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21 commenti

Trent’anni di Macintosh e di uno spot storico

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Trent'anni fa, durante il Super Bowl del 1984, Apple trasmise uno spot diventato leggendario: 1984, diretto da Ridley Scott. Il video, usato per annunciare l'arrivo del Macintosh (primo computer personale con mouse e interfaccia grafica a prezzi abbordabili) come antitesi al grigiore dei PC DOS dell'epoca, causò un terremoto mediatico: ne parlarono tutti e divenne il simbolo dell'atteggiamento anticonformista di Steve Jobs e Apple. Ma in trent'anni si sono accumulate alcune leggende che è meglio chiarire.


Innanzi tutto non è vero, come vuole il mito, che lo spot fu trasmesso una sola volta nel seguitissimo Superbowl e poi mai più, diventando così la pubblicità più efficiente di tutti i tempi (perché fu poi il clamore intorno ai suoi contenuti che spinse giornali e telegiornali a riproporlo gratuitamente per commentarlo). In realtà era già stato mandato in onda l'anno precedente, precisamente il 31 dicembre 1983, nell'ultimo spazio dell'anno di una sola emittente televisiva, la KMVT, in modo da potersi qualificare per i premi di settore dell'anno; inoltre fu proiettato a pagamento anche nei cinema americani e una sua versione da trenta secondi fu trasmessa ripetutamente negli spazi pubblicitari delle emittenti situate nei principali mercati statunitensi, compresa (intenzionalmente) la zona di Boca Raton, in Florida, dove aveva sede la divisione PC dell'IBM, presa in giro piuttosto esplicitamente dallo spot. Lo spot era già stato mostrato anche ai dipendenti della Apple durante il Keynote aziendale del 1983 (guardate qui, a cinque minuti dall'inizio, la loro reazione decisamente entusiasta).

Un altro aspetto spesso tralasciato è che lo spot non fu concepito specificamente per la Apple: l'agenzia pubblicitaria Chiat\Day aveva creato lo slogan usato nel video (“Perché il 1984 non sarà come ‘1984’”) nel 1982 e l'aveva proposto a varie aziende del settore informatico, compresa la stessa Apple (ai tempi del lancio dell'Apple II), ma aveva sempre ottenuto un rifiuto. Fu Steve Jobs in persona a sceglierlo nel 1983 per presentare il Macintosh, nonostante l'opposizione dei dirigenti della Apple. John Sculley, CEO della Apple di allora, ordinò addirittura di vendere lo spazio pubblicitario che era stato riservato durante il Superbowl. Fu soltanto la silenziosa disubbidienza dell'agenzia pubblicitaria, che fece finta di non riuscire a rivenderlo, a cementare nella storia dell'informatica quello spot.

Sono passati trent'anni, appunto, e oggi nessuno si ricorda dello strapotere dei PC IBM di allora. Ma soprattutto pochi riflettono su come è cambiata Apple da allora: se nello spot era il nemico a voler imporre l'Unificazione del Pensiero e le Direttive per la Purificazione dell'Informazione, il modello commerciale di Apple di oggi, con le sue censure dei libri digitali e l'imposizione di un unico negozio dal quale acquistare le app, dà spesso l'impressione che l'anticonformismo di allora si sia perso per strada.

Altri dettagli e retroscena sono in questo mio articolo dedicato al venticinquesimo anniversario dello spot.
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Commenti
Commenti (21)
Non sono molto d'accordo sul cambiamento di Apple, o, meglio, non esattamente in questi termini di anticonformismo prima e chiusura attuale.
Faccio un esempio banale: sull'Apple II Woz voleva 8 slot, ma Jobs insisteva per averne solo due (per modem e stampante). Woz l'ebbe vinta, ma capì che fu una concessione... la "vera" macchina pensata da Jobs, il Mac, non aveva slot: Jobs voleva che funzionasse solo come l'aveva pensata lui, odiava chi gli copiava le idee (anche prima dell'iPhone), e ha sempre creduto nell'esclusività dei propri prodotti. Forse oggi la sensazione è più forte perché parliamo di oggetti (smartphone e tablet) che sono in mano a più persone, o forse perché questi oggetti rappresentano al meglio l'idea originaria di Jobs, quella che con il Mac si poteva fare solo in parte, quel "computer for the rest of of" che nella sua estrema semplicità d'uso "necessita" una certa chiusura... più scelte hai, più l'oggetto si può complicare.
PS: giusto per precisare da dove arriva il mio punto di vista: ho un iPhone, un Galaxy S4, lavoro su un PC-Windows, e a casa ho un vecchio Mac di 6 anni fa.
come antitesi al grigiore dei PC DOS
Semmai ha sostituito il grigiore dei Mac (che erano monocromatici) al verde (dei fosfori) dei PC DOS :-)
Anti che?
Molto divertente: consigliavano di passare a Apple per evitare un mondo stile "1984" e ora son loro i dittatori lucchettatori del mondo digitale che vorrebbero controllare i propri utenti.

un caro abbraccio a Richard Stallman
@Puce72
[...] a casa ho un vecchio Mac di 6 anni fa.

Tzè!

Il tuo Apple mi fa un baffo :-)
Io ho un Apple Macintosh II Vx del 1992 funzionante con: udite udite
- hard disk SCSI da 80 Mb
- 8 Mb di RAM
- processore Motorola
- scheda sonora integrata e completa di altoparlante
- lettore floppy con servomeccanismo per inserimento/espulsione
- accensione tramite la tastiera e spegnimento con comando del sistema operativo (una cosa inserita nei pc IBM compatibili circa sei o sette anni dopo)

Aggiungo che è stato accantonato per anni in una soffitta in mezzo alla polvere. Per fortuna non c'era umidità. E' bastata una spolveratina, cambiare la batteria tampone e si è acceso subito.

Gli Apple di una volta erano veramente un altro pianeta. Ora penso che si siano abbastanza standardizzati. Forse il design è rimasto ancora il loro punto forte.
@Guastulfo

Ho un Mac di 6 anni fa perché è l'ultimo computer che ho comprato (e che ancora va alla grande)... ma ho iniziato con un LC nei primi anni '90, mentre prima avevo altri computer non-Apple :)
Beh, se parliamo di reliquiaria, io ho ancora un Olivetti 486 dx2 con Win 3.1 funzionante...
@Puce72
Ho un Mac di 6 anni fa perché è l'ultimo computer che ho comprato (e che ancora va alla grande)... ma ho iniziato con un LC nei primi anni '90, mentre prima avevo altri computer non-Apple

Converrai con me, allora, che il divario tra gli Apple del passato e i pc "IBM compatibili" si sia molto ridotto. Oggi scegliere Apple o Windows è solo funzione del proprio modo di lavorare e dei propri gusti.
Vent'anni fa se eri architetto e volevi stupire il cliente (oltre a lavorare meglio) dovevi avere un Apple e Archicad.


@Stupidocane
Beh, se parliamo di reliquiaria, io ho ancora un Olivetti 486 dx2 con Win 3.1 funzionante...

L'ho usato anch'io quel tipo di pc. Ho usato anche Windows 2 su un 386, che era poco più di un file manager.

Quell'Apple, invece non era mio. Mi è stato regalato. Il proprietario lo doveva buttare, gliel'ho chiesto e me lo ha dato.
Siccome ricordo bene i contemporanei IBM di quel pc, mi sono stupito della grande differenza che c'era in tecnologia e software (e prezzo d'acquisto :-) )
primo computer personale con mouse e interfaccia grafica...
Non proprio visto che il MAC nasceva come versione economica (un downgrade) di una macchina che non riscosse molto successo ma era in vendita e personale:
Il lisa

Il primo PC dotato di interfaccia grafica con mouse e collegabile pure in una rete locale LAN e' stato lo Xerox Star venduto a partire dal 1981. A meno che anche Wikipedia si sbagli... :)
Theon,

Il primo PC dotato di interfaccia grafica con mouse e collegabile pure in una rete locale LAN e' stato lo Xerox Star venduto a partire dal 1981

Vero. C'era anche Apple Lisa. Ma si può parlare di computer "personale" se il prezzo è intorno ai 10.000 dollari (dell'epoca)? Direi di no.

Per questo ho scritto "primo comouter _personale_": Mi sembrava un'indicazione sufficiente della categoria, ma visto il possibile equivoco ho aggiunto "a prezzi abbordabili". Grazie della segnalazione.
In effetti 10000 dollari sono tantini per un computer personale, anche rapportati con i prezzi che giravano all'epoca.
Nell'82 aquistai il mio primo pc (facevo il ginnasio e guadagnai i soldi spalando neve per una settimana per il comune di Savosa :P), lo pagai 690 fr il computer e 690 fr il lettore da 5,25! 1300 FrS!
Piu' che altro la mia precisazione era per far capire che non e' stata la Apple, come pensano quasi tutti, ma la Xerox nei laboratori di Palo Alto a "inventare" la GUI ed il mouse. ;-)
Theon,

Piu' che altro la mia precisazione era per far capire che non e' stata la Apple, come pensano quasi tutti, ma la Xerox nei laboratori di Palo Alto a "inventare" la GUI ed il mouse. ;-)

Attenzione: il mouse fu inventato da Engelbart nel 1968 (ne ho parlato in questo blog a proposito della "madre di tutte le demo").

Comunque è esatto che Apple attinse/copiò a piene mani dal lavoro della Xerox.
La leggenda vuole che Jobs dicesse che i geni innovano, gli artisti copiano e quelli bravi rubano. O qualcosa del genere.

Ad ogni modo, nessuno nega che nel 1984 il Mac fosse decisamente nuovo rispetto ai PC, ma era anche totalmente nuovo il pubblico a cui si rivolgeva. Gente che non aveva mai pensato di poter usare un computer (e sono straconvinto che molti, all'inizio, non l'usassero proprio)..


Più che altro secondo me la fortuna di Apple venne dopo: dagli anni 90 non c'era una tipografia che non usasse Mac (anche se uno dei primi programmi di DTP girava su GEM, un sistema operativo grafico "generico" usato per esempio da Atari): una volta trovata la nicchia di mercato in cui infilarsi, ecco come sono arrivati agli iPhone.
10 anni fa quando facevo l'operatore in tipografia avevamo tutti degli Apple G3 desktop, ma le macchine da stampa erano tutte interfacciate con dei "cassoni" della Digital con windows NT 3.51 e un "coso" proprietario, poi c'era una SUN One per il grande formato e delle SparcStation per le prove di stampa.
Ah si avevamo anche un SGI Octane come server (c'era un sistema complicatissimo di sostituzione automatica dei file per poter lavorare con copie in bassa risoluzione delle foto... sapete, con 512 mega di RAM sulle macchine... Ma questo è più un discorso da retrocomputing..
Il Lupo,

anche se uno dei primi programmi di DTP girava su GEM

Ventura Publisher.

Ci ho impaginato (insieme a mia moglie) quasi tutti i miei primi libri. Era bellissimo e potente, pur girando in 640k + 2 mega di memoria estesa (o espansa, non ricordo). Dovevi studiare per usarlo, ma ci facevi cose grandiose. Poi è arrivata la fetecchia di PageMaker e tutti si sono inventati impaginatori. E Corel ha fatto Ventura per Windows, che era un abominio malfunzionante. Abbiamo lasciato perdere.
un sistema complicatissimo di sostituzione automatica dei file per poter lavorare con copie in bassa risoluzione delle foto

già, quel sistema che, se non erro, era chiamato Gate o similare; con effetti tragicomici all'inizio (oddio, anche solo tragici…), ho visto diversi colleghi lavorare in PS con tagli e interventi vari sulle basse ricevute per l'impaginato per poi mettersi le mani nei capelli al momento di andare in fotounità.
Poi è arrivata la fetecchia di PageMaker e tutti si sono inventati impaginatori

Beh… insomma… non è che sia stato proprio così: che molti, non tutti, si siano inventati lì per lì la qualifica di impaginatori è vero, sono d'accordo; considera però che per qualcuno che si era macinato anni di strisciate da fotocomposizione, kilometri di misurazioni con il tipometro, che magari conosceva anche bene il significato di punti, pica, cicero, riga, interlinea, tabulazione, allineare e sbandierare ecc. ecc., ecco, per tutti questi, PageMaker è stato un ottimo strumento (un ottimo strumento, non una fetecchia) sotto tutti i punti di vista, bastava saperlo usare per quello che poteva offrire, che non era poco. Oltre alla enorme, per allora, libertà di composizione - cosa estremamente significativa.
Ci sono state soddisfazioni anche usandolo, inizialmente, addirittura con il MacIntosh 512/800 (MacIntosh? cosa cavolo è? …), anche per il fatto che si sono risparmiati migliaia di kilometri in auto non dovendo più andare svariate volte dal compositore; ci si andava una volta alla fine per le pellicole portando il lavoro sui dischi in vetro - i magneto/ottici riscrivibili - che costavano, ognuno, come un iPhone ora (e non si parlava di giga…).
PageMaker era molto di più di un impaginatore, ti permetteva di fare un layout completo con testo e segnaposto per le immagini. PageMaker e FreeHand erano la nuova frontiera della grafica, finalmente potevi gestire il lavoro dall'idea all'impaginato. Ma quelli che mi mancano tanto sono HyperCard e CosmicOsmo. Con il vecchio Classic sono nella mia wish list.
Fabio Bianchi,
chi ci ha lavorato - ovviamente non da sprovveduto o improvvisato ma sapendo perfettamente quel che faceva avendo piena conoscenza e padronanza anche della procedura "manuale" - non può che condividere appieno.
A proposito, oggi sul corriere c'è questo, viene presentato come 'inedito', non so se lo sia realmente, dopo 3 minuti ho dovuto stoppare, troppo anni '80 per me! :D

http://vitadigitale.corriere.it/2014/01/27/steve-jobs-e-il-primo-mac-una-settimana-dopo/
Ciao Paolo, ti segnalo che cercando di seguire il link al tuo articolo sul 25° anniversario del Mac, Firefox 27 RC1 mi segnala che si tratta di un sito contraffatto.
[img]http://i.imgur.com/OaMUihq.png [/img]
Su Chrome 32 tutto a posto.