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La truffa dell’“assistente finanziario” su Internet: come riconoscerla

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 22/11/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

LinkedIn è uno dei tanti siti di buona reputazione che offrono servizi per la ricerca e l'offerta di lavoro e che talvolta vengono purtroppo abusati per truffe e raggiri. Le ricerche di una società di sicurezza informatica, F-Secure, segnalano la presenza su LinkedIn di alcuni casi di una truffa che è meglio conoscere bene per evitare guai seri con la giustizia: si tratta di false offerte di lavoro come “assistente finanziario” o “assistente alle operazioni” (esempio di truffa).

Non fidatevi di queste offerte che promettono facile impiego e guadagno con un lavoro che può essere svolto comodamente da casa, anche a tempo parziale, e consiste nella gestione di transazioni monetarie di clienti: si tratta in realtà quasi sempre di aziende inesistenti che in realtà tentano di reclutare persone da sfruttare come riciclatori di denaro inconsapevoli.

Il meccanismo è piuttosto semplice: se abboccate all'offerta, riceverete del denaro sul vostro conto corrente (uno dei dati personali che avete comunicato ai truffatori nell'ambito del “contratto di lavoro”) e lo trasferirete ad altri, tipicamente con sistemi meno tracciabili come Western Union, dopo aver trattenuto la vostra commissione.

Ma il denaro che ricevete è di provenienza illecita, sottratto per esempio da conti correnti violati, per cui diventate ricettatori e la traccia dei bonifici porta direttamente a voi, per cui sarete voi, e non i vostri “datori di lavoro” che si trovano chissà dove, a finire nei guai.

Queste truffe vengono costruite da imbroglioni professionisti, che creano anche siti di aziende fittizie ma dall'aria molto credibile, con nomi come Inteqno, Altran Strategies, Deticaconsulting o Nezux. Non fidatevi. Per distinguere le offerte serie dalle truffe bisogna usare gli strumenti di Internet: cercate su Google i nomi delle aziende offerenti per vedere se sono citati da siti che si occupano di finanza o affari. Se siete bravi a usare servizi come Whois, guardate a chi è intestato il sito: se l'intestazione è riservata, è sospetta. Se siete in dubbio, evitate.
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