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28 commenti

Antibufala: criminali identificabili dal riflesso negli occhi delle vittime fotografate

Ha avuto notevole risonanza in molte testate giornalistiche (Business Insider; The Telegraph; Daily Mail; BBC) e in generale in Rete la notizia di una ricerca scientifica condotta nel Regno Unito che, stando a come è stata descritta, permetterebbe di usare le “immagini riflesse negli occhi delle vittime fotografate” per “risalire ai volti e quindi alle identità dei pedofili, stupratori e degli autori di tutti quei crimini in cui la vittima viene fotografata dal suo assalitore” (Repubblica).

Si tratterebbe insomma di una tecnica che trasformerebbe in realtà quelle scene di telefilm come CSI nelle quali la scena del crimine viene ricostruita usando la sua immagine riflessa nell'occhio di un passante ripreso dalla telecamera di sorveglianza.

In realtà, se si va a leggere la ricerca originale (Identifiable Images of Bystanders Extracted from Corneal Reflections, di Rob Jenkins e Christie Kerr, rispettivamente delle Università di York e di Glasgow) invece dei suoi sunti giornalistici, si scopre che questa tecnica funziona soltanto in condizioni talmente particolari da essere attualmente poco realistiche.

Tanto per cominciare, non funziona nelle foto che si trovano in giro su Internet: occorre infatti che il soggetto venga fotografato con una fotocamera ad altissima risoluzione. I ricercatori hanno usato una costosissima Hasselblad da 39 megapixel, che non è esattamente il tipo di fotocamera abitualmente utilizzato in queste terribili circostanze criminose.

Anche usando apparecchiature di questo livello, la foto deve essere scattata in condizioni d'illuminazione perfette e a non più di un metro dal volto del soggetto: altra circostanza poco credibile.

Come se non bastasse, anche accettando queste limitazioni (e supponendo che in futuro i megapixel delle fotocamere dei telefonini continuino ad aumentare), il risultato è un'immagine del volto sgranatissima (meno di 60 x 60 pixel), che consente soltanto di avere una probabilità maggiore del caso, ma non la certezza, di identificare la persona riflessa, e tutto questo soltanto se chi effettua il riconoscimento conosce chi è ritratto nell'immagine sgranata.

La foto qui sopra è un esempio pratico: scattata a meno di 30 centimetri dall'occhio del vostro Disinformatico con un Nokia Lumia 1020, telefonino dotato di fotocamera da 41 megapixel, mostra cosa si vede realmente in questi casi. Riuscite a identificare il volto della persona che c'era davanti a me? La risposta è qui.

In sintesi, al momento non c'è da pensare che nelle foto caricate su Instagram o nei forum più sordidi della Rete si possano identificare le persone riflesse negli occhi del soggetto fotografato. Le scene di CSI continuano a essere pura fantasia ingannevole.
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Commenti
Commenti (28)
Aggiungo che, per quanto poco ne so, non contano solo i megapixel, ma anche l'ottica montata... risulta difficile e costoso realizzare una lente in grado di rendere definite più di un tot righe per millimetro. E questo limite, vista la grandezza delle lenti montate sui dispositivi mobili, potrebbe vanificare il vantaggio di avere tot megapixel sul sensore. In più bisognerebbe considerare il piano focale della fotografia... se la profondità di campo è ridotta al viso della vittima, il riflesso sull'occhio sarà certamente sfuocato. O mi sbaglio? CSI è bello... come telefilm di fantascienza.
In sintesi, al momento non c'è da pensare che nelle foto caricate su Instagram o nei forum più sordidi della Rete si possano identificare le persone riflesse negli occhi del soggetto fotografato

o tutt'al più 4 mosche di velluto grigio.

CSI ha rovinato le menti...
E io che pensavo fosse il gatto.
chissà, magari accompagnando con tecniche di "super risoluzione" http://it.wikipedia.org/wiki/Super-resolution ...
partire da diverse immagini con pochi pixel (magari leggermente sfasate tra di loro!) per ottenerne una a risoluzione più alta non è magia nera, è possibile!
È lo stesso "trucco" che utilizzano i nostri occhi: la retina è a "bassa risoluzione"! :P
Non sarei così cattivo con CSI, altrimenti dovremmo dire che la famosa scena di Deckard che analizza la foto al computer in Blade Runner è roba da pattumiera, perché non tecnicamente realizzabile.
Fra l'altro, essendo un riflesso, è anche invertito, cosa che non facilita il riconoscimento a occhio nudo
Non sarei così cattivo con CSI, altrimenti dovremmo dire che la famosa scena di Deckard che analizza la foto al computer in Blade Runner è roba da pattumiera, perché non tecnicamente realizzabile.

La differenza è che Blade Runner è un film dichiaratamente di fantascienza, uscito in un periodo dove lo stesso concetto di zoomare un'immagine statica era qualcosa che molti non potevano neppure immaginare :)
Nessuno, guardando Blade Runner, si è fatto l'idea che possano esistere metodi d'indagine basati su tecnobubbole irrealizzabili. Al contrario, CSI (checomunque non è l'unico "colpevole", ammesso che abbia delle colpe) ha diffuso troppe idee sbagliate riguardo ciò che la tecnologia attuale può fare.

Certo, CSI non ha mai detto che ciò che viene mostrato debba essere preso per vero...il problema è di chi lo guarda e poi va a berciare in giro che non ci va niente ad identificare un criminale tramite i video di sicurezza (pertanto, quando non succede "la polizia non fa niente") o tramite dei sassolini trovati su uno zerbino della persona indagata mentre la si sta andando a trovare. La cosa ridicola è che ormai tutti quelli che guardano questi telefilm possiedono una fotocamera/smartphone, quindi sanno benissimo che è impossibile migliorare la definizione di un immagine mentre la si ingrandisce.
Justfrank,

Non sarei così cattivo con CSI, altrimenti dovremmo dire che la famosa scena di Deckard che analizza la foto al computer in Blade Runner è roba da pattumiera, perché non tecnicamente realizzabile.

E' diverso. In Blade Runner usano una fotocamera del futuro, i cui principi di funzionamento non sono spiegati; in CSI usano fotocamere/telecamere di oggi, che si sa benissimo cone funzionano e per le quali si sa che le analisi mostrate dal telefilm non sono possibili.
Chissà perché quando ho visto nel titolo "criminali identificabili dal riflesso degli occhi delle vittime" ho esclamato: "MADDAI!" anche senza bisogno di leggere la parola "antibufala".
Forse perché non guardo CSI?
In realtà temo che da molti sia scambiato per pura realtà ciò che viene rapresentato nel telefilm e spesso gli stessi denigrano l'opera di professionisti come quelli che lavorano per il RIS, perché in alcuni casi che hanno colpito molto l'opinione pubblica (ad esempio il delitto di Cogne) non sono riusciti a trovare prove inequivocabili che incastrassero i colpevoli (come invece nei telefilm avviene immancabilmente e in tempi record).
Non mi è andata così male: avevo capito che c'era un monitor, ma mi sembrava un gatto invece di Indiana Jones.
In un Dylan Dog, purtroppo non ricordo quale, c'era un assassino che conservava gli occhi delle sue vittime perché leggenda voleva che nell'occhio rimanesse impressa l'ultima cosa vista.
In un Dylan Dog, purtroppo non ricordo quale, c'era un assassino che conservava gli occhi delle sue vittime perché leggenda voleva che nell'occhio rimanesse impressa l'ultima cosa vista.

Anche nella prima puntate di Fringe tentano di risalire ad un omicidio cercando di ricostruire l'ultima scena vista dalla vittima; la differenza è che, anzichè l'immagine sulla retina, tentano di entrare direttamente nel suo cervello. Ma direi che il clichè è molto simile :)

Tornando a CSI direi che (pur ricordando che si tratta di un prodotto di intrattenimento) la cretinata più grande la vidi in una puntata dove si scoprì che l'omicidio era avvenuto nella stanza in cui un tornio elettronico stava realizzando la decorazione un vaso. Pertanto, la puntina che stava incidendo il vaso, cogliendo le vibrazioni sonore, avrebbe "registrato" il dialogo dell'assassino sul vaso.
Quindi è bastato far "leggere" il vaso con una puntina laser (perchè se non è laser, non è figo....) per ascoltare tale registrazione. Che ovviamente aveva una qualità audio degna di un vinile!

Quindi è bastato far "leggere" il vaso con una puntina laser (perchè se non è laser, non è figo....) per ascoltare tale registrazione. Che ovviamente aveva una qualità audio degna di un vinile!

AHAHAHAHA!!! Certo che se fosse stato un vaso di marmo e lavorato con un disco rotante, hai voglia te a "leggere" il vaso per cercare le frequenze di una conversazione... Un tornio da marmo che lavora, per poco che faccia rumore, supera abbondantemente i 110 dB. Se il vaso fosse invece lavorato con una punta in widia, il tornio produrrebbe comunque una pressione sonora intorno al centinaio di dB. Forse un sparo a distanza ravvicinata potrebbe contrastare questa pressione, ma di certo non andrebbe ad intaccare la frequenza di vibrazione dell'utensile da lavoro...

Io smisi di guardarlo decenni fa, principalmente perché non ho mai sopportato Horatio "l'uomogobboditrequarti" Caine. Ricordo che una sera, aspettando "The Shield" io ed un mio compare ci siamo fatti un sacco di risate perché avevano trovato il residuo di una sostanza che serve per incollare le pietre, definita "mastico"... Glissando sul fatto che in quella puntata solamente chi faceva lapidi poteva averlo (dimenticando tutti quelli che fanno i pavimenti, piani cucina, piani bagno, elementi d'arredo e da costruzione), il termine giusto è "mastice" e sicuramente è dovuto ad un traduttore incompetente che non sa che "mastic" in Inglese vuol dire "mastice"...

Insomma, sto "mastico" ci ha fatto ridere e lo tiriamo fuori ancora oggi... "Passami il mastico, va'".
AHAHAHAHA!!! Certo che se fosse stato un vaso di marmo e lavorato con un disco rotante

No, era un vaso di terracotta...alla "Ghost". Poi sinceramente non ricordo se l'incisore automatico stava disegnando una decorazione o semplicemente ne stava modellando la forma, comunque credo che l'esempio si sia capito uguamente :)

Io smisi di guardarlo decenni fa, principalmente perché non ho mai sopportato Horatio "l'uomogobboditrequarti" Caine.

ASPETTA! FERMO! STOP! Di CSI ne esiste uno solo! E il personaggio da te citato non vi compare. I due spinoff (Miami e New York) sono come il quarto episodio di Indiana Jones: non esistono. U_U

Ricordo che una sera, aspettando "The Shield" io ed un mio compare ci siamo fatti un sacco di risate perché avevano trovato il residuo di una sostanza che serve per incollare le pietre, definita "mastico"... Glissando sul fatto che in quella puntata solamente chi faceva lapidi poteva averlo (dimenticando tutti quelli che fanno i pavimenti, piani cucina, piani bagno, elementi d'arredo e da costruzione), il termine giusto è "mastice" e sicuramente è dovuto ad un traduttore incompetente che non sa che "mastic" in Inglese vuol dire "mastice"...

Benvenuto nel mondo dei film/telefilm doppiati. Quelli dove esistono il "nitrogeno", dove la gente ordina "pizza con i peperoni", dove si va a cenare alla "cantina" e dove puoi incontrare una "lacrima nella fabbrica dell'universo".

Poi vabbè, se proprio si vuole ironizzare sulle licenze potetiche di CSI (che però sono necessarie per rendere più dinamiche le storie) potremmo citare gli agenti che indagano con i capelli al vento e indossando gli stessi abiti con cui sono usciti di casa. Non accendono le luci per non inquinare la scena del crimine, però non si puliscono nemmeno le scarpe prima di entrare...
Oppure il fatto che qualsiasi oggetto, recuperato ad minchiam ed infilato in una bustina bianca, possa diventare una prova fondamentale per incastrare un criminale.
Ah sì: è risaputo che la polizia scientifica ha le stesse funzioni e capacità dei normali agenti. Girano armati, hanno ricevuto un addestramento per gestire colluttazioni e conflitti a fuoco, e soprattutto possono arrestare direttamente i sospettati.
Replicante Cattivo

l'archeoacustica, nel senso di recuperare suoni incisi in antichi vasi di terracotta e simili, è un mito vecchio di decenni, confutato dai MythBusters nel 2006 http://dsc.discovery.com/tv-shows/mythbusters/mythbusters-database/ancient-voices-recorded-into-pottery.htm
Scusate, spiegate anche a chi come me non mastica inglese (e nemmeno lo sorseggia…):

"nitrogeno" e ho capito;
"pizza con i peperoni" cosa dovrebbe essere? (buona, io me la faccio e me la mangio);
"cantina" cos'era nell'originale? ho mangiato diverse volte, più che bene, in un locale chiamato "Il cantinone", però in Piemonte;
"lacrima nella fabbrica dell'universo" ???

in modo che possa ridere anch'io.
[quote-"Stefano Sampietro"]In un Dylan Dog, purtroppo non ricordo quale, c'era un assassino che conservava gli occhi delle sue vittime perché leggenda voleva che nell'occhio rimanesse impressa l'ultima cosa vista.[/quote]
E in un altro all'interno di una foto veniva immortalato Cagliostro sul ramo di un albero (ovviamente in distanza) e ingrandendo al massimo un riflesso su uno dei suoi occhi si arrivava alla soluzione di non so quale mistero. XD
Va beh, Cagliostro è un gatto magico...
[img]http://static.comicvine.com/uploads/square_small/9/99729/1824940-dyd292_1_g.jpg [/img]

E, a proposito di fumetti, ricordo di avere letto da bambina una riduzione a fumetti de "Le tribolazioni di un cinese in cina" di Verne, in cui il protagonista utilizzava un sistema simile a quello del vaso "inciso" per registrare un messaggio da inviare alla fidanzata (che possedeva un macchinario simile e poteva riascoltare i messaggi incisi). Che gli sceneggiatori di CSI volessero fare un omaggio a Verne? Oppure millantavano di aver letto almeno un libro a caso in vita loro? :-D

@ Granmarfone:
"Canteen" in inglese suona come l'italiano "cantina" ma in realtà significa ristorante (self-service o un po' rustico) o mensa.
"Tear in the fabric of the universe" viene dall'episodio speciale di Doctor Who in cui il traduttore si è fatto trarre in inganno dal classico false-friend "fabric" che non vuol dire "fabbrica", bensì "tessuto" ("fabbrica" si traduce con "factory", che somiglia a "fattoria", che invece si traduce con "farm"... sembra che gli inglesi lo facciano apposta!!!); "tear" non vuol dire solo "lacrima" in italiano, ma anche "strappo, lacerazione". Così la traduzione in italiano non è "lacrima nella fabbrica dell'universo", bensì "strappo nel tessuto dell'universo" (che in un episodio del Dottore ha un certo senso).
@granmarfone

Sono tutti errori di traduzione causati dai dei false friend. Errori da dilettanti, che un direttore del doppiaggio non dovrebbe concepire nemmeno per scherzo

* Nitrogeno è la traduzione di "nitrogen" che molte volte si sente al posto del più comune (nonchè corretto) "azoto". Orrenda. Soprattutto se la si sente dire dal protagonista di Breaking Bad.

* la pizza con i peperoni, in realtà è una pizza con dei salamini piccanti. I "pepperoni", appunto.

* "canteen" non è "cantina", ma una mensa o un ristorante.

Quanto all'ultimo: nell'episodio celebrativo del cinquantenario del Dr Who, "a tear in the fabric of reality" è diventata "una lacrima nella fabbrica della realtà"
"nitrogeno" e ho capito;

Io no. Ho dovuto googolarlo per capirlo... mannaggia alla mia ignorantezza...

"pizza con i peperoni" cosa dovrebbe essere? (buona, io me la faccio e me la mangio);

Secondo gli standard ammerigani, "pepperoni" sarebbe il "salamino piccante" (oddio, c'è persino chi è convinto che la pizza sia nata a New York, se è per quello ma tant'è...). Ma i traduttori nostrani ci mettono il carico da 11, traducendo "pepperoni" (salsiccia piccante) in "peperoni"...

"cantina" cos'era nell'originale? ho mangiato diverse volte, più che bene, in un locale chiamato "Il cantinone", però in Piemonte;

"Canteen" è un false friend, ovvero un "falso amico dell'italiano". Uno dei primi che si imparano studiando inglese, tra l'altro. "Canteen" sta appunto per "ristorante" o almeno per una tipologia di locali di ristorazione. I traduttori sgrausi lo traducono con "cantina" che in inglese si dice invece "basement".

Tra questi false friends spunta molto spesso anche "ridicolo" come traduzione di "ridiculous" che in inglese americano viene usato spesso più come "assurdo/illogico" che "ridicolo" in sé e per sé. Per quello ci sono "hilarious" o "hysterical" (anche come "isterico" dipendentemente dal contesto). Altro aggettivo per descrivere l'ilarità è "ludicrous" (grottesco, fuori misura). Chi non ricorda la "Ridiculous Speed" e la successiva "Ludicrous Speed" di Space Balls tradotta (giustamente e spassosamente) in "Velocità Smodata"?

"lacrima nella fabbrica dell'universo" ???

Questa non la sapevo, ma grazie a google ed un po' di logica...
"tear in the fabric of the Universe" dovrebbe essere la frase originale (dicobeneodicomale?)
che viene tradotta appunto in "lacrima (tear) nella fabbrica (fabric) dell'Universo".
Peccato che "tear" significhi anche strappo e che "fabric" non abbia nulla a che vedere con la "fabbrica", bensì significhi "tessuto".
Parlando di fisica del Big Bang, lacrime e fabbriche non c'entrano un bel nulla...

Ecco svelati gli arcani secondo Stupidocane e le sue conoscenze. :D
Maria Rosa

il libro di Verne è del 1879 ma già nel 1857 era stato brevettato a Parigi il fonoautografo (che non era ancora riproducibile) e nel 1877 venne ideato il paleofono e negli stessi anni Edison inventò il fonografo, quindi Verne non era in anticipo sui tempi. L'espediente narrativo di riprodurre la voce umana registrata su antichi vasi di terracotta risale almeno al racconto Time Shards di Gregory Benford del 1979 ma era già stata esposta come fattibile 10 anni prima. Ad ogni modo, non credo che Daniel Day-Lewis per interpretare Lincoln abbia ascoltato la vera voce del presidente, come invece mi è capitato di leggere in più fonti...
@Giuseppe Caruso:
Grazie delle precisazioni :-)
Non sapevo di questa storia su Daniel Day-Lewis, che, per inciso, mi pare sufficientemente bravo da preparare l'interpretazione di un qualunque personaggio con metodi molto più classici che non il ricorso a tecniche tanto fantasiose quanto improponibili.
Ci manca solo che qualcuno ritiri fuori la leggenda delle voci che convergono tutte al Polo Nord da ogni angolo della terra. XD
>la leggenda delle voci che convergono tutte al Polo Nord

Quale leggenda?
>n un Dylan Dog, purtroppo non ricordo quale, c'era un assassino che conservava gli occhi delle sue vittime

Sì, è "L'Eterna Illusione". Dovrebbe essere il numero 193. O 195. Poco prima del 200, insomma.
Una bella storia.
[quote-"martinobri"]>la leggenda delle voci che convergono tutte al Polo Nord

Quale leggenda? [/quote]

Ripeto la risposta perché non ho capito se è stata aggiunta o no (dannati cali nella rete!).

Ti riporto la leggenda come l'ho sentita raccontare recentemente (ma ricordo di aver sentito qualcosa del genere anche da bambina): tutte le voci della terra, in qualunque momento della storia, convergono al polo nord; qui, non so con quale metodo, sarebbe possibile riascoltarle (e forse registrarle) e si potrebbe persino ascoltare la voce di Giulio Cesare o di qualunque persona vissuta anche molti secoli fa.
Sempre secondo questa bufala, il meccanismo che fa convergere le voci al polo nord è quello che ha permesso le comunicazioni tra la terra e gli astronauti sulla luna (!!!). Quando ho sentito la cosa (e accanto a me c'erano un paio di maestre che annuivano come se stessero spiegando loro la Teoria del Tutto) sono stata colta da un improvviso e incontrollabile attacco di str**nzaggine e ho fatto notare ai presenti che, in primo luogo, le voci e i suoni non si diffondono nel vuoto e che, in secondo luogo, le comunicazioni tra la terra e gli astronauti nello spazio avvengono e sono sempre avvenute tramite le onde radio (le stesse dei cellulari, il wi-fi, la radio, la televisione...) che sono onde elettromagnetiche...
Il motivo per cui al Polo Nord non ci abita nessuno, non si riesce a dormire con tutto quel chiasso.
@Maria Rosa:

grazie
@Paolo

Ok, capito. Non ho mai visto una puntata di CSI in vita mia, a dire il vero :)