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22 commenti

Il Corriere illustra le polveri ultrasottili attuali in Pianura Padana. Con una foto del 2005, Presa da Wikipedia [UPD 2014/02/01]

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “alemarzaro” e “g.loru*” e alla segnalazione di @tyler_D1974 ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Le polveri ultrasottili soffocano la pianura padana”, titola il Corriere. Soffocano. Tempo presente. Ma la foto, attribuita dal Corriere genericamente alla NASA, è di nove anni fa. Risale infatti al 2005, come si può scoprire in tre minuti usando semplicemente la ricerca per immagini di Google (strumento evidentemente ignoto a buona parte delle redazioni dei giornali).

La foto originale è infatti qui su Nasa.gov, dove è datata 17 marzo 2005, e non mostra la Pianura Padana “sotto una cappa di nanoparticelle” come scrive il Corriere, ma genericamente la foschia prodotta da tutto l'inquinamento (compreso quello delle macroparticelle) quel giorno di nove anni fa.

Ma nella foto NASA manca l'ovale rosso. Da dove proviene? Ma da Wikipedia, dalla quale è stata prelevata dai redattori del Corriere senza neanche citare la fonte e con buona pace dell'obbligo di citazione. Giornalismo.

È giusto sensibilizzare ai problemi dell'inquinamento, ma bisogna usare dati reali, non fantasie. Perché altrimenti, quando salta fuori che l'immagine che dovrebbe documentare il pericolo è fasulla, viene sminuita la credibilità della causa che si vuole sostenere.


2014/02/01


Leggo.it ha pubblicato la bufala parlando di “foto della NASA” che “spaventa l'Italia”. No, cara redazione di Leggo che non controlla le fonti prima di pubblicare: quello che spaventa l'Italia non è la foto della NASA. È l'incoscienza del giornalismo che fa terrorismo psicologico partendo da qualunque cretinata. Vergogna.

Ringrazio @ItsTheMind per la segnalazione.
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Commenti (22)
Eh, quanto a ritardi il Corriere ne ha da vendere.
Oggi per esempio si sono accorti di questo

memoriale aereo sahara

che è notizia vecchia. Se ne era parlato anche qui nel Disinfo, tempo fa. Adesso non riesco a ritrovare l'articolo.
Starno. L'articolo NASA accenna a inquinamento generico (pollution), nulla su nanoparticelle o polveri ultrasottili.
Se il giornalista averebbe scritto "nanoparticelle quantistiche" saresse stato migliore :-)
L'uso di vecchie fotografie per illustrare gli articoli è ormai frequentissimo. Il mio ricordo dei telegiornali in bianco e nero in cui compariva sotto le immagini la dicitura "foto di repertorio" denuncia la mia non giovane età. Era un modo per far capire il valore decorativo e non informativo.
La pianura padana probabilmente non è molto cambiata negli anni. Le persone invece cambiano e mi fa uno strano effetto leggere la notizia di Bersani che è uscito dall'ospedale e vederlo fotogragrafato in posa smagliante davanti ai microfoni di una sala di congresso. Foto di repertorio? ma nessuno lo scrive più.
Condivido tutto; solo una notazione (mi occupo per lavoro di queste questioni): nel caso di wikipedia non si usa tecnicamente il termine "copyright", in quanto i materiali di wikipedia sono soggetti a licenza creative commons, a cui casomai è associato il termine "copyleft". Capisco che la parola "copyrght", letteralmente, in sé possa comprendere anche il materiale in regime di CC, perché anch'esso riguarda l'uso dei propri diritti, e infatti a volte viene usato anche in questa accezione, dunque non è che tu "sbagli". Però normalmente è usata per indicare (nell'accezione voluta da Stallman prima e Lessig poi) in senso stretto il diritto d'autore "blindato" in netta contrapposizione al creative commons (copyright vs copyleft), e far passare il messaggio che esiste questa alternativa è importante.
Naturalmente è salva la sostanza del tuo articolo, perché il creative commons impone la citazione dell'autore, come so che tu sai bene.
Quindi per ragioni di conformità con la terminologia usata per promuovere il creative commons, ti chiedo se puoi valutare di correggere l'espressione "copyright" con una perifrasi... p.es. ("con buona pace dell'obbligo di citazione").
Grazie!
Daniele,

concordo e ho corretto. Grazie.
e se fosse semplicemente... nebbia? È chiaro ce sia un'immagine invernale (gli appennini e la corsica sono imbiancati)
Sennò che inquinamento in val d'Ossola! (a sx del lago maggiore)

Peraltro la didascalia della nasa non dice esplicitamente che è inquinamento, dice solo che lo scudo fatto dalle alpi impedisce di far circolare l'aria
Per chiarire meglio come sono considerati i link all'interno della stampa italiana, ti segnalo questa lettera dell'anno scorso al Direttore del Corriere da parte del CDR del giornale perchè, cito testualmente: "il nostro sito online ospita addirittura un link a un altro sito. Ci sembra una iniziativa incomprensibile".
http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12984
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ciao,

nel link che riporti, è stata cambiata la didascalia, inserendo le informazioni corrette sulla provenienza della foto.

Paolo, grande come al solito.
Solo perché ti piace essere preciso, ti segnalo che il sito della NASA non dice "la foschia prodotta da tutto l'inquinamento (compreso quello delle macroparticelle)", ma dice "l'inquinamento dell'aria nella parte settentrionale del paese spesso viene intrappolato e possono richiedere giorni a disperdersi".
"Inquinamento spesso intrappolato dalla foschia", specie per chi come me da generazioni vive fra le nebbie padane, è un concetto ben chiaro e diverso da "foschia prodotta dall'inquinamento".
Complimenti per tutto, Piero
@Garp Grazie. Eloquente documento sulla visione del fine dell'informazione in questo paese.
Per entrare nel Cdr di un quotidiano, poi, è evidentemente necessario abiurare la grammatica e la sintassi.
Si sono accorti ed ora hanno aggiunto questo dopo la foto:
"La cappa di smog copre la pianura padana. Foto ripresa il 17 marzo 2005 con lo spettroradiometro Modis a bordo del satellite Terra della Nasa. L'immagine non è collegata alla recente ricerca ma vuole solo illustrare la condizione della pianura padana (Nasa)"
La didascalia attualmente riporta "Foto ripresa il 17 marzo 2005 con lo spettroradiometro Modis a bordo del satellite Terra della Nasa. L'immagine non è collegata alla recente ricerca ma vuole solo illustrare la condizione della pianura padana (Nasa)".
Non conosco bene l'inglese, ma la NASA afferma che "Un velo grigio di foschia copre la valle del fiume Po del nord Italia e si estende sul Mar Adriatico...". Non parla di inquinamento se non in riferimento allo sbarramento che le Alpi e gli Appennini causano ai venti (e, quindi, alla diluizione dell'inquinamento). Dalla foto, secondo me, è chiaro che si tratti di nebbia. Questo non vuol dire che non esista il problema inquinamento.
Ma nella foto NASA manca l'ovale rosso. Da dove proviene? Ma da Wikipedia, dalla quale è stata prelevata dai redattori del Corriere senza neanche citare la fonte e con buona pace dell'obbligo di citazione. Giornalismo.

Ammesso e non concesso che quanto descritto nel link sottostante sia vero, sarebbe un caso in cui uicchipedia sarebbe contentissima di non essere citata :-)))

http://www.wired.it/internet/2014/01/15/come-ho-fregato-tg-politici-e-giornali-con-wikipedia/


Uso questo spazio per una segnalazione attinente:
in questa pagina di Repubblica.it
la foto è presa evidentemente da google street view:

La provenienza della foto non è menzionata da nessuna parte, ma aggiungo che, a differenza di wikipedia (in licenza creative commons: chiunque può riprodurre citando la fonte) google street view è in regime di copyright stretto, quindi nessuno può riprodurre, neanche citando la fonte.
La cosa buffa è che non si sono accorti che c'è il segnalino arancione che rivela la provenienza della foto... fossero stati un po' più avveduti avrebbero potuto violare meglio la legge.

(n.b.: ovviamente non ci sarebbe stata violazione se avessero fatto un embed diretto a google street view, che è permesso dalle condizioni di licenza. Ma qui hanno fatto uno screenshot per far apparire che la foto fosse originale: vietatissimo).
Per Paolo Attivissimo e per Rado il Figo:

il link all'articolo di wired nel commento #15 purtroppo è vero, ma è abbastanza "pericoloso", perché quell'articolo descrive una condotta che va contro l'etica di wikipedia e di fatto invita a vandalizzarla, come se fosse una cosa divertente.
Lì si parla di "esperimento", ma se uno vuol fare davvero un esperimento serio su wikipedia come minimo lo comunica prima agli amministratori o a wikimedia foundation... altrimenti questo tipo di azione è anti-etica.
Per questo chiedo se il commento #15 può essere interamente o parzialmente occultato, dall'autore stesso o dall'amministratore di questo blog (cioé Paolo), perché quel link deve avere la minore diffusione possibile. Wikipedia ha i suoi anticorpi (il lavoro gratuito di migliaia di persone) contro gli atti di vandalismo, ma evitiamo comunque di fare pubblicità a chi invita a vandalizzarla.
Modificare qualcosa per cui diventa debole è vandalizzarla.
Evidenziarne una debolezza intrinseca già presente, IMHO, no.
Martinobri:
se ne può discutere, ovviamente. Può darsi che ha ragione tu.
Però non sono del tutto convinto.
Wikipedia di per sé non è debole, è forte. Lo dimostra il fatto che di regola i vandalismi sono neutralizzati in pochi secondi. Lo puoi verificare vedendo la cronologia di qualunque voce, per esempio "Luna", dove, per prendere giusto uno degli ultimi vandalismi, notiamo che è intercorso solo un minuto prima che fosse neutralizzato. Per cui in genere il vandalismo ha scarsi effetti sui lettori, ma spreca energie inutili degli operatori (compresi io e forse tu)... come se qualcuno gettasse più volte lo spray sulla parete di un edificio che viene poi prontamente ridipinta entro due minuti. A che serve?
Ciò non toglie che in Wikipedia vi sia qualche parte più debole, ossia qualche voce meno controllata di altre. E l'articolista di Wired ha agito su di esse.
In relazione a ciò, tu dici che se l'obiettivo è già debole non c'è vandalismo. Non sono del tutto d'accordo. Se io realizzo una scultura e la metto in una strada senza protezioni, e viene ricoperta di spray, quello è vandalismo. La debolezza della scultura non è una scusante. Anche se lo spray è stato gettato per un esperimento apparentemente valido, magari per vedere se qualche critico d'arte crede che quelli siano i colori originari... comunque io, scultore, non ne sono felice...
La scultura in strada si basa su una soglia di fiducia nei passanti, e allo stesso modo Wikipedia si basa su un sistema di fiducia negli internauti. Non lo dico io: J. Wales una volta ha fatto l'esempio del ristorante, dicendo (riassumo a memoria): "nei ristoranti ci sono coltelli, avete notato che non si mette una gabbia in ogni tavolo per evitare omicidi... ecco: noi facciamo la stessa cosa nel web".*
Si può giungere a sostenere che questa fiducia sia mal riposta, e che sarebbe meglio non fidarsi e mettere più filtri alla modifica delle voci, ma secondo me non vi sono i presupposti per farlo, proprio perché tendenzialmente Wikipedia funziona, come dicevo all'inizio. E se in parte, effettivamente, funziona meno bene, il fatto di riconoscere debolezze in Wikipedia non mi impedisce di stimare poco le persone che sfruttano tali falle (e invitano più o meno implicitamente a farlo) e di preferire quelle che vi collaborano in modo costruttivo e invitano altri a fare altrettanto, in modo che anche le parti più deboli vadano a raggiungere standard simili a quelle più forti.


* Nella prefazione a Lih, "La rivoluzione di Wikipedia", edizioni Codice.
Lo dimostra il fatto che di regola i vandalismi sono neutralizzati in pochi secondi.

Non gli errori di grammatica, ortografia, sintassi e punteggiatura, però, di cui ce n'è una caterva. Mai corretti.
E' sufficiente per rimanere perlomeno perplessi.
Quanto al contenuto... mi limito ad osservare che su particolari temi dove le polemiche infuriano mostra la sua piena validità il detto delle mie parti: chi vusa pusèe la vaca l'è sua.

Vusàa: gridare
Pusèe: più, di più
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Che in Pianura Padana ci sia inquinamento e' indubbio. Che tale inquinamento sia un grave problema e' come minimo opinabile. Considerando ad esempio, piu' specificamente, il caso di Milano, si puo' anzi affermare, sulla base dei dati ufficiali e pubblici, che l'inquinamento non e' mai stato cosi' ridotto come ora. In realta' l'unico inquinante che supera con regolarita' i livelli di legge sono le polveri sottili, ma anche esse sono presenti ora in quantita' molto piu' basse di quanto fossero negli anni 70 e 80.
Andrea Trentini e io abbiamo analizzato dettagliatamente il problema sul libro on line http://www.arcipelagoareac.it