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36 commenti

Disinformatico radio: la bufala del Wi-Fi che causa la “morte invisibile”

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Blog pseudoecologisti, riviste di pseudoscienza e vari utenti su Facebook stanno facendo circolare un allarme apparentemente serissimo che riguarda la pericolosità dei segnali radio del Wi-Fi, che avrebbero degli effetti “non solo pericolosi, ma letali” che però, secondo un copione classico, sarebbero “stati abilmente tenuti nascosti al pubblico per preservare i lauti profitti delle aziende”.

L'appello prosegue dicendo che “l'esposizione alle radiazioni di microonde a basso livello (Wi-Fi) è causa conclamata di irreversibili danni cerebrali, cancro, malformazioni, aborti spontanei, alterazioni della crescita ossea”. Inquietante, soprattutto se si considera che vengono fornite fonti precise: il Professor John Goldsmith, “consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Epidemiologia e Scienze della Comunicazione”, e un “documento di 350 pagine” intitolato “International Symposium Research Agreement No. 05-609-04” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma quando si va a verificare la notizia, come ha fatto Bufale Un Tanto al Chilo, emerge che il professor Goldsmith non è affatto consulente dell'OMS e i suoi scritti riguardano radar per uso militare e trasmettitori TV, cosa completamente diversa dal Wi-Fi in termini di potenza. Inoltre il documento dell'OMS citato non esiste; al contrario, l'OMS dichiara che il Wi-Fi non comporta rischi significativi neanche a lungo termine.


Del resto, se si legge fino in fondo l'appello, ci si accorge che i rimedi proposti riguardano la telefonia cellulare invece delle reti Wi-Fi. È difficile pensare, infatti, che qualcuno tenga un'antenna Wi-Fi vicino all'orecchio o nella tasca dei pantaloni, come descrive l'appello.
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Commenti (36)
Ma infatti io mi preoccupo di più delle radiazioni dei cellulari e dei loro ripetitori che del WI FI: credo siano più pericolose e mi chiedo se l'auricolare sia davvero utile a ridurle. Màh!
L.
tutto dipende dall' intensità di campo EM. Se il campo irradiato è di pochi mW
allora è sicuramente una bufala, viceversa può essere davvero pericoloso,
fino a raggiungere l'ustione da microonde, come avviene per esempio nei noti forni casalinghi.
Ma la morte visibile ha la falce e un cavallo bianco come quello di Discworld?
Beh, comunque è oggettivo che la diffusione capillare del WiFi si stia rivelando letale per le cellule cerebrali della popolazione.
Da quando ci sono gli smartphone perennemente connessi a internet, l'aumento dei rimbambiti che passano la sera a picchiettare le dita sullo schermo è stato esponenziale.
è vero, come scrivi nell'articolo che:
"..È difficile pensare, infatti, che qualcuno tenga un'antenna WiFi vicino all'orecchio o nella tasca dei pantaloni, come descrive l'appello."

MA è altrettanto vero che è altrettanto facile trovare chi tiene l'antenna WiFi vicino al PC, a distanza intorno al 0,5mt..1mt, dove i mW di potenza assorbita dal corpo sono comunque alti e quantomeno discutibili, piuttosto che ridicolizzare tutto, senza distinzioni di potenza/distanza/frequenza,come nel tuo articolo.
Io mi chiedo: i furfanti cospiratori che cospirerebbero per assicurarsi lauti guadagni, pur essendo chiaramente al corrente dei rischi, non sarebbero loro stessi vittime delle radiazioni? Io ancora non ho mai visto nessuno di lor signori andare in giro con un caschetto foderato di stagnola per difendersi dalle onde radio... Stesso discorso che si può fare con le scie chimiche: chi le sparge sarebbe , come tutta la popolazione, esposto ai batteri, ai virus, alle sostanze chimiche tossiche seminate dai tanker volanti!
Sottoscrivo le parole di Replicante Cattivo. Non sono le onde radio del Wi-Fi o dei cellulari a causare danni cerebrali: è l'uso smodato che al giorno d'oggi si fa della tecnologia. Tutti la usano a sproposito; pochi sono rimasti in grado di capirla, e fan tutti parte della generazione che l'ha vista nascere. Anche pubblicare puttanate a nastro è divenuto fin troppo facile: un copia & incolla (o incula, come mi suggeriscono spesso...), qualche parola rimaneggiata e taaaaac, la perla complottista pronta per essere inviata con un semplice clic o una ditata su un touchscreen. E quella perla complottista troverà sempre il boccalone che ci casca, quasi sempre un altro di questi "nativi digitali" (che fa rima con "imbecilli totali") che troverà facile appiopparle un "mi piace" sul Tomo delle Facce di Merda o altre stronzate del genere: anche lì, basta un clic o una ditata. A questo ci ha portato il boom tecnologico.
Per onor di cronaca incollo il link dove era già passata la bufala:
http://bufaleuntantoalchilo.blogspot.it/2013/11/il-wi-fi-pericoloso.html
@ Marmottone

Il link a "Bufale un Tanto al Chilo" c'era già. Bastava seguire il link in questo articolo a quello della RSI con i particolari.
Paolo: "È difficile pensare, infatti, che qualcuno tenga un'antenna WiFi vicino all'orecchio o nella tasca dei pantaloni, come descrive l'appello."

Premesso che questa ennesima bufala è patetica come poche altre, in realtà ad essere pignoli molti tengono un'antenna WiFi vicino all'orecchio o nella tasca dei pantaloni: quella dei cellulari connessi alla rete WiFi.

Il punto è che i cell phones hanno una potenza di emissione molto più bassa di hub e repeater, che possono arrivare ad 1W.
@pgc
Quando stai parlando al cellulare, hai circa 30 dB che escono dall'antennina. Prendendo per buono che metà della potenza venga assorbita dal corpo, ricevi circa 27 dB.

Il segnale che ricevi dal ripetitore arriva a -70 dB, -80. Probabilmente anche molto meno.
Il rapporto di potenze ricevute è allora di uno a 10-100 miliardi.
Io mi preoccuperei molto di più del cellulare che del ripetitore a 1 km.

Discorso simile per l'AP dentro casa: un ottimo segnale ti arriva a -40, -50 dB. Comunque potenze molto più basse di svariati ordini di grandezza che rispetto al cellulare (anche nel caso che trasmettesse a 0 dB)
Non so voi ma più che dei campi elettromagnetici mi preoccuperei dell'amianto : un pericolo tutt'altro che invisibile !
Claudio,

certo, anche "io mi preoccuperei molto di più del cellulare che del ripetitore a 1 km." Ciò non toglie che la frase che ho messo tra virgolette non sia sbagliata.
Questo intervento sul WiFi capita a fagiolo.
Sarò un po' fuori tema ma pur sempre di elettromagnetismo si parla, spero che Paolo lasci correre.

Tratto da un blog ospitato da una testata giornalistica nazionale (non riporto autore o link perché trovo scortese scrivere “alla spalle”; mi interessa la vostra opinione sull'affermazione e non sull'affermante): “ ...inquinamento elettromagnetico o elettrosmog, definito come quel particolare tipo di inquinamento causato dalle onde radio emesse dai campi elettromagnetici.”.

Il post da cui ho estratto la frase presenta altre “scorrettezze” ma mi limito a segnalare questa.

Non voglio aprire un dibattito sulle radiazioni ELF o non ionizzanti in genere ma... solo io ho un improvviso attacco di ulcera quando leggo che i campi elettromagnetici generano onde radio? E' talmente strampalata come affermazione che non saprei neanche come correggerla.

E mi chiedo: se non si conosce il concetto di onda, non si conosce lo spettro elettromagnetico (o perlomeno non si sa spiegarli) perchè ci si ostina a divulgare pezzi sull'argomento? Come può poi il lettore/cittadino distinguere tra pericoli reali e bufale?

Avrei tante, tante, tante cattiverie da scrivere ma non posso abusare di questo spazio.
Un poco OT:
Personalmente trovo che un blog come quello segnalato per questa bufala, per quanto buono nelle intenzioni, non possa che far risaltare ancora di più la capacità del nostro padrone di casa di spiegare cosa non torna nelle varie bufale senza farsi prendere troppo dalla voglia di canzonare chi ci crede (almeno di solito a meno che, giustamente, si parli di bufale diffuse da "giornalisti").
In Bufale un Tanto al Chilo invece il tono è per loro stesso vanto "scanzonato", il chè per quanto divertente per chi già alle bufale non ci crede, non penso possa adattarsi ad una logica di "servizio alla società" dichiarata nel voler aiutare a confutare le assurdità che girano su Internet... Per dire, se dicessi a qualcuno che ha visto la presunta notizia della polizia che si unisce ai manifestanti in Thailandia di cercare su quel blog se c'è qualcosa, trovando questo per quanto il principio sia giusto penso che una certa tentazione di mandare a f*****o me e chi la sbufalata l'ha scritta gli verrebbe...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Nikonzen

Sono d'accordo con te e ti esprimo la mia solidarietà: è davvero difficile digerire le vaccate pseudoscientifiche, quando si leggono...
:)
Hum... l'articolo su RSI sembra non esserci può... mi pare abbiano ristrutturato il sito e non trovo più gli articoli... è recuperabile da qualche parte?
Pix,

tutti i miei articoli per ReteTre sono inaccessibili per lavori in corso.

Ho aggiornato questo post per includere direttamente il testo dell'articolo.
La inviterei ad aggiornarsi in merito a questo argomento (http://apps.fcc.gov/ecfs/proceeding/view?z=jkm1p&name=13-84) ed alla Civil Action No 3:11-cv-00739-MO; veda i miei ultimi commenti sul blog http://bufaleuntantoalchilo.blogspot.ch/2013/11/il-wi-fi-pericoloso.html, ci sono link interessanti.
Non abbiamo la certezza sulla dannosità delle microonde, e da laureato in Ingegneria Informatica non posso trarre conclusioni sulla validità dei risultati medici, ma se il governo USA ha chiesto a FCC un riesame dopo 20 anni di utilizzo degli stessi standard di sicurezza, non possiamo dire che sia tutto una bufala e, comunque, almeno ora le fonti sono piuttosto attendibili direi.
Vorrei aggiungere un altro commento ad una sua affermazione: "è difficile pensare, infatti, che qualcuno tenga un'antenna WiFi vicino all'orecchio o nella tasca dei pantaloni, come descrive l'appello.", se pensa bene a questa affermazione credo che non sia difficile rendersi conto del contrario. Gli smartphone ad esempio possono essere abilitati all'utilizzo del wifi, e possono agire anche come hotspot wifi. Inoltre quasi tutti hanno a disposizione i modem adsl2+ con router wifi incorporati, e spesso per comodità vengono lasciati accesi in casa, anche quando non utilizzati.
Ripeto, non siamo certi della dannosità, però nel dubbio magari possiamo almeno evitare di lasciarli accesi inutilmente...

Paolo, in una discussione sull'argomento è stato citato questo link:

http://ambientebio.it/i-pericoli-legati-al-wi-fi/

che non fa riferimento al solito inesistente Barrie Trower ma cita riferimenti diversi.
Personalmente non mi convincono i numeri (le affermazioni sono sempre le stesse), per caso hai già avuto modo di controllare (o l'ha fatto qualcun altro?)?

Grazie.

Mauro
In realtà credo che le cose stiano un tantino diversamente.
TUTTE le radiazioni ionizzanti in generale fanno male e i tempi di esposizione in relazione alla loro potenza può fare la differenza tra l'essere "quasi" innocue e l'essere "mortali".
Nel caso dei WiFi ritengo che anche se molto meno potenti di un cellulare... la pericolosità sta nel fatto che la trasmissione dura a lungo (tutto il tempo cioè che si naviga in rete) e si è quasi sempre vicini alla "fonte", se non all'access point, di sicuro nei pressi del PC da cui si naviga e dotato di modulo WiFi (magari appoggiato sulle gambe e quindi anche alle parti basse).
A questo si aggiunge il fatto che ormai in una palazzina, tra il proprio WiFi e quello dei vicini, si sia costantemente irradiati da queste onde che a loro volta si sommano a quanto già invade prepotentemente l'etere, ovvero, segnali GSM, UMTS, LTE, e relativi trasmettitori dei vari operatori posti sui tetti di palazzi e colline, aggiungiamo le più classiche onde radio, tv, satellitari, i segnali CB, le ricetrasmittenti (es. forze dell'ordine), etc.. etc... etc...
Personalmente credo che l'utilizzo di queste tecnologie vada "limitato" ai casi di reale necessità, stare senza fili è comodo ma potrebbe costarci molto caro in futuro, soprattutto alle nuove generazioni.
TUTTE le radiazioni ionizzanti

Tratto da Wikipedia:

Convenzionalmente si considerano ionizzanti le radiazioni con frequenza maggiore di 3x10^15 (3 per 10 alla 15esima) Hertz. Le radiazioni ionizzanti potrebbero essere prodotte con vari meccanismi. i più comuni sono: decadimento radioattivo, fissione nucleare, fusione nucleare, emissione da corpi estremamente caldi (radiazione di corpo nero) o da cariche accelerate (bremsstrahlung, o radiazione di sincrotrone).

Il WiFi funziona su due frequenze diverse: 2,4 gigahertz (2,4x10 alla 9) e 5 gigahertz (5x10 alla 9). I valori in campo, come vedi, sono inferiori di molte grandezze rispetto alle radiazioni ionizzanti pertanto non hanno una frequenza abbastanza alta da ionizzare alcunché. Neanche i cabassisi.
... pertanto non hanno una frequenza abbastanza alta da ionizzare alcunché. Neanche i cabassisi.

Addendum: le frequenze del visibile (che mi sembra proprio non producano ionizzazioni, altrimenti la razza umana sarebbe estinta da millenni) hanno una frequenza compresa tra i 400 e i 790 terahertz (400 x 10 alla 12 - 790 x 10 alla 12), ben al di sotto del limite dei 3x10^15 (3 per 10 alla 15esima) Hertz, ma ben al di sopra di quelle dei Wi-Fi.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sì, però non è detto che i danni agli organismi siano dati solo dalle radiazioni ionizzanti.
Le microonde non ionizzano ma scaldano; ok, è dimostrato che non fanno nulla, perlomeno sul breve periodo; però quello che voglio dire, senza sostenere nessun complottismo (tanto meno quello dell'appello) o nessun ritorno al passato, è che i sistemi viventi sono così complicati che non si possono, a rigore, escludere effetti sconosciuti solo perchè, per l'appunto, non sono ancora conosciuti :-)
Questo non vuol dire che ogni nuova tecnica deve essere bloccata in attesa di accertamenti, però anche l'eccessiva sicurezza in un campo delicato come questo non è corretta.
Martinobri, non credo che nessuno qui si senta di affermare con assoluta sicurezza che niente di tutto questo faccia male.

Si puntava il dito sull'inesattezza che è alla base dello scritto di Roberto, ovvero che il WiFi è una radiazione ionizzante. Cosa che non è assolutamente e quindi il suo costrutto non sta in piedi dalle fondamenta.

Tutto qua.

Ah, a proposito, dio non esiste... :D
>Ah, a proposito, dio non esiste...


No, è esistito, ma è morto
http://www.unita.it/tecnologia/wifi-danni-bufala-goldsmith-prof-oms-donne-bambini-pericoloso-liberonews-aborto-radiazioni-cervello-1.547069
Ma che dici? Se attacco il wi.fi per navigare senza fili lo sento subito che mi da fastidio dopo pochi minuti....e, anche se non lo dico a mia moglie, dopo un po' sento il fatidico: "mi sta venendo il mal di testa"
se le microonde non fanno male metti la testa nel fornetto a microonde per mezz' ora e poi raccontami come ti senti...
Claudio Frau,

se le microonde non fanno male metti la testa nel fornetto a microonde per mezz' ora e poi raccontami come ti senti...


Se l'acqua non fa male, metti la testa sott'acqua per mezz'ora e poi raccontami come ti senti.
Ma che commenti sono "metti la testa nel microonde" o "quando accendo il WiFi a mia moglie viene subito mal di testa"?

Ma che gente... la moglie di Mercuzio deve avere il mal di testa perenne dato che il WiFi è ovunque. Cioè se la testa inizia a dolere solo quando si accende il WiFi di casa ma non succede nulla con quello del vicino, o del centro commerciale o della banca, allora siamo davanti ad una scusa vecchia come il mondo...

Riguardo al Frau, meglio che legga bene le istruzioni dei propri elettrodomestici. Dovrebbe sapere che il microonde non funziona se la porta è aperta.

(A minchiata si deve rispondere con un'altra minchiata, no?)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=wifi+and+health
" la moglie di Mercuzio deve avere il mal di testa perenne dato che il WiFi è ovunque. Cioè se la testa inizia a dolere solo quando si accende il WiFi di casa ma non succede nulla con quello del vicino, o del centro commerciale o della banca, allora siamo davanti ad una scusa vecchia come il mondo..." (Stupidocane )
Non ha senso sostenere che emettitori di radiazioni sono ovunque: la distanza è molto più importante sia della potenza d'emissione alla sorgente che, per assurdo, della tipologia (frequenza), poiché le radiazioni elettromagnetiche obbediscono tutte alla legge dell'inverso del quadrato della distanza, che determina una diminuzione dell'intensità assorbita dal corpo umano decrescente in modo esponenziale, e quindi molto diminuita all'allontanarsi dalla fonte. In una piccola abitazione un apparecchio costruito per garantire una copertura WiFi anche a maggiori distanze, determina di certo un campo più alto di quando lo stesso apparecchio od uno simile viene utilizzato per la copertura di un ambiente di maggiori dimensioni (ad esempio un'ala di un supermercato) o, come sembra suggerire Stupidocane, quando diffonde le sue onde dall'appartamento del vicino. Pochi metri fanno una differenza drammatica, come i calcoli che ciascuno può fare partendo dalla semplice formula dimostrano.