazioni e pagamenti in bitcoin (un elenco di altri siti che accettano bitcoin è presso www.spendbitcoins.com/places/). Fra l'altro, la tracciabilità e la natura pubblica delle transazioni in bitcoin rendono disagevole un uso che eluda le leggi vigenti, anche se esistono sistemi, come il tumbling, che permettono di far perdere le tracce di un flusso di bitcoin, esattamente come esistono sistemi per rendere impraticabile il tracciamento dei contanti e anche delle transazioni bancarie tradizionali.

Di per sé, i bitcoin sono neutrali quando un coltello da cucina: si prestano sia ad usi positivi, sia ad usi criminosi. Paradossalmente, una banconota tradizionale è invece molto più adatta dei bitcoin per gli illeciti, perché è davvero del tutto anonima, è scambiabile privatamente ed è quasi impossibile da tracciare, eppure nessuno si sogna di abolirla.

La prima cosa da fare per usare i bitcoin è, proprio come per i soldi normali, procurarsene un po' e metterli in un portamonete. Uno virtuale, s'intende: in questo caso si tratta di un particolare software, disponibile per Windows, Mac, Linux e Android. I vari portafogli virtuali per bitcoin si possono scaricare da Bitcoin.org, sono liberi e gratuiti e oltretutto completamente ispezionabili: si tratta di software open source, ossia è possibile vederne ogni singola istruzione informatica in un formato che un programmatore può decifrare per capirne il funzionamento e verificare che non contenga falle o trappole. Questa trasparenza è una buona forma di garanzia.

Si può possedere più di un portafogli, in modo da poter avere conti separati per le varie attività. Quando si ha almeno un portafogli per bitcoin si diventa un nodo della rete di calcolo distribuita sulla quale si basa il sistema di questa moneta virtuale.

Dopo aver installato il portafogli occorre mettergli dentro qualche soldo. Ci si può rivolgere a vari “uffici di cambio”, o exchange, che permettono di cambiare monete tradizionali (dollari, euro, franchi, per esempio) in bitcoin. Uno di questi uffici di cambio per bitcoin è Mt. Gox, dove si può creare un account gratuito, protetto da una password robusta, dando semplicemente un indirizzo di mail. Per poter effettuare depositi o prelievi, però, bisogna inviare un'immagine di un documento d'identità: altro che anonimato facile.

In sostanza, i bitcoin si acquisiscono in modo molto simile alle valute tradizionali, nelle quali sono riconvertibili passando sempre dagli “uffici di cambio” appositi. È vero che i tassi di cambio fra bitcoin e altre valute sono molto volatili: per esempio, a maggio 2013 un bitcoin valeva circa 125 dollari, mentre ora ne vale circa 202. Ma soprattutto in passato anche monete “reali” come la sterlina britannica o la lira italiana hanno subìto oscillazioni estreme e improvvise. Per cui il rischio di speculazione sui cambi dei bitcoin c'è, ma c'è anche con altre monete tradizionali.

La differenza fondamentale fra bitcoin e valute tradizionali emerge potentemente quando si tratta di fare o ricevere un pagamento. Mentre una transazione convenzionale via Internet richiede l'intermediazione di una banca o di un operatore analogo (per esempio Paypal), con i bitcoin il passaggio di denaro è diretto. Per ricevere un pagamento in bitcoin è sufficiente dare al debitore l'“indirizzo” pubblico del proprio portafogli virtuale, che ha un aspetto del tipo 175tWpb8K1S7NmH4Zx6rewF9WQrcZv245W; per inviare un pagamento, viceversa, basta conoscere l'indirizzo del portafogli del creditore.

È anche possibile assegnare allo stesso portafogli più di un indirizzo, in modo da avere flussi di denaro suddivisi. Per evitare di dover trascrivere il complicatissimo indirizzo di un portafogli, si può inoltre creare un codice QR da stampare o mostrare sullo schermo dello smartphone, oppure generare un pratico pulsante da incorporare in una pagina Web; questo, insieme alle commissioni inesistenti o quasi e all'assenza di spese di avvio del servizio, rende i bitcoin molto appetibili per i piccoli negozi via Internet e per le piccole transazioni private.

Chi ha preoccupazioni di sicurezza, inoltre, troverà confortante il fatto che pagando in bitcoin non occorre affidare al venditore i dati della propria carta di credito o farli viaggiare via Internet e non è neanche necessario comunicare il proprio nome o indirizzo di e-mail (cosa invece necessaria con i sistemi alternativi). Ma attenzione: come già accennato e a differenza dei normali sistemi di pagamento, la cronologia di ogni transazione in bitcoin è pubblica e consultabile via Internet da chiunque. Per esempio, è sufficiente visitare blockchain.info oppure blockexplorer.com e immettere l'indirizzo di un portafogli o un indirizzo IP per vedere tutte le transazioni associate a quelle coordinate identificative.

La matematica che sta alla base del sistema bitcoin (la cosiddetta crittografia a chiave pubblica) non è particolarmente intuitiva e comporta delle conseguenze altrettanto poco evidenti. Per esempio, un portafogli virtuale è rubabile esattamente quanto un portafogli tradizionale: se il computer sul quale lo custodiamo viene violato da un attacco informatico o da un virus, i file che contengono il portafogli possono essere trasferiti altrove e utilizzati dal ladro, oppure l'intruso digitale può disporre un trasferimento verso il proprio portafogli. In tutti questi casi è estremamente difficile risalire al colpevole, e a differenza dei conti bancari non c'è nessun obbligo legale di rimborso.

Allo stesso modo, un danneggiamento o un guasto del computer contenente il portafogli di bitcoin può rendere illeggibile il portafogli stesso e quindi far perdere il valore contenuto. Anche dimenticarsi la password che protegge il proprio portafogli è quasi sempre fatale: in pratica non ci sono opzioni di recupero. Infine va ricordato che le transazioni in bitcoin non sono revocabili: una volta che un pagamento è stato fatto, non ci si può più ripensare, come è invece possibile in altri sistemi. In questo senso i bitcoin sono come il denaro contante tradizionale.

L'aspetto in assoluto meno intuitivo del sistema bitcoin è che in caso di furto della chiave privata del portafogli digitale il ladro può rubare non solo il suo contenuto attuale, ma anche quello futuro. Però c'è un modo semplice e sorprendente per tenere al sicuro il proprio portafogli digitale: stamparlo e riporlo in un luogo fisicamente sicuro. Siti come BitAddress.org e BitcoinPaperWallet.com offrono tutto quello che serve per generare una copia cartacea (ma leggibile con sistemi informatici, come scanner o fotocamere) di un portafogli per bitcoin.

La massa monetaria attuale di bitcoin equivale a circa un miliardo e mezzo di dollari: quasi nulla rispetto alle masse delle altre valute tradizionali. Eppure è sufficiente a impensierire alcune autorità politiche ed economiche. La ragione più immediata è che i bitcoin consentono transazioni anonime che possono agevolare attività criminali (traffico di droga o di armi) ma anche facilitare l'evasione fiscale o il gioco d'azzardo non autorizzato (l'FBI ha recentemente sequestrato circa 28 milioni di dollari in bitcoin appartenenti a Silk Road, un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti via Internet). Se dovessero prendere piede, sarebbe necessario ripensare drasticamente i sistemi fiscali e riaddestrare le forze dell'ordine per conoscere questo nuovo canale di crimine potenziale.

Ma oltre a questo c'è la preoccupazione che un successo dei bitcoin come valuta di scambio diretto e gratuito fra persone e aziende possa rendere inutili gli operatori delle carte di credito e le banche, eliminando il mercato delle commissioni sulle transazioni con la stessa tecnica con la quale la musica online ha soppiantato il mercato dei CD musicali.

Per contro, una riduzione del costo delle transazioni economiche via Internet potrebbe aprire nuove opportunità di lavoro e di commercio, soprattutto nei paesi emergenti e per le piccole imprese. Cosa ancora più insidiosa, i bitcoin, essendo slegati dalle altre valute convenzionali e non soggetti alle decisioni delle banche centrali, potrebbero rendere obsoleto l'attuale monopolio di queste banche centrali sull'emissione di moneta, come ipotizzato in un rapporto della Banca Centrale Europea sulle monete virtuali, che sottolinea che alcuni economisti ritengono che questo porterebbe a “un sistema monetario altamente efficiente nel quale coesisterebbero soltanto valute stabili”. Internet e l'informatica, insomma, produrrebbero un'altra trasformazione epocale della società oltre a quelle già compiute nel settore delle comunicazioni e della cultura. Staremo a vedere.
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Commenti (53)
Sto testando euro, la controversa moneta che farebbe a meno di un'autorità centrale e che è oggetto di molte attenzioni da parte di chi la vede come uno strumento per terroristi e spacciatori di droga. Eppure ci sono molte organizzazioni non criminali che accettano euro (UBS e HSBC, per esempio).

Se già usate euro e volete darmi una mano con questo test, potete inviarmi una donazione (anche simbolica) a mio sostegno qui:

IT12E02019010720002354567

Grazie!
Non ne conoscevo neanche l'esistenza. Poi ci dici cosa te ne pare.
Ecco in arrivo 1btccent (1.34€ al cambio di queste ore :))
https://blockchain.info/it/tx/245f9dc976426b54e845afe21e559c5448b37b40d4b03608e58fbb4fba3117eb
Un saluto da un "minatore"
Interessantissimo!

Secondo me Bitcoin ha alcune importanti caratteristiche:
1. Può essere ipoteticamente utilizzato in tutto il mondo
2. Non è gestito dagli Stati e quindi il suo valore non dipende dal governo o dalle banche centrali
3. Non può essere generato a piacimento, e quindi non è inflazionabile
4. Non è soggetto a fiscalità e, per via delle sue caratteristiche di internazionalità, molto difficilmente potrebbe diventarlo in futuro
5. Può essere utilizzato per gli scambi di materiale informatico in modo più semplice della moneta corrente

Gli svantaggi invece sono:
1. Il suo utilizzo (per ora) esclusivamente informatico
2. La difficoltà di avere accesso al credito
3. Il fatto che attualmente conviene accumulare bitcoin e rivenderli piuttosto che pagare un prodotto o servizio con bitcoin. Di conseguenza, ora si configura come una bolla speculativa. Paradossalmente il valore del bitcoin dovrebbe stabilizzarsi o diminuire per poter essere veramente appetibile come moneta virtuale.

Naturalmente sono in attesa delle tue impressioni!
Anche io questa mattina ti ho mandato una micro donazione 0,01 BTC avevo scritto anche un commento, ma deve essere andato perso

https://blockchain.info/tx/60d895bf28f59c92bcb0dd046c4503f8cbc70323ea4e00767bcef1d70ef539c3
Ma bitcoin rispetta gli executive order sulla non cooperazione con soggetti legati al terrorismo o riciclaggio di denaro a cui sono assogettate le banche ?

Ma bitcoin può essere usato per speculare sui cambi di denaro fuoriucendo dai tassi di cambio fra le varie valute?
Giovanni: Eppure ci sono molte organizzazioni non criminali che accettano euro (UBS e HSBC, per esempio)..

NON criminali??? Bè, adesso non esageriamo... :)
Così non vale, così aggiri quello che nella mia esperienza è il problema più grosso nell'usare bitcoin: procurarsene una quantità modesta senza dover rischiare un centinaio di euro su siti la cui affidabilità è difficile da valutare.

I bitcoin sarebbero molto comodi come equivalente del contante per i piccoli pagamenti su internet, in alternativa a servizi problematici come paypal, ma al momento la conversione da/per euro sembra ancora più adatta a chi ne fa uso speculatorio.
Così non vale, così aggiri quello che nella mia esperienza è il problema più grosso nell'usare bitcoin: procurarsene una quantità modesta senza dover rischiare un centinaio di euro su siti la cui affidabilità è difficile da valutare.

Quanto hai ragione! Secondo me questo è l'unico vero motivo per cui i Bitcoin non sono ancora diventati un mezzo di scambio comune è proprio la procedura complicata e rischiosa per procurarseli. .
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Dopo la mia ultima "avventura" lavorativa con soggetti affetti dalla sindrome della finanza creativa (sopratutto per quanto riguarda il pagamento dei collaboratori) ho partorito questa semplice regola di vita: "il tuo pagamento (o la tua moneta) può essere convertita in cotechini, birrette e focacce (omaggio al padrone di casa) passando dalla cassa dell'Esselunga?" se la risposta è no allora stagli alla larga. Preferisco andare a funghi se non altro alla sera mi faccio il risotto. lo so ....sono un inguaribile materialista.....
Non è così difficile comprare bitcoin, e se non si è sicuri dei siti di trading (nonostante non mi sentirei di mettere in discussione l'affidabilità di bitstamp o therocktrading ad esempio) si può sempre usare localbitcoins, avendo a vantaggio il contatto diretto col venditore. Oppure, attraverso gli annunci (ebay ha una sezione apposita), o anche ricevendoli come pagamento per un lavoro (se avete bisogno di euro dove li prendete scusa, se non lavorando?)

Ricordate anche che bitcoin è una nuova tecnologia: al pari di internet, saranno le persone a facilitarne l'uso per i meno competenti. E credo che non ci vorrà molto
Segnalo che nel frattempo, in Canada, già dalla prossima settimana... http://tinyurl.com/o4dxn9r

Ciao!
Marco
@Bytho vivi in una botte?
@Mike J. Lardelly:
Il suo utilizzo (per ora) esclusivamente informatico
Beh, non esclusivamente: http://coinmap.org/

La difficoltà di avere accesso al credito
Il che è quasi un bene. Meglio fare debiti in una valuta che si svaluta nel tempo (euro, dollaro, franco svizzero, yen, ...) piuttosto che con una che moltiplica il proprio valore di circa 10 volte da un anno a quello successivo...

Il fatto che attualmente conviene accumulare bitcoin e rivenderli piuttosto che pagare un prodotto o servizio con bitcoin.
Semmai, accumularli e basta. Perché rivenderli? Nel momento in cui li si rivende, si entra nel circuito inflattivo della valuta fiat. Allora è molto meglio comprare direttamente beni e servizi; in questo modo si salta un passaggio (con probabili commissioni da pagare) e si incentiva il mercato Bitcoin, accrescendo quindi il potere d'acquisto del resto del proprio risparmio in criptovaluta.
Se qualcuno mi spiega un modo ***sicuro*** per acquistare 10 o 20 cent partecipo all'esperimento. Vorrei non dover bloccare la mia carta di credito, nevvero.
@Brazov:
Per cifre così piccole ti consiglierei The Bit Boat:

https://www.bitboat.net/

Certo, i prezzi sono altini, ma il servizio offerto è ottimo e puoi ricevere i tuoi spiccioli nel giro di pochi minuti, con una semplice ricarica Postepay dal tabaccaio.

Ciao!
@Brazov : Non ti preoccupare, non corri il rischio di dover bloccare la carta di credito, per il semplice fatto che nessuno ti vende Bitcoin con carta di credito. Il motivo di ciò è che le transazioni in Bitcoin sono irreversibili, mentre con la carta si può fare un payback. Quindi l'aquirente potrebbe facilmente truffare il venditore.

Il modo migliore per comprare BC è usare un'exchange come Mt.Gox ( https://www.mtgox.com/ ) o tanti altri. Quest'ultimo è considerato probabilmente il più serio e affidabile : per poter operare devi anche inviargli fotocopia di un documento di identità (per scoraggiare il riciclaggio) e caricare soldi via bonifico.

Alternativamente, se non vuoi usare un exchange (perchè?) puoi comprare andare sui forum italiani o internazionali e comprare bitcoin direttamente dagli utenti che li mettono in vendita (pagando di solito con ricarica postepay o paypal). Devi però essere un minimo addentro alla community per capire quali utenti sono affidabili e certificati e quali invece dei potenziali scam.
Al momento ho la carta di credito inattiva.
Per colpa di Adobe. Quel famoso "buco" ha generato automaticamente la disabilitazione per sicurezza di tutte le CC della mia banca. Decisione unilaterale ed irrevocabile.
Conseguenze:
1. non posso pagare l'abbonamento adobe (sì, è ridicolo! E mi stanno tempestando di email per farmi notare che non sto pagando).
2. non posso pagare il rinnovo del mio provider web (percui tra due giorni rischio che il mio dominio scada e vada in mano ad altri, posta compresa)
3. non riesco a pagare comodamente le bollette luce e gas.

Avessero chiesto qualcosa...

Quindi al momento, volente o nolente non posso ancora partecipare all'esperimento.
Ne approfitto dono l'equivalente di 5$.

Seguo da molto tempo i bitcoin, che ha sicuramente un potenziale enorme e "distruttivo" ma, come sempre accade quando si tratta di denaro, la diffidenza e il FUD regna sovrano. Anche tu nel passato, non me ne volere, hai tratto qualche conclusione affrettata. Sono sicuro che, usandoli, ti renderai anche tu conto di come sia un sistema valido fondato su base teoriche solide.
(Porca miseria mi è scomparso il commento, boh.)

Fatta donazione simbolica di BTC 0,01, ciao. Orcaloca c'è una tassa sulla transazione! O_o

@Alex leggi i commenti sopra e scoprirai che non si usa la carta di credito.
Bitcoin ha il problema di non essere ancora riconosciuta come moneta "sicura" (se lo sarà mai o meno è presto per dirlo) ma di fatto tanti dei “superpoteri” che tale moneta ha non sono affatto veri.

Leggevo tempo fa che data la quantità “finita” di moneta circolante, non esiste il problema dell’inflazione. In realtà il fatto che una unità di bitcoin è stata suddivisa sempre di più nel corso degli anni (fino a qualche anno fa regalavano decimi di bitcoin, adesso siamo a millesimi).

Di fatto se non c’è limite al frazionamento l’inflazione esiste eccome.
@stecap
Il fenomeno che descrivi non è inflazione ma il suo esatto contrario. Inflazione si ha quando uno stesso bene aumenta il suo prezzo misurato secondo la valuta in questione. Se sei costretto a frazionare le unità minime della valuta perché vale troppo sei in presenza di una enorme deflazione.
Da quel poco che so sui Bitcoin e di economia, quando si rendono necessari i frazionamenti è perché la valuta ha aumentato il potere d'acquisto.

Stecap, pensa all'inflazione tedesca del primo dopoguerra, dove le persone andavano a comprare il pane con le carriole di denaro...
@Brazov
@Stupidocane

Ops, rileggendo adesso mi sono accorto della stupidaggine, mannaggia la fretta :-)

Ricordo di aver letto in una FAQ di Bitcoin (purtroppo non riesco a trovarla) dell'immunità di bitcoin dall'"indesiderabile" inflazione.

Di fatto però la variazione del valore della moneta (inflazione o deflazione) avviene, e la frammentazione dell'unità ne è la prova.
@Marco Lardera:
Veramente da Mt.Gox al momento è meglio stare alla larga, dato che sono incasinati mica poco e potrebbero fallire da un momento all'altro. Qualsiasi altro exchange tra i più importanti è decisamente più consigliabile e affidabile: se non altro fanno bonifici in tempi umani e non occorre aspettare settimane/mesi come con Mt.Gox.

(Il prezzo su Mt.Gox è molto più alto proprio per questo "problemino".)
Punteruolo,

Anche tu nel passato, non me ne volere, hai tratto qualche conclusione affrettata

Ho riletto quello che ho scritto e non mi sembra di aver cambiato idea. Avevo semplicemente segnalato un incidente avvenuto, tutto qui.
L'errore non è nella prima frase in cui segnali il fatto in se, ma nell'accostare l'attacco informatico mosso a mt.gox, un sito di cambio bitcoin<->dollari, alla sicurezza della moneta basata sulla matematica. E' come dire che un furto ad una banca fa perdere fiducia nei sistemi anti-contraffazione dell'euro.
Da questi siti potete procurarvi qualche centesimo (o millesimo, ormai) di bitcoin gratis:

http://www.bitvisitor.com/

(vi farà aprire dei siti pubblicitari: ogni sito che resta aperto almeno 5 minuti vi darà qualcosa)

http://boklund.nu/bunnyrun/

(scegliete il coniglietto e fate partire la gara: se avete scelto quello vincente guadagnerete di più... ma qualcosa avrete in ogni caso, e non c'è da puntare nulla, quindi si vince sempre, anche se poco)

Qualche mese fa c'erano molti più siti che regalavano bitcoin... ma molti di loro sono rimasti "a secco" quando il mining è diventato più difficile.

A tutti quelli che si lamentano che è difficile, lento e/o rischioso procurarsi i bitcoin, io rispondo: se non fosse così, i bitcoin non varrebbero nulla: a nessuno interesserebbe lavorare per procurarsi i bitcoin, se potesse ottenerli senza fatica... e quindi con i bitcoin non si potrebbe comprare nulla; se un giorno cominciassero a piovere banconote dal cielo, servirebbero solo più per accendere il fuoco, perchè nessuno accetterebbe più di essere pagato con quelle (chiunque potrebbe averne migliaia raccattandole in mezzo alla strada)
Secondo me il problema dei bitcoin è che prima o poi si comincerà a convertirli in valuta comune, e quindi comincerà a inflazionarsi. Il fatto che i bitcoin non siano prodotti da alcuno Stato lascia che sia il mercato ad autoregolamentarsi. Questo lascia spazio a fortissime speculazioni che normalmente non si potrebbero fare. Io sono certo che un giorno. improvvisamente, il valore dei bitcoin crollerà di colpo perché tutti quelli che hanno passato anni ad accumularli decideranno di disfarsene. E poi non è vero che esente da fiscalità. Perché prima o poi se hai del denaro da qualche parte vorrai anche spenderlo e qualcuno finirà per accorgersi che una persona ha milioni di euro in proprietà varie e non dichiara niente. Sopratutto non mi fiderò mai di una moneta che può solo IPOTETICAMENTE essere usata ovunque nel mondo, è sempre più affidabile una moneta che può essere PRATICAMENTE usata e convertita in tutto il mondo. Sono anche convinto che la tendenza al solo accumulo di bitcoin sia il sintomo di un'enorme speculazione. Ovviamente è solo una mia idea che non toglie alcun valore al piccolo esperimento di Paolo. Quello che intendo dire è che fidarsi ciecamente del Bitcoin è estremamente rischioso proprio per la natura stessa del bitcoin.
Una bolla intorno a cui si è creato un culto.
domanda da ignorante:

ma se ognuno facendo quanto detto può guadagnare bitcoin gratis (esempio facendo apparire pubblicità per tot tempo, etc.), non c'è il rischio effettivo di inflazione? nel senso che non è prodotta da uno stato o da chi per esso, ma è comunque prodotta, anzi è prodotta senza un effettivo controllo, visto che teoricamente un miliardo di persone potrebbe fare quanto scritto e trovarsi bitcoin gratuiti in "tasca".

inoltre se voglio bitcoin a pagamento devi fare bonifici? ed in base a cosa mi è dato il valore di un bitcoin?
fate attenzione ai bitcoin ... http://keynesblog.com/2013/04/15/bitcoin-la-bolla-austriaca/ guardate il primo grafico e ditemi se non c'è stato un gigantesco rigonfiamento dei prezzi ...
Alessio:

ma se ognuno facendo quanto detto può guadagnare bitcoin gratis (esempio facendo apparire pubblicità per tot tempo, etc.), non c'è il rischio effettivo di inflazione

In tutti quei casi si stanno creando bitcoin, li stai ricevendo da qualcuno che li ha acquisiti prima di te come forma di pagamento.

anzi è prodotta senza un effettivo controllo

Tutt'altro: la creazione di bitcoin è rigidamente controllata e pianificata dal momento della nascita del protocollo. Gli scambi non sono creazione di moneta ma solo, appunto, scambi. Non modificano il numero di bitcoin in circolazione.

in base a cosa mi è dato il valore di un bitcoin?
In base all'andamento del mercato tramite la legge della domanda e dell'offerta. Come d'altronde qualunque altra cosa, compreso i metalli preziosi di cui il Bitcoin imita le caratteristiche.

@Alessio L'inflazione è impossibile visto che la quantità massima di bitcoin è limitata a priori. (Impossibile... se nessuno buca il sistema.) Ciascuno può continuare (a contribuire) a generare nuovi bitcoin ma essi sono sempre di meno, tanto che il costo della generazione in termini di energia elettrica consumata potrebbe diventare superiore al valore al cambio dei bitcoin.

@Edward Anche qui c'è un grafico logaritmico interessante, in pratica in tre anni il valore si è moltiplicato per 2000 (cioè +200000%). Siccome il grafico è lineare, l'andamento è esponenziale con periodo di raddoppio medio intorno ai 3-4 mesi. C'è anche la storia (non so se vera) di uno studente che investì 24$ e ora ne avrebbe più di un milione. Certamente io non investirei grandi somme in un bene che si è apprezzato del 200000%, non certamente in questo momento! L'aspetto è effettivamente quello di una bolla, chi vivrà vedrà.
Paolo, credo che il link proposto da BRAZOV meriti approfondimento; bufala? "Norvegese compra un appartamento con i Bitcoin". Grazie, N.
Con le mie scarse basi di economia mi pongo alcune domande:

1- questa moneta virtuale viene prodotta secondo un algoritmo e quindi il valore della moneta viene dato dalla richiesta della moneta stessa. In questo modo non si ha nessun controllo su fenomeni inflazionisitici e deflazionisitici. In parole povere se nessuno userà i bitcoin il loro valore crollerà, se tutti lo useranno i loro valore aumenterà.

2- Il bitcoin viene creato indipendentemente dal valore di scambi presente,mentre le altre monete vengono create sulla base del valore degli scambi sul mercato. Si stampano nuovi euro quando c'è un valore di scambi in aumento, ovvero la moneta non possiede un valore in quanto moneta, ma rappresenta un valore in quanto mezzo di scambio tra merci o prestazioni, il bitcoin sembra simile a un prodotto utilizzato come scambio (si pensi all'oro per esempio).

3- Le monete comuni sono sottoposte a emissioni e ritiri scollegati dalla politica tramite apposite istituzioni (BCE e FED su tutte) queste istituzioni hanno l'apposito scopo di vigilare e mantenere stabili alcuni parametri (inflazione e deflazione ma non solo) chi vigilerebbe in caso di problemi sui bitcoin?

4- Uso pratico molto complicato ogni transazione necessita di un collegamento internet. In caso di assenza di copertura oppure di energia elettrica che si fa? Si procede con i pagherò?

5- Da quello che ho capito ogni transazione ha un costo, in questo modo il guadagno viene garantito esclusivamente al nodo che effettua la transazione. Mi spiego meglio per avere della moneta, in questo caso bitcoin, devo cedere un prodotto o effettuare un lavoro. Ma trattandosi di una rete virtuale l'unico lavoro previsto è lo smistamento della transazioni. Tutti gli altri dovranno scambiare il proprio lavoro con la moneta legale e scambiare questa con bitcoin. In pratica non è molto diversa dal Linden Dollar o dallo SCEC.

Queste sono le prime obiezioni che mi vengono in mente, ma credo che persone con più di due esami di economia possano dire la loro in modo senz'altro più autorevole e più chiaro di me.
@ Antoniomeopata

Dimentichi il costo per produrre (mining) BTC. Gli algoritmi sempre più complessi, fanno aumentare il consumo di corrente del pc o dell'ASIC collegato per "minare" soldi virtuali. Già ora c'è chi si chiede se sia remunerativo "minare" BTC o possa essere una perdita economica, dovendo pagare bollette sempre più salate.
@Antonio

1-E' vero, già da ora molti si aspettano un risultato binario per quanto riguarda il bitcoin: o non prenderà piede e verrà abbandonato, o prenderà piede e diventerà qualcosa di grosso.

2-Si. In effetti non è una criticità, è esattamente quello che il bitcoin vuole essere: una sorta di oro digitale.

3-Continuando il parallelo con l'oro, non esiste nessun regolamentatore economicamente parlando. In caso di problemi tecnici al protocollo o alla rete, gli interventi sono solitamente effettuati dagli sviluppatori del protocollo originale, il cui lavoro deve poi essere "ratificato" dalla maggiornaza dei nodi generanti bitcoin.

4-Certo, per avere conferma da parte della rete è necessario avere una qualche forma di connessione ad internet. Come d'altronde avviene per i pagamenti con carta di credito, pagobancomat, paypal, western union e chi più ne ha più ne metta. E' pur sempre una moneta digitale, non credo che ne esistano in grado di funzionare in modo sicuro completamente offline.

5-Il lavoro necessario per creare bitcoin e la riscuotere i costi di transazione (che non sono obbligatori) va molto al di la del semplice smistamento delle transazioni, e serve sostanzialmente a garantire sicurezza alla rete bitcoin, rendendo molto difficile e costoso annullare transazioni o falsificare bitcoin. E' un lavoro che globalmente ha costi non indifferenti, ma comunque minori ai costi di stampaggio di moneta a prova di falsificazione.
Per la domanda #4, c'è anche chi ha emesso bitcoin di metallo ;-)
E comunque le banconote erano in origine dei "pagherò" statali, così come lo sono gli assegni per le banche :)
@Punteruolo
Per il punto 4, Bitcoin funziona anche offline, con transazioni dirette da utente ad utente: ad esempio tra due smartphone via Bluetooth.

https://bitcointalk.org/index.php?topic=300809

È una funzionalità recente che non ho ancora approfondito, e quindi non so dire di più.
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"World’s First Bitcoin ATM Arrives at Coffee Shop, Goes Live Tomorrow"

http://www.wired.com/wiredenterprise/2013/10/robocoin_here/
So di arrivare un po' in ritardo, ma da quando hai scritto questo post mi sono informato, ho anche comprato 0,20 BTC e ho letto molto. Una domanda continua a rimbalzarmi nella testa: le quotazioni del cambio dei BTC sono pilotate? La progressione geometrica, l'esistenza di pochi grossi dealer... il sospetto viene.
Ho contribuito (miseramente) al tuo esperimento. Se qualcuno volesse contribuire al mio... 1JT4jXJdDMD6FFHRJpaLJbgc82BWvdsW3b
ops...!
ops2...!
@pgc, @edward Per non ripetermi provo a metterla sotto forma di equazione, magari è più concisa. Falla di sicurezza di uno dei siti che usano Bitcoin != falla di sicurezza del Bitcoin.
Secondo me si tratta di una colossale truffa e ne elenco i motivi:
1) i siti che offrono di poterla comprare sono numerosi, quelli che offrono di convertirla in euro sono pochi, spesso non funzionanti o con vincoli enormi
2) quando si cerca di vendere i bitcoins per convertirli in euro, si scopre che si pagano commissioni o che il cambio è molto sfavorevole
3) non è chiaro al 100% chi gestisca la valuta, per esempio stabilendone il cambio con l'euro o altre valute reali
4) l'anonimato assoluto garantisce la sicurezza, ma anche copre meravigliosamente eventuali truffatori (vai a capire, se 4gjsovGHJMEo349hiTUAG ti ha rubato i soldi, chi è e dov'è andato a finire! Potrebbe essere il tuo vicino di casa, ma come si fa a sapere?)
Dove sta la truffa?
Secondo me chi ha inventato il sistema, ha pensato che 10 euro non sono molti e quando milioni di persone danno 10 euro, si tratta di miliardi di euro! Che vanno non si sa bene dove e nelle tasche di chi.
Se si cerca di avere indietro i propri soldini in moneta sonante, arrivano le sorprese! Se anche si riesce a trovare un sito dove poter convertire i bitcoins, si scopre che vengono valutati meno di quanto valgano ufficialmente e se poi si chiede di fare un cambio in modo che i soldi reali possano arrivare su Paypal (che è comodo), si deve rinunciare ad un buon 20% del loro valore per la transazione.
Insomma, io la vedo un po' così: se compri 10 euro di bitcoins, diciamo li ho dati a qualcuno e non li rivedrò più, così qualcuno si è intascato i miei 10 euro. Se poi cerco in tutti i modi di riaverli indietro, non avrò mai i miei 10 euro, ma un po' meno. Così chi non è riuscito ad intascare i miei 10 euro, almeno ne intasca una parte. Mi pare che in ogni caso quello che ci perde sia io! Certo, finché ho i bitcoins li posso usare, giocarci online, cercare di rubarne altri ad altre persone, così sembra che io abbia veramente qualcosa di concreto tra le mani, ma non sto facendo altro che aiutare il sistema dei bitcoins ed a mantenerlo vivo. Quando poi cerco di avere i soldi reali, arrivano i dolori.
Mi sembra un po' una cyberspeculazione colossale.
Gradirei però saperne di più e per questo cercherò di documentarmi meglio.
State attenti, comunque!
@Riccardo Borghi Cerco di risponderti:
1) Siti che vendono e siti che acquistano? Non mi è chiaro cosa intendi. Tutti i siti che conosco che vendono bitcoin li comprano anche. MtGox, BitStamp, BTCe ecc.
2) Le commissioni ci sono sia per la vendita, sia per l'acquisto. E' dalle commissioni che i siti di cambio realizzano il loro guadagno, e di solito è attorno allo 0.5% in entrambe le direzioni. Ancora, non mi è chiaro cosa intendi con "cambio molto sfavorevole", visto poi che cambia anche del 10% in un giorno.
3)E' semplice: nessuno gestisce la valuta, ed è quello contemporaneamente la sua forza e la sua debolezza.
4) Vero, con i bitcoin un eventuale truffatore potrebbe sparire nel nulla. Ma la stessa cosa vale per il denaro contante, se ci pensi. In altre parole, la tua sicurezza dipende solo da te.

Occhio a non pensare ai cambi come a delle organizzazioni che prendono soldi per darti bitcoin. In realtà loro gestiscono "solo" l'infrastruttura, quando tu stai comprando bitcoin lo fai con delle persone che a loro volta hanno messo in vendita i loro al prezzo corrente, come in un mercato. Per quello che ti dico non ha senso dire che "è più facile" comprarli che venderli.

Capisco benissimo i tuoi dubbi, sono quelli che avrei io se mi avvicinassi per la prima volta a questo mondo.




"It is now utterly pointless to mine bitcoins using ordinary computers, as specialized hardware can mine them a lot faster."

Pooler, creator of Dec 2013 Sourceforge's Project of the Month "cpuminer". Full interview here: http://sourceforge.net/blog/december-2013-potm/
il link al dossier dettagliato non funziona. qualcuno riesce a inviarmi il link corretto?
prometeo,

ho aggiunto a questo post il testo integrale dell'articolo.