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Twitter va in Borsa e rivela i propri numeri

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 04/10/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Twitter ha pubblicato poche ore fa i dettagli del proprio piano di quotazione in Borsa, rendendo pubbliche molte informazioni sulle proprie attività e dimensioni che prima erano riservate e stimate soltanto indirettamente dagli esperti.

Il “social network” (più propriamente piattaforma di microblogging) dichiara alle autorità statunitensi di avere circa 218 milioni di utenti attivi mensili (49 negli USA, 169 nel resto del mondo) e di gestire oltre mezzo miliardo di tweet al giorno.

Twitter guadagna circa due dollari per ogni visualizzazione della sua “timeline” (flusso di messaggi) negli Stati Uniti e 30 centesimi nel resto del mondo. Sembra tanto, ma Twitter è comunque andato in perdita per quasi 80 milioni di dollari nel 2012 su un fatturato di circa 317 milioni. Chi ci guadagna di certo sono i suoi boss: l'attuale CEO Richard Costolo, per esempio, ha incassato 11,5 milioni di dollari.

Un altro dato interessante è la ripartizione dei ricavi: Twitter vive principalmente vendendo spazi pubblicitari (e anche tweet, account e “trend” sponsorizzati promozionali), con incassi di circa 221 milioni di dollari nel 2013, ma si mantiene anche grazie al “data licensing” (32 milioni), ossia la vendita dei dati che noi utenti vi immettiamo: i nostri gradimenti, i nostri pareri, le nostre idee, la nostra geolocalizzazione e i dati dei nostri contatti. Come in ogni servizio gratuito della Rete, non siamo il cliente: siamo il prodotto in vendita.
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