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36 commenti

Test: quanto a lungo rimane visibile una foto cancellata su Facebook?

Stanotte verso l'una del mattino ho postato su un mio account Facebook di test la foto che vedete qui accanto e poi l'ho eliminata subito. Prima di eliminarla, però, ho preso nota del suo indirizzo alternativo sulle CDN (Content Delivery Network) usate da Facebook.

Prendere nota di questo indirizzo è semplice: basta visualizzare la foto a tutto schermo e fare clic destro per far comparire un menu a tendina dal quale si sceglie la voce che consente di memorizzare il link dell'immagine.

Diciotto ore dopo essere stata formalmente rimossa da Facebook, la foto era invece ancora pubblicamente accessibile a chiunque. Provateci anche voi: cliccando qui, la vedete ancora?

Questa caratteristica di funzionamento di Facebook ha diverse implicazioni di privacy. Prima di tutto, significa che chi visualizza una foto (magari una foto pensata per essere condivisa solo con gli amici o il partner) può poi condividerne il link con chiunque, non solo con gli utenti di Facebook ma con qualunque persona abbia accesso a Internet. L'indirizzo CDN, infatti, è visibile a tutti.

Certo, se una persona vuole disseminare una foto presente su Facebook ci sono molti altri modi (per esempio, basta salvarla e poi ripubblicarla, oppure fare uno screenshot e condividerlo), ma questo sistema ha il vantaggio di attestare che la foto è stata realmente pubblicata su Facebook.

Posso immaginare facilmente situazioni nelle quali questa persistenza delle foto cancellate può causare guai. Lei manda una propria foto sexy a lui via Facebook, impostandola visibile solo a lui (e fidandosi delle false promesse di privacy di Facebook); poi lei si pente del gesto e cancella la foto. Lui la vede e ne salva una copia e ne registra l'indirizzo CDN. Violando la promessa di privacy verso di lei, lui mostra la foto agli amici (un vero gentiluomo) e ne dimostra l'autenticità usando l'indirizzo CDN, oppure manda direttamente agli amici l'indirizzo CDN.

Un altro scenario: due rimbambite (il bullismo esiste anche al femminile) pubblicano su Facebook, impostandola come “privata”, la foto dei loro maltrattamenti a una compagna di scuola. L'episodio di bullismo viene a galla e un compagno trova la foto e la fa circolare. Le rimbambite la cancellano e si difendono affermando che è falsa, ma vengono inchiodate dalla sua persistenza sulla CDN perché il compagno ha salvato anche l'indirizzo CDN dell'immagine.

È inutile menare il can per l'aia: Facebook, come tutti i social network, è una gigantesca macchina per fare soldi fabbricando illusioni di privacy e spingendo gli utenti a pubblicare e condividere qualunque cosa, facendo loro credere di essere garantiti quando in realtà sono soltanto mucche da mungere. Sarebbe ora di smettere di farsi fregare.
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Commenti
Commenti (36)
Appena testato su G+: Idem con patate.
L'immagine cancellata è sempre raggiungibile all'URL memorizzato prima di cancellare.
Te ne dico una in più. Facebook per fare il mio video lookback ha usato delle foto che ho cancellato un paio di anni fa!
alle 21.30 del 15/02 è ancora presente.
Da anni ho utilizzato sul mio blog e altrove i link al CDN proprio perché sapevo che le foto restano per anni dopo la loro "cancellazione". In un solo caso scoprii che una foto era stata definitivamente cancellata da fbcdn. Quindi non è il caso di stare col fiato sospeso sui cronometri: scommetto un quintale di focaccia che tra un mese la foto del micio sarà ancora lì.

Quello che mi meraviglia è che Paolo pensasse che la cancellazione del contenuto avvenisse davvero ed entro poco tempo... ;)
Con G+ la foto sparisce subito, ma devi anche pulire il cestino. Per farlo, dopo aver spostato la foto nel cestino, compare un messaggio che dice che è stata spostata nel _cestino_ con l'opzione _annulla_. Se clicchi su _cestino_, accedi ad un'area dove le foto rimangono 60 giorni (c'è scritto) con l'opzione per svuotare subito il cestino.
Fatto questo, pulita la chache del browser, tentato di accedere, la foto non c'è più.
23.05 del 15/2/2014 è ancora presente.
Stupisce che ci sia ancora qualcuno che crede alla privacy del web in generale, non di facebook in particolare.
È una cosa piuttosto vecchia, pensavo l'avessero risolta anche se, non mi fido e non pubblico più foto importanti su Facebook. Il problema principale è che questo aspetto non vale niente, perché se qualcuno posta una foto che ti ritrae e ti tagga, puoi chiedergli gentilmente di rimuoverla, ma questa ci sarà per sempre. Io ad esempio ho problemi con le foto dei miei figli, non voglio che compaiano su questo Social network ma continuamente, perché partecipano a feste di amichetti o perché la vicina li ha invitati a giocare nella piscina, immancabilmente vengono sbattuti in pubblica piazza. Tanto più che quelle della piscina erano nudi... La gente non ha più ritegno e difendersi dalla stupidità è veramente dura. Se ti lamenti ti vedono come un rompi coglioni e un troglodita .... dicendoti, che sarà mai. La cosa che fa più pensare è che anche se non sei iscritto, puoi comparire in molte foto tra cene e feste, non sapendo di esserci. Ma come si fa? Gli strumenti di Facebook Pet la segnalazione di foto che non gradisci vengano date in pasto al social fa schifo, figuriamoci che nel caso delle foto di mio figlio nudo, le ho dovute segnalare come pornografiche, ma non hanno accettato la mia richiesta di rimozione. Che fare?
Dirò di più: avendo scelto l'opzione di inviare la mail, adesso che mi sono ricordato di leggerla (1 ora dopo), la mail contiene il link al post ed alla foto e, avendoli cancellati entrambi, sono tutti e due non più visibili (resta solo il titolo).
lo stesso dicasi di pagine che vengono nascoste e rese non pubblicate, con l'intenzione di cancellarle, le immagini rimangono visibili, se qualcuno ha usato quelle immagini esternamente, per un sito, un forum, un blog (cosa che può fare capire se una pagina è stata rubata e un eventuale bullo la sta cercando di cancellare o la cancellazione è avvenuta da Facebook per qualche infrazione da parte di un gestore) ma in quel caso basta solo cercare

https://www.facebook.com/browse/page_fans/?page_id=(qui va messo l'id della nostra pagina)

se esce questa scritta
This is a private post. You can't view this post, because the person hasn't shared it publicly.
una pagina è stata nascosta per essere cancellata di solito sarà visibile un mese circa

La non-cancellazione dei dati cancellati è vecchia come l'informatica, sia nei file system sia nei database. Il calo verticale dei costi di storage ha fatto in modo che sia più comodo lasciare lì un contenuto e smettere semplicemente di linkarlo. Probabilmente una volta ogni "tot" viene fatta una garbage collection, come una volta ogni tanto si faceva il PACK dei DBF che lavoravano in SET DELETED ON (per fare un esempio).
Secondo me, poi, le cose _veramente_ personali non andrebbero pubblicate, punto. Che sia facebook o altro poco importa.
@ Enrico Ceppi
Per G+ hai ragione, foto eliminata completamente. Grazie.
Alle 11:15 di domenica mattina 16 febbraio, il link è ancora perfettamente funzionante.
Posso immaginare facilmente situazioni nelle quali questa persistenza delle foto cancellate può causare guai. Lei manda una propria foto sexy a lui via Facebook [...]

Un altro scenario: due rimbambite [...]


Purtroppo, esempi come questi non serviranno mai a convincere l'utOnto che le promesse di privacy di QUALSIASI sito internet sono illusorie.
Diranno che gli esempi da te citati (ammesso che li abbiano letti per intero) sono troppo specifici, che a loro non capiteranno mai perchè non fanno le cose da te descritte. E quindi, siccome loro non spediscono foto sexy, tantomeno picchiano la gente, si sentiranno al riparo da certi ragionamenti.
Poi però sono le stesse persone che pubblicano le loro foto delle feste ubriache o tappezzano la bacheca con le foto dei figli (e spesso le due tipologie di persone coincidono), salvo pentirsene qualche ora/giorno/anno dopo e procedere alla rimozione delle tracce.
Del resto basta leggere i commenti a questo articolo/ per rendersi conto quanta gente reclama a gran voce il diritto di mettere in mostra i propri marmocchi, non rendendosi conto che, di fatto, è come se stessero pubblicando le loro foto e i loro nomi nel cesso degli autogrill.

Bisognerebbe ricordare agli utonti che qualsiasi foto pubblicata in rete viene visualizzata, e spesso salvata, sul dispositivo a cui è consentito l'accesso. Poco importa che questo dispositivo sia solo quello dell'utente che l'ha pubblicato o quello di una cerchia ristretta di persone (anche se spesso questa cerchia è di diverse centinaia di individui).
Ci può sempre essere quello che, alle sue spalle, può sbirciare quella foto.
Ci può sempre essere lo scemo che usa il computer dell'università e si dimentica di sloggarsi.
Ci può sempre essere quello che vi ruba il notebook o il cellulare, dove tutti gli accessi ai vostri account sono automatici e dove il dico è pieno di file temporanei.
Ma tanto non capirebbero ugualmente.
14:53 di oggi 16 febbraio: bel gattino, ancora visibilissimo
Al momento è visibile.
Il base a quanto dichiarato nel 2012 da un portavoce di Facebook a quelli di Ars Technica (vedi: http://goo.gl/iPnWy):

- le immagini cancellate dagli utenti spariscono anche dai CDN
- però non spariscono subito
- in ogni caso, i link dei CDN hanno un tempo di vita massimo di 30 giorni
Con Internet Explorer non riesco a mettere in opera la procedura indicata da Attivissimo.
Ma direi che si può procedere anche così. Si salva la foto, e poi...
L'indirizzo al quale si trova la foto dovrebbe essere:
https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn2/t1/
al quale va aggiunto il nome del file jpg come viene salvato da facebook

Ho provato con alcune foto che avevo salvato sul mio HD e funziona.
Però se non sbaglio dal CDN non è possibile risalire all'account facebook dal quale l'immagine è stata uploadata, quindi un ragazzo potrebbe facilmente uploadare su un account qualsiasi un'immagine hot della sua ex, magari un fotomontaggio, e poi mandare il CDN risultante agli amici affermando che questo provenga dalla pagina della ragazza
@ BE:

un po' OT: mio cugino non aveva fatto in tempo ad arrivare all'ospedale dove era ricoverato il figlio che la cognata aveva già postato su FB diagnosi ecc ecc. Per la serie: magari il bimbo vorrà decidere lui se e a chi raccontare da quali patologie è affetto o ha sofferto in passato (anche se si tratta di malattie minori, sono fatti suoi no?!). Tra un po' le aziende non manderanno più i neo-dipendenti a fare gli esami di assunzione, guarderanno su FB (e potranno silenziosamente eliminare a priori i candidati con patologie potenzialmente 'assenteiste' grazie alle zie impiccione).
Lunedì 17, ore 10:17. Foto visibile
Ancora presente tutt'ora ...
Ore 11 fuso orario dell'Italia, 17 febbraio: tutt'ora perfettamente visibile (e salvata perché bellissima :D )
Violetta dice: "Tra un po' le aziende non manderanno più i neo-dipendenti a fare gli esami di assunzione, guarderanno su FB"

Lo si fa già, insieme ai colloqui, e non è del tutto peregrino come sistema: Caio vuole un lavoro da me, ma il mio lavoro che offro comporta anche una certa discrezione (avvocato, medico) oppure una certa granitica moralità (enti no profit o benefici per es.), controllo quindi se Caio ha un account su twitter, tumblr, facebook, G+, linkedin e valuto attraverso questi cosa il candidato pubblica, e si tratta di documenti pubblici, quindi la loro visione da parte mia è stra-lecita (le gGenti scrivono veramente di tutto con "privacy pubblica", una plateale contraddizione poi).
Diverso sarebbe se con l'inganno mi intrufolassi negli account del candidato.

Bisogna anche "farsi un po' a capì", non si può pensare che il WEB sia una zona franca dove ci spogliamo di tutte le impalcature morali, di educazione e non si deve essere mai giudicati per quello che facciamo in un posto "virtuale", ma quel che è peggio, ci venga riconosciuta una sorta di amnistia generalizzata per ogni comportamento che noi assumiamo sul WEB, come fosse un mondo totalmente a parte, anche quella (ahimé) è la nostra vita e il concetto di privacy non si applica al materiale pubblico, volontariamente pubblicato, visibile da chiunque.
Non dico che sia la stessa cosa di fare l'helicopter col pene nella piazza del paese dopo una festa alcolica particolarmente ben riuscita (cosa che passerebbe nel dimenticatoio con più facilità, garantisco), epperò se qualcuno ne ha fatto il video, tu poi lo pubblichi su facebook per farlo vedere alla tua stretta cerchia di amici (e così ti sei già fregato in verità); dopo lamentarsi delle politiche di privacy di facebook è perlomeno idiota.
Se poi, sfiga, il tuo titolare vede il video su youtube e tu fai pure un lavoro di rappresentanza per l'azienda, a qualche domandina dovrai pur rispondere, perché sarà anche vero che quello che fai fuori dal lavoro è strettamente affare tuo, ma se pubblichi (la parola deriva da "pubblico") non è più affar tuo, per tua scelta. Ah, e complimenti anche per gli "amicHi tuoi".

Sono andato OT, chiedo scusa, ma mi pareva una considerazione ovvia da fare, anche in virtù delle numerose e plateali manchevolezze dei vari social.
Andare a vedere sui social per scegliere un candidato è sicuramente legale.
Non mi sembra però molto corretto perché implica una sfiducia nella persona, ma soprattutto che diritto ha un datore di lavoro (potenziale o meno) nel venire a sindacare cosa faccio nella mia vita privata? Direte: se volevi tenerla privata non dovevi metterla sui social, ma è una scusa che non regge.
@ Il Lupo della Luna: a me, fin da piccolo, hanno insegnato che il rispetto è dovuto ma la fiducia si conquista, oltre ad essere i due soli fiumi che vanno nei due sensi (poesia signori).

Se io ti devo assumere, è ovvio che di te non mi fidi, perché non ti conosco e su di te però ci investo, molto di più di quello che tu vedi in busta paga. Me lo posso permettere, altrimenti non assumerei, ma a nessuno piace perdere tempo e ancor meno soldi, non parliamo poi di essere vittima di un danno di immagine (nel commercio è moneta sonante).

Non ho nulla da sindacare sulla tua vita privata, ma nel caso potrei avere molto da sindacare su quello che pubblichi, la differenza è sostanziale, curioso che non si capisca.

Vogliamo degli esempi?
1) Lavori per me, quando torni a casa ti attacchi a FB e poi cominci a scrivere post infamanti sull'ambiente di lavoro oppure sveli dei miei segreti commerciali oppure (altro trovare);
2) Lavori per me come rappresentante (o manager, dirigente …), e la sera quando torni a casa sei uno di quelli che sente l'irrefrenabile bisogno di farsi dei self allo specchio del bagno con tutto di fuori e pubblicarli su instagram, vede le foto la figlia di un mio cliente che mi telefona (il cliente, non la figlia) per chiedermi di non mandargli più te, qualche spiegazione me la dovrai;
3) Lavori per me, e salta fuori che tieni un sito di apologia al nazismo e la mia azienda fa import/export con Israele;


Tutti comportamenti che con una ricerca su internet posso conoscere prima che tu per me possa rappresentare un imbarazzo o un danno:
1) hai l'abitudine di lamentarti pubblicamente del tuo posto di lavoro e raccontare urbi et orbi gli affari della tua azienda (chiaramente sempre in negativo);
2) hai l'abitudine ai self zozzoni con la tua bella faccia visibile e non solo quella;
3) hai l'abitudine di abbracciare ideologie discutibili.
Tutte cose che a te magari non creano problemi, visto che ci convivi benissimo, ma a me ne creano eccome, visto che lego la mia impresa anche alla tua faccia.

Sarebbe poi da discutere chi è corretto con chi, in questi casi, però si tratta solo di esempi, non me la sento di costruire di un codice etico sulla base di queste banali considerazioni, anzi la smetto, giuro.
Andare a vedere sui social per scegliere un candidato è sicuramente legale.
Non mi sembra però molto corretto perché implica una sfiducia nella persona, ma soprattutto che diritto ha un datore di lavoro (potenziale o meno) nel venire a sindacare cosa faccio nella mia vita privata? Direte: se volevi tenerla privata non dovevi metterla sui social, ma è una scusa che non regge.


Semplicemente, quando una nostra azione viene resa nota ad un gran numero di persone (alcune delle quali non fanno parte della nostra cerchia di amicizie e conoscenze), questa non è più da considerare vita privata. Non è una scusa, ma è un dato di fatto.
Se il tuo lavoro implica un certo grado di decoro, ti toccherà importi dei limiti. Pensa ad esempio se lavorassi in un ufficio pubblico: nessun titolare può vietarti di andare in discoteca o fare delle feste alcooliche con gli amici, purchè il tuo aspetto e il tuo rendimento sul luogo di lavoro non vengano compromessi. Ma se regolarmente ti rendi protagonista di scene poco edificanti (vomiti sulle scale, litighi con i buttafuori, finisci coinvolta in una rissa) oppure tappezzi la bacheca FB di foto in cui stai abbracciando il cesso, rischi di diventare "riconoscibile".
E rischi che la tua competenza sul luogo di lavoro possa essere messa in discussione, se non dal titolare, dagli utenti. Perchè se un impiegato dell'ufficio postale viene regolarmente fotografato in discoteca con un espressione dichiaratamente non-sobria, può anche essere l'impiegato migliore del mondo, ma è abbastana comprensibile che gli utenti scelgano di non rivolgersi al suo sportello.

Senza contare che la bacheca FB viene usata per esternare opinioni personali, spesso estreme. Un preside non può certo vietare agli insegnanti della sua scuola di avere un profilo FB: ma se si accorge che questi uno di questi usa la sua bacheca per propagandare le sue idee in campo politico o religioso (opinoini che di solito si tengono private) e questo ha causato le rimostranze di alcuni genitori, ha il diritto di rivalersi su di lui, in quanto le sue -legittime- opinioni personali hanno influito negativamente sul decoro richiesto dal sul lavoro.
Un preside non può certo vietare agli insegnanti della sua scuola di avere un profilo FB: ma se si accorge che questi uno di questi usa la sua bacheca per propagandare le sue idee in campo politico o religioso (opinoini che di solito si tengono private) e questo ha causato le rimostranze di alcuni genitori, ha il diritto di rivalersi su di lui

Pia illusione. Il tribunale del lavoro, o chi per esso, ha appena reintegrato sul posto di lavoro quell'insegnante di storia dell'arte che propagandava, anche con ostruzionismi e casini vari durante le riunioni, il negazionismo della Shoah.
La foto è ancora visibile (ore 3.52 del 19/2).
Mi sono iscritto a facebook da pochissimo, sebbene io sia un informatico con 15 anni di lavoro nel settore.
L'ho fatto per due motivi:
1) Nessuno o per lo meno pochissime persone rispondevano ad una mia mail, ma se lo stesso argomento lo tratto con loro su facebook mi rispondono immediatamente, praticamente usando solo mail e telefono ero rimasto isolato (lo sono ancora).
2) Per vedere cosa la gente scriveva e "postava" su di me.
Quando è nato mio figlio dopo pochi minuti c'era una foto del bimbo online. Foto che nè io nè mia moglie nè qualcun altro parente
stretto aveva pubblicato.
La privacy non esiste. Punto e basta.
Uscite quanto volete dall'argomento dell'articolo, ma intanto la fotografia (alle 7:25 del 19 febbraio) è sempre al suo posto bella paciarotta.
Ma comunque dal CDN non è possibile risalire all'account dell'utente che l'ha postata, giusto? Se c'è un pattern nel nome che permetta di farlo non sono in grado di trovarlo...
22/02 alle 14.20, la foto è ancora visibile.
La foto è visibile ancora. 25/02/14 19.30
Prova personale: ne ho cancellata una domenica 23 febbraio sera (link: https://scontent-b-ams.xx.fbcdn.net/hphotos-ash4/t1/1622163_10203135337694387_1243381617_n.jpg).
Questa sera risulta: "Content not found".
Per curiosità ho provato oggi a distanza di 2 settimane a vedere se l'immagine del gattino c'è ancora. Finalmente il link da "Content not found".
Salve. Questa volta non sono d'accordo con lei. Mi riferisco all'ultima frase. O meglio sono d'accordo nello specifico, ma credo anche che l'account su Facebook, sia quasi sempre una scelta consapevole, così come le foto che si postano ed i commenti e quant'altro. A me non mi ha ordinato il dottore di iscrivermi a Facebook, l'ho fatti di mia iniziativa e faccio molta attenzione a quello che pubblico. Oltretutto non ho niente di cui dovrei eventualmente vergognarmi e, può darsi che FB guadagni dei soldi anche dalla mia iscrizione, ma da quando sono iscritto non ho mai speso un soldo per "colpa" di Facebook e non mi considero un...fregato.
Idem: oggi 12 Maggio 2014 l'immagine non è raggiungibile ma presenta la scritta Content not found.