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49 commenti

Per il Corriere, l’astronave di Star Trek si chiama “L’Impresa”

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fede.berto” e “luca.berra*” e alla segnalazione di @musicamante.

Questo è quello che in Italia viene venduto come giornalismo online: un articolo del Corriere della Sera secondo il quale a casa dei Daft Punk “Nel salone, troneggia un personaggio «Chewbacca» a grandezza naturale, dalla saga Guerre Stellari e «L’impresa» di «Star Trek», alto 2 metri.”

Sì, L'Impresa. State già rabbrividendo, lo so. Non ci potete credere, e allora eccovi qui accanto lo screenshot (salvato anche su Freezepage).

Come è possibile che qualcuno scriva sul Corriere (non sul blogghettino di un adolescente: sul Corriere della Sera) in modo così caprino, senza chiedersi che diavolo è “L'Impresa” in Star Trek? Come è concepibile che qualcuno al Corriere dia l'incarico di scrivere di spettacolo a qualcuno che non sa che l'astronave protagonista di innumerevoli puntate di Star Trek si chiama Enterprise e non L'Impresa?

Semplice: date un'occhiata al resto dell'articolo (se così lo si può chiamare senza insultare generazioni di bravi giornalisti) e notate un'altra frase da incorniciare: “Paul McCartney et Ringo Starr, Beyoncé e Jay-Z, nomi noti in tutto il mondo, hanno ballato e applaudito i Daft Punk francesi.”

I “Daft Punk francesi”? Per distinguerli da quelli tedeschi? Dai Daft Punk spagnoli? Già questo insospettisce sulla natura dell'articolo, ma la chicca rivelatrice è quell'“et” così dannatamente, stranamente francese, che puzza come un Camembert nascosto nelle mutande di un seminarista in digiuno. Puzza di testo copiato, incollato e tradotto senza neanche pensare a quello che si sta scopiazzando.

Infatti basta immettere in Google “paul mccartney et ringo starr, Beyonce” per trovare questo articolo di Paris-Match (screenshot qui accanto; Freezepage), che è sostanzialmente identico, praticamente parola per parola, a quello del Corriere, ma senza agghiaccianti virgole in libertà come quelle di “un episodio dove, un personaggio, indossa un casco da robot” partorite dall'anonimo autore della versione pubblicata dal Corriere.

Certo, il Corriere dice che Paris-Match ha pubblicato un articolo sui Daft Punk. Ma non dichiara di aver copiato quell'articolo pari pari, traducendolo oltretutto da cani. Così da cani che non solo ci sono le perle che ho già segnalato, ma secondo il Corriere i Daft Punk hanno anche “una casa comune” che sta “in un bosco con piscina”. La frase originale: “une demeure commune, en bois, avec piscine”. Piangete pure. Se non volete farvi sentire, andate in un bosco. Ma mi raccomando, trovatene uno di quelli con piscina.

Confrontate il testo di Paris-Match con quello del Corriere: il giornale italiano non ha neanche fatto lo sforzo di metterci qualcosina di suo (per esempio la grammatica italiana) prima di schiaffarci sopra un bel “RIPRODUZIONE RISERVATA”. Che alle mie orecchie suona molto come un “Noi possiamo copiare il lavoro altrui, compreso quello dei colleghi, tradurlo con i piedi e spacciarlo per nostro; ma tu non ti permettere di copiare il nostro, pezzente”.

Meno male che in Italia c'è l'Ordine dei Giornalisti a vigilare sulla qualità, l'integrità e la correttezza dell'operato delle testate.

Complimenti, Corriere, bell'esempio da mostrare alle giovani generazioni di aspiranti giornalisti che ancora vorrebbero lavorare onestamente e fanno acrobazie per superare gli esami e conquistare l'agognata tessera del club esclusivo. Complimenti vivissimi. Fare i giornalisti seri, anche nelle grandi testate blasonate, sta diventando veramente un'Enterprise.
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Commenti
Commenti (49)
Inoltre, il Corriere scrive "i due cantanti francese". Chiunque conosca anche un po' i Daft Punk, sa che sono tutto tranne cantanti.
Castronerie simili le scrivono a rotazione tutti i quotidiani.

Se uno fa un "campo lungo" sulla situazione ottiene questo: i professionisti di tecnologia e ICT notano che i quotidiani sono "molto superficiali" in materia. I professionisti del campo scientifico notano che i quotidiani sono "molto superficiali" in materia. I professionisti in campo geologico e meteorologico notano che i quotidiani sono "molto superficiali" in materia. E così via per praticamente tutte le branche del sapere scientifico.

Ciò detto e premesso, come possono le persone (talvolta le stesse di cui sopra) fidarsi dei contenuti di cronaca o politica?
Oh, prendersela per queste scioccheze :-)
Allora quando il Governo tradusse dall'Italiano in Inglese
"Augusto Del Noce" in "August of the Walnut"
e Universita' "Bocconi" in "Mouthfuls"?

http://tinyurl.com/q4quglh

Commento di rado, ma quando ti devo dire "bravo!" lo faccio.
Grande .. non solo hai tanato l'errore, ma anche beccato la fonte originale... come hai fatto ?
Suppongo che quello che siede sul seggiolone in plancia de 'L'Impresa' sia 'Il Cùmenda'.
Da notare che perfino google translate NON sbaglia la traduzione di "une demeure commune, en bois, avec piscine". Quando una macchina è ingrado di fare il tuo lavoro meglio di te sei in guai seri.
Questo è quello che si ottiene se invece che un giornalista, paghi un precario con un salario da fame.
Il Corriere scrisse a metà ottobre che dal primo novembre in Svizzera non ci sarebbe più stato il segreto bancario....
Always Very Active, Paul.
Solitamente questo tipo di oscenità giornalistiche mi fanno imbestialire... ma questa volta mi viene solo da piangere. "Articoli" come questo del Corriere che denotano superficialità e disinteresse quasi criminale. E non mi si venga a dire che tanto sono solo pezzi di colore sullo spettacolo, perché A) chi mi garantisce che certe zozzerie non le facciano anche trattando di politica o economia? B) nessuno li obbliga a scriverli certi pezzi, se non hanno voglia o non sono capaci. C) è una questione di rispetto. Rispetto verso il lettore, rispetto verso la propria professione e rispetto verso chi vorrebbe farlo questo lavoro, con passione e bravura, ma non può perché i posti sono tutti occupati da certe capre.
E meno male che era l' impresa ... fosse la prima della classe che avremmo letto?

Nel salone, troneggia un personaggio «Chewbacca» a grandezza naturale, dalla saga Guerre Stellari e «Il trucciolo da imballaggio» di «Star Trek», alto 2 metri.

Ciao

Carson
"L'Impresa" non c'è più, gli altri orrori sono rimasti, comprese le virgole ad mentulam.
Più che altro non capisco perché in ogni campo, ci sono spesso giornalisti che scrivono di argomenti di cui non sono competenti (un appassionato di cinema non avrebbe MAI scritto "L'impresa".
Sul resto non ho altro da aggiungere a quanto già detto, ma io vivo bene disdegnando i TG in TV, non comprando quotidinai e non leggendo news on line, perché non fido di NIENTE di quanto viene detto.
VIsto che Paris Match e' il creatore originale dell'articolo copiato dal Corriere, m'e' parso giusto avvisarli (@ParisMatch). Non m'aspetto che un avvocato di Paris Match contatti il Corriere chiedendo la rimozione o la corretta attribuzione dell'articolo, ma un po' ci spero.
@Ted

questo succede quando paghi (poco o tanto) un buffone. E, in ogni caso, la professionalità non va un tanto al chilo!
Segnalo che il corriere ha rimosso l'articolo ahahahahh
Segnalo che il Corriere ha rimosso l'articolo...ahahahah
Veramente una cosa vergognosa... e vorrebbero pure farci pagare per leggere queste perle?? tzè...

@Dama Arwen
Invece dovresti vedere il maggior numero di TG in tv possibile... ad esempio, la sera, passare dal tg5 al tg1 a La7 ( se sei in Italia), magari saltando su rai news e sky tg 24: vedere come i vari lecchini di una fazione piuttosto che un'altra rigira la frittata proposta è impagabile, e sicuramente aiuta di piu a capire quale fosse la notizia. Per il resto, io non leggo piu i giornali perchè sono troppo "vecchi": non ho il tempo di leggerli, parlano di notizie stralette e commentate, e per un paio di approfondimenti di politica non vale la pena avere dodici chili di inserti in più...
dopo le "lodi" sul pezzo nei commenti a fondo pagina (ovviamente tutti ironici) il medesimo è stato...prontamente rimosso:
http://www.corriere.it/spettacoli/14_febbraio_20/svelato-vero-volto-daft-punk-girano-metro-bici-notte-si-trasformano-91a0cb72-9a0b-11e3-b054-e71649f9da68.shtml
LOL
Fra l'altro, non ricordo che Chewbacca sia comparso in qualche episodio o film di Star Trek... Ricordo solo una foto circolata tempo fa in cui sia Chewie che un Wookie vestivano le uniformi della Flotta Stellare. Nient'altro. Ma potrei essere io a ricordare male. :-)
hanno cancellato l'articolo
HAHA!
Hanno rimosso la pagina, LOL.
Pagina che comunque ancora compare nel loro motore di ricerca (complimenti a chi l'ha programmato..).

Stavo leggendo l'articolo-ciofeca su Freezepage ed era veramente imbarazzante, tipo questo obrobrio:
"fanno «Daft Punk», «punk stupido», in francese, definizione affibbiatagli da un giornalista inglese".
La traduzione è corretta dal francese, peccato solo che "punk stupido" sia italiano XD
mi sa che hanno rimosso l'intero articolo

se fai una ricerca nel sito del corriere l'articolo lo trovi ancora ma se fai click sul link ottieni pagnina non trovata

http://snag.gy/cR0v4.jpg

sei autorizzato ad usare lo screenshot ovviamente :-)
Corsera e Repubblica ormai fanno i passarti per i veri siti d'informazione come Reddit, ad esempio. Traggono a pienissime mani, non citano mai la fonte (ho perso il conto di "articoli scritti" una settimana dopo l'uscita su tale social network, quasi spacciati come loro) ed, in sostanza, hanno totalmente perso la trebisonda su ciò che dovrebbe contraddistinguere l'etica del giornalista.
Adesso sembra che abbiano rimosso l'intero articolo.
Articolo eliminato...
Questo è quello che si ottiene se invece che un giornalista, paghi un precario con un salario da fame

Che pertanto merita di rimanere un precario con stipendio da fame o di lasciare il posto a qualcun altro.
Perchè se il fatto di essere sottopagato o sfruttato deve essere la giustificazione a fare un lavoro di m***a, allora chiunque si dovrebbe sentire in diritto di ragionare così. Mi raccomando, non arrabbiarti se questo è lo stesso ragionamento che fa un professore, ugualmente precario e sottopagato, il quale si sente in dirittto di poter dire ai suoi allievi di studiare la storia su Wikipedia.

Nel momento in giornalista copia un articolo e lo traduce in automatico, può perdere cinque-minuti -inque per rileggerlo e correggerlo. Anzi, DEVE farlo.
Se non lo fa, è uno scaldasedia esattamente come quelli di cui si lamenta tanto. E, per quanto poco venga pagato, è comunque troppo.
Ma oltretutto intitolare l'articolo "svelato il volto dei Daft Punk" come se fosse una notizia: quella sarà una foto di metà anni '90, e basta fare una ricerca su Google Immagini che si trovano mille foto dei due.
Agghiacciante "genio" giornalistico, destinato purtroppo a ripetersi sempre di più in futuro, anche su importanti testate nazionali. Finché ci sarà gente che accetta compensi da fame, la qualità inevitabilmente colerà a picco: se tu, competente e titolato, dici di no, ok, prendo qualcuno che, sebbene con meno esperienza o meno bravo, dice sì a tutto. Nel giornalismo c'è uno sfruttamento e un precariato inimmaginabile, come in editoria del resto, e se non cambiano queste condizioni non potremo aspettarci altro che maldestri copia e incolla da altri articoli "minori" o dalle agenzie di stampa (le uniche ormai che vanno in giro a raccogliere notizie). Un esempio accaduto a me, per quanto piccolo perché non si trattava certo del Corriere, l'ho riportato qui (La retribuzione dei web content writer: sogno o irrealtà?): http://diariodiunaredattriceprecaria.blogspot.it/2014/02/la-retribuzione-dei-web-content-writer.html
Innanzitutto grazie a Paolo per l'articolo perché fa aprire ancor di più gli occhi sulla realtà.
Riguardo l'intervent di Replicante Cattivo, hai perfettamente ragione, il fatto che uno venga pagato poco non vuol dire che debba fare un lavoro di mexxx, quindi la speranza è che l'articolo sia solo un errore di gioventù e non un tentativo di truffa fatto anche male ai danni di chi legge (purtroppo penso sia proprio questo):
@ Replicante Cattivo

I motivi per cui il precario malpagato lavorerà peggio non dipendono dal fatto che è precario. Cerco di essere più chiaro. Non è che uno è un precario malpagato perché lavora male; è il contrario: pesso lavora male perché è un precario malpagato.

Se sarà abbastanza bravo, saluterà il prima possibile lo sfruttatore per andare da qualche altra parte, oppure abbandonerà quella professione per un'altra, nella quale magari i suoi sforzi verranno riconosciuti. Altrimenti potrebbe smettere di lavorare bene e passare al copiaincolla, meno impegnativo ma pagato altrettanto (male). In fondo, chi glielo fa fare? Oppure, se non è bravo, starà lì fino a che non deciderà di cambiare o farsi licenziare, senza migliorare mai. Tanto non è che gli verificano ciò che pubblica, no?

In tutti questi casi, l'effetto di uno sfruttamento malpagato e di una mancanza di verifiche è il mantenimento degli inetti, lo scoraggiamento di chi potrebbe farcela e la fuga dei capaci. Risultato, un aumento vertiginoso della concentrazione di quelli che chiami scaldasedie, una diminuzione altrettanto vertiginosa della qualità e una continua insoddifsfazione di aziende che vorrebbero un risultato di qualità superiore a quella che sono disposti a pagare.

Invece, seguendo e ricompensando le persone per quello che valgono davvero, potresti addirittura ottenere che un giornalista si formi, diventi bravo, e rimanga a lavorare per te! ...incredibile... :-)

D'altronde, non è storia recente: anche nei tempi antichi gli schiavi e i servi sfruttati rendevano meno, molto meno, degli uomini liberi pagati e motivati. Cosa cambia, in effetti, tra una persona sfruttata e malpagata e un servo dei secoli scorsi? Solo l'atto formale e sociale che lo vincoli.

Lo sfruttamento genera un peggioramento della qualità, non la scarsa qualità genera sfruttamento.
C'è qualcuno che si illude che l'Ordine dei Giornalisti intervenga?
Aggiungo a quanto detto da SirEdward una ulteriore considerazione:

Siamo sicuri che come sostiene Replicante:
"Nel momento in giornalista copia un articolo e lo traduce in automatico, può perdere cinque-minuti -inque per rileggerlo e correggerlo. Anzi, DEVE farlo."?

Premesso che neppure scommetterei che il copia-traduci-incolla venga fatto da giornalista e non sia subappaltato a chissà chi, resta da stabilire se non solo debba ma anche solo possa farlo.
Ne ho viste troppe dove il precario di turno deve fare solo ed esclusivamente ciò che gli è stato detto di fare e non azzardarsi a fare nulla di più.
Questa storiella vera spiega abbastanza cosa intendo dire:
http://www.visivagroup.it/showthread.php?t=33896

Ciao

Carson
" il contrario: pesso lavora male perché è un precario malpagato." Quindi vuol dire che del suo lavoro non gliene frega niente e se lavora così è un bene che o resti precario malpagato o che si cerchi un lavoro dove lo pagano meglio (tipo fare le pulizie)...

Tra l'altro se facessi una minchiata del genere dove lavoro io, sarei "precario malpagato" per pochissimo. Diventerei "disoccupato non pagato" in un paio di settimane. :D
Non allo stesso (infimo) livello dell'articolo segnalato nel post, ma sullo stesso sito sono riusciti a definire "preistoria" un periodo lontano 5000 anni fa (la notizia è quella sui resti di una foresta emersa in Galles). E io puntualmente mi chiedo perché continuo a leggere quel sito osceno.
I motivi per cui il precario malpagato lavorerà peggio non dipendono dal fatto che è precario. Cerco di essere più chiaro. Non è che uno è un precario malpagato perché lavora male; è il contrario: pesso lavora male perché è un precario malpagato.

Siamo tutti d'accordo che la motivazione per fare il proprio lavoro vada a pari passo con la remunerazione economica e morale che se ne riceve. Ma ripeto l'esempio fatto prima: ricordati di usare questa giustificazione quando tuo figlio avrà a che fare con un insegnante che arriva in classe scazzato, che spiega male e che invita i suoi studenti a documentarsi su Wikipedia, per poi regalare buoni voti a tutti quelli che porteranno un compito chiaramente copiato da internet. Per carità, è comprensibile la frustrazione degli insegnanti precari ed hanno tutto il mio appoggio, ma...ehi...quelli che sta educando sono quelli che gestiranno il mondo quando tu saremo vecchi. Ha una responsabilità enorme tra le mani!

Il fatto è: se sei un precario e ti pagano poco...purtroppo non puoi farci niente. Nel senso che, se la differenza di impegno richiesto per fare un lavoro bene e farlo male è minima, perchè devi farlo male? Per vendetta? Per fare uno sgarro a chi non ti paga abbastanza? Tu puoi permetterti di lavorare male se, in questo modo, danneggi solo il tuo datore di lavoro. Ma se invece danneggi la comunità, allora non fai altro che alimentare un circolo vizioso Anche perchè, chi è che decide che un lavoratore non prende abbastanza? Il lavoratore stesso? Allora anche un impiegato alla posta, convinto di non prendere abbastanza, può permettersi di lavorare male?

Se sarà abbastanza bravo, saluterà il prima possibile lo sfruttatore per andare da qualche altra parte

Ma se questo è il suo modo di lavorare, vuol dire che non è abbastanza bravo. Perchè è uno che si sente in diritto di sottoporre a te -lettore- un lavoro fatto coi piedi solo perchè non prende abbastanza; pertanto fa pagare a te lo scotto della sua situazione, non invidiabile,ma di cui tu non hai colpa.
E se troverà lavoro da qualche altra parte, vorrà dire che ci è arrivato a calci in culo, con tanti saluti alla meritocrazia.

In tutti questi casi, l'effetto di uno sfruttamento malpagato e di una mancanza di verifiche è il mantenimento degli inetti, lo scoraggiamento di chi potrebbe farcela e la fuga dei capaci. Risultato, un aumento vertiginoso della concentrazione di quelli che chiami scaldasedie, una diminuzione altrettanto vertiginosa della qualità e una continua insoddifsfazione di aziende che vorrebbero un risultato di qualità superiore a quella che sono disposti a pagare.

Appunto: per aumentare la qualità del lavoro, bisognerebbe smettere di giustificare chi lavora male (anche se lo fa per sfogarsi della sua situazione), altrimenti il prossimo che arriverà al suo posto dirà "perchè io devo fare meglio? Perchè devo perdere cinque minuti a rileggere un testo? Quello prima di me, mica lo faceva"

i professionisti di tecnologia e ICT notano che i quotidiani sono "molto superficiali" in materia.

Lo sono semprre stati. C'è il vecchio detto che il giornalista è colui che ti spiega una cosa di cui non ha mai sentito parlare prima di 5 minuti fa. Il fatto però è che da un po' di tempo si è aggiunta la spaventosa carenza che notiamo tutti sui fondamentali, ovvero la conoscenza dell'italiano.
E il peggio lo danno i titolisti. Che, essendo titolisti, tra l'altro impiegherebbero mezzo secondo a rileggere.
I tioli sono un mondo a parte. Come dimenticare i controlli a tappetto della Guardia di Finanza? O il pappagallo preso in braccio dal Papa, neanche fosse un neonato, quando gli si era appollaiato sulll'avambraccio? O Twitter che dalla data x cinghetterà anche in italiano? Screenshot del mio archivio presi dal Noto Quotidiano Italiano.
Viene il sospetto che non di fretta si tratti, quanto di semplice e pura ignoranza.
E in questi casi, perlomeno il titolo non travisava il contenuto dell'articolo, come ahimè capita.


che fa un professore, ugualmente precario e sottopagato, il quale si sente in dirittto di poter dire ai suoi allievi di studiare la storia su Wikipedia.

Al rogo. Il professore, intendo. E comunque ho avuto colleghi che insegnavano storia a colpi di film. Solo di film. E neanche capolavori.
Siamo sicuri che come sostiene Replicante:
"Nel momento in giornalista copia un articolo e lo traduce in automatico, può perdere cinque-minuti -inque per rileggerlo e correggerlo. Anzi, DEVE farlo."?

Premesso che neppure scommetterei che il copia-traduci-incolla venga fatto da giornalista e non sia subappaltato a chissà chi, resta da stabilire se non solo debba ma anche solo possa farlo.
Ne ho viste troppe dove il precario di turno deve fare solo ed esclusivamente ciò che gli è stato detto di fare e non azzardarsi a fare nulla di più.


Beh, innanzitutto iniziamo a stabilire se l'articolo è stato scritto davvero da un precario sfruttato e sottopagato, anzichè (più semplicemente) da un lavoratore fancazzista. E poi eventualmente si dovrà stabilire se questo precario/stagista/schiavo è stato messo in condizione di non poter correggere il suo lavoro, limitandosi a una traduzione senza alcuna possibilità di miglioramento.
Sono due ipotesi per cui è necessario portare delle prove...e che al momento non ho motivo per prendere come degli assiomi.

L'unica cosa certa e insindacabile è che è stato pubblicato un articolo ignobile, pieno di errori e che lo stesso Corriere ha rimosso per la vergogna.
Segnalo, giusto per correttezza, che io l'ho solo segnalato, non ho scoperto io l'agghiacciante ammasso di parole mal tradotte, ma un'altra fan di Star Trek che l'ha scoperto e postato su facebook. Interessante che, come sempre, si preferisca "nascondere le prove" della malefatta (ancora non hanno capito che non si può nascondere nulla) piuttosto che correggere l'articolo o per lo meno lasciarlo scusandosi coi lettori facendoci più bella figura.
@ Rerplicante Cattivo e Il Lupo della Luna.

Attenzione, ragazzi, io non ho detto che una persona che lavora male è giustificata a farlo, né ho detto che dal momento che la pagano poco può permettersi di lavorare male.

Quello che ho detto.è che se una persona la sfrutti e la paghi meno di quello che vale, finirà che quelli bravi andranno da un'altra parte o smetteranno di essere bravi, e che quelli meno bravi se ne fregheranno e tireranno a fare il meno possibile.

Dalle vostre risposte trapela il disappunto per questa situazione, per una persona che non fa bene il suo lavoro perché viene pagata poco: ma io non ho detto che faccia bene, io ho detto che è il minimo che ti puoi aspettare. Gli esseri umani sono esseri umani, la reazione a uno sfruttamento è il calo di rendimento. Non importa nulla se è giusto o sbagliato: è un fatto.

L'insegnante che andasse a scuola e insegnasse male perché malpagato mi farebbe arrabbiare moltissimo, ma sarebbe assolutamente prevedibile e assolutamente umano. Niente di nuovo sotto al sole. Perché vi aspettate dalla gente comportamenti di professionalità che non esistono in realtà? Vi arrabbierete con questa gente, e non ne caverete un ragno dal buco, perché basterebbe dar loro prospettive e meritocrazia perché la maggior parte di loro iniziasse istantaneamente a comportarsi in maniera eccellente.

E' come avere un'auto cui non viene fatta mai manutenzione e pensare che fa schifo perché si accende a fatica, gratta, fuma, consuma, si rompe, arranca, mentre dovrebbe fare come una Mercedes anni '80 e tirare avanti per centinaia di migliaia di km senza battere ciglio. Che vi arrabbiate a fare? Di Mercedes anni '80 ce ne sono poche. A quelle altre, date la manutenzione che richiedono e vi porteranno dovunque. Magari è più della manutenzione che volete dar loro. Ma allora non lamentatevi se si rompono!
Ricordo un amico che si lamentava perché non vedeva niente dai vetri e i tergicristalli non pulivano - gli ho fatto un rabbocco di buon detergente e fatto pulire i vetri sia dentro che fuori. Problema risolto senza cambiare spazzole. Un altro mi diceva che non si sentiva sicuro sull'auto, che questa sbandava. Aveva una gomma praticamente a terra, due molto sgonfie e una, una sola, con le tele a vista. Due pneumatici usati, equilibratura, convergenza, gonfiaggio e pippone sulla sicurezza e l'importanza delle gomme. Problema risolto... )

L'insegnante che insegna con passione anche se sottopagato, il giornalista precario che fa bene il suo lavoro per un tozzo di pane raffermo e maltrattamenti assortiti, non sono la normalità: sono persone scintillanti, da valorizzare, da incoraggiare, da sostenere. Gli altri spesso non sono esecrabili esempi di vizio e sfacelo, sono persone NORMALI. E' inutile che continuiamo a pretendere che tutti siano martiri ed eroi. La maggior parte non lo è. Diventiamo noi più realisti: smettiamo di esigere sempre troppo e cerchiamo di capire come fare in modo che ognuno renda al meglio, dandogli quello di cui ha bisogno: incoraggiamento, prospettive, ricompense. Non sempre sarà possibile, qualcuno che lavorerà comunque male ci sarà sempre, ma intanto vivremo tutti meglio. Inclusi i miopi, miopissimi, ciechi e stupidi esperti di gestione delle risorse, limitazione dei costi e aumento della reddivitià aziendale che continuano, quando le loro previsioni e i loro schemi non funzionano nella vita reale, a dare la colpa ad altri perché non si comportano come dovrebbero, dimenticandosi che dovrebbe essere il loro piano strategico ad adattarsi alla realtà, non viceversa.
Ma dai, è ovvio che è un universo alternativo dove ci sono la USS Impreza e il test della Kobayashi Subaru!
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Come dice il detto inglese: "if you pay peanuts, you get monkeys"

Per chi non conosce l'inglese, peanuts significa noccioline, ma anche poco, niente, in linguaggio familiare. Quindi, se paghi in noccioline, ti ritrovi con delle scimmie, intese come imbecilli...

Conclusione ovvia lo so, ma in Italia, ciò nonostante, sembra sia diventata la norma.
http://www.corriere.it/scienze/14_febbraio_23/cannoni-laser-ed-elettromagnetici-rotaia-rivoluzione-militare-usa-b5178890-9cbb-11e3-bf70-ea8899950404.shtml
"Anche la Zumwalt, una delle tre navi della nuova serie Ddg-1000, sembra uscita da un film di fantascienza: pensate che il suo attuale comandante si chiama James Kirk, proprio come il capitano dell’astronave Enterprise nella serie Star Trek"
dite che puo' essere vro ?
E comunque...
:-)
C'è di peggio... al momento l'articolo di Reuters http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL6N0LU2MF20140225 inizia con "(Aggiunge nota Lactalis al penultimo paragrafo)". Quanti correttori di bozze l'avranno corretto?
Chi mi spiega la battuta sul "truciolo da imballaggio" (packaging chip) alto due metri?
Chi mi spiega la battuta sul "truciolo da imballaggio" (packaging chip) alto due metri?
Truciolo da imballaggio è la prima traduzione che forniscono la maggior parte dei traduttori online della parola Excesior (google da trucioli sottili).
E la Excelsior sarà la prima nave della classe Excelsior cui apparterrà anche la NCC-1701-B Enterprise (la prima Enterprise che compare in Star Trek: Generations).

Ciao

Carson