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58 commenti

Facebook compra WhatsApp. O meglio, compra 450 milioni di rubriche di telefonini

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Poco fa è esplosa a sorpresa la notizia che Facebook ha acquistato WhatsApp per un totale di 19 miliardi di dollari (di cui 4 in contanti e il resto in azioni).

Così ora Facebook possiede Instagram e anche WhatsApp, due dei suoi principali concorrenti in termini di popolarità (specialmente fra i giovanissimi), e incamera nei propri immensi sistemi di schedatura e profilazione commerciale i dati di 450 milioni di persone. L'impero si espande, i rivali vengono assimilati e l'Internet libera soffoca.

Che senso ha pagare cifre miliardarie per un'app praticamente gratuita (a parte un dollaro l'anno, cifra praticamente simbolica)? Semplice: WhatsApp, con il suo vertiginoso tasso di crescita, rischiava di superare Facebook. Già lo faceva in un campo vitale come le foto: ne gestiva 550 milioni al giorno, contro i 350 milioni di Facebook e i 55 milioni di Instagram. Per cui meglio comprarsi il possibile concorrente intanto che è ancora fagocitabile insieme ai suoi soli 32 tecnici (su un totale di una cinquantina di dipendenti, contro i circa 6300 dipendenti di Facebook).

Oltretutto WhatsApp ha un database immenso di numeri di telefonino e di legami fra questi numeri che complementa perfettamente quello di Facebook, che contiene tutte le altre informazioni personali. Non sembra difficile fondere i due database e completare la profilazione. WhatsApp è per Facebook l'anello mancante verso il mondo della telefonia mobile.

Sto pensando a tutti quelli che erano riluttanti a dare il proprio numero di telefonino a Facebook (per esempio per l'autenticazione a due fattori che ridurrebbe drasticamente i furti di account) perché temevano che ne abusasse, e così avevano scelto di usare WhatsApp. Che ovviamente, quando lo si installa, chiede di leggersi tutta la rubrica dei contatti memorizzati nel telefonino e la trasmette periodicamente (Report of Findings - Investigation into the personal information handling practices of WhatsApp Inc., paragrafo 25) ai server di WhatsApp (altrimenti, dice lui, non può funzionare; eppure dare all'utente un'opzione di quali contatti uploadare non mi sembra impraticabile). Ora che WhatsApp è di Facebook, che fine faranno quelle rubriche?

Felice risveglio.

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Commenti
Commenti (58)
Guadagnano anche dagli abbonati. Centinaia dI M$/anno. Quanto "vale" un n. di telefono?
Per rispondere alla tua domanda basta andare a leggere il contratto d'uso.

Per quanto riguarda il "dice lui", è disinformazione anche far passare, seppur implicitamente, il messaggio che chissà se ci sono davvero motivazioni tecniche, e chissà se in realtà non ci fanno ben altro.

Se mi spieghi una via nella quale potrebbe funzionare senza accedere alla rubrica, e se mi spieghi poi quale grande profitto avrebbe nel leggere (l'app installata eh, viene manco trasmesso ai server e comunque ancora non mi figurerei il vantaggio) la mia rubrica magari ti do ragione...

Di contro mi è chiaro il vantaggio che hanno gli operatori telefonici se non lo si usa, con il costo incredibile che hanno sms e mms
Hai detto bene: L'Internet libera soffoca.
Resistere, resistere, resistere.
"L'impero si espande, i rivali vengono assimilati"
Insomma Facebook come i Borg "Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile."
Oppure per un futuro prossimo, citando un altro film "Ne rimarrà soltanto uno"
Ora la domanda è: Se chiudo il mio account WhatsApp ho la certezza che tutti i miei dati (rubrica compresa) verranno eliminati?
Ho come la sensazione che la risposta è NO!
Ovvio che deve leggere la rubrica! L'alternativa è inserire a mano i numeri di telefono dei contatti, UNO a UNO. Come si fa con skype o il vecchio messenger. E la gente non vuole farlo; vuole la pappa pronta.
Le nostre rubriche risiedono anche nel o nei server di Google, Apple o Microsoft quando sincronizziamo rubrica, agenda e altro. Che differenza si configurerebbe a livello di privacy o liberta'?
Se cancello l'account adesso ho qualche possibilità di evitare le lunghe mani di Facebook?
Questo giro concordo con fx.
La rubrica è ovviamente indispensabile a whatsapp, altrimenti non saprebbe a chi scrivere.
Non é la rubrica ad essere trasmessa ai server, ma ciascun utente al momento dell'iscrizione deve dare come identificativo il numero di telefono, che viene trasmesso al server, così il programma locale può sapere quanti, dei numeri della rubrica locale, usano whatsapp e mostrarteli.
Il mio numero è sempre stato nei server di whatsapp, qualcosa di mio che sia numero o nome e cognome devo pur darglielo per usare il loro servizio.
Per quanto riguarda il fastidio che ora quel numero lo sappia anche facebook si, mi da fastidio. Mi gratto ancora la pera però pensando a come possano usarlo dato che non sanno di chi é, e SE possano.
Io sto valutando il passaggio a questo https://www.telegram.org/
Per Fx, che chiede come potrebbe funzionare... Be' in teoria potrebbe funzionare anche senza numero telefonico, vedi iMessage sugli iCosi. In effetti Whatsapp funziona sui dati, non necessita del # telefonico se non per la conferma della registrazione.
L'alternativa esiste e si chiama Telegram! È praticamente un clone di WhatsApp ma con cifratura fatta bene ed in più è utilizzabile contemporaneamente da *qualsiasi* piattaforma. Anche da PC.
@Fx
il profitto deriva dal marketing che si puo' fare.
Faccio un esempio: se un numero di Tizio è nella rubrica di Caio si suppone che Tizio e Caio si conoscono, ed è probabile che conoscendosi abbiano anche gusti e/o interessi similari; di conseguenza se Caio compra uno SpettroSolarizzatore Ionico a MultiVibrazione potrei mandare a Tizio una pubblicità a riguardo, avendo piu' probabilità che interessi al destinatario che non a mandarla a utenti a caso, e la pubblicità in questione diventa piu' "profittevole" (leggi: fa guadagnare di piu')
Comprendo e condivido le considerazioni riguardo l'internet libera e le questioni legate alle sicurezza. Devo aggiungere però che quello che mi preoccupa maggiormente sono le questioni di privacy. Mi spiego meglio, credo che poche app o social siano peggio di whatsapp dal punto di vista della privacy. Chiunque abbia a disposizione il tuo numero può controllare quando sei on line, quando non lo sei, quando hai effettuato l'ultimo accesso, senza che tu abbia la possibilità di bloccarlo e senza che tu ne sia al corrente. Chiunque con il vostro numero a disposizione può monitorare il vostro comportamento durante la giornata, quante ore on line quante non, immaginate che il vostro datore di lavoro, potrebbe monitorare il vostro uso di whatsapp durante le ore lavorative, uno stalker avrebbe tante idee a proposito. La cosa grave è che non potete fare nulla per impedirglielo, è infatti possibile bloccare utenti che voi avete in rubrica ma non persone non presenti in rubrica. Per rendere ancora più chiara la questione su fb decidete voi a chi e cosa fare vedere le impostazioni vi permettono di aumentare la privacy spingendosi fino al limite di mostrare solo il vostro nome e cognome (e già questo a qualcuno potrebbe non bastare). Per quanto riguarda l'applicazione di chat messanger è possibile decidere per chi si è on line e per chi no. Su whatsapp no chiunque ha il tuo numero può monitorarti, un problema di privacy di enorme gravità. Spero di essere smentito sulla questione, ma mi piacerebbe un approfondimento da parte di Paolo tra i più attenti a questo tipo di cose. Su internet non ho trovato articoli che sollevavano il problema da me posto, spesso ci si concentra sulla sicurezza sulla possibilità che qualcuno (nemmeno troppo bravo con queste tecnologie) possa entrare nel nostro sistema, ma ci si dimentica del problema privacy, che chiunque con il tuo numero possa monitorarti senza possibilità di essere osservato.
Ma l antitrust è andata a farsi un sonnellino?
In che modo l'internet libera potrebbe riuscire a rimanere tale?

Mi spiego:
Di lavoro sviluppo software.
E vivo una vita non proprio facilissima: Il cliente non è sempre accontentabile, quando è lui a pagare direttamente.
Il software "free" distribuito tramite qualunque piattaforma richiede tempo per essere mantenuto.
E lo stipendio medio di uno sviluppatore (in Italia, come nel resto del mondo) deve essere sempre valutato anche in paragone al tempo che lo sviluppatore (o il team) è in grado di dedicare a se stesso (perché dormire, così come mangiare e svagarsi un po' sono esigenze fondamentali anche per il più stacanovista tra i developers).

Se io, singolo o team, riesco a ideare qualcosa che, con il tempo, verrà utilizzato da 100 milioni di persone, sicuramente ho ideato qualcosa di ENORME.
E se lo distribuisco gratuitamente, devo far si che questa app sia costantemente aggiornata, quindi al passo con i tempi. Devo far si che ci sia il numero minore di bug possibile.
Nel caso di WhatsApp devo anche far si che la comunicazione tra due persone sia il più sicura possibile.

E anche se il mio team è di 30 persone, queste persone per un'app gratuita (o a 1€ annuo per utente) non ci sono solamente i costi del lavoro delle persone da mantenere.. ma i costi di manutenzione dei server, i costi di pubblicazione dell'app sui vari store..

Insomma, quello che vorrei chiedere, in tono di provocazione, ovviamente, a Paolo è questo:

Secondo lui, l'internet libero per come lo intende lui, in base a quali principi dovrebbe essere mantenuto tale?
I costi, che sicuramente esistono, come dovrebbero essere tamponati?

E se io, team o singolo che sia, ricevo un offerta di MILIARDI di dollari da qualcuno, in base a quale di questi alti principi dovrei rifiutare?
[quote-"Fx"-"http://attivissimo.blogspot.it/2014/02/facebook-compra-whatsapp-o-meglio.html#c4765118838823674861"]Di contro mi è chiaro il vantaggio che hanno gli operatori telefonici se non lo si usa, con il costo incredibile che hanno sms e mms [/quote]

In realtà nei vari contratti telefonici, che sono necessari per connettersi ad internet da un qualsiasi smartphone, da qualche anno a questa parte sono inclusi SMS ed MMS a centinaia, quindi al massimo utilizzando appchat si paga in più per avere un servizio clone (anche se più evoluto) per cui si ha già pagato.
Tutto quello che dite è vero, però il disastro mi sembra ormai irreversibile, anche perché non conta più solo quello che facciamo noi; dire: "Non mi metto su FB o non uso WhatsApp" e pensare di essere al sicuro è stupido, perché tanto se gli altri nostri amici ci taggano, oppure siamo nella loro rubrica, questi social sono comunque in grado di ricostruire la nostra rete di conoscenze, anche se non ne facciamo parte. Esempio personale: non avevo mai usato WhatsApp e, spinto da molti amici che mi chiedevano di istallarlo (altro fenomeno da non sottovalutare) ho scelto di scaricarlo, scoprendo che un centinaio di numeri della mia rubrica già l'usavano; ditemi voi se il sistema non sapeva già chi fossero i miei contatti ancora prima che io mi iscrivessi
Non ho voluto dare il mio numero di telefono a FB e certo non mi va che ne venga in possesso per vie traverse. Ci sarà un modo per impedire che queste informazioni vengano assimilate o devo smettere di usare whatsapp?
chiedo se Facebook, o il suo fondatore, abbiano un fondazione.
Con tutti i soldi che spendono per acquisizioni, forse qualcosina potrebbero anche spenderla per aiutare il prossimo.
chiedo se Facebook, o il suo fondatore, abbiano una fondazione.
Con tutti i soldi che spendono per acquistare altre aziende, un po' di soldi li potrebbero anche spendere per aiutare il prossimo.
Più che altro mi spaventa la profilazione numero di telefono = persona = lavoro = disponibilità economica.
Faccio ancora in tempo a disattivare l'account o ormai sono fregato? Ma soprattutto, in attesa di Heml.is, che programma usare?
Si può rimediare? E' sufficiente disinstallare whatsapp o ormai il danno è fatto?

Secondariamente, domanda dificile: esiste un "internet libero"? secondo me, no.
"quale grande profitto avrebbe nel leggere la mia rubrica" per esempio avere degli indirizzi mail e numeri di telefono pronti per essere venduti alle società di telemarketing o di advertising mirato.

E proprio in queste pagine si parlò del fatto che Whatsapp si connette e invia dei dati criptati "a casa" PRIMA che tu abbia ancora completato la registrazione. E siccome sono dati criptati...
Io non ho necessità di essere così tanto sempre costantemente multimedialmente connesso. Ho più musica che tempo per ascoltarla ed ho molti molti più contatti di quello che riesco ad utilizzare nel mio tempo ... quando vado via nel weekend MI PIACE lasciare a casa le e-mail, anche se mi porto dietro il cellulare che al momento non ha internet. La connessione costante alla rete diminuisce il contatto con la realtà ...
Il pollo fritto GRATIS.
La birra Gratis.
Quante volte vi hanno offerto tali cose?
Vediamo alcuni servizi discutibili:
Whatsapp:
un bel giorno Tizio decie di fare una versione ridotta della Mail.
Pensa che i bimboMi che credono di sapere usare i “cosi moderni” abbiano difficolta' a configurare una banale mail visto che i loro iphone in genere non ricevono la posta. I bimboMi guardano la posta, non ridete, via web. Anche sul cello.
Chi paga i server visto che fino a 3 mesi fa era gratis (il primo anno e' gratis)
Chi ha investito milioni di euro come puo' essere sicuro che i soldi tornano?
Dopotutto il servizio e' meno performante delle mail e simile a tante chat (skype, irc, FB) di cui non e' sempre meglio.
Quindi come fa Whatsapp a star in piedi non avendo neppure pubblicita'?
Parliamo di facebook?
Un affare con 120.000 server in 3 farm che consuma tonnellate di carbone al minuto?

E' gratis.
Per mantenerlo i primi anni faceva buchi grossi come il bilancio di un piccolo stato. Quale banca esce cosi' clamorosamente?
Tutto gratis.
Prestiti gratis.
Mail gratis.
Hosting gratis. Skydrive, droppoboxxo,appletimemachine&c vi dicono nulla?
Per non parlare del blackberry.
Sono servizi molto costosi da gestire e mantenere. Soprattutto quando parliamo di milioni di utenti.
Perche' nessuno di questi non e', non dico italiano perche' ci sono ovvi limiti, ma neppure EU?
La risposta e semplice.
Perche tutto quello che mettete su questi servizi e' profilato. Vi dicono che non e' vero ma basta vedere amazon che mi mette su di un sito che vado a visitare attraverso bigG il toner appena visto da loro. E il toner mi appare anche sul programma nel telefonino per attivare la bussola.
Certo nessuno a detto che mi chiamo Palmiro Bertolazzi ma solo 754654. La privacy, mi dicono, e' salva.
Pian pianino 754654 e' un cliente di amazon col nik “sole”
754654 e' un possessore di shampung Z3px
754654 usa la mail napoli@hotmail.com
754654 su skype e' giovannone
754654 su FB abita a Bernareggio
754654 secondo G va spesso a torino
754654 parla spesso con alfredina con whatsup. E ci si reca spesso a TO.
754654 si assicura online con la solita mail. L'assicurazione non condivide targa o mail, ma solo un metadato di tecdoc (un singolo, banale, numero). possiede una renault megane SW 2009-11 1.4Tgasolio lev2....
Di questa persona non sappiamo il nome, ma per noi e' veramente importante che si chiami gino, pippo o 754654? La risposta e' no. Il nome ' solo una convenzione: 754654 e' un nick, un identificativo come il codice fiscale.
Ecco!
Il metadato e' il nuovo codice fiscale!
E cosa succederebbe se qualcuno oltre ai “normali” metadati associasse un nome vero, univoco, che non cambia per tutta la vita?
Nulla
Da quello grazie alle informazioni piu' o meno pubbliche, comunque minabili in rete, posso sapere della vostra vita quasi tutto.

Ecco il VERO scopo di questi costosi media che cercano di avere i vostri dati.
FB SA il vostro nome, mail e dove abitate. Qualche volta il vostro n di cello
WA SA il vostro numero di cello e dove siete.
Se WA + FB avremo il grande fratello. Dove, chi, perche'.
E chi pagherebbe questa miniera di informazioni?

Ma vediamo ad esempio che alcuni parlamentari, piuttosto che tirar fuori 10 o 20 euro all'anno per poter gestire la posta andavano (vanno?) a rivelare informazioni sullo Stato italiano ad nostro concorrente. (si i grillini! Gli esperti del web!)
Siete su un tavolo a discutere dell'importazione di banane secche di cui avete gran bisogno ma, ovviamente non vi esponete. Ma l'interlocutore SA che voi avete un bisogno e in cambio delle banane vuole che togliate i dazi sulle molle per le penne a biro. Hanno letto la vostra mail. Siete in posizione di inferiorita'. Legalmente.
La mail “sonounostupidogrillino@hotmail.com” e in usa.
Il gratis non esiste.

il resto che non ci stava
http://allarovescia.blogspot.it/2014/02/big-brother-fb.html
A me preoccupa che tutti i servizi internet vengano pian piano assorbiti in poche compagnie, mi sembra ieri quando potevo usare youtube con il mio account youtube e non google.
Piccola specifica tecnica, da quello che so sull'argomento: che l'app debba accedere ai dati della rubrica e memorizzarli "di comodo" sul proprio cloud ci può anche stare, anche se non credo sia una necessità vera e propria bensì "di comodo". Il problema è che, come molte applicazioni simili, questo salvataggio avviene probabilmente con nomi e numeri in chiaro, senza criptare nulla (è computazionalmente oneroso, nonchè complesso, farlo), cioè un superadmin potrebbe teoricamente leggere quelle informazioni, estrapolarle e rivendersele in comodi pacchetti.

Visto che l'app non è certo rivolta a specialisti del settore, secondo me hanno deciso di fregarsene allegramente: del resto un mese fa li contattai Whatsapp in merito per sapere come venissero memorizzati quei dati e mi hanno rinviato alla loro FAQ (che non ho avuto il tempo di spulciare), senza dare risposte chiare. Del resto il "mercato nero" delle email a scopo di marketing/spam è vivo da anni, non vedo perchè non possa esisterne uno parallelo di numeri di cellulare... purtroppo.
Faccio un paio di domande da totale ignorante in merito al funzionamento di WhatsApp. Quindi chiedo scusa in anticipo se sono stupide o poco sensate.

1) è possibile utilizzare l'app su un telefono/sim la cui rubrica è vuota? Oppure, per aggiungere un contatto, devo necessariamente possederne e memorizzarne il suo numero di telefono?
Perchè se fosse possibile la prima soluzione, basterebbe usare WhatsApp con una sim apposita, su cui non memorizzare alcun numero. Così, non solo non regalerei a WhatsApp i numeri dei miei amici, ma il mio (che invece viene regalato a Whatsapp dai miei amici che l'hanno memorizzato) di fatto è un utenza "zombie".

2) Ok, WhatsApp scruta la mia rubrica. E se io ho memorizzato ogni numero telefonico ad un nome e cognome, di fatto la privacy dei rispettivi titolari è a rischio. Ma se io, nella mia rubrica, ho associato ogni un numero a un soprannome o un semplice nome di battesimo, cosa se ne fa, dal momento che non si può sapere a chi appartiene?
Perchè io posso anche scrivere un numero a caso: 3394356871 Con molta probabilità, il numero esiste ed appartiene a qualcuno. Ma non devo certo andarlo a cercare nelle rubriche per scoprirlo. E comunque, se io lo trovassi memorizzato in una rubrica, associato al nome "Paperino Paolino" o "Mario R." o "Idraulico" sarebbe inutile, perchè non saprei a chi appartiene. Tanto vale che Whatsapp memorizzi tutti i numeri possibili da [...] a [...] ed avrebbe tutte le utenze telefeniche esistenti.


Io se fossi stato quelli di Whatsapp, avrei aspettato un paio di anni e mi sarei comprato Facebook... :)
Internet libera non vacilla, secondo me, è rimasta esattamente come era in origine.

Volete mandare una mail? Ci sono migliaia di servizi di posta (probabilmente anche il vostro provider ve ne mette a disposizione uno), accessibili con centinaia di client (anche basati su software libero).

Volete discutere con più persone, mantenendo l'anonimato e usando un nick, senza che nessuno vi censuri i messaggi? I newsgroup usenet, che in origine permettevano di farlo, ci sono ancora oggi (qualche ingenuo crede che siano un servizio di Google, visto che spesso si accede ad essi tramite Google Gruppi, ma non è affatto così).

Volete trasferire dei files senza dover accettare le condizioni di dropbox e/o simili? Ci sono centinaia di server ftp... e nulla vi vieta di configurarne uno sul vostro computer.

Anzi, i servizi liberi sono aumentati rispetto alle origini della rete: i programmi di P2P permettono di tenere online dei files senza dipendere da un servizio centrale che può essere chiuso; il software Yacy permette a chiunque di realizzare il proprio motore di ricerca (così nessuno traccerà la tua cronologia, e nessuno potrà censurare i risultati).

Ovviamente, anche i servizi proprietare, chiusi, non liberi crescono... e si fanno molta più pubblicità, visto che a differenza di chi offre servizi liberi, più utenti ci sono più una azienda guadagna (e quindi ha soldi da investire nella pubblicità).

WhatsApp non è mai stato un servizio libero: era a pagamento, era basato su software proprietario, e poteva essere disattivato da remoto (cosa che accadeva dopo un anno di prova, se l'utente non pagava); era abbastanza prevedibile che finisse così.
Heml.is, quando uscirà, potrà diventare un'alternativa. Non sempre vincono i giganti, basti vedere l'esempio di TransferWise. Sarebbe interessante, Paolo, se facessi un post con le alternative più private a Google. Credo che molti (me incluso) abbiano difficoltà a staccarsi da Gmal, per esempio.
Gmal dei Gprimitives...
Non è polemica, semplice stupefatta curiosità: la cifra è veramente quella? 19 miliardi di dollari?
Non ho sottomano il valore di cambio dollaro/euro ma credo corrisponda a circa 15 miliardi di euro, o poco meno - vale a dire quasi 30.000 miliardi di lire.

In pratica una tipica annuale manovra finanziaria italiana?!
Se calcoliamo una media di 100 numeri a rubrica, il costo di ogni singolo numero sarebbe poco più di 400$. Vale così tanto un numero?
Ah vabbeh io un mese fà mi sono iscritto nuovamente su facebook con dati veri, quindi per me si possono leggere pure tutta la mia rubrica tanto sono tutti contatti che stanno già tra gli amici di fb... Tra google che mi legge la posta, facebook che mi spia anche attravero gli amici, whatsapp che si legge le battute che faccio con loro... meno male che su internet dico solo cavolate!
Andrea,

Ovvio che deve leggere la rubrica! L'alternativa è inserire a mano i numeri di telefono dei contatti, UNO a UNO.

Verzasoft,

La rubrica è ovviamente indispensabile a whatsapp, altrimenti non saprebbe a chi scrivere.
Non é la rubrica ad essere trasmessa ai server


Fx,

Se mi spieghi una via nella quale potrebbe funzionare senza accedere alla rubrica, e se mi spieghi poi quale grande profitto avrebbe nel leggere (l'app installata eh, viene manco trasmesso ai server e comunque ancora non mi figurerei il vantaggio) la mia rubrica magari ti do ragione...



Ho aggiunto al mio articolo il link alle indagini canadesi del 2013, dalle quali risulta che l'app di WhatsApp invia(va) _tutta_ la rubrica degli indirizzi ai server dell'azienda: “According to WhatsApp, the application is designed to upload a user's mobile address book to WhatsApp's servers up to two times daily, or as initiated by the user during a contact refresh. According to WhatsApp, personal information collected during the contact discovery process is limited to mobile numbers.”

Se avete info sul fatto che ora WhatsApp non si comporta più così, segnalatemele, per favore.

In quanto alla necessità di leggere e uploadare la rubrica: un'app più rispettosa della privacy potrebbe leggere localmente (sul dispositivo) la rubrica e poi chiedere all'utente quali contatti uploadare.

In merito al profitto: avere accesso alla rete sociale di 450 milioni di persone e sapere che Mario conosce Giada è un vantaggio commerciale e commerciabile. E' quello che fa Facebook adesso quando installi le app di gioco e poi usa il tuo nome per spammare i tuoi amici dicendo "il tuo amico gioca a Scaccola l'Orsetto! Giocaci anche tu!!".
Caro Attivissimo, per ogni complotto che debunki, c'è un complotto che ti inventi! ;)
@Replicante,

Ho provato io stesso WhatsApp con un cellulare (in questo caso datomi dall'università, per scopi diversi) e ho notato come non sia possibile inserire contatti che non siano già presenti nella tua rubrica.

Per quanto riguarda il contatto "Idraulico", dal tuo cellulare WhatsApp non ricava nulla (se non per vie traverse del tipo "piace a Replicante allora suppongo piaccia anche a Idraulico, visto che si conoscono") quindi suppongo il numero preso così sia di scarso aiuto.
Tuttavia, è facile immaginare come il numero di questo idraulico non sia solo salvato nella tua rubrica, ma anche in quella di altra gente che usa WhatsApp e ha lo stesso tuo idraulico di fiducia. Inoltre, è altrettanto facile supporre che almeno qualcuno abbia salvato il nome intero del contatto (io stesso, preferisco avere nella mia rubrica i nomi per esteso che non i soprannomi). Tramite questo incrocio è possibile comunque raggiungere il nome associato al numero (ammesso che a WhatsApp interessi associarne *uno* e non di più)
Ma guardate che non c'è nessun complotto qui. E' tutto fatto alla luce del sole e legalmente, solamente che non viene pubblicizzato e non hai la possibilità di opporti. Non è un complotto, io la chiamo solo poca trasparenza.
Non uso Facebook e tantomeno WhatsApp,non ho segreti di stato e non nascondo nulla alle persone che mi sono vicine nella vita, anche se sfido chiunque di voi a condividere l'intera cronologia del vostro browser.
Il fatto che venga violata la privacy non mi fa nè scuotere nè indignare.
In sintesi, come la maggior parte delle persone che non hanno rilevanza pubblica, non vedo perchè qualcuno debba essere interessato a cosa mi piace o dove io mi trovi in questo momento; posso semmai essere in disaccordo che le mie azioni possano essere un vantaggio economico per delle società di marketing senza rendiconto economico personale (se ti è utile avere le mie info devi pagare me affinchè ti conceda di averle, non il contrario).
Voglio però sottolineare che quanto scritto sopra è vero in un periodo di relativa stabilità politica e sociale. Provate a pensare cosa potrebbe succedere se un ipotetico governo totalitario imponesse alle società private (che dicono di criptare i nostri dati) di fornire le informazioni sulle vostre abitudini. Immaginiamo che il dittatore che guida questo regime sia ossessionato da tutti coloro a cui piace l'aranciata amara ed effettua una ricerca per incarcerare come oppositori tutti coloro che nella loro vita abbiano messo un "mi piace" sull'aranciata amara. Magari tu lo hai messo nel 2011 anche per sbaglio, anche se l'aranciata amara tu non la sopporti, ma per "vita sociale" hai amici a cui piace l'aranciata amara, oppure semplicemente non ti piace più. Siamo così sicuri che in queste ipotetiche condizioni saremmo ancora disposti a portare con noi ovunque in tasca un microfono che trasmette continuamente la nostra posizione e la rubrica dei contatti che contiene anche persone che hai conosciuto per sbaglio (leggasi smatphone)? Ciò che si scrive su internet è quai scolpito sulla pietra: rimane leggibile per molti anni.
"Io se fossi stato quelli di Whatsapp, avrei aspettato un paio di anni e mi sarei comprato Facebook... :) "

Con tutto il rispetto per gli altri commentatori, questo è il commento migliore :D
non ho segreti di stato e non nascondo nulla alle persone che mi sono vicine nella vita, anche se sfido chiunque di voi a condividere l'intera cronologia del vostro browser.

Prima usi l'argomentazione del "non ho nulla da nascondere" e poi sfidi tutti noi a rendere pubblica la cronologia di navigazione, ben sapendo che la stragrande maggioranza degli internauti (anche quelli che non visitano siti illegali o compromettenti), davanti a questa richiesta inizierebbe a cincischiare....ammesso che non si sia già preoccupato a nascondere certe tracce, utilizzando regolarmente la navigazione anonima o creando un profilo "pulito" su cui switchare.

I casi sono due: o parti dal presupposto che la tua cronologia sia immacolata (ma non tieni conto che è molto facile "fraintendere" o interpretare in maniera sbagliata la cronologia web di una persona) oppure ti stai contraddicendo da solo, dimostrando che anche tu hai qualcosa da nascondere e che non vorresti mai rendere pubblica.

Il fatto che venga violata la privacy non mi fa nè scuotere nè indignare. In sintesi, come la maggior parte delle persone che non hanno rilevanza pubblica, non vedo perchè qualcuno debba essere interessato a cosa mi piace o dove io mi trovi in questo momento;

Perchè tu, anche se non sei una persona di rilevanza pubblica, sei comunque un consumatore ed un potenziale cliente. Capire i tuoi gusti e le tue abitudini è alla base di qualsiasi strategia di marketing....anche quelle che tu (come me, del resto) non sei attualmente in grado di comprendere o prevedere.

posso semmai essere in disaccordo che le mie azioni possano essere un vantaggio economico per delle società di marketing senza rendiconto economico personale (se ti è utile avere le mie info devi pagare me affinchè ti conceda di averle, non il contrario).

Ed ecco un'altra contraddizione. Non ti preoccupi se viene violata la tua privacy, ma "non sei d'accordo che...".
E allora tu dovresti sempre partire dal presupposto che, se qualcuno viola un tuo diritto fondamentale, lo fa per delle motivazioni con cui sarai in disaccordo, dato che porta più vantaggi a loro e a te, praticamente, nessn. Il fatto stesso che tali informazioni ti vengano sottratte di nascosto o per vie traverse, fa capire che la stessa azienda è consapevole del fatto che tu non gliele avresti mai fornite volontariamente.

Pensaci: un medico o un impiegato comunale non hanno alcun problema ad ottenere da te le informazioni (anche quelle più riservate e personali) necessarie al proprio lavoro. Gliele fornisci perchè tu, in quel modo, otterrai ciò che ti serve.
Invece credo che difficilmente tu forniresti volontariamente i tuoi dati anagrafici ad un'azienda di telemarketing. Ed ecco che, quindi, tale azienda deve fregartele in qualche modo, contro la tua volontà e possibilmente di nascosto.
Provate a pensare cosa potrebbe succedere se un ipotetico governo totalitario imponesse alle società private (che dicono di criptare i nostri dati) di fornire le informazioni sulle vostre abitudini. [cut]
Siamo così sicuri che in queste ipotetiche condizioni saremmo ancora disposti a portare con noi ovunque in tasca un microfono che trasmette continuamente la nostra posizione e la rubrica dei contatti che contiene anche persone che hai conosciuto per sbaglio (leggasi smatphone)? Ciò che si scrive su internet è quai scolpito sulla pietra: rimane leggibile per molti anni.


Ma senza dover pensare a ipotetici scenari distopici, ciò che sta accadendo è ugualmente grave. Perchè siamo arrivati ad un punto in cui i dati che forniamo a Tizio e quelli che forniamo a Caio possono essere incrociati.
C'è gente che per anni ha usato Facebook senza pubblicarvi il numero di telefono. Ora che WhatsApp appartiene alla stessa società, per loro è relativamente facile risalire all numero di cellulare di un'utenza FB. E se sul social eravate registrati con uno pseudonimo, basta che nelle rubriche di Whatsapp dei vostri amici siate memorizzati col vostro nome e cognome reale per renderlo noto a FB (che magari vi potrebbe obbligare a usare il vostro nome reale). Ed ecco che tutti i dati che tentavamo di tenere nascosti, come è nostro diritto, ci vengono sottratti di nascosto.
Se la cosa andasse a nostro vantaggio, ce li avrebbero semplicemente chiesti per favore, no?
Non è di molta utilità comprare miliardi di informazioni se poi non le puoi usare legalmente, e se ci sono pene severe per la violazione della privacy. Per fortuna l'Italia (o meglio, l'Europa), a differenza degli USA, ha un sistema molto sviluppato di protezione dei contraenti deboli, e non vede di buon occhio i colossi come FB.
E per fortuna FB ha anche una sede in Irlanda, dove si trovano i server che utilizziamo noi, quindi è obbligato a rispettare le leggi europee.
Se dovesse venire fuori che i miei dati sono utilizzati illegalmente, gli facio una di quelle cause che se le ricorda per il resto della vita ^_^ E no, non mi fanno paura gli avvocati che eventualmente potrebbero assumere, perché io ne ho di migliori e il processo italiano è molto meno manipolabile di quello americano :D
@Paolo
Dal sito di whatsapp si legge chiaramente che quei dati li usano solo per fini tecnici. Si può discutere se si potevano gestire meglio, ok, ma AL MOMENTO non ci sono prove che indichino violazioni di privacy.
Con l'acquisto da parte di facebook bisognerà valutare se quella pagina cambierà, ma al momento non ci sono problemi, salvo gestione illegale dei dati (ma questo è un altro discorso). Capisco il timore, ma stai facendo affermazioni quando, di prove, non ne hai (e tu insegni che senza prove non si dovrebbero muovere accuse, al massimo pacate domande).
Non condivido questo articolo, ma per gli stessi principi che diffondi te.

ciao
Akiko,

E per fortuna FB ha anche una sede in Irlanda, dove si trovano i server che utilizziamo noi, quindi è obbligato a rispettare le leggi europee.

Le leggi europee vietano ai ladri di entrare nelle case. Però tu la porta di casa la chiudi a chiave lo stesso. Chiediti perché :-)

Ammiro, comunque, il tuo ottimismo.
lufo88,

Dal sito di whatsapp si legge chiaramente che quei dati li usano solo per fini tecnici. Si può discutere se si potevano gestire meglio, ok, ma AL MOMENTO non ci sono prove che indichino violazioni di privacy.

Certo. Ma l'esperienza insegna che l'occasione spesso fa l'uomo ladro. Caso pratico: NSA.
lufo,

ma stai facendo affermazioni quando, di prove, non ne hai (e tu insegni che senza prove non si dovrebbero muovere accuse, al massimo pacate domande).

Infatti ho fatto una pacata domanda: "Ora che WhatsApp è di Facebook, che fine faranno quelle rubriche?"

Non accuso. Chiedo.
Qualcuno nei commenti ha suggerito Telegram Messenger, ma nell'installazione ti chiedono nome e cognome... sarà criptato, con i messaggi che volendo si autocancellano, ecc ecc, ma se perché funzioni gli devo dare le mie generalità, allora preferisco whatsapp...
Dal sito di whatsapp si legge chiaramente che quei dati li usano solo per fini tecnici. Si può discutere se si potevano gestire meglio, ok, ma AL MOMENTO non ci sono prove che indichino violazioni di privacy.
Con l'acquisto da parte di facebook bisognerà valutare se quella pagina cambierà, ma al momento non ci sono problemi, salvo gestione illegale dei dati (ma questo è un altro discorso). Capisco il timore, ma stai facendo affermazioni quando, di prove, non ne hai (e tu insegni che senza prove non si dovrebbero muovere accuse, al massimo pacate domande).


Può anche darsi che non succeda niente. Ma intanto è legittimo avere dei timori sul fatto che FB, ora, possieda due diversi database di dati che possono essere incrociati.

Esempio: quanta gente è registrata su FB con uno pseudonimo? Tantissima. E' vero che questo va contro il regolamento del social, ma è anche vero che al momento FB non è in grado di stabilire in maniera univoca se un determinato nome sia quello reale della persona a cui appartiene l'account, Anzi: fino a quando non vengono forniti dati sensibili come indirizzo, numero di cellulare e non si usa la mail nomecognome@gmail.com FB non ha neanche modo di sospettare che stiate usando un nome fittizio, fatta eccezione per quei nomi volutamente assurdi e ridicoli (che, tuttavia, difficilmente possono essere rilevati da un bot)
Bene. Immaginiamo che, incrociando i due database, si possa stabilire che dietro un'utenza di FB ed una di Whatsapp ci sia la stessa persona. Se le due utenze hanno nomi diversi, è chiaro che almeno uno dei due è falso. Ed è molto probabile che, tra i due, quello vero sia quello di Whatsapp (basta vedere qual è il nome più ricorrente con cui è stato memorizzato nelle rubriche altrui).
Facebook a quel punto, potrebbe mandare un messaggio dicendovi che: "E' stato stabilito che questo nome utente potrebbe non corrisponde a quello reale", costringendovi a cambiarlo oppure a dimostrare che quello è il vostro vero nome.
Voi non potete sapere come ha fatto FB a giungere a questa conclusione. E non potete nemmeno dimostrare che FB abbia svolto un controllo incrociato illegale...perchè FB potrebbe tranquillamente spacciarlo per un controllo a tappeto effettuato in automatico, quando invece si tratterebbe di un controllo ben mirato e con una percentuale di falsi positivi ridotta al minimo.

Si tratta ovviamente di un solo esempio, molto specifico. Ma chi lavora a FB conoscerà sicuramente dei modi per poter sfruttare dei dati che voi vi siete sempre rifiutati di fornire a quel determinato social, e che ora invece gli avete regalato per vie traverse.
@paolo.
A mio modo di vedere dire "internet libera soffoca" è un'affermazione. Tutto qua. Condivido i timori, condivido le ipotesi, ma dall'articolo si legge qualcosa di più e _al momento_ non è così. Per la nsa: per me lì si va nell'illegale. Sono due cose diverse.

@replicante
Sono tutte ipotesi. Reali. Condivisibili. Probabili e tante altre cose, ma sono ipotesi. Aspetto, nel caso.
@lufo88
Sono tutte ipotesi. Reali. Condivisibili. Probabili e tante altre cose, ma sono ipotesi.

Già. Ma fino all'altro giorno, ipotesi come quella da me raccontata, non era neanche probabile.
Perchè, se io non fornivo il mio numero di cellulare a Facebook, non c'era alcun modo (legale) con cui Facebook potesse venirne a conoscenza. Ora invece può averlo, scavalcando il mio legittimo rifiuto di concederglielo.

E questo senza tener conto di tanti altri scenari che non siamo in grado di immaginare o che, semplicemente, non abbiamo ancora citato. Tutti scenari che hanno cambiato il loro status da "improbabili" a "probabili". E non è pcoco!

Aspetto, nel caso.

E a quel punto sarà troppo tardi. Perchè vorrà dire che i tuoi dati sono già stati sfruttati e tu non potrai fare nulla per ritirarli.
Come si era già detto in un altro post: se tutti noi avessimo saputo che il nostro numero di telefono sarebbe finito nelle rubriche delle società di telemarketing, ci saremmo guardati bene dal lasciarlo al supermercato che ci chiedeva i dati per la tessera fedeltà. Avremmo lasciato in bianco tutti quei dati che non erano obbligatori. Ora ci siamo svegliati, ma intanto stiamo pagando oggi quello che abbiamo fatto anni fa.
Ripeto, capisco il ragionamento, ma allora:
- no indirizzi mail su google
- no ricerche su google
- niente navigazione in internet (il provider può, potenzialmente, tracciare tutto).

Secondo me bisogna capirsi un po' su dove la privacy va effettivamente tutelata e dove è un prezzo (ragionevole) da pagare. Che whatsapp abbia la mia rubrica _al momento_ non è un problema (mi è anche tornato utile quando ho usato pigdin + plugin per momentanea dipartita dello smartphone). Facebook che si prende tutta la tua vita per me è già diverso.
Ripeto, capisco il ragionamento, ma allora:
- no indirizzi mail su google
- no ricerche su google
- niente navigazione in internet (il provider può, potenzialmente, tracciare tutto).


Infatti sarebbe terribile se i dati raccolti da Google, piuttosto che dal nostro provider, potessero essere ceduti a persone o aziende a cui mai e poi mai vorremmo dare certe informazioni.
Non è un segreto che Facebook spulci tra i tuoi cookie durante la navigazione per pubblicare delle inserzioni pubblicitarie mirate. Ma è una cosa che, tacitamente, accetto al momento dell'iscrizione, quindi non posso lamentarmene. Ma mi guarderei bene se questa richiesta mi venisse fatta (o, peggio, mi venisse imposta) dall'azienda per cui lavoro, che non ha alcun diritto di spulciare la mia cronologia, indipendentemente dal motivo per cui dovrebbe farlo.

Immagina se un giorno, l'azienda per cui lavori stipulasse una convenzione con FB (magari perchè ne è stata acquisita) che gli garantisse di poter -legalmente- accedere ai dati di navigazione che -altrettanto legalmente- FB ha raccolto. Probailmente, da quel giorno, inizieresti ad adeguare la tua cronologia di navigazione a questa nuova situazione. Ma se l'azienda potesse accedere anche ai dati di navigazione accumulati nei mesi precedenti, non puoi farci nulla.
Certo, lo so che tu non hai nulla da nascondere. Come tutti, del resto...:) Ma intanto prova a pensare se nella tua cronologia risultassero degli accessi ad un sito di stampo negazionista oppure il blog razzista "Tuttiicriminidegliimmigrati" Poco importa che tu abbia visitato quei siti esclusivamente per documentarti sui due fenomeni e non per sostenerli...è comunque qualcosa che mai e poi mai avresti rivelato alla tua azienda, per poi doverne rendere conto.

Secondo me bisogna capirsi un po' su dove la privacy va effettivamente tutelata e dove è un prezzo (ragionevole) da pagare.

Uno dei prezzi che NON è ragionevole è il fatto che una sola azienda possa entrare in possesso di database così grandi e che, in principio, erano separati.

Che whatsapp abbia la mia rubrica _al momento_ non è un problema
[cut]
Facebook che si prende tutta la tua vita per me è già diverso.


E infatti, ciò che fino a ieri non era un tuo problema, ora lo è. Perchè FB si è preso un pezzo in più della tua vita....un pezzo che non gli avresti mai concesso, mentre a Whatsapp sì.
Quello che dici è un'azione illegale, se non dietro approvazione dell'utente stesso. Se fb vorrà usare dati vecchi dovrà notificarlo. Per questo nonostante il rischio sono sereno.
Non porte in viarmi i vostri numeri di telefono
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Spero vivamente che sia colpa del correttore automatico...