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70 commenti

Giornalismo di qualità


Due refusi in tre righe. Un piccolo esempio di cosa non funziona nel giornalismo di lingua italiana. Da Gazzetta.it. Grazie a fraverce per la segnalazione.
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Commenti
Commenti (70)
Volendo essere puntigliosi manca anche una virgola:
una bimba di Anchorage, Alaska"," portata ad Austin etc etc
Penoso
Veramente, ipotizzando che la piccolina si chiami CarOlyn, e non Carlyn, i refusi potrebbero anche essere tre.
A proposito di "giornalisti" (rigorosamente tra virgolette), c'è questo blog http://ohmiotio.blogspot.ch/ che raccoglie molte perle giornalistiche del portale Tio.ch
Io mi chiedo, ma è lecito pubblicare così la faccia di un bimbo, per quanto rampollo famoso ?
Non ho letto tutto, confesso ...
http://www.odg.it/content/minori
Il ragionier Filini insegna........
Eddài su.
Non è questo "un esempio di cosa non funziona nel giornalismo italiano".
Finchè si posta uno screenshot divertente ok, ma non cominciamo a farci facili polemiche.
Noto una contraddizione.
Refusi ce ne sono spesso anche in questo blog. Quasi in ogni post vengono giustamente fatti notare dai lettori, per esempio qui, qui, qui e qui , giusto per prenderne alcuni a caso fra i tanti.
Quindi, direi che è inopportuno contestare agli altri i refusi se si è i primi a sperimentare ogni giorno quanto sia facile compierli. Altra cosa sarebbe segnalarli direttamente a chi li ha compiuti, allo scopo di permettere la correzione (come fanno qui i lettori del blog).
Mi ricorda questa canzone...

http://www.youtube.com/watch?v=Jmw8BCOX9tw

Dedicata a tutti i giornalisti che scrivono in quel modo!
Ma mi facci il piacere!!!
Anziché essere così impietoso verso i tuoi colleghi, dovresti coagularti con loro che sono spesso persone meno fortunate di te e che non sanno a che santo riavvolgersi.

Dovresti spezzare un'arancia in loro favore per far sì che possano permettersi una paga più alta e possino, così, scrivere più meglio.

Magari, se è fortunato, il tuo collega è uno stragista che sta facendo il tirocinio a 300 euri al mese e spesso sono i cappi espiatori di tutti gli errori di un sistema che non funziona più bene.

Io non sono uno sterco di santo ma certe cose le capo. Tu perché no?
Sei proprio sicuro che il secondo sia solo un refuso e non vera e propria ignoranza?
Scusate, credo che si debba inserire il fatto nelle giuste coordinate. Non stiamo parlando di un blog qualsiasi: stiamo parlando del primo gruppo editoriale italiano. La qualità della forma non è una cosa in più. E' il minimo.
In più, prima di fare raffronti, occorre considerare la densità di errori (numero errori / numero di righe). Su molte pagine un errore può sfuggire, massimo una volta al mese s'intende, su mezza pagina no.
Non si rilegge prima della pubblicazione? O, peggio, si rilegge e non si nota l'errore? Inaccettabile per qualsiasi scuola a indirizzo teorico, tanto più per professionisti della comunicazione.
La motivazione "sono stagisti pagati poco, poverini" regge se stiamo parlando di inchieste che durano un mese nel fango e nel gelo, non se si parla di buttare giù un breve testo nella propria lingua madre.
martinobri:
hai perfettamente ragione, e condivido ciò che dici.
Per completare il tuo ragionamento, però occorre osservare che è un refuso della stessa gravità quello commesso nell'articolo della rivista Le Scienze dedicato al c.d. Occhiometro, di cui si è parlato qui da poco. In tal caso infatti si tratta della più autorevole rivista scientifica-divulgativa italiana (e internazionale, in quanto è collegata a Scientific American), e il refuso non era secondario, bensì determinante nell'economia informativa dell'articolo. In quel caso, a quale livello del processo redazionale è stato commesso il refuso? Come è possibile che nell'ambito di una rivista così autorevole si sia commesso un simile errore?
@John T.

D'accordo con te, ma a mio parere, come detto, bisogna considerare anche la frequenza di errori.
Se si legge il giornale tutti i giorni, ancor più se nella versione web, si vede che il numero di fregnacce è spaventosamente alto, ed è così da qualche anno. Ormai bisogna stappare una bottiglia se si trova un articolo senza almeno due errori da scuola media.
Non è questione di episodi, è questione di una cattiva qualità di fondo. Che diventa pessima se, come nel caso dell'articolo, si tratta di pubblicazioni con una storia secolare.
mi interesso di tennis e motori, ho smesso di leggere yahoo eurosport italiano perché gli errori erano veramente da bacchettate sulle mani, non solo l'ortografia e la grammatica una volta nel titolo hanno sbagliato l'abbinamento città/tennista... ho una serie di screenshot esilaranti.
Da un commento che ho cassato dalla coda di moderazione:

Ciao, sono Davide e ho appena realizzato un widget di Aforismi gratuito da inserire nei siti e blog.
Se vuoi far vedere ai tuoi visitatori un aforisma nuovo ad ogni pagina vista puoi inserire il widget seguendo le istruzioni che trovi a questo indirizzo [omissis]...



Ciao, sono Paolo e se pensi che fare spamming sia il modo migliore per far conoscere il tuo widget, non hai capito una emerita cippa di Internet.

Fatti una bella pensata, invece di rigurgitare widget di aforismi, e riprova. Sarai più fortunato.

Ah, dimenticato: ti ho segnalato a Google come spammer. Perché è quello che sei, anche se magari non te ne rendi conto.
John T.,

Noto una contraddizione

Noto una certa ricorrente vena polemica nei tuoi commenti.


Refusi ce ne sono spesso anche in questo blog.

Alla cadenza di due ogni tre righe?
John T.

è un refuso della stessa gravità quello commesso nell'articolo della rivista Le Scienze dedicato al c.d. Occhiometro

Obvious troll is obvious.

Ah, e per inciso, quel link sbagliato non l'ho generato io.


Have a nice day.
dimenticato --> dimenticavo
Paolo, sono TRE refusi:
stagine (stagione)
penultimo GP (è l'ultimo gp della stagione)
Facci (Faccia)
2 righe e qualcosa, 3 refusi. Poi si lamentano quelli della gazzetta che RCS vende edifici e quant'altro.....
Per Paolo Attivissimo,
quella che chiami "vena polemica" a volte c'è, lo riconosco, anche se magari io preferisco chiamarlo "spirito dialettico", ma ciò è irrilevante. È vero che esso contraddistingue il mio modo d'essere, ed è vero che probabilmente non è sempre appropriato. Ti assicuro che tutto ciò non contiene l'intento di disturbare o di provocare. Apprezzo molto il tuo lavoro e sostanzialmente "sto dalla tua parte". Però per mia natura tendo a non identificarmi con nulla "in blocco". Nei tuoi scritti vi sono sia (molti) aspetti che condivido, sia (alcuni) aspetti e profili che mi trovano meno favorevole, o che sono distanti dal mio background culturale, e talvolta uso questo spazio per farli presenti. Ciò avviene con l'intento con cui, in una cena tra amici, possono emergere forti contrapposizioni, senza che ciò precluda l'amicizia la mattina dopo, e anzi in genere rafforzandola.
Certamente gradisco la tua osservazione, e mi impegno a calibrare meglio la mia vis dialettica (non ad eliminarla in toto, perché verrebbe meno il mio sincero intento costruttivo), e a cercare di rendermi meglio conto di quando potrei essere inopportuno, scusandomi per quando lo sono stato. "In cambio", ti chiedo di non considerarmi un "disturbatore" (termine che tu hai reso meglio in gergo), e di accogliere questo mio spirito come sincero. Fammi sapere che cosa ne pensi, se ti va.
Facci il giornalista
Ah, avevo letto male il trafiletto. Pensavo si riferisse al gp in corso, ovvero quello del Brasile. 2 refusi quindi :-)
@Iufo88

era il penultimo, l'ultimo verra corso domenica in Brasile

il giornalista è ignorante (o solo disattento), ma in questo caso informato…

per la disinformazione, oltre a vera ignoranza, vedi, come detto sopra, yahoo eurosport

No ragazzi, no. Ok, a volte Paolo prende troppo seriamente certi refusi, ma qui no c'è discussione: qui non abbiamo un refuso su due colonne d'articolo, ma ben due refusi su un trafiletto di tre righe. Come a dire che non è nemmeno stato riletto, né prima né dopo la pubblicazione, poiché gli errori saltano subito all'occhio senza dover andarli a cercare.
Questo è pubblicare contenuti con la stessa leggerezza col quale io pubblico uno stato su facebook. Una corsa allo sharing più veloce del west, senza preoccuparsi tanto della forma con la quale si presentano le notizie.
oops… verrà
Questo thread sta diventando refusonoico... tutti attenti alla sintassi... :)
Rivolto a chi sostiene che un refuso non sia qualcosa di grave.
Alle scuole superiori, ai miei tempi (circa 7 anni fa), un qualsiasi tema con 2 errori grammaticali difficilmente veniva valutato con un voto superiore a 6,5/10. Non importa se gli errori fossero dovuti a ignoranza o distrazione. Questo perché la correttezza della forma è fondamentale ed è indice di quanta attenzione e concentrazione siano state spese durante la stesura.
Se leggessi in questo blog un commento di 3 righe e ci trovassi 2 errori, come lo valuterei? Quanto peso gli darei? Risposta: davvero poco. Perché chi lo ha scritto non ha fatto neanche lo sforzo di rileggerlo per verificare di averlo scritto correttamente.
Nel caso di un giornale, tutto questo è ancora più grave.
Sapiens,
ciò che affermi è condivisibile, ma c'è un punto su cui non concordo del tutto.
Secondo me, fra la forma scritta e la forma orale (nella quale il lapsus è ammesso), non vi è una cesura netta, bensì un continuum; vale a dire che vi sono forme intermedie che possono contenere elementi sia dello scritto che dell'orale. Fra questi vi rientrano secondo me i commenti di un blog (così come, sicuramente, gli sms), che rappresentano forme di scrittura immediata ed estemporanea. Un articolo di giornale è uno scritto "puro", non ammette sviste, e su ciò la mia idea si sovrappone perfettamente alla tua. Il post di un blog è un po' meno puro: deve sì essere esente da sviste, ma in esso sono ammesse anche forme colloquiali (cioé tipiche del parlato). Un commento a un blog va ancora oltre in questa scala: è una vera e propria via di mezzo, che ha la forma scritta, ma la sostanza del parlato: in essa cioé può essere tollerato un lapsus, o una frase con costruzione non del tutto perfetta, purché rimanga chiaro il concetto che si vuole esprimere (proprio come avviene quando ci si esprime a voce). Tanto è vero che è accettata l'idea che in un post successivo ci si corregga, proprio come avviene nel parlato quando, subito dopo il lapsus, lo si rettifica. In altri termini, io considero l'oggetto "commento a un blog" come un mezzo di espressione che ha la forma dello scritto ma la sostanza del parlato, a cui non si applica l'inflessibilità che invece vale per l'oggetto "articolo".
@ John T.

In altri termini, io considero l'oggetto "commento a un blog" come un mezzo di espressione che ha la forma dello scritto ma la sostanza del parlato, a cui non si applica l'inflessibilità che invece vale per l'oggetto "articolo".

Dov'eri?! Dov'eri!! Dov'eri quando su questo blog imperversava Accademia dei pedanti!!! Sai quanti flames grammaticali avremmo letto?! E quanti chili sarei ingrassato mangiando patatine a leggervi?! :D

@ Sapiens

Commento sintatticamente e grammaticalmente perfetto, ma... parti lancia in resta sui refusi e poi fai un esempio di errori grammaticali. Un refuso non è necessariamente un errore grammaticale o sintattico. La forma è sì importante, ma non va mai oltre l'importanza del contenuto. Chiaro che, se la forma manca completamente, difficilmente il contenuto sarà degno di nota, seppur non possa essere vero, ma due refusi che abbassino la valutazione di un testo geniale è da bacchettoni.

Un concetto espresso in italiano perfetto o in dialetto stretto, rimane comunque concetto. Forse nella forma "balzana" perde forza (non sempre) o risulta "stonato", ma la forma non è tutto. La forma senza concetto è vuota.
A proposito, che fine ha fatto Accademia?
Certo che hai proprio l'indole della maestrina
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Per il commento precedente: dopo "maestrina" ci vuole un punto fermo.
Intanto la cosa si aggrava. Nell'articolo di oggi sul Corriere sulla ISON troviamo punteggiatura traballante, almeno tre errori di sintassi (su quasi altrettanti si può discutere che siano errori, ma ancorchè corretti rendono la frase farraginosa) e un bell'anticipo di due anni per la Hale-Bopp.
La questione non è più a livello di refusi, purtroppo. E non da ieri.
@Stupidocane @John T.

Ottime osservazioni.
Parlando o scrivendo si vuole trasmettere un messaggio.
La "sostanza" è la parte principale di un messaggio.
La "forma" è il veicolo per il quale la "sostanza" è trasmessa e capita. Manca la "forma", manca praticamente tutto.
Il fatto che scrivendo un SMS siano concessi errori di "forma" è giustificato dal fatto che esiste un implicito patto linguistico tra le parti che permette la comunicazione anche in una forma "errata". Un tale patto, per sua natura, non esiste nè tra gli editori di un giornale e i lettori, nè tra utenti di un blog. Pertanto in pubblico (e su internet, che è una assimilabile a una grande piazza) la forma è drasticamente molto più importante che altrove. Non vedo motivo per negarle questa importanza.
Sapiens:
grazie per le tue validissime considerazioni.
Non contesto ciò che affermi, semplicemente ho una visione parzialmente differente, per cui individuo una variazione nella tolleranza, non tanto sugli errori, quanto sulle sviste. In effetti in tutta questa discussione avremmo dovuto (come forse qualcuno ha osservato) tenere meglio distinto l'ambito degli "errori" (scrivere "se avrei voluto sarei andato") dalle "sviste" (scrivere "se avessi vluto sarei anddato"). Sui primi, accetto tua posizione sulla massima rigidità. Sulle seconde, continuo a pensare che il commento a un blog possa essere soggetto a un'indulgenza che invece non è dovuta per un articolo di giornale, proprio in virtù del "patto implicito" di cui tu parlavi poco fa.
@ Sapiens

Non per tirare l'acqua al mio mulino, ma ti faccio l'esempio di una conversazione avuta giusto oggi con un distinto signore.

Questo professionista di mezz'età, dai gusti molto raffinati, disponibile, di bella maniera, molto forbito nel parlare e molto erudito, insomma uno che sa parlare bene e di molte cose, tra le sue belle parole ricercate e riflessioni argute, attacca a mettere in mezzo vaccate pseudorazziste e discriminatorie una dietro l'altra... dopo due minuti di ascolto avrei voluto mandarlo a caecc. ecc.

Ora, benché la forma con cui ha espresso i suoi pareri in materia d'immigrazione e di considerazione della donna fosse pressoché perfetta, sia dal punto di vista della sintassi che dell'oratoria, la sostanza del suo parlato aveva un valore di poco superiore allo zero.

Ora non stiamo qui a fare una comparazione tra valori e quanto ognuno di noi li ritenga importanti, quanto l'espressione d'idee generaliste ed omofobe (i terroni sono tutti dei fannulloni, i cinesi stampano euro falsi, i rumeni rubano, le ragazzine si truccano da mignotte e crescono mignotte...) e via di questo passo.

In questo caso, meglio la forma perfetta, oppure meglio un contenuto meno abbietto?

Capisco perfettamente che il tuo discorso è incentrato sulla forma d'espressione che, anche e forse specificatamente in questo caso, permette di esporre il proprio becero modo di pensare sotto una forma "gradevole". Abbiamo i nostri politici a farla da padrone in questo campo. Ma capirai anche tu che un discorso, benché espresso in forma perfetta, non può assolutamente evitare che il primo marmista che passa per strada, ti apra la testa per il disgusto di ciò che sente. :D
Detto ciò, per me non vale ciò che sostieni, ovvero che se manca la forma, manca tutto il resto. Per me se manca la sostanza, la forma ha ancor meno significato.

Se c'è sostanza, la forma si può imparare. Se non c'è sostanza, la forma si può imparare comunque.
Altro esempio forse più "conosciuto": i fratelli del duo comico terrazzinaro delle scie comiche. Non si può certo dire che non sappiano parlare. Eppure riguardo ai contenuti... :D
Errata: "quanto l'espressione d'idee generaliste ed omofobe"
Corrige: "quanto sull'espressione d'idee generaliste ed omofobe"
Stupidocane,
io penso che Sapiens volesse dire un'altra cosa, e cioé che la forma è sostanza nel momento in cui è indispensabile per far comprendere il messaggio; senza forma il messaggio si può prestare ad ambiguità che rendono incerto il contenuto del messaggio. Questa, in fondo, è la ratio ultima per la quale esiste la grammatica. E questo è il motivo per cui si può derogare alla forma nell'orale, in una conversazione tra amici, dove si ha la certezza che ci si comprende comunque, e/o dove si sa che ci si può correggere, mentre invece non sono ammesse deroghe in un articolo di giornale, in cui non vi è la possibilità di accompagnare il messaggio con segni che ne aiutino l'interpretazione (è curioso osservare che sulla base di questa argomentazione Platone, nel Fedro, sosteneva la famosa tesi della prevalenza dell'oralità).
Tuttavia, io mi sento di contro-argomentare osservando che a volte il messaggio è chiaro anche in assenza di forma. Talvolta una frase sgrammaticata può essere ugualmente comprensibile in modo univoco... e allora, che si fa? Se lo scopo ultimo del linguaggio è la comprensione da parte del destinatario, in tal caso ha poco senso pretendere comunque la perfezione della forma. Questa tesi ovviamente non è solo mia, diciamo che, come ben sappiamo, tale è posizione della scuola di Tullio de Mauro, e con lui di molti linguisti contemporanei, che può portarci ad affermare che una svista (o anche un errore) non ha alcuna rilevanza, se è comunque soddisfatto lo scopo dell'univocità del messaggio.
Ti do una mano.

Errata: il primo marmista che passa per strada, ti apra la testa
Corrige: il primo marmista che passa per strada ti apra la testa
>tale è posizione della scuola di Tullio de Mauro, e con lui di molti linguisti contemporanei, che può portarci ad affermare che una svista (o anche un errore) non ha alcuna rilevanza, se è comunque soddisfatto lo scopo dell'univocità del messaggio.


Di de Mauro avevo già una pessima opinione da quando fece il ministro della Pubblica Istruzione. Vedo che è peggiorato.
Onore al merito: non era facile.
Martinobri:
L'opinione sulla simpatia o antipatia di De Mauro interessa poco qui. Citavo De Mauro accademico, professore ordinario, con pubblicazini scientifiche al suo attivo. Sei liberissimo di contrastare le sue tesi e allocarti su una scuole di pensiero opposta alla sua, purché il discorso rimanga del rango giusto. Mettersi sul piano del "secondo me non ha ragione", del "ne so quanto lui" (che è la trasposizione nel campo della linguistica del "mi interessa solo ciò che vedo con i miei occhi") sinceramente è un modo di fare che trovo più consono di altri ambienti di livello un po' più basso del nostro, che sinceramente non mi interessa per nulla. Io sposo sul piano scientifico la sua scuola di pensiero, ma so anche che non è l'unica nel panorama accademico, pertanto, se tu non ti identifichi in essa, fallo pure, ma con argomentazioni del rango giusto.
>L'opinione sulla simpatia o antipatia di De Mauro interessa poco qui.

E chi ha parlato di simpatia e antipatia? Ho detto che è stato un pessimo ministro della Pubblica Istruzione, e che le tesi che porta avanti in campo linguistico, se sono quelle che sono appena state esposte, sono più distruttive dei suoi progetti sulla scuola, per fortuna non realizzati. La simpatia che c'entra?


>Mettersi sul piano del "secondo me non ha ragione"

Mai detto "secondo me". Ho detto che ha torto in senso assoluto. Col nota bene precedente.
Martinobri.
Interromperei qua la discussione: la stiamo portando avanti su piani troppo differenti e ho l'impressione che sia difficile incontrarci. Ti chiedo solo di riflettere sul fatto che quel tuo "ha torto in assoluto", privo di qualunque riferimento scientifico, basato solo sul senso comune, nei confronti di un professore ordinario, non è molto diverso dall'atteggiamento del cospirazionista che di fronte alle pubblicazioni di un professore di ingegneria afferma: "ha torto in assoluto perché io, a intuito, dico che le cose non sono così".
Mi dispiace, ma la scienza (che sia ingegneria o linguistica) non procede per confutazioni del tipo "ha torto in assoluto" buttate lì così.
Quindi, se il piano su cui tu vuoi porre la discussione è di questo tipo, interromperei qua. Peccato, perché l'argomento era interessante.
> nei confronti di un professore ordinario

Ullallà, siamo tornati all'ipse dixit.


>privo di qualunque riferimento scientifico, basato solo sul senso comune

Privo di riferimento? Senso comune? Andiamo a dire a uno zoologo che scrivere Canis familiaris, canis familiaris e Canis Familiaris è uguale, che tanto è salvaguardata l'univocità del messaggio.
O a un chimico che scrivere HE è lo stesso che scrivere He, che tanto un elemento di simbolo E non esiste, per cui è chiaro che nel primo caso volevo scrivere elio, e che cavolo, piantiamola con queste pedanterie formali, tanto l'univocità del messaggio è salvaguardata lo stesso.
O che scrivere Lamark è lo stesso che scrivere Lamarck, che tanto di famoso c'è solo lui, per cui si capisce chi intendevo, no?

Il "Sì, ma tanto si capisce" me lo aspetto da un primino che cerca di capire fino a che punto può mercanteggiare; non da un professore, ordinario o straordinario che sia.
Sono stupito di ciò che leggo...
1) Fare riferimento a un professore ordinario non è "ipse dixit". È l'esatto contrario, significa rinviare ad una persona che ha titoli e pubblicazioni in cui fa riferimento ad altri studiosi che hanno titoli e pubblicazioni, argomentando le proprie tesi su pubblicazioni sottoposte al vaglio accademico... è il modo in cui procede la scienza. Dire che questo è "ipse dixit" è assurdo, perdonatemi... qui sembra che non si sappia l'ABC di come procede la scienza... e di che cosa significhi citare uno studioso.
2) L'esempio dello zoologo non è calzante. Io non ho mai affermato che ogni messaggio è univoco in presenza di imprecisioni. Ho detto che ciò può avvenire. Sembra un esempio fatto solo per dirmi a tutti i costi che sbaglio.
3) Riassumere decine di pubblicazioni scientifiche in "Sì, ma tanto si capisce" è veramente la quintessenza della semplificazione "da bar" (perdonatemi la durezza). sembra che tu stia lavorando per contrapporti a tutto ciò che è scienza, università, studio accademico, nel nome di semplificazioni incredibili. Io ho rinviato a degli studi. Puoi non condividerli ovviamente, ma non riconoscerne la scientificità è del tutto fuori luogo. Peraltro, sembrerebbe che non hai letto gli scritti a cui faccio riferimento. In tal caso, non è preferibile dire "mi astengo dall'intervenire perché non sono argomenti di mia pertinenza"? Io ho fatto dei richiami che presuppongono il rinvio a quegli scritti, non ho certo preteso che le mie parole li riassumano in modo sufficiente (anche qui torna il metodo scientifico, che è fatto di rinvii, e non di riassunti)
Davvero, stento a capire... sto ritrovando in queste risposte il classico atteggiamento anti-accademico di complottisti e simili che credevo qui si contrastasse... Sono semplicemente stupito.
Per fortuna le opinioni di Marinobri non coincidono con quelle di tutti gli altri, e ho trovato in questo spazio altri commenti molto più propensi a confrontarsi seriamente. Ma l'atteggiamento di martinobri di disprezzo verso le citazioni scientifiche coincide del tutto con l'approccio di altri siti che qui, giustamente (e con tutto il mio appoggio), si vogliono contrastare.
Sono molto sconcertato.
Chiedo scusa a tutti. Fino al mio commento delle 21.52 stavamo portando avanti una conversazione con Sapiens (e alcuni interventi di Stupidocane) assolutamente civile ed equilibrata, poi è intervenuto martinobri il cui scopo sembrava solo quello di irridermi, e ho ceduto alle sue provocazioni. Se vi va, "resettiamo" e torniamo al nostro scambio di idee, altrimenti, se chiudiamo qua, ringrazio Sapiens perché, pur con idee diverse dalle mie, mi ha indotto a fare interessanti riflessioni.
Secondo me la forma è "il vestito" del contenuto. Come il vestito, anche la forma deve essere consona al contesto: se ci troviamo in un luogo pubblico dobbiamo vestire in un certo modo; se ci troviamo ad una festa tra amici vestiamo casual, se siamo in casa propria con amici e/o familiari molto stretti possono andar bene anche canotta e mutande (io no, perché già vestito sono brutto, in canotta e mutande potrei traumatizzare i figli, mentre mia moglie, secondo me, non ci vede bene :-) ).

Come per i vestiti, la forma può mascherare il contenuto.
Ad esempio, un truffatore può vestire come un medico e parlare in modo tale da sembrare un medico usando termini ricercati, parole forbite che fanno da "travestimento" per un contenuto vuoto e del tutto privo di validità scientifica. Chi non è esperto in medicina, può essere tratto in inganno.

Viceversa un medico che parla come uno scaricatore di porto, che vada in giro in canotta e zoccoli e per il quale non ci siano altri elementi che ne dimostrino la sua competenza farà scappare i pazienti a gambe levate. Il contenuto (la sua competenza professionale, magari elevata) verrebbe nascosto dalla forma.
Concordo pienamente con Guastulfo, in tutto. Giustissima la precisazione "per il quale non ci siano altri elementi che ne dimostrino la sua competenza".
@ Huastulfo (mi è scappata l'acca ma mi piaceva e l'ho tenuta :D)

Ad esempio, un truffatore può vestire come un medico e parlare in modo tale da sembrare un medico usando termini ricercati, parole forbite che fanno da "travestimento" per un contenuto vuoto e del tutto privo di validità scientifica. Chi non è esperto in medicina, può essere tratto in inganno.

Viceversa un medico che parla come uno scaricatore di porto, che vada in giro in canotta e zoccoli e per il quale non ci siano altri elementi che ne dimostrino la sua competenza farà scappare i pazienti a gambe levate. Il contenuto (la sua competenza professionale, magari elevata) verrebbe nascosto dalla forma.


Mmmhnniii... stai facendo un esempio non dialettico, ovvero un esempio sul piano della realtà e della competenza di un professionista. Benché il medico "perfettino ma incapace" possa apparire più "medicoso" di quello "zozzo e sboccato", i pazienti del "perfettino" muoiono, mentre quelli dello "zozzo" vivono.

Ora, se tanto mi da tanto, ci penso su due volte prima di mettermi nelle mani del medico "perfettino", tu no?
@Stupidocane
Grazie per l'acca mi serviva :-)

Nel mio precedente commento ho fatto uno stretto parallelismo tra forma e vestito, e tra contenuto e competenza/validità/onestà di un uomo fino a fonderli insieme.
Nell'esempio intendevo evidenziare che la forma (essere "perfettino" nel vestire e nel linguaggio, o meno) può arrivare a mascherare il contenuto (competenza) facendo sembrare competente chi non lo è e, viceversa, incompetente chi è competente.
@martinobri

Di solito, i vecchi cialtroni sfascisti diventano sempre più cialtroni.
Incoraggiati dai degustatori di minestre alle mosche.
>Io ho rinviato a degli studi.

Ah sì? E quando? A quale riga di quale messaggio?
Tu che parli di disprezzo del metodo scientifico eccetera, da te di qualcosa che assomigli lontanamente a un riferimento ho letto solo questo:
"tale è posizione della scuola di Tullio de Mauro, e con lui di molti linguisti contemporanei"


Forse al bar si può dire "Quel famoso diceva che". Una citazione è ben altro. Rivista, data, luogo di pubblicazione, pagina. In realtà, adesso che c'è internet basta un link. Ma non ho visto neanche quello.
Per accusare qualcuno di disprezzare le citazioni scientifiche occorre che le citazioni scientifiche ci siano.
E piantiamola qui.

@Stupidocane @John T. @Guastulfo
Ancora grazie per le ottime considerazioni. Condivido [quote]pur con idee diverse dalle mie, mi ha indotto a fare interessanti riflessioni[/quote], è valso lo stesso per me. L'argomento in questione è senz'altro "multiforme" e pieno di sfaccettature e sfumature. Volendo farlo, se ne potrebbe parlare per giorni, forse mesi.
Giornalismo di qualità, avanti un altro caso.
Lo sapete che secondo il Corriere la progeria è una malattia che ringiovanisce?
(fine del primo paragrafo)

Anche il titolo del film sono riusciti a sbagliare...
Segnalo un gustoso episodio.

Oggi sul sito dell'ANSA per sbaglio hanno rimesso un articolo che parla della prima eclisse di Luna del 2014.
Anche senza intendersene, il lettore neanche troppo attento rizzerà le orecchie leggendo

''È una eclissi suggestiva - sottolinea Masi - perché coincide con la Luna piena usata per calcolare la Pasqua.


Da notare anche il cattivo uso della punteggiatura e facezie involontarie come
l'atmosfera terrestre filtra la luce che giunge al nostro satellite durante l'evento, facendovi arrivare solo i rossi.
Dopo "Fascisti su Marte", la par condicio ha evidentemente detto la sua.
Giornalismo di qualità, avanti un altro.
Essendoci da illustrare un articolo su un innovativo esame medico a scopo diagnostico della rètina, quella dell'occhio, voi che immagine mettereste?

Magari sottotitolandola anche "esame della retina"?
Giornalismo di qualità, post 4 di n (per n purtroppo tendente a infinito).

Per l'ANSA non esiste la sindrome di Down, esiste la sindrome Down. Un refuso? No, perchè è ripetuto tre volte.

Interessanti poi le traiettorie triangolari (?) di una sonda in orbita, l'uso di termini comuni virgolettati, come se fossero cose strane, e la citazione di un "corpo" della cometa (che non esiste come termine).
Sorvolando poi sui numerosissimi errori di battitura e sulla mancata distinzione tipografica tra titolo e testo dei paragrafi.
@Martinobri
Interessanti poi le traiettorie triangolari (?)[...]

Forse l'autore dell'articolo, è stato influenzato da piccolo da Automan e le sue "traiettorie rettangolari"
"4 metri dalla superficie" ? Mi sembra un pò TROPPO vicino.
"Automan e le sue traiettorie rettangolari"

Perché è stato creato con tecnologia a 8 bit. Già con un 16 bit avrebbe fatto traiettorie a 45°. :)

(Oh, è una battuta. Non so nulla di informatica quindi non prendetevela, oh voi informatici, se ho scritto una stupidata. È però ben accetto uno spiegone in materia di computer grafica)
Sempre sulla cometa della Rosetta: oggi, commentando l'ormai famosa foto della zona in cui le due subunità si congiungono, il Corriere cartaceo dice che "a destra si vede l'inizio della coda".
Sigh.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ANSA, e sai cosa leggi. Ormai è una sicurezza.
Oggi titolano
"I piccoli arceri della pace della tribu' Pokot"

Arceri scritto così. Giurin giuretta.
Sotto un altro. Un articolo, sempre ANSA, sulla macchia solare recente di cui avrete sentito parlare perchè è la più grande dell'ultimo quarto di secolo. L'ho vista a occhio nudo (cioè con filtri ma senza ingrandimenti).
E' un articolo ben fatto (a parte Gps scritto non tutto in maiuscolo, come le sigle richiederebbero).
Solo che dà la macchia come una novità.
E l'articolo ha la data di oggi.
E la macchia si vedeva fino a martedì scorso.
Adesso è andata sul lato opposto del Sole.
:-(

Mancava il link

Eccomi, sono il link