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80 commenti

Come i centri commerciali tracciano i movimenti degli utenti tramite il WiFi dei telefonini

Bidoni spioni a Londra (Naked Security).
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Si chiama location analytics: è l'insieme delle tecniche che consentono di analizzare e tracciare gli spostamenti delle persone all'interno di un ambiente, tipicamente un centro commerciale o una città, ed è sempre più diffusa nel settore.

A maggio 2013, negli Stati Uniti la catena commerciale Nordstrom ha ammesso che aveva usato le reti WiFi dei propri punti di vendita per tracciare gli spostamenti delle persone all'interno di 17 centri commerciali. Infatti uno smartphone che ha il WiFi acceso diffonde periodicamente via radio il proprio MAC address (un identificativo praticamente unico), annunciandosi così a eventuali reti WiFi nelle vicinanze. Questo avviene anche se non ci si collega alle reti WiFi in questione.

A Toronto, la Turnstyle Solutions ha installato sensori WiFi in circa 200 negozi sparsi per la città, rendendo possibile il tracciamento dei consumatori mentre si spostano per strada. Questo ha permesso, per esempio, a un ristorante affiliato a questa rete di sensori di sapere che a novembre 170 clienti sono andati in un locale notturno, 250 sono andati in una palestra e 216 provenivano da un quartiere abbiente: ha usato queste informazioni per ordinare delle canotte da ginnastica con il logo del suo ristorante, sapendo che i suoi clienti frequentavano palestre e quindi le avrebbero indossate.

A Londra, ad agosto scorso, alcuni bidoni della spazzatura erano stati attrezzati con sensori analoghi che consentivano di proporre pubblicità mirate ai passanti e di raccogliere dati sui loro spostamenti. La sperimentazione dei bidoni spioni è stata sospesa in seguito alle proteste dei cittadini.

Questo tipo di tracciamento è piuttosto inquietante ma, a quanto pare, nei limiti della legge negli USA e nell'UE, secondo Naked Security: raccogliere e analizzare questo genere di dati diffusi pubblicamente (ma inconsapevolmente) dagli utenti non richiederebbe il consenso degli utenti stessi.

Il tracciamento degli spostamenti dei consumatori nei centri commerciali è un mercato reale e in forte crescita, tanto che si discute già di regolamentazioni e codici di condotta, appoggiati peraltro da alcune aziende del settore, come Euclid, iInside, Mexia Interactive, Nomi, SOLOMO, Radius Networks, Brickstream e Turnstyle Solutions in un recente incontro pubblico.

Cosa si può fare per prevenire questo pedinamento? La soluzione più semplice, per ora, è spegnere il WiFi dei propri dispositivi (principalmente smartphone) e attivarlo solo quando serve. Questo, fra l'altro, ha il vantaggio di aumentare l'autonomia della batteria. Ma bisogna ricordarsi di farlo: se volete automatizzare il gesto, potete usare un'app che accende il WiFi soltanto quando siete vicini alla rete WiFi di casa o dell'ufficio, come per esempio l'app specializzata Smart WiFi Toggler (per Android, gratuita) o l'app più generica Tasker (per Android, a pagamento).
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Commenti
Commenti (80)
Ci sono svariate app per Android che permettono di esporre un MAC address fasullo, pseudorandom. Per usarle però ci vuole un telefono "rootato", e non mi sembra di averne vista nessuna che cambi il MAC periodicamente (ad ogni accensione del WiFi ad esempio) in automatico
Ci sono svariate app per Android che permettono di esporre un MAC address fasullo, pseudorandom. Per usarle però ci vuole un telefono "rootato", e non mi sembra di averne vista nessuna che cambi il MAC periodicamente (ad ogni accensione del WiFi ad esempio) in automatico
Onestamente di essere tracciato non mi importa molto. Anzi se possono propormi solo quello che mi interessa è meglio perché almeno mi evito tutto quello che NON mi interessa. Per quanto inquietante non mi spiacerebbe neppure una cosa tipo quella che viene vista in "Person of interest".
Alla fine quello fatto con il wifi è la stessa cosa che fa Google con le mail o Facebook con i profili. Il buon Mark con un sito ha surclassato, arrivando decenni dopo, tutte le agenzie di statistica e sondaggi.
Ogni cosa che utilizziamo ci profila, se lo fa un dispositivo in più poco importa. Quello che conta è che non venga diffuso.
Faccio assistenza informatica e ne ho viste di cotte e di crude sui PC dei miei clienti (non perché cercassi, ma perché lasciano tutto alla luce del sole sul desktop), ma mai mi sognerei di diffondere qualcosa (si dice il peccato, non il peccatore).
Per come la vedo è pericolosa la diffusione dato-titolare non quella del dato.
ha usato queste informazioni per ordinare delle canotte da ginnastica con il logo del suo ristorante, sapendo che i suoi clienti frequentavano palestre e quindi le avrebbero indossate.

Non riesco a vedere il problema.
Il ristoratore ha avuto il suo logo in palestra ed espanso la sua clientela.
I clienti hanno avuto (magari in regalo) una canotta che hanno usato in palestra.
Sapendo questo il ristoratore ha migliorato la sua offerta nei confronti della sua clientela, la quale ha beneficio perché probabilmente, ha in menu cose adatte a un pre-palestra o un post-palestra.
Non capisco dove è il male...
Grazie per la dritta su Smart WiFi Toggler lo provo subito
non e' una novita' solo che per farlo oggi bastano 50E anziche' i 5000 del 2008

http://allarovescia.blogspot.it/2008/05/gdo.html
Ammetto, anche a me la cosa preoccupa il giusto.
Ovvero, che ci sia un minimo di tracciamento va anche bene, dato che comunque offre anche dei vantaggi (appunto, togliermi pubblicità che non mi interessano)

Basta esserne coscienti, ed eventualmente 'dosare' quanto si vuole rilevare e a chi.

E, sarebbe carino, avere una legislazione dentuta ed occhiuta per chi esce dal seminato e i dati non li usa per le canottiere ma li piglia e li rivende integrandoli ed intrecciandoli.
Insomma, per mettermi nel 'Big data' voglio qualcosa di più che trovare le mie caramelle preferite al banco del solito bar.
Ma senza paranoie.
Camicius: non mi sembra che l'articolo ponga la cosa in generale come un problema. Mi sembra che riporti un fatto, un apparaccheio wi fi lascia traccia di sè quando attraversa una rete, senza esprimere giudizi. Stessa cosa nel caso delle magliette, viene semplicemente riportato un altro fatto: un ristorante ha stampato un certo tipo di magliette applicando quanto descritto nel fatto precedente. Pura e semplice descrizione di fatti osservati... non vengono posti come problemi, come invece sembra ravvisi tu... All'argomento viene poi attribuito il connotato di inquietante, ma non perchè lo sia specificatamente il fatto della possibilità di tracciamento o quello delle "magliette". Inquietante, invece, è il modo in cui potrebbero essere trattate le informazioni raccolte. Poi viene anche spiegato come evitare di lasciare traccia di sè nella rete wi fi.
Intendo dire che questo articolo mi sembra obbiettivo e lascia al lettore la possibilità di farsi la propria opinione. Non ravviso nessun "pilotamento" verso un'idea piuttosto che un'altra.
La mia opinione personale è che in generale dovrebbe bastare il buon senso per immaginare che un aggeggio wi fi sempre acceso in qualche modo lascerà traccia di sè quando attraversa le varie reti. Se una persona solo immagina questo, e non gradisce la cosa, dovrebbe poi essere spinto ad informarsi se è realmente così, e informarsi come fare in modo che il proprio apparecchio non dia certe informazioni. Paolo semplicemente ha riportato questo. Sempre mia opinione, dopo aver letto l'articolo, mi darebbe molto fastidio che qualcuno studiasse modi per guadagnare soldi, o chissà cos'altro, in base alle informazioni che riguardano i miei spostamenti in una città. e non è cmq un problema, perchè basta usare il wi fi solo quando serve, come faccio da sempre, e come ci ricorda Paolo.
Parlavano di questi sistemi e di come questo aiuti il commercio ed i fornitori di servizi (anche per guidare i le persone negli ambienti interni di un edificio, dove il GPS non funziona) in una puntata di un paio di mesi fa a 2024.: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/2024/2013-10-19/indoor-positioning-audiweb-self-184011.php?idpuntata=gSLAMVA5W&date=2013-10-19
Sistemi simili, basati sul wifi ma non solo, sono già in uso o in sperimentazione anche nei centri commerciali italiani. Stanno studiando sistemi basati anche sul campo geomagnetico terrestre.
Non capisco dove è il male...

Semplice. I fatti miei sono miei e basta.
Io non voglio che il mio edicolante sappia in automatico che sono passato di fianco alla sua edicola alle 16.37.
Perchè no? Perchè NO. Sono fatti miei e basta. Non che il mio edicolante mi stia qua, anzi è mio amico fraterno. Ma i fatti miei diventano fatti dei miei amici solo SE e QUANDO io decido di dirlo anche a loro. Tanto più con chi amico mio non è.

Per te (impersonale) il gioco vale la candela, perchè ti arrivano solo pubblicità gradite? Secondo me è una cessione di sovranità che ti fanno ingoiare in modo indolore, ma se a te va bene, padronissimo. Ma per me no. Per cui quei cosi che ti tracciano devono farlo alla luce del sole.
Stiamo entrando nel mondo con le pubblicità personalizzate di Minority Report, con scanner oculari, laser e casse acustiche direzionali con spot personalizzati? Forse è ancora fantascienza, ma la strada quella è.
Io non voglio che il mio edicolante sappia in automatico che sono passato di fianco alla sua edicola alle 16.37.
Se il tuo edicolante vuol sapere se passi vicino alla sua edicola e non prendi il giornale, non lo impara con un sistema così.

Quello che il tuo edicolante sa, è che tanti suoi clienti (te compreso), dopo aver preso il giornale vanno al bar di fronte.
Che poi nel flusso di clienti ci sia anche tu, è una cosa che non gli interessa. Perché l'interesse è nella massa non nel singolo.

La stessa cosa per il tracking nei siti. Credi che Paolo, con il numero di visite che ha (e roba tipo ikea.it, piuttosto che eprice.it ecc.) abbia interesse a cosa fai tu? Ha interesse a sapere che dopo aver preso un lampadario, la gente va a prendere le lampadine, o magari scopre che prima sceglie le lampadine e poi il lampadario.
Ma non gli interessi tu come singolo, gli interessa capire il comportamento del "cliente medio" per adattarsi al cliente. E dare un servizio migliore.
Vivo in una città piccola e commenti come quello di martinobri mi fanno ridere perchè se se sei passato di fianco all'edicola alle 16.27 lo sa l'edicolante, il postino, tutti quelli che hai incontrato nelle vicinanze (ci si conosce tutti), tutti i vecchietti che stanno alla finestra, eccetera... onestamente fintanto si va in giro col volto scoperto si ha un livello di granularità dell'informazione molto più fine della semplice raccolta di dati anonimi: sa dove sei stato, con chi eri, cos'hai fatto, com'eri vestito, eccetera... e questo non lo puoi disabilitare. Perciò mi accodo ai chissenefrega della raccolta del dato di passaggio legato a un mac non riconducibile a me (a meno che l'edicolante lo appunti nel sistema).
Onestamente di essere tracciato non mi importa molto. Anzi se possono propormi solo quello che mi interessa è meglio perché almeno mi evito tutto quello che NON mi interessa.

Sì, certo, come no.
Perchè tu pensi che chi ti propone una pubblicità, lo faccia nel tuo interesse? Lo fa nel SUO e basta. Quindi, anche se ti propone qualcosa che potrebbe rientrare nei tuoi gusti, comunque sta cercando di venderti qualcosa di cui tu potresti non avere alcun bisogno tentando di convincerti del contrario
Vedi il caso delle canotte citato da Paolo: la gente probabilmente le ha comprate pensando "Che coincidenza! Una canotta per la palestra venduta dentro il mio ristorante preferito". E quindi, non solo ha comprato qualcosa di cui non aveva bisogno, ma non ha fatto altro che fare il gioco del ristorante, regalandogli pubblicità.

Senza contare che, nel momento in cui ti viene proposta un'offerta X in virtù di un tuo comportamento Y, non si fa altro che "uniformare" i consumatori. Quindi, anzichè cercare di intercettare realmente i loro gusti (che non possono certo essere tutti uguali) si rischia che si cerchi invece di incanalarli verso un gusto comune.

Per quanto inquietante non mi spiacerebbe neppure una cosa tipo quella che viene vista in "Person of interest".

Tralasciando il fatto che è pura fantascienza, evidentemente ti sei fermato alla prima stagione e non hai visto come si evolve la "macchina".

Alla fine quello fatto con il wifi è la stessa cosa che fa Google con le mail o Facebook con i profili. Il buon Mark con un sito ha surclassato, arrivando decenni dopo, tutte le agenzie di statistica e sondaggi.

Infatti fa la stessa cosa: prende le informazioni che gli stessi utenti, volontariamente, gli forniscono e li trasforma in introiti pubblicitari. E allora è giusto far sapere agli utenti che certi dati non dovrebbero essere forniti così a cuor leggero. E che la teoria del "non ho nulla da nascondere" è una boiata.

Ogni cosa che utilizziamo ci profila, se lo fa un dispositivo in più poco importa.

Dipende. Perchè un tempo il computer di casa poteva farsi i fatti tuoi,ma fino ad un certo punto (dato che non te lo portavi dietro). Ma ora, con gli smartphone, è come se tutti avessimo un GPS sempre acceso in tasca.
E poco importa che tu non vada in luoghi loschi o di cui ti vergogneresti a parlare: il fatto che qualcuno possa sapere dove sei, in un determinato momento, è un rischio terribile.
Magari tu, negli ultimi giorni, ti sei fermato a guardare le vetrine di tre agenzie immobiliari. Poi "casualmente" vieni fermato da un tizio con la cartelletta che vuole parlarti della sua agenzia e ti consegna il suo biglietto da visita. Tu pensi "wow, che c**o", mentre invece non c'è niente di casuale.

Quello che conta è che non venga diffuso.

Come fai a sperare che "non venga diffuso" se sei tu stesso a diffondere queste informazioni a chiunque sia in grado di intercettarle?

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Vivo in una città piccola e commenti come quello di martinobri mi fanno ridere perchè se se sei passato di fianco all'edicola alle 16.27 lo sa l'edicolante, il postino, tutti quelli che hai incontrato nelle vicinanze (ci si conosce tutti), tutti i vecchietti che stanno alla finestra, eccetera... onestamente fintanto si va in giro col volto scoperto si ha un livello di granularità dell'informazione molto più fine della semplice raccolta di dati anonimi: sa dove sei stato, con chi eri, cos'hai fatto, com'eri vestito, eccetera... e questo non lo puoi disabilitare.

Ma intanto puoi "disabilitare" tante altre informazioni. Nè l'edicolante nè il vecchietto possono sapere per chi hai votato, per quale motivo stai andando dal medico, chi è la persona di fianco a te (amico/a? parente? amante?), cosa hai comprato al supermercato, ecc...
So benissimo cosa vuol dire vivere in un paese dove quello che combini all'aperto rischia di diventare di dominio pubblico. E infatti uno si regola di conseguenza, evitando di fare in pubblico qualcosa che non si vuole che si venga a sapere (esempio classico: il ragazzino che vuole fumare di nascosto, non lo fa certo per strada o in piazza)
Ma non mettiamo sullo stesso piano i "curiosi del paesino" con la raccolta dei dati in tempo reale operata dagli smartphone. Anche perchè, di solito, quando si parla dei curiosoni, ci preoccupiamo di loro solo quando facciamo qualcosa che non vogliamo far sapere ad altri. Non è un problema se il vecchietto sa che ogni giorno vado in edicola o al supermercato alla stessa ora. E' un problema enorme, invece, se lo viene a sapere una ditta o un'agenzia pubblicitaria.
Sono dell'idea che ci debba essere una netta distinzione fra dati raccolti ai fini della sicurezza (telecamere nei caselli, bancomat, negozi) e quelli a scopo commerciale, come il sistema in questione.
Per alcuni sembra essere un vantaggio avere "pubblicità personalizzate" ed offrirlo come servizio mi sembra lecito ma senza un consenso diretto è un furto di dati.
Se entro in un luogo pubblico è pacifico che diffondo dei dati pubblicamente, la mia posizione, i miei vestiti, i negozi che visito, ma questo non significa che accetto di essere pedinato, schedato e venduto a fini commerciali. E non mi interessa se quei dati vengono usati per statistiche (cosa vera solo in partenza, lo scopo finale è sapere cosa vuole Mario e non il cliente medio), senza il mio consenso lo ritengo un furto di dati improprio.
Sarebbe diverso se la raccolta dati fosse effettuata quando un cliente si connette alla rete offerta dal commerciante, in quel caso basterebbe un cartello informativo e sarebbe più o meno come i compromessi che si fanno con le app (io ti do la mia posizione, i miei gusti, i miei amici e tu mi doni la app che fa le puzzette ;)
Che poi nel flusso di clienti ci sia anche tu, è una cosa che non gli interessa. Perché l'interesse è nella massa non nel singolo.

1) Questo è quello che dicono loro
2) Per il momento. E in futuro?

Vivo in una città piccola e commenti come quello di martinobri mi fanno ridere perchè se se sei passato di fianco all'edicola alle 16.27 lo sa l'edicolante, il postino, tutti quelli che hai incontrato nelle vicinanze (ci si conosce tutti), tutti i vecchietti che stanno alla finestra, eccetera

Hanno già risposto Replicante e altri.
Io vivo non in una città ma in un paese e lo so che è piccolo e la gente vede. Ma, per l'appunto, lo so. Sarei stato pazzo, in altri tempi, se mi fossi mosso in paese con una ragazza pensando che mia mamma non lo avrebbe saputo.
Invece, che nel bidone ci sia il coso che registra il mio passaggio non lo so.
E che il vecchietto stia alla finestra a guardarmi è nel suo diritto. Siamo sicuri che mettere spie di nascosto sia un diritto?
Magari tu, negli ultimi giorni, ti sei fermato a guardare le vetrine di tre agenzie immobiliari. Poi "casualmente" vieni fermato da un tizio con la cartelletta che vuole parlarti della sua agenzia e ti consegna il suo biglietto da visita. Tu pensi "wow, che c**o", mentre invece non c'è niente di casuale.
E quindi?
Se non stai cercando casa, butti via il tutto, se la stai cercando, è una opportunità in più.

Perchè tu pensi che chi ti propone una pubblicità, lo faccia nel tuo interesse? Lo fa nel SUO e basta.
Il tuo interesse arriva di conseguenza.
Perché non è interesse dell'inserzionista proporti pubblicità che non ti interessa, ed è interesse tuo non vederla se non ti interessa.
Le pubblicità degli assorbenti femminili in prime-time sono l'esempio più fulgido: nella migliore delle ipotesi la più della metà dell'audience non è interessata, e in qualcuno possono pure essere controproducenti (personalmente sentir parlare di quelle cose a ora di cena mi fa piuttosto schifo, e potrei essere influenzato negativamente verso altri prodotti della stessa azienda).


E' un problema enorme, invece, se lo viene a sapere una ditta o un'agenzia pubblicitaria.
Quale può essere il problema, praticamente?
Capisco che potrei sembrare rompicoglioni (se lo divento troppo ditelo: non voglio convincere nessuno) ma non riesco a figurarmi quale può essere il problema pratico che la ditta di pubblicità x sappia dove vado e cosa faccio.

lo scopo finale è sapere cosa vuole Mario e non il cliente medio
Sicuro? Per me lo scopo finale è vendere il più possibile a un numero il più alto possibile di persone.
Ottimo consiglio quello di spegnere il wifi quando "non serve"... il problema è che oramai la geolocalizzazione (io uso tantissimo il telefono come navigatore in auto) sembra richiedere l'attivazione del wifi, e per di più ho notato che se *non* la disattivi esplicitamente dall'apposita pagina di configurazione (che, almeno sul mio Xperia NON è nel pannello del wifi) resta comunque attivata anche se dal pannello wifi appare spenta.
A tutti quelli che dicono "ma io non ho niente da nascondere": inviatemi pure via mail i seguenti dati:

- la vostra dichiarazione dei redditi
- la vostra cronologia completa di navigazione in Internet
- l'elenco completo dei libri che avete letto negli ultimi sei mesi
- la vostra bolletta telefonica dettagliata (con elenco dei numeri chiamati)
- la vostra scelta elettorale più recente
- la data, la durata, il tipo e il/i partner del vostro ultimo rapporto sessuale
- l'elenco completo dei medicinali che prendete

Come? Non ve la sentite? Ma non avevate detto che non avevate niente da nascondere?

- la vostra dichiarazione dei redditi
- la vostra cronologia completa di navigazione in Internet
- l'elenco completo dei libri che avete letto negli ultimi sei mesi
- la vostra bolletta telefonica dettagliata (con elenco dei numeri chiamati)
- la vostra scelta elettorale più recente
- la data, la durata, il tipo e il/i partner del vostro ultimo rapporto sessuale
- l'elenco completo dei medicinali che prendete

tutti questi dati sono nel mac address del mio telefono?
In quale modo puoi tirar fuori anche solo uno di questi dati da quello che è il tema dell'articolo, ovvero il fatto di essere tracciati nel wondering all'interno di una città?
Paolo, onestamente su certi argomenti (a memoria: palladium, privacy, bug del software) hai delle posizioni estreme. Qualcuno ha tirato in ballo il termine "praticamente". Ecco, tutti d'accordo che *in teoria* con palladium si poteva fare certe cose, che *potenzialmente* ci sono certi rischi per la privacy, che *idealmente* con quel bug ti sventrano il computer, ma all'atto pratico:
- palladium è stato comunque introdotto e non si è verificato nulla dei cataclismo predetti
- dei bidoni wifi o di google che mi traccia influisce sulla pubblicità che mi viene proposta e finisce lì (mentre se il vicino mi vede entrare in casa con una donna diversa da mia moglie le ricadute per la mia vita sono notevolmente più consistenti)
- il 99.99% degli utenti non hanno mai seguito il tuo consiglio di disabilitare / disinstallare Flash, Javascript, Acrobat, Java o qualsiasi altro software e il 99.95% di questi che ha subito un aggressione informatica l'ha avuta per l'altra milionata di modi esistenti

L'ultima riga mi permette di introdurre la questione della metrica. Belle tutte le vostre teorie ma all'atto pratico... fintanto non c'è una misurabilità degli effetti per me rientrano nel campo della paranoia, se non del paradosso. Il punto è che oggi ci si va a creare problemi su qualsiasi cosa senza contestualizzare la questione nella realtà. Gli esempi sono infiniti... trovi quello che ti tira delle pippe assurde sull'alimentazione (solo biologico, no OGM, la carne ha gli ormoni) e poi fuma. Oppure quelli che col bambino piccolo sono iperprotettivi in casa e non gli lasciano far niente e poi... in macchina lo tengono in braccio perché nell'ovetto piange.

Fatevi un bel bagno di realtà.

Al posto che mandarti i dati che tu chiedi (ancora non riesco a focalizzare il problema, probabilmente a te darebbe fastidio li sapessero dei terzi, ma è una questione personale... c'è chi è "pudico" e c'è chi non gliene frega niente - a te piace la pizza a me la pasta) facciamo una cosa più divertente. Chiedo ad un amico di recuperarli di nascosto al sottoscritto e farteli avere. Secondo me non ci mette tanto, a parte per quelli più personali (libri che ho letto negli ultimi mesi): chiede all'amica che lavora dal mio commercialista la mia dichiarazione (poi ovviamente lei dirà "ma non dire che te l'ho detto io"). La cronologia di navigazione è forse quella più complicata, mi viene a trovare e con la scusa di usare il computer se la guarda / installa qualcosa per monitorare dove vado. L'elenco dei libri chiede in biblioteca con il mio numero di tessera, e così via.

Ti dirò di più. L'amica che è allo sportello in banca quando vado a fare un'operazione, SENZA ANDARE A CERCARE (cosa che comunque potrebbe fare perché ne ha facoltà), sa come son messo sul conto corrente. L'unica cosa veramente incredibile sono quante e quali informazioni circolano quando parli con le persone giuste. Ci si preoccupa di disabilitare il tracciamento di Google Now e poi si ha con se sempre il cellulare. E l'amico sistemista che lavora dall'operatore telefonico puta caso ha gli accessi giusti per sapere dove sei stato non ora per ora ma secondo per secondo negli ultimi anni.

Ma noi disabilitiamo Google Now e poi usiamo il cellulare. Non mangiamo più la carne ma fumiamo. Non facciam muovere il bimbo in casa che ci son gli spigoli ma poi lo portiamo in macchina a cento all'ora senza legarlo perché si sente costretto.

Chiudo: preoccupiamoci adesso che qualcuno registri il mac del mio cellulare per esaminare i flussi. Terribile. Fino a qualche anno fa l'avranno sicuramente fatto con degli operatori umani, perché la scienza di come disporre la merce all'interno di un supermercato non è nata con gli smartphone. Però allora non c'era il problema della privacy. Anche se chi guardava era l'amico del tale che ti conosce con il quale si sono fatti quattro risate perché hai comprato otto pacchetti di preservativi ritardanti.
Camicius,

non mi riferivo specificamente alla raccolta di MAC address, ma al tema generale del "ma io non ho niente da nascondere".


Comunque, un ente commerciale (o un governo particolarmente intrusivo) potrebbe benissimo:

-- associare i MAC address alle persone (la Google car passa per strada e mappa i MAC address; il Telepass rileva i MAC address; il bidone della spazzatura rileva i MAC address, eccetera; lo schema degli spostamenti viene usato per dedurre l'identità)

-- so che il MAC address X (quindi, a questo punto, la persona X) si è fermata alla farmacia del centro commerciale alle ore 17:54. Dagli scontrini rilevo che medicinali ha acquistato. Se ha acquistato contraccettivi o coadiuvanti sessuali, posso farmi un'idea delle sue abitudini sessuali.

-- so che il MAC address X si è fermato in gioielleria; a quell'ora è stata fatta dalla gioielleria una transazione con carta di credito. Da questo scopro il numero di carta e ho accesso agli acquisti, che incrocio con la tessera fedeltà.

-- eccetera, eccetera, eccetera.

Per "governo particolarmente intrusivo" intendo, per esempio, un governo che dovesse imporre che tutte le transazioni sopra i 1000 euro siano effettuate tramite intermediari (carta di credito, bonifico). Ogni riferimento è puramente casuale.
Capisco che potrei sembrare rompicoglioni (se lo divento troppo ditelo: non voglio convincere nessuno) ma non riesco a figurarmi quale può essere il problema pratico che la ditta di pubblicità x sappia dove vado e cosa faccio

Il problema è che tu stai facendo riferimento al caso specifico (il tracciamento degli spostamenti) e lo stai considerando specificatamente su di te, essendo convinto che far sapere a terzi i dati dei tuoi spostamenti non possa essere un problema. Magari, nel tuo caso, è effettivamente così, ma non è detto che per tutte le altre persone possa valere lo stesso discorso.

1) il senso dell'articolo è che l'utenza deve essere sempre informata chiaramente di quali sono i dati che sta passando alle aziende, in modo da poter decidere (ove possibile) se rifiutarsi di fornire tali dati, oppure valutare se sottoscrivere o meno un determinato tipo di contratto che obbliga a fornirli. Quando sottoscriviamo un contratto per stipulare un abbomanento o per una tessera fedeltà, sappiamo che stiamo consegnando a quell'azienda i dati sensibili che stiamo scrivendo. Ma se in quel momento, di nascosto, ci venissero anche scattate delle foto o ci venissero prese le impronte digitali, siamo tenuti a saperlo. Non importa che la nostra faccia sia pubblica o che le nostre impronte digitali siano, virtualmente, reperibili ovunque: si tratta comunque di dati che finirebbero in un database e di cui non ci è chiaro fino a quando resteranno a disposizione di terzi.
E da qui si passa al punto 2.

2) non puoi prevedere come i tuoi dati possono essere utilizzati a scopi pubblicitari. Tu per ora ci vedi solo esempi positivi o "scansabili" senza problemi. Ma invece abbiamo già avuto la prova di come i pubblicitari possano utilizzare certi dati (che spesso abbiamo concesso volontariamente) in maniera poco corretta, seppur legale, dove il loro tornaconto personale ci ha forzato a modificare alcuni nostri comportamenti.
Un esempio? Per decenni la gente ha pubblicato il proprio numero di casa su un librone chiamato "elenco telefonico". Poi ha continuato a lasciare il proprio numero di telefono fisso ogni volta che comprava un oggetto o un servizio che chiedesse i dati personali dell'acquirente. Cosa è successo? Che i pubblicitari, cercando di fornire delle pubblicità mirate (quindi, teoricamente qualcosa di positivo), hanno selezionato i propri potenziali clienti in base ai numeri raccolti da altre aziende, facendo un ragionamento per cui "se il cliente sottoscrive un abbonamento X, può essere interesato ad una proposta Y". Ed ha iniziato a proporle direttamente a te, non più attraverso uno spot televisivo (che puoi tranquillamente ignorare, aspettando che finisca), ma obbligandoti a rispondere al telefono, ascoltare, perdere tempo e magari incazzarti. Tutto ciò è aggravato dal fatto che questa pubblicità ti arriva attraverso un apparecchio inialmente destinato ad altri scopi.

Risultato? Oggi c'è sempre più gente che sceglie di non avere un'utenza fissa, non solo per motivi economici (anche perchè alcuni, nonostante non colleghino un apparecchio, possiedono ugualmente l'utenza per poter usare internet), ma anche per evitare rotture di palle dovute ad una linea telefonica che non ci permette di conoscere l'identità del chiamante senza rispondere. Certo, anche il telefono fisso può essere staccato quando non si vuole essere disturbati....ma a quel punto, visto che i cellulari permettono di svolgere questa azione in maniera molto più semplice e veloce, che senso ha avere anche il fisso?
Inoltre, quando dobbiamo compilare un modulo o un form, facciamo molta più attenzione nel lasciare un recapito telefonico, perchè sappiamo che quello che in teoria dovrebbe essere un servizio alla clientela, facilmente andrà ad alimentare una promozione selvaggia nei nostri confronti, seppur "mirata". Tant'è che, se proprio si deve lasciare un recapito, si preferisce lasciare la mail o al massimo il numero di cellulare, in quanto sono maggiormente controllabili.
(cont.)
(cont.)
3) si pensa sempre che chi non vuole far sapere i propri spostamenti debba nascondere qualcosa di scabroso. E si tira fuori la storia del tizio che va a tradire la moglie, il ragazzo che salta la scuola per andare a farsi le canna ed altre azioni che rientrano nelle casistiche "non vuoi farlo sapere perchè stai commettendo azioni immorali o illegali".
In realtà ci possono essere mille motivi per non voler far sapere a terzi i nostri spostamenti. Pensa a chi deve recarsi in un consultorio, da uno psicologo o da un avvocato. Allo stesso modo, se io vado tutti i giorni dal medico o in farmacia, non mi piace l'idea che qualcuno, al di fuori del medico/farmacista, possa stabilire che nella mia famiglia c'è qualcuno che ha bisogno di cure, a quanto pare, non proprio leggere. E non solo non vorrei farlo sapere ad altri, ma soprattutto non gradirei in alcun modo che queste informazioni vengano raccolte e catalogate. Certo, può darsi che la ragazza che sta varcando la soglia del consultorio abbia la sfiga di essere avvistata da una conoscente, la quale in breve tempo ne renderà partecipe tutto il paese...Purtroppo il rischio non può essere annullato in toto, ma almeno può essere fortemente limitato. Quindi è giusto che la ragazza sappia che, oltre a usare i suoi occhi per scorgere eventuali conoscenti, dovrà spegnere qualsiasi apparecchio che la rende rintracciabile contro il suo volere.

Qui non stiamo più parlando del vecchietto che ci guarda dalla finestra. Il vecchietto che mi spia, non si appunta gli orari dei miei passaggi, il mio vestiario, le mie azioni, le persone con cui ero in compagnia. Se lo facesse, sarebbe uno stalker a tutti gli effetti. Invece si limita a osservare una mia azione estremamente circoscritta, senza avere la possibilità di inserirla in un contesto più ampio. Quindi lui può sapere che sto passando nella sua via, può sapere come sono vestito e che sono accompagnato da una persona, ma non può sapere da dove sto arrivando e cosa ho fatto prima.
Se esistesse una rete di vecchietti che studia il mio percorso, le mie abitudini e mie frequentazioni, e che mette insieme tutti questi dati per stilare un mio profilo, allora mi preoccuperei. E infatti, in quei paesini dove nessuno si fa i c**zi suoi, e dove tutti sanno vita morte e miracoli di tutti, anche la persona più onesta e corretta del mondo ha delle riserve a farsi vedere in compagnia di una nuova ragazza o rivolgersi ad un avvocato dello stesso paese.
Ma in generale, il curiosone che ci osserva -e magari ci giudica- sulla base di un singolo dato sensibile, non può essere messo sullo stesso piano di chi raccoglie e cataloga questo dato, incrociandolo con altri. Come ho detto prima, anche il nostro volto è un dato sensibile, che però rendiamo pubblico in qualsiasi momento. Eppure se uno vi scattasse una foto mentre state camminando, come minimo vorrete sapere da lui cosa se ne deve fare e dove andrà a finire
Così come una conversazione al ristorante: siamo in un luogo pubblico, quindi, a rigor di logica, bisognerebbe evitare di fare discorsi che non vogliamo possano essere ascoltate dal vicino di tavolo o altri presenti in sala. Ma resta pur sempre il fatto che nessuno (nè lui nè il ristorante) può permettersi di registrarmi, soprattutto di nascosto. Perchè anche se voglio parlare di calcio o di cinema, non voglio che quella conversazione rimanga salvata da qualche parte.
dei bidoni wifi o di google che mi traccia influisce sulla pubblicità che mi viene proposta e finisce lì (mentre se il vicino mi vede entrare in casa con una donna diversa da mia moglie le ricadute per la mia vita sono notevolmente più consistenti)

Perchè, tu sai dove finiscono i dati dei tuoi tracciamenti? Sai per quanto tempo verranno conservati? Hai la certezza che questi dati non verranno venduti ad altre aziende?

il 99.99% degli utenti non hanno mai seguito il tuo consiglio di disabilitare / disinstallare Flash, Javascript, Acrobat, Java o qualsiasi altro software e il 99.95% di questi che ha subito un aggressione informatica l'ha avuta per l'altra milionata di modi esistenti

La fonte di queste percentuali bulgare? No, perchè il fatto che tu possa sapere queste cifre può voler dire solo due cose: o qualcuno si è introdotto nei computer di tutti gli utenti, oppure te le sei semplicemente inventate.
Comunque, anche se i numeri fossero questi, stai dicendo una cosa del tipo: siccome in strada è più facile morire investiti dalle auto che non inciampando in un tombino, allora si può camminare tranquillamente senza guardare dove si mettono i piedi.

L'ultima riga mi permette di introdurre la questione della metrica. Belle tutte le vostre teorie ma all'atto pratico... fintanto non c'è una misurabilità degli effetti per me rientrano nel campo della paranoia, se non del paradosso.

Interessante. Potrei dire di andare a chiedere cosa ne pensano le persone avvelenate dall'amianto, ma mi rendo conto che potrebbe essere colto come un esempio poco pertinente. In realtà il concetto di fondo è lo stesso: porsi un problema riguardo a qualcosa, aspettando che si manifestino le conseguenze, è come piangere sul latte versato. E magari poi ci sarà qualcuno che dirà "ve ne accorgete soltanto adesso?" oppure "ve l'avevo detto".
L'esempio l'ho fatto nei commenti precedenti: negli anni 90 e 2000 la gente comune ha lasciato il proprio numero di telefono fisso un po' ovunque, pensando che fosse una cosa giusta. E adesso quel numero, da anni, sta girando nei vari call-center che LEGALMENTE vi può rompere le palle a qualsiasi ora e che senza che possiamo impedirlo (nemmeno tramite il registro delle opposizioni) perchè noi stessi abbiamo dato ad una ditta il permesso di rivenderlo ad altre.

Tanto per dire: l'anno scorso sono stato chiamato al mio cellulare da parte di un'azienda che cercava mio padre per proporgli un'offerta pubblicitaria. Alla domanda sul perchè avessero cercato mio padre al mio cellulare, l'addetto mi ha risposto che egli risultava essere il titolare di quel numero. In effetti, quel numero era stato attivato da mio padre nel lontano 1997, quando decise di regalarmi un cellulare e quando ti chiedevano mille documenti per comprare un telefono cellulare. Siccome, diversi anni fa ho fatto intestare quel numero direttamente a me, questo vuol dire che nel 2013 ho ricevuto una chiamata da parte di un'azienda che utilizzava dei dati che risalgono al 1997.

Il punto è che oggi ci si va a creare problemi su qualsiasi cosa senza contestualizzare la questione nella realtà. Gli esempi sono infiniti... trovi quello che ti tira delle pippe assurde sull'alimentazione (solo biologico, no OGM, la carne ha gli ormoni) e poi fuma. Oppure quelli che col bambino piccolo sono iperprotettivi in casa e non gli lasciano far niente e poi... in macchina lo tengono in braccio perché nell'ovetto piange. Fatevi un bel bagno di realtà.

Infatti tu hai citato due esempi i cui danni sono ampiamente stati dimostrati: il fumo o un bambino tenuto in braccio dal passeggero. Entrambi dimostrati, ahimè, sulla pelle di persone che avrebbero gradito saperlo prima. E magari erano persone a cui si diceva "guarda che il fumo uccide" oppure "guarda che è pericoloso tenere il bambino in quel modo" e che rispondevano ridacchiando perchè pensavano che fossero paranoie....
ma è una questione personale... c'è chi è "pudico" e c'è chi non gliene frega niente

Anche chi dice che non gliene frega niente, prima o poi, casca molto facilmente: non avrà mai il coraggio di rendere pubblica la propria cronologia di internet (ovviamente non quella del profilo creato ad-hoc prima del controll), o la data dell'ultima volta in cui ha fatto sesso (o la durata reale dell'ultimo rapporto sessuale) o per chi ha votato alle elezioni. C'è sempre qualcosa che non vogliamo far sapere ad altri (ed è un nostro diritto). E non per forza deve essere qualcosa di carattere sessuale o imbarazzante. Altrimenti non esisterebbero nemmeno i nickname...

facciamo una cosa più divertente. Chiedo ad un amico di recuperarli di nascosto al sottoscritto e farteli avere. Secondo me non ci mette tanto, a parte per quelli più personali (libri che ho letto negli ultimi mesi): chiede all'amica che lavora dal mio commercialista la mia dichiarazione (poi ovviamente lei dirà "ma non dire che te l'ho detto io"). La cronologia di navigazione è forse quella più complicata, mi viene a trovare e con la scusa di usare il computer se la guarda / installa qualcosa per monitorare dove vado. L'elenco dei libri chiede in biblioteca con il mio numero di tessera, e così via.

Peccato che qui tu stia descrivendo azioni che non rientrano più nella legalità. Citi esempi in cui i dati vengono ottenuti tramite pratiche illegittime (es. l'installazione di software spia) oppure sottraendoli a persone che possiedono tali dati in maniera legale, ma che sono tenuti a tenerli segreti. Quindi c'è una bella differenza rispetto a chi ottiene i miei dati in maniera legale, seppur subdola. Nei primi casi io potrei rivalermi contro chi mi ha rubato i dati. Quindi, sebbene il mio commercialista potrebbe comunque divulgare la mia dichiarazione dei redditi, tendo a preoccuparmene meno semplicemente perchè, se lo facesse, rischierebbe di perdere il lavoro.

Ti dirò di più. L'amica che è allo sportello in banca quando vado a fare un'operazione, SENZA ANDARE A CERCARE (cosa che comunque potrebbe fare perché ne ha facoltà), sa come son messo sul conto corrente.

Idem con patate. E' un discorso che vale anche per l'impiegato comunale o un medico con i quale si ha anche un rapporto di amicizia. Ma il loro lavoro impone una riservatezza che, se non sanno mantenere, li metterebbe nei guai. Anche perchè, stai tranquillo che quando uno maneggia i "numeri" di centinaia di persone (che conosce personalmente) alla fine questi diventano proprio ciò che sono: numeri, e basta.
Chiedi a quanti tecnici di computer si mettono a controllare gli hard disk dei loro clienti per cercarne i p0rnI o le foto imbarazzanti. Eppure, con estrema facilità, ne troverebbero a bizzeffe. Alla lunga, tale curiosutà, puramente morbosa (come può essere quella dell'impiegata di banca che può fare i conti in tasca a tutti) si spegne.

la scienza di come disporre la merce all'interno di un supermercato non è nata con gli smartphone. Però allora non c'era il problema della privacy.

Già. Ma la scienza di cui parli si occupava di raccogliere dati e statistiche (non nominali) esclusivamente per se stessa. Non rivendeva tali dati ad altri.

Anche se chi guardava era l'amico del tale che ti conosce con il quale si sono fatti quattro risate perché hai comprato otto pacchetti di preservativi ritardanti.

E infatti, come purtroppo accade ancora oggi, quello che doveva comprarsi i preservativi lo faceva al distributore o nella farmacia di un altro paese. Non credo che uno che compri i preservativi abbia qualcosa da nascondere (dato che a noi non ci è dato sapere con chi li userà nè in quale situazione), anzi vuol dire che farà una delle cose più belle del mondo nella maniera più intelligente del mondo. Eppure c'è chi preferisce tenerlo nascosto, per evitare sghignazzamenti o commenti da parte dei soliti idioti.
Legalmente un corno.
Avere la disponibilità di un dato non implica che si possa utilizzare. Pubblicare il telefono nell'elenco telefonico non implica il fatto che chiunque possa usarlo, specialmente per scopi commerciali.

E i miei hanno ancora il telefono fisso, ed è sempre stato pubblicato, e non c'è tutto questo stalking...
Legalmente un corno.
Avere la disponibilità di un dato non implica che si possa utilizzare. Pubblicare il telefono nell'elenco telefonico non implica il fatto che chiunque possa usarlo, specialmente per scopi commerciali.


Peccato che per un certo periodo, a partire dal 2009, fosse stato legale anche utilizzare qualsiasi numero telefonico reperibile su un elenco pubblico.

Ma il problema non è quello: il problema è che, chiunque chiami al telefono fisso per scopi commerciali, ha dalla sua parte il fatto che SENZA DUBBIO l'utente ha dato il suo consenso esplicito all'utilizzo dei suoi dati per finalità che comprendono anche le chiamate commerciali.
L'ha fatto ogni volta che ha crocettato quella casella al fondo di un contratto, dove si diceva "trattamento dei dati bla bla bla" ed altre frasi che il consumatore medio non è in grado di comprendere...soprattutto quando gli viene detto che è indispensabile crocettare quella casella per rendere valido tale contratto.
Anche perchè il consumatore non penserebbe mai che un'azienda che produce cellulari possa rivendere i suoi dati a una compagnia del gas. Oggi col senno di poi, lo sapppiamo quasi tutti; ma ribadisco che molti dei numeri che girano nei call-center provengono da foglietti che abbiamo firmato negli anni 90 o primi 2000, quando mai ci si sarebbe immaginati uno scenario del genere.

Quindi, con altissima probabilità, il rompiballe che chiama all'ora di cena, lo sta facendo legalmente. L'utente telefonico non potrebbe in nessun caso sapere dove il tele-rompi ha ottenuto il suo numero (anche perchè non è un'informazione che viene fornita agli operatore del call center), quindi anche se stesse parlando con un furbacchione che ha preso il numero sull'elenco, non potrebbe saperlo. E comunque, le segnalazioni e le multe che arrivano a questa gentaglia non sembrano sufficienti per farli smettere.
Ed ecco quindi una nuova generazione di utenti telefonici che fa, non potendo difendersi da questa rottura, fa a meno del telefono fisso e si fa bastare il cellulare.
Replicante: siamo su lunghezze d'onda diverse, è inutile. Io sto parlando di pratica, tu ancora di teoria. La distinzione tra legale e illegale... l'atteggiamento prudenziale... sono davvero le massime argomentazioni che riesci a mettere in campo? Spiego.

Non è legale far ciò che è descritto? Chissenefrega, funziona così. Vai in qualche vialone di Milano e attraversa sulle strisce incurante delle macchine che arrivano: d'altronde è illegale andare a più di 50 all'ora in città e lo è pure non fermarsi alle strisce.
In ogni caso raccogliere informazioni su Mac address anonimi è legale, associare a questi nome e cognome no. Tuttavia qui rimane tutto registrato e quindi se c'è un abuso è molto più facile verificarlo; le "fughe di notizie" di cui parlavo prima sono pressoché impossibili da individuare. È 30 anni che ci sono fughe di notizie dai tribunali più importanti, figurati dal mio commercialista o dal mio medico.
Il punto è che esiste una rete enormemente articolata e strutturata che non è fatta di computer ma di persone, e le informazioni che circolano sono estremamente più riservate del fatto che mi piace vedere i porno dove lei prepara la pizza ai peperoni a lui (si, adoro i calassici). Una parte di queste sono di provenienza "illecita" come dici tu, cconfidenze tra quello e l'altro; altre no. Per tornare all'esempio dell'amante, se uno mi "pizzica" lo può dire tranquillamente in giro, è perfettamente legale. Ma ha un impatto sulla mia vita enormemente superiore ai bidoni wifi.

L'atteggiamento prudenziale. Adorabile. Quindi non usi il cellulare: non ci sono ancora studi che dicono che non fa male. =)

Quando parlo di bagno di realtà mi riferisco proprio a queste cose.

Il punto è che Paolo è un esperto in questo settore e come tutti gli esperti di un settore "drammatizzano": pongono cioè eccessiva enfasi sull'importanza di ciò che è importante nel loro campo. Se vai dall'acquisto ti dà da fare gli esercizi per allenare l'occhio, perchè va bene ma è leggermente pigro e per prevenire... Vai dal podologo e ti fa i plantari, senza i quali ti vengono un ventaglio di dolori e patologie infinito. Vai dal dentista e ti dice che devi passare la giornata a spazzolare i denti... e così via

E alla fine ti dicono troppe cose, non fai niente e vivi bene uguale. Anzi, meglio. =)
Fx... insomma, tanto vale tenere sempre i bambini in braccio ed investire pedoni sulle striscie? Cioè, tutto questo panegirico di parole per dire che cosa? Che tanto, anche se si tenta di mettere una pezza tra le trame della sicurezza informatica, non cambia nulla?

E pensare che invece esistono posti al mondo, poco più a nord di Milano, dove si può tranquillamente attraversare sulle striscie pedonali senza preoccuparsi di guardare che nessuno ci investirà ed bambino nell'auto che ha frenato rimane ben saldo nel suo ovetto senza volare nel cassetto portaoggetti...

Magari esistono anche posti dove non è consentito a chichessia di rilevare i nostri spostamenti per fini commerciali.

Bah...
Il discorso è molto complesso, più di quanto possa sembrare, soprattutto perché nella maglie del controllo finiscono anche persone che non hanno una grande esperienza informatica. Un conto è l'utente esperto e quindi cauto, attento, altro è l'utente medio basso che di fatto corrisponde alla maggioranza. Qualcuno raccontava di clienti che lasciano sul desktop documenti ed altri pezzi di vita, senza preoccuparsi del tecnico, fortunatamente onesto in questo caso, che deve eseguire un intervento. La verità è che molti non fanno abbastanza attenzione ed altri possono facilmente approfittarsi. Inoltre, ancora non è chiaro quanto questi rilevamenti siano protetti da intrusioni non autorizzate. Il wifi non è ancora una tecnologia sicura, ma questo in pochi lo sanno e molti al contrario si fidano. I pacchetti di dati che viaggiano in aria, neppure dentro a un cavo, sono insicuri e possono essere rubati o intercettati.
Anche i rilevamenti fatti per strada o nei centri commerciali possono essere deviati.
Io non sono uno che crede nei complotti ovunque, ma non vivo neppure dentro ad una favola dove tutto finisce sempre bene ed il male soccombe contro l'onestà e l'amore.
Non sono contrario all'uso del GPS che potrebbe salvarmi la vita durante un trekking o un incidente stradale, ma provo fastidio nel pensare di essere tracciato durante una passeggiata al centro. Non mi interessa se la magistratura decide di controllare i miei movimenti per una indagine, ma mi scoccia se a farlo è una multinazionale o facebook. Peggio, mi spacca proprio le scatole se i protocolli di controllo di questi ultimi ficcanaso non sono certificati da credenziali di sicurezza e protezione ed il bello è che non è dato di conoscerne i dettagli. Quindi, vista la possibilità concreta che attraverso il mio wifi o il mio bluetooth il mio terminale possa essere frugato da chi si è specializzato in questo tipo di attacchi, mi guardo bene dal tenerlo acceso sempre. Mi guardo bene dall'effettuare una transazione bancaria con il wifi, sto bene attento a non lasciare documenti importanti nel mac e se lo faccio li cripto pesantemente; lo stesso dicasi per certe e-mail che contengono per esempio opinioni personali e private.
Questo ed altro, ma, la stragrande maggioranza degli utenti pubblicano su fb pezzi di vita senza neppure pensare alle conseguenze, alcuni pubblicano le loro foto durante una sbornia con le mutande in testa, quindi, di cosa stiamo parlando?
Il pericolo non è far sapere al magistrato che ieri abbiamo acquistato un film porno, il problema è non far circolare informazioni sulla nostra vita e darle in pasto a ladri di identità per dirne una. Per quanto concerne i social network, basterebbe ricordarsi che non possono capire quando mentiamo, allora qualche volta, basterebbe cliccare di meno un mi piace, pensare prima di scrivere, avere meno bisogno di apparire in ogni momento o di esserci per forza, curare le impostazioni della privacy e via dicendo. Spegnere il wifi quando non lo dobbiamo usare per forza, potrebbe già essere un buon passo avanti, o indietro, dipende dai punti di vista.
Onestamente faticherei a riproporre quello che tu definisci "panegirico di parole" in modo più chiaro e semplice. Sono arrivato perfino a fare degli esempi, ma vedo che anche quelli non sono stati compresi. Il concetto è perfettamente lineare: ci si preoccupa di un problema del cazzo mentre se ne ignorano altri enormemente più grandi. L'esempio del bambino in braccio in auto non era per dire "allora teniamo il bambino in braccio" (e devo anche spiegarlo... facepalm), era per dire che è inutile preoccuparsi del fatto che magari sbatte sul muro (problema di rilevanza 1) quando poi lo tieni in braccio in auto (problema di rilevanza un milione). OVVIAMENTE (sigh) quello che auspico assolutamente è quel bagno di realtà che permette di mettere le priorità giuste, ovvero la sicurezza del bambino in macchina (legandolo all'ovetto ma anche scegliendo l'ovetto giusto e tenendo uno stile di guida prudente, ad es.), che poi anche se sbatte la testa contro il muro piange 30 secondi e poi impara che il muro è duro.

Capito? Le priorità. Del centro commerciale che mi traccia anonimamente, che roba terribile. Quindi, se vai in un ipermercato:
- con la tessera fedeltà sanno esattamente cos'hai comprato e quando degli ultimi anni, ma non in modo anonimo. Sanno che l'hai preso proprio tu
- le studiano tutte per rifilarti prodotti di qualità infima (di cui una gran parte alimentari, roba che mangi) a un prezzo apparentemente basso ma con dietro mille fregature (l'ultima che ho visto: se compri il pacco da 1 costa 1, se compri il pacco da 2 costa 2,1... ma si può?) e studiando accuratamente come indurti a comprare cose che non ti servono
- pagano il minimo il personale e lo fanno lavorare il più possibile (weekend e festività compresi)
- strozzano i fornitori, che a loro volto devono strozzare i produttori
- gli utili finiscono chissà dove, mentre con il negozietto hai un indotto sul territorio
- ammazzano i negozietti sotto casa, inducendo un meccanismo per cui la spesa la si fa in auto (poi risparmi 1 euro di spesa, ma ne consumi - e inquini per - 10 di benzina)

Di tutto questo il problema è il rilievo dei mac address dei cellulari con il wifi acceso. Non che compri ossa, cartilagine e budella di pollo finemente sminuzzate come cotoletta di pollo impanata. Non che spendi di più per avere di meno. Non che impoverisci il territorio trasferendo soldi altrove e lo inquini creando un via vai di macchine. Non che sfrutti ai limiti consentiti dalla legge (e spesso anche oltre) i dipendenti, dei quali non gliene frega niente se non per il dare / avere. E così via. Il problema sono i mac address.

Capisco adesso quando dico di farvi un bel bagno di realtà?

Ps: per inciso citare la Svizzera come esempio di rispetto delle regole ok, citarla per la civiltà in cui le attività commerciali (a partire dalle banche) sono tutte Onlus mi sa che hai veramente sbagliato posto...
Stupidocane ha commentato:

E pensare che invece esistono posti al mondo, poco più a nord di Milano, dove si può tranquillamente attraversare sulle striscie pedonali senza preoccuparsi di guardare che nessuno ci investirà ed bambino nell'auto che ha frenato rimane ben saldo nel suo ovetto senza volare nel cassetto portaoggetti...

A dire il vero in quei posti, un po' più a nord di poco a nord di Milano, chi attraversa le strisce è convinto che il diritto di precedenza li renda invulnerabili.

Per mia indole mi fermo sempre davanti alle strisce pedonali, a volte anche quando non ci sono, ma il pedone deve metterci del suo e darmi la possibilità di vederlo e lasciarmi almeno lo spazio per fermarmi; da quando il legislatore ha avuto la brillante idea di togliere l'obbligo del cenno della mano prima di attraversare la strada il numero dei pedoni asfaltati sulle strisce è aumentato ma la colpa è sempre e solo dell'automobilista.

Questo solo per dire che Fx non ha tutti i torti; non si può sempre pretendere che la legge diventi sempre più restrittiva per difendere la nostra privacy quando poi noi facciamo di tutto per mettere in piazza i nostri affari. Poi io, vivendo come Fx in un piccolo paese, so benissimo che i miei vicini conoscono le mie abitudini, più meno cosa guadagno e cosa voto come io conosco le loro abitudini e alcuni loro peccati (quattro o cinque amiche che si tengono in contatto con facebook e si ritrovano regolarmente a bere il caffè al bar sono micidiali per la privacy degli abitanti di un paesino).

Sinceramente a volte mi sembra che si gridi un po' troppo al lupo a lupo finendo così per rinchiuderci in un giardino dorato dove ci illudiamo di essere protetti e sicuri, lontani da tutti i mali del mondo.

Bene o male siamo dotati di libero arbitrio e possediamo la capacità di discernere quello che è bene e quello che è male per noi.

Abbiamo uno smartphone ma non vogliamo essere pedinati da chicchessia ? Basta disabilitare il Wi-Fi e il Bluetooth, e magari anche la geo localizzazione, quando non ci servono.

Sappiamo di essere pedinati ma la cosa non ci infastidisce perché riteniamo che il santo valga la candela e comunque la legge ci tutela già a sufficienza in caso di abusi? Lasciamo il nostro smartphone libero di fare lo smartphone senza troppe paranoie.

La privacy è importante, non per niente posto con un nickname, ma non dobbiamo diventare schiavi della nostra privacy; giusto informare delle problematiche come fa Paolo ma poi ognuno faccia le sue scelte conscio delle conseguenze delle sue azioni.
con tanti discorsi e questioni, anche giuste per carità, si rischia di finire OT:
ma non si stava discutendo se è lecito che sia 'buoni che cattivi' conoscano oltre che i nostri gusti e le preferenze abituali, anche DOVE siamo andati, QUANDO e CON CHI, e QUANTE volte?!semplicemente con un MAC address.
A queste questioni credo la risposta sia molto elementare quanto sacrosanta:
SE non ho firmato un consenso, sono fattacci miei e non 'tuoi'.
E che gli affamati di informazioni siano 'buoni o cattivi', non cambia, perchè si tratta di violare le privacy o riservatezza, senza alcun consenso.
Ed essere in un contesto civile oltre che sociale, vuol dire che anche se non me ne fregasse personalmente nulla della MIA privacy, devo rispettare ANCHE chi vorrebbe non far sapere in giro i propri fatti privati, perchè privati DEVONO rimanere, se non firmo un consenso al trattamento.
Fx: la tessera fedelta' l'ho fatta volontariamente... e ne accetto le condizioni. e' un elemento che non sostiene la tua tesi, bensi' la contraddice.
Proprio no, perché ancora una volta io parlo di pratica. All'atto pratico nessuno ha la consapevolezza di cosa serve davvero la tessera fedeltà all'ipermercato, quelli che ce l'hanno semplicemente non la fanno / non la usano / la usano solamente in occasione dello sconto vincolato al possesso della carta fedeltà.

E all'atto pratico dall'altra parte tracciare i mac address non ha bisogno di consensi così come non ha bisogno di consensi se c'è del personale che ti segue, tramite telecamere o sul posto, per vedere le tue abitudini. La differenza è che nel secondo caso il personale potrebbe conoscerti e quindi avere delle informazioni collegabili a te. Con il mac address elimini personale e quindi elimini, o per lo meno minimizzi, anche questo rischio. A tal proposito non sottovalutate la possibilità di ottenere esattamente l'effetto opposto, tenendo con una posizione eccessivamente rigida da una parte (che guarda solo la teoria e non la pratica, mai pensato di fondare un partito? Avrebbe successo).
Fx, se volevi fare un intervento sul benaltrismo, hai centrato il punto.

Signori, la questione è semplice: voglio essere avvisato delle informazioni che fornisco e voglio avere la libertà di non fornirle.
Ripieghi sulle fallacy adesso? Una tesi può essere giusta o condivisibile sia che sia benaltrista, che sia detta da chi ha interesse nel dirla, che sia detta in modo maleducato. Basta una valutazione specifica sulla tesi, non della sua catalogazione, o del suo autore, o delle modalità con cui viene detta.
@Paolo Attivissimo: per "non ho nulla da nascondere" intendo dire che non ho scheletri nell'armadio. Non vado in giro con l'amante, non ho soldi rubati al fisco o ad altri, non sono un assassino ecc. Ecco al massimo possono tracciare che il giorno X sono andato dal dentista Y, sono stato dentro Z minuti e poi sono andato in farmacia a prendere dei medicinali, magari scoprono che il dentista non mi ha fatto la ricevuta e non sarebbe tanto male ^_^. Mi preoccupa che qualcuno sappia se sono andato dal dentista o in farmacia? O magari al sexy shop a prendere una bambola gonfiabile? Beh non tanto perché come dicevo è questione di chi conosce queste informazioni. Su una cosa hai ragione: più un individuo (o una azienda/corporazione/associazione/ente) ha informazioni di te più c'è da preoccuparsi. Preferisco che differenti informazioni siano in mano a N entità che tutte in mano a una sola.

@Replicante Cattivo: Ho visto anche la seconda stagione e come si è evoluta la "macchina" onestamente non è stato così male visto che ha saputo difendersi da chi la voleva sfruttare per i propri scopi. C'è una frase detta nella serie che secondo me è molto vera, non credo sia esattamente così, ma il senso è questo: "il vero potere e la vera ricchezza è nelle informazioni; chi ha le informazioni governa il mondo".
Tornando alla realtà, credo che se cercassi casa e domani, proprio seguendo l'esempio che hai fatto, un agente immobiliare venisse da me a propormi una casa, di fatto farebbe il suo interesse, ma soprattutto il mio per questi motivi:
1. è lui che viene da me e non il contrario
2. incrementa l'offerta sul mercato e la mia possibilità di scelta
3. avendo una o più soluzione in aggiunta a quelle che da solo avrei trovato, di fatto ho più probabilità di avere prezzo migliore e/o la casa più adatta a me.

In conclusione:
se il tracciamento viene utilizzato per far incontrare domanda e offerta, aumentando le possibilità di scelta non vedo dove sia il problema; alla fine è quello che succede nella vita di tutti i giorni anche navigando su internet.
Capisco adesso quando dico di farvi un bel bagno di realtà?

No. Dagli esempi che hai fatto io ho capito che non dovrei preoccuparmi di riparare il mio lavandino perchè nel mondo c'è chi muore di fame.


non vedo dove sia il problema

Mi sembra strano che non si capisca una cosa così semplice: tolte le situazioni dove non si può evitare di lasciare tracce visibili (internet, il giro in paese), quello che faccio, onesto o no, sono affari solo miei, e non voglio che nessuno lo sappia. Anche se fosse per riempirmi di doni e di favori. Di esseri onniscienti ce n'è uno solo, e a volte è difficile sopportare l'esistenza pure di quello. Perchè dovremmo regalare a qualcuno un potere su di noi?
Perchè dovremmo regalare a qualcuno un potere su di noi?
Quale potere?
@Camicius
L'informazione è potere.
Fx, per quanto ti possa sembrare inutile scrivere un articolo sui pericoli dei tracciamenti dei MAC Address e punti i piedi sul fatto che "tanto è così che va" e che "tanto a te non frega nulla se ecc.", il punto rimane: vuoi farti tracciare senza limiti di sorta e per te va bene? Nema problema. Vuoi, per sostenere che la cosa non è poi così importante, tirare in ballo che sono ben altri i problemi che affliggono la società consumistica moderna? Nema problema dva. Vuoi che tutti pensino che se per te non è importante perché "tanto ci fregano lo stesso in altri modi", allora valga anche per loro? Problema.

Hai portato delle tesi di certo ben argomentate, ma superflue per quanto riguarda il contenuto dell'articolo. L'articolo parla infatti del pericolo di tracciamento in termini assolutamente non allarmistici. Chi vuole, può così prendere delle contromisure, chi non vuole, affari suoi. Per tutti i motivi e migliaia di altri, condivisibili o meno, che hai elencato tu.

Ora, tu sostieni che non serve creare allarmismo per "vaccate" tipo i MAC Address catalogati dalle reti WIFI libere perché tanto siamo talmente "sconsiderati" che non ci preoccupiamo di occultare i nostri spostamenti con gli smartphone. Aggiungi che bisogna farsi un bel bagno di realtà per superare d'un balzo ciò che tu reputi una cosa da poco come sta faccenda dei MAC. Ti è stato fatto notare che non è spostando l'attenzione sugli altri meccanismi che comunque non si risolve sta faccenda dei MAC letti dalle reti aperte. Quindi:

: che si fa? Stiamo zitti e lasciamo stare perché tanto non sono quelle le cose importanti nella vita? Oppure cerchiamo, dove possibile, di metterci una pezza cercando di tutelare la nostra vita privata? Mah... Da come l'hai messa giù tu, sembrerebbe che il redattore ne faccia un dilemma amletico. Invece è solo una notizia poco nota con tanto di consigli su come evitare questa nuova seccatura. Tutto qua.

Ecco che allora, il "bagno di realtà", l'"allarmismo", il "benaltrismo", l'"inalberarsi per questioni di principio", vanno tutte a farsi benedire.

Sapevi questa cosa? Sine? None? Ora che ne sei al corrente, ti va di fare qualcosa al riguardo? Sine? None? Qui ci sono i mezzi per ovviare al problema. Ti è servito questo articolo? Sine? None? Fine.
Senza contare che, se lasciamo sempre tutto com'è, allora sì che posso darti ragione, ovvero "tanto ci fregano da un'altra parte perché siamo stupidi".

Se invece ci informiamo ed impariamo a difenderci anche da queste piccolezze, magari qualcosa cambia anche a livello superiore. Finché non si prova, non si può dire che non serva a nulla.
Di esseri onniscienti ce n'è uno

Tutti gli altri ne han trentuno.

mh... vabbeh... mi sembra che replicante cattivo sia stato molto chiaro e generoso nello spiegare le varie sfaccettature della questione... chi non l'ha capito... boh... forse pretende che tutti pensino che regalare informazioni magari inconsapevolmente sia cosa buona e giusta, alla peggio un bel chissenefrega sistema tutto... ottimo. io continuo a spegnere manualmente "il uifi" quando lo ritengo opportuno.
invece, parlando di cose serie, e' completamente off-topic, ma vi voglio rendere partecipi, sempre che Paolo me lo permetta: fra le solite inutili condivisioni di facebook mi sono imbattuto in questa cosa incredibile, il top del top: un complotto per nascondere che effettivamente l'uomo e' stato realmente su.... su.... marteee, scomodando niente meno che 2 veri eroi, loro malgrado avezzi ad essere implicati in certe cose: Armstrong e Aldrin ahahah L'america ci nasconde da piu' di 40 anni questo segreto ahahaha... buon divertimento

http://www.angelismarriti.it/ANGELISMARRITI-ENG/PRESS_RELEASES/projectredsun-pressrelease2011.htm

Preferisco che differenti informazioni siano in mano a N entità che tutte in mano a una sola.

Credo che questo sia il fulcro della questione. Informazioni differenti in mano a società differenti non fanno danno perché sono incomplete ma "n" informazioni in mano ad una sola entità sono pericolose.

Il problema è che molte di queste società sono del tipo "n in una". Cioè, sono ipermercati (e registrano il MAC address), sono finanziarie (e hanno i dati di conti correnti e la traccia dei pagamenti con carte di credito) e tante altre cose.
La finanziaria deve essere in possesso di certi dati perché glielo impone anche la legge, quindi è più che legale (è imposto) che registri certe informazioni. Tracciare il MAC address pure è legale perché anonimo. Unire e incrociare le due informazioni può anche essere illegale ma si può fare e credo che venga fatto (Telecom docet per quanto riguarda i dossier illegali).

Ora mi chiedo: chi ha messo per primo le serrature alle porte lo ha fatto prima o dopo "la visita" dei ladri?
Se lo ha fatto prima è stato previdente: magari non conosceva i ladri ma ha pensato che, se in casa sua c'era qualcosa di valore, allora valeva la pena proteggerla e, così, ha sventato il furto. Se lo ha fatto dopo, ha posto rimedio in seguito all'esperienza negativa vissuta. Per lui non era importante avere una serratura, riteneva che la porta servisse per la polvere. Non ha mai subito un furto né lui e neppure quelli che conosce. Dopo il furto la serratura è diventata importante.

L'ipotetica persona che non ha la serratura, il furto potrebbe anche non subirlo mai perché, per esempio, i ladri sono pochi (quindi poche probabilità che arrivino a casa sua). Ma questo non gli consente di dire che i ladri non esistono solo perché non son mai andati da lui e non conosce nessuno che li abbia visti.

Tornando ai tracciamenti, alcuni sono nella posizione del previdente, altri in quella di chi non monta la serratura.

Di solito, però, è più costoso curare che prevenire. Infatti chi non ha messo la serratura e ha subito il furto dovrà comprare la serratura e gli oggetti rubati.

E' anche importante mantenere un equilibrio tra i rischi e le contromisure. Se nessuno ha la serratura può bastare anche un chiavistello per impedire il furto: i ladri preferiranno le porte aperte. Se, però, sei una banca, allora è meglio mettere una serratura e un sistema d'allarme, perché è certo che i ladri preferiranno lavorare un po' di più e scassinare la porta di una banca, che varrà cento e più case senza serratura.
Martinobri: no, non mi preoccupo del rubinetto che perde se mi trovo nel mezzo di un'alluvione

Stupidocane: non è inutile scrivere articoli sulla tracciatura del Mac address, è solo come leggere gli effetti collaterali nei bugiardini dei medicinali prima che ti indicassero anche la frequenza con i quali si manifestano. Non ha senso e non è etico dire che rischi da uno sfogo cutaneo alla morte senza specificare che nel primo caso la probabilità è uno su dieci e nel secondo uno su un milione. Così come porre il problema del Mac address senza per lo meno ipotizzare quale sia la sua dimensione reale è fuorviante.
Giuseppe ti stimo
E sono curioso di seguire le eventuali repliche ihihih
Stupidocane: non è inutile scrivere articoli sulla tracciatura del Mac address, è solo come leggere gli effetti collaterali nei bugiardini dei medicinali prima che ti indicassero anche la frequenza con i quali si manifestano. Non ha senso e non è etico dire che rischi da uno sfogo cutaneo alla morte senza specificare che nel primo caso la probabilità è uno su dieci e nel secondo uno su un milione. Così come porre il problema del Mac address senza per lo meno ipotizzare quale sia la sua dimensione reale è fuorviante.

Ma dove sta scritto che bisogna mettere una casistica per un pericolo per la privacy? Se da una parte mi metti un rash ed un decesso su due piani di pericolosità diversi, mi spieghi dove sarebbe il piano più grave nel difendere la propria privacy grazie ad un articolo che ci informa che è in pericolo?

Sei precipitato nel gorgo di supposizioni che tu stesso hai creato. Nessuno ha mai pensato che fosse in pericolo di vita lasciando il WiFi acceso, tanto meno che "tanto ci fregano in altri modi". Hau fatto tutto da solo, sparando percentuali a caso senza nessun dato a sostegno e decidendo di punto in bianco che se Paolo non dà una casistica attendibile, allora è allarmista...

Forse non hai ancora capito che si tratta di un consiglio. O almeno io l'ho interpretato come tale.

Vuoi continuare a difendere il tuo punto di vista cercando pedissequamente di spostare l'attenzione su altri problemi ben più gravi? Accomodati pure OT.

Io mi fermo qui.
Consigliare di spegnere il wifi per evitare il "pedinamento", che tale non è perché come lo stesso articolo fa presente ci sono solo casi sporadici e tutti oltre (oceano o Manica). Non c'è nessun pedinamento, punto. Il rischio attuale di venir tracciati così in Italia è infinitesimo.

Per inciso l'assurdo è che il tracciamento wifi è la versione semplice: fanno la stessa cosa con il riconoscimento facciale / con il tracking video. Quindi? Ti disabiliti la faccia? Metti il mantello dell'invisibilità? Hai davvero il diritto di non essere visto? E vale solo per i sistemi di raccolta dati automatici, mentre il vicino può farsi i cazzi miei pressoché illimitatamente?

Ultima domanda: ma tu tra un sistema automatizzato che raccoglie vagonate di dati e estrapola delle sintesi e uno meno esteso e "manuale" davvero preferiresti il secondo? Ad esempio se al posto che fare la tessera fedeltà in farmacia ci fosse una persona che segue i tuoi acquisti... sarebbe meglio? Nel primo caso ho la ragionevole certezza che nessuno si prenderà mai la briga di cercare e guardare i miei acquisti, nel secondo caso invece c'è una persona preposta a quello. Pensa poi se ti conosce anche! Uno sballo. Privacy a stecca. Ma almeno non è automatizzato.

Mai pensato che questi sistemi possano offrire più garanzie di altri?
>Il rischio attuale di venir tracciati così in Italia è infinitesimo.

Hai detto bene. Attuale.
Fx,

ci sono solo casi sporadici e tutti oltre (oceano o Manica)

Per "sporadici" intendi 25 milioni di sessioni di acquisto da parte di una singola azienda del settore?

E cosa ti fa pensare che una tecnologia assodata oltreoceano/manica non possa approdare anche in Italia? Nella vicina Svizzera, per esempio, dove abito e dove non ci sono le leggi arcaiche italiane che imbrigliano inutilmente il WiFi nei luoghi pubblici, nei centri commerciali c'è quasi sempre il WiFi gratuito pervasivo. L'infrastruttura per la location analytics è insomma già installata. Da lì a usarla il passo è breve.

Io comunque mi limito a segnalare una possibilità tecnica che a molti non è nota e che ritengo interessante. Ritieni che ci siano problemi ben più pressanti? Verissimo. Ma io qui scrivo d'informatica, non di fame nel mondo.
Forse la concezione rosea e candida di realtà di FX esclude che ci siano coloro che possano approfittarne in maniera illegale di tali informazioni:
semplicemente perchè nella realta di ogni paese, compreso il candido Vaticano, c'è chi con le informazioni ci specula e non per mandarti la proposta di un nuovo set di pentole, ma di pallottole.
Esagero?
Per un avvocato, un politico o altra persona diciamo 'scomoda' a qualcuno, magari anche te che decidi di farti un amante segreta, farsi un tracciare i movimenti/abitudini/persone con cui è stato (tipo mac address#persona1 + #persona2 nello stesso albergo..auto..ristorante..casa privata) non potrebbe essere motivo di ricatto per chi opera 'senza scrupoli' ?

Fx, questo è "un bagno di realtà."
Paolo: evidentemente l'esempio non calzante della fame del mondo fa figo e non impegna, lo usate tutti.

Se ti occupi di informatica: ho appena detto che la stessa cosa la fanno tramite le telecamere di videosorveglianza e in modo decisamente più capillare, più preciso e soprattutto anche se non hai neanche un gadget elettronico con te. Come dici tu l'infrastruttura è già presente (le telecamere di videosorveglianza), perfino in Italia; cosa facciamo? Non usciamo più di casa?

E ripeto: ha davvero senso preoccuparsi che venga fatto in automatico quello che potrebbe comunque essere fatto, ma peggio (perché ti possono riconoscere, possono valutare i tuoi comportamenti, possono vedere con chi sei), da una persona?

In ogni caso 25 milioni di sessioni di acquisto da una singola azienda significa che solo un'azienda ha messo in campo questa tecnica. Se poi questa azienda è oltreoceano il rischio per me che sono in Italia è zero. Quindi il dato è irrilevante ai fini pratici (miei, ovviamente, ma anche tuoi che sei in Svizzera), fa solo scena. Significa solo che l'azienda macina grandi numeri, punto.

All'utente senza nome (non mi compare!): ma secondo te se ti devono tener d'occhio usano il mac address? Mettono trecentomila apparecchietti in giro per la città per seguire te? Ci sono ben altri sistemi, estremamente più efficaci ed economici, vecchi come il mondo... Altro che bagno di realtà: bagno di teoria. A me interessa la pratica.
ha davvero senso preoccuparsi che venga fatto in automatico quello che potrebbe comunque essere fatto, ma peggio (perché ti possono riconoscere, possono valutare i tuoi comportamenti, possono vedere con chi sei), da una persona?

Sì, perche se non è in automatico per seguire una persona ci vuole un'altra persona. Il rapporto risultato/spesa non sarà uno a uno ma non molto lontano. Se invece il tutto è automatizzato, il rapporto risultato/spesa si innalza moltissimo.
In pratica, coi mezzi tradizionali possono tracciare solo quelli per cui c'è un motivo per farlo: spionaggio, operazioni di polizia, ecc. Con questi cosi automatici, possono tracciare tutti.
Siamo tranquilli perchè da noi non c'è 'sta roba, come dici tu? E' solo questione di tempo, ovvio.
evidentemente l'esempio non calzante della fame del mondo fa figo e non impegna, lo usate tutti.

Due accenni alla fame nel mondo su una sessantina d'interventi. Proprio tutti, eh?

ho appena detto che la stessa cosa la fanno tramite le telecamere di videosorveglianza e in modo decisamente più capillare, più preciso e soprattutto anche se non hai neanche un gadget elettronico con te.

Il che non ti fa pensare che se si ha anche il gadget elettronico ed una rete che lo traccia, ora non solo si può sapere cosa fai e che compri, ma anche che faccia hai. Così difficile da capire?

Come dici tu l'infrastruttura è già presente (le telecamere di videosorveglianza), perfino in Italia; cosa facciamo? Non usciamo più di casa?

No. Nell'articolo si capisce che si cerca, ove possibile, di consigliare di fornire meno informazioni possibili su noi stessi. Credo sia abbastanza facile anche questa.

E ripeto: ha davvero senso preoccuparsi che venga fatto in automatico quello che potrebbe comunque essere fatto, ma peggio (perché ti possono riconoscere, possono valutare i tuoi comportamenti, possono vedere con chi sei), da una persona?

Secondo me sì. Perché una persona riuscirebbe a "seguire" una decina di persone al colpo, mentre un sistema automatizzato ne potrebbe seguire migliaia contemporaneamente. Vedasi la "rete di vecchietti" di Replicante Cattivo.


In ogni caso 25 milioni di sessioni di acquisto da una singola azienda significa che solo un'azienda ha messo in campo questa tecnica.

Per ora.

Se poi questa azienda è oltreoceano il rischio per me che sono in Italia è zero.

Per ora.

Quindi il dato è irrilevante ai fini pratici (miei, ovviamente, ma anche tuoi che sei in Svizzera), fa solo scena.

Per ora.

Significa solo che l'azienda macina grandi numeri, punto.

Per ora.

Tirando le somme, significa anche che nessun'altra azienda può farlo in futuro qui in Europa? Cioè, "l'hanno fatto in America, figurati se lo fanno anche da noi"? E' questa la sicurezza su cui basi le tue certezze? Se fosse davvero così non dovremmo avere nulla di ciò che viene da oltreoceano tipo, che so, il computer?

ma secondo te se ti devono tener d'occhio usano il mac address? Mettono trecentomila apparecchietti in giro per la città per seguire te?

No, Per seguire milioni di persone. Quel "te" ci va a finire naturalmente in mezzo.

Ci sono ben altri sistemi, estremamente più efficaci ed economici, vecchi come il mondo...

Certo, ma più lenti e dispendiosi. E' possibile che a te questa cosa non faccia nemmeno sospettare che i MAC possono essere rintracciabili ed associabili ad un soggetto? E che attraverso quelli ed incroci con altre tecnologie anche più "manuali", come spiegato da Paolo, si possa monitorare la vita del soggetto per filo e per segno? Ancora niente?

Altro che bagno di realtà: bagno di teoria. A me interessa la pratica.

Sicuro? A me invece sembra che ti interessi più la provocazione. Ma scusa, se ti viene fatto notare che stai perdendo briciole e che qualcun altro le sta raccogliendo ed analizzando per scoprire cosa ti piace mangiare, tu che fai? Non solo ti incazzi con chi te l'ha fatto notare ma continui a sostenere che spargere briciole e lasciare che altri si facciano i fatti tuoi, non sia poi così importante? Possibile che non ti venga invece in mente di A) smettere di spargere briciole o B) aspettare quello che ti segue e dirgli di farsi i fatti suoi?
No, tu te la prendi con chi ti dice che hai la tasca bucata...

Sarò ripetitivo ma, bah...
Stupidocane: ma quanta pazienza hai? ;)
dopo gli interventi di Replicante Cattivo, Giuseppe e tuoi è evidente che è inutile proseguire con il nostro amico effetto sonoro, è inutile che investiate in buona fede il vostro tempo con una persona che il vostro tempo ve lo fa e farà sempre perdere. Si perchè oltre a continuare a sostenere la sua personale quanto opinabile posizione, si ostina, con velate provocazioni, a prevaricare le idee diverse dalle sue... il mio parere l'ho espresso fra i primi commenti, e quello rimane. Solo una cosa fx... mi diresti la fonte di questa tua affermazione?
" la stessa cosa la fanno tramite le telecamere di videosorveglianza e in modo decisamente più capillare, più preciso e soprattutto anche se non hai neanche un gadget elettronico con te"
oltre alla fonte, se hai voglia di dedicarmi del tempo, e così saremmo sicuri che la leggi pure tu, vorrei la legislazione completa sulla privacy che regola il trattamento delle immagini raccolti da circuiti chiusi, privati e pubblici.
No perchè sai... ormai abituati a certi personaggi a cui piace parlare... la tua affermazione mi sembra qualcosa del tipo... beh,le scie chimiche? certo che ci sono, basta guardare in cielo!!
Io proverei a rileggere l'articolo di Paolo. Non ha mai parlato di associazione tra nome e MAC. Non ha mai
detto che stare attenti al tracciamento del vostro MAC deve diventare l'unico primario scopo della vostra vita.
Ha soltanto informato di un altro piccolo pericolo a cui stare attenti. Insieme ovviamente a tutti gli altri di cui
ci parla continuamente (ed in maniera documentata). Non vedo quindi il motivo di tutta questa polemica.
Ognuno decida poi come comportarsi.
(nota: utente senzanome = yuri'70..non so perchè non compare..p.f.Paolo puoi controllare?Anche nel mio post di ieri c'è lo stesso problema...forse è perchè ho il MAC-Address in modalità stealth! ;-) !!!

Comunque..quoto 'stupidocane' per i commenti..li condivido appieno (anche le risposte al mio post).
Ma aggiungerei, per aiutare la comprensione di Fx, che per il tuo quesito:
"ma secondo te se ti devono tener d'occhio usano il mac address?

Innanzitutto non è detto che registrare i WI-FI che gironzolano spensierati = 'tenere d'occhio' la persona FX..vuole ANCHE dire che vengono memorizzati oggi..domani...dopodomani..e poi se a qualcuno servono, basta controllare lo 'storico' e tracciare Mr.FX..anche dopo anni. E non è fantascienza.
e poi:
"..Mettono trecentomila apparecchietti in giro per la città per seguire te?"
No, per memorizzare tutti coloro che vogliono farsi memorizzare.
Sappi che ad un computer non fanno paura milioni di informazioni da memorizzare e aggiornare periodicamente..e forse per fare quei calcoli basta la CPU che hai nel tuo telefonino.
vorrei la legislazione completa sulla privacy che regola il trattamento delle immagini raccolti da circuiti chiusi, privati e pubblici.
Paolo ha detto che integrano ai dati degli spostamenti del MAC quelli degli scontrini, quelli delle carte di credito, quelli della google car, quelli dei telepass eccetera.
Praticamente il superamministratore del mondo¹. Qual è la fonte della sua informazione? La stessa di quella di Fx (ovvero, si può fare, in teoria).

E comunque, al commento 18 avevo fatto una domanda, che ripeto.
Quale può essere il problema, praticamente?

ripetendo una considerazione, presa dallo stesso post:
Capisco che potrei sembrare rompicoglioni (se lo divento troppo ditelo: non voglio convincere nessuno) ma non riesco a figurarmi quale può essere il problema pratico che la ditta di pubblicità x sappia dove vado e cosa faccio.


Se poi insistere vuol dire essere paragonati ai fuffologi delle scie chimiche, beh, saluti e baci.



¹o quello della tim/vodafone/wind/3, visto che il gsm traccia la posizione per funzionare.
@Camicius..un consiglio:
leggiti tutti i post dal 18 in poi: troverai già tutte le risposte alle tue domande: devi solo aver la pazienza di leggere.
sono certo che è chiaramente comprensibile che a nessuno freghi
"il problema pratico che la ditta di pubblicità x sappia dove vado e cosa faccio. "
ma diversamente importa (e preoccupa) quando i dati della "ditta di pubblicità x" escono da li e vanno all'azienda w, z...compresa quell'azienda di gente senza scrupoli che potrebbe trattare i dati in modo malavitoso contro avvocati, magistrati, politici, dirigenti..o magari contro te e la tua attività perchè vogliono estorcerti un pizzo....e questo è solo un esempio di come si potrebbe diventare ricattabili...
ri-leggiti meglio i post dammi retta..
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¹o quello della tim/vodafone/wind/3, visto che il gsm traccia la posizione per funzionare.

... che non può rivelare a nessuno i tuoi spostamenti se non ad Uffici Giudiziari e Forze di Polizia in fase di investigazione. Ed attenzione, non è che basta "fare denuncia" dai Carabinieri o alla Polizia per sapere chi è il maniaco che chiama ansimando. Di solito viene consigliato di cambiare numero data la complessità di accedere a tali database anche per loro. Se ci dev'essere una richiesta di tracciamento, dev'essere fatta molto più in alto che dal privato cittadino non in pericolo di vita.
A me non sembra difficile quello che sto cercando di esprimere ma evidentemente o non ci si arriva o si preferisce puntare i piedi.

Non sostengo che non esista il problema ma che gli va assegnato un grado di concretezza basso.

Capisco che magari un domani tutti adotteranno questo sistema, anche se mi sembra scemo perché solo una porzione limitata di clienti ha lo smartphone e che hai una risoluzione di 50 metri.

Quello che è certo è che PER ORA e chissà per quanto tempo (e chissà se accadrà mai) le cose stanno così. Quindi nel mio ordine mentale di priorità preferisco fasciarmi la testa per fastidi / problemi reali di oggi piuttosto che ipotetici di domani.

Paolo Alberton: un post pregno di argomentazioni; poi devo capire se è titolato a parlare di privacy e anonimato uno che si firma con il proprio nome e cognome. In ogni caso, per rispondere alla tua domanda se usano il tracking video per analizzare i flussi dei clienti (con la risoluzione al metro o meno, e tracciandoli tutti, non solo quelli che hanno uno smartphone con il wifi abilitato) o se è solo una mia sfrenata fantasia sessuale, hanno aperto da poco un sito che funziona discretamente bene per cercare informazioni, si chiama GOOGLE (il nome è un po' strano, ma funziona davvero).

Per inciso: se qualcuno di voi avesse minimamente curiosità (non dico competenza) nell'ambito del computer vision sapreste che il tracking di questo tipo è una delle applicazioni più semplici (qui dove sono io ti danno la multa con un sistema che legge in automatico le targhe. Niente di fantascientifico, ma è già più complesso. Eppure ha un grado di affidabilità elevatissimo). Sapreste anche che negli USA sulle telecamere di videosorveglianza hanno provato anche ad usare gli algoritmi di riconoscimento dei volti, e altre cosette simpatiche di questo tipo.

Ma no, il problema è il mac address. Spegnete il wifi, dai, prendete la caramellina che vi fa sentire al sicuro, se siete felici così chi sono io per dirvi di no?

Concludo: posso ammettere che magari il tono con cui pongo le questioni predisponga alla contrapposizione "a priori". Lo dico perché ho l'impressione che più che controbattere alle argomentazioni per convinzione lo facciate per una questione di antagonismo. Non è il massimo per una community che in teoria dovrebbe adottare un approccio "scientifico" (ovvero: l'argomentazione giusta è tale anche se la dice il complottista / quello che non ne capisce niente / l'antipatico).

E - lo ripeto di nuovo - fa parte dell'approccio scientifico anche mettere dei valori a fianco a dei rischi. Altrimenti è chiacchera da bar.
@ Fx

posso ammettere che magari il tono con cui pongo le questioni predisponga alla contrapposizione "a priori". Lo dico perché ho l'impressione che più che controbattere alle argomentazioni per convinzione lo facciate per una questione di antagonismo. Non è il massimo per una community che in teoria dovrebbe adottare un approccio "scientifico" (ovvero: l'argomentazione giusta è tale anche se la dice il complottista / quello che non ne capisce niente / l'antipatico).

E - lo ripeto di nuovo - fa parte dell'approccio scientifico anche mettere dei valori a fianco a dei rischi. Altrimenti è chiacchera da bar.


Ok. Cerchiamo allora di dare qualche dato:

tu dici Capisco che magari un domani tutti adotteranno questo sistema, anche se mi sembra scemo perché solo una porzione limitata di clienti ha lo smartphone e che hai una risoluzione di 50 metri.

Ebbene, secondo quanto dice questa ricerca, sei fuori strada di molto. Tra la popolazione italiana compresa tra i 16 ed i 64 anni, il 97% ha un telefono cellulare e di questi il 67% è uno smartphone. http://www.nielsen.com/content/dam/corporate/us/en/reports-downloads/2013%20Reports/Mobile-Consumer-Report-2013.pdf

Se preferisci una quantificazione, anche se un po' datata, ecco qua: http://news.vodafone.it/2013/06/04/lo-smartphone-e-la-nostra-nuova-porta-di-accesso-a-internet-in-italia-i-mobile-surfer-sono-22-milioni/. Circa 27 milioni di smartphones che stime più recenti conteggiano in oltre 35 milioni.

Riguardo le reti WiFi c'è ancora molta nebbia, ma la strada intrapresa in Italia sembra quella del WiFi libero ed accessibile da qualsiasi esercizio pubblico.

Google, strano nome, ma funziona.

fx: siamo alle solite... riguardo il discorso del tracking, tu l'hai tirato in ballo in questo contesto, e tu devi dimostrarmi che con quei dati ci fai quello che tu continui ad affermare (è qui che sento odore di analogia con scie chimiche che esistono perchè basta guardare il cielo... ci sono delle telecamere chissà cosa come ci spiano)... la mia richiesta di mostrare le regole sulla privacy era un piccolo giochetto, perchè se tu l'avessi fatto ti saresti subito reso conto che tirare in ballo quel metodo in questo contesto è logicamente insensato. ergo google comincia ad usarlo tu, se ne hai la voglia. qui la questione riguarda la raccolta di mac address, fenomeno sicuramente più recente delle video sorveglianza, e quindi ancora non dovutamente regolamentato. Vedi fx, il succo del discorso sta nelle poche parole che sto per scrivere: Paolo ha esposto dei fatti, dà dei consigli, stimola ad informarsi e farsi una propria idea. come ho sempre fatto accendo il wi fi quando serve così risparmio pure la batteria... tutto questo per i motivi descritti nei miei 2 post iniziali, e meglio esposti da stupidocane replicante cattivo e giuseppe. se queste mie parole ti irritano e ti danno il diritto di cercare de prevaricare quello che penso con delle provocazioni... beh sai cosa ti dico citandoti? chissenefrega! almeno in questo caso dovrai per forza essere d'accordo con me, dato che tutti i tuoi argomenti si basano su chissenefregare a destra e a sinistra. ovviamente non sarò immune dall'essere spiato in chissà quali modi, ma una piccola cosa, insieme ad altre piccole cose, forse mi faranno essere meno spiato di chi liquida l'argomento con un altro bel chissenefrega.
Il mio nome è pubblico? e come fai a sapere che non è un nome di fantasia? dai "faccela" usa google, che poi mi insegni.
Cmq fx sembra quasi, e dico sembra, che si stia palesando il comportamento tipico del complottisita medio: fai affermazioni infondate (pure l'ultima sulla diffusione degli smartphone: portaci dei numeri per sostenere quello che dici), alla richiesta di prove richiedi tali prove a me (?) e svii il discorso con altri argomenti infondati, e mi attacchi personalemte con argomento tra l'altro privo di senso (diffusione del mio nome).
ecco grazie stupidocane... sei stato anche fin troppo bravo perchè hai fatto quello che avrebbe dovuto fare lui ;)
ah dimenticavo fx... tu scrivi:

Non è il massimo per una community che in teoria dovrebbe adottare un approccio "scientifico" (ovvero: l'argomentazione giusta è tale anche se la dice il complottista / quello che non ne capisce niente / l'antipatico).

fra parentesi hai colto il punto del discorso: Il fatto che stiamo qui, chi pazientemente, chi meno (come me), a discutere con te è perchè io e altri riteniamo che la tue non sono argomentazioni giuste. se lo sono ce le devi dimostrare. ma non con le solite opinioni reiterate all'infinito, ma dimostrando le tue affermazioni. tanto più, che con somma gentilezza, lo ha fatto per te stupidocane, smentendoti clamorosamente.
beh si, ma tanto, chissenefrega :D
Come valori intendo censire sia qualitativamente sia quantitativamente il rischio prospettato.

Per rispondere nel merito alla tua osservazione sul numero di clienti interessati, nella mia testa a grandi spanne c'era un ipotetico 50% degli utenti (con "parziale" non intendo "piccola parte", intendo "non tutti"); 35M smartphone in Italia rappresenterebbero poco di più del 50% della popolazione se non fosse che il totale di smartphone / cellulari supera il totale degli italiani (c'è chi ne possiede più di uno). In ogni caso è irrilevante, a me non interessa che il 30 o il 70% degli utenti possano essere tracciati, a me interessa che:
1) se non hai il wireless / se il wireless è erogato da attività diverse (devi metterti d'accordo, fare integrazioni, verificare che sia legale, e poi per il vantaggio di chi?) devi installare delle apparecchiature ad hoc
2) hai una risoluzione estremamente bassa che riduce enormemente l'utilità del sistema (solo su centri commerciali di grandi dimensioni e comunque in 50 metri di attività ce ne sono, quindi non sai dire se il cliente è andato in bagno dopo esser andato da McDonald o è andato in farmacia dopo esser andato nel negozio di cosmetica). Ambiti estremamente interessanti come la valutazione dei flussi dentro un ipermercato non sono praticabili
3) hai altri sistemi che fanno le stesse cose enormemente meglio appoggiandosi a "sensori" (telecamere) già esistenti
4) fino ad adesso si sono visti sostanzialmente dei "proof of concept" che per quanto ne sappiamo sono stati attivati solo per valutare la tecnica
5) la tendenza è quella di avere algoritmi di computer vision sempre più raffinati e telecamere (anche di videosorveglianza, con un po' di ritardo) a risoluzioni sempre più elevate. Mi sembra palese che la naturale evoluzione per il futuro sia avere tutto tracciato con questo sistema. Anzi, mi immagino già campagne di remarketing calibrate sulla singola persona (immagina: vai davanti a uno scaffale, ma sei incerto e non compri. Un attimo dopo c'è un monitor nel quale ti viene proposto il prodotto che stavi per acquistare dicendoti quanto è figo / che è in offerta solo per oggi / che ti dà tot punti sulla tessera fedeltà)...

Per inciso, tutte cose che succedono da tempo su Internet. Qui non danno fastidio?
Fx, il succo del discorso è ben semplice, è stato reiterato e ben argomentato. Buon soliloquio.
Fx quello di cui parli argomentando puntualmente in questo caso, benchè interessante, come ancheti tu stessoche affermi è ben noto (e regolamentato) per cui è completamente fuori tema, visto il contenuto dell'articolo. Come dice stupidocane i concetti sono stati reiterati, ben esposti e sicuramente più convinventi di qualche opinione che porta al solito chissenefrega. Puoi condividerli o no... nn voglio previcare le tue idee... nano nano ;)
... che non può rivelare a nessuno i tuoi spostamenti se non ad Uffici Giudiziari e Forze di Polizia in fase di investigazione. Ed attenzione, non è che basta "fare denuncia" dai Carabinieri o alla Polizia per sapere chi è il maniaco che chiama ansimando. Di solito viene consigliato di cambiare numero data la complessità di accedere a tali database anche per loro. Se ci dev'essere una richiesta di tracciamento, dev'essere fatta molto più in alto che dal privato cittadino non in pericolo di vita.
Perché raccogliere i dati da n gestori di wifi (se stai parlando di una rete cittadina) è una cosa banale, e soprattutto legale?
Perché, come diceva Paolo (Attivissimo) aggiungere ai dati del wifi quelli delle carte di credito, degli scontrini, della google car, ecc. è una cosa facile/fattibile/legale? Temo che sia piuttosto complicato anche per un giudice, figuriamoci per una azienda pubblicitaria.


"ditta di pubblicità x" escono da li e vanno all'azienda w, z...compresa quell'azienda di gente senza scrupoli che potrebbe trattare i dati in modo malavitoso contro avvocati, magistrati, politici, dirigenti..o magari contro te e la tua attività perchè vogliono estorcerti un pizzo....e questo è solo un esempio di come si potrebbe diventare ricattabili...
Finalmente un esempio. Però (nella vita c'è sempre un però) legare i dati del mac address al nome della persona è una cosa non banale da fare, e soprattutto difficile da fare in maniera automatica, soprattutto se non hai la possibilità (come non ce l'hai) di integrare ai dati della localizzazione (piuttosto imprecisa, come ha detto Fx) con altri dati, tipo di carte fedeltà, bancomat o scontrini. Se pago in un negozietto del centro commerciale, sotto la stessa antenna saremo in una decina. Come faccio a sapere chi è la persona (o meglio la carta di credito/fedeltà) associata al macaddress.
Raccogliere i dati con un sistema così per puntare una persona singola è uno sforzo sproporzionato al risultato. E si può ottenere in modi più "classici", probabilmente meno costosi.

Il mio punto (e qui la finisco) è che legare i dati del macaddress al nome della persona è troppo difficile da fare in maniera automatizzata, perché coinvolgerebbe basi di dati eterogenee e in mano a troppi soggetti.
Tutti,

forse il concetto di fondo che si è un po' perso di vista è che in una società civile ho il sacrosanto diritto di non essere sorvegliato, schedato, incasellato, numerato senza il mio consenso. Non importa cosa ci fanno o possono dare con i dati raccolti. Il principio è quello; il resto è irrilevante.
Ok Paolo, condivido appieno, ho espresso lo stesso concetto di mio pugno nei primi post. Quello che nn condivido, e che mi ha fatto investire del tempo qui, è che ci sia qualcuno che vuole minare l'utillità dell'articolo adducendo argomenti irrilevanto. Credo che quando uno accetta e condivide quello che tu dici, e cioè che ognuno ha il diritto di nn essere sorvegliato ecc. a sua insaputa, dovrebbe rendersi conto dell'utilità del tuo lavoro. Certo nn risolverà tutti i problemi del mondo, ma neanche così inutile come qualcuno cerca di farci credere.
tanto meglio per fx e camicius che evidentemente hanno tali e sufficienti conoscneze da poter bollare il tuo articolo inutile e concentrarsi su argomenti più "gravi".
Cmq sia le loro argomentazioni nn mi hanno convinto e continuerò a tenere spento il wifi, come ho sempre fatto, quaando lo ritengo opportuno. Credo sia un atteggiamento preventivo che cmq nn ho cercato di imporre a nessuno. Mentre mi è sembrato che qualcuno qui volesse fare il contrario. E ben venga se fossi stato illuminato con argomenti consistenti, ma a mio modo di vedere non tollero chi invece pretende di imporre idee portando opinioni fumose, sviando la discussione... ancor meno tollero che il mio diritto di nn essere spiato venga scherzato con leggerezza affiancondoci un bel chissenefrega perchè tanto c'è di peggio in giro. Ecco è x questi motivi e x la mia testardaggine (e x la fiducia che ripongo nelle persone convinto che tutti devono avere un minimofatto di intelligenzann e del buon senso da qualche parte dentro di loro) che ho dedicato tempo a questa cosa.
Ecco è x questi motivi e x la mia testardaggine (e x la fiducia che ripongo nelle persone convinto che tutti devono avere un minimo fatto di intelligenza e del buon senso da qualche parte dentro di loro) che ho dedicato tempo a questa cosa.

Ti posso chiedere un favore da amico ad amico?
Dedica un po' di tempo a schiacciare anche i tasti "p", "e" e "r" al posto dell' "x".
:-)
prima di tutto non sono tuo amico... poi dimmi cosa... cosa sono quei : uniti ad un non so cosa e una )? perchè se parliamo di italiano gli smiles non ne fanno di certo parte. scusami sai mi son dimenticato che sto parlando a persone troppo intelligenti e mi sono fatto smascherare scrivendo come un idiota. chiedo venia :) :) tvtb
>cosa sono quei : uniti ad un non so cosa e una )?

Sono emoticon.
Sono di uso comune e perlopiù accettato nell'ambito della comunicazione in Internet e via SMS.
E' noto infatti che ogni mezzo di comunicazione richiede e permette registri comunicativi diversi.
Qui però ci fermiamo: altre concessioni ai giovanilismi su questo blog in genere non ne facciamo. Anzi, facciamo tutti il sacrificio di scrivere perdendo tempo per mantenere una certa qualità di comunicazione.
Che vuoi, sono scelte.
Oh, è un blog seguito da migliaia di persone, eh... mica noccioline.
facepalm