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21 commenti

La Terra vista dalla Luna 45 anni fa: genesi di una foto storica

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ddrienzo” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Probabilmente conoscete tutti questa foto straordinaria:


Ma forse non conoscete la storia di come fu scattata quasi 45 anni fa, precisamente il 24 dicembre 1968, dagli astronauti della missione Apollo 8, i primi esseri umani a circumnavigare la Luna.

La NASA ha realizzato una magnifica animazione digitale, basata sui dati della sonda LRO tuttora in orbita intorno alla Luna e prendendo, per la ricostruzione digitale della Terra, le immagini meteo di quel giorno, come spiegato qui, dove fra l'altro ci sono tutti gli elementi del video, liberamente scaricabili. Ecco l'animazione:



E questa è la sua trascrizione, seguita dalla traduzione:

Forty-five years ago, Apollo 8 astronauts Frank Borman, Jim Lovell, and Bill Anders became the first humans to orbit the Moon, and the first to witness the magnificent sight called "Earthrise." Now, for the first time, we can see this historic event exactly as the astronauts saw it, thanks to new data from NASA's Lunar Reconnaissance Orbiter, or LRO. LRO's superb global lunar maps, combined with the astronauts' own photographs, reveal where Apollo 8 was over the Moon, and even its precise orientation in space, when the astronauts first saw the Earth rising above the Moon's barren horizon.

On December 24, 1968, a few minutes after 10:30 am Houston time, Apollo 8 was coming around from the far side of the Moon for the fourth time. Mission Commander Frank Borman was in the left-hand seat, preparing to turn the spacecraft to a new orientation according to the flight plan. Navigator Jim Lovell was in the spacecraft's lower equipment bay, about to make sightings on lunar landmarks with the onboard sextant, and Bill Anders was in the right-hand seat, observing the Moon through his side window, and taking pictures with a Hasselblad still camera, fitted with a 250-mm telephoto lens. Meanwhile, a second Hasselblad with an 80-mm lens was mounted in Borman's front-facing window, the so-called rendezvous window, photographing the Moon on an automatic timer: a new picture every twenty seconds. These photographs, matched with LRO's high-resolution terrain maps, show that Borman was still turning Apollo 8 when the Earth appeared. It was only because of the timing of this rotation that the Earthrise, which had happened on Apollo 8's three previous orbits, but was unseen by the astronauts, now came into view in Bill Anders's side window. Here's what it looked like, as recreated from LRO data by Goddard's Scientific Visualization Studio. You'll hear the astronauts' voices as captured by Apollo 8's onboard tape recorder, beginning with Frank Borman announcing the start of the roll maneuver, and you'll see the rising Earth move from one window to another as Apollo 8 turns.

Borman: All right, we're gonna roll. Ready… Set…

Anders: The impact crater with uh - at uh - just prior to the subsolar point on the south side, in the floor of it, uh, [unintelligible], there is one dark hole. But I couldn't get a quick enough look at it to see if it might be anything volcanic.

Anders: Oh my God, look at that picture over there! There's the Earth comin' up. Wow, is that pretty!

Borman: [joking] Hey don't take that, it's not scheduled.

[shutter click]

Anders: You got a color film, Jim? Hand me a roll of color, quick, would you?

Lovell: Oh man, that's great.

Anders: Hurry.

Lovell: Where is it?

Anders: Quick

Lovell: Down here?

Anders: Just grab me a color. A color exterior. Hurry up. Got one?

Lovell: Yeah, I'm looking' for one. C 368.

Anders: Anything. Quick.

Lovell: Here.

Anders: Well, I think we missed it.

Lovell: Hey, I got it right here [in the hatch window].

Anders: Let me get it out this one, it's a lot clearer.

Lovell: Bill, I got it framed, it's very clear right here!

[shutter click]

Lovell: Got it?

Anders: Yep.

Lovell: Take several, take several of 'em! Here, give it to me!

Anders: Wait a minute, just let me get the right setting here now, just calm down.

Lovell: Take -

Anders: Calm down, Lovell!

Lovell: Well, I got it right - aw, that's a beautiful shot…Two-fifty at f/11.

[shutter click]

Anders: Okay.

Lovell: Now vary-vary the exposure a little bit.

Anders: I did, I took two of 'em here.

Lovell: You sure you got it now?

Anders: Yeah, we'll get - well, it'll come up again, I think.

For the astronauts, seeing the Earthrise was an unexpected and electrifying experience, and one of the three photographs taken by Bill Anders became an iconic image of the 20th century. But as we've just seen and heard, that photograph was actually a group effort: not just because Jim Lovell found the roll of color film and gave it to Anders, but because the astronauts wouldn't have seen the Earth if Frank Borman hadn't been turning the spacecraft just as it was coming up. Today, the Earthrise has become a symbol of one of history's greatest explorations, when humans first journeyed to another world and then, looking back, saw their home planet, in Lovell's words, as a grand oasis in the vastness of space. I'm Andrew Chaikin, author of "A Man on the Moon." [music]


Traduzione (completata con l'aiuto di SirEdward e C.G.):

Quarantacinque anni fa, gli astronauti dell'Apollo 8, Frank Borman, Jim Lovell e Bill Anders, diventarono i primi esseri umani a orbitare intorno alla Luna e i primi a vedere con i propri occhi lo spettacolo magnifico del sorgere della Terra. Ora, per la prima volta, possiamo vedere questo evento storico esattamente come lo videro gli astronauti, grazie a nuovi dati provenienti dal Lunar Reconnaissance Orbiter, o LRO, della NASA. Le stupende mappe lunari globali dell'LRO, combinate con le fotografie scattate dagli astronauti, rivelano dove si trovava l'Apollo 8 sopra la Luna e anche il suo orientamento esatto nello spazio, quando gli astronauti videro per la prima volta la Terra sorgere al di sopra dell'orizzonte desolato della Luna.

Il 24 dicembre 1968, pochi minuti dopo le 10:30 del mattino, ora di Houston, l'Apollo 8 stava riemergendo dal lato nascosto della Luna per la quarta volta. Il comandante della missione, Frank Borman, era nel sedile di sinistra e si preparava a ruotare il veicolo spaziale verso un nuovo assetto, come previsto dal piano di volo. Il navigatore, Jim Lovell, era nel vano tecnico inferiore del veicolo e stava per effettuare degli avvistamenti di riferimenti geografici lunari usando il sestante di bordo. Bill Anders era nel sedile di destra e osservava la Luna dal proprio finestrino laterale, scattando fotografie con una fotocamera Hasselblad dotata di un teleobiettivo da 250 mm. Nel frattempo, una seconda Hasselblad equipaggiata con un obiettivo da 80 mm era montata nel finestrino di Borman rivolto in avanti, il cosiddetto finestrino di rendez-vous, e fotografava la Luna usando un temporizzatore automatico: una nuova foto ogni venti secondi.

Queste foto, abbinate alle mappe del suolo ad alta risoluzione dell'LRO, mostrano che Borman stava ancora facendo ruotare l'Apollo 8 quando apparve la Terra. Fu solo grazie al tempismo di questa rotazione che il sorgere della Terra – avvenuto anche nelle tre orbite precedenti di Apollo 8, ma non visto dagli astronauti, stavolta divenne visibile nel finestrino laterale di Bill Anders. Ecco cosa si vedeva, ricostruito partendo da dati LRO da parte del Scientific Visualization Studio di Goddard. Sentirete le voci degli astronauti, così come le catturò il registratore di bordo, cominciare con Frank Borman che annuncia l'inizio della manovra di rollio e vedrete la Terra che sorge e si sposta da un finestrino all'altro man mano che Apollo 8 ruota.

Borman: Bene, stiamo per effettuare il rollio. Pronti... Attenti...

Anders: Il cratere d'impatto con, uhm, al, um, appena prima del punto subsolare sul lato sud, sul fondo, uhm [inudibile] c'è un foro scuro. Ma non sono riuscito a guardarlo abbastanza rapidamente per vedere se poteva essere qualcosa di vulcanico.

Anders: Oddio, guarda quell'immagine laggiù! C'è la Terra che sorge. Wow, quant'è bella!

Borman: [scherzando] Ehi, non riprenderla, non è nel programma.

[clic dell'otturatore]

Anders: Hai della pellicola a colori, Jim? Dammi un rullino a colori, veloce, ti dispiace?

Lovell: Oh, gente, è magnifica.

Anders: Sbrigati.

Lovell: Dov'è?

Anders: Svelto.

Lovell: Qui in basso?

Anders: Prendimene uno a colori e basta. A colori per esterno. Spicciati. Ce l'hai?

Lovell: Sì, ne sto cercando uno. C 368.

Anders: Uno qualsiasi. Veloce.

Lovell: Ecco.

Anders: Beh, penso che l'abbiamo persa.

Lovell: Ehi, ce l'ho proprio qui [nel finestrino del portello].

Anders: Fammi fare la foto da questo [finestrino], è molto più limpido.

Lovell: Bill, l'ho inquadrata, è molto nitida qui!

[clic dell'otturatore]

Lovell: Presa?

Anders: Sì.

Lovell: Fanne tante, fanne tante! Qua, dalla a me!

Anders: Aspetta un momento, lasciami trovare la regolazione giusta, adesso. Calmati.

Lovell: Prendi -

Anders: Calmati, Lovell!

Lovell: Beh, l'ho fatta giusta – oh, che foto bellissima... 1/250" a f/11.

[clic dell'otturatore]

Anders: OK.

Lovell: Ora cambia leggermente l'esposizione.

Anders: L'ho fatto, ne ho scattate due qui.

Lovell: Sicuro di averla presa adesso?

Anders: Sì, prenderemo – beh, sorgerà di nuovo, penso.

Per gli astronauti, vedere la Terra sorgere fu un'esperienza inaspettata ed elettrizzante. Una delle tre foto scattate da Bill Anders divenne un'icona del ventesimo secolo. Ma come abbiamo appena visto e sentito, quella foto fu in realtà un lavoro di gruppo: non solo perché Jim Lovell trovò la pellicola a colori e la passò ad Anders, ma anche perché gli astronauti non avrebbero visto la Terra se Frank Borman non avesse ruotato la navicella spaziale proprio nel momento in cui stava sorgendo. Oggi quel sorgere della Terra è divenuto un simbolo di una delle più grandi esplorazioni della storia, quando degli esseri umani viaggiarono verso un altro mondo e poi, guardandosi indietro, videro il proprio pianeta natio, come disse Lovell, come una grande oasi nella vastità dello spazio. Sono Andrew Chaikin, autore di "A Man on the Moon." [musica]
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Commenti (21)
Vedo che questa è una risposta diretta al video complottista che richiamavi in un post precedente; anzi, ad un passaggio preciso di esso. Come risposta è in sé ottima, però un po' ermetica; non si cita espressamente l'obiettivo che si sta debunkando, e quindi pochissimi possono cogliere. Penso che sia più opportuno fare una scelta netta: o quel video lo si ignora, lasciandolo cadere nel vuoto, oppure lo si smonta espressamente, con un'opera di debunking esplicita.
Una curiosità che sembra banale, ma che in realtà in un ottica di futura "vita" nello spazio ha una certa importanza.

Nelle prime righe scrivi "precisamente il 24 dicembre 1968". Precisamente quanto?? Che ora è nello spazio? Ha senso parlare di giorni e ore quando ti trovi a 380 mila km dalla Terra, pianeta sul quale basta spostarsi di 2-3 mila km per avere un'orario diverso?

Nello specifico, dicendo "precisamente 24 dicembre 1968" è inteso dove? Ora di Houston? Greenwitch?

Qual'è l'attuale convenzione per misurare il tempo (inteso come data) nello spazio? Immagino che anche sulla ISS, quando fanno esperimenti muovendosi a 28.000 km/h, si appuntino data e ora delle letture o dei risultati. A quale longitudine corrisponde il fuso-orario dello spazio???
Comunque sia stata fatta, rimane la foto più bella della storia della fotografia.
E tanto basta.
Saluti,
Mauro.
Spesso si tende ad ignorare che le missioni Apollo hanno portato a casa le foto piu' belle ed emozionanti della Terra vista dallo spazio, come questa o The Blue Marble (https://en.wikipedia.org/wiki/The_Blue_Marble).
@John T
io penso invece che questa sia la risposta piu azzeccata. Niente piu botta e risposta.. da questa parte trovo scienza e poesia dall'altra parte paranoia e insulti.
Il mio mondo da un oblo' la la la.
Roby10,

penso che sia sufficiente riferirsi a una timezone nota no? Le 10:00 GMT sono un istante del tempo precisamente determinato per chiunque e ovunque, al di la ovviamente degli effetti relativistici.
WOW, meraviglioso! ^_^
La cosa più avvincente è l'emozione sincera degli astronauti: non erano dei "farlocchi" e ben sapevano cosa si poteva vedere sulla luna (quindi anche la terra che "sorgeva" sul nostro satellite), ma la sua visione ha scatenato una fortissima emozione tanto che qualcuno ha pensato di fotografarla pure se nel piano di volo di quella missione non era prevista. E poi si è preoccupato di trovare una pellicola a colori (oggi nessuno ci pensa più, ma all'epoca le foto a colori non erano così comuni).
Me li immagino che si fiondavano da un oblò all'altro per poter fare quella foto, più o meno come se, in un capanno nelle foreste svedesi, vedessi passare un'orsa con due orsetti al seguito o se, accanto a un sommergibile, passasse un enorme capodoglio bianco che porta legato addosso uno scheletro mutilato di una gamba...
Greenwitch?

The Greenwitch Project, la storia di un pauroso weekend di un gruppo di ragazzi, persi nei meandri di Middlepark.
[...]o se, accanto a un sommergibile, passasse un enorme capodoglio bianco che porta legato addosso uno scheletro mutilato di una gamba...

Che immagine romantica! :-D
John,

Vedo che questa è una risposta diretta al video complottista che richiamavi in un post precedente

In realtà no. E' capitato per caso, ma in effetti risponde in parte a una delle obiezioni di quel video.

Per ora preferisco dedicarmi a questa storia che spendere tempo a sbufalare le paranoie di quell'incompetente.
Roby10,

Nelle prime righe scrivi "precisamente il 24 dicembre 1968". Precisamente quanto?? Che ora è nello spazio? Ha senso parlare di giorni e ore quando ti trovi a 380 mila km dalla Terra, pianeta sul quale basta spostarsi di 2-3 mila km per avere un'orario diverso?

Di solito si usa il GMT.

All'epoca di Apollo si usò molto l'ora di Houston, che è quella a cui mi riferisco con "esattamente", come spiegato nel video.
Per ora preferisco dedicarmi a questa storia che spendere tempo a sbufalare le paranoie di quell'incompetente.

Visto che quell'incompetente si vanta del suo "francese"...
Prima di quella fantastica foto a colori, ne furono scattate alcune in bianco-nero tra cui questa (che io trovo bellissima) :-)

http://s23.postimg.org/sqce4djnv/as8_13_2329.jpg
Grazie per la traduzione. Mi sono emozionato tantissimo leggendo la trascrizione dei discorsi.

(c'e' un piccolo errore nel testo: "finestrino di Borman rivolto in aventi, il cosiddetto finestrino", forse te lo avranno gia' detto, la e al posto della a)

Ancora grazie.
Francesco,

grazie della segnalazione: refuso corretto.
Paolo,

Se si prende la foto originale e la si "tira" emergono dei punti bianchi che potrebbero essere stelle, ma anche artefatti (tracce di raggi cosmici, difetti del negativo, scratch, etc.).

Ho tentato più volte di identificare il campo stellare usando alcune zone della foto con astrometry.net ma non ci sono riuscito.

Però mi chiedevo se esistono le coordinate del campo stellare inquadrato. E' chiaro infatti che dalla posizione della navicella, da quella della Terra e dal tempo siderale si può inferire con grandissima precisione la posizione sul negativo delle stelle più brillanti inquadrate. A quel punto se almeno alcune delle stelle corrispondessero, si potrebbero escludere le altre come difetti, ma la probabilità che si tratti di una coincidenza sarebbe quasi nulla, e l'esercizio contraddirebbe l'argomento dei "complottisti" del "perchè non si vedono stelle nella foto". Le stelle infatti potrebbero esserci ma non essere visibili con questo livello di contrasto e luminosità.

Sai chi, come sono certo, ha già compiuto questa analisi?
#14 In effetti foto stupenda

Mi fa impazzire quanto il seguire le procedure in modo rigido, alla base del successo delle imprese più importanti, d'acchito abbia cercato di prevalere anche sull'istinto più naturale cioè quello di fare una foto. Pazzesca la frase del comandante "Non riprenderla, non è nel programma". Forse perchè da italiano sono abituato ad essere elastico e trovare soluzioni di emergenza o quasi, però sono certo che al posto di Borman quello non sarebbe stato il mio pensiero.
Grazie mille come sempre
Tubaz,

la richiesta di non scattare la foto è detta con tono assolutamente scherzoso.

Aggiungo la precisazione del tono all'articolo.
Paolo, risentendolo colgo anche io questo aspetto, hai ragione.
Grazie!
Forse non tutti sanno che anche Eugenio Montale fu toccato da questa foto che gli ispirò una bella poesia.

FINE DEL ‘68

Ho contemplato dalla luna, o quasi,
il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze
palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,
ed io tra questi. E tutto è molto strano.

Tra poche ore sarà notte e l’anno
finirà tra esplosioni di spumanti
e di petardi. Forse di bombe o peggio,
ma non qui dove sto. Se uno muore
non importa a nessuno purché sia
sconosciuto e lontano.